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Giorgia Meloni non conosce la sua nuova legge elettorale

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Ancora una volta tocca alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: lo sa come funziona la nuova legge elettorale appena votata dal Parlamento?

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Giorgia Meloni non conosce la sua nuova legge elettorale

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Forma acida: cosa sono i cannabinoidi prima di diventare THC, CBD, CBG e CBC

Quando si parla di cannabis, i nomi più conosciuti sono THC, CBD, CBG e CBC. Nella pianta fresca, però, questi cannabinoidi non sono presenti principalmente nella forma con cui vengono normalmente indicati. La cannabis produce soprattutto le loro forme acide: THCA, CBDA, CBGA e CBCA. La differenza non è soltanto terminologica: si tratta di molecole …
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TARANTO NON PUÒ PIÙ ASPETTARE. AL FIANCO DI LAVORATORI E CITTADINI

Il Partito Comunista è vicino ai cittadini, ai lavoratori e alle realtà sociali e associative di Taranto che sabato 17 ottobre scenderanno in piazza per chiedere salute, lavoro, sicurezza e un futuro senza inquinamento.

Da troppo tempo Taranto paga un prezzo altissimo: vite umane, salute pubblica, ambiente devastato, prospettive tolte. E da troppo tempo si finge che il lavoro e la salute siano due diritti in conflitto, come se chi lavora e le sue famiglie dovessero scegliere tra il pane e la vita.

L’ex ILVA è il simbolo più crudo di un modello industriale che per decenni ha messo il profitto davanti ai lavoratori, alla popolazione e al territorio. Ci ha lasciato in eredità una crisi ambientale, sanitaria e occupazionale che è ancora lì, aperta.

La salute non si sacrifica sull’altare della produzione, e difendere l’ambiente non può voler dire abbandonare chi lavora. Servono risposte concrete: investimenti pubblici, garanzie per l’occupazione, bonifiche vere e un piano di sviluppo che restituisca un orizzonte a tutto il territorio.

Crediamo che a decidere del futuro di Taranto debbano essere le tarantine e i tarantini, i suoi lavoratori, senza più scelte calate dall’alto e senza che le loro richieste vengano piegate a interessi che con quelli della collettività non c’entrano nulla.

Il 17 ottobre è un’occasione importante per riportare al centro del dibattito nazionale una questione che non riguarda solo Taranto, ma il diritto di ogni comunità a vivere e lavorare con dignità e in sicurezza.

Sosteniamo questa mobilitazione rispettando l’autonomia di chi l’ha promossa, e riconosciamo il valore di una lotta che nasce dal territorio e dai bisogni concreti di chi ci vive.

Invitiamo iscritti, simpatizzanti e tutti coloro che condividono queste rivendicazioni a partecipare alla manifestazione di sabato 17 ottobre 2026: ritrovo alle 16:00 in Piazzale Democrate, partenza del corteo alle 17:00.

Taranto ha diritto a un futuro. E a decidere quale, devono essere i suoi cittadini e i suoi lavoratori.

Non servono passerelle o promesse di circostanza.
La vita di un intera popolazione non deve essere sacrificata agli interessi del profitto.

 

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Il Nobel per l’economia 2026 a Robert Hall e Michael Woodford

Il premio 2026 riconosce il contributo dei due studiosi alle “fondamenta microeconomiche della stabilizzazione macroeconomica”. Li unisce il ruolo delle aspettative sul futuro: consumatori e imprese decidono oggi in base a ciò che si aspettano accadrà domani.

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Fermiamo la propaganda di guerra, inceppiamo la macchina bellica, disertiamo gli eserciti

La propaganda militarista continua a crescere ogni giorno sia a livello nazionale che internazionale.

Il messaggio delle istituzioni veicolato dai media è sempre più chiaro: dobbiamo prepararci alla guerra per difendere la nazione. L’aumento delle spese militari e delle missioni all’estero, il rafforzamento del potere del complesso militare-industriale, la capillarità della penetrazione dell’esercito nelle scuole e nelle università, la sempre maggior presenza dei soldati nelle strade delle città sono tutti segnali chiari della direzione in cui si sta andando.

In questo quadro si inserisce la questione della reintroduzione della leva militare in vari paesi europei. Se in Germania questo processo è già in fase avanzata, nel nostro paese, per ora, il modello scelto è quello di un rafforzamento dell’arruolamento, aumentando la propaganda soprattutto negli istituti scolastici, preparando così il terreno per il futuro ad un’eventuale reintroduzione della leva militare.

In questo scenario è di vitale importanza continuare a praticare l’antimilitarismo in tutti gli ambiti sociali e in tutte le occasioni possibili.

Sosteniamo lo sciopero internazionale contro la guerra indetto dalla CIT Confederazione Internazionale dei lavoratori per il 30 ottobre e le manifestazioni del 31 ottobre.

Indichiamo nel 4 novembre, giornata delle forze armate e dell’unità nazionale, una data significativa per sviluppare iniziative sui vari territori.

Appoggiamo le mobilitazioni che si stanno sviluppando a livello studentesco e territoriale contro il reclutamento per l’esercito e contro ogni ipotesi di reintroduzione della leva.

 

Federazione Anarchica Italiana

Convegno di Milano, 10-11 novembre 2026

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