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Pisa, Paolo Bianco: “Prestazione ottima, margini di crescita enormi. E su Petagna…”

PISA – La sfida dei trentaduesimi di Coppa Italia tra Pisa ed Empoli sorride ai nerazzurri, che conquistano il passaggio del turno ai calci di rigore. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, decisi dai gol di Marras e Saporiti, la squadra di casa la spunta alla lotteria finale dagli undici metri, complici i fatali errori dal dischetto di Magnino e dello stesso Saporiti. Nel post-partita, per commentare a caldo il risultato, è intervenuto in sala stampa Paolo Bianco, Guido Pagliuca, Lorenzo Tosto e Tommaso Marras.

Le dichiarazioni di Paolo Bianco

“C’è ancora tanto da migliorare, ma questo gruppo ha margini di crescita enormi. Non possiamo permetterci cali di tensione, tuttavia la prestazione mi è piaciuta molto. Forse all’inizio eravamo un po’ contratti, ma i ragazzi mi hanno soddisfatto sotto tantissimi aspetti. Sono felice della rosa a disposizione: Moreo ha disputato un match eccellente, ripulendo un’infinità di palloni; Meister ci ha fatto girare bene, sfiorando anche il gol. Leone, essendo marcato a uomo, è stato bravo a creare varchi per i compagni prima di lasciare il posto a Esteves, un elemento tatticamente molto intelligente.

In campo si è visto ciò che abbiamo provato nell’ultimo mese di lavoro. Per quanto riguarda il mercato e nomi come quello di Petagna, se ne occupa la società: sarò felice a prescindere da chi arriverà. Ora ci aspetta una settimana intensa per preparare la sfida contro il Padova, in cui vogliamo partire col piede giusto. Ci tengo a ringraziare i tifosi: vedere un pubblico così numeroso il 17 agosto è fondamentale. Aver superato il turno è importante perché ci regala un derby molto sentito dalla piazza, ma a quello penseremo a tempo debito; adesso la testa è solo al Padova. Rao e Tramoni? Possono tranquillamente coesistere. L’ingresso di Ferrah nel finale, invece, è stato dettato dal fatto che è un rigorista”.

Le dichiarazioni di Guido Pagliuca

Magnino ha uno spessore devastante, mi rammarica non averlo avuto a disposizione dall’inizio della scorsa stagione. Sono contento della prestazione: abbiamo giocato con due o tre ragazzi alla loro prima presenza tra i professionisti. Mi dispiace per il gol subito, ma faccio comunque i complimenti alla squadra. Il Pisa è una formazione fortissima e disputerà un campionato di vertice. Sapevamo che avrebbero attaccato uomo su uomo, è stata una gara simile all’amichevole giocata contro lo Spezia. In una cornice di pubblico del genere, non è facile per dei ragazzi giovani forzare la giocata.

Per loro non deve essere affatto scontato passare dal settore giovanile alla prima squadra: devono essere riconoscenti a chi ha dato loro questa possibilità, e non parlo di me che sono l’ultimo arrivato. In Italia non è così frequente vedere tanti elementi del vivaio in campo. Ora abbiamo quattro giorni per preparare la prossima sfida. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo porci degli obiettivi di prestazione, così da poter essere soddisfatti del lavoro svolto anche qualora un episodio della partita dovesse andar male. Saporiti deve trovare continuità e non avere pause: è un classe 2001, in questo gruppo è ormai uno dei più esperti. Infine una battuta su Leone: è un elemento di grandissima qualità e dal grande spessore umano, ma Saporiti è stato molto bravo a limitarlo”.

Le dichiarazioni di Lorenzo Tosto

“Siamo soddisfatti della prestazione, ma il risultato ovviamente ci lascia l’amaro in bocca. In occasione del gol subìto pensavamo ci fosse un fallo e ci siamo fermati, commettendo un’ingenuità. Siamo un grande gruppo: ci aiutiamo tantissimo tra di noi e proprio in questo modo siamo riusciti a colmare il gap tecnico con gli avversari. Il mister ci chiede grande continuità e intensità. A livello personale ho i miei obiettivi e spero di trovare maggiore spazio rispetto alle passate stagioni. Affrontare squadre come Pisa e Cremonese è molto impegnativo, ma siamo pronti, uniti e compatti per dare sempre il massimo in campo”.

Le dichiarazioni di Tommaso Marras

“Durante tutta l’estate abbiamo fatto un lavoro incredibile col mister. Dopo una retrocessione non è mai semplice rialzarsi, ma noi siamo partiti col piede giusto. Andare all’intervallo in vantaggio è stato fondamentale e sono molto felice per la rete segnata. Con Zanon ci conosciamo ancora da poco, ma c’è già un’ottima intesa e sono certo che ci darà una grande mano. Quella con il Pisa è stata una trattativa piuttosto rapida: il mister mi voleva già ai tempi del Monza, perciò quando è arrivata la chiamata della società nerazzurra è stato facilissimo dire di sì”.

Davide Caruso

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Giornalismo in lutto per la morte di Maurizio Giammusso

Capalbio, 17 agosto 2026 – Tragedia a Capalbio, è stato ritrovato morto sulla spiaggia per un malore dopo una nuotata il noto giornalista dell’Ansa, dell’Huffnington Post e del Corriere della Sera, Maurizio Giammusso, 74 anni, nato a Roma. È successo questa mattina alle 11, inutili i soccorsi, tra cui anche l’elisoccorso, la morte è avvenuta sul posto a causa di un arresto cardiocircolatorio. Maurizio Giammusso lascia la moglie Anna e la figlia Daniela, oltre a tutti gli amici e i colleghi del mondo del giornalismo italiani, in profondo lutto.

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La tempesta di fulmini abbattutasi nella notte

Livorno, 17 agosto 2026 – Un tetto a Rosignano colpito da un fulmine e un incendio e un grosso albero, anch’esso colpito, sul viale Italia, a Livorno, con un grosso ramo caduto sulla carreggiata. Sono gli interventi più rilevanti dei Vigili del Fuoco in seguito alla tempesta di fulmini abbattutasi sul territorio livornese nella notte, una cella temporalesca attiva davanti alla costa livornese, sulla Gorgona e sull’isola d’Elba. Nelle ultime 6 ore oltre 21mila fulminazioni registrate nell’area della Toscana. Nel corso del pomeriggio sono possibili temporali su tutto il territorio, l’allerta gialla è estesa dalla nostra sala operativa fino alla mezzanotte di oggi su tutta la Toscana. (La di Andrea Dani è stata pubblicata sulla pagina del presidente della Regione Eugenio Giani)

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Novantaquattro tartarughe marina nate a Cecina

Cecina, 17 agosto 2026 – Una splendida notizia, ben novantaquattro tartarughe marine sono nate nella notte di oggi a Cecina sulla spiaggia dei Bagni Aurora. La sindaca, il vicesindaco, insieme alla Capitaneria di Porto e i volontari di TartaMare, alle una e 30 le hanno raccolte tutte, ad una per una, e le hanno portate in sicurezza alla spiaggia di Tombolo Sud, già attrezzata, data la precedente presenza di un altro nido e di un canale di accesso al mare. Così sono state tutte reindirizzate verso il mare e la libertà. Ecco il comunicato della sindaca Lia Burgalassi.

Anche questa è stata una notte movimentata, ma per tutt’altri motivi. E, questa volta, decisamente più belli. Intorno all’1.30, sotto un ombrellone dei Bagni Aurora, sono spuntate fuori 94 tartarughine marine. Una sorpresa incredibile: un nido che non sapevamo fosse lì e che, nel cuore della notte, ha improvvisamente iniziato a muoversi. Le piccole erano ovunque, determinate a raggiungere il mare ma disorientate. In spiaggia, insieme a me e al vicesindaco Alessandro Bechini Vicesindaco , la Capitaneria di Porto, i volontari di TartaMare, operai comunali, che si sono attivati immediatamente per recuperarle e accompagnarle in sicurezza. Le tartarughine sono state portate al Tombolo Sud e, utilizzando il canale di accesso al mare del precedente nido, sono state accompagnate verso l’acqua con calma e nel modo più sicuro possibile. Un percorso che permetterà loro anche di conservare la memoria di un luogo tranquillo e protetto per la nascita. Novantaquattro piccole vite che, nel cuore della notte, hanno scelto proprio la nostra spiaggia per cominciare il loro viaggio. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per proteggerle e accompagnarle verso il mare.

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Paura in FI-PI-LI, auto entra contromano, la ferma un camionista

Empoli, 17 agosto 2026 – Un camionista ha evitato il peggio bloccandole la strada, il video shock mostra chiaramente una donna a bordo di una Renault tenta di imboccare la FI-PI-LI dopo aver imboccato la rampa di entrata di Empoli Ovest contromano. È il camionista a fermarla. Il video ha fatto il giro dei social diventando virale.

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Scritte fasciste sulle Collodi ma erano segni degli operai, bufala di Mazzeo e Zambito

Pisa, 17 agosto 2026 – Clamorosa bufala a Pisa da parte del consigliere regionale dem Antonio Mazzeo e della senatrice sempre del Pd Ylenia Zambito. Nelle scorse ore entrambi hanno denunciato la comparsa di simboli e scritte fascisti sulle mura della scuola Collodi, ma erano segni lasciati dagli operai. La falsa notizia diffusa dai due esponenti del Partito Democratico è stata però diffusa senza alcuna verifica da alcuni organi di stampa cittadina, provocando confusione e indignazione. Nelle ultime ore è arrivato il comunicato di scuse di Mazzeo:

Ho commesso un errore”

“Ho commesso un errore. Può capitare. E quando capita si deve avere l’onestà di dirlo.
Ieri ho pubblicato un post di denuncia dopo che alcuni genitori allarmati mi avevano segnalato una scritta in una scuola pisana che pareva inneggiare al fascismo. Non sarebbe stata la prima volta, purtroppo, e in questi tempi di troppe nostalgie l’allarme è scattato subito.
Fortunatamente non era così. E allora, quando si sbaglia, è giusto dirlo e riconoscere l’errore.
Sarebbe bello lo facessero tutti, soprattutto di fronte al proliferare continuo, e spesso costruito ad arte, di fake news o immagini false generate dall’intelligenza artificiale.
Come sarebbe bello che la stessa solerzia della destra pisana, oggi così attenta a commentare questo “errore”, si manifestasse anche nel prendere le distanze senza ambiguità quando, ed è accaduto tante volte, compaiono davvero scritte inneggianti al fascismo o al nazismo.
Ma immagino che per quello serva fare i conti con la storia.

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Un derby intenso si decide dal dischetto: il Pisa fa festa, per l’Empoli è fatale l’errore di Saporiti

PISA – Il derby toscano di Coppa Italia tra Pisa ed Empoli termina in parità al termine dei novanta minuti regolamentari. Al vantaggio siglato da Marras in chiusura di primo tempo (prima gioia personale per lui in maglia nerazzurra), risponde nella ripresa una splendida rete di Saporiti, lesto ad approfittare di un’incertezza difensiva tra Canestrelli e Leris. Alla lotteria dei rigori, però, l’errore dello stesso Saporiti risulta fatale e regala il passaggio del turno al Pisa. Nei sedicesimi di finale andrà in scena un altro accesissimo derby: i nerazzurri affronteranno infatti a Fiorentina, reduce dalla netta vittoria per 4-1 contro il Benevento.

Il fischio d’inizio vede il Pisa prendere subito in mano il pallino del gioco, di fronte a un Empoli ben schierato che concede pochissimi spazi all’aggressività nerazzurra.

La prima vera occasione del match arriva al 9′: nei pressi della bandierina, Tramoni fa partire un cross verso Moreo, ma la retroguardia azzurra è attenta e si rifugia in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner affidato a Marras, Vural stacca di testa ma spedisce alto. Due minuti più tardi (11′) si accende anche l’Empoli dalle parti di Semper: su azione d’angolo, Curto tenta la conclusione a rete, ma Caracciolo si fa trovare pronto e spazza via il pericolo. Superato il quarto d’ora (16′), gli ospiti si rendono nuovamente insidiosi agendo di rimessa: contropiede fulmineo chiuso da Saporiti, il cui tiro si spegne di un soffio a lato. Il ritmo resta alto e verso il 19′ torna a farsi pericoloso il Pisa: ci prova Marras da fuori area, ma la sfera sorvola di poco la traversa.

Superata la metà della frazione (27′), arriva la prima vera palla gol per i nerazzurri: Moreo innesca Piccinini, il quale si invola verso la rete e calcia a botta sicura, ma la sua conclusione si infrange sul palo. Poco dopo, scoccato il 31′, un grave errore in disimpegno dello stesso Piccinini regala il pallone a Monaco. Il giocatore dell’Empoli si presenta a tu per tu con Semper, ma l’estremo difensore compie un miracolo e salva il risultato. Un’altra leggerezza in impostazione, stavolta di Vural, fa tremare subito dopo il Pisa, che viene però graziato.

La retroguardia di casa sbanda ancora al 35′: Leone sbaglia un controllo, la sfera arriva a Monaco che calcia a botta sicura. Semper respinge, il pallone torna sui piedi dell’azzurro per il tap-in, ma il portiere si supera con un secondo intervento prodigioso. Avvicinandosi all’intervallo (42′), il Pisa torna a pungere con un siluro dalla lunga distanza di Tramoni, su cui Seghetti si fa trovare pronto deviando in corner. È il preludio al gol che sblocca il derby, in arrivo appena sessanta secondi dopo (43′): Piccinini lancia in profondità Marras, che punta dritto verso lo specchio e trafigge il portiere, siglando il vantaggio per i nerazzurri.

L’Empoli si ripresenta in campo con una novità: fuori l’ammonito Biondini, dentro Shpendi per dare maggiore peso al reparto offensivo azzurro. In avvio di ripresa (53′) si accende Leris: il nerazzurro dribbla due avversari e penetra nell’area di rigore avversaria, ma sul più bello si allunga troppo la sfera facilitando la presa in uscita di Seghetti. Poco dopo, doppia clamorosa chance per il Pisa: Vural innesca Tramoni, la cui battuta a rete viene respinta da Seghetti; sulla ribattuta si avventa Moreo, ma il portiere empolese si supera e disinnesca anche questo tentativo.

Scoccato il 58′, c’è un cambio per gli ospiti: Indragoli rileva Monaco. Il pareggio dell’Empoli matura appena due giri di lancette più tardi (60′): una grave incomprensione tra Canestrelli e Leris si trasforma in un assist involontario per Saporiti, che con un pregevole colpo da biliardo ristabilisce la parità.

Superata l’ora di gioco (66′), Leris cerca il riscatto mettendo in mezzo un cross insidioso per Moreo, anticipato in corner dalla difesa azzurra. Dalla bandierina, il pallone schizza nella zona di Zanon, che dal limite dell’area calcia alto. Subito dopo (67′) scatta un triplo cambio per il Pisa: dentro Meister, Esteves e Loyola al posto di Moreo, Vural e Piccinini. Risponde l’Empoli inserendo Popov e Cauz per Tosto e Di Stefano.

Il match resta vivissimo: raggiunto il 73′, lo stesso Leris salva il risultato spazzando sulla linea di porta dopo una pericolosa combinazione sull’asse Shpendi-Popov. Entrati nell’ultimo quarto d’ora (75′) c’è spazio anche per l’esordio assoluto in maglia nerazzurra di Rao, subentrato dalla panchina. Cambia ancora anche l’Empoli, con Romagnoli che prende il posto di Ceesay.

Entrati nell’ultimo quarto d’ora (78′), dalla bandierina Marras pesca Leone, il quale tenta la conclusione al volo ma non trova la giusta coordinazione, spedendo la sfera abbondantemente alta. Il forcing del Pisa prosegue inesorabile: scoccato l’83’, Meister lavora un ottimo pallone di sponda per Esteves, la cui battuta a rete è insidiosissima e fa letteralmente la barba al palo. L’occasione più clamorosa per chiudere la partita capita però sui piedi dei nerazzurri a tre minuti dal novantesimo (87′): su un traversone di Leris, il portiere Seghetti calcola male i tempi ed esce a vuoto. La palla giunge a Marras, che la rimette subito in mezzo per Meister: l’attaccante, a porta completamente sguarnita, incorna di testa ma spreca tutto mandando incredibilmente alto. Ultimo cambio per il Pisa, esce Leone ed entra Ferrah. Il triplice fischio sancisce la parità: si va ai calci di rigore.

La lotteria dei rigori si calcia sotto la Curva Nord. Inizia l’Empoli: il primo a presentarsi sul dischetto è Magnino, ma Semper è prodigioso e respinge la conclusione. Tocca a Marras per il Pisa, che spiazza freddamente Seghetti e porta avanti i suoi. L’azzurro Shpendi non trema e inganna Semper, ma Meister risponde presente insaccando il nuovo vantaggio nerazzurro.

La tensione sale: Popov calcia un rasoterra all’angolino basso, Semper intuisce la traiettoria ma non ci arriva. Ci pensa Rao, glaciale, a spiazzare nuovamente Seghetti per mantenere avanti il Pisa. Romagnoli trasforma il suo penalty mandando il portiere dalla parte opposta, imitato subito dopo dal nerazzurro Loyola, implacabile contro Seghetti.

La pressione è tutta su Saporiti, costretto a segnare per tenere in vita l’Empoli: l’attaccante calcia però clamorosamente alto sopra la traversa. Esplode la gioia nerazzurra: il Pisa fa suo il derby e vola ai sedicesimi di Coppa Italia.

Il tabellino

PISA (4-3-2-1): Semper; Zanon, Caracciolo, Canestrelli, Leris; Vural (67′ Loyola), Leone (90′ Ferrah), Piccinini (67′ Esteves); Marras, Tramoni (75′ Rao); Moreo (&7′ Meister). All. Bianco.
EMPOLI (3-5-2): Seghetti; Tosto (67′ Cauz), Curto, Magnino; Ceesay, Biondini (46′ Shpendi), Yepes, Saporiti, Egan; Di Stefano (67′ Popov), Monaco (58′ Indragoli). All. Pagliuca.
RETI: 43’ Marras (P), 60′ Saporiti (E).
RIGORI: Magnino (E) X, Marras (P), Shpendi (E), Meister (P), Popov (E), Rao (P), Romagnoli (E), Loyola (P), Saporiti (E).
NOTE: Ammoniti: Biondini (E), Indragoli (E).

Davide Caruso

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Partita in sede senza le nazionali la stagione della Savino Del Bene Volley

SCANDICCI – È ufficialmente iniziata oggi (17 agosto) la preparazione della Savino Del Bene Volley in vista della stagione 2026-2027.

La prima giornata di lavoro, interamente svolta nellasede della società, è stata dedicata ai consueti controlli medici e alle prime attività della nuova stagione.

Il programma del primo giorno è stato strutturato in due sedute in palestra pesi: una al mattino e una al pomeriggio, mentre per domani è in programma il primo allenamento con la palla presso il Pala BigMat.

Il gruppo a disposizione dello staff tecnico è attualmente incompleto a causa degli impegni internazionali che vedono protagoniste diverse atlete biancoblù con le rispettive Nazionali.
Sette le giocatrici della prima squadra presenti fin dal primo giorno: Sara Alberti, Martina Armini, Caterina Bosetti, Sofia D’Odorico, Emma Graziani, Imma Sirressi e Lise Van Hecke. Maja Aleksic si aggregherà invece al gruppo a partire da mercoledì 19 agosto.

Nel corso delle settimane di preparazione saranno presenti cinque atlete della formazione di serie B1 e quattro giocatrici straniere: la palleggiatrice Andrea Tisma (Serbia) e le schiacciatrici Antonija Gulin (Croazia), Jessica Kosonen (Finlandia) e Helene Rouseaux (Belgio).

Al lavoro fin dal primo giorno anche lo staff tecnico e sanitario, guidato da coach Marco Gaspari, con la presenza del vice allenatore Sandor Kantor, del terzo allenatore Mattia Cozzi, dello scout Simone Maurilli, del fisioterapista GioeleCorti e dell’osteopata Matteo Gori, oltre che di due membri dello staff giovanile: il preparatore atletico Andrea Delvecchio e il fisioterapista Mattia Torricelli, che durante questa fase sostituiranno rispettivamente Marco Sesia e Sebastiano Cencini, impegnati rispettivamente con la nazionale turca e con quella italiana.

Al termine della seduta mattutina, squadra e staff hanno inoltre incontrato i nutrizionisti Cristian Petri e Alessandra Simone, dando così il via al percorso dedicato all’alimentazione e alla preparazione nutrizionale in vista della nuova stagione.

La prima settimana di allenamenti prevede attività quotidiana, con due giornate di riposo fissate per mercoledì 19 e domenica 23 agosto.

Nei prossimi giorni sarà comunicato anche il programma completo degli allenamenti congiunti e delle amichevoli che accompagneranno la squadra durante il lavoro estivo. Tra gli appuntamenti già definiti, la Savino Del Bene Volley affronterà il 19 settembre un’amichevole a Bologna con la Omag San Giovanni in Marignano, mentre il 26 e 27 settembre prenderà parte alla Courmayeur Cup.

Al termine della prima giornata di preparazione, Caterina Bosetti ha commentato così il ritorno al lavoro: “Tornare qua è bello, dopo l’anno scorso è come tornare a casa, quindi per me sicuramente è un primo giorno un po’ più normale, mentre per le nuove arrivate ci sono dei cambiamenti. Penso però che la voglia e l’entusiasmo di iniziare la nuova stagione siano gli stessi da parte di tutte. La pausa estiva è stata importante, dato che la scorsa stagione le partite sono state davvero tantissime. Ricaricare le pile dal punto di vista fisico e mentale è sempre importante per ripartire al massimo. Detto questo, sono sicura che questo periodo di preparazione serva tantissimo per provare a fare qualcosa in più rispetto all’anno scorso. La voglia di ritornare in campo? È tanta, perché la passione e l’amore per la pallavolo da parte mia, ma penso anche da parte di tutte le ragazze, sono sempre gli stessi di sempre.”

REDAZIONE

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100 anni Fiorentina: a Palazzo Vecchio una mostra su fiorentini e loro squadra

100 anni Fiorentina: a Palazzo Vecchio una mostra su fiorentini e loro squadra

La mostra sarà aperta dal 23 agosto al 13 settembre in Palazzo  nel cortile di Michelozzo

Una mostra su come la città di Firenze accompagna la propria squadra di calcio, la Fiorentina, che tra pochi giorni festeggerà il centenario. Dal 23 agosto e fino al 13 settembre il cortile di Michelozzo di Palazzo Vecchio ospiterà la mostra ‘Cent’anni di Fiorentini. Dentro e fuori lo stadio’: l’esposizione è promossa dalla Fiorentina, in collaborazione con Archivio Foto Locchi e col patrocinio del Comune di Firenze.

Dagli anni Trenta fino alla metà degli anni Novanta, si legge in una nota, “le immagini compongono un racconto nel quale il vero protagonista è il popolo viola: uomini, donne, bambini e intere famiglie che, dentro e fuori lo stadio, hanno trasformato la partita in un’esperienza collettiva”.

“Ci sono storie che appartengono a una squadra e storie che appartengono a una città. Quella della Fiorentina, da cento anni, è entrambe – dichiara la sindaca Sara Funaro – Le fotografie dell’Archivio Locchi raccontano proprio questo legame: i tifosi, le famiglie, le domeniche allo stadio, le strade e l’attesa prima della partita. Raccontano una Firenze cambiata, ma che ha continuato a riconoscersi nel viola. È il valore della memoria: farci ritrovare, attraverso immagini di ieri, dentro una storia che sentiamo ancora nostra. Per questo è particolarmente significativo che la mostra sia allestita nel cortile di Michelozzo, nel cuore di Palazzo Vecchio. Qui trova spazio un secolo di storia viola, fatto non soltanto di partite e campioni, ma soprattutto delle persone che hanno vissuto, amato e tramandato questa passione”.
“Attraverso questa mostra, realizzata grazie allo straordinario patrimonio dell’Archivio Storico Foto Locchi, abbiamo voluto rendere omaggio a Firenze e a tutti i tifosi della Fiorentina – spiega il presidente della Fiorentina Giuseppe B. Commisso -. Perché i veri protagonisti del nostro secolo di storia sono proprio i Fiorentini.

Sono loro che, anno dopo anno, generazione dopo generazione, con la loro passione e il loro senso di appartenenza, hanno contribuito a costruire l’identità della Fiorentina. Per questo abbiamo scelto di spostare l’obiettivo: non il campo da gioco, ma i tifosi sugli spalti, le persone e il loro amore per la maglia viola. E non è un caso che questa esposizione trovi spazio nel cuore di Firenze: volevamo che fosse accessibile a tutti, perché la storia della Fiorentina appartiene all’intera città e a chiunque ne condivida la passione”.

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Firenze, Le Quinte, Comune conferma il vincolo permanente a canone calmierato

Firenze, Le Quinte,  Comune conferma il vincolo permanente a canone calmierato

Il Comune conferma che i 161 alloggi del complesso Le Quinte resteranno destinati alla locazione a canone calmierato.

La Giunta ha approvato un atto che ribadisce la scelta già assunta nel 2023 e chiarisce che l’Amministrazione non intende rimuovere né ridurre il vincolo permanente di locazione a canone calmierato, anche a seguito della messa in liquidazione della Società Le Quinte spa. Il vincolo riguarda gli alloggi dislocati in via Arnoldi, via di Scandicci e via Niccolò da Tolentino, realizzati nell’ambito del programma sperimentale “20.000 alloggi in affitto”, sulla base delle convenzioni sottoscritte nel 2005 tra il Comune di Firenze e la Società Le Quinte spa. Chi si aggiudica gli appartamenti all’asta deve sapere che la volontà dell’Amministrazione è quella di mantenere il vincolo permanente di locazione a canone calmierato. La Giunta ha inoltre dato indirizzo agli uffici affinché il Comune, ove necessario, resista in ogni ordine e grado di giudizio per difendere il mantenimento del vincolo permanente e tutelare il diritto all’abitare degli inquilini degli alloggi interessati.

“Con questa scelta confermiamo un principio molto chiaro: quando parliamo di casa e di abitare accessibile, il nostro compito è difendere il diritto delle persone a poter continuare a vivere a Firenze – spiega la sindaca Sara Funaro -. Per questo abbiamo scelto di mantenere il vincolo permanente di locazione a canone calmierato per gli alloggi de Le Quinte, senza lasciare spazio a deroghe. È una decisione che tutela concretamente le famiglie che oggi vivono in questi appartamenti, ma che soprattutto si inserisce in una strategia più ampia. L’emergenza abitativa è una delle grandi sfide della nostra città e Firenze ha bisogno di aumentare l’offerta di alloggi a canone accessibile, non di perderne. Dobbiamo dare risposte a chi non ha i requisiti per l’edilizia popolare, ma allo stesso tempo non riesce a sostenere i costi del mercato libero. La casa è una delle priorità di questa Amministrazione e continueremo a lavorare per una Firenze in cui abitare non sia un privilegio, ma una possibilità concreta per chi qui vive, lavora e vuole costruire il proprio futuro. Difendere la residenzialità e l’abitare accessibile significa difendere la nostra idea di città.”

“L’Amministrazione Comunale si era già espressa chiaramente con una delibera nel 2023, con questo atto la Giunta conferma e ribadisce la sua scelta, per il mantenimento del vincolo perenne – dice l’assessore alla Casa Nicola Paulesu -. La conservazione perenne del canone sociale è in linea con gli attuali bisogni abitativi, preservare la residenzialità e l’abitare accessibile è un interesse pubblico primario, confermiamo questa nostra scelta a tutela degli affittuari degli alloggi, in coerenza con le azioni del piano locale per l’abitare che l’Amministrazione sta portando avanti con determinazione. Come già detto in più occasioni, rinnoviamo l’emergenza abitativa è una priorità di questa Amministrazione, abbiamo l’obiettivo di implementare le opportunità di alloggi a canoni accessibili per le fasce di popolazione che non hanno i requisiti per l’edilizia popolare ma allo stesso tempo non hanno un reddito sufficiente per trovare una casa sul libero mercato. Continueremo ad essere al fianco delle famiglie che hanno in affitto gli appartamenti e rinnoviamo la nostra disponibilità a vederci nuovamente a breve con i sindacati e con i rappresentanti del comitato che si è costituito”.

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Infrastrutture, prove dinamiche a 3 ponti sull’Arno a Firenze. Masi (M5S): “Che succede? Giunta faccia chiarezza”

Infrastrutture, prove dinamiche a 3 ponti sull’Arno a Firenze. Masi (M5S): “Che succede? Giunta faccia chiarezza”

Al via a inizio settembre a Firenze i test notturni a tre ponti cittadini sull’Arno. Si tratta di prove dinamiche con sensori che verranno effettuate su ponte alle Grazie, ponte San Niccolò e ponte di Varlungo. Massi”niente allarmismo mma è legittimo chiedersi cosa sta accedendo”

L’attività di monitoraggio dei ponti sarà svolta da Avr nell’ambito del Global Service.
Il primo ponte che sarà monitorato è ponte alle Grazie che l’1 settembre, dalle 2 alle 5, sarà chiuso al traffico e al passaggio dei pedoni. La notte successiva, si spiega ancora dal Comune, sarà la volta di ponte a San Niccolò con chiusura completa (compresi biciclette e pedoni) sempre dalle 2 alle 5. Infine, il Ponte a Varlungo. Dalle 2 alle 5 dalle rampe su via Enrico De Nicola a quelle lato via di Villamagna sarà in vigore un divieto di transito a tutti i veicoli, biciclette e pedoni.

“Per noi la sicurezza è una priorità – dichiara l’assessore alla mobilità, viabilità e tramvia Andrea Giorgio -. L’esperienza di quello che è successo a Genova ci insegna che l’attenzione alle infrastrutture, come i ponti, è fondamentale. Vogliamo una città sicura per chi la vive e, siccome Firenze è una città attraversata da un fiume importante che di fatto ne definisce l’identità, vogliamo che tutti possano attraversare e vivere questi luoghi in condizioni di sicurezza. Perciò stiamo effettuando campagna di analisi approfondite sui diversi ponti cittadini e questi interventi rientrano in questi monitoraggi programmati”.

“Non vogliamo creare allarmismi, ma neppure limitarci a leggere questi provvedimenti come semplici modifiche alla viabilità. Se il Comune decide di installare sistemi di monitoraggio su tre importanti ponti cittadini nell’arco di appena tre giorni, è legittimo chiedere cosa si intenda monitorare e perché proprio adesso”, ossia “qual è lo stato di salute dei ponti di Firenze?”. È quanto afferma il capogruppo del M5s a Palazzo Vecchio Lorenzo Masi che parla di “sequenza significativa” a proposito del monitoraggio su ponte alle Grazie, ponte San Niccolò, ponte a Varlungo, annunciato oggi dal Comune.

“Quali strutture – chiede Masi in una nota – vengono monitorate? Quali dati saranno raccolti dai nuovi sensori? E soprattutto: le installazioni sono attività programmate di prevenzione oppure sono state disposte in seguito a elementi emersi durante precedenti controlli? Sono domande ancora più importanti alla luce dell’attenzione che negli ultimi mesi si è concentrata su altre infrastrutture cittadine, a partire dal Ponte da Verrazzano. Non sosteniamo che vi sia un collegamento: chiediamo precisamente al Comune di dirci se esista oppure no”.

Secondo Masi, “installare strumenti di monitoraggio è una scelta positiva, perché significa aumentare la capacità di controllo delle infrastrutture. Ma proprio per questo non comprendiamo perché i cittadini e il Consiglio comunale debbano apprendere questi interventi soltanto attraverso singoli provvedimenti di traffico. La domanda è semplice: come stanno i ponti di Firenze? Crediamo che la città abbia diritto a una risposta altrettanto semplice e trasparente”.

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Torgiano, l’arte che scivola nel calice: la firma storica dei quattro maestri a “I Vinarelli”

Torgiano, 17 agosto – Ogni anno, nel cuore dell’Umbria, la pittura si spoglia della rigidità formale per sposare la convivialità e la tradizione enologica. A Torgiano, l’evento “I Vinarelli” rappresenta un’esperienza artistica unica al mondo: tele e fogli non vengono sfiorati dai classici solventi, ma impregnati dai pigmenti disciolti direttamente nel vino del territorio.A dare forma, prestigio e anima a questo appuntamento fin dalla primissima edizione del lontano 1983 è stato un quartetto d’eccezione, la cui presenza è ormai considerata un vero e proprio  must imprescindibile della manifestazione: Federico Maria Sardelli, Mario Madiai, Claudio Calvetti e Stefano Caprina (in arte Capras).

Federico Maria Sardelli: Direttore d’orchestra, musicologo di fama internazionale e poliedrico artista satirico e pittore, Sardelli porta sulla carta d’I Vinarelli la stessa brillantezza incisiva e colta che caratterizza la sua musica e le sue vignette, combinando ironia e maestria compositiva.
Mario Madiai: Maestro della pittura figurativa e gestuale, famoso per le sue atmosfere sognanti e il tratto materico, con il vino crea campiture cromatiche di straordinaria poesia, capaci di valorizzare le sfumature calde e mutevoli del mosto.
Claudio Calvetti: Pittore dal segno elegante e profondo, sintetizza nelle sue opere una costante ricerca lirica e formale, trasformando la liquidità del supporto in suggestioni visive di forte impatto emotivo.
Stefano Caprina (Capras): Vignettista, illustratore e pittore dalla vena ironica travolgente, Capras traduce l’estemporaneità della festa in tratti rapidi, arguti e immediatamente riconoscibili, capaci di catturare lo spirito più autentico della piazza.

Dal 1983 a oggi, l’appuntamento estivo di Torgiano non è soltanto una celebrazione dell’arte estemporanea, ma una vera e propria tradizione che si rinnova attraverso la maestria di questi quattro protagonisti. La loro fedeltà all’evento ha trasformato le sessioni di pittura al vino in un rituale collettivo irrinunciabile, dove la passione per il bello e per il buon vivere si fondono in un’unica, indelebile traccia cromatica.

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Prato: indagato per tentato omicidio agente che ha sparato a fuggitivo al pronto soccorso

Prato: indagato per tentato omicidio agente che ha sparato a fuggitivo al pronto soccorso

E’ indagato per tentato omicidio l’agente della Polizia Penitenziaria che ieri pomeriggio ha sparato al pronto soccorso dell’ospedale di Prato tre colpi di pistola, colpendo con un solo proiettile un fermato, 22enne del Marocco, a una gamba mentre stava tentando di scappare dopo aver scaricato un estintore nel reparto di emergenza e creato parapiglia.

Secondo quanto appreso gli avvocati dell’agente hanno ricevuto comunicazione formale stamani.”I filmati acquisiti mostrano la dinamica dei fatti. Due agenti di polizia penitenziaria, mentre il ragazzo cercava di scappare ammanettato all’interno di un ambiente chiuso dal quale non poteva uscire, hanno cercato di raggiungerlo. Uno dei due agenti ha esploso contro il ragazzo tre colpi di pistola, uno dei quali l’ha colpito”. Lo ricostruisce il procuratore di Prato Luca Tescaroli in una nota dedicata al caso dell’agente della polizia penitenziaria che ieri ha sparato e ferito un magrebino all’interno dell’ospedale di Prato.

Ieri pomeriggio il 22enne era stato inseguito e fermato fuori dal carcere della Dogaia di Prato mentre cercava di lanciare pacchetti con droga nel penitenziario. E’ caduto e si è ferito, poi è stato portato al pronto soccorso di Prato, accompagnato dagli agenti penitenziari, per le cure. Poi verso le ore 17 mentre era su una barella e aveva le mani ammanettate, improvvisamente si sarebbe alzato e avrebbe raggiunto un estintore, scaricandolo. Subito dopo avrebbe cercato di guadagnare l’uscita, iniziando a correre. Gli agenti lo avrebbero inseguito e intimato di fermarsi, a quel punto uno di loro avrebbe esploso tre colpi di pistola, due verso l’alto ma il terzo è andato verso il basso e ha ferito a una gamba il detenuto. L’episodio ha provocato l’immediata chiusura dell’intera area del pronto soccorso dell’ospedale di Prato e i pazienti sono stati dirottati verso le strutture ospedaliere di Firenze e Pistoia.

Nelle prossime ore l’agente penitenziario sarà interrogato alla presenza dei suoi difensori di fiducia.  “Ho fiducia nell’operato della magistratura. Tuttavia spero che in presenza di una evidente causa di giustificazione della condotta del solerte poliziotto penitenziario sannita, mio assistito, venga applicato il nuovo decreto sicurezza che ha modificato l’art 335 del codice di procedura penale, introducendo il comma con cui si prevede l’annotazione preliminare nel modello 45 bis, che evita l’iscrizione automatica dell’agente nel registro degli indagati quando l’atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie”. Così l’avvocato Vittorio Luigi Fucci, legale di fiducia dell’agente penitenziario in servizio al carcere di Prato, indagato per tentato omicidio. “In ogni caso – sottolinea il legale -, credo che occorra una riforma radicale che tuteli maggiormente le forze dell’ordine che operano in presenza di evidenti cause di giustificazione”.

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Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

Incendio in impianto produzione farmaceutica nel Fiorentino,nessun ferito

Un’improvvisa deflagrazione con incendio di dimensioni contenute, immediatamente domato dai vigili del fuoco intervenuti, si è verificata a Reggello (Firenze), località Filarone ai Piani della Rugginosa, presso un impianto di produzione farmaceutica.

Secondo quanto si apprende non risultano feriti o disagi alla circolazione stradale e ferroviaria. Indagini dei vigili del fuoco di Figline Valdarno (Firenze) per l’accertamento della dinamica e le valutazioni di impatto ambientale. Secondo quanto riferito dal Comune di Reggello l’incendio si è verificato presso lo stabilimento Sims di Reggello. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, gli uffici tecnici del Comune e l’amministrazione comunale, che stanno seguendo da vicino l’evolversi della situazione. Sempre secondo quanto riferito dal Comune “sono in corso i rilievi del nucleo Nbcr dei vigili del fuoco per accertare le condizioni di sicurezza dell’area. Al momento, l’area interessata risulta circoscritta all’interno dello stabilimento”. Il Comune “rassicura la popolazione che, sulla base degli accertamenti e delle informazioni disponibili al momento, non risultano rischi per la salute della popolazione. L’amministrazione comunale continua a seguire la situazione in stretto coordinamento con le autorità competenti e fornirà ulteriori aggiornamenti non appena saranno disponibili nuove informazioni”.
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Federico Maria Sardelli in mostra a Torgiano: quando la grande musica diventa pittura

Torgiano (PG) 17 agosto – Ancora una volta, Federico Maria Sardelli dimostra come la poliedricità del vero ingegno rinascimentale possa trovare cittadinanza nel nostro presente. Conosciuto a livello internazionale come una delle massime autorità mondiali su Antonio Vivaldi, direttore d’orchestra, musicologo, flautista e saggista di raffinata penna, Sardelli torna a stupire il pubblico, ma questa volta lasciando la bacchetta sul leggio e imbracciando i pennelli.
A Torgiano, borgo umbro celebre per il suo connubio tra arte e cultura enogastronomica, la sua opera pittorica si svela in una mostra d’eccezione che si distingue per grazia, virtuosismo e profonda sensibilità estetica.
“La pittura non è un semplice contrappunto
alla mia musica, ma un altro modo per
catturare la medesima luce.”
(Federico Maria Sardelli)
Un virtuosismo tra tela e spartito.
Per chi conosce Sardelli solo attraverso le incisioni per la Vivaldi Edition o attraverso le sue leggendarie esecuzioni con l’ensemble Modo Antiquo, l’impatto con la sua produzione figurativa è una rivelazione folgorante. La pittura di Sardelli non è il dilettantismo d’un musicista illustre, bensì un linguaggio organico e maturo, frutto di anni di studio rigido e passione viscerale per la grande tradizione classica e figurativa.
Nel cuore di Torgiano, le tele esposte dialogano sapientemente con le architetture storiche che le ospitano. Tra i soggetti rappresentati figurano:
Paesaggi e atmosfere d’acque: Uno sguardo acuto sulla natura, dove i riflessi della luce e le velature cromatiche richiamano direttamente il dinamismo e la vivacità dei concerti vivaldiani.
Ritrattistica e figura: Un’indagine psicologica acuta, segnata da un tratto sicuro e da un’attenzione al dettaglio che evoca i maestri del passato senza mai cadere nella stancante citazione.
Scenografie e visioni d’epoca: L’universo barocco reinventato con gusto moderno e straordinario rigore formale.
Ciò che colpisce della pittura di Sardelli è la luce. Come nelle architetture sonore del “Prete Rosso” la struttura ritmica sostiene l’invenzione melodica, così sulla tela una linea di disegno nitida e ferrea cede il passo a campiture di colore calde, vibranti, intrise di un lirismo mai lezioso.
L’allestimento a Torgiano offre un percorso espositivo denso e intimo, capace di affascinare sia i melomani giunti per rendere omaggio al maestro della musica barocca, sia i collezionisti e gli appassionati d’arte figurativa in cerca di una pittura che sappia ancora parlare il linguaggio dell’armonia e della bellezza senza tempo.

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“Questi uccelli possono volare a 72 chilometri orari. Un giorno un colombo è tornato con un messaggio sulla zampa”: la storia di Marco Castelli, allevatore degli ultimi ‘messaggeri’ del cielo

Ha 80 coppie di colombi nella sua colombaia di Cortona e da anni partecipa alle gare di colombi viaggiatori. Marco Castelli, 47 anni, colombofilo e imprenditore agricolo, nei giorni scorsi è stato premiato dal Comune di Cortona per la vittoria al Campionato toscano Colombi viaggiatori, ottenuta nella gara disputata a Capua l’11 maggio. Il suo esemplare ha percorso 306 chilometri in linea d’aria in 4 ore e 15 minuti, raggiungendo una velocità media di 72 chilometri orari e conquistando il primo posto nella competizione. “Mi definisco un colombofilo da sempre”, racconta Castelli al Corriere di Arezzo, che pratica questa disciplina con la società sportiva Ali Aretine. Un’attività ancora poco conosciuta, ma che in Italia conta appassionati impegnati in gare provinciali e regionali.

“Mi rendo conto che è una disciplina poco conosciuta e che in Italia siamo in pochi a praticarla”. Castelli alleva circa 80 coppie di colombi, tra riproduttori e viaggiatori. Tra i suoi esemplari più conosciuti c’è il colombo identificato dall’anello numero 223949-22, un esemplare dal piumaggio bigio che ha già ottenuto diversi risultati importanti nelle competizioni. La gara di Capua è stata l’ultima di una serie di prove in cui i colombi vengono trasportati nella località di partenza e poi liberati. Da quel momento devono ritrovare autonomamente la strada verso la propria colombaia, sfruttando il loro naturale senso dell’orientamento. “Quando un colombo nasce gli viene messo un anello di riconoscimento con un numero e un microchip”. Il legame con il luogo in cui sono nati è l’elemento fondamentale che permette il ritorno. La colombaia rappresenta per il colombo un punto di riferimento sicuro verso cui fare rientro anche dopo spostamenti di centinaia di chilometri. “Il meccanismo di ritorno è dato dal fortissimo attaccamento alla propria colombaia, che considera una casa sicura”, afferma.

Oggi i colombi viaggiatori non vengono più utilizzati come strumenti di comunicazione, ma sono protagonisti di vere e proprie competizioni sportive. Ogni gara misura il tempo impiegato per tornare a casa e stabilisce la classifica sulla base della velocità: “I colombi partecipanti vengono radunati e sistemati nelle proprie ceste su un camion, dotato di tutti i comfort, che parte verso la località della competizione, in questo caso Capua. Il giorno della gara vengono liberati e il loro istinto è quello di riprendere la rotta verso casa”.

Il ritorno del vincitore ha rappresentato il momento più importante della gara: “Il mio colombo, che ancora non ha un nome perché glielo diamo solo dopo alcuni primi posti, ha vinto coprendo 306 chilometri in linea d’aria in 4 ore e 15 minuti, alla velocità media di 72 chilometri orari”.

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“Era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati”: nell’archivio di un convento di Firenze spunta la ricetta dell'”Elixir vinoso ricostituente” simile alla Coca Cola, l’incredibile scoperta

Nell’antica farmacia del convento di San Marco è spuntata una ricetta di un elisir ricostituente molto simile alla ricetta della Coca Cola. Sono stati i frati a ritrovare un antico documento rimasto nascosto per oltre un secolo nell’archivio della farmacia di via Cavour a Firenze.

A rivelarlo è il settimanale Toscana Oggi nel numero in uscita in questi giorni, che ha raccolto il racconto dei padri Domenicani del convento di San Marco. Un foglietto pubblicitario di metà Ottocento riemerso durante il riordino del patrimonio storico, spiega il settimanale, parla infatti dell’esistenza di un “Elixir vinoso ricostituente” preparato con foglie di coca boliviana e noce di kola. Ingredienti che, secondo la ricostruzione storica, pochi anni più tardi il farmacista americano John Stith Pemberton avrebbe utilizzato per il suo “French Wine Coca”, il preparato medicinale da cui nacque, nel 1886, quella che sarebbe poi diventata la celebre Coca Cola.

Non esistono documenti che dimostrino un collegamento diretto, ma la coincidenza resta suggestiva. A riportare alla luce quel foglietto ingiallito è stato padre Manuel Russo, rettore del convento di San Marco, mentre stava riordinando l’archivio. “Mi sono imbattuto nell’antica pubblicità di questo elisir mentre consultavo il nostro archivio. Ho iniziato ad approfondire la documentazione conservata nel convento e ho scoperto che era uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati“, racconta a Toscana Oggi.

Il documento descrive l'”Elixir vinoso ricostituente” come un tonico capace di alleviare la stanchezza fisica e mentale, il mal di testa e le debolezze dovute all’età o alle “fatiche straordinarie”. Ma è soprattutto la composizione a colpire: 30 grammi di noce di kola e 10 grammi di foglie di coca boliviana infuse in un litro di misto alcolico. Ingredienti arrivati probabilmente tramite i missionari che in quel periodo erano presenti in America Latina e in Africa.

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Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

Schermidori assolti da violenza sessuale, per il giudice ‘manca la prova’

Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha assolto due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan.

“Difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, anche perché il racconto della vittima aveva “un basso grado di coerenza interna”: per questo il tribunale di Siena ha assolto il 18 maggio 2026 in rito abbreviato due giovani schermidori italiani – con la formula piena “perché il fatto non sussiste” – dall’accusa di violenza sessuale di gruppo a un’atleta 17enne tesserata per l’Uzbekistan, episodio fatto risalire al 4-5 agosto 2023 durante un raduno a Chianciano Terme. Per le motivazioni della sentenza del gup Andrea Grandinetti, depositate il 14 agosto, non si può che adottare sentenza di assoluzione dei due imputati, si legge, “atteso il difetto di prova in ordine (alla veridicità dell’affermazione circa la) esistenza del fatto di ‘violenza costrittiva’ descritto” nell’imputazione del pubblico ministero. Tra i vari aspetti, il giudice rileva la scarsa coerenza nelle dichiarazioni da lei fatte sulla sua condizione psico-fisica, in particolare sul suo stato di coscienza e quindi sulla sua capacità di intendere e di volere. In particolare, ciò viene esaminato in sentenza rispetto all’assunzione di alcolici: per il giudice le sue dichiarazioni sono incoerenti, smentite da testimonianze e anche da un video che la mostra camminare in condizione di piena coscienza fino a poter saltare per gioco sulle spalle di uno degli imputati. Anche la positività a cannabinoidi riscontrata nella presunta vittima della violenza sessuale per il giudice non rileva perché non può essere “razionalmente valorizzata al fine di datare l’intervenuta assunzione” di stupefacente tanto da non poterla correlare ai rapporti sessuali avvenuti fra il 4 e il 5 agosto 2023. Inoltre sempre la stessa atleta non consumò bevande alcoliche dopo la chiusura del bar dove erano stati per un tempo di “almeno 90 minuti prima di far ingresso nella camera dove c’erano” i due imputati e un loro amico. Quindi, fa capire il giudice, era verosimilmente lucida.
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Bagni aperti e accesso gratuito: nuovi gruppi di interesse made in Tuscany si preparano alle gare

FIRENZE – La partita per le concessioni balneari potrebbe modificare profondamente il rapporto tra la costa toscana, gli stabilimenti e la popolazione. Mentre una parte degli attuali concessionari prepara ricorsi e iniziative per difendere la continuità delle proprie attività, iniziano a formarsi nuove aggregazioni interessate a partecipare alle future gare.
L’obiettivo dichiarato non sarebbe quello di riprodurre il modello esistente, ma di ripensarlo: ingresso gratuito, accesso libero al mare, maggiore fruibilità degli stabilimenti e sostenibilità economica fondata sui servizi, anziché sul pagamento di un biglietto per oltrepassare cancelli o tornelli.

Si tratta di gruppi di lavoro toscani composti da soggetti con competenze imprenditoriali, gestionali e professionali che stanno esaminando il quadro normativo e le condizioni economiche necessarie per presentarsi alle procedure pubbliche. Le aggregazioni sono ancora in fase di costruzione e non possono essere considerate concorrenti ufficiali fino alla pubblicazione dei bandi e alla presentazione delle offerte. Il segnale politico ed economico, tuttavia, comincia a delinearsi.

Le future gare potrebbero aprire il sistema balneare a operatori portatori di una concezione differente del rapporto tra impresa privata e bene pubblico. Non più strutture accessibili prevalentemente agli abbonati o a chi acquista un ingresso giornaliero, ma spazi aperti nei quali il passaggio verso il mare sia gratuito, chiaramente indicato e concretamente utilizzabile.

Il modello economico verrebbe rimodulato attraverso ristorazione, attività sportive, eventi, noleggio di attrezzature, servizi per famiglie e turisti, percorsi dedicati alle persone con disabilità e formule facoltative per cabine, lettini e ombrelloni. Il cittadino potrebbe entrare e raggiungere il mare liberamente, pagando soltanto i servizi che sceglie di utilizzare.

Una formula che non esclude l’impresa privata e non cancella la necessità di produrre ricavi. Al contrario, sposta il valore economico dalla semplice possibilità di accedere alla qualità dell’esperienza offerta. La concessione continuerebbe a generare occupazione, investimenti e indotto, ma all’interno di un equilibrio più definito tra attività imprenditoriale e funzione pubblica del demanio.

La prospettiva riguarda l’intera costa toscana, da Marina di Carrara a Capalbio, passando per Versilia, litorale pisano, costa livornese, Piombino, Costa degli Etruschi, Maremma e Arcipelago. Secondo le ricostruzioni disponibili, lungo circa 250 chilometri di costa si contano oltre mille concessioni, riferibili a più di 900 stabilimenti balneari. Una parte consistente dovrebbe essere interessata dalle procedure comparative previste entro il 2027.

Le situazioni, tuttavia, non sono uniformi. Alcuni Comuni hanno già avviato le gare, altri attendono il completamento del modello nazionale, mentre numerosi concessionari sostengono la validità dei propri titoli fino al 2033 e hanno intrapreso iniziative giudiziarie. Il Tar della Toscana ha intanto ribadito, in diverse pronunce, la necessità di procedere con le selezioni pubbliche.

Finora il dibattito si è concentrato soprattutto sulla tutela delle imprese esistenti, sulla durata delle concessioni e sugli indennizzi dovuti ai gestori uscenti. Minore attenzione è stata riservata a ciò che i nuovi concessionari dovranno garantire alla collettività e al tipo di rapporto che le amministrazioni costiere intendono costruire con il mare. Le linee guida nazionali prevedono che le offerte siano valutate secondo il miglior rapporto tra qualità e prezzo. Le nuove concessioni potranno durare da cinque a vent’anni, in funzione degli investimenti e dei piani economico-finanziari presentati. I bandi dovranno considerare anche qualità dei servizi, accessibilità, sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio.
In questo quadro, un progetto che garantisca ingresso gratuito, inclusione, apertura prolungata e servizi diffusi dovrebbe ricevere un riconoscimento concreto. Se l’interesse pubblico rimanesse soltanto una dichiarazione generale, mentre i criteri premiassero quasi esclusivamente capacità finanziaria, esperienza pregressa e continuità gestionale, le gare rischierebbero di produrre un cambiamento soltanto formale.

La domanda si sposta quindi sulle istituzioni. Come valuteranno i Comuni costieri e la Regione Toscana progetti che dichiarano espressamente di voler aumentare la fruibilità pubblica del mare? Quale peso verrà attribuito all’ingresso gratuito? Saranno premiati gli stabilimenti realmente accessibili alle persone con disabilità? Verranno valorizzati i programmi di apertura durante tutto l’anno, le iniziative sociali e i servizi rivolti ai residenti?
Le risposte dovranno essere contenute nei bandi. Saranno i criteri e i relativi punteggi a stabilire se l’interesse pubblico rappresenterà davvero il centro delle future concessioni oppure resterà subordinato alla conservazione degli equilibri esistenti.

La Toscana presenta realtà costiere profondamente differenti. In Versilia prevalgono grandi stabilimenti organizzati su arenili sabbiosi; a Livorno molte strutture sono costruite direttamente sugli scogli e fanno parte della storia cittadina; lungo la Costa degli Etruschi e in Maremma convivono stabilimenti, spiagge libere e aree di particolare valore ambientale; sulle isole, infine, accessibilità e tutela del paesaggio assumono caratteristiche ancora diverse.
Non potrà quindi esistere un solo modello valido per ogni territorio. Dovrà però essere riconosciuto un principio comune: la concessione attribuisce il diritto di svolgere un’attività economica su un bene pubblico, ma non trasforma quel bene in una proprietà privata.

Le nuove aggregazioni dovranno dimostrare solidità economica, competenze e piani credibili. Dichiarare di voler rendere libero uno stabilimento non sarà sufficiente: serviranno risorse per sostenere manutenzione, personale, sicurezza, salvataggio, protezione ambientale e gli eventuali indennizzi dovuti ai concessionari uscenti.

Anche le istituzioni, però, saranno chiamate a una prova di coerenza. Se arriveranno offerte economicamente sostenibili, tecnicamente solide e costruite espressamente per garantire maggiori benefici alla popolazione, penalizzarle richiederà spiegazioni pubbliche molto precise.

Le gare non serviranno soltanto a decidere chi gestirà gli stabilimenti. Determineranno quale idea di costa prevarrà nei prossimi vent’anni: quella di spazi regolati principalmente da ingressi e abbonamenti oppure quella di un patrimonio pubblico più aperto, sostenuto da servizi capaci di produrre valore senza chiedere ai cittadini di pagare semplicemente per raggiungere il mare.

REDAZIONE

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