Musetti salta anche Wimbledon: "Preparazione incompleta, ci vediamo presto"




ROMA (ITALPRESS) – Lorenzo Musetti, dopo aver saltato il Roland Garros, ha confermato oggi che darà forfait anche per il torneo di Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam, al via lunedì 29 giugno sui campi in erba di Londra.
“Desidero aggiornarvi sul mio recupero dall’infortunio di Roma: la riabilitazione sta procedendo molto bene e i risultati medici sono incoraggianti. Purtroppo, non avendo ancora iniziato una preparazione atletica completa, e dopo un’attenta valutazione, siamo giunti alla difficile conclusione che quest’anno non potrò competere a Wimbledon”, ha scritto sui social il tennista azzurro.
“Non è una decisione facile, ma è quella giusta. La mia priorità è tornare in campo al 100 per 100. Grazie per il vostro supporto costante; ci vediamo presto”, ha aggiunto Musetti.
Dopo la notizia del forfait di Lorenzo Musetti, in chiave azzurra, arriva una buona news. Nel tabellone principale del singolare maschile di Wimbledon, il terzo Slam della stagione, in scena dal 29 giugno sull’erba di Londra, ci sarà anche Matteo Berrettini. L’azzurro dopo le ultime defezioni ha trovato posto nel main draw ed evita dunque le qualificazioni.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Il Milan riparte da Ruben Amorim e da un’idea chiara per l’attacco: serve un centravanti. Il nome che piace di più è Gonçalo Ramos, oggi al Psg. Per arrivarci servono soldi, formule creative e probabilmente anche una cessione pesante: Leao resta tra i possibili partenti.
Il primo Milan di Ruben Amorim partirà da un centravanti. Il nome più attuale è Gonçalo Ramos, attaccante del Psg che il nuovo allenatore rossonero conosce bene dai tempi del portogallo. Amorim lo ha affrontato da tecnico dello Sporting nei derby contro il Benfica e lo considera un profilo adatto per guidare l’attacco. Il Milan ha bisogno di una punta vera e Ramos può diventare il primo grande obiettivo della nuova gestione tecnica. L’operazione, però, non è semplice. Il Psg valuta il portoghese circa 40 milioni di euro, dopo averlo acquistato nel 2023 per 65 milioni più 15 di bonus. Sono cifre alte per un club che non giocherà la Champions League e dovrà tenere sotto controllo ogni movimento economico. L’operazione deve passare da una formula meno rigida. Un prestito con diritto di riscatto, oppure con obbligo condizionato, permetterebbe al Milan di spostare l’eventuale acquisto definitivo più avanti. In questo può contare il lavoro di Jorge Mendes, agente di Ramos e figura centrale in molte operazioni del mercato portoghese. L’ingaggio resta un altro passaggio da sistemare: con i bonus l’attaccante sfiora i 5 milioni netti a stagione.
Ramos compirà 25 anni sabato. A Parigi ha vinto quasi tutto nelle ultime due stagioni, ma senza essere un titolare fisso. Luis Enrique lo stima, ma il minutaggio non gli ha dato il ruolo che un centravanti della sua età cerca. Un anno fa il giocatore aveva fatto sapere di stare bene al Psg. Dopo un’altra stagione passata spesso in seconda o terza fila, la sua posizione può cambiare.
Capitolo Rafa Leao: l’attaccante portoghese ha comunicato più volte la sua voglia di lasciare Milano e il Milan ascolterà eventuali proposte. Per ora, però, nessun club ha bussato davvero alla porta di via Aldo Rossi. Il costo del cartellino e l’ingaggio alto rendono l’operazione complicata anche per le società più ricche. Il rapporto tra Leao e Amorim non basta. Un allenatore portoghese non significa automaticamente un Leao più vicino alla permanenza. Anzi, se il Milan decidesse di costruire una squadra più vicina alle idee del nuovo tecnico, la cessione del numero 10 potrebbe finanziare parte del mercato in entrata. Amorim ha firmato il contratto con il Milan dopo l’ufficialità arrivata sul sito del club. L’accordo è triennale, con opzione per una quarta stagione. La durata del contratto dice quanto Gerry Cardinale voglia affidare al portoghese una ricostruzione lunga, non solo una stagione di transizione.
Il primo commento dell’allenatore ha rimarcato la voglia di allenare i rossoneri: “Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste”. Poi Amorim ha aggiunto: “So perfettamente cosa rappresenta questo club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori. Non vedo l’ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan”. Le parole ora devno lasciare spazio al lavoro sulla rosa. Amorim ha già parlato con Cardinale e considera il Milan una base valida, ma chiede innesti mirati. Il centravanti è la priorità. Poi ci sono altri nomi legati al suo percorso e al calcio portoghese.
A centrocampo può tornare d’attualità Manuel Ugarte, oggi al Manchester United e già allenato da Amorim a Lisbona. Allo Sporting c’è anche Morten Hjulmand, ex Lecce, ma la valutazione è molto alta. In difesa il preferito sarebbe Gonçalo Inacio, considerato però difficile per prezzo. Per questo resta viva la pista Antonio Silva del Benfica. Sugli esterni piace Francisco Trincao, altro giocatore cresciuto nel lavoro di Amorim allo Sporting. Più giovane il profilo di Can Uzun, classe 2005 dell’Eintracht Francoforte, club da cui il Milan vorrebbe portare a Milano anche Markus Krösche come Ceo of football e Timmo Hardung come suo braccio destro. Uzun sogna l’Italia, ma ha già una proposta importante dal Galatasaray.
Il mercato in uscita sarà altrettanto importante. Modric è vicino all’addio. Il Milan dovrà capire anche cosa vogliono fare giocatori come Maignan e Rabiot, soprattutto senza Champions League. Loftus-Cheek e Fofana restano in bilico. Amorim valuterà anche Tomori e altri elementi della rosa prima di dare indicazioni definitive alla società. Le prossime mosse dipendono dalle offerte in uscita e dalla formula che il Psg sarà disposto ad accettare per il suo centravanti.
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Prima al Bagno Flora per le lezioni di sicurezza in acqua a 100 bambini con Stéphanie Barneix, ambasciatrice della Fondazione e campionessa di salvataggio acquatico, poi la traversata benefica ‘The Crossing’ del 19 giugno con 225 chilometri di mare in water bike. Trasferta a Viareggio per la principessa Charlène di Monaco, moglie del principe Alberto II.
La principessa è stata campionessa di nuoto per il Sud Africa ai Giochi di Sydney (2000), poi tre Ori alla Coppa del mondo (2002). Attualmente ricopre la carica di vicepresidente del Comitato olimpico monegasco, presidente della Federazione rugby a Monaco.
“L’annegamento resta una delle principali cause di morte accidentale nel mondo, eppure è un dramma che si può prevenire. – ha denunciato – E i bambini sono i più vulnerabili a questo rischio, una realtà che mi ha sempre molto preoccupata e toccata. E ho voluto portare assieme a Viareggio The Crossing e il nostro water safety day perché non voglio parlare solo alle élite dei grandi campioni, ma ai bambini, alle famiglie, alle comunità perché comprendano che imparare a nuotare e la sicurezza in acqua possono salvare la vita. Sono già più di due milioni i bimbi nel mondo che hanno seguito i nostri corsi“.
“Lo sport e l’acqua sono sempre stati il mio linguaggio, – ha dichiarato – sono il modo che ho di esprimermi, di parlare alla gente. E lo sport e l’acqua sono in ultima analisi lo strumento col quale possiamo ispirare il cambiamento. The Crossing è nato da quella convinzione. Volevo immaginare qualcosa che non fosse solo una gara, un evento, ma una presa di posizione. Quando ti spingi col tuo corpo ad attraversare il mare, quando trascorri ore e ore nell’immensità del mare guidato solo dalla linea dell’orizzonte sviluppi una relazione con la natura che nessuna lezione, nessuna conferenza può eguagliare. Quell’esperienza ha il potere di trasformare la consapevolezza in azione”.
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La Francia parte con una vittoria, ma non senza brividi. Contro un buon Senegal, i Bleus cambiano passo nella ripresa e vincono 3-1 con la doppietta di Mbappé e il gol di Barcola. Il capitano francese entra ancora di più nella storia dei Mondiali.
La Francia comincia il suo Mondiale con una vittoria netta . Il 3-1 al Senegal mette subito i Bleus in una posizione forte, ma consegna a Didier Deschamps anche una partita piena di correzioni da fare. Nel primo tempo la Francia ha sofferto, nella ripresa ha accelerato, nel finale il Senegal ha riaperto per qualche minuto una gara che sembrava già chiusa.
A prendersi la scena è ancora Kylian Mbappé. Due gol, il primo per sbloccare la partita, il secondo da lontano per spegnere la reazione senegalese. Con questa doppietta il capitano francese sale a 14 reti nella storia dei Mondiali e aggancia Gerd Müller. Davanti restano Ronaldo a quota 15 e Miroslav Klose a 16 e, dopo stanotte, anche Leo Messi.
La Francia ha iniziato male. Nel primo tempo ha faticato a uscire pulita, ha perso diversi palloni e ha lasciato campo al Senegal, aggressivo nelle pressioni e rapido nelle ripartenze. Nicolas Jackson ha colpito un palo che avrebbe potuto cambiare la partita, Ismaila Sarr ha trovato troppo spazio sulla destra e Sadio Mané ha messo in difficoltà la retroguardia francese tatticamente. Il problema dei Bleus era soprattutto nella distribuzione degli spazi. Il 4-2-3-1 di partenza non ha funzionato. Dembélé si allargava senza legare con Mbappé, Rabiot saliva troppo nella zona offensiva, Tchouameni restava spesso isolato e sulle fasce Olise e Doué non riuscivano a incidere. Il Senegal non ha dominato, ma ha costretto la Francia a giocare una partita scomoda, costringendola ad errori tecnici e uscite lente.
Deschamps ha sistemato la squadra nella ripresa. Olise è stato portato in posizione più centrale, Dembélé è finito a destra e Rabiot ha smesso di occupare la trequarti con troppa frequenza. La Francia ha trovato subito più ordine. Il Senegal ha perso metri e per oltre mezz’ora non è più riuscito ad arrivare con continuità dalle parti di Maignan. Il vantaggio nasce proprio dalla nuova posizione di Olise, bravo a trovare il filtrante per il taglio di Mbappé. Il portiere Mendy ha tenuto in piedi il Senegal per lunghi tratti, ma non ha potuto evitare il gol dell’1-0. Poco dopo è arrivato anche il raddoppio di Barcola, servito da una verticalizzazione di Rabiot e freddo davanti alla porta. La Francia ha abbassato attenzione e ritmo, ha perso qualche pallone di troppo e il Senegal ha riaperto la gara con Ibrahim Mbaye, classe 2008 del Psg. Una rete che ha dato energia agli africani e ha riportato qualche tensione nella difesa francese. Mbappé ha cancellato subito il rischio remuntada con un destro dalla distanza. Un gol bellissimo, per esecuzione e scelta del momento.
Il Senegal esce senza punti, ma resta in corsa per la qualificazione. Ha messo in difficoltà la Francia nel primo tempo, ha creato occasioni e ha trovato il gol nel finale. I Bleus partono con tre punti e con un Mbappé già decisivo, ma Deschamps dovrà correggere errori in uscita, distrazioni difensive e cali di concentrazione.
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Matias Soulé può lasciare la Roma per finanziare un nuovo colpo offensivo. Greenwood è il nome più costoso, Tel quello più giovane e difficile da strappare. La cessione dell’argentino può generare plusvalenza e dare ossigeno al bilancio giallorosso.
La Roma valuta il futuro di Matias Soulé. Il club lo ha preso dalla Juventus nel 2024 e oggi può trasformarlo in una cessione utile per rifare l’attacco. Quotidiano Sportivo ha scritto che l’argentino è verso l’addio e che Greenwood viene considerato il possibile sostituto.
Transfermarkt valuta Soulé circa 35 milioni di euro e ricorda che il contratto è in scadenza al 30 giugno 2029.
La Roma non può svendere. Una cessione tra 35 e 40 milioni permetterebbe di incassare liquidità e registrare una plusvalenza, al netto della quota residua a bilancio legata all’acquisto dalla Juventus. Le ricostruzioni estere parlano di costo iniziale vicino ai 30 milioni e valore attuale intorno ai 40, cifra che darebbe margine contabile e spazio per muoversi su un attaccante già pronto. Per Soulé si parla di un’offerta da parte del Borussia Dortmund che potrebbe soddisfare le richieste giallorosse.
Greenwood è il nome che scalda di più nella Capitale. Transfermarkt assegna all’inglese un valore di 55 milioni di euro. Il giocatore, poi, è legato al Marsiglia fino al 30 giugno 2029.
È un affare caro. Per avvicinare il club francese servirebbe una proposta pesante, probabilmente non lontana dalla valutazione del giocatore. Su un contratto quinquennale, un cartellino da 50 milioni genererebbe un ammortamento da 10 milioni l’anno. Con l’ingaggio lordo, il costo annuale potrebbe salire in modo sensibile.
La trattativa per Tel è invece molto diversa. Il francese ha 21 anni, gioca nel Tottenham, ha contratto fino al 2031 e Transfermarkt lo valuta 22 milioni. Il prezzo reale però può essere più alto. Il Guardian ha ricordato che nel 2025 il passaggio definitivo di Tel al Tottenham dal Bayern Monaco era costato circa 35 milioni di euro, dopo un prestito oneroso da 10 milioni.
Per la Roma sarebbe un investimento di prospettiva, non un saldo. Il Tottenham non ha urgenza di venderlo e il contratto lungo dà forza agli Spurs.
Detto questo, Gasperini ha bisogno di attaccanti che corrano, attacchino lo spazio e reggano ritmo alto. Greenwood darebbe tiro, strappo, gol. Tel porterebbe profondità, età e margine. Soulé è il sacrificio che può aprire la porta del mercato. Il bilancio infatti decide quanto si può sognare. Una vendita a 40 milioni può finanziare parte dell’assalto a Greenwood oppure una proposta più sostenibile per Tel. Senza quell’incasso, la Roma dovrebbe costruire l’operazione con prestiti, obblighi e bonus, lasciando meno libertà al mercato. Per la difesa l’obiettivo è Lucumì del Bologna, ma anche il colombiano costa caro.
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Messi apre il suo sesto Mondiale con una tripletta e trascina l’Argentina al 3-0 sull’Algeria. A Kansas City aggancia Klose a quota 16 gol nella storia del torneo, festeggia la partita numero 200 con la Seleccion e poi si commuove: “Ho passato dei giorni difficili”.
Lionel Andrés Messi. Non serve dire molto altro, basta nominarlo. Eppure chi ama il calcio non smette mai di stupirsi davanti a lui. Al sesto Mondiale, dopo aver portato un popolo intero alla gloria quattro anni fa, ricomincia così: come nessuno pensava, come nessuno immaginava, come quasi nessuno credeva fosse ancora possibile. Quasi 39 anni, la “vacanza in MLS” secondo qualcuno, e invece la Pulce ha ricordato a tutti che certi limiti umani, nel calcio, possono ancora sfiorare qualcosa di divino. Lionel Andrés Messi è una storia eterna. Una storia che vorremmo non finisse mai.
Messi ha scelto il modo più suo per ricordare al mondo che il calcio non ha ancora finito di passare dai suoi piedi. Alla prima partita del suo sesto Mondiale, a quasi 39 anni, ha segnato tre gol all’Algeria e ha lanciato l’Argentina campione in carica con un 3-0 netto a Kansas City. È stata una serata da archivio storico. Messi ha raggiunto Miroslav Klose a quota 16 gol nella classifica dei migliori marcatori di sempre ai Mondiali, ha firmato la sua prima tripletta nel torneo e ha trasformato la presenza numero 200 con l’Albiceleste in un’altra pagina della sua leggenda.
Il primo gol è arrivato al 17’, dopo un movimento da regista e finalizzatore insieme. Messi si è abbassato, ha indicato la strada e poi ha sfruttato il pallone verticale di Rodrigo De Paul. Nella giocata ha pesato anche l’incertezza di Luca Zidane, portiere dell’Algeria e figlio di Zinedine Zidane, presente in tribuna. Poi è iniziato lo show. Nella ripresa, dopo una respinta non pulita di Luca Zidane su un tiro di Mac Allister, la Pulce ha chiuso il conto da pochi passi. Al 76’ ha completato la tripletta con un tiro angolato. L’Argentina ha preso i primi tre punti del gruppo J e ha mandato subito un messaggio alle rivali.
Messi è diventato il primo giocatore nella storia dei Mondiali ad aver giocato almeno un minuto in sei edizioni: 2006, 2010, 2014, 2018, 2022 e 2026. Con la partita contro l’Algeria è salito a 27 presenze mondiali, rafforzando il primato già conquistato dopo aver superato Lothar Matthäus. Con la tripletta ha raggiunto quota 120 gol con l’Argentina. A 38 anni e 357 giorni, ha superato Roger Milla ed è diventato il giocatore più anziano di sempre a segnare più di un gol nella stessa partita di un Mondiale. Vent’anni dopo il suo primo gol iridato, il 16 giugno 2006 contro la Serbia, ha riscritto ancora la classifica.
Dopo il primo gol, Messi ha pianto. Nel post partita ha spiegato il motivo: “La verità è che, per una questione che con lo sport non c’entra niente, ho passato dei giorni difficili, complicati. Però voglio ringraziare tutta la delegazione, tutti i miei compagni perché mi sono stati sempre accanto, dandomi molta forza per farmi stare bene”.
Dentro quel pianto c’era tutto Leo. C’erano la pressione dell’ultimo grande ballo, il peso emotivo di un Mondiale giocato da campione in carica e la consapevolezza di essere ancora, vent’anni dopo, il centro tecnico e sentimentale dell’Argentina. Messi ha parlato anche del rapporto con il gruppo e del modo in cui sta vivendo questa fase della carriera: “Tutto quello che sto vivendo ora è fantastico. Ho avuto la fortuna di realizzare tutti i miei sogni e l’ho fatto a livello di gruppo, che mi ha portato a un livello più alto di quello che avrei potuto ottenere a livello individuale. Mi godo un gruppo fantastico che mi fa sentire bene, mi diverto ancora sul campo come ho sempre amato fare. Onestamente, tutto quello che ho vissuto è molto più di quanto avrei mai potuto immaginare da bambino. A me piace competere, dare il massimo: se potrò continuare a farlo e starò bene, continuerò a farlo. Il calcio mi piace, è la passione che ho da quando sono bambino e quando mi sento bene do il massimo. In questi giorni stiamo guardando la serie su Rafa Nadal e mi identifico molto in lui: credo che in questo siamo simili”. Sul record di Klose, però, resta fedele al suo modo di stare nella storia. Messi ha detto: “È un onore stare lì per quello che significa. Però per me sono statistiche: in quella classifica ci sono anche Ronaldo e Mbappé, che di goal nella sua prima partita ne ha segnati due. Sono statistiche per me, ovviamente è un lusso poter competere con loro ma sono solo statistiche. Ronaldo per me è stato il più grande goleador e non è primo. È una statistica”.
Il duello a distanza con Kylian Mbappé è già partito. Il francese ha segnato due gol contro il Senegal, Messi ha risposto con tre all’Algeria. Il Mondiale è appena iniziato, ma il richiamo al Qatar è inevitabile: l’Argentina difende il titolo, la Francia resta una delle rivali più attese e la sfida tra generazioni è già entrata nel racconto del torneo.
Anche Lionel Scaloni si è arreso all’evidenza: “Leo è inspiegabile per quello che fa. Ma lo fa da 20 anni”. Una frase semplice, quasi disarmata, per descrivere un giocatore che continua a sembrare fuori scala anche quando tutto dovrebbe suggerire il contrario.
La partita dell’Argentina non è stata perfetta in ogni momento. Dopo il vantaggio, la squadra ha gestito, ha concesso qualcosa e ha lasciato spazio a qualche iniziativa dell’Algeria. Chaibi ha provato a scuotere la nazionale africana, ma i suoi tiri non hanno davvero messo in crisi Dibu Martinez, recuperato dall’infortunio al dito. Scaloni ha mosso la squadra nella ripresa. Montiel ha lasciato il posto a Molina, Almada a Nico Gonzalez, Lautaro Martinez a Julian Alvarez. La struttura è rimasta quella di un’Argentina solida, capace di aspettare il momento giusto per colpire. E quando il momento è arrivato, Messi ha fatto quello che fa da una vita. C’è stato anche un episodio che avrebbe potuto cambiare la partita. Al 31’, dopo il primo gol, Messi è intervenuto duro da dietro su Aissa Mandi. Un fallo rischioso, con il piede tra polpaccio e tendine d’Achille del difensore algerino. L’arbitro non ha estratto nemmeno il giallo. Il pericolo è passato e la serata della Pulce è proseguita verso il record.
Il pubblico ha seguito tutto come se fosse un concerto. Sugli spalti di Kansas City c’erano circa 69mila spettatori, con una presenza argentina molto forte. In Missouri si parlava di circa 20mila tifosi arrivati per vedere ancora una volta il loro capitano, il giocatore che dopo Diego Armando Maradona è riuscito a ridare all’Argentina un’altra forma di culto calcistico. Ora l’Argentina guarda alle prossime partite del gruppo J. Dopo l’esordio con l’Algeria, la Seleccion affronterà l’Austria lunedì 22 giugno alle 19, poi la Giordania nella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno alle 4.
L’Argentina, si gode il suo capitano. Il calcio si gode il suo Dio. Il pallone si gode il suo migliore amico.
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CHIUSI - Un Campionato Toscano da incorniciare per il Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Tomei, che torna dalla trasferta di Chiusi con sei medaglie e ottimi piazzamenti Nel Singolo 7.20 Allievi C femminile è andata in scena una splendida prova di squadra: Atena Agamennoni ha conquistato una medaglia d'oro, seguita sul terzo gradino del podio dalla compagna Noemi Lari, che si è messa Continue Reading
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Il 17 giugno per i Mondiali 2026 scendono in campo Portogallo-RD Congo e Inghilterra-Croazia, le due partite più attese della giornata per il pubblico italiano. DAZN trasmette tutte le gare del torneo, mentre Rai1 manda in chiaro la Nazionale dei tre leoni alle 22 con streaming su RaiPlay.
Oggi 17 giugno i Mondiali 2026 chiudono la prima turnazione della fase a gironi con partite distribuite tra Stati Uniti e Canada.
Portogallo-RD Congo si gioca alle 19 italiane allo Houston Stadium,. La partita sarà visibile su DAZN, che trasmette tutte le 104 gare dei Mondiali 2026.
Alle 22 tocca a Inghilterra-Croazia, all’AT&T Stadium di Arlington, vicino Dallas. Potrete seguire la partita in chiaro su Rai1, con streaming gratuito su RaiPlay. La partita sarà disponibile anche su DAZN.
Portogallo-RD Congo è la partita del ritorno mondiale degli africani e la sesta partecipazione alla Coppa del Mondo per Cristiano Ronaldo. Tuttosport ricorda che la RD Congo mancava dal Mondiale dal 1974, mentre il Portogallo riparte da una rosa piena di talento, oltre a CR7 ci sono infatti anche Bruno Fernandes, Leao, Trincao e Joao Felix tra le opzioni offensive.
Le quote danno nettamente avanti il Portogallo. SportyTrader segnala il successo portoghese intorno a 1,28-1,30, il pareggio tra 5,00 e 5,50 e la vittoria della RD Congo tra 9,75 e 11,00.
Inghilterra-Croazia ha un profumo diverso. È una sfida da fase a eliminazione già dentro il girone. Gli inglesi ritrovano la squadra che li eliminò nella semifinale mondiale del 2018, mentre la Croazia resta legata al carisma di Luka Modric e alla sua capacità di addormentare o accendere una gara in pochi passaggi.
Sul mercato quote, Lottomatica propone Inghilterra vincente a 1,73, pareggio a 3,65 e Croazia a 5,00. SportyTrader indica una probabilità del 52,81% per la vittoria inglese e una quota di 1,75 su Sportbet.
Quote variabili, da verificare prima dell’eventuale giocata. Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica.
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Il programma della giornata di oggi, mercoledì 17 giugno, dei Mondiali di calcio 2026 sulla piattaforma streaming DAZN.
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Livorno 17 giugno 2026 Nuoto in acque libere, SwimTheIsland sbarca a San Vincenzo: 500 atleti in arrivo dall’Italia e dall’estero Il nuoto in acque libere sbarca a San Vincenzo. Sabato 20 e domenica 21 giugno infatti si terrà per la prima volta sul nostro territorio e in Toscana una tappa del circuito SWIMTHEISLAND, organizzato da TrioEvents …
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L’Argentina ha battuto 3-0 l’Algeria ai Mondiali. Protagonista indiscusso della partita è stato Lionel Messi con una tripletta che ha eguagliato il record di gol in Coppa del Mondo finora appartenuto esclusivamente a Miroslav Klose. La Norvegia ha battuto l’Iraq 4-1 ai Mondiali, nella partita del gruppo 1. Protagonista della partita è stato Erling Haaland, che ha realizzato una doppietta decisiva nel primo tempo, annullando il pareggio realizzato da Hussein. Nel secondo tempo sono arrivati una rete di Leo Ostigard e un autogol di Hussein a sigillare la partita in favore della Norvegia.
L’attaccante iraniano Mehdi Torabi ha ottenuto un visto per gli Stati Uniti che gli permetterà di giocare ai Mondiali. Torabi, in panchina nella partita d’esordio finita con un pareggio contro la Nuova Zelanda, aveva ottenuto un solo permesso d’ingresso negli Usa. “Grazie agli sforzi della Federazione calcistica e del coordinamento con la Fifa, è stato rilasciato oggi un nuovo visto per ingressi multipli”, ha dichiarato un dirigente della squadra.
Torabi “non avrà problemi a restare con la nazionale iraniana nelle prossime partite e potrà viaggiare con la squadra”. L’ultima partita del girone dell’Iran sarà contro l’Egitto a Seattle il 26 giugno. La concessione dei visti ai giocatori iraniani ha risentito della guerra tra Stati Uniti e Iran. La squadra di Teheran fa base a Tijuana, in Messico. Le autorità statunitensi hanno negato completamente i visti a oltre una dozzina di membri dello staff, impedendo loro di raggiungere i campi di calcio.
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