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Accordo Usa-Iran, Trump finisce nel mirino per l’intesa: “È una sconfitta, ridimensionamento umiliante”

Ha promesso che sarà lui in persona a leggere il fatidico memorandum. Donald Trump ha affermato che il testo del memorandum d’intesa raggiunto con l’Iran sarà reso pubblico a un certo punto in una sede ufficiale. “Non solo lo pubblicherò, ma probabilmente terrò una conferenza stampa e lo leggerò… parola per parola, in modo che la stampa lo riporti accuratamente”, ha detto Trump durante un incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti a margine del G7 a Evian, in Francia, “è un documento molto importante”, assicura. Non sarà una lunga lettura quella di The Donald. Il documento firmato domenica, ha spiegato il vicepresidente americano JD Vance, parlando a Cnn. “è di una pagina e mezzo” e “non include i dettagli operativi dell’intesa”. Ma è proprio nei “dettagli” o negli omissis che si nasconde il diavolo del fallimento.

La certezza è nel giorno e ora anche il luogo della firma. L’accordo tra Iran e Stati Uniti verrà firmato venerdì a Burgenstock, vicino il lago di Lucerna. Lo ha riferito Berna. In attesa della performance oratoria, Trump prova a magnificare il prodotto. “Lo Stretto di Hormuz sarà completamente riaperto a partire da venerdì”, giorno della firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti a Ginevra. Annuncia il tycoon, precisando che “non ci saranno pedaggi per le navi che passeranno da Hormuz”. L’Iran sta rimuovendo le mine proprio in questo momento”, ha aggiunto. Teheran ha confermato che gli Stati Uniti hanno iniziato a revocare il blocco navale contro l’Iran. “La revoca del blocco navale contro l’Iran è iniziata e si sta passando alle fasi operative”, ha annunciato il viceministro degli Esteri della Repubblica islamica, Majid Takht-Ravanchi, citato dalle agenzie iraniane. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i prossimi negoziati tra Stati Uniti e Iran saranno suddivisi in due fasi. La prima fase riguarderà questioni come lo status dello Stretto di Hormuz, il blocco navale statunitense e la ricostruzione dopo i bombardamenti israelo-americani delle infrastrutture iraniane, ha affermato, citato da Al Jazeera. Una fase successiva dei negoziati tratterà la questione del nucleare e l’allentamento delle sanzioni, che saranno risolte in un accordo finale, ha aggiunto.

E il regime change?

Ma quando mai. Trump ha affermato di non essersi “mai preoccupato di un cambio di regime” in Iran, sottolineando di “non credere nel cambio di regime, non funziona mai”. “Ma supponiamo che ci sia un cambio di regime: il primo gruppo (di leader, ndr) è tutto morto, così come l’ultimo”, ha aggiunto, “anche una parte del terzo. Oggi negoziamo con persone molto razionali, forti e intelligenti. Non sono radicalizzate”. Il capo della Casa Bianca è anche in vena di consigli. “Sia la Siria a occuparsi di Hezbollah in Libano, lo sa fare meglio di Israele”, sentenzia Trump, sempre da Evan. “Ho suggerito a Israele di lasciare che la Siria si occupi di Hezbollah perché, a essere sincero, penso che lo farebbero meglio”, ha affermato Trump. Per poi aggiungere che Israele combatte Hezbollah “da troppo tempo e che troppe persone vengono uccise”, criticando così la gestione degli interventi israeliani contro il gruppo sciita libanese. “Non è necessario demolire un condominio ogni volta che si cerca qualcuno, perché in quei condomini vive molta gente, e non sono tutti membri di Hezbollah”, ha proseguito il presidente americano, pur precisando di avere “un eccellente rapporto” con il premier israeliano, ha ribadito che “l’attacco a Beirut non gli piace”. “Una volta il Libano era un grande Paese, con professori, dottori, avvocati; le grandi menti erano là – ha sottolineato Trump – sono stati trattati peggio di qualsiasi altro Paese e non possono difendersi. Quindi non sono contento di quello che ha fatto Israele con il Libano e Hezbollah”.

A conferma di un idillio in crisi c’è l’indiscrezione che gli Stati Uniti hanno respinto la richiesta israeliana di visionare il testo del memorandum d’intesa con l’Iran, che verrà firmato ufficialmente venerdì in Svizzera. A renderlo noto è l’emittente israeliana Channel 12., molto vicina a Netanyahu e al suo governo. Consigli a parte, la questione libanese è destinata ancor a tenere banco. Un banco insanguinato. Almeno 15 persone, tra cui due donne, sono state uccise e altre 82 ferite nelle ultime 24 ore a causa dei raid aerei israeliani sul Libano. Lo riporta su X il ministero della Salute di Beirut, secondo il quale dalla ripresa del conflitto lo scorso 2 marzo “il numero totale di civili ha raggiunto quota 3.798, con 11.781 feriti”. Hezbollah ha ricevuto rassicurazioni dall’Iran sul fatto che chiederà il ritiro delle truppe israeliane dal Libano nella prossima fase dei colloqui con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato a Reuters l’ufficio stampa del gruppo sciita filo-Teheran. “Non ci sarà alcun accordo sul nucleare tra Iran e Stati Uniti a meno che gli israeliani non si ritirino” dal Paese dei Cedri. Il ritiro – ha precisato Hezbollah – sarebbe la conseguenza, e non una condizione preliminare, della prosecuzione dei colloqui tra Teheran e Washington dopo la firma del memorandum d’intesa venerdì.

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L’Iran promette una dura reazione se “Israele” non fermerà l’aggressione al Libano

Il quartier generale iraniano Khatam al-Anbiya avverte l’occupazione israeliana di una dura risposta se non fermerà l’aggressione nel Libano meridionale, citando 84 violazioni del cessate il fuoco in due giorni.

Il quartier generale iraniano Khatam al-Anbiya ha avvertito martedì che l’esercito israeliano deve aspettarsi una “dura risposta” dalle potenti forze armate iraniane se non fermerà l’aggressione nel Libano meridionale.

“Se l’esercito dell’entità sionista non cesserà la sua aggressione nel Libano meridionale, dovrà aspettarsi una dura risposta dalle potenti forze armate iraniane”, si legge nella dichiarazione.

Il quartier generale ha affermato che le Forze di Difesa Israeliane (IOF) hanno violato il cessate il fuoco nel sud del Libano per 84 volte negli ultimi due giorni, nonostante l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump sulla fine della guerra, e continuano a “commettere crimini e massacri contro il popolo libanese oppresso”.

“Israele” uccide 4 persone in una doppia sparatoria a Mayfadoun

L’avvertimento giunge dopo che le forze di occupazione israeliane hanno ucciso quattro persone e ne hanno ferite diverse altre in una serie di attacchi contro la città di Mayfadoun, nel sud del Libano, martedì pomeriggio, tra cui un secondo attacco deliberato contro i residenti che si erano radunati sul luogo di un precedente attacco.

Secondo il corrispondente di Al Mayadeen nel Libano meridionale, le Forze di Difesa Israeliane (IOF) hanno prima bombardato un’auto a Mayfadoun, per poi attaccare nuovamente la stessa area dopo che i residenti si erano radunati.

Una seconda auto nella città è stata poi fatta esplodere, seguita da una terza auto nella vicina città di Shoukin, portando il totale a tre veicoli colpiti e un gruppo di civili coinvolti.

Il Libano fa parte del protocollo d’intesa.

Sud Libano martirizzato da Israele

Alti funzionari iraniani e libanesi avevano fatto pressioni sugli stati garanti affinché Israele rispettasse il memorandum d’intesa raggiunto con gli Stati Uniti.

Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi ha ribadito martedì che il memorandum d’intesa contiene una clausola esplicita che chiede la fine delle operazioni militari su tutti i fronti, Libano compreso, avvertendo che le continue violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele farebbero scattare il meccanismo previsto dall’accordo. 

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sottolineato che porre fine alla guerra in Libano è parte integrante di qualsiasi cessazione completa delle ostilità e che la continua occupazione del territorio libanese costituisce ora una violazione del Memorandum d’intesa. 

Martedì, il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf hanno avuto un colloquio telefonico, esortando gli Stati garanti ad assumersi la responsabilità concreta di costringere “Israele” a ritirarsi da tutti i territori libanesi occupati.

I due funzionari hanno chiesto l’immediata cessazione della distruzione dei villaggi libanesi e hanno voluto esigere il rispetto della sovranità libanese, sottolineando che gli Stati Uniti e le altre parti garanti devono assicurare il pieno rispetto dell’accordo da parte di Israele.

Fonte: Al Mayadeen

Traduzione: Fadi Haddad

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