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Terremoto in Colombia: approvato un pacchetto di interventi umanitari

Su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Vice Ministro Edmondo Cirielli ha autorizzato un pacchetto di iniziative umanitarie in risposta al violento terremoto che ha colpito la Colombia, con l’obiettivo di contribuire alla prima risposta all’emergenza e favorire la pronta ripresa socio-economica delle regioni colpite.

Gli interventi multilaterali, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro, saranno realizzati in collaborazione con la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e con le Agenzie del Polo Alimentare delle Nazioni Unite di Roma, PAM e FAO. È inoltre allo studio della Farnesina l’invio di aiuti umanitari attraverso la rete logistica delle Nazioni Unite.

Ulteriori progetti, per un valore complessivo di 3 milioni di euro, finalizzati a rafforzare la resilienza delle comunità e a sostenerne la pronta ripresa, verranno attuati tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, in partenariato con le organizzazioni della società civile, sulla base dell’evoluzione della situazione sul terreno e delle priorità individuate insieme alle autorità locali e ai partner internazionali.

Il Ministro Tajani, che ha seguito sin dalle prime ore l’emergenza in Colombia promuovendo l’individuazione di misure concrete di sostegno alla popolazione colpita, ha infine espresso apprezzamento per l’azione dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA), che ha facilitato la messa a disposizione delle autorità colombiane di immagini satellitari del Programma Copernicus dell’Unione Europea, utili alla valutazione dei danni e al monitoraggio del territorio.

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Dichiarazione congiunta sull’esecuzione di manifestanti da parte dell’Iran

Traduzione di cortesia. Per la versione originale in lingua inglese clicca qui.

Canada, Albania, Australia, Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea condannano con la massima fermezza la prosecuzione delle esecuzioni dei manifestanti e il ricorso alla pena di morte da parte della Repubblica Islamica dell’Iran. L’uso della pena capitale per mettere a tacere il dissenso, intimidire le comunità e punire chi esercita i propri diritti umani non può mai essere giustificato. Il popolo iraniano deve essere libero di esercitare i propri diritti di libertà di espressione e di riunione pacifica senza paura.

Esortiamo l’Iran a interrompere immediatamente il ricorso alla pena di morte e a rilasciare tutti coloro che sono detenuti in maniera arbitraria.

Esortiamo inoltre l’Iran ad ascoltare la voce del proprio popolo, che chiede un cambiamento, e ad adottare passi concreti volti a garantire il rispetto dei diritti umani.

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Nepal, Consolato al lavoro per il rimpatrio delle salme degli alpinisti italiani

A seguito del ritrovamento dei corpi degli alpinisti italiani Marco Di Marcello e Markus Kirchler, la Farnesina continua a prestare assistenza ai familiari. Un funzionario del Consolato Generale d’Italia a Calcutta, competente per il Nepal, è tuttora presente a Kathmandu per assistere le famiglie e seguire con le Autorità nepalesi le procedure per il rimpatrio delle salme o delle ceneri, secondo la volontà dei familiari.

Sin dalla scomparsa dei connazionali nel novembre 2025, il Consolato Generale, in stretto raccordo con la Farnesina e con il supporto del Consolato Generale Onorario a Kathmandu, ha seguito le attività di ricerca e mantenuto costanti contatti con le Autorità nepalesi e le agenzie di soccorso. La Sede consolare si è attivata, in particolare, per facilitare le operazioni sul terreno e accelerare il rilascio dei necessari permessi di volo per le ricerche, intervenendo anche sugli aspetti organizzativi e amministrativi connessi alle operazioni di soccorso. L’Unità per la Tutela degli Italiani all’Estero della Farnesina ha mantenuto un costante raccordo con le famiglie, fornendo assistenza e assicurando la tempestiva condivisione con la Sede consolare e le Autorità competenti di ogni informazione utile alle ricerche.

Dopo la sospensione delle operazioni, determinata dalle condizioni climatiche e del manto nevoso, l’azione della rete diplomatico-consolare è proseguita per favorire la ripresa delle ricerche non appena le condizioni lo avessero consentito. Il Console Generale reggente si è recato più volte in Nepal, anche nei mesi di gennaio, aprile e maggio 2026, affrontando direttamente la questione con le Autorità locali e sollecitando ogni possibile sforzo per il rintraccio e il recupero dei connazionali. Alla ripresa delle operazioni nell’agosto 2026, il Consolato Generale ha assicurato nuovamente una presenza sul posto, con l’invio a Kathmandu di un proprio funzionario per seguirne direttamente gli sviluppi.

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