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Russia: l’Ucraina ha attaccato due raffinerie nonostante le ultime richieste di Trump.

Il regime di Kiev non mostra alcun segno di voler effettivamente una tregua energetica, ha dichiarato il vice primo ministro russo Alexander Novak.

Mercoledì il vice primo ministro russo Alexander Novak ha denunciato i nuovi attacchi di Kiev contro le infrastrutture energetiche russe, nonostante la richiesta di Donald Trump di porre fine a tali attacchi .

Le forze ucraine hanno attaccato due raffinerie di petrolio nelle province di Saratov e Ryazan, ha affermato, aggiungendo che il regime di Kiev non mostra alcun segno di essere disposto a muoversi verso una tregua energetica.

La scommessa di Zelensky sull’arrampicata

Sabato scorso, Trump ha nuovamente attaccato Vladimir Zelensky per gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe , che ha continuato a portare avanti nonostante gli avvertimenti. “Gli abbiamo detto: ‘ Non attaccare le raffinerie , perché questo crea un problema globale’. E lui è andato e ha attaccato “, ha affermato il presidente americano, concludendo con una proposta decisa: ” Suggerisco di trovare un nuovo leader che possa raggiungere un accordo”.

Inoltre, il presidente degli Stati Uniti si è spinto fino ad attribuire a Zelensky la responsabilità del prezzo del gasolio negli Stati Uniti, collegando il conflitto ucraino al costo della vita: ” Vuole creare problemi ai nostri agricoltori , ai nostri allevatori, con il gasolio, perché la Russia fornisce gran parte del gasolio a livello mondiale”.

Secondo una fonte di Axios, ” Trump è davvero furioso ” con il leader del regime di Kiev. “Ritiene che Zelensky dia per scontato il sostegno degli Stati Uniti”, ha affermato la fonte.

Fonte: RT Actualidad

Traduzione: Luciano Lago

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    Livorno, tenta di rubare il portafogli a un anziano: arrestata una donna

    Livorno, 14 ottobre 2026 – Una giovane donna è stata arrestata dalla Polizia di Stato per tentato furto in abitazione ai danni di un anziano. L’episodio risale al 7 ottobre.

    Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe avvicinato l’uomo con un approccio galante, proponendogli poi di andare a casa sua. Una volta entrata nell’abitazione, con una serie di richieste sarebbe riuscita a rimanere sola nella camera da letto, tentando successivamente di allontanarsi.

    L’anziano, insospettito, ha controllato i pantaloni lasciati su una sedia e si è accorto che il portafogli era sparito. Raggiunta la porta, ha visto la donna mentre stava uscendo, ma ad attenderla c’erano gli agenti della Polizia di Stato, intervenuti dopo la segnalazione di un vicino di casa, insospettito dalla situazione.

    La refurtiva è stata recuperata e restituita al proprietario.

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    'Ospedali Modena, da Mezzetti opera di trasparenza, ma la Ctss va coinvolta. No a piani appresi dai giornali'

    Sul piano, anticipato da La Pressa e confermato dal sindaco e presidente Ctss, le risposte de segretario provinciale CGIL De Nicola: 'Sulla riorganizzazione della sanità non possiamo apprendere le notizie dai giornali. Le ultime settimane sono da cancellare la sanità pubblica non è uscita benissimo. Il confronto sulla sanità territoriale e sui medici di famiglia deve tornare al centro'

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    L’establishment UE-NATO sta conducendo una guerra ibrida contro l’Europa.

    L’establishment UE-NATO sta conducendo una guerra ibrida contro l’Europa.

    L’élite (fittizia) che attualmente governa molti paesi europei, così come l’Unione Europea a Bruxelles, è determinata a dichiarare guerra alla Russia.

    Sfortunatamente per loro, le persone che governano non sono interessate a questo. I leader stanno conducendo una massiccia campagna di propaganda per far cambiare loro idea.

    Stanno seguendo la linea tracciata da Hillary Clinton che, dopo aver perso le elezioni presidenziali del 2016 contro Donald Trump, accusò la Russia di interferenze.

    Da allora, le accuse contro la Russia di interferire nelle elezioni di altri Paesi sono state ripetute più volte. L’affermazione di “bot russi” che esercitano “influenza russa” viene tirata fuori ogni volta che candidati populisti esterni riescono a vincere.

    Un’altra accusa è che la Russia stia conducendo una guerra “ibrida” contro l’Europa. Il meme risale alla falsa affermazione del giornalista Mark Galeotti che, nel 2014, aveva sostenuto l’esistenza di una “dottrina Gerasimov”, dal nome del più alto generale russo, che avrebbe portato la Russia a intraprendere guerre “non lineari” o “ibride”.

    Galeotti impiegò quattro anni, durante i quali la sua tesi aveva riscosso un notevole successo, per ritrattare le sue affermazioni :

    Con mio immenso dispiacere, ho creato questo termine, che da allora ha acquisito una vita distruttiva propria, avanzando goffamente nel mondo per diffondere paura e disgusto al suo passaggio.
    …
    Gerasimov in realtà parlava di come il Cremlino interpreta ciò che è accaduto nelle rivolte della “Primavera araba”, nelle “rivoluzioni colorate” contro i regimi filo-russi nei paesi confinanti con la Russia e, a tempo debito, nella rivolta di “Maidan” in Ucraina. I russi credono sinceramente – per quanto erroneamente – che non si trattasse di vere proteste contro governi brutali e corrotti, ma di cambi di regime orchestrati a Washington, o meglio, a Langley.

    Non c’è mai stata e non c’è alcuna guerra ‘ibrida’ russa.

    Esiste tuttavia una forte campagna occidentale per incolpare la Russia di ogni cosa :

    Ultimamente, in Europa non passa giorno senza che qualche allarme droni, incendio o blackout venga attribuito alla Russia. Ci viene detto che questi incidenti fanno tutti parte di una spietata “guerra ibrida” che la Russia sta conducendo contro l’Europa, una guerra che prevede incursioni di droni, violazioni dello spazio aereo, sabotaggi, incendi dolosi, attacchi informatici e altro ancora. Ci viene detto che ciò “include complotti per piazzare ordigni incendiari a bordo di aerei cargo DHL, far saltare in aria binari ferroviari in Polonia e incendiare magazzini e centri commerciali in tutta Europa”, nonché “atti di sabotaggio contro aziende e industrie della difesa in Europa” e “attacchi alle infrastrutture critiche europee”, ma anche, a quanto pare, l’invio di agenti segreti a defecare nei bagni dei parlamentari finlandesi.

    Ci viene anche detto che “tali attacchi hanno iniziato a verificarsi poco dopo che la Russia ha lanciato la sua invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022” e si sono intensificati negli ultimi mesi e settimane. Secondo Kaja Kallas, “l’Europa si trova ad affrontare una rapida proliferazione di attacchi di sabotaggio e violazioni dello spazio aereo”.

    Non esiste tuttavia alcuna prova, nessuna, che alcuno dei presunti incidenti abbia avuto un qualche legame con la Russia.

    Esiste però una “guerra ibrida”. Ma è una guerra condotta dall’élite occidentale contro il proprio popolo:

    In definitiva, un’analisi seria della narrativa sulla “guerra ibrida russa” non può che portare a un’unica, inquietante conclusione. Una “guerra ibrida” è effettivamente in corso contro l’Europa, ma viene condotta dallo stesso establishment UE-NATO, contro la propria popolazione. Gli europei sono sottoposti a una campagna continua di guerra cognitiva o psicologica volta a condizionarli a credere che l’Europa sia sotto attacco da parte della Russia e che questi attacchi ibridi siano il preludio a ostilità convenzionali: un’affermazione per la quale, nella maggior parte dei casi, non vi sono prove o ve ne sono ben poche. Ciò che emerge, in realtà, è una deliberata campagna di gonfiamento della minaccia in cui governi, media e “think tank” finanziati dalla difesa hanno cospirato per instillare un senso di paura permanente nella popolazione, attraverso una copertura incessante di “incidenti”, “attacchi”, “sabotaggi” e “campagne” che, nella maggior parte dei casi, semplicemente non esistono.

    Ieri Andy Burnham, il primo ministro britannico non eletto, ha attribuito alla Russia la responsabilità dell’esito del voto sulla Brexit:

    Lunedì il Primo Ministro Andy Burnham ha scatenato l’ira in Gran Bretagna con la sua affermazione secondo cui la Russia avrebbe cercato di interferire nel voto sulla Brexit del 2016 che ha portato il Paese fuori dall’Unione Europea, discostandosi dalla posizione dei precedenti premier che avevano affermato l’assenza di prove di interferenze da parte di Mosca.

    C’era stata un’ampia indagine parlamentare sulla presunta influenza russa sul referendum sulla Brexit, che non aveva riscontrato alcuna prova. Ora Burnham, senza alcuna prova, afferma di aver subito tale influenza perché vuole annullare l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

    Solo poche settimane fa, nel suo primo discorso alla conferenza del partito laburista da leader, Burnham è diventato il primo primo ministro ad aprire la porta al rientro nell’Unione Europea. Poco dopo, ha suggerito che il programma elettorale del suo partito per le prossime elezioni potrebbe includere un referendum proprio su questo tema.

    L’argomentazione implicita di Burnham è la seguente: se la Russia ha influenzato il referendum sulla Brexit, il risultato è illegittimo e deve essere annullato.

    L’argomentazione è tanto falsa quanto le accuse di Burnham secondo cui l’Iran sarebbe dietro l’arresto di alcuni contrabbandieri di carburante nei pressi di un aeroporto militare in Gran Bretagna, poi rilasciati su cauzione.

    La propaganda sulla presunta guerra “ibrida” inesistente che la Russia starebbe conducendo contro l’Europa ha raggiunto ieri un nuovo apice.

    L’Ucraina aveva appena bombardato diversi data center in Russia utilizzati da Yandex, l’equivalente russo di Google. Yandex, come Google, Bing e altri, scansiona costantemente Internet per aggiornare il proprio indice di ricerca. Le statistiche globali sul traffico Internet, fornite da Cloudflare e altri, mostravano che, in seguito all’attacco ucraino, l’attività del crawler di Yandex era diminuita. I media anti-russi hanno immediatamente sfruttato questo fatto per affermare che la terribile “influenza russa” era improvvisamente cessata.

    NEXTA @nexta_tv – 18:17 UTC · 12 ottobre 2026

    I bot del Cremlino sono scomparsi? Dopo gli attacchi ai data center di Yandex, il traffico automatizzato è crollato di quasi 250 volte.

    Gli utenti dei social media hanno notato subito una curiosa coincidenza: con il calo del traffico, anche i bot filo-Cremlino sembravano diventare meno attivi. Questi account inondano le sezioni dei commenti, fomentano conflitti e creano l’illusione di un ampio sostegno pubblico.

    L’eurodeputato ceco Tomáš Zdechovský non ha resistito alla tentazione di lanciare una frecciatina al partito di estrema destra tedesco Alternativa per la Germania (AfD):

    «Si parla tanto di patriottismo tedesco… e poi il legame con la Russia si affievolisce.»

    Diversi altri politici europei hanno avanzato affermazioni simili. Il calo del traffico su Yandex, a loro dire, avrebbe comportato anche una diminuzione del sostegno online a vari partiti e cause indesiderati, tra cui il partito tedesco AfD e il presidente statunitense Donald Trump.

    Nonostante non vi fosse alcuna prova a sostegno di tali affermazioni, i principali media tedeschi, francesi e di altri paesi si sono subito scatenati.

    Ci sono volute solo poche ore perché venissero smentite e diffamate:

    Amélie Ismaïli @ame_ism – 9:43 UTC · 13 ott 2026
    Tradotto dal francese

    Permettetemi di presentarvi la “fonte” dell’enorme quantità di notizie false che sono state insabbiate con totale impunità da queste persone che si definiscono “giornalisti” e che si sono appena rese ridicole in modo clamoroso, ancora una volta.

    Le Parisien, BFM, Ouest France, TV5 Monde (tra gli altri), così come Caroline Fourest, hanno riportato una falsa statistica tratta da un grafico fasullo generato dall’intelligenza artificiale, che pretendeva di mostrare un calo del 56% dell’attività di AFD sui social media in seguito agli attacchi ai server di Yandex (l’equivalente russo di “Google”). Questo cosiddetto grafico, pubblicato da un europarlamentare del partito di Ursula von der Leyen (PPE), non indicava né il tipo di dati misurati, né la fonte di tali dati, né come fossero stati aggregati; non includeva alcuna didascalia sulla metodologia utilizzata; e affermava di misurare il “traffico” fino al 15 ottobre 2026, ovvero in futuro.

    Chiunque avesse più di due neuroni funzionanti non avrebbe mai preso sul serio questa rozza bufala. Ma a quanto pare, ai nostri “giornalisti” manca anche questo minimo indispensabile di intelligenza.

    Per quanto riguarda l'”attività pro-Trump”, si tratta di un americano filo-democratico che ha letteralmente affermato: “Ho la sensazione che ci siano meno bot”. Tutto qui. Nessuna fonte, nessun dato, nessun documento “falso”. È semplicemente una sua sensazione.

    Come se non bastasse, questi “giornalisti” hanno anche completamente travisato una pubblicazione ufficiale di Cloudflare, che dimostrava come la maggior parte dei crawler di Yandex fosse scomparsa in seguito all’attacco al server (il che, in effetti, ha un senso). I crawler sono i bot utilizzati dai motori di ricerca per scansionare e indicizzare le pagine web. Non hanno alcun legame con i “bot” che diffondono messaggi sui social media.

    Questo è il livello di affidabilità con cui questi “giornalisti” gestiscono le informazioni, eppure hanno la sfrontatezza di impartire lezioni.

    Quei “giornalisti” non sono altro che accoliti compiacenti che diffondono qualsiasi sciocchezza anti-russa i loro “leader” vogliano che producano.

    A loro non importano i fatti o la morale. Il loro unico obiettivo è spingere l’opinione pubblica verso una nuova guerra in Europa.

    Fonte: Pubblicato il 13 ottobre 2026 alle 15:53 ​​UTC | Permalink

    Traduzione: Luciano Lago

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    Ucraina, Russia e Coree: come la guerra in Europa salda i due teatri

    Le tensioni tra Kiev e Seoul sui prigionieri nordcoreani rammentano il ruolo di quest’ultima nel conflitto. I sudcoreani temono il rafforzamento militare di una P'yǒngyang che aiuta Mosca. Perché Polonia e altri Stati europei puntano su armi e tecnologie della Repubblica di Corea. Il ruolo americano nell'equazione.

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    TARANTO NON PUÒ PIÙ ASPETTARE. AL FIANCO DI LAVORATORI E CITTADINI

    Il Partito Comunista è vicino ai cittadini, ai lavoratori e alle realtà sociali e associative di Taranto che sabato 17 ottobre scenderanno in piazza per chiedere salute, lavoro, sicurezza e un futuro senza inquinamento.

    Da troppo tempo Taranto paga un prezzo altissimo: vite umane, salute pubblica, ambiente devastato, prospettive tolte. E da troppo tempo si finge che il lavoro e la salute siano due diritti in conflitto, come se chi lavora e le sue famiglie dovessero scegliere tra il pane e la vita.

    L’ex ILVA è il simbolo più crudo di un modello industriale che per decenni ha messo il profitto davanti ai lavoratori, alla popolazione e al territorio. Ci ha lasciato in eredità una crisi ambientale, sanitaria e occupazionale che è ancora lì, aperta.

    La salute non si sacrifica sull’altare della produzione, e difendere l’ambiente non può voler dire abbandonare chi lavora. Servono risposte concrete: investimenti pubblici, garanzie per l’occupazione, bonifiche vere e un piano di sviluppo che restituisca un orizzonte a tutto il territorio.

    Crediamo che a decidere del futuro di Taranto debbano essere le tarantine e i tarantini, i suoi lavoratori, senza più scelte calate dall’alto e senza che le loro richieste vengano piegate a interessi che con quelli della collettività non c’entrano nulla.

    Il 17 ottobre è un’occasione importante per riportare al centro del dibattito nazionale una questione che non riguarda solo Taranto, ma il diritto di ogni comunità a vivere e lavorare con dignità e in sicurezza.

    Sosteniamo questa mobilitazione rispettando l’autonomia di chi l’ha promossa, e riconosciamo il valore di una lotta che nasce dal territorio e dai bisogni concreti di chi ci vive.

    Invitiamo iscritti, simpatizzanti e tutti coloro che condividono queste rivendicazioni a partecipare alla manifestazione di sabato 17 ottobre 2026: ritrovo alle 16:00 in Piazzale Democrate, partenza del corteo alle 17:00.

    Taranto ha diritto a un futuro. E a decidere quale, devono essere i suoi cittadini e i suoi lavoratori.

    Non servono passerelle o promesse di circostanza.
    La vita di un intera popolazione non deve essere sacrificata agli interessi del profitto.

     

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    Grimaldi Lines al TTG Travel Experience 2026

    Rimini  – Grimaldi Lines conferma la partecipazione al TTG Travel Experience 2026 di Rimini, presentandosi all’appuntamento con i risultati di una stagione positiva e proseguendo il proprio impegno nello sviluppo commerciale e operativo.

    «I riscontri ottenuti confermano una tendenza che osserviamo da tempo: la domanda turistica si distribuisce sempre più lungo l’intero arco dell’anno, estendendo la stagione ben oltre i tradizionali mesi di luglio e agosto», afferma Francesca Marino, head of passenger department Grimaldi Lines.

    Con 20 collegamenti verso Sardegna, Sicilia, Spagna, Grecia e Tunisia, la compagnia consente ai passeggeri di raggiungere le principali destinazioni del Mediterraneo viaggiando con il proprio veicolo, coniugando libertà di movimento e comfort durante la traversata. L’offerta di bordo comprende cabine e suite, servizi di ristorazione e aree dedicate al relax, oltre a piscina, solarium, palestra e spa su alcune navi.

    Ai servizi di bordo si aggiungono collegamenti regolari, la possibilità di viaggiare con animali domestici e l’assenza di limiti al numero dei bagagli, nel rispetto delle condizioni di trasporto.

    La proposta commerciale è pensata per rispondere a esigenze e abitudini di acquisto differenti, attraverso tariffe dedicate a specifici target e promozioni distribuite nel corso dell’intero anno.

    Agenzie di viaggio, un canale strategico

    Il rapporto con le agenzie di viaggio rappresenta un elemento centrale della strategia commerciale di Grimaldi Lines. La compagnia supporta il canale agenziale attraverso referenti commerciali presenti sul territorio, strumenti digitali che semplificano le prenotazioni e iniziative dedicate a valorizzare la continuità e i risultati della collaborazione.

    «Le agenzie di viaggio sono partner strategici: la loro conoscenza dei territori e della clientela consente di valorizzare i nostri collegamenti attraverso proposte personalizzate, che abbinano il trasporto marittimo a soggiorni, eventi ed esperienze», sottolinea Francesca Marino.

    Dalla formazione ai pacchetti vacanza

    Tra le iniziative presentate al TTG Travel Experience figura anche Grimaldi Educa, il progetto dedicato al mondo scolastico, che comprende percorsi di FSL, viaggi di istruzione ed esperienze didattiche a bordo, realizzati in collaborazione con istituti e agenzie di viaggio.

    L’offerta si completa con le proposte di Grimaldi Lines Tour Operator, che includono City Break, itinerari tematici in formula hotel on board e pacchetti per le vacanze nel Mediterraneo dell’estate 2027.

    Tra le soluzioni disponibili durante tutto l’anno rientra Sail & Drive, formula che abbina il viaggio in nave a itinerari in Italia, Grecia e Spagna da percorrere con la propria auto, moto o camper. Una proposta che permette di esplorare le destinazioni in autonomia, organizzando gli spostamenti secondo le proprie esigenze.

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    Interporto Foggia-Incoronata, FHP investe 50 mln per la nuova piattaforma integrata

    INCORONATA (FG)  – Prosegue il progetto di ampliamento dell’interporto di Foggia-Incoronata, dove FHP Group, attraverso FHP Intermodal, sta portando avanti lo sviluppo di una piattaforma logistica integrata destinata a rafforzare i collegamenti commerciali nazionali e internazionali della Puglia.

    L’intervento prevede investimenti infrastrutturali per circa 50 milioni di euro, articolati in due lotti funzionali, con FHP Intermodal nel ruolo di concessionario e il Consorzio ASI Foggia quale soggetto pubblico attuatore. Di questi, 10 milioni di euro sono a carico di FHP Intermodal.

    Il completamento delle opere è previsto entro dicembre 2027. L’avanzamento dei lavori punta tuttavia a consentire l’utilizzo dei nuovi magazzini già dalla primavera del prossimo anno, anticipando la disponibilità di una parte delle infrastrutture rispetto alla conclusione complessiva del progetto.

    Magazzini, binari e servizi ferroviari

    Il piano di sviluppo comprende la realizzazione di nuovi depositi merci per una superficie complessiva di 12mila metri quadrati, nuovi fasci di binari con lunghezza fino a 750 metri, piazzali logistici e ulteriori infrastrutture ferroviarie. È inoltre prevista l’integrazione di servizi di officina.

    L’obiettivo è aumentare l’efficienza dei trasporti, contenere i costi di movimentazione e rafforzare la competitività del sistema produttivo pugliese e nazionale, attraverso una maggiore integrazione tra logistica e trasporto ferroviario.

    La posizione di Foggia-Incoronata lungo la direttrice adriatica rappresenta un elemento centrale del progetto, che mira a consolidare il ruolo del terminal nei collegamenti commerciali e ad ampliare le opportunità di sviluppo industriale del territorio.

    «Siamo molto felici di vedere come tutti gli attori, istituzionali e non, coinvolti in questo progetto stiano lavorando con impegno e passione alla sua realizzazione.» – sottolinea Paolo Cornetto, Amministratore Delegato di FHP Group – «È davvero un grande esempio di coesione di una comunità unita intorno ad una visione di sviluppo. Grazie alla posizione strategica lungo la direttrice adriatica, il terminal FHP di Foggia-Incoronata rappresenterà una ulteriore importante opportunità di crescita industriale per questo territorio e di consolidamento della nostra presenza nel mercato nazionale della logistica, in particolare in segmenti strategici come quello vitivinicolo e cerealicolo. Siamo certi che il nuovo impianto faciliterà l’avvicinamento di nuovi traffici al trasporto ferroviario, favorendo l’insediamento di nuove attività produttive di sicuro valore economico e occupazionale per tutta la ‘Capitanata’, e a minor impatto sull’ambiente. Il nuovo terminal di FHP Intermodal offrirà servizi e prestazioni di eccellenza europea poiché potrà ricevere convogli lunghi sino a 750 metri, non appena saranno terminati i lavori di adeguamento della linea ferroviaria adriatica da parte del gestore dell’infrastruttura.»

    Il profilo di FHP Group

    FHP Group (FHP), espressione di F2i SGR, il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali, è il primo operatore portuale-ferroviario italiano nel settore delle rinfuse.

    Il gruppo opera nell’Alto Adriatico e nel Tirreno, con una presenza in sette porti attraverso dieci terminal in gestione e quattro aree intermodali distribuite lungo la penisola. Con oltre 1.000 persone, movimenta 10 milioni di tonnellate di merci all’anno e percorre in Europa oltre 6 milioni di chilometri su ferrovia, grazie a una flotta composta da 50 locomotori e più di 1.000 carri ferroviari.

    FHP integra servizi logistici dedicati alle rinfuse, alle merci varie, al general cargo e al project cargo. I suoi terminal si trovano a Carrara, Livorno, Savona, Monfalcone, Marghera, Chioggia e Torre Annunziata, mentre le aree intermodali sono ubicate a Fiorenzuola d’Arda, Incoronata, Piedimonte San Germano e Villa Selva.

    Il gruppo partecipa al Global Compact delle Nazioni Unite e aderisce al suo approccio basato sui principi per un business responsabile.

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    Logistica sostenibile, dalle aule alla nave: 4 giorni di formazione tra Civitavecchia e Barcellona

    LIVORNO – Il trasporto marittimo come leva per sviluppare una logistica più efficiente e sostenibile. È questo il tema al centro di Motorways of the Sea Training, il programma formativo promosso da Escola Europea – Intermodal Transport, che dal 3 al 6 ottobre ha coinvolto i partecipanti in un viaggio tra Civitavecchia e Barcellona a bordo di una nave della flotta Grimaldi Lines.

    Motorways of the Sea Training, il programma formativo organizzato da Escola Europea – Intermodal Transport, che dal 3 al 6 ottobre ha accompagnato i partecipanti in un percorso tra Civitavecchia e Barcellona, a bordo di una nave della flotta Grimaldi Lines.

    L’iniziativa ha dedicato quattro giorni alle Autostrade del Mare e al loro ruolo nello sviluppo di un sistema di trasporto delle merci più integrato, con un’attenzione particolare al rapporto tra competitività economica, innovazione e sostenibilità.

    Al progetto hanno preso parte 22 studenti del corso ITS-TECLOG 3, promosso da Fondazione ISYL, AdSP del Mar Tirreno Settentrionale e Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. Il percorso ha combinato formazione teorica ed esperienza sul campo, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino le dinamiche del trasporto marittimo e le interconnessioni tra porti, terminal e reti terrestri. Si tratta di aspetti fondamentali per le filiere produttive e distributive, sempre più orientate verso soluzioni capaci di migliorare l’efficienza logistica e contenere l’impatto ambientale.

    Il programma ha incluso visite tecniche ai porti di Civitavecchia e Barcellona, workshop a bordo e approfondimenti sulle attività operative. Gli studenti hanno potuto conoscere l’organizzazione delle aree garage, le procedure di carico e scarico e il funzionamento del ponte di comando, collegando le nozioni apprese durante la formazione alle esigenze concrete del settore.

    La permanenza a bordo ha permesso di esaminare il trasporto marittimo nel contesto di una filiera logistica più ampia, nella quale l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto riveste un ruolo essenziale. Particolare attenzione è stata riservata alle opportunità delle Autostrade del Mare all’interno delle reti logistiche intermodali europee.

    Gli approfondimenti hanno riguardato anche il ruolo dei porti e degli operatori della spedizione, le innovazioni tecnologiche e le politiche ambientali dell’Unione europea. Tra gli argomenti trattati figurano inoltre la rete transeuropea dei trasporti e gli strumenti di sostegno alla logistica ferroviaria e marittima, tra cui MAREBONUS e FERROBONUS.

    L’obiettivo è favorire un sistema di trasporto delle merci sempre più integrato, basato sul coordinamento tra servizi marittimi, infrastrutture portuali e collegamenti terrestri. Per raggiungere questo risultato sono necessarie competenze specifiche e una conoscenza diretta dei processi che regolano la movimentazione delle merci.

    “L’esperienza tra Civitavecchia e Barcellona ha offerto un’occasione di approfondimento sulle prospettive della logistica intermodale e sulle competenze necessarie ad affrontare le trasformazioni del settore, in un contesto in cui sostenibilità e competitività sono sempre più strettamente legate” ha dichiarato il dirigente formazione dell’AdSP, Claudio Capuano.

    “In questo contesto – ha aggiunto – la formazione assume un ruolo importante nel preparare professionisti e nuove generazioni alle trasformazioni del settore. Comprendere il funzionamento delle reti intermodali, valutare le alternative disponibili e conoscere le opportunità offerte dal trasporto marittimo sono competenze fondamentali per affrontare le sfide di una logistica chiamata a coniugare competitività e attenzione all’ambiente”.

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    Emanuele Grimaldi alla guida della Malta International Shipowners Association (MISA)

    LA VALLETTA – Emanuele Grimaldi eletto presidente della Malta International Shipowners Association (MISA) – l’organizzazione degli armatori e noleggiatori a scafo nudo di navi maltesi impegnate nel trasporto marittimo internazionale. L’elezione di Grimaldi è avvenuta nell’ambito dell’Assemblea Generale Annuale, tenutasi il 9 ottobre presso la Camera di Commercio di Malta, a La Valletta.

    Grimaldi, membro fondatore di MISA e con una vasta esperienza alla guida di altre organizzazioni del settore marittimo, succede a Marily Frangista, che ha guidato l’Associazione dal 2022, e affiancherà Grimaldi alla vicepresidenza. Mentre segretario e tesoriere continuerà ad essere John Coustas.

    Il passaggio di consegne avviene in una fase in cui il registro navale maltese ha raggiunto i 94 milioni di tonnellate di stazza lorda, consolidando la propria posizione di primo registro navale in Europa e avvicinandosi alla soglia dei 100 milioni di tonnellate di stazza lorda.

    Emanuele Grimaldi ha commentato: –«MISA è stata fondata nel 2004, alla vigilia dell’adesione di Malta all’Unione Europea» – «sulla base di una visione condivisa: dare voce unitaria agli armatori e ai noleggiatori a scafo nudo di navi battenti bandiera maltese che operano sui mercati internazionali. Sono orgoglioso di aver partecipato attivamente all’Associazione fin dalla sua fondazione e desidero ringraziare John Lyras, con il quale ho condiviso questa visione, gli altri membri fondatori e gli ex Presidenti Nicky Pappadakis e Melina Travlos per il contributo apportato.
    Desidero rivolgere un particolare riconoscimento alla Presidente uscente, Marily Frangista, per la sua straordinaria dedizione e per l’enorme lavoro svolto, soprattutto nell’ultimo paio d’anni, al fine di rafforzare MISA, accrescerne la visibilità e intensificarne il coinvolgimento a livello internazionale.
    È per me un privilegio succederle. Mi impegnerò a consolidare i progressi compiuti e a rafforzare ulteriormente MISA quale voce autorevole ed efficace dei propri associati».

    John C. Lyras, membro fondatore di MISA, ha dichiarato: «Non potrei immaginare un successore migliore di Emanuele per Marily. Dopo il suo mandato da poco terminato alla presidenza dell’International Chamber of Shipping, e i precedenti incarichi alla guida di Confitarma ed European Shipowners | ECSA, Emanuele porta in MISA un’esperienza internazionale di eccezionale valore. I suoi consolidati legami con Malta e il contributo offerto al settore marittimo internazionale, attestati anche dalle onorificenze e riconoscimenti conferitigli da diversi Paesi, tra cui Malta, lo rendono la persona ideale per portare MISA a un livello superiore di impegno e partecipazione, sia a livello nazionale sia internazionale.».

    La Presidente uscente Marily Frangista ha dichiarato: «È stato un grande privilegio ricoprire la carica di Presidente di MISA negli ultimi quattro anni e mezzo. Sono lieta che Emanuele Grimaldi, membro fondatore della nostra Associazione e una delle figure più autorevoli della comunità marittima internazionale, ne assuma ora la presidenza. Gli auguro ogni successo e sono lieta di continuare a sostenere MISA e le sue attività».

    Claudia Vella Casagrande, segretario generale di MISA, ha dichiarato: «MISA ha compiuto importanti progressi nel rafforzare il proprio ruolo di collegamento tra la flotta battente bandiera maltese e le autorità maltesi, consolidando la propria presenza a livello europeo e internazionale e ampliando la propria base associativa, in modo da rappresentare meglio la diversità della flotta. Guardiamo con fiducia alla possibilità di proseguire su questa strada insieme a Emanuele e di rafforzare ulteriormente il contributo di MISA al futuro marittimo di Malta».

    Rafforzare il confronto nazionale e internazionale

    La riunione di MISA, sviluppata nell’arco di due giornate, ha coinvolto esponenti di primo piano del Governo maltese, dell’Opposizione, delle autorità, del mondo diplomatico e dei principali attori del settore marittimo, evidenziando il ruolo sempre più rilevante dell’Associazione nella rappresentanza degli interessi del comparto.

    Il ministro Chris Bonett ha preso parte a tutti gli appuntamenti in programma, mentre i ministri Silvio Schembri e Miriam Dalli sono intervenuti in videocollegamento. Hanno partecipato anche rappresentanti di organizzazioni internazionali, tra cui Thomas A. Kazakos, segretario generale dell’International Chamber of Shipping (ICS), e Fanny Lossy, senior director di European Shipowners | ECSA. Il commissario europeo Apostolos Tzitzikostas ha inoltre partecipato alla cena organizzata da MISA l’8 ottobre.

    Nel corso dei lavori sono stati approfonditi diversi temi strategici per il settore, tra cui la decarbonizzazione, la competitività, la governance marittima internazionale, la sicurezza in mare e il fattore umano. Gli interventi hanno messo in luce l’orgoglio dei membri di MISA per una flotta che naviga sotto bandiera maltese, insieme alla volontà di sostenerne la crescita e il successo nel tempo.

    L’Associazione ha evidenziato l’importanza di consolidare il contesto imprenditoriale marittimo maltese, promuovendo un maggiore coordinamento tra le diverse componenti del Governo e un confronto continuativo tra le autorità e gli armatori internazionali rappresentati da MISA. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità che Malta sfrutti pienamente il proprio ruolo di primo piano tra gli Stati di bandiera, contribuendo attivamente all’evoluzione delle politiche marittime a livello europeo e internazionale.

     

    L'articolo Emanuele Grimaldi alla guida della Malta International Shipowners Association (MISA) proviene da Corriere Marittimo.

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    PRP Genova: confronto con ENAC, ENAV, Aeroporto ed Ente Bacini su scenari di sviluppo

    Genova, – Le prospettive di sviluppo del porto e dell’aeroporto di Genova, il futuro del polo delle riparazioni navali e della nautica e il coordinamento tra le rispettive infrastrutture sono stati al centro dell’incontro promosso oggi dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale nell’ambito del percorso di confronto sul nuovo Piano Regolatore Portuale. Alla riunione hanno partecipato Giuseppe Ignoti per ENAC, Giovanni Mancuso per ENAV, Francesco D’Amico per Aeroporto di Genova Spa, Massimo Anselmo e Alessandro Arvigo per Ente Bacini.

    Uno dei temi principali ha riguardato il coordinamento tra la pianificazione portuale e le esigenze operative dello scalo aeroportuale. Per il bacino di Sampierdarena Ponente, gli scenari del Piano prevedono il tombamento di alcune calate e la rettifica del filo banchina, con l’obiettivo di realizzare accosti lineari adeguati alle esigenze delle portacontainer di ultima generazione. La nuova configurazione valorizza gli spazi acquei resi disponibili dalla Nuova Diga Foranea e permetterebbe di adeguare le banchine alle dimensioni delle navi e alle attrezzature necessarie per le operazioni portuali. La trasformazione richiederà un’attenta valutazione con gli enti aeronautici, nel rispetto delle procedure che regolano le attività aeroportuali.

    Nel corso dell’incontro è stata inoltre esaminata, in via preliminare, la possibilità di prolungare di circa 50 metri verso ponente la pista aeroportuale, un intervento che potrebbe contribuire a migliorare la funzionalità dello scalo. Anche questa ipotesi sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nelle successive fasi di pianificazione.

    Un altro punto centrale del confronto ha riguardato il rafforzamento del polo industriale di Genova Levante, con particolare attenzione alle riparazioni navali, al refitting e alla nautica. Gli scenari del Piano mirano a incrementare la capacità operativa del comparto attraverso una migliore organizzazione degli spazi esistenti e l’impiego delle superfici a mare rese disponibili dalla demolizione di un tratto della vecchia diga e dalla realizzazione della nuova infrastruttura a protezione del porto e della città.

    Tra le soluzioni illustrate figurano nuove superfici banchinate e operative per circa 75 mila metri quadrati, un bacino di carenaggio con dimensioni indicative di circa 360 metri di lunghezza e 60 di larghezza, oltre a una riorganizzazione degli specchi acquei e degli accosti dedicati alla nautica. L’obiettivo è offrire alle imprese spazi e infrastrutture adeguati alle attività di lavorazione e alla logistica navale, migliorando al tempo stesso le condizioni di manovra e la gestione delle operazioni.

    La riorganizzazione proposta coinvolge anche le attività della nautica da diporto, con l’intento di separare in modo più chiaro le funzioni sportive e ricreative da quelle produttive e cantieristiche. Le ipotesi allo studio prevedono di mantenere le sedi dei circoli nautici storici e di trasferire parte delle altre funzioni nella nuova area del Waterfront, attraverso un riassetto complessivo degli spazi dedicati alla nautica.

    I contributi emersi durante la riunione saranno utili per proseguire il lavoro di definizione degli scenari del Piano Regolatore Portuale, che dovranno essere sottoposti alle successive verifiche tecniche e istituzionali. Il percorso punta a costruire una visione di sviluppo coordinata per l’intero sistema portuale di Genova, Pra’, Savona e Vado Ligure, conciliando le esigenze dei traffici e delle attività industriali con quelle delle infrastrutture e dei territori con cui i porti sono strettamente connessi.

    il presidente dell’AdSP Matteo Paroli ha dichiarato: «La pianificazione portuale deve tenere insieme esigenze diverse, individuando soluzioni capaci di sostenere lo sviluppo delle attività produttive e dei traffici senza trascurare le infrastrutture con cui il porto condivide spazi e funzioni. Il rapporto con l’aeroporto è un tema concreto, che richiede un confronto tecnico puntuale sulle configurazioni future delle banchine, sulle attrezzature necessarie ai terminal e sulle regole che disciplinano lo spazio aereo. Allo stesso modo, dobbiamo mettere le imprese delle riparazioni navali e della nautica nelle condizioni di svilupparsi, migliorando gli spazi di lavoro e l’organizzazione delle attività. Quelli che stiamo esaminando sono scenari di pianificazione, non progetti esecutivi: proprio per questo è importante confrontarci fin da ora con i soggetti interessati, per approfondire le soluzioni e verificarne la compatibilità prima delle successive fasi istituzionali», ha dichiarato

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    Fermiamo la propaganda di guerra, inceppiamo la macchina bellica, disertiamo gli eserciti

    La propaganda militarista continua a crescere ogni giorno sia a livello nazionale che internazionale.

    Il messaggio delle istituzioni veicolato dai media è sempre più chiaro: dobbiamo prepararci alla guerra per difendere la nazione. L’aumento delle spese militari e delle missioni all’estero, il rafforzamento del potere del complesso militare-industriale, la capillarità della penetrazione dell’esercito nelle scuole e nelle università, la sempre maggior presenza dei soldati nelle strade delle città sono tutti segnali chiari della direzione in cui si sta andando.

    In questo quadro si inserisce la questione della reintroduzione della leva militare in vari paesi europei. Se in Germania questo processo è già in fase avanzata, nel nostro paese, per ora, il modello scelto è quello di un rafforzamento dell’arruolamento, aumentando la propaganda soprattutto negli istituti scolastici, preparando così il terreno per il futuro ad un’eventuale reintroduzione della leva militare.

    In questo scenario è di vitale importanza continuare a praticare l’antimilitarismo in tutti gli ambiti sociali e in tutte le occasioni possibili.

    Sosteniamo lo sciopero internazionale contro la guerra indetto dalla CIT Confederazione Internazionale dei lavoratori per il 30 ottobre e le manifestazioni del 31 ottobre.

    Indichiamo nel 4 novembre, giornata delle forze armate e dell’unità nazionale, una data significativa per sviluppare iniziative sui vari territori.

    Appoggiamo le mobilitazioni che si stanno sviluppando a livello studentesco e territoriale contro il reclutamento per l’esercito e contro ogni ipotesi di reintroduzione della leva.

     

    Federazione Anarchica Italiana

    Convegno di Milano, 10-11 novembre 2026

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    Ferrari 156 “Sharknose”, il morso rosso del 1961

    Guardando le Ferrari 156 F1 del 1961 si comprende facilmente perché qualcuno, a un certo punto, decise di chiamarla "Sharknose" (naso di squalo). Basta guardarle: muso basso, prese d’aria frontali spalancate e la carrozzeria che si assottiglia progressivamente verso il pilota. Werk83 ha scelto di raccontare con due interpretazioni in scala 1:18: la numero 20 di Wolfgang von Trips, schierata al Gran Premio di Francia di Reims, e la numero 38 di Phil Hill, terza classificata al Gran Premio di Monaco, che regalerà alla Ferrari il primo mondiale titolo costruttori.

    Rosso, bianco e raggi sottili

    Il muso è naturalmente il punto di osservazione privilegiato e questo modello riesce a riproporlo con una buona pulizia e proporzione delle forme. La verniciatura rossa è brillante, ma non finisce per divorare i particolari. Anzi, proprio il contrasto con il bianco ne valorizza ancor più il tono. I cerchi a raggi sono ben realizzati: sottili e fitti quanto basta per dare quella sensazione quasi artigianale che oggi associamo alle monoposto degli anni 60. Gli pneumatici hanno un battistrada scolpito e una consistenza visiva adeguata a una vettura che, rispetto alle Formula 1 moderne, sembra quasi appartenere a un altro pianeta. Il cockpit è altrettanto caratteristico.

    Gloria e tragedia

    Non c'è praticamente nulla di superfluo: sedile, volante, strumentazione raccolta davanti al pilota e un parabrezza di ottima trasparenza. Un modello storicamente ricco di ricordi, se da una parte nel 1961 aprì le porte a titoli piloti e costruttori per la casa modenese, dall'altra fu coinvolta nel più grave incidente nella storia della F1, con la morte a Monza del pilota Von Trips e 14 spettatori. Tra le tante Ferrari che riempiono normalmente le mensole dei collezionisti, la Sharknose la si noterà sempre anche affiancandola alle strette leggere e tremendamente pericolose monoposto dell'epoca. Interessante la proposta economica fissata a 79,95 euro sul sito del produttore (ck-modelcars.de) per tutte e 7 le versioni prodotte.

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