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La pioggia non dà tregua: il Palio di Siena rinviato per il secondo giorno consecutivo, Piazza del Campo è ancora impraticabile

La maledizione del maltempo colpisce per il secondo giorno consecutivo il Palio di Siena. È stata esposta anche oggi, lunedì 17 agosto, intorno alle ore 14.30, la bandiera verde alle trifore di Palazzo Pubblico in piazza del Campo e così è stato nuovamente rimandato il Palio dell’Assunta del 16 agosto a causa delle avverse condizioni meteo. La pioggia ha interessato Piazza del Campo fin dalla mattinata e ha ancora una volta reso impraticabile il tufo dopo il primo slittamento della Carriera deciso domenica 16 agosto. Se le condizioni atmosferiche lo consentiranno, domani, martedì 18 agosto, il programma rimarrà lo stesso: alle ore 15 e alle ore 15.30 gli spari del mortaretto per il primo e secondo preavviso; alle ore 16.10 l’inizio dello sgombero della pista per permettere alle ore 16.45 la sfilata del drappello dei Carabinieri a cavallo; quindi, alle ore 16.50, l’ingresso in piazza del Campo del Corteo Storico; alle ore 19 l’uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà per il Palio.

Dalle ore 16 alle ore 18 sarà possibile accedere alla Piazza, fino al numero massimo consentito, esclusivamente da via Dupré, mentre l’accesso ai palchi sarà possibile fino alle ore 16.30. Già nel 2024 il Palio subì due giorni di rinvio a causa del maltempo e a memoria d’uomo in precedenza un ritardo di due giorni si registrò anche nel 1976. Già ieri degli acquazzoni avevano reso precarie le condizioni della pista con rischi di tenuta del tufo steso in piazza del Campo e conseguenti pericoli per l’incolumità di cavalli e fantini.

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Orrore nel Veneziano: uccide l’ex compagna e poi si impicca in casa

Venezia, uccide l’ex compagna e poi si toglie la vita

Un 43enne di Dolo (Venezia), Dino Keber, è stato rinvenuto privo di vita, impiccato all’interno della propria casa, dopo aver con ogni probabilità tolto la vita all’ex partner, la 39enne Tania Terrin, trovata morta nel suo appartamento a Camponogara (Venezia).

Il ritrovo delle due salme – secondo quanto riportato dal quotidiano La Nuova Venezia – risale alla tarda serata di ieri. La notizia trova conferma nelle dichiarazioni delle forze dell’ordine, che al momento mantengono il massimo riserbo sulle modalità del gesto. In seguito alla rottura del loro rapporto, la vittima si era rivolta alle autorità per segnalare l’ex compagno, nei cui confronti era stato emesso un provvedimento di ammonimento da parte del Questore di Venezia.

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Sanità digitale e accessibilità in Italia: le barriere invisibili della primary care

Sanità digitale e accessibilità in Italia: le barriere invisibili della primary care

A firma di Guja Ventura, Head of Operations di International Care Company (ICC)

Negli ultimi anni la sanità italiana ha accelerato il proprio percorso di trasformazione digitale. Gli esempi sono molteplici: dal fascicolo Sanitario Elettronico alle piattaforme di assistenza da remoto, dalle prenotazioni online ai nuovi servizi digitali territoriali, solo per citare alcuni dei pilastri di una strategia che punta a rendere il sistema più efficiente e vicino alla comunità. I numeri non fanno che confermarlo. Secondo l’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, infatti, nel 2025 la spesa per la sanità digitale ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Stando agli ultimi dati, il 53% degli italiani (undici punti percentuale in più rispetto al 2025), ha consultato almeno una volta il Fascicolo Sanitario Elettronico, segno di una crescente familiarità con gli strumenti digitali della salute[1]. Questa evoluzione si riflette anche nelle modalità di erogazione dell’assistenza: dopo la spinta impressa dalla pandemia, la telemedicina è diventata una componente sempre più rilevante del percorso di cura. Oggi sei cittadini su dieci comunicano con il proprio medico tramite WhatsApp, mentre il 52% dei Medici di Medicina Generale e il 36% dei medici specialisti dichiarano di effettuare televisite. Un’evoluzione che trova riscontro anche nelle strategie delle strutture sanitarie: il 74% identifica infatti la telemedicina come una delle principali priorità di investimento digitale. Resta tuttavia un margine di maturazione, poiché l’utilizzo di piattaforme dedicate è ancora limitato e, in molti casi, le visite a distanza vengono erogate attraverso strumenti non progettati specificamente per l’ambito sanitario.

Sul fronte della digitalizzazione, tuttavia, persistono significative differenze territoriali. Un aggiornamento della Fondazione Gimbe sul Fascicolo Sanitario Elettronico ha evidenziato nel 2025 una forte disomogeneità tra le regioni sia nella completezza dei documenti disponibili sia nell’offerta di servizi digitali. L’analisi mostra inoltre che il livello di utilizzo da parte dei cittadini resta mediamente inferiore al 50% in diverse aree del Paese, segnalando una persistente frattura digitale nell’accesso ai servizi sanitari e un consistente divario tra le regioni del nord e quelle del sud[2].

La digitalizzazione, tuttavia, non coincide automaticamente con l’accessibilità. Se da un lato aumenta la disponibilità di servizi online, dall’altro emergono nuove forme di esclusione che non dipendono soltanto dalla connessione internet o dalle competenze digitali. L’accessibilità, infatti, non significa semplicemente poter accedere a una piattaforma, ma essere nelle condizioni di comprenderne il funzionamento, orientarsi tra servizi spesso frammentati e completare il proprio percorso di cura senza ostacoli.

È qui che emergono le cosiddette “barriere invisibili”: per molte persone – anziani, caregiver, cittadini con disabilità, persone con background migratorio o con una limitata alfabetizzazione sanitaria – le difficoltà iniziano molto prima dell’accesso a una prestazione. Comprendere quale servizio attivare, sapere a chi rivolgersi, gestire un’emergenza familiare o coordinare interlocutori diversi rappresenta una sfida quotidiana che richiede tempo, competenze e supporto.

A queste criticità si aggiungono poi le fragilità strutturali del sistema sanitario. L’accessibilità alle cure primarie è infatti ostacolata da lunghe liste di attesa, dalla crescente carenza di medici di medicina generale – nel nostro Paese ne mancano oltre 5.500 e sempre più cittadini faticano a trovarne uno, soprattutto nelle regioni più popolose – e dalla frammentazione dei percorsi assistenziali. La progressiva riduzione del numero di medici di famiglia incide inoltre sulla prossimità dell’assistenza: in molte aree interne, montane e rurali, trovare un medico di medicina generale vicino al proprio luogo di residenza è sempre più difficile, con conseguenti maggiori tempi e difficoltà negli spostamenti per accedere alle cure. Persistono inoltre barriere linguistiche e culturali, procedure amministrative complesse e orari di accesso spesso poco flessibili, che rendono ancora più difficile orientarsi all’interno del sistema sanitario.

Questi fattori si inseriscono in un contesto di evidente sottofinanziamento della sanità pubblica rispetto ad altri Paesi europei: secondo le ultime stime disponibili, la spesa sanitaria italiana (8,4% del Pil) è al di sotto della media Ocse (9,3%) e di quella in particolare di Germania (12,7%), Francia (10,8%) e Regno Unito (9,3%)[3], penalizzando soprattutto anziani, persone fragili, cittadini in situazioni di marginalità socioeconomica e residenti nelle aree più svantaggiate.

La questione assume un peso ancora maggiore alla luce delle dinamiche demografiche. Secondo gli ultimi Indicatori Demografici dell’Istat, al 1° gennaio 2026 gli over 65 hanno raggiunto i 14,8 milioni, pari al 25,1% della popolazione italiana, mentre gli ultraottantacinquenni superano i 2,5 milioni[4]. L’Italia si conferma, così, il Paese più anziano dell’Unione Europea per incidenza della popolazione anziana. Si tratta di una trasformazione strutturale che modifica profondamente la domanda di assistenza. Cresce infatti il numero di persone che necessitano non soltanto di cure sanitarie, ma anche di supporto continuativo, orientamento, accompagnamento e servizi di prossimità.

È proprio alla luce di queste trasformazioni che emerge uno dei principali equivoci del dibattito sulla sanità digitale. Ancora oggi l’innovazione viene spesso identificata con la semplice digitalizzazione delle prestazioni: piattaforme online, Fascicolo Sanitario Elettronico, telemedicina e nuovi servizi digitali. In realtà, la primary care contemporanea comprende un insieme molto più ampio di attività che va oltre la dimensione clinica. Significa orientare le persone all’interno del sistema sanitario, coordinare i servizi, supportare i caregiver, gestire le fragilità e garantire continuità lungo tutto il percorso di assistenza. Basti pensare al caso di un lavoratore che vive lontano dai propri genitori anziani. Il problema non consiste soltanto nell’ottenere una visita specialistica, ma nel riuscire a monitorare la situazione, trovare rapidamente risposte affidabili, coordinare eventuali interventi domiciliari e gestire gli imprevisti che possono compromettere il benessere della persona assistita. In questi casi il bisogno è contemporaneamente sanitario, assistenziale e organizzativo.

Per questo motivo il concetto stesso di innovazione sanitaria sta cambiando. L’obiettivo non è più soltanto la digitalizzazione delle prestazioni, ma la capacità di costruire ecosistemi integrati di assistenza che semplifichino il rapporto tra cittadini e servizi. In questa prospettiva stanno assumendo un ruolo crescente i modelli che combinano teleassistenza primaria, orientamento ai servizi, supporto internazionale, programmi dedicati ai caregiver, assistenza per la popolazione senior e gestione delle situazioni impreviste che possono influire sulla continuità della cura.

L’obiettivo non è sostituire il Servizio sanitario nazionale, ma rafforzarne la capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, rendendolo più accessibile attraverso una presa in carico più fluida, tempestiva e coordinata. Il valore di questi servizi risiede proprio nella loro funzione sociale: accompagnare le persone verso il percorso assistenziale più appropriato, migliorando la fruibilità del sistema sanitario e contribuendo a un utilizzo più efficiente delle sue risorse. In questo modo, situazioni a bassa complessità, che spesso si riversano impropriamente sui Pronto Soccorso per mancanza di alternative accessibili o di un orientamento tempestivo – soprattutto nelle ore serali, nei fine settimana o nei territori dove l’assistenza territoriale è meno capillare – possono essere intercettate e gestite in modo più adeguato, alleggerendo la pressione sulle strutture di emergenza e consentendo loro di concentrarsi sui casi realmente urgenti.

Questa evoluzione riguarda sempre più anche il mondo delle imprese. L’invecchiamento della popolazione attiva, l’aumento dei lavoratori impegnati nell’assistenza a familiari fragili e la crescente attenzione al benessere organizzativo stanno trasformando il welfare aziendale. Le aziende non cercano più soltanto prestazioni sanitarie aggiuntive, ma strumenti capaci di supportare concretamente i dipendenti nella gestione della vita quotidiana e delle responsabilità di cura. In questo scenario, il valore della tecnologia non si misura soltanto in termini di efficienza, ma soprattutto nella sua capacità di generare prossimità.

Una piattaforma digitale, da sola, non elimina le disuguaglianze. Può farlo soltanto se inserita all’interno di una rete di servizi in grado di accompagnare le persone, orientarle e fornire risposte tempestive ai bisogni che emergono lungo il percorso. In quest’ottica la sfida della sanità digitale italiana, dunque, non può essere unicamente tecnologica. È innanzitutto organizzativa, culturale e relazionale. Perché la vera accessibilità non consiste nel mettere un servizio online e sostituire l’apporto umano al servizio stesso, ma nel garantire che ogni persona possa utilizzarlo con semplicità e ricevere il supporto necessario nel momento in cui ne ha davvero bisogno.

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Nuove limitazioni all’aeroporto di Catania: 10 voli all’ora in arrivo fino alle 12 di domani

A meno di 24 ore dal primo sospiro di sollievo per chi viaggia da e per la Sicilia in queste settimane, una nuova eruzione dell’Etna impone nuove limitazioni all’aeroporto di Catania Fontanarossa. Sac, la società di gestione dello scalo catanese, ha comunicato sulla sua pagina Facebook che, “a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2″.

La restrizione doveva durare fino alle 14 di oggi, 17 agosto, con cinque aerei in arrivo all’ora, ma la Sac ha diffuso un aggiornamento in cui si comunica la proroga della chiusura del solo settore B1 fino alle 12 di domani, 18 agosto, con dieci aerei all’ora in arrivo. Non ci sono restrizioni in partenza. “I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore”, conclude la nota.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo (Ingv-Oe), ha infatti comunicato che questa mattina si è registrata “l’apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2200 e 2350 m”, da cui è stata prodotta una colata lavica e che ha generato l’emissione di cenere dal cratere, che ora si sta disperdendo in direzione sud-est. Ingv-Oe ha spiegato: “Dal punto di vista sismico, dopo l’incremento di ieri pomeriggio l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un valore massimo intorno alle 19:40 di ieri sera e successivamente, fino allo stato attuale, con deboli oscillazioni è leggermente diminuita, rimanendo sempre all’interno dell’intervallo dei valori alti”. Sono in corso i rilievi sul campo da parte del personale Ingv-Oe, mentre in diversi Comuni del catanese – in particolare Valverde, Viagrande, San Gregorio, San Giovanni la Punta e alcune zone dello stesso capoluogo – strade, automobili e marciapiedi sono ricoperti da una coltre di cenere alta diversi centimetri.

La nuova chiusura parziale spegne l’entusiasmo di domenica, quando l’amministratore delegato della società, Nico Torrisi, aveva dichiarato: “Il ripristino delle operazioni di volo all’aeroporto di Catania rappresenta un passaggio importante verso il ritorno alla normalità dopo giorni particolarmente complessi per la nostra città”.

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Lega, Fontana lancia l’assalto del nord: “Il partito va salvato dal declino. Un passo indietro di Salvini? Da non escludere”

“Chiediamo di rivedere l’impostazione del partito, perché ce n’è un gran bisogno ora”. In un’intervista al Corriere della sera, Attilio Fontana lancia l’assalto dei leghisti del nord contro la segreteria di Matteo Salvini, una rivolta covata per mesi ed esplosa nel direttivo regionale lombardo della settimana scorsa. “I nostri militanti, non solo in Lombardia ma in tutto il nord, ascoltano i cittadini e segnalano un malessere“, afferma il presidente della Regione, esponente storico del Carroccio e già sindaco di Varese. “Nel direttivo, con il segretario Massimiliano Romeo, abbiamo dato voce a questo malessere e alle esigenze di amministratori e cittadini, proponendo valutazioni politiche a partire da un dato di fatto: siamo passati dal 34% al 5% dei voti. Insomma, il problema c’è, e quindi è opportuno lavorare per trovare una via d’uscita da questo declino. E arrivare a una soluzione è utile non soltanto per la Lega, ma per tutto il centrodestra”, incalza. E alla domanda se Salvini debba fare “un passo indietro o di lato” risponde eloquente: “Nessuna soluzione va esclusa a priori. la Lega non teme il rinnovamento”.

Per il governatore lombardo, la soluzione per il rilancio del partito è “innanzitutto valorizzare le nostre ricchezze: e il nostro primo capitale sono i tanti amministratori locali, che interpretano quotidianamente la concretezza che noi chiediamo alla Lega”, spiega. Annunciando un progetto che somiglia al nucleo di una futura scissione: “Ua pluralità di persone stanno lavorando per proporre un nuovo luogo di dibattito. Un’associazione larga e aperta a discutere sui temi importanti come, per esempio, la modernizzazione dello Stato. Sono ancora più convinto che si debba andare verso il federalismo, la maggiore autonomia delle amministrazioni locali, che agiscono con la concretezza che serve ai territori e che sono a contatto con il mondo economico, ricevono le domande di chi lavora e produce ricchezza e per questo chiedono una politica industriale. E vogliamo occuparci anche di diritti civili“. Un tema che sta molto a cuore anche all’altro governatore “ribelle”, il Veneto Luca Zaia, e su cui Salvini invece porta avanti una linea fermamente conservatrice.

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Fiorentina, Mastantuono gioca a calcio in spiaggia a Forte dei Marmi: palleggi sul bagnasciuga con i tifosi – VIDEO

Mastantuono in versione vacanziere a Forte dei Marmi: partita improvvisata sulla spiaggia con alcuni tifosi

Ferragosto sulla spiaggia di Forte dei Marmi per Franco Mastantuono, nuovo giocatore della Fiorentina. Il talento argentino è stato riconosciuto da alcuni ragazzi sul bagnasciuga e non si è tirato indietro quando gli hanno proposto di giocare insieme. Nel video Mastantuono si diverte tra palleggi, passaggi e tiri sulla sabbia, concedendosi una parentesi da normale vacanziere prima di tornare agli impegni con la squadra viola. Video Corriere TV.

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Russia, maxi attacco di droni ucraini: esplosioni e una colonna di fumo nella regione di Mosca – VIDEO

Centinaia di droni contro la Russia, incendio nel maxi deposito Wildberries: le immagini dalla regione di Mosca

Una delle più grandi ondate di droni ucraini contro la Russia dall’inizio della guerra ha interessato anche la regione di Mosca. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 822 droni in diverse zone del Paese, mentre nella regione della capitale un attacco ha colpito anche un grande magazzino di Wildberries a Koledino, circa 45 chilometri a sud di Mosca. Le immagini mostrano esplosioni e una densa colonna di fumo nero alzarsi dalla struttura colpita. Nella sola regione di Mosca un uomo di 83 anni è morto nell’attacco, secondo le autorità locali. Video Astra/Corriere TV.

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Arizona, attraversa in bici un ponte allagato: la corrente la trascina sott’acqua per 30 metri – VIDEO

La ciclista viene trascinata dalla corrente dentro un tunnel: salvata dopo essere riemersa 30 metri più avanti

Una 20enne ha rischiato di annegare mentre tentava di attraversare in bicicletta un ponte allagato al Sabino Canyon, in Arizona. La forza della corrente l’ha trascinata sott’acqua e dentro un tunnel, facendola riemergere circa 30 metri più avanti. I soccorritori sono riusciti a raggiungerla, tirarla fuori dall’acqua e praticarle la rianimazione cardiopolmonare fino a quando la giovane ha ripreso conoscenza. La polizia ha poi ricordato i rischi legati all’attraversamento di strade e corsi d’acqua durante le piene. Video Corriere TV.

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Ben-Gvir propone di uccidere tra i 30 e i 40 palestinesi ogni notte a Gaza.

Il criminale ministro della sicurezza interna israeliano ha esortato allo sterminio dei palestinesi a Gaza, chiedendo l’uccisione di “tra 30 e 40” gazawi al giorno.

« Mi sembra che a Gaza si debbano effettuare uccisioni mirate, eliminando dai 30 ai 40 gazawi ogni notte. Non solo quelli che rappresentano una minaccia immediata », ha dichiarato apertamente Itamar Ben-Gvir nel podcast «8 ottobre», pubblicato domenica.

Ben-Gvir ha ribadito che l’intera enclave palestinese appartiene a Israele e ha suggerito di agevolare, il prima possibile, l’espansione degli insediamenti e la migrazione a Gaza, definendo al contempo i residenti palestinesi della Striscia “terroristi” e insistendo sulla necessità di “ucciderli uno per uno”.

Israele addestra i bambini alle armi ed all’odio contro palestinesi, arabi e cristiani

« Lì ci sono persone che non meritano di vivere. Né dovrebbero vivere. Non sono nemmeno persone », ha insistito il ministro sionista di estrema destra.

La linea dura assunta da Ben-Gvir ha suscitato numerose condanne internazionali.

Le autorità palestinesi affermano che la guerra genocida di Israele, iniziata il 7 ottobre 2023, ha ucciso più di 73.000 persone e ne ha ferite più di 174.000 a Gaza, per lo più donne e bambini.

L’ufficio stampa del governo di Gaza ha stimato che circa 9.500 palestinesi risultano dispersi dall’inizio della guerra e si ritiene che molti siano sepolti sotto edifici distrutti.

Inoltre, secondo il rapporto, circa il 90% delle infrastrutture dell’enclave è stato danneggiato o distrutto.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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17enne travolta da un barchino con un gruppo di migranti a bordo a Chia, arrestato lo scafista

17enne travolta da un barchino con un gruppo di migranti a bordo a Chia, arrestato lo scafista

CAGLIARI (ITALPRESS) – Nelle acque della spiaggia di Su Giudeu a Chia, nel comune di Domus de Maria, una turista di appena 17 anni è stata travolta da un’imbarcazione a motore a pochi metri dalla battigia. La giovane, in vacanza con la famiglia, stava nuotando quando è avvenuto l’impatto. Soccorsa dai bagnanti, ha rischiato di annegare per il forte shock e trasferita d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Brotzu di Cagliari. A travolgerla è stato un natante in vetroresina spinto da un motore fuoribordo da 85 cavalli, con a bordo un gruppo di migranti.

Subito dopo lo scontro, l’imbarcazione ha ripreso la corsa via mare nel tentativo di far perdere le proprie tracce, puntando verso la vicina spiaggia di Tuerredda. Una volta toccata terra, i passeggeri sono sbarcati provando a dileguarsi nell’entroterra, la loro fuga è durata ben poco. L’allarme diramato dalla Centrale Operativa ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri delle Stazioni di Domus de Maria, di Pula e del Nucleo Operativo di Cagliari, già dislocati lungo il litorale per i controlli straordinari del periodo estivo disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Cagliari come concordato in sede di Comitato Provinciale dell’Ordine e Sicurezza Pubblica in Prefettura.

I militari hanno rapidamente presidiato le principali vie d’approdo, rintracciando e fermando l’intero gruppo: 14 uomini adulti di nazionalità algerina, privi di documenti ma, apparentemente, in buone condizioni di salute. Le indagini, avviate nell’immediatezza dei fatti, dai Carabinieri con la collaborazione del personale della Squadra Mobile della Questura, sotto la regia della Procura della Repubblica di Cagliari, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di identificare l’uomo che si presume fosse al timone: un 28enne algerino. Il giovane, al termine degli accertamenti è stato arrestato con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lesioni personali gravissime, e successivamente condotto nel carcere di Uta.

– Foto ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

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Ruba profumi e occhiali per 5 mila euro all’aeroporto di Bologna, denunciato un cittadino rumeno

Ruba profumi e occhiali per 5 mila euro all’aeroporto di Bologna, denunciato un cittadino rumeno

BOLOGNA (ITALPRESS) – La Polizia di Frontiera in servizio presso lo scalo aereo “Marconi” di Bologna ha individuato e bloccato l’autore di un ingente furto ai danni di un esercizio commerciale dello scalo. La refurtiva, composta da 15 profumi e 8 paia di occhiali da sole di marca per un valore complessivo di 5.389,79 euro, è stata interamente recuperata e restituita ai legittimi proprietari. L’intervento è scattato a seguito della segnalazione di due addetti del punto vendita, che avevano notato un uomo aggirarsi tra gli scaffali con fare sospetto prima di asportare un paio di occhiali da sole. Ricostruiti tempestivamente i movimenti del soggetto, gli agenti sono riusciti a rintracciarlo nella sala partenze in zona imbarchi, fermandolo prima che potesse salire a bordo del volo.

L’uomo, un trentenne cittadino rumeno incensurato, nascondeva all’interno del bagaglio a mano tre sacchetti di carta contenenti la merce sottratta, ancora provvista di cartellini e codici identificativi. Accompagnato presso gli uffici di Polizia, il trentenne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Il calciatore del Cagliari Yael Trepy rischia di annegare in piscina, è ricoverato in terapia intensiva

Il calciatore del Cagliari Yael Trepy rischia di annegare in piscina, è ricoverato in terapia intensiva

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Cagliari Calcio comunica che il calciatore Yael Trepy è attualmente ricoverato presso l’Ospedale Civile ‘Santissima Annunziata’ di Sassari, dove si trova in terapia intensiva”. Lo si legge in una nota della società sarda.

“Il club è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il Club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili”, si legge nel comunicato.

Secondo una prima ricostruzione, il calciatore avrebbe rischiato di annegare in una piscina di una villa a Porto Cervo. Classe 2006, prelevato nel 2023 dal Creteil, Trepy ha giocato titolare la partita di Coppa Italia contro l’Arezzo di tre giorni fa, vinta dai sardi per 1-0. Dopo la partita, alla squadra erano stati concessi due giorni di riposo.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

Un’improvvisa deflagrazione con incendio di dimensioni contenute, immediatamente domato dai vigili del fuoco intervenuti, si è verificata a Reggello (Firenze), località Filarone ai Piani della Rugginosa, presso un impianto di produzione farmaceutica.

Secondo quanto si apprende non risultano feriti o disagi alla circolazione stradale e ferroviaria. Indagini dei vigili del fuoco di Figline Valdarno (Firenze) per l’accertamento della dinamica e le valutazioni di impatto ambientale. Secondo quanto riferito dal Comune di Reggello l’incendio si è verificato presso lo stabilimento Sims di Reggello. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, gli uffici tecnici del Comune e l’amministrazione comunale, che stanno seguendo da vicino l’evolversi della situazione. Sempre secondo quanto riferito dal Comune “sono in corso i rilievi del nucleo Nbcr dei vigili del fuoco per accertare le condizioni di sicurezza dell’area. Al momento, l’area interessata risulta circoscritta all’interno dello stabilimento”. Il Comune “rassicura la popolazione che, sulla base degli accertamenti e delle informazioni disponibili al momento, non risultano rischi per la salute della popolazione. L’amministrazione comunale continua a seguire la situazione in stretto coordinamento con le autorità competenti e fornirà ulteriori aggiornamenti non appena saranno disponibili nuove informazioni”.
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China Wants Its Data to Power the World’s A.I.

China is exporting more than A.I. models. It wants its data to influence the world’s chatbots, raising fears that Beijing’s narratives will spread with the technology.

© Go Nakamura/Reuters

A Google booth during the World Artificial Intelligence Conference in Shanghai last month. China wants a greater voice in the development of A.I. chatbots.
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Federico Maria Sardelli in mostra a Torgiano: quando la grande musica diventa pittura

Torgiano (PG) 17 agosto – Ancora una volta, Federico Maria Sardelli dimostra come la poliedricità del vero ingegno rinascimentale possa trovare cittadinanza nel nostro presente. Conosciuto a livello internazionale come una delle massime autorità mondiali su Antonio Vivaldi, direttore d’orchestra, musicologo, flautista e saggista di raffinata penna, Sardelli torna a stupire il pubblico, ma questa volta lasciando la bacchetta sul leggio e imbracciando i pennelli.
A Torgiano, borgo umbro celebre per il suo connubio tra arte e cultura enogastronomica, la sua opera pittorica si svela in una mostra d’eccezione che si distingue per grazia, virtuosismo e profonda sensibilità estetica.
“La pittura non è un semplice contrappunto
alla mia musica, ma un altro modo per
catturare la medesima luce.”
(Federico Maria Sardelli)
Un virtuosismo tra tela e spartito.
Per chi conosce Sardelli solo attraverso le incisioni per la Vivaldi Edition o attraverso le sue leggendarie esecuzioni con l’ensemble Modo Antiquo, l’impatto con la sua produzione figurativa è una rivelazione folgorante. La pittura di Sardelli non è il dilettantismo d’un musicista illustre, bensì un linguaggio organico e maturo, frutto di anni di studio rigido e passione viscerale per la grande tradizione classica e figurativa.
Nel cuore di Torgiano, le tele esposte dialogano sapientemente con le architetture storiche che le ospitano. Tra i soggetti rappresentati figurano:
Paesaggi e atmosfere d’acque: Uno sguardo acuto sulla natura, dove i riflessi della luce e le velature cromatiche richiamano direttamente il dinamismo e la vivacità dei concerti vivaldiani.
Ritrattistica e figura: Un’indagine psicologica acuta, segnata da un tratto sicuro e da un’attenzione al dettaglio che evoca i maestri del passato senza mai cadere nella stancante citazione.
Scenografie e visioni d’epoca: L’universo barocco reinventato con gusto moderno e straordinario rigore formale.
Ciò che colpisce della pittura di Sardelli è la luce. Come nelle architetture sonore del “Prete Rosso” la struttura ritmica sostiene l’invenzione melodica, così sulla tela una linea di disegno nitida e ferrea cede il passo a campiture di colore calde, vibranti, intrise di un lirismo mai lezioso.
L’allestimento a Torgiano offre un percorso espositivo denso e intimo, capace di affascinare sia i melomani giunti per rendere omaggio al maestro della musica barocca, sia i collezionisti e gli appassionati d’arte figurativa in cerca di una pittura che sappia ancora parlare il linguaggio dell’armonia e della bellezza senza tempo.

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Ritrovato morto l’escursionista scomparso: un colpo di fulmine fatale lungo il sentiero di montagna

Ricerca e operazioni notturne dei soccorritori del Soccorso alpino dell’Alto Adige sul Piz Starlex (3.075 metri), sopra Taufers nella Val Monastero: un abitante del posto è stato trovato morto durante la notte. L’uomo era stato segnalato come disperso da domenica, l’ultimo contatto telefonico dalla cima del Piz Starlex è stato intorno alle 13. Non essendo ancora tornato poco dopo le 22 è stata avviata una ricerca tramite la centrale di soccorso regionale. Alle 23.44 le squadre di soccorso hanno trovato il disperso con l’aiuto di un drone nei pressi del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di altezza, in un terreno impervio.

L’ipotesi è che l’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine durante la discesa. I soccorritori hanno recuperato il corpo e lo hanno portato a valle. All’operazione hanno partecipato circa 40 soccorritori del soccorso alpino Cnsas di Tubre, del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Silandro, dei vigili del fuoco volontari di Tubre e del servizio di soccorso alpino di Prato con il drone di distretto.

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Rodri torna in Spagna, il Barcellona piazza il colpo: tutte le cifre dell’affare dell’estate

Il Barcellona ha trovato l’intesa con il Manchester City per riportare Rodri in Spagna. L’operazione può raggiungere 76,5 milioni di euro e porterà il centrocampista a firmare fino al 2030. I Citizens lavorano già sull’arrivo di Ayyoub Bouaddi dal Lille.

Il Barça versa 60 milioni subito, altri 16,5 sono legati a bonus, prestazioni e risultati

Il Barcellona può spendere complessivamente 76,5 milioni di euro per riportare Rodri nella Liga. L’intesa con il Manchester City prevede una prima parte da 60 milioni, alla quale si aggiungono 11,5 milioni di bonus considerati facilmente raggiungibili dai due club.

Altri 5 milioni di euro dipenderanno invece dalle prestazioni individuali del centrocampista e dai risultati ottenuti dal Barcellona durante la stagione. Se scatteranno tutte le variabili previste, l’incasso del City arriverà quindi ai 76,5 milioni complessivi.

La situazione contrattuale di Rodri ha inciso sulla trattativa. Il capitano della Spagna campione del mondo è legato al Manchester City fino al 30 giugno 2027 e aveva già aperto alla possibilità di tornare nel campionato spagnolo. Il Barça gli ha proposto un contratto di quattro anni, fino al 30 giugno 2030.

L’operazione deve ora essere completata con le firme, lo scambio dei documenti e le visite mediche. Rodri aveva già espresso la propria disponibilità al trasferimento e i due club hanno definito la parte economica dell’affare.

Il Manchester City sta contemporaneamente lavorando sul nuovo centrocampo. L’opzione Enzo Fernández non si è concretizzata e il club inglese ha accelerato per Ayyoub Bouaddi, talento del Lille nato nel 2007.

Per il centrocampista marocchino, in possesso anche del passaporto francese, l’investimento può arrivare a circa 100 milioni di euro. Il City vuole portarlo subito in Inghilterra e inserirlo nella rosa dopo la partenza di Rodri.

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“Questi uccelli possono volare a 72 chilometri orari. Un giorno un colombo è tornato con un messaggio sulla zampa”: la storia di Marco Castelli, allevatore degli ultimi ‘messaggeri’ del cielo

Ha 80 coppie di colombi nella sua colombaia di Cortona e da anni partecipa alle gare di colombi viaggiatori. Marco Castelli, 47 anni, colombofilo e imprenditore agricolo, nei giorni scorsi è stato premiato dal Comune di Cortona per la vittoria al Campionato toscano Colombi viaggiatori, ottenuta nella gara disputata a Capua l’11 maggio. Il suo esemplare ha percorso 306 chilometri in linea d’aria in 4 ore e 15 minuti, raggiungendo una velocità media di 72 chilometri orari e conquistando il primo posto nella competizione. “Mi definisco un colombofilo da sempre”, racconta Castelli al Corriere di Arezzo, che pratica questa disciplina con la società sportiva Ali Aretine. Un’attività ancora poco conosciuta, ma che in Italia conta appassionati impegnati in gare provinciali e regionali.

“Mi rendo conto che è una disciplina poco conosciuta e che in Italia siamo in pochi a praticarla”. Castelli alleva circa 80 coppie di colombi, tra riproduttori e viaggiatori. Tra i suoi esemplari più conosciuti c’è il colombo identificato dall’anello numero 223949-22, un esemplare dal piumaggio bigio che ha già ottenuto diversi risultati importanti nelle competizioni. La gara di Capua è stata l’ultima di una serie di prove in cui i colombi vengono trasportati nella località di partenza e poi liberati. Da quel momento devono ritrovare autonomamente la strada verso la propria colombaia, sfruttando il loro naturale senso dell’orientamento. “Quando un colombo nasce gli viene messo un anello di riconoscimento con un numero e un microchip”. Il legame con il luogo in cui sono nati è l’elemento fondamentale che permette il ritorno. La colombaia rappresenta per il colombo un punto di riferimento sicuro verso cui fare rientro anche dopo spostamenti di centinaia di chilometri. “Il meccanismo di ritorno è dato dal fortissimo attaccamento alla propria colombaia, che considera una casa sicura”, afferma.

Oggi i colombi viaggiatori non vengono più utilizzati come strumenti di comunicazione, ma sono protagonisti di vere e proprie competizioni sportive. Ogni gara misura il tempo impiegato per tornare a casa e stabilisce la classifica sulla base della velocità: “I colombi partecipanti vengono radunati e sistemati nelle proprie ceste su un camion, dotato di tutti i comfort, che parte verso la località della competizione, in questo caso Capua. Il giorno della gara vengono liberati e il loro istinto è quello di riprendere la rotta verso casa”.

Il ritorno del vincitore ha rappresentato il momento più importante della gara: “Il mio colombo, che ancora non ha un nome perché glielo diamo solo dopo alcuni primi posti, ha vinto coprendo 306 chilometri in linea d’aria in 4 ore e 15 minuti, alla velocità media di 72 chilometri orari”.

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“Racconto non attendibile, difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, ecco perché due giovani schermidori sono stati assolti dall’accusa di violenza sessuale

Non ci sarebbe una prova sufficiente per affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che quella notte sia stata commessa una violenza sessuale di gruppo. È questo il punto centrale delle motivazioni con cui il tribunale di Siena ha assolto due giovani schermidori italiani, accusati di abusi ai danni di una 17enne tesserata per l’Uzbekistan, per un episodio risalente al 4-5 agosto 2023 durante un raduno a Chianciano Terme. La sentenza era stata pronunciata il 18 maggio 2026 con rito abbreviato, con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. Le motivazioni del gup Andrea Grandinetti sono state depositate il 14 agosto. Il pubblico ministero aveva chiesto per entrambi gli imputati una condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere.

Per il giudice, il processo non ha raggiunto la soglia probatoria necessaria per una condanna. Nelle motivazioni si parla di un “difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, legato in particolare alla possibilità di ritenere provata l’esistenza della condotta contestata. Il tribunale rileva inoltre nel racconto della giovane un “basso grado di coerenza interna“. Uno dei punti esaminati riguarda le condizioni psicofisiche della ragazza nella notte dei fatti, soprattutto il suo stato di coscienza e quindi la capacità di intendere e di volere. Secondo il giudice, le dichiarazioni sull’assunzione di alcolici risultano incoerenti e sarebbero state smentite sia da alcune testimonianze sia da un video acquisito agli atti.

Nel filmato, secondo quanto riportato nelle motivazioni, la giovane viene mostrata mentre cammina in condizioni di piena coscienza e arriva anche a saltare per gioco sulle spalle di uno degli imputati. Il tribunale prende in considerazione anche la circostanza che la ragazza non avrebbe consumato bevande alcoliche dopo la chiusura del bar. Tra quel momento e l’ingresso nella stanza dove si trovavano i due imputati e un loro amico sarebbero trascorsi “almeno 90 minuti”. Un intervallo che, secondo il giudice, porta a ritenere verosimile che la giovane fosse lucida.

Anche la positività ai cannabinoidi non viene ritenuta un elemento sufficiente per ricostruire lo stato della ragazza al momento dei rapporti sessuali. Il dato, scrive il giudice, non può essere “razionalmente valorizzata al fine di datare l’intervenuta assunzione” della sostanza e quindi non può essere collegato con certezza temporale ai fatti contestati. Un altro passaggio fondamentale delle motivazioni riguarda il consenso. Anche su questo aspetto il tribunale rileva un “difetto di attendibilità” nelle dichiarazioni della giovane, parlando sia di una carenza di “coerenza estrinseca”, sia di elementi emersi attraverso le testimonianze. In particolare, viene presa in esame la deposizione di un’amica della ragazza, alla quale quest’ultima avrebbe confidato di aver avuto rapporti sessuali con altri ragazzi presenti al ritiro nei giorni precedenti. L’amica aveva inoltre messo a verbale i nomi dei due imputati.

È uno degli elementi che il giudice considera nella valutazione complessiva dell’attendibilità del racconto e dell’assenza di consenso. La conclusione è netta: per il tribunale è impossibile “attribuire ‘fede’ alle dichiarazioni di parte civile in ordine all’assenza di consenso”. La decisione arriva quasi tre anni dopo i fatti contestati. Alla lettura della sentenza, il 18 maggio, la giovane, oggi maggiorenne, era presente in aula ed era scoppiata in lacrime. Nelle motivazioni depositate nei giorni scorsi, il giudice ricostruisce quindi un quadro nel quale, secondo il tribunale, gli elementi raccolti non consentono di superare la soglia del ragionevole dubbio. Il punto non è dunque l’affermazione di una diversa verità dei fatti, ma l’impossibilità, per il giudice, di considerare sufficientemente provati gli elementi dell’accusa.

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“Era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati”: nell’archivio di un convento di Firenze spunta la ricetta dell'”Elixir vinoso ricostituente” simile alla Coca Cola, l’incredibile scoperta

Nell’antica farmacia del convento di San Marco è spuntata una ricetta di un elisir ricostituente molto simile alla ricetta della Coca Cola. Sono stati i frati a ritrovare un antico documento rimasto nascosto per oltre un secolo nell’archivio della farmacia di via Cavour a Firenze.

A rivelarlo è il settimanale Toscana Oggi nel numero in uscita in questi giorni, che ha raccolto il racconto dei padri Domenicani del convento di San Marco. Un foglietto pubblicitario di metà Ottocento riemerso durante il riordino del patrimonio storico, spiega il settimanale, parla infatti dell’esistenza di un “Elixir vinoso ricostituente” preparato con foglie di coca boliviana e noce di kola. Ingredienti che, secondo la ricostruzione storica, pochi anni più tardi il farmacista americano John Stith Pemberton avrebbe utilizzato per il suo “French Wine Coca”, il preparato medicinale da cui nacque, nel 1886, quella che sarebbe poi diventata la celebre Coca Cola.

Non esistono documenti che dimostrino un collegamento diretto, ma la coincidenza resta suggestiva. A riportare alla luce quel foglietto ingiallito è stato padre Manuel Russo, rettore del convento di San Marco, mentre stava riordinando l’archivio. “Mi sono imbattuto nell’antica pubblicità di questo elisir mentre consultavo il nostro archivio. Ho iniziato ad approfondire la documentazione conservata nel convento e ho scoperto che era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati“, racconta a Toscana Oggi.

Il documento descrive l'”Elixir vinoso ricostituente” come un tonico capace di alleviare la stanchezza fisica e mentale, il mal di testa e le debolezze dovute all’età o alle “fatiche straordinarie”. Ma è soprattutto la composizione a colpire: 30 grammi di noce di kola e 10 grammi di foglie di coca boliviana infuse in un litro di misto alcolico. Ingredienti arrivati probabilmente tramite i missionari che in quel periodo erano presenti in America Latina e in Africa.

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Pioggia di droni ucraini sulla Russia: oltre 1.500 in 24 ore. “Record da inizio guerra”. Telegraph: “Mosca ha costruito decine di basi per il lancio a lungo raggio”

Il ministero della Difesa russo sostiene di aver abbattuto circa 1.500 droni ucraini sull’intero territorio nazionale solo nella notte tra sabato e domenica. Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha riferito che circa 600 erano diretti verso la capitale, mentre il governatore della regione, Andrei Vorobyov, ha definito quella di oggi “una delle più massicce” offensive degli ultimi anni. Il bilancio più grave in Russia è stato registrato nella regione meridionale di Rostov, dove cinque persone sono rimaste uccise. Un’altra vittima è stata segnalata nella regione della capitale, dove un drone ha colpito l’abitazione di un uomo di 83 anni, e una settima nella regione di Belgorod, in un attacco contro un autobus.

Un’ulteriore ondata si sarebbe abbattuta sulla Russia la scorsa notte, quando i sistemi di difesa aerea “hanno intercettato e distrutto 205″ droni ucraini sui territori delle regioni di Astrakhan, Belgorod, Bryansk, Voronezh, Volgogrado, Kaluga, Kursk, Rostov, Repubblica di Crimea e sulle acque dei mari d’Azov e Nero, ha comunicato il ministero della Difesa.

Domenica a Podolsk, a sud di Mosca, è stato colpito nuovamente un magazzino di Wildberries, il maggiore gruppo russo dell’e-commerce, già preso di mira nelle ultime settimane dall’Ucraina con l’accusa di contribuire alla logistica militare di Mosca. Secondo Kiev sono stati messi fuori uso sette centri logistici su dieci di quella che viene considerata l’Amazon russa. Un incendio è stato segnalato anche in un deposito farmaceutico a Domodedovo. Kiev ha inoltre rivendicato di aver colpito nella regione di Rostov un impianto per la produzione di carburante per missili.

Contemporaneamente la Russia ha attaccato diverse regioni ucraine. Due persone sono morte e 14 sono rimaste ferite in un bombardamento contro l’acciaieria ArcelorMittal di Kryvyi Rih (città natale di Volodymyr Zelensky), dove la produzione è stata parzialmente sospesa. Altre due persone sono state uccise nella regione di Zaporizhzhia e una nella regione di Sumy. A Kiev missili e droni hanno provocato incendi e ferito diverse persone, mentre le fiamme hanno devastato anche il popolare mercato dei libri di Pochaina, conosciuto per le bancarelle di volumi rari e antichi.

Secondo un’inchiesta del Telegraph, Mosca ha costruito e ampliato almeno 10 basi militari progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione lungo i confini con l’Ucraina e la Bielorussia. Alcuni di questi hub sono stati creati convertendo basi militari e aeroporti civili preesistenti, mentre altri sono stati costruiti da zero in aree rurali. Analizzando immagini satellitari, documenti riservati e dati della società di analisi DroneSec, giornalisti e analisti militari hanno individuato 59 rampe di lancio meccaniche, catapulte su rotaia che sostituiscono le piste di atterraggio e consentono il lancio rapido di droni pesanti simili ad aerei proprio in prossimità della linea del fronte. Almeno 20 di queste sarebbero progettate per il lancio delle più recenti versioni ad alta velocità di droni a lungo raggio, dotate di propulsione a reazione.

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“Parlavamo dei Mondiali, poi hanno capito che eravamo italiani”, il racconto degli amici di Nicola Maggiotto aggredito a Barcellona

Si parlava di calcio, dei Mondiali. Una conversazione iniziata tranquillamente fuori dal locale, dopo la festa in piscina, e poi il cambio di atteggiamento quando quel gruppo di ragazzi ha capito che i giovani che aveva davanti erano italiani. È questo il passaggio che gli amici di Nicola Maggiotto, il 21enne in coma farmacologico a Barcellona dopo un’aggressione, mettono al centro del suo racconto sulla notte dell’aggressione nella città spagnola.

“Parlavamo dei mondiali, perché la Spagna ha vinto. Ma non ricordo bene”, racconta un giovane. I ragazzi italiani avevano appena lasciato il locale e stavano andando a prendere un taxi quando hanno incontrato una decina, forse quindici giovani. “Stavamo parlando tranquillamente con loro, un po’ bevuti, un po’ in inglese, un po’ in spagnolo, non riuscivamo a capire bene di dove fossero”. Poi, però, qualcosa sarebbe cambiato. “Quando ci hanno sentito parlare e hanno capito che eravamo italiani hanno cambiato atteggiamento. L’ha notato anche il mio amico che era più sobrio di me”. Il ragazzo precisa di non voler stabilire un nesso certo tra l’aggressione e la nazionalità: “Non credo ci abbiano aggredito per la nostra nazionalità, ma sicuramente sono cambiati, sembrava che ci prendessero in giro. Ci trattavano con più cattiveria”.

È in questo clima che, secondo il suo racconto, nasce il confronto tra Nicola e uno dei ragazzi. Poco dopo il dibattito diventa una lite. “Mi sono girato e ho visto che Nicola aveva iniziato a litigare con uno di loro, hanno iniziato a picchiarsi. Erano uno contro uno, gli altri dieci ragazzi stavano intorno a guardare”. Per qualche secondo decide di non intervenire. “Nicola ha fatto un anno di arti marziali miste, il rugby è il suo sport, si sa difendere, mi sono detto”. Poi vede arrivare un secondo ragazzo. “Ho visto un secondo ragazzo correre da dietro verso di lui e tirargli questo pugno, un colpo forte, dietro la nuca, sopra la testa”. Nicola cade a terra e da quel momento la situazione precipita.

A ricostruire quei secondi successivi è soprattutto il terzo amico che era con loro. “Da quello che ci ha raccontato il nostro terzo amico hanno continuato a prenderci a calci senza pietà. Il nostro amico ha urlato loro contro mettendoli in fuga”. Il ragazzo ferito si risveglia dopo alcuni tentativi di rianimazione. Nicola, invece, non riprende conoscenza. Per lui comincia la lunga attesa in ospedale, dove è tuttora ricoverato in terapia intensiva e in coma farmacologico. Gli investigatori cercano di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e le ragioni che hanno fatto degenerare quella conversazione. Anche la famiglia di Nicola sta cercando risposte: al giovane è stato chiesto il codice Pin del cellulare dell’amico, per poter accedere al telefono e verificare eventuali elementi utili alla ricostruzione. “Se Nicola fosse stato da solo, probabilmente non sarebbe nemmeno tra noi“. Adesso come fa sapere il padre del 21enne bisognerà attendere per capire se il colpo alla nuca ha provocato danni. “Ha trascorso una notte tranquilla e le sue condizioni sono stabili” spiega Daniele Maggiotto. Nelle prossime ore potrebbe essere decisa una riduzione delle sostanze che mantengono il giovane in stato di incoscienza per verificare gli eventuali danni patiti in una condizione di veglia. In giornata sono attesi ulteriori aggiornamenti sull’evolversi del quadro clinico.

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Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha assolto due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan.

“Difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, anche perché il racconto della vittima aveva “un basso grado di coerenza interna”: per questo il tribunale di Siena ha assolto il 18 maggio 2026 in rito abbreviato due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan, episodio fatto risalire al 4-5 agosto 2023 durante un raduno a Chianciano Terme. Per le motivazioni della sentenza del gup Andrea Grandinetti, depositate il 14 agosto, non si può che adottare sentenza di assoluzione dei due imputati, si legge, “atteso il difetto di prova in ordine (alla veridicità dell’affermazione circa la) esistenza del fatto di ‘violenza costrittiva’ descritto” nell’imputazione del pubblico ministero. Tra i vari aspetti, il giudice rileva la scarsa coerenza nelle dichiarazioni da lei fatte sulla sua condizione psico-fisica, in particolare sul suo stato di coscienza e quindi sulla sua capacità di intendere e di volere. In particolare, ciò viene esaminato in sentenza rispetto all’assunzione di alcolici: per il giudice le sue dichiarazioni sono incoerenti, smentite da testimonianze e anche da un video che la mostra camminare in condizione di piena coscienza fino a poter saltare per gioco sulle spalle di uno degli imputati. Anche la positività a cannabinoidi riscontrata nella presunta vittima della violenza sessuale per il giudice non rileva perché non può essere “razionalmente valorizzata al fine di datare l’intervenuta assunzione” di stupefacente tanto da non poterla correlare ai rapporti sessuali avvenuti fra il 4 e il 5 agosto 2023. Inoltre sempre la stessa atleta non consumò bevande alcoliche dopo la chiusura del bar dove erano stati per un tempo di “almeno 90 minuti prima di far ingresso nella camera dove c’erano” i due imputati e un loro amico. Quindi, fa capire il giudice, era verosimilmente lucida.
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Goodyear torna sulla Luna. Realizzerà le gomme del rover del programma Artemis

Goodyear tornerà sulla Luna nell’ambito del programma Artemis della NASA. L’azienda americana svilupperà i pneumatici del Pegasus Lunar Terrain Vehicle, il rover realizzato da Lunar Outpost che accompagnerà gli astronauti nelle missioni al Polo Sud lunare previste dal 2028.

Il veicolo è stato progettato per operare in una delle aree più complesse della superficie lunare, consentendo agli equipaggi di percorrere distanze maggiori e svolgere attività scientifiche per periodi più lunghi.

Le gomme dovranno affrontare condizioni estreme: forti escursioni termiche, superfici rocciose, polvere abrasiva, bassa gravità e assenza di atmosfera. Per questo Goodyear svilupperà una soluzione dedicata, frutto dell’esperienza maturata in oltre un secolo di ricerca e nello sviluppo di tecnologie per applicazioni ad alte prestazioni.

“Dai record di velocità su terra ai circuiti più impegnativi del mondo, fino alla superficie lunare, le innovazioni Goodyear aiutano le persone a viaggiare in sicurezza da oltre 125 anni”, ha dichiarato Chris Helsel, Senior Vice President e Chief Technical Officer dell’azienda.

Per Goodyear si tratta di un ritorno. L’azienda aveva già contribuito alle missioni Apollo, lasciando le proprie impronte sul suolo lunare. L’esperienza accumulata allora costituisce oggi la base per lo sviluppo delle nuove soluzioni destinate al programma Artemis.

Il progetto Pegasus riunisce competenze provenienti da settori diversi: Lunar Outpost guida lo sviluppo del veicolo, General Motors mette a disposizione il proprio know-how automobilistico, Leidos quello aerospaziale.

Goodyear conta oggi circa 63 mila dipendenti, 49 stabilimenti in 19 Paesi e due centri di ricerca e sviluppo, ad Akron, negli Stati Uniti, e a Colmar-Berg, in Lussemburgo. Dal 2028 le sue tecnologie saranno dunque chiamate a operare anche sulla superficie lunare.

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La Russia colpisce gli stabilimenti di Kiev che producono componenti per missili e droni, mentre l’Ucraina prende di mira i centri logistici alla periferia di Mosca.

Nella notte del 16 agosto, le forze russe hanno condotto attacchi combinati contro installazioni militari in otto regioni dell’Ucraina. Secondo l’aeronautica militare ucraina, l’attacco ha coinvolto missili antinave Oniks, missili balistici Iskander-M/S-400/KN-23, missili guidati aviolanciati Kh-59/69, nonché 106 droni d’attacco.

Gli attacchi si sono concentrati su impianti dell’industria della difesa a Kiev, una raffineria di petrolio a Kremenchuk, nella regione di Poltava, e un impianto metallurgico a Kryvyi Rih, nella regione di Dnipropetrovsk.

A Kiev, due imprese industriali sono state colpite: la FIRE POINT LLC, che produce componenti, testate e propulsori a combustibile solido per i missili da crociera terrestri Flamingo, e l’azienda KIEV-111 (UKRDEFENSE COMPANY LLC), che produce componenti per droni d’attacco, droni intercettori Khrushch e droni intercettori Harpia.

A Kryvyi Rih, l’area occupata dall’impianto metallurgico e dalla più grande impresa mineraria e metallurgica dell’Ucraina, ArcelorMittal, è stata colpita da un incendio. I principali impianti di produzione, sia quello energetico che quello dell’altoforno, sono stati danneggiati. Incendi sono stati segnalati anche presso lo stabilimento di cemento di Kryvyi Rih e nei magazzini circostanti.

Vasti incendi sono stati registrati presso la raffineria di petrolio di Kremenchuk, nella regione di Poltava. Secondo il Ministero della Difesa russo, il deposito di serbatoi rimasto intatto dell’impianto veniva utilizzato per il trasbordo di carburanti e lubrificanti provenienti dall’estero.

https://southfront.press/russia-strikes-kyivs-missile-and-drone-component-plants-ukraine-targets-logistics-hubs-outside-moscow

Particolare attenzione è stata dedicata alle infrastrutture portuali nella regione di Odessa. Nel porto di Odessa, una nave mercantile che trasportava equipaggiamento militare per le Forze Armate ucraine è stata colpita, così come alcuni magazzini contenenti materiale militare. Nel corso della giornata, droni d’attacco hanno colpito tre navi mercantili e due petroliere utilizzate per il trasporto di materiale militare, carburanti e lubrificanti per le Forze Armate ucraine, oltre a serbatoi di stoccaggio del carburante.

Nell’insediamento di Bilhorod-Dnistrovskyi (40 km a sud-ovest di Odessa), sono stati colpiti un’officina di produzione e un magazzino per testate e componenti per droni, imbarcazioni utilizzate per attacchi contro navi e infrastrutture energetiche nel Mar Nero, nonché contro città russe sulla costa del Mar Nero. Nell’insediamento di Vylkove (138 km a sud-ovest di Odessa), è stato colpito un ormeggio per pattugliatori della Marina ucraina, imbarcazioni impiegate nella scorta di navi con carico militare e carburante nei porti. Inoltre, nel Mar Nero a est di Odessa, è stata colpita una nave mercantile che trasportava armi occidentali in Ucraina.

Secondo fonti di monitoraggio ucraine, tutti i missili hanno raggiunto i loro obiettivi. Dei 106 droni d’attacco, alcuni sono stati neutralizzati tramite guerra elettronica.

L’Ucraina attacca la Russia

Le forze ucraine hanno condotto un massiccio attacco con droni sul territorio di 17 regioni russe. Durante la notte, le forze di difesa aerea russe hanno abbattuto 822 droni ucraini.

Nella regione di Mosca, diverse importanti strutture logistiche sono state attaccate. A Podolsk, un magazzino di Wildberries, esteso su una superficie di circa 250.000 metri quadrati, è andato a fuoco: si tratta del più grande centro logistico e principale polo di distribuzione dell’azienda, che gestisce milioni di ordini al giorno. Complessivamente, secondo quanto riportato dai media, le forze ucraine hanno messo fuori uso 7 dei 10 principali centri logistici di Wildberries.

A Domodedovo, il complesso multimodale Severnoye Domodedovo e un magazzino farmaceutico noto come “Green Warehouses” sono stati colpiti da un incendio. Le fiamme hanno continuato a intensificarsi, avvolgendo una parte significativa delle strutture del magazzino e generando una colonna di fumo nero visibile a decine di chilometri di distanza. A Kashira, un nuovo edificio della stazione di polizia è stato danneggiato; a Voskresensk, un impianto industriale è stato colpito.

Inoltre, le forze ucraine hanno effettuato un attacco missilistico contro un impianto industriale a Samara. Secondo fonti OSINT, l’obiettivo potrebbe essere stato il Centro spaziale missilistico Progress, lo stabilimento in cui vengono assemblati i razzi Soyuz-2.1b. Si tratta degli stessi razzi che hanno lanciato i primi lotti di satelliti russi Rassvet. Analisti ucraini avevano precedentemente pubblicato una mappa delle strutture del programma spaziale russo, tra cui la sede principale, il centro di controllo missione e lo stabilimento di produzione di pannelli solari a Mosca, l’assemblaggio e il collaudo di satelliti a Krasnogorsk, un impianto terminale in costruzione a Dubna e altre strutture.

Il Sunday Times, citando fonti delle Forze Armate ucraine, ha riferito che Kiev avrebbe utilizzato per la prima volta droni di fabbricazione britannica per attacchi in profondità nel territorio russo. In particolare, il drone Nyan, prodotto dall’azienda britannica Callen-Lenz, sarebbe stato impiegato in attacchi contro raffinerie petrolifere a Volgograd e Yaroslavl. Il maresciallo dell’aeronautica in pensione Greg Bagwell ha affermato che ciò potrebbe rendere le fabbriche britanniche “obiettivi legittimi” per Mosca. (…….).

Fonte: South Front Press (Video)

Traduzione: Luciano Lago

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Bagni aperti e accesso gratuito: nuovi gruppi di interesse made in Tuscany si preparano alle gare

FIRENZE – La partita per le concessioni balneari potrebbe modificare profondamente il rapporto tra la costa toscana, gli stabilimenti e la popolazione. Mentre una parte degli attuali concessionari prepara ricorsi e iniziative per difendere la continuità delle proprie attività, iniziano a formarsi nuove aggregazioni interessate a partecipare alle future gare.
L’obiettivo dichiarato non sarebbe quello di riprodurre il modello esistente, ma di ripensarlo: ingresso gratuito, accesso libero al mare, maggiore fruibilità degli stabilimenti e sostenibilità economica fondata sui servizi, anziché sul pagamento di un biglietto per oltrepassare cancelli o tornelli.

Si tratta di gruppi di lavoro toscani composti da soggetti con competenze imprenditoriali, gestionali e professionali che stanno esaminando il quadro normativo e le condizioni economiche necessarie per presentarsi alle procedure pubbliche. Le aggregazioni sono ancora in fase di costruzione e non possono essere considerate concorrenti ufficiali fino alla pubblicazione dei bandi e alla presentazione delle offerte. Il segnale politico ed economico, tuttavia, comincia a delinearsi.

Le future gare potrebbero aprire il sistema balneare a operatori portatori di una concezione differente del rapporto tra impresa privata e bene pubblico. Non più strutture accessibili prevalentemente agli abbonati o a chi acquista un ingresso giornaliero, ma spazi aperti nei quali il passaggio verso il mare sia gratuito, chiaramente indicato e concretamente utilizzabile.

Il modello economico verrebbe rimodulato attraverso ristorazione, attività sportive, eventi, noleggio di attrezzature, servizi per famiglie e turisti, percorsi dedicati alle persone con disabilità e formule facoltative per cabine, lettini e ombrelloni. Il cittadino potrebbe entrare e raggiungere il mare liberamente, pagando soltanto i servizi che sceglie di utilizzare.

Una formula che non esclude l’impresa privata e non cancella la necessità di produrre ricavi. Al contrario, sposta il valore economico dalla semplice possibilità di accedere alla qualità dell’esperienza offerta. La concessione continuerebbe a generare occupazione, investimenti e indotto, ma all’interno di un equilibrio più definito tra attività imprenditoriale e funzione pubblica del demanio.

La prospettiva riguarda l’intera costa toscana, da Marina di Carrara a Capalbio, passando per Versilia, litorale pisano, costa livornese, Piombino, Costa degli Etruschi, Maremma e Arcipelago. Secondo le ricostruzioni disponibili, lungo circa 250 chilometri di costa si contano oltre mille concessioni, riferibili a più di 900 stabilimenti balneari. Una parte consistente dovrebbe essere interessata dalle procedure comparative previste entro il 2027.

Le situazioni, tuttavia, non sono uniformi. Alcuni Comuni hanno già avviato le gare, altri attendono il completamento del modello nazionale, mentre numerosi concessionari sostengono la validità dei propri titoli fino al 2033 e hanno intrapreso iniziative giudiziarie. Il Tar della Toscana ha intanto ribadito, in diverse pronunce, la necessità di procedere con le selezioni pubbliche.

Finora il dibattito si è concentrato soprattutto sulla tutela delle imprese esistenti, sulla durata delle concessioni e sugli indennizzi dovuti ai gestori uscenti. Minore attenzione è stata riservata a ciò che i nuovi concessionari dovranno garantire alla collettività e al tipo di rapporto che le amministrazioni costiere intendono costruire con il mare. Le linee guida nazionali prevedono che le offerte siano valutate secondo il miglior rapporto tra qualità e prezzo. Le nuove concessioni potranno durare da cinque a vent’anni, in funzione degli investimenti e dei piani economico-finanziari presentati. I bandi dovranno considerare anche qualità dei servizi, accessibilità, sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio.
In questo quadro, un progetto che garantisca ingresso gratuito, inclusione, apertura prolungata e servizi diffusi dovrebbe ricevere un riconoscimento concreto. Se l’interesse pubblico rimanesse soltanto una dichiarazione generale, mentre i criteri premiassero quasi esclusivamente capacità finanziaria, esperienza pregressa e continuità gestionale, le gare rischierebbero di produrre un cambiamento soltanto formale.

La domanda si sposta quindi sulle istituzioni. Come valuteranno i Comuni costieri e la Regione Toscana progetti che dichiarano espressamente di voler aumentare la fruibilità pubblica del mare? Quale peso verrà attribuito all’ingresso gratuito? Saranno premiati gli stabilimenti realmente accessibili alle persone con disabilità? Verranno valorizzati i programmi di apertura durante tutto l’anno, le iniziative sociali e i servizi rivolti ai residenti?
Le risposte dovranno essere contenute nei bandi. Saranno i criteri e i relativi punteggi a stabilire se l’interesse pubblico rappresenterà davvero il centro delle future concessioni oppure resterà subordinato alla conservazione degli equilibri esistenti.

La Toscana presenta realtà costiere profondamente differenti. In Versilia prevalgono grandi stabilimenti organizzati su arenili sabbiosi; a Livorno molte strutture sono costruite direttamente sugli scogli e fanno parte della storia cittadina; lungo la Costa degli Etruschi e in Maremma convivono stabilimenti, spiagge libere e aree di particolare valore ambientale; sulle isole, infine, accessibilità e tutela del paesaggio assumono caratteristiche ancora diverse.
Non potrà quindi esistere un solo modello valido per ogni territorio. Dovrà però essere riconosciuto un principio comune: la concessione attribuisce il diritto di svolgere un’attività economica su un bene pubblico, ma non trasforma quel bene in una proprietà privata.

Le nuove aggregazioni dovranno dimostrare solidità economica, competenze e piani credibili. Dichiarare di voler rendere libero uno stabilimento non sarà sufficiente: serviranno risorse per sostenere manutenzione, personale, sicurezza, salvataggio, protezione ambientale e gli eventuali indennizzi dovuti ai concessionari uscenti.

Anche le istituzioni, però, saranno chiamate a una prova di coerenza. Se arriveranno offerte economicamente sostenibili, tecnicamente solide e costruite espressamente per garantire maggiori benefici alla popolazione, penalizzarle richiederà spiegazioni pubbliche molto precise.

Le gare non serviranno soltanto a decidere chi gestirà gli stabilimenti. Determineranno quale idea di costa prevarrà nei prossimi vent’anni: quella di spazi regolati principalmente da ingressi e abbonamenti oppure quella di un patrimonio pubblico più aperto, sostenuto da servizi capaci di produrre valore senza chiedere ai cittadini di pagare semplicemente per raggiungere il mare.

REDAZIONE

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China Wants Its Data to Power the World’s A.I.

China is exporting more than A.I. models. It wants its data to influence the world’s chatbots, raising fears that Beijing’s narratives will spread with the technology.

© Go Nakamura/Reuters

A Google booth during the World Artificial Intelligence Conference in Shanghai last month. China wants a greater voice in the development of A.I. chatbots.
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