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Aymen Hussein, storia dell’attaccante che gli Usa non volevano far entrare: il papà ucciso da Al-Qaeda, il fratello rapito e mai ritrovato. È già un eroe nazionale

Nel Mondiale delle lacrime o addirittura delle non esultanze, Aymen Hussein si è distinto anche in questo. E non è solo per il suo gol di testa, l’unico dell’Iraq nella partita difficilissima contro la Norvegia di un Haaland sempre più travolgente (è finita 4-1, abbastanza da pronostico). E non è per quell’esultanza così calda da abbracciare non solo i suoi compagni, ma di fatto una Nazione intera. È per quanto quel gol significhi per lui. Lui, Hussein, che le tragedie vere le ha vissute. Di quelle che segnano per sempre.

La sua carriera sembra semplice da raccontare: ha 30 anni, gioca nell’Al-Karma (arrivata quinta quest’anno nella Super League irachena), non ha giocato sempre in Iraq ed è una punta con discreto senso del gol (9 quest’anno in 18 partite). Per cui, vederlo segnare di testa con un bello stacco non è nemmeno una grossa sorpresa. Ma è tutto quello che si nasconde dietro a far rabbrividire. Quando aveva 12 anni, la prima tragedia: il papà viene ucciso da AlQaeda. Pochi anni dopo, nel 2014, il fratello maggiore viene rapito e mai più ritrovato. Era un poliziotto, quindi a libro paga del governo Abadi, in guerra contro l’Isis. “Sono scampato al terrorismo, non so se mi ricapiterà sulla strada. Ma mi ritengo un uomo fortunato”, aveva avuto modo di dire. E ora, esulta.

Dita al cielo, un grido non rabbioso, ma felice. E poco importa che la sconfitta sia stata pesante: la sua è la seconda rete in assoluto nella storia dell’Iraq ai Mondiali, che la sua nazionale è tornata a giocare dopo 40 anni. La rete decisiva per accedere ai gironi? Di Aymen, chiaro, nello spareggio contro la Bolivia. Un gol che lo ha fatto quasi diventare un eroe nazionale e che lo aiuta a far emergere la sua storia, dopo il gol – altrettanto storico – segnato alle Olimpiadi del 2024 contro l’Argentina.

Tornando al presente, anche Aymen ha vissuto tutte le contraddizioni del mondiale marchiato Trump, tra problemi di visto e stop alla frontiera: ha rischiato di non poter partecipare all’edizione, perché dopo sette ore di interrogatorio, ancora il lasciapassare per entrare sul suolo americano non gli veniva dato. Alla fine ce l’ha fatta, ha segnato, ha perso ma ha esultato. Senza lacrime, senza commozione. Ma con la sensazione che quella rete permetterà ancora di raccontare la sua storia. Che è, purtroppo, quella di molti nel suo Paese.

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“Ho passato dei momenti difficili. Non c’entrava il calcio. Quello che sto vivendo ora è la ciliegina sulla torta”: le lacrime di Messi

Dove eravamo rimasti: dalla doppietta nella finale di Qatar 2022, alla tripletta con cui ha aperto l’edizione 2026. Leo Messi sempre più nella storia del calcio, a 39 anni trascina l’Argentina alla vittoria contro l’Algeria con tre gol uno più bello dell’altro. Messi ha così segnato 16 gol nelle sue sei presenze complessive ai Mondiali, un record, e sembra inevitabile che il primato eguagliato di Klose venga battuto nelle prossime settimane. La tripletta è stata la 61esima della carriera di Messi, l’undicesima con la maglia della nazionale e la prima ai Mondiali.

Un Messi emozionato che non ha nascosto le lacrime dopo aver segnato il primo gol: “Ho passato dei momenti difficili. Non c’entrava il calcio. E quelle emozioni erano dovute a quello. Ringrazio i miei compagni di squadra, lo staff tecnico e la delegazione per il supporto che mi hanno dato”, ha detto dopo la partita. “Sono molto felice di aver vissuto tutto quello che ho passato. Quello che sto vivendo ora è la ciliegina sulla torta”, ha detto Messi che è andato a segno anche nella quinta partita consecutiva disputata ai Mondiali. “Sono molto felice e grato per questo gruppo meraviglioso. Mi diverto tantissimo”, ha aggiunto.

La presenza di Messi contro l’Algeria è stata la 200esima della sua carriera in nazionale, iniziata nel 2005 all’età di 18 anni. Gli unici giocatori con più presenze sono il portoghese Cristiano Ronaldo, che disputerà la sua 229esima partita mercoledì, e Bader al-Mutawa, con 202 presenze con il Kuwait. La Pulce ha avuto a che fare con un lieve infortunio al bicipite femorale con l’Inter Miami, che lo ha rallentato nel periodo di preparazione ai Mondiali. “Questo è il mio sesto Mondiale e mi sento ancora in ottima forma“, ha dichiarato Messi. “Fortunatamente sto bene e oggi siamo riusciti a vincere una partita difficile. È importante iniziare il torneo con una vittoria alla prima partita, perché non è mai facile in un Mondiale”, ha concluso.

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Bastoni, il Real Madrid fa sul serio: l’Inter fissa il prezzo a 70 milioni

Alessandro Bastoni torna al centro delle attenzioni del calcio spagnolo. Dopo l’interesse manifestato nei mesi scorsi dal Barcellona, ora è il Real Madrid a guardare con forza al difensore dell’Inter. I contatti tra i due club si sono intensificati nelle ultime settimane, anche grazie ai recenti incontri avvenuti tra le dirigenze nerazzurra e madridista.

Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, durante il viaggio in Spagna per il “Corazon Classic Match”, la partita benefica tra le leggende delle due società disputata al Santiago Bernabeu, il presidente del Real Florentino Perez e quello dell’Inter Beppe Marotta avrebbero avuto modo di confrontarsi anche sul nome di Bastoni. Al club milanese sarebbe stato comunicato il forte gradimento dei blancos per il difensore azzurro.

La posizione dell’Inter, però, resta chiara. Bastoni ha un contratto fino al 2028 ed è considerato uno degli elementi più importanti della rosa. Per questo motivo il club valuta il giocatore non meno di 70 milioni di euro, la stessa cifra richiesta quando sul difensore si era mosso il Barcellona. Pur ritenendolo un pilastro, l’Inter non esclude una cessione di fronte a un’offerta ritenuta adeguata. Un’eventuale operazione di queste dimensioni garantirebbe infatti risorse significative da reinvestire sul mercato e porterebbe a una revisione dei piani estivi della società.

Dal canto suo, il Real Madrid considera Bastoni un profilo ideale per rinforzare il reparto arretrato. Oltre alla sua duttilità tattica, pesa l’esperienza accumulata nelle competizioni europee, con 61 presenze complessive tra Champions League ed Europa League. Al momento però si tratta ancora di un interesse e non di una trattativa vera e propria. Inoltre, la decisione finale sul possibile investimento dovrebbe spettare anche a José Mourinho, appena tornato sulla panchina madridista.

Resta però caldo l’asse tra Milano e Madrid, già percorso nelle scorse settimane dall’operazione che ha portato Denzel Dumfries verso la capitale spagnola. Per l’Inter, un’eventuale partenza di Bastoni aprirebbe inevitabilmente nuovi scenari. Tra i nomi seguiti per la difesa resta quello di Oumar Solet dell’Udinese, ma un’uscita del centrale azzurro costringerebbe il club a intervenire ulteriormente sul mercato per rinforzare la difesa di Cristian Chivu.

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Omicidio in strada a Napoli: Antonio Mauro ucciso nell’agguato a pochi passi da casa

Si chiamavo Antonio Mauro e aveva 48 anni l’uomo ucciso a colpi di pistola nella serata di ieri a Napoli. Sull’omicidio indaga la Polizia, che sta acquisendo testimonianze ed eventuali immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza attivi nella zona. Non è escluso il regolamento di conti tra clan di camorra. Quello appena fuori dal centro di Napoli non è stato l’unico episodio di sangue: ieri sera, a San Giovanni a Teduccio, tre persone sono rimaste ferite in maniera lieve in una sorta di stesa.

La vittima sarebbe stata freddata in strada, nei pressi della sua abitazione, in via Cesare Rosaroll dai colpi di arma da fuoco esplosi da uno scooter in arrivo. Almeno sei i colpi, uno quello che ha ferito la vittima mortalmente. Il 48enne si sarebbe accorto del pericolo e si sarebbe dato alla fuga, senza riuscire a sfuggire ai colpi fatali. Secondo le ricostruzioni, l’uomo era riuscito a sfuggire a un altro agguato nel 2007.

“I clan camorristici mostrano una grande attenzione anche nei confronti dei Comuni – ha dichiarato ieri il prefetto di Napoli, Michele di Bari – Nell’anno in corso, come Prefettura abbiamo avviato un’attività di monitoraggio in circa dieci comuni. Attualmente sono sciolte per infiltrazioni camorristiche, ai sensi dell’articolo 143 del testo unico sugli enti locali, le amministrazioni di Poggiomarino, Torre Annunziata e Marano di Napoli”.

Sempre ieri, i Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di altri due indagati, entrambi italiani di 30 e 24 anni, ritenuti gravemente indiziati del reato di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso per il solo 24enne riferita all’appartenenza al clan De Micco, operativo nel quartiere Ponticelli dell’area Est di Napoli, per l’omicidio di Fabio Ascione. Il 20enne venne ucciso per errore lo scorso 7 aprile nel quartiere di Ponticelli.

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“Abbiamo visto un serpente velenoso durante l’allenamento. Se ti morde, devi andare in ospedale. Stiamo cercando di essere prudenti”: paura Germania, la denuncia di Kimmich

Il caldo, le lunghe distanze, il fuso orario e ora anche i serpenti. Già, i rettili stanno diventando la grande paura delle Nazionali europee impegnate nei Mondiali di calcio negli Usa. L’ultima denuncia arriva dalla Germania, che si trova in ritiro nel lussuoso centro sportivo di Wake Forest University, nel WinstonSalem. Il capitano della squadra, Joshua Kimmich, ha denunciato in conferenza stampa che lui e i suoi compagni di squadra hanno avvistato un serpente velenoso nel corso dell’allenamento.

Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata
Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta

Non è il primo caso. La Svizzera a San Diego si allena su un campo adiacente a una cosiddetta “snake area”, dove è diffusa anche la presenza dei serpenti a sonagli. Un caso simile riguarda anche la Norvegia di Haaland, vittoriosa all’esordio contro l’Iraq, che si trova in ritiro a Greensboro, nella Carolina del Nord: nella zona sono molto diffusi i serpenti Copperhead, che se disturbati possono diventare molto pericolosi.

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Anche il serpente incontrato dalla Nazionale tedesca avrebbe potuto diventare un pericolo: “Ieri abbiamo visto un serpente durante l’allenamento e ci hanno detto che era velenoso“, ha raccontato Kimmich alla stampa. Manifestando tutte le sue preoccupazioni: “Quindi, se vieni morso, devi andare in ospedale. Non penso che si muoia, ma è sicuramente pericoloso. Se calpesti un animale di questo genere, le cose possono finire molto male…

La Germania di Nagelsmann in campo ha vinto all’esordio contro Curaçao con un netto 7 a 1: sabato sera è attesa a una sfida molto più complessa, contro la Costa d’Avorio, reduce da una pesante vittoria contro l’Ecuador. Ma al momento l’apprensione dei tedeschi più che su Yan Diomande sembra concentrata sui serpenti velenosi: “In Germania, ho l’impressione che non ci siano così tanti animali pericolosi. Stiamo cercando però di mantenere le distanze ed essere prudenti“, ha concluso Kimmich.

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I fenomeni irrompono al Mondiale: Messi a 39 anni firma una storica tripletta. A Mbappé risponde Haaland | Risultati e nuove classifiche

I fenomeni hanno fatto irruzione nel Mondiale. Nella serata e poi nella notte italiana sono arrivati i primi squilli delle stelle più attese della competizione: Lionel Messi, Kylian Mbappé ed Erling Haaland hanno trascinato le rispettive nazionali all’esordio, lasciando subito il segno. A prendersi la scena è stato soprattutto il fuoriclasse argentino, a 39 anni (li compirà il prossimo 24 giugno) autore di una storica tripletta contro l’Algeria che gli ha permesso di agganciare Miroslav Klose in cima alla classifica dei migliori marcatori di sempre della Coppa del Mondo.

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Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta

Mondiali, cosa è successo nella notte

All’Arrowhead Stadium di Kansas City, l’Argentina campione del mondo ha superato l’Algeria per 3-0 grazie a una serata da leggenda del numero 10. Messi ha aperto le marcature al 17’ su assist di Rodrigo De Paul, ha raddoppiato al 60’ sfruttando una ribattuta favorevole e ha completato la sua prima tripletta mondiale al 76’. Un’impresa che arriva esattamente vent’anni dopo il suo esordio iridato e che lo porta a quota 16 reti nei Mondiali, eguagliando il record di Klose.

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Al termine della partita Messi si è lasciato andare all’emozione: “Mi rende molto felice aver vissuto tutto ciò che mi è capitato nella vita. Quello che sto vivendo ora è la ciliegina sulla torta. Sono molto felice e grato per questo gruppo meraviglioso. Mi sto godendo ogni momento”. Elogi anche da parte di De Paul: “Avere Leo è un vantaggio per il modo in cui guida il gruppo e lo trascina in avanti. Per quello che rappresenta”. Ancora più sintetico il ct Lionel Scaloni: “Non ho parole per Leo. Cosa posso dire? È incredibile”.

Nel Gruppo I ha vinto anche la Francia, che nella serata italiana di martedì ha battuto il Senegal per 3-1. Dopo un primo tempo bloccato, a rompere l’equilibrio è stato Mbappé al 66’. Barcola ha firmato il raddoppio all’82’, poi nel recupero sono arrivati il gol senegalese di Mbaye e la seconda rete personale di Mbappé – con uno splendido tiro da fuori – che ha chiuso definitivamente i conti. I Bleus raggiungono così quota tre punti.

In vetta al girone insieme alla Francia c’è anche la Norvegia, trascinata da un altro dei protagonisti più attesi del torneo. Erling Haaland ha firmato una doppietta nel 4-1 contro l’Iraq, segnando al 29’ e al 43’ del primo tempo. In mezzo era arrivato il momentaneo pareggio di Hussein, ma nella ripresa Ostigard e il gol nel recupero che ha fissato il punteggio sul 4-1 hanno completato la festa degli scandinavi, tornati a giocare un Mondiale per la prima volta dal 1998.

Nel Gruppo J, infine, successo per l’Austria, che ha superato la Giordania per 3-1. A segno Schmid nel primo tempo, poi il pareggio di Olwan. Nel finale l’autogol di Al Arab ha riportato avanti gli austriaci, prima del rigore trasformato da Arnautovic nei minuti di recupero.

Mondiali, i risultati delle partite di oggi

Argentina-Algeria 3-0 (Messi 17’, 60’, 76’)

Francia-Senegal 3-1 (nel st 21’ Mbappé, 37’ Barcola, 50’ Mbaye, 51’ Mbappé)

Norvegia-Iraq 4-1 (nel pt 29’ e 43’ Haaland, 39’ Hussein; nel st 31’ Ostigard, 47’ gol che fissa il 4-1)

Austria-Giordania 3-1 (nel pt 21’ Schmid; nel st 5’ Olwan, 31’ aut. Al Arab, 45’+ rig. Arnautovic)

Mondiali, la nuova classifica dei gironi

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“Il calcio non appartiene a un gruppo ristretto di Paesi”: la lettera di 14 Nazionali contro Ceferin, che ha criticato i Mondiali

Il Mondiale di calcio 2026 è appena cominciato, ma c’è già chi ne ha avuto abbastanza. E non si tratta di una personalità qualsiasi. A finire al centro della tempesta è stato Aleksander Ceferin, presidente UEFA, protagonista di una polemica che sta facendo molto discutere. Tutto è partito da Lubiana, la sua città natale. Durante una conferenza dal titolo “Più di un gioco”, Ceferin ha espresso dubbi sull’allargamento della Coppa del Mondo da 32 a 48 squadre, una novità storica introdotta proprio in questa edizione per volontà del suo rivale Gianni Infantino, presidente FIFA.

Secondo quanto riportato dal quotidiano sloveno Delo, il numero uno della UEFA ha definito questa espansione “un errore“, sostenendo che il nuovo format produce anche “partite senza interesse”. Parole che da quattordici Paesi partecipanti sono state percepite come una grave offesa. E infatti la risposta è arrivata rapidamente, compatta e soprattutto dura. Le federazioni di Capo Verde, Curacao, Giordania, Uzbekistan, Repubblica Democratica del Congo e Haiti, affiancate da Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Ghana, Senegal, Costa d’Avorio e Sudafrica, hanno diffuso un comunicato congiunto che va ben oltre la difesa del nuovo format. “Per i nostri Paesi non esiste una partita di Coppa del Mondo che non sia importante”, scrivono le federazioni.

Parole che raccontano due visioni opposte del torneo. Da una parte chi teme che l’allargamento possa diluire la qualità tecnica della competizione e far scemare l’interesse. Dall’altra, chi vede nella nuova formula un’opportunità storica per nazioni che per decenni sono rimaste ai margini del grande calcio. Per Capo Verde, Curacao, Giordania e Uzbekistan, la partecipazione ai Mondiali rappresenta infatti la realizzazione di un sogno inseguito da generazioni. Per Congo e Haiti significa invece il ritorno sulla scena più prestigiosa del calcio mondiale dopo assenze lunghissime.

Dietro queste qualificazioni, sottolineano le federazioni, ci sono anni di investimenti, sacrifici e lavoro. “Il calcio non appartiene a un gruppo ristretto di nazioni”, scrivono i firmatari. Una frase indirizzata direttamente ai vertici del calcio europeo e che riporta al centro una questione fondamentale: chi ha il diritto di decidere cosa è interessante e cosa non lo è in una Coppa del Mondo? Per milioni di tifosi africani, caraibici o asiatici, una sfida tra nazionali emergenti può avere un valore emotivo enorme, indipendentemente dal richiamo commerciale o dalla qualità tecnica percepita in Europa.

È proprio questo il punto sollevato dalle federazioni ribelli: ogni squadra presente al Mondiale si è qualificata sul campo e ogni partita rappresenta il culmine di un percorso sportivo e umano. Per questo, mentre il torneo entra nel vivo, la polemica aperta da Ceferin porta alla luce uno dei temi più profondi di questa edizione: il confronto tra un calcio sempre più globale e chi continua a guardarlo attraverso una prospettiva tradizionalmente eurocentrica.

Il mondiale extralarge di Gianni Infantino, che ha portato a un aumento del 50% delle squadre, ha come motivazioni soldi e potere. Non certo aiutare le piccole realtà calcistiche. Il formato a 48 ha permesso di qualificarsi a tante nazioni che altrimenti il mondiale avrebbero solo potuto sognarlo (anche perché la distribuzione dei nuovi posti era piuttosto sbilanciata a sfavore dell’Europa) e sono gli stessi piccoli Paesi che votano nel congresso Fifa e costituiscono il consenso del presidente FIFA. Allo stesso tempo, però, il campo sta dimostrando che il baricentro del pallone non tende più solo verso l’Europa. Il Giappone ha risposto colpo su colpo all’Olanda. Il Belgio ha faticato con l’Egitto e, soprattutto, la Spagna si è scontrata contro il muro eretto da Vozinha, pareggiando con Capo Verde. Non tutte le partite sono inutili.

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InsideAsia – C’è anche la Cina… ai Mondiali di calcio

Carissime lettrici, cari lettori,

ecco a voi una nuova puntata di InsideAsia, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie asiatiche più importanti e curiose. Io sono Federico Giuliani e, come ogni mercoledì, a partire dalle ore 7 del mattino vi invierò una mail con tutto quello che vi serve per capire cosa è successo, o cosa sta succedendo, in Estremo Oriente. Siete pronti? Iniziamo.

La puntata di questa settimana parla della sorprendente presenza della Cina ai Mondiali di calcio in fase di svolgimento negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: pur assente sul campo, Pechino è protagonista dietro le quinte grazie ai suoi sponsor, a un arbitro e persino alla produzione del pallone ufficiale del torneo.

Dedichiamo poi spazio alla visita in Italia del presidente sudcoreano Lee Jae Myung e al rafforzamento delle relazioni tra Roma e Seoul; all’ondata di caldo estremo che sta colpendo l’Asia Meridionale, con India e Pakistan tra i Paesi più colpiti; e alle nuove misure adottate dagli Stati Uniti contro le Big Tech cinesi, ultimo capitolo della competizione tecnologica tra Washington e Pechino.

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Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta: Messi fa tripletta e record. Mbappé e Haaland lo inseguono

Tutti a caccia del nuovo record. I Mondiali 2026, la prima edizione a 48 squadre, offrono agli attaccanti la grande occasione per segnare più gol. C’è un match in più, i sedicesimi di finale. Ci sono soprattutto molte più squadre materasso nei gironi. Chissà se qualcuno riuscirà a superare Just Fontaine, l’attaccante francese che in Svezia nel 1958 riuscì a segnare 13 reti in sole sei partite: ancora oggi detiene il primato di maggior gol segnati in una singola edizione dei Mondiali.

Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata
Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta

Intanto il duello tra Leo Messi e Kylian Mbappé riguarda il record all-time. Con la tripletta all’esordio contro l’Algeria, Messi ha agganciato Miroslav Klose a quota 16 gol. È il primato di sempre. Mbappé ha distrutto il Senegal con una doppietta ed è distante appena una rete.

Nel frattempo, ha fatto la sua irruzione al Mondiale anche Erling Haaland: doppietta alla prima di sempre con la sua Norvegia. La caccia al primato di gol è appena iniziata. Ma i fenomeni hanno già iniziato a darsi battaglia.

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La classifica marcatori LIVE dei Mondiali 2026

1) Leo Messi (Argentina)

3 gol

Argentina’s Lionel Messi (10) celebrates after scoring a goal during the World Cup Group J soccer match between Argentina and Algeria in Kansas City, Mo., Tuesday, June 16, 2026. (AP Photo/Ed Zurga)

2) Kylian Mbappé (Francia)

2 gol

France’s Kylian Mbappe celebrates after scoring the opening goal of his team during the World Cup Group I soccer match between France and Senegal in East Rutherford, N.J., near New York, Tuesday, June 16, 2026. (AP Photo/Frank Franklin II)

2) Erling Haaland (Norvegia)

2 gol

Norway’s Erling Haaland (9) smiles as he leaves the pitch at the end of the World Cup Group I soccer match between Iraq and Norway in Foxborough, Mass., near Boston, Tuesday, June 16, 2026. (AP Photo/Charles Krupa)

2) Folarin Balogun (Stati Uniti)

2 gol

United States’ Folarin Balogun celebrates scoring his side’s second goal against Paraguay during a World Cup Group D soccer match in Inglewood, Calif., near Los Angeles, Friday, June 12, 2026. (AP Photo/Marcio J. Sanchez)

2) Kai Havertz (Germania)

2 gol

Germany’s Kai Havertz (7) celebrates a goal during the World Cup Group E soccer match between Germany and Curacao in Houston, Sunday, June 14, 2026. (AP Photo/Eric Smith)

2) Yasin Ayari (Svezia)

2 gol

Sweden’s Yasin Ayari (18) celebrates after scoring his team’s fifth goal during the World Cup Group F soccer match between Sweden and Tunisia in Guadalupe, near Monterrey, Mexico, Sunday, June 14, 2026. (AP Photo/Matias Delacroix)

2) Elijah Henry Just (Nuova Zelanda)

2 gol

New Zealand’s Elijah Just (11) celebrates after scoring a goal during the World Cup Group G soccer match between Iran and New Zealand in Inglewood, Calif., near Los Angeles, Monday, June 15, 2026. (AP Photo/Andre Penner)

3) Leo Ostigard (Norvegia)

1 gol

3) Romano Schmid (Austria)

1 gol

3) Marko Arnautovic (Austria)

1 gol

3) Ali Olwan (Giordania)

1 gol

3) Ayman Hussein (Iraq)

1 gol

3) Bradley Barcola (Francia)

1 gol

3) Ibrahim Mbaye (Senegal)

1 gol

3) Abdulelah Al Amri (Arabia Saudita)

1 gol

3) Maximiliano Araujo (Uruguay)

1 gol

3) Ramin Rezaien (Iran)

1 gol

3) Mohammad Mohebi (Iran)

1 gol

3) Mattias Svanberg (Svezia)

1 gol

3) Aleksander Isak (Svezia)

1 gol

3) Viktor Gyokeres (Svezia)

1 gol

3) Omar Rekik (Tunisia)

1 gol

3) Amad Diallo (Costa d’Avorio)

1 gol

3) Virgil Van Dijk (Olanda)

1 gol

3) Crysencio Summerville (Olanda)

1 gol

3) Keito Nakamura (Giappone)

1 gol

3) Daichi Kamada (Giappone)

1 gol

3) Livano Comenencia (Curaçao)

1 gol

3) Nathaniel Brown (Germania)

1 gol

3) Deniz Undav (Germania)

1 gol

3) Jamal Musiala (Germania)

1 gol

3) Felix Nmecha (Germania)

1 gol

3) Nico Schlotterbeck (Germania)

1 gol

3) Nestory Irankunda (Australia)

1 gol

3) Connor Metcalfe (Australia)

1 gol

3) John McGinn (Scozia)

1 gol

3) Vinicius Jr- (Brasile)

1 gol

3) Ismael Saibari (Marocco)

1 gol

3) Boualem Khoukhi (Qatar)

1 gol

3) Breel Embolo (Svizzera)

1 gol

3) Giovanni Reyna – Stati Uniti

1 gol

3) Mauricio – Paraguay

1 gol

3) Cyle Larin – Canada

1 gol

Canada’s Cyle Larin (9) celebrates after scoring his sides first goal of the game in the second half of the World Cup Group B soccer match between Canada and Bosnia, Friday, June 12, 2026, in Toronto. ( (AP Photo/Sam Balkansky)

3) Jovo Lukic – Bosnia Erzegovina

1 gol

3) Hyun-Gyu Oh – Corea del sud

1 gol

3) In-Beom Hwang – Corea del sud

1 gol

3) Julian Quinones – Messico

1 gol

Mexico’s Julian Quinones (16) celebrates scoring their opening goal against South Africa during the World Cup Group A soccer match between Mexico and South Africa in Mexico City, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Eduardo Verdugo)

3) Raul Jimenez – Messico

1 gol

3) Ladislav Krejci – Repubblica Ceca

1 gol

Czechia’s Ladislav Krejci reacts after scoring against South Korea in Zapopan, near Guadalajara, Mexico, Thursday, June 11, 2026. (AP Photo/Dolores Ochoa)

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Mondiali, la nuova classifica dei gironi: Francia e Norvegia, che duello per il primo posto

La strada verso il MetLife Stadium del New Jersey è iniziata: il 19 luglio verrà incoronato il Paese vincitore della Coppa del Mondo 2026. Partono 48 squadre, per la prima volta in un Mondiale, divise in 12 gironi: 72 partite per eliminare appena 16 Nazionali. Tutte le altre passano ai sedicesimi di finale: le prime due di ciascun gruppo, più le otto migliori terze. Ecco le classifiche dei gruppi aggiornate.

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Mondiali, la nuova classifica aggiornata oggi

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Il nuovo regolamento dei gironi

In caso di arrivo a pari punti all’interno dello stesso girone, la FIFA applicherà nell’ordine i seguenti criteri per stabilire la classifica finale:

  • Maggiore differenza reti complessiva;
  • Maggior numero di gol segnati;
  • Punti ottenuti negli scontri diretti;
  • Migliore differenza reti negli scontri diretti;
  • Maggior numero di gol segnati negli scontri diretti;
  • Classifica fair play (conteggio delle sanzioni e dei cartellini);
  • Sorteggio finale a opera della FIFA.

Per quanto riguarda le migliori terze, ci sarà una classifica a parte, composta appunto dalle 12 terze classificate. I criteri che si applicheranno per decretare le otto qualificate sono:

  • Maggior numero di punti ottenuti in tutte le partite del girone;
  • Differenza reti risultante da tutte le partite del girone;
  • Maggior numero di gol segnati in tutte le partite del girone;
  • Punteggio di condotta di squadra più alto (giocatori e dirigenti) relativo al numero di cartellini gialli e rossi ricevuti in tutte le partite del girone;
  • Sorteggio finale a opera della FIFA

Mondiali 2026, tutti i gironi

Gruppo A: Messico, Sudafrica, Corea del Sud, Repubblica Ceca
Gruppo B: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera
Gruppo C: Brasile, Marocco, Haiti, Scozia
Gruppo D: Stati Uniti, Paraguay, Australia, Turchia
Gruppo E: Germania, Costa d’Avorio, Ecuador, Curaçao
Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia, Tunisia
Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda
Gruppo H: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay
Gruppo I: Francia, Senegal, Iraq, Norvegia
Gruppo J: Argentina, Algeria, Austria, Giordania
Gruppo K: Portogallo, RD Congo, Uzbekistan, Colombia
Gruppo L: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

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Mondiali 2026, le partite di oggi: c’è Inghilterra-Croazia. In campo anche il Portogallo e l’Uzbekistan di Cannavaro | Orari e dove vederle in tv

La prima tornata di partite dei Mondiali 2026 volge al termine: oggi scendono in campo anche il gruppo K e il gruppo L, per completare il quadro dei match d’esordio. La sfida di cartello è indubbiamente quella tra Inghilterra e Croazia. La sfida tra due big europee, in programma nella serata italiana e visibile anche in chiaro sulla Rai, svelerà la compattezza e gli equilibri della squadra di Tuchel, una delle candidate alla vittoria finale. Ma dirà anche come sta la Croazia dei “vecchietti”, da Modric a Perisic, che quattro anni fa conquistò il terzo posto in Qatar.

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Prima però tocca a un’altra europea candidata a fare strada: il Portogallo di Cristiano Ronaldo e di Vitinha, ad oggi forse il miglior centrocampista al mondo. L’esordio è di quelli soft, contro la Repubblica Democratica del Congo. Nello stesso girone ci sono anche l’Uzbekistan di Cannavaro e la Colombia, che si affrontano a Città del Messico nella notte italiana.

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Prima invece scenderanno in campo Ghana e Panama, inserite nel girone con Inghilterra e Croazia. Gli africani sono i favoriti contro la Nazionale del centroamerica, che sembra destinata a recitare il ruolo di comparsa. Anche se questo Mondiale sta insegnando che le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

Mondiali 2026, le partite di oggi: 17 e 18 giugno

Portogallo-DR Congo (girone K)
Orario: 19:00
Houston: NRG Stadium
Dove vedere in tv e streaming: DAZN

Inghilterra-Croazia (girone L)
Orario: 22:00
Dallas: AT&T Stadium, Arlington
Dove vedere in tv e streaming: DAZN, Rai 1 e RaiPlay

Ghana-Panama (girone L)
Orario: 01:00 (notte tra il 17 e il 18 giugno)
Toronto: BMO Field
Dove vedere in tv e streaming: DAZN

Uzbekistan-Colombia (girone K)
Orario: 04:00
Città del Messico: Estadio Banorte
Dove vedere in tv e streaming: DAZN

Dove vedere i Mondiali: Dazn e Rai

Tutte le partite del Mondiale di calcio 2026 sono trasmesse in Italia in diretta streaming su DAZN, con l’abbonamento. Ma 35 partite vengono trasmesse anche in chiaro: sono disponibili in diretta televisiva sui canali Rai e in streaming sulla piattaforma RaiPlay.

Per quanto riguarda le partite del 17 e 18 giugno, la sfida tra Inghilterra-Croazia di mercoledì sera si vede sia su Dazn, ma anche in chiaro su Rai1 e in streaming su RaiPlay. Gli altri match invece sono visibili in esclusiva sulla piattaforma streaming.

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