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CASTELMEZZANO – La Basilicata con il borgo di Castelmezzano è la prima tappa della nostra rubrica “Un livornese in viaggio” con le foto d’artista di Glauco Fallani. Tornano i viaggi di Glauco Fallani alla scoperta dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti d’Italia.
Aggrappato alla montagna, quasi a seguire il profilo della roccia, Castelmezzano in Basilicata appare come un piccolo borgo incastonato nel cuore delle Dolomiti Lucane. Le sue case, costruite sulla pietra e disposte lungo le pendici rocciose, sembrano fondersi con il paesaggio che le circonda.

È proprio questo straordinario rapporto tra il borgo e la natura a rendere Castelmezzano così affascinante. Intorno al paese si innalzano le guglie e i picchi di roccia arenaria delle Piccole Dolomiti Lucane, mentre profondi canyon caratterizzano il territorio. Il paese si trova all’interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, un’area in cui montagne, boschi e paesaggi rocciosi creano uno scenario particolarmente suggestivo.
Passeggiando tra i vicoli, le scalinate e i passaggi del centro storico, lo sguardo incontra continuamente la montagna. Per chi ama camminare nella natura, Castelmezzano è anche il punto di partenza del Percorso delle Sette Pietre, che attraverso un antico tratturo collega il borgo a Pietrapertosa.

Un luogo dove roccia, boschi e abitazioni sembrano appartenere a un unico paesaggio: è questa particolare armonia a rendere Castelmezzano una delle destinazioni più suggestive della montagna lucana.






Foto di Glauco Fallani
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Torgiano (PG) 17 agosto – Ancora una volta, Federico Maria Sardelli dimostra come la poliedricità del vero ingegno rinascimentale possa trovare cittadinanza nel nostro presente. Conosciuto a livello internazionale come una delle massime autorità mondiali su Antonio Vivaldi, direttore d’orchestra, musicologo, flautista e saggista di raffinata penna, Sardelli torna a stupire il pubblico, ma questa volta lasciando la bacchetta sul leggio e imbracciando i pennelli.
A Torgiano, borgo umbro celebre per il suo connubio tra arte e cultura enogastronomica, la sua opera pittorica si svela in una mostra d’eccezione che si distingue per grazia, virtuosismo e profonda sensibilità estetica.
“La pittura non è un semplice contrappunto
alla mia musica, ma un altro modo per
catturare la medesima luce.”
(Federico Maria Sardelli)
Un virtuosismo tra tela e spartito.
Per chi conosce Sardelli solo attraverso le incisioni per la Vivaldi Edition o attraverso le sue leggendarie esecuzioni con l’ensemble Modo Antiquo, l’impatto con la sua produzione figurativa è una rivelazione folgorante. La pittura di Sardelli non è il dilettantismo d’un musicista illustre, bensì un linguaggio organico e maturo, frutto di anni di studio rigido e passione viscerale per la grande tradizione classica e figurativa.
Nel cuore di Torgiano, le tele esposte dialogano sapientemente con le architetture storiche che le ospitano. Tra i soggetti rappresentati figurano:
Paesaggi e atmosfere d’acque: Uno sguardo acuto sulla natura, dove i riflessi della luce e le velature cromatiche richiamano direttamente il dinamismo e la vivacità dei concerti vivaldiani.
Ritrattistica e figura: Un’indagine psicologica acuta, segnata da un tratto sicuro e da un’attenzione al dettaglio che evoca i maestri del passato senza mai cadere nella stancante citazione.
Scenografie e visioni d’epoca: L’universo barocco reinventato con gusto moderno e straordinario rigore formale.
Ciò che colpisce della pittura di Sardelli è la luce. Come nelle architetture sonore del “Prete Rosso” la struttura ritmica sostiene l’invenzione melodica, così sulla tela una linea di disegno nitida e ferrea cede il passo a campiture di colore calde, vibranti, intrise di un lirismo mai lezioso.
L’allestimento a Torgiano offre un percorso espositivo denso e intimo, capace di affascinare sia i melomani giunti per rendere omaggio al maestro della musica barocca, sia i collezionisti e gli appassionati d’arte figurativa in cerca di una pittura che sappia ancora parlare il linguaggio dell’armonia e della bellezza senza tempo.


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