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Fedez festeggia il primo mese del figlio Edoardo: il regalo di Leone e Vittoria per il fratellino

Una torta al cioccolato con la scritta “Edo” al centro. È così che Leone e Vittoria, figli di Chiara Ferragni e Fedez, hanno festeggiato il primo mese del fratellino, il terzo figlio del cantante e il primo nato dalla relazione con Giulia Honegger. Il rapper ha condiviso nelle Stories il dolce preparato dai due bambini, accompagnandolo con una frase semplice: “La torta che hanno fatto Leo e Vitto per il primo mese di Edo”.

Edoardo Lupo è nato il 16 luglio al San Raffaele di Milano. Per Leone, nato nel 2018, e Vittoria, arrivata nel 2021, è quindi il primo mese da fratelli maggiori. In un’altra foto condivisa da Fedez, il piccolo appare tra le braccia di Giulia Honegger davanti alla torta, con il volto coperto da un cuore bianco.

Il ricovero e poi la Sardegna

Il momento arriva dopo alcune settimane complicate per Fedez. Pochi giorni dopo la nascita di Edoardo, il rapper era stato ricoverato d’urgenza per un problema gastrointestinale e successivamente trasferito all’Humanitas di Rozzano. Dopo le dimissioni, aveva scelto di trascorrere un periodo di riposo insieme a Giulia e al neonato, allontanandosi per qualche giorno da Milano. La famiglia si è poi spostata in Sardegna, dove Fedez è stato fotografato a Porto Cervo insieme a Giulia e al neonato.

Il silenzio di Chiara Ferragni

Sul fronte Ferragni, invece, nessun commento pubblico sulla nascita di Edoardo. L’ex moglie di Fedez non ha condiviso messaggi dedicati al bambino. Leone e Vittoria, però, sembrano aver trovato il loro modo di accogliere il nuovo fratellino: prima con alcuni disegni per dargli il benvenuto condivisi sui social dal cantante e ora con una torta preparata per il suo primo mese.

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“Body shaming? Ottengo questi risultati grazie al mio fisico. Non ci si può adeguare a un unico cliché”: lo sfogo di Manila Esposito

“Quei post chiaramente non mi hanno fatto piacere, ma me li sono fatti scivolare addosso. Non ho dato ai loro autori la soddisfazione di rispondere tramite messaggi ma ho risposto sul campo e credo sia stata la reazione migliore”. Così l’azzurra della ginnastica Manila Esposito, al telefono con l’ANSA prima del rientro da Zagabria al termine degli Europei, parla degli episodi di body shaming di cui è stata oggetto nei giorni scorsi. Esposito è stata una delle protagoniste degli Europei di ginnastica, dove ha conquistato una medaglia d’oro e due d’argento. A proposito di ciò, l’atleta ha spiegato: “Io sto bene con me stessa ed è proprio grazie al mio fisico che riesco a ottenere certi risultati”.

La ginnasta italiana ha però poi sottolineato un aspetto fondamentale in questi casi: “Ma se questi comportamenti, comunque ingiusti e ingiustificati, mi toccano poco, possono invece ferire nel profondo una ragazza o un ragazzo più sensibili – prosegue Esposito – prese di mira solo per il loro aspetto. Ognuno di noi ha il proprio fisico e non è certo possibile che ci si adegui tutti ad un unico cliché, ad un presunto prototipo di bellezza, di fisicità. Tantomeno è possibile che qualcuno si permetta di offendere nascondendosi dietro l’anonimato, un comportamento che non dovrebbe essere più ammissibile“.

In ogni caso, non è stato un argomento che l’ha toccata, soprattutto durante gli Europei: “In questi giorni a Zagabria non ci ho proprio pensato troppo – spiega ancora l’azzurra – e il fatto di aver ottenuto certi risultati mi ha permesso di mettermi tutto davvero alle spalle. Non ne abbiamo parlato nemmeno troppo tra noi atlete, comunque è un tema delicato che molti preferiscono non affrontare”.

Degli episodi di body shaming ha parlato anche il presidente della Fgi, Andrea Facci, che ha denunciato dei pesanti attacchi via social ricevuti dall’atleta italiana: “Manila è una ginnasta straordinaria, una poliziotta e un’atleta olimpica, e so che si farà scivolare addosso commenti che si dovrebbero commentare da soli – ha detto Facci, parlando dell’azzurra che torna dagli Europei con l’oro del corpo libero, l’argento alla trave e quello nella prova a squadre – Oggi c’è troppa libertà da parte dei famigerati ‘leoni da tastiera’, che non rispondono mai dei loro comportamenti, spesso lesivi della dignità delle persone, a volte anche di minori, e nel nostro caso di atlete che portano in alto i colori dell’Italia. Bisognerà capire come poter fermare questi haters che non si rendono conto dei danni che provocano a delle ragazze giovanissime“.

Il presidente della Fgi ha poi proseguito: “Ho aspettato la fine degli Europei per non distrarre le nostre atlete, cercando di proteggerle da condizionamenti esterni – ha aggiunto il presidente della Federginnastica -. Noi come federazione ginnastica, ma in generale tutto lo sport italiano, abbiamo il compito di far capire che nel 2026 non c’è più spazio per chi pensa di poter giudicare la fisicità altrui: c’è al contrario il diritto di ognuno di stare bene con il proprio corpo, anche attraverso l’allenamento. E questo lo può decidere soltanto l’atleta stesso, insieme al suo tecnico e a tutte le figure preposte dal punto di vista medico e sanitario che ci sono in federazione. Alla luce di tutto ciò le medaglie di Manila Esposito quindi valgono doppio“.

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Antiche vestigia nel cuore della Via Lattea

La Via Lattea è la galassia che ospita, tra le sue centinaia di miliardi di stelle, anche il Sole e il Sistema solare: è la nostra casa nel cosmo, eppure finora non sapevamo come fosse stata costruita. Un nuovo studio condotto dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) nell’ambito del progetto Carma (Cluster Ages to Reconstruct the Milky Way Assembly), pubblicato oggi su Nature Astronomy, aggiunge un tassello alla risposta, individuando uno dei suoi primi “mattoni” fondanti: una fusione con una galassia esterna avvenuta all’incirca due miliardi di anni dopo il Big Bang, in un’epoca finora avvolta nell’incertezza.

Ngc 6397 visto da Euclid. Si tratta del secondo ammasso globulare più vicino alla Terra, situato a circa 7.800 anni luce. Formato da centinaia di migliaia di stelle legate dalla gravità, è uno degli oggetti più antichi della Via Lattea e conserva preziose informazioni sulla storia della nostra Galassia. Osservare tutte le stelle di un ammasso globulare non è semplice: nel suo centro, le più luminose nascondono le più deboli, mentre nelle regioni esterne si trovano stelle meno massicce che custodiscono le tracce delle antiche interazioni con la Via Lattea. Crediti: Esa/Euclid/Euclid Consortium/Nasa, image processing by J.-C. Cuillandre (Cea Paris-Saclay), G. Anselmi

Fino a oggi, la storia di formazione della Via Lattea, fatta di fusioni tra galassie più e meno grandi, era stata ricostruita con sicurezza solo fino a circa dieci miliardi di anni fa, l’epoca dell’incontro con Gaia-Enceladus, una galassia nana che si scontrò con la nostra e fu successivamente inglobata. Cosa fosse accaduto nelle primissime fasi di vita della nostra galassia restava invece ignoto: non era chiaro se un evento di fusione con una galassia esterna avesse avuto luogo, o se l’evoluzione avesse riguardato esclusivamente stelle nate “in casa”.

Davide Massari, ricercatore dell’Inaf di Bologna. Crediti: Inaf

«Siamo partiti dall’ambizione di ricostruire la storia di assemblaggio della Via Lattea, cioè tutti gli eventi di fusione galattica che l’hanno portata al suo aspetto attuale», spiega Davide Massari, ricercatore dell’Inaf e primo autore dell’articolo scientifico. «Come traccianti abbiamo usato gli ammassi globulari: soprattutto nelle zone interne della galassia, dove l’estinzione è altissima, sono gli unici oggetti per cui possiamo ottenere misure eccellenti sia del movimento orbitale sia dell’età».

Il punto di svolta è stato lo sviluppo di un metodo, basato sui dati del telescopio spaziale Hubble, in grado di misurare l’età degli ammassi globulari con una precisione mai raggiunta prima. Con stime così precise, il team ha scoperto che la popolazione di ammassi globulari nelle zone più interne della Via Lattea si dispone lungo tre distinte sequenze in base all’età e alla metallicità: una legata alla fusione con Gaia-Enceladus, una alla Via Lattea originaria e una terza, intermedia, spiegabile soltanto con l’esistenza di almeno una fusione precedente e finora ignota. «L’analisi statistica indica proprio nello scenario a tre progenitori quello di gran lunga più probabile», commenta Cristiano Fanelli dell’Inaf, co-autore dello studio.

La galassia responsabile di quella terza sequenza aveva una massa stellare paragonabile a quella di Gaia-Enceladus, pari a circa mezzo miliardo di masse solari, e aveva depositato gran parte del suo materiale entro poco meno di 20mila anni luce dal centro della Via Lattea.

«Questo lavoro ci dice cos’è successo alla Via Lattea nella sua infanzia. Porta infatti alla luce un evento particolarmente rilevante che ha influenzato l’intera evoluzione successiva della galassia. Se una delle grandi domande dell’umanità è ‘da dove veniamo?’, noi offriamo almeno un tassello della risposta», aggiunge Chiara Zerbinati, dottoranda presso il Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università degli Studi di Bologna, che ha lavorato al progetto già durante la tesi magistrale.

Circa 12 miliardi di anni fa, una galassia nana nota come Lkh si scontrò con la giovane Via Lattea e si fuse con essa. Questa rappresentazione artistica raffigura quella collisione, avvenuta nell’arco di milioni di anni. Studiando gli ammassi globulari, il telescopio spaziale Hubble della Nasa ha trovato prove definitive di questo antico scontro. Crediti: Nasa, Esa, Joseph Olmsted (Stsci)

«Il percorso verso la pubblicazione è stato lungo e articolato, tanto che il nome dell’evento di fusione è cambiato più volte», conclude Massari. «Quello definitivo, Low-energy-Kraken-Heracles (Lkh), è un acronimo che rende omaggio ai tre lavori che, per primi, avevano ipotizzato l’esistenza di questo antico incontro galattico».

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“Sarei dovuta tornare più tardi, mi sarei dovuta prendere più settimane come mi avevano detto i medici”: Noemi torna sul palco in stampelle dopo la caduta

A quasi un mese dalla caduta dal palco di San Salvo e dopo un periodo di ricovero in ospedale, Noemi è tornata a esibirsi dal vivo a Bisacquino, in provincia di Palermo. La cantante ha raggiunto il centro del palco con l’aiuto delle stampelle e ha cantato l’intero concerto seduta. Il rientro è avvenuto in anticipo rispetto alle indicazioni dei sanitari. “Dove eravamo rimasti?”, ha scherzato l’artista all’inizio dell’esibizione, prima di rivolgersi ai fan presentandosi ancora visibilmente prova dall’infortunio: “Buonasera a tutti, sono molto contenta di essere di nuovo sul palco, di cantare per voi, devo dire che mi è mancato cantare in queste settimane. La musica ci dà sempre l’opportunità di sentirci più forti e trovare energie. Volevo ringraziare tutte le persone che mi hanno mandato tanto i messaggi su Instagram, non so se ci sono stasera tra di voi. Grazie per i messaggi d’affetto, siete stati dolcissimi”, ha dichiarato durante lo show.

La decisione di interrompere la convalescenza è stata presa contro il parere delle prescrizioni mediche originali, come spiegato dalla stessa cantante: “Avrei dovuto tornare più tardi, mi sarei dovuta prendere più settimane, ma ho pensato che sarebbe stato più bello recuperare insieme, va bene? Buon concerto”.

Il tour proseguirà senza pause: stasera l’artista si esibirà a Grisì (Monreale), per poi completare le altre dieci date previste in calendario entro la fine di agosto. La serie di live dell’artista si chiuderà con un doppio evento d’eccezione nei teatri: prima sul palco degli Arcimboldi a Milano, il 14 dicembre, e poi all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 22 dicembre.

Noemi è tornata ✨???? pic.twitter.com/QCqvWJHImQ

— Sabrina ???? (@Sabrina97196114) August 17, 2026

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Benati si rasa a zero dopo l’impresa agli Europei di atletica: “Ho fatto una scommessa”. Il video sui social

“Ho fatto una scommessa con Sibilio, se avessimo vinto avrei dovuto tagliare i capelli a zero, penso proprio che nella prossima gara mi vedrete pelato”. Detto, fatto. In un video diffuso sul suo account Instagram in collaborazione con la federazione italiana atletica, Lorenzo Benatiuno dei quattro eroi della 4×400, lui nello specifico ha corso l’ultima frazione – ha mostrato il momento in cui ha dovuto tagliare i capelli dopo la scommessa fatta con il collega Alessandro Sibilio, ostacolista e velocista italiano, medaglia d’argento nei 400 metri ostacoli ai campionati europei di Roma 2024.

Lo ha fatto proprio dopo lo storico trionfo agli Europei di Birmingham nella 4×400 in cui l’Italia ha conquistato la medaglia d’oro e il medagliere. Un’impresa memorabile: 10 ori, 6 argenti, 6 bronzi, in totale 22 medaglie. Più ori di tutti, più medaglie di tutti. Impresa possibile grazie alla fantastica staffetta con Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati in 2:59.16. “È straordinario – le parole di Benati – un po’ tutti sapevamo che potesse accadere. Il britannico dietro mi metteva un po’ di pressione e infatti alla fine ha provato ad attaccare, ma sono rimasto in piedi. Ovviamente sono molto contento“, ha spiegato prima di rivelare la scommessa con il collega Sibilio.

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“Ha preso fuoco il castello”: lo spettacolo dei fuochi d’artificio di San Rocco scatena un incendio, scoppia il panico ad Ortona. Alcuni feriti tra il pubblico

A mezzanotte in punto, il cielo di Ortona si è illuminato a giorno, ma lo spettacolo pirotecnico si è trasformato rapidamente in un’emergenza. I fuochi d’artificio, lanciati direttamente dall’interno del Castello Aragonese per celebrare la notte di San Rocco e la fine della Sagra degli Antichi Sapori, hanno sprigionato una densa pioggia di lapilli. Le scintille incandescenti sono cadute inesorabilmente sulle sterpaglie secche del costone a strapiombo sul mare situato alle spalle della fortificazione, innescando un rogo immediato.

Mentre nel cielo i fuochi continuavano a esplodere in modo surreale, a terra le fiamme si espandevano fino a intaccare la struttura. Tra le centinaia di persone assiepate nel centro storico per assistere all’evento è esploso il panico, culminato nel grido di allarme collettivo: “Ha preso fuoco il castello”.

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Ranucci, le nuove dichiarazioni. Il legale di Lavitola: “Affranto per quanto fatto a un fratello”

Ranucci, le nuove dichiarazioni

“Il dottor Lavitola vive una condizione psicologica non facile perche’, per una sua scelta autonoma, ha provocato dei guai a due persone che per lui sono come un figlio, Gomez, e un fratello, il dottor Ranucci. E’ molto affranto”. Lo ha dichiarato ai cronisti l’avvocato Arturo Cola al termine del colloquio nel carcere di Rebibbia con Valter Lavitola.

“Si sente in colpa per aver messo nei guai persone a cui tiene in ragione di una scelta esclusivamente sua. Per quanto riguarda Gomez, per averlo coinvolto in un’azione delittuosa della quale era a conoscenza; per Ranucci, per averlo messo alla merce’ delle note ipotesi di questa vicenda. Quanto alle decisioni di Gomez, saranno sue scelte personali su cui Lavitola non influira’”, ha aggiunto.

Ranucci, il legale di Lavitola: “Scelta attentato e’ solo sua”

“La scelta dell’attentato e’ solo sua, una iniziativa solo sua”. Lo ha ribadito l’avvocato Arturo Cola, legale di Valter Lavitola, rispondendo ai cronisti fuori dal carcere di Rebibbia sull’eventuale presenza di ulteriori mandanti per l’attentato contro Sigfrido Ranucci.

Ranucci, legale Lavitola: “Per riesame chiede di essere in aula”

“Abbiamo parlato del Riesame che verra’ fissato la settimana prossima e abbiamo stabilito che il dottor Lavitola rendera’ dichiarazioni spontanee al tribunale. Auspico che venga tradotto in aula e non in videoconferenza, come ho formalmente chiesto”. Lo ha annunciato l’avvocato Arturo Cola all’uscita dal carcere di Rebibbia parlando con i cronisti dopo l’incontro con Valter Lavitola.

“Abbiamo ripercorso tutti i passaggi dell’ordinanza cautelare anche rispetto al movente e agli elementi che riscontrano delle dichiarazioni rese durante l’interrogatorio di garanzia – ha aggiunto – si tratta di dichiarazioni che sono a precisazione di alcune circostanze che sono state interpretate in un certo modo nel provvedimento di rigetto della richiesta di arresto domiciliare”.

“Tecnicamente non esistono esigenze cautelari che possano giustificare la permanenza in carcere. Il fatto che quattro arrestati ora vogliano parlare non lo allarma piu’ di tanto: e’ un reo confesso, quindi nulla potrebbe aggiungersi rispetto a quello che e’ gia’ stato detto”, ha concluso.

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Malta, nuova udienza del processo per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia

Malta, nuova udienza del processo per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Si è tenuta oggi a La Valletta una nuova udienza del processo per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. L’udienza odierna ha segnato l’avvio di una nuova fase processuale, con i testimoni dell’accusa concentrati sulle indagini ed in particolare sul materiale probatorio raccolto dalla polizia.

Secondo quanto riferisce la stampa locale, nuovi elementi emersi oggi in aula hanno chiamato in causa i presunti rapporti tra l’ex capo di gabinetto dell’Ufficio del primo ministro (Opm), Keith Schembri, e l’imprenditore Yorgen Fenech, imputato nel processo. Gli esperti nominati dal tribunale hanno iniziato a presentare le prove relative alle indagini, dopo che il presunto intermediario Melvin Theuma, reo confesso, ha concluso la sua lunga testimonianza.

Theuma aveva già descritto i legami tra Fenech e Schembri, riferendo anche di informazioni che sarebbero state trasmesse tra i due. Lo stesso Fenech aveva precedentemente dichiarato in tribunale che Schembri lo teneva informato sugli sviluppi delle indagini sull’omicidio, compresa la presunta circostanza che il suo telefono fosse sotto controllo. Fenech aveva inoltre affermato che Schembri gli aveva fornito dettagli riguardo alla richiesta di grazia presidenziale presentata da Theuma. Il rapporto tra i due uomini è stato esaminato più volte nel corso dei procedimenti relativi all’omicidio di Caruana Galizia.

Fenech è accusato di concorso nell’omicidio volontario di Caruana Galizia e di aver fatto parte di un’associazione criminale finalizzata alla commissione dell’omicidio. L’imputato si è dichiarato non colpevole. 

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Insulti sui social per le previsioni meteo non azzeccate, Mario Giuliacci dice basta: “Ora denuncio gli hater per diffamazione, non autorizzo le accuse false”

Nell’era dei social, persino l’aggiornamento di una mappa meteorologica può trasformarsi in un pretesto per scatenare l’odio online. È quanto sta accadendo a Mario Giuliacci, volto storico della meteorologia in Italia e seguitissimo divulgatore sul web, che dopo giorni di attacchi gratuiti ha deciso di prendere provvedimenti.

Nessuna tolleranza per i “leoni da tastiera“: il colonnello ha annunciato azioni legali contro chi ha riempito i suoi canali di insulti a causa di una semplice variazione nelle tempistiche sull’attesa tregua dal caldo africano.

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La pioggia non dà tregua: il Palio di Siena rinviato per il secondo giorno consecutivo, Piazza del Campo è ancora impraticabile

La maledizione del maltempo colpisce per il secondo giorno consecutivo il Palio di Siena. È stata esposta anche oggi, lunedì 17 agosto, intorno alle ore 14.30, la bandiera verde alle trifore di Palazzo Pubblico in piazza del Campo e così è stato nuovamente rimandato il Palio dell’Assunta del 16 agosto a causa delle avverse condizioni meteo. La pioggia ha interessato Piazza del Campo fin dalla mattinata e ha ancora una volta reso impraticabile il tufo dopo il primo slittamento della Carriera deciso domenica 16 agosto. Se le condizioni atmosferiche lo consentiranno, domani, martedì 18 agosto, il programma rimarrà lo stesso: alle ore 15 e alle ore 15.30 gli spari del mortaretto per il primo e secondo preavviso; alle ore 16.10 l’inizio dello sgombero della pista per permettere alle ore 16.45 la sfilata del drappello dei Carabinieri a cavallo; quindi, alle ore 16.50, l’ingresso in piazza del Campo del Corteo Storico; alle ore 19 l’uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà per il Palio.

Dalle ore 16 alle ore 18 sarà possibile accedere alla Piazza, fino al numero massimo consentito, esclusivamente da via Dupré, mentre l’accesso ai palchi sarà possibile fino alle ore 16.30. Già nel 2024 il Palio subì due giorni di rinvio a causa del maltempo e a memoria d’uomo in precedenza un ritardo di due giorni si registrò anche nel 1976. Già ieri degli acquazzoni avevano reso precarie le condizioni della pista con rischi di tenuta del tufo steso in piazza del Campo e conseguenti pericoli per l’incolumità di cavalli e fantini.

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Massimo Boldi ricoverato in ospedale a Livorno, parla la figlia Micaela: “Papà si stava godendo le vacanze in famiglia. È inciampato e ha battuto il viso a terra”

Le indiscrezioni allarmistiche circolate nelle ultime ore sulle condizioni di salute di Massimo Boldi non trovano riscontro nella realtà. A rassicurare il pubblico e a ridimensionare l’entità dell’accaduto è la figlia dell’attore, Micaela Boldi, intervenuta in un’intervista esclusiva rilasciata al settimanale Chi per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente avvenuto a Forte dei Marmi il pomeriggio del 13 agosto.

Smentendo le prime ricostruzioni diffuse online, secondo cui l’attore si trovasse in strada in compagnia di alcuni amici, Micaela Boldi ha ripristinato la centralità del contesto familiare in cui si è verificato l’episodio. “Non era con amici ma stava con mia sorella Manuela”, ha precisato la figlia, “quindi papà si stava godendo le vacanze in famiglia con noi tutti a Forte dei Marmi”. Secondo il racconto fornito a Chi, l’attore, 81 anni, stava passeggiando insieme alla figlia Manuela quando è inciampato accidentalmente, cadendo e battendo il viso a terra.

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“Vivere Neverland con Michael Jackson? Ci è stato detto in modo molto chiaro che tutte le attrazioni presenti non erano per noi. Andare in giro con una maschera per noi era normale”: parla Paris Jackson

Riconosciuta dal pubblico internazionale come la figlia di Michael Jackson, Paris Jackson — oggi musicista 28enne appassionata di astrologia e di rituali per la luna piena — ha tracciato un ritratto personale della sua infanzia durante un’intervista di oltre un’ora rilasciata al podcast Call Her Daddy. Ricordando il Re del Pop, l’artista ha sottolineato il legame profondo che li univa: “Era un uomo divertente, il mio miglior amico”.

Chiarendo la sua crescita all’interno della celebre tenuta di Neverland — venduta nel 2020 per 22 milioni di dollari, rispetto ai 100 milioni richiesti cinque anni prima —, Paris ha specificato la scansione temporale della sua permanenza: “Non ho sempre vissuto a Neverland, ma solo i primi anni”. La routine quotidiana era scandita da impegni scolastici regolari: “Mi alzavo e andavo a scuola, cioè nella stanza adibita a classe”.

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Orrore nel Veneziano: uccide l’ex compagna e poi si impicca in casa

Venezia, uccide l’ex compagna e poi si toglie la vita

Un 43enne di Dolo (Venezia), Dino Keber, è stato rinvenuto privo di vita, impiccato all’interno della propria casa, dopo aver con ogni probabilità tolto la vita all’ex partner, la 39enne Tania Terrin, trovata morta nel suo appartamento a Camponogara (Venezia).

Il ritrovo delle due salme – secondo quanto riportato dal quotidiano La Nuova Venezia – risale alla tarda serata di ieri. La notizia trova conferma nelle dichiarazioni delle forze dell’ordine, che al momento mantengono il massimo riserbo sulle modalità del gesto. In seguito alla rottura del loro rapporto, la vittima si era rivolta alle autorità per segnalare l’ex compagno, nei cui confronti era stato emesso un provvedimento di ammonimento da parte del Questore di Venezia.

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“Si sono sollevate enormi nuvole di polvere e detriti, la coda ha urtato il suolo. Le ruote si sono bloccate”: paura all’aeroporto di Monaco, rientro d’emergenza per un Boeing 787 della Vietnam Airlines – IL VIDEO

Momenti di apprensione all’aeroporto di Monaco per un Boeing 787-9 di Vietnam Airlines diretto ad Hanoi. Il volo VN-34 ha dovuto fare ritorno allo scalo tedesco dopo una fase di decollo caratterizzata da una corsa particolarmente lunga e da un successivo problema al carrello. Secondo la ricostruzione pubblicata da The Aviation Herald, l’aeromobile stava decollando dalla pista 26L quando si è verificata l’anomalia: “Un Boeing 787-9 di Vietnam Airlines, immatricolato VN-A867 e operante il volo VN-34 da Monaco (Germania) ad Hanoi (Vietnam), stava decollando dalla pista 26L di Monaco quando, a causa di una rotazione molto tardiva, si sono sollevate enormi nuvole di polvere e detriti. Quando l’aereo si è staccato da terra, la coda ha urtato il suolo”.

Il riferimento è al cosiddetto tailstrike, ovvero il contatto della parte posteriore dell’aereo con la pista durante la fase di decollo. La ricostruzione del portale specializzato contiene anche un elemento particolarmente significativo sulla traiettoria del velivolo: “Secondo le prove fotografiche disponibili all’AVH, l’aeromobile è diventato aeromobile circa 120 metri, pari a 400 piedi, oltre la fine della pista, trovandosi già sull’erba e all’altezza della prima fila delle luci di avvicinamento”. Le immagini, dunque, suggerirebbero che il Boeing abbia lasciato il terreno quando aveva già superato l’estremità della pista.

Secondo le informazioni preliminari raccolte da The Aviation Herald, inoltre, il velivolo avrebbe oltrepassato la fine della pista, danneggiando alcune delle luci presenti nell’area: “Secondo le informazioni preliminari, l’aeromobile ha oltrepassato la fine della pista e danneggiato le luci”.

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L’Egitto accelera sulla digitalizzazione del sistema giudiziario

L’Egitto accelera sulla digitalizzazione del sistema giudiziario

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha incontrato oggi ad Alamein il primo ministro Mostafa Madbouly e il ministro della Giustizia Mahmoud Helmy El-Sherif, per esaminare diversi dossier relativi allo sviluppo del sistema giudiziario e dei servizi del ministero. Secondo quanto riferito dal portavoce della presidenza della Repubblica, Mohamed El-Shennawy, su Facebook, l’incontro ha riguardato in particolare i progressi nella realizzazione della “Città della Giustizia” nella Nuova Capitale amministrativa, comprese le infrastrutture digitali e le tecnologie destinate alle sedi giudiziarie.

Al-Sisi ha sottolineato che il progetto dovrà creare un sistema giudiziario digitale integrato, capace di facilitare l’accesso a una giustizia rapida e di offrire servizi giudiziari avanzati ai cittadini. Il presidente ha inoltre seguito gli sviluppi nella digitalizzazione dei servizi notarili e di registrazione immobiliare, nonché le misure adottate per accelerare l’esame delle cause. Tra le iniziative figurano la gestione elettronica dei procedimenti dinanzi alle corti penali e l’attuazione della strategia unificata per la giustizia digitale.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Nave di Emergency soccorre un’imbarcazione nelle acque internazionali della zona SAR libica, morti 7 migranti

Nave di Emergency soccorre un’imbarcazione nelle acque internazionali della zona SAR libica, morti 7 migranti

MILANO (ITALPRESS) – Alle 8:07 di oggi si è concluso il soccorso di 57 persone portate in salvo dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emergency. La barca di legno a doppio ponte, avvistata alle 6:00 di questa mattina, è stata soccorsa nelle acque internazionali della zona SAR libica.

“Alle 6 del mattino abbiamo identificato due imbarcazioni dal radar e poi dal ponte con i binocoli. Quando ci siamo avvicinati abbiamo visto una barca di legno sovraffollata e una motovedetta libica che si stava avvicinando e ha iniziato a dirigersi verso la nostra nave. A un miglio di distanza li abbiamo contattati per avvisare che l’operazione di soccorso era già in corso: l’imbarcazione libica è rimasta a sorvegliare l’operazione per tutta la sua durata”, spiega Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di Emergency. “A metà soccorso il nostro team si è accorto della presenza di 9 persone sdraiate sul ponte, dove erano state trasportate dagli altri naufraghi che le avevano recuperate dalla stiva dove avevano trascorso tutto il viaggio. Per 7 di loro non c’è stato niente da fare; 2 di loro sono in condizioni critiche per soffocamento”.

I naufraghi hanno riferito di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara, e sono originari della Somalia e dell’Egitto. Le persone soccorse in totale sono 50, di cui 45 uomini e 5 donne. Ci sono 29 minori stranieri non accompagnati, di cui 26 maschi e 3 donne. Tra i naufraghi 9 persone hanno bisogno di assistenza medica.

Per 2 di questi, in condizioni critiche per soffocamento, il personale a bordo della Life Support ha richiesto un MedEvac urgente alle autorità competenti, che è in arrivo. A causa delle condizioni dei naufraghi già provati da un viaggio drammatico, Emergency chiede alle autorità competenti l’assegnazione di un POS vicino per evitare altre sofferenze ai sopravvissuti. Il POS assegnato è Bari.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Lamborghini, Foschini “La nuova Revuelto SV fiore all’occhiello a Monterey”

Lamborghini, Foschini

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Il fiore all’occhiello in questa settimana di Monterey è la presentazione della nuova Revuelto SV, che rappresenta il pinnacle della nostra gamma, innalza il livello già molto alto della Revuelto grazie a una serie di interventi”. Lo ha detto Federico Foschini, Chief Marketing & Sales Officer Automobili Lamborghini, in occasione della Monterey Car week 2026.
f11/fsc/gtr

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Attentato a Ranucci, Lavitola verso una nuova confessione. Il legale: “Nessun ordine di sparare, lo avvisò un mese prima”

Caso Ranucci, la difesa di Lavitola: “Nessun ordine di sparare, avvisò il giornalista già a settembre”

Nuove precisazioni e chiarimenti in vista dell’udienza al Tribunale del Riesame. È la linea scelta dalla difesa di Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato commesso lo scorso ottobre davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. A tracciare la strategia d’attacco è l’avvocato Arturo Cola, giunto al carcere di Rebibbia per un colloquio decisivo con il proprio assistito.

Il punto centrale su cui punta la difesa riguarda la linea temporale dei contatti tra Lavitola e il giornalista. “Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C’è stato, infatti un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati”, ha dichiarato il legale, sottolineando che l’avvertimento sarebbe arrivato “un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo”. Cola ci tiene poi a ribadire l’assenza di intese dirette: “A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull’attentato”.

Tra i nodi ancora da sciogliere ci sono la ricostruzione dei fatti e la spinta dell’atto intimidatorio. “I punti centrali che affronteremo riguardano la modalita’ esecutiva dell’attentato e il movente”, ha spiegato il penalista, minimizzando la portata penale di quest’ultimo: “Il movente raffigura una questione certamente di rilevanza rispetto all’opinione pubblica, ma per le questioni penalistiche è una questione che secondo noi incide poco: se l’ha fatto per il bene di Ranucci, per la questione politica o per proteggerlo, cambia poco”.

Ciò che conta maggiormente per la difesa è invece la dinamica con cui si è svolta l’azione: “L’unico vero ordine era quello che non si dovesse far male a nessuno. È una cosa importantissima che emerge dagli atti in epoca non sospetta, il 2 luglio, quando uno degli esecutori ha dichiarato spontaneamente che nessuno voleva far male a nessuno”. Su questo aspetto, il legale contesta le valutazioni della magistratura: “Nell’ordinanza si sostiene che Lavitola avrebbe dato l’ordine di sparare, ma le sue dichiarazioni sono state lette e interpretate in maniera un po’ superficiale: il mandato è stato generico e chiariremo questo punto con ulteriori dichiarazioni spontanee al Riesame”.

L’obiettivo dell’imminente passaggio giudiziario è proprio quello di correggere l’impostazione finora adottata dagli inquirenti. “Sono qui oggi per parlare con Lavitola e verificare se è necessario integrare la confessione del 12 agosto in vista dell’udienza del Riesame che si terrà presumo la settimana prossima”, ha proseguito l’avvocato, precisando i tempi della procedura: “Il ricorso lo abbiamo già presentato il 15 agosto, quindi, facendo due calcoli, l’udienza si dovrebbe celebrare la settimana prossima”.

Infine, Cola esclude categoricamente qualsiasi retrofront da parte dell’ex editore: “Non si tratta di ritrattare o dire cose diverse ma si tratta semplicemente di puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo ci è possibile perché al Riesame si possono fare dichiarazioni spontanee per chiarire quegli aspetti che la magistratura ha ritenuto imprecisi nell’ordinanza di rigetto dei domiciliari”.

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Libano, il presidente Aoun appoggia la proroga del mandato dell’Unifil

Libano, il presidente Aoun appoggia la proroga del mandato dell’Unifil

BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – Il presidente libanese Joseph Aoun ha accolto con favore liniziativa parlamentare che chiede la proroga del mandato della missione di interposizione delle Nazioni Unite nel sud del Libano (Unifil). Accogliendo una delegazione guidata dal deputato Melhem Khalaf, il capo dello Stato libanese ha affermato che la presenza dell’Unifil nel sud è importante per diverse ragioni, tra cui aiutare i residenti a rimanere nelle proprie città e villaggi e promuovere la stabilità in coordinamento con l’Esercito libanese, secondo una nota della presidenza della Repubblica. “La nostra prima opzione è prorogare il mandato dell’Unifil”, ha dichiarato Aoun. “Se non verrà rinnovato, la nostra seconda opzione è adottare un quadro che garantisca la presenza continua delle forze internazionali nel sud, nel rispetto del quadro giuridico previsto e a fianco dell’Esercito libanese, in coordinamento con esso, per sostenere la stabilità e svolgere i compiti loro assegnati”, ha proseguito. Il mandato della missione Unifil scadrà a fine 2026.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Lamborghini, Winkelmann “A Monterey celebriamo passato e futuro del marchio”

Lamborghini, Winkelmann

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il fatturato abbiamo avuto un altro semestre da record. Monterey Car Week è l’evento più importante negli Stati Uniti e lo utilizziamo per far vedere anche delle anteprime mondiali”. Lo ha detto Stephan Winkelmann, Chairman & Chief Executive Officer di Automobili Lamborghini, in occasione della Monterey Car week 2026.
f11/fsc/gtr

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L’estate milanese si accende tra periferie e Castello Sforzesco

L’estate milanese si accende tra periferie e Castello Sforzesco

MILANO (ITALPRESS) – L’estate dei milanesi all’insegna della cultura e del divertimento. Per chi non può staccare dal lavoro o non può permettersi giorni di riposo lontano dalla città, il Comune di Milano ha organizzato una serie di iniziative che consentono di riscoprire la bellezza di luoghi che coinvolgono cittadini e turisti attraverso spettacoli dal vivo.
Dalla necessità di rispondere in particolare alle esigenze di chi risiede nei quartieri periferici nasce Milano è Viva, un vero e proprio contenitore di eventi dal vivo che spaziano dalla musica al teatro di strada, passando per i balli caraibici, tango e hip hop.
L’altro macro evento che anima invece il cuore di Milano è Estate al Castello. Situata all’interno del Cortile delle Armi del Castello Sforzesco e arrivata alla 14esima edizione, la kermesse è stata implementata per servizi offerti e spettacoli proposti.
f12/mgg/azn

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AMBIENTE, LA PLASTICA INGERITA DAGLI UCCELLI MARINI E’ CAUSA DI MORTE

Secondo uno studio, maggiore è la quantità di plastica ingerita dai giovani esemplari di berta nera, minore è la probabilità che sopravvivano in mare e ritornino sani e salvi alla colonia da adulti riproduttori. Determinare in che modo l’ingestione di plastica da parte della fauna marina influisca sugli organismi a livello di popolazione rimane una sfida. Jennifer Lavers, Hannah Worthington e Alexander Bond hanno utilizzato 15 anni di dati di marcatura e ricattura per stimare come l’inquinamento da plastica influisca sulla demografia delle berte nere ( Ardenna carneipes ) nella colonia di Ned’s Beach sull’isola di Lord Howe, in Australia. Tra la fine di aprile e la metà di maggio, dal 2010 al 2024, i pulcini di 80-90 giorni sono stati inanellati e la quantità di plastica nei loro stomaci è stata misurata.
Tra l’inizio e la metà di ottobre, dal 2020 al 2024, sono stati registrati gli uccelli inanellati negli anni precedenti che sono tornati alla colonia da adulti riproduttori. Gli autori hanno scoperto che il 10-20% dei pulcini aveva ingerito più di un grammo di plastica. L’ingestione di oltre un grammo di plastica era associata a una riduzione di almeno l’11% della probabilità che gli uccelli sopravvivessero e tornassero a riprodursi nella colonia. Gli uccelli che avevano ingerito più di cinque grammi di plastica non venivano quasi mai più avvistati. Secondo gli autori, i risultati forniscono spunti di riflessione sul ruolo dell’inquinamento da plastica nel declino delle specie.

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“Se fosse successo dopo il decollo sarebbe stato un disastro”: scoppia un incendio nel container pieno di bagagli pronto a essere imbarcato sull’aereo, panico a Malpensa. Nel mirino le batterie al litio

Un container carico di bagagli ha preso fuoco domenica 16 agosto all’aeroporto di Milano Malpensa, mentre si trovava a terra in attesa di essere caricato su un volo British Airways. Le fiamme sono state domate rapidamente dai vigili del fuoco, ma l’episodio (l’ennesimo nell’ultimo periodo) ha riportato l’attenzione su uno dei problemi che ultimamente preoccupano maggiormente il settore dell’aviazione: gli incendi provocati dalle batterie al litio. Quest’ultime, se danneggiate, possono entrare in una condizione di surriscaldamento incontrollato e sviluppare rapidamente fiamme difficili da gestire. Il container, utilizzato per trasportare le valigie, conteneva i bagagli destinati a un Airbus A321neo della compagnia britannica. L’incendio si è sviluppato prima della partenza del velivolo, e questo ha permesso agli operatori di intervenire direttamente sul posto, come si vede nel video girato da uno dei passeggeri presenti e diventato virale.

Al momento non è ancora stata stabilita con certezza l’origine delle fiamme. Tra le ipotesi al vaglio c’è un possibile malfunzionamento del macchinario utilizzato per movimentare il container, forse favorito dalle temperature elevate. Non viene però esclusa la possibilità che a provocare l’incendio sia stata una delle valigie presenti all’interno. In particolare, l’attenzione si concentra sulla possibile presenza di un dispositivo che potrebbe essersi surriscaldato o danneggiato.

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CLIMA: IL 2027 SARA’ ANCORA PIU’ CALDO DEL 2026

“Un mese: l’ondata di caldo più lunga di sempre si appresta a finire. Venderà cara la pelle però. Nell’arretrare di pochi gradi questa settimana tornerà nel range di temperatura medio, abbandonando i 5-6 gradi oltre la norma che ci accompagnano in alcune zone da fine giugno. Gli scienziati la chiamano “anomalia positiva”. Sulle cartine è associata a quel rosso intenso che macchia terre e mari. (…) È talmente persistente da aver fatto perdere senso al termine ondata e talmente intensa da aver praticamente messo al collo del 2026 la medaglia di anno più caldo dall’inizio delle misurazioni (il sistema europeo di rilevazione del Clima Copernicus prende come riferimento il 1850). Secondo la Columbia University, che ospita un programma sul cambiamento climatico, basta che da qui alla fine dell’anno si registrino temperature normali per raggiungere il primato. Non durerà molto però. Se dalla primavera El Niño ha iniziato a scaldare i motori, a partire dall’autunno la corrente calda che periodicamente fa aumentare le temperature del Pacifico spiegherà le ali. La Noaa, l’ente americano che monitora il Clima, prevede «un’intensità storica». Se di solito l’acqua si riscalda di uno o due gradi, a dicembre raggiungerà i quattro. Sull’onda del Niño, il 2027 è pronto a strappare lo scettro al 2026. (…) Uno studio condotto da Cnr e università dell’Aquila ha osservato che il riscaldamento climatico è in accelerazione. Dal 2013-2014 la temperatura media globale è passata da 0,17 gradi a 0,4 gradi in più per ogni decennio. Può sembrare controintuitivo che una manciata di gradi aggiuntivi nel Pacifico stia rendendo così invivibile l’estate europea. Il mare in realtà, ha osservato il servizio marino di Copernicus, si sta riscaldando non solo in superficie, ma anche a due chilometri di profondità. Se pensiamo al gas necessario per far bollire l’acqua della pasta, immaginiamo quanto calore serva a riscaldare gli oceani interi del pianeta. I mari, sempre secondo Copernicus, assorbono il 90% del calore in eccesso della Terra e lo cedono solo lentamente”, si legge su La Repubblica

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La Mezzaluna Rossa egiziana invia un nuovo convoglio di aiuti umanitari verso Gaza

La Mezzaluna Rossa egiziana invia un nuovo convoglio di aiuti umanitari verso Gaza

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – La Mezzaluna Rossa egiziana ha lanciato nelle prime ore di oggi il convoglio “Zad Al-Ezza – Dall’Egitto a Gaza” 258, composto da diversi camion diretti verso la Striscia di Gaza.

Secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa egiziana, il convoglio trasporta tonnellate di aiuti umanitari, tra cui oltre 70mila pacchi alimentari, farina, materiali di soccorso, forniture mediche e farmaci, oltre ai prodotti petroliferi necessari al funzionamento degli ospedali e delle strutture essenziali nella Striscia.

La Mezzaluna Rossa egiziana è presente al confine dall’inizio della crisi e mantiene operativi i propri centri logistici, proseguendo gli sforzi per l’ingresso degli aiuti umanitari e di soccorso, che hanno superato il milione di tonnellate, con il contributo di oltre 75mila volontari.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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“Grazie Ethiopian per avermi rotto la carrozzina, è inutilizzabile. Peggior volo della mia vita, per noi sono le nostre gambe, la nostra libertà”: la rabbia di Manuel Bortuzzo

Quello che doveva essere il rientro da una vacanza tra Zanzibar e la Tanzania si è trasformato in una brutta sorpresa per Manuel Bortuzzo. Il nuotatore, di ritorno da un viaggio in Africa insieme alla fidanzata Serena Padovano, si è ritrovato davanti alla propria sedia a rotelle danneggiata al momento della riconsegna dei bagagli dopo il viaggio in aereo con la compagnia Ethiopian Airlines. Bortuzzo ha raccontato l’accaduto sui social, prima attraverso alcune storie e poi con un post corredato da fotografie e video che mostrano le condizioni della carrozzina. Nel suo messaggio ha spiegato di aver scelto di rendere pubblica la vicenda anche dopo aver ricevuto numerose testimonianze da parte di altre persone che gli hanno raccontato esperienze simili.

Bortuzzo ha spiegato che una carrozzina deve essere considerata qualcosa di estremamente delicato e importante per chi ne ha bisogno: “Ho fatto delle storie a riguardo ma è giusto fare un post perché questo deve rimanere. Mi avete scritto in tanti raccontandomi le vostre disavventure e queste cose NON devono succedere. Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata e va trattata con rispetto e cura. Sono le nostre gambe, la nostra libertà. Non è accettabile che nel 2026 vengano trattate con tale superficialità”.

Nel suo sfogo ha sottolineato anche un altro aspetto: la situazione avrebbe potuto essere molto più grave se il danno fosse avvenuto durante il viaggio di andata: “Fosse successo all’andata ? Come facevo 8 giorni lì così? La carrozzina è inutilizzabile. Mettiamoci nei panni di chi invece al ritorno da un viaggio aveva solo questa per vivere e svolgere le azioni quotidiane, in che situazione di disagio assurdo si trovava? Per la gravità della cosa tutto questo non può passare inosservato”.

Il suo messaggio si chiude con un appello a non lasciare cadere la questione: se per lui la situazione può essere stata risolta, non tutti hanno le stesse possibilità e lo stesso margine di sicurezza: “Ripeto, io sono fortunato, ma è giusto parlarne per tutte quelle persone che questa fortuna non ce l’hanno”, ha concluso Bortuzzo.

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CLIMA: ITALIA BRUCIA VENTIDUE MILIARDI DI EURO CAUSA ONDATE DI CALORE

“I fiumi che si abbassano a livelli che non si vedevano da decenni, gli incendi, il calo della produttività del lavoro, le tariffe elettriche che schizzano verso l’alto: le ondate di calore costano, soprattutto quando sono lunghe e intense come quelle che l’Europa ha sperimentato quest’estate. A fare i conti è Triodos Bank, istituto di credito olandese, tra le principali banche etiche della Ue: il caldo estremo brucerà l’1% del Pil europeo, l’equivalente di 180 miliardi di euro. Per l’Italia, che è tra i Paesi più esposti, insieme a Germania e Francia, l’1% del Pil corrisponde circa al valore dell’ultima legge di Bilancio, 22 miliardi di euro. (…) «Di fronte a una sfida di questa portata — ammette il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin — dobbiamo fare sistema, costruendo un modello integrato e coordinato dal Mase». Solo per l’agricoltura, calcola Coldiretti, «il danno economico di questa stagione rovente supera già i tre miliardi di euro», ma «potrebbe ulteriormente aggravarsi se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare». C’è poi l’impatto sul lavoro: non soltanto lo stop imposto a diverse attività nelle ore più calde, ma anche la mancanza di sonno e l’affaticamento dovuti al caldo (…)”, si legge su La Repubblica.  “L’impatto sulla salute va ben oltre il lavoro: finora si contano 25 mila morti attribuite al caldo in Europa. (…) E la siccità, oltre a distruggere i raccolti, rende i fiumi non navigabili: a Kaub, in Germania, vicino a Colonia, il Reno si è ridotto al lumicino, un livello di pochi centimetri, che non si vedeva dal 1880. Il Reno è un’arteria fondamentale per l’industria europea, e non è facile trovare alternative, con la crisi di Hormuz che ha fatto esplodere i prezzi dei carburanti. (…) il caldo ha aggravato gli effetti della chiusura dello stretto, per via dell’uso massiccio degli impianti di raffreddamento, e per lo stop obbligato degli impianti idroelettrici, ma anche di quelli nucleari, che hanno bisogno di acqua per la refrigerazione. Ma in inverno, avverte l’ultimo report di Oxford Economics, potrebbe andare anche peggio, perché, nonostante gli sforzi degli ultimi due anni, le scorte di gas sono al minimo. Una situazione che rende l’Europa ricattabile rispetto alla Russia, che fornisce ancora il 15% delle importazioni”, continua il giornale. (

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“È stato rilevato un attacco mirato al tuo iPhone. Proteggi i tuoi dati e il tuo dispositivo”: perché Apple sta mandando questo avviso e cosa c’è dietro il nuovo allarme

Tra il 13 e il 14 agosto Apple ha inviato a una parte dei suoi utenti una notifica piuttosto insolita: il loro iPhone potrebbe essere stato preso di mira da uno spyware. Gli avvisi hanno raggiunto persone in 110 Paesi e, tra i destinatari, non ci sarebbero soltanto giornalisti, attivisti o figure pubbliche. Il messaggio mostrato da Apple non lascia molto spazio alle interpretazioni: “Apple ha rilevato un attacco spyware mirato al tuo iPhone. Puoi intraprendere alcune azioni ora per proteggere i tuoi dati e il tuo dispositivo”.

Non è la prima volta che Apple invia comunicazioni di questo tipo. L’azienda ha iniziato a notificare gli utenti potenzialmente coinvolti in attacchi spyware mirati nel 2021 e, da allora, ha continuato a farlo in diverse occasioni. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, quello di cui si parla in questo caso è il cosiddetto spyware mercenario, cioè un software di sorveglianza sviluppato e venduto da società private. Sono strumenti molto più avanzati rispetto ai malware comuni e vengono utilizzati per attacchi mirati, con l’obiettivo di ottenere informazioni da uno specifico dispositivo.

Uno dei nomi più conosciuti in questo settore è Pegasus, lo spyware sviluppato da NSO Group e già finito al centro di numerose inchieste internazionali. Non ci sono però conferme che sia stato utilizzato anche in questa campagna. Alcune segnalazioni online parlano di strumenti che potrebbero essere simili, ma al momento non è possibile stabilire con certezza quale spyware ci sia dietro gli attacchi.

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“Il numero 7 mi appare spesso all’improvviso, è lui che mi avverte da lassù. Mi scriveva bellissime lettere d’amore, le rileggo spesso da quando è mancato”: Tiziana Baudo ricorda papà Pippo

“Noi avevamo il numero 7 come numero ricorrente porta fortuna della nostra famiglia (lui è nato il 7 giugno, ha chiamato il suo ufficio studio 77 ed è mancato il giorno 16, 6+1=7, Settevoci ecc. ecc.) e il 7 me lo vedo apparire spesso così all’improvviso in svariate circostanze, come se lui da lassù mi stesse pensando o mi stesse mettendo in guardia da qualcuno o qualcosa”.

Inizia dal peso di una scaramanzia familiare, trasformatasi oggi in una profonda connessione spirituale, il ricordo di Tiziana Baudo. A un anno esatto dalla morte del padre Pippo — uno dei volti storici della televisione italiana, scomparso a 89 anni il 16 agosto 2025 — la figlia cinquantaseienne ha affidato all’Ansa una lunga lettera. Un testo intimo, privo di retorica televisiva, attraverso cui ripercorre il dolore della perdita, i bilanci privati e il rammarico per l’assenza di chi ha condiviso con il padre decenni di carriera.

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Ritrovato morto l’escursionista scomparso: un colpo di fulmine fatale lungo il sentiero di montagna

Ricerca e operazioni notturne dei soccorritori del Soccorso alpino dell’Alto Adige sul Piz Starlex (3.075 metri), sopra Taufers nella Val Monastero: un abitante del posto è stato trovato morto durante la notte. L’uomo era stato segnalato come disperso da domenica, l’ultimo contatto telefonico dalla cima del Piz Starlex è stato intorno alle 13. Non essendo ancora tornato poco dopo le 22 è stata avviata una ricerca tramite la centrale di soccorso regionale. Alle 23.44 le squadre di soccorso hanno trovato il disperso con l’aiuto di un drone nei pressi del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di altezza, in un terreno impervio.

L’ipotesi è che l’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine durante la discesa. I soccorritori hanno recuperato il corpo e lo hanno portato a valle. All’operazione hanno partecipato circa 40 soccorritori del soccorso alpino Cnsas di Tubre, del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Silandro, dei vigili del fuoco volontari di Tubre e del servizio di soccorso alpino di Prato con il drone di distretto.

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“Era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati”: nell’archivio di un convento di Firenze spunta la ricetta dell'”Elixir vinoso ricostituente” simile alla Coca Cola, l’incredibile scoperta

Nell’antica farmacia del convento di San Marco è spuntata una ricetta di un elisir ricostituente molto simile alla ricetta della Coca Cola. Sono stati i frati a ritrovare un antico documento rimasto nascosto per oltre un secolo nell’archivio della farmacia di via Cavour a Firenze.

A rivelarlo è il settimanale Toscana Oggi nel numero in uscita in questi giorni, che ha raccolto il racconto dei padri Domenicani del convento di San Marco. Un foglietto pubblicitario di metà Ottocento riemerso durante il riordino del patrimonio storico, spiega il settimanale, parla infatti dell’esistenza di un “Elixir vinoso ricostituente” preparato con foglie di coca boliviana e noce di kola. Ingredienti che, secondo la ricostruzione storica, pochi anni più tardi il farmacista americano John Stith Pemberton avrebbe utilizzato per il suo “French Wine Coca”, il preparato medicinale da cui nacque, nel 1886, quella che sarebbe poi diventata la celebre Coca Cola.

Non esistono documenti che dimostrino un collegamento diretto, ma la coincidenza resta suggestiva. A riportare alla luce quel foglietto ingiallito è stato padre Manuel Russo, rettore del convento di San Marco, mentre stava riordinando l’archivio. “Mi sono imbattuto nell’antica pubblicità di questo elisir mentre consultavo il nostro archivio. Ho iniziato ad approfondire la documentazione conservata nel convento e ho scoperto che era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati“, racconta a Toscana Oggi.

Il documento descrive l'”Elixir vinoso ricostituente” come un tonico capace di alleviare la stanchezza fisica e mentale, il mal di testa e le debolezze dovute all’età o alle “fatiche straordinarie”. Ma è soprattutto la composizione a colpire: 30 grammi di noce di kola e 10 grammi di foglie di coca boliviana infuse in un litro di misto alcolico. Ingredienti arrivati probabilmente tramite i missionari che in quel periodo erano presenti in America Latina e in Africa.

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15enne italiano detenuto a Malta, il ministro dell’Interno Bedingfield: “Necessarie e proporzionate le misure di isolamento”

15enne italiano detenuto a Malta, il ministro dell’Interno Bedingfield: “Necessarie e proporzionate le misure di isolamento”

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il ministro dell’Interno maltese Glenn Bedingfield ha dichiarato che le restrizioni imposte a un ragazzo italiano di 15 anni, detenuto in una struttura per minori, sono necessarie e proporzionate, mentre emergono preoccupazioni per i suoi presunti legami con una rete internazionale accusata di adescare minori e indurli all’autolesionismo, alla violenza e allo sfruttamento sessuale.

Il ragazzo, cittadino italiano, è comparso davanti ai giudici a maggio. Un’ordinanza del tribunale vieta la pubblicazione dei dettagli relativi alle accuse e della sua identità. Secondo fonti vicine all’inchiesta, il giovane è stato posto in isolamento presso il Centro di Servizi Residenziali Riabilitativi(CoRRS) di Mtahleb dopo che gli investigatori avrebbero trovato, su dispositivi elettronici, alcuni video che lo collegherebbero alla rete 764. Le autorità temono che, qualora i presunti legami fossero confermati, il ragazzo possa rappresentare un rischio per gli altri minori ospitati nella struttura.

I genitori hanno criticato pubblicamente il trattamento riservato al figlio, sostenendo che nei primi 35 giorni di detenzione abbia trascorso fino a 22 ore al giorno da solo nella cella. Hanno inoltre denunciato il malfunzionamento dell’aria condizionata e periodi durante i quali, secondo quanto riferito, il ragazzo sarebbe stato costretto a mangiare in piedi e senza posate.

Un ricorso di habeas corpus per ottenere la revoca dell’isolamento è stato respinto a giugno per una questione procedurale, senza che il tribunale si pronunciasse nel merito delle denunce della famiglia. Il ministero dell’Interno ha affermato che le restrizioni sono finalizzate a proteggere il ragazzo e gli altri detenuti e che il suo regime quotidiano è stato progressivamente ampliato. Le misure attuali comprendono l’accesso a una sala comune, alla televisione, a una cyclette e a una sessione settimanale di gruppo, sotto supervisione, con gli altri giovani detenuti.

Un rapporto di Europol, pubblicato lo scorso novembre, descrive la 764 come una rete online decentralizzata coinvolta nello sfruttamento dei minori, nelle estorsioni informatiche e in attività legate al terrorismo. Secondo il rapporto, i membri della rete adescano giovani vulnerabili inducendoli a produrre materiale esplicito e video di atti autolesionistici, che possono poi essere utilizzati per ricattarli e sottoporli a ulteriori abusi.

Il rapporto riferisce inoltre di episodi di violenza sessuale, maltrattamenti di animali, uso forzato di droghe e altre forme di sfruttamento, sottolineando che la rete prende di mira giovani vulnerabili, tra cui persone LGBTIQ+, appartenenti a minoranze e persone alle prese con problemi di salute mentale. Europol ha avvertito che la 764 è difficile da smantellare a causa della sua struttura decentralizzata e dell’attività condotta su numerose piattaforme online. Alla rete sono stati inoltre attribuiti legami ideologici con l’Order of Nine Angels, gruppo occultista neonazista che promuove la violenza e il crollo della società moderna.

– Foto Net News –

(ITALPRESS).

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Board of Peace per Gaza, oggi l’incontro fra Kushner e Netanyahu per portare avanti il piano di Trump

Board of Peace per Gaza, oggi l’incontro fra Kushner e Netanyahu per portare avanti il piano di Trump

ROMA (ITALPRESS) – E’ atteso oggi a Gerusalemme l’incontro fra il genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, l’Alto rappresentante del Board of Peace per Gaza, Nikolay Mladenov , l’ex premier britannico Tony Blair e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu con altri alti funzionari israeliani, affinché Israele proceda con la prossima fase del piano statunitense per Gaza e porti avanti il piano in 20 punti di Trump, incluso il documento in 15 punti sul disarmo di Hamas. Lo scrive il quotidiano israeliano Jerusalem Post.

Prima dell’incontro a Gerusalemme, un alto funzionario del Board of Peace ha dichiarato domenica al Jerusalem Post che Kushner, Mladenov e Blair hanno avuto incontri a El Alamein, in Egitto, con alti funzionari egiziani e altri mediatori, con l’obiettivo di trasformare i prossimi passi della roadmap in misure concrete da attuare.

I tre hanno anche incontrato i rappresentanti del Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (Cnag) e hanno esaminato i piani con i suoi membri in vista del trasferimento dell’autorità di governo nella Striscia di Gaza all’organismo tecnocratico. Secondo l’alto funzionario, i colloqui previsti a Gerusalemme si concentreranno sulle modalità per accelerare l’attuazione del piano in 20 punti di Trump, con “Stati Uniti e Israele che concordano sullo stato finale: un Hamas smilitarizzato”.

Il funzionario ha aggiunto che l’obiettivo è raggiungere una Gaza smilitarizzata in cui Hamas abbia ceduto completamente l’autorità di governo al governo tecnocratico palestinese, consentendo così la ricostruzione della Striscia di Gaza. Inoltre, il funzionario ha affermato che le misure adottate mirano a preservare il cessate il fuoco, ad avviare il trasferimento di tutte le autorità di governo al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza e a garantire che Hamas non abbia alcun ruolo nella gestione del futuro della Striscia di Gaza.

Allo stesso tempo, il processo mira ad avviare il disarmo completo di Hamas e lo smantellamento delle sue infrastrutture militari, a consentire il dispiegamento della Forza Internazionale di Stabilizzazione e, di conseguenza, il ritiro israeliano. A El Alamein, secondo fonti stampa, Kushner ha incontrato anche una delegazione di Hamas. Successivamente, il movimento al potere a Gaza ha annunciato di aver chiesto al Consiglio di Pace di Gaza di “costringere” Israele ad accettare il documento in 15 punti.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Libia, fermati 61 migranti irregolari nell’Est del Paese

Libia, fermati 61 migranti irregolari nell’Est del Paese

ROMA (ITALPRESS) – Il ramo di Al-Bayda del Dipartimento per la lotta all’immigrazione clandestina nella Libia orientale ha fermato 61 migranti irregolari di diverse nazionalità nel corso di operazioni di controllo e pattugliamento nella regione. E secondo quanto riportato dal Dipartimento in un comunicato su Facebook, tra i fermati figurano 11 egiziani (di cui uno con epatite), 5 sudanesi (uno con epatite), 42 bangladesi che intendevano attraversare il mare illegalmente e 3 nigeriane (due con HIV). I migranti egiziani sono stati rimpatriati attraverso il valico di Amsaad, mentre gli altri sono stati trasferiti a un centro di accoglienza a Bengasi per le procedure di rimpatrio.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Egitto, il ministro Abdelatty incontra rappresentanti del settore privato per discutere il sostegno alle imprese in Africa

Egitto, il ministro Abdelatty incontra rappresentanti del settore privato per discutere il sostegno alle imprese in Africa

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – Il ministro egiziano degli Esteri, della Cooperazione internazionale e degli Egiziani all’estero, Badr Abdelatty, in qualità di governatore dell’Egitto presso la Banca araba per lo sviluppo economico in Africa (BADEA), ha tenuto una sessione allargata con rappresentanti del settore privato, alla presenza del presidente della BADEA Fahd Al-Doseri, per discutere il sostegno alle imprese egiziane nell’espansione sui mercati africani.

Secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri egiziano, l’incontro rientra nella nuova edizione delle sessioni di dialogo Bridge, dedicate al rafforzamento della cooperazione tra il settore privato egiziano, il Ministero degli Esteri e i partner dello sviluppo. Abdelatty ha sottolineato l’impegno del governo a facilitare l’accesso delle imprese egiziane ai mercati africani e a rimuovere gli ostacoli procedurali e normativi, evidenziando le iniziative egiziane a sostegno degli investimenti e dei progetti di sviluppo nel continente.

Il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza di creare un’entità d’investimento egiziana incaricata di coordinare gli investimenti in Africa e di predisporre una banca dati sulle opportunità d’investimento e sui progetti prioritari. Durante l’incontro sono stati illustrati anche i servizi della piattaforma “Hafez” per il sostegno finanziario e tecnico e gli strumenti di finanziamento della BADEA a disposizione delle imprese egiziane.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Altro che “dolce far nulla”, l’estate è diventata una trappola psicologica: ecco cos’è la SAD, la “Summertime Sadness”

“L’estate mi ammazza – scriveva Cesare Pavese in una lettera -. Io non concludo più nulla. Sono morto, morto”. Arrivati alla quarta ondata di calore, neanche i più ferventi appassionati di questa stagione potrebbero mai dargli torto. Pavese oggi è in buona compagnia: sempre più persone vivono male “la bella stagione” provando tristezza, noia, frustrazione e ansia. I fattori sono molteplici, ma le temperature estreme peggiorano la situazione, condizionando il benessere fisico e mentale.

Diciamoci la verità: il mito della dorata estate italiana, del dolce far nulla e del divertimento è stato costruito a tavolino dagli enti di promozione del turismo. Per la maggior parte delle persone, esiste solo nei ricordi delle vacanze estive tra un anno scolastico e l’altro – un tempo fatto di pranzi dalla nonna, pomeriggi con i cugini, gelati che costavano un terzo rispetto a oggi e giornate intere passate sul bagnasciuga. Con l’età adulta l’estate inizia a diventare una stagione faticosa: si fa tutto ciò che si è sempre fatto negli 11 mesi precedenti, ma sudando.

Le ferie sono troppo poche e troppo lontane – e i prezzi attuali della benzina non aiutano certo a partire. I social network ci fanno credere che tutti – ma proprio tutti – sono in vacanza. Che tutti si divertono, fanno baldoria e veleggiano in barca verso al tramonto. Tutti tranne la persona che guarda attraverso lo schermo, magari nell’ennesima notte insonne, quando fa troppo caldo per dormire.

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“Sono discalculica, non so contare fino a 2. Il malessere sono io. Mi pento dei tatuaggi, voglio togliere il coltello che entra nel collo ma fa malissimo”: parla Ema Stokholma

Ema Stokholma non ricorre alla diplomazia quando si tratta di parlare di sé. In una lunga e schietta intervista rilasciata al Corriere della Sera, la conduttrice ha tracciato il bilancio della sua quotidianità partendo da difetti e pentimenti. Sulla gestione economica ammette senza mezzi termini di avere le “mani bucatissime“, soprattutto per l’arredamento: “Per la casa ho esagerato. Per i vestiti no, quelli tanto ce li prestano”. Altro capitolo aperto è quello dei tatuaggi, che sta faticosamente rimuovendo con risultati altalenanti: “Non bene, perché fa malissimo e non c’ho voglia”. Il primo della lista da eliminare è un “coltello che entra nel collo ed esce dalla parte opposta”, mentre sul “corvo sulla pancia” ha dovuto arrendersi: “Ho provato a toglierlo ma ho pianto, e quindi me lo tengo”.

Sul fronte sentimentale, la conduttrice smentisce la sua celebre teoria secondo cui la felicità coinciderebbe solo con l’essere single: “Lo confermo e lo rinnego in questo momento”. Da pochi mesi è infatti legata a un nuovo compagno: “Fa il pittore”.

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Falsi terremoti: lo strano caso del terremoto del 16 marzo 1883

Parlare di terremoti falsi può sembrare un controsenso: un terremoto o è avvenuto o non è avvenuto. In ambito sismologico, tuttavia, il termine assume un significato tecnico preciso. Cerchiamo di spiegare con le parole di E. Guidoboni (1985): “Non c’è dubbio che un terremoto, quale è definito dalla sismologia contemporanea, è riconosciuto in modo non equivoco dai testimoni”, ciò implica che l’evento sismico debba essere stato osservato, con una datazione certa e caratteristiche documentate (come intensità, presenza di danni, ecc.). Fin qui tutto chiaro?

Quando la sismologia moderna iniziò, più o meno a metà del 1800, a catalogare i terremoti, gli studiosi dell’epoca raccolsero informazioni sui terremoti del passato attingendo dalle fonti più disparate, documenti, lettere, memoriali di ogni genere. E non fu inusuale che in quei cataloghi e nelle compilazioni successive venissero inseriti dei veri e propri falsi terremoti. Su questo tema ci sono alcuni studi per terremoti italiani come quelli di Guidoboni e Ferrari, 1989; Bellettati et al., 1993; Albini, 2011.

Ma per quale motivo poteva accadere una cosa del genere?

Succedeva, come ben descritto dagli autori appena citati, che in fonti, magari piuttosto antiche, alcuni fenomeni naturali come frane, venissero descritti come terremoti, terrae motus, definizione peraltro neanche molto errata se si parla di smottamenti e altri eventi simili. Oppure equivoci interpretativi dovuti ad un uso traslato e analogico dei termini usati, o addirittura fonti false, inattendibili e compilazioni errate (Guidoboni, 1985). A questo si potrebbero aggiungere errori di copisti, anticamente, o di stampa in tempi più recenti.

Per citare qualche caso interessante tra i moltissimi, riportiamo la frana di Issime nel 1600, nel già citato lavoro di Guidoboni (1985), oppure l’eruzione gassosa con effetto di sinkhole a Larderello nel 1320 (Meloni, 2009), o infine il falso terremoto del 1346 in Pianura Padana descritto da Camassi e Castelli (2013). La casistica è ampia.

Per avere un’idea concreta di quanto raccontato finora, basta consultare il sito dell’Archivio Storico Macrosismico Italiano (ASMI, Rovida et al., 2017), che raccoglie le fonti disponibili per tutti i terremoti presenti nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15, Rovida et al., 2020, 2024), dove esiste, fra le altre selezionabili, la voce “terremoti falsi”. E nell’elenco ve ne sono ben 260, dal 50 d.C. al 1971. Analogamente troviamo segnalazioni di terremoti falsi nel Catalogo dei Forti Terremoti Italiani (CFTI5med, Guidoboni et al., 2018). Pertanto, nei cataloghi sismici precedenti agli attuali erano inclusi almeno 260 eventi, successivamente rimossi dalle compilazioni più aggiornate (Figura 1). 

Figura 1. Pagina di ASMI con la lista e le localizzazioni degli eventi falsi (ASMI – Consultazione per terremoto).

Confutare, correggere, revisionare i dati storici relativi a un evento sismico comporta un lavoro spesso più difficoltoso e complesso rispetto a quello della ricerca di dati sismici ex novo.

Innanzitutto, perché il dato viene presentato già analizzato, configurandosi come un prodotto finito del quale è necessario ricostruire ogni passaggio metodologico; in ultimo, vi è un certo timore reverenziale nei riguardi degli autori dell’epoca, i cui nomi illustri costituiscono tuttora, a distanza di molti decenni, i capisaldi nell’ambito della sismologia storica, richiedendo cautela e rispetto nell’approccio. Nel caso in esame, la figura di riferimento è Michele Stefano De Rossi, fondatore del Bullettino del Vulcanismo Italiano.

Figura 2. Michele Stefano De Rossi (a destra) nell’Osservatorio di Rocca di Papa (foto da Tertulliani, 2019).

Il terremoto del 16 marzo 1883

Il caso trattato nella recente pubblicazione di Paolini e Tertulliani (2026) è quello del terremoto che sarebbe avvenuto nei Monti Prenestini, vicino Roma, il 16 marzo 1883 e come tale presente in catalogo con intensità 7 MCS e magnitudo macrosismica 5.1.

Analizziamo le fonti, anzi la fonte. In base a quanto riportato laconicamente dal Bullettino del Vulcanismo Italiano alla data del 16 marzo del 1883 troviamo: Sera, Palazzuolo presso Albano Laziale, scossa 8°.

Dubbi su questo evento erano già stati espressi da Diego Molin in un suo studio del 1981 sulla sismicità dei Colli Albani dove al riguardo annotava:

16.3.1883, PALAZZOLO, VII grado

È molto probabile che l’intensità attribuita a questa scossa sia errata (errore di stampa?); essa è riportata nelle “Notizie di Marzo” del Bullettino del Vulcanismo Italiano e le è assegnata un’intensità dell’VIII grado della scala De Rossi – Forel (corrispondente al VII grado MCS). Poiché lo stesso Bullettino non la menziona né nella “Rivista sismica di Marzo”, né tra i dati degli osservatori sismici di Velletri e Roma e nemmeno riporta notizie riguardanti i paesi vicini, è probabile che il valore dell’intensità sia notevolmente inferiore a quello assegnatoli.

Nonostante i dubbi del valentissimo collega Molin, l’evento confluì prima nel catalogo PFG (Postpischl, 1985) e successivamente nel CPTI15 con una intensità stimata del 7° MCS (per un confronto tra le scale macrosismiche citate si veda Tertulliani, 2019).

A rendere più confusa la situazione è la localizzazione stessa dell’evento: Palazzuolo presso Albano Laziale. La specifica presso Albano Laziale indicata da Michele De Rossi, scompare nel lavoro di Molin e la localizzazione viene successivamente interpretata come la località Palazzola o Colle di Palazzolo, situata nei pressi di Zagarolo, alle pendici dei Monti Prenestini e come tale confluisce nel catalogo DBMI-CPTI15. Le due località distano circa 15 km l’una dall’altra.

Malgrado queste incongruenze si è giunti a definire quello che rappresenta il più importante e, al tempo stesso, enigmatico, evento sismico dei Monti Prenestini. 

Per comprendere meglio le perplessità sul terremoto del 1883 analizziamo brevemente il contesto sismico dei Monti Prenestini.

La sismicità dei Monti Prenestini

La dorsale dei Monti Prenestini è un piccolo massiccio montuoso della provincia di Roma (Figura 1), compreso tra il complesso vulcanico dei Colli Albani a sud-ovest e le propaggini dell’Appennino centrale a est. La sismicità dell’area è da considerarsi bassa sia in frequenza che in intensità. 

Figura 3 Estrazione dall’archivio ASMI [Rovida et al., 2017] dei terremoti localizzati nell’area dei Monti Prenestini (linea rossa tratteggiata). Con la crocetta rossa è indicato l’evento del 16 marzo 1883. La legenda indica solo genericamente la grandezza del terremoto (da Paolini e Tertulliani, 2026).
Eseguendo un’estrazione di dati dal CPTI15 [Rovida et al., 2020; 2022] nell’area attorno ai Monti Prenestini (linea tratteggiata in rosso in Figura 1), emergono le notizie di pochi terremoti (Tabella 1), con magnitudo massime che raramente raggiungono valori pari a 5.0.
Tabella 1 Lista degli eventi presenti all’interno della linea tratteggiata in Figura 1 (da CPTI15, Rovida et al., 2022).

Fra questi eventi spiccano i due terremoti del 1844 e del 1876 che fecero danni alla città di Palestrina, in provincia di Roma, oltre a quello del 16 marzo del 1883.

Il terremoto del 1876 è l’evento più documentato, procurò danni a Palestrina e ad altre località del circondario, fino ai Castelli Romani (Locati et al., 2022). Anche il terremoto del 1844 danneggiò Palestrina (Tertulliani et al., 1998).

Tutti gli eventi menzionati in tabella hanno lasciato una traccia documentale attraverso la letteratura scientifica dell’epoca, le Cartoline macrosismiche oppure articoli su quotidiani come, ad esempio, il Corriere della Sera del 29-30 ottobre 1876 sul terremoto del 1876: Abbiamo avuto un po’ di terremoto. Veramente a Roma pochissimi se ne sono accorti: la scossa fu assai lieve, in senso ondulatorio, e in un’ora di attività cittadina, nelle ore pomeridiane. Ma nella provincia di Roma, a Palestrina, a Tivoli ed altrove, la scossa fu più forte e grande la paura. 

Al contrario, il terremoto del 16 marzo 1883 a cui è attribuita la massima magnitudo dell’area, localizzato nei pressi di Zagarolo (Roma), cittadina sita tra i Colli Albani e i Monti Prenestini, e con una intensità MCS pari a 7 per la località di Palazzola (frazione di Zagarolo), è dotato di una poverissima documentazione.

La mancanza di documentazione per un terremoto avvenuto vicino a Roma, in tempi abbastanza recenti, e che avrebbe fatto danni significativi risulta però sospetta. 

Analisi di un evento non avvenuto

Diversi elementi inducono a ritenere l’indicazione fornita nel Bullettino del De Rossi come frutto di un errore.

Innanzitutto, l’assenza di una qualsiasi notizia attraverso le Cartoline sismiche. Il sistema delle Cartoline sismiche, messo in piedi da De Rossi fra il 1870 e il 1880 tramite una rete di corrispondenti fissi, era all’epoca ormai avviato e consolidato, e metteva in condizione il mondo scientifico e accademico sia di convalidare l’avvenimento di un evento sismico sia di quantificarne gli effetti sull’uomo e sull’ambiente (vedi un articolo recente sulle Cartoline sismiche).

Pur ammettendo e ipotizzando una eventuale perdita accidentale delle cartoline sismiche legate all’evento studiato, ulteriori elementi fanno dubitare sul reale accadimento che, va sottolineato, venne valutato come 8° della scala De Rossi-Forel su un edificato di pietra, mattoni e privo di cemento armato (equivalente al 7° MCS, lesioni gravi e diffuse negli edifici in muratura). Inoltre:

  • Presso l’Archivio Centrale dello Stato (ACS) – fondo Ministero dell’Interno, telegrammi in partenza (quanto posseduto in ACS per quell’anno) verso le Prefetture (fino all’istituzione del Dip. Di Protezione Civile, 24 febbraio 1992, il compito di intervento e prima assistenza rimase sempre in capo al Ministero dell’Interno), non v’è traccia di telegrammi in partenza. 
  • Il ricordo del luttuoso terremoto di Casamicciola (Isola d’Ischia, Napoli) avvenuto due anni prima (4 marzo 1881) e la cui memoria era ancora viva, non poteva certo far passare inosservato un evento sismico di tale energia, avvenuto alle porte della Capitale.
  • La mancata menzione dell’evento nelle opere di carattere scientifico coeve. Prima tra tutte l’opera del Baratta [1901] oppure quella del Galli [1906].
  • L’assenza di una ancorché minima notizia sui quotidiani locali e nazionali dell’epoca: Il Messaggero (di solito prodigo nell’invio sul posto di propri inviati), La Gazzetta Piemontese, L’Italie, L’Illustrazione Italiana, L’Osservatore Romano e il Corriere della Sera, i quali riportano al contrario, notizie di scosse di terremoto avvenute in quei giorni in Sicilia a seguito dell’eruzione dell’Etna o addirittura nelle vicinanze di Amsterdam a testimonianza dell’attenzione della carta stampata su questi fenomeni, eventi, questi ultimi due, che sono peraltro debitamente annotati nel Bullettino.

In ultimo non va dimenticato che l’area dei Castelli Romani era ben conosciuta dal De Rossi che vi abitava; ad Albano, in particolare, il fratello, Giovanni Battista De Rossi insigne archeologo e studioso di catacombe e antichità paleocristiane, aveva studiato le catacombe di san Senatore e nel fratello Michele trovava spesso valido aiuto nelle ricerche archeologiche. In sintesi, un evento sismico con intensità pari al 7° MCS / 8° Rossi-Forel non poteva non indurre il sismologo De Rossi a un sopralluogo personale quindi a un commento più descrittivo sugli effetti provocati dal sisma, e soprattutto non poteva passare inosservato.

Conclusioni

Dalle pagine del Bullettino traspare l’impegno  continuo, costante e quasi maniacale di Michele Stefano De Rossi: un’opera di catalogazione metodica e puntuale che testimonia una dedizione tale da indurlo a abbandonare definitivamente la carriera giuridica per la sismologia. Risulta dunque complesso rintracciare la causa di tale svista o comprendere le ragioni dell’errore. Si è trattato di un refuso tipografico o magari di un fenomeno reale ma di lieve entità (un 3° grado De Rossi-Forel?) trasformatesi in un 8° durante la fase di stampa del Bullettino? In assenza di prove definitive, resta il fatto che tale informazione errata, recepita nelle bibliografie successive, ha condizionato la valutazione del rischio sismico locale, determinando persino lo spostamento dell’epicentro dai Colli Albani all’area dei Monti Prenestini.

Sul piano strettamente metodologico, la ricerca condotta costituisce un significativo esempio di indagine fondata sull’assenza di fonti documentarie. Proprio tale assenza rappresenta un elemento probatorio rilevante, poiché suggerisce che l’evento non ebbe luogo oppure, nella più prudente delle ipotesi, che si manifestò con un’intensità talmente modesta da non lasciare tracce nella documentazione coeva.

A cura di Andrea Tertulliani, INGV e Salvatore Paolini, ENEA. 

Bibliografia

Albini, P. (2011). The true case of the 1276 fake earthquake. Seismological Research Letters, 82(1), 111-114.

Bellettati, D., Camassi, R., & Molin, D. (1993). Fake quakes in Italy through parametric catalogues and seismological compilations: case histories and typologies. Terra Nova, 5(5), 488-495.

Camassi R., Castelli V., 2013. The curious case of the 1346 earthquake recorded only by very young chroniclers. Seismological Research Letters, 84, 6, 1089-1097. https://doi.org/10.1785/0220130063

Galli I. (1906). I terremoti nel Lazio. Velletri. Tipografia “Pio Stracca”, 132pp.

Guidoboni E. (1985) Immagini e interpretazioni di fenomeni naturali: “Il terremoto” di Issime del 1600-1601, Quaderni storici, Vol. 20, No. 60 (3), pp. 811-838

Guidoboni, E., & Ferrari, G. (1989). The inexact catalogue: the study of more than 1700 earthquakes from the XI to the XX century in Italy. Terra Nova, 1(2), 151-162.

Guidoboni E., Ferrari G., Mariotti D., Comastri A., Tarabusi G., Sgattoni G., Valensise G. (2018) – CFTI5Med, Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (461 a.C.-1997) e nell’area Mediterranea (760 a.C.-1500). Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). https://doi.org/10.6092/ingv.it-cfti5

Locati M., Camassi R., Rovida A., Ercolani E., Bernardini F., Castelli V., Caracciolo C.H., Tertulliani A., Rossi A., Azzaro R., D’Amico S., Antonucci A. (2022). Database Macrosismico Italiano (DBMI15), versione 4.0 [Data set]. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). https://doi.org/10.13127/dbmi/dbmi15.4

Meloni, F. “Terremoti e sprofondamenti–similitudine dei percorsi di ricerca storica, tra casi di sostituzione, effetti nel suolo e liquefazioni.” Atti 2 Workshop internazionale:“I Sinkholes. Gli sprofondamenti catastrofici nell’ambiente naturale ed in quello antropizzato”, Roma, 2009.

Molin D. (1981). Sulla sismicità storica dei Colli Albani. CNEN, RT/AMB (81) 11. Roma, 104 pp.

Paolini, S., & Tertulliani, A. (2026). Materiali per un Catalogo dei terremoti italiani: il caso del più forte terremoto dei Monti Prenestini (Lazio), 16 marzo 1883. Quaderni Di Geofisica, 201, 20 pp. https://doi.org/10.13127/qdg/201

Postpischl, D. (1985). Catalogo dei terremoti italiani dall’anno 1000 al 1980, CNR-PFG, Quaderni de «La ricerca scientifica», 114, 2B, Bologna, 239 pp. 

Rovida A., Locati M., Antonucci A., Camassi R. (a cura di) (2017). Archivio Storico Macrosismico Italiano (ASMI). Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). https://doi.org/10.13127/asmi

Rovida A., Locati M., Camassi R., Lolli B., Gasperini P. (2020). The Italian earthquake catalog CPTI15. Bulletin of Earthquake Engineering, 18(7), 2953–2984. https://doi.org/10.1007/s10518-020-00818-y

Rovida A., Locati M., Camassi R., Lolli B., Gasperini P., Antonucci A. (2022). Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15), versione 4.0. [Data set]. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.4

Tertulliani A. (2019): Storia delle scale macrosismiche, Quad. Geofis., 150. https://doi.org/10.13127/qdg/150


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Garlasco, sfratto e addio lavoro. Sempio, quattro consulenze decisive e quel “tic tac” continuo

Il giallo di Garlasco continua, a distanza ormai di oltre 19 anni da quel drammatico 13 agosto 2007, infatti, non c’è ancora nessuna certezza su chi sia il killer di Chiara Poggi. Si avvicina intanto una data chiave, il 28 settembre sarà il termine ultimo per le indagini preliminari. Al momento l’unico indagato è Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara, ma contro di lui ci sono solo prove indiziarie, dai soliloqui, al dna sotto le unghie all’impronta 33 sul muro. Potrebbero essere non sufficienti per un nuovo processo. Da qui la decisione di procedere con quattro nuove consulenze su Sempio, una anche psichiatrica. Ma i legali fanno muro. Corsa contro il tempo insomma per fornire nuovi elementi a carico dell’indagato. Poi ci sarà la decisione del gip se procedere col rinvio a giudizio o archiviare.

Ma per Sempio continua il periodo nero, come se non bastassero le accuse per il delitto di Chiara, Andrea deve affrontare anche diverse problematiche personali e familiari. Dopo il tentato suicidio della madre e lo sfratto dalla casa in cui abitava, ecco un’altra mazzata: Sempio è stato licenziato anche dal posto di lavoro in cui operava. O meglio, il licenziamento – come riporta Il Messaggero – avverrà alla fine del mese, il 31 agosto. Il motivo è legato alla chiusura del negozio di telefonia in cui lavorava. L’attività è stata infatti venduta e non si sa che intenzioni abbiano i nuovi proprietari.

Tornando alle indagini, però, restano molti punti interrogativi. La possibile nuova dinamica del delitto con Andrea Sempio sulla scena e Alberto Stasi escluso, lascia molti dubbi. Sempio, stando all’accusa, si sarebbe probabilmente nascosto in giardino per entrare di nascosto in casa nel momento in cui Chiara ha aperto per far uscire i gatti. Poi ci sarebbe stata l’aggressione in più punti della casa, poi forse la fuga dai campi tutto sporco di sangue per raggiungere la casa della nonna. Un fantasma che nessuno ha notato e che sarebbe poi tornato a casa sua per pranzo “con gli stessi vestiti puliti che indossava al mattino”, come ha ripetuto più volte la madre di Sempio. Misteri, incongruenze, mancanze. Una vicenda giudiziaria infinita che per diversi criminologi “rischia di restare un caso irrisolto”.

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Oroscopo della settimana del 17 agosto: “Bilancia, difficile ignorare ciò che non funziona più. Capricorno: prenderai decisioni importanti”

La settimana segna un passaggio significativo nel cielo estivo. Il 23 agosto il Sole lascia il Leone ed entra in Vergine, spostando l’attenzione dall’espressione personale, dalla creatività e dal desiderio di protagonismo verso una fase più concreta, organizzata e attenta alle questioni pratiche. La Luna attraversa Bilancia, Scorpione, Sagittario e Capricorno, accompagnando il clima emotivo da una maggiore esigenza di equilibrio nei rapporti a una fase più intensa e introspettiva, fino alla ricerca di nuove prospettive e, nel fine settimana, di maggiore concretezza.

Il passaggio più delicato riguarda però Saturno retrogrado in Ariete opposto a Venere in Bilancia. È un confronto tra sentimento e responsabilità, desiderio e realtà, libertà personale e necessità di costruire rapporti più solidi. Le relazioni possono attraversare una fase di verifica: ciò che ha basi autentiche può rafforzarsi, mentre ciò che si regge soltanto sull’abitudine o su compromessi difficili da sostenere potrebbe mostrare le proprie fragilità.

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Libia, blackout totale nelle città della regione occidentale. Disagi anche al sistema idrico artificiale

Libia, blackout totale nelle città della regione occidentale. Disagi anche al sistema idrico artificiale

ROMA (ITALPRESS) – Le città della Libia occidentale hanno subito un blackout totale nelle ultime ore a causa di un’interruzione completa della corrente elettrica, senza che le autorità abbiano rivelato la causa ufficiale. Il paese soffre da oltre un mese di interruzioni di corrente programmate che durano molte ore nella maggior parte delle città a causa del deficit della rete elettrica. È previsto per oggi un’assemblea generale della compagnia elettrica libica, presieduta dal primo ministro Abdelhamid Dabaiba, e circolano voci sui social media di possibili cambiamenti radicali, tra cui la rimozione del presidente del consiglio di amministrazione della compagnia, Mohamed Al-Mashai, e la nomina di un successore.

BLACKOUT BLOCCA IL SISTEMA IDRICO ARTIFICIALE

Il blackout totale che ha colpito la Libia occidentale ha causato lo spegnimento di tutte le stazioni di pompaggio del sistema idrico artificiale, interrompendo la fornitura di acqua in vaste aree. E secondo quanto dichiarato dal dispositivo del fiume artificiale libico in un comunicato su Facebook, tutte le squadre tecniche e ingegneristiche sono in piena prontezza per riavviare i sistemi non appena l’elettricità sarà ripristinata, al fine di garantire la continuità dell’approvvigionamento idrico per i cittadini.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Orbitali elettronici in 3D

Gli elettroni che compongono un atomo non occupano una posizione ben definita: sono descritti da una funzione d’onda, cioè da una mappa di probabilità che descrive dove è più probabile trovarli e come si muovono. Negli orbitali molecolari – l’unione delle funzioni d’onda degli elettroni di una molecola – questa informazione è cruciale: descrive come una molecola assorbe luce, interagisce con l’ambiente e prende parte alle reazioni chimiche.

Un team di ricercatori guidato dall’Università di Gottinga (Germania) ha ricostruito per la prima volta la funzione d’onda di una molecola organica nanometrica in tre dimensioni. Lo studio, al quale hanno preso parte anche Fabio Frassetto e Luca Poletto del Cnr-Ifn (l’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr di Padova) e pubblicato lo scorso giugno su Nature Communications, è stato realizzato attraverso la tecnica della tomografia orbitale da fotoemissione: quando la luce colpisce la molecola in esame, questa emette elettroni e, misurandone la quantità di moto, i ricercatori hanno ricavato informazioni su una parte della funzione d’onda, mentre la parte mancante è stata ricostruita attraverso algoritmi matematici.

Gli autori dello studio hanno utilizzato una tecnica di spettroscopia fotoelettronica all’avanguardia, avvalendosi di una sorgente di raggi X morbidi (a sinistra) in grado di fornire impulsi luminosi ultrabrevi, combinata con potenti algoritmi matematici, per rappresentare graficamente la funzione d’onda degli orbitali elettronici (a destra). Crediti: Lukas Kroll

L’idea alla base non è nuova: una prima dimostrazione sperimentale della ricostruzione di orbitali molecolari risale al 2009, e negli anni successivi la tecnica è stata estesa al 3D, ma con un costo sperimentale molto elevato, spesso legato all’uso di sincrotroni di grandi dimensioni. «Abbiamo introdotto due nuovi concetti di grande efficacia. Innanzitutto, riprogettando da zero l’algoritmo informatico, è ora possibile ottenere immagini 3D affidabili con una quantità molto minore di dati sperimentali. In secondo luogo, l’esperimento si basa su una potente sorgente di raggi X morbidi che fornisce impulsi luminosi ultrabrevi», spiega uno dei coautori, Matthijs Jansen, dell’Università di Gottinga. «È proprio la combinazione di queste due tecniche a determinarne il notevole impatto».

L’immagine pubblicata non è una fotografia nel senso classico del termine, come quelle scattate con una fotocamera, ma una visualizzazione che mostra in modo probabilistico dove l’elettrone può trovarsi, ricostruita combinando misure sperimentali e algoritmi matematici. È più simile a una “radiografia matematica” che a uno scatto fotografico tradizionale, dal momento che non è possibile vedere in maniera diretta gli elettroni. In altre parole, la mappa tridimensionale della funzione d’onda ottenuta tramite i dati raccolti e l’algoritmo di ricostruzione assomiglia a una foto in 3D, ma è in realtà un’immagine calcolata che condensa in forma visiva le informazioni quantistiche accessibili solo in modo indiretto.

a) I dati grezzi delle misurazioni, visualizzati come una nuvola di “voxel” (pixel 3D) semitrasparenti disposti su gusci emisferici. Le sezioni trasversali mostrano come solo una frazione dei pixel nello spazio di quantità di moto contenga dati di misura, mentre la maggior parte dei pixel sia priva di dati; b) e c) Immagini tridimensionali della funzione d’onda, che mostrano l’orbitale molecolare occupato più alto di una molecola di Ptcda, sostanza spesso utilizzata per la produzione di coloranti grazie alla sua forte interazione con la luce. Ognuna delle due immagini mostra sia la rappresentazione tridimensionale che le sezioni trasversali dell’orbitale a 1 Å (un decimiliardesimo di metro) di distanza dal centro della molecola. Crediti: Bennecke et al., 2026, Nature Communications

«Questa tecnica potrebbe far diventare realtà la videografia stroboscopica», conclude la prima autrice dello studio, Wiebke Bennecke, dell’Università di Gottinga, «consentendoci non solo di osservare la forma delle funzioni d’onda, ma anche di vedere come essa cambi con una risoluzione ultraveloce, persino dell’ordine dei femtosecondi, ovvero un milionesimo di miliardesimo di secondo. Ciò permetterà di comprendere come una molecola si adatti a variazioni ottiche, elettroniche o chimiche e di trovare nuovi modi per controllare queste interazioni a livello di pochi atomi».

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