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Batterie al litio tra i rischi d’incendio e il costo ambientale: ecco cosa cambia dal 2027 con le nuove regole europee

Per anni ci siamo abituati a considerare molti dispositivi elettronici quasi “usa e getta”. Quando la batteria iniziava a perdere autonomia, sostituirla era spesso difficile, costosa o addirittura impossibile, tanto che per molti la soluzione più semplice diventava acquistare un prodotto nuovo. Un meccanismo che ha alimentato sprechi, consumo di materie prime e una crescente produzione di rifiuti elettronici.

A breve qualcosa cambierà. Dal 18 febbraio 2027 entreranno in vigore le nuove regole europee sulle batterie: l’articolo 11 del Regolamento (UE) 2023/1542, il cosiddetto Batteries Regulation, punta a favorire una progettazione più orientata alla riparazione, al riuso e alla durata dei dispositivi elettronici. L’obiettivo? Ridurre la montagna crescente di rifiuti tecnologici. Per i prodotti interessati dalla normativa, la batteria dovrà poter essere sostituita senza procedure complesse né strumenti difficili da reperire. Un risultato raggiunto anche grazie alla crescente pressione esercitata da consumatori, associazioni ambientaliste e movimenti per il diritto alla riparazione, che hanno chiesto dispositivi più durevoli, trasparenti e meno legati alla logica dell’usa e getta. I produttori non potranno inoltre ostacolare tramite software l’utilizzo di batterie compatibili conformi ai requisiti di sicurezza.

Secondo Emanuela Rosio, presidente di AICA (Associazione Internazionale di Comunicazione Ambientale) e coordinatrice italiana della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: “È una svolta importante. Rendere più semplice la sostituzione delle batterie significa evitare che un dispositivo ancora funzionante venga abbandonato solo perché un suo componente si è usurato. Una maggiore riparabilità aiuta a contrastare l’obsolescenza programmata, ridurre la produzione di rifiuti elettronici e utilizzare in modo più efficiente le risorse. Inoltre, sempre più persone potranno intervenire sui propri apparecchi senza dover necessariamente ricorrere all’assistenza tecnica”.

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“È stato rilevato un attacco mirato al tuo iPhone. Proteggi i tuoi dati e il tuo dispositivo”: perché Apple sta mandando questo avviso e cosa c’è dietro il nuovo allarme

Tra il 13 e il 14 agosto Apple ha inviato a una parte dei suoi utenti una notifica piuttosto insolita: il loro iPhone potrebbe essere stato preso di mira da uno spyware. Gli avvisi hanno raggiunto persone in 110 Paesi e, tra i destinatari, non ci sarebbero soltanto giornalisti, attivisti o figure pubbliche. Il messaggio mostrato da Apple non lascia molto spazio alle interpretazioni: “Apple ha rilevato un attacco spyware mirato al tuo iPhone. Puoi intraprendere alcune azioni ora per proteggere i tuoi dati e il tuo dispositivo”.

Non è la prima volta che Apple invia comunicazioni di questo tipo. L’azienda ha iniziato a notificare gli utenti potenzialmente coinvolti in attacchi spyware mirati nel 2021 e, da allora, ha continuato a farlo in diverse occasioni. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, quello di cui si parla in questo caso è il cosiddetto spyware mercenario, cioè un software di sorveglianza sviluppato e venduto da società private. Sono strumenti molto più avanzati rispetto ai malware comuni e vengono utilizzati per attacchi mirati, con l’obiettivo di ottenere informazioni da uno specifico dispositivo.

Uno dei nomi più conosciuti in questo settore è Pegasus, lo spyware sviluppato da NSO Group e già finito al centro di numerose inchieste internazionali. Non ci sono però conferme che sia stato utilizzato anche in questa campagna. Alcune segnalazioni online parlano di strumenti che potrebbero essere simili, ma al momento non è possibile stabilire con certezza quale spyware ci sia dietro gli attacchi.

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