L’estate del 2026 non lascerà solo il segno nelle cronache meteorologiche per il suo caldo estremo e prolungato, manifestazione incontrovertibile della crisi climatica, ma si presenta come un pesante macigno sui bilanci dell’Unione Europea. Secondo un recente studio di Triodos Bank, il costo si aggira intorno a 180 miliardi di euro, oltre l’1% del Pil comunitario. In questo scenario l’Italia è uno dei Paesi più vulnerabili: “Con un danno stimato intorno ai 22 miliardi di euro, il conto del clima per il nostro Paese equivale quasi a una manovra finanziaria”, ha commentato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli.
La produttività in ginocchio
L’analisi condotta dagli esperti di Triodos Investment Management evidenzia come l’impatto del caldo non sia uniforme, ma colpisca diversi nodi vitali dell’economia. Il fattore determinante è il crollo della produttività del lavoro. Superata la soglia dei 30 gradi, il rendimento dei lavoratori cala drasticamente e perlopiù nei settori esposti all’aperto come l’edilizia e l’agricoltura. Allianz stima infatti una perdita di circa il 3% della produzione per ogni grado che supera i 30 e sostenuto per più giorni. La bolletta climatica è però gonfiata anche dai costi dell’energia: se l’efficienza dei pannelli solari diminuisce con le temperature estreme, la domanda di elettricità per il raffrescamento tocca picchi record proprio quando la produzione idroelettrica e nucleare (quest’ultima colpita dalla scarsità d’acqua per il raffreddamento dei reattori) è più in difficoltà. Il risultato è quindi un aumento dei prezzi all’ingrosso che grava sia sulle imprese che sulle famiglie.
La geografia del danno vede la Francia come il Paese più colpito (con una perdita stimata dell’1,4% del Pil), seguita dall’Italia e dalla Spagna. Se la Polonia appare meno colpita per un numero inferiore di giornate torride, per l’Italia il peso della struttura economica e la durata dell’ondata di calore rendono la situazione molto critica. A questo poi si aggiunge un drammatico costo umano: solo nell’ultima settimana di giugno di quest’anno sono stati stimati oltre 20mila decessi legati al caldo tra Francia, Germania, Spagna e Italia.
Il circolo vizioso europeo
“Un’estate così calda avrebbe dovuto segnare la fine di ogni astrazione”, si legge nello studio. “Assistiamo a vaste aree in fiamme mentre le centrali elettriche vengono chiuse per mancanza d’acqua. Questo dovrebbe essere lo shock che spinge le persone, e le istituzioni che le rappresentano, ad agire”. Non è ancora successo. Anzi. “Il 17 luglio, all’incirca nello stesso periodo in cui l’EFFIS registrava ettari record bruciati e i ministeri della salute contavano i morti, la Commissione europea ha proposto un indebolimento del principale strumento di tariffazione del carbonio dell’UE, allentando la traiettoria del tetto massimo alle emissioni fino al 2030. La ragione dichiarata era la competitività“. Un paradosso: “La risposta politica è quella di allentare proprio le politiche volte a prevenire i danni, in nome della tutela della crescita; di conseguenza, sia le emissioni che l’esposizione aumentano; e la successiva ondata di calore, con una temperatura di riferimento più elevata, costa di più. Chiamiamo le cose con il loro nome: un circolo vizioso”.
L’allarme di Coldiretti per l’Italia
L’inazione politica rischia di alimentare quello che gli analisti definiscono un circuito vizioso o doom loop. In pratica il danno climatico rallenta l’economia e la risposta politica è spesso quella di allentare le normative ambientali in nome della crescita, accelerando così le emissioni e i danni futuri. In Italia il dibattito è acceso, con critiche rivolte al governo per il contrasto a misure come il Green Deal e la legge europea sul ripristino della natura. Secondo Coldiretti, i danni all’agricoltura italiana hanno già superato i 3 miliardi di euro.
La siccità sta mettendo a rischio intere filiere con il bacino del Po che vede la disponibilità d’acqua ridotta della metà. Le colture di mais e riso sono al collasso, con cali dei raccolti che in alcune zone raggiungono il 40-70%. Al quadro si aggiunge infine l’emergenza incendi: dall’inizio dell’anno secondo EFFIS almeno 80mila ettari di boschi e terreni sono andati in fumo, devastando pascoli e strutture agricole.
L'articolo La bolletta della crisi climatica: “Il caldo estremo costa all’Europa 180 miliardi di pil in meno”. L’Italia tra i Paesi più colpiti proviene da Il Fatto Quotidiano.