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Morta dopo 25 giorni di agonia Michela Rubiu, il marito le aveva sparato e poi aveva ucciso anche il fratello

Michela Rubiu, 47 anni, è morta questa mattina intorno alle 12 nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Brotzu di Cagliari, dove si trovava ricoverata dal 23 luglio scorso. La donna è deceduta dopo 25 giorni di agonia a causa delle ferite riportate alla testa, raggiunta alla nuca da un proiettile sparato a bruciapelo dal marito Alessandro Pintus, 39 anni. L’uomo quello stesso giorno aveva ucciso il fratello Andrea a Quartu Sant’Elena.

Pintus aveva raggiunto il bar di Solanas, sulla costa sud-orientale dell’isola, che la coppia gestiva insieme, e aveva aperto il fuoco contro la moglie mentre stava aprendo il locale. Convinto di averla uccisa, si era poi diretto verso la casa dei genitori in via Asfodelo, nella frazione di Margine Rosso a Quartu Sant’Elena, dove aveva sparato e ucciso il fratello 42enne. Subito dopo la duplice aggressione, il 39enne, che deteneva regolarmente armi da fuoco, si era presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri confessando quanto fatto davanti ai militari e al pubblico ministero.

Con il decesso di Michela Rubiu, la posizione giudiziaria di Alessandro Pintus si aggrava: l’accusa a suo carico verrà probabilmente modificata in duplice omicidio volontario. Nel frattempo, i militari del Ris di Cagliari hanno effettuato sopralluoghi sia nel bar di Solanas che nella casa di Quartu Sant’Elena per ricostruire con esattezza la dinamica dei colpi esplosi e le posizioni delle vittime. Proseguono inoltre le indagini dei carabinieri della compagnia di Quartu Sant’Elena per chiarire il movente del delitto, tuttora incerto.

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Una 17enne travolta da un barchino di migranti a pochi metri dalla riva di Chia (Cagliari): un arresto

Era in acqua, a pochi metri dalla battigia, quando ha sentito arrivare l’imbarcazione. Un attimo dopo l’impatto. Una ragazza di 17 anni, in vacanza con la famiglia a Chia (Cagliari), è stata travolta nel tardo pomeriggio di ieri nelle acque davanti alla spiaggia di Su Giudeu, una delle più frequentate della costa. A soccorrerla sono stati i bagnanti. La giovane, fortemente sotto choc, ha rischiato di annegare ed è stata affidata ai soccorritori, che hanno disposto il trasferimento urgente in elisoccorso all’ospedale Brotzu di Cagliari. A colpirla, secondo la ricostruzione dei carabinieri, è stato un piccolo natante in vetroresina con un motore fuoribordo da 85 cavalli. A bordo c’era un gruppo di migranti. Dopo l’impatto, invece di fermarsi, l’imbarcazione avrebbe proseguito la sua corsa, allontanandosi dalla zona e dirigendosi verso la vicina spiaggia di Tuerredda.

È lì che il viaggio si è interrotto. Una volta raggiunta la terraferma, i passeggeri sono scesi dal barchino e hanno tentato di allontanarsi a piedi nell’entroterra. Ma nel frattempo era già scattato l’allarme. La Centrale operativa ha mobilitato i carabinieri delle Stazioni di Domus de Maria e Pula e il Nucleo Operativo di Cagliari, impegnati in questi giorni nei controlli straordinari sul litorale per il periodo estivo. I militari hanno presidiato le principali vie di approdo e, in breve tempo, sono riusciti a rintracciare l’intero gruppo. Si trattava di 14 uomini adulti, tutti di nazionalità algerina e privi di documenti. Al momento del fermo, riferiscono i carabinieri, apparivano in buone condizioni di salute.

Parallelamente sono partite le indagini per capire chi fosse alla guida dell’imbarcazione e ricostruire con precisione quanto accaduto davanti a Su Giudeu. I carabinieri hanno lavorato insieme al personale della Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura. Gli accertamenti hanno portato a individuare quello che gli investigatori ritengono essere il conducente: un 28enne algerino. Al termine degli accertamenti è stato arrestato e trasferito nel carcere di Uta. Le accuse nei suoi confronti sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lesioni personali gravissime. La sua posizione, tuttavia, è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari: per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

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Yael Trepy in terapia intensiva: il giocatore del Cagliari è grave dopo aver rischiato di annegare in piscina

L’attaccante del Cagliari, Yael Trepy, è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Il 20enne, di origini francesi, ha infatti rischiato di annegare nella piscina di una villa in Costa Smeralda ieri pomeriggio, 17 agosto.

Secondo una prima ricostruzione, l’incidente è avvenuto intorno alle 18 quando il giocatore è finito nella parte della piscina dove l’acqua è più alta e si è trovato in difficoltà visto che non sa nuotare.

Quando Trepy è stato tirato fuori, la gravità della situazione ha reso necessario l’intervento del 118 e il trasporto in elisoccorso a Sassari. La Tac toracica eseguita sull’attaccante ha rivelato la presenza di grandi quantità di liquido nei polmoni, situazione che rende difficile lo scambio di ossigeno. Per evitare sofferenze al paziente e consentire la somministrazione di una terapia, i medici tengono il giovane in coma farmacologico, sotto costante monitoraggio.

Il 20enne ha esordito in Serie A con la maglia del Cagliari durante la scorsa stagione e ha segnato il gol fondamentale di pareggio nella partita con la Cremonese. Proprio lo scorso venerdì, 14 agosto, è partito titolare nella gara vinta dal Cagliari contro l’Arezzo in Coppa Italia. “Il club – si legge in una nota – è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili”.

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Cagliari, apprensione per Trepy: rischia di annegare in piscina, è in terapia intensiva

Yael Trepy, attaccante del Cagliari, è ricoverato in terapia intensiva a Sassari dopo aver rischiato di annegare nella piscina di una villa in Costa Smeralda. Il giocatore è stato soccorso, intubato e trasferito in ospedale con l’elisoccorso.

Trepy sarebbe finito nella parte più profonda della piscina e non saprebbe nuotare

L’incidente è avvenuto domenica alle 18. Secondo una prima ricostruzione, Trepy sarebbe finito nella zona della piscina dove l’acqua è più alta e si sarebbe trovato in difficoltà perché, a quanto si è appreso, non saprebbe nuotare.

Il calciatore è stato tirato fuori dall’acqua, ma la gravità della situazione ha richiesto l’intervento del 118. I sanitari lo hanno intubato e successivamente trasferito con l’elisoccorso all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

Trepy si trova ora ricoverato in terapia intensiva.

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