
ROMA (ITALPRESS) – È allarme per la risicoltura italiana. Il settore sta vivendo una crisi sempre più profonda, con prezzi in forte calo e costi di produzione in aumento che mettono a rischio il futuro di migliaia di aziende agricole.
A lanciare l’allarme è l’Ente Nazionale Risi, secondo cui le quotazioni nelle principali piazze di riferimento, come Vercelli, Novara e Mortara, hanno raggiunto livelli non più sostenibili. A essere colpiti sono tutti i comparti, dai risi di qualità come Carnaroli e Vialone Nano fino alle varietà più esposte alla concorrenza internazionale.
A pesare sono anche i rincari dei costi produttivi, aumentati di oltre il 50% per fertilizzanti, carburanti e agrofarmaci, mentre il prezzo del risone è oggi circa la metà rispetto ai livelli registrati nel biennio 2022-2023.
Secondo l’Ente Risi, il rischio è una riduzione delle superfici coltivate, con conseguenze non solo economiche ma anche ambientali: le risaie sono infatti fondamentali per l’equilibrio idrogeologico e la biodiversità della Pianura Padana.
La richiesta è quella di un piano strategico per garantire contratti equi e una giusta remunerazione agli agricoltori. “Agricoltura e industria devono lavorare insieme – sottolinea l’Ente – per salvare un patrimonio unico al mondo”.
gsl