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La bolletta del clima: “Il caldo estremo costa all’Europa 180 miliardi”. L’Italia tra i Paesi più colpiti
La produttività in ginocchio
L’allarme di Coldiretti per l’Italia
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Philips and GE investigating Clop ransomware data theft claims
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Hong Kong halves environmental impact review times with AI in efficiency drive

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Ultraleggero con due persone a bordo disperso nel Cosentino, ricerche in corso
Un ultraleggero con due persone a bordo – un uomo di 64 anni residente a Roma e una donna di 55 anni residente a Matera – è disperso da domenica sera nella zona di Fuscaldo, nel Cosentino. Il mezzo era partito da Capo d’Orlando (Messina) in direzione Sibari (Cosenza): a seguito della segnalazione da parte dei familiari, la Prefettura ha attivato il piano ricerca persone scomparse e i vigili del fuoco hanno avviato le ricerche tra Fuscaldo e Falconara Albanese a partire dalle 21.05 di ieri, 16 agosto.
A supporto delle squadre di terra sono stati inviati anche personale SAPR abilitato al pilotaggio da remoto dei droni, un elicottero versione SAR dell’Aeronautica Militare e l’elicottero del Reparto volo di Salerno dei Vigili del fuoco Drago VF165. I vigili del fuoco hanno effettuato dei riscontri per stabilire una zona di ricerca in base alla triangolazione delle celle telefoniche: dalle prime informazioni risulta che l’ultimo contatto è stato agganciato in località Sannati, tra Fuscaldo e Fiumefreddo. Le ricerche, che al momento non hanno dato esito, sono concentrate nell’entroterra dell’alto Tirreno cosentino e si stanno svolgendo sia via terra sia via mare, nonostante i soccorritori ritengano improbabile che il velivolo sia caduto in acqua, poiché questo tipo di mezzi viaggia vicino alla costa e sarebbe stato notato dai bagnanti.
Un residente di contrada Tavola Grande a Capo d’Orlando, da cui è partito l’ultraleggero, ha spiegato che il piccolo campo da cui è decollato è recintato solo in parte e semi-abbandonato: “È un aeroclub gestito da privati ma ormai è utilizzato raramente, saranno quattro o cinque i soci abituali. Di tanto in tanto viene qualcuno a tosare l’erba ma la struttura non è più curata come qualche anno fa”, dice. Nell’area attualmente sono in sosta due ultraleggeri.
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Halo Campaign Evolved: no al PvP locale, il co-creatore non ci sta
Colpi di pistola al pronto soccorso: ex detenuto tenta la fuga, agente spara. Indagato per tentato omicidio
Un 22enne – ex detenuto del carcere della Dogaia di Prato, liberato lo scorso giugno – è stato ferito a una gamba da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia penitenziaria, che ora è indagato per tentato omicidio. È successo domenica 16 agosto intorno alle 16.30. A quanto si apprende, l’uomo era stato fermato nel pomeriggio mentre cercava di lanciare all’interno del carcere toscano un plico contenente sostanze stupefacenti. Sorpreso, aveva tentato la fuga, cadendo e procurandosi lievi ferite. La polizia penitenziaria lo ha quindi portato all’ospedale Santo Stefano per le medicazioni. Qui il 22enne, dopo aver scaricato un estintore nel reparto di emergenza e creato il caos, ha cercato di scappare ed è stato colpito a una gamba.
Secondo una prima ricostruzione, l’ex detenuto, di nazionalità marocchina, si trovava su una barella nell’area del pronto soccorso nella cosiddetta “camera calda“: lo spazio coperto destinato all’arrivo delle ambulanze e la sala di decontaminazione, vicino al triage. Era ammanettato e sotto la scorta degli agenti della polizia penitenziaria quando avrebbe improvvisamente dato in escandescenze. Nonostante i movimenti limitati, sarebbe riuscito ad afferrare un estintore e avrebbe iniziato a minacciare gli agenti. All’ordine di deporre l’estintore, l’uomo avrebbe azionato il dispositivo, provocando ulteriore confusione nel reparto. Nel caos avrebbe quindi cercato di raggiungere l’uscita.
Gli agenti della penitenziaria gli avrebbero intimato di fermarsi sparando prima in aria come avvertimento per poi, con il proseguire del tentativo di fuga, arrivare allo sparo che lo ha ferito ad una gamba. Immediato l’intervento dei vigilanti di Sicuritalia e subito l’arrivo di polizia e carabinieri. Sul posto anche la Scientifica per i rilievi utili a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il magistrato di turno si è recato personalmente sul posto per raccogliere le prime dichiarazioni dei testimoni.
Come poi spiegato dal procuratore Luca Tescaroli, il 22enne, sorpreso mentre cercava di far entrare nel carcere un pacco contenente stupefacenti, era stato inseguito dagli agenti della polizia penitenziaria e bloccato dopo essere caduto durante la fuga. Proprio nella caduta si era procurato alcune lesioni per le quali era stato portato al pronto soccorso da dove ha poi cercato di scappare. In tutto sono stati tre i colpi esplosi.
Gli spari hanno comunque provocato momenti di forte paura tra i pazienti e il personale sanitario presenti nel pronto soccorso, pur non essendo direttamente coinvolti nella zona in cui si è verificata la colluttazione. Il pronto soccorso è stato temporaneamente chiuso per consentire la messa in sicurezza degli ambienti e lo svolgimento dei rilievi. I pazienti già presenti sono stati assistiti e messi in sicurezza, mentre le ambulanze dirette al Santo Stefano sono state deviate verso altri ospedali, in particolare quelli di Pistoia e Firenze.
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Batterie al litio tra i rischi d’incendio e il costo ambientale: ecco cosa cambia dal 2027 con le nuove regole europee
Per anni ci siamo abituati a considerare molti dispositivi elettronici quasi “usa e getta”. Quando la batteria iniziava a perdere autonomia, sostituirla era spesso difficile, costosa o addirittura impossibile, tanto che per molti la soluzione più semplice diventava acquistare un prodotto nuovo. Un meccanismo che ha alimentato sprechi, consumo di materie prime e una crescente produzione di rifiuti elettronici.
A breve qualcosa cambierà. Dal 18 febbraio 2027 entreranno in vigore le nuove regole europee sulle batterie: l’articolo 11 del Regolamento (UE) 2023/1542, il cosiddetto Batteries Regulation, punta a favorire una progettazione più orientata alla riparazione, al riuso e alla durata dei dispositivi elettronici. L’obiettivo? Ridurre la montagna crescente di rifiuti tecnologici. Per i prodotti interessati dalla normativa, la batteria dovrà poter essere sostituita senza procedure complesse né strumenti difficili da reperire. Un risultato raggiunto anche grazie alla crescente pressione esercitata da consumatori, associazioni ambientaliste e movimenti per il diritto alla riparazione, che hanno chiesto dispositivi più durevoli, trasparenti e meno legati alla logica dell’usa e getta. I produttori non potranno inoltre ostacolare tramite software l’utilizzo di batterie compatibili conformi ai requisiti di sicurezza.
Secondo Emanuela Rosio, presidente di AICA (Associazione Internazionale di Comunicazione Ambientale) e coordinatrice italiana della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: “È una svolta importante. Rendere più semplice la sostituzione delle batterie significa evitare che un dispositivo ancora funzionante venga abbandonato solo perché un suo componente si è usurato. Una maggiore riparabilità aiuta a contrastare l’obsolescenza programmata, ridurre la produzione di rifiuti elettronici e utilizzare in modo più efficiente le risorse. Inoltre, sempre più persone potranno intervenire sui propri apparecchi senza dover necessariamente ricorrere all’assistenza tecnica”.
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Aggiornamenti di sicurezza Tenable
Caldo torrido in fabbrica, Italpizza dice no alle pause extra: “Potete bere alla fontanella”
Non bastasse la partita relativa agli esuberi, dentro lo stabilimento della Mantua.it, azienda del gruppo Italpizza con sede a Castelbelforte, nel Mantovano, si è accesa un’altra disputa tra azienda e sindacati. Oggetto del contendere sono le temperature torride all’interno della fabbrica. I lavoratori chiedono una pausa in più, così da facilitare lo smaltimento dello stress fisico, l’azienda risponde di no. “Può bastare andare a bere quando si vuole alla fontanella dell’acqua”, il succo del pensiero.
Il caldo di queste settimane e diversi malori che si sarebbero registrati nello stabilimento hanno spinto la Flai-Cgil a chiedere tutele in tempi rapidi nell’impianto produttivo del gruppo Italpizza. In sostanza, il 6 agosto è stata avanzata una richiesta formale per introdurre – in via temporanea ed eccezionale – delle pause aggiuntive, in particolare nel turno pomeridiano e nei reparti dove alle alte temperature esterne si aggiunge il calore sprigionato dagli impianti.
“No”, ha risposto la direzione aziendale – stando alla denuncia del sindacato – richiamando anche i rilievi strumentali dell’Ats Val Padana che, il 4 agosto, non avrebbero evidenziato un “disagio termico”. Sono così rimaste le due pause standard previste per ogni turno, ma tuttavia l’azienda ha ricordato che ai dipendenti che si può andare a bere alle fontanelle in qualsiasi momento.
“Che ci si possa avvicinare a una fontanella lo davamo per scontato, bere non è mai stato il problema – è stata la risposta del sindacato, come riportato da La Gazzetta di Mantova – Quello che abbiamo chiesto è il tempo. Con queste temperature la fatica si accumula turno dopo turno e il corpo ha bisogno di tempo per smaltirla: serve staccare dalla postazione, rallentare, rientrare in condizioni di lavorare in sicurezza. Un sorso d’acqua preso senza fermare la linea non è una pausa”. Nel frattempo, continua il braccio di ferro sugli esuberi: ne sono previsti 40 ma la Flai Cgil – sindacato più rappresentativo in fabbrica – non ha firmato l’intesa che ha fatto calare gli addii di una decina di unità.
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Sanità digitale e accessibilità in Italia: le barriere invisibili della primary care
Sanità digitale e accessibilità in Italia: le barriere invisibili della primary care
A firma di Guja Ventura, Head of Operations di International Care Company (ICC)
Negli ultimi anni la sanità italiana ha accelerato il proprio percorso di trasformazione digitale. Gli esempi sono molteplici: dal fascicolo Sanitario Elettronico alle piattaforme di assistenza da remoto, dalle prenotazioni online ai nuovi servizi digitali territoriali, solo per citare alcuni dei pilastri di una strategia che punta a rendere il sistema più efficiente e vicino alla comunità. I numeri non fanno che confermarlo. Secondo l’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, infatti, nel 2025 la spesa per la sanità digitale ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Stando agli ultimi dati, il 53% degli italiani (undici punti percentuale in più rispetto al 2025), ha consultato almeno una volta il Fascicolo Sanitario Elettronico, segno di una crescente familiarità con gli strumenti digitali della salute[1]. Questa evoluzione si riflette anche nelle modalità di erogazione dell’assistenza: dopo la spinta impressa dalla pandemia, la telemedicina è diventata una componente sempre più rilevante del percorso di cura. Oggi sei cittadini su dieci comunicano con il proprio medico tramite WhatsApp, mentre il 52% dei Medici di Medicina Generale e il 36% dei medici specialisti dichiarano di effettuare televisite. Un’evoluzione che trova riscontro anche nelle strategie delle strutture sanitarie: il 74% identifica infatti la telemedicina come una delle principali priorità di investimento digitale. Resta tuttavia un margine di maturazione, poiché l’utilizzo di piattaforme dedicate è ancora limitato e, in molti casi, le visite a distanza vengono erogate attraverso strumenti non progettati specificamente per l’ambito sanitario.
Sul fronte della digitalizzazione, tuttavia, persistono significative differenze territoriali. Un aggiornamento della Fondazione Gimbe sul Fascicolo Sanitario Elettronico ha evidenziato nel 2025 una forte disomogeneità tra le regioni sia nella completezza dei documenti disponibili sia nell’offerta di servizi digitali. L’analisi mostra inoltre che il livello di utilizzo da parte dei cittadini resta mediamente inferiore al 50% in diverse aree del Paese, segnalando una persistente frattura digitale nell’accesso ai servizi sanitari e un consistente divario tra le regioni del nord e quelle del sud[2].
La digitalizzazione, tuttavia, non coincide automaticamente con l’accessibilità. Se da un lato aumenta la disponibilità di servizi online, dall’altro emergono nuove forme di esclusione che non dipendono soltanto dalla connessione internet o dalle competenze digitali. L’accessibilità, infatti, non significa semplicemente poter accedere a una piattaforma, ma essere nelle condizioni di comprenderne il funzionamento, orientarsi tra servizi spesso frammentati e completare il proprio percorso di cura senza ostacoli.
È qui che emergono le cosiddette “barriere invisibili”: per molte persone – anziani, caregiver, cittadini con disabilità, persone con background migratorio o con una limitata alfabetizzazione sanitaria – le difficoltà iniziano molto prima dell’accesso a una prestazione. Comprendere quale servizio attivare, sapere a chi rivolgersi, gestire un’emergenza familiare o coordinare interlocutori diversi rappresenta una sfida quotidiana che richiede tempo, competenze e supporto.
A queste criticità si aggiungono poi le fragilità strutturali del sistema sanitario. L’accessibilità alle cure primarie è infatti ostacolata da lunghe liste di attesa, dalla crescente carenza di medici di medicina generale – nel nostro Paese ne mancano oltre 5.500 e sempre più cittadini faticano a trovarne uno, soprattutto nelle regioni più popolose – e dalla frammentazione dei percorsi assistenziali. La progressiva riduzione del numero di medici di famiglia incide inoltre sulla prossimità dell’assistenza: in molte aree interne, montane e rurali, trovare un medico di medicina generale vicino al proprio luogo di residenza è sempre più difficile, con conseguenti maggiori tempi e difficoltà negli spostamenti per accedere alle cure. Persistono inoltre barriere linguistiche e culturali, procedure amministrative complesse e orari di accesso spesso poco flessibili, che rendono ancora più difficile orientarsi all’interno del sistema sanitario.
Questi fattori si inseriscono in un contesto di evidente sottofinanziamento della sanità pubblica rispetto ad altri Paesi europei: secondo le ultime stime disponibili, la spesa sanitaria italiana (8,4% del Pil) è al di sotto della media Ocse (9,3%) e di quella in particolare di Germania (12,7%), Francia (10,8%) e Regno Unito (9,3%)[3], penalizzando soprattutto anziani, persone fragili, cittadini in situazioni di marginalità socioeconomica e residenti nelle aree più svantaggiate.
La questione assume un peso ancora maggiore alla luce delle dinamiche demografiche. Secondo gli ultimi Indicatori Demografici dell’Istat, al 1° gennaio 2026 gli over 65 hanno raggiunto i 14,8 milioni, pari al 25,1% della popolazione italiana, mentre gli ultraottantacinquenni superano i 2,5 milioni[4]. L’Italia si conferma, così, il Paese più anziano dell’Unione Europea per incidenza della popolazione anziana. Si tratta di una trasformazione strutturale che modifica profondamente la domanda di assistenza. Cresce infatti il numero di persone che necessitano non soltanto di cure sanitarie, ma anche di supporto continuativo, orientamento, accompagnamento e servizi di prossimità.
È proprio alla luce di queste trasformazioni che emerge uno dei principali equivoci del dibattito sulla sanità digitale. Ancora oggi l’innovazione viene spesso identificata con la semplice digitalizzazione delle prestazioni: piattaforme online, Fascicolo Sanitario Elettronico, telemedicina e nuovi servizi digitali. In realtà, la primary care contemporanea comprende un insieme molto più ampio di attività che va oltre la dimensione clinica. Significa orientare le persone all’interno del sistema sanitario, coordinare i servizi, supportare i caregiver, gestire le fragilità e garantire continuità lungo tutto il percorso di assistenza. Basti pensare al caso di un lavoratore che vive lontano dai propri genitori anziani. Il problema non consiste soltanto nell’ottenere una visita specialistica, ma nel riuscire a monitorare la situazione, trovare rapidamente risposte affidabili, coordinare eventuali interventi domiciliari e gestire gli imprevisti che possono compromettere il benessere della persona assistita. In questi casi il bisogno è contemporaneamente sanitario, assistenziale e organizzativo.
Per questo motivo il concetto stesso di innovazione sanitaria sta cambiando. L’obiettivo non è più soltanto la digitalizzazione delle prestazioni, ma la capacità di costruire ecosistemi integrati di assistenza che semplifichino il rapporto tra cittadini e servizi. In questa prospettiva stanno assumendo un ruolo crescente i modelli che combinano teleassistenza primaria, orientamento ai servizi, supporto internazionale, programmi dedicati ai caregiver, assistenza per la popolazione senior e gestione delle situazioni impreviste che possono influire sulla continuità della cura.
L’obiettivo non è sostituire il Servizio sanitario nazionale, ma rafforzarne la capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, rendendolo più accessibile attraverso una presa in carico più fluida, tempestiva e coordinata. Il valore di questi servizi risiede proprio nella loro funzione sociale: accompagnare le persone verso il percorso assistenziale più appropriato, migliorando la fruibilità del sistema sanitario e contribuendo a un utilizzo più efficiente delle sue risorse. In questo modo, situazioni a bassa complessità, che spesso si riversano impropriamente sui Pronto Soccorso per mancanza di alternative accessibili o di un orientamento tempestivo – soprattutto nelle ore serali, nei fine settimana o nei territori dove l’assistenza territoriale è meno capillare – possono essere intercettate e gestite in modo più adeguato, alleggerendo la pressione sulle strutture di emergenza e consentendo loro di concentrarsi sui casi realmente urgenti.
Questa evoluzione riguarda sempre più anche il mondo delle imprese. L’invecchiamento della popolazione attiva, l’aumento dei lavoratori impegnati nell’assistenza a familiari fragili e la crescente attenzione al benessere organizzativo stanno trasformando il welfare aziendale. Le aziende non cercano più soltanto prestazioni sanitarie aggiuntive, ma strumenti capaci di supportare concretamente i dipendenti nella gestione della vita quotidiana e delle responsabilità di cura. In questo scenario, il valore della tecnologia non si misura soltanto in termini di efficienza, ma soprattutto nella sua capacità di generare prossimità.
Una piattaforma digitale, da sola, non elimina le disuguaglianze. Può farlo soltanto se inserita all’interno di una rete di servizi in grado di accompagnare le persone, orientarle e fornire risposte tempestive ai bisogni che emergono lungo il percorso. In quest’ottica la sfida della sanità digitale italiana, dunque, non può essere unicamente tecnologica. È innanzitutto organizzativa, culturale e relazionale. Perché la vera accessibilità non consiste nel mettere un servizio online e sostituire l’apporto umano al servizio stesso, ma nel garantire che ogni persona possa utilizzarlo con semplicità e ricevere il supporto necessario nel momento in cui ne ha davvero bisogno.
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Trump riduce le esercitazioni con Seul. Guardando a Pyongyang?
Nelle ultime ore è emersa la decisione del presidente statunitense Donald Trump di chiedere al Pentagono una riduzione “sostanziale” della scala delle esercitazioni militari con la Corea del Sud, una decisione che tocca uno dei dossier più delicati del sistema di alleanze americana in Asia e introduce nuove incognite nella strategia statunitense verso la penisola coreana. L’ordine è arrivato alla vigilia dell’avvio delle annuali esercitazioni Ulchi Freedom Shield, che coinvolgono circa 18mila militari sudcoreani e che, nonostante le dichiarazioni di Trump, sono iniziate regolarmente lunedì e dovrebbero proseguire fino al 27 agosto.
Trump ha motivato la scelta con il costo delle esercitazioni e con il comportamento di Seul, accusata dal presidente americano di non aver voluto partecipare alle operazioni statunitensi contro l’Iran. In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha definito queste esercitazioni “costose”, sostenendo al contempo che esse trasmettano alla Corea del Nord un segnale “inappropriato e ostile”. Parole che gli analisti hanno interpretato come uno strumento per creare le condizioni per una nuova apertura diplomatica. Dal canto suo Seul ha reagito con cautela, facendo sapere di essere al lavoro sulla questione e di auspicare che il rapporto tra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un possa portare a un dialogo significativo, con l’obiettivo di favorire pace e stabilità nella penisola. Allo stesso tempo, il governo sudcoreano ha ribadito che i due alleati continueranno a coordinare la propria postura di difesa e le attività militari congiunte.
La mossa di Trump si inserisce in una relazione da tempo caratterizzata da oscillazioni. Già durante il suo primo mandato il presidente americano aveva manifestato l’intenzione di ridurre o cancellare le esercitazioni congiunte, mentre Washington e Seul si erano scontrate sulla ripartizione dei costi per il mantenimento delle circa 28.500 truppe americane presenti in Corea del Sud. Il problema è che qualsiasi riduzione delle esercitazioni arriva in un momento particolarmente delicato sul piano della sicurezza. Pyongyang continua a considerare le attività militari americane e sudcoreane come una preparazione a un’invasione e, nelle ultime settimane, ha effettuato nuovi lanci di missili balistici. Secondo Reuters, la Corea del Nord ha lanciato due missili dall’inizio di agosto, mentre un alto ufficiale del Northern Command americano ha recentemente avvertito che Pyongyang ha testato missili balistici intercontinentali capaci di trasportare una testata nucleare fino a qualsiasi punto del Nord America. Allo stesso tempo, i due Paesi hanno accelerato al cooperazione in temi sensibili, come ad esempio quello dei sottomarini nucleari (uno sviluppo che, volendo, si può inquadrare nella stessa lente di spending review usata da Trump).
Ma dietro la decisione americana potrebbe esserci anche un calcolo più ampio. Secondo Victor Cha del Center for Strategic and International Studies, Trump potrebbe voler aumentare la propria capacità di influenza su Kim anche alla luce del crescente rapporto tra Corea del Nord e Russia. Pyongyang ha infatti fornito sostegno militare a Mosca nella guerra contro l’Ucraina, mentre militari nordcoreani hanno acquisito esperienza sul campo combattendo al fianco delle forze russe. In quest’ottica il tentativo di riaprire un canale con Kim potrebbe avere la doppia finalità di rilanciare la diplomazia sulla questione nucleare e di cercare di limitare l’avvicinamento strategico tra Mosca e Pyongyang. È una scommessa che richiama la politica del primo mandato di Trump, quando i due leader arrivarono a incontrarsi in tre vertici senza però ottenere risultati concreti sul programma nucleare e missilistico nordcoreano.
La decisione sulle esercitazioni, dunque, non sembra essere soltanto una questione militare, e non è solo limitata ai rapporti tra Washington e Seul, ma pare riferirsi invece agli equilibri strategici nell’intera penisola coreana e oltre. Guardando anche alla concezione di grand strategy seguita da The Donald.
Conflicting Test Goals Pushed Claude Agents to Deploy Self-Replicating Malware
Anthropic has been conducting tests to identify issues in how AI agents interact with each other.
The post Conflicting Test Goals Pushed Claude Agents to Deploy Self-Replicating Malware appeared first on SecurityWeek.
In corso le esercitazioni militari Corea del Sud-Usa
DIEGO FUSARO: Vannacci lancia il programma di Futuro Nazionale

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Pedras et Sonus, domani (18 agosto) tra la storia millenaria del Nuraghe Cuccurada e il jazz internazionale del Daniel Karlsson Trio
Dalla storia millenaria del Nuraghe Cuccurada alle sonorità del jazz nordico, passando per una pagina letteraria che si trasforma in musica. Domani, martedì 18 agosto, Pedras et Sonus 2026 prosegue a Mogoro con tre appuntamenti che restituiscono la natura trasversale del festival ideato e diretto da Zoe Pia, capace di mettere in relazione patrimonio archeologico, scrittura, improvvisazione e ricerca musicale contemporanea.
Dopo la giornata inaugurale del 17 agosto, il secondo capitolo del festival sposta il proprio baricentro iniziale al Nuraghe Cuccurada, facendo ancora una volta dei luoghi una componente attiva dell’esperienza artistica. Non semplici scenari, dunque, ma spazi nei quali storia, paesaggio e creazione contemporanea possono incontrarsi e modificare reciprocamente la percezione dell’ascolto.
Il Nuraghe Cuccurada tra archeologia, sax e letteratura
Si comincia alle 19.15 al Nuraghe Cuccurada con una visita guidata al complesso archeologico accompagnata dalla performance “Solo Sax” di Tobia Bondesan. Il pubblico sarà condotto nella storia millenaria del sito mentre il sassofono del musicista, compositore, arrangiatore e improvvisatore costruirà il contrappunto sonoro alla visita.
La presenza di Bondesan introduce nel programma uno dei territori di ricerca che attraversano Pedras et Sonus. Sassofonista attivo sulla scena della musica improvvisata e d’avanguardia, il suo percorso parte dal jazz per muoversi verso la sperimentazione e la ricerca di soluzioni personali, spesso esterne agli idiomi più consolidati. Una pratica che, al Nuraghe Cuccurada, viene portata fuori dallo spazio tradizionale del concerto per entrare direttamente in relazione con il patrimonio archeologico e il paesaggio.
Alle 20, sempre al Nuraghe Cuccurada, le parole incontreranno letteralmente la musica con “Annìle. Ovvero falsa fiaba della montagna di ferro”, romanzo d’esordio di Edoardo Mantega, pubblicato da Il Maestrale nel 2025 e vincitore della diciottesima edizione del Premio Gramsci. Mantega dialogherà con Luca Manunza di Cabudanne de Sos Poetas, prima che la presentazione lasci spazio a uno spettacolo per parole e musica.
La dimensione letteraria si trasformerà così in materia sonora attraverso Edoardo Mantega alla voce, parole e rumori, Raffaele Mura alla batteria, Luigi Frau al basso, bassitarra e sintetizzatori e Alberto Borsato alla chitarra, voce e sintetizzatori.
Annìle nasce dal ritrovamento immaginario di un diario sulle cime del Montiferru, custodito all’interno di un casolare di pietra lavica utilizzato come mandra per agnelli, un “annile” in sardo. La sua misteriosa voce narrante attraversa boschi, solitudini, comunità e incendi, interrogando il rapporto precario tra essere umano e natura e affidando alla parola poetica la possibilità di raccontare, denunciare e sopravvivere alla distruzione. Un universo narrativo che nel festival abbandona dunque la sola dimensione della pagina per diventare voce, ritmo e suono.
Il jazz internazionale del Daniel Karlsson Trio
La seconda giornata cambierà nuovamente scenario alle 22.30, quando il festival tornerà al Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine di Mogoro per il concerto del Daniel Karlsson Trio, formazione tra le più interessanti del jazz svedese ed europeo.
Accanto al pianista e band leader Daniel Karlsson saranno Fredrik Rundqvist alla batteria e Christian Spering al contrabbasso. Attivo dal debutto discografico Das Taxibåt del 2013, il trio ha consolidato la propria identità attraverso una musica nella quale jazz, influenze classiche, suggestioni degli anni Sessanta, atmosfere nordiche ed elettronica convivono all’interno di una scrittura fortemente riconoscibile. Con il secondo album Fusion for Fish, nel 2014, la formazione ha ottenuto il titolo di Jazz Group of the Year della Radio Svedese, il Golden Disc della rivista OJ e il Grammy svedese per il jazz.
Il percorso di Karlsson si intreccia inoltre con alcune esperienze centrali del jazz scandinavo contemporaneo: oltre a guidare il proprio trio, il pianista è componente del collettivo svedese Oddjob e del Magnus Öström Group, guidato dall’ex batterista degli E.S.T. Nel 2024 ha ricevuto il Jan Johansson Award, riconoscimento intitolato a una delle figure che hanno maggiormente contribuito alla definizione di una specifica identità europea del pianoforte jazz.
Tre appuntamenti, dunque, che nella stessa giornata attraversano archeologia, letteratura e jazz internazionale, mantenendo al centro quella relazione tra linguaggi differenti sulla quale Pedras et Sonus costruisce la propria identità.
Il festival prosegue mercoledì 19 agosto: da Music For Dance a Lorenzo Braina e A Bad Day
Il festival proseguirà mercoledì 19 agosto, ancora a Mogoro, con una giornata che dal jazz contemporaneo e dall’elettronica arriverà alla parola teatrale e alla ricerca sulle possibilità sonore della chitarra elettrica.
Alle 19, al Bar del Nuraghe Cuccurada, la rassegna Jatzilleri ospiterà Music For Dance, trio formato da Tobia Bondesan, Michele Bondesan e Giuseppe Sardina. Bondesan utilizzerà sax alto e soprano, sax preparato, synth analogico, samples ed elettronica; Michele Bondesan contrabbasso e nastri; Giuseppe Sardina batteria preparata, percussioni, batteria giocattolo e salterio.
Il progetto lavora sulla relazione tra dimensione acustica ed elettronica e sulla ritmicità come materia che attraversa musica, corpo, movimento, tempo e danza. Sassofoni, contrabbasso e batteria dialogano con sintetizzatori, campionamenti e nastri all’interno di una ricerca che moltiplica i piani sonori e mette in relazione scrittura, improvvisazione e sperimentazione timbrica.
Alle 21.30, sul Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine, sarà invece protagonista Lorenzo Braina con la presentazione e il monologo “Padri. Storie di uomini”. Educatore, divulgatore pedagogico e autore, Braina porterà al festival un lavoro costruito a partire da storie vere, interviste, lettere, dialoghi e ricordi, attraversando le diverse forme della paternità e interrogando il significato dell’essere padre e dell’essere figlio, tra presenza e assenza, fragilità, cura, responsabilità ed emozioni.
Alle 22.30 la serata si chiuderà con A Bad Day, progetto di Sara Ardizzoni ed Egle Sommacal. Due chitarre elettriche costruiscono un territorio sonoro che guarda alla musica classica contemporanea, all’elettronica, alla ricerca e a tradizioni musicali non occidentali, dal Gamelan alle ritmiche del Mali. Una ricerca timbrica affidata esclusivamente alle due linee di chitarra, senza loop, sovraincisioni o sample, nella quale architetture melodiche e armoniche diventano il punto di partenza per paesaggi sonori multiformi.
Pedras et Sonus protagonista di “Futurismo Sonori”
L’edizione 2026 si inserisce inoltre in un percorso di rilievo nazionale. L’Associazione Pedras et Sonus è infatti tra i partner di I-Jazz coinvolti nel Progetto Speciale del Ministero della Cultura “Futurismo Sonori”, iniziativa che celebra i centocinquant’anni dalla nascita di Filippo Tommaso Marinetti rileggendo l’eredità del Futurismo attraverso il linguaggio del jazz. Il progetto coinvolge una rete di festival, istituzioni culturali e comunità distribuite in nove regioni italiane, promuovendo residenze artistiche, nuove produzioni originali, concerti site-specific, percorsi di welfare culturale e attività formative che mettono in dialogo ricerca musicale, valorizzazione dei territori e inclusione sociale.
In questo contesto, Pedras et Sonus ospiterà nel mese di ottobre una delle residenze artistiche previste dal progetto, contribuendo alla costruzione di una rete nazionale che attraversa luoghi della cultura, paesaggi e comunità attraverso il jazz contemporaneo. A raccontare questo percorso sarà anche il podcast “Trasform-azioni”, curato dalla giornalista e conduttrice radiotelevisiva Valentina Lo Surdo, protagonista a Mogoro anche del Festival Letterario con gli appuntamenti dedicati al volume Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede di Michela Murgia e al progetto “Play Your Voice”, il primo metodo di public speaking ispirato alla musica-
Biglietti e informazioni
Sulla piattaforma Mailticket sarà possibile acquistare i carnet giornalieri e l’abbonamento valido per tutte le serate in programma al Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine dal 17 al 20 agosto. L’abbonamento comprende l’accesso agli otto spettacoli in cartellone, la t-shirt ufficiale del festival e, per ciascuna serata, un calice di vino offerto da Vini Ariu oppure una bottiglietta d’acqua. Anche i possessori del carnet giornaliero avranno diritto, per la giornata di validità del titolo, al calice di vino offerto da Vini Ariu oppure a una bottiglietta d’acqua. Carnet e abbonamento sono acquistabili anche con la Carta del Docente.
Per tutti gli spettacoli serali ospitati al Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine sarà inoltre attivo il servizio gratuito Baby Jazz, dedicato all’animazione dei bambini, per consentire anche alle famiglie di vivere pienamente l’esperienza del festival.
Sono previste agevolazioni per residenti, under 18, over 65, iscritti MIDJ – Musicisti Italiani di Jazz, possessori del biglietto della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna e del Nuraghe Cuccurada, oltre che per un accompagnatore delle persone con disabilità. L’ingresso è gratuito per i bambini fino ai 12 anni e per le persone con disabilità.
Le modalità di accesso ai singoli eventi e agli appuntamenti ospitati nelle diverse sedi del festival sono consultabili nel programma ufficiale della manifestazione.
Sostenitori e partner
Il Pedras et Sonus Jazz Festival 2026 è organizzato dall’omonima associazione culturale con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport –, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna, di Nuovo IMAIE, Puglia Sounds, Italia Jazz e Corsica Sardinia Ferries, con la collaborazione dei Comuni di Mogoro, Sini e Orosei. Fondamentale il contributo dei partner territoriali e culturali, tra cui il Nuraghe Cuccurada, la Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna, Gitano, Baradeo, Hotel Residence Funtana Noa, Vini Ariu e Grafik Art, insieme alle realtà che condividono il percorso artistico del festival: Cabudanne de Sos Poetas, il Corso di Laurea Magistrale in Produzione Multimediale dell’Università degli Studi di Cagliari, Jazz Takes The Green, l’Ente Musicale di Nuoro, Time in Jazz, Dromos, Mariposas de Sardinia e l’Associazione Intermezzo Nuoro.
Il Festival
Il festival Pedras et Sonus nasce nel 2018 da un’idea della musicista e compositrice mogorese Zoe Pia. Nelle sue prime edizioni ha ospitato artisti del calibro di Antonello Salis, Mauro Ottolini, Baba Sissoko, Njamy Sitson, Paolo Angeli, Bebo Ferra e Ada Montellanico, costruendo e ampliando collaborazioni con importanti realtà come l’Università degli Studi di Cagliari, il Festival Internazionale Time in Jazz, il Conservatorio di Musica G.P. da Palestrina di Cagliari e il Conservatorio di Musica “Francesco Venezze” di Rovigo. La kermesse rivolge una particolare attenzione al coinvolgimento attivo delle nuove generazioni di bambini e ragazzi e delle nonne, attraverso laboratori specifici (sensibilizzazione all’arte del riciclo, all’utilizzo della lingua sarda, allo sviluppo di valori di rispetto reciproco), oltre che alla valorizzazione dell’arte in ogni sua molteplice accezione, in costante dialogo con le varie e innumerevoli realtà locali.
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Iperammortamento 2026: lo Stato premia (per caso) chi sceglie il Software Libero
LONGIANO, TUTTO ESAURITO PER MILESMOOD: BORGO SONORO PORTA IN SCENA MILES DAVIS CON LA NEW PROJECT ORCHESTRA E FABRIZIO BOSSO
LONGIANO, TUTTO ESAURITO PER MILESMOOD: BORGO SONORO PORTA IN SCENA MILES DAVIS CON LA NEW PROJECT ORCHESTRA E FABRIZIO BOSSO
Martedì 18 agosto alla Corte del Castello Malatestiano una delle serate più attese della XXVI edizione. Prima del concerto, il pubblico potrà visitare il Museo d’arte della Fondazione Tito Balestra e la mostra “Il candore della carta”, dedicata all’artista Vittorio Presepi
Longiano (FC) – È una delle serate più attese della XXVI edizione di Borgo Sonoro e i posti sono già esauriti. Martedì 18 agosto alle 21.15, la Corte del Castello Malatestiano di Longiano accoglierà Milesmood, il progetto dedicato a Miles Davis nel centenario della nascita, con la New Project Orchestra e lo special guest Fabrizio Bosso alla tromba.
Un appuntamento che porta nel cuore di Longiano il jazz di uno dei grandi innovatori della musica del Novecento, reinterpretato attraverso un progetto originale nato per I Suoni delle Dolomiti. Milesmood riunisce la sezione fiati della New Project Orchestra e Fabrizio Bosso in un concerto che guarda alla musica di Davis con un linguaggio contemporaneo, energico e profondamente legato all’improvvisazione.
Il risultato è un sound potente che mette insieme la tradizione della big band, le marching band di New Orleans e le pulsazioni del funk. Una formazione senza strumento armonico, nella quale sono proprio i fiati a costruire ritmo, armonia e movimento, attraverso intrecci, sovrapposizioni e continui cambi di dinamica.
Sul palco Paolo Trettel e Michele Tedesco alle trombe, Gigi Grata al trombone, Stefano Menato al sax alto, Fabio Petretti al sax tenore e soprano, Giorgio Beberi al sax baritono, Glauco Benedetti alla tuba e Daniele Patton alla batteria. A completare l’ensemble, la tromba di Fabrizio Bosso, tra i più apprezzati interpreti del jazz italiano e internazionale, protagonista di un dialogo continuo con l’orchestra fatto di energia, lirismo e improvvisazione.
Il programma attraversa alcuni dei brani più iconici di Miles Davis e li affianca a composizioni originali ispirate alla sua poetica, costruendo un percorso senza soluzione di continuità tra temi conosciuti e momenti di improvvisazione.
PRIMA DEL CONCERTO, L’APPUNTAMENTO CON L’ARTE A Longiano la musica sarà solo il momento conclusivo di una serata da vivere nel borgo. Dalle 19.00 alle 20.30, prima del concerto, sarà infatti possibile visitare il Museo d’arte della Fondazione Tito Balestra e la mostra “Il candore della carta: viaggi e racconti di una pagina bianca”, dedicata alle opere in carta dell’artista Vittorio Presepi. (L’ingresso al museo e alla mostra è a pagamento)
Tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sulle pagine Facebook e Instagram di Borgo Sonoro.
Il Festival è promosso dal Comune di Roncofreddo, capofila del progetto, insieme ai Comuni di Borghi, Longiano, Mercato Saraceno, Savignano sul Rubicone e Sogliano al Rubicone, con il contributo della Regione Emilia-Romagna (L.R. 21/23), Romagna Iniziative, Romagna Acque e Concessionaria Moreno, nell’ambito del cartellone regionale Montagna Mia – I Festival dell’Appennino.
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Nuovo avvistamento del lupo in Puglia, nel comune di Cellamare
Gli studenti di Cambridge ricordano il professor Arday, 'ucciso dal razzismo'
Cossiga avrebbe apprezzato Meloni senza amare Trump. Il ricordo di Rotondi
Gli amici di Formiche.net mi chiedono un ricordo diverso di Francesco Cossiga, allineato all’oggi, con l’ausilio della immaginazione e dei ricordi personali. Qualche strumento ce l’ho per immaginare Cossiga nel tempo della guerra a pezzi e della destra italiana di governo. Non ho avuto con lui l’intimità di Pippo Marra o Paolo Naccarato, per citare i suoi ultimi amici viventi; tuttavia il Presidente mi ha onorato di una costante conversazione culturale, culminata nella compilazione della prefazione di tutti i miei libri.
Mi manca? È più corretto dire: ci manca. Ma vale per Cossiga ciò che il suo amico De Mita diceva di sé: “Continuerò a parlare anche dopo morto”.
E cosa dice Cossiga all’Italia di oggi? Basta interrogare i ricordi. Partiamo dagli scenari mondiali. Per alcuni il mondo è cambiato al punto da dover rivedere definizione e confini dell’Occidente: non sarebbe più l’America la mater et magistra. Cossiga non sarebbe d’accordo. Lui non si offese mai della Kappa con cui gli anarchici scrivevano il suo cognome, spesso raddoppiando la consonante denigratoria: Kossiga l’amerikano. Il Presidente non smentì né si vergognò mai di essere la voce più ascoltata oltreoceano. Non rinnegò Gladio, semmai la spiegò: nel dopoguerra il rischio comunista non era uno slogan dei democristiani, ma una minaccia concreta contro cui gli alleati americani disponevano protezioni vere. E se qualcuno oggi si scandalizzasse, Cossiga gli ricorderebbe che anche la liberazione dal fascismo ci è arrivata “sulla punta delle baionette degli americani”, per dirla con l’espressione del comune maestro, mio e di Cossiga: il primo leader della “Base”, Fiorentino Sullo.
Trump piacerebbe a Cossiga? Manco un po’, immagino. Aveva per i ricchi la diffidenza tipica dei politici antichi, orgogliosamente consapevoli di essere un potere che non doveva mai allinearsi alla ricchezza. Il solo ricco che Cossiga tollerava in politica – ma fino ad un certo punto – era il suo amico Silvio Berlusconi, a cui però rimproverava di non possedere la dote della cattiveria, necessaria a un uomo di Stato (e a Silvio questa critica piaceva moltissimo).
Diciamo che a Cossiga Trump non piacerebbe, ma suggerirebbe di conviverci al minor costo possibile, perché non si cambia fronte quando non ci piace chi lo governa. I capi di Stato passano, il destino degli Stati è scritto nella storia e nella civiltà. E il nostro destino rimane comune con quello americano.
E di Giorgia Meloni cosa direbbe? Aveva simpatia per lei quando era la mascotte del nostro governo, a maggior ragione ne avrebbe oggi, vedendola al cospetto dei grandi del mondo. Né Cossiga avrebbe pruderie verso la destra di governo, che tenne a battesimo da Capo dello Stato, nel suo primo abbozzo di Alleanza Nazionale.
Moroteo oltre Moro, Cossiga consumò la “strategia dell’attenzione” in ogni direzione, non a senso unico, come fa la pelosa storiografia della sinistra, impadronitasi di Moro facendone un santino se non un precursore del Pd. Il vero Moro era quello che raccontava Cossiga: il teorico di una democrazia compiuta in cui pure i comunisti potessero governare, e fu quello il motivo per cui Cossiga sostenne il governo D’Alema.
Non è azzardato pensare che oggi Cossiga vedrebbe nel governo Meloni il definitivo completamento, sulla sponda opposta, del sogno moroteo di una democrazia normale.
Nuove limitazioni all’aeroporto di Catania: 10 voli all’ora in arrivo fino alle 12 di domani
A meno di 24 ore dal primo sospiro di sollievo per chi viaggia da e per la Sicilia in queste settimane, una nuova eruzione dell’Etna impone nuove limitazioni all’aeroporto di Catania Fontanarossa. Sac, la società di gestione dello scalo catanese, ha comunicato sulla sua pagina Facebook che, “a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2″.
La restrizione doveva durare fino alle 14 di oggi, 17 agosto, con cinque aerei in arrivo all’ora, ma la Sac ha diffuso un aggiornamento in cui si comunica la proroga della chiusura del solo settore B1 fino alle 12 di domani, 18 agosto, con dieci aerei all’ora in arrivo. Non ci sono restrizioni in partenza. “I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore”, conclude la nota.
L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo (Ingv-Oe), ha infatti comunicato che questa mattina si è registrata “l’apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2200 e 2350 m”, da cui è stata prodotta una colata lavica e che ha generato l’emissione di cenere dal cratere, che ora si sta disperdendo in direzione sud-est. Ingv-Oe ha spiegato: “Dal punto di vista sismico, dopo l’incremento di ieri pomeriggio l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un valore massimo intorno alle 19:40 di ieri sera e successivamente, fino allo stato attuale, con deboli oscillazioni è leggermente diminuita, rimanendo sempre all’interno dell’intervallo dei valori alti”. Sono in corso i rilievi sul campo da parte del personale Ingv-Oe.
La nuova chiusura parziale spegne l’entusiasmo di domenica, quando l’amministratore delegato della società, Nico Torrisi, aveva dichiarato: “Il ripristino delle operazioni di volo all’aeroporto di Catania rappresenta un passaggio importante verso il ritorno alla normalità dopo giorni particolarmente complessi per la nostra città”.
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Monza, a Punto Arte la mostra «Invisible Structures» di Cristina Cleri
Monza, a Punto Arte la mostra «Invisible Structures» di Cristina Cleri
Dal 27 agosto al 7 settembre 2026, lo spazio espositivo Punto Arte di Monza ospita «Invisible Structures – Between Matter and Perception», mostra personale di Cristina Cleri, promossa da Associazione Culturale InfinityArt, a cura di Mara Cozzoli e Stefano Cozzoli, con il patrocinio del Comune di Monza.
Con «Invisible Structures», Cristina Cleri prosegue una ricerca che esplora le tracce lasciate da strutture invisibili prima che diventino forme riconoscibili. La materia pittorica diventa così il luogo in cui immagine e percezione entrano in reciproca relazione.
La mostra riunisce opere già presentate nella personale «Polychromorfìa», approfondendone i nuclei simbolici Archetypes e Resonances: forme latenti, sospese tra memoria e apparizione, che si manifestano attraverso un gioco di richiami, persistenze e corrispondenze.
Stratificazioni, spessori e variazioni di superficie generano configurazioni instabili, sottratte a una lettura univoca. L’opera si definisce nel tempo dell’osservazione, dove il riconoscimento e l’immaginazione si intrecciano. Il senso emerge dall’interazione tra presenza materiale, sedimentazione del vissuto e interpretazione, mentre la materia pittorica, principio fondativo, conserva tracce, introduce discontinuità e dischiude soglie attraverso cui la forma affiora senza mai stabilizzarsi.
Le opere di Cristina Cleri si delineano come costellazioni aperte, nelle quali ciò che appare non coincide con quanto si manifesta immediatamente. Ogni dipinto rimane uno spazio di possibilità, in cui la percezione attiva associazioni, memorie e processi di riconoscimento personali. L’opera si compie così nell’incontro tra presenza materiale e immaginazione dell’osservatore.
Come afferma l’artista «Dipingere, per me, significa entrare in dialogo con ciò che ancora non ha una forma definita. Ogni opera nasce da un processo di ascolto, in cui materia, colore e gesto si trasformano progressivamente in uno spazio aperto di possibilità. Non cerco di rappresentare immagini riconoscibili, ma di lasciare emergere tracce capaci di attivare una relazione personale con chi osserva. Mi interessa quel momento in cui la percezione si fa esperienza e ciascuno può ritrovare qualcosa di inatteso, diverso, forse già presente dentro di sé. Se i miei dipinti riescono a generare questo incontro, allora il loro significato continua a nascere ogni volta, in uno sguardo nuovo.»
Cristina Cleri vive e lavora a Milano, dove svolge la propria attività professionale come manager. Negli ultimi anni ha sviluppato una ricerca artistica incentrata sulla sperimentazione della materia pittorica, facendo della componente materica il fulcro della propria espressione. Dalle prime opere di piccolo formato è approdata a lavori di dimensioni più ampie, sperimentando acrilici, oli, gessi, resine e paste materiche per costruire superfici capaci di instaurare un dialogo con lo spazio e con l’esperienza di chi osserva.
INFO MOSTRA
Invisible Structures – Between Matter and Perception
Mostra personale di Cristina Cleri
Promossa da Associazione Culturale InfinityArt
A cura di Mara Cozzoli e Stefano Cozzoli
Con il patrocinio del Comune di Monza
Punto Arte
Via Bergamo 2/C, Monza
Periodo
27 agosto – 7 settembre 2026
Apertura mostra e incontro con l’artista
Giovedì 27 agosto 2026, ore 19.30
Orari di apertura
Tutti i giorni dalle 20.00 alle 23.00
Info e contatti
info@infinityart.cloud
Ingresso libero.
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Londra è NELLA MERDA (letteralmente). E ora è il turno dell’Italia

Peccato sia nella merda.
Letteralmente.
25 dicembre 2025.
Beatrice Asante sta preparando il pranzo di Natale.
Mette le patate nel lavandino.
Apre il rubinetto.
Niente.
Lo richiude.
Lo riapre.
Ancora niente.
Corre all’unico supermercato aperto e compra delle bottiglie d’acqua.
Pensa che durerà qualche ora.
Sette mesi dopo, sta ancora aspettando.
Beatrice è una delle centinaia di persone che vivono in nove palazzoni del Devons Road Estate, a Tower Hamlets, nell’est di Londra.
Da mesi l’acqua arriva a intermittenza.
A volte non arriva proprio.
Non riescono a lavarsi.
A cucinare.
A pulire casa.
E soprattutto, in alcuni momenti, non riescono nemmeno a tirare lo sciacquone.
Tutto merito di Thames Water, la più grande compagnia idrica britannica e ormai il simbolo per eccellenza del disastro della privatizzazione dell’acqua inglese.
Da quando è stata privatizzata, ha distribuito 7 miliardi di sterline di dividendi. Ma ha fatto precipitare il servizio idrico a livelli da Terzo Mondo, mentre accumulava qualcosa come 18 miliardi e mezzo di debiti.
A mangiarsi il grosso della torta è stato un consorzio guidato da Macquarie, il più grande gestore privato di infrastrutture strategiche al mondo. E che, manco a dirlo, tra i suoi principali azionisti indovinate un po’ chi vede?
Esatto: sempre loro. BlackRock, Vanguard e State Street.
Sono le magnifiche sorti e progressive della privatizzazione dei monopoli naturali.
Quando c’è da estrarre valore, l’acqua è privata.
Quando bisogna garantire che esca dal rubinetto, improvvisamente diventa un problema di tutti.
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Bloomberg: “Funzionari di Berlino aprono alla vendita a Unicredit della quota del governo tedesco in Commerzbank”
Alti funzionari governativi della Germania sarebbero aperti a discutere una potenziale vendita della quota del 12,7% in Commerzbank a Unicredit se i due istituti di credito riusciranno a concordare una strategia comune e con garanzie per il futuro della banca. Lo riferisce Bloomberg, pur sottolineando che questa posizione non rappresenta la linea ufficiale del governo tedesco, che come è noto è stato finora fermo nell’intenzione di preservare l’indipendenza dell’istituto salvato durante la crisi finanziaria e dire no all’offerta di Andrea Orcel.
La cessione di una quota in cambio della garanzia che Commerzbank continuerà a svolgere un ruolo “importante nel finanziamento dell’economia consentirebbe a Berlino di realizzare alcune delle sue priorità per l’istituto di credito, dopo che non è riuscita a impedire a Unicredit di assumerne il controllo”, sottolinea Bloomberg.
Un portavoce del governo tedesco ha dichiarato a Bloomberg che la posizione non è cambiata, rifiutandosi di commentare. Nessun commento anche dai rappresentanti di Commerzbank e Unicredit.
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F1 | Il paradosso di Hadjar: dopo metà stagione il miglior complimento è che non si parli di lui

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AMBIENTE, LA PLASTICA INGERITA DAGLI UCCELLI MARINI E’ CAUSA DI MORTE
Tra l’inizio e la metà di ottobre, dal 2020 al 2024, sono stati registrati gli uccelli inanellati negli anni precedenti che sono tornati alla colonia da adulti riproduttori. Gli autori hanno scoperto che il 10-20% dei pulcini aveva ingerito più di un grammo di plastica. L’ingestione di oltre un grammo di plastica era associata a una riduzione di almeno l’11% della probabilità che gli uccelli sopravvivessero e tornassero a riprodursi nella colonia. Gli uccelli che avevano ingerito più di cinque grammi di plastica non venivano quasi mai più avvistati. Secondo gli autori, i risultati forniscono spunti di riflessione sul ruolo dell’inquinamento da plastica nel declino delle specie.
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Le 5 offerte tech del giorno le trovi solo su eBay

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I prezzi delle DDR5 sono quasi quintuplicati
Monitor Audio reinventa i diffusori Silver, i suoi più venduti
Amazon: nuove condizioni d’uso per impedire le class action

Le nuove condizioni d'uso di sito, servizi e app Amazon impediscono agli utenti statunitensi di avviare una class action (è obbligatorio l'arbitrato).
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Il legale di Lavitola: 'Un mese prima avvisò Ranucci sul rischio di attentati'
Bowers & Wilkins Px7 S3 a 285€: l’audio premium costa 144€ in meno
Migliori cavi USB type-C per Android Auto (agosto 2026)
Author Correction: Synthetic vulnerabilities of mesenchymal subpopulations in pancreatic cancer
Nature, Published online: 17 August 2026; doi:10.1038/s41586-026-10995-6
Author Correction: Synthetic vulnerabilities of mesenchymal subpopulations in pancreatic cancerToo hot to sleep? How heatwaves at night affect our health
Nature, Published online: 17 August 2026; doi:10.1038/d41586-026-02532-2
As climate change ramps up, scientists must urgently understand how night-time heat makes it harder for our bodies to rest and recover.Amaca da viaggio: come scegliere (e montare correttamente) quella giusta per il relax
Pure l’integrale è spigliata
Anche nella versione 4x4, l’Alfa Romeo Junior 1.2 mild hybrid rimane comoda, scattante e gradevole da guidare; si perde però un po’ di bagagliaio.
28ª edizione del KAULONIA TARANTELLA FESTIVAL
Da mercoledì 19 a sabato 22 agosto a Caulonia (Reggio Calabria) si terrà la 28ª edizione del KAULONIA TARANTELLA FESTIVAL, il più importante e longevo evento dedicato alla musica popolare calabrese.
“Suoni di Pace” è il tema scelto per questa edizione che attraverserà concerti, incontri e attività trasformando per quattro giorni il borgo reggino in un grande palcoscenico a cielo aperto. Oggi più che mai, infatti, il festival si propone come un ponte musicale e culturale tra popoli e generazioni, un invito a ritrovarsi e a celebrare insieme, sotto il segno della musica, il valore universale dell’armonia.
La 28ª edizione sarà dedicata ad Angelo Frammartino, il giovane cooperante cauloniese ucciso a Gerusalemme nel 2006.
Sotto la direzione artistica di MIMMO CAVALLARO, il festival animerà il centro storico con un fitto programma di spettacoli, danze, workshop e momenti di incontro culturale.
Anche quest’anno il cuore pulsante del Festival sarà Piazza Mese dove ogni sera si esibiranno tanti artisti.
Mercoledì 19 agosto l’apertura sarà affidata a Delia Buglisi, preceduta da Francesco Giannini. Una prima serata che introdurrà il pubblico nell’atmosfera del festival e nel suo viaggio attraverso sonorità popolari e nuove contaminazioni.
Il giorno seguente, giovedì 20 agosto, sul palco salirà Cecè Barretta, artista profondamente legato alla tradizione musicale calabrese. Nel corso della serata si esibiranno anche la cantante bulgara Lidiya Koycheva con la Balkan Orchestra e Le Ninfe della Tammorra. Una proposta che apre il festival anche alle sonorità balcaniche e mediterranee, rafforzandone la dimensione di incontro tra culture.
Venerdì 21 agosto sarà la volta del cantautore Danilo Sacco, voce dei Nomadi dal 1993 al 2011. La serata vedrà sul palco anche Andrea Bressi con Cantastorie e i Gimberiani, Carmen Floccari e Zingari Felici.
Il gran finale sabato 22 agosto sarà affidato Dolcenera che, oltre ad esibirsi con alcuni brani tratti dal suo repertorio, si cimenterà in canzoni della tradizione calabrese insieme al direttore artistico Mimmo Cavallaro, dando così vita a un incontro tra mondi musicali apparentemente distanti. Ad aprire la serata il gruppo di musica etnica calabrese Gioia Popolare e i Kantarè.
Gli eventi, tutti a ingresso gratuito, saranno presentati da Marco Mauro.
Accanto ai grandi concerti, il festival proporrà un ricco calendario di incontri culturali e contaminazioni tra arti e linguaggi, capaci di raccontare la tradizione da prospettive inedite.
Per tutta la durata della manifestazione, nelle vie e nelle piazze del borgo si terranno corsi gratuiti di musica e di danza.
Tutti i giorni, dalle ore 18.00, in Piazzetta SS. Rosario e in Piazza Mercato si terranno delle lezioni di strumenti tradizionali quali il tamburello, l’organetto, la chitarra battente, la lira calabrese e la zampogna, coordinate dal Conservatorio Statale di Musica Saverio Arlia di Nocera Terinese (Catanzaro).
In contemporanea, invece, Piazza Seggio, ospiterà i corsi di Pizzica e Tammurriata, a cura del M° Mattia Carlucci e le danzatrici della scuola TarantArte di Bologna, Eléna Santioli ed Eleonora Nitti Capone, e i corsi di Tarantella Calabrese Reggina, a cura di Mimmo Giovinazzo e Tarantella No Stop.
Non mancheranno le esibizioni dei suonatori tradizionali e la spettacolare sfilata “Tarantella No Stop” guidata dai Giganti di Taurianova, figura simbolica del folklore calabrese che con il loro incedere danzante faranno rivivere una delle tradizioni più amate della regione, e, nella giornata dei venerdì 21 agosto, dalla Fanfara Fiorita di Rombiolo, sempre sotto la direzione e l’organizzazione di Mimmo Giovinazzo.
L’Affresco Bizantino ospiterà incontri e approfondimenti dedicati al tema del Festival, “Suoni di pace”, che si terranno tutti i giorni alle ore 19.30.
Si inizierà mercoledì 19 agosto con un incontro dedicato a Zaleuco, Tommaso Campanella e alla legge del ritmo, con un approfondimento sul modo in cui la tarantella scandiva la vita e contribuiva alla costruzione della comunità. Nella stessa giornata è prevista anche la presentazione della Rete Festival “Corto Circuito Sound”.
Si proseguirà giovedì 20 agosto con Taras Gruppo Corapl.
Venerdì 21 agosto, invece, avrà luogo un evento dedicato a Gabriele Albanese “Silent Sound”, la voce nascosta delle piante.
Infine, sabato 22 agosto si terrà l’evento dedicato alla memoria e al dialogo sociale “Il Mediterraneo che unisce: Il ruolo della cultura mediterranea come strumento di pace”, arricchito dalle testimonianze e dai racconti di quanti hanno conosciuto Angelo Frammartino.
Il Kaulonia Tarantella Festival è organizzato dal Comune di Caulonia con il contributo della Città Metropolitana di Reggio Calabria e della Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria. In oltre vent’anni di storia ha ospitato grandi nomi della musica italiana e internazionale, da Noa a Ornella Vanoni, da Eugenio Bennato a Sud Sound System, da James Senese a Enzo Avitabile, mantenendo intatta la sua vocazione: essere un luogo di incontro tra la tarantella nella sua veste storica e le sonorità popolari contemporanee, in una festa collettiva che coinvolge artisti e spettatori in un’unica grande danza.
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Vinicio Capossela pubblica “Tutti Bodyguard”
Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla – foto di Agnese Carbone
A trent’anni dell’uscita dell’album “Il ballo di San Vito”, il 21 agosto Vinicio Capossela pubblica “Tutti Bodyguard”, una nuova versione di “Body guard”, uno tra i brani originariamente inclusi in quel disco, realizzata insieme a Pierpaolo Capovilla, con la produzione artistica di FiloQ e gli arrangiamenti e la partecipazione della fanfara milanese Fan Fath Al.
Nata in occasione dell’omaggio a Don Andrea Gallo, tenutosi a Genova nel decennale della sua scomparsa, “Tutti Bodyguard” conserva un legame profondo con la città che l’ha generata, dalla produzione di FiloQ all’etichetta Pioggia Rossa Dischi, e segna il primo incontro discografico tra Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla.
Un sodalizio fondato su un’affinità di pensiero e di sguardo che troverà piena espressione nella Ballad Opera “E Morte non avrà dominio”, al debutto il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico per il Romaeuropa Festival e in tournée successivamente nei teatri di tutta Italia.
Racconta Vinicio Capossela: “Durante il tour de “Il Ballo di San Vito”, l’esecuzione di “Body guard” vedeva spesso sul palco, accanto al piano Fender Rhodes zebrato, Renato Striglia in occhiali scuri, giacca e cravatta e a braccia conserte, a rendere fisicamente visibile la bodyguard del testo. Trent’anni dopo, il produttore genovese FiloQ, insieme all’esplosiva fanfara milanese Fan Fath Al, hanno prodotto una nuova versione che a mio parere personale mette insieme due grandi momenti musicali degli anni ’90: il dub e i Balcani. L’occasione per rivisitare il testo e reincidere il brano è venuta con l’omaggio a Don Gallo nel decennale della sua morte che si è tenuto a Genova il 30 maggio scorso. La bodyguard che ai tempi accompagnava la strada bassofonda ora viene buona per corazzarsi la coscienza, per tenere lontano il mondo dal divano, per far da guardia a privilegio e santità in un mondo in cui l’alibi della sicurezza blinda ogni singulto di coscienza umanitaria. Pierpaolo Capovilla ha messo la sua voce, la sua faccia e la sua poesia civile (“qualcuno spieghi agli sbirri che sui cuori innamorati i manganelli sono inutili”, versi degni di Majakovskij) unendosi a noi in questo brano con ambizioni “tormentanti” nella calura di fine estate”.
Aggiunge Pierpaolo Capovilla: “Un gioco? Un divertissement, che quasi sembra voler suggellare una neonata fratellanza fra due autori tanto diversi quanto simili, così lontani, così vicini. Ma “Tutti Bodyguard” è anche una scherzosa allegoria su questi nostri tempi di mistificazione, nel segno del timore degli altri, un’intima bugia alloggiatasi nei nostri animi impauriti. Vinicio mi ha proposto questa collaborazione così, da un momento all’altro, senza una ragione specifica, se non quella di incontrarci, nella speranza di far fiorire una nuova prossimità, nel segno della bellezza dell’amicizia. Speranza non vana. Non ci conoscevamo ancora, se non per sortite repentine, di sfuggita, nel bizzarro mondo dello spettacolo, ed eccoci qui, insieme, a disavventurarci in una canzone, quasi a suggerirci: ma guarda un po’! Come una canzone riesce ad avvicinare i cuori, i sentimenti, quelle amorevolezze di cui non siamo mai sazi. Non posso che ringraziarti, Vinicio, per la fiducia e l’affetto che mi doni, chiedendomi in cambio niente di meno che l’entusiasmo della nostra reciprocità. E così sia, amico mio, ne combineremo delle belle! Ce la spasseremo!”.
“Tutti Bodyguard” apre oggi un nuovo campo di senso, mettendo la canzone in dialogo con il presente e ampliandone lo sguardo. La voce di Pierpaolo Capovilla si inserisce come un controcanto civile, portando in primo piano la distanza tra ciò che accade nel mondo e ciò che scegliamo di non vedere. La figura del bodyguard, nata per proteggerci dal pericolo, si trasforma così in una corazza per la coscienza: un dispositivo attraverso cui prendere le distanze dal mondo e dalle sue contraddizioni. La nuova versione mette a fuoco un meccanismo collettivo in cui il bisogno di sicurezza si trasforma progressivamente in desiderio di isolamento, fino a proteggerci non soltanto dal male, ma anche dalla responsabilità di guardarlo.
“Tutti Bodyguard” verrà presentata dal vivo alla quattordicesima edizione dello Sponz Fest, in Alta Irpinia, nelle serate del 28 e 29 agosto.
La tournée di “E Morte non avrà dominio”, dopo il debutto al Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma, proseguirà il 9 e 10 ottobre 2026 al Teatro Due di Parma, 13 e 14 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, il 21 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, il 24 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, il 28 e 29 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari, il 1° e 2 novembre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, il 4 e 5 novembre al Politeama Genovese di Genova, 18 novembre al Teatro Sociale di Como, il 22 e 23 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 2 dicembre al Teatro Duse di Bologna, il 5 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 6 dicembre al Teatro Galli di Rimini, il 19 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno, il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze.
Lo spettacolo è prodotto da IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa.
Per info e prevendite: https://www.viniciocapossela.it/eventi/
Scarica il presskit dello Sponz Fest: https://bit.ly/4x1FnXm
Scarica il presskit del tour “E Morte non avrà dominio”: https://bit.ly/3TReLd4
CREDITI
“Tutti Bodyguard”
Scritta da Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla
Musica: Vinicio Capossela
Etichetta: La Cùpa / Pioggia Rossa Dischi
Edizioni: La Cùpa
Produzione: FiloQ
Arrangiamento: Luca Grazioli – FiloQ
Co-arrangiamento brass: Davide Turolla
Cori: Irene Sciacovelli
Chitarre: Alessandro “Asso” Stefana
Fan Fath Al:
Luca Grazioli – tromba
Giacomo Bertazzoni – sax contralto
Davide Marzagalli – sax contralto
Alberto Introini – tuba
Davide Turolla – eufonio
Luca Graziosi – eufonio
Arturo Monico – trombone
Giorgio Dezio – tapan
Alessio Profeti – rullante
Fan Fath Al registrata da Davide Borri presso Full Clip Studio, Milano.
Mix e mastering: Mattia Cominotto presso Greenfog Studio, Genova.
Foto promozionali: Agnese Carbone (@agnemag)
Foto della copertina: Nicol Vizioli.
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Festa in una piscina a Porto Cervo: il calciatore Yael Trepy non sa nuotare e rischia di annegare


© RaiNews
“Mio marito era arrabbiato perché mi asportavano entrambi i seni per il tumore, non si preoccupava della gravità della situazione. Pensava fossi ridicola”: Sharon Stone svela la causa del divorzio
Il divorzio tra Sharon Stone e il giornalista ed editore Phil Bronstein, avvenuto nel 2004 dopo sei anni di matrimonio, è rimasto per vent’anni privo di una spiegazione ufficiale sulle cause della rottura. La loro unione aveva unito due mondi apparentemente distanti — il glamour di Hollywood e il giornalismo investigativo — regalando momenti iconici, come il red carpet degli Oscar del 1998, in cui l’attrice indossò una gonna color lavanda abbinata a una semplice camicia bianca prelevata dal guardaroba del marito.
La successiva separazione fu segnata da una complessa battaglia legale per l’affidamento del figlio adottivo Roan. Ora, all’età di 68 anni, Sharon Stone ha rivelato con esattezza quale fu la goccia che fece traboccare il vaso.
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Arena Stalloni “Le bambine” con ospiti la regista del film Valentina Bertani e il music designer Lorenzo Confetta
Martedì in Arena Stalloni “Le bambine” con ospiti la regista del film Valentina Bertani e il music designer Lorenzo Confetta
Nell’ambito della rassegna “Accadde Domani”, curata dall’Ufficio Cinema del Comune di Reggio Emilia e realizzata in collaborazione con F.I.C.E. Emilia-Romagna e ARCI – Reggio Emilia, martedì 18 agosto alle ore 21.15 l’Arena Stalloni proporrà “Le bambine”, film diretto da Valentina e Nicole Bertani (Valentina Bertani sarà ospite della serata insieme a Lorenzo Confetta, music designer che ha firmato le musiche del film).
Ambientato nel 1997, “Le bambine” è un racconto di formazione che guarda all’infanzia senza nostalgia, mettendo al centro lo sguardo libero, curioso e insieme vulnerabile di tre bambine alle prese con un mondo adulto attraversato da contraddizioni, fragilità e segreti.
La storia prende avvio quando Linda, otto anni, arriva in Italia dalla Svizzera insieme alla madre Eva. Qui incontra le sorelle Azzurra e Marta e con loro forma una piccola banda. Tra cortili, corse, giochi, divieti, bugie e scoperte troppo grandi per la loro età, le tre bambine costruiscono un’alleanza attraverso cui imparano a decifrare i comportamenti degli adulti e, soprattutto, a difendere la propria libertà e il diritto a vivere pienamente l’infanzia.
Valentina e Nicole Bertani costruiscono così una commedia insieme luminosa e crudele, sospesa tra grottesco, inquietudine e memoria autobiografica. Il film restituisce gli anni Novanta attraverso un linguaggio visivo fortemente riconoscibile: il formato quadrato, i colori accesi e il ritmo della macchina da presa trasformano strade, cortili e appartamenti in una geografia osservata all’altezza delle protagoniste.
Al centro dell’opera c’è il tema dell’infanzia come tempo da proteggere dalla fretta e dalle aspettative degli adulti: uno spazio di libertà, scoperta e disobbedienza nel quale Linda, Azzurra e Marta imparano a stare insieme e a comprendere, spesso prima dei grandi, le contraddizioni del mondo che le circonda.
Informazioni e biglietti online: www.arenastalloni.it.
In caso di maltempo la proiezione sarà annullata.
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In a New Memoir, Hayden Panettiere Relives the Drama

© Ryan Pfluger for The New York Times
Condizioni stabili per il 21enne aggredito a Barcellona
La Commissione Ue adotta la nota sulla flessibilità per sicurezza energetica
Klyders Il nuovo singolo è “There’s No Way (That I’ll stop loving you)”
Klyders
Il nuovo singolo è “There’s No Way (That I’ll stop loving you)”
Una ballad intensa che racconta vulnerabilità, speranza e la forza di un amore che non si arrende.
Klyders presenta il nuovo singolo “There’s No Way That I’ll stop loving you”, pubblicato da Edizioni Principio. Una ballad dal respiro internazionale, intensa ed elegante, prodotta da Vladi Tosetto, che racconta il momento più delicato di una relazione: quello in cui l’amore viene messo alla prova dalla paura di perdere la persona amata.
Il brano dà voce a chi sceglie di non arrendersi davanti alla crisi di coppia. Il protagonista percepisce che qualcosa è cambiato nella persona che ama e teme che la storia stia per concludersi. Per questo la implora di non dirgli addio, promettendo di fare tutto il possibile per salvare il loro rapporto e ribadendo con forza che il suo sentimento non verrà mai meno.
«Il protagonista – racconta Klyders – sente che la persona amata si sta allontanando. La paura della separazione si mescola alla speranza di poter ricostruire ciò che sembra perduto. È una dichiarazione d’amore sincera, in cui la vulnerabilità diventa la forza per chiedere un’ultima possibilità.»
Il testo porta la firma dell’autrice americana Kathy Shriner. Completano il cast musicale Francesco Isola alla batteria e Andrea Maddalone alle chitarre. La grafica e il progetto visivo sono curati da Roberta “Moon” Petteruti.
Producer, compositore e musicista di grande esperienza, Vladi Tosetto è la mente del progetto artistico. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti del calibro di Eros Ramazzotti, Giorgia, Gianni Morandi, Joe Cocker, Ricardo Montaner e molti altri. Ha inoltre accompagnato in tour e concerti live interpreti come Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Fausto Leali, Anna Oxa ed Eros Ramazzotti. Tra le sue composizioni figurano brani di enorme successo come “Come saprei”, “Stella gemella” e “Me va a extrañar”. Forte di questo importante percorso artistico, Tosetto continua a dedicare attenzione e passione alla valorizzazione di nuovi talenti e produzioni emergenti, come dimostra la collaborazione con Klyders.
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Prorogata l’allerta meteo per temporali e rischio idrogeologico

Livorno, 17 agosto 2026 Prorogata l’allerta meteo per temporali e rischio idrogeologico La Protezione civile regionale, con il bollettino odierno, ha aggiornato il quadro delle criticità in corso sulla Toscana a causa del transito di una saccatura atlantica che porta tempo instabile. Per quanto riguarda Livorno e Gorgona, la validità del codice giallo in corso per rischio …
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Commerzbank, Berlino apre uno spiraglio a UniCredit: il 12,7% può finire a Orcel
Alcuni funzionari del governo tedesco sono disponibili a discutere la cessione a UniCredit del 12,7% di Commerzbank ancora controllato da Berlino. Prima serve però un’intesa tra i due istituti sulla strategia e sul futuro della banca tedesca.
Il governo chiede garanzie sul futuro della banca e un’intesa tra Orcel e l’attuale management
Berlino potrebbe vendere a UniCredit il 12,7% di Commerzbank ancora nelle mani dello Stato tedesco. L’apertura arriva da alcuni funzionari governativi, ma al momento non rappresenta la posizione ufficiale dell’esecutivo.
Una cessione viene considerata accettabile da alcuni esponenti del governo a due condizioni: un prezzo ritenuto adeguato e precise garanzie sul futuro di Commerzbank. Prima di arrivare a un eventuale confronto sulla partecipazione pubblica, UniCredit dovrebbe inoltre trovare un’intesa con l’attuale management della banca tedesca sui propri progetti.
Tra i funzionari tedeschi viene valutata anche la possibilità che UniCredit riesca comunque a ottenere il controllo di Commerzbank. Questo renderebbe più concreta l’ipotesi di una vendita della quota ancora detenuta da Berlino, purché l’operazione venga accompagnata da un accordo sulla strategia dell’istituto. Gli eventuali colloqui tra Piazza Gae Aulenti e Berlino dipenderanno quindi dal confronto tra UniCredit e i vertici di Commerzbank. Solo con il via libera del management ai progetti della banca italiana il governo tedesco prenderebbe in considerazione una trattativa sulla propria partecipazione.
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Ipo Shein, la valutazione scende ancora: si punta a 25 miliardi
Shein punta a una valutazione di circa 25 miliardi di dollari per il suo sbarco alla Borsa di Hong Kong, riducendo le aspettative rispetto ai quasi 100 miliardi toccati quattro anni fa. Secondo quanto riportato da Reuters, il colosso del fast fashion con sede a Singapore prevede di lanciare l’offerta pubblica iniziale entro la fine della settimana, adeguando le stime al ribasso per far fronte alle attuali condizioni di mercato. La cifra rappresenta un ridimensionamento anche rispetto al target di 30-40 miliardi di dollari ipotizzato soltanto all’inizio di agosto.
LEGGI ANCHE: Shein prepara l’Ipo a Hong Kong: ma la valutazione scende a 30 miliardi di dollari, lontana dai 98 del 2022
I fatti principali
- Shein punta a un valore aziendale di circa 25 miliardi di dollari per la quotazione a Hong Kong, in forte calo rispetto ai 98,2 miliardi raggiunti nel 2022.
- Secondo indiscrezioni raccolte da Reuters, l’azienda intende lanciare l’offerta pubblica iniziale entro la fine della settimana.
- Il target attuale segna una riduzione rispetto ai 30-40 miliardi di dollari di inizio del mese.
- La scelta di abbassare il prezzo riflette la volontà del gruppo di adottare un profilo prudente per superare la cautela della comunità finanziaria e completare l’operazione.
Il contesto
Nel 2022, al culmine di un round di finanziamento privato, Shein valeva 98,2 miliardi di dollari. L’anno successivo la valutazione era già scesa a 64 miliardi, mentre all’inizio di questo mese le stime degli analisti spaziavano ancora tra i 30 e i 40 miliardi di dollari.
A pesare su questo progressivo ridimensionamento sono stati due fattori principali: il rallentamento della crescita delle vendite dopo il boom del periodo pandemico e un quadro normativo internazionale sempre più stringente per il commercio elettronico transfrontaliero. Con la scelta di posizionarsi a quota 25 miliardi, la società punta ora su un prezzo più basso e prudente per conquistare la fiducia degli investitori e portare a termine il collocamento.
Con un valore atteso di 25 miliardi di dollari, Shein si posiziona su livelli simili a quelli del colosso svedese H&M, che ne vale circa 26. Resta invece lontano dai vertici del settore: Fast Retailing, il gruppo giapponese che controlla Uniqlo, supera i 160 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre la spagnola Inditex, proprietaria di Zara, ne vale oltre 200.
A margine
Secondo quanto riferito da Reuters, diversi investitori che hanno partecipato alle presentazioni per l’Ipo o analizzato i bilanci dubitano che Shein possa ritrovare i tassi di crescita del 2022, quando aveva raggiunto una valutazione di 98,2 miliardi di dollari. Una stima al ribasso ha inoltre un impatto diretto sulla struttura del capitale: in base agli accordi previsti per la quotazione, se il valore scende sotto determinate soglie la società è tenuta a compensare i primi investitori attraverso l’emissione di nuove azioni.
Chi è il miliardario dietro Shein
Sky Xu è il cofondatore e amministratore delegato di Shein, la piattaforma di e-commerce cresciuta con le vendite di abbigliamento ultra-economico a clienti in oltre 150 Paesi. Sostenuta da investitori come HongShan (ex Sequoia China), l’azienda ha basato la sua espansione sui prezzi bassi e sull’uso dei canali digitali.
Nel 2023 Xu ha cercato di diversificare il modello di business stringendo un’intesa con Sparc Group, gestore del marchio Forever 21, per distribuire i prodotti Shein nei punti vendita fisici negli Stati Uniti. Il percorso verso la quotazione ha però incontrato diversi ostacoli: dopo i problemi normativi che hanno bloccato i progetti di sbarco a Wall Street e a Londra, il gruppo ha spostato il focus sulla Borsa di Hong Kong. Secondo le stime di Forbes, il patrimonio personale di Xu è oggi di circa 6 miliardi di dollari.
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Parla Antonello De Pierro. Il miracolo della neve è il cuore pulsante di Roma e mi ha regalato un’emozione indescrivibile tra 50 mila persone
Parla Antonello De Pierro. il miracolo della neve è il cuore pulsante di Roma e mi ha regalato un’emozione indescrivibile tra 50 mila persone
Intervista esclusiva al giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, protagonista sul palco insieme a Lorenzo Flaherty della straordinaria 43ª edizione ideata dall’architetto Cesare Esposito
Roma, 17 agosto 2026 – In un’atmosfera carica di suggestione e sacralità, l’edizione 2026 della Rievocazione del Miracolo della Neve ha trasformato ancora una volta il cuore di Roma in un teatro a cielo aperto capace di incantare il mondo intero. Oltre 50 mila persone si sono riversate nella maestosa cornice di Piazza Santa Maria Maggiore per assistere a uno degli appuntamenti più emblematici, amati e storici dell’estate romana. Tra rigide misure di sicurezza, scenografie mozzafiato, performance liriche di altissimo livello e l’immancabile prodigio visivo della nevicata d’agosto, la manifestazione ha vissuto momenti di autentico trionfo anche grazie a una conduzione brillante, carismatica e travolgente. A guidare il pubblico in questo viaggio tra fede, arte e spettacolo è stato il noto giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, affiancato sul palco dal celebre attore e regista Lorenzo Flaherty. In questa ampia e dettagliata intervista, De Pierro ripercorre a caldo le emozioni di una notte indimenticabile, il profondo legame con la città, il valore del messaggio civile lanciato dal palco e il dietro le quinte di un successo organizzativo firmato dall’architetto Cesare Esposito e dalla giornalista Feliciana Di Spirito.
Antonello De Pierro, l’eco dell’evento di Santa Maria Maggiore sta ancora risuonando in tutta la Capitale e non solo. Un’affluenza record di oltre 50 mila persone ha letteralmente inondato la piazza. Che effetto fa trovarsi davanti a una marea umana di tali dimensioni in una notte romana d’agosto?
«È stata una sensazione che definirla potente sarebbe riduttivo. Quando si sale su quel palco e si alza lo sguardo verso la Basilica papale di Santa Maria Maggiore e si vede quella distesa infinita di volti, quell’oceano di persone assiepate fin oltre le transenne, si avverte una responsabilità immensa ma anche una carica d’energia indicibile. Roma ha risposto con un abbraccio corale travolgente. Sentire il calore di 50 mila persone che battono le mani all’unisono, che si emozionano per la musica lirica, per la poesia e per la tradizione, ti fa capire quanto questa città abbia sete di bellezza, di unione e di eventi autentici. È stato un colpo d’occhio da brividi, uno di quei momenti che restano scolpiti nella memoria di chi fa il mio mestiere».
Insieme a Lei alla conduzione c’era un volto amatissimo dello spettacolo italiano, Lorenzo Flaherty. Voi due vi conoscete da tantissimo tempo e avete condiviso molte tappe importanti. Com’è stato ritrovarvi fianco a fianco su un palco così prestigioso?
«Lavorare con Lorenzo è sempre una garanzia e una gioia enorme. Ci lega un’amicizia solida e una profonda stima reciproca che durano da anni. Ricordo con grande affetto le volte in cui Lorenzo è stato mio ospite negli studi di Radio Roma, una realtà a cui ho dedicato ben dieci anni della mia vita come direttore e conduttore, ma anche la puntata trascorse insieme nel format televisivo Parliamone a Cena, che conducevo sul circuito nazionale Cinque Stelle. Ritrovarci oggi, su un palcoscenico così maestoso e davanti a decine di migliaia di persone, è stato come riprendere un discorso mai interrotto. C’è una sintonia naturale tra noi, un’intesa a prima vista che ci permette di capirci con un solo sguardo e di gestire la piazza con fluidità. Lorenzo è un professionista straordinario, un attore dalla sensibilità spiccata, e sul palco questa nostra alchimia si è avvertita tutta».
A proposito di Lorenzo Flaherty, uno dei momenti più intensi e di ascolto profondo da parte della piazza è stato quando ha raccontato la storia e le origini del Miracolo della Neve. Come ha vissuto quel passaggio?
«È stato un momento di grande magia teatrale e culturale. Lorenzo ha fatto valere tutte le sue straordinarie doti attoriali per far rivivere al pubblico l’antica leggenda del 352 d.C. Ha proiettato la piazza indietro nel tempo, evocando il sogno di Papa Liberio e del nobile Giovanni, la richiesta della Vergine Maria di costruire un tempio dove fosse caduta la neve e quella prodigiosa e inspiegabile nevicata mattutina nel bel mezzo dell’estate sul colle Esquilino. Lorenzo non ha semplicemente “raccontato” una storia: l’ha interpretata con un pathos tale che persino una piazza sterminata come quella, solitamente rumorosa, si è pietrificata in un silenzio reverenziale e attento. Ha regalato al pubblico una narrazione viva, toccante, capace di far battere il cuore di fedeli e turisti».
Nel corso della serata Lei ha pronunciato parole molto forti e profonde dal palco, sottolineando l’importanza del giornalismo, dell’impegno civile e della tutela delle tradizioni. Può riassumerci il senso profondo del Suo intervento?
«Ho avvertito il bisogno profondo di lanciare un messaggio che andasse oltre il semplice intrattenimento. Essere davanti a quella basilica millenaria significa fare i conti con la storia e con l’identità della nostra città. Nel mio discorso ho voluto sottolineare come, per chi vive ogni giorno il giornalismo e l’impegno sociale sul campo con il movimento Italia dei Diritti, questa celebrazione rappresenti un simbolo universale. La nevicata artificiale non è solo un bellissimo effetto scenico: è la metafora di una luce pura che scende dal cielo anche nei momenti più complessi, bui e infuocati della nostra storia per azzerare le distanze tra le persone. La vera forza di Roma sta nella sua capacità di unire sotto un unico cielo la fede, la storia, l’arte e la comunità. E proprio come quel manto bianco che copre la piazza, la solidarietà, la pace e i diritti inalienabili dei cittadini devono rimanere sempre puri, visibili e tutelati. È stato il mio modo di rendere omaggio alla nostra splendida Roma».
Un evento di questa portata non nasce per caso. I media hanno messo ampiamente in risalto il ruolo dell’architetto Cesare Esposito e della giornalista Feliciana Di Spirito. Che cosa rappresentano per questo appuntamento?
«Sono semplicemente il cuore, l’anima e il motore inesauribile di tutto questo. L’architetto Cesare Esposito è un vero e proprio visionario. Da ben 43 anni, con una costanza, un’abnegazione e un amore per Roma davvero commoventi, progetta e cura nei minimi dettagli questo evento, regalando alla città la manifestazione più importante e affascinante dell’estate romana. Mantenere viva questa meraviglia per quasi mezzo secolo è un’impresa titanica. Al suo fianco c’è Feliciana Di Spirito, una giornalista straordinaria e una manager organizzativa impeccabile. Feliciana è da anni un pilastro del tutto imprescindibile: senza la sua regia meticolosa, senza la sua determinazione e la sua capacità di coordinamento, una macchina così complessa non potrebbe girare alla perfezione. E un ringraziamento va anche all’architetto Renato Maria Nisticò per l’eccellente lavoro scenografico. Voglio ringraziare pubblicamente Feliciana Di Spirito per l’onore che mi ha concesso proponendomi e chiamandomi alla conduzione di questa serata. Lavorare con un team così infaticabile è una garanzia assoluta».
Durante la serata c’è stato anche un annuncio di enorme prestigio culturale fatto proprio da Cesare Esposito…
«Esatto, ed è stato un momento accolto da un grandioso e commosso boato di applausi. Cesare Esposito ha annunciato che, proprio grazie a una sua idea e a un suo progetto, verrà restaurata la preziosa colonna corinzia di Piazza Santa Maria Maggiore, salvando così dall’usura del tempo la meravigliosa statua della Madonna con Bambino che domina la piazza, definita da illustri storici dell’arte come “la più bella del mondo”. È la dimostrazione concreta di come questo evento non sia soltanto memoria e spettacolo, ma anche salvaguardia attiva del patrimonio artistico di Roma. L’intera serata, tra l’altro, è stata dedicata al Pontefice Leone XIV, alla memoria di Papa Francesco e alla speranza di pace nel mondo, valori di cui oggi c’è un bisogno disperato».
Dal punto di vista dello spettacolo, la serata ha regalato momenti di altissima lirica ma anche veri e propri colpi di scena da Lei ideati per coinvolgere il pubblico nelle retrovie. Ci racconta cos’è successo con i quattro cantanti e le passerelle tra la folla?
«Il cast lirico era semplicemente stellare. I tenori Rino Scaturro e Cristian Caselli, il mezzosoprano Caterina Novak e il soprano Sara Pastore hanno regalato performance da brivido, iniziando con un’esibizione corale meravigliosa per poi proseguire con i loro brani solisti. Tuttavia, mi sono reso conto che il pubblico più lontano, quello accalcato a ridosso delle transenne in fondo alla piazza, faticava a godersi appieno gli artisti sul palco principale. Così ho deciso di stravolgere un po’ la scaletta classica per regalare una sorpresa alla folla! Ho chiesto a sorpresa a Cristian Caselli di fare una passerella in movimento, cantando più vicino alla gente. Dopodiché ho proposto a Rino Scaturro di spingersi proprio a ridosso delle transenne per un’esibizione a diretto contatto con il pubblico».
Una mossa che ha scatenato l’entusiasmo, creando un contatto diretto tra artisti, conduttori e pubblico…
«È stato un momento di puro delirio di entusiasmo! Io e Lorenzo Flaherty abbiamo scortato Rino Scaturro in questo percorso tra la folla, accompagnati da fotografi e cameraman in movimento. Centinaia di cellulari si sono alzati per riprendere la scena. Le fan di Lorenzo sono letteralmente impazzite quando se lo sono trovato a tu per tu, tra le transenne, a pochi centimetri da loro: è scattata una caccia al selfie travolgente, il tutto mentre le note magistrali della voce di Scaturro riempivano l’aria. È stato un momento di calore umano e partecipazione autentica che ha annullato ogni distanza tra palco e platea. Grandissimi applausi sono andati ovviamente anche alle straordinarie ed eleganti performance di Sara Pastore e Caterina Novak. Un poker d’assi della lirica che ha infiammato la piazza».
L’evento ha visto anche la presenza della Fanfara dell’Arma dei Carabinieri, l’Angelo della Pace e un momento poetico molto intenso. Come si sono inseriti questi tasselli nella serata?
«Si sono incastrati in un mosaico perfetto. La Fanfara dell’Arma dei Carabinieri, diretta magistralmente dal maestro Danilo Di Silvestro, ha aperto le danze con una solennità e una precisione che hanno emozionato tutti. Poi la figura dell’Angelo della Pace, interpretato dalla bravissima Ilaria Salvati, ha regalato un tocco di grazia e suggestione visiva unica. Molto alti e toccanti sono stati anche i momenti dedicati alla poesia, grazie alla declamazione dei versi di Francesco Gui, Gabriella Lavorgna, Alessandra Maltoni e Petronilla Pullara, che hanno offerto spunti di riflessione profonda in un contesto di grande festa».
Per concludere: quando è scesa la neve artificiale al culmine dello spettacolo, qual è stato il Suo primo pensiero?
«Quando la piazza è stata avvolta da quella cascata bianca sotto i riflettori e sulle note della musica, ho visto negli occhi delle persone, dagli anziani ai bambini, dai cittadini romani ai turisti stranieri, una meraviglia pura, quasi infantile. Il mio primo pensiero è stato di gratitudine: gratitudine per Cesare Esposito, per Feliciana Di Spirito, per il mio compagno d’avventura Lorenzo Flaherty, per le forze dell’ordine che hanno garantito la sicurezza in modo impeccabile, e soprattutto per Roma. Il termometro dell’entusiasmo è schizzato oltre il rosso e noi sul palco avevamo i brividi. Il Miracolo della Neve non è soltanto un evento: è una promessa di bellezza e speranza che Roma rinnova al mondo intero ogni anno, e averla potuta raccontare e guidare da protagonista è stato un privilegio assoluto».
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“Se fosse successo dopo il decollo sarebbe stato un disastro”: scoppia un incendio nel container pieno di bagagli pronto a essere imbarcato sull’aereo, panico a Malpensa. Nel mirino le batterie al litio
Un container carico di bagagli ha preso fuoco domenica 16 agosto all’aeroporto di Milano Malpensa, mentre si trovava a terra in attesa di essere caricato su un volo British Airways. Le fiamme sono state domate rapidamente dai vigili del fuoco, ma l’episodio (l’ennesimo nell’ultimo periodo) ha riportato l’attenzione su uno dei problemi che ultimamente preoccupano maggiormente il settore dell’aviazione: gli incendi provocati dalle batterie al litio. Quest’ultime, se danneggiate, possono entrare in una condizione di surriscaldamento incontrollato e sviluppare rapidamente fiamme difficili da gestire. Il container, utilizzato per trasportare le valigie, conteneva i bagagli destinati a un Airbus A321neo della compagnia britannica. L’incendio si è sviluppato prima della partenza del velivolo, e questo ha permesso agli operatori di intervenire direttamente sul posto, come si vede nel video girato da uno dei passeggeri presenti e diventato virale.
Al momento non è ancora stata stabilita con certezza l’origine delle fiamme. Tra le ipotesi al vaglio c’è un possibile malfunzionamento del macchinario utilizzato per movimentare il container, forse favorito dalle temperature elevate. Non viene però esclusa la possibilità che a provocare l’incendio sia stata una delle valigie presenti all’interno. In particolare, l’attenzione si concentra sulla possibile presenza di un dispositivo che potrebbe essersi surriscaldato o danneggiato.
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“Nuove dichiarazioni al Riesame”, la difesa di Valter Lavitola: “Ranucci avvisato sul rischio di attentati il 7 settembre”
Non una ritrattazione, ma un chiarimento e nuove dichiarazioni già al Tribunale del Riesame. A cinque giorni dalla confessione con cui Valter Lavitola ha ammesso davanti al gip di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, la difesa del faccendiere torna in carcere per preparare il prossimo passaggio giudiziario. L’avvocato Arturo Cola è entrato – come annunciato – nel carcere di Rebibbia per incontrare il suo assistito e mettere a punto la strategia in vista dell’udienza del Riesame, che la difesa presume possa tenersi la prossima settimana. “Sono qui oggi per parlare con Lavitola e verificare se è necessario integrare la confessione del 12 agosto in vista dell’udienza del Riesame che si terrà presumo la settimana prossima”, ha detto Cola prima di entrare nel carcere romano. Il legale ha subito escluso l’ipotesi di un passo indietro. “Non si tratta di ritrattare o dire cose diverse”, ha spiegato, ma di “puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito”. E proprio il Riesame offre alla difesa uno strumento per farlo: “Questo ci è possibile perché al Riesame si possono fare dichiarazioni spontanee”.
La mossa arriva dopo l’interrogatorio del 12 agosto, quando Lavitola aveva riconosciuto di aver commissionato l’attentato, sostenendo però una versione molto diversa da quella ipotizzata dagli investigatori sul movente. Secondo quanto riferito dall’ex editore, l’obiettivo non sarebbe stato fare del male a Ranucci, ma provocare un episodio tale da determinare un innalzamento del livello della sua protezione. Una ricostruzione che la difesa sta cercando ora di rendere più precisa e circostanziata dopo che il giudice per le indagini preliminari di Roma ha respinto la richiesta di arresti domiciliari. Il problema, per Lavitola, è che quella confessione non gli ha aperto le porte del carcere. Dopo l’interrogatorio, la richiesta di sostituzione della custodia con gli arresti domiciliari è stata respinta. Il gip ha ritenuto non sufficientemente convincenti alcuni passaggi della versione fornita dall’indagato, definendo il movente indicato dalla difesa “inverosimile” e le dichiarazioni dell’imprenditore “prive di riscontri” e “fumose”.
“Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C’è stato, infatti, un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati. Questo quindi un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo. “A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull’attentato”, ha aggiunto. Uno dei passaggi sui quali Cola insisteva domenica – annunciando l’intenzione della difesa – riguardava proprio Ranucci e la sua sicurezza. La difesa ha sostenuto che “gli atti dimostrano che lo stesso Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta”. Un elemento che, secondo i legali, sarebbe coerente con la spiegazione fornita da Lavitola: un’azione pensata come dimostrativa per provocare una reazione delle autorità e ottenere una maggiore protezione per il giornalista.
La tesi viene collegata anche alle modalità concrete dell’attentato. “Loro non avevano alcuna intenzione di far male a Ranucci, lo si vede dalle modalità dell’attentato”, aveva sostenuto Cola riferendosi ai presunti esecutori materiali. La difesa punta dunque a mettere in discussione non l’esistenza dell’azione, che Lavitola ha ammesso di aver commissionato, ma la sua finalità e soprattutto l’effettiva volontà di provocare un danno alla vittima. È un punto centrale anche perché il giudice che aveva disposto le misure cautelari nei confronti di chi avrebbe materialmente piazzato l’ordigno non aveva riconosciuto l’ipotesi di strage. Ora i difensori di Lavitola cercano di utilizzare le modalità dell’attacco per sostenere una lettura meno grave della vicenda. Resta invece sullo sfondo il tema del cosiddetto “terzo livello”. Alla domanda sull’eventuale esistenza di un livello ulteriore rispetto a Lavitola e agli esecutori, Cola aveva parlato di “congetture”. E aveva aggiunto: “È intuibile che dopo l’attentato Ranucci avesse capito chi fosse il mandante”. Una congettura che, al momento, non trova alcun riscontro negli atti.
Sono intanto attese nuove analisi del computer e del cellulare dell’ex editore, mentre Ranucci potrebbe essere ascoltato dai pm come persona informata sui fatti. C’è poi la posizione di Gomes Tavares, il cittadino camerunese indicato come factotum di Lavitola e ritenuto dagli investigatori un possibile intermediario nell’organizzazione dell’attentato. La Procura dovrebbe procedere con la richiesta di estradizione. Tavares, intervistato dal Tg1, nei giorni scorsi ha detto di essere pronto a rientrare in Italia “prestissimo”: “Dicono che all’aeroporto mi prendono però io sono testardo. E voglio tornare”.
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La fortuna bacia Cava de' Tirreni, vinto premio da 1 milione di euro
Ferrari Luce da record: la prima elettrica di Maranello è stata venduta all’asta per 40 milioni di dollari
Una cifra mai vista prima d’ora per una vettura nuova venduta all’asta. La prima auto elettrica prodotta dalla Ferrari è stata venduta per 40 milioni di dollari alla Monterey Car Week in California. Si tratta di “Chassis 0”, esemplare Tailor Made della prima vettura elettrica, con numero di telaio zero. L’evento ha segnato l’ingresso del Cavallino Rampante nel mercato dei veicoli elettrici, un settore dominato dalla Tesla di Elon Musk e dalle case automobilistiche cinesi.
Le polemiche per il suo stile
La Ferrari Luce è stata ideata dal designer britannico dell’iPhone Sir Jony Ive e da Marc Newson del collettivo LoveFrom, realizzata con il programma Tailor Made per le vetture su misura, sviluppato insieme al Ferrari Design Studio, guidato da Flavio Manzoni. E proprio questo ha suscitato molte polemiche già dalla sua presentazione a fine maggio, per il suo stile che, secondo alcuni critici, si differenzia molto dal design tradizionale del marchio. L’ex presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo ha dichiarato che il nuovo modello “rischia di distruggere una mito”. Il giorno dopo il lancio, il prezzo delle azioni è sceso in Borsa.
Si tratta inoltre della prima Ferrari completamente elettrica, elemento nuovo nel gruppo del Cavallino.
Una vettura unica e irripetibile
La nuova Ferrari Luce presenta dettagli ricercati e personalizzati: un modello all’avanguardia nei campi del design, dei materiali e del colore. Sviluppa il proprio concetto attorno al tema della luce, interpretata attraverso il bianco e la sua capacità di trasformare la percezione delle superfici.
La carrozzeria è rifinita in Madreperla Semi-Gloss, creata specificamente per l’esemplare: a seconda dell’intensità della luce, cambia la sfumatura del colore. L’interno è rivestito in pelle metallizzata Le Mans in Perla, con elementi Grigio Corvara. Il materiale è stato ricavato da pelli svizzere accuratamente selezionate. Anche i cerchi e il logo Ferrari sono stati realizzati appositamente.
Non è noto però il nome dell’acquirente, in quanto non è stato rivelato da Sotheby’s. Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto ai programmi educativi della Fondazione Ferrari per le nuove generazioni.
Il primato precedente era di un’altra auto Ferrari, una Daytona SP3 Tailor Made, che raccolse 26 milioni di dollari in un’asta del 2025.
L’articolo Ferrari Luce da record: la prima elettrica di Maranello è stata venduta all’asta per 40 milioni di dollari è tratto da Forbes Italia.
𝐊𝐮𝐫𝐬𝐚𝐚𝐥, 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐅𝐚𝐥𝐚𝐬𝐜𝐚 “𝐓𝐡𝐞 𝐛𝐞𝐬𝐭 𝐨𝐟 𝐦𝐲 𝐚𝐥𝐛𝐮𝐦𝐬”
𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝ì, 𝟏𝟗 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎, 𝐚𝐥 𝐊𝐮𝐫𝐬𝐚𝐚𝐥, 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐅𝐚𝐥𝐚𝐬𝐜𝐚 “𝐓𝐡𝐞 𝐛𝐞𝐬𝐭 𝐨𝐟 𝐦𝐲 𝐚𝐥𝐛𝐮𝐦𝐬”, 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 “𝐢𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨”. 𝐈𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨.
Continuano i grandi concerti del calendario GiuliaEventi Estate 2026. Mercoledì prossimo, 19 agosto, sarà la volta di Daniele Falasca, straordinario polistrumentista e compositore di fama internazionale. Alle 21:00, al Kursaal, Falasca proporrà il meglio del suo repertorio, composizioni originali selezionate dai sedici album incisi come compositore. La serata riserva brani memorabili di latin jazz, tango moderno, samba e 3/4 jazz. L’ingresso è libero.
“ Abbiamo patrocinato e sostenuto il concerto con entusiasmo – sottolinea l’assessore alla Cultura Nausicaa Cameli – Invitiamo tutti a cogliere questa grande opportunità di ascolto, in una serata che merita un pubblico folto e attento”.
Musicista, compositore, nipote d’arte, Daniele Falasca è stato attratto dai suoni fin da quando aveva quattro anni.
Laureato in pianoforte e musica da camera, nel suo percorso di studi, ha completato i corsi classici di fisarmonica. Si è esibito al fianco di numerosi nomi di prima grandezza del panorama musicale italiano e internazionale, come Aida Cooper, Rossana Casale, Il Volo, Tullio De Piscopo, Massimo Moriconi, Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Marco Tamburini, Glauco Di Sabatino, Beppe Vessicchio, Fio Zanotti.
Ha inciso sedici album da compositore e trenta da turnista.
Si è esibito anche al Parlamento Europeo, dirigendo le proprie composizioni neoclassiche per pianoforte ed orchestra, con la RosetOrchestra da lui ideata.
É insegnante di pianoforte e direttore della sua scuola di musica “MusicaHdemia” da più di vent’anni. Falasca è anche endorser della storica azienda di fisarmoniche Brandoni & sons.
Ha scritto di lui il famoso trombettista jazz Fabrizio Bosso: “È un artista che dà prova di una tecnica impeccabile, in grado quasi di far parlare la fisarmonica. Originali le sue composizioni, che già da un primo ascolto rimangono impresse nella mente”.
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'Modena, alunni stranieri: il tetto del 30% diventa gioco di prestigio'

BUDDA LAW FESTEGGIA UN ANNO DI CRESCITA: 2.500 ISCRITTI PER L’AI CHE DIVENTA AVVOCATO
BUDDA LAW FESTEGGIA UN ANNO DI CRESCITA: 2.500 ISCRITTI PER L’AI CHE DIVENTA AVVOCATO
A un anno dal lancio sul mercato, Budda Law consolida la propria posizione tra le realtà più innovative del legal tech italiano. La piattaforma di intelligenza artificiale fondata dagli avvocati Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni ha raggiunto quota 2.500 iscritti, rafforzando il proprio ecosistema con webinar quindicinali dedicati ad AI e diritto, l’integrazione nel database Horoshub dell’Ordine degli Avvocati di Milano e nuovi strumenti su Claude grazie al reparto ricerca e sviluppo con sede nel Trevigiano. I tre founder: “Grazie a un patrimonio di circa due milioni di provvedimenti giurisprudenziali aggiornati su base settimanale, Budda Law punta a diventare il punto di riferimento per professionisti e imprese”
A dodici mesi dall’ingresso sul mercato, Budda Law celebra il primo anno di attività confermando la propria crescita nel panorama del legal tech italiano. Nata dall’intuizione di tre professionisti del diritto con una forte vocazione tecnologica, la piattaforma ha trasformato l’intelligenza artificiale in uno strumento concreto per avvocati, consulenti e imprese, raggiungendo oggi quota 2.500 iscritti e consolidando una community professionale sempre più ampia.
Fondata tra Roma e Veneto dagli avvocati Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni, Budda Law è stata sviluppata per rendere il diritto più accessibile, veloce e comprensibile attraverso un sistema di intelligenza artificiale addestrato su un vastissimo patrimonio documentale composto da circa due milioni di provvedimenti, sentenze, modelli di atti e contratti provenienti dalle principali giurisdizioni italiane, nonché un robusto dataset di normative. In pratica, l’intelligenza artificiale diventa avvocato e fornisce consulenza ai professionisti, fino ad arrivare alla stesura dei documenti legali.
Nel corso dell’ultimo anno la startup ha registrato una crescita costante sia nell’utilizzo della piattaforma sia nelle attività di divulgazione e formazione. Tra le iniziative più apprezzate spicca il calendario di webinar gratuiti organizzati ogni quindici giorni, dedicati ai temi dell’intelligenza artificiale applicata al diritto, all’evoluzione normativa e alle nuove opportunità offerte dalla trasformazione digitale per studi professionali e legali d’azienda. Tra le ultime novità, anche la presenza di Budda Law nel database Horoshub dell’Ordine degli Avvocati di Milano, una delle fonti più autorevoli per il monitoraggio degli strumenti di AI legal.
Secondo le più recenti analisi, il settore legal tech italiano vale oggi oltre 30 milioni di euro e continua a crescere grazie all’adozione sempre più diffusa di strumenti basati sull’intelligenza artificiale. In questo contesto Budda Law si è distinta per la capacità di combinare competenze giuridiche e innovazione tecnologica. Il differenziale della piattaforma è la sua capacità di essere “istruita” dal legale, che può plasmare in base al proprio metodo di lavoro quasi fosse un praticante da formare: ma, una volta addestrata ai ritmi e alle peculiarità dello stile dello studio, rimane sempre a disposizione.
Merito dell’introduzione di nuovi verticali sviluppati attraverso la tecnologia Claude, progettati per offrire competenze sempre più specialistiche e contestualizzate in specifici ambiti del diritto. L’obiettivo è consentire ai professionisti di dialogare con strumenti AI altamente focalizzati sulle diverse materie, migliorando ulteriormente la qualità delle analisi, delle ricerche e dei documenti prodotti.
«Quando abbiamo lanciato Budda Law volevamo dimostrare che l’intelligenza artificiale poteva diventare uno strumento concreto al servizio del diritto e non soltanto una promessa tecnologica», dichiarano i founder Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni. «A distanza di un anno i numeri ci confermano che il mercato era pronto per questa evoluzione. I 2.500 iscritti rappresentano molto più di un dato quantitativo: sono una comunità di professionisti che ogni giorno utilizza la piattaforma per lavorare meglio e più velocemente. L’integrazione del database Horoshub dell’Ordine degli Avvocati di Milano, i costanti aggiornamenti della base dati e i nuovi verticali sviluppati con Claude sono tasselli di una strategia che punta all’eccellenza. Continueremo a investire in ricerca, contenuti e formazione perché crediamo che il futuro del diritto passi attraverso la collaborazione tra competenze umane e intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo resta quello di costruire una piattaforma italiana capace di competere con i grandi player internazionali del settore».
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
Budda Law è la startup legal-tech che sta trasformando l’accesso al diritto in Italia. Nata nel gennaio 2025 (on line dal luglio) dall’intuizione di tre avvocati quarantenni — Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni — la piattaforma è operativa da luglio dello scorso anno con headquarter a Roma e un polo R&D a Villorba (TV). Il cuore del progetto è un imponente database proprietario di centinaia di GB, che raccoglie circa due milioni di sentenze dal 2019 ad oggi, coprendo Cassazione, Corti di merito, ambito tributario e privacy (con l’imminente arrivo della giurisprudenza amministrativa). Grazie a questo patrimonio e al know-how del founder Roberto Alma, anche laureato in informatica, Budda Law genera pareri argomentati, risponde a quesiti e crea contratti personalizzati basati su riferimenti reali. L’innovazione risiede nella democratizzazione del servizio: la piattaforma adotta un modello a “crediti” senza abbonamenti obbligatori, permettendo pagamenti per singola interrogazione. I numeri certificano il successo: circa 2.500 utenti attivi, 2.500 interrogazioni mensili e oltre 10.000 pareri legali già generati. Con una crescita di 200 nuovi utenti al mese, Budda Law si impone come il nuovo punto di riferimento per aziende e studi legali che cercano rapidità, affidabilità e costi contenuti.
Roberto Alma
Romano classe 1985, avvocato e Co-Fondatore dello Studio KBL Law. Assiste Startup, PMI ed Investitori nel settore digital e nuove tecnologie. Laureato in informatica, con una tesi sui motori di intelligenza artificiale applicati al dominio legale. Aree di competenza: Societario, M&A, contrattualistica commerciale, Privacy, Proprietà Intellettuale. Ricopre il ruolo di DPO presso rilevanti realtà nazionali. Docente presso Master di II livello su tematiche di innovazione digitale. Esperto di Legal Tech. Ha sviluppato dal 2017 numerosi progetti di Legal Tech con particolare riferimento a banche dati e motori di ricerca semantica.
Daniele Costa
Romano classe 1984, avvocato e Co-Fondatore di KBL Law. Assiste Startup, PMI ed Investitori nel settore digital e nuove tecnologie. Aree di competenza: Diritto Commerciale e Societario, M&A ed Operazioni Straordinarie, Diritto dell’Informatica e delle Nuove Tecnologie, Diritto della Privacy e Data Protection, Proprietà Intellettuale. Docente in Diritto Societario e Commerciale e Proprietà Intellettuale presso lo IED (Istituto Europeo di Design) di Roma. Partecipa in qualità di relatore in corsi universitari e convegni nazionali. Da alcuni anni collabora, in qualità di esperto, a progetti software nel settore del Legal Tech, occupandosi, in particolare, della generazione dei template e dei dataset di addestramento e verifica.
Matteo Moscioni
Originario di Viterbo e classe 1986, avvocato e Of Counsel dello Studio KBL Law. Assiste PMI nella gestione stragiudiziale dei rapporti di lavoro, nel contenzioso giuslavoristico e nelle relazioni industriali. Aree di competenza: Diritto del Lavoro, Contenzioso Giuslavoristico, Relazioni Sindacali, Contrattualistica del Lavoro e Compliance Normativa (ESG Labour Compliance, Privacy Labour Compliance). Titolare di Master di II livello in “Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale” presso l’Università di Roma Sapienza e diplomato presso la Scuola di Alta Formazione in Diritto del Lavoro (AGI – Avvocati Giuslavoristi Italiani). Docente in corsi avanzati in diritto del lavoro, rivolti ad HR, imprenditori e professionisti. Nell’ambito del Legal Tech si è occupato del preprocessing dei dati e nella creazione dei dataset di addestramento e verifica.
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Lega, Fontana lancia l’assalto del nord: “Il partito va salvato dal declino. Un passo indietro di Salvini? Da non escludere”
“Chiediamo di rivedere l’impostazione del partito, perché ce n’è un gran bisogno ora”. In un’intervista al Corriere della sera, Attilio Fontana lancia l’assalto dei leghisti del nord contro la segreteria di Matteo Salvini, una rivolta covata per mesi ed esplosa nel direttivo regionale lombardo della settimana scorsa. “I nostri militanti, non solo in Lombardia ma in tutto il nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere“, afferma il presidente della Regione, esponente storico del Carroccio e già sindaco di Varese. “Nel direttivo, con il segretario Massimiliano Romeo, abbiamo dato voce a questo malessere e alle esigenze di amministratori e cittadini, proponendo valutazioni politiche a partire da un dato di fatto: siamo passati dal 34% al 5% dei voti. Insomma, il problema c’è, e quindi è opportuno lavorare per trovare una via d’uscita da questo declino. E arrivare a una soluzione è utile non soltanto per la Lega, ma per tutto il centrodestra”, incalza. E alla domanda se Salvini debba fare “un passo indietro o di lato” risponde eloquente: “Nessuna soluzione va esclusa a priori. la Lega non teme il rinnovamento”.
Per il governatore lombardo, la soluzione per il rilancio del partito è “innanzitutto valorizzare le nostre ricchezze: e il nostro primo capitale sono i tanti amministratori locali, che interpretano quotidianamente la concretezza che noi chiediamo alla Lega”, spiega. Annunciando un progetto che somiglia al nucleo di una futura scissione: “Ua pluralità di persone stanno lavorando per proporre un nuovo luogo di dibattito. Un’associazione larga e aperta a discutere sui temi importanti come, per esempio, la modernizzazione dello Stato. Sono ancora più convinto che si debba andare verso il federalismo, la maggiore autonomia delle amministrazioni locali, che agiscono con la concretezza che serve ai territori e che sono a contatto con il mondo economico, ricevono le domande di chi lavora e produce ricchezza e per questo chiedono una politica industriale. E vogliamo occuparci anche di diritti civili“. Un tema che sta molto a cuore anche all’altro governatore “ribelle”, il Veneto Luca Zaia, e su cui Salvini invece porta avanti una linea fermamente conservatrice.
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NASA lascia i comandi di Orion agli astronauti, senza radar
Lampi su Livorno (Video)

Livorno 17 agosto 2026 Lampi su Livorno Lampi su Livorno, foto Paolo Mura.
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Indonesia, terremoto di magnitudo 7,7: strade spaccate e case crollate viste dal drone – VIDEO
Il drone sorvola le zone colpite dal terremoto in Indonesia: dall’alto la devastazione lasciata dal sisma
Le immagini riprese da un drone mostrano dall’alto la devastazione provocata dal terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’isola di Flores, nell’Indonesia orientale. Strade spaccate, edifici crollati e infrastrutture danneggiate restituiscono la dimensione dei danni provocati dal sisma, che ha causato anche numerose frane. Il bilancio è nel frattempo salito ad almeno 54 morti, mentre migliaia di persone hanno lasciato le proprie abitazioni e le operazioni di soccorso proseguono nelle aree più difficili da raggiungere. Video LaPresse.
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‘SNAKE BUILDING’ AD AARSCHOT, IN BELGIO
C+S ARCHITECTS COMPLETA LO ‘SNAKE BUILDING’ AD AARSCHOT, IN BELGIO
C+S ARCHITECTS completa lo “Snake Building” all’interno della rigenerazione urbana del masterplan De Torens, nel centro di Aarschot, in Belgio, trasformando un ex sito industriale in un nuovo frammento di città fatto di abitazioni, commercio e spazio pubblico. Maria Alessandra Segantini: «Il nostro approccio all’architettura è guidato dall’idea di Future Heritage: un processo che nasce da una ricerca che si fonda sulle stratificazioni storiche, l’ecologia, i materiali e le tecniche locali, in cui ogni gesto reinventa le tracce del passato attraverso interventi capaci di evocare memorie, attivare i sensi, rafforzare l’identità dei luoghi e riconnettere le comunità alla natura. Lo spazio pubblico è la spina dorsale di tutti i nostri progetti. Ad Aarschot il progetto restituisce alla collettività uno spazio pubblico più ampio, che rafforza la continuità con il tessuto urbano, innestandosi sul sapere costruttivo locale»
Lo Snake Building nasce da una collaborazione con a2o Architekten, studio con sede ad Hasselt incaricato dal committente di coordinare la rigenerazione del masterplan De Torens: un’ex area industriale nel cuore della città, riconvertita in un quartiere misto di residenze, attività commerciali e spazi pubblici. Il processo progettuale prende avvio da una serie di workshop collettivi ad Hasselt, durante i quali i diversi lotti vengono affidati ai vari studi coinvolti — a2o Architekten, C+S ARCHITECTS, De Vylder Vinck e DRDH.
C+S ARCHITECTS studio di architettura pluripremiato, oggi con sedi a Treviso (IT) e Londra (UK), sceglie di lavorare sull’identità della comunità attraverso il disegno urbano, l’architettura e il dettaglio costruttivo, in un contesto culturale come quello belga, dove il valore dell’artigianalità è ancora sapere costruttivo.
Ad Aarschot viene assegnato a C+S un lotto di bordo con la città storica all’ingresso del nuovo quartiere. Puntando sul rafforzamento della continuità urbana, lo studio italiano decide di manipolare i volumi asseganti prolungando la Leuvenstraat — la spina dorsale della città — all’internodell’area. Il progetto di C+S manipola il lotto per ricavare più spazio pubblico, riscrivendo radicalmente il brief originario del cliente. Dove era previsto un blocco compatto, viene proposta un’erosione. Una sottrazione. Una ridefinizione dell’altezza e della massa costruita.
In pianta, lo Snake Building arretra, lascia respirare la piazza, permette a un albero di attraversare il parcheggio interrato e riapre la vista verso l’Old Orleans Tower sulla collina, migliorando allo stesso tempo i flussi pedonali all’interno del sito. In sezione, le terrazze incidono la copertura per evocare quella sorta di danza dei tetti tipica delle città fiamminghe. Quello che appare inizialmente come un monolite in mattoni si rivela invece un volume scavato dal cielo e dalla vita.
“Nel Medioevo, le città fiamminghe erano circondate da “spazio comune” (il “common ground”): spazi condivisi destinati al pascolo, alla raccolta della legna, alla coltivazione”, spiega Maria Alessandra Segantini, direttore creativo di C+S. “Oggi, in un’Europa in cui si assiste ad una costante erosione dello spazio abitativo privato, ci piace pensare allo spazio pubblico — aperto, resiliente, biodiverso — come a una nuova forma di bene comune. Un luogo capace di dare corpo fisico all’idea stessa di comunità. Da Porto a Praga, da Bath a Gand o Firenze, la piazza è sempre stata un luogo di scambio: resistente nei materiali ma porosa agli eventi della vita. È lì che si commerciava, si protestava, si giocava, ci si fermava durante il pomeriggio. E accade ancora oggi.
La misura delle piazze europee ci fa sentire a casa ovunque in Europa, come se esistesse una memoria condivisa costruita attraverso la democrazia, le risorse comuni, le politiche collettive. Uno spazio pubblico aperto, durevole, adattabile, riconoscibile. Come il campo veneziano — la forma urbana che continuiamo a portare con noi ovunque progettiamo — anche la piazza custodisce la memoria collettiva di un popolo. È il salotto della comunità. La casa urbana”.
L’architettura diventa una cornice per l’abitare: le profonde logge sono definite da telai lignei, perché nel punto in cui l’edificio incontra il corpo umano la materia cambia. La solidità lascia spazio al tatto. Le aperture della facciata non seguono una regola fissa ma si disseminano come tracce di possibili trasformazioni future. Parlano di adattamento, di trasformazione della città nel tempo. Dall’interno, le finestre incorniciano il paesaggio in modi sempre diversi, catturando i movimenti urbani e le variazioni stagionali delle colline circostanti.
I dettagli diventano fondamentali: i giunti arretrati, le pieghe continue del mattone che penetrano anche all’interno delle logge, le bow-window che risalgono fino alla linea del tetto. Gesti minimi che trasformano la massa in racconto, il riparo in esperienza.
“Abbiamo lavorato con artigiani locali”, spiega ancora Segantini. “Abbiamo rispettato il loro sapere. Abbiamo costruito in mattone non perché sia di moda, ma perché è durevole. Specifico. La scelta del materiale non è semplicemente estetica: è una presa di posizione. Un modo per affermare il valore della memoria e del lavoro manuale. In un contesto come Aarschot, fatto di facciate sedimentate nel tempo e identità civica accumulata, usare materiali tradizionali non significa celebrare nostalgicamente il passato, ma abitarlo, scavarlo, trasformare la continuità in qualcosa di vivo. Anche la forma curva e irregolare dell’edificio nasce da questa logica: meno un gesto formale, più una negoziazione con il contesto urbano e con i materiali stessi, con il tempo lungo necessario per metterli in opera”.
Eppure ciò che a prima vista appare semplice o familiare rivela, osservandolo meglio, una complessità nascosta. Sono proprio gli elementi che fanno sentire questo edificio vicino — il mattone, il legno, la grammatica lenta dei giunti posati a mano — a renderlo significativo.
Non esiste scorciatoia per ottenere la fusione quasi impercettibile tra muro e copertura, né una soluzione prefabbricata per quelle finestre che salgono nel tetto come un pensiero che interrompe una frase. Sono dettagli che nascono da una fedeltà radicale al luogo e che allo stesso tempo apre alla trasformazione. Richiedono non solo uno sguardo progettuale, ma le mani di chi conosce il comportamento di una muratura fiamminga d’inverno, il modo in cui un giunto raccoglie l’ombra, il fatto che il legno non sia una superficie ma una texture viva.
Ed è forse proprio in questa fedeltà silenziosa, in questa forma di artigianato discreto, che l’edificio smette di sembrare qualcosa di progettato e inizia ad apparire come qualcosa di ritrovato. Non un oggetto posato nella città, ma estratto da essa.
Il legno, introdotto nei punti in cui la struttura si apre e si lascia abitare, non addolcisce tanto la forma quanto la sua fragilità. Ricorda che ogni architettura deve tenere insieme più dimensioni: radicarsi nella tradizione e nel contesto, rafforzare l’identità della comunità attraverso la costruzione e la durata, ma allo stesso tempo lasciare spazio alla trasformazione e alla vita.
L’edificio emerge così come una sorta di scultura abitata in mattoni, mentre finestre, ingressi e facciate delle terrazze in boiserie lignea — tutti materiali riciclabili al 100% — introducono una dimensione domestica e calda nella composizione.
La materia racconta sempre una storia. Una storia di mani, di tempo, di luogo.
E nel punto in cui quella storia incontra la vita, diventa legno: morbido, caldo. Casa.
SCHEDA TECNICA PROGETTO
Cliente: Dyls, Belgio
Progetto architettonico e direzione artistica: Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, C+S Architects
Progetto esecutivo e direzione lavori: a2o Architekten, Hasselt, Belgio
Foto Alessandra Bello
C+S Architects Bio
Fondato da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini a Venezia nel 1994, C+S ARCHITECTS è uno studio di architettura, design e ricerca riconosciuto dalla critica come uno dei protagonisti più autorevoli del panorama contemporaneo. Dal 2015 lo studio opera tra Londra e Treviso.
Lo studio è impegnato nella costruzione di un futuro equo e sostenibile. Il suo approccio innovativo e poetico all’architettura è guidato dall’idea di Future Heritage, una filosofia applicata alla ricerca, all’insegnamento e alla pratica progettuale, che trae ispirazione dall’ambiente delicato e fragile in cui C+S ha iniziato la propria attività, Venezia e la sua laguna. I progetti costruiti sviluppano una poetica fondata sul rapporto della materia con la luce, il tempo e la natura, nonché sulla ricchezza tattile dei materiali lavorati artigianalmente, celebrando la trasformazione come processo continuo. Ogni intervento diventa così un ponte tra costruito e non costruito, tra tradizione e innovazione, tra storia e futuro.
Emblematici di questo approccio, e ampiamente pubblicati a livello internazionale, sono la rigenerazione paesaggistica dei 325 ettari dell’isola di Sant’Erasmo nella laguna veneziana con il Museo della Torre Massimiliana, candidata al Premio Mies van der Rohe e ai RIBA Awards nel 2009; i progetti vincitori dei concorsi internazionali per il sito Panquin a Tervuren, in Belgio; il nuovo museo d’arte contemporanea GAMeC di Bergamo, attualmente in fase di completamento; gli uffici low-tech per Leiedal, vincitori del concorso del Vlaams Bouwmeester; l’Harbor Brain Building all’Arsenale di Venezia, primo edificio off-grid della città, dove un layer di celle fotovoltaiche traduce in luce le tessiture lagunari.
Il portfolio dello studio comprende musei e centri culturali, interventi di rigenerazione urbana pubblica e privata che riconnettono le comunità alla natura, torri ad alta densità e spazi pubblici capaci di rafforzare il senso di identità delle comunità, come la Piazza del Cinema al Lido di Venezia, oltre a installazioni che riflettono sul ruolo del progettista nella costruzione della società, tra cui The Cord, ingresso della 50ª Biennale d’Arte di Venezia, e The Wave, realizzata per l’apertura della 60ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Tra le opere premiate: la cittadella della giustizia a Venezia, vincitore del Premio Speciale della Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2012 e del BIGMat National Award 2017; le torri residenziali di Milano e la Piazza del Cinema al Lido di Venezia, rispettivamente candidate al Premio Mies van der Rohe 2021 e 2023 e vincitori del The Chicago Athenaeum Architecture Award and German Design Award; e una serie di edifici scolastici vincitori nel 2009 del Premio Sfide 2009 promosso dai Ministeri italiani dell’Istruzione e dell’Ambiente, del Architecture Masterprize, BLT e Taipei Design Awards e presentati alla15ª Biennale Architettura di Venezia, dove il lavoro dello studio è stato esposto alle Corderie attraverso l’installazione EDUcare, un progetto che ha avuto un impatto significativo sulla ridefinizione dei criteri di progettazione scolastica in Italia e per il quale lo studio è stato recentemente invitato a presentare la propria ricerca al Ministero dell’Istruzione egiziano.
Premiato con oltre cinquanta riconoscimenti nazionali e internazionali, il lavoro di C+S è stato esposto in tutto il mondo, tra cui alla Biennale Architettura di Venezia, alla Triennale di Milano, al Museo Nazionale di Oslo, al RIBA di Londra, al MIT di Cambridge (Massachusetts) e alla Cité de l’Architecture et du Patrimoine di Parigi, per citare i principali.
Nel 2024 Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini hanno ricevuto l’iscrizione a vita all’Albo d’Oro della Repubblica di San Marino. Nel 2022 sono stati insigniti del titolo di Architetti Italiani dell’Anno dal Consiglio Nazionale degli Architetti.
La loro attività accademica si è sviluppata tra Europa e Stati Uniti. Carlo e Maria Alessandra sono stati Visiting Professors al MIT di Cambridge, Massachusetts (2012–2016), Professors of Practice alla Syracuse University di New York e Visiting Professors presso l’Università di Bath nel Regno Unito, dove hanno diretto numerosi Design Studio nei corsi di Master. Hanno inoltre ricoperto rispettivamente i ruoli di Professore Ordinario e Professore Associato di Architettura e Urban Design presso la University of East London (2013–2022), contribuendo ai programmi nazionali britannici di valutazione della ricerca (REF 2013 e REF 2021). Maria Alessandra è stata inoltre Professore Ordinario di ruolo alla Hasselt University, dove ha co-diretto il corso di laurea magistrale e contribuito alla definizione del curriculum del Master. Attraverso queste esperienze hanno sviluppato metodologie progettuali interdisciplinari che integrano patrimonio, ecologia e innovazione progettuale.
© 2026 PK COMMUNICATION
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Escursionista colpito da un fulmine sull'Etna, morto in ospedale
SpaceX lancia due Falcon 9 in 38 minuti, è un nuovo record
Fiorentina, Mastantuono gioca a calcio in spiaggia a Forte dei Marmi: palleggi sul bagnasciuga con i tifosi – VIDEO
Mastantuono in versione vacanziere a Forte dei Marmi: partita improvvisata sulla spiaggia con alcuni tifosi
Ferragosto sulla spiaggia di Forte dei Marmi per Franco Mastantuono, nuovo giocatore della Fiorentina. Il talento argentino è stato riconosciuto da alcuni ragazzi sul bagnasciuga e non si è tirato indietro quando gli hanno proposto di giocare insieme. Nel video Mastantuono si diverte tra palleggi, passaggi e tiri sulla sabbia, concedendosi una parentesi da normale vacanziere prima di tornare agli impegni con la squadra viola. Video Corriere TV.
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In arrivo veloci temporali e calo delle temperature su molte regioni
In arrivo veloci temporali e calo delle temperature su molte regioni
“Il respiro di un coro” Frammenti di spettacoli, canti e dediche per raccontare una storia lunga 30 anni…
5 settembre 2026 – Piccolo Teatro Milano – Teatro Studio Melato
ore 19.30/21.30 – dalle 21.30 djset
Festa dei 30 anni della compagnia ATIR (CAP III)
“Il respiro di un coro”
Frammenti di spettacoli, canti e dediche per raccontare una storia lunga 30 anni…
e infine djset!
Per raccontare lo straordinario lavoro di produzione della compagnia ATIR nel corso di un trentennio si è scelto un luogo unico, la più prestigiosa istituzione teatrale in Italia, che ha ospitato e collaborato fin dagli esordi con la compagnia: il Piccolo Teatro di Milano. Al Piccolo Teatro – Teatro Studio Melato la compagnia offrirà una festa performativa originale che ne ripercorre la storia artistica e produttiva: frammenti di spettacoli della compagnia si alterneranno a momenti musicali e dediche dei numerosi artisti che hanno segnato il percorso di ATIR. E proprio in occasione di questa ricorrenza, sarà allestita anche una mostra che documenta il trentennale della compagnia, tra immagini, bozzetti, costumi e materiali d’archivio: “Nel Buio, la Luce” a cura di Serena Serrani e Maria Spazzi.
Tra i frammenti di spettacolo che verranno riproposti, non mancheranno i titoli storici, come “Romeo e Giulietta”, “Lear. Tutto su mio padre” e le “Baccanti”; accanto a questi “Le allegre comari di Windsor” in rappresentanza dei successi più recenti e “Arrusi” tra le nuove produzioni. Ad arricchire la serata ci saranno le esibizioni delle Nina’s Drag Queen e del Kollettivo Drag King, e l’immancabile “Tutti in scena!”, la lezione aperta del laboratorio teatrale per cittadini abili e diversamente abili all’interno del progetto Gli Spazi del Teatro, condotta da Chiara Stoppa.
A fare da contrappunto musicale a tutta la serata sarà Giulia Bertasi, che condurrà una piccola orchestra dal vivo; il suo accompagnamento musicale sfocerà poi in una parata collettiva fino al sagrato del Teatro Strehler, dove ad attendere il pubblico ci sarà un dj set per festeggiare insieme fino a tarda notte. Dj set a cura di Marc e Missin Red. Food and beverage by mare culturale urbano.
Molti degli spettacoli di ATIR hanno fatto la storia e questa serata sarà sicuramente occasione per ripercorrere allestimenti classici e contemporanei che mostrano come negli ultimi trent’anni sia cambiata la società, il mondo, sia rileggendolo attraverso i classici sia esplorandone la storia dal secondo dopoguerra attraverso la drammaturgia contemporanea.
QUANDO sabato 5 settembre 2026
DOVE Teatro Studio Melato / Teatro Strehler – Sagrato, Milano
PROGRAMMA
ore 19.30 – 21.30 / Teatro Studio Melato
21.30 – 24.00 / sagrato Strehler – Dj set
La manifestazione ha finalità benefiche e sociali: eventuali ricavi a seguito di donazioni, dedotte le spese di allestimento e di organizzazione, saranno interamente destinate alla Cooperativa Sociale Comunità Progetto. Le donazioni vanno effettuate tramite bonifico bancario al seguente IBAN: IT62M0306909521100000014815 Intesa Sanpaolo.
Iscrizioni sul sito www.atirteatroringhiera.it
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La nuova location estiva di Milano con due palchi immersa nel verde
La nuova location estiva di Milano
con due palchi immersa nel verde
25 AGOSTO
DJO
Il progetto musicale di Joe Keery
noto al grande pubblico per Stranger Things
Riprende la stagione estiva di PARCO DELLA MUSICA DI MILANO, la nuova area spettacoli progettata da Unipol Arena, che questa estate ospita una rassegna ancora più ricca!
Martedì 25 agosto salirà sul palco DJO, il progetto musicale dell’attore, produttore e songwriter Joe Keery, noto al grande pubblico per i suoi ruoli in Stranger Things e Fargo.
Con il suo ultimo album “The Crux”, ha compiuto un’evoluzione significativa rispetto ai lavori precedenti, abbandonando le sonorità più lo-fi e synth-driven per abbracciare un suono più ricco e stratificato, ispirato al pop tra fine anni ’60 e ’70, con un ruolo centrale delle chitarre. Il disco, trainato dal singolo “Basic Being Basic”, arrivato al numero 1 delle radio alternative negli Stati Uniti, ha consolidato il percorso artistico di Djo, proseguito con The Crux Deluxe, un’estensione naturale del progetto. Dopo un 2025 segnato da un tour mondiale sold out e da una nomination ai Grammy Awards, il 2026 sta confermando e ampliando il successo globale dell’artista: il brano “End of Beginning”, già fenomeno internazionale nel 2024, è tornato in vetta alle classifiche globali, con streaming in forte crescita e una diffusione in oltre 40 Paesi.
Ad aprire la data saranno i Witch Post, il duo indie-pop formato da Dylan Fraser e Alaska Reid.
Parco della Musica di Milano questa estate ha già ospitato molti artisti che hanno confermato il prestigio della location e la sua versatilità: Bad Omens, Halsey, Gloria Gaynor, Mac DeMarco, 5ive, Boy George & Culture Club, Belle and Sebastian, Vulfpeck, Pixies, Caparezza, I Cani e Lorde.
Di seguito i prossimi live:
25 agosto Djo
1 settembre Hollywood Vampires
7 settembre Gemitaiz
8 settembre Negramaro
9 settembre Levante
11 settembre Mannarino
I biglietti sono disponibili sui circuiti di prevendita: www.parcomusicamilano.it
Da giugno a settembre 2026 l’ampia area di 70mila mq immersa nel verde nei pressi di Linate (via Enzo Jannacci – 20054 Segrate, MI) si anima con concerti sui due palchi “Arena” e “Garden”, abbracciando molteplici generi e rivolgendosi a tutte le generazioni.
Tanti artisti internazionali hanno scelto Parco della Musica di Milano per la loro unica data italiana nell’estate 2026, grazie al successo della location che lo scorso anno, alla sua prima edizione, ha chiuso una stagione estiva con ottimi risultati e concerti indimenticabili come quelli di Massive Attack e Smashing Pumpkins.
Dal pop al rock, dall’elettronica all’hip-hop, il cartellone trasversale parla a tutte le generazioni, offrendo un’esperienza unica dove natura, spettacolo e intrattenimento si fondono.
I 2 palchi sono modulabili, con posti a sedere e in piedi. Nell’area ci sono vari punti ristoro e beverage, alcuni accessibili anche a chi non ha il biglietto per il concerto, per permettere ad accompagnatori e avventurieri di godere Parco della Musica anche senza assistere al live. Sono presenti 6 food truck in varie zone del parco. Anche gli store del merchandising sono presenti sia all’interno dell’area concerto che all’entrata.
L’evento adotta sistemi di pagamento cashless e casse automatiche.
Sono a disposizione 3000 parcheggi, acquistabili online, per diminuire l’inquinamento delle code, o in loco.
Il rispetto per l’ambiente è al centro della filosofia del PMM che si è impegnato nella promozione di mezzi di trasporto sostenibili come biciclette (25 minuti in bicicletta da piazza Cinque Giornate) e trasporti pubblici (M4 Linate, Autobus 973, Autobus 923).
Main partner: Molinari.
Silver Partner: Lavoropiù.
Partner: Tanqueray, San Benedetto, Mixum, PepsiCo, Tame Studio, VAPE, Heineken.
www.instagram.com/parcomusicamilano
www.facebook.com/p/Parco-Musica-Milano-61569887182849
#PMM
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Russia, maxi attacco di droni ucraini: esplosioni e una colonna di fumo nella regione di Mosca – VIDEO
Centinaia di droni contro la Russia, incendio nel maxi deposito Wildberries: le immagini dalla regione di Mosca
Una delle più grandi ondate di droni ucraini contro la Russia dall’inizio della guerra ha interessato anche la regione di Mosca. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 822 droni in diverse zone del Paese, mentre nella regione della capitale un attacco ha colpito anche un grande magazzino di Wildberries a Koledino, circa 45 chilometri a sud di Mosca. Le immagini mostrano esplosioni e una densa colonna di fumo nero alzarsi dalla struttura colpita. Nella sola regione di Mosca un uomo di 83 anni è morto nell’attacco, secondo le autorità locali. Video Astra/Corriere TV.
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Il furto delle opere di Antonello da Messina solleva un’altra domanda: lo Stato sa quante opere confiscate possiede?
Il furto di quattro opere di Antonello da Messina dal Museo regionale della sua città, comprese tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, pone una domanda che va molto oltre la sicurezza dei musei: che cosa significa davvero proteggere e restituire alla collettività un patrimonio culturale?
Perché esiste un’altra enorme questione, assai meno spettacolare di un furto nella notte di Ferragosto: quella delle opere d’arte sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Qui non servono proclami sulla legalità. Servono numeri. L’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, Anbsc, è diretta dal settembre 2024 dal prefetto Maria Rosaria Laganà. La delega politica sui beni confiscati al Ministero dell’Interno è della sottosegretaria Wanda Ferro. Dal maggio 2026 l’Ufficio nazionale beni mobili e immobili sequestrati e confiscati è diretto da Rossana Bellantoni.
A loro si potrebbero rivolgere alcune domande semplicissime. Quante opere d’arte confiscate definitivamente gestisce oggi lo Stato italiano? Dove sono? Quante sono esposte? Quante sono in deposito? Quante aspettano una destinazione? Da quanti anni? Qual è il loro valore complessivo? Provate a cercare le risposte. L’Anbsc pubblica relazioni, statistiche e dati sui beni confiscati. Ha costruito strumenti informatici e piattaforme per immobili e beni mobili registrati. Già dal 2021 esiste persino una “vetrina” telematica attraverso la quale vedere autoveicoli, motoveicoli, autocarri, macchine operatrici e altri mezzi confiscati.
Per un’automobile confiscata abbiamo dunque concepito una vetrina digitale. Per un Fontana, un De Chirico o un Warhol confiscato, il cittadino non dispone invece di un catalogo nazionale pubblico che permetta di ricostruire sistematicamente identificazione, provenienza, stato conservativo, luogo di custodia, destinazione e fruibilità.
L’Italia possiede il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e una delle più importanti banche dati mondiali delle opere illecitamente sottratte: oltre 1,3 milioni di file. Nel solo 2024 i Carabinieri TPC hanno recuperato 80.437 beni d’arte per un valore stimato di circa 130 milioni di euro. Sappiamo dunque costruire una formidabile macchina per cercare l’arte quando scompare. E c’è un paradosso ancora più evidente che emerge proprio dall’operazione della quale le istituzioni vanno più orgogliose: SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche.
Nel dicembre 2024 il Ministero dell’Interno annunciava trionfalmente l’esposizione a Palazzo Reale di Milano di oltre ottanta opere sottratte alla criminalità organizzata: De Chirico, Sironi, Fontana, Dalí, Warhol, Schifano, Rauschenberg.
La sottosegretaria Wanda Ferro parlò di opere “restituite alla collettività” e della necessità di rendere l’arte accessibile. Giustissimo. Ma quelle oltre ottanta opere provenivano da due sole procedure di confisca. E quindi, è precisamente questo successo a rendere gigantesca la domanda su tutto il resto. Dov’è il resto? Non si sostiene, ovviamente, che le opere siano scomparse. Si sta evidenziando, al contrario, qualcosa di amministrativamente più grave: il cittadino non dispone di uno strumento pubblico che gli consenta di misurare l’efficienza della loro restituzione.
È un problema di accountability. La direttrice Laganà ha dichiarato ancora nel dicembre 2025 che i beni confiscati rappresentano una risorsa fondamentale per le comunità. Nel marzo 2026 Anbsc e Legacoop hanno firmato un altro protocollo per la loro valorizzazione. Nel luglio 2026, alla presenza del ministro Matteo Piantedosi e della sottosegretaria Ferro, l’Agenzia ha sottoscritto un nuovo accordo con la Regione Piemonte per accelerarne destinazione e riutilizzo.
Protocolli, accordi, convegni, relazioni semestrali. Benissimo! Adesso, però, si chiede un Excel. Una riga per ogni opera d’arte definitivamente confiscata. Autore. Titolo. Procedimento. Data della confisca definitiva. Valore stimato. Luogo di custodia. Stato di conservazione. Data della destinazione. Ente destinatario. Fruibile: sì o no. Naturalmente oscurando le informazioni che possano compromettere sicurezza e indagini.
Non occorre una nuova legge, dunque. Occorre trasformare la gestione patrimoniale in una gestione misurabile. Perché esiste una differenza enorme fra confiscare un’opera e restituirla. La prima è un’attività giudiziaria. La seconda è un risultato amministrativo. E un risultato si misura. L’Anbsc dovrebbe quindi pubblicare ogni anno cinque numeri: opere prese in carico; opere catalogate; opere destinate; opere effettivamente esposte; tempo medio trascorso dalla confisca definitiva alla fruizione. E dovrebbe indicare il patrimonio ancora in attesa. Altrimenti la parola “restituzione” rischia di diventare una formula da inaugurazione.
Il furto di Messina dimostra quanto sia devastante perdere fisicamente un’opera d’arte. Ma c’è una seconda forma di sottrazione, meno cinematografica: possedere un patrimonio pubblico senza consentire al pubblico di sapere esattamente che cosa possiede, dove si trova e quando potrà vederlo. Per questo Piantedosi, Ferro e Laganà dovrebbero rispondere a una domanda che non è ideologica e non è di destra o di sinistra: quante opere d’arte confiscate possiede oggi lo Stato italiano e quante di esse possiamo vedere?
Se il numero esiste, lo pubblichino. Se non esiste, il problema è ancora più serio. Perché contro la mafia lo Stato non vince quando sequestra un quadro. Vince quando quel quadro smette di essere il trofeo privato di un criminale e diventa davvero patrimonio di tutti.
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Windows 11 24H2 Home e Pro: ultimo update il 13 ottobre
NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI | Concerto a Cala Bianca, suggestioni tra memoria, natura e musica
Venerdì 21 agosto ore 18.30 la Nuova Orchestra Scarlatti terrà un Concerto a Cala Bianca (Camerota, SA), un appuntamento per ricordare quanto era vissuta dalla popolazione di Lentiscosa (frazione di Camerota) l’intera zona – oggi tra le più suggestive aree protette d”Italia – e, in particolare, la spiaggia dove per secoli una folta comunità ha prodotto tegole di terracotta che poi venivano distribuite via mare lungo tutto il territorio cilentano, e non solo.
Per mantenere viva la memoria di tutto ciò, ogni anno la Nuova Orchestra Scarlatti, diretta dal Maestro Gaetano Russo, originario di Lentiscosa, realizza questo incontro musicale, molto seguito e atteso dagli abitanti del posto e dai tanti turisti presenti a Camerota.
Il programma, a cura della Nuova Orchestra Scarlatti, affiancata dal soprano Rossella Costa, prevede musiche che evocano il connubio tra arte e natura, con pagine di Mozart, Cimarosa e altri, alternate con brani popolari.
È possibile raggiungere Cala Bianca a piedi: per informazioni rivolgersi alla Sezione CAI Monte Bulgheria: 3333257727.
Per raggiungerla in barca rivolgersi alle cooperative del Porto di Marina di Camerota.
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Arizona, attraversa in bici un ponte allagato: la corrente la trascina sott’acqua per 30 metri – VIDEO
La ciclista viene trascinata dalla corrente dentro un tunnel: salvata dopo essere riemersa 30 metri più avanti
Una 20enne ha rischiato di annegare mentre tentava di attraversare in bicicletta un ponte allagato al Sabino Canyon, in Arizona. La forza della corrente l’ha trascinata sott’acqua e dentro un tunnel, facendola riemergere circa 30 metri più avanti. I soccorritori sono riusciti a raggiungerla, tirarla fuori dall’acqua e praticarle la rianimazione cardiopolmonare fino a quando la giovane ha ripreso conoscenza. La polizia ha poi ricordato i rischi legati all’attraversamento di strade e corsi d’acqua durante le piene. Video Corriere TV.
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“Qualcosa dell’Anima”: al Castello Malatestiano di Longiano un viaggio teatrale tra Jung, mito e fiaba
“Qualcosa dell’Anima”: al Castello Malatestiano di Longiano un viaggio teatrale tra Jung, mito e fiaba
Mercoledì 19 agosto alle ore 21, nella suggestiva Corte del Castello Malatestiano di Longiano, l’Associazione Culturale La Corte delle Arti, in collaborazione con la Fondazione Tito Balestra, presenta “Qualcosa dell’Anima”, uno spettacolo teatrale ispirato a Gli archetipi dell’inconscio collettivo di Carl Gustav Jung e a Donne che corrono con i lupi di Clarissa Pinkola Estés.
Con la regia di Angela Bocchino e Rossella Mastore, la pièce conduce il pubblico in un intenso percorso tra fiaba, simbolo e mito, esplorando il tema degli archetipi junghiani e il loro legame con la ricerca della propria identità più autentica.
Attraverso la metafora del viaggio, un viaggiatore, interpretato da Lorenzo Borghetti, unico interprete maschile in scena, incontra otto figure femminili, incarnazione degli archetipi dell’inconscio collettivo. Un cammino che invita a superare stereotipi e convenzioni per riscoprire quella dimensione profonda e universale che accomuna ogni essere umano.
La voce narrante di Francesca Faenza accompagna le diverse tappe del percorso scenico, mentre le scenografie originali di Angela Bocchino e Rossella Mastore e l’opera scultorea realizzata dallo stesso Lorenzo Borghetti contribuiscono a creare un’atmosfera evocativa, sospesa tra realtà e immaginazione.
L’ispirazione nasce dalla riflessione di Carl Gustav Jung sull’esistenza di un inconscio collettivo, patrimonio condiviso dell’umanità, popolato da immagini primordiali – gli archetipi – che continuano ad abitare il nostro immaginario e a orientare il nostro cammino interiore. Da questa visione prende vita uno spettacolo che non intende offrire una lezione teorica, ma un’esperienza emotiva e poetica, capace di suggerire domande, suscitare riflessioni e riportare l’attenzione su quella voce profonda che ciascuno custodisce dentro di sé.
“Qualcosa dell’Anima” è un viaggio nel bosco della coscienza, un rito di conoscenza che mette in dialogo luce e ombra, femminile e maschile, ragione e intuizione, accompagnando lo spettatore in un’esperienza teatrale intensa e ricca di suggestioni.
L’ingresso è a offerta libera e l’intero ricavato della serata sarà devoluto a sostegno delle attività della Fondazione Tito Balestra.
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Legale di Lavitola a Rebibbia: 'Un mese prima avvisò Ranucci sul rischio di attentati'
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Ucciso da auto nel Pisano, caccia al pirata della strada
Musica sulle Bocche il 19 agosto a Nostra Signora di Tergu con 6zure e I’M LET
Un dialogo tra suono e immagine dentro uno dei luoghi più suggestivi del romanico in Sardegna. Musica sulle Bocche arriva alla chiesa di Nostra Signora di Tergu con 6zure + I’M LET Visual, un incontro tra sperimentazione sonora e creazione visiva in programma mercoledì 19 agosto alle 21.00, a ingresso libero.
Protagonista della parte musicale sarà 6zure (seizure), sound artist e compositrice che vive tra la Sardegna e Berlino. Al centro della sua ricerca c’è lo storytelling attraverso il suono: field recording e loop melodici diventano materia con cui trasformare emozioni e stati interiori in veri e propri paesaggi sonori. Dimensioni sospese nelle quali l’ascoltatore è invitato a immergersi, capaci di conservare l’intimità di un istante e, allo stesso tempo, di aprirsi verso la vastità di mondi immaginari.
A dialogare con il suono saranno i visual di Massimo Dasara, professionista specializzato in produzione video, visual design, videomapping e installazioni audiovisive immersive. Attraverso il progetto creativo I’M LET, precedentemente conosciuto come Qoeletpro, Dasara sviluppa esperienze visive nelle quali videoproiezioni, motion graphics, videomapping architettonico e scenografie digitali entrano in relazione con la musica e con lo spazio. La sua attività comprende progetti destinati a eventi live, spettacoli, musei, installazioni artistiche e manifestazioni culturali, con diverse esperienze realizzate in Sardegna e nel resto d’Italia.
L’incontro tra i due linguaggi acquista un significato particolare nella cornice scelta dal festival. Nostra Signora di Tergu, nel territorio della città metropolitana di Sassari, è infatti considerata una delle più importanti espressioni dell’architettura romanica della Sardegna. La chiesa e i resti dell’adiacente abbazia sorgono in un’area campestre e si raggiungono attraverso il caratteristico arco in pietra affacciato sull’ampio piazzale del viale dei Benedettini.
È proprio nel rapporto tra musica e luoghi che si riconosce uno dei tratti distintivi di Musica sulle Bocche. Il festival porta la creazione contemporanea fuori dagli spazi convenzionali del concerto e la mette in relazione con paesaggi, architetture e patrimonio culturale della Sardegna. Chiese, siti storici e scenari naturali non sono semplici fondali, ma elementi vivi dell’esperienza: spazi che modificano l’ascolto e che, attraverso la musica, possono essere osservati e vissuti da una prospettiva nuova.
MUSICA SULLE BOCCHE
Direzione Artistica e Direzione generale: Enzo Favata
Coordinamento Organizzativo: Valentina Minoccheri
Produzione & tecnica: Alessandra Azzena
Location & allestimenti: Davide Tuseddu
Audio & luci: Giacomo Sanna
Social media: Nuria Favata
Video & social multimedia: Federico Pisanu
Grafica: Tony Demuro
Sito web:
www.musicasullebocche.it
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Carlo e William rischiano stangata da 10 milioni per l'adeguamento energetico
Ragazza travolta da una barca di migranti nel sud Sardegna, un arresto
Festival internazionale del Cortometraggio d’Autore
CASTROVILLARI – Quattro giorni di cinema d’autore, contaminazioni, formazione e confronto. Dal 27 al 30 agosto, il Castello Aragonese di Castrovillari torna a trasformarsi in una grande sala cinematografica a cielo aperto per l’ottava edizione del Castrovillari Film Festival – Festival Internazionale del Cortometraggio d’Autore.
Un appuntamento che, dalla sua nascita nel 2019, ha costruito una propria identità precisa nel panorama delle rassegne dedicate al cortometraggio, riuscendo a coniugare la dimensione internazionale con il rapporto diretto e concreto con il territorio. A confermarne la crescita sono soprattutto i numeri di questa edizione: 1.395 opere provenienti da 87 Paesi, una partecipazione che restituisce alla manifestazione una dimensione sempre più ampia e internazionale.
La direzione artistica ha selezionato 14 cortometraggi finalisti, dei quali 12 in concorso e 2 fuori concorso, che si confronteranno nelle sezioni Internazionale, Italiana e Calabria. I riconoscimenti saranno assegnati sabato 29 agosto.
Il Festival è organizzato da Chimera APS e diretto da Antonio La Camera, vincitore del premio per il miglior cortometraggio alla Settimana della Critica di Venezia nel 2023, e da Francesco Sottile, premiato al Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto” nel 2025.
La manifestazione è sostenuta da Calabria Film Commission e Parco Nazionale del Pollino, patrocinata dal Comune di Castrovillari e Lions Club Castello Aragonese Pollino-Sibaritide-Valle dell’Esaro, mentre Energy Progress e Carlomagno Auto sono i Main Sponsor dell’evento.
Il mondo del cortometraggio arriva a Castrovillari
Dal 27 al 30 agosto, a partire dalle ore 21, il Castello Aragonese sarà il teatro delle proiezioni dei cortometraggi selezionati. Opere che hanno già incontrato il pubblico e la critica di alcuni dei più prestigiosi festival cinematografici internazionali, tra cui Cannes, Venezia, Berlino e Rotterdam.
È uno degli elementi caratterizzanti della rassegna: portare nel cuore del Pollino il cinema internazionale e, contemporaneamente, offrire a registi, autori, professionisti e spettatori un luogo nel quale incontrarsi, discutere e confrontarsi.
Il Festival, infatti, non si esaurisce nella competizione. La programmazione costruisce intorno alle opere una vera e propria comunità temporanea del cinema, nella quale la visione diventa occasione di dialogo e approfondimento.
Lo sguardo sulla Calabria e il Premio ad autore dell’anno
Particolare rilievo assume la giornata del 30 agosto, dedicata anche alla valorizzazione del cinema calabrese.
Sono previste due proiezioni speciali, realizzate in collaborazione con la Calabria Film Commission e sostenute dalla Fondazione, pensate per rilanciare quelle sfumature attraverso le quali il cinema riesce a raccontare il territorio cosentino, le sue identità e le sue trasformazioni.
Il primo appuntamento sarà con “Primo sangue” di Antonio La Camera, già presentato al 74° Trento Film Festival e di prossima presentazione al 24° Tirana International Film Festival, manifestazione qualificante per gli Oscar e gli European Film Awards.
A seguire sarà proiettato “Il quieto vivere” di Gianluca Matarrese, presentato alle Giornate degli Autori della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025.
Proprio a Gianluca Matarrese sarà conferito il riconoscimento speciale “Autore Calabrese dell’Anno 2026”, assegnato in collaborazione con la Calabria Film Commission per il percorso artistico compiuto e per il significativo lavoro svolto sul territorio.
Il riconoscimento assume così anche un valore più ampio: quello di segnalare e sostenere il percorso degli autori che operano in Calabria, mettendo in evidenza professionalità, esperienze e produzioni capaci di contribuire alla crescita culturale e cinematografica della regione.
Gli ospiti: registi e professionisti del cinema
Numerosi saranno gli ospiti che prenderanno parte alla manifestazione. Tra i registi figurano Paolo Baiguera, Mino Capuano, Fabrizio Condino e Samuele Leogrande, insieme ai fratelli Motti, a Lorenzo Pallotta, Alessandro Rocca ed Emanuele Tresca.
Con loro anche il direttore della fotografia Davide Manca, in un programma che punta a mettere a confronto professionalità, esperienze e linguaggi differenti.
La presenza degli autori costituisce uno degli elementi centrali della manifestazione: non soltanto protagonisti delle proiezioni, ma interlocutori diretti del pubblico.
Masterclass e AperiCinema: il cinema si racconta
Accanto alla competizione, il Festival propone un articolato programma di masterclass, incontri e momenti di approfondimento con registi e professionisti del settore.
Tornano anche gli AperiCinema, appuntamenti aperti al pubblico che dal 28 agosto accompagneranno la manifestazione presso Emi’s Bakery e Palazzo Cappelli.
A Palazzo Cappelli, alle 11, è previsto un incontro dedicato al fumetto con Filippo Perrelli, mentre alle 18.30 sarà la volta dell’animazione con Marco Brancato.
Alle 18.30, sempre a Palazzo Cappelli, proseguiranno inoltre le masterclass. Al centro ci sarà il cinema di Lorenzo Pallotta, attraverso un percorso dedicato alla memoria, all’archivio e alla rielaborazione visiva, insieme a una riflessione sul tema del tempo ripreso.
Il ciclo si concluderà il 30 agosto con la masterclass dedicata al cinema di Gianluca Matarrese e al tema della “Linea di confine”.
Una riflessione che guarda a ciò che si muove sul confine tra conflitti umani, identità, realtà e finzione, affrontando una delle questioni che da sempre accompagnano lo sguardo dell’uomo: la necessità di osservare, comprendere e rappresentare ciò che separa, divide e, talvolta, finisce per unire.
La scuola entra nel Festival
Un altro asse portante dell’edizione 2026 è il rapporto con il mondo della scuola.
Proseguono, infatti, le collaborazioni con gli organismi scolastici e, quest’anno, il Festival coinvolge l’IIS Fermi-Pitagora-Calvosa di Castrovillari e l’APS Menodiunterzo nell’ambito del progetto “4 1/2 – Ai margini del Cinema”, realizzato attraverso il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (CIPS), promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
L’intesa prevede il coinvolgimento diretto degli studenti nella presentazione delle opere realizzate durante i laboratori scolastici, trasformando il Festival anche in uno spazio di restituzione e valorizzazione del lavoro svolto dai ragazzi.
L’appuntamento è fissato per giovedì 27 agosto, a partire dalle 18.45, al CineTeatro Vittoria, con l’evento speciale “4 1/2 CIPS Showcase – La scuola e il cinema”.
Un momento nel quale la scuola non sarà semplice spettatrice, ma parte attiva di un percorso che utilizza il linguaggio cinematografico come strumento di formazione, creatività e lettura della realtà.
Dodici eventi e una rete che attraversa il territorio
Sono complessivamente 12 gli eventi cinematografici offerti al pubblico nell’ambito della manifestazione.
Un programma che mantiene ben saldo il rapporto con il territorio e che nasce anche grazie alla collaborazione con una rete di realtà locali: Emi’s Bakery, EP Open – Comunità Energetica, Menodiunterzo, l’hub Catasta di Campotenese, Guide del Parco del Pollino e Sistema Museale di Castrovillari.
Una scelta che amplia la geografia del Festival e rafforza l’idea di un cinema capace di dialogare con gli spazi, le persone e le identità del territorio.
Otto anni di attività: il cortometraggio come scelta culturale
Da quando è nato, il Castrovillari Film Festival ha scelto di dedicarsi esclusivamente al cortometraggio d’autore, una forma cinematografica che concentra in pochi minuti una straordinaria capacità narrativa e sperimentale.
Nel corso degli anni la manifestazione ha progressivamente ampliato la propria partecipazione internazionale, senza perdere il legame con Castrovillari e con il territorio del Pollino.
«Il corto permette di raccontare storie con tempi brevi ma con grande intensità – commentano i direttori artistici Antonio La Camera e Francesco Sottile –. Per noi Castrovillari resta un luogo importante per far incontrare autori diversi e pubblico».
È questa, in fondo, la sfida dell’ottava edizione: portare il mondo a Castrovillari attraverso il cinema e, nello stesso tempo, raccontare Castrovillari al mondo attraverso lo sguardo degli autori.
Un Festival che continua a crescere senza smarrire la propria origine e che affida al cortometraggio la possibilità di aprire finestre sulla contemporaneità, sulle persone, sui territori e sulle loro trasformazioni.
Gli aggiornamenti e tutte le informazioni sugli appuntamenti saranno disponibili sulle pagine social ufficiali del Castrovillari Film Festival, su Facebook e Instagram, oppure scrivendo a info@castrovillarifilmfestival.it.
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Da Colleferro a Varsavia. Una linea rossa presto sulla politica italiana
Con il passare delle ore si addensano sempre più sospetti di un attentato di matrice russa per l’esplosione alla fabbrica di munizioni di Colleferro. Questo imporrà presto il tracciare una chiara linea nella sabbia alla politica italiana, che finora ha cincischiato con tentazioni filorusse, e porterà inevitabilmente a scelte decise e precise per chi sta al governo o all’opposizione a Roma.
Colleferro si inserisce in una lunga catena di eventi sospetti in tutta Europa. Nell’arco di una sola settimana, i Paesi della Nato sono stati teatro di una serie di incidenti sospetti.
POLONIA
Il 7 agosto, i servizi polacchi hanno arrestato un cittadino russo con il compito di uccidere a Varsavia un cittadino americano e ucraino. Secondo il primo ministro Donald Tusk è la prima volta che qualcuno, su ordine russo, ha tentato di uccidere un cittadino americano sul territorio di un Paese Nato.
GERMANIA
Il 6 agosto, un drone carico di esplosivo è stato rinvenuto nei pressi di una pista dell’aeroporto di Lipsia/Halle accanto a un aereo cargo della compagnia ucraina Antonov Airlines. Due giorni dopo, due droni sono stati avvistati sopra la base della Bundeswehr a Mechernich.
ITALIA
Un incendio scoppiato il 13 agosto nel reparto di compressione delle polveri presso lo stabilimento KNDS Ammo Italy a Colleferro, a sud-est di Roma, è stato seguito da una massiccia esplosione. Lo stabilimento produce munizioni da artiglieria da 155 mm, fornite all’Ucraina.
PAESI BASSI
Nel giro di poche ore, sempre il 13, a Rotterdam il più grande porto d’Europa, sono avvenuti un incendio a un trasformatore, un grave blackout elettrico, uno spegnimento d’emergenza presso la raffineria ExxonMobil di Botlek e un’esplosione presso la raffineria e il terminal della Gunvor Energy, che ha causato la morte di un lavoratore e il ferimento di altri sei.
Oltre a ciò nelle ultime settimane le difese Nato hanno subito incursioni di droni lungo l’intero perimetro dell’alleanza. Il rischio è che qualche paese potrebbe cedere alla pressione russa e scivolare fuori dai ranghi. Cosa farebbe allora la Nato? La guerra in Ucraina potrebbe trasformarsi, in alcune nazioni, in una guerra civile?
L’Italia, patria durante la Guerra Fredda del più grande partito comunista dell’Europa occidentale ha già sperimentato la cosa.
Oggi a Roma certamente molti vogliono nascondere la testa sotto la sabbia perché si tratta di prendere scelte chiare: l’Italia è con la Russia che le fa esplodere le fabbriche o contro? Molti potrebbero pensare a tipiche contorsioni italiche, tipo il Lodo Moro. Allora il governo fece un patto con i palestinesi per lasciare usare il suo territorio come base logistica a patto che non ci fossero attentati palestinesi in Italia. Ma le condizioni oggi sono molto diverse da allora e oggi sappiamo che il Lodo non funzionò.
Quindi l’Italia deve scegliere. Luigi Zanda ricordava che alle spalle della Guerra Fredda c’era stato un patto stretto alla fine della Seconda guerra mondiale tra i leader della Dc e del Pci, Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti. Il Pci poteva rimanere legale e partecipare alle elezioni ma in cambio non faceva la rivoluzione e non andava al governo.
Può esserci un patto simile oggi tra “forze dell’ordine” e la folla confusa di filorussi dentro governo e opposizione? In realtà mancano due pezzi fondamentali del gioco, De Gasperi e Togliatti.
Il patto Dc-Pci evitò la deriva greca, dove nel 1947 ci fu un bagno di sangue contro il partito comunista che stava per prendere il potere ad Atene.
Oggi, quanto a lungo Ue e Usa possono tollerare i balletti italiani? Warren Buffet nei suoi investimenti dice di guardare ai fondamentali. Se i fondamentali ci sono le cose accadranno. Nessuno però può dire con precisione quando. Questa sembra la situazione attuale del Paese. Se i fondamentali non cambiano, qualcosa accadrà presto, anche se nessuno può dire con certezza quando sarà il ‘presto’.
Diversamente da ottant’anni fa sono pochi i duri e puri, ed è possibile che, davanti a rischio di un disastro, molti filo russi di oggi cambino completamente casacca. È una caratteristica storica dell’Italia. Naturalmente in questo i primi nella fuga verso l’ordine saranno preferiti. Cioè però, chi forse pensa che tutto questo sia solo una drammatizzazione italica dove si usano parole fortissime per azioni minime.
“TILT! MUSIC GENERATION”
“TILT! MUSIC GENERATION”:
la musica raccontata dalle Nuove Generazioni
Il nuovo format cross-mediale dedicato alla scena musicale italiana debutta su Prime Video
La musica cambia linguaggio, si intreccia ai social, diventa racconto, identità e cultura.
Da questa evoluzione nasce “TILT! MUSIC GENERATION”, il nuovo programma di intrattenimento musicale che porta sullo schermo il punto di vista autentico delle Nuove Generazioni, disponibile in esclusiva su Prime Video.
Pensato e realizzato da giovani per i giovani, TILT! Music Generation è un format innovativo che nasce da un’idea dell’autore TV Christian De Fazio, supera il tradizionale racconto televisivo per trasformarsi in un ecosistema editoriale capace di vivere contemporaneamente in TV, sui social media e sulle principali piattaforme digitali.
TILT! racconta la musica italiana attraverso interviste e approfondimenti, dando spazio sia ai nuovi artisti della scena contemporanea sia ai grandi protagonisti che hanno segnato intere generazioni.
Il programma dà spazio a giovani talenti e agli artisti che rappresentano il futuro della musica italiana con l’obiettivo di far conoscere nuove voci e nuovi progetti musicali che meritano attenzione, accompagnandoli nel loro percorso di crescita verso il grande pubblico.
UN PROGRAMMA CHE UNISCE INFORMAZIONE E INTRATTENIMENTO
Condotto da ragazzi della Generazione Z, TILT! Music Generation propone un mix dinamico di contenuti che spaziano dall’attualità musicale alle tendenze digitali, dalla cultura pop al lifestyle. Il cuore del programma, alterna momenti di conversazione intima con gli artisti a sessioni più rapide, spontanee e provocatorie con l’obiettivo di mandare l’ospite in TILT!
TILT! Top 10 è la classifica che racconta i brani più ascoltati e commentati degli ultimi 10 anni secondo la crew di TILT!
TILT! Ti Spiazza! dedicata a curiosità, falsi miti e verità inaspettate sul mondo della musica;
Street Vibes è una finestra aperta sulle opinioni e le reazioni della Gen Z direttamente dalle piazze e dai luoghi simbolo delle nuove generazioni;
TILT! Style è lo spazio dedicato a moda, immagine e tendenze che influenzano il panorama musicale contemporaneo;
Un format pensato per vivere oltre la TV
Con una durata di 40 minuti circa per episodio, TILT! Music Generation nasce con una forte vocazione cross-platform. Ogni puntata genera infatti contenuti originali destinati a Instagram, TikTok, YouTube e ai formati video brevi, estendendo la narrazione oltre la messa in onda tradizionale.
Interviste, performance e momenti esclusivi diventano così contenuti autonomi e condivisibili, capaci di dialogare con il pubblico nei luoghi digitali che frequenta quotidianamente.
ABBIAMO PROVATO A MANDARE IN TILT!
Orietta Berti, Chiara Galiazzo, Briga, Shade, Senza CRI, Silent Bob, SeltSam e Principe, sono alcuni dei cantanti che abbiamo provato a mandare in TILT!, ma non sono tutti. Per scoprire chi manca e, soprattutto, quale penitenza hanno dovuto affrontare, non vi resta che seguire la trasmissione.
UNA CASA COSTRUITA PER LA GENZ
Il programma è ambientato in uno studio completamente ripensato come un loft contemporaneo, uno spazio vissuto e riconoscibile che riflette il modo in cui le nuove generazioni vivono, consumano e condividono la musica.
Un ambiente dinamico, suddiviso in diverse aree narrative, che accompagna il ritmo del racconto e favorisce la naturale interazione tra conduttori, ospiti e pubblico.
UN TEAM DI GIOVANI TALENTI PER RACCONTARE LA MUSICA DA DENTRO
A guidare TILT! Music Generation sono Angelo Cattivelli e Giulia Sara Salemi, due volti GenZ che incarnano perfettamente lo spirito del programma.
Classe 2008, Angelo Cattivelli è speaker di RDSNext e volto di Webboh. Appassionato di musica, cinema e cultura urban, porta nel programma uno sguardo autentico e competente sulle nuove tendenze musicali, con particolare attenzione al mondo del rap e delle sue contaminazioni culturali.
Al suo fianco, Giulia Sara Salemi, attrice, influencer e personaggio televisivo già nota al grande pubblico per la serie TV Miracle Tunes e per la partecipazione al format Amazon Prime Video The 50. Con il suo linguaggio diretto e la sua forte presenza sui social, rappresenta una delle voci più vicine al pubblico giovane.
Ad arricchire il racconto ci sono anche Hans Pellegrini, Matteo Cardani, Lorenzo Marinelli e Stefano Scala, quattro giovani talenti provenienti da percorsi diversi.
Hans Pellegrini porta nel programma la sua esperienza tra moda, danza, canto e recitazione, offrendo uno sguardo trasversale sul rapporto tra musica, stile e nuove forme espressive.
Matteo Cardani, studente di teatro e appassionato di doppiaggio e cinema, dà voce alle curiosità e alle domande della Generazione Z attraverso interviste e contenuti sul territorio.
Lorenzo Marinelli, volto di Teen Social Radio, unisce la passione per la musica a quella per il teatro e la comunicazione, contribuendo con approfondimenti e racconti dedicati agli artisti emergenti e ai fenomeni culturali del momento.
Completa il team Stefano Scala, attore e regista napoletano, che porta nel programma la sua esperienza tra cinema, digitale e social media, contribuendo a creare un ponte tra intrattenimento tradizionale e nuovi linguaggi.
UN PROGETTO CHE UNISCE ESPERIENZA E NUOVE GENERAZIONI
Dietro TILT! Music Generation c’è una squadra che combina professionalità consolidate e nuove energie creative. Il format nasce da un’idea di Christian De Fazio, che firma anche il progetto autoriale insieme ad Angelo Cattivelli con l’obiettivo di creare uno spazio capace di raccontare la musica contemporanea attraverso il punto di vista delle nuove generazioni.
La produzione è affidata a VisionFilm Srl, mentre la distribuzione è curata da Star-M, partner per la diffusione del format su Prime Video
L’identità visiva del programma porta la firma di Flash Up Studio, mentre la regia è affidata a Max Pozzi, che imprime al programma un ritmo dinamico e moderno, in sintonia con i linguaggi audiovisivi delle piattaforme digitali e dei social network.
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Ben-Gvir propone di uccidere tra i 30 e i 40 palestinesi ogni notte a Gaza.
Il criminale ministro della sicurezza interna israeliano ha esortato allo sterminio dei palestinesi a Gaza, chiedendo l’uccisione di “tra 30 e 40” gazawi al giorno.
« Mi sembra che a Gaza si debbano effettuare uccisioni mirate, eliminando dai 30 ai 40 gazawi ogni notte. Non solo quelli che rappresentano una minaccia immediata », ha dichiarato apertamente Itamar Ben-Gvir nel podcast «8 ottobre», pubblicato domenica.
Ben-Gvir ha ribadito che l’intera enclave palestinese appartiene a Israele e ha suggerito di agevolare, il prima possibile, l’espansione degli insediamenti e la migrazione a Gaza, definendo al contempo i residenti palestinesi della Striscia “terroristi” e insistendo sulla necessità di “ucciderli uno per uno”.

Israele addestra i bambini alle armi ed all’odio contro palestinesi, arabi e cristiani
« Lì ci sono persone che non meritano di vivere. Né dovrebbero vivere. Non sono nemmeno persone », ha insistito il ministro sionista di estrema destra.
La linea dura assunta da Ben-Gvir ha suscitato numerose condanne internazionali.
Le autorità palestinesi affermano che la guerra genocida di Israele, iniziata il 7 ottobre 2023, ha ucciso più di 73.000 persone e ne ha ferite più di 174.000 a Gaza, per lo più donne e bambini.
L’ufficio stampa del governo di Gaza ha stimato che circa 9.500 palestinesi risultano dispersi dall’inizio della guerra e si ritiene che molti siano sepolti sotto edifici distrutti.
Inoltre, secondo il rapporto, circa il 90% delle infrastrutture dell’enclave è stato danneggiato o distrutto.
Fonte: Hispan Tv
Traduzione: Luciano Lago
Norton Manx R: nasce la one-off in collaborazione con Peaceful Research
Incendio in stabilimento farmaceutico nel Fiorentino
Meno tartarughe, troppa plastica e ruspe in azione: l’allarme di Legambiente sulle spiagge dell’Elba
ISOLA D’ELBA – La stagione di monitoraggio delle tracce di tartaruga marina Caretta caretta sulle spiagge dell’Isola d’Elba e di Pianosa si è da poco conclusa, portando alla luce dinamiche stagionali anomale e diverse problematiche ambientali.
Il bilancio dell’attività è stato tracciato da Isa Tonso, responsabile del progetto tartarughe di Legambiente e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nonché referente locale dell’iniziativa internazionale LIFE TurtleNest. “Purtroppo solo una volontaria ha avuto la fortuna di provare la grande emozione di trovare le tracce che hanno portato alla scoperta di un nido a Fetovaia”, ha spiegato Tonso, ricordando che “le tartarughe non nidificano tutti gli anni e questo deve essere l’anno no”. Per tutelare l’unico sito di nidificazione, dalla sera del 19 agosto scatteranno i turni di sorveglianza diurni e notturni, volti a proteggere le uova e a facilitare l’eventuale arrivo in mare dei piccoli, in un’area particolarmente esposta alla presenza umana di giorno e ai cinghiali di notte.
Oltre all’osservazione delle tracce, il monitoraggio ha permesso di evidenziare lo stato di salute dei litorali elbani. “Nei nostri giri all’alba, quando le spiagge sono deserte, saltano più all’occhio i difetti e i maltrattamenti che le nostre spiagge subiscono”, ha commentato Tonso. Le segnalazioni delle volontarie dipingono infatti un quadro in chiaroscuro.
Da un lato, l’esperienza del monitoraggio all’alba ha permesso di osservare la bellezza naturale delle coste, come riferito da Renata Saldarelli, socia e volontaria di Legambiente, impegnata sulle spiagge di Lacona, Scaglieri, Biodola e Lido di Capoliveri. Dall’altro, è emersa una diffusa criticità legata alla gestione dei rifiuti e alla pressione antropica. Sulle spiagge sono state documentate alte concentrazioni di plastiche e rifiuti abbandonati, acuiti dalla presenza di bivacchi, mozziconi, scarti alimentari e cani lasciati liberi. Un problema aggravato dall’azione dei mezzi meccanici: in alcuni casi i gestori balneari hanno effettuato la pulizia degli arenili già intorno alle 5,30, utilizzando ruspe e trattori che alterano l’habitat naturale.
A fronte delle difficoltà, i volontari di Legambiente e degli scout Agesci sono intervenuti direttamente per bonificare aree critiche, ripulendo discariche abusive a Galenzana, Ripa Barata (Marciana Marina) e Mola (Capoliveri), oltre ad aver segnalato l’inadeguatezza dei sistemi di raccolta rifiuti a Fetovaia.
In chiusura, Isa Tonso ha ribadito la necessità di una gestione più attenta del territorio: “Abbiamo visto le ruspe scorrazzare a tutte le ore notturne a Lacona, sulla spiaggia che fa parte del Parco nazionale. Abbiamo rivisto ripascimenti in piena stagione turistica e di nidificazione delle tartarughe marine, ripascimenti spesso costosi quanto inutili, che durano fino alla prima mareggiata… E questo in un’isola che si autodefinisce ‘sostenibile'”.

Sudan: Save the Children, in sei mesi arrivati a El Obeid quasi 39 mila bambini sfollati mentre la città è ormai vicina al collasso
Sudan: Save the Children, in sei mesi arrivati a El Obeid quasi 39 mila bambini sfollati mentre la città è ormai vicina al collasso
L’Organizzazione chiede che venga garantita la protezione dei civili, l’accesso umanitario sicuro e continuativo e un aumento del sostegno umanitario per soddisfare i crescenti bisogni dei bambini e delle famiglie sfollate a El Obeid e in tutto il Sudan
In Sudan, nei primi sei mesi dell’anno quasi 39 mila bambini sono arrivati nella città di El Obeid, nel Kordofan settentrionale, per sfuggire alle violenze e agli attacchi contro i civili e le infrastrutture, che hanno costretto intere famiglie ad abbandonare le proprie case in tutto lo Stato. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
I nuovi arrivati fanno ora parte delle oltre 605 mila persone che vivono nella città di El Obeid e nella località di Sheikan in cerca di sicurezza e ora si trovano ad affrontare altre difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, idrici, educativi e di protezione all’interno della città[1].
A Sheikan sono in significativo aumento i casi di malnutrizione infantile, con un notevole incremento di nuovi pazienti ricoverati nei centri specializzati. Ad aprile 2026, le strutture sanitarie sostenute da Save the Children a Sheikan hanno curato 426 bambini per malnutrizione (a marzo 195) con un aumento del 118% rispetto al mese precedente e del 75% rispetto ad aprile 2025.
Nei mesi di giugno e luglio, dal monitoraggio sul campo sono emerse gravi carenze alimentari e una riduzione degli aiuti alimentari nei due campi in cui Save the Children sostiene le famiglie sfollate. Sebbene molte dipendano completamente dagli aiuti umanitari, questi sono di gran lunga inferiori alle crescenti necessità, costringendo i bambini a saltare i pasti o ad andare a dormire affamati.
Anche la carenza d’acqua in città sta aggravando la crisi: alcune famiglie trascorrono quasi metà della giornata alla ricerca di acqua. La situazione è stata particolarmente grave nei mesi di giugno e luglio, quando alcuni attacchi con droni hanno colpito le infrastrutture idriche, aggravando ulteriormente la carenza. Il consumo individuale è ora sceso a circa 7 litri a persona al giorno, meno della metà dello standard minimo generale di 15 litri raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità durante le crisi.
“Quando siamo arrivati a El Obeid, non avevamo nulla se non i vestiti che indossavamo. Trovare cibo, acqua e un posto sicuro per i nostri figli era la nostra preoccupazione principale. Ogni giorno è una lotta, ma stiamo cercando di ricostruire le nostre vite” racconta Mohamed*, un padre che vive con la sua famiglia in un campo per sfollati a El Obeid.
Amani*, membro dello staff di Save the Children che opera a El Obeid, sottolinea che l’entità del bisogno umanitario è cresciuta in modo significativo negli ultimi mesi: “Oggi stiamo assistendo a livelli di bisogno notevolmente più elevati rispetto a quelli osservati tre mesi fa. Il numero delle famiglie sfollate è aumentato, i prezzi dei generi alimentari e del carburante sono saliti vertiginosamente, l’accesso all’acqua potabile è diventato più difficile e le strutture sanitarie segnalano un numero crescente di bambini che necessitano di cure per malnutrizione e malattie”.
“El Obeid si sta avvicinando a un punto di rottura dal punto di vista umanitario. Decine di migliaia di bambini sono stati costretti ad abbandonare le loro case a causa delle violenze e degli attacchi che continuano a colpire la popolazione civile e le infrastrutture civili in tutto il Kordofan settentrionale. Le famiglie che arrivano in città sono alla ricerca di sicurezza, ma molte si trovano ad affrontare carenze alimentari, un accesso limitato all’acqua potabile e servizi sanitari già al limite delle loro capacità. I bambini stanno pagando il prezzo più alto per questo conflitto. Sono costretti a sfollare, soffrono la fame, perdono l’accesso all’istruzione e vivono in uno stato di paura e incertezza costanti. La comunità internazionale deve agire con urgenza per proteggere i civili, garantire un accesso sicuro agli aiuti umanitari e fornire le risorse necessarie prima che questa crisi si aggravi ulteriormente” dichiara Francesco Lanino, Vicedirettore di Save the Children in Sudan.
In tutto il Kordofan settentrionale, gli attacchi alle infrastrutture civili – tra cui stazioni di servizio e depositi di carburante, aree di mercato, strutture sanitarie e quartieri residenziali – hanno interrotto l’accesso ai servizi essenziali, distrutto i mezzi di sussistenza e costretto un numero crescente di famiglie a fuggire in cerca di sicurezza, esercitando un’ulteriore pressione sulle risorse già al limite a El Obeid.
Save the Children continua a operare a El Obeid e nelle aree limitrofe, fornendo servizi sanitari, nutrizionali, idrici, igienico-sanitari, educativi e di protezione dell’infanzia nonostante le crescenti difficoltà di accesso. L’Organizzazione chiede che venga garantita la protezione dei civili, assicurando un accesso umanitario sicuro e continuativo, e un aumento del sostegno umanitario per soddisfare i crescenti bisogni dei bambini e delle famiglie sfollate a El Obeid e in tutto il Sudan. Senza un intervento urgente, l’Organizzazione stima che i bisogni aumentino in modo significativo nelle prossime settimane, mettendo a rischio altre migliaia di persone.
Save the Children opera in Sudan dal 1983 e offre programmi a favore dei bambini e delle famiglie colpiti da conflitti, sfollamenti, povertà estrema e fame.
*I nomi sono stati cambiati per proteggere l’identità degli intervistati
[1] Dati forniti dall’Ufficio della Commissione per gli aiuti umanitari (HAC) dello Stato del Kordofan settentrionale. Secondo questi dati, da gennaio a giugno 2026, 204.000 persone, tra cui 38.740 bambini, sono state sfollate a El Obeid. Di queste persone, 21.413 vivono attualmente nei campi profughi, mentre 182.587 vivono presso le comunità ospitanti.
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Temporali e piogge, la perturbazione che attraversa la Toscana
Firenze - Così come annunciato le piogge sono arrivate dopo settimane di caldo intenso, in apertura di questa settimana un’attesa perturbazione ha portato un calo termico, rovesci e temporali anche di forte intensità soprattutto lungo la fascia costiera. Una giornata quindi all’insegna dell’instabilità con possibilità di pioggia e rovesci più marcati sulla zona settentrionale della Toscana. Venti di Libeccio sulla Continue Reading
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Dal Danubio in secca riaffiora una mina della Seconda guerra mondiale: l'esplosione controllata


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US envoy Kushner meets Netanyahu after visiting Hamas leader

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Ultraleggero con due persone a bordo scomparso nel Cosentino, ricerche in corso
Prorogato alla mezzanotte il codice giallo
La Protezione civile regionale, ha aggiornato il quadro delle criticità in corso sulla Toscana a causa del transito di una saccatura atlantica che porta tempo instabile. Per quanto riguarda Livorno e Gorgona, la validità del codice giallo in corso per rischio di forti temporali con rischio idrogeologico/idraulico del reticolo minore, inizialmente prevista fino alle ore 18, è prolungata fino alla Continue Reading
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Barchino di migranti in fuga travolge 17enne in Sardegna: arrestato presunto scafista


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Gli studenti di Cambridge ricordano il professor Arday, 'ucciso dal razzismo'
Schengen: più sicurezza non significa meno Europa
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Di fronte alle critiche della sinistra, che considera la posizione del Governo su Schengen una scelta meramente strumentale e dannosa, è necessario fare chiarezza.
La tutela dei confini non è una bandiera ideologica: è una responsabilità di governo.
La possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne è prevista dalle regole europee. Ricorrervi, quando ne sussistono le condizioni, non significa essere contro l’Europa, né mettere in discussione i rapporti di amicizia e collaborazione con la Spagna. Significa utilizzare uno strumento contemplato dall’ordinamento europeo per tutelare la sicurezza, la legalità e gli interessi del Paese.
Non si tratta, peraltro, di una scelta estranea alla prassi europea: diversi Stati membri hanno fatto ricorso, negli anni, a controlli temporanei alle frontiere interne. È quindi difficile sostenere che l’utilizzo di uno strumento previsto dalle stesse regole europee costituisca, di per sé, una scelta antieuropea.
Anche sulla questione migratoria occorre evitare confusioni. Il decreto flussi italiano riguarda ingressi regolari e programmati, disciplinati da procedure definite e stabiliti anche sulla base delle esigenze del mercato del lavoro. Ben diverso è il problema dell’immigrazione irregolare. Distinguere chiaramente tra questi due fenomeni è indispensabile per qualsiasi politica migratoria seria e credibile.
Naturalmente è legittimo, e in una democrazia doveroso, chiedere al Governo trasparenza sui numeri, sulle provenienze e sui meccanismi di ingresso. Ma è altrettanto necessario riconoscere che uno Stato ha il diritto e la responsabilità di governare i flussi migratori e di contrastare l’immigrazione irregolare.
È su questo punto che emerge una differenza politica sostanziale. Ritengo che solidarietà e accoglienza debbano necessariamente accompagnarsi a legalità, sicurezza, integrazione e sostenibilità. L’Italia non può adottare una politica delle porte aperte, ma deve essere nelle condizioni di decidere e controllare chi entra nel proprio territorio, contrastando gli ingressi irregolari e favorendo quelli legali, secondo regole e procedure precise.
Si può naturalmente discutere nel merito dell’efficacia e della proporzionalità delle singole misure. È questo il terreno sul quale dovrebbe svilupparsi un confronto politico serio. Ma liquidare automaticamente ogni rafforzamento dei controlli come una scelta meramente propagandistica significa eludere la questione centrale: come garantire sicurezza e legalità, governando al tempo stesso il fenomeno migratorio in maniera ordinata e sostenibile.
Governare significa anche prevenire situazioni fuori controllo. Tutelare i confini, nel rispetto delle regole europee, non significa essere contro l’Europa. Significa assumersi la responsabilità di governare e svolgere, con serietà, le funzioni che i cittadini hanno affidato alle istituzioni.
Gerardo Petta – Zurigo
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Inciviltà sul litorale livornese: spiagge sommerse dai rifiuti
LIVORNO – I festeggiamenti della notte di Ferragosto lasciano sul litorale toscano una pesante scia di polemiche, dopo che l’inciviltà sul litorale livornese ha trasformato ampi tratti di costa e spiagge libere in vere e proprie discariche a cielo aperto. Con il sorgere del sole, immagini di degrado hanno invaso i social network, mostrando centinaia di metri di arenile ricoperti da bottiglie di vetro, bicchieri di plastica, cartoni della pizza e sacchetti di spazzatura abbandonati al termine dei festeggiamenti notturni.
La situazione si è rivelata particolarmente critica nelle località turistiche dell’Alta Maremma e della Costa degli Etruschi, spingendo le amministrazioni locali a prendere una posizione netta di condanna. A San Vincenzo, il sindaco Paolo Riccucci ha affidato ai propri canali social un duro sfogo di fronte all’enorme quantità di spazzatura lasciata sulla sabbia dopo i tradizionali fuochi d’artificio: “Sono davvero amareggiato da certi comportamenti, non li posso accettare e su questo non ci sono scuse. Il rispetto per l’ambiente che ci ospita è essenziale e la mancanza di attenzioni non è un dispetto ad altri ma a noi tutti”. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato la complessità logistica nell’organizzare interventi di bonifica straordinari in un lasso di tempo così ristretto, prima dell’arrivo dei bagnanti mattutini: “Lasciare tutto lì significa, oltre al grave danno ambientale, fare un danno alla comunità, perché operazioni di pulizia così importanti rischiano di essere non solo problematiche e invasive, ma persino non realizzabili”.
Ancora più drammatico il bilancio tracciato a Cecina, dove gli arenili protetti delle riserve naturali hanno registrato ingenti danni. La sindaca Lia Burgalassi ha espresso profonda rabbia di fronte al panorama incontrato alle prime luci dell’alba: “Questa mattina le spiagge di Cecina, sia al Tombolo Sud che al Tombolo Nord, erano devastate. Nella notte un consumo di alcol fuori dal normale. Migliaia di ragazzi si sono storditi e hanno barbaramente danneggiato e sporcato l’ambiente, facendo anche del male a se stessi”. La prima cittadina ha rivolto un plauso al personale tecnico e alle forze dell’ordine mobilitate per far fronte all’emergenza: “Grazie agli operatori di Rea, alla Forestale, alle forze dell’ordine e alla polizia locale che tutta la notte e questa mattina si sono adoperati per gestire le criticità e rendere agibili le spiagge”.
Accanto all’indignazione delle istituzioni, il dibattito pubblico vede contrapposte le accuse di maleducazione rivolte ai bagnanti e le proteste di residenti e turisti, che segnalano la necessità di posizionare un numero maggiore di contenitori per la raccolta differenziata nei punti strategici di accesso alle spiagge libere nei periodi di massima affluenza.

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“Credeva che il marito fosse una spia morta in un’operazione internazionale e che i bambini fossero ‘zagottini'”: cos’è il gang stalking e perché in estate aumentano i casi
“Non ogni paura nasconde un colpevole. E non ogni paura ha bisogno di un detective.” Se nel primo capitolo dell’estate investigativa dominavano amanti gelose, mariti allergici alla spiaggia e relazioni clandestine organizzate con la precisione di un piano industriale, esiste un altro volto della stagione calda. Molto meno leggero e, soprattutto, molto più difficile da gestire. Quando le serrande delle aziende si abbassano, gli studi professionali rallentano e le città cominciano a svuotarsi, il telefono di Klara Murnau continua a squillare. Ma le storie cambiano tono.
Ai sospetti sentimentali si affiancano persone convinte di essere pedinate, controllate attraverso dispositivi nascosti, osservate dai vicini o perseguitate da gruppi organizzati. Casi che sembrano usciti da un thriller internazionale e che, tuttavia, arrivano sulle scrivanie degli investigatori privati sotto forma di richieste molto concrete: controllare un’intera via, identificare sconosciuti incontrati al supermercato, verificare se i bambini del quartiere facciano parte di un’organizzazione segreta.
È il lato più delicato di un mestiere che non consiste soltanto nel trovare prove. A volte, il compito più difficile è riconoscere quando non esiste un’indagine da aprire. Klara Murnau, considerata la detective privata più famosa d’Italia e autrice del libro Better call Klara, edito da Baldini + Castoldi, lo spiega con una frase che rovescia l’immaginario cinematografico della professione: “Un investigatore serio non è quello che accetta qualsiasi incarico. È quello che sa quando fermarsi e dire: questa persona non ha bisogno di un detective. Ha bisogno di un altro tipo di aiuto”.
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CLIMA: IL 2027 SARA’ ANCORA PIU’ CALDO DEL 2026
“Un mese: l’ondata di caldo più lunga di sempre si appresta a finire. Venderà cara la pelle però. Nell’arretrare di pochi gradi questa settimana tornerà nel range di temperatura medio, abbandonando i 5-6 gradi oltre la norma che ci accompagnano in alcune zone da fine giugno. Gli scienziati la chiamano “anomalia positiva”. Sulle cartine è associata a quel rosso intenso che macchia terre e mari. (…) È talmente persistente da aver fatto perdere senso al termine ondata e talmente intensa da aver praticamente messo al collo del 2026 la medaglia di anno più caldo dall’inizio delle misurazioni (il sistema europeo di rilevazione del Clima Copernicus prende come riferimento il 1850). Secondo la Columbia University, che ospita un programma sul cambiamento climatico, basta che da qui alla fine dell’anno si registrino temperature normali per raggiungere il primato. Non durerà molto però. Se dalla primavera El Niño ha iniziato a scaldare i motori, a partire dall’autunno la corrente calda che periodicamente fa aumentare le temperature del Pacifico spiegherà le ali. La Noaa, l’ente americano che monitora il Clima, prevede «un’intensità storica». Se di solito l’acqua si riscalda di uno o due gradi, a dicembre raggiungerà i quattro. Sull’onda del Niño, il 2027 è pronto a strappare lo scettro al 2026. (…) Uno studio condotto da Cnr e università dell’Aquila ha osservato che il riscaldamento climatico è in accelerazione. Dal 2013-2014 la temperatura media globale è passata da 0,17 gradi a 0,4 gradi in più per ogni decennio. Può sembrare controintuitivo che una manciata di gradi aggiuntivi nel Pacifico stia rendendo così invivibile l’estate europea. Il mare in realtà, ha osservato il servizio marino di Copernicus, si sta riscaldando non solo in superficie, ma anche a due chilometri di profondità. Se pensiamo al gas necessario per far bollire l’acqua della pasta, immaginiamo quanto calore serva a riscaldare gli oceani interi del pianeta. I mari, sempre secondo Copernicus, assorbono il 90% del calore in eccesso della Terra e lo cedono solo lentamente”, si legge su La Repubblica
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Roma Fa schifo tra incivili e criminali tanta schifo per la strada

In questo reportage documentiamo la situazione sul campo, fino a quando non cogliamo un cittadino sul fatto mentre abbandona rifiuti ingombranti per strada in pieno giorno. Nonostante gli sia stato fatto notare che si tratta di un reato, la reazione è di totale indifferenza. Abbiamo subito allertato la Polizia Locale di Roma Capitale, mostrando agli agenti il video dell'accaduto per permettere l'identificazione.
Purtroppo non si tratta di un episodio isolato: dalle zone periferiche fino ai siti archeologici e turistici, l'inciviltà non risparmia nessuno. Un viaggio crudo tra il degrado urbano e l'assenza di controlli che stanno mettendo a dura prova la Capitale.
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CON ARIA FESTIVAL 2026 ANTRODOCO DIVENTA CANTIERE MUSICALE: IDENTITÀ IN MOVIMENTO E I TALENTI DEL TERRITORIO
CON ARIA FESTIVAL 2026 ANTRODOCO DIVENTA CANTIERE MUSICALE: IDENTITÀ IN MOVIMENTO E I TALENTI DEL TERRITORIO
Dal jazz di Gioacchino Fabbi al dialogo tra strumenti e cicale di Matteo D’Incà: dal 18 al 22 agosto cinque giorni di suoni, libri e mostre. Un progetto culturale realizzato con il supporto del Comune di Antrodoco.
Antrodoco (RI), 17 agosto 2026 – Giunge alla sua quarta edizione Aria Festival, inaugurando il primo anno di un nuovo triennio di programmazione. Un percorso in divenire attraverso il quale il borgo di Antrodoco intende affermarsi sempre più come luogo di produzione artistica, musicale e culturale nel cuore della Valle del Velino.
Un festival che parte dall’ascolto del territorio per interrogarsi sul significato del presente: che cosa significa oggi Antrodoco? Chi la abita, chi la vive, chi contribuisce ogni giorno a produrre arte, cultura e significato?
Il futuro è un’idea strana. La progettazione è un desiderio audace. L’identità è un sentimento difficile da afferrare. Allora, anche uno sguardo distratto rivela una sorprendente ricchezza di energie. Ed è proprio attraverso una costellazione di esperienze, che spazia da gruppi teatrali, orchestra di tamburi, banda cittadina, editoria locale, studenti, artisti professionisti e dilettanti, appassionati di musica, alta fedeltà e artigianato, che Aria Festival 2026 arriva a raccontare una comunità viva, curiosa e creativa.
IL TEMA DEL 2026: IDENTITÀ IN MOVIMENTO
Il filo conduttore di quest’anno dedica una parte della programmazione a tre progetti nati e cresciuti ad Antrodoco:
Matteo D’Incà: il musicista bellunese (antrodocano d’adozione dal 2014) proporràMusica per cicale, un dialogo tra suoni e il frinire delle cicale in libertà. A completare il suo percorso, un attesissimo duo elettrico con Daniele Fiaschi, chitarrista e compositore romano tra i più richiesti del panorama italiano. Fiaschi vanta collaborazioni di primo piano con pilastri del cantautorato come Daniele Silvestri, Max Gazzè, oltre a Giovanni Truppi, Manuel Agnelli, Diodato, Marco Mengoni e Levante.
Gioacchino Fabbi: il batterista antrodocano presenterà la sua nuova formazione jazz,The Clarinet Machine, con un repertorio originale e ricco di suggestioni.
Giulia Feliciani: la fotografa esporrà la mostraFilamenti di identità, realizzata in collaborazione con Annamaria Giusti ed Eleonora Pasquali.
L’intreccio culturale coinvolge anche l’intera spina dorsale della Valle del Velino: da Rieti arriverà Raffaello Simeoni, figura di spicco nella ricerca e sperimentazione di linguaggi musicali dal mondo, mentre dall’Alta Valle del Velino giungeranno i Poeti dell’Ottava Rima, custodi dell’antica tradizione del canto improvvisato.
A completare la proposta musicale, due presentazioni letterarie sull’ascolto e la vita: Musica a colazione di Martina Chechi e Anatomia di un suicidio sonoro di Riccardo Paddeu.
Un progetto culturale realizzato con il supporto del Comune di Antrodoco.
PROGRAMMA ARIA FESTIVAL 2026
(Eventi ad Antrodoco – Sezione Musica e Letteratura)
Martedì 18 agosto
Ore 18:00 | Concerto: Musica per cicale – Matteo D’Incà (Boschetto del Comune)
Ore 19:00 | Presentazione libro e dibattito: Anatomia di un suicidio sonoro di Riccardo Paddeu (Piazza del Popolo)
Ore 21:30 | Concerto: Daniele Fiaschi e Matteo D’Incà (Chiostro Santa Chiara)
Mercoledì 19 agosto
Ore 18:00 | Concerto: Musica per cicale – Matteo D’Incà (Boschetto del Comune)
Ore 21:30 | Concerto: The Clarinet Machine – Gioacchino Fabbi Quartet (Largo Santa Chiara)
Giovedì 20 agosto
Ore 19:00 | Presentazione libro: Musica a colazione di Martina Chechi (Piazza del Popolo)
Ore 21:30 | Concerto: Poeti dell’Ottava Rima e Raffaello Simeoni (Luogo in via di definizione / Centro Storico)
Sabato 22 agosto
Ore 21:30 | Mostra fotografica, concerto e performance: Filamenti di identità di Giulia Feliciani, Annamaria Giusti ed Eleonora Pasquali (Piazza 4 Novembre)
*In caso di maltempo tutti i concerti ed eventi si terranno al chiuso presso il Teatro Sant’Agostino.
Info e Contatti: WhatsApp +39 351 6521328
L’INGRESSO AGLI SPETTACOLI È GRATUITO
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Docenti di ruolo fuorisede, ferie sempre più costose e vacanze negate: il peso del caro vita e della distanza.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene sul grave disagio economico che interessa i docenti di ruolo fuorisede, per i quali la distanza tra sede di servizio e residenza si traduce in un costo permanente, destinato a incidere in misura sempre più significativa sul potere d’acquisto dello stipendio.
L’aumento del costo della vita, i canoni di locazione, le utenze, le spese quotidiane e i trasporti necessari per raggiungere periodicamente la propria famiglia assorbono una parte rilevante della retribuzione. In tale contesto, per molti docenti di ruolo fuorisede anche la possibilità di trascorrere un periodo di vacanza è stata fortemente ridimensionata o, in alcuni casi, esclusa.
Il fenomeno si colloca in un quadro nazionale già segnato da evidenti difficoltà economiche. Secondo l’indagine Tecnè per Federalberghi relativa all’estate 2026, 36,2 milioni di italiani trascorreranno almeno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, mentre il 48,5% della popolazione non farà vacanze estive. Tra quanti resteranno a casa, il 52,8% indica nella mancanza di liquidità la principale ragione della rinuncia.
Per il personale docente esiste, inoltre, una specifica criticità. Le ferie, in ragione dell’organizzazione del calendario scolastico, possono essere fruite prevalentemente nei periodi di sospensione delle attività didattiche e soprattutto durante l’estate. La principale possibilità di riposo prolungato coincide quindi proprio con l’alta stagione, quando la crescita della domanda determina condizioni generalmente più onerose per trasporti, soggiorni e servizi legati alle vacanze.
Gli insegnanti dispongono, pertanto, di margini limitati per scegliere periodi dell’anno economicamente più convenienti. Questa circostanza assume un peso ancora maggiore per i docenti di ruolo fuorisede, poiché ai maggiori costi stagionali si sommano le spese sostenute durante tutto l’anno per lavorare lontano dalla propria città.
L’immissione in ruolo garantisce la stabilità del rapporto di lavoro, ma non elimina gli effetti economici della distanza. Quando la sede di servizio si trova a centinaia di chilometri dalla residenza, una parte dello stipendio deve essere destinata all’affitto di un secondo alloggio o di una stanza, alle relative utenze e ai viaggi necessari per mantenere i rapporti con il nucleo familiare.
Tali costi continuano a gravare anche durante l’estate. Il docente che rientra nella propria città continua generalmente a pagare il canone di locazione e le spese fisse dell’alloggio nella sede di servizio, mentre deve contemporaneamente sostenere il costo del viaggio per tornare dalla propria famiglia.
È necessario distinguere con chiarezza il ricongiungimento familiare dalla vacanza. Tornare dai figli, dal coniuge, dai genitori o nella propria abitazione dopo mesi trascorsi altrove per ragioni di servizio non equivale a partire per un soggiorno turistico. È il ritorno a casa, ma anch’esso comporta un costo, spesso sostenuto proprio nei periodi in cui le tariffe dei trasporti risultano maggiormente esposte alla pressione della domanda.
La rinuncia alle vacanze diventa così uno degli effetti più visibili di una questione più ampia: l’erosione del reddito disponibile determinata dalla sovrapposizione tra caro vita e costi strutturali della mobilità professionale. A parità di trattamento economico, il docente costretto a mantenere una seconda domiciliazione e ad affrontare frequenti spostamenti dispone inevitabilmente di un potere d’acquisto inferiore rispetto al collega che presta servizio nel territorio di residenza.
Il CNDDU ritiene che questa condizione richieda un cambiamento di prospettiva nelle politiche scolastiche. La mobilità del personale non può essere considerata esclusivamente sotto il profilo amministrativo dei trasferimenti, delle assegnazioni e della distribuzione delle cattedre. Occorre affrontarne anche la sostenibilità economica.
Se il sistema nazionale di istruzione necessita della disponibilità di docenti a prestare servizio lontano dalla propria residenza per garantire la copertura delle cattedre e la continuità del servizio, il costo di tale mobilità non può essere lasciato interamente a carico del lavoratore.
Il CNDDU ritiene quindi necessarie politiche strutturali di sostegno alla mobilità del personale scolastico, con particolare attenzione ai docenti di ruolo fuorisede. Il costo dell’abitare dovrebbe entrare stabilmente nelle politiche dedicate al personale, soprattutto nei territori caratterizzati da forte tensione abitativa, individuando strumenti capaci di contenere l’incidenza dei canoni di locazione sul reddito e di favorire l’accesso ad alloggi economicamente sostenibili.
Analoga attenzione dovrebbe essere riservata ai trasporti attraverso accordi e convenzioni nazionali in grado di ridurre il costo degli spostamenti ferroviari, aerei o marittimi sostenuti dal personale fuorisede per il ricongiungimento familiare. Per chi lavora a centinaia di chilometri dalla propria residenza, tali spostamenti non rappresentano infatti un consumo occasionale, ma una conseguenza diretta della collocazione lavorativa.
Occorre, inoltre, disporre di una ricognizione nazionale capace di misurare la reale dimensione economica del fenomeno, considerando la distanza tra residenza e sede di servizio, l’incidenza degli affitti e dei trasporti sullo stipendio, la durata della condizione di fuorisede e le differenze territoriali nel costo dell’abitare.
Conoscere questi elementi consentirebbe di definire interventi proporzionati alle effettive condizioni dei lavoratori e, nello stesso tempo, di sostenere la permanenza del personale nelle sedi nelle quali il costo della vita rende oggi più difficile garantire stabilità agli organici.
La questione, infatti, non riguarda soltanto la tutela economica dei docenti. Quando una sede diventa difficilmente sostenibile a causa degli affitti e dei costi di trasporto, aumenta la necessità di cercare un trasferimento verso territori meno onerosi o più vicini alla propria residenza, con possibili ripercussioni sulla continuità didattica e sulla stabilità delle istituzioni scolastiche.
Per queste ragioni il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di promuovere una politica organica e strutturale di sostegno alla mobilità del personale scolastico, nella quale il costo dell’abitare, dei trasporti e della distanza dalla famiglia sia riconosciuto come elemento rilevante della condizione professionale dei docenti di ruolo fuorisede.
Non si tratta di introdurre privilegi, ma di riconoscere una condizione oggettiva: la medesima retribuzione non determina lo stesso potere d’acquisto quando una parte significativa dello stipendio deve essere utilizzata semplicemente per poter vivere nel luogo nel quale si presta servizio.
La rinuncia alle vacanze è soltanto la manifestazione più immediata di tale squilibrio. Per il docente di ruolo fuorisede, dopo un anno di affitto, utenze e viaggi per tornare dalla famiglia, le ferie arrivano proprio nel periodo in cui i costi degli spostamenti e dei soggiorni sono più elevati. Il diritto al riposo rimane formalmente garantito, ma la sua concreta fruizione può diventare economicamente difficile.
La scuola pubblica ha bisogno della mobilità dei propri docenti per garantire il diritto all’istruzione sull’intero territorio nazionale. Tale disponibilità deve essere accompagnata da politiche capaci di renderne sostenibile il costo.
Sostenere la mobilità dei docenti di ruolo fuorisede significa tutelare i lavoratori, ma anche favorire la stabilità degli organici, la continuità didattica e la qualità del sistema nazionale di istruzione.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU
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TEMPERATURE TROPICALI E CLIMA COMPLICE: IL FERRAGOSTO DA SOGNO DI CARIBE BAY
TEMPERATURE TROPICALI E CLIMA COMPLICE:
IL FERRAGOSTO DA SOGNO DI CARIBE BAY
Lido di Jesolo, 16 agosto 2026 – Ferragosto con i piedi nella sabbia, lo sguardo tra le palme e, tutt’intorno, i colori dei Caraibi. A Caribe Bay, nel cuore di Jesolo, la giornata simbolo dell’estate italiana ha portato migliaia di persone tra piscine, cascate, attrazioni acquatiche, spettacoli dal vivo e momenti di relax. A rendere ancora più realistica la suggestione hanno contribuito il clima e le temperature tipicamente estive, regalando agli Ospiti la sensazione di trovarsi in una destinazione caraibica a pochi chilometri da casa.
Una giornata vissuta anche attraverso le novità introdotte nella stagione 2026, a cominciare da Cala Escondida, un nuovo spazio immerso nella vegetazione, pensato per chi desidera concedersi una parentesi di tranquillità. Per la prima volta il divertimento è proseguito al Caribbean Golf, l’unico minigolf tematizzato a 24 buche tra galeoni, pirati e relitti, che da quest’anno è compreso nel biglietto d’ingresso del Parco.
Dai ritmi più distesi alle emozioni ad alta intensità, ciascuno ha potuto trascorre la giornata secondo la propria dimensione: c’è chi si è lasciato conquistare da scivoli, tuffi e attrazioni acquatiche e chi, tra un bagno e l’altro, si è fermato ad assistere agli show dal vivo di acrobati e artisti internazionali, che hanno trasformato il Parco in un palcoscenico a cielo aperto.
E quando il cielo ha iniziato a cambiare abito, tingendosi lentamente dei colori del tramonto, Shark Bay ha lasciato spazio alla musica: un DJ set sulla spiaggia ha accompagnato gli Ospiti fino a sera.
Tra oltre 3.000 palme, sabbia bianca e acque color smeraldo, Caribe Bay ha restituito così una delle immagini più suggestive dell’estate jesolana.
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Aborto fino alla nascita. E dopo. Quale differenza?
Qualcuno, per tipo cinque minuti, è rimasto scioccato dalle notizie che arrivano dallo Stato statunitense del Massachussets, dove la governatrice – democratica, ovviamente, e cattolica, ovviamente – Maura Healey ha firmato una legge che abbatte il limite temporale dell’aborto massimo a 24 settimane (con i soliti «paletti» cripto-hitleristi: per gravi anomalie del feto l’aborto è sempre consentito).
Ora il Prioritizing Patient Access to Care Act permette in pratica di uccidere il bambino in grembo fino al limite della nascita.
«Abbiamo ascoltato le storie strazianti di donne e famiglie che si preparavano ad accogliere un bambino e che, in fase avanzata di gravidanza, hanno ricevuto notizie devastanti» ha confidato alla stampa la Healey. «Costringerle a viaggiare per centinaia di miglia e a pagare di tasca propria in un momento di enorme dolore è inaccettabile. In Massachussetts crediamo che le decisioni sanitarie debbano essere prese esclusivamente tra le donne, le loro famiglie e i loro medici, non dai politici».
Nella foto finita su tutti i giornali la governatrice appare sorridente attorniata da un sabba di donne ghignanti. L’effetto dell’immagine è impressionante: sì, queste femmine stanno rivendicando, e con la ridarella, l’uccisione di bimbi pronti a venire al mondo.
As long as I’m Governor, abortion will remain safe, legal and accessible in Massachusetts.
You have my word. pic.twitter.com/0PKw1ufQF5
— Governor Maura Healey (@MassGovernor) August 10, 2026
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Altrettanto impressionante è la foto della Healey che incontra papa Francesco. Anche quella sta circolando in rete. Così come circola la rabbia di quanti si chiedono perché nessuno, né dalla Conferenza Episcopale USA né dal Vaticano stesso, abbia detto qualcosa. Ecco che è stata avviata l’ennesima, inutile petizione per indurre il vescovo a scomunicare, come dovrebbe, la governatrice della legge feticida.
Invece, da Roma e dagli zucchetti è il silenzio. Il motivo, per chi davvero si stupisce ancora, è presto detto: il compromesso con l’aborto è stato fatto dalla Chiesa post-conciliare da un bel pezzo. Ricordiamo che in Italia la legge autogenocida 194/78, la firmò un governo democristiano. Tutte le successive mosse del papato wojtylano sembravano puntare ad un deciso compromesso sottocutaneo: in superficie proclami e soldoni dell’8 per mille ad enti pro-vita solo di nome, in profondità accettazione della legalizzazione dell’uccisione del bambino nel ventre materno – e questo in sprezzo assoluto della religione che, ai tempi del Credo della vecchia messa, ancora si inginocchiava al momento di dire Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine…
L’unica religione che festeggia Dio che si fa feto, la gravidanza e la maternità), accettava di scendere a patti con l’impero della Morte. Così dobbiamo leggere l’appoggio dato dal Sacro Palazzo nel 1981 al referendum sull’«aborto minimale» (eccolo lì, il maleminorismo: uccidiamo pure i bambini, ma con moderazione) e poi alla resistenza simbolica offerta contro il feticidio legalizzato dai buffoni politici longa manus dei vescovini.
Allo stesso modo va letta l’altra grande, catastrofica legge bioetica del tardo papato polacco, la 40/2004, quella che sdoganava i bambini prodotti in laboratorio, e di conseguenza, il loro spreco, cioè un aborto moltiplicato per enne volte. La «legge cattolica» sulla provetta fa ora, il lettore di Renovatio 21, più morti dell’aborto chirurgico e pure chimico – e in più inganna la popolazione piazzandoci la maschera della vita, del massacro che sta dietro il bimbo sintetico in braccio non interessa nulla a nessuno (se non a noi, poveri scemi).
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Ora, va compreso che in America avanza da tempo questa cosa dell’aborto fino alla nascita, e oltre: non hanno un limite gestazionale legale sull’aborto Alaska, Colorado, Maryland, Michigan, Minnesota, Nuovo Jersey, Nuovo Messico, Oregon e Vermont, più Washington DC. Se andiamo fuori dagli USA, notiamo uno strano riflesso, che può dire moltissimo: Canada, Cina, Vietnam e Corea del Nord sono tra quelli in cui la legge non indica un limite gestazionale fisso.
Bizzarra coincidenza: il capitalismo occidentale avanzato collima, ma guarda, con il comunismo asiatico. Chi ci segue conosce un pezzo in più della storia: sappiamo come la legge del figlio unico fu iniettata nel governo di Deng Xiaoping da agenti dell’antiumanismo antinatalista del Club di Roma di Aurelio Peccei. Tuttavia, questa è un’altra questione.
Chi ha figli potrebbe sapere che il feto è con certezza definito con un calco anglicista «viabile», cioè «a termine» una volta arrivato ai sette mesi. Un’operazione che riguarda il piccolo viene rinviata, per quanto possibile, oltre quella data, oltre la quale il bambino può sopravvivere tranquillamente fuori dal ventre materno. La situazione è conosciuta dallo scrivente: la secondogenita non voleva girarsi, era podalica, non si metteva a testa in giù.
Le (brave) ginecologhe dell’ospedale ci dissero di aspettare la 36ª settimana per fare la versione, cioè una manovra di pressione sul feto per metterlo a testa in giù – una pratica che un tempo le levatrici di paese lo facevano senza preoccupazioni prima del parto, oggi invece, che l’arte maieutica (quella vera, letterale) è sparita, si è ritornati a praticare la manovra in punta dei piedi, con equipe medica pronta ad estrarre il bambino in caso di rischio.
E quindi, chiunque sa che abortire poco prima della nascita significa abortire un bambino in grado di sopravvivere fuori dal ventre materno da settimane. Questa semplice verità, conoscibile da qualsiasi donna, non sembra toccare nessuno.
Perché siamo andati molto oltre l’idea dell’aborto come rimozione di un «grumo di cellule» che non sarebbe in grado di vivere da sé (e quindi, sempre per la legge nazista del più forte, da eliminare a piacimento). Tale concezione, tipica della filosofia utilitarista, era già stata portata a conseguenze terrificanti dal celebratissimo filosofo animalista Peter Singer basandosi sul concetto, tutto goscista e abortista, dell’autonomia.
Definendo «persona» un essere capace di autocoscienza, di concepire se stesso come esistente nel tempo, di avere preferenze sul futuro (razionalità, autonomia), il Singer, ebreo australiano, aveva sostenuto che neonati umani (anche sani…) non hanno ancora queste capacità: non sono “persone” nel senso tecnico che usa lui.
Uccidere un neonato non è quindi moralmente equivalente a uccidere un adulto umano o, eccoci, un essere autocosciente – cuccioli di animale che sono più «autonomi» rispetto ai neonati non meritano di morire quanto i cuccioli umani. L’utilitarismo – filosofia che segretamente si è incistata nello Stato moderno tutto – con Singer era già andato oltre: dall’aborto si vola verso l’eutanasia.
Il Singer ha sostenuto che, in casi di gravi disabilità, i genitori dovrebbero poter scegliere di porre fine alla vita del neonato (anche in modo attivo), se ciò porta a maggiore benessere complessivo, il grande fine dell’utilitarismo, che vede la massimizzazione matematica del piacere contro il dolore come fine ultimo, anche a costo della morte di minoranze o maggioranze.
Ecco che il filosofo, che nei dibattiti accademici americani viene salutato da scroscianti applausi degli studenti vegani e non, aveva proposto un periodo di circa 28 giorni dopo la nascita prima di riconoscere pieno diritto alla vita. L’idea è contenuta nel libro Should the Baby Live? The Problem of Handicapped Infants (1985), cioè «Il bambino dovrebbe vivere? Il problema dei neonati disabili». Bel titolo: come vedete, ancora quaranta anni fa la finestra di Overton sull’infanticidio legalizzato si muoveva con scioltezza.
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Siamo giunti quindi alla questione dell’aborto post-natale, finito in bocca in queste ore ai tanti ebeti con canale Telegram o raccolte firme a pagamento. Il termine (in inglese after-birth abortion) è un’espressione coniata in un articolo accademico del 2012, intitolato «After-birth abortion: why should the baby live?» («Aborto dopo la nascita: perché il bambino dovrebbe vivere?»), pubblicato sul Journal of Medical Ethics dai bioeticisti italiani ma di stanza all’Estero Alberto Giubilini e Francesca Minerva, affiliati a centri australiani di bioetica fortemente legati alla tradizione utilitarista-singeriana.
Nel testo i due sostenevano che, dal punto di vista etico, non ci sia una differenza rilevante tra un feto e un neonato – nessuno dei due, secondo la loro tesi, possiederebbe ancora lo status morale di «persona», concetto legato, nel solco del Singer, a caratteristiche come autoconsapevolezza, capacità di attribuire valore alla propria esistenza, progettualità futura.
Di conseguenza, sostenevano che le stesse ragioni che possono giustificare moralmente l’aborto, ad esempio situazioni in cui il bambino comporterebbe un peso serio per la famiglia, anche non necessariamente per malformazioni dovrebbero poter giustificare, in linea di principio, anche la soppressione di un neonato appena nato — da qui il termine «aborto post-natale», cioè dopo la nascita anziché prima.
Ictu oculi, si tratta di pura e semplice sostituzione del termine «infanticidio», così da connetterlo al dibattito sull’aborto (stravinto nei decenni dai necrocultisti contro pavidi democristiani di ogni latitudine) e fargli quindi guadagnare terreno.
Mentre i sapientoni dibattono, e le verginelle strillano scandalizzate, il mondo moderno va avanti secondo la pista preparatagli dalla Necrocultura. Nel gennaio 2019, la questione dell’infanticidio legale arriva nelle cronache grazie alle dichiarazioni di un alto ufficiale del potere americano, il governatore della Virginia Ralph Northam, che parlò con una certa franchezza ad una trasmissione radio locale.
Commentando un disegno di legge proposto dalla delegata democratica Kathy Tran – che aveva detto che l’aborto sarebbe stato possibile anche se la donna fosse in travaglio – atto ad allentare le restrizioni sugli aborti nel secondo e terzo trimestre in Virginia, il governatore disse:
«La prima cosa che vorrei dire è che decisioni come questa dovrebbero essere prese dagli operatori sanitari, dai medici e dalle madri e dai padri coinvolti. Quando parliamo di aborti nel terzo trimestre, questi vengono eseguiti con il consenso, ovviamente, della madre e dei medici – più di un medico, tra l’altro. E vengono eseguiti in casi in cui potrebbero esserci gravi malformazioni. Potrebbe esserci un feto non vitale. Quindi, in questo particolare esempio, se una madre è in travaglio, posso dirvi esattamente cosa succederebbe. Il bambino verrebbe fatto nascere. Il neonato verrebbe tenuto in condizioni confortevoli. Il neonato verrebbe rianimato se questo fosse ciò che la madre e la famiglia desiderassero, e poi seguirebbe una discussione tra i medici e la madre».
Former Virginia Governor Ralph Northam in 2024 when Democrats first tried to legalize abortion through birth: “The infant would be delivered. The infant would be kept comfortable… Then a discussion would ensue between the physician and the mother [about whether to end the… pic.twitter.com/3z4cwIumRl
— Wall Street Mav (@WallStreetMav) January 21, 2026
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Se il bambino nato vivo può continuare a vivere lo decidono la madre e i dottori. Il potere di vita e di morte, come nemmeno in un lager, ce lo hanno i più forti. Tutto questo detto pacificamente da un progressista, un democratico – perché la democrazia, crediamo di capire, a questo porta, al suo esatto contrario, al democidio.
Siamo alla negazione non solo di Ippocrate, e degli istinti materni, della legge naturale. Siamo alla negazione della civiltà cristiana tutta – siamo all’instaurazione incipiente del Regno Sociale di Satana.
Tuttavia qui voglio spezzare una lancia a favore dei mostri – bisogna farlo, per la logica, e per rifiutare una volta per tutte il compromesso democristiano con essi, e chiamare la battaglia.
Gli utilitaristi, i servitori della Morte, filosofi o governatori, hanno ragione: che differenza c’è tra un neonato e un feto? Solo una questione di tempo, forse nemmeno quello (un neonato può essere settimino, o ancora più prematuro: ho visto bambini usciti tanto prima pesare un chilo e ora essere campioncini sportivi) e di spazio, cioè sei dentro o fuori il grembo materno.
Se per loro ciò indica che il bambino è continuativamente una non-persona, per noi vale l’esatto contrario: è una persona quanto lo è Dio stesso, è Imago Dei, è un essere perfettamente formato dal logos creatore, è figlio della Divinità , è fatto a sua immagine, è ciò che naturalmente è chiamato ad esistere, consistere e moltiplicarsi, è un pezzo unico e insostituibile del disegno dell’umanità e del cosmo.
E quindi no, non c’è differenza tra un uomo ed un feto, tra l’aborto e l’aborto post-natale.
Potete capire dove stiamo andando a parare: non lo chiamiamo «aborto», ma ogni procedimento della Necrocultura, che umilia e uccide l’essere umano, svolge la medesima funzione.
L’eutanasia è un aborto applicato in vecchiaia o in malattia.
La predazione degli organi è un aborto su chi ha avuto un incidente, ma il cuore gli batte ancora.
Il suicidio – magari con l’aiutino delle droghe psichiatriche – è l’aborto delle persone tristi.
La riproduzione artificiale è l’aborto di un numero immane di embrioni, morti nell’impianto o nella crioconservazione, oppure fusisi mostruosamente nelle chimere umane.
Spingiamoci fino a parlare delle bestie feroci scagliateci contro: lupi, orsi, orche lasciati liberi di assalirci sono strumenti della Necrocultura, agenti animali dell’aborto della specie.
E la guerra, cosa è se non il modo con cui si abortiscono le nazioni, con la guerra nucleare che si dà come aborto globale definitivo, come finale trionfo della morte sull’umanità.
Tutta l’umanità deve essere abortita: questo è quanto ci sta dicendo il progresso, questo è quanto lo Stato moderno si prepara a fare in modo meccanico: un sacrificio umano massivo, più grande e terrificante di quello che chiedevano gli dèi pagani.
E quindi, non facciamo gli sconvolti. Sappiamo con cosa abbiamo a che fare.
L’aborto è solo una maschera di una lotta contro l’inferno che coinvolge ogni aspetto del nostro tempo. Fortunato chi ha capito, è uscito dal recinto pro-life (fatto dal potere politico-ecclesiastico per pastorizzare gli animi caldi) e medita sulle dimensioni spaventose della guerra spirituale necessaria oggi.
Questo è ciò che siamo chiamati a fare ora: combattere la Morte, combattere il Male che ha messo radici nel nostro mondo.
Se leggete queste pagine, è probabile che in cuor vostro abbiate già iniziato a farlo. Siete, lo vogliate o no, protagonista della battaglia contro le forze del Male – come in un film, solo sul serio.
Questo ruolo onora la vostra anima come niente altro.
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L'articolo Aborto fino alla nascita. E dopo. Quale differenza? proviene da RENOVATIO 21.
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Indonesia, Papa Leone XIV “Vicinanza alle vittime del devastante terremoto”

ROMA (ITALPRESS) – Papa Leone XIV “è profondamente rattristato della devastazione causata dal terremoto nella regione di Nusa Tenggara Orientale e offre la sua solidarietà spirituale e la sua vicinanza a quanti continuano a subire le conseguenze di questo disastro, in particolare ai numerosi sfollati e feriti”. E’ quanto si legge in un un telegramma a firma del cardinale Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, inviato a monsignor Paulus Budi Kleden, arcivescovo metropolita di Ende, per le vittime del terremoto in Indonesia. “Sua Santità incoraggia le autorità ecclesiastiche e civili mentre continua a fornire assistenza umanitaria e prega per il personale di emergenza impegnato nelle operazioni di soccorso. Affidando i defunti alla misericordia amorevole di Dio Onnipotente, il Santo Padre invoca le benedizioni divine di consolazione e di forza”, conclude il telegramma.
(ITALPRESS).
– Foto: Ipa Agency –
Papa Leone XIV “Vicinanza alle vittime del devastante terremoto in Indonesia”

ROMA (ITALPRESS) – Papa Leone XIV “è profondamente rattristato della devastazione causata dal terremoto nella regione di Nusa Tenggara Orientale e offre la sua solidarietà spirituale e la sua vicinanza a quanti continuano a subire le conseguenze di questo disastro, in particolare ai numerosi sfollati e feriti”. È quanto si legge in un un telegramma a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, inviato a monsignor Paulus Budi Kleden, arcivescovo metropolita di Ende, per le vittime del terremoto in Indonesia. “Sua Santità incoraggia le autorità ecclesiastiche e civili mentre continua a fornire assistenza umanitaria e prega per il personale di emergenza impegnato nelle operazioni di soccorso. Affidando i defunti alla misericordia amorevole di Dio Onnipotente, il Santo Padre invoca le benedizioni divine di consolazione e di forza”, conclude il telegramma.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Etna, morto il turista statunitense colpito da un fulmine durante un’escursione

CATANIA (ITALPRESS) – È morto il turista statunitense di 30 anni colpito ieri da un fulmine durante un’escursione sull’Etna. A renderlo noto è l’ospedale Cannizzaro di Catania, dove l’uomo era stato trasportato d’urgenza. Il decesso è stato dichiarato attorno alle 21,30. Il turista era giunto in ospedale già in arresto cardiorespiratorio, dopo che sul luogo dell’incidente erano state avviate le manovre di rianimazione da parte dei soccorritori. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava sul vulcano, in una zona interdetta, quando è stato sorpreso da un temporale ed è stato raggiunto da un fulmine. Poco prima delle 20 era stato allertato l’elicottero Drago 142 per raggiungere la zona dell’incidente. Il personale elisoccorritore ha prestato le prime cure al trentenne direttamente sul posto, quindi lo ha recuperato con il verricello e trasferito d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania. Nonostante i tentativi di rianimazione proseguiti anche in ospedale, per il turista non c’è stato nulla da fare.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Kurdistan, due droni carichi di esplosivo dall’Iran attaccano l’ufficio del premier Barzani

ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina due droni carichi di esplosivo lanciati dall’Iran hanno preso di mira l’ufficio del primo ministro della Regione del Kurdistan, Masrour Barzani, e la residenza del capo dell’agenzia di sicurezza della Regione del Kurdistan nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Lo rende noto Direzione Generale Antiterrorismo (Ctd), affiliata al Consiglio di Sicurezza della Regione del Kurdistan (Krsc).
“Due droni esplosivi del tipo Hadid-110 sono stati lanciati dal lato iraniano del confine verso la sede dell’ufficio privato del primo ministro della Regione del Kurdistan e la residenza del direttore del Consiglio di Sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Fortunatamente, l’attacco non ha causato vittime”, fa sapere la Ctd. La Ctd ha condannato l’attacco notturno, definendolo “completamente inaccettabile”. Ha inoltre avvertito che “i responsabili dell’attacco ne risponderanno pienamente delle conseguenze”.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Morta a 36 anni Hayden Panettiere, attrice di “Heroes” e “Nashville”

MILANO (ITALPRESS) – L’attrice americana Hayden Panettiere, protagonista di serie come “Heroes” e “Nashville”, è morta all’età di 36 anni. La notizia è stata confermata dal suo agente ad Abc News e CNN, precisando che il decesso è avvenuto domenica 16 agosto 2026. Al momento le cause del decesso non sono state rese note, ma le autorità hanno aperto un’indagine in seguito a un incidente avvenuto nella sua abitazione.
In una nota ufficiale, il padre dell’attrice, Skip Panettiere, ha espresso il profondo dolore della famiglia: “Hayden era una luce incredibile e una forza della natura che ha portato amore e gioia incommensurabili a chiunque l’abbia conosciuta”. L’attrice avrebbe compiuto 37 anni venerdì prossimo.
La carriera di Panettiere era iniziata precocemente, a soli 11 mesi, con alcuni spot pubblicitari, per poi consolidarsi nelle soap opera “Una vita da vivere” e “Sentieri”. La fama mondiale arrivò nel 2006 con il ruolo della cheerleader Claire Bennet in “Heroes”. Successivamente, aveva interpretato la star del country Juliette Barnes nella serie “Nashville”, ruolo che le era valso due nomination ai Golden Globe. Sul grande schermo era nota anche per la sua partecipazione alla saga horror “Scream” (capitoli 4 e VI) nel ruolo di Kirby Reed e per il film “Il sapore della vittoria”. Il suo ultimo lavoro cinematografico, il thriller psicologico “Sleepwalker”, era stato distribuito nel gennaio 2026.
Negli ultimi anni, la vita privata dell’attrice era stata segnata dalla tragica perdita del fratello minore Jansen, scomparso nel 2023 a 28 ann. Panettiere lascia la figlia di 11 anni, Kaya, nata dalla relazione con l’ex campione di pugilato ucraino Wladimir Klitschko. Nella sua recente autobiografia, “This Is Me: A Reckoning”, l’attrice aveva raccontato con sincerità le sue lotte contro la depressione post-partum e le dipendenze, cercando di trasformare le proprie esperienze traumatiche in un messaggio di speranza e determinazione.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
17enne travolta da un barchino con un gruppo di migranti a bordo a Chia, arrestato lo scafista

CAGLIARI (ITALPRESS) – Nelle acque della spiaggia di Su Giudeu a Chia, nel comune di Domus de Maria, una turista di appena 17 anni è stata travolta da un’imbarcazione a motore a pochi metri dalla battigia. La giovane, in vacanza con la famiglia, stava nuotando quando è avvenuto l’impatto. Soccorsa dai bagnanti, ha rischiato di annegare per il forte shock e trasferita d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Brotzu di Cagliari. A travolgerla è stato un natante in vetroresina spinto da un motore fuoribordo da 85 cavalli, con a bordo un gruppo di migranti.
Subito dopo lo scontro, l’imbarcazione ha ripreso la corsa via mare nel tentativo di far perdere le proprie tracce, puntando verso la vicina spiaggia di Tuerredda. Una volta toccata terra, i passeggeri sono sbarcati provando a dileguarsi nell’entroterra, la loro fuga è durata ben poco. L’allarme diramato dalla Centrale Operativa ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri delle Stazioni di Domus de Maria, di Pula e del Nucleo Operativo di Cagliari, già dislocati lungo il litorale per i controlli straordinari del periodo estivo disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Cagliari come concordato in sede di Comitato Provinciale dell’Ordine e Sicurezza Pubblica in Prefettura.
I militari hanno rapidamente presidiato le principali vie d’approdo, rintracciando e fermando l’intero gruppo: 14 uomini adulti di nazionalità algerina, privi di documenti ma, apparentemente, in buone condizioni di salute. Le indagini, avviate nell’immediatezza dei fatti, dai Carabinieri con la collaborazione del personale della Squadra Mobile della Questura, sotto la regia della Procura della Repubblica di Cagliari, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di identificare l’uomo che si presume fosse al timone: un 28enne algerino. Il giovane, al termine degli accertamenti è stato arrestato con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lesioni personali gravissime, e successivamente condotto nel carcere di Uta.
– Foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).
Cina: Hainan, lanciato in orbita nuovo gruppo di satelliti per internet (2)

WENCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un razzo vettore Long March-12, che trasporta il 24esimo gruppo di satelliti internet in orbita bassa, decolla da un sito commerciale di lancio di veicoli spaziali nella provincia meridionale cinese di Hainan, il 16 agosto 2026.
Ieri la Cina ha inviato in orbita un nuovo gruppo di satelliti internet da un sito commerciale di lancio di veicoli spaziali nella provincia insulare meridionale di Hainan. I satelliti, il 24esimo gruppo di satelliti internet in orbita bassa, sono decollati a bordo di un razzo vettore Long March-12 alle 12:10 (ora di Pechino) e sono entrati con successo nelle orbite prestabilite.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).
Cina: Hainan, lanciato in orbita nuovo gruppo di satelliti per internet (1)

WENCHANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un razzo vettore Long March-12, che trasporta il 24esimo gruppo di satelliti internet in orbita bassa, decolla da un sito commerciale di lancio di veicoli spaziali nella provincia meridionale cinese di Hainan, il 16 agosto 2026.
Ieri la Cina ha inviato in orbita un nuovo gruppo di satelliti internet da un sito commerciale di lancio di veicoli spaziali nella provincia insulare meridionale di Hainan. I satelliti, il 24esimo gruppo di satelliti internet in orbita bassa, sono decollati a bordo di un razzo vettore Long March-12 alle 12:10 (ora di Pechino) e sono entrati con successo nelle orbite prestabilite.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).
Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (3)

YAKESHI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Prodotti tipici locali sono esposti nell’area panoramica del Monte Phoenix a Yakeshi, nella città di Hulun Buir, nella Regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna, il 16 agosto 2026. L’area panoramica ha lanciato attività su ghiaccio e neve fuori stagione e spettacoli culturali per attirare i visitatori.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).
Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (2)

YAKESHI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea scattata da un drone il 16 agosto 2026 mostra alcuni turisti in visita nell’area panoramica del Monte Phoenix a Yakeshi, nella città di Hulun Buir, nella Regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna. L’area panoramica ha lanciato attività su ghiaccio e neve fuori stagione e spettacoli culturali per attirare i visitatori.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)
Cina: Yakeshi, attività su ghiaccio e neve fuori stagione attirano turisti (1)

YAKESHI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni turisti si divertono nell’area panoramica del Monte Phoenix a Yakeshi, nella città di Hulun Buir, nella Regione autonoma settentrionale cinese della Mongolia Interna, il 16 agosto 2026. L’area panoramica ha lanciato attività su ghiaccio e neve fuori stagione e spettacoli culturali per attirare i visitatori.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).
Athletica Vaticana sarà in gara ai Giochi del Mediterraneo con 4 atleti

TARANTO (ITALPRESS) – Athletica Vaticana parteciperà – con 4 atleti in 3 discipline sportive – alla ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre.
La presenza in gara dell’Associazione polisportiva della Santa Sede è stata votata all’unanimità dai Comitati olimpici dei 26 Paesi partecipanti ai Giochi: Albania, Algeria, Andorra, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Kosovo, Libano, Libia, Macedonia del Nord, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro, Portogallo, San Marino, Serbia, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. È la seconda partecipazione di Athletica Vaticana ai Giochi del Mediterraneo (presente anche nella precedente edizione, nel 2022, a Orano in Algeria) e la decima partecipazione a eventi sportivi ufficiali internazionali (l’undicesima sarà dal 16 al 20 settembre in Corea per i Campionati del Mondo di Taekwondo nella specialità Poomsae).
Da sabato 22 agosto nel torneo di padel scenderà in campo il doppio maschile composto da Fabrizio Peloni e Tiziano Lucarelli. Domenica 23 agosto Daniele Fontana sarà in pedana nella scherma (specialità spada). Lunedì 24 agosto nel ciclismo parteciperà Emiliano Morbidelli.
“Athletica Vaticana partecipa ai Giochi del Mediterraneo con un gesto di fraternità sportiva di alto significato, sulla rotta tracciata dal Santo Padre Leone XIV anche nella recente visita a Lampedusa (4 luglio), per contribuire a costruire relazioni di pace e fraternità tra i popoli che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Cercando insieme, anche attraverso l’esperienza sportiva, percorsi di vita e di speranza, con lo stile di inclusione solidale e dell’attenzione ai più fragili, nelle fondamentali dimensioni della cultura e dell’educazione, proprio come il Papa propone nella Lettera ‘La vita in abbondanza’ sul valore umano dello sport. Inoltre, la presenza della ‘Croce degli Sportivi’, accolta dall’Arcidiocesi di Taranto, sarà un altro segno della presenza della Chiesa in questa manifestazione. Tale Croce è ‘un messaggio senza parole’: afferma che ogni vita, anche quando suda e soffre, è degna di essere amata, rispettata e valorizzata”, ha detto il Cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione.
– Foto Ipa Agency –
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Cina: aeroporto Hong Kong, nel primo semestre +11,7% di traffico passeggeri

HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – L’aeroporto di Hong Kong ha gestito 32,8 milioni di viaggi di passeggeri nel primo semestre del 2026, con un aumento dell’11,7% rispetto a un anno prima, secondo quanto ha dichiarato ieri sul suo blog Paul Chan, segretario alle Finanze del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong.
Nei primi sei mesi, l’Aeroporto internazionale di Hong Kong (HKIA) ha registrato oltre 200.000 movimenti aerei, in aumento del 4,4% rispetto a un anno prima, secondo Chan.
Attualmente circa 140 compagnie aeree operano voli che collegano Hong Kong con oltre 225 destinazioni in tutto il mondo. L’efficiente rete di trasporti della città, insieme a una serie di grandi eventi ed esposizioni organizzati quest’anno, ha favorito gli arrivi sia per affari che per turismo, ha affermato Chan.
Nel periodo tra gennaio e luglio, Hong Kong ha registrato 31,22 milioni di visite, in aumento del 12% su base annua, imprimendo nuovo slancio e creando nuove opportunità commerciali per la sua economia.
Chan ha previsto che le nuove strutture per la partenza dei passeggeri al Terminal 2 dell’Aeroporto internazionale di Hong Kong, inaugurate a maggio, saranno in grado di gestire circa 8 milioni di passeggeri nel primo anno di attività.
– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).
Cina: tra gennaio e luglio +1,8% di investimenti ferroviari con progressi in progetti chiave

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha compiuto progressi costanti in una serie di progetti ferroviari chiave, grazie alla continua espansione degli investimenti nella costruzione ferroviaria nel 2026, producendo un significativo effetto propulsivo e imprimendo nuovo slancio allo sviluppo economico e sociale regionale, come dichiarato oggi dall’operatore ferroviario nazionale.
Gli investimenti in immobilizzazioni nel settore ferroviario hanno raggiunto i 440,6 miliardi di yuan (circa 64,92 miliardi di dollari) nei primi sette mesi dell’anno, con un aumento dell’1,8% su base annua, secondo la China State Railway Group Co., Ltd.
Tra i recenti progetti figurano l’inaugurazione della stazione di Foshan sulla linea ferroviaria ad alta velocità Guangzhou-Zhanjiang, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, e i test sull’intera linea della ferrovia ad alta velocità Xi’an-Ankang, nel nord-ovest della Cina, tra gli altri.
La società ha dichiarato che continuerà a portare avanti i principali progetti ferroviari e a migliorare la qualità e l’efficienza degli investimenti ferroviari, per sostenere lo sviluppo di alta qualità della Cina.
La Cina ha costruito la più grande rete ferroviaria ad alta velocità del mondo. Alla fine del 2025, la lunghezza totale della rete ferroviaria operativa nel Paese aveva raggiunto i 165.000 chilometri, di cui oltre 50.000 costituiti da linee ferroviarie ad alta velocità.
La società ha osservato che la lunghezza della rete ferroviaria operativa nel Paese dovrebbe raggiungere i 180.000 chilometri entro il 2030, di cui circa 60.000 costituiti da linee ad alta velocità.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)
ITS Academy, la Regione Veneto investe quasi 16 milioni di euro

VENEZIA (ITALPRESS) – “Con questo nuovo bando la Regione del Veneto investe oltre 15,7 milioni di euro negli ITS Academy, un sistema che continua a dimostrare la propria efficacia nel formare i professionisti di cui le nostre imprese hanno bisogno e nell’offrire alle giovani concrete opportunità di lavoro qualificato. Crediamo fortemente in questo modello perché rappresenta un ponte diretto tra formazione e mondo produttivo, capace di accompagnare le trasformazioni tecnologiche, la transizione digitale ed energetica e di sostenere la competitività del Veneto”. A dichiararlo è l’Assessore regionale all’Istruzione e Formazione, Valeria Mantovan, commentando l’approvazione del nuovo avviso pubblico “ITS Academy del Veneto – I Tecnici del futuro” per il biennio 2026-2028.
“Il modello ITS è ormai pienamente consolidato e rappresenta oggi un punto di riferimento nel panorama della formazione terziaria professionalizzante. È un percorso alternativo a quello accademico, altamente qualificante e costruito insieme alle imprese, che consente ai ragazzi di acquisire competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro. I risultati parlano da soli: un tasso di occupazione che in Veneto sfiora l’82%, superiore alla media nazionale, e migliaia di giovani che ogni anno scelgono questa strada. Sono numeri che ci confermano di essere sulla direzione giusta e che ci spingono a continuare a investire con convinzione su un sistema capace di creare occupazione, innovazione e sviluppo”.
La Regione del Veneto rinnova così il proprio impegno strategico a favore dell’istruzione tecnologica superiore, mettendo a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di oltre 15,7 milioni di euro per sostenere la nuova programmazione formativa degli ITS Academy. L’intervento punta a consolidare un sistema che negli anni si è affermato come uno dei principali strumenti per favorire l’occupabilità giovanile e rispondere al fabbisogno di competenze delle imprese.
L’avviso, finanziato nell’ambito del PR Veneto FSE+ 2021-2027 e del Fondo per l’Istruzione Tecnologica Superiore, sostiene percorsi formativi altamente specializzati nei settori strategici per lo sviluppo del sistema produttivo regionale, con particolare attenzione alle sfide della transizione digitale, della decarbonizzazione e della diffusione delle energie rinnovabili. “I numeri di una recente ricerca di Veneto Lavoro – sottolinea Mantovan – confermano la solidità del modello veneto. Nell’anno formativo 2025-2026 sono stati attivati 101 nuovi percorsi biennali, frequentati da oltre 2.400 studenti e studentesse del primo anno. Sommando gli iscritti al secondo anno, il sistema ITS Academy del Veneto conta oggi oltre 4.400 studenti”.
“Anche sul fronte occupazionale – conclude – i risultati sono particolarmente significativi. Secondo il Monitoraggio nazionale ITS INDIRE 2026, il tasso di occupazione entro un anno dal conseguimento del diploma raggiunge in Veneto quasi l’82%, superando la media nazionale, pari al 79%. Un dato che conferma la capacità degli ITS Academy di accompagnare efficacemente l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro”.
– Foto Regione Veneto –
(ITALPRESS).
L’economia del mare un valore aggiunto per l’Italia
NAPOLI (ITALPRESS) – L’economia del mare si conferma una delle principali piattaforme industriali del Paese, con un valore complessivo di oltre 200 miliardi di euro e una dinamica occupazionale che cresce quattro volte più rapidamente rispetto al resto dell’economia italiana. Ne parla l’economista Gianni Lepre.
fsc/gtr
Voucher Scuola, la Regione Piemonte finanzia il 100% delle domande del Voucher B

TORINO (ITALPRESS) – Per la prima volta la Regione Piemonte finanzierà il 100% delle domande pervenute e ritenute idonee a seguito di istruttoria per il Voucher B, destinato all’acquisto di libri di testo, materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione. Un risultato reso possibile grazie all’adozione dei nuovi criteri, approvati da Giunta e Consiglio regionale, su proposta dell’assessorato all’Istruzione e Merito.
Complessivamente, la Regione Piemonte mette in campo 20.490.540 euro per i Voucher Scuola: 15.507.325 euro sono destinati al Voucher B, mentre 4.983.215 euro finanzieranno il Voucher A, dedicato alle spese di iscrizione e frequenza scolastica. Per la prima volta dall’istituzione dei Voucher, grazie alle scelte compiute della Regione Piemonte, verranno finanziate il 100% delle domande presentate e ritenute idonee a seguito di istruttoria. Un risultato che permette di ampliare in maniera significativa la platea delle famiglie sostenute dalla Regione: saranno infatti 76.534 le domande finanziate (28.520 in più rispetto all’anno scolastico 2025/2026, quando i beneficiari erano stati circa 48 mila), con 14.612 non ritenute invece idonee per mancanza di requisiti. Tutte le domande risultate ammissibili saranno finanziate. Le graduatorie saranno approvate entro il 25 agosto, al termine dell’istruttoria tecnica che ha verificato il possesso dei requisiti previsti dall’Avviso ed escluso le domande non conformi.
Crescono anche le richieste per il Voucher A: rispetto all’anno scolastico 2025/2026 sono state presentate 557 domande in più (5.136 quest’anno, 4.579 nel 2025/2026). La Regione finanzierà in questa prima fase Voucher A per complessivi 4.983.215 euro. “Avevamo preso un impegno con le famiglie piemontesi e oggi possiamo dire di averlo mantenuto: per la prima volta finanziamo tutte le domande idonee per il Voucher B. Più di 76mila famiglie potranno contare concretamente sul sostegno della Regione per affrontare le spese scolastiche dei propri figli, con oltre 28 mila beneficiari in più rispetto allo scorso anno. Ma il risultato più importante è un altro: superiamo definitivamente quel meccanismo che negli anni passati lasciava migliaia di famiglie con una domanda ammessa, ma senza le risorse per finanziarla. Avevamo scelto una direzione precisa: utilizzare le risorse disponibili per allargare il più possibile la platea e fare arrivare il sostegno a più famiglie. Oggi quel principio diventa realtà e siamo orgogliosi di aver mantenuto la parola data”, dichiara l’assessore all’Istruzione e Merito della Regione Piemonte Daniela Cameroni.
“Sul Voucher A – conclude Cameroni – nessun passo indietro sulla libertà di scelta educativa, che per noi resta centrale come testimoniano i 7,7 milioni di euro appena stanziati per le scuole dell’infanzia paritarie. Il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa sono due principi sui quali intendiamo continuare a investire con convinzione”. Le graduatorie saranno pubblicate e consultabili a partire da martedì 25 agosto sul sito della Regione Piemonte, nella pagina dedicata al Voucher Scuola per l’anno scolastico 2026/2027: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavo ro/istruzione/voucher-scuola/voucher-scuola-2026-2027. Da quel momento le famiglie potranno verificare l’esito della propria domanda e tutte le informazioni relative al contributo.
A partire dall’anno scolastico 2026-2027 l’erogazione dei voucher per conto di Regione Piemonte, a seguito di gara pubblica, sarà gestita dall’azienda Cirfood S.C. in collaborazione con Valyouness. Ogni beneficiario riceverà una mail dal gestore esterno Cirfood S.C. con Valyouness, con le credenziali per accedere alla piattaforma web Valyouness Flex dove si troverà il voucher. Nella mail sarà data indicazione dell’effettiva attivazione del voucher e del suo valore e saranno fornite tutte le istruzioni per l’utilizzo.
Il voucher scuola è spendibile attraverso un normale smartphone dopo aver effettuato la registrazione sulla piattaforma web dedicata Valyouness Flex. I beneficiari dovranno semplicemente presentarsi nella scuola frequentata dal figlio (per spendere il voucher A) oppure negli esercizi commerciali convenzionati (voucher B) muniti del proprio smartphone: la scuola o l’esercente scalerà dal conto virtuale dell’utente l’esatto importo relativo al pagamento della retta scolastica o all’acquisto di libri, materiale didattico o strumenti tecnologici. L’elenco degli esercizi presso i quali è possibile spendere il voucher sarà disponibile sulla piattaforma Valyouness Flex contemporaneamente alla pubblicazione delle graduatorie dei beneficiari. La rete dei punti convenzionati è costantemente aggiornata.
– Foto Regione Piemonte –
(ITALPRESS).
La Mezzaluna Rossa egiziana invia un nuovo convoglio di aiuti umanitari verso Gaza

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – La Mezzaluna Rossa egiziana ha lanciato nelle prime ore di oggi il convoglio “Zad Al-Ezza – Dall’Egitto a Gaza” 258, composto da diversi camion diretti verso la Striscia di Gaza.
Secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa egiziana, il convoglio trasporta tonnellate di aiuti umanitari, tra cui oltre 70mila pacchi alimentari, farina, materiali di soccorso, forniture mediche e farmaci, oltre ai prodotti petroliferi necessari al funzionamento degli ospedali e delle strutture essenziali nella Striscia.
La Mezzaluna Rossa egiziana è presente al confine dall’inizio della crisi e mantiene operativi i propri centri logistici, proseguendo gli sforzi per l’ingresso degli aiuti umanitari e di soccorso, che hanno superato il milione di tonnellate, con il contributo di oltre 75mila volontari.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
In Italia la vita lavorativa dura 33 anni, quattro anni e mezzo in meno rispetto alla media dell’Unione Europea

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia è uno dei Paesi europei nei quali si vive più a lungo, ma anche uno di quelli nei quali si trascorrono meno anni nel mercato del lavoro. Nel 2025 la durata attesa della vita lavorativa si ferma a 33 anni, il secondo valore più basso dell’Unione europea dopo la Romania e ben quattro anni e mezzo in meno rispetto alla media Ue, pari a 37,5 anni.
Il miglioramento rispetto al 2024 è minimo: appena poco più di due mesi, contro un aumento di tre mesi registrato nella media europea. Lo scorso anno l’indicatore italiano era infatti pari a 32,8 anni, mentre quello dell’Unione si attestava a 37,2. La distanza dalle principali economie europee rimane molto ampia. La durata attesa della vita lavorativa raggiunge 40,2 anni in Germania, 37,5 in Francia e 36,8 in Spagna. Nei Paesi Bassi arriva addirittura a 44 anni: undici in più rispetto all’Italia.
Il confronto con dieci anni fa conferma che l’Italia è avanzata, ma non abbastanza per recuperare terreno. Nel 2015 la durata attesa della vita lavorativa era pari a 30,7 anni: in un decennio è aumentata quindi di 2,3 anni. Nello stesso periodo la media dell’Unione europea è passata da 34,9 a 37,5 anni, con una crescita di 2,6 anni. Il ritardo italiano rispetto alla Ue, anziché ridursi, è così salito da 4,2 a 4,5 anni.
Tra il 2015 e il 2025 la Germania è passata da 37,9 a 40,2 anni, la Francia da 34,9 a 37,5 e la Spagna da 35 a 36,8. L’Italia ha recuperato parte della distanza dalla Spagna, ma non ha accorciato quella che la separa dalla Germania e ha perso ulteriore terreno rispetto alla Francia e alla media europea. Il dato più critico riguarda le donne. In Italia la durata attesa della loro vita lavorativa è di appena 28,4 anni, contro 35,4 nella media europea. Il divario tra uomini e donne raggiunge 8,9 anni, il più elevato nell’Unione. Un risultato coerente con un tasso di occupazione femminile fermo al 58%, quasi tredici punti sotto la media Ue, e con il più ampio divario occupazionale di genere tra gli Stati membri.
L’indicatore non misura l’età pensionabile né il numero di anni effettivamente lavorati da chi dispone di un’occupazione continua. Stima gli anni che una persona di 15 anni può attendersi di trascorrere nella forza lavoro, come occupata o disoccupata, sulla base delle attuali condizioni demografiche e dei livelli di partecipazione. Il risultato italiano riflette quindi soprattutto l’ingresso tardivo dei giovani, le carriere discontinue e la bassa partecipazione femminile.
Il quadro assume un peso ancora maggiore in un Paese nel quale l’età mediana ha raggiunto 49,1 anni, gli over 65 rappresentano quasi un quarto della popolazione e la spesa pensionistica è pari al 15,5% del Pil, la quota più elevata nell’Unione europea.
“La vera questione previdenziale italiana – afferma il Presidente CNA Dario Costantini – dunque è una questione di lavoro, produttività e partecipazione. In un Paese che invecchia rapidamente, lasciare inutilizzata una parte così ampia del capitale umano non rappresenta soltanto un problema sociale, ma un limite strutturale alla crescita e alla tenuta futura del sistema pensionistico”.
Allungare la vita lavorativa non può significare congelare il mercato del lavoro. Senza nuove assunzioni, staffette generazionali e percorsi di affiancamento, la permanenza degli anziani rischia di rallentare l’ingresso dei giovani e di rendere ancora più difficile il ricambio delle competenze. Servono politiche mirate per l’occupazione giovanile e femminile, il rafforzamento dell’istruzione tecnica e professionale, l’apprendistato, la conciliazione tra lavoro e famiglia, la formazione continua e l’invecchiamento attivo. Occorre inoltre sostenere la trasmissione delle imprese e delle competenze tra generazioni, valorizzando il ruolo delle micro e piccole imprese, che rappresentano una porta di accesso decisiva al lavoro e alla crescita professionale.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Ruba profumi e occhiali per 5 mila euro all’aeroporto di Bologna, denunciato un cittadino rumeno

BOLOGNA (ITALPRESS) – La Polizia di Frontiera in servizio presso lo scalo aereo “Marconi” di Bologna ha individuato e bloccato l’autore di un ingente furto ai danni di un esercizio commerciale dello scalo. La refurtiva, composta da 15 profumi e 8 paia di occhiali da sole di marca per un valore complessivo di 5.389,79 euro, è stata interamente recuperata e restituita ai legittimi proprietari. L’intervento è scattato a seguito della segnalazione di due addetti del punto vendita, che avevano notato un uomo aggirarsi tra gli scaffali con fare sospetto prima di asportare un paio di occhiali da sole. Ricostruiti tempestivamente i movimenti del soggetto, gli agenti sono riusciti a rintracciarlo nella sala partenze in zona imbarchi, fermandolo prima che potesse salire a bordo del volo.
L’uomo, un trentenne cittadino rumeno incensurato, nascondeva all’interno del bagaglio a mano tre sacchetti di carta contenenti la merce sottratta, ancora provvista di cartellini e codici identificativi. Accompagnato presso gli uffici di Polizia, il trentenne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cagliari, il calciatore Yael Trepy rischia di annegare in piscina: è ricoverato in terapia intensiva

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Cagliari Calcio comunica che il calciatore Yael Trepy è attualmente ricoverato presso l’Ospedale Civile ‘Santissima Annunziata’ di Sassari, dove si trova in terapia intensiva”. Lo si legge in una nota della società sarda.
“Il club è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il Club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili”, si legge nel comunicato.
Secondo una prima ricostruzione, il calciatore avrebbe rischiato di annegare in una piscina di una villa a Porto Cervo. Classe 2006, prelevato nel 2023 dal Creteil, Trepy ha giocato titolare la partita di Coppa Italia contro l’Arezzo di tre giorni fa, vinta dai sardi per 1-0. Dopo la partita, alla squadra erano stati concessi due giorni di riposo.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Manovra finanziaria, Cuccureddu “Rafforza gli istrumenti per la crescita economica”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “L’azione dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio si inserisce in una visione integrata delle politiche economiche regionali, nella quale turismo e impresa rappresentano due leve complementari per rafforzare la capacità competitiva della Sardegna, incrementare l’occupazione e generare valore diffuso sui territori”. Lo afferma l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, illustrando nel dettaglio gli interventi strategici programmati con l’approvazione della variazione della manovra finanziaria e in particolare dell’art. 10 dedicato specificamente a turismo, artigianato e commercio.
SETTORE COMMERCIO
Particolare attenzione è rivolta alle misure di sostegno alle imprese, con l’obiettivo di favorire investimenti, innovazione, crescita dimensionale e maggiore competitività, accompagnando il tessuto imprenditoriale in un percorso di sviluppo sostenibile e duraturo. “Il settore del commercio assume un ruolo centrale nella strategia di sviluppo regionale – evidenzia l’assessore –. La manovra finanziaria prevede l’attivazione di nuove misure incentivanti finalizzate a contrastare lo spopolamento, sostenere l’apertura e il rilancio delle attività commerciali e favorire l’imprenditoria femminile e giovanile. L’obiettivo è promuovere un modello di sviluppo che rafforzi il presidio economico e sociale dei territori, valorizzi le iniziative imprenditoriali e crei nuove opportunità di crescita e occupazione, in particolare nei piccoli comuni della Sardegna. Lo stanziamento previsto dalla manovra per investimenti è davvero molto significativo ed ammonta a 28 milioni di euro2.
Centri Commerciali Naturali: sono state stanziate le risorse sia per coprire il fabbisogno di tutte le domande pervenute nel 2026, sia per finanziare le spese rendicontate e non finanziate nel 2025 per mancanza di risorse. Si tratta complessivamente di oltre 2,2 milioni di euro.
SETTORE ARTIGIANATO
Il comparto dell’artigianato ha una serie di misure in corso nel 2026, a sostegno degli investimenti, per i quali è stata prevista la cospicua somma di circa 30 milioni di euro, e poi: per l’apprendistato, per l’acquisizione di patentini, certificazioni e marchi IGP.
Passaggio generazionale per le imprese artigiane. Si prevede lo stanziamento con la manovra di 2 milioni di euro, anche per il 2027, per sostenere le imprese nel momento più critico, quello del passaggio generazionale. La platea dei beneficiari è stata allargata, oltre che a parenti ed affini, anche, ai dipendenti dell’impresa artigiana.
SETTORE TURISMO
La manovra prevede uno stanziamento di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027destinati all’organizzazione del Capodanno in Sardegna, uno degli strumenti più efficaci per rafforzare il posizionamento dell’Isola come destinazione attrattiva durante tutto l’anno, che contribuisce a intercettare anche i flussi del turismo invernale. “La realizzazione di un grande evento diffuso su tutto il territorio regionale costituisce un elemento centrale della strategia di destagionalizzazione e di distribuzione dei flussi turistici, con ricadute economiche significative per le imprese e le comunità locali”, evidenzia l’assessore.
La variazione di bilancio prevede anche uno stanziamento di 7,5 milioni di euro per la Partenza della Vuelta 2028 dalla Sardegna, un evento di assoluto prestigio internazionale che l’Isola ospiterà per la prima volta nella sua storia. “Si tratta di un’opportunità unica per rafforzare la visibilità della Sardegna sui mercati esteri, consolidandone il posizionamento come destinazione di eccellenza per il turismo sportivo e per i grandi eventi – afferma l’assessore Cuccureddu –. L’iniziativa assume un valore ancora più significativo in relazione alle attività di promozione avviate sul mercato spagnolo in occasione del 700° anniversario della fondazione del Regno di Sardegna, creando una sinergia tra promozione turistica, valorizzazione dell’identità storica e internazionalizzazione della destinazione. La Vuelta rappresenta infatti una straordinaria vetrina mediatica, capace di raggiungere milioni di spettatori in tutto il mondo e di generare importanti ricadute economiche e di immagine per l’intero territorio regionale”.
Grandi Eventi Turistici. Molto corposi anche gli interventi sui grandi eventi, strategici per attuare politiche di destagionalizzazione e delocalizzazione dei flussi turistici: previsti oltre 10 milioni di euro che permetteranno di far scorrere le graduatorie di tutti i 13 cartelloni ed in particolare di quelli dello sport e dei festival. Viene istituito, con una dotazione di 6 milioni di euro a decorrere dal 2027, uno specifico cartellone per i grandi eventi mondiali.
Turismo Accessibile. Con la manovra è stato integrato il progetto del Comune di Tertenia nel programma sulle spiagge accessibile, che con oltre 16 milioni di euro ha finanziato tutti i 20 comuni costieri che hanno partecipato all’apposito bando.
Sardegna Film Commission L’Assessorato del Turismo disporrà di 1,2 milioni di euro sia per il 2026 che per il 2027, per il fondo comarketing e per sostenere la distribuzione delle opere cinematografiche e televisive.
Cammini e Destinazioni di pellegrinaggio. Alla rete degli otto cammini iscritti nel Registro regionale e delle sette destinazioni di pellegrinaggio sono stati destinati 1,250 milioni di euro. Si tratta di due reti strategiche per posizionare la Sardegna nel mercato dello slow tourism.
Sostegno alle attività extralberghiere. Per la prima volta si prevede uno stanziamento di 1,5 milioni per sostenere le attività extralberghiere, gestite in forma imprenditoriale, al fine di consentire l’adeguamento delle strutture ai nuovi standard richiesti dal mercato.
Turismo nautico. Al fine di dare continuità alle azioni promozionali del turismo nautico e della portualità turistica in Sardegna, vera eccellenza dell’offerta turistica della nostra Isola, sono stati stanziati 600 mila euro per il triennio 2026/2028.
MACROREGIONE DEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE
La manovra stanzia le risorse per proseguire l’attività del tavolo per la definizione della strategia macroregionale, istituito con la legge regionale 23 del 2024, finalizzato a creare le condizioni per la realizzazione di una quinta macroregione in Europa, che abbia il suo fulcro nel sistema insulare formato da Sardegna, Corsica e Baleari.
TRASPORTO AEREO
Addizionale comunale sui diritti d’imbarco. Pur non essendo inserita nell’art. 10 della manovra finanziaria, l’abolizione della tassa di 6,5 euro per ciascun passeggero che si imbarca su un volo dagli aeroporti sardi, ha un valore importante per l’attuazione della strategia di destagionalizzazione dei flussi turistici. I 18,2 milioni di euro per abbattere la tassa nei mesi da novembre a marzo del 2026/27 e 2027/28 negli aeroporti di Cagliari-Elmas ed Olbia e per i mesi da novembre a maggio per l’aeroporto di Alghero, si inseriscono all’interno di una più ampia serie di azioni (marketing, grandi eventi, comunicazione, creazione di nuovi prodotti turistici) per far percepire la Sardegna come un’Isola interessante ed attraente anche in bassa e media stagione.
– Foto Regione Sardegna –
(ITALPRESS).
Cina: lanciato dallo Shanxi un nuovo satellite
TAIYUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Oggi la Cina ha inviato con successo nello spazio un nuovo satellite dal Centro di lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi.
Il satellite SEO è stato lanciato alle 11:02 (ora di Pechino) a bordo di un razzo vettore Long March-2C ed è entrato con successo nell’orbita prestabilita.
Il lancio ha segnato la 664esima missione di volo della serie di razzi vettori Long March, secondo quanto riportato dal centro di lancio.
(ITALPRESS).
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Un livornese in viaggio, la Basilicata: le foto d’astista di Castelmezzano
CASTELMEZZANO – La Basilicata con il borgo di Castelmezzano è la prima tappa della nostra rubrica “Un livornese in viaggio” con le foto d’artista di Glauco Fallani. Tornano i viaggi di Glauco Fallani alla scoperta dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti d’Italia.
Castelmezzano: arroccato sulla montagna
Aggrappato alla montagna, quasi a seguire il profilo della roccia, Castelmezzano in Basilicata appare come un piccolo borgo incastonato nel cuore delle Dolomiti Lucane. Le sue case, costruite sulla pietra e disposte lungo le pendici rocciose, sembrano fondersi con il paesaggio che le circonda.

È proprio questo straordinario rapporto tra il borgo e la natura a rendere Castelmezzano così affascinante. Intorno al paese si innalzano le guglie e i picchi di roccia arenaria delle Piccole Dolomiti Lucane, mentre profondi canyon caratterizzano il territorio. Il paese si trova all’interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, un’area in cui montagne, boschi e paesaggi rocciosi creano uno scenario particolarmente suggestivo.
Passeggiando tra i vicoli, le scalinate e i passaggi del centro storico, lo sguardo incontra continuamente la montagna. Per chi ama camminare nella natura, Castelmezzano è anche il punto di partenza del Percorso delle Sette Pietre, che attraverso un antico tratturo collega il borgo a Pietrapertosa.

Un luogo dove roccia, boschi e abitazioni sembrano appartenere a un unico paesaggio: è questa particolare armonia a rendere Castelmezzano una delle destinazioni più suggestive della montagna lucana.
Galleria fotografica
Foto di Glauco Fallani
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Dai piedi in su
L’estate è arrivata e i piedi escono allo scoperto. Sandali, mare, camminate lunghe in montagna o in piano per chi visita o rimane in città: insomma, è la loro stagione, ma anche il momento in cui vesciche da sandali nuovi, talloni screpolati e magari gonfiori dovuti a scarpe sbagliate possono crearci dei problemi. Con qualche accortezza, però, si possono tenere sani per tutta l’estate. Sentiamo cosa ci suggerisce Isacco Mori, specialista in podologia.
Quali sono i problemi che vede aumentare maggiormente con l’arrivo dell’estate?
Alte temperature, aumento della sudorazione, utilizzo di calzature aperte e frequentazione di ambienti come piscine, spiagge e spogliatoi possono provocare disturbi ai nostri piedi. In estate si riscontra inoltre un incremento dei traumi ungueali, soprattutto nelle persone che praticano escursionismo o lunghe camminate in montagna. In questi casi, l’utilizzo di calzature non adeguate può provocare microtraumi ripetuti alle unghie, con conseguente dolore.
Vesciche, micosi, talloni screpolati: cosa fare subito e cosa evitare nel fai-da-te?
L’importante è intervenire correttamente per evitare complicazioni. In caso di vesciche, è consigliabile proteggere la zona e non romperle se sono integre. Per le micosi, è fondamentale mantenere i piedi asciutti e utilizzare prodotti specifici consigliati da un professionista. I talloni screpolati, invece, richiedono una corretta idratazione quotidiana con creme emollienti. È sempre bene evitare il fai-da-te aggressivo, come tagliare calli o utilizzare lame e strumenti improvvisati, poiché si rischia di provocare ferite o infezioni.
Quali scarpe usare?
Intanto evitiamo quelle troppo basse e piatte perché possono incidere significativamente sulla salute del piede. L’assenza di un adeguato supporto e di un corretto assorbimento degli urti può favorire l’insorgenza di dolori al tallone, affaticamento del piede, infiammazioni tendinee e problematiche come la fascite plantare. È importante avere calzature che garantiscano un buon sostegno e siano adatte all’attività svolta. La scelta della scarpa dovrebbe sempre tenere conto delle caratteristiche del piede e delle esigenze individuali.
E se il dolore al piede persiste?
Un dolore al piede non dovrebbe mai essere sottovalutato quando dura per diversi giorni, tende a peggiorare o limita le normali attività quotidiane. Se è accompagnato da gonfiore, arrossamento, difficoltà a camminare o compare senza una causa apparente, è consigliabile rivolgersi a uno specialista perché potrebbe essere il segnale di problemi più importanti, come quelli circolatori.
Sfatiamo dei miti: camminare scalzi sulla sabbia fa sempre bene?
Può essere utile per stimolare la muscolatura e la propriocezione, ma in alcune persone, soprattutto se presenti particolari problematiche biomeccaniche o infiammazioni, può accentuare dolore e affaticamento.
Tagliare le unghie arrotondate è davvero la causa principale delle unghie incarnite?
Un taglio sbagliato può certamente favorirle, e quindi consiglio un taglio corretto dell’unghia senza invadere i lati. Spesso però entrano in gioco anche fattori come la forma dell’unghia, fattori congeniti ed ereditari, traumi ripetuti e l’uso di calzature troppo strette.
Le creme per i calli funzionano?
Creme “miracolose” non esistono. Si possono trovare prodotti che aiutano ad ammorbidire gli ispessimenti cutanei e a curare le ragadi, ad esempio. Ma, se usati in modo improprio o senza una valutazione professionale, in alcuni casi possono irritare la pelle e peggiorare la situazione.
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Dopo Pixel e Galaxy, Scam Detection di Google sui vivo

Google potrebbe portare la tecnologia anti-truffa di Scam Detection sugli smartphone del marchio vivo: è stato scovato un indizio.
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No, il watermark di Claude non nasconderà caratteri nascosti
Conto a canone zero, ecco perché HYPE è il prodotto giusto da scegliere oggi

Con il Conto HYPE è possibile accedere a un conto a canone zero ricco di vantaggi, è la soluzione giusta su cui puntare ad agosto 2026.
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Una 17enne travolta da un barchino di migranti a pochi metri dalla riva di Chia (Cagliari): un arresto
Era in acqua, a pochi metri dalla battigia, quando ha sentito arrivare l’imbarcazione. Un attimo dopo l’impatto. Una ragazza di 17 anni, in vacanza con la famiglia a Chia (Cagliari), è stata travolta nel tardo pomeriggio di ieri nelle acque davanti alla spiaggia di Su Giudeu, una delle più frequentate della costa. A soccorrerla sono stati i bagnanti. La giovane, fortemente sotto choc, ha rischiato di annegare ed è stata affidata ai soccorritori, che hanno disposto il trasferimento urgente in elisoccorso all’ospedale Brotzu di Cagliari. A colpirla, secondo la ricostruzione dei carabinieri, è stato un piccolo natante in vetroresina con un motore fuoribordo da 85 cavalli. A bordo c’era un gruppo di migranti. Dopo l’impatto, invece di fermarsi, l’imbarcazione avrebbe proseguito la sua corsa, allontanandosi dalla zona e dirigendosi verso la vicina spiaggia di Tuerredda.
È lì che il viaggio si è interrotto. Una volta raggiunta la terraferma, i passeggeri sono scesi dal barchino e hanno tentato di allontanarsi a piedi nell’entroterra. Ma nel frattempo era già scattato l’allarme. La Centrale operativa ha mobilitato i carabinieri delle Stazioni di Domus de Maria e Pula e il Nucleo Operativo di Cagliari, impegnati in questi giorni nei controlli straordinari sul litorale per il periodo estivo. I militari hanno presidiato le principali vie di approdo e, in breve tempo, sono riusciti a rintracciare l’intero gruppo. Si trattava di 14 uomini adulti, tutti di nazionalità algerina e privi di documenti. Al momento del fermo, riferiscono i carabinieri, apparivano in buone condizioni di salute.
Parallelamente sono partite le indagini per capire chi fosse alla guida dell’imbarcazione e ricostruire con precisione quanto accaduto davanti a Su Giudeu. I carabinieri hanno lavorato insieme al personale della Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura. Gli accertamenti hanno portato a individuare quello che gli investigatori ritengono essere il conducente: un 28enne algerino. Al termine degli accertamenti è stato arrestato e trasferito nel carcere di Uta. Le accuse nei suoi confronti sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lesioni personali gravissime. La sua posizione, tuttavia, è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari: per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
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Iran. Trump prepara una nuova stretta economica: nel mirino petrolio, banche cinesi e “flotta ombra”
di Shorsh Surme –
L’amministrazione Trump si prepara a intensificare la pressione economica sull’Iran con un nuovo pacchetto di sanzioni definito “senza precedenti”, destinato a colpire le principali fonti di finanziamento di Teheran, le esportazioni di petrolio e l’accesso al sistema finanziario internazionale. Le misure si inseriscono nel contesto della guerra in corso e delle interruzioni alla navigazione nello Stretto di Hormuz.
Due giorni fa Trump ha annunciato l’intenzione di adottare nuove e dure misure economiche contro l’Iran, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent ha anticipato che Washington potrebbe introdurre ulteriori sanzioni già dalla prossima settimana. I dati dell’Office of Foreign Assets Control (Ofac) mostrano che, dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno imposto oltre mille sanzioni contro individui, navi e aeromobili collegati all’Iran.
Uno dei fronti più sensibili riguarda le raffinerie indipendenti cinesi, spesso definite “teapot refineries”, che gestiscono una quota significativa delle importazioni cinesi di greggio iraniano. Secondo i dati di Kpler relativi al 2025, la Cina ha assorbito oltre l’80 per cento delle esportazioni petrolifere iraniane, con un ruolo rilevante delle raffinerie indipendenti.
Washington ritiene che colpire queste strutture con sanzioni secondarie potrebbe aumentare i costi legati all’acquisto del petrolio iraniano e ridurre la capacità di Teheran di ottenere valuta estera, fondamentale per finanziare il commercio e le attività dello Stato.
L’opzione più delicata riguarda tuttavia l’eventuale estensione delle sanzioni alle principali banche cinesi, accusate da Washington di facilitare trasferimenti per miliardi di dollari collegati al commercio petrolifero iraniano. Secondo gli esperti, colpire le grandi istituzioni finanziarie di Pechino avrebbe conseguenze molto più rilevanti rispetto alle misure contro società minori, ma comporterebbe anche il rischio di un’escalation economica con la Cina, soprattutto considerando la dipendenza occidentale dalle catene di approvvigionamento dei minerali critici necessari all’industria tecnologica.
Gli Stati Uniti potrebbero inoltre ampliare la campagna contro la cosiddetta “flotta ombra” iraniana, una complessa rete di navi, società e intermediari utilizzata da Teheran per aggirare le sanzioni e trasportare petrolio verso i mercati esteri.
La strategia potrebbe comprendere nuove sanzioni contro compagnie di navigazione, assicuratori e intermediari finanziari che consentono all’Iran di trasformare i proventi delle esportazioni petrolifere in risorse utilizzabili per acquistare beni e finanziare le proprie attività. Gli esperti avvertono tuttavia che una simile politica rischia di trasformarsi in una continua rincorsa, poiché Teheran potrebbe creare rapidamente nuove società ed entità per sostituire quelle colpite.
Tra le opzioni discusse a Washington figura anche un possibile blocco dei collegamenti terrestri dell’Iran, che richiederebbe la cooperazione dei Paesi confinanti, Iraq, Turchia, Pakistan, Afghanistan, Turkmenistan, Azerbaigian e Armenia. Una misura di questo tipo rappresenterebbe una sfida logistica e politica considerevole e potrebbe avere pesanti conseguenze sulla popolazione iraniana, limitando l’importazione di alimenti, energia e altri beni essenziali, senza necessariamente determinare un aumento della pressione interna sul governo.
L’amministrazione statunitense valuta inoltre il ricorso a dazi per penalizzare i Paesi che continuano a commerciare con l’Iran, sebbene la base giuridica di alcune misure tariffarie sia stata indebolita da una recente sentenza della Corte Suprema.
Un nuovo disegno di legge sulle sanzioni contro la Russia comprende anche misure aggiuntive contro l’Iran e potrebbe attribuire a Trump maggiori poteri per imporre dazi ai Paesi che sostengono Teheran attraverso gli scambi commerciali o l’acquisto di armamenti. L’approvazione alla Camera dei Rappresentanti resta tuttavia incerta, a causa dell’opposizione dei democratici e di alcuni repubblicani a un ulteriore ampliamento dell’impiego dei dazi.
Al centro della strategia statunitense restano le entrate petrolifere iraniane, una delle principali fonti di valuta estera per Teheran. Washington punta a ridurre la capacità dell’Iran di esportare greggio e a ostacolare i canali attraverso i quali i relativi proventi vengono convertiti in valuta pregiata, necessaria per finanziare le importazioni e le attività governative.
Il successo della nuova offensiva economica dipenderà quindi dalla capacità degli Stati Uniti di smantellare le reti utilizzate per aggirare le sanzioni senza provocare un forte aumento dei prezzi internazionali del petrolio e, soprattutto, senza trasformare la pressione sull’Iran in uno scontro economico diretto con la Cina.
L'epidemia di Ebola in Congo è la più letale nella storia del Paese
Windows 11 26H2 più sicuro senza una vecchia funzionalità

Microsoft rimuoverà WMIC da Windows 11 24H2/25H2 per motivi di sicurezza, quindi non sarà presente tra i file di installazione di Windows 11 26H2.
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3 SSD da affare su AliExpress: uno è addirittura Gen5
Tromba d'aria nella notte a Cremona, tetti scoperchiati e blackout
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Ray-Ban Meta, i video delle molestie sono ancora online

Meta aveva promesso di rimuovere i video molesti girati con gli occhiali Ray-Ban Meta, ma molti contenuti sono ancora online su Instagram.
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Iran’s Supreme Leader Signals Intention to Keep Country on a War Footing

© Arash Khamooshi/Polaris for The New York Times
Ceuta, la politica migratoria europea alla prova della responsabilità e della tutela dei minori
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee sulla situazione di Ceuta, dove centinaia di migranti hanno manifestato chiedendo di poter accedere alla protezione internazionale. Secondo Reuters, oltre 72.000 persone hanno attraversato il confine durante il massiccio afflusso di fine luglio e, dopo i successivi rientri, tra 5.000 e 8.000 sarebbero ancora presenti nell’enclave. Numeri particolarmente rilevanti per una città di circa 80.000 abitanti, che pongono sotto forte pressione servizi sanitari, strutture di accoglienza e amministrazione locale.
Quanto sta accadendo non può essere considerato soltanto una nuova emergenza di frontiera. Ceuta rappresenta una verifica concreta delle politiche migratorie europee e, in particolare, del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, pienamente applicabile dal 12 giugno 2026, che intende coniugare controllo delle frontiere esterne, procedure di asilo e rimpatrio più efficienti e maggiore solidarietà tra gli Stati membri.
La questione non può essere ridotta alla contrapposizione tra apertura e chiusura delle frontiere. Una politica migratoria credibile deve consentire agli Stati di governare gli ingressi irregolari, contrastare le reti criminali e rendere effettive le decisioni di rimpatrio, garantendo nello stesso tempo l’esame individuale delle richieste di protezione. Le testimonianze raccolte a Ceuta mostrano infatti condizioni differenti: accanto a persone partite principalmente per ragioni economiche vi sono individui che riferiscono conflitti, persecuzioni e situazioni di grave pericolo. È proprio la capacità di distinguere, e non quella di generalizzare, che deve qualificare l’azione delle istituzioni democratiche.
Particolare attenzione richiede la condizione dei minori. Anche in questo caso i dati devono essere utilizzati con prudenza, poiché le stime non sono ancora uniformi. Secondo dati governativi riportati dalla stampa spagnola, sarebbero circa 2.500 i minori presenti a Ceuta, mentre le organizzazioni attive sul territorio stimano che possano essere fino a 4.000; circa 1.500 risulterebbero già inseriti nel sistema di protezione. La differenza tra le stime rende ancora più urgente completare l’identificazione e assicurare una presa in carico effettiva dei bambini e degli adolescenti.
La permanenza di minori, soprattutto se non accompagnati, in strada o in strutture sovraffollate accresce il rischio di violenza, sfruttamento, tratta e scomparsa. Un bambino che attraversa irregolarmente una frontiera rimane innanzitutto un minore: la sua posizione amministrativa deve essere accertata, ma il suo superiore interesse deve orientare le decisioni che lo riguardano. La tutela deve comprendere non soltanto l’accoglienza materiale, ma anche sicurezza, assistenza e continuità educativa.
In questo contesto assume particolare rilievo il precedente giuridico relativo alla crisi di Ceuta del 2021. Nel gennaio 2024 il Tribunal Supremo spagnolo ha confermato l’illegittimità dei rimpatri in Marocco di minori non accompagnati effettuati nell’agosto 2021 senza il rispetto delle procedure individuali previste dalla legislazione. La pronuncia assume oggi una precisa attualità di fronte alle richieste marocchine di accelerare il ritorno dei minori presenti a Ceuta. Ogni eventuale ricongiungimento o rimpatrio deve pertanto essere valutato individualmente, considerando la situazione familiare, le condizioni del ritorno e il superiore interesse del minore.
La crisi evidenzia inoltre un problema strutturale delle politiche migratorie europee. I territori di primo ingresso non possono sostenere da soli le conseguenze di afflussi eccezionali. Il principio di solidarietà previsto dal nuovo Patto deve tradursi in una reale condivisione delle responsabilità, soprattutto quando la capacità locale di accoglienza risulta sproporzionata rispetto al numero delle persone presenti. Ciò vale in modo particolare per i minori, la cui protezione non può dipendere dalla capacità organizzativa del territorio europeo nel quale hanno raggiunto la frontiera.
Anche la cooperazione con il Marocco e con gli altri Paesi di origine e di transito deve inserirsi in una prospettiva più ampia. Contrastare le reti criminali, governare gli attraversamenti irregolari e rendere possibili i ritorni quando siano conformi alla legge sono obiettivi necessari, ma una politica eccessivamente dipendente dal contenimento delle partenze nei Paesi terzi rischia di rendere l’Europa vulnerabile alle dinamiche diplomatiche. Alla gestione delle frontiere devono quindi accompagnarsi cooperazione economica e sociale, formazione, opportunità nei Paesi di origine e, ove possibile, percorsi regolari di mobilità.
Le difficoltà sanitarie segnalate a Ceuta richiedono infine attenzione e rigore nel linguaggio pubblico. Sovraffollamento e condizioni igieniche precarie possono favorire problemi sanitari e rendono necessario rafforzare assistenza e prevenzione; sarebbe tuttavia improprio trasformare tali criticità in un’associazione generalizzata tra migrazione e malattia. La salute pubblica si tutela garantendo condizioni dignitose e servizi adeguati tanto alle persone migranti quanto alla popolazione residente.
Per il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, la vicenda possiede anche una rilevanza educativa. La scuola deve contribuire a sottrarre il tema delle migrazioni alla polarizzazione, fornendo agli studenti gli strumenti per comprendere la complessità dei fenomeni e il rapporto tra sicurezza, legalità e diritti fondamentali. Quando sono coinvolti bambini e adolescenti, inoltre, l’istruzione diventa parte integrante della protezione, perché restituisce relazioni, continuità e prospettive a percorsi di crescita segnati dall’incertezza.
La frase “Siamo umani anche noi”, esposta durante la manifestazione di Ceuta, non chiede di sostituire le regole con il sentimento. Ricorda piuttosto che l’autorevolezza delle istituzioni si misura nella capacità di applicare le regole senza perdere di vista la dignità della persona.
Ceuta rappresenta dunque una prova concreta per il nuovo sistema europeo. Governare le migrazioni significa tenere insieme sicurezza delle frontiere, responsabilità condivisa e tutela dei diritti, evitando che l’emergenza diventi una condizione permanente. E quando davanti a una frontiera si trova un bambino o un adolescente, prima della sua posizione amministrativa viene la sua condizione di minore e il dovere delle istituzioni di proteggerne il presente.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU
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Star Wars Magellan: trapela il gameplay del gioco cancellato
“Ha lasciato la festa con un ragazzo, il fidanzato non sapeva nulla. Si è sfiorata la rissa”. Belen Rodriguez su tutte le furie per le indiscrezioni: “Un gran bel vaffan***o a chi vive per rovinare la serenità degli altri”
“Un gran bel vaffan***o a chi vive per rovinare la serenità degli esseri umani (e monetizzare) a discapito di chiunque”. È furiosa Belen Rodriguez, e non fa giri di parole sui social. La showgirl rompe il silenzio dopo giorni in cui il suo nome ha monopolizzato la cronaca rosa per quello che sarebbe successo in occasione del Ferragosto trascorso lontano dal compagno, Gaetano Fidanzati. Belen non cita esplicitamente Gabriele Parpiglia, ma tutto sembra riportare al racconto fatto dal giornalista nella propria newsletter.
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CBD ad uso orale: il Tar respinge i ricorsi, ma il decreto resta sospeso
UIL Polizia: superstrada Sora-Frosinone-Ferentino, una giungla pericolosa!
S.S.V. Sora-Frosinone-Ferentino: una giungla pericolosa.
Nonostante la nostra denuncia e l’intervento della Prefettura, ANAS non interviene. Sicurezza stradale a rischio. A distanza di venti giorni dal nostro esposto del 28/07/2026 indirizzato a S.E. il Prefetto di Frosinone Dr. Giuseppe Ranieri e per conoscenza al Sig. Questore Dr. Stanislao Caruso e alla Dirigente della Sezione Polizia Stradale Dr.ssa Valentina Lollobbattista, nulla è cambiato. Anzi, la situazione è peggiorata.
Come Organizzazione Sindacale avevamo denunciato il grave stato di incuria e pericolo per la sicurezza stradale sulle arterie S.S.V. Sora-Frosinone-Ferentino e Sora-Avezzano-Cassino, invase da sterpaglie, rovi e rami sporgenti che occupano le banchine e, in diversi tratti, invadono quasi totalmente la corsia di sorpasso.
La sola Prefettura di Frosinone ha dato seguito alla nostra segnalazione, trasmettendo con nota a firma del Viceprefetto Vicario la nostra denuncia al Responsabile Area Gestione Rete Lazio dell’Anas S.p.A. di Roma, con preghiera di urgenti notizie e per quanto di competenza. Ebbene, a tutt’oggi, da parte dell’Ente proprietario della strada, nessun intervento è stato eseguito. Sulla superstrada Sora-Frosinone-Ferentino le sterpaglie sono ulteriormente cresciute, aumentando esponenzialmente il pericolo per chi percorre quotidianamente quell’arteria e per gli stessi appartenenti alle Forze dell’Ordine – Polizia Stradale e Carabinieri – che sono costretti ad operare in condizioni di estremo rischio per soccorsi, rilievi di sinistri stradali e controlli di polizia stradale.
Permane inoltre una gravissima criticità: numerosi segnali stradali verticali risultano completamente coperti dalla vegetazione infestante e quindi di fatto invisibili. Questo non solo mette a repentaglio la sicurezza, ma pone in grave difficoltà gli operatori che devono contestare violazioni al Codice della Strada destinate poi ad essere annullate in sede di ricorso per l’oggettiva impossibilità di percepire la segnaletica, vanificando anche il ritiro di patente e le sanzioni accessorie nei confronti di automobilisti indisciplinati. Strade che, come noto, sono purtroppo alla ribalta della cronaca per gravi incidenti, anche mortali, e che per la loro importanza strategica e per l’elevatissimo volume di traffico estivo necessiterebbero di manutenzione costante e programmata.
La sicurezza è un bene comune, ma deve esserlo per tutti. Non è più tollerabile che nonostante la nostra denuncia e nonostante la richiesta di intervento urgente della stessa Prefettura, l’Ente proprietario resti inerte di fronte a un pericolo concreto e documentato. Per questo, come UIL Polizia Federazione di Frosinone:
- CI RIVOLGIAMO al Responsabile della Regione Lazio competente in materia di Infrastrutture e Lavori Pubblici affinché solleciti con immediatezza ANAS S.p.A. alla pulizia immediata, al diserbo, alla potatura e al ripristino della visibilità di tutta la segnaletica su entrambe le arterie.
- CHIEDIAMO ai Vertici delle Forze dell’Ordine, le cui pattuglie transitano quotidianamente su detta strada e constatano lo stato dei luoghi, di voler procedere ai contesti previsti dal Codice della Strada – in particolare ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 285/92 che impone all’Ente proprietario l’obbligo di manutenzione – nei confronti di chi è preposto alla manutenzione e non provvede. Non possiamo attendere che si verifichi l’ennesima tragedia per intervenire.
La UIL Polizia a tutela della sicurezza dei cittadini e dei propri iscritti e di tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine che operano su strada, si riserva di adire le competenti sedi giudiziarie qualora non si provveda immediatamente.
Frosinone, lì 16/08/2026
Il Segretario Generale
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Incendio boschivo nel grossetano, in azione 2 elicotteri
ROCCASTRADA - Un incendio boschivo sul Monte Alto, nel comune di Roccastrada (Grosseto) è attivo da domenica sera. Le fiamme hanno interessato un'ampia porzione di bosco costituito in parte da querce e in parte da macchia mediterranea. Dieci le squadre di volontari antincendi boschivi e dell'Unione dei comuni delle Colline Metallifere impegnate nel contenimento del fronte che si è sviluppato Continue Reading
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MotoAmerica: Vossberg e Aprilia campioni a 16 anni
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Allarme biodiversità a Livorno: a rischio gli Orti di via Goito
LIVORNO – L’equilibrio ecologico del capoluogo labronico affronta un passaggio critico che accende un nuovo allarme biodiversità a Livorno. Nel mirino degli ambientalisti c’è il futuro degli Orti di via Goito, un polmone verde informale di circa sei ettari situato nel cuore del tessuto cittadino e paragonabile per dimensioni alla vicina Villa Fabbricotti. L’area rappresenta l’ultima testimonianza significativa di paesaggio rurale sopravvissuta all’espansione edilizia, caratterizzata da un mosaico naturale di boschetti, siepi e piccoli appezzamenti coltivati.
La varietà strutturale della vegetazione ha consentito la proliferazione di una ricca fauna. I monitoraggi scientifici condotti dalla Lipu negli ultimi dieci anni hanno attestato la presenza complessiva di oltre trentacinque specie avicole, con ventitré tipologie di uccelli nidificanti registrate nel censimento del 2025. Tuttavia, le trasformazioni urbanistiche all’orizzonte — legate a un progetto edilizio e all’incertezza sulla gestione dei futuri spazi verdi — rischiano di compromettere l’intero habitat.
Tra le presenze più emblematiche figura il Codibugnolo, un piccolo insettivoro che nidifica tra i cespugli e le chiome degli alberi. I dati preliminari raccolti per il nuovo atlante ornitologico mostrano un crollo della specie in ambito urbano pari all’85%, causato dalle potature aggressive, dalla cementificazione e dal degrado della vegetazione ripariale. Attualmente la zona compresa tra Villa Fabbricotti e gli Orti di via Goito costituisce uno degli ultimi rifugi stabili per la riproduzione di questo volatile, la cui sopravvivenza locale appare ad altissimo rischio in caso di apertura del cantiere.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore naturalistico del territorio, l’associazione ha avviato la pubblicazione di schede divulgative volte a far conoscere le specie a rischio. Per approfondimenti sui progetti di tutela e sui monitoraggi è possibile consultare le sezioni dedicate della Lipu.
I dati raccolti sui cali demografici delle specie urbane e sugli effetti del consumo di suolo confluiranno nei prossimi report dell’associazione a supporto della campagna contro l’allarme alla biodiversità a Livorno.

40,000 Impacted by SafePal Data Breach
Hackers exploited a vulnerability in the order-tracking function of a plugin to access SafePal customer information.
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Ryzen in offerta: 4 CPU AMD da prendere OGGI nel Back to School di AliExpress
Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

Un’improvvisa deflagrazione con incendio di dimensioni contenute, immediatamente domato dai vigili del fuoco intervenuti, si è verificata a Reggello (Firenze), località Filarone ai Piani della Rugginosa, presso un impianto di produzione farmaceutica.
Mosca: intercettati e abbattuti 205 droni ucraini
TITO, 100 anni attraverso la forma
Giovedì 20 agosto 2026 alle ore 18.00 il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila presenta, negli spazi di Palazzo Spaventa, il secondo appuntamento della mostra itinerante TITO, 100 anni attraverso la forma, promossa con la collaborazione di TRAleVOLTE APS e inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila.
Il progetto, realizzato in occasione del centenario della nascita di Ferdinando Amodei in arte “Tito”, (Isernia 1926), e già avviato nel mese di giugno negli spazi dell’associazione TRAleVOLTE a Roma, proseguirà il suo viaggio, dopo la tappa aquilana, alla 53° edizione del Premio Sulmona | To THINK – l’arte lascia un Segno, nonché in altre sedi che saranno successivamente rese note.
In mostra opere appartenenti a collezioni private che documentano il lavoro eclettico e di ricerca svolto da Tito in vari ambiti disciplinari. Durante la serata inaugurale sarà anche presentata la pubblicazione a cura di Sandra Leone e Alessandra Scerrato, con prefazione di Anna Imponente e Lorenzo Canova, contenente i più importanti saggi e contributi di autorevoli personalità della cultura italiana e di critici d’arte: Giorgio Saviane, Sandra Orienti, Mirella Bentivoglio, Enrico Crispolti, Filiberto Menna, Costantino Dardi, Massimo Carboni, Simonetta Lux, Giuseppe Appella, Antonello Rubini, Roberto Gramiccia, Lorenzo Canova, Carlo Fabrizio Carli, Sandra Leone ,che hanno dato parola alle sue opere. Volume arricchito dalla documentazione fotografica prodotta da Stefano Fontebasso de Martino che ha seguito il lavoro di Tito negli ultimi quarant’anni. Vanilla Edizioni.
Come scrive Sandra Leone nella prefazione della pubblicazione: «La forma mantiene in sé una doppia natura: visibile, come limite e confine, contenitore e materia, e invisibile, come contenuto e significato. Si fa portavoce e mezzo di un messaggio che, nel rivelarsi, si cela sotto una veste nuova. Opera contemporaneamente su due registri: quello del significante e del significato. È immagine ma anche concetto mentale arbitrario e/o convenzionale. Elementi inseparabili, il cui rapporto è talmente molteplice e labile da costituire a sua volta una varietà smisurata di visioni o interpretazioni, come le si voglia chiamare. Visioni a cui Tito si è sempre rifiutato di dare parola per non esaurirsi nel circolo vizioso di senso legato alla finitezza del referente linguistico. È sin da bambino che Tito ha la “folgorazione” del segno come un atto quasi magico in cui prende forma un’immagine. Parla di stupore e meraviglia verso il tratto dato dalla penna e dai primi disegni a ricalco che gli fecero fare a scuola nel riprodurre la figura umana. La forma diventa per Tito motivo di incessante studio fino a costruire (poieîn) le sue ultime opere scultoree come vere e proprie “architetture”, geometrie solide, presenze nitide che dialogano in un rapporto “cosmico” con l’uomo.»
Ferdinando Amodei, in arte Tito. Pittore, scultore, incisore nato a Colli a Volturno (Isernia) nel 1926. Membro della Comunità Passionista della Scala Santa, ha vissuto dal 1966 a Roma dove ha fondato Sala 1 – Centro Internazionale d’arte sperimentale, ubicato nel complesso della Scala Santa. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, inizia nel 1964 l’attività espositive in Italia e all’estero. Molta della sua produzione artistica è entrata a far parte di importanti e monumentali decorazioni, quali affreschi, vetrate, mosaici in spazi pubblici, in particolar modo in chiese e luoghi sacri. Privilegiando la passione di Cristo, sia in pittura che in scultura ha realizzato la Via Crucis in bronzo nei Sassi di Matera, il grande fregio di trenta metri in terracotta del Collegio Massimo all’EUR di Roma e i mosaici (250 metri quadra ti) nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno. Inoltre, è stato impegnato anche in opere di carattere civile, come in monumenti per i caduti. Del suo lavoro si sono occupati noti scrittori e critici, pubblicando cataloghi e monografie sul suo lavoro e la sua figura. Nel 1970 fonda Sala 1, in uno spazio attiguo alla Scala Santa. Nel 1962, per le Edizioni De Luca di Roma, pubblica un’antologica su La Passione del Signore nell’arte contemporanea da cui fu tratto un documentario premiato alla Biennale di Venezia. Tito è stato Accademico Pontificio dei Virtuosi al Pantheon e consulente alla CEI per l’edilizia per il culto. Ha inoltre pubblicato diversi studi sulla Scala Santa e scritto d’arte in riviste di informazione religiosa. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche e nelle raccolte di prestigiosi musei del mondo, tra le quali: Albertina di Vienna; Art Gallery e Museum Kelvingrov di Glasgow (Scozia); Museo di Arte Moderna di Tel Aviv; Museo di Gand, Belgio (Raccolta di Jan Hoet); Musei Vaticani; Museo Stauròs di San Gabriele; Museo Bargellini di Cento; Museo Nazionale della Grafica di Roma; Collezione della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri; Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma; MUSMA- Museo della Scultura di Matera. Muore a Roma il 31 gennaio del 2018, all’età di 91 anni. Viene costituita una Fondazione in suo nome a tutela e promozione del suo lavoro.
Il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila è sorto con l’obiettivo primario di valorizzare la creatività sin dalla più tenera età mediante la tenuta nella propria sede – ma anche in location esterne – di appositi workshop, la costituzione in progres di una prestigiosa collezione d’arte internazionale e di un Parco scultura, nonché l’organizzazione di mostre.
INFO
L’Aquila Capitale della Cultura 2026
MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila
presentano
TITO, 100 anni attraverso la forma
Inaugurazione 20 agosto 2026 ore 18.00
Palazzo Spaventa
Via Andrea Bafile – L’Aquila
Fino al 12 settembre 2026
Orari: dal venerdì alla domenica 10.00-12.30 / 17.30-20.00 – Ingresso libero
MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila
Borgo San Lorenzo – Fossa (AQ)
tel. 3396274730 – 3333887274 – lea.contestabile@gmail.com – https://www.mubaq.it/
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How Japan Averted a Major Earthquake Disaster
“Il perdono apre al futuro?”: il 29 agosto all’Aquila la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”
“Il perdono apre al futuro?”: il 29 agosto all’Aquila la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”
Al Teatro San Filippo, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana e del nuovo Festival delle Risonanze, filosofi, sociologi, educatori, comunicatori e giovani a confronto sulla libertà di scegliere. Tra le voci Massimo Cacciari, Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Francesco Giorgino, Remo Lucchi, Dario Bolis, Carmina Gallucci e Valeria Pompili.
L’AQUILA – Il perdono può aprire al futuro? E quale libertà stiamo consegnando alle nuove generazioni? Sono le domande al centro della quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, in programma sabato 29 agosto alle ore 16.30 al Teatro San Filippo dell’Aquila, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana. Il Summit entra quest’anno a far parte del nuovo Festival delle Risonanze, il contenitore culturale che riunisce al Teatro San Filippo incontri, musica e teatro, ed è dedicato al tema “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”.
In un tempo ricco di opportunità, ma attraversato anche da pressioni, incertezze e contraddizioni, il Summit interroga il rapporto tra memoria, responsabilità, cambiamento e libertà, chiamando in causa non soltanto i giovani, ma anche gli adulti, le istituzioni e le comunità e la loro responsabilità nell’accompagnare le nuove generazioni verso il futuro. Il programma si svilupperà attraverso tre direttrici – Comprendere, Perdonare, Scegliere – affidate a esperienze, generazioni e sensibilità differenti.
In presenza interverranno Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Davide Simone Cavallo con Alessio Ciocca, Carmina Gallucci, Valeria Pompili e Dario Bolis. Il filosofo Massimo Cacciari parteciperà con un contributo video, mentre il giornalista e professore Luiss Francesco Giorgino e il ricercatore sociale Remo Lucchi interverranno in collegamento video. Gli interventi attraverseranno alcuni dei temi del presente: dall’utilitarismo alla società individualizzata, dal rapporto tra memoria e perdono alla possibilità di trasformazione, fino all’educazione e alla libertà di scegliersi un futuro.
Il Summit sarà introdotto dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola e condotto da Francesca Pompa, ideatrice e art director del Summit per One Group. I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, al presidente del Comitato Perdonanza Raffaele Daniele e al presidente di L’Aquila Made In Goffredo Palmerini.
Nato nel 2023 da un’idea di One Group, accolta e condivisa da L’Aquila Made In, il Summit vuole tradurre il valore universale del perdono in occasioni di riflessione e confronto e contribuire a dare forma alla vocazione dell’Aquila quale Capitale del Perdono. Una vocazione radicata nel dono di Celestino V e riaffermata nel 2022 dalle parole di Papa Francesco, che definì L’Aquila “Capitale del Perdono, della Pace e della Riconciliazione”.
Il Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo” è promosso da L’Aquila Made In e One Group, con il patrocinio di Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Con la partecipazione de La Lumera ODV. Partner sostenitori: SE.RA. Centro Studi del Conflitto e SODIFA. Media partner: LAQTV – Canale 12.
IV Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”
“Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”
Sabato 29 agosto 2026 – ore 16.30
Teatro San Filippo – Piazza San Filippo, L’Aquila
Ingresso fino a esaurimento posti
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Le IA si mettono d’accordo da sole: seguono la maggioranza anche in gruppi di mille. Lo studio su Science
Possono trovarsi davanti a due possibilità equivalenti, senza alcun motivo per preferirne una all’altra, eppure finiscono per scegliere la stessa. Non perché qualcuno dica loro quale sia la risposta giusta, ma perché guardano cosa hanno scelto gli altri e si adeguano alla maggioranza. È il comportamento osservato in un nuovo studio sulle Intelligenze Artificiali, che mostra come gruppi di IA possano sviluppare spontaneamente una forma di coordinamento collettivo. La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Advances, è stata guidata dall’Università di Costanza, in Germania, e ha coinvolto anche l’Istituto dei Sistemi Complessi del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Centro Ricerche Enrico Fermi di Roma. A coordinare il lavoro è stato l’italiano Giordano De Marzo, ricercatore dell’ateneo tedesco.
Gli esperimenti hanno messo alla prova gruppi di Large Language Model, i grandi modelli linguistici alla base dei più noti sistemi di IA. ChatGPT è uno degli esempi più conosciuti. Ai modelli venivano proposte due opzioni tra loro equivalenti, in una situazione quindi in cui non esisteva una ragione oggettiva per scegliere l’una o l’altra. La variabile decisiva era un’altra: ogni modello poteva conoscere le scelte effettuate dagli altri componenti del gruppo. E, osservando quelle preferenze, le IA tendevano progressivamente a convergere verso l’opzione che aveva ricevuto più voti. In altre parole, la maggioranza diventava una sorta di punto di riferimento. I modelli sceglievano l’opzione più “votata”, sviluppando così un comportamento di coordinamento collettivo che ricorda meccanismi osservabili anche in natura, dagli stormi di uccelli ai banchi di pesci fino ai comportamenti degli esseri umani.
L’aspetto più sorprendente è che il fenomeno non si limita a piccoli gruppi. Gli esperimenti hanno mostrato forme di coordinamento anche in gruppi estremamente numerosi, composti da circa mille IA. Tra i modelli coinvolti c’erano anche sistemi avanzati come Claude 3.5 Sonnet di Anthropic e GPT-4 Turbo di OpenAI. Il meccanismo, spiegano i ricercatori, non richiede necessariamente un coordinatore umano che stabilisca le regole del comportamento collettivo. Il consenso può emergere dal semplice confronto tra le decisioni dei singoli modelli.
È proprio questo elemento a rendere il risultato interessante, ma anche delicato. Se la capacità di coordinarsi può rendere più efficienti sistemi composti da molte IA che devono collaborare, allo stesso tempo può produrre dinamiche difficili da prevedere o controllare. “Il coordinamento spontaneo potrebbe rivelarsi vantaggioso”, osservano gli autori dello studio, “ma potrebbe anche porre sfide legate alla sicurezza“. La ricerca apre quindi una questione che va oltre la semplice capacità di un singolo modello di fornire una risposta. Se sempre più sistemi di IA saranno chiamati a lavorare insieme, infatti, sarà importante capire non solo come ragiona ciascun modello, ma anche cosa accade quando molti modelli osservano le decisioni degli altri e iniziano ad adattarsi reciprocamente. Il risultato dello studio suggerisce che, in determinate condizioni, una forma di consenso può emergere senza che nessuno lo abbia imposto. Le IA, semplicemente, guardano cosa fa la maggioranza. E la seguono.
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L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād la mostra di Susanna Cascella allo Spazio F’ART
L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād
la mostra di Susanna Cascella allo Spazio F’ART
L’Aquila – Dal 21 agosto al 5 settembre 2026 (dal lun. al sab. h 17:00/20:00) lo Spazio F’ART Produzione Diffusione Formazione Arti Visive ospita “L’anima della carta o il Giardino di Shahrazād”, mostra personale di Susanna Cascella a cura di Mariano Cipollini, con il patrocinio del Comune dell’Aquila, di “Il Segno della Rinascita” e di L’Aquila 2026 Capitale Italiana della Cultura. Il programma inaugurale si apre venerdì 21 agosto alle ore 18.00 presso la Libreria Colacchi (Corso Vittorio Emanuele 5, L’Aquila), con la presentazione del catalogo dedicato all’esposizione, edito da Edizioni d’Arte Cervo Volante. Intervengono l’artista, editore e gallerista Tommaso Cascella II, l’artista Susanna Cascella, il curatore Mariano Cipollini e Donatella Giagnacovo, art director di Spazio F’ART. Alle ore 19.00 seguirà nello Spazio F’ART (Via San Francesco di Paola, 13 – L’ Aquila) l’inaugurazione della mostra.
Nei collage, nelle carte e nei tessuti dipinti di Susanna Cascella, la geometrizzazione del segno si intreccia con le suggestioni narrative delle novelle di un oriente che dialoga con l’occidente. Un lessico visivo che attinge ai rimandi naturalistici del principe del giglio minoico, alle illustrazioni fiabesche di Léon Bakst per Sergej Djagilev e ai balli plastici di Fortunato Depero, componendo un giardino di fiori e maioliche istoriate che evoca quello del paradiso di Eram.
Erede di una delle più significative dinastie artistiche italiane, la Bottega Cascella, presente da oltre un secolo sulla scena nazionale e internazionale, Susanna Cascella ne arricchisce con una voce tutta al femminile il processo creativo interdisciplinare storicamente espresso, fino a oggi, in chiave maschile.
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Tutto ok, è iPhone: cartellone rimosso, bambini salvi

Dopo le proteste, Apple ha deciso di togliere uno dei cartelloni pubblicitari di iPhone comparsi a Milano: era davvero necessario?
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Il killer di Bra e il cittadino di Varsavia. Vi racconto cent’anni di “misure attive” russe all’estero
Il 13 agosto 2026 Donald Tusk ha annunciato di aver sventato, a Varsavia, un piano per uccidere un cittadino con doppia nazionalità statunitense e ucraina, definendolo il primo tentativo attribuito a Mosca di colpire un cittadino americano sul suolo di un altro Paese Nato. È tentante leggere l’episodio come una novità assoluta, l’ennesima escalation di un conflitto che sembra non conoscere più argini. È una lettura incompleta. Quello di Varsavia è l’ultimo anello di una catena che attraversa un secolo di storia dei servizi segreti sovietici e russi, con una logica operativa sorprendentemente stabile: l’eliminazione fisica del nemico all’estero come strumento di politica di Stato, purché resti negabile.
Il paradigma nasce nel gergo stesso dei servizi sovietici, che chiamavano questa attività mokrye dela, “affari bagnati”. Il primo caso compiutamente documentato porta la firma di Pavel Sudoplatov, che diventerà l’architetto dell’intera dottrina. Nel maggio 1938, a Rotterdam, Sudoplatov consegna di persona a Yevhen Konovalets, leader del nazionalismo ucraino, una scatola di cioccolatini con un ordigno a orologeria: Konovalets muore dilaniato pochi minuti dopo. Due anni dopo lo stesso Sudoplatov organizza da Mosca l’eliminazione di Lev Trotsky: nell’agosto 1940, a Coyoacán, l’agente Nkvd Ramón Mercader, infiltratosi nella cerchia del fondatore dell’Armata Rossa, gli conficca una piccozza da alpinista nel cranio. Mercader sconterà vent’anni di carcere senza mai confessare per chi lavorasse, e riceverà comunque, in absentia, l’onorificenza di Eroe dell’Unione Sovietica. È il primo elemento costante: l’esecutore isolato e sacrificabile, protetto dal silenzio più che dalla fuga — e una regia accentrata capace di colpire, in due anni e su due continenti, i due nemici più ingombranti dello stalinismo in esilio.
Il secondo elemento costante — un apparato tecnico capace di simulare la morte naturale — matura negli anni Cinquanta con il Dipartimento 13 del Kgb, erede della struttura di Sudoplatov. È qui che si forma Bogdan Stašinski, che nel 1957 uccide a Monaco l’intellettuale ucraino Lev Rebet e nel 1959 il leader nazionalista Stepan Bandera, entrambi con una pistola spray al cianuro capace di simulare un arresto cardiaco. Quando nel 1961 Stašinski diserta consegnandosi ai tedeschi occidentali, la catena di comando svelata fino al presidente del Kgb Šelepin costringe Chruščёv a dichiarare formalmente sospesi gli omicidi mirati individuali — sospensione più diplomatica che reale, ma che segna una svolta dottrinale: da allora Mosca preferirà, quando possibile, appaltare l’esecuzione a servizi alleati o intermediari non direttamente riconducibili al Cremlino. Ai margini estremi della dottrina resta un caso che rompe la logica della negabilità invece di perfezionarla: nel dicembre 1979, nell’Operazione Storm-333, le forze speciali del Kgb assaltano il palazzo presidenziale di Kabul e uccidono il presidente afghano Hafizullah Amin, sostituendolo in poche ore con un leader gradito a Mosca — non un omicidio coperto, ma una decapitazione politica a viso aperto, funzionale a un cambio di regime.
È il modello dell’appalto a servizi alleati a spiegare il caso più noto della Guerra Fredda tarda: l’omicidio di Georgi Markov, il dissidente bulgaro della Bbc, ucciso a Londra l’11 settembre 1978 con un proiettile di ricina iniettato nella gamba dalla punta di un ombrello sul Waterloo Bridge. L’operazione fu condotta dai servizi segreti bulgari con assistenza tecnica del Kgb: tecnologia sovietica, esecuzione bulgara, negabilità totale per Mosca. Il sospettato principale, identificato solo nel 2005 grazie agli archivi desecretati di Sofia, è un cittadino italiano: Francesco Gullino, nato a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1945, reclutato dai bulgari nel 1971 e attivo per anni con copertura di antiquario e passaporto danese, nome in codice “Piccadilly”. Interrogato nel 1993 a Copenaghen, ammise la propria attività di agente ma negò ogni coinvolgimento nell’omicidio; non fu mai incriminato, poiché i fatti erano avvenuti fuori dalla giurisdizione danese e i termini per lo spionaggio erano scaduti. È morto da solo, in Austria, nel 2021, senza aver mai confessato — il monumento più compiuto alla capacità del sistema di proteggere fino alla morte naturale anche l’esecutore materiale, non solo il mandante.
Con la fine dell’Urss ci si attendeva un declino di questa prassi; è accaduto l’opposto. Il primo caso post-sovietico compiuto è quello di Zelimkhan Yandarbiyev, ex presidente ceceno in esilio, ucciso a Doha nel febbraio 2004 da un’autobomba fatta detonare da due operativi del Gru: l’unico caso dell’intera sequenza in cui gli esecutori furono arrestati, processati e condannati — da un tribunale qatariota — prima di essere rimpatriati sotto pressione diplomatica di Mosca. Il caso Litvinenko, a Londra nel 2006, rompe invece con la tradizione della negabilità tecnica: l’ex ufficiale Fsb Aleksandr Litvinenko viene avvelenato con polonio-210, isotopo rarissimo che lascia una scia radioattiva tracciabile ovunque gli esecutori siano passati. L’inchiesta pubblica britannica del 2016 ha attribuito l’operazione ad Andrei Lugovoi e Dmitrij Kovtun, giudicando “probabile” l’approvazione dello stesso Putin: un’arma così impossibile da negare da far ipotizzare che qui il messaggio politico contasse più della copertura. Lo stesso schema, tecnicamente più sofisticato, si ripete nel 2018 a Salisbury contro l’ex agente del Gru Sergei Skripal e la figlia, avvelenati con il nervino Novichok da due operativi dell’unità 29155, in un’operazione che ucciderà per esposizione accidentale anche la cittadina britannica Dawn Sturgess.
Tra Skripal e la sequenza polacca si colloca il caso di Maksim Kuzminov, il pilota russo che nell’agosto 2023 aveva disertato consegnando alle forze ucraine il proprio elicottero Mi-8. Rifugiatosi in Spagna sotto falso nome, viene trovato morto il 13 febbraio 2024 in un garage di Villajoyosa, ucciso da diversi colpi d’arma da fuoco. L’intelligence spagnola ha indicato la pista di sicari inviati da Mosca — un’ipotesi che l’Alto rappresentante Ue Borrell ha definito potenzialmente “molto preoccupante” — ma senza mai raggiungere una certezza giudiziaria: parte della stampa spagnola ha inizialmente valorizzato anche l’ipotesi di un regolamento di conti privato. Rispetto al polonio o al Novichok, l’uso di armi comuni in uno scenario che poteva passare per criminalità ordinaria disegna una terza variante di negabilità: non l’assenza di tracce di Markov, né il segnale politico dichiarato dei casi britannici, ma un’ambiguità costruita ad arte.
È in questo intreccio di registri — negabilità totale, recupero diplomatico, segnale politico dichiarato, ambiguità costruita — che si colloca la sequenza polacca degli ultimi due anni, un’ulteriore mutazione del modello, non più limitata ai soli dissidenti e disertori. Nello stesso 2024 l’intelligence statunitense scopre e comunica a Berlino un piano russo, il più avanzato di una serie più ampia contro dirigenti dell’industria della difesa europea, per uccidere Armin Papperger, amministratore delegato di Rheinmetall, il principale produttore tedesco di munizioni e mezzi corazzati per l’Ucraina — episodio riportato da fonti anonime citate dalla Cnn e mai confermato da atti giudiziari, ma non smentito da Berlino: il livello di attribuzione più debole dell’intera sequenza recente, eppure coerente con il resto del quadro. Il bersaglio, in questo caso, non è più un oppositore politico ma un manager, colpito in quanto nodo industriale della catena di rifornimento bellico occidentale. Il sabotaggio ferroviario di novembre 2025 sulla linea Varsavia-Lublino, l’omicidio del dissidente Robert Kuzovkov (Semyon Skrepetsky) nel giugno 2026 e il tentativo sventato contro il cittadino statunitense-ucraino di agosto condividono un tratto che li distingue da Mercader, Stašinski, Markov e Litvinenko: gli esecutori non sono più “illegali” addestrati per anni, ma soggetti reclutati per singole missioni via messaggistica cifrata, pagati in criptovaluta, spesso ignari del piano complessivo. È il modello che Eurojust ha documentato nell’inchiesta sui pacchi incendiari spediti nel 2024 dagli hub DHL di Lipsia e Birmingham, riconducendola al GRU dopo aver identificato ventidue sospetti definiti “persone in condizioni socio-economiche vulnerabili” — lo stesso identikit del ventinovenne arrestato a Varsavia il 7 agosto.
Questa esternalizzazione non nasce da un ripensamento dottrinale, ma da un vincolo strutturale: il numero di operazioni che Mosca deve condurre simultaneamente in Europa — contro dissidenti, industriali della difesa e infrastrutture logistiche, oggi anche contro cittadini americani — è troppo alto perché la rete storica degli “illegali”, costosa e lenta da formare, possa reggerne il ritmo. Il reclutamento per procura consente volume, ma a un prezzo: i proxy improvvisati commettono errori, lasciano tracce digitali e sono più facilmente processabili, come dimostra la rapidità con cui l’Abw ha neutralizzato il piano di agosto. La negabilità politica resta intatta — nessun documento collega mai il Cremlino all’esecutore — ma quella operativa, che per decenni ha protetto anche gli esecutori fino alla morte naturale come accadde a Gullino, si è visibilmente erosa.
Resta invece del tutto immutata la funzione politica di queste operazioni, identica da Rotterdam a Varsavia: colpire un bersaglio scomodo restando sotto la soglia che costringerebbe la Nato a una risposta collettiva, comunicando a ogni dissidente o disertore che nessuna distanza costituisce una protezione reale. Cambia lo strumento — una scatola di cioccolatini, una piccozza, il cianuro, un ombrello, un’autobomba, il polonio, il Novichok, una pistola comune, oggi un sicario pagato in bitcoin — ma non la convinzione, che attraversa un secolo di storia sovietica e russa, che l’eliminazione del nemico all’estero sia una prerogativa legittima dello Stato, purché nessuno possa mai provarlo fino in fondo. Non stupisce, in questa luce, che il sospetto esecutore materiale dell’omicidio Markov fosse un cittadino italiano mai realmente indagato dall’Italia: un promemoria di quanto sia stata a lungo permeabile — e lo resti, su scala oggi molto più ampia — la capacità del controspionaggio occidentale, italiano compreso, di intercettare per tempo il reclutamento dei propri cittadini da parte di servizi ostili operanti sotto copertura commerciale. È lo stesso interrogativo, aggiornato alla scala del reclutamento digitale di massa, che oggi impone alle magistrature e ai servizi di Polonia, Germania, Lituania e Italia una cooperazione multilaterale sempre più stretta, coordinata da Eurojust, per intercettare in tempo reale una rete di proxy che nessun singolo Paese può più sorvegliare da solo.
“Grazie Ethiopian per avermi rotto la carrozzina, è inutilizzabile. Peggior volo della mia vita, per noi sono le nostre gambe, la nostra libertà”: la rabbia di Manuel Bortuzzo
Quello che doveva essere il rientro da una vacanza tra Zanzibar e la Tanzania si è trasformato in una brutta sorpresa per Manuel Bortuzzo. Il nuotatore, di ritorno da un viaggio in Africa insieme alla fidanzata Serena Padovano, si è ritrovato davanti alla propria sedia a rotelle danneggiata al momento della riconsegna dei bagagli dopo il viaggio in aereo con la compagnia Ethiopian Airlines. Bortuzzo ha raccontato l’accaduto sui social, prima attraverso alcune storie e poi con un post corredato da fotografie e video che mostrano le condizioni della carrozzina. Nel suo messaggio ha spiegato di aver scelto di rendere pubblica la vicenda anche dopo aver ricevuto numerose testimonianze da parte di altre persone che gli hanno raccontato esperienze simili.
Bortuzzo ha spiegato che una carrozzina deve essere considerata qualcosa di estremamente delicato e importante per chi ne ha bisogno: “Ho fatto delle storie a riguardo ma è giusto fare un post perché questo deve rimanere. Mi avete scritto in tanti raccontandomi le vostre disavventure e queste cose NON devono succedere. Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata e va trattata con rispetto e cura. Sono le nostre gambe, la nostra libertà. Non è accettabile che nel 2026 vengano trattate con tale superficialità”.
Nel suo sfogo ha sottolineato anche un altro aspetto: la situazione avrebbe potuto essere molto più grave se il danno fosse avvenuto durante il viaggio di andata: “Fosse successo all’andata ? Come facevo 8 giorni lì così? La carrozzina è inutilizzabile. Mettiamoci nei panni di chi invece al ritorno da un viaggio aveva solo questa per vivere e svolgere le azioni quotidiane, in che situazione di disagio assurdo si trovava? Per la gravità della cosa tutto questo non può passare inosservato”.
Il suo messaggio si chiude con un appello a non lasciare cadere la questione: se per lui la situazione può essere stata risolta, non tutti hanno le stesse possibilità e lo stesso margine di sicurezza: “Ripeto, io sono fortunato, ma è giusto parlarne per tutte quelle persone che questa fortuna non ce l’hanno”, ha concluso Bortuzzo.
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Dal sogno al set: il percorso di Luigi Zeno nella nuova generazione di attori italiani tra Netflix e Rai
Dal sogno al set: il percorso di Luigi Zeno nella nuova generazione di attori italiani tra Netflix e Rai
A soli 19 anni, Luigi Zeno ha già ricevuto diversi riconoscimenti come Miglior Giovane Attore, affiancando al percorso artistico anche un impegno costante nel sociale, in particolare nella sensibilizzazione dei più giovani contro il bullismo.
Premi e riconoscimenti che, tuttavia, il giovane interprete considera soprattutto uno stimolo a continuare.
«Ricevere un premio è una grande emozione, perché significa che qualcuno ha apprezzato quello che hai fatto. Ma il giorno dopo bisogna ricominciare. In questo mestiere penso che non si finisca mai di studiare e di migliorarsi».
Ed è forse proprio questo il momento in cui il percorso di Zeno comincia a cambiare dimensione: dai riconoscimenti ottenuti come giovane interprete al confronto con produzioni destinate a un pubblico nazionale e internazionale.
Il 22 settembre arriverà su Netflix Minerva – La Scuola, la serie che segna una svolta nella sua carriera e che conferma Luigi come uno dei talenti più promettenti del panorama nazionale.
Le radici del talento: Cinema Fiction, Antonio Acampora e Armando Ciotola
Dietro ogni giovane talento c’è sempre qualcuno che ha saputo vederlo prima degli altri.
Per Luigi, queste figure sono Antonio Acampora e Armando Ciotola, professionisti di Cinema Fiction che hanno creduto in lui quando tutto era ancora da costruire.
Luigi lo ripete spesso:
«Mi hanno insegnato rispetto, disciplina, professionalità. Sono persone che porterò sempre nel cuore.»
Il loro sostegno ha rappresentato un punto di partenza fondamentale, un trampolino che ha permesso a Luigi di crescere con solidità e consapevolezza.
Minerva – La Scuola: un personaggio che vive negli sguardi
In Minerva – La Scuola, Luigi interpreta un personaggio complesso, enigmatico, che comunica più con gli occhi che con le parole.
«In questo ruolo ho lavorato soprattutto sugli sguardi», racconta.
Il personaggio è uno di quelli che restano, che lasciano un segno.
Molti addetti ai lavori lo definiscano già Miglior Giovane Attore Italiano, una definizione che ritorna spesso nelle conversazioni di chi ha visto le prime immagini della serie.
Un percorso che si evolve: : attualmente sul set di una serie Rai 1
Mentre cresce l’attesa per Minerva, Luigi è già impegnato su un nuovo progetto:
una serie Rai 1, dove porta un’altra sfumatura del suo talento. Un impegno che conferma la sua versatilità e la fiducia che le produzioni italiane stanno riponendo in lui. Il suo calendario è fitto, i set si susseguono, e ogni ruolo diventa un tassello che arricchisce un percorso in continua evoluzione.
Perché Luigi Zeno è considerato Miglior Giovane Attore Italiano
- sensibilità interpretativa fuori dal comune
- capacità di lavorare sui dettagli (sguardi, silenzi, tensioni emotive)
- disciplina e professionalità sul set
- versatilità tra cinema, fiction e serie
- una crescita costante, mai casuale
- riconoscimenti e attenzione crescente da parte di registi e produzioni
Luigi non recita: vive i personaggi, li respira, li porta con sé. Ed è questo che lo rende diverso.
Verso il 22 settembre : Grande attesa
Con l’arrivo di Minerva – La Scuola su Netflix, Luigi Zeno si prepara a un nuovo capitolo della sua carriera. Un capitolo che lo conferma, ancora una volta, come Miglior Giovane Attore Italiano, classe 2007, e come uno dei volti più promettenti della nuova generazione. Il 22 settembre non sarà solo una data di uscita.
Sarà il momento in cui il pubblico potrà finalmente vedere ciò che Luigi ha costruito con dedizione, cuore e talento.
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Rinvenute 97 copie rare di Super Mario Bros. e Duck Hunt
A misura di ambiente: Irplast rende sostenibile tutto il ciclo di vita del packaging
Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
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Irplast ha varato una strategia per rendere più sostenibile tutto il ciclo di vita del packaging, con interventi che vanno dalla riduzione degli spessori al recupero degli scarti. Un progetto accelerato ora dalla relazione con Toppan, gruppo giapponese di cui fa parte dal 2025.
Irplast accelera sul packaging circolare tra nuovi investimenti e sinergie con Toppan
Il packaging è diventato uno degli snodi centrali dell’economia circolare. Non rappresenta più soltanto uno strumento di protezione, conservazione e comunicazione del prodotto, ma una leva industriale per ridurre l’impatto ambientale, preservare la qualità degli alimenti e rispondere a un quadro normativo europeo sempre più orientato alla riciclabilità, all’impiego di materiali riciclati e all’efficienza nell’uso delle risorse.
In questo scenario si inserisce il percorso di crescita di Irplast, azienda italiana specializzata nella produzione di film Bopp (polipropilene biorientato) a stiro simultaneo, etichette e nastri adesivi stampati. Con soluzioni in polipropilene sostenibili e progettate per essere riciclate, l’azienda si propone come partner industriale per i brand che intendono evolvere verso modelli di packaging più circolari, senza rinunciare alle prestazioni tecniche richieste dal mercato.
Nel 2025 la società è entrata nel gruppo giapponese Toppan ed è guidata da Fausto Cosi, amministratore delegato e presidente. “L’ingresso nel gruppo Toppan ha ulteriormente rafforzato la nostra visione, accelerando un piano di sviluppo fondato su tre direttrici strategiche: leadership tecnologica, transizione green e valorizzazione delle sinergie industriali internazionali”, spiega Cosi. “Un percorso che punta a consolidare il posizionamento di Irplast sui mercati europei e globali, facendo leva su innovazione di prodotto, capacità industriale e sostenibilità”.
Un investimento da oltre 60 milioni di euro
Elemento centrale di questa strategia riguarda lo stabilimento di Atessa, in Abruzzo, dove Irplast ha installato una nuova linea produttiva realizzata da Brückner Maschinenbau, azienda specializzata negli impianti industriali per la produzione di film plastici ad alte prestazioni. L’impianto utilizza la tecnologia Lisim, che consente di stirare simultaneamente il film in polipropilene nelle due direzioni, longitudinale e trasversale, migliorandone uniformità, resistenza e prestazioni tecniche.
La nuova linea, ha spiegato Cosi, è destinata a produrre fino a 30mila tonnellate di film Bopp per applicazioni innovative e sostenibili ad alto valore aggiunto. L’investimento, da 63 milioni di euro, sosterrà in particolare lo sviluppo di strutture monomateriale in polipropilene, progettate per essere più facilmente riciclabili e coerenti con l’evoluzione della normativa europea sugli imballaggi. L’aumento della capacità produttiva permetterà inoltre di rispondere alla domanda di soluzioni replicabili su scala industriale, conformi ai futuri requisiti normativi e capaci di integrare materiale riciclato. In questa direzione si inserisce la gamma Irplast Loop, realizzata con plastica riciclata post-consumo certificata, che rappresenta uno degli esempi più concreti dell’approccio dell’azienda alla circolarità del packaging.
Il packaging flessibile alla prova della riciclabilità
L’integrazione tra il know-how di Irplast e la tecnologia di Toppan ha portato allo sviluppo di una confezione (pouch) flessibile monomateriale in polipropilene, destinata, tra gli altri utilizzi, ai settori alimentare e pet food, progettata per semplificare il riciclo rispetto alle tradizionali strutture composte da materiali differenti. La struttura, interamente basata sul polipropilene, combina uno strato esterno in Bopp, una barriera trasparente ultrasottile e uno strato sigillante, mantenendo la compatibilità con il flusso di riciclo del polipropilene. La soluzione è stata sviluppata anche per resistere ai processi di sterilizzazione e garantire prestazioni di barriera comparabili a quelle delle tradizionali confezioni multistrato; un aspetto rilevante per i prodotti sensibili, nei quali protezione, conservazione e sicurezza restano requisiti prioritari.
Il passaggio da imballaggi composti da materiali diversi a strutture monomateriale rappresenta una delle principali evoluzioni del packaging flessibile. La direzione indicata dall’Unione europea è quella di favorire confezioni più semplici da riciclare e progettate fin dall’origine secondo criteri di maggiore circolarità. Questa specifica tecnologia ha ricevuto il riconoscimento Silver nella categoria dedicata al design sostenibile dell’iniziativa Save Food, promossa durante Interpack 2026 a Düsseldorf, in Germania.
Sostenibilità, investimenti e competitività
La strategia ambientale copre l’intero ciclo di vita del packaging, con interventi su riduzione degli spessori, riciclabilità e recupero degli scarti produttivi. “Irplast è pronta a contribuire alla transizione del packaging su scala globale con soluzioni all’avanguardia e un solido posizionamento competitivo”, prosegue Cosi. “La nostra cultura d’impresa si fonda sui principi di integrità e trasparenza, che guidano le attività di business e il rapporto con gli stakeholder. Il nostro impegno nelle tematiche esg si riflette anche nei processi finanziari e nelle scelte di investimento del gruppo.
La partnership con Toppan ha permesso di rafforzare competenze, accelerare lo sviluppo tecnologico e valorizzare il know-how distintivo di Irplast all’interno di una strategia internazionale più ampia. Innovazione, efficienza industriale, sostenibilità e capacità di anticipare l’evoluzione del settore rappresentano oggi le principali direttrici di crescita dell’azienda. La sfida futura di Irplast sarà cogliere nuove opportunità nei comparti più dinamici del largo consumo, come il pet food, dove cresce la domanda di confezioni pratiche e performanti, capaci di rispondere alle esigenze di converter, retailer e consumatori sempre più attenti alla sostenibilità”.
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Noicattaro (BA), bambino aggredito da un animale selvatico: tutelare i minori attraverso prevenzione, conoscenza e responsabilità
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda vicinanza al bambino di sei anni rimasto ferito nella serata di Ferragosto a Noicattaro, nel Barese, e alla sua famiglia, con l’auspicio di una pronta e completa guarigione.
L’episodio, che segue altri casi verificatisi nello stesso territorio nei primi giorni di agosto, desta seria preoccupazione e richiede la massima attenzione istituzionale. Il piccolo, ferito al torace, è stato ricoverato presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, mentre proseguono gli accertamenti per identificare con certezza l’animale responsabile.
Su questo punto è necessario mantenere rigore e prudenza. L’ipotesi che possa trattarsi di un lupo è ancora oggetto di verifica e non dovrebbe essere trasformata in certezza prima dei necessari riscontri scientifici. In una situazione che suscita comprensibile allarme, distinguere i fatti dalle supposizioni significa tutelare la comunità da informazioni imprecise e reazioni dettate dalla paura.
La decisione del sindaco di Noicattaro di limitare temporaneamente l’accesso alle aree verdi considerate maggiormente esposte e di rafforzare i controlli appare una misura prudenziale comprensibile. In presenza di un possibile pericolo, soprattutto per i minori, la precauzione costituisce uno strumento di protezione collettiva. Tuttavia, la gestione del fenomeno non può esaurirsi nella chiusura dei parchi e nei pattugliamenti straordinari.
La ripetizione degli episodi impone infatti di comprendere le condizioni che possono favorire l’avvicinamento della fauna selvatica ai centri abitati, prestando attenzione alle possibili fonti di cibo, alla gestione dei rifiuti, alle aree di confine tra città e campagna e all’efficacia dei sistemi di monitoraggio. L’emergenza deve diventare occasione per costruire una prevenzione stabile, capace di ridurre il rischio prima che si manifesti.
In questa prospettiva assume particolare importanza il lavoro congiunto avviato dalla Prefettura di Bari, dalla Regione Puglia, dal Comune, dalle autorità sanitarie e veterinarie, dalle forze dell’ordine e dagli organismi scientifici coinvolti. Una situazione così complessa richiede decisioni fondate su dati verificabili e una comunicazione pubblica chiara, capace di evitare sia l’allarmismo sia la sottovalutazione.
Anche qualora gli accertamenti confermassero che si tratta di un lupo, sarebbe necessario mantenere lo stesso equilibrio. La tutela della biodiversità è un valore fondamentale, ma non può impedire interventi tempestivi quando un animale selvatico manifesta comportamenti anomali e potenzialmente pericolosi in luoghi frequentati dalle persone. Allo stesso tempo, il comportamento di un singolo esemplare non può alimentare una rappresentazione indiscriminatamente ostile dell’intera specie. Sicurezza delle persone e protezione dell’ambiente non sono principi contrapposti, ma responsabilità che le istituzioni devono saper conciliare.
Quanto sta accadendo a Noicattaro presenta inoltre una significativa dimensione educativa. Conoscere il territorio e sapere come comportarsi in presenza di fauna selvatica sono strumenti concreti di cittadinanza responsabile. La scuola, con il contributo delle competenze scientifiche e istituzionali presenti sul territorio, può aiutare bambini e ragazzi a comprendere perché un animale selvatico non debba essere avvicinato o alimentato, come segnalare un avvistamento e quale significato abbiano le disposizioni adottate dalle autorità.
Educare alla biodiversità non significa generare paura, ma fornire conoscenze adeguate per comprendere la natura nella sua complessità. Occorre evitare tanto l’idea dell’animale selvatico come minaccia permanente quanto quella, altrettanto fuorviante, di una natura sempre innocua e priva di rischi.
Merita attenzione anche il rispetto delle disposizioni adottate a tutela della pubblica incolumità. Se sarà confermato che l’area dell’ultima aggressione era già sottoposta a restrizioni, sarà necessario richiamare la responsabilità dei cittadini, ma anche verificare che i divieti siano comunicati in maniera chiara, visibile e accompagnati da controlli adeguati. La prevenzione è efficace soltanto quando istituzioni e comunità condividono consapevolmente le rispettive responsabilità.
Il CNDDU auspica pertanto che il lavoro della task force istituita in Prefettura non si limiti alla gestione dell’emergenza, ma conduca a una strategia territoriale stabile, nella quale monitoraggio scientifico, prevenzione, informazione pubblica ed educazione ambientale siano parte di un’unica azione. Gli accertamenti genetici e scientifici dovranno inoltre chiarire quale animale sia coinvolto e se i diversi episodi siano riconducibili allo stesso esemplare, così da consentire interventi proporzionati e fondati sulle evidenze.
Il caso di Noicattaro ricorda che la convivenza tra comunità umane e fauna selvatica non può essere affidata all’improvvisazione. Richiede conoscenza, responsabilità e capacità di intervenire prima che il rischio diventi emergenza. Proteggere un bambino e tutelare la biodiversità appartengono alla stessa idea di civiltà: garantire la sicurezza delle persone senza rinunciare a custodire responsabilmente l’ambiente.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che da questa vicenda possa nascere una risposta istituzionale capace di guardare oltre l’urgenza del momento, trasformando una situazione di allarme in un’occasione concreta per rafforzare la cultura della prevenzione, della conoscenza e della responsabilità condivisa.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU
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CLIMA: ITALIA BRUCIA VENTIDUE MILIARDI DI EURO CAUSA ONDATE DI CALORE
“I fiumi che si abbassano a livelli che non si vedevano da decenni, gli incendi, il calo della produttività del lavoro, le tariffe elettriche che schizzano verso l’alto: le ondate di calore costano, soprattutto quando sono lunghe e intense come quelle che l’Europa ha sperimentato quest’estate. A fare i conti è Triodos Bank, istituto di credito olandese, tra le principali banche etiche della Ue: il caldo estremo brucerà l’1% del Pil europeo, l’equivalente di 180 miliardi di euro. Per l’Italia, che è tra i Paesi più esposti, insieme a Germania e Francia, l’1% del Pil corrisponde circa al valore dell’ultima legge di Bilancio, 22 miliardi di euro. (…) «Di fronte a una sfida di questa portata — ammette il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin — dobbiamo fare sistema, costruendo un modello integrato e coordinato dal Mase». Solo per l’agricoltura, calcola Coldiretti, «il danno economico di questa stagione rovente supera già i tre miliardi di euro», ma «potrebbe ulteriormente aggravarsi se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare». C’è poi l’impatto sul lavoro: non soltanto lo stop imposto a diverse attività nelle ore più calde, ma anche la mancanza di sonno e l’affaticamento dovuti al caldo (…)”, si legge su La Repubblica. “L’impatto sulla salute va ben oltre il lavoro: finora si contano 25 mila morti attribuite al caldo in Europa. (…) E la siccità, oltre a distruggere i raccolti, rende i fiumi non navigabili: a Kaub, in Germania, vicino a Colonia, il Reno si è ridotto al lumicino, un livello di pochi centimetri, che non si vedeva dal 1880. Il Reno è un’arteria fondamentale per l’industria europea, e non è facile trovare alternative, con la crisi di Hormuz che ha fatto esplodere i prezzi dei carburanti. (…) il caldo ha aggravato gli effetti della chiusura dello stretto, per via dell’uso massiccio degli impianti di raffreddamento, e per lo stop obbligato degli impianti idroelettrici, ma anche di quelli nucleari, che hanno bisogno di acqua per la refrigerazione. Ma in inverno, avverte l’ultimo report di Oxford Economics, potrebbe andare anche peggio, perché, nonostante gli sforzi degli ultimi due anni, le scorte di gas sono al minimo. Una situazione che rende l’Europa ricattabile rispetto alla Russia, che fornisce ancora il 15% delle importazioni”, continua il giornale. (
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Ferrari Luce venduta a 40 milioni: record all'asta
Europei di nuoto: chiude il triplete di Quadarella, una grande Italia saluta Parigi
PRINCIPESSA COSTANZA 2026, TUTTE LE CURIOSITÀ SULL’ASSALTO AL CASTELLO
PRINCIPESSA COSTANZA 2026,
TUTTE LE CURIOSITÀ SULL’ASSALTO AL CASTELLO:
DALLA “REGIA CINEMATOGRAFICA” ALLE “PROVE IN DIRETTA”
La Principessa Costanza 2026 ha chiuso i battenti, ma c’è uno spettacolo sul quale vale la pena tornare. Perché dietro quei minuti capaci, per tre notti, di tenere migliaia di persone con gli occhi rivolti verso Castello Macchiaroli c’è molto più di quello che il pubblico vede. È l’Assalto al Castello, momento clou di “Alla Tavola della Principessa Costanza”, diventato negli anni un vero evento nell’evento e capace di contribuire in maniera determinante a proiettare la manifestazione organizzata dalla Pro Loco Teggiano ben oltre i confini del Vallo di Diano.
Ma come nasce l’Assalto al Castello? Come si costruisce uno spettacolo che coinvolge oltre cento persone? Come vengono utilizzati gli spazi del Castello? E soprattutto: qual è il messaggio che si nasconde dietro battaglie, spari, luci, musica e fuochi d’artificio? A raccontarlo, a manifestazione conclusa, sono la presidente della Pro Loco Teggiano Concettamaria Cantelmi e il direttore artistico Giancarlo Guercio, tornando proprio nel luogo che per tre sere ha rappresentato il grande palcoscenico conclusivo della Diano del 1480.
Per Guercio la chiave utilizzata per costruire l’Assalto è stata volutamente cinematografica. Il Castello Macchiaroli non è soltanto lo sfondo dello spettacolo, ma diventa esso stesso parte della rappresentazione: balconi, mura, cancello e terrazzi sono utilizzati contemporaneamente e popolati da attori e figuranti. La difficoltà consiste nel far interagire azioni che avvengono in punti differenti e nel condurre lo sguardo dello spettatore esattamente dove la storia richiede. “La chiave cinematografica –spiega Giancarlo Guercio– si è rivelata forse ancora più adatta rispetto a quella teatrale per creare uno storytelling, quasi una sceneggiatura cinematografica. Attraverso l’occhio di bue e particolari effetti tecnici abbiamo cercato di guidare lo sguardo dello spettatore, creando quasi dei frame cinematografici. Quest’anno credo che il risultato sia stato ancora più interessante: tutto era maggiormente amalgamato e siamo riusciti a focalizzare meglio gli spazi e le singole scene, dando maggiore valore alle diverse azioni”. Un risultato possibile grazie a una complessa macchina nella quale componente artistica e componente tecnica devono procedere perfettamente insieme. Attori, figuranti, popolo, tecnici e Pistonieri Santa Maria del Rovo diventano tasselli di un unico grande quadro scenico, capace di utilizzare l’intera estensione del Castello.
A rendere ancora più sorprendente il risultato finale c’è un particolare che il pubblico difficilmente può immaginare: una prova generale completa dell’Assalto al Castello, prima dell’inizio della manifestazione, di fatto non è possibile. Alcuni dei gruppi coinvolti, come i Pistonieri Santa Maria del Rovo, raggiungono Teggiano soltanto a ridosso dell’11 agosto e tutti i protagonisti della rappresentazione riescono a ritrovarsi insieme soltanto alla vigilia dell’evento. Le diverse componenti lavorano e si preparano anche precedentemente, ma senza la possibilità di provare anticipatamente l’intero spettacolo con tutti i suoi protagonisti. Per questo la prima serata diventa essa stessa una sorta di prova generale in diretta: oltre cento persone devono muoversi in maniera coordinata tra mura, balconi, terrazzi e spazi intorno al Castello, sincronizzandosi con recitazione, luci, musica ed effetti scenici. Un meccanismo estremamente complesso, che può funzionare soltanto grazie alla professionalità, alla disponibilità e alla capacità di coordinamento di tutti coloro che ne fanno parte.
Ed è proprio la dimensione collettiva uno degli aspetti sui quali insiste la presidente Concettamaria Cantelmi. La prima sera rappresenta inevitabilmente anche il momento nel quale tutti i protagonisti si ritrovano contemporaneamente sulla scena; poi, replica dopo replica, movimenti, tempi e azioni vengono ulteriormente perfezionati. “I nostri figuranti e tutti i ragazzi che collaborano alla realizzazione dell’Assalto –sottolinea la presidente– sono diventati bravissimi, quasi dei professionisti, e riescono a immedesimarsi completamente nelle dinamiche dello spettacolo. Grazie al lavoro di tutti, insieme alla direzione artistica di Giancarlo, riusciamo a dare vita a uno spettacolo completo e immersivo, che credo rappresenti un’esperienza unica per chi vi assiste”.
Ma sarebbe riduttivo leggere l’Assalto soltanto attraverso la sua spettacolarità. Dietro l’azione scenica c’è infatti un messaggio che assume un significato particolarmente attuale. Un ruolo fondamentale è affidato alla Dama Bianca, personaggio introdotto nella precedente edizione e confermato quest’anno dopo il grande apprezzamento ottenuto dal pubblico. La Dama Bianca apre e chiude l’Assalto, creando una sorta di struttura circolare della narrazione. Ed è proprio nel suo ritorno finale che lo spettacolo cambia prospettiva: dopo la violenza dell’assedio, il pubblico viene invitato a riflettere su ciò che ha appena visto.
Due parole sintetizzano questo percorso: barbarie e armonia. “Nella prima parte –evidenzia Giancarlo Guercio– c’è una parola fortemente marcata: barbarie. Nell’ultima parte ce n’è un’altra: armonia. La Dama Bianca ritorna alla fine dell’assedio e invita a riflettere su una coscienza collettiva. La storia ci offre testimonianze dalle quali possiamo ancora imparare. Oggi credo sia fondamentale acquisire consapevolezza rispetto a quello che vogliamo essere nel mondo e nella vita, soprattutto perché i tempi che stiamo vivendo richiedono riflessioni di questo tipo”.
Così uno spettacolo che parte da una vicenda del Quattrocento riesce a parlare anche al presente. L’assedio, la battaglia e la paura non diventano una celebrazione della guerra, ma il punto di partenza per arrivare al suo contrario: alla necessità dell’incontro, della convivenza e dell’armonia.
E forse è anche questo uno dei motivi per i quali l’Assalto al Castello continua a esercitare un richiamo così forte: nell’ultima serata, vedere Piazza Portello e l’intera area intorno al Castello gremite di persone, nonostante i capricci del meteo, ha rappresentato una delle soddisfazioni più grandi dell’edizione appena conclusa.
Fondamentale per la riuscita della manifestazione è la collaborazione tra la Pro Loco Teggiano e le istituzioni. Il finanziamento ottenuto dalla Regione Campania, con il particolare impegno del presidente della Commissione Bilancio Corrado Matera, ha consentito anche quest’anno di realizzare e valorizzare l’Assalto al Castello, uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione. Accanto all’Amministrazione Comunale di Teggiano guidata dal sindaco Michele Di Candia e alla Regione Campania, hanno sostenuto l’evento -tra gli altri- la Camera di Commercio di Salerno, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Diocesi di Teggiano-Policastro e la Banca Monte Pruno.
La 31ª edizione è terminata il 13 agosto. Ma alla Pro Loco Teggiano il lavoro non si ferma: “Dal giorno dopo –conclude la presidente Concettamaria Cantelmi– si comincia già a pensare all’anno successivo. Appena termina un’edizione iniziamo a ragionare su ciò che può essere sviluppato e migliorato e sulle novità da introdurre. Perché, in fondo, Costanza non finisce mai”.
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“La chiave del mistero è in quel nastro in cui si sente la voce di Orlandi. Un poliziotto disse a De Pedis che il corpo di Emanuela era finito in una betoniera”: gli elementi inediti nel nuovo libro
“1983”: il titolo del nuovo libro (edito da Baldini e Castoldi) del giornalista di inchiesta Gian Paolo Pelizzaro evoca quello di un cult di fantascienza ma racconta una vicenda più che reale, per quanto non meno oscura del romanzo di George Orwell. “1983” (con la prefazione del giudice Ilario Martella) raccoglie la più ampia e dettagliata indagine sul mistero delle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Nel libro c’è tutta l’istruttoria del giudice Ilario Martella sull’attentato a Papa Giovanni Paolo II e i punti chiave in cui la sua inchiesta intreccia i casi Orlandi e Gregori.
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Droni lanciati dall'Iran attaccano l'ufficio del premier del Kurdistan in Iraq
“INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA”
Prosegue con successo la rassegna “INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA”, con il prossimo appuntamento in programma il 23 agosto alle ore 21.00 a Diano Marina (Imperia), presso il Molo delle Tartarughe (Lungomare E. Carcheri – ingresso libero), insieme a LUCA BARBAROSSA.
Durante la serata, il cantautore, tra i più amati della scena italiana e autore di brani iconici come “Roma spogliata”, “Via Margutta” e “Portami a ballare”, con cui ha conquistato il Festival di Sanremo, dialogherà anche con Nadia Schiavini, incontrando il pubblico tra musica, racconti personali e riflessioni sul mestiere del cantautore e presentando il suo libro “Cento storie per cento canzoni” (La Nave di Teseo).
«Domenica sera non assisteremo solo a un concerto, bensì a un vero e proprio dialogo tra il poliedrico Luca Barbarossa e la nostra comunità, un’occasione per esplorare le radici profonde della canzone d’autore italiana con la guida di Stefano Senardi e Maurilio Giordana – dichiara il Sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi – La sua presenza arricchisce la nostra rassegna ‘Incontri Ravvicinati con la Musica’, confermando Diano Marina come palcoscenico vibrante per la cultura e la musica di qualità».
«Sono molto contento che venga Luca Barbarossa, che considero un amico oltre che un grandissimo artista – afferma Stefano Senardi – Abbiamo avuto modo di incontrarci diverse volte, anche in occasione del Premio Alassio per la Musica, che ho avuto l’onore di consegnargli nel 2024. Sono stato inoltre ospite di Radio2 Social Club e ci siamo rivisti recentemente a Lecce, durante la presentazione del mio libro nell’ambito della rassegna Fandango Live. È una bella persona ed è sempre un grande piacere incontrarlo e condividere momenti legati alla musica e alla cultura».
Il 9 settembre la rassegna si concluderà con Fabio Concato, cantautore raffinato e tra i più apprezzati del panorama italiano, che porterà sul palco la sua inconfondibile sensibilità interpretativa e una scrittura poetica capace di unire intimità e immediatezza. In questa occasione interpreterà alcuni dei suoi brani più celebri e amati, offrendo al pubblico un viaggio musicale ricco di emozioni, racconti e melodie che hanno segnato la storia della canzone italiana.
Ideata e curata da Stefano Senardi e organizzata in collaborazione con Intersuoni BMU Music di Ettore Caretta, la rassegna prevede degli incontri, che offrono sia esibizioni dal vivo sia momenti di dialogo, con un rinomato e sempre diverso protagonista della musica italiana. In ciascuno di questi appuntamenti ogni artista eseguirà alcuni dei suoi brani più celebri e parteciperà a coinvolgenti incontri con il pubblico ripercorrendo alcuni momenti fondamentali della propria carriera e della propria esperienza creativa insieme a Stefano Senardi e a Maurilio Giordana di Radio Onda Ligure, che modererà gli incontri.
La manifestazione, promossa dal Comune di Diano Marina e dal Sindaco Cristiano Za Garibaldi, è organizzata da Intersuoni BMU e gode del patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, del Club Tenco e di Rockol.
L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti, offrendo l’opportunità a tutti i cittadini e ai visitatori interessati di partecipare.
La rassegna “INCONTRI RAVVICINATI CON LA MUSICA“ mira a promuovere e valorizzare la cultura musicale e il patrimonio artistico italiano stimolando il dialogo e il confronto tra pubblico e artisti nell’ambito della canzone d’autore, far conoscere Diano Marina e il suo territorio non solo come meta turistica per le spiagge e il mare ma anche per la sua vivace scena culturale.
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Malaysia to scrap 55-year-old university law, but will campus reform follow?

Bdl Studio: come gestire le nuove sfide della compliance in azienda
Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Small Giants. Abbonati!
“Le aziende ci chiedono di individuare i rischi prima che si trasformino in costi”. Andrea Di Francesco, of counsel di Bdl Studio Legale e responsabile del dipartimento Employment, riassume così l’evoluzione del ruolo dell’avvocato d’impresa negli ultimi trent’anni. Di Francesco ha costruito la propria carriera in primari studi legali nazionali e internazionali specializzandosi in diritto del lavoro.
Il valore di anticipare il rischio
Oggi l’avvocato racconta un cambio di prospettiva evidente: “la consulenza giuslavoristica deve entrare nelle decisioni strategiche delle imprese molto prima che emerga una controversia”. La crescente complessità normativa, l’attenzione alla compliance, la necessità, per le aziende, di gestire in modo più efficiente il rischio operativo. Sono i fattori alla base del cambiamento.
Bdl, realtà con sedi a Roma e Milano, riunisce circa quaranta professionisti attivi in numerose aree del diritto, dal societario al bancario, dall’antitrust alle telecomunicazioni, fino al farmaceutico e al diritto sportivo. Una struttura multidisciplinare che consente di affrontare le esigenze delle imprese in modo trasversale, “soprattutto quando le questioni giuslavoristiche si intrecciano con operazioni straordinarie, processi di crescita o trasformazioni organizzative”.
Di Francesco coordina un team di professionisti dedicati al diritto del lavoro e alle relazioni industriali. L’attività si sviluppa lungo l’intero ciclo di vita del rapporto di lavoro: organizzazione aziendale, relazioni sindacali, gestione del contenzioso, licenziamenti individuali e collettivi, operazioni di fusione e acquisizione, due diligence giuslavoristiche e consulenza al top management.
La prevenzione
La richiesta più frequente da parte delle aziende riguarda la prevenzione. Questo perché “i rischi non sono soltanto giudiziari, ma anche economici. Una consulenza continuativa consente alle aziende di progettare le proprie iniziative nel rispetto del quadro normativo e di evitare costi imprevisti”. L’obiettivo di medio e lungo termine è “costruire percorsi conformi alla normativa e sostenibili nel tempo”.
Tra i temi che stanno occupando maggiormente l’agenda delle imprese c’è l’attuazione della direttiva europea sulla trasparenza salariale. Un passaggio che, secondo l’avvocato, richiede soprattutto un lavoro di analisi interna. “La vera sfida è mappare correttamente competenze, ruoli e livelli retributivi”. Un percorso destinato a incidere sulle politiche di gestione delle risorse umane e sui sistemi di remunerazione.
Altri fronti aperti riguardano l’IA: “occorrerà coniugare la digitalizzazione aziendale con la visione antropocentrica della direttiva europea e della normativa italiana”, e il dumping contrattuale, particolarmente rilevante negli appalti, foriero di contenzioso. “Molte aziende chiedono supporto nella scelta giusta dei contratti collettivi da applicare coerenti con il settore di riferimento” e il recente decreto primo maggio sul “salario giusto” potrebbe dare qualche utile indicazione in tal senso.
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Rio nell’Elba, concerto dedicato a Ennio Morricone in piazza
RIO NELL’ELBA – Un grande concerto dedicato a Ennio Morricone andrà in scena mercoledì (19 agosto) alle 21,30 in Piazza del Popolo. La serata rappresenta il quinto appuntamento della rassegna ‘Immagina… Rio Elba’, promossa dall’Amministrazione comunale di Rio.
Lo spettacolo tributo, intitolato ‘Sillabe di… Morricone’, vedrà sul palco un organico di oltre venti musicisti dell’Orchestra Massimo de Bernart, affiancato dalla voce solista di Myriam Belfiore. A guidare l’esecuzione sarà il maestro Mario Menicagli, direttore artistico della stagione estiva, che affiancherà alla direzione d’orchestra il ruolo di voce narrante.
Il format non sarà una semplice esecuzione delle celebri colonne sonore del Premio Oscar romano, ma un vero viaggio guidato nella storia del Novecento. Attraverso interventi e aneddoti sui contesti sociali, politici e culturali in cui sono nate le pellicole, il narratore affronterà temi quali le contraddizioni del cinema western, i movimenti giovanili degli anni Sessanta e le discriminazioni giudiziarie nell’America degli anni Venti. Il programma musicale includerà brani di Giù la testa, Sacco e Vanzetti, Per qualche dollaro in più, Per un pugno di dollari, Il buono, il brutto e il cattivo, C’era una volta il West, La piovra e C’era una volta in America.
L’evento proporrà così una narrazione in cui la musica per immagini diventa la chiave di lettura per una lezione divulgativa di storia contemporanea sotto le stelle. Per consultare il calendario della rassegna e le informazioni sul territorio è possibile visitare i portali ufficiali del Comune di Rio e di Visitelba.

ROSSELLA CAPPADONE PORTA A BORGO SONORO IL SUO PERSONALE OMAGGIO A ORNELLA VANONI, CON DUE DEI SUOI STORICI MUSICISTI
ROSSELLA CAPPADONE PORTA A BORGO SONORO IL SUO PERSONALE OMAGGIO A ORNELLA VANONI, CON DUE DEI SUOI STORICI MUSICISTI
Giovedì 20 agosto a Montecastello, Comune di Mercato Saraceno, le canzoni più amate della grande cantante milanese rilette attraverso nuovi arrangiamenti, insieme a due musicisti che hanno condiviso il suo percorso artistico
Montecastello di Mercato Saraceno (FC) 17 AGOSTO 2026 – Borgo Sonoro arriva a Montecastello, in Piazza della Libertà, con una serata dedicata a Ornella Vanoni, una delle voci più importanti e riconoscibili della musica italiana. Giovedì 20 agosto sarà Rossella Cappadone, cantante, chitarrista e interprete attiva tra musica d’autore e jazz, a portare sul palco il progetto “Un filo di trucco, un filo di tacco” – Omaggio a Ornella Vanoni.
Una serata che acquista un significato particolare grazie alla presenza di Nicolò Fragile al pianoforte e Francesco Corvino alla batteria, entrambi storici collaboratori di Ornella Vanoni. Con loro sul palco ci sarà Max Laganà, al basso e contrabbasso.
Il concerto attraverserà alcune delle pagine più amate del repertorio della grande cantante milanese, da Senza fine a L’appuntamento, da La musica è finita a Domani è un altro giorno. Canzoni che appartengono alla memoria collettiva e che saranno proposte non come una semplice riproposizione degli originali, ma attraverso nuovi arrangiamenti, pensati per valorizzare la voce e l’interpretazione di Rossella Cappadone e restituire una veste nuova a brani diventati parte della storia della canzone italiana.
La presenza di Fragile e Corvino rappresenta uno degli elementi più significativi della serata: due musicisti che hanno condiviso il percorso artistico di Ornella Vanoni portano sul palco la propria esperienza diretta accanto a un progetto che guarda al suo repertorio con rispetto, ma anche con una sensibilità contemporanea.
Per Rossella Cappadone si tratta inoltre di un ritorno a Borgo Sonoro, dove la sua presenza aveva già raccolto attenzione. A Montecastello l’artista porta un progetto costruito attorno alla forza interpretativa e alla qualità della musica dal vivo, confrontandosi con alcune delle canzoni più celebri di una protagonista assoluta della musica italiana.
Una serata, dunque, nel segno di Ornella Vanoni e delle sue canzoni, affidate a una nuova voce e a musicisti che ne hanno conosciuto da vicino il percorso artistico. Un progetto che attraversa epoche e generazioni, mantenendo intatta l’identità di un repertorio che continua ancora oggi a emozionare.
Prima del concerto, il pubblico potrà fermarsi a Montecastello per cenare allo stand gastronomico curato dalla Pro Loco di Montecastello e accompagnare la serata con i vini di Tenuta Santa Lucia.
Il concerto avrà inizio alle 21.15. Il biglietto unico è di 7 euro, oltre ai diritti di prevendita Vivaticket. In caso di maltempo, gli eventuali spettacoli annullati saranno rimborsati tramite il canale di acquisto.
Tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati sulle pagine Facebook e Instagram di Borgo Sonoro.
Il Festival è promosso dal Comune di Roncofreddo, capofila del progetto, insieme ai Comuni di Borghi, Longiano, Mercato Saraceno, Savignano sul Rubicone e Sogliano al Rubicone, con il contributo della Regione Emilia-Romagna (L.R. 21/23), Romagna Iniziative, Romagna Acque e Concessionaria Moreno, nell’ambito del cartellone regionale Montagna Mia – I Festival dell’Appennino.
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Terremoto in Colombia: lo stadio El Campín diventa un gigantesco hub per gli aiuti umanitari
© RaiNews
Lucio Dalla, spettacolo-tributo al grande cantautore, con Lorenzo Campani alla voce
Lucio Dalla, spettacolo-tributo al grande
cantautore, con Lorenzo Campani alla voce
Mont’Alfonso sotto le stelle
Martedì 18 agosto 2026 – ore 21
Fortezza di Mont’Alfonso – Castelnuovo di Garfagnana (Lucca)
LA SERA DEI MIRACOLI
Omaggio a Lucio Dalla
Da “Com’è profondo il mare” a “L’anno che verrà”, da “Caruso” a “4 marzo 1943”.
Lucio Dalla, ovviamente. Dopo il trionfale tour che ha emozionato oltre 15.000 spettatori, approda martedì 18 agosto a Castelnuovo di Garfagnana “La sera dei miracoli”, lo spettacolo tributo al grande cantautore scomparso.
Cuore pulsante del live sarà la voce di Lorenzo Campani, già interprete di Quasimodo e Clopin nel musical “Notre Dame de Paris” oltre che collaboratore di Ligabue e Vasco Rossi, a conferma di una versatilità e una presenza scenica eccezionali. Ad affiancarlo sul palco sarà una band di prim’ordine che allinea Luigi Buggio alle tastiere e alla direzione artistica, Marco Vattovani alla batteria, Alessandro Leonzini al basso, Marco Locatelli e Ivan Geronazzo alle chitarre. Lo spettacolo è impreziosito da una scenografia suggestiva e da un avvincente show di luci.
Lucio Dalla è stato un cantautore, musicista e attore di straordinario talento. Con le sue canzoni, caratterizzate da testi poetici e melodie avvolgenti, ha raccontato storie di vita quotidiana e temi universali, conquistando il cuore di diverse generazioni. Con successi come “Futura”, “Attenti al lupo” e “Piazza Grande” ha saputo innovare e sperimentare, lasciando un’eredità musicale inestimabile che continua a ispirare artisti e appassionati di musica in tutto il mondo; brani sempre attuali e commoventi, che ora avremo modo di riascoltare dal vivo in un evento imperdibile.
Concerto nell’ambito del festival Mont’Alfonso sotto le stelle. I biglietti (posti numerati da 17,25 a 28,75 euro) sono disponibili su ticketone.it (tel. 892.101), nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita – tel. 055.210804) e alla Pro Loco di Castelnuovo di Garfagnana, dove è possibile acquistare (anche a distanza con bonifico bancario) i biglietti riservati a persone con disabilità.
PROSSIMI APPUNTAMENTI – Sempre alla Fortezza di Mont’Alfonso, in arrivo Giorgio Panariello con lo spettacolo “E se domani…” (20/8), Federico Buffa con “Number 23” (21/8) e Paolo Ruffini con “Il Babysitter” (24/8). Martedì 25 agosto, alla Fortezza delle Verrucole di San Romano in Garfagnana, si recupera il concerto dei Gatti Mézzi previsto per lo scorso 6 agosto: i biglietti restano validi per la nuova data. Programma e dettagli sul sito ufficiale www.festivalmontalfonso.it.
PARCHEGGI, NAVETTE e INDICAZIONI – In occasione degli spettacoli alla Fortezza di Mont’Alfonso, sono disponibili i parcheggi della Fortezza (a 600 metri dall’ingresso) e di piazzale C. Chiappini a Castelnuovo di Garfagnana (zona impianti sportivi, si accede da via Valmaira, chi utilizza il navigatore deve impostare via Valmaira come destinazione). Dai parcheggi di piazzale C. Chiappini sarà in funzione un servizio bus navetta da/per la Fortezza di Mont’Alfonso, frequenza 15 minuti: è previsto il contributo di un euro a persona, i fondi sono destinati a progetti di assistenza e solidarietà a cura delle associazioni di volontariato di Castelnuovo di Garfagnana.
Info tel. 0583 641007 – 334 6167210 (nei giorni di spettacolo dalle ore 18.45) www.festivalmontalfonso.it – www.turismo.garfagnana.eu – www.castelnuovogarfagnana.org.
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Netanyahu indica sindaco New York come nemico di Israele, con Mojtaba, Erdogan e Qassem
Trump’s Overture to North Korea Strains Alliance With the South

© Lee Jin-man/Associated Press
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Microsoft working on Defender patch for ShieldBreak zero-day
Kingdom Hearts IV a fine 2027: arriva il mondo di Coco
Code fixers have fired up the AI warp drive. Strange new worlds await
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Contro l'aborto

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© Kathleen Flynn/Reuters
Travolto e ucciso a 33 anni, il conducente fugge: individuato dai carabinieri il pirata della strada
La strada nel buio, poco dopo le tre di notte. Paolo Pandolfi, 33 anni, stava camminando lungo via XX Settembre, a Vicopisano, nel Pisano, quando è stato travolto da un’automobile. Un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo. È morto così, nella notte tra domenica 16 e lunedì 17 agosto. Dopo l’investimento, secondo una prima ricostruzione, l’automobilista non si sarebbe fermato. L’auto avrebbe proseguito la sua corsa, lasciando sull’asfalto il giovane ferito a morte.
Quando sono arrivati i soccorsi, per Paolo Pandolfi non c’era più nulla da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di San Giovanni alla Vena, che hanno immediatamente iniziato a raccogliere elementi per ricostruire cosa è avvenuto e dare un nome al conducente. Durante i rilievi, tra i primi elementi utili è stato trovato un frammento del veicolo che potrebbe appartenere all’auto coinvolta nell’investimento. Gli investigatori hanno poi cercato altre tracce, rivolgendosi alle telecamere private presenti nella zona. Le immagini acquisite dai carabinieri avrebbero ripreso quanto accaduto e sono ora al vaglio per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare gli elementi raccolti durante i rilievi.
La svolta è arrivata nella mattinata di lunedì 17 agosto. Nel giro di poche ore gli investigatori dell’Arma sono riusciti a individuare l’automobilista ritenuto coinvolto nell’investimento. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per omicidio stradale. Saranno eseguiti i test per stabilire se chi guidava fosse in stato di alterazione per droga o alcol. Restano ancora da chiarire con precisione la dinamica dell’incidente, le circostanze dell’investimento e cosa sia accaduto immediatamente dopo l’impatto.
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How Ukraine’s Satellites Help Drive Its War Drones

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Premio Faraglioni Capri International 2026: premio a Toni Servillo.
Crediti foto: Nicolas Spiess
Sarà una serata all’insegna del cinema, del teatro, della musica e della cultura quella della 31ª edizione del Premio Faraglioni Capri International, in programma domenica 30 agosto nel suggestivo scenario del Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo, tra i luoghi più affascinanti e ricchi di storia dell’Isola Azzurra.
Protagonista assoluto dell’evento sarà Toni Servillo, uno dei più autorevoli interpreti del panorama artistico internazionale, capace di rappresentare l’eccellenza del teatro e del cinema italiano nel mondo. Al Maestro sarà conferito il prestigioso riconoscimento che, da oltre trent’anni, celebra le personalità che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della cultura, della musica, del cinema e dello spettacolo.
Prima della consegna del Premio, sarà lo stesso Toni Servillo ad offrire al pubblico un suo intervento teatrale, un momento artistico dedicato che aprirà la cerimonia e accompagnerà gli spettatori in un viaggio attraverso il suo straordinario percorso umano e professionale, rendendo ancora più intensa una serata pensata come autentico omaggio alla sua carriera.
Servillo ha accolto con emozione il conferimento del Premio Faraglioni Capri International, dichiarando: “Sono grato a Capri Arte e ai fratelli Damino per aver voluto conferirmi il Premio Faraglioni Capri International, che nelle trenta precedenti edizioni ha onorato tanti nomi prestigiosi della musica, del cinema e dello spettacolo dal vivo. Sono inoltre lieto di essere premiato in uno dei luoghi della Campania più apprezzati nel mondo per storia, cultura e bellezze naturali.”
L’omaggio del Premio Faraglioni arriva in una stagione particolarmente significativa per l’artista. Per la sua interpretazione ne La grazia di Paolo Sorrentino, Toni Servillo ha infatti conquistato la Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre al suo quinto Nastro d’Argento e al Globo d’Oro come Miglior Attore, confermando ancora una volta il suo straordinario prestigio artistico anche a livello internazionale.
A condurre la serata sarà la giornalista RAI Eleonora Daniele, tra i volti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana.
Ad arricchire il programma saranno anche gli omaggi musicali di Simona Molinari, tra le interpreti più eleganti della scena musicale italiana contemporanea, vincitrice della Targa Tenco e artista capace di fondere con raffinata personalità jazz, canzone d’autore e sonorità moderne, e del duo Ebbanesis, formato da Viviana Cangiano e Serena Pisa, protagoniste di un originale percorso artistico dedicato alla tradizione musicale napoletana. Per l’occasione proporranno alcuni brani tratti dal loro apprezzato progetto ispirato al Così fan tutte di Mozart, con adattamento di Andrej Longo e riduzione musicale di Leandro Piccioni e Mario Tronco, una rilettura originale del capolavoro mozartiano attraverso la storica tradizione della posteggia napoletana.
Il Premio Faraglioni Capri International che sarà consegnato dal Sindaco Paolo Falco, consiste in una scultura in argento raffigurante i celebri Faraglioni dell’Isola, simbolo di Capri nel mondo, fissata su una base in marmo che richiama il colore del mare caprese. Anche quest’anno, come sin dalla prima edizione, l’opera è stata realizzata dai Maestri Argentieri di Pierino Gioielli di Anacapri.
Ideato, prodotto e organizzato da Capri Arte dei fratelli Aldo e Bruno Damino, il Premio rappresenta una delle più longeve e prestigiose manifestazioni culturali italiane e continua, grazie anche alla nuova generazione della famiglia Damino, a promuovere il dialogo tra arte, spettacolo e territorio, contribuendo alla valorizzazione dell’identità culturale di Capri nel mondo.
Tra gli ospiti attesi figurano numerose personalità del mondo della cultura, del cinema, dell’imprenditoria e delle istituzioni, confermando ancora una volta il Premio Faraglioni Capri International come uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’estate italiana.
L’iniziativa si avvale del patrocinio morale e della collaborazione istituzionale della Città di Capri. Partner ufficiali della manifestazione sono il Grand Hotel Quisisana, simbolo dell’ospitalità caprese e sede storica del Premio, Polis Consulting, realtà nazionale operante nel settore della sicurezza, e Kimbo, storico Main Sponsor dell’evento e ambasciatore nel mondo della tradizione del caffè napoletano.
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In Brittany, France’s Emerald Coast Enchants With Its Beaches, Oysters and More

In Usa i super-ricchi pagano più tasse, dall'1% 38,4% dell'imposta federale su reddito
What Do Students Lose When They Stop Writing?

© Lauren Lancaster for The New York Times
Murder Drops to Historic Lows in Baltimore
How Islamophobia Moved From the Fringe to the Mainstream in Texas

© Desiree Rios for The New York Times
Preserving Hanji, the Ancient Korean Craft of Papermaking, in Ohio
At “Quasi-Public” Private Schools, 100% of Students Get Tuition Vouchers. There’s Almost No Accountability.

At some point, my reporting colleagues and I began referring to them as the “100% schools.”
We were following the money that flows from states’ public coffers into private schools through vouchers when we noticed a subset of educational facilities where tax dollars cover all or a big part of the tuition for every student.
In essence, these were schools that were funded like public schools but didn’t operate with the same oversight or transparency.
Our reporting found that these types of private schools exist throughout the country and that in Wisconsin — where I’m based — there were 39 that fell into that category during the most recent school year. Together, they were educating 7,923 children and taking in roughly $87 million from vouchers offered by the state.
Atlas Preparatory Academy in Milwaukee was a 100% school in my city that had low test scores and declining enrollment while also receiving more than $4.3 million in voucher money for 357 students in grades K-12. It was one of the first schools I dug into, and immediately some of the facts I unearthed in public documents made me curious.
There was, for instance, the money being made by its board chair, who also appeared to serve as a school administrator. His compensation was more than $150,000 in 2024.
This dual role would be prohibited at a traditional public school in Wisconsin, though there are no such rules for private schools.
In another transaction that would raise alarm in a public school setting, the same board chair’s accounting firm received tens of thousands of dollars from the school for accounting and consulting.
During my reporting, it became clear that the school’s operations were not only discordant with public school policies but with basic governing standards for nonprofits, experts told me.
More than a decade ago, a Wisconsin Department of Public Instruction research paper on what it called “choice schools” asked: “When is a private school really a public school?”
Though that question still resonates today, public officials supporting vouchers have yet to provide a clear answer.
Help ProPublica Report on Education
Have you had trouble finding a school or using a voucher-style program? Do you have concerns about schools — public or private — in your area? Help us understand how families across the country are navigating their school options.
Nor has there been any progress in Wisconsin or elsewhere in lining up the standards of private and public schools on a range of issues, even with the spectacular growth of private schools funded by taxpayer dollars.
Voucher schools, for instance, are not required to serve all children with disabilities. Public schools are.
Another major difference is transparency. In Wisconsin and elsewhere, information about public schools — good, bad or mundane — can be gleaned through open meetings, district YouTube channels and robust websites with detailed agendas, minutes, reports, statistics and information about enrollment, curriculum, special education services and more.
Districts have to abide by Wisconsin’s open records law, meaning that reams of records are available to anyone who formally requests them. Not so for the private schools. Voucher schools must, by law, have at least two opportunities a year for parents to meet with the governing board. But the schools do not have to make those meetings accessible to the general public.
In many states, private schools also don’t have to administer standardized tests or report those scores — in sharp contrast to the mandates for public schools. Wisconsin is different because it does require both students using vouchers and public school students to be tested, though parents can and do opt out.
In recent years, Atlas Prep has fared poorly on the state’s report card for schools, garnering the lowest rating: “fails to meet expectations,” or one star out of a possible five.
Not far from Atlas, Bay View High School, a public school, also has earned only one star on the state report card. Its website connects the public to the school’s improvement plan — its strategy to reduce dropouts and improve school culture — as well as information about local school council meetings and discipline methods, and about its science, technology, engineering, arts and math programming.
The Atlas Prep website includes a tab labeled “Build Your Own Curriculum.” When you click on it, nothing loads.
Though every student at the 100% schools we looked at relies on public funds for tuition, the money does not necessarily make up the institution’s total budget. The schools can take in additional revenue from investments, fundraising, grants or other means, but they are heavily dependent on tax dollars to maintain operations.
“If the choice schools are really some kind of quasi-public schools, then in keeping with national efforts to turnaround struggling schools, it may be necessary to subject low-performing choice schools to financial sanctions, turnaround efforts or even closure,” the state Department of Public Instruction suggested in its research paper.
That was back in 2011. Those types of accountability measures still do not exist.
Some key financial documents are available, however, for Wisconsin voucher schools — if you know where to look.
Annual IRS information filings for many nonprofit schools are easily obtainable through ProPublica’s Nonprofit Explorer page. And independent financial audits, required by the state, are available through the state Department of Public Instruction. I requested those for a handful of Wisconsin’s 100% schools, and I visited four.
One warm day in June, I stood in the lobby of one such school in Milwaukee, near a large fish tank. I’d sought days earlier to contact the woman running the school. An audit showed she was paying her own company rent for the building ($128,000 in one recent year). She put me off. “I’m not interested, ma’am,” she said via a phone in the foyer. “Please do not call us back again.”
On the other side of town, I rang the bell at Atlas Prep’s high school building and asked to speak to the executive director, Michelle Lukacs. I was informed she was headed to a meeting and could not speak with me.
By then, I was digging into Atlas’ finances, a process that would last several weeks and continue into July.
Over multiple emails, I shared with Lukacs what I was learning, including the compensation of the board chair, Steven E. Menden. A licensed certified public accountant, Menden had compiled the school’s IRS filing since its formation in 2001.
At times since then, Menden has been listed on the school’s website as “board advisor.” His daughter, Kaitlyn Menden, was also among the school’s most highly compensated employees in 2024. Her package was $127,674 in salary and benefits for a job in “business services.” (In an email to me, she described her role as wearing “many hats” beyond that, citing human resources duties, “oversight of the school’s technology hardware and cloud resources” and “special projects.”)
In the past couple of years, records show, Steven Menden has taken on the role of board chairman. The fiscal year 2025 IRS form showed Menden putting in a 40-hour workweek for Atlas and earning $132,505 in pay plus $19,916 in additional benefits. What’s more, his accounting firm, Menden & Associates, had an $87,250 contract.
Lukacs defended the school’s compensation practices, noting in an email: “Every person on our team, regardless of their role, earns their compensation and is not overpaid.”
She explained that Menden is not compensated for his board service but for “Executive Management Services.”
It would be forbidden for a public school board member in Wisconsin to also have a district management job under a legal doctrine regarding roles that are “incompatible.”
“In essence, one cannot supervise oneself, which would include hiring and firing and disciplining oneself,” said Dan Rossmiller, executive director of the Wisconsin Association of School Boards.
State law governing public officials also prohibits school board members from having a private interest in any contract over $15,000 that they bid for, vote on, negotiate or participate in. Violators can be charged with a low-level felony. There is no similar law that pertains to private school operators in Wisconsin.
In an email to me, Menden explained how the Atlas board handles potential conflicts of interest.
“Any conflicts of interest for either related or unrelated parties are resolved in favor of Atlas Preparatory Academy as outlined in our IRS mandated Conflict of Interest Policy,” he wrote. “This means that conflicted persons recuse themselves from the situation and do not vote or participate and the final decision that is made is strictly in the best financial interest of the school.”
This organizational structure does not comport with best practices for the governance of a nonprofit organization, experts told me.
“Board members are volunteers, and best practice is unambiguous that they should not simultaneously hold paid staff positions at the school they oversee — doing so collapses the separation between governance and management that gives a board its purpose in the first place,” said Chelsea Cross, a vice president at City Forward Collective in Milwaukee.
City Forward is a nonprofit group that champions high-quality school options for students and has been critical of the performance of the Milwaukee Public Schools.
Atlas Prep’s IRS filing indicated that Lukacs, the full-time executive director, earned $175,000 in salary and benefits and also had a board position. A third board member is listed as working only one hour a week for no pay.
In a public school setting, Lukacs’ situation would be akin to a district superintendent also sitting on the school board — an arrangement that would raise issues over proper checks and balances since superintendents typically are hired by and report to the school board.
Said Cross: “With 2/3 of its governing board also on the payroll — including the very executive the board exists to evaluate — Atlas Prep’s board cannot meaningfully hold its own leadership accountable.”
Lukacs disagreed with that assessment. “This is a false statement,” she wrote in an email, saying that Atlas board members “model strong personal leadership showing integrity, confidence and consistency in their actions and decision making.”
She told me she does not vote to approve her own salary “or vote in any other situation where a conflict of interest exists.” And she noted that countless hours have been invested at Atlas Prep in improving curriculum and student support. “While our standardized test scores do not yet reflect the level of achievement we aspire to, our staff has remained steadfast in its commitment to continuous improvement,” she wrote.
I had asked Atlas Prep twice for a copy of the school’s conflict of interest policy, which Menden had mentioned. As of mid-August, I had not received it.
I also requested a copy of the school’s contract with Menden’s accounting firm. I did not receive that either.
At a public school, such contracts would be subject to open record laws. I easily found a link on the Milwaukee Public Schools website to a decade’s worth of contracts for school nurses, mental health services, fitness instructors, interpreters, color printers, portable toilets, busing, professional development and so on.
But Atlas does not post those records online. It doesn’t have to.

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I medici mancano dove c’è carenza di programmazione
Aumentare indiscriminatamente il numero di laureati in medicina non serve perché i medici mancano solo in alcuni territori e in alcune specialità. Ed è per questi problemi che vanno cercate soluzioni. Tutt’altro discorso vale invece per gli infermieri.
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LAKUN DIMMELO
LAKUN
DIMMELO
“Dimmelo”: la fine di una relazione e tutto quello che resta sospeso
“Dimmelo” è il nuovo singolo di LAKUN, un brano breve e diretto che racconta quello spazio sospeso in cui una relazione è ormai finita, ma resta ancora qualcosa che avrebbe avuto bisogno di essere detto.
Il pezzo si muove proprio dentro questa contraddizione. Nelle strofe in inglese sembra esserci già la consapevolezza che quella persona appartenga al passato; il ritornello in italiano, invece, continua a chiedere una risposta: “dai dimmelo di qua, di là di qua, dimmelo al buio, dimmelo tu”. Una richiesta che si ripete quasi ossessivamente, come accade con le domande che rimangono senza risposta.
LAKUN non cerca però di costruire un lieto fine né una vera risoluzione. Anche la struttura del brano, racchiusa in appena 2 minuti e 8 secondi, segue questa idea: la domanda ritorna, insiste e infine si interrompe. La risposta non arriva.
È proprio in questa assenza che si trova il cuore di “Dimmelo”: sapere che alcune cose forse è meglio lasciarle non dette e, allo stesso tempo, continuare a desiderare di averle sentite almeno una volta.
Tra inglese e italiano, LAKUN trasforma così un’esperienza intima in una sensazione universale: quella di andare avanti portandosi dietro non necessariamente una persona, ma una domanda rimasta aperta.
Biografia
LAKUN è un artista, cantautore e produttore nato in Italia, che ha vissuto per dieci anni in Israele e oggi risiede a Los Angeles, in California. Il suo percorso personale e artistico, segnato da una vita da “outsider” e dalle sue radici ebraiche, si traduce in un viaggio sonoro imprevedibile e travolgente, fatto di passione, grinta e, forse, anche di una buona dose di rabbia.
Fortemente influenzato dai Red Hot Chili Peppers, dal romanticismo italiano e dalla scena pop di Los Angeles, LAKUN dà vita a un sound che si muove tra alternative pop e alternative rock, trascinando l’ascoltatore nel proprio universo senza filtri e senza compromessi.
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LUMINA A FANO GIOVEDÌ 20 AGOSTO: LA MAGIA DELLE CANDELE INCONTRA LA MUSICA E LA POESIA DI FABRIZIO DE ANDRÉ ALLA CORTE MALATESTIANA
LUMINA A FANO GIOVEDÌ 20 AGOSTO: LA MAGIA DELLE CANDELE INCONTRA LA MUSICA E LA POESIA DI FABRIZIO DE ANDRÉ ALLA CORTE MALATESTIANA
Dopo il grande successo riscosso nelle principali città italiane, Lumina – I concerti a lume di candela arriva a Fano con Omaggio a Fabrizio De André, uno spettacolo capace di emozionare il pubblico grazie alla sua atmosfera intima e alla straordinaria forza poetica delle canzoni del grande cantautore genovese. Giovedì 20 agosto alle ore 21.30, la suggestiva Corte Malatestiana si trasformerà in uno scenario senza tempo, dove migliaia di candele illumineranno la serata creando un ambiente caldo, avvolgente e profondamente evocativo. Prodotto e organizzato da Dream Up Production e Isolani Spettacoli lo spettacolo è proposto nell’ambito de La Corte in scena rassegna promossa dalla Fondazione Teatro della Fortuna con Comune di Fano e in collaborazione con AMAT.
Lumina è un progetto che unisce musica, emozione e atmosfera in una formula capace di conquistare migliaia di spettatori in tutta Italia. Uno spettacolo che parla al cuore, dove la poesia di Fabrizio De André incontra la magia di migliaia di candele, regalando al pubblico una serata di rara intensità, sospesa tra musica, luce e memoria. Un appuntamento imperdibile per vivere un’esperienza unica di musica, luce e poesia.
La luce delle candele e la musica si uniranno in un’esperienza immersiva, in cui ogni nota, ogni parola e ogni silenzio acquistano un’intensità unica. Lumina non è un semplice concerto, ma un viaggio emozionale che invita il pubblico a rallentare, ad ascoltare e a lasciarsi trasportare dalla bellezza. Al centro della serata, Omaggio a Fabrizio De André, un tributo raffinato e autentico dedicato a uno dei più grandi poeti della musica italiana.
Le sue canzoni più amate, da La canzone di Marinella a Bocca di Rosa, da Il pescatore a Via del Campo, passando per Fiume Sand Creek, Il testamento di Tito, Creuza de mä e molti altri capolavori, rivivranno attraverso interpretazioni intense e arrangiamenti eleganti, capaci di restituire tutta la profondità, l’umanità e la straordinaria attualità dell’opera di De André.
Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio saranno musicisti di grande sensibilità artistica, capaci di dare nuova luce ai capolavori del cantautore, mantenendone intatta l’essenza e il valore poetico.
Informazioni e biglietti: Teatro della Fortuna 0721 827092, biglietterie del circuito Vivaticket. Inizio spettacolo ore 21.30.
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Carta del Docente e trasporti: rendere effettivo l’utilizzo per i treni ed estendere la misura ai voli per i docenti fuori sede
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene necessario intervenire su una criticità che, in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, assume particolare urgenza e riguarda migliaia di insegnanti costretti, per ragioni di servizio, a vivere e lavorare a centinaia di chilometri dal proprio luogo di residenza.
Una condizione che non interessa soltanto il personale precario, ma anche numerosi docenti di ruolo che da anni prestano servizio stabilmente in regioni diverse da quelle di provenienza, sostenendo personalmente costi considerevoli per mantenere i rapporti con la propria famiglia e il proprio territorio.
Per questi lavoratori la mobilità non rappresenta un’esigenza occasionale. Nel corso degli anni, le spese sostenute per treni, aerei e altri mezzi di trasporto possono raggiungere importi molto rilevanti, ai quali si aggiungono frequentemente il costo di un secondo domicilio e le ulteriori spese derivanti dalla permanenza lontano dalla propria residenza.
La situazione diventa particolarmente gravosa proprio nei periodi che coincidono con i principali momenti della vita scolastica. L’avvio delle attività nel mese di settembre, le festività natalizie e pasquali e gli altri periodi di rientro concentrano gli spostamenti in date difficilmente modificabili per chi lavora nella scuola. In tali circostanze, i prezzi dei titoli di viaggio, soprattutto sulle tratte ferroviarie a lunga percorrenza e sui collegamenti aerei, possono registrare incrementi significativi, con conseguenze particolarmente pesanti per chi deve attraversare il Paese più volte nel corso dell’anno.
Con l’imminente apertura dell’anno scolastico 2026/2027, il problema torna dunque a manifestarsi in tutta la sua evidenza. Migliaia di docenti saranno nuovamente chiamati a raggiungere le sedi di servizio, spesso affrontando spese elevate proprio in una fase dell’anno caratterizzata da forte domanda di mobilità.
La questione assume particolare rilievo alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164, di conversione del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, che hanno ampliato le possibilità di utilizzo della Carta del Docente includendo i servizi di trasporto di persone. Si tratta di una scelta normativa significativa, che può rappresentare una prima risposta concreta al peso economico della mobilità sul personale scolastico.
Alla previsione normativa deve tuttavia corrispondere una possibilità effettiva di utilizzo. Le difficoltà che ancora interessano l’acquisto dei titoli di viaggio attraverso la Carta rischiano di determinare una distanza tra il beneficio riconosciuto e la sua concreta fruizione.
Il problema riguarda in particolare i collegamenti ferroviari a media e lunga percorrenza e quelli ad alta velocità. Il CNDDU ritiene pertanto necessario che siano definite con chiarezza le condizioni che consentano ai docenti di utilizzare la Carta per l’acquisto di biglietti presso i principali operatori nazionali, a partire da Trenitalia e Italo, favorendo il completamento delle procedure necessarie e assicurando informazioni certe sullo stato degli accreditamenti.
Accanto al trasporto ferroviario permane inoltre la questione del trasporto aereo, che merita una specifica riflessione istituzionale. Per moltissimi docenti provenienti dalla Sicilia e dalla Sardegna, così come per coloro che prestano servizio in regioni molto distanti dalla propria residenza, l’aereo non costituisce una modalità di viaggio accessoria, ma può rappresentare l’unica soluzione concretamente sostenibile in termini di tempi e distanze.
Una disciplina che non tenesse conto di tale realtà rischierebbe di produrre una disparità tra lavoratori che si trovano nella medesima condizione professionale di lontananza, ma dispongono di possibilità di collegamento profondamente differenti. La condizione di insularità, in particolare, non può tradursi in una penalizzazione indiretta per il personale della scuola.
Alla luce dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il CNDDU rivolge pertanto un formale sollecito al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché venga verificato con urgenza lo stato di attuazione delle nuove disposizioni e siano promosse le necessarie interlocuzioni con le amministrazioni competenti e con i principali operatori del trasporto nazionale.
È necessario che il personale docente possa conoscere con certezza quali servizi siano ammessi, quali operatori risultino effettivamente accreditati e quali siano i tempi previsti per la piena operatività della misura. Una disposizione destinata ad alleviare il peso economico della mobilità perde inevitabilmente parte della propria efficacia se i suoi destinatari non sono posti nelle condizioni di utilizzarla proprio nel momento in cui ne avrebbero maggiore necessità.
La scuola italiana continua a garantire il proprio funzionamento anche grazie a migliaia di insegnanti, precari e di ruolo, che hanno accettato di costruire una parte significativa della propria vita professionale lontano dalla regione di origine. Dietro questa mobilità esistono anni di biglietti ferroviari e aerei, affitti, spostamenti e rinunce personali e familiari che rappresentano una componente spesso poco visibile del contributo offerto da questi lavoratori al sistema nazionale di istruzione.
Il CNDDU auspica pertanto che l’anno scolastico 2026/2027 possa segnare il passaggio dalla previsione normativa alla piena effettività della misura, sia per il trasporto ferroviario sia attraverso una definizione chiara della questione relativa al trasporto aereo.
Garantire un sostegno concreto alla mobilità significa riconoscere una condizione professionale che, per molti docenti di ruolo, non dura alcuni mesi ma accompagna anni della loro carriera. L’effettività di una misura non dovrebbe dipendere dalla distanza percorsa né dalla geografia del luogo dal quale un insegnante proviene.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU
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Pebble Beach incorona Hollywood: vince la Duesenberg di Clark Gable
poke @ Savannah: GNU poke 5.0 released
I am happy to announce a new major release of GNU poke, version 5.0.
GNU poke 5.0 release is now available at
https://ftp.gnu.o ... e/poke-5.0.tar.gz
The tarball is signed and you can get the PGP signature at
https://ftp.gnu.o ... ke-5.0.tar.gz.sig
GNU poke (http://www.j ... rch.net/poke) is an interactive, extensible
editor for binary data. Not limited to editing basic entities such
as bits and bytes, it provides a full-fledged procedural,
interactive programming language designed to describe data
structures and to operate on them.
I'd like to thank everyone who contributed to this release through code,
documentation, or testing.
What is new in this release:
User interface updates
- Now hyperlink server can bind to a user-specified port for listening to
commands (-p, --hserver-port).
Poke Language updates
- Floating-point arithmetic is now supported on uint<32>/uint<64> types.
uint<32> will be interpreted as a single-precision floating-point number
and uint<64> will be interpreted as a double-precision floating-point
number as defined per the IEEE 754 standard.
The following expressions are now supported:
- Addition: a .+ b
- Subtraction: a .- b
- Multiplication: a .* b
- Division: a ./ b
- Ceil-devision: a ./^ b
- Exponentiation: a .** b
- Remainder: a .% b
- Post-increment: a.++
- Pre-increment: .++a
- Post-decrement: a.--
- Pre-decrement: .--a
- Negation: .-a
- Less-than: a .< b
- Less-than-or-equal-to: a .<= b
- Greater-than: a .> b
- Greater-than-or-equal-to: a .>= b
- Equal-to: a .== b
- Not-equal-to: a .!= b
Poke Runtime updates
- Thanks to the great work of David Faust, poke now supports reactive IO
spaces! Extent of a PVM value mapped in a given IO space will be tracked
and values will be re-mapped only if a write happens in their extent; which
is a big performance win for read-intense programs.
- A bunch of undefined behavior (UB) releated to left-shifts has been fixed.
- Improved human-readable message of E_conv exception when verifying
length/size of an array with dynamic bound(s) to help the user to
understand the mistake.
Poke compiler updates
- Now poke can properly handle writes to nested integral struct/unions
fields. Previously write to nested fields of integral structs did not
materialize in IO space.
Standard Poke Library updates
- Closure's pretty printer now adds closure's name (identifier) to output.
- Two new functions to calculate square root of single and double precision
floating point numbers: sqrtf and sqrtd.
They accept uint<32> and uint<64> respectively as the IEEE 754 single and
double precision floating-point numbers.
libpoke updates
- Version of DSO is bumped to 2.0.0, and from this release onward, we try
to not break the ABI, and bump the version components according to the
libtool's recommendation (when needed).
- To be able to keep the ABI backward-compatibility promise, all public APIs
are now accepting either pk_compiler or pk_val. This is the first step
toward removing global state from libpoke to be able to have multiple
instances of libpoke in a single process (and also to be able to accomplish
thread-safety). We're not there yet, but we'll be there some day (hopefully
soon)!
IO subsystem updates
- IOS_F_TRUNCATE has been re-introduced (it was removed after release of
poke 1.0 by the rationale that it's not that useful of a flag. Turns
out it's quite useful to start from an empty file when assembling binary
files from scratch using poke.
Pickles updates
- Improved ustar pickle and add tests. Method get_last_mod_time has been
fixed and the following methods has been added:
get_{file,owner_user,group}_name.
- Improved time pickle to print date and time properly (zero-padded), and
also add ptime_str function to get date/time information as a string.
Platform supports
- We tried to improve MinGW compilation situation by importing more Gnulib
modules, but we still cannot have poke executable for MinGW platform.
Help is very much appreciated in this area!
Documentation updates
- Thanks to people who actually read the reference manual, this release
includes a bunch of corrections to the documentation! Cheers to them!
Happy poking!
Mohammad-Reza Nabipoor
OSTIA, CONFORZI (FDI): «SICUREZZA IN CODICE ROSSO, IL LITORALE NON PUÒ DIVENTARE LA ZONA FRANCA DI ROMA»
OSTIA, CONFORZI (FDI): «SICUREZZA IN CODICE ROSSO, IL LITORALE NON PUÒ DIVENTARE LA ZONA FRANCA DI ROMA»
OSTIA – «Tre gravissimi episodi avvenuti tra il 14 e il 15 agosto restituiscono l’immagine di un territorio nel quale la sicurezza sta diventando un’emergenza quotidiana. Ostia non può essere trasformata nella zona franca di Roma, dove residenti, lavoratori e famiglie sono costretti a convivere con aggressioni, furti e violenze».
Lo dichiara Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, intervenendo sui recenti fatti di cronaca verificatisi nel centro e sulle spiagge di Ostia.
«Nel mercato di via Orazio dello Sbirro un venditore ambulante è stato colpito al volto con una bottiglia dopo essersi opposto al furto di un paio di calzini. L’aggressore, indicato come una persona senza fissa dimora e in stato di alterazione, è stato arrestato dai Carabinieri. Sulla spiaggia libera, nel giorno di Ferragosto, un bagnante è stato ripetutamente colpito dopo avere sorpreso un uomo intento a rovistare tra i suoi effetti personali. Anche in questo caso il responsabile è stato fermato. Sempre a Ferragosto, infine, un giovane è stato accerchiato e picchiato perché ingiustamente accusato di fotografare alcuni bambini: il controllo del telefono ha dimostrato che non aveva scattato alcuna immagine e che, in quei momenti, era impegnato in una videochiamata».
«Sono episodi diversi, che non devono essere confusi tra loro, ma che raccontano un clima comune: a Ostia si sta diffondendo la paura. Il pestaggio di un innocente è inaccettabile e nessuna preoccupazione può autorizzare la giustizia fai da te. Proprio quanto accaduto dimostra, però, quanto sia diventata fragile la percezione della sicurezza e quanto rapidamente il sospetto possa trasformarsi in una reazione incontrollata, soprattutto quando vengono coinvolti dei bambini. La paura può spiegare il meccanismo, ma non può e non deve mai giustificare la violenza».
Secondo Conforzi, la situazione è aggravata dalla concentrazione, soprattutto nelle aree centrali di Ostia, di condizioni di marginalità sociale ed emergenza abitativa lasciate senza risposte strutturali.
«Il problema non è la povertà e non sono le persone fragili, che devono essere assistite e accompagnate dai servizi competenti. Il problema è l’abbandono istituzionale. Quando marginalità estrema, dipendenze, abuso di alcol e permanenza in strada vengono lasciati senza controllo e senza assistenza, le conseguenze ricadono sui residenti, sui commercianti e sulle stesse persone in difficoltà. Non è accoglienza: è scaricare il disagio sociale della Capitale sul litorale».
«Il centro di Ostia, l’area di via delle Baleniere, il mercato di via Orazio dello Sbirro, piazza Anco Marzio, il Pontile, le stazioni e gli arenili hanno bisogno di una presenza visibile e continuativa delle forze dell’ordine. Gli arresti effettuati durante il Ferragosto dimostrano la professionalità e l’efficacia degli operatori impegnati, ai quali va il nostro ringraziamento. Ma i servizi straordinari organizzati durante le festività non possono sostituire un presidio quotidiano del territorio».
Conforzi annuncia che nei prossimi giorni scriverà al questore di Roma e al prefetto, chiedendo un approfondimento specifico sulla situazione del litorale.
«Chiederò una riunione dedicata a Ostia e un rafforzamento coordinato dei pattugliamenti, anche a piedi, nelle zone centrali, nei mercati, sul lungomare e nei pressi delle stazioni. Occorre affiancare al controllo del territorio un intervento dei servizi sociali, sanitari e per le dipendenze, così da distinguere chi ha bisogno di assistenza da chi commette reati e deve risponderne davanti alla legge. Servono inoltre una mappatura aggiornata degli episodi e un piano di sicurezza stabile per tutto l’anno, non soltanto operazioni concentrate nei fine settimana o durante le festività».
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, la questione della sicurezza rischia di produrre conseguenze anche sull’economia e sulla capacità turistica del territorio.
«Le prime valutazioni degli operatori economici parlano di spiagge meno frequentate, parcheggi vuoti e incassi in difficoltà. I dati ufficiali e disaggregati dovranno essere resi pubblici e analizzati, ma l’allarme non può essere ignorato. Ostia è diventata meno attrattiva non soltanto per la carenza di strutture, servizi, collegamenti ed eventi, ma anche per una crescente percezione di insicurezza».
«L’unico “turismo” che la gestione di Gualtieri e Falconi sembra avere favorito è quello della disperazione: non perché le persone fragili debbano essere respinte, ma perché Roma Capitale le ha lasciate senza una risposta e ha trasferito sul litorale il peso delle proprie emergenze sociali. Nel frattempo, famiglie, visitatori e attività economiche si allontanano».
«Ostia è in codice rosso sul fronte della sicurezza e della marginalità sociale. Il sindaco Gualtieri e il presidente Falconi smettano di comportarsi come osservatori esterni e si assumano le responsabilità di governo. Il litorale ha bisogno di sicurezza, assistenza, decoro, servizi e programmazione. Non possiamo aspettare che un altro episodio ancora più grave renda evidente ciò che residenti e commercianti denunciano ormai ogni giorno».
Giuseppe Conforzi
Capogruppo di Fratelli d’Italia
Municipio Roma X
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In arrivo El Niño: gli scienziati dicono che cambierà l’autunno in Italia
![]()
Gli scienziati hanno annunciato l'arrivo di un potente El Niño che cambierà il prossimo autunno in Italia, un evento climatico storico.
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Etna, segnali anche dal cratere Nord Est: sbuffi di fumo al mattino


© RaiNews
Croazia, l’inferno di fuoco visto dal Canadair in azione contro gli incendi in Dalmazia
© RaiNews
Windows 11 KB5121003: bug manda in crash alcuni giochi

L'update KB5121003 per Windows 11 24H2/25H2 ha introdotto un bug che impedisce l'esecuzione dei giochi ARC Raiders e The Finals di Embark Studios.
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Migliori cuffie wireless (agosto 2026)
China Wants Its Data to Power the World’s A.I.

© Go Nakamura/Reuters
How the story of life and our planet unfolded — together
Nature, Published online: 17 August 2026; doi:10.1038/d41586-026-02530-4
Earth’s four-billion-year-long conversation with its resident life forms has shaped our world, and holds lessons for our future.Universities must stop protecting bullies — or more people will leave science
Nature, Published online: 17 August 2026; doi:10.1038/d41586-026-02526-0
Letting powerful academics off the hook and punishing the people they bullied sends the message that abuse is acceptable in academia.As A.I. Data Centers Spread, Pressure Mounts to Share Profits

© Nicolas Ortega
Duane Davis, Who Wrote About Role in Tupac’s Murder, Now Says Memoir Was Fiction

© Illustration by The New York Times; Photo: Raymond Boyd/Getty Images
SputniX - SicilyAndCoding
Sicily&Coding 2026 e' un evento pubblico e gratuito che si terrà Venerdì 29 maggio 2026 alle Officine Bellotti di Palermo, dalle ore 10:00 alle 16:30.
Cos'è Sicily&CodingFediLUG Italia - Dalla retorica alla realtà: firmiamo la lettera di SUSE per la sfida della Sovranità Digitale Europea
Da anni l’Europa parla di Sovranità Digitale, è diventata una delle parole chiave più ricorrenti nei documenti strategici, nei convegni istituzionali e nei piani di innovazione. Tuttavia, quando si osserva il livello operativo delle scelte tecnologiche nella Pubblica Amministrazione, nelle scuole, nelle università e nelle
Federico Maria Sardelli in mostra a Torgiano: quando la grande musica diventa pittura
Torgiano (PG) 17 agosto – Ancora una volta, Federico Maria Sardelli dimostra come la poliedricità del vero ingegno rinascimentale possa trovare cittadinanza nel nostro presente. Conosciuto a livello internazionale come una delle massime autorità mondiali su Antonio Vivaldi, direttore d’orchestra, musicologo, flautista e saggista di raffinata penna, Sardelli torna a stupire il pubblico, ma questa volta lasciando la bacchetta sul leggio e imbracciando i pennelli.
A Torgiano, borgo umbro celebre per il suo connubio tra arte e cultura enogastronomica, la sua opera pittorica si svela in una mostra d’eccezione che si distingue per grazia, virtuosismo e profonda sensibilità estetica.
“La pittura non è un semplice contrappunto
alla mia musica, ma un altro modo per
catturare la medesima luce.”
(Federico Maria Sardelli)
Un virtuosismo tra tela e spartito.
Per chi conosce Sardelli solo attraverso le incisioni per la Vivaldi Edition o attraverso le sue leggendarie esecuzioni con l’ensemble Modo Antiquo, l’impatto con la sua produzione figurativa è una rivelazione folgorante. La pittura di Sardelli non è il dilettantismo d’un musicista illustre, bensì un linguaggio organico e maturo, frutto di anni di studio rigido e passione viscerale per la grande tradizione classica e figurativa.
Nel cuore di Torgiano, le tele esposte dialogano sapientemente con le architetture storiche che le ospitano. Tra i soggetti rappresentati figurano:
Paesaggi e atmosfere d’acque: Uno sguardo acuto sulla natura, dove i riflessi della luce e le velature cromatiche richiamano direttamente il dinamismo e la vivacità dei concerti vivaldiani.
Ritrattistica e figura: Un’indagine psicologica acuta, segnata da un tratto sicuro e da un’attenzione al dettaglio che evoca i maestri del passato senza mai cadere nella stancante citazione.
Scenografie e visioni d’epoca: L’universo barocco reinventato con gusto moderno e straordinario rigore formale.
Ciò che colpisce della pittura di Sardelli è la luce. Come nelle architetture sonore del “Prete Rosso” la struttura ritmica sostiene l’invenzione melodica, così sulla tela una linea di disegno nitida e ferrea cede il passo a campiture di colore calde, vibranti, intrise di un lirismo mai lezioso.
L’allestimento a Torgiano offre un percorso espositivo denso e intimo, capace di affascinare sia i melomani giunti per rendere omaggio al maestro della musica barocca, sia i collezionisti e gli appassionati d’arte figurativa in cerca di una pittura che sappia ancora parlare il linguaggio dell’armonia e della bellezza senza tempo.
China’s economy cools amid debate about risks of global crisis

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CXMT value tops 4 trillion yuan as AI-fuelled memory rally lifts China’s chip champion

I medici mancano dove c’è carenza di programmazione
Aumentare indiscriminatamente il numero di laureati in medicina non serve perché i medici mancano solo in alcuni territori e in alcune specialità. Ed è per questi problemi che vanno cercate soluzioni. Tutt’altro discorso vale invece per gli infermieri.
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Honda svela il piano per tornare ad essere uno dei "principali contendenti" in F1
Il progetto di Honda in F1 appare completamente diverso rispetto agli anni d’oro con la Red Bull in termini di personale, il che ha portato Honda a rendersi conto, a gennaio, che l’inizio di questa nuova era sarebbe stato ...Continua a leggere

Escursionista colpito da un fulmine sull'Etna, morto in ospedale
Yael Trepy in terapia intensiva: il giocatore del Cagliari è grave dopo aver rischiato di annegare in piscina
L’attaccante del Cagliari, Yael Trepy, è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Il 20enne, di origini francesi, ha infatti rischiato di annegare nella piscina di una villa in Costa Smeralda ieri pomeriggio, 17 agosto.
Secondo una prima ricostruzione, l’incidente è avvenuto intorno alle 18 quando il giocatore è finito nella parte della piscina dove l’acqua è più alta e si è trovato in difficoltà visto che non sa nuotare.
Quando Trepy è stato tirato fuori, la gravità della situazione ha reso necessario l’intervento del 118 e il trasporto in elisoccorso a Sassari. La Tac toracica eseguita sull’attaccante ha rivelato la presenza di grandi quantità di liquido nei polmoni, situazione che rende difficile lo scambio di ossigeno. Per evitare sofferenze al paziente e consentire la somministrazione di una terapia, i medici tengono il giovane in coma farmacologico, sotto costante monitoraggio.
Il 20enne ha esordito in Serie A con la maglia del Cagliari durante la scorsa stagione e ha segnato il gol fondamentale di pareggio nella partita con la Cremonese. Proprio lo scorso venerdì, 14 agosto, è partito titolare nella gara vinta dal Cagliari contro l’Arezzo in Coppa Italia. “Il club – si legge in una nota – è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili”.
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Back to School MediaWorld: seconda tranche di offerte tech per studenti e professionisti
“È stato rilevato un attacco mirato al tuo iPhone. Proteggi i tuoi dati e il tuo dispositivo”: perché Apple sta mandando questo avviso e cosa c’è dietro il nuovo allarme
Tra il 13 e il 14 agosto Apple ha inviato a una parte dei suoi utenti una notifica piuttosto insolita: il loro iPhone potrebbe essere stato preso di mira da uno spyware. Gli avvisi hanno raggiunto persone in 110 Paesi e, tra i destinatari, non ci sarebbero soltanto giornalisti, attivisti o figure pubbliche. Il messaggio mostrato da Apple non lascia molto spazio alle interpretazioni: “Apple ha rilevato un attacco spyware mirato al tuo iPhone. Puoi intraprendere alcune azioni ora per proteggere i tuoi dati e il tuo dispositivo”.
Non è la prima volta che Apple invia comunicazioni di questo tipo. L’azienda ha iniziato a notificare gli utenti potenzialmente coinvolti in attacchi spyware mirati nel 2021 e, da allora, ha continuato a farlo in diverse occasioni. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, quello di cui si parla in questo caso è il cosiddetto spyware mercenario, cioè un software di sorveglianza sviluppato e venduto da società private. Sono strumenti molto più avanzati rispetto ai malware comuni e vengono utilizzati per attacchi mirati, con l’obiettivo di ottenere informazioni da uno specifico dispositivo.
Uno dei nomi più conosciuti in questo settore è Pegasus, lo spyware sviluppato da NSO Group e già finito al centro di numerose inchieste internazionali. Non ci sono però conferme che sia stato utilizzato anche in questa campagna. Alcune segnalazioni online parlano di strumenti che potrebbero essere simili, ma al momento non è possibile stabilire con certezza quale spyware ci sia dietro gli attacchi.
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Timeout override password option
Recent macOS Screen Sharing Vulnerability Exploited in Attacks
Threat actors gained root access to the vulnerable systems and deployed a Monero miner.
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Giochi del Mediterraneo: Tamberi, Tortu, Pilato e Sainz-Llaguno, le stelle
Colpiti dai fulmini, due morti in montagna: turista americano sull’Etna, escursionista in Alto Adige
Il temporale è arrivato mentre erano in montagna. Poi il fulmine, improvviso e impossibile da prevedere. Due tragedie distinte, avvenute a centinaia di chilometri di distanza, hanno avuto lo stesso epilogo: due persone sono morte in quota dopo essere state colpite da una scarica elettrica. La prima vittima è stata trovata nella notte sul Piz Starlex, oltre i 3.000 metri di altezza, sopra Tubre, in Val Monastero. L’uomo era stato segnalato come disperso dopo che non aveva fatto ritorno dalla cima. L’ultimo contatto telefonico risaliva alle 13, direttamente dalla vetta del Piz Starlex. In quel momento il temporale si stava avvicinando. Poi più nessuna notizia. Con il passare delle ore e l’arrivo del buio, la preoccupazione è aumentata. Poco dopo le 22 è stata attivata la ricerca attraverso la Centrale provinciale d’emergenza. I soccorritori hanno iniziato a battere la zona mentre le condizioni rendevano particolarmente complesso l’intervento.
La svolta è arrivata alle 23.44, quando il drone del Soccorso alpino ha individuato il corpo nella zona del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di quota, in un tratto di terreno impervio. Per raggiungerlo e riportarlo a valle è stato necessario un lungo intervento. Sul posto hanno lavorato circa quaranta soccorritori del Soccorso Alpino di Tubre, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Silandro, dei Vigili del Fuoco Volontari di Tubre e del Soccorso Alpino di Prato allo Stelvio, con il drone del distretto. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine mentre stava scendendo dalla montagna. Per lui non c’è stato nulla da fare.
Quasi contemporaneamente, dall’altra parte dell’Italia, un’altra tragedia si consumava sull’Etna. Un turista statunitense di 29 anni è stato colpito da un fulmine mentre si trovava sul vulcano. L’allarme è scattato ieri sera, poco prima delle 20, quando è stato richiesto l’intervento dei soccorsi. Il giovane, secondo le prime informazioni, si trovava in una zona vietata quando è stato sorpreso da un violento temporale. Anche in questo caso la scarica elettrica è stata devastante. Sul posto è intervenuto l‘elicottero Drago 142 dei Vigili del fuoco. Il turista è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, ma è arrivato senza vita.
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I've tested dozens of tablets - this $300 TCL is a back-to-school powerhouse
L'invettiva di Bandecchi: "Armi all'Ucraina sacrosante. I traditori italiani devono essere fucilati"

Merita di essere celermente commentato un video recentemente apparso sulla rete Facebook del rustico Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e non nuovo a uscite funamboliche e rocambolesche. Ha detto il Bandecchi che, cito, "i traditori italiani devono essere fucilati". Con questa espressione macabra alludeva espressamente a quegli italiani che non si schierano a spada tratta con l'Ucraina del guitto di Kiev, Zelensky. Si è poi il Bandecchi prodigato in frasi quintessenzialmente demenziali, appellando in maniera irripetibile i russi e asserendo che essi sono da sempre i suoi nemici. Come se non bastasse, il Bandecchi ha asserito che sono sacrosante, sic, le armi inviate a Kiev.
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Mercoledi a Eliopoli incontro con le istituzioni
CALAMBRONE - Nel salotto di Massimo Marini mercoledi 19 agosto alle ore 22 arriva il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che insieme al sindaco di Livorno Luca Salvetti e al sindaco di Cascina Michelangelo Betti dialogheranno sulle questioni piu importanti dell'area a cominciare dalle infrastrutture, la Darsena Europa e i temi della sanità che interessano moltissimo i cittadini di Continue Reading
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Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»
Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»
Dichiarazione di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale:
«La Repubblica oggi scrive che sarei “pronto a traslocare in Forza Italia, stufo degli estremismi”.
Non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo simbolico: il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il resto sono speculazioni e interpretazioni. Sugli estremismi, invece, non c’è nulla da interpretare: antisemitismo, razzismo, nostalgie naziste e suggestioni totalitarie sono radicalmente incompatibili con la mia cultura politica e con quella del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Da qualunque parte provengano.
Rinascimento Nazionale lavora per costruire una destra plurale e polifonica, nella quale possano riconoscersi e confrontarsi sensibilità liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, risorgimentali, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionaliste, tradizionaliste, cattoliche e sociali; una destra occidentale e atlantista, nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata e la parola libertà non debba mai essere sussurrata.
Il resto sono chat. La politica, fortunatamente, è un’altra cosa.»
Luca Sforzini – Presidente
Centro Studi Rinascimento Nazionale
https://www.rinascimentonazionale.it/
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Upgrade di settembre: la promo Back to School di Secretlab taglia i prezzi su TITAN Evo, MAGNUS e accessori
Hong Kong tourist arrivals up 3% in July as bad weather curbs mainland growth

“Il numero 7 mi appare spesso all’improvviso, è lui che mi avverte da lassù. Mi scriveva bellissime lettere d’amore, le rileggo spesso da quando è mancato”: Tiziana Baudo ricorda papà Pippo
“Noi avevamo il numero 7 come numero ricorrente porta fortuna della nostra famiglia (lui è nato il 7 giugno, ha chiamato il suo ufficio studio 77 ed è mancato il giorno 16, 6+1=7, Settevoci ecc. ecc.) e il 7 me lo vedo apparire spesso così all’improvviso in svariate circostanze, come se lui da lassù mi stesse pensando o mi stesse mettendo in guardia da qualcuno o qualcosa”.
Inizia dal peso di una scaramanzia familiare, trasformatasi oggi in una profonda connessione spirituale, il ricordo di Tiziana Baudo. A un anno esatto dalla morte del padre Pippo — uno dei volti storici della televisione italiana, scomparso a 89 anni il 16 agosto 2025 — la figlia cinquantaseienne ha affidato all’Ansa una lunga lettera. Un testo intimo, privo di retorica televisiva, attraverso cui ripercorre il dolore della perdita, i bilanci privati e il rammarico per l’assenza di chi ha condiviso con il padre decenni di carriera.
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Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»
Chat di Futuro Nazionale – Luca SFORZINI: «NON TRASLOCO DALLA MIA LEGGE MORALE E DAL CASTELLO»
Dichiarazione di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale:
«La Repubblica oggi scrive che sarei “pronto a traslocare in Forza Italia, stufo degli estremismi”.
Non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo simbolico: il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il resto sono speculazioni e interpretazioni. Sugli estremismi, invece, non c’è nulla da interpretare: antisemitismo, razzismo, nostalgie naziste e suggestioni totalitarie sono radicalmente incompatibili con la mia cultura politica e con quella del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Da qualunque parte provengano.
Rinascimento Nazionale lavora per costruire una destra plurale e polifonica, nella quale possano riconoscersi e confrontarsi sensibilità liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, risorgimentali, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionaliste, tradizionaliste, cattoliche e sociali; una destra occidentale e atlantista, nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata e la parola libertà non debba mai essere sussurrata.
Il resto sono chat. La politica, fortunatamente, è un’altra cosa.»
RINASCIMENTO NAZIONALE Centro Studi – think tank di FUTURO NAZIONALE
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MotoGP 2026. Carlos Ezpeleta: "Vogliamo introdurre un tetto di spesa per i costruttori". Intanto è bocciata l'idea della moto unica per il 2027
Droni lanciati dall'Iran attaccano ufficio premier Kurdistan in Iraq
Molta acqua nei polmoni: coma farmacologico per Yael Trepy. Incidente in piscina per il giocatore


© RaiNews
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Re: [new] Improved OpenWebRX Packages Available
- Now validating PskReporter spots.
- More Yaesu/Kenwood APRS IDs [Geoffrey Phillips].
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- [NR] Added 50% output buffer overlap.
- [NR] Fixed sound pop when NR is engaged.
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- [NR] Fixed NR threshold to use proper dB.
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- [AGC] Fixed setHangTime() argument type.
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- [CW] Fixed CW codes table.
- [CW] Fixed WPM computation.
- [FAX] Fixed phase tracking.
- [FAX] Fixed zero magnitude handling.
- [FAX] Fixed color computation.
- [SSTV] Fixed buffer deletion.
- [SSTV] Fixed YUV to RGB conversion.
- [SSTV] Fixed intra-scanline sync.
- [SSTV] Fixed PD scanline sequence.
- [DSC] Fixed coordinate parsing.
- [DSC] Fixed frequency parsing.
- [DSC] Fixed phone number parsing.
1) If it does not work for you, reload OpenWebRX page while holding the SHIFT key.
2) If it does not work for you, check "Settings | Feature report" page to see what you are missing.
3) If it does not work for you, wait for a day or two, maybe it starts working or you figure it out.
4) If it does not work for you, create a separate forum thread and explain your problem there. Attach the logs, obtained with "sudo journalctl -u openwebrx". Do not paste the entire log into the message, attach it as a file instead.
Attaccante del Cagliari Yael Trepy rischia di annegare, è in coma farmacologico
22 agosto a Valle Cascia
China’s property recovery is fragile, but ignoring it is a mistake

Nettuno: truffata 94enne, prosciugata la sua fondazione benefica
Una donna di 94 anni, animata dal desiderio di fare del bene, si è ritrovata vittima di una spietata rete di raggiri orchestrata proprio dalle persone di cui si fidava ogni giorno.
A Nettuno le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Roma, su indicazione della Procura di Velletri, hanno smantellato un collaudato sistema di appropriazione indebita, riciclaggio e circonvenzione di incapace. Domestici, tecnici e consulenti della donna avevano iniziato a prosciugarle il patrimonio a sua insaputa, arrivando a strapparle oltre 700 mila euro attraverso trasferimenti e manovre finanziarie studiate per nascondere la traccia del denaro.
I flussi sospetti e la ripulitura dei capitali
Gli accertamenti economico-finanziari condotti dalla Compagnia di Nettuno sono scattati a seguito di una segnalazione su pesanti anomalie nella gestione dei beni dell’anziana.
Seguendo le piste bancarie, i militari sono riusciti a ricostruire manovre e distrazioni patrimoniali per un totale che supera il milione e duecentomila euro. Le somme sottratte direttamente dai conti della novantaquattrenne, per un ammontare preciso di oltre 742 mila euro, venivano continuamente dirottate verso i depositi bancari dei collaboratori domestici, dei consulenti e persino dei loro familiari.
Saccheggiata la fondazione per i bisognosi
Le verifiche patrimoniali si sono estese anche alle casse della fondazione senza scopo di lucro fondata dalla donna quasi quarant’anni fa con finalità benefiche a sostegno del litorale.
Gli investigatori hanno scoperto che, dal 2019, l’amministratore dell’ente solidale, un professionista romano, drenava regolarmente le risorse della struttura per scopi estranei allo statuto. Operando insieme alla garante dell’ente per ostacolare l’identificazione dei fondi, l’uomo è riuscito a sottrarre oltre 532 mila euro dalle casse benefiche, destinandoli a terzi oppure al proprio conto personale.
Investimenti immobiliari e sequestri della Guardia di Finanza
L’inchiesta ha fatto luce anche su un ramificato meccanismo di autoriciclaggio, scoprendo che una parte del denaro rubato alla solidarietà veniva reinvestito in attività imprenditoriali e commerciali, tra cui l’acquisto di un locale a Roma del valore di 216 mila euro.
L’operazione della Guardia di Finanza si è conclusa con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di quattro persone e con il sequestro cautelare di beni e risorse finanziarie per oltre 375 mila euro.
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Iran’s Supreme Leader Signals Intention to Keep Country on a War Footing

© Arash Khamooshi/Polaris for The New York Times
Non ci aiuti con l’Iran? Allora niente esercitazioni insieme. La Corea del Sud nel mirino di Trump

Il presidente Donald Trump domenica ha ordinato al capo del Pentagono, Pete Hegseth, di «ridimensionare» le esercitazioni congiunte (già da tempo pianificate) con la Corea del Sud, importante partner asiatico di Washington. Motivo? Ufficialmente, il tycoon afferma di non voler inviare un segnale ostile verso il presidente nordcoreano, Kim Jong Un, che il tycoon incontrò in uno storico vertice il 12 giugno 2018, durante il suo primo mandato presidenziale. Ma c’è un’altra ragione (almeno) dietro l’annuncio dell’inquilino della Casa Bianca: il rifiuto di Seul di aiutare Wadshington nella dispendiosa guerra contro Teheran.
La terza ragione è di carattere politico ed elettorale: le elezioni di midterm si avvicinano e i sondaggi sono da incubo per il tycoon: per tale motivo Trump intende presentarsi come un «uomo di pace» agli occhi di quell’elettorato MAGA che lo aveva sostenuto proprio per terminare le endless wars degli Stati Uniti, e non per iniziarne altre come poi è accaduto con la Repubblica Islamica dell’Iran.
L’annuncio di Trump su Truth
Donald Trump ha annunciato la sua decisione sulla piattaforma social Truth a ridosso dell’inizio di una delle due esercitazioni militari congiunte annuali tra le truppe sudcoreane e quelle Usa. Le esercitazioni, che dureranno 11 giorni, hanno come obiettivo quello di «rafforzare la prontezza militare contro le minacce nordcoreane», secondo quanto riportato dall’Associated Press.
BREAKING: Trump orders Defense Secretary Pete Hegseth to reduce US-South Korea joint military exercises, saying they are 'inappropriate and hostile' to North Korea, adding he has a 'very good relationship with Kim Jong Un'. pic.twitter.com/QBpKuvyGU0
— The Spectator Index (@spectatorindex) August 16, 2026
Trump ha chiarito che era troppo tardi per cancellare l’esercitazione con Seul, ma ha dato istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth di «ridurre sostanzialmente le Esercitazioni Militari Congiunte!». «Basandomi sul mio ottimo rapporto con Kim Jong Un, della Corea del Nord – ha scritto Trump su Truth – non sono soddisfatto del fatto che gli Stati Uniti abbiano, tempo fa, accettato di partecipare a Esercitazioni Militari Congiunte con la Corea del Sud. Queste esercitazioni non solo sono costose, con gran parte dei costi pagati dagli Stati Uniti d’America (come al solito!), ma inviano un segnale del tutto inappropriato e ostile verso un Paese che, finché Donald J. Trump è stato Presidente, si è dimostrato non minaccioso e rispettoso».
Pertanto, ha aggiunto, «e considerato che è troppo tardi per cancellarle, ho dato istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, di ridurre sostanzialmente le Esercitazioni Militari Congiunte! Sebbene in qualche modo non collegato (?), ho recentemente chiesto al Presidente della Corea del Sud se avrebbero voluto unirsi a noi nella Denuclearizzazione della Repubblica Islamica dell’Iran, e hanno risposto: “No grazie!” Grazie per l’attenzione a questa questione. Presidente DONALD J. TRUMP».
La replica di Seul
Dal canto suo, Seul, secondo quanto riportato dalla Bbc, ha affermato che proseguirà le consultazioni diplomatiche in merito alla cooperazione militare con Washington in relazione allo Stretto di Hormuz. Inoltre, discuterà i dettagli sulle esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti.
É chiaro, dunque, che l’annuncio di Trump di ridimensionare le esercitazioni congiunte con Seul appare come un calcolo politico che, da un lato, appare come una ritorsione per il rifiuto sudcoreano di sostenere Washington contro l’Iran e, dall’altra, la necessità di rinvigorire l’immagine di «presidente di pace». Il rischio è quello di minare l’equilibrio dell’alleanza militare tra Washington e uno state «satellite» nella regione come la Corea del Sud, che conta su Washington da oltre 70 anni per garantire la propria sicurezza.
Fonti:
Just the News Staff, “Trump Instructs Secretary of War Hegseth to Scale Back Joint Exercises with South Korea,” Just the News, August 16, 2026, https://justthenews.com/government/security/trump-instructs-secretary-war-hegseth-scale-back-joint-exercises-south-korea.
Brandon Drenon and Jake Kwon, “Trump Says US Scaling Back Joint Military Operations with South Korea,” BBC News, August 16, 2026, https://www.bbc.com/news/articles/cx2lll7zvn0o.
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Back to School a mattoncini: su IBS i set LEGO sono in sconto del 30%
Ritrovato morto l’escursionista scomparso: un colpo di fulmine fatale lungo il sentiero di montagna
Ricerca e operazioni notturne dei soccorritori del Soccorso alpino dell’Alto Adige sul Piz Starlex (3.075 metri), sopra Taufers nella Val Monastero: un abitante del posto è stato trovato morto durante la notte. L’uomo era stato segnalato come disperso da domenica, l’ultimo contatto telefonico dalla cima del Piz Starlex è stato intorno alle 13. Non essendo ancora tornato poco dopo le 22 è stata avviata una ricerca tramite la centrale di soccorso regionale. Alle 23.44 le squadre di soccorso hanno trovato il disperso con l’aiuto di un drone nei pressi del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di altezza, in un terreno impervio.
L’ipotesi è che l’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine durante la discesa. I soccorritori hanno recuperato il corpo e lo hanno portato a valle. All’operazione hanno partecipato circa 40 soccorritori del soccorso alpino Cnsas di Tubre, del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Silandro, dei vigili del fuoco volontari di Tubre e del servizio di soccorso alpino di Prato con il drone di distretto.
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Rodri torna in Spagna, il Barcellona piazza il colpo: tutte le cifre dell’affare dell’estate
Il Barcellona ha trovato l’intesa con il Manchester City per riportare Rodri in Spagna. L’operazione può raggiungere 76,5 milioni di euro e porterà il centrocampista a firmare fino al 2030. I Citizens lavorano già sull’arrivo di Ayyoub Bouaddi dal Lille.
Il Barça versa 60 milioni subito, altri 16,5 sono legati a bonus, prestazioni e risultati
Il Barcellona può spendere complessivamente 76,5 milioni di euro per riportare Rodri nella Liga. L’intesa con il Manchester City prevede una prima parte da 60 milioni, alla quale si aggiungono 11,5 milioni di bonus considerati facilmente raggiungibili dai due club.
Altri 5 milioni di euro dipenderanno invece dalle prestazioni individuali del centrocampista e dai risultati ottenuti dal Barcellona durante la stagione. Se scatteranno tutte le variabili previste, l’incasso del City arriverà quindi ai 76,5 milioni complessivi.
La situazione contrattuale di Rodri ha inciso sulla trattativa. Il capitano della Spagna campione del mondo è legato al Manchester City fino al 30 giugno 2027 e aveva già aperto alla possibilità di tornare nel campionato spagnolo. Il Barça gli ha proposto un contratto di quattro anni, fino al 30 giugno 2030.
L’operazione deve ora essere completata con le firme, lo scambio dei documenti e le visite mediche. Rodri aveva già espresso la propria disponibilità al trasferimento e i due club hanno definito la parte economica dell’affare.
Il Manchester City sta contemporaneamente lavorando sul nuovo centrocampo. L’opzione Enzo Fernández non si è concretizzata e il club inglese ha accelerato per Ayyoub Bouaddi, talento del Lille nato nel 2007.
Per il centrocampista marocchino, in possesso anche del passaporto francese, l’investimento può arrivare a circa 100 milioni di euro. Il City vuole portarlo subito in Inghilterra e inserirlo nella rosa dopo la partenza di Rodri.
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Quando Sacred osò sfidare il trono di Diablo
“Questi uccelli possono volare a 72 chilometri orari. Un giorno un colombo è tornato con un messaggio sulla zampa”: la storia di Marco Castelli, allevatore degli ultimi ‘messaggeri’ del cielo
Ha 80 coppie di colombi nella sua colombaia di Cortona e da anni partecipa alle gare di colombi viaggiatori. Marco Castelli, 47 anni, colombofilo e imprenditore agricolo, nei giorni scorsi è stato premiato dal Comune di Cortona per la vittoria al Campionato toscano Colombi viaggiatori, ottenuta nella gara disputata a Capua l’11 maggio. Il suo esemplare ha percorso 306 chilometri in linea d’aria in 4 ore e 15 minuti, raggiungendo una velocità media di 72 chilometri orari e conquistando il primo posto nella competizione. “Mi definisco un colombofilo da sempre”, racconta Castelli al Corriere di Arezzo, che pratica questa disciplina con la società sportiva Ali Aretine. Un’attività ancora poco conosciuta, ma che in Italia conta appassionati impegnati in gare provinciali e regionali.
“Mi rendo conto che è una disciplina poco conosciuta e che in Italia siamo in pochi a praticarla”. Castelli alleva circa 80 coppie di colombi, tra riproduttori e viaggiatori. Tra i suoi esemplari più conosciuti c’è il colombo identificato dall’anello numero 223949-22, un esemplare dal piumaggio bigio che ha già ottenuto diversi risultati importanti nelle competizioni. La gara di Capua è stata l’ultima di una serie di prove in cui i colombi vengono trasportati nella località di partenza e poi liberati. Da quel momento devono ritrovare autonomamente la strada verso la propria colombaia, sfruttando il loro naturale senso dell’orientamento. “Quando un colombo nasce gli viene messo un anello di riconoscimento con un numero e un microchip”. Il legame con il luogo in cui sono nati è l’elemento fondamentale che permette il ritorno. La colombaia rappresenta per il colombo un punto di riferimento sicuro verso cui fare rientro anche dopo spostamenti di centinaia di chilometri. “Il meccanismo di ritorno è dato dal fortissimo attaccamento alla propria colombaia, che considera una casa sicura”, afferma.
Oggi i colombi viaggiatori non vengono più utilizzati come strumenti di comunicazione, ma sono protagonisti di vere e proprie competizioni sportive. Ogni gara misura il tempo impiegato per tornare a casa e stabilisce la classifica sulla base della velocità: “I colombi partecipanti vengono radunati e sistemati nelle proprie ceste su un camion, dotato di tutti i comfort, che parte verso la località della competizione, in questo caso Capua. Il giorno della gara vengono liberati e il loro istinto è quello di riprendere la rotta verso casa”.
Il ritorno del vincitore ha rappresentato il momento più importante della gara: “Il mio colombo, che ancora non ha un nome perché glielo diamo solo dopo alcuni primi posti, ha vinto coprendo 306 chilometri in linea d’aria in 4 ore e 15 minuti, alla velocità media di 72 chilometri orari”.
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Cagliari, apprensione per Trepy: rischia di annegare in piscina, è in terapia intensiva
Yael Trepy, attaccante del Cagliari, è ricoverato in terapia intensiva a Sassari dopo aver rischiato di annegare nella piscina di una villa in Costa Smeralda. Il giocatore è stato soccorso, intubato e trasferito in ospedale con l’elisoccorso.
Trepy sarebbe finito nella parte più profonda della piscina e non saprebbe nuotare
L’incidente è avvenuto domenica alle 18. Secondo una prima ricostruzione, Trepy sarebbe finito nella zona della piscina dove l’acqua è più alta e si sarebbe trovato in difficoltà perché, a quanto si è appreso, non saprebbe nuotare.
Il calciatore è stato tirato fuori dall’acqua, ma la gravità della situazione ha richiesto l’intervento del 118. I sanitari lo hanno intubato e successivamente trasferito con l’elisoccorso all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.
Trepy si trova ora ricoverato in terapia intensiva.
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Wsj, l'Iran ha usato i due mesi di tregua per preparare guerra più ampia
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Mogol fa 90: da “Emozioni” a “Sì, viaggiare”, 1.776 canzoni e le parole che l’Italia non smette di cantare
Mogol festeggia oggi, 17 agosto, i suoi 90 anni. Dall’incontro con Lucio Battisti ai testi scritti per alcuni dei maggiori interpreti italiani, Giulio Rapetti ha attraversato più di sei decenni di musica trasformando scene quotidiane, amori e inquietudini in canzoni entrate nella memoria di più generazioni.
Dal primo Sanremo al sodalizio con Battisti, fino al Cet fondato in Umbria nel 1992
A definirlo “paroliere” si rischia di usare proprio la parola che Mogol preferisce evitare. Lui si considera un autore. E i numeri della sua carriera spiegano la dimensione del lavoro accumulato in oltre sessant’anni: 1.776 canzoni e 523 milioni di dischi venduti legati ai brani che portano la sua firma.
Giulio Rapetti è nato a Milano il 17 agosto 1936 e con la musica ha avuto un rapporto familiare prima ancora che professionale. Il padre Mariano Rapetti era dirigente della Ricordi e scriveva testi con lo pseudonimo Calibi. Nel 1959 la Siae assegnò a Giulio lo pseudonimo Mogol, diventato poi parte ufficiale del suo cognome nel 2006.
A novant’anni guarda alla propria vita senza separare il mestiere dal resto. “Ho avuto momenti continuamente belli”, ha raccontato in una recente intervista al Corriere, “mi sento persino protetto per tutta la fortuna che ho avuto. Non solo come autore di canzoni, ma come uomo: ho vissuto tante avventure, a volte mi sono salvato per un capello”.
I primi grandi risultati arrivarono presto. Nel 1961 vinse il Festival di Sanremo con Al di là, interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis. Tre anni dopo firmò Una lacrima sul viso per Bobby Solo. Nel 1965 incontrò Lucio Battisti, dando inizio alla collaborazione destinata a occupare il capitolo più conosciuto della sua carriera.
Da quel sodalizio nacquero 29 settembre, Un’avventura, Acqua azzurra, acqua chiara, Emozioni, Fiori rosa, fiori di pesco, Pensieri e parole, Il mio canto libero, Ancora tu, Sì, viaggiare e Con il nastro rosa. Mogol fu anche l’uomo che spinse Battisti a interpretare personalmente le proprie composizioni, nonostante le iniziali resistenze del musicista.
“Lo convinsi io, lui non voleva: si sentiva un compositore e basta. Anni dopo mi disse che doveva tutto a un pazzo, che ero io”, ha raccontato Mogol.
La collaborazione con Battisti si concluse nel 1980, ma l’attività di Rapetti continuò con molti altri protagonisti della musica italiana. Nel corso degli anni ha lavorato, tra gli altri, con Mina, Adriano Celentano, Bobby Solo, Caterina Caselli, Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Morandi e Gianni Bella. Nel suo repertorio figurano anche titoli come A chi, Celeste nostalgia e L’emozione non ha voce, oltre a Una lacrima sul viso.
Alla scrittura Mogol ha affiancato anche la formazione. Nel 1992 ha fondato in Umbria il Cet, Centro Europeo di Toscolano, una scuola dedicata ad autori, compositori e interpreti e pensata per trasmettere alle nuove generazioni strumenti ed esperienza professionale. Dal 2018 al 2022 ha inoltre presieduto il Consiglio di Gestione della Siae.
A 90 anni, quindi, la sua attività comprende sia il repertorio scritto per alcuni dei nomi più popolari della musica italiana sia il lavoro iniziato nel 1992 con il Cet per formare chi scrive, compone e interpreta nuove canzoni.
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Apertura positiva per le Borse europee, petrolio stabile


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“La morte? Il vero problema sarebbe essere immortali. Sia io che mia moglie Daniela siamo molto credenti, vorrei passare il compleanno in sordina ma temo che non sarà possibile”: i 90 anni di Mogol
Guai a chiamarlo paroliere. Giulio Rapetti, per tutti semplicemente Mogol, è l’autore che ha scritto l’educazione sentimentale di un intero Paese. Tagliato il traguardo dei 90 anni, si racconta al Corriere della Sera spazzando via ogni traccia di retorica, a cominciare dal tabù più grande. Nessuna paura della morte, affrontata anzi con una lucidità disarmante: “Nel tempo ho capito che fa parte della vita”, confida. “Come diceva mia madre è un fatto naturale, moriamo tutti. Il vero problema sarebbe essere immortali”.
Oggi mantiene la sua forma fisica praticando ginnastica acquatica e vive in Umbria, al Cet (Centro Europeo Tuscolano): “Il Cet, dove vivo, è circondato dal verde e anche in questi giorni afosi stiamo bene”. Per il compimento dei 90 anni, il suo desiderio sarebbe quello di evitare i riflettori: “Sinceramente non avrei voglia di grandi festeggiamenti, preferirei passarlo in sordina, ma temo che non sarà possibile”.
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Etna, nuova bocca effusiva nella valle del Bove con colata lavica
Colleferro. Perché ora non si può escludere la pista del sabotaggio (russo)
Non sappiamo ancora che cosa abbia provocato l’esplosione che giovedì scorso ha pesantemente danneggiato lo stabilimento di munizioni di Colleferro, una trentina di chilometri a sud-est di Roma. Saranno le indagini a stabilire se si sia trattato di un incidente industriale o se dietro l’incendio e la successiva deflagrazione vi sia altro. Sappiamo però un’altra cosa con certezza: nelle ore successive all’esplosione, la galassia online filorussa ha rapidamente trasformato quanto accaduto in materiale propagandistico.
D’altronde, un impianto europeo che produce munizioni, inserito nella catena industriale della difesa italiana – occidentale, Nato – e legato allo sforzo europeo a sostegno dell’Ucraina, andato in fiamme è un’occasione ghiotta per la propaganda (automatica o semi-automatica) e la disinformazione.
La distinzione è essenziale. Celebrare o sfruttare propagandisticamente un’esplosione non significa averla provocata. Ma la velocità con cui episodi di questo tipo vengono assorbiti dall’ecosistema informativo favorevole al Cremlino racconta qualcosa di più ampio sul modo in cui Mosca e le reti che ne amplificano le narrative guardano oggi alla vulnerabilità europea.
Cosa è successo
L’esplosione è avvenuta nello stabilimento dell’ex Simmel Difesa, oggi KNDS Ammo Italy, nell’area industriale tra Colleferro e Artena. L’impianto produce munizionamento di medio e grosso calibro per sistemi terrestri e navali e propellenti solidi destinati anche al settore aerospaziale. Secondo le ricostruzioni disponibili, l’incendio sarebbe partito dal reparto di pressatura delle polveri prima della violenta esplosione, avvertita a chilometri di distanza. Non ci sono state vittime: i lavoratori presenti hanno raggiunto le aree di sicurezza e le autorità hanno aperto un’indagine sulle cause.
Non si tratta, tuttavia, di uno stabilimento qualsiasi. Colleferro è parte di una filiera europea delle munizioni che negli ultimi anni ha assunto un’importanza strategica crescente. KNDS ha aumentato la capacità produttiva europea di munizionamento d’artiglieria, e nello stabilimento italiano vengono prodotte anche cariche modulari per proiettili da 155 millimetri: esattamente il tipo di capacità industriale che la guerra in Ucraina ha trasformato da questione prevalentemente commerciale a elemento della sicurezza europea.
Perché è importante
Come dovrebbe essere interpretato un incidente che colpisce un nodo della produzione militare europea in un continente nel quale sabotaggio, ricognizione clandestina, cyberattacchi, manipolazione informativa e operazioni ibride condotte attraverso intermediari sono ormai parte del panorama della sicurezza?
Colleferro, infatti, non arriva nel vuoto. Solo tre giorni prima, il 10 agosto, un incendio seguito da esplosioni aveva colpito un impianto di stoccaggio e lavorazione di munizioni e materiali esplosivi della società bulgara EMCO a Belitsa, provocando l’evacuazione di circa 300 persone. Le autorità bulgare hanno indicato come origine dell’incendio un veicolo che aveva preso fuoco durante una consegna di carburante, con le fiamme poi propagate verso un deposito di munizioni. Anche in questo caso non risultano vittime.
La coincidenza temporale, da sola, non dimostra nulla. Ma il nome EMCO rende il caso inevitabilmente sensibile: l’azienda appartiene all’imprenditore bulgaro Emilian Gebrev, vittima nel 2015 di un tentativo di avvelenamento che le autorità e le indagini europee hanno collegato ad agenti dell’intelligence militare russa.
Ancora più significativo è quanto accaduto pochi giorni prima in Germania. All’aeroporto di Lipsia/Halle — un importante hub logistico utilizzato anche dagli Antonov ucraini e inserito nelle capacità di trasporto strategico della Nato — è stato trovato un drone dotato di esplosivo e detonatore. La procura federale tedesca sta indagando sul caso come possibile attacco alla sicurezza nazionale. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt lo ha inserito esplicitamente nello scenario delle minacce ibride; secondo informazioni dell’intelligence statunitense riportate dalla stampa internazionale, esiste inoltre il sospetto di un coinvolgimento russo, che Berlino non ha finora formalmente attribuito.
Yes but… Tre episodi non fanno automaticamente una campagna. E sarebbe metodologicamente sbagliato tracciare una linea retta tra Lipsia, Belitsa e Colleferro. Ma sarebbe altrettanto sbagliato osservare ciascuno di questi episodi come se avvenisse in un ambiente strategico sterile.
La zona grigia
Da anni i servizi europei avvertono che il confronto con Mosca non si esaurisce sul campo di battaglia ucraino. La cosiddetta guerra ibrida prospera precisamente nell’ambiguità: combina strumenti militari e non militari, azioni manifeste e clandestine, cyberattacchi, sabotaggi, disinformazione, coercizione economica e operazioni attraverso proxy, mantenendo quando possibile il livello dello scontro al di sotto della soglia che imporrebbe una risposta militare convenzionale. È quella zona grigia tra pace e guerra nella quale stabilire non soltanto chi abbia agito, ma persino se vi sia stato un attacco, può richiedere settimane o mesi.
L’Italia non è estranea a questo problema. Negli ultimi anni l’attenzione delle autorità si è concentrata non soltanto sulla protezione (anche cyber) delle infrastrutture critiche, ma sull’intersezione tra intelligence, sabotaggio, influenza e guerra cognitiva. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha già avviato il percorso per la creazione di una struttura civile-militare di circa 5.000 persone specificamente dedicata al contrasto delle minacce ibride, indicando energia, aeroporti, infrastrutture critiche, disinformazione e cognitive warfare tra i fronti sui quali rafforzare le capacità dello Stato. Il tema è stato discusso anche nell’ultimo Consiglio Supremo di Difesa, che ha definito la minaccia ibrida proveniente dalla Russia e da altri attori ostili una sfida alla sicurezza dell’Italia e dell’Europa e all’integrità dei processi democratici. L’Italia sta formulando una modifica del comparti Difesa e Sicurezza che avrà nella gestione delle minacce ibride uno dei fulcri operativi.
Il problema, però, precede l’eventuale sabotaggio
Una parte particolarmente delicata riguarda la raccolta di informazioni su infrastrutture militari e dual-use attraverso fonti aperte. Negli anni tra il 2024 e il 2025 il movimento italiano “No Nato“ ha per esempio elaborato e diffuso un dossier intitolato “Mettere nel mirino i presidi bellici”, contenente una mappatura di installazioni, aziende, università e infrastrutture considerate collegate alla Nato o alla filiera della difesa in Emilia-Romagna.
Il documento è pubblico, e proprio per questo il caso è interessante. Gli stessi ambienti che lo hanno promosso hanno presentato la mappatura come uno strumento attraverso il quale identificare la presenza militare sul territorio e organizzare una ”risposta concreta e strutturata”. Altri materiali collegati hanno incoraggiato la ricostruzione attraverso fonti aperte di infrastrutture sensibili, compreso il tracciato dell’oleodotto Nato NIPS (North Italian Pipeline System) nel Nord Italia, descrivendo le tecniche utilizzate come relativamente semplici e replicabili.
Nulla di questo dimostra una catena di comando verso Mosca. Né l’attivismo anti-Nato può essere automaticamente assimilato a intelligence. Ma non sarebbe nemmeno corretto escludere che attività di osservazione su infrastrutture sensibili possano essere sfruttate da servizi stranieri. In Europa esistono precedenti giudiziari. In Polonia, membri di reti legate all’intelligence russa sono stati condannati per aver monitorato basi, porti, stazioni, aeroporti e linee ferroviarie usate per i trasferimenti verso l’Ucraina, anche con telecamere installate sulle infrastrutture. L’Italia ha un caso diverso ma significativo: Walter Biot, ufficiale di Marina condannato per aver trasmesso documenti classificati a un funzionario dell’ambasciata russa.
Nella guerra ibrida la distinzione tra propaganda, open source, ricognizione e attività operativa è sempre meno netta, e una catena di comando tradizionale non è sempre necessaria perché gli interessi di uno Stato vengano favoriti. Mosca combina agenti, intermediari e ambienti ideologicamente affini. Questi ultimi non devono ricevere ordini per produrre informazioni, individuare vulnerabilità o amplificare narrative utili al Cremlino. La compresenza di attività dirette, proxy e convergenze spontanee — e la difficoltà di distinguerle dall’esterno — rende l’attribuzione e la deterrenza uno dei nodi centrali della guerra nella zona grigia.
Colleferro offre un esempio quasi perfetto dell’altro lato dello stesso meccanismo. Qualunque sia stata la causa dell’esplosione, il risultato può essere immediatamente utilizzato nello spazio informativo. Un incidente industriale può diventare una dimostrazione della vulnerabilità occidentale. Un incendio può essere trasformato in una vittoria simbolica. L’incertezza stessa diventa materia prima: insinuazioni, celebrazioni, teorie concorrenti e sospetti possono circolare molto più rapidamente di quanto un’indagine tecnica possa stabilire che cosa sia realmente accaduto. È una caratteristica della guerra nella zona grigia.
Cambio della dottrina sulla sicurezza?
È anche per questo che Roma non è sola nel ripensare il proprio apparato di sicurezza. La Germania ha appena approvato un progetto che rafforza i poteri di Bnd e BfV, per far fronte a minacce cyber e ibride. Il tutto mentre Berlino indaga sul caso del drone di Lipsia e su altri episodi sospetti vicino a infrastrutture sensibili.
Il cambiamento è più profondo del semplice rafforzamento della sicurezza attorno alle fabbriche di armi. Negli ultimi decenni, l’Europa ha tenuto separati ambiti che oggi tendono a sovrapporsi: terrorismo, criminalità, controspionaggio, cyber e difesa militare. La guerra ibrida lavora proprio su queste zone grigie.
Un drone su un aeroporto è un caso di polizia, finché non diventa intelligence. Un profilo social è espressione individuale, finché non entra in una campagna coordinata di influenza. Una foto di un sito militare è informazione pubblica, finché non diventa parte di una ricognizione sistematica. Un’esplosione in una fabbrica di munizioni è un incidente, finché non emergono elementi contrari.
La difficoltà per le democrazie è non ribaltare questo principio: il contesto deve alzare l’attenzione, non abbassare la soglia della prova. Il punto non è che ogni incendio sia automaticamente un sabotaggio. È che l’Italia e l’Europa non possono più permettersi di escluderlo a priori.
Ecco chi ha comprato la Ferrari Luce a 40 milioni di dollari
Critical SAP Commerce Cloud Vulnerability Exploited 3 Days After Disclosure
The vulnerability tracked as CVE-2026-58231 can be exploited to execute arbitrary code and compromise internal components.
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Attaccante del Cagliari Trepy rischia di annegare, è in terapia intensiva
Attaccante del Cagliari Trepy rischia di annegare, è in terapia intensiva
India, panico tra migliaia di fedeli al tempio di Ashok Dham: almeno 7 morti nella calca


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Escursionista colpito da un fulmine sull'Etna, morto in ospedale
Ultraleggero con due persone a bordo scomparso nel Cosentino, ricerche in corso
DIEGO FUSARO: Tensione alle stelle tra Russia e Giappone

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A Vada torna il Photo Festival con artisti internazionali
VADA – La fotografia torna protagonista a Vada con la sesta edizione del Vada Photo Festival, in programma dal 20 al 23 agosto. Il festival propone un ricco calendario di mostre, incontri, laboratori, presentazioni e momenti di confronto con alcuni tra i più autorevoli fotografi, curatori e professionisti del settore, italiani e internazionali.
Il tema e gli ospiti
Il tema scelto per questa edizione, “La nostalgia – L’estetica del ritorno“, invita a riflettere sul rapporto tra memoria, identità e futuro. La nostalgia viene interpretata non come semplice rimpianto del passato, ma come forza capace di costruire relazioni, custodire esperienze e immaginare nuove possibilità attraverso il linguaggio della fotografia.
Tra i fotografi spicca l’americana Deanna Dikeman, protagonista della mostra Leaving and Weaving. Si tratta di un intenso progetto realizzato nell’arco di oltre trent’anni che racconta gli ultimi saluti davanti alla casa dei genitori, trasformando un gesto quotidiano in una riflessione universale sul tempo, sugli affetti e sull’inevitabilità del cambiamento.

Grande spazio sarà dedicato anche ai progetti partecipativi e al rapporto tra fotografia e comunità. La fotografa Antonella Monzoni mercoledì 20 agosto alle 19 in piazza Garibaldi presenterà Archeologi da Ri’òvero, nato dalla collaborazione tra il Museo Civico Archeologico di Rosignano Marittimo e la RSA Bastia Passaponti di Livorno durante gli scavi archeologici di Vada.
Un lavoro che dimostra come l’archeologia possa diventare esperienza condivisa, capace di creare relazioni tra generazioni e restituire valore alla memoria personale e collettiva. Interverrà anche la direttrice del Museo Carolina Megale.
Laboratori per bambini
Tra gli appuntamenti più attesi anche la presenza del collettivo TerraProject, tra le realtà più autorevoli del panorama fotografico italiano. Il collettivo condurrà un laboratorio gratuito dedicato ai bambini per avvicinarli al linguaggio della fotografia attraverso il gioco e l’osservazione.
Presenterà Ritratti dal Futuro (sabato 22 agosto alle 19.30 alla Torre del Faro), progetto realizzato insieme a ben 100 alunni della Scuola Primaria Novaro di Vada. Attraverso la fotografia, i bambini sono stati invitati a immaginare sé stessi nel futuro, dando vita a un originale archivio di sogni, desideri e possibilità. Durante l’incontro sarà inoltre presentato e distribuito gratuitamente alle famiglie l’annuario scolastico nato dal progetto.
Il festival dedica particolare attenzione anche ai giovani e alla formazione. Sono infatti previsti laboratori artistici per bambini, curati dall’associazione Piccolo Lettore Mai Sazio.
Si terranno anche le ormai tradizionali Letture Portfolio gratuite (il 22 dalle 9 alle 12 in piazza Garibaldi), occasione di confronto diretto tra fotografi emergenti e professionisti del settore. I portfolio saranno valutati da Pietro Paolini e Rocco Rorandelli di TerraProject, dal fotografo di fama internazionale Vinicio Drappo e dalla curatrice, photo editor e docente Alessia Locatelli.
Le mostre
Tra le mostre in programma c’è “Torneranno le lucciole?” di Chiara Innocenti, un progetto che riflette sulla dispersione della memoria collettiva e sul valore della trasmissione intergenerazionale del sapere, restituendo centralità agli anziani come custodi di un patrimonio immateriale. L’esposizione sarà inaugurata con una presentazione affidata ad Antonella Monzoni.
Completano il percorso espositivo la selezione delle opere del Premio Umane Tracce, dedicato ai progetti che indagano le relazioni umane e le trasformazioni sociali, e il progetto del collettivo femminile FotoPhotolic, che interpreta il tema della nostalgia attraverso sensibilità e linguaggi differenti.
Le esposizioni (che saranno visitabili fino al 20 settembre) saranno allestite in diversi luoghi simbolo di Vada, trasformando come sempre il territorio in un percorso diffuso dedicato alla fotografia contemporanea.
Piazza Garibaldi, la Torre del Faro, la Chiesa di San Leopoldo, la Chiesa di Vada, ma anche la Biblioteca Le Creste a Rosignano e altri spazi cittadini ospiteranno un programma capace di coinvolgere fotografi, appassionati, famiglie e visitatori.
I partner
Il festival, curato da Sara Nelli, è organizzato dalla Proloco di Vada con il patrocinio e il sostegno del Comune di Rosignano, il patrocinio della Fiaif (Federazione italiana associazioni fotografiche) e il contributo dei main sponsor Conad e Solvay.
Il programma
Giovedì 20 agosto
Ore 19 piazza Garibaldi
Archelogi da Ri’òvero
a cura di Antonella Monzoni
Venerdì 21 agosto
ore 9-30-12 alla Chiesa di San Leopoldo
Laboratorio aristico per babini
a cra di Chiara Innocenti e Silvia Savignano
Sabato 22 agosto
Ore 9-12 piazza Garibaldi
Letture portfolio
Ore 18.30
Torre del Faro
Laboratorio fotografico per bambini
Ore 19.30
Torre del Faro
Presentazione della residenza d’artista dei TerraProject
Domenica 23 agosto
Ore 18.30 Chiesa di Vada
Inaugurazione della mostra di Chiara Innocenti
Mostre
Deanna Dikeman
“Leaving and Waving” piazza Garibaldi 3 Vada
Premio Umane Tracce
Biblioteca le Creste Rosignano Solvay
Antonella Mondoni
“Archeologi da ri’òvero piazza Garibaldi Vada
TerraProject
“Ritratti dal futuro” giardino della Torre del Faro Vada
Chiara Innocenti
“Torneranno le lucciole?” piazza Garibaldi Vada
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“Racconto non attendibile, difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, ecco perché due giovani schermidori sono stati assolti dall’accusa di violenza sessuale
Non ci sarebbe una prova sufficiente per affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che quella notte sia stata commessa una violenza sessuale di gruppo. È questo il punto centrale delle motivazioni con cui il tribunale di Siena ha assolto due giovani schermidori italiani, accusati di abusi ai danni di una 17enne tesserata per l’Uzbekistan, per un episodio risalente al 4-5 agosto 2023 durante un raduno a Chianciano Terme. La sentenza era stata pronunciata il 18 maggio 2026 con rito abbreviato, con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. Le motivazioni del gup Andrea Grandinetti sono state depositate il 14 agosto. Il pubblico ministero aveva chiesto per entrambi gli imputati una condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere.
Per il giudice, il processo non ha raggiunto la soglia probatoria necessaria per una condanna. Nelle motivazioni si parla di un “difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, legato in particolare alla possibilità di ritenere provata l’esistenza della condotta contestata. Il tribunale rileva inoltre nel racconto della giovane un “basso grado di coerenza interna“. Uno dei punti esaminati riguarda le condizioni psicofisiche della ragazza nella notte dei fatti, soprattutto il suo stato di coscienza e quindi la capacità di intendere e di volere. Secondo il giudice, le dichiarazioni sull’assunzione di alcolici risultano incoerenti e sarebbero state smentite sia da alcune testimonianze sia da un video acquisito agli atti.
Nel filmato, secondo quanto riportato nelle motivazioni, la giovane viene mostrata mentre cammina in condizioni di piena coscienza e arriva anche a saltare per gioco sulle spalle di uno degli imputati. Il tribunale prende in considerazione anche la circostanza che la ragazza non avrebbe consumato bevande alcoliche dopo la chiusura del bar. Tra quel momento e l’ingresso nella stanza dove si trovavano i due imputati e un loro amico sarebbero trascorsi “almeno 90 minuti”. Un intervallo che, secondo il giudice, porta a ritenere verosimile che la giovane fosse lucida.
Anche la positività ai cannabinoidi non viene ritenuta un elemento sufficiente per ricostruire lo stato della ragazza al momento dei rapporti sessuali. Il dato, scrive il giudice, non può essere “razionalmente valorizzata al fine di datare l’intervenuta assunzione” della sostanza e quindi non può essere collegato con certezza temporale ai fatti contestati. Un altro passaggio fondamentale delle motivazioni riguarda il consenso. Anche su questo aspetto il tribunale rileva un “difetto di attendibilità” nelle dichiarazioni della giovane, parlando sia di una carenza di “coerenza estrinseca”, sia di elementi emersi attraverso le testimonianze. In particolare, viene presa in esame la deposizione di un’amica della ragazza, alla quale quest’ultima avrebbe confidato di aver avuto rapporti sessuali con altri ragazzi presenti al ritiro nei giorni precedenti. L’amica aveva inoltre messo a verbale i nomi dei due imputati.
È uno degli elementi che il giudice considera nella valutazione complessiva dell’attendibilità del racconto e dell’assenza di consenso. La conclusione è netta: per il tribunale è impossibile “attribuire ‘fede’ alle dichiarazioni di parte civile in ordine all’assenza di consenso”. La decisione arriva quasi tre anni dopo i fatti contestati. Alla lettura della sentenza, il 18 maggio, la giovane, oggi maggiorenne, era presente in aula ed era scoppiata in lacrime. Nelle motivazioni depositate nei giorni scorsi, il giudice ricostruisce quindi un quadro nel quale, secondo il tribunale, gli elementi raccolti non consentono di superare la soglia del ragionevole dubbio. Il punto non è dunque l’affermazione di una diversa verità dei fatti, ma l’impossibilità, per il giudice, di considerare sufficientemente provati gli elementi dell’accusa.
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“Era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati”: nell’archivio di un convento di Firenze spunta la ricetta dell'”Elixir vinoso ricostituente” simile alla Coca Cola, l’incredibile scoperta
Nell’antica farmacia del convento di San Marco è spuntata una ricetta di un elisir ricostituente molto simile alla ricetta della Coca Cola. Sono stati i frati a ritrovare un antico documento rimasto nascosto per oltre un secolo nell’archivio della farmacia di via Cavour a Firenze.
A rivelarlo è il settimanale Toscana Oggi nel numero in uscita in questi giorni, che ha raccolto il racconto dei padri Domenicani del convento di San Marco. Un foglietto pubblicitario di metà Ottocento riemerso durante il riordino del patrimonio storico, spiega il settimanale, parla infatti dell’esistenza di un “Elixir vinoso ricostituente” preparato con foglie di coca boliviana e noce di kola. Ingredienti che, secondo la ricostruzione storica, pochi anni più tardi il farmacista americano John Stith Pemberton avrebbe utilizzato per il suo “French Wine Coca”, il preparato medicinale da cui nacque, nel 1886, quella che sarebbe poi diventata la celebre Coca Cola.
Non esistono documenti che dimostrino un collegamento diretto, ma la coincidenza resta suggestiva. A riportare alla luce quel foglietto ingiallito è stato padre Manuel Russo, rettore del convento di San Marco, mentre stava riordinando l’archivio. “Mi sono imbattuto nell’antica pubblicità di questo elisir mentre consultavo il nostro archivio. Ho iniziato ad approfondire la documentazione conservata nel convento e ho scoperto che era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati“, racconta a Toscana Oggi.
Il documento descrive l'”Elixir vinoso ricostituente” come un tonico capace di alleviare la stanchezza fisica e mentale, il mal di testa e le debolezze dovute all’età o alle “fatiche straordinarie”. Ma è soprattutto la composizione a colpire: 30 grammi di noce di kola e 10 grammi di foglie di coca boliviana infuse in un litro di misto alcolico. Ingredienti arrivati probabilmente tramite i missionari che in quel periodo erano presenti in America Latina e in Africa.
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World of Warships: Legends offline oggi: a che ora torna online
È morta a 36 anni l’attrice Hayden Panettiere, star delle serie “Heroes” e “Nashville”: “Coinvolta in un incidente, indagini in corso”. È giallo sulle cause del decesso
L’attrice statunitense Hayden Panettiere, celebre per aver interpretato i ruoli di Claire Bennet nella serie Heroes e di Juliette Barnes in Nashville, è morta all’età di 36 anni. La notizia del decesso è stata confermata dal suo agente all’emittente statunitense ABC News, mentre le cause della morte non sono state al momento ufficializzate.
Tuttavia, è il sito Tmz a rivelare i primi dettagli sulle circostanze del decesso. Secondo quanto riportato, fonti delle forze dell’ordine hanno confermato l’intervento della polizia nella giornata di domenica in risposta a un “incidente” che ha coinvolto l’attrice. Le autorità hanno precisato che al momento è in corso un’indagine aperta per fare luce sull’accaduto. Inoltre, una persona vicina a Panettiere ha rivelato al portale che l’attrice “si era recentemente lamentata di dolori alla schiena nell’ultimo anno”.
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I datori di lavoro trattano sempre più lavoratori come “usa e getta”. L’IA potrebbe accelerare questa tendenza
Paul Osterman, professore emerito del MIT, stima che il 35% dei lavoratori sia già trattato come “usa e getta” e che l’intelligenza artificiale potrebbe creare una forza lavoro ancora meno tutelata.
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L’intelligenza artificiale ha alimentato il timore che milioni di lavoratori possano prima o poi perdere il proprio posto di lavoro. Ma Paul Osterman, professore emerito di studi sul lavoro e sull’organizzazione presso la MIT Sloan School of Management, sostiene che concentrarsi esclusivamente su quanti posti di lavoro l’IA potrebbe eliminare faccia perdere di vista un altro importante cambiamento nel mondo del lavoro, già in corso e che l’IA potrebbe aggravare.
Nel suo libro pubblicato di recente, Disposable Workers: The Transformation of Employment (Lavoratori usa e getta: la trasformazione dell’occupazione), Osterman evidenzia come i datori di lavoro stiano già mostrando un impegno sempre minore nei confronti dei lavoratori. Secondo un’indagine nazionale da lui condotta su oltre 6.000 lavoratori, il 35% degli attuali dipendenti rientra in una categoria che egli definisce “usa e getta”. Con questo termine, Osterman identifica tre gruppi di persone: lavoratori a contratto, freelance e lavoratori marginali.
I lavoratori a contratto, spiega, possono essere figure molto diverse, dagli addetti alle pulizie agli infermieri itineranti, fino a chiunque lavori per una società di appalti o un’agenzia di lavoro interinale. I freelance, afferma, possono andare dai lavoratori della gig economy, come gli autisti di Uber, a qualcuno che svolge occasionalmente attività di programmazione informatica. I lavoratori marginali, invece, comprendono persone che sono dipendenti legali di un’organizzazione, ma hanno opportunità molto limitate di fare carriera.
“Alcuni esempi di [lavoratori marginali] sono i docenti a contratto o gli avvocati dipendenti che svolgono il lavoro più pesante negli studi legali, ma che non saranno mai presi in considerazione per diventare soci”, afferma Osterman. “Sono lavori caratterizzati da un elevato turnover e senza futuro all’interno dell’organizzazione. E il punto fondamentale è che, in queste tre categorie, queste persone svolgono il lavoro necessario alle organizzazioni, ma le organizzazioni non assumono alcun impegno nei loro confronti. Sono usa e getta”.
Perché esiste questo fenomeno
Secondo Osterman, per molti datori di lavoro il crescente ricorso a lavoratori “usa e getta” è sia una questione di mentalità sia una questione economica. Nel suo libro cita un rapporto di McKinsey & Company intitolato The State of Organizations 2023, nel quale si afferma che il 95% del valore di un’organizzazione viene prodotto dal 5% dei suoi dipendenti.
“E quindi cosa stanno dicendo del resto delle persone? Stanno dicendo che non sono davvero importanti, e questo si vede molto spesso”, afferma Osterman, descrivendo l’aspetto culturale e attitudinale della questione.
Un esempio significativo è quello di Deloitte, la più grande società di revisione contabile degli Stati Uniti, che all’inizio di quest’anno ha annunciato tagli ai congedi per i neo-genitori e ai contributi per la costruzione della famiglia destinati ad alcuni lavoratori amministrativi, finanziari e del supporto IT, ma non ad altri dipendenti. Come ha suggerito una collaboratrice di Forbes, potrebbe non essere una coincidenza che proprio quei ruoli — che non sono centrali rispetto alle attività di contabilità e consulenza di Deloitte rivolte ai clienti — siano tra quelli più vulnerabili all’eliminazione da parte dell’intelligenza artificiale.
Esempi come quello di Deloitte rafforzano la convinzione di Osterman secondo cui la crescita del lavoro “usa e getta” “non è determinata dall’IA, ma verrà aggravata dall’IA”, perché l’intelligenza artificiale sta creando incertezza nelle organizzazioni riguardo alle loro future necessità.
L’impatto dell’IA
“Penso che nessuno sappia esattamente quale sarà l’impatto complessivo dell’IA”, afferma Osterman. “Aumenterà il numero di posti di lavoro? Eliminerà più posti di quanti ne creerà? Al momento è semplicemente impossibile dirlo”.
Poiché molte aziende non sanno quali saranno le loro future esigenze in termini di personale, secondo Osterman le organizzazioni si trovano di fronte a una questione economica: per loro è finanziariamente vantaggioso assumere lavoratori “usa e getta”, evitando così di sostenere i costi dell’assicurazione sanitaria e di altri benefit. “È questo che intendo quando dico che l’IA lo aggraverà”, aggiunge. “Non sto parlando dei livelli complessivi di occupazione. Sto parlando della proporzione tra dipendenti regolari e lavoratori usa e getta”.
Secondo Osterman, l’aumento del lavoro “usa e getta” potrebbe essere avvertito in modo particolarmente forte dai lavoratori alle prime armi, perché per un’azienda è più facile non assumere nuovi dipendenti junior piuttosto che licenziare persone senior che già lavorano al suo interno.
“C’è un costo associato a questo”, spiega. “Ci sono anche costi in termini di morale per le persone che rimangono”.
Come possono reagire i lavoratori
Osterman offre due consigli ai lavoratori che cercano un certo livello di sicurezza professionale.
“Uno è che la vostra unica fonte di potere nel mercato del lavoro è il vostro capitale umano, le vostre competenze”, afferma. “Acquisite quante più competenze possibile. Potreste finire per dover cambiare lavoro e spostarvi da un’azienda all’altra, ma se possedete competenze di valore, queste vi proteggono”.
In secondo luogo, afferma, i dipendenti dovrebbero impegnarsi molto nella costruzione di reti di contatti esterne, in modo da non dipendere eccessivamente da una singola azienda per costruire la propria carriera.
“Dovete avere contatti all’esterno”, afferma, sottolineando che in un mercato del lavoro incerto è importante avere una rete ampia di persone alle quali rivolgersi quando si cercano opportunità e referenze.
“Per le persone che svolgono lavori nei servizi a basso salario o lavori che richiedono poche competenze, si tratta di un insieme di consigli completamente diverso”, spiega. “Naturalmente, il consiglio è quello di acquisire quanta più istruzione possibile. Ma l’altro consiglio è che si tratta davvero di una questione di politica pubblica: avere programmi efficaci di formazione professionale, salari minimi adeguati e una pressione efficace sulle aziende affinché innalzino il livello minimo delle condizioni nel mercato del lavoro. Non riguarda tanto il singolo individuo, perché queste persone costituiscono una parte importante del mercato del lavoro e non dispongono di molto potere individuale”.
L’articolo I datori di lavoro trattano sempre più lavoratori come “usa e getta”. L’IA potrebbe accelerare questa tendenza è tratto da Forbes Italia.
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SPARK: i robot sferici della NASA per esplorare le grotte di Titano

La NASA finanzia SPARK, uno sciame di piccoli robot volanti a propulsione ionica pensati per esplorare le grotte di Titano.
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Prodotti contengono sostanze chimiche non dichiarate: scatta l’allarme

Alcuni scienziati hnno testato diversi prodotti venduti dalle principali catene di negozi e hanno scoperto sostanze chimiche non dichiarate.
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Immigrazione, Piantedosi “La scorsa settimana rimpatriati 145 stranieri irregolari”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono 145 i cittadini stranieri, irregolari in Italia, rimpatriati nei loro Paesi di origine la scorsa settimana”. Lo scrive sul suo profilo X il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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15enne italiano detenuto a Malta, il ministro dell’Interno Bedingfield: “Necessarie e proporzionate le misure di isolamento”

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il ministro dell’Interno maltese Glenn Bedingfield ha dichiarato che le restrizioni imposte a un ragazzo italiano di 15 anni, detenuto in una struttura per minori, sono necessarie e proporzionate, mentre emergono preoccupazioni per i suoi presunti legami con una rete internazionale accusata di adescare minori e indurli all’autolesionismo, alla violenza e allo sfruttamento sessuale.
Il ragazzo, cittadino italiano, è comparso davanti ai giudici a maggio. Un’ordinanza del tribunale vieta la pubblicazione dei dettagli relativi alle accuse e della sua identità. Secondo fonti vicine all’inchiesta, il giovane è stato posto in isolamento presso il Centro di Servizi Residenziali Riabilitativi(CoRRS) di Mtahleb dopo che gli investigatori avrebbero trovato, su dispositivi elettronici, alcuni video che lo collegherebbero alla rete 764. Le autorità temono che, qualora i presunti legami fossero confermati, il ragazzo possa rappresentare un rischio per gli altri minori ospitati nella struttura.
I genitori hanno criticato pubblicamente il trattamento riservato al figlio, sostenendo che nei primi 35 giorni di detenzione abbia trascorso fino a 22 ore al giorno da solo nella cella. Hanno inoltre denunciato il malfunzionamento dell’aria condizionata e periodi durante i quali, secondo quanto riferito, il ragazzo sarebbe stato costretto a mangiare in piedi e senza posate.
Un ricorso di habeas corpus per ottenere la revoca dell’isolamento è stato respinto a giugno per una questione procedurale, senza che il tribunale si pronunciasse nel merito delle denunce della famiglia. Il ministero dell’Interno ha affermato che le restrizioni sono finalizzate a proteggere il ragazzo e gli altri detenuti e che il suo regime quotidiano è stato progressivamente ampliato. Le misure attuali comprendono l’accesso a una sala comune, alla televisione, a una cyclette e a una sessione settimanale di gruppo, sotto supervisione, con gli altri giovani detenuti.
Un rapporto di Europol, pubblicato lo scorso novembre, descrive la 764 come una rete online decentralizzata coinvolta nello sfruttamento dei minori, nelle estorsioni informatiche e in attività legate al terrorismo. Secondo il rapporto, i membri della rete adescano giovani vulnerabili inducendoli a produrre materiale esplicito e video di atti autolesionistici, che possono poi essere utilizzati per ricattarli e sottoporli a ulteriori abusi.
Il rapporto riferisce inoltre di episodi di violenza sessuale, maltrattamenti di animali, uso forzato di droghe e altre forme di sfruttamento, sottolineando che la rete prende di mira giovani vulnerabili, tra cui persone LGBTIQ+, appartenenti a minoranze e persone alle prese con problemi di salute mentale. Europol ha avvertito che la 764 è difficile da smantellare a causa della sua struttura decentralizzata e dell’attività condotta su numerose piattaforme online. Alla rete sono stati inoltre attribuiti legami ideologici con l’Order of Nine Angels, gruppo occultista neonazista che promuove la violenza e il crollo della società moderna.
– Foto Net News –
(ITALPRESS).
Deepfake sessuali di Grok: nuova denuncia per xAI

Una donna ha denunciato xAI perché non ha impedito al patrigno di generare oltre 7.000 deepfake sessuali di lei con Grok (condivise online).
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Furti tra abitazioni, auto in sosta ed esercizi commerciali a Roma: 12 arresti

ROMA (ITALPRESS) – Intrusioni nelle abitazioni, scippi fulminei attraverso la tecnica dell’inganno, colpi negli esercizi commerciali per guadagnarsi il bottino tra gli scaffali, fino alle auto in sosta: sono sei i colpi sul fronte predatorio neutralizzati dalla Polizia di Stato che, negli ultimi giorni, hanno portato all’arresto di dodici persone in diversi quadranti della Capitale.
Ad aprire la sequenza è stato un tentativo di furto all’interno di un’abitazione sita in via Vincenzo Tiberino. Nel cuore della notte i condomini, allarmati dai forti rumori provenienti dal portone d’ingresso, hanno immediatamente allertato le Forze dell’ordine. L’intervento tempestivo degli agenti del XV Distretto Ponte Milvio ha permesso di arrestare un sessantasettenne ed un trentanovenne muniti di un kit da scasso per mettere a segno il furto. I due, colti in flagranza dopo un breve tentativo di fuga, sono stati fermati e sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
I successivi 5 arrestati sono stati intercettati dagli agenti del Commissariato di P.S. Romanina in due distinti episodi, culminati nel medesimo epilogo. In entrambi i casi i complici, ripartendosi i ruoli di vedetta e frontman, mettevano in atto una sequenza operativa ben nota: merce occultata attraverso borse schermate, dispositivi antitaccheggio compromessi e tentativi di superare le casse confidando nella rapidità della fuga.
È stato questo lo scenario dei due furti non andati a buon fine in un centro commerciale sito in via Prenestina ed in un negozio di viale Libia. Nel primo caso, due sudamericani sono stati intercettati e colti sul fatto dagli agenti che, insospettiti dal loro atteggiamento, si sono decisi a seguirli, riuscendo a recuperare 8 paia di occhiali griffati, ben travisati all’interno di un berretto, ed un borsello di pelle per un valore pari ad oltre 1400 euro. Per lasciare invisibile l’ammanco ai dipendenti del negozio, avevano furbamente sostituito gli occhiali di marca con un altro modello, riuscendo, in un primo momento, a trarli in inganno.
Una dinamica analoga è stata neutralizzata in via Aristide Merloni. In questo caso, ad essere preso di mira è stato un negozio d’abbigliamento del noto centro commerciale. Tre sudamericani, dopo essere riusciti ad aggirare i controlli di sicurezza, si sono appropriati di una refurtiva del valore di oltre 150 euro. All’uscita, tuttavia, sono stati bloccati dagli agenti del Commissariato di P.S. Romanina ed arrestati per furto aggravato. Un contesto differente è stato registrato nel parcheggio di un altro centro commerciale, nel quadrante nord-est della Capitale, dagli agenti del III Distretto di P.S. Fidene Serpentara. Tre giovani italiani, dopo aver frantumato il vetro di un portabagagli di un’autovettura in sosta al fine di asportare alcune valigie riposte all’interno, accortisi della presenza degli agenti, si sono lanciati in una precipitosa fuga, interrotta da un poliziotto che, nel frattempo, era riuscito a guadagnarsi l’accesso all’abitacolo ed a tirare il freno a mano per arrestare la corsa dell’autovettura.
Lo stesso epilogo ha colpito un ventunenne ed un ventiduenne, colti nell’atto di asportare un borsone riposto sui sedili di un veicolo in sosta in Piazza Celimontana. Dopo una breve colluttazione con gli agenti del Commissariato di P.S Celio, i due sono stati arrestati per rapina impropria in concorso. A chiudere il cerchio operativo sono stati gli agenti del Commissariato di P.S. Spinaceto che hanno arrestato per furto aggravato una quarantacinquenne. Posizionatasi davanti a un noto hotel della zona dove sostava un autobus gremito di turisti e distraendo il conducente con l’aiuto di un complice, era riuscita a guadagnarsi uno zaino, strappato dalle mani di un turista. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
– Foto di repertorio Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Tantissime novità sul digitale terrestre con la nuova numerazione canali

Tantissime novità sono approdate sulla piattaforma digitale terrestre con il recente aggiornamento e la nuova numerazione dei canali.
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Auricolari wireless comodissimi e di qualità: Bose QuietComfort Earbuds

Gli auricolari wireless Bose QuietComfort Earbuds sono piccolissimi, comodi e hanno un audio di qualità con cancellazione del rumore.
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Conto Crédit Agricole, canone zero e fino a 650€ in Buoni Amazon con la nuova promo

Con il conto online di Crédit Agricole è possibile accedere a un prodotto a canone zero con tanti vantaggi e con fino a 650 euro in Buoni Amazon.
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Board of Peace per Gaza, oggi l’incontro fra Kushner e Netanyahu per portare avanti il piano di Trump

ROMA (ITALPRESS) – E’ atteso oggi a Gerusalemme l’incontro fra il genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, l’Alto rappresentante del Board of Peace per Gaza, Nikolay Mladenov , l’ex premier britannico Tony Blair e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu con altri alti funzionari israeliani, affinché Israele proceda con la prossima fase del piano statunitense per Gaza e porti avanti il piano in 20 punti di Trump, incluso il documento in 15 punti sul disarmo di Hamas. Lo scrive il quotidiano israeliano Jerusalem Post.
Prima dell’incontro a Gerusalemme, un alto funzionario del Board of Peace ha dichiarato domenica al Jerusalem Post che Kushner, Mladenov e Blair hanno avuto incontri a El Alamein, in Egitto, con alti funzionari egiziani e altri mediatori, con l’obiettivo di trasformare i prossimi passi della roadmap in misure concrete da attuare.
I tre hanno anche incontrato i rappresentanti del Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (Cnag) e hanno esaminato i piani con i suoi membri in vista del trasferimento dell’autorità di governo nella Striscia di Gaza all’organismo tecnocratico. Secondo l’alto funzionario, i colloqui previsti a Gerusalemme si concentreranno sulle modalità per accelerare l’attuazione del piano in 20 punti di Trump, con “Stati Uniti e Israele che concordano sullo stato finale: un Hamas smilitarizzato”.
Il funzionario ha aggiunto che l’obiettivo è raggiungere una Gaza smilitarizzata in cui Hamas abbia ceduto completamente l’autorità di governo al governo tecnocratico palestinese, consentendo così la ricostruzione della Striscia di Gaza. Inoltre, il funzionario ha affermato che le misure adottate mirano a preservare il cessate il fuoco, ad avviare il trasferimento di tutte le autorità di governo al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza e a garantire che Hamas non abbia alcun ruolo nella gestione del futuro della Striscia di Gaza.
Allo stesso tempo, il processo mira ad avviare il disarmo completo di Hamas e lo smantellamento delle sue infrastrutture militari, a consentire il dispiegamento della Forza Internazionale di Stabilizzazione e, di conseguenza, il ritiro israeliano. A El Alamein, secondo fonti stampa, Kushner ha incontrato anche una delegazione di Hamas. Successivamente, il movimento al potere a Gaza ha annunciato di aver chiesto al Consiglio di Pace di Gaza di “costringere” Israele ad accettare il documento in 15 punti.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Libia, fermati 61 migranti irregolari nell’Est del Paese

ROMA (ITALPRESS) – Il ramo di Al-Bayda del Dipartimento per la lotta all’immigrazione clandestina nella Libia orientale ha fermato 61 migranti irregolari di diverse nazionalità nel corso di operazioni di controllo e pattugliamento nella regione. E secondo quanto riportato dal Dipartimento in un comunicato su Facebook, tra i fermati figurano 11 egiziani (di cui uno con epatite), 5 sudanesi (uno con epatite), 42 bangladesi che intendevano attraversare il mare illegalmente e 3 nigeriane (due con HIV). I migranti egiziani sono stati rimpatriati attraverso il valico di Amsaad, mentre gli altri sono stati trasferiti a un centro di accoglienza a Bengasi per le procedure di rimpatrio.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Iran, Baghaei “La scadenza di 60 giorni è diventata completamente irrilevante dopo le violazioni Usa”. Proseguono i colloqui con l’Oman

TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che la scadenza di 60 giorni, stabilita in seguito al memorandum del 17 giugno tra Teheran e Washington, non ha più alcuna rilevanza, in quanto gli Stati Uniti hanno violato l’accordo poche settimane dopo la sua firma. “Non esiste alcuna disposizione nel memorandum d’intesa che faccia riferimento a una ‘scadenza di 60 giorni’, e la Repubblica Islamica dell’Iran non formula mai le proprie politiche sotto pressione, ultimatum o scadenze”, ha dichiarato Baghaei.
Il portavoce ha aggiunto che il memorandum prevedeva un periodo di 60 giorni per i colloqui su due questioni: “la revoca delle sanzioni” e “la questione nucleare”, precisando che il periodo avrebbe potuto essere prorogato in caso di mancato raggiungimento di un accordo. “A causa della grave e diffusa violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti poche settimane dopo la sua firma, non sono stati avviati colloqui”, ha concluso. “Di conseguenza, la questione di un termine di 60 giorni è diventata del tutto irrilevante”, ha aggiunto Baghaei.
PROSEGUONO COLLOQUI CON OMAN SU HORMUZ
I colloqui tra Iran e Oman su una rotta di transito marittimo lungo lo Stretto di Hormuz sono in corso, in un contesto caratterizzato da quelle che Teheran ha definito complesse problematiche di sicurezza. Lo ha affermato il portavoce della diplomazia di Teheran, Esmail Baghaei, in dichiarazioni riprese da Al-Jazeera. “L’elaborazione del piano per la rotta di transito marittimo con l’Oman si è rivelata lunga a causa delle complessità di sicurezza derivanti dalle azioni degli Stati Uniti e del regime israeliano, dal numero di attori coinvolti e dall’ostruzionismo di elementi destabilizzanti”, ha dichiarato Baghaei. “La questione è intrinsecamente complessa”, ha aggiunto.
“L’insicurezza imposta allo Stretto di Hormuz, alla regione e al mondo è il risultato dell’azione militare illegale degli Stati Uniti e del regime israeliano”, ha proseguito. Baghaei ha affermato che il meccanismo proposto mirerebbe a proteggere gli interessi sia dell’Iran che dell’Oman, garantendo al contempo la navigazione commerciale. “È la prima volta che si sta sviluppando un meccanismo per salvaguardare simultaneamente i diritti sovrani dei due Stati rivieraschi e garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali”, ha affermato. “Nonostante i precedenti disaccordi degli Stati Uniti sui propri impegni, i colloqui intensivi tra Iran e Oman per finalizzare una dichiarazione congiunta e istituire un meccanismo sicuro che tuteli gli interessi reciproci proseguono con impegno”, ha aggiunto Baghaei.
MEDIA “IRAN SI PREPARA A UN’ESCALATION”
L’Iran avrebbe impiegato i due mesi successivi alla firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per prepararsi a un’escalation dei combattimenti, piuttosto che per la diplomazia. Lo scrive il Wall Street Journal, citando funzionari iraniani e arabi, secondo cui Teheran ha ritenuto che gli Stati Uniti stessero solo prendendo tempo per un futuro attacco.
Pertanto, negli ultimi 60 giorni, l’Iran avrebbe intensificato la produzione di missili e droni e nominato figure intransigenti in posizioni chiave, secondo le fonti. Il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum d’intesa scade oggi.
L’articolo del WSJ afferma che funzionari dell’intelligence araba hanno segnalato un “cambiamento strategico” nella leadership iraniana, volto a “preparare le forze a estendere il conflitto”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Juventus, ufficiale l’acquisto di Lucumi dal Bologna

TORINO (ITALPRESS) – La Juventus ha ufficializzato l’acquisto di Jhon Lucumi dal Bologna, “a fronte di un corrispettivo di € 19,5 milioni, pagabili in tre esercizi, oltre ad oneri accessori pari a € 0,6 milioni; sono inoltre previsti premi per un ammontare non superiore a € 2 milioni, al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi”, si legge nel comunicato. Il difensore ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2030. Dal 2022 in Italia, al Bologna, il colombiano ha raccolto complessivamente 152 presenze nelle ultime quattro stagioni, facendo il suo esordio anche in Champions League – in cui ha segnato una delle due reti messe a referto negli anni con la squadra rossoblù.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Masters 1000 Cincinnati, Sonego battuto da Tiafoe. Avanti Musetti

CINCINNATI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lorenzo Sonego esce di scena al secondo turno del Masters 1000 di Cincinnati. L’azzurro, numero 88 del ranking, è stato battuto in due set da Frances Tiafoe, testa di serie numero 17 del tabellone, col punteggio di 6-3 6-4. Sonego ha subito la sesta sconfitta contro un top 30 in questa stagione. Il suo ultimo successo contro un top 30 sul cemento outdoor risale proprio alla vittoria contro l’allora n. 13 Tiafoe al Masters 1000 di Shanghai 2023. Stavolta sorride lo statunitense che nel prossimo turno affronterà il connazionale Learner Tien, numero 12 Atp.
La prima vittoria contro un top 30 se la regala invece il portoghese Jaime Faria, numero 79 al mondo, che batte Ben Shelton, campione a Montreal, col punteggio di 6-4 6-4. Faria, reduce dalle qualificazioni, dovrà ora vedersela con l’australiano Adam Walton, numero 98 del ranking.
AVANTI MUSETTI
Debutto vincente per Lorenzo Musetti. Il 24enne carrarino, decima testa di serie e in tabellone direttamente al secondo turno, ha regolato per 6-4 6-2 il tedesco Daniel Altmaier. Ora la sfida contro Michael Zheng, 22enne statunitense numero 110 Atp, proveniente dalle qualificazioni, che ha eliminato Ugo Humbert, numero 24 del seeding, per 6-4 6-3. Fra i due nessun precedente. Per quanto riguarda gli altri big, iniziano col piede giusto Felix Auger-Aliassime e Daniil Medvedev: il canadese, seconda forza del tabellone, supera 6-3 7-5 Stefanos Tsitsipas mentre il 30enne moscovita (n.4) si è imposto per 6-4 7-5 su Marco Trungelliti.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Scoperto deposito con 3,5 Kg di cocaina, arrestato 59enne catanese

CATANIA (ITALPRESS) – Blitz antidroga della Polizia di Stato di Catania che ha scoperto un deposito di oltre 3,5 chili di cocaina, realizzato da un 59enne in un locale nel quartiere Antico Corso. L’attività è stata svolta, nei giorni scorsi, dai “Falchi” della Squadra Mobile che, durante un servizio di controllo, hanno notato il 59enne in via Sant’Agostino, mentre, con fare guardingo, si è rifugiato rapidamente in un portico alla vista degli agenti. Fermato per un controllo, l’uomo ha tentato di nascondere nelle mani una chiave che, secondo quanto riferito ai poliziotti, avrebbe aperto la sua abitazione. In realtà, la chiave consentiva l’accesso ad un garage nella sua esclusiva disponibilità, situato proprio nel complesso dove aveva cercato riparo con l’obiettivo, probabilmente, di eludere gli accertamenti della Polizia.
Individuato il locale, gli agenti della Squadra Mobile lo hanno perquisito da cima a fondo, scoprendo un deposito di droga, sequestrando 3,5 chili di cocaina, suddivisi in numerose confezioni, ciascuna tra i 50 e i 500 grammi. Nel garage era stata allestita una vera e propria base di stoccaggio e confezionamento della sostanza stupefacente; infatti, vi erano macchine per il sottovuoto, bilancini di precisione, rotoli di cellophane, un taglierino e arnesi per la preparazione degli involucri, nonchè una carta di credito sporca di polvere bianca e, persino, bicarbonato di sodio, utilizzato come sostanza da taglio.
L’ingente quantitativo di cocaina purissima, una volta “tagliato” con il bicarbonato e frazionato in migliaia di singole dosi, avrebbe generato un guadagno illecito stimato in svariate migliaia di euro.
A conferma della riconducibilità del garage al 59enne, i poliziotti hanno rinvenuto un motociclo intestato proprio all’uomo che è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
– Foto: ufficiio stampa Polizia di Stato .
(ITALPRESS).
Scoperto un deposito con 3,5 kg di cocaina, arrestato 59enne catanese

CATANIA (ITALPRESS) – Blitz antidroga della Polizia di Stato di Catania che ha scoperto un deposito di oltre 3,5 chili di cocaina, realizzato da un 59enne in un locale nel quartiere Antico Corso. L’attività è stata svolta, nei giorni scorsi, dai “Falchi” della Squadra Mobile che, durante un servizio di controllo, hanno notato il 59enne in via Sant’Agostino, mentre, con fare guardingo, si è rifugiato rapidamente in un portico alla vista degli agenti.
Fermato per un controllo, l’uomo ha tentato di nascondere nelle mani una chiave che, secondo quanto riferito ai poliziotti, avrebbe aperto la sua abitazione. In realtà, la chiave consentiva l’accesso ad un garage nella sua esclusiva disponibilità, situato proprio nel complesso dove aveva cercato riparo con l’obiettivo, probabilmente, di eludere gli accertamenti della Polizia.
Individuato il locale, gli agenti della Squadra Mobile lo hanno perquisito da cima a fondo, scoprendo un deposito di droga, sequestrando 3,5 chili di cocaina, suddivisi in numerose confezioni, ciascuna tra i 50 e i 500 grammi.
Nel garage era stata allestita una vera e propria base di stoccaggio e confezionamento della sostanza stupefacente; infatti, vi erano macchine per il sottovuoto, bilancini di precisione, rotoli di cellophane, un taglierino e arnesi per la preparazione degli involucri, nonché una carta di credito sporca di polvere bianca e, persino, bicarbonato di sodio, utilizzato come sostanza da taglio.
L’ingente quantitativo di cocaina purissima, una volta “tagliato” con il bicarbonato e frazionato in migliaia di singole dosi, avrebbe generato un guadagno illecito stimato in svariate migliaia di euro. A conferma della riconducibilità del garage al 59enne, i poliziotti hanno rinvenuto un motociclo intestato proprio all’uomo che è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
– Foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Russia, create almeno dieci basi destinate al lancio di droni d’attacco a lungo raggio

ROMA (ITALPRESS) – La Russia avrebbe costruito o potenziato almeno dieci basi destinate al lancio di droni d’attacco a lungo raggio, estendendo una rete che accresce sensibilmente la capacità di condurre campagne aeree massive contro l’Ucraina. È quanto emerge da un’inchiesta pubblicata dal Telegraph, realizzata attraverso l’esame incrociato di immagini satellitari, documenti trapelati e dati di tracciamento open source. Il quotidiano britannico ha individuato almeno 59 nuove rampe su rotaia, infrastrutture che consentono il decollo di velivoli ad ala fissa senza ricorrere a piste convenzionali.
Alcuni siti sorgono all’interno di installazioni militari o aeroportuali già esistenti, altri sarebbero stati realizzati ex novo in aree rurali. Secondo DroneSec, società specializzata nell’analisi delle minacce Uas consultata dal giornale, circa venti rampe presentano dimensioni compatibili con le più recenti generazioni di droni russi a lungo raggio. L’inchiesta evidenzia inoltre un consistente ampliamento delle capacità logistiche: una delle installazioni disporrebbe di spazi sufficienti a ospitare oltre mille velivoli, mentre ulteriori infrastrutture risultano ancora in costruzione. Sette dei dieci siti identificati sarebbero già stati impiegati durante recenti attacchi contro Kyiv. Il Telegraph collega questa proliferazione alla crescente disponibilità di sistemi Geran e alla produzione assicurata anche dal polo industriale di Alabuga.
Alcune delle nuove piattaforme, osserva il quotidiano, avrebbero autonomia teoricamente sufficiente per raggiungere territori Nato, compresa Varsavia, senza che ciò costituisca tuttavia indicazione di preparativi russi per colpire la Polonia o altri Paesi alleati. Più che la sola gittata, è dunque la scala dell’infrastruttura individuata a delineare il salto capacitivo: più punti di lancio, maggiore dispersione e salve potenzialmente più dense possono moltiplicare gli assi d’attacco e sottoporre le difese aeree ucraine a una pressione crescente.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Egitto, il ministro Abdelatty incontra rappresentanti del settore privato per discutere il sostegno alle imprese in Africa

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – Il ministro egiziano degli Esteri, della Cooperazione internazionale e degli Egiziani all’estero, Badr Abdelatty, in qualità di governatore dell’Egitto presso la Banca araba per lo sviluppo economico in Africa (BADEA), ha tenuto una sessione allargata con rappresentanti del settore privato, alla presenza del presidente della BADEA Fahd Al-Doseri, per discutere il sostegno alle imprese egiziane nell’espansione sui mercati africani.
Secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri egiziano, l’incontro rientra nella nuova edizione delle sessioni di dialogo Bridge, dedicate al rafforzamento della cooperazione tra il settore privato egiziano, il Ministero degli Esteri e i partner dello sviluppo. Abdelatty ha sottolineato l’impegno del governo a facilitare l’accesso delle imprese egiziane ai mercati africani e a rimuovere gli ostacoli procedurali e normativi, evidenziando le iniziative egiziane a sostegno degli investimenti e dei progetti di sviluppo nel continente.
Il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza di creare un’entità d’investimento egiziana incaricata di coordinare gli investimenti in Africa e di predisporre una banca dati sulle opportunità d’investimento e sui progetti prioritari. Durante l’incontro sono stati illustrati anche i servizi della piattaforma “Hafez” per il sostegno finanziario e tecnico e gli strumenti di finanziamento della BADEA a disposizione delle imprese egiziane.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Napoli, sequestrati a Casavatore 2 kg di hashish e tre pistole. Un arresto

NAPOLI (ITALPRESS) – Militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli, nell’ambito dell’intensificazione nel periodo estivo dei servizi di controllo economico del territorio e del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto un cittadino italiano, sequestrando circa 2 chilogrammi di hashish. Rinvenute e sequestrate, inoltre, tre pistole con matricola abrasa, complete di caricatori e munizioni, nonchè materiale utilizzato per il confezionamento della droga. L’attività ha consentito ai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore di individuare un soggetto incensurato trovato in possesso di 15 grammi di marijuana presso la propria attività commerciale di ortofrutta sita in Napoli. La successiva perquisizione di un box garage nella sua disponibilità a Casavatore (NA) ha portato al sequestro di circa 2 chilogrammi di hashish e materiale destinato al confezionamento della sostanza stupefacente. L’estensione delle operazioni all’abitazione e a un ulteriore pertinente garage dell’indagato ha permesso di rinvenire tre pistole con matricola abrasa, complete di caricatori e relativo munizionamento. Al termine delle attività, il responsabile è stato tratto in arresto in flagranza di reato e tradotto presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Napoli Nord.(ITALPRESS).
Foto: sala stampa Gdf
Nuova fase eruttiva dell’Etna, parzialmente limitate le attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania

CATANIA (ITALPRESS) – SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la proroga della chiusura degli spazi corrispondenti al settore B1. Sono parzialmente limitate le attività di volo in arrivo pari a 10 aerei ogni ora, fino alle 12:00 di domani 18 agosto. Nessuna restrizione in partenza. “I passeggeri – si legge nella nota – sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
In Fortezza Nuova la Banda Bassotti con “Cuba se defiende”
LIVORNO – La Fortezza Nuova ospita l’evento “Cuba se defiende” con la band dei Banda Bassotti. Una serata quella del 22 agosto ore 21.30, organizzata in collaborazione con la Curva Nord “Fabio Bettinetti” di Livorno, che unirà musica dal vivo, solidarietà internazionale e iniziative culturali.
Raccolta fondi per Cuba
Banda Bassotti è la storica formazione romana da sempre impegnata sui temi dell’antifascismo e della solidarietà, che torna a Livorno per una data speciale, insieme ai Malasuerte – Firenze Sud. L’evento nasce con l’obiettivo di raccogliere fondi e medicinali a favore di Cuba, alle prese con una grave crisi economica e umanitaria.
La serata sarà anche un’occasione per approfondire il tema della solidarietà internazionale. Prima del concerto è infatti previsto un incontro con David Cacchione, membro storico della Banda Bassotti e autore di numerosi libri dedicati ai viaggi della Carovana Antifascista, che racconterà l’esperienza maturata negli anni a sostegno del popolo cubano.
Il movimento ultras
L’iniziativa si inserisce inoltre nelle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della nascita del movimento ultras a Livorno e della Curva Nord intesa come comunità. Oltre ai concerti, il pubblico potrà visitare una mostra fotografica, un’esposizione di maglie storiche del club amaranto e gli stand dedicati a fanzine, libri e materiale storico del settore più caldo del tifo livornese, che ha fatto la storia del movimento italiano e non solo.
Biglietto
Il biglietto d’ingresso avrà un prezzo popolare di 10 euro. L’intero ricavato sarà destinato ai progetti di solidarietà per Cuba, mentre nel corso della serata sarà attiva anche una raccolta di medicinali. I biglietti saranno disponibili direttamente all’ingresso della Fortezza e in prevendita online: https://oooh.events/evento/cubasedifiende-biglietti/.
Area ristoro
Come per tutta la stagione estiva, anche durante la serata del 22 agosto sarà attiva l’area food sotto la pineta, con le specialità di carne, gli aperitivi e le pizze. Sempre aperto anche il bar della Fortezza, punto di riferimento per colazioni, merende, aperitivi e spuntini durante tutta la giornata.
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Indonesia, nuova scossa di magnitudo 5,6 al largo delle coste: 700 italiani bloccati sull’isola di Flores. Sale il bilancio delle vittime
Un altro terremoto, questa volta di magnitudo 5.6, ha colpito l’Indonesia alle 2.46 (ora italiana) di stanotte, 17 agosto. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 18 chilometri, circa 175 km a est della città di Labuan Bajo. Secondo quanto riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), non è stato emesso alcun allarme tsunami. Non risultano danni o conseguenze sulla popolazione.
Si aggrava però il bilancio del sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito l’isola di Flores negli scorsi giorni. In particolare sono almeno 53 le persone che hanno perso la vita e 12.800 quelle che non possono rientrare nelle proprie case secondo l’agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri (Bnpb). 135 invece i feriti. Ad aumentare è anche il numero degli italiani presenti al momento del terremoto e che ora sono bloccati sull’isola. In particolare sono 700 i connazionali non residenti e registrati su “Dove siamo nel mondo”. Nessuno di loro tuttavia sembra aver riportato danni o problematiche.
La Farnesina, attraverso l’Ambasciata italiana a Giacarta e l’Unità di Crisi, continua a fornire informazioni ai propri cittadini per permettergli di tornare a casa. Alcuni gruppi di vacanzieri sono riusciti a salire sull’aereo per lasciare il Paese già nella notte tra il 15 agosto e il 16. Complessivamente in Indonesia risultano almeno 2000 italiani iscritti all’Aire e circa 6000 connazionali non residenti registrati su “Dove siamo nel mondo”. Secondo il Ministero degli Esteri, al momento i principali aeroporti dell’area risultano operativi ma l’elevata domanda di voli da parte dei turisti internazionali e della popolazione locale sta determinando una disponibilità limitata di posti sui collegamenti aerei in partenza dall’area. La Farnesina intanto invita i connazionali presenti nell’area a mantenersi in contatto con l’Ambasciata e a registrare la propria presenza sui sistemi dell’Unità di Crisi.
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Pioggia di droni ucraini sulla Russia: oltre 1.500 in 24 ore. “Record da inizio guerra”. Telegraph: “Mosca ha costruito decine di basi per il lancio a lungo raggio”
Il ministero della Difesa russo sostiene di aver abbattuto circa 1.500 droni ucraini sull’intero territorio nazionale solo nella notte tra sabato e domenica. Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha riferito che circa 600 erano diretti verso la capitale, mentre il governatore della regione, Andrei Vorobyov, ha definito quella di oggi “una delle più massicce” offensive degli ultimi anni. Il bilancio più grave in Russia è stato registrato nella regione meridionale di Rostov, dove cinque persone sono rimaste uccise. Un’altra vittima è stata segnalata nella regione della capitale, dove un drone ha colpito l’abitazione di un uomo di 83 anni, e una settima nella regione di Belgorod, in un attacco contro un autobus.
Un’ulteriore ondata si sarebbe abbattuta sulla Russia la scorsa notte, quando i sistemi di difesa aerea “hanno intercettato e distrutto 205″ droni ucraini sui territori delle regioni di Astrakhan, Belgorod, Bryansk, Voronezh, Volgogrado, Kaluga, Kursk, Rostov, Repubblica di Crimea e sulle acque dei mari d’Azov e Nero, ha comunicato il ministero della Difesa.
Domenica a Podolsk, a sud di Mosca, è stato colpito nuovamente un magazzino di Wildberries, il maggiore gruppo russo dell’e-commerce, già preso di mira nelle ultime settimane dall’Ucraina con l’accusa di contribuire alla logistica militare di Mosca. Secondo Kiev sono stati messi fuori uso sette centri logistici su dieci di quella che viene considerata l’Amazon russa. Un incendio è stato segnalato anche in un deposito farmaceutico a Domodedovo. Kiev ha inoltre rivendicato di aver colpito nella regione di Rostov un impianto per la produzione di carburante per missili.
Contemporaneamente la Russia ha attaccato diverse regioni ucraine. Due persone sono morte e 14 sono rimaste ferite in un bombardamento contro l’acciaieria ArcelorMittal di Kryvyi Rih (città natale di Volodymyr Zelensky), dove la produzione è stata parzialmente sospesa. Altre due persone sono state uccise nella regione di Zaporizhzhia e una nella regione di Sumy. A Kiev missili e droni hanno provocato incendi e ferito diverse persone, mentre le fiamme hanno devastato anche il popolare mercato dei libri di Pochaina, conosciuto per le bancarelle di volumi rari e antichi.
Secondo un’inchiesta del Telegraph, Mosca ha costruito e ampliato almeno 10 basi militari progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione lungo i confini con l’Ucraina e la Bielorussia. Alcuni di questi hub sono stati creati convertendo basi militari e aeroporti civili preesistenti, mentre altri sono stati costruiti da zero in aree rurali. Analizzando immagini satellitari, documenti riservati e dati della società di analisi DroneSec, giornalisti e analisti militari hanno individuato 59 rampe di lancio meccaniche, catapulte su rotaia che sostituiscono le piste di atterraggio e consentono il lancio rapido di droni pesanti simili ad aerei proprio in prossimità della linea del fronte. Almeno 20 di queste sarebbero progettate per il lancio delle più recenti versioni ad alta velocità di droni a lungo raggio, dotate di propulsione a reazione.
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DS Penske chiude in bellezza la sua storia in Formula E con la vittoria di Taylor Barnard!

Terremoto in Indonesia, '12.800 persone non possono tornare alle loro case'
Industria cinese, crescita rallenta al 4,5% a luglio
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Borsa, Piazza Affari col segno più: Ftse Mib +0,43%. Scatto di Stm e Prysmian
Partenza positiva per Piazza Affari nella seduta del 17 agosto. Il Ftse Mib guadagna lo 0,43% e raggiunge 53.812 punti, con Stm e Prysmian davanti alle altre blue chip. Fincantieri apre invece in calo dell’1,51%.
Fincantieri cede l’1,51%, in calo anche Campari, Amplifon e Brunello Cucinelli a Piazza Affari
Stm e Prysmian prendono subito la testa del Ftse Mib. Nelle prime battute della seduta Stm guadagna il 3,34%, mentre Prysmian avanza del 2,62%.
Gli acquisti contribuiscono alla partenza positiva di Piazza Affari, con il Ftse Mib a 53.812 punti, in rialzo dello 0,43%. Segno più anche per Ferrari, che sale dell’1,22%, e Saipem, avanti dello 0,86%.
Tra i titoli in rosso, Fincantieri perde l’1,51%. Seguono Campari a -0,89%, Amplifon a -0,60% e Brunello Cucinelli a -0,54% nelle prime contrattazioni della giornata.
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Spionaggio in Corea del Sud, due ex militari cinesi arrestati vicino alle installazioni Usa
Due cittadini cinesi, entrambi con un passato nelle forze armate del loro Paese, sono stati arrestati in Corea del Sud con l’accusa di avere raccolto illegalmente informazioni riguardanti le attività militari sudcoreane e statunitensi. Un’indagine che tocca direttamente uno dei dispositivi di sicurezza più importanti dell’Indo-Pacifico, ma sulla quale restano ancora da chiarire alcuni passaggi decisivi: soprattutto se il materiale raccolto sia stato trasmesso alle autorità cinesi e se dietro l’attività dei due uomini vi fosse un committente.
A riferire gli arresti è Associated Press, citando la polizia sudcoreana. I due casi, almeno sulla base delle informazioni rese pubbliche finora, sono distinti. Li accomunano però il precedente servizio militare dei sospettati in Cina e la natura degli obiettivi: infrastrutture, comunicazioni e personale collegati alla presenza militare americana nella penisola coreana.
Le comunicazioni intercettate vicino alla base
Il primo sospettato è un cittadino cinese di circa sessant’anni. Secondo gli investigatori avrebbe installato in un albergo vicino a una base aerea utilizzata congiuntamente dalle forze sudcoreane e statunitensi un sistema composto da un ricevitore software-defined radio, un’antenna e un computer portatile.
L’apparato sarebbe stato utilizzato in diverse occasioni, a partire dal 2024, per intercettare le comunicazioni tra i caccia pilotati da militari sudcoreani e americani e i controllori del traffico aereo della base. L’uomo è stato arrestato il 10 agosto con l’accusa di avere violato, tra le altre, le norme sudcoreane sulla protezione delle comunicazioni.
Agli investigatori avrebbe spiegato di essere un appassionato di comunicazioni aeronautiche: dopo avere ascoltato quelle tra velivoli civili e torri di controllo, avrebbe voluto fare altrettanto con gli aerei militari. Una versione che la polizia sta verificando. Il computer sequestrato è sottoposto ad analisi forense proprio per stabilire se le informazioni intercettate siano rimaste nella disponibilità dell’uomo oppure siano state trasmesse ad altri soggetti, comprese eventuali autorità cinesi. Al momento, su questo punto, non è stata resa pubblica alcuna prova di un trasferimento a Pechino.
Informazioni sul comando americano
Il secondo arresto riguarda un cittadino cinese sulla quarantina, anch’egli già appartenente alle forze armate cinesi. Gestisce un negozio di forniture militari nei pressi del quartier generale statunitense nell’area di Seoul.
Secondo la ricostruzione della polizia, l’uomo avrebbe raccolto materiale sulle esercitazioni congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, fotografie relative ai movimenti di armamenti e informazioni sugli avvicendamenti ai vertici militari americani. Una parte di questi dati sarebbe arrivata da una cittadina sudcoreana impiegata presso il comando Usa, alla quale il sospettato avrebbe consegnato denaro. Gli investigatori ritengono inoltre che tra i due vi fosse una relazione personale.
Anche in questo caso la spiegazione fornita dall’indagato è di natura privata: avrebbe cercato quelle informazioni perché le riteneva utili alla propria attività commerciale. La polizia contesta questa ricostruzione e procede per violazioni delle norme riguardanti, tra l’altro, la protezione delle installazioni militari.
L’ambasciata cinese a Seoul, contattata da Associated Press dopo l’annuncio degli arresti, non aveva risposto alle richieste di commento al momento della pubblicazione della notizia.
Il momento scelto da Seoul
Il calendario aggiunge inevitabilmente un elemento al quadro, senza per questo dimostrare un collegamento tra gli arresti e le manovre militari. Dal 17 al 27 agosto, Stati Uniti e Corea del Sud terranno infatti l’edizione 2026 di Ulchi Freedom Shield, la grande esercitazione annuale dedicata alla preparazione delle forze alleate sulla penisola. Circa 18 mila militari sudcoreani prenderanno parte alle attività, che quest’anno comprenderanno anche scenari legati a droni, interferenze Gps e attacchi informatici.
La Corea del Sud rimane uno dei pilastri della postura militare americana in Asia orientale. Washington mantiene nel Paese circa 28.500 uomini, formalmente destinati in primo luogo alla deterrenza nei confronti della Corea del Nord. La loro presenza, tuttavia, si inserisce ormai in un dispositivo regionale più ampio, nel quale la penisola coreana è anche uno dei punti di contatto tra la strategia statunitense e la crescente competizione con la Cina nell’Indo-Pacifico.
È precisamente per questo che informazioni apparentemente circoscritte – frequenze radio, procedure operative, movimenti di mezzi, calendari delle esercitazioni, avvicendamenti del personale – assumono un valore diverso se raccolte sistematicamente. Il lavoro d’intelligence non passa necessariamente dalla sottrazione di un singolo documento classificato: può procedere anche attraverso l’accumulazione di dati separati che, messi insieme, consentono di ricostruire abitudini operative e vulnerabilità.
Una legge sullo spionaggio che sta cambiando
Il caso cade inoltre in una fase particolare per il sistema di controspionaggio sudcoreano. Per decenni l’architettura legislativa di Seoul è stata costruita principalmente attorno alla minaccia proveniente dalla Corea del Nord. L’articolo 98 del codice penale limitava infatti il tradizionale reato di spionaggio alle attività svolte nell’interesse di un “Paese nemico”, con conseguenti difficoltà nell’applicarlo a operazioni condotte per conto di altri Stati.
Il Parlamento ha modificato la norma il 26 febbraio 2026. Dal prossimo 13 settembre, il campo di applicazione verrà esteso alle attività svolte a beneficio di qualsiasi Paese straniero o organizzazione equivalente. È una revisione maturata dopo anni di discussione proprio sulla necessità di adeguare gli strumenti giuridici a una competizione che non riguarda soltanto il confronto militare con Pyongyang, ma anche tecnologia, industria e intelligence.
Gli arresti dei due ex militari cinesi precedono quindi l’entrata in vigore della nuova disciplina e saranno valutati sulla base delle norme attualmente applicabili. Ma mostrano quale sia il problema che Seoul intende affrontare: proteggere una presenza militare americana capillare e un apparato tecnologico avanzato da operazioni che possono muoversi in una zona molto più sfumata rispetto allo spionaggio tradizionale.
Per ora, ciò che è accertato è più limitato: due uomini sono stati arrestati, la polizia sostiene che abbiano raccolto informazioni di interesse militare e gli investigatori stanno cercando di capire quale uso ne sia stato fatto. L’eventuale regia di Pechino resta invece da provare. Ed è proprio questa distinzione, in una vicenda destinata a essere osservata da Washington oltre che da Seoul, a separare i fatti già emersi dalle conclusioni che l’indagine deve ancora raggiungere.














