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Musei civici di Firenze: lavoratori Rear e Muse votano lo stato di agitazione per il caldo

Musei civici di Firenze:  lavoratori Rear e Muse votano lo stato di agitazione per il caldo

La decisione ei lavoratori è stata presa al termine dell’assemblea sindacale congiunta che si è tenuta questa mattina. L’obiettivo, viene spiegato in una nota, è raggiungere “un risultato finora disatteso, nonostante le varie riunioni svolte e le tante segnalazioni, mail e pec inviate all’amministrazione”.

I lavoratori della cooperativa Rear e della Fondazione Muse che si occupano della sorveglianza, accoglienza e didattica nei Musei civici fiorentini hanno votato all’unanimità di indire lo stato di agitazione per la questione delle temperature all’interno degli spazi museali.

La decisione è stata presa al termine dell’assemblea sindacale congiunta che si è tenuta questa mattina, sia in presenza che da remoto. L’obiettivo, viene spiegato in una nota, è raggiungere “un risultato finora disatteso, nonostante le varie riunioni svolte e le tante segnalazioni, mail e pec inviate all’amministrazione”.

Il confronto, in attesa che il Comune renda climatizzati gli ambienti, ha portato ad alcune proposte. In particolare, i lavoratori chiedono la chiusura parziale o temporanea dei musei non climatizzati in caso di allerta rossa, l’installazione di data log (centraline di monitoraggio di temperatura e umidità) per monitorare oggettivamente le condizioni microclimatiche all’interno delle sale e determinare se le condizioni siano idonee al lavoro, la modifica degli orari delle visite guidate e la loro struttura per diminuire disagi per lavoratori e turisti, biglietti ridotti o cumulativi per i musei climatizzati (come Bardini e Novecento)

All’assemblea era presente anche Dmitrij Palagi, capogruppo a Palazzo Vecchio di Sinistra progetto Comune. “La rabbia che abbiamo sentito nasce dal protrarsi di un problema che viene segnalato da anni e a cui non è mai stata data una risposta all’altezza”, commenta. E ricorda sia la lettera scritta dai lavoratori a fine giugno che la mozione del 12 gennaio scorso con cui il Consiglio comunale, all’unanimità, aveva impegnato la Giunta a risolvere le criticità climatiche degli spazi museali entro l ‘estate 2026.

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Siena, polemiche per il Drappellone del Palio: “il volto della Vergine è quello di un uomo”

Siena, polemiche per il Drappellone del Palio: “il volto della Vergine è quello di un uomo”

Polemiche a Siena per il Drappellone del Palio dell’Assunta che si corre domenica. Nell’opera domina la figura della Vergine posta al vertice della composizione a protezione della Rosa d’Oro, prezioso dono che Papa Pio II offrì alla città di Siena, insieme con tutta una serie di rimandi simbolici molto potenti. Solo che per molti il volto della Madonna raffigurata sarebbe troppo androgino o lontano dalla tradizione.

Che il Drappellone faccia discutere non è una novità. Ma certamente quello dipinto per il Palio dell’Assunta da Teodora Axente passerà alla storia quantomeno per essere stato uno dei più chiacchierati . Solo che Axente , che appartiene alla celebre Scuola di Cluj, ed è una delle poche donne della sua generazione ad aver raggiunto un simile riconoscimento, per numerosi esperti ‘ortodossia senese, ha passato e di molto il segno del lecito. Come per l’ex sindaco ed ex vicepresidnete del parlamento Europeo, Roberto Barzanti, che parla esplicitamente del drappo come di “un cumulo di artificiose allusioni o ingenue allegorie scombinate” “disposte senza alcuna plausibile organicità “. Ma è soprattutto il volto della Vergine ad essere nell’occhio del ciclone. Se per Barzanti è “sbadato” e “ dipinto come una citazione fotografica, fuori scala” per altri il volto della Vergine sarebbe in realtà quello di un uomo. Un’accusa pesante che sa di blasfemia. Tanto che lo stesso cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, è dovuto intervenire. E pur non negando “ll’androginia del volto” ha aggiunto che questa resta “in parte” legata alla sensibilità individuale. In parte, appunto. Al punto che il cardinale auspica per il futuro una maggiore collaborazione ed afferma di aver già affrontato l’argomento con la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, a cui spetta la scelta dell’artista”. L’obiettivo, ha sottolineato il cardinale, sarebbe evitare che la benedizione del Palio diventi ogni volta occasione di contrapposizione

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L’ascolto non va in vacanza: Telefono Azzurro risponde anche a Ferragosto. Quasi 300 chiamate al giorno

Ferragosto è per molti sinonimo di vacanze, partenze, giornate in famiglia e momenti di pausa. Ma per un bambino o un adolescente che si sente solo, in difficoltà o in pericolo, il bisogno di essere ascoltato non si ferma. Per questo Telefono Azzurro continua a essere presente anche durante l’estate e nei giorni festivi, garantendo ascolto, orientamento e protezione ogni giorno dell’anno. Le linee 19696, 114 Emergenza Infanzia e 116000 Bambini Scomparsi sono operative 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno.

«Essere presenti significa esserci quando un bambino o un adolescente ha bisogno di parlare, quando si trova in una situazione di difficoltà o di pericolo, ma anche quando una famiglia cerca un confronto e non sa a chi rivolgersi», afferma Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro. «Anche nei giorni di festa il nostro compito non cambia: ascoltare, accogliere e, quando necessario, attivare una rete di protezione. Perché il bisogno di aiuto non conosce stagioni, orari o giorni festivi».

L’estate non significa necessariamente una pausa dalle situazioni di disagio. Tra il 1° maggio e il 23 luglio 2026, i servizi monitorati da Telefono Azzurro hanno ricevuto 24.859 conversazioni, con una media di 295,9 al giorno. Nelle ultime quattro settimane considerate il volume medio settimanale è cresciuto del 23,9% rispetto alle prime quattro.

Dietro questi numeri ci sono bambini, adolescenti e famiglie che hanno cercato qualcuno dall’altra parte dell’ascolto. Il servizio 19696, in particolare, ha raccolto 19.064 conversazioni nel periodo considerato. Un bisogno che si manifesta anche attraverso i canali digitali: chat e WhatsApp hanno concentrato l’80% delle conversazioni, confermando quanto sia importante poter scegliere modalità di contatto accessibili e vicine alla quotidianità dei più giovani.

Oggi dare continuità all’ascolto significa anche proteggere bambini e adolescenti negli spazi digitali, dove sempre più spesso si intrecciano relazioni, esperienze e situazioni di rischio. Telefono Azzurro ha recentemente ottenuto da Agcom la designazione di “Trusted Flagger”, rafforzando il proprio ruolo nella tutela dei minori online. Grazie a questo riconoscimento, Telefono Azzurro può segnalare contenuti pericolosi direttamente alle piattaforme digitali, in Italia e all’estero, contribuendo a rendere più rapida ed efficace la loro rimozione.

Tra gli strumenti concreti a disposizione di Telefono Azzurro c’è anche Take It Down, un servizio gratuito creato dal NCMEC (National Center for Missing & Exploited Children), l’organizzazione statunitense che si occupa di prevenire lo sfruttamento e l’abuso di minori. Grazie allo status di Trusted Flagger, può essere utilizzato dalla Fondazione per aiutare ragazzi e famiglie a far rimuovere immagini o video intimi diffusi online senza il loro consenso.

Ernesto Caffo, psichiatra e fondatore e presidente di Fondazione sos Il telefono azzurro

«Dietro ogni richiesta di aiuto c’è una storia che merita di essere ascoltata e una persona che non deve sentirsi sola – conclude Caffo –. Il nostro impegno è fare in modo che ogni bambino e ogni adolescente sappia che, anche a Ferragosto, anche quando sembra che tutti siano in vacanza, c’è qualcuno pronto a rispondere. La protezione dei più giovani non può avere pause».

Ecco le linee di Telefono Azzurro sempre attive:

19696 – linea di ascolto e consulenza per bambini e adolescenti, attiva 24 ore su 24;
114 Emergenza Infanzia – servizio di emergenza per situazioni di pericolo o grave difficoltà che coinvolgono bambini e adolescenti, attivo 24 ore su 24;
116000 Bambini Scomparsi – numero europeo dedicato ai casi di bambini e adolescenti scomparsi, attivo 24 ore su 24.

Foto apertura Unsplash

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