Modalità di lettura

Migranti, dramma in mare: nave di Emergency soccorre 50 persone al largo della Libia, 29 sono minori non accompagnati. Sette morti

Sette migranti sono morti durante una traversata partita dalla Libia. La Life Support di Emergency ha soccorso 50 persone nelle acque internazionali della zona Sar libica. Due sono in gravi condizioni e tra i superstiti ci sono 29 minori non accompagnati.

Il gruppo era partito da Zuwara il 16 agosto, Bari assegnata come porto di sbarco

La Life Support di Emergency ha soccorso questa mattina 50 persone a bordo di un’imbarcazione nelle acque internazionali della zona Sar libica. Sette migranti sono morti durante la traversata, mentre altri due sono in gravi condizioni per “soffocamento”.

Il gruppo aveva lasciato Zuwara, in Libia, all’alba del 16 agosto. Emergency ha ricostruito provenienza e composizione delle persone recuperate: “I naufraghi – spiega Emergency – hanno riferito di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara, e sono originari della Somalia e dell’Egitto. Le persone soccorse in totale sono 50, di cui 45 uomini e 5 donne. Ci sono 29 minori stranieri non accompagnati, di cui 26 maschi e 3 donne”. Tra i superstiti ci sono quindi 45 uomini e 5 donne, mentre i minori stranieri non accompagnati sono 29.

Dopo il soccorso, Emergency ha chiesto “alle autorità competenti l’assegnazione di un Pos vicino”. Il porto assegnato alla Life Support è Bari.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ESTERI

L'articolo Migranti, dramma in mare: nave di Emergency soccorre 50 persone al largo della Libia, 29 sono minori non accompagnati. Sette morti proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Intesa Sanpaolo, Fideuram: oltre 8,7 miliardi di raccolta nel primo semestre 2026

Intesa Sanpaolo, Fideuram supera 8,7 miliardi di raccolta nel primo semestre: oltre 1,1 miliardi dalla consulenza evoluta

Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking chiude il primo semestre del 2026 con oltre 8,7 miliardi di euro di raccolta netta, confermando la solidità del proprio modello e il peso crescente della consulenza evoluta. A commentare i dati Assoreti è Lino Mainolfi, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking.

Nel dettaglio, oltre 1,1 miliardi di euro della raccolta del semestre sono riconducibili ai servizi di consulenza evoluta sul risparmio amministrato. Secondo Mainolfi, il dato testimonia la crescente centralità di un modello di consulenza costruito sulle esigenze dei clienti e sulla qualità della relazione. Un ruolo centrale, sottolinea il manager, è svolto dalla rete di oltre 7mila Private Banker, indicati come uno degli elementi principali del modello Fideuram. Professionisti che accompagnano i clienti nelle diverse scelte finanziarie attraverso competenza, ascolto e continuità nel rapporto.

In un contesto di mercato in continua evoluzione, il nostro obiettivo è continuare a rappresentare per clienti e professionisti un punto di riferimento solido e affidabile”, ha affermato Mainolfi, evidenziando la capacità del gruppo di combinare continuità, innovazione e qualità del servizio. La solidità del modello trova riscontro anche nei risultati della Divisione Private del Gruppo Intesa Sanpaolo, che nel primo semestre ha registrato un utile netto di 868 milioni di euro e masse amministrate pari a 452,3 miliardi.

L'articolo Intesa Sanpaolo, Fideuram: oltre 8,7 miliardi di raccolta nel primo semestre 2026 proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Attentato a Ranucci, Lavitola verso una nuova confessione. Il legale: “Nessun ordine di sparare, lo avvisò un mese prima”

Caso Ranucci, la difesa di Lavitola: “Nessun ordine di sparare, avvisò il giornalista già a settembre”

Nuove precisazioni e chiarimenti in vista dell’udienza al Tribunale del Riesame. È la linea scelta dalla difesa di Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato commesso lo scorso ottobre davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. A tracciare la strategia d’attacco è l’avvocato Arturo Cola, giunto al carcere di Rebibbia per un colloquio decisivo con il proprio assistito.

Il punto centrale su cui punta la difesa riguarda la linea temporale dei contatti tra Lavitola e il giornalista. “Noi riteniamo che Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati prima di quanto avvenuto il 16 ottobre. C’è stato, infatti un incontro il 7 settembre nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati”, ha dichiarato il legale, sottolineando che l’avvertimento sarebbe arrivato “un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo”. Cola ci tiene poi a ribadire l’assenza di intese dirette: “A noi interessano i fatti: in sede di interrogatorio di garanzia il mio assistito ha escluso che vi fosse un accordo preventivo sull’attentato”.

Tra i nodi ancora da sciogliere ci sono la ricostruzione dei fatti e la spinta dell’atto intimidatorio. “I punti centrali che affronteremo riguardano la modalita’ esecutiva dell’attentato e il movente”, ha spiegato il penalista, minimizzando la portata penale di quest’ultimo: “Il movente raffigura una questione certamente di rilevanza rispetto all’opinione pubblica, ma per le questioni penalistiche è una questione che secondo noi incide poco: se l’ha fatto per il bene di Ranucci, per la questione politica o per proteggerlo, cambia poco”.

Ciò che conta maggiormente per la difesa è invece la dinamica con cui si è svolta l’azione: “L’unico vero ordine era quello che non si dovesse far male a nessuno. È una cosa importantissima che emerge dagli atti in epoca non sospetta, il 2 luglio, quando uno degli esecutori ha dichiarato spontaneamente che nessuno voleva far male a nessuno”. Su questo aspetto, il legale contesta le valutazioni della magistratura: “Nell’ordinanza si sostiene che Lavitola avrebbe dato l’ordine di sparare, ma le sue dichiarazioni sono state lette e interpretate in maniera un po’ superficiale: il mandato è stato generico e chiariremo questo punto con ulteriori dichiarazioni spontanee al Riesame”.

L’obiettivo dell’imminente passaggio giudiziario è proprio quello di correggere l’impostazione finora adottata dagli inquirenti. “Sono qui oggi per parlare con Lavitola e verificare se è necessario integrare la confessione del 12 agosto in vista dell’udienza del Riesame che si terrà presumo la settimana prossima”, ha proseguito l’avvocato, precisando i tempi della procedura: “Il ricorso lo abbiamo già presentato il 15 agosto, quindi, facendo due calcoli, l’udienza si dovrebbe celebrare la settimana prossima”.

Infine, Cola esclude categoricamente qualsiasi retrofront da parte dell’ex editore: “Non si tratta di ritrattare o dire cose diverse ma si tratta semplicemente di puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo ci è possibile perché al Riesame si possono fare dichiarazioni spontanee per chiarire quegli aspetti che la magistratura ha ritenuto imprecisi nell’ordinanza di rigetto dei domiciliari”.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE NEWS

L'articolo Attentato a Ranucci, Lavitola verso una nuova confessione. Il legale: “Nessun ordine di sparare, lo avvisò un mese prima” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Maire, Nextchem entra nel SAF in Australia con la tecnologia NX Circular

Maire, Nextchem si aggiudica un incarico per un progetto di Sustainable Aviation Fuel in Australia

Nextchem, società del gruppo MAIRE, amplia la propria presenza internazionale con una nuova commessa in Australia nel settore dei carburanti sostenibili per l’aviazione. La società, attraverso la controllata MyRechemical, si è aggiudicata da SKY Renewables Burdekin Pty Ltd il licensing, il Process Design Package e alcuni servizi di ingegneria per la sezione dedicata al syngas di Project Lion, iniziativa prevista nella regione del Burdekin, nel North Queensland.

Il progetto punta a utilizzare residui di canna da zucchero disponibili localmente come materia prima per la produzione di gas di sintesi purificato di grado chimico. Il processo sarà basato sulla tecnologia proprietaria NX Circular Gasification di Nextchem. Il syngas ottenuto sarà successivamente utilizzato per la produzione di Sustainable Aviation Fuel, il cosiddetto SAF, e di diesel rinnovabile attraverso soluzioni tecnologiche di terze parti. Secondo quanto comunicato da MAIRE, una volta raggiunta la piena capacità operativa, Project Lion potrebbe arrivare a produrre fino a 125mila tonnellate all’anno di SAF.

L’iniziativa punta inoltre alla valorizzazione degli scarti della lavorazione della canna da zucchero. Si tratta di biomassa residua che, in alcuni casi, viene bruciata direttamente nei campi. Attraverso la tecnologia NX Circular Gasification, questi residui agricoli potranno invece essere trasformati in un intermedio destinato alla produzione di carburanti a basse emissioni di carbonio. Per Nextchem, l’operazione rappresenta anche un passo nell’espansione geografica delle proprie attività, con l’ingresso in un mercato considerato di crescente importanza per lo sviluppo delle soluzioni legate alla decarbonizzazione e ai combustibili sostenibili.

L’aggiudicazione resta subordinata al rilascio del Notice to Proceed, ad eccezione di alcuni servizi di ingegneria che non sono soggetti a questa condizione. “Questa aggiudicazione conferma la rilevanza strategica delle tecnologie proprietarie di Nextchem nell’abilitare lo sviluppo di carburanti sostenibili a partire da materie prime rinnovabili e residuali”, ha commentato Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem. Fritelli ha sottolineato anche l’importanza dell’Australia nella strategia del gruppo e il ruolo della tecnologia di gassificazione nella conversione dei residui di canna da zucchero in carburanti a basse emissioni di carbonio, con l’obiettivo di contribuire alla decarbonizzazione del settore dell’aviazione.

L'articolo Maire, Nextchem entra nel SAF in Australia con la tecnologia NX Circular proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit

Hyundai avvia a İzmit la produzione della IONIQ 3, primo elettrico made in Turchia, dopo un investimento di 250 milioni di euro.

Hyundai Motor Türkiye avvia ufficialmente la produzione della IONIQ 3 nello stabilimento di İzmit, un passaggio che segna l’ingresso della Turchia nella mappa produttiva europea dei veicoli elettrici Hyundai. La notizia ha un peso specifico che va oltre il singolo modello: si tratta del primo veicolo 100% elettrico assemblato in territorio turco dal gruppo coreano, un traguardo reso possibile da un investimento dedicato di 250 milioni di euro che negli ultimi due anni ha trasformato oltre il 50% dello stabilimento, storicamente dedicato a motorizzazioni termiche e ibride tradizionali.

La scelta di Hyundai va letta all’interno di una logica di diversificazione della capacità produttiva europea che i grandi costruttori stanno perseguendo per bilanciare rischi geopolitici, costi di manodopera e prossimità ai mercati di sbocco. La Turchia, con la propria collocazione geografica tra Europa e Asia, offre condizioni di costo competitive rispetto agli stabilimenti dell’Europa occidentale mantenendo comunque un accesso doganale privilegiato al mercato dell’Unione Europea, un fattore che negli ultimi anni ha spinto diversi costruttori internazionali a rafforzare la propria presenza industriale nel Paese, in un momento in cui la pressione competitiva dei produttori cinesi di veicoli elettrici sul mercato europeo si fa sempre più intensa.

Lo stabilimento di İzmit non è una new entry nella geografia industriale Hyundai: fondato nel 1997, rappresenta il primo e più longevo impianto produttivo del gruppo coreano fuori dalla Corea del Sud, con un investimento complessivo accumulato in quasi trent’anni di attività che sale ora a 1,185 miliardi di euro. Il dato racconta una strategia di investimento progressivo e non episodico, in cui la produzione della IONIQ 3 rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di modernizzazione continua piuttosto che una discontinuità improvvisa nella storia dello stabilimento.

Sul piano occupazionale, la trasformazione ha coinvolto oltre 1.000 dipendenti, chiamati ad assumere ruoli diversi nel corso del processo di riconversione produttiva, un dato che segnala come il passaggio all’elettrico in uno stabilimento esistente comporti un impatto significativo sulla riqualificazione della forza lavoro, un tema che accomuna tutti i costruttori impegnati nella conversione dei propri impianti storici verso l’elettrificazione. Oggi Hyundai Motor Türkiye impiega complessivamente circa 2.400 persone tra lo stabilimento di İzmit e la sede di Istanbul, un bacino occupazionale che l’azienda punta a consolidare ulteriormente attraverso i futuri piani di investimento.

Il capitolo più rilevante per il posizionamento produttivo turco riguarda però il proseguimento dei piani industriali: parallelamente a IONIQ 3, Hyundai sta già preparando la produzione delle prossime generazioni di BAYON e i20, confermando İzmit come polo produttivo capace di ospitare contemporaneamente motorizzazioni elettriche e a combustione, secondo quella logica di gamma flessibile che il gruppo coreano applica sistematicamente ai propri stabilimenti europei per rispondere a una domanda di mercato ancora fortemente eterogenea tra i diversi Paesi. A questo si aggiunge un elemento di filiera particolarmente significativo: la collaborazione con Hyundai Mobis, società affiliata del gruppo, per la realizzazione di uno stabilimento dedicato all’assemblaggio dei sistemi batteria all’interno del sito di İzmit, destinato in prospettiva a supportare anche la produzione di batterie per i veicoli ibridi. È un tassello che avvicina ulteriormente la componentistica critica dell’elettrificazione al sito di assemblaggio finale, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e i relativi rischi logistici.

Il target produttivo iniziale, secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco Mehmet Fatih Kacır durante la cerimonia di avvio, è di 30.000 unità IONIQ 3 all’anno, un volume che colloca il nuovo modello in una fascia produttiva significativa ma non massiccia, coerente con la fase di lancio di un modello ancora nuovo sul mercato europeo. Il ministro ha inquadrato l’operazione anche in chiave di politica industriale nazionale, presentando l’investimento Hyundai come una conferma della Turchia quale “polo produttivo affidabile e scalabile” per i grandi gruppi automotive internazionali, un posizionamento che il Paese sta costruendo da anni attraverso condizioni fiscali e logistiche favorevoli agli investimenti esteri nel settore manifatturiero.

Per Xavier Martinet, Presidente e CEO di Hyundai Motor Europe, l’avvio della produzione rafforza le capacità produttive del gruppo e aumenta la flessibilità nella risposta alla domanda europea di mobilità elettrificata, un obiettivo che si inserisce nella più ampia strategia con cui Hyundai punta a diversificare geograficamente la propria produzione europea, riducendo la concentrazione su un singolo sito e distribuendo il rischio industriale su più stabilimenti del continente. Il CEO di Hyundai Motor Türkiye, Alex Kim, ha definito IONIQ 3 un impegno di lungo periodo condiviso tra la casa madre coreana, la divisione europea e quella turca, anticipando ulteriori investimenti futuri per rafforzare la capacità produttiva del sito.

Sul piano commerciale, IONIQ 3 sarà disponibile sui mercati europei a partire da settembre, con tempistiche differenziate in base al singolo Paese, proposta in due configurazioni di batteria e motore, un dettaglio che conferma la volontà di Hyundai di offrire fin dal lancio una segmentazione di prodotto capace di intercettare fasce di clientela diverse all’interno del segmento delle compatte elettriche europee, uno dei più competitivi e affollati dell’attuale panorama automotive continentale.

Scheda 

  • Stabilimento: Hyundai Motor Türkiye, İzmit (fondato nel 1997, primo impianto Hyundai fuori dalla Corea del Sud)
  • Modello: Hyundai IONIQ 3, primo veicolo 100% elettrico prodotto in Turchia
  • Investimento dedicato: 250 milioni di euro
  • Investimento complessivo storico dello stabilimento: 1,185 miliardi di euro
  • Quota di stabilimento modernizzata: oltre il 50%
  • Dipendenti coinvolti nella trasformazione: oltre 1.000
  • Occupazione totale Hyundai Motor Türkiye: circa 2.400 persone (İzmit + sede Istanbul)
  • Target produttivo iniziale: 30.000 unità IONIQ 3 all’anno
  • Altri modelli in preparazione a İzmit: nuove generazioni di BAYON e i20
  • Partnership correlata: Hyundai Mobis, stabilimento per assemblaggio sistemi batteria
  • Disponibilità sul mercato: da settembre, due configurazioni batteria/motore
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit

L'articolo Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Commerzbank, Berlino apre uno spiraglio a UniCredit: il 12,7% può finire a Orcel

Alcuni funzionari del governo tedesco sono disponibili a discutere la cessione a UniCredit del 12,7% di Commerzbank ancora controllato da Berlino. Prima serve però un’intesa tra i due istituti sulla strategia e sul futuro della banca tedesca.

Il governo chiede garanzie sul futuro della banca e un’intesa tra Orcel e l’attuale management

Berlino potrebbe vendere a UniCredit il 12,7% di Commerzbank ancora nelle mani dello Stato tedesco. L’apertura arriva da alcuni funzionari governativi, ma al momento non rappresenta la posizione ufficiale dell’esecutivo.

Una cessione viene considerata accettabile da alcuni esponenti del governo a due condizioni: un prezzo ritenuto adeguato e precise garanzie sul futuro di Commerzbank. Prima di arrivare a un eventuale confronto sulla partecipazione pubblica, UniCredit dovrebbe inoltre trovare un’intesa con l’attuale management della banca tedesca sui propri progetti.

Tra i funzionari tedeschi viene valutata anche la possibilità che UniCredit riesca comunque a ottenere il controllo di Commerzbank. Questo renderebbe più concreta l’ipotesi di una vendita della quota ancora detenuta da Berlino, purché l’operazione venga accompagnata da un accordo sulla strategia dell’istituto. Gli eventuali colloqui tra Piazza Gae Aulenti e Berlino dipenderanno quindi dal confronto tra UniCredit e i vertici di Commerzbank. Solo con il via libera del management ai progetti della banca italiana il governo tedesco prenderebbe in considerazione una trattativa sulla propria partecipazione.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ECONOMIA

L'articolo Commerzbank, Berlino apre uno spiraglio a UniCredit: il 12,7% può finire a Orcel proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Indonesia, terremoto di magnitudo 7,7: strade spaccate e case crollate viste dal drone – VIDEO

Il drone sorvola le zone colpite dal terremoto in Indonesia: dall’alto la devastazione lasciata dal sisma

Le immagini riprese da un drone mostrano dall’alto la devastazione provocata dal terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’isola di Flores, nell’Indonesia orientale. Strade spaccate, edifici crollati e infrastrutture danneggiate restituiscono la dimensione dei danni provocati dal sisma, che ha causato anche numerose frane. Il bilancio è nel frattempo salito ad almeno 54 morti, mentre migliaia di persone hanno lasciato le proprie abitazioni e le operazioni di soccorso proseguono nelle aree più difficili da raggiungere. Video LaPresse.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ESTERI

L'articolo Indonesia, terremoto di magnitudo 7,7: strade spaccate e case crollate viste dal drone – VIDEO proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Fiorentina, Mastantuono gioca a calcio in spiaggia a Forte dei Marmi: palleggi sul bagnasciuga con i tifosi – VIDEO

Mastantuono in versione vacanziere a Forte dei Marmi: partita improvvisata sulla spiaggia con alcuni tifosi

Ferragosto sulla spiaggia di Forte dei Marmi per Franco Mastantuono, nuovo giocatore della Fiorentina. Il talento argentino è stato riconosciuto da alcuni ragazzi sul bagnasciuga e non si è tirato indietro quando gli hanno proposto di giocare insieme. Nel video Mastantuono si diverte tra palleggi, passaggi e tiri sulla sabbia, concedendosi una parentesi da normale vacanziere prima di tornare agli impegni con la squadra viola. Video Corriere TV.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

L'articolo Fiorentina, Mastantuono gioca a calcio in spiaggia a Forte dei Marmi: palleggi sul bagnasciuga con i tifosi – VIDEO proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Russia, maxi attacco di droni ucraini: esplosioni e una colonna di fumo nella regione di Mosca – VIDEO

Centinaia di droni contro la Russia, incendio nel maxi deposito Wildberries: le immagini dalla regione di Mosca

Una delle più grandi ondate di droni ucraini contro la Russia dall’inizio della guerra ha interessato anche la regione di Mosca. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 822 droni in diverse zone del Paese, mentre nella regione della capitale un attacco ha colpito anche un grande magazzino di Wildberries a Koledino, circa 45 chilometri a sud di Mosca. Le immagini mostrano esplosioni e una densa colonna di fumo nero alzarsi dalla struttura colpita. Nella sola regione di Mosca un uomo di 83 anni è morto nell’attacco, secondo le autorità locali. Video Astra/Corriere TV.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ESTERI

L'articolo Russia, maxi attacco di droni ucraini: esplosioni e una colonna di fumo nella regione di Mosca – VIDEO proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Arizona, attraversa in bici un ponte allagato: la corrente la trascina sott’acqua per 30 metri – VIDEO

La ciclista viene trascinata dalla corrente dentro un tunnel: salvata dopo essere riemersa 30 metri più avanti

Una 20enne ha rischiato di annegare mentre tentava di attraversare in bicicletta un ponte allagato al Sabino Canyon, in Arizona. La forza della corrente l’ha trascinata sott’acqua e dentro un tunnel, facendola riemergere circa 30 metri più avanti. I soccorritori sono riusciti a raggiungerla, tirarla fuori dall’acqua e praticarle la rianimazione cardiopolmonare fino a quando la giovane ha ripreso conoscenza. La polizia ha poi ricordato i rischi legati all’attraversamento di strade e corsi d’acqua durante le piene. Video Corriere TV.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ESTERI

L'articolo Arizona, attraversa in bici un ponte allagato: la corrente la trascina sott’acqua per 30 metri – VIDEO proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Nettuno: truffata 94enne, prosciugata la sua fondazione benefica

Una donna di 94 anni, animata dal desiderio di fare del bene, si è ritrovata vittima di una spietata rete di raggiri orchestrata proprio dalle persone di cui si fidava ogni giorno.

A Nettuno le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Roma, su indicazione della Procura di Velletri, hanno smantellato un collaudato sistema di appropriazione indebita, riciclaggio e circonvenzione di incapace. Domestici, tecnici e consulenti della donna avevano iniziato a prosciugarle il patrimonio a sua insaputa, arrivando a strapparle oltre 700 mila euro attraverso trasferimenti e manovre finanziarie studiate per nascondere la traccia del denaro.

I flussi sospetti e la ripulitura dei capitali

Gli accertamenti economico-finanziari condotti dalla Compagnia di Nettuno sono scattati a seguito di una segnalazione su pesanti anomalie nella gestione dei beni dell’anziana.

Seguendo le piste bancarie, i militari sono riusciti a ricostruire manovre e distrazioni patrimoniali per un totale che supera il milione e duecentomila euro. Le somme sottratte direttamente dai conti della novantaquattrenne, per un ammontare preciso di oltre 742 mila euro, venivano continuamente dirottate verso i depositi bancari dei collaboratori domestici, dei consulenti e persino dei loro familiari.

Saccheggiata la fondazione per i bisognosi

Le verifiche patrimoniali si sono estese anche alle casse della fondazione senza scopo di lucro fondata dalla donna quasi quarant’anni fa con finalità benefiche a sostegno del litorale.

Gli investigatori hanno scoperto che, dal 2019, l’amministratore dell’ente solidale, un professionista romano, drenava regolarmente le risorse della struttura per scopi estranei allo statuto. Operando insieme alla garante dell’ente per ostacolare l’identificazione dei fondi, l’uomo è riuscito a sottrarre oltre 532 mila euro dalle casse benefiche, destinandoli a terzi oppure al proprio conto personale.

Investimenti immobiliari e sequestri della Guardia di Finanza

L’inchiesta ha fatto luce anche su un ramificato meccanismo di autoriciclaggio, scoprendo che una parte del denaro rubato alla solidarietà veniva reinvestito in attività imprenditoriali e commerciali, tra cui l’acquisto di un locale a Roma del valore di 216 mila euro.

L’operazione della Guardia di Finanza si è conclusa con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di quattro persone e con il sequestro cautelare di beni e risorse finanziarie per oltre 375 mila euro.

L'articolo Nettuno: truffata 94enne, prosciugata la sua fondazione benefica proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Ritrovato morto l’escursionista scomparso: un colpo di fulmine fatale lungo il sentiero di montagna

Ricerca e operazioni notturne dei soccorritori del Soccorso alpino dell’Alto Adige sul Piz Starlex (3.075 metri), sopra Taufers nella Val Monastero: un abitante del posto è stato trovato morto durante la notte. L’uomo era stato segnalato come disperso da domenica, l’ultimo contatto telefonico dalla cima del Piz Starlex è stato intorno alle 13. Non essendo ancora tornato poco dopo le 22 è stata avviata una ricerca tramite la centrale di soccorso regionale. Alle 23.44 le squadre di soccorso hanno trovato il disperso con l’aiuto di un drone nei pressi del sentiero numero 4, a circa 2.600 metri di altezza, in un terreno impervio.

L’ipotesi è che l’uomo sarebbe stato colpito da un fulmine durante la discesa. I soccorritori hanno recuperato il corpo e lo hanno portato a valle. All’operazione hanno partecipato circa 40 soccorritori del soccorso alpino Cnsas di Tubre, del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Silandro, dei vigili del fuoco volontari di Tubre e del servizio di soccorso alpino di Prato con il drone di distretto.

L'articolo Ritrovato morto l’escursionista scomparso: un colpo di fulmine fatale lungo il sentiero di montagna proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Rodri torna in Spagna, il Barcellona piazza il colpo: tutte le cifre dell’affare dell’estate

Il Barcellona ha trovato l’intesa con il Manchester City per riportare Rodri in Spagna. L’operazione può raggiungere 76,5 milioni di euro e porterà il centrocampista a firmare fino al 2030. I Citizens lavorano già sull’arrivo di Ayyoub Bouaddi dal Lille.

Il Barça versa 60 milioni subito, altri 16,5 sono legati a bonus, prestazioni e risultati

Il Barcellona può spendere complessivamente 76,5 milioni di euro per riportare Rodri nella Liga. L’intesa con il Manchester City prevede una prima parte da 60 milioni, alla quale si aggiungono 11,5 milioni di bonus considerati facilmente raggiungibili dai due club.

Altri 5 milioni di euro dipenderanno invece dalle prestazioni individuali del centrocampista e dai risultati ottenuti dal Barcellona durante la stagione. Se scatteranno tutte le variabili previste, l’incasso del City arriverà quindi ai 76,5 milioni complessivi.

La situazione contrattuale di Rodri ha inciso sulla trattativa. Il capitano della Spagna campione del mondo è legato al Manchester City fino al 30 giugno 2027 e aveva già aperto alla possibilità di tornare nel campionato spagnolo. Il Barça gli ha proposto un contratto di quattro anni, fino al 30 giugno 2030.

L’operazione deve ora essere completata con le firme, lo scambio dei documenti e le visite mediche. Rodri aveva già espresso la propria disponibilità al trasferimento e i due club hanno definito la parte economica dell’affare.

Il Manchester City sta contemporaneamente lavorando sul nuovo centrocampo. L’opzione Enzo Fernández non si è concretizzata e il club inglese ha accelerato per Ayyoub Bouaddi, talento del Lille nato nel 2007.

Per il centrocampista marocchino, in possesso anche del passaporto francese, l’investimento può arrivare a circa 100 milioni di euro. Il City vuole portarlo subito in Inghilterra e inserirlo nella rosa dopo la partenza di Rodri.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

L'articolo Rodri torna in Spagna, il Barcellona piazza il colpo: tutte le cifre dell’affare dell’estate proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Cagliari, apprensione per Trepy: rischia di annegare in piscina, è in terapia intensiva

Yael Trepy, attaccante del Cagliari, è ricoverato in terapia intensiva a Sassari dopo aver rischiato di annegare nella piscina di una villa in Costa Smeralda. Il giocatore è stato soccorso, intubato e trasferito in ospedale con l’elisoccorso.

Trepy sarebbe finito nella parte più profonda della piscina e non saprebbe nuotare

L’incidente è avvenuto domenica alle 18. Secondo una prima ricostruzione, Trepy sarebbe finito nella zona della piscina dove l’acqua è più alta e si sarebbe trovato in difficoltà perché, a quanto si è appreso, non saprebbe nuotare.

Il calciatore è stato tirato fuori dall’acqua, ma la gravità della situazione ha richiesto l’intervento del 118. I sanitari lo hanno intubato e successivamente trasferito con l’elisoccorso all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

Trepy si trova ora ricoverato in terapia intensiva.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

L'articolo Cagliari, apprensione per Trepy: rischia di annegare in piscina, è in terapia intensiva proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Mogol fa 90: da “Emozioni” a “Sì, viaggiare”, 1.776 canzoni e le parole che l’Italia non smette di cantare

Mogol festeggia oggi, 17 agosto, i suoi 90 anni. Dall’incontro con Lucio Battisti ai testi scritti per alcuni dei maggiori interpreti italiani, Giulio Rapetti ha attraversato più di sei decenni di musica trasformando scene quotidiane, amori e inquietudini in canzoni entrate nella memoria di più generazioni.

Dal primo Sanremo al sodalizio con Battisti, fino al Cet fondato in Umbria nel 1992

A definirlo “paroliere” si rischia di usare proprio la parola che Mogol preferisce evitare. Lui si considera un autore. E i numeri della sua carriera spiegano la dimensione del lavoro accumulato in oltre sessant’anni: 1.776 canzoni e 523 milioni di dischi venduti legati ai brani che portano la sua firma.

Giulio Rapetti è nato a Milano il 17 agosto 1936 e con la musica ha avuto un rapporto familiare prima ancora che professionale. Il padre Mariano Rapetti era dirigente della Ricordi e scriveva testi con lo pseudonimo Calibi. Nel 1959 la Siae assegnò a Giulio lo pseudonimo Mogol, diventato poi parte ufficiale del suo cognome nel 2006.

A novant’anni guarda alla propria vita senza separare il mestiere dal resto. “Ho avuto momenti continuamente belli”, ha raccontato in una recente intervista al Corriere, “mi sento persino protetto per tutta la fortuna che ho avuto. Non solo come autore di canzoni, ma come uomo: ho vissuto tante avventure, a volte mi sono salvato per un capello”.

I primi grandi risultati arrivarono presto. Nel 1961 vinse il Festival di Sanremo con Al di là, interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis. Tre anni dopo firmò Una lacrima sul viso per Bobby Solo. Nel 1965 incontrò Lucio Battisti, dando inizio alla collaborazione destinata a occupare il capitolo più conosciuto della sua carriera.

Da quel sodalizio nacquero 29 settembre, Un’avventura, Acqua azzurra, acqua chiara, Emozioni, Fiori rosa, fiori di pesco, Pensieri e parole, Il mio canto libero, Ancora tu, Sì, viaggiare e Con il nastro rosa. Mogol fu anche l’uomo che spinse Battisti a interpretare personalmente le proprie composizioni, nonostante le iniziali resistenze del musicista.

“Lo convinsi io, lui non voleva: si sentiva un compositore e basta. Anni dopo mi disse che doveva tutto a un pazzo, che ero io”, ha raccontato Mogol.

La collaborazione con Battisti si concluse nel 1980, ma l’attività di Rapetti continuò con molti altri protagonisti della musica italiana. Nel corso degli anni ha lavorato, tra gli altri, con Mina, Adriano Celentano, Bobby Solo, Caterina Caselli, Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Morandi e Gianni Bella. Nel suo repertorio figurano anche titoli come A chi, Celeste nostalgia e L’emozione non ha voce, oltre a Una lacrima sul viso.

Alla scrittura Mogol ha affiancato anche la formazione. Nel 1992 ha fondato in Umbria il Cet, Centro Europeo di Toscolano, una scuola dedicata ad autori, compositori e interpreti e pensata per trasmettere alle nuove generazioni strumenti ed esperienza professionale. Dal 2018 al 2022 ha inoltre presieduto il Consiglio di Gestione della Siae.

A 90 anni, quindi, la sua attività comprende sia il repertorio scritto per alcuni dei nomi più popolari della musica italiana sia il lavoro iniziato nel 1992 con il Cet per formare chi scrive, compone e interpreta nuove canzoni.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE MEDIATECH

L'articolo Mogol fa 90: da “Emozioni” a “Sì, viaggiare”, 1.776 canzoni e le parole che l’Italia non smette di cantare proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Borsa, Piazza Affari col segno più: Ftse Mib +0,43%. Scatto di Stm e Prysmian

Partenza positiva per Piazza Affari nella seduta del 17 agosto. Il Ftse Mib guadagna lo 0,43% e raggiunge 53.812 punti, con Stm e Prysmian davanti alle altre blue chip. Fincantieri apre invece in calo dell’1,51%.

Fincantieri cede l’1,51%, in calo anche Campari, Amplifon e Brunello Cucinelli a Piazza Affari

Stm e Prysmian prendono subito la testa del Ftse Mib. Nelle prime battute della seduta Stm guadagna il 3,34%, mentre Prysmian avanza del 2,62%.

Gli acquisti contribuiscono alla partenza positiva di Piazza Affari, con il Ftse Mib a 53.812 punti, in rialzo dello 0,43%. Segno più anche per Ferrari, che sale dell’1,22%, e Saipem, avanti dello 0,86%.

Tra i titoli in rosso, Fincantieri perde l’1,51%. Seguono Campari a -0,89%, Amplifon a -0,60% e Brunello Cucinelli a -0,54% nelle prime contrattazioni della giornata.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ECONOMIA

L'articolo Borsa, Piazza Affari col segno più: Ftse Mib +0,43%. Scatto di Stm e Prysmian proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Garlasco, sfratto e addio lavoro. Sempio, quattro consulenze decisive e quel “tic tac” continuo

Il giallo di Garlasco continua, a distanza ormai di oltre 19 anni da quel drammatico 13 agosto 2007, infatti, non c’è ancora nessuna certezza su chi sia il killer di Chiara Poggi. Si avvicina intanto una data chiave, il 28 settembre sarà il termine ultimo per le indagini preliminari. Al momento l’unico indagato è Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara, ma contro di lui ci sono solo prove indiziarie, dai soliloqui, al dna sotto le unghie all’impronta 33 sul muro. Potrebbero essere non sufficienti per un nuovo processo. Da qui la decisione di procedere con quattro nuove consulenze su Sempio, una anche psichiatrica. Ma i legali fanno muro. Corsa contro il tempo insomma per fornire nuovi elementi a carico dell’indagato. Poi ci sarà la decisione del gip se procedere col rinvio a giudizio o archiviare.

Ma per Sempio continua il periodo nero, come se non bastassero le accuse per il delitto di Chiara, Andrea deve affrontare anche diverse problematiche personali e familiari. Dopo il tentato suicidio della madre e lo sfratto dalla casa in cui abitava, ecco un’altra mazzata: Sempio è stato licenziato anche dal posto di lavoro in cui operava. O meglio, il licenziamento – come riporta Il Messaggero – avverrà alla fine del mese, il 31 agosto. Il motivo è legato alla chiusura del negozio di telefonia in cui lavorava. L’attività è stata infatti venduta e non si sa che intenzioni abbiano i nuovi proprietari.

Tornando alle indagini, però, restano molti punti interrogativi. La possibile nuova dinamica del delitto con Andrea Sempio sulla scena e Alberto Stasi escluso, lascia molti dubbi. Sempio, stando all’accusa, si sarebbe probabilmente nascosto in giardino per entrare di nascosto in casa nel momento in cui Chiara ha aperto per far uscire i gatti. Poi ci sarebbe stata l’aggressione in più punti della casa, poi forse la fuga dai campi tutto sporco di sangue per raggiungere la casa della nonna. Un fantasma che nessuno ha notato e che sarebbe poi tornato a casa sua per pranzo “con gli stessi vestiti puliti che indossava al mattino”, come ha ripetuto più volte la madre di Sempio. Misteri, incongruenze, mancanze. Una vicenda giudiziaria infinita che per diversi criminologi “rischia di restare un caso irrisolto”.

L'articolo Garlasco, sfratto e addio lavoro. Sempio, quattro consulenze decisive e quel “tic tac” continuo proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

Un europeo da incorniciare per Simona Quadarella, che ha polverizzato la concorrenza nel mezzofondo in acqua. Il tris di medaglie d’oro la pone in cima alle nuotatrici più vincenti di tutti i tempi ma soprattutto restituisce all’Italia un talento purissimo che si prende la rivincita nella piscina di Parigi, amarissima due anni fa.

Il retroscena: la delusione di Parigi, l’impegno sui libri e il “veleno” in acqua

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

La svolta arriva dopo la delusione di Parigi 2024, olimpiade chiusa con due quarti posti e tanti rimpianti. Simona non si scompone, trasforma la delusione in benzina e si dedica allo studio,: sacrificio, disciplina e voglia di vincere. Non a caso, sua madre la chiama “veleno”, termine spiccatamente romano per indicare una feroce determinazione nell’inseguire un obiettivo. E Simona, i suoi, li mette tutti in fila: arriva la laurea in Comunicazione Digitale, poi il prepotente ritorno alla vittoria al Settecolli e infine i tre ori collezionati sparecchiando il tavolo e sbaragliando la concorrenza con la vittoria nei 400 stile libero, dopo aver poggiato per prima la mano sulla piastra anche negli 800 e nei 1500.

Il segreto: il cambio di allenatore e  preparazione, l’Australia e Los Angeles

Dietro i successi di Simona c’è il cambio di allenatore e una preparazione quotidiana impegnativa, al limite dello sfinimento. Con Gianluca Belfiore è cambiato il modo di lavorare e Quadarella ha trascorso gran parte delle sue giornate in piscina, alternando il lavoro in acqua alla palestra. Due volte al giorno, quattro giorni alla settimana e una gli altri due giorni. Il passaggio dalla piscina alla palestra è fondamentale , un’alternanza studiata per sostenere la resistenza e la forza necessarie nelle gare di fondo. Quanto al futuro, Simona non invecchierà in acqua, per sua stessa ammissione. E la sua carriera sembra già avere una data di scadenza. L’ultima gara potrebbe arrivare nel 2029. Scelta non casuale, dopo le Olimpiadi di Los Angeles, in programma nell’estate del 2028. Una nuova rivincita, prima di lasciare.

Simona fuori dalla piscina: Roma e la Roma, i viaggi, la fotografia e la carbonara

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

Fuori dall’acqua, Simona Quadarella conserva il legame fortissimo con la sua città. È una grande tifosa della Roma e quando gli impegni glielo consentono, frequenta da tifosa lo stadio Olimpico. Tra le sue passioni ci sono anche i viaggi, il mare e soprattutto la fotografia, ereditata dal padre. Anche in vacanza, tuttavia, non manca lo sport: Simona ama il trekking e predilige cammini collinari e percorsi di montagna che le permettono di vivere lo sport anche lontano dalla piscina. Per quanto riguarda l’alimentazione, Simona segue le esigenze di un’atleta di altissimo livello, ma quando arriva il momento dello “sgarro”, si concede una scelta che non potrebbe essere più romana: una gustosa pasta alla carbonara. Un piccolo piacere che però racconta quanto sia forte e indissolubile il legame con la sua città.

L'articolo Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Paura a Malpensa, bagagli in fiamme durante l’imbarco sul volo per Londra: sospetta batteria al litio

Una colonna di fumo si è alzata poco prima delle 13 di domenica 16 agosto dal piazzale del Terminal 1 di Malpensa, dove un carrello portabagagli ha preso fuoco mentre veniva utilizzato per caricare le valigie nella stiva di un volo British Airways diretto a Londra. Il mezzo, gestito dalla società di handling Aviapartner, si è trasformato in pochi istanti in un rogo che ha messo in allerta tutto lo scalo milanese.

Il fumo che ha fatto scattare l’allarme

Dall’automezzo si è sprigionata all’improvviso una densa nube nera, sufficiente a far scattare l’allarme generale nell’area di piazzale. I vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale sono intervenuti in pochissimi minuti, riuscendo a circoscrivere e spegnere le fiamme prima che potessero estendersi oltre il carrello e i bagagli che vi si trovavano sopra. Il velivolo e le strutture circostanti non sono stati toccati dal fuoco.

L’ipotesi di una batteria surriscaldata

Gli accertamenti in corso si concentrano su una pista precisa: il surriscaldamento di una batteria al litio custodita in una delle valigie caricate sul carrello, favorito dal caldo intenso di questi giorni. Non è la prima volta che un episodio simile si verifica in Lombardia. Lo scorso 8 luglio un caso analogo aveva provocato un incendio ben più esteso nel centro di smistamento del corriere Brt, con una nube di fumo nero visibile a distanza.

Voli regolari, solo il collegamento per Londra ha subito ritardi

L’aeroporto non ha registrato alcuna ripercussione sull’operatività complessiva e il traffico aereo è proseguito senza interruzioni. L’unico disagio concreto ha riguardato i passeggeri del volo diretto in Gran Bretagna, la cui partenza, originariamente fissata poco prima delle 14, è stata posticipata di circa due ore per consentire i controlli di sicurezza resi necessari dall’accaduto. L’aereo è infine decollato regolarmente attorno alle 16.

L'articolo Paura a Malpensa, bagagli in fiamme durante l’imbarco sul volo per Londra: sospetta batteria al litio proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Iran, scadono i 60 giorni della tregua con gli Usa: taglia da 30mila dollari sui soldati americani e scontro su Hormuz

I 60 giorni fissati dal memorandum di Islamabad arrivano alla scadenza con Iran e Stati Uniti ancora lontani da un accordo. Teheran ha rafforzato missili e droni e offre 30mila dollari per la cattura o l’uccisione di militari americani, mentre continua lo scontro sul controllo di Hormuz.

Teheran prepara missili e droni mentre Washington alza la pressione economica e militare

L’Iran ha trascorso gli ultimi due mesi preparandosi anche alla possibilità di un nuovo allargamento dei combattimenti. Funzionari iraniani e arabi riferiscono che Teheran ha aumentato la produzione di missili e droni e affidato incarichi chiave a esponenti della linea dura, convinta che gli Stati Uniti stessero utilizzando la pausa per preparare un futuro attacco. Funzionari dell’intelligence araba parlano di un “cambiamento strategico” con l’obiettivo di “preparare le proprie forze ad ampliare la guerra”.

Mohammad Hassan Sangtarash, analista della difesa con sede a Teheran, ha sintetizzato il clima nel Paese: “in Iran e’ diffusa l’opinione che la guerra vera e propria non sia ancora iniziata”.

Nelle stesse ore il comandante dell’esercito iraniano Amir Hatami ha definito i militari statunitensi “aggressori” e annunciato una ricompensa sintetizzata così: “30mila dollari a chi ne uccide o cattura uno”. La somma, pari a 30.000 dollari, verrebbe versata a chi cattura o uccide un soldato americano.

Lo scontro più immediato riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per circa un quinto del petrolio e del gas mondiale. L’Iran continua a bloccarne il transito per fare pressione sugli Stati Uniti e sull’economia internazionale, mentre Washington mantiene un blocco navale militare contro i porti iraniani.

Donald Trump ha alzato ulteriormente i toni annunciando venerdì che agirà “molto presto” e dichiarando: “Dichiarerò Hormuz territorio Usa”. Teheran ha definito le affermazioni del presidente americano “fuori luogo” e “un’assurdità”.

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha replicato: “Lo Stretto di Hormuz non può essere conquistato con un tweet, né con una portaerei, né con un ordine, né con un discorso elettorale: è stato, è e rimarrà iraniano”. Ha aggiunto che lo stretto “sarà chiuso e riaperto solo su comando dell’Iran, e finché non accetterete la realtà della sconfitta l’Iran continuerà a imporre il blocco”.

Il Parlamento iraniano si prepara intanto a votare un disegno di legge con misure per “garantire una sicurezza duratura e lo sviluppo dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico”. Un secondo provvedimento riguarda il “contrasto alle ingerenze straniere” e prevede il divieto di transito “a qualsiasi imbarcazione che trasporti equipaggiamenti e carichi di proprietà degli Usa, di Israele e dei Paesi ostili all’Iran”.

Anche Washington prepara nuove mosse. Il segretario al Tesoro Scott Bessent dovrebbe annunciare in settimana misure economiche “mai viste prima” contro l’Iran, con l’obiettivo dichiarato di isolarlo dal resto del mondo.

Il 17 agosto termina il periodo di 60 giorni previsto dal memorandum firmato a Islamabad. I mediatori continuano a lavorare a un accordo dell’ultimo minuto, ma una proroga appare difficile. I contatti sono complicati anche dalle divisioni interne iraniane. A metà maggio l’amministrazione Trump aveva cercato un canale diretto con Ahmad Vahidi, comandante della Guardia Rivoluzionaria, attraverso il presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani.

Un alto funzionario della Casa Bianca ha descritto i rapporti tra Washington e Teheran come fermi: “Non conta quanto siamo vicini o lontani all’obiettivo – ha affermato – Ciò che conta è se l’Iran voglia sedersi al tavolo e raggiungere un accordo. Al momento, non lo ha fatto”.

Negli Stati Uniti la guerra resta impopolare mentre Trump e i repubblicani si preparano alle elezioni di midterm di novembre per difendere il controllo del Congresso. Diverse testate americane segnalano inoltre carenze di munizioni, compresi gli intercettori antimissile Patriot. Il prezzo della benzina ha superato i 4 dollari al gallone, aggiungendo un problema economico interno alla pressione militare e diplomatica sull’amministrazione.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE ESTERI

L'articolo Iran, scadono i 60 giorni della tregua con gli Usa: taglia da 30mila dollari sui soldati americani e scontro su Hormuz proviene da Affaritaliani.it.

  •  
❌