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G7, Licheri (M5s): “Si conferma l’impalpabilità della Ue, non siamo contemplati nella riconfigurazione dell’ordine mondiale”

“È un vertice che continua a confermare l’impalpabilità dell’Europa. Non riusciamo a uscire da questa condizione di impercettibilità politica, nella consapevolezza che siamo davanti a una riconfigurazione dell’ordine mondiale e l’Europa non è contemplata“. Così il senatore del M5s Ettore Licheri, in una rilasciata a Lanfranco Palazzolo per Radio Radicale, commenta il G7 a Évian-les-Bains, in Francia. Al tavolo siedono i leader di Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Canada, Giappone e l’Unione Europea, in un contesto segnato dalle tensioni in Ucraina e dalle recenti evoluzioni nel Medio Oriente.

Licheri sottolinea che l’Europa resta ai margini del nuovo assetto globale: “Dobbiamo essere consapevoli di questo, l’Europa non fa parte di questo progetto di ricostruzione dell’ordine mondiale”..
Secondo il parlamentare, quando Trump ha ridotto l’attenzione sul conflitto russo-ucraino, anche a causa degli eventi nello Stretto di Hormuz, si è aperta una finestra di opportunità che l’Europa avrebbe potuto cogliere per riprendere un ruolo di protagonista inizialmente negato. “C’è stata una dichiarazione pubblica da parte di Putin che invitava l’Europa a trovare un inviato speciale – ricorda Licheri – Sapete da quanti anni il M5s cerca di sposare questa svolta negoziale, non accettando che la strategia bellicista del gonfiare l’Ucraina di armi e di soldi possa essere una strada che porti a una soluzione”.
Per il senatore serviva indicare un delegato di pace: “Noi non siamo riusciti ancora oggi a nominare come Unione Europea un inviato di pace, questo dà la cifra dell’irrilevanza internazionale che in questo momento ha l’Europa”.

Licheri invita a non illudersi su un appoggio incondizionato agli Stati Uniti, tenendo conto del rapporto tra Trump e Putin: “Se noi non capiamo che Trump è contro l’Occidente e riconosce come interlocutore Putin e se l’Europa invece è contro Putin, allora siamo dentro un fatto paradossale”.
E aggiunge: “Noi non possiamo pensare in questo momento di poter reggere solo ed esclusivamente sull’alleanza atlantica storica che pure deve essere mantenuta, deve essere difesa, deve essere conservata, perché l’America in questo momento è al suo punto più basso di influenza e di prestigio internazionale e siccome la politica estera è una scienza quasi esatta, questa perdita di influenza, questa perdita di prestigio americano la pagheremo anche noi occidentali, nel bene o nel male“.

Sul cambio di rotta di Trump rispetto all’Ucraina, Licheri mantiene cautela: “Vediamo se dura, aspettiamo domani, perché lui ci ha già abituato a questi saliscendi così vertiginosi”.
Ribadisce che non può esserci una pace giusta senza l’Europa al tavolo: “Dobbiamo considerare l’Ucraina parte del continente europeo, il che non significa ovviamente consentirle una procedura accelerata di ingresso all’Unione Europea, perché gli standard democratici valgono per tutti e anche per l’Ucraina. Però certamente, se noi riuscissimo a imboccare quella svolta negoziale, probabilmente potremmo salvare o comunque proteggere l’integrità territoriale dell’Ucraina molto meglio di quanto possa fare Trump“.

Sulla possibile missione italiana per sminare lo Stretto di Hormuz, Licheri esprime sostegno di principio ma invita alla prudenza: “L’iniziativa è sicuramente positiva, va in direzione di una stabilità di quel quadrante, tutto ciò che va in direzione della pace, il M5s lo accoglie con favore, anzi lo sostiene, però prudenza e cautela, perché stiamo andando in una zona di guerra, non abbiamo ancora una tregua, abbiamo semplicemente un’intesa temporale di soli 60 giorni”.
Il senatore pone domande concrete sulle garanzie: “È necessario capire se avremo una copertura internazionale, se saremo dentro una cornice internazionale, se ci sono le Nazioni Unite, se non ci sono, dobbiamo capire quali sono le catene di comando, quali sono le regole d’ingaggio. Tanto per essere chiari, se qualcuno spara contro una nave italiana, noi possiamo rispondere al fuoco? La risposta sarà concertata, a livello collegiale?”.

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Lavrov e Fidan: “Russia e Turchia unite per la sicurezza e la stabilità regionale”



Il 17 giugno 2026, a Mosca, i Ministri degli Esteri di Russia e Turchia, Sergey Lavrov e Hakan Fidan, hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per discutere il rafforzamento dei legami bilaterali e le pressanti questioni geopolitiche. I ministri hanno evidenziato l’intensità del dialogo tra Mosca e Ankara, celebrando il recente anniversario delle relazioni diplomatiche.

Al centro del colloquio, la cooperazione economica (in particolare nel settore energetico e turistico) e la necessità di garantire la sicurezza nel Mar Nero, minacciata da provocazioni contro navi e infrastrutture critiche. Sul piano regionale, i ministri hanno espresso profonda preoccupazione per i conflitti in corso in Medio Oriente, con un focus critico sulla situazione a Gaza e sulla necessità di una soluzione basata su due Stati, condannando fermamente le violazioni del diritto internazionale. È stata inoltre ribadita l’importanza del formato “3+3” per la stabilità nel Caucaso meridionale. Entrambe le parti hanno sottolineato la volontà comune di contrastare l’instabilità, criticando l’approccio dell’Occidente, accusato di utilizzare “doppi standard” nelle politiche internazionali e di alimentare tensioni anziché favorire soluzioni diplomatiche durature.

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Autobus di giovani calciatori bielorussi colpito da un drone ucraino in Russia: un morto e diversi feriti

“Le Forze armate ucraine hanno colpito nella regione russa di Brjansk un autobus con bambini provenienti dalla Bielorussia“. Ad affermarlo è stato il governatore ad interim della regione Egor Kovalchuk sulla piattaforma “Max”. “Le Forze armate ucraine, utilizzando un drone di tipo aereo, hanno attaccato un autobus della squadra di calcio giovanile di Homel, che si stava recando in vacanza a Gelendzhik”, ha scritto. Nell’attacco è morta una donna che accompagnava la squadra. Inoltre, sei persone sono rimaste ferite, tra cui quattro adolescenti (uno in maniera grave). Il veicolo, partito da Gomel con 44 passeggeri a bordo, di cui 28 giovani atleti, era diretto appunto a Gelendzhik per un periodo di vacanza.

Dopo qualche ora lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha respinto le accuse delle autorità russe, che ritengono Kiev responsabile dell’attacco con droni sull’autobus citato. “Le Forze di difesa dell’Ucraina non hanno utilizzato velivoli a pilotaggio remoto contro obiettivi nella regione di Bryansk”, ha dichiarato il portavoce dello Stato maggiore, Andriy Kovalev, come riporta l’agenzia Unian. Secondo il portavoce si tratta di un’ulteriore provocazione mediatica da parte del Cremlino. “Non riuscendo a raggiungere gli obiettivi dichiarati sul campo di battaglia e subendo perdite significative, la Federazione russa ricorre sempre più spesso alla manipolazione delle informazioni e alla fabbricazione di accuse contro l’Ucraina”, ha sottolineato Kovalev.

Successivamente il ministero degli Esteri bielorusso ha chiesto spiegazioni all’Ucraina. A comunicarlo è stato il dicastero in un messaggio su Telegram. “Condanniamo fermamente l’attacco contro un autobus civile (…) Lo consideriamo un ulteriore atto di terrorismo contro la popolazione civile. Chiediamo alla parte ucraina spiegazioni esaustive“, si legge nel messaggio. Il ministero ha sottolineato che devono essere esclusi casi di spostamento di cittadini bielorussi “in zone di conflitto, di operazioni belliche e nelle regioni a esse limitrofe”.

Alcune analisi per la causa dell’accaduto ipotizzano che l’operatore del drone potrebbe non aver individuato un obiettivo militare, colpendo il primo veicolo disponibile al termine dell’autonomia della batteria. Altre teorie suggeriscono un possibile errore tecnico di un sistema a intelligenza artificiale che avrebbe confuso il mezzo civile con un trasporto militare. Non viene esclusa, da parte delle fonti russe, la possibilità di un atto intenzionale volto a colpire specificamente quel gruppo di passeggeri.

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Nella regione di Bryansk, le Forze Armate Ucraine hanno attaccato un autobus di bambini dalla Bielorussia

MOSCA, 17 giugno — RIA Novosti. Truppe ucraine hanno attaccato un autobus che trasportava bambini dalla Bielorussia nella regione di Bryansk, secondo quanto riportato sulla piattaforma Max dal governatore ad interim Egor Kovalchuk:

“Le forze armate ucraine, utilizzando un drone di tipo aereo, hanno attaccato l’autobus della squadra di calcio giovanile di Gomel, che si stava recando a Gelendzhik per una vacanza”.

A bordo c’erano 44 passeggeri, 28 dei quali giovani atleti della Scuola Sportiva Giovanile n. 2 di Rechitsa. Una donna che li accompagnava è morta a causa dell’impatto. Otto persone sono rimaste ferite dalle schegge, tra cui sei bambini. Uno di loro è in gravi condizioni e verrà sottoposto a intervento chirurgico. Anche gli altri feriti stanno ricevendo assistenza medica, compreso il supporto psicologico. I restanti ragazzini saranno presto dimessi.

La portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha definito l’attacco delle Forze Armate ucraine una “caccia ai civili”. La Commissaria per i Diritti Umani, Yana Lantratova, ha dichiarato che monitorerà la situazione.

Il Ministero degli Affari Esteri bielorusso ha sottolineato che le Forze Armate ucraine hanno commesso un atto di terrorismo. Minsk ha chiesto spiegazioni a Kiev.

Il deputato bielorusso Oleg Gajdukevich ritiene che l’Ucraina stia tentando di provocare la repubblica e di ampliare la zona di conflitto a causa delle battute d’arresto sul fronte. Il principale partito locale, “Belaya Rus’”, ha chiesto la condanna internazionale dell’attacco.

La Dynamo Bryansk ha annunciato che la società calcistica è pronta a mettere a disposizione il proprio hotel per ospitare le famiglie dei feriti durante il periodo di cura. Riceveranno inoltre assistenza da personale medico proveniente da Mosca e dalla Bielorussia, giunto nella regione di Bryansk.

La procura ha attivato una linea telefonica di assistenza per le vittime.

Le commissioni investigative dei due paesi hanno aperto procedimenti penali relativi all’attentato terroristico. Gli investigatori bielorussi si recheranno in Russia per collaborare alle indagini.

Fonte: https://ria.ru/20260617/vsu-2099412037.html

Redazione della traduzione di Eliseo Bertolasi

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Biolaboratori in Ucraina, arriva la conferma – Intervista a Francesca Donato



Francesca Donato è stata una delle prime persone a denunciare la presenza dei biolaboratori finanziati dagli USA in Ucraina. Quando era eurodeputata denunciò la cosa al parlamento europeo, venendo duramente attaccata insieme ad altri eurodeputati. Oggi che la presenza dei biolaboratori è stata ufficialmente confermata dagli USA cosa cambierà?

NEUTRALITÀ dell’ITALIA, per la pace e contro la guerra.
FIRMA ORA – https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500011

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