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A Cincinnati è tornato il vero Cobolli: batte Blockx in rimonta in due ore e mezza. Poi l’urlo finale

A Umago e Montreal sembrava spento, quasi con scarse motivazioni e non in condizioni fisiche perfette. A Cincinnati è invece tornato il vero Flavio Cobolli: il tennista italiano – numero 2 azzurro e numero 10 al mondo – ha battuto Alexander Blockx per 2-1 (7-5, 4-6, 7-5) in due ore e mezza di partita e vola agli ottavi di finale, con il belga che è anche stato a due punti dal match nel terzo set. Già al primo turno Cobolli era tornato a battagliare e lottare su ogni punto – caratteristiche che l’hanno sempre contraddistinto – e aveva battuto Miomir Kecmanovic, sempre in tre set. Oggi, contro il talento belga, ha dovuto sudare ancora di più e ha ottenuto un successo importantissimo, soprattutto a livello mentale.

Una vittoria fondamentale per Cobolli, che a fine partita si è lasciato andare a un urlo liberatorio, consapevole del fatto che partite del genere aiutano a far scattare il “click” mentale in vista del rush finale di questa stagione tennistica. Cobolli ha vinto il primo set per 7-5, sfruttando anche una chance al servizio nel decimo game, quando in vantaggio 5-4 ha subito l’immediato controbreak. L’azzurro ha però reagito e ha subito strappato la battuta al suo avversario nell’undicesimo game, chiudendo poi al secondo set point.

Nel secondo set invece non è mai riuscito a incidere al servizio, non ha mai avuto palle break e ne ha prime salvate tre nel quarto gioco, poi ha salvato un set point nel decimo game, ma senza poter far nulla nel secondo. Il match sembrava andare ormai mentalmente dalla parte di Blockx, che con grande lucidità nel terzo set ha annullato tre palle break, prima di strappare la battuta a Cobolli nell’ottavo gioco, alla prima palla utile del set. 1-1 nel conteggio dei set e 5-3, Blockx ha servito per il match, andando anche 30-15, a due punti dalla vittoria. Cobolli da lì ha tirato fuori l’orgoglio, la personalità che l’ha contraddistinto in questi anni e ha vinto quattro game consecutivi, vincendo così per 7-5 anche il terzo e ultimo parziale. Ora affronta o Jodar o Tabilo.

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Rublev mette la testa nel frigo, Medvedev accusa: “È dura per tutti, al secondo set siamo senza fiato”. A Cincinnati torna l’emergenza caldo

Nuova annata, vecchio problema. Il Masters 1000 di Cincinnati è inizato da appena un giorno ed è già tornato di moda il problema del caldo e dell’umidità che porta allo sfinimento i tennisti, soprattutto nei match in pieno giorno e molto lunghi. Sono infatti già diverse le lamentele dei protagonisti: da Medvedev a Rublev, tutti in modi differenti hanno voluto “protestare” contro il problema del caldo che lo scorso anno – sempre a Cincinnati – mise ko Jannik Sinner dopo soli 5 game in finale contro Carlos Alcaraz.

“Sono contento di aver evitato il terzo set, fa molto caldo. Credo anche, secondo le previsioni, che sia la giornata più calda”, ha esclamato Daniil Medvedev dopo la vittoria al primo turno, in due set, contro l’argentino Trungelliti. “Ho visto che anche lui (Trungelliti) aveva difficoltà, forse è per questo che non è riuscito a chiudere il secondo set”, ha spiegato il russo, che ha annullato anche un set point.

“È dura per tutti. Fin dall’inizio della partita, quando arriva il secondo set, tutti sono senza fiato, sudati, le condizioni sono difficili. Sono contento di essere riuscito a vincere in due set. Domani è giorno di riposo, mi riprenderò”, ha concluso Medvedev. Ancora più significativa la protesta di Andrey Rublev, che tra un set e l’altro della sfida contro Pablo Carreno Busta – vinta per 2-0 (7-6, 6-1) – ha deciso prima di bagnarsi la testa con l’acqua di una bottiglia a bordocampo, poi per più di 10 secondi ha immerso la sua testa all’interno del congelatore dove vengono conservate acqua e integratori.

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Sinner è a Torino: gli allenamenti e la nuova visita al J Medical, poi deciderà se giocare gli Us Open

Sono passate ormai due settimane da quel controllo a Milano di martedì 4 agosto, quando Jannik Sinner si fece visitare alla “Physioclinic” di via Fontana per un problema al ginocchio rivelatosi giorno dopo giorno un infortunio sempre più grave. Il numero 1 al mondo ha scelto giustamente di non giocare anche il Masters 1000 di Cincinnati, dopo aver già saltato il Canada, per concentrarsi sul pieno recupero in vista degli Us Open, che cominciano domenica 30 agosto. Ora però sono giorni decisivi per capire se Sinner potrà volare a New York per giocare l’ultimo Slam stagionale sul cemento.

Il tennista altoatesino ieri, domenica 16 agosto, ha festeggiato il suo 25esimo compleanno. Oggi però è stato avvistato a Torino, per la precisione sui campi del circolo della Stampa Sporting, quelli dove solitamente si allena quando lì a pochi metri si giocano le Atp Finals. Sinner dorme al J Hotel ed è prevista una nuova visita al J Medical, il centro specializzato della Juventus a cui ha scelto di appoggiarsi per risolvere il suo problema al ginocchio. Ci era già stato l’8 agosto scorso, prima di annunciare definitivamente il suo forfait a Cincinnati.

I test a Torino, sia sul campo che negli studi medici, saranno quindi decisivi per decidere se partecipare agli Us Open. Sinner, lo dice la sua carriera, ha sempre scelto la strada della prudenza: partirà per New York solo se e quando si sentirà quasi completamente guarito. Inutile forzare il recupero e rischiare di peggiorare la situazione.

Nel frattempo, d’altronde, anche il grande rivale Carlos Alcaraz non ha ancora sciolto le riserve. Lo spagnolo è fermo dal 14 aprile, quando a Barcellona si fece male al polso destro. Negli ultimi giorni si è allenato nella sua Academy di El Palmar insieme ad Holger Rune, che a proposito di infortuni non gioca da quasi un anno (si è rotto il tendine d’Achille). Alcaraz sta alzando il ritmo in allenamento per provare a farsi trovare pronto a New York. La sua presenza agli Us Open però non è ancora certa al 100%. Lo spagnolo, che è campione in carica, ci sta provando. Ma alla fine è sempre il corpo l’ultime giudice.

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