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Blue Marina Awards: a Marina Capo d’Orlando la resilienza climatica entra nell’agenda strategica

Per anni i marina sono stati considerati principalmente infrastrutture dedicate all’ormeggio e ai servizi per la nautica da diporto. Oggi quella definizione appare sempre più riduttiva. La crescente pressione esercitata dai cambiamenti climatici, unita alla necessità di accelerare la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili, sta trasformando i porti turistici in asset strategici per la competitività delle destinazioni costiere e per la crescita della Blue Economy.

È in questo contesto che si inserisce la terza tappa della quinta edizione dei Blue Marina Awards, in programma il 23 giugno presso Marina Capo d’Orlando. Un appuntamento che porta al centro del dibattito una questione destinata a diventare sempre più determinante per il settore: come costruire marina più resilienti, sicuri e sostenibili in uno scenario caratterizzato da fenomeni climatici estremi sempre più frequenti e impattanti.

L’iniziativa, sviluppata insieme ad Assonat-Confcommercio, Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici, con Rina in qualità di partner tecnico ed ente terzo di verifica, prosegue così il percorso nazionale che mira a valorizzare l’evoluzione della portualità turistica italiana verso modelli gestionali più avanzati e orientati al lungo periodo.

Il cambiamento climatico come tema di governance

Il cambiamento climatico non rappresenta più soltanto una questione ambientale. Per le infrastrutture portuali turistiche è ormai una variabile di governance, gestione del rischio e pianificazione strategica.

L’aumento dell’intensità delle mareggiate, l’esposizione crescente delle coste a eventi meteorologici estremi, le criticità legate agli allagamenti e la necessità di garantire continuità operativa impongono infatti una revisione dei modelli tradizionali di gestione. In questo scenario, la capacità di prevenire, monitorare e mitigare i rischi diventa un elemento essenziale per preservare il valore economico delle infrastrutture e la loro attrattività sul mercato.

La tappa di Marina Capo d’Orlando nasce proprio per affrontare questa trasformazione, proponendo una riflessione che supera la dimensione emergenziale e guarda alla resilienza come leva di sviluppo e competitività.

Da infrastrutture nautiche a piattaforme della Blue Economy

Negli ultimi anni il ruolo dei marina si è progressivamente ampliato. Oltre a ospitare imbarcazioni e servizi dedicati alla nautica, i porti turistici sono diventati nodi economici capaci di generare valore per interi territori, favorendo investimenti, occupazione qualificata, sviluppo turistico e integrazione con le filiere locali.

Questa evoluzione ha reso ancora più evidente la necessità di dotarsi di strumenti capaci di garantire sicurezza, efficienza e sostenibilità. La resilienza climatica diventa così un fattore abilitante per la crescita, non un semplice costo operativo.

Un marina capace di adattarsi alle nuove sfide ambientali è infatti anche una struttura più affidabile, attrattiva e competitiva, in grado di rispondere alle aspettative di armatori, operatori economici, investitori e istituzioni.

La sostenibilità come vantaggio competitivo

Se la resilienza rappresenta una priorità, la sostenibilità costituisce il quadro entro cui questa trasformazione prende forma.

Per questo il confronto di Marina Capo d’Orlando non si limiterà agli scenari di rischio, ma analizzerà anche le azioni concrete che consentono ai marina di ridurre il proprio impatto ambientale e migliorare le proprie performance operative.

Monitoraggio della qualità delle acque, efficienza energetica, sistemi di smart metering, riduzione della carbon footprint, gestione responsabile di rifiuti e reflui, utilizzo di prodotti e processi a minore impatto ambientale: sono tutti elementi che stanno assumendo un peso crescente nella valutazione delle infrastrutture portuali turistiche.

La sostenibilità, in questo senso, non è più soltanto un tema reputazionale. Diventa una componente misurabile della qualità gestionale e un indicatore sempre più rilevante della capacità di un marina di generare valore nel tempo.

L’approccio dei Blue Marina Awards

Giunti alla quinta edizione, i Blue Marina Awards rappresentano oggi uno dei principali osservatori sull’evoluzione della portualità turistica italiana.

Il percorso di valutazione si basa su 44 indicatori tecnici verificati da Rina e articolati in sei aree strategiche che comprendono sostenibilità ambientale, energia e clima, innovazione e digitalizzazione, turismo e territorio, inclusività e accessibilità, sicurezza e gestione del rischio.

L’obiettivo è accompagnare i marina in un percorso di crescita che favorisca non soltanto il miglioramento delle infrastrutture, ma anche l’affermazione di una nuova cultura manageriale della portualità turistica, sempre più orientata alla misurazione delle performance e alla creazione di valore condiviso.

La Sicilia laboratorio del Mediterraneo

La scelta di Marina Capo d’Orlando assume un significato che va oltre la singola tappa.

Le aree costiere del Mediterraneo sono infatti considerate tra le più esposte agli effetti del cambiamento climatico e rappresentano uno dei contesti più interessanti per sperimentare nuove strategie di adattamento e resilienza.

In questo quadro, la Sicilia si configura come un laboratorio naturale nel quale testare soluzioni innovative capaci di coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e competitività territoriale. Una sfida che riguarda non soltanto la nautica, ma più in generale il futuro delle economie costiere.

La resilienza come nuovo indicatore di valore

“Il tema non è più se il cambiamento climatico riguardi la portualità turistica, ma quanto rapidamente i marina sapranno attrezzarsi per affrontarlo”, afferma Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards. “I porti turistici non sono semplici luoghi di ormeggio: sono infrastrutture complesse, esposte, connesse ai territori e sempre più centrali nella creazione di valore per la Blue Economy”.

È proprio questa prospettiva a rendere l’appuntamento del 23 giugno particolarmente rilevante. La resilienza non è più soltanto una misura di protezione. Sta diventando un indicatore di valore economico, qualità gestionale e capacità competitiva.

Per la portualità turistica italiana, la sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa consapevolezza in investimenti, innovazione e modelli operativi capaci di coniugare crescita e sostenibilità. Perché il futuro dei marina passerà sempre più dalla loro capacità di adattarsi a un contesto che cambia e di trasformare il rischio in opportunità.

L’articolo Blue Marina Awards: a Marina Capo d’Orlando la resilienza climatica entra nell’agenda strategica è tratto da Forbes Italia.

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