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Celta Vigo ribaltato, la Juve fa il bis in Europa League

VIGO (SPAGNA) (ITALPRESS) – Basta mezz’ora con le due punte, alla Juventus, per ribaltare il risultato e fare due su due in Europa League. I bianconeri proseguono a punteggio pieno e sconfiggono 2-1 il Celta Vigo, ottenendo una preziosa vittoria esterna. Spalletti cambia modulo e uomini, nel suo ritorno in Europa: sei novità nell’undici titolare, è 3-4-2-1 con Alajbegovic e Conceiçao a supportare Woltemade. Il Celta Vigo bussa per primo dalle parti di Vicario, col tiro non irresistibile di Swedberg, e i ritmi della sfida non sono elevati. Molta densità in campo, pochi spazi e tanta prudenza nei primi minuti, col Celta Vigo che è più efficace e passa al 18′. Merito di Javi Rueda, che buca la difesa della Juventus e propizia la rete di Hugo Alvarez: tocco da due passi e 1-0. I bianconeri sprecano subito con Koopmeiners, ma faticano a proporsi e si risvegliano solo nel finale di tempo: Conceiçao è pericoloso, alto il tiro di Woltemade. Nella ripresa Spalletti non tocca il suo undici in avvio, ma alza il baricentro di una Vecchia Signora che opta per un maggior possesso palla e trova gli esterni con più frequenza. Conceiçao si rende ancora pericoloso, ma per trovare il pari serve un “aiuto” del Celta Vigo: Marcos Alonso sbaglia e serve di fatto Woltemade col petto, l’ex Stoccarda non sbaglia e insacca all’angolino. Siamo dunque sull’1-1 al 59′ e Spalletti si gioca i due potenziali spacca-partita dalla panchina: dentro Kolo Muani e Nico Gonzalez per una Juventus con quattro riferimenti offensivi, che torna al 4-2-3-1. Nonostante queste mosse, la sfida si riaccende solo nel finale, quando il Celta termina le energie e alza bandiera bianca. Nico Gonzalez sfiora il gol-vittoria, che arriva però al 92′: Cambiaso pesca Kolo Muani, colpo di testa e nulla da fare per Radu. Le due punte funzionano e Spalletti sorride, con la Juve a quota 6 punti e prima nella League Phase. Ko bruciante per il Celta Vigo, che aveva fatto la partita per buona parte del tempo a Balaìdos, ma subisce la seconda sconfitta in Europa League.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Celta Vigo ribaltato, la Juve fa il bis in Europa League

VIGO (SPAGNA) (ITALPRESS) – Basta mezz’ora con le due punte, alla Juventus, per ribaltare il risultato e fare due su due in Europa League. I bianconeri proseguono a punteggio pieno e sconfiggono 2-1 il Celta Vigo, ottenendo una preziosa vittoria esterna. Spalletti cambia modulo e uomini, nel suo ritorno in Europa: sei novità nell’undici titolare, è 3-4-2-1 con Alajbegovic e Conceiçao a supportare Woltemade. Il Celta Vigo bussa per primo dalle parti di Vicario, col tiro non irresistibile di Swedberg, e i ritmi della sfida non sono elevati. Molta densità in campo, pochi spazi e tanta prudenza nei primi minuti, col Celta Vigo che è più efficace e passa al 18′. Merito di Javi Rueda, che buca la difesa della Juventus e propizia la rete di Hugo Alvarez: tocco da due passi e 1-0. I bianconeri sprecano subito con Koopmeiners, ma faticano a proporsi e si risvegliano solo nel finale di tempo: Conceiçao è pericoloso, alto il tiro di Woltemade. Nella ripresa Spalletti non tocca il suo undici in avvio, ma alza il baricentro di una Vecchia Signora che opta per un maggior possesso palla e trova gli esterni con più frequenza. Conceiçao si rende ancora pericoloso, ma per trovare il pari serve un “aiuto” del Celta Vigo: Marcos Alonso sbaglia e serve di fatto Woltemade col petto, l’ex Stoccarda non sbaglia e insacca all’angolino. Siamo dunque sull’1-1 al 59′ e Spalletti si gioca i due potenziali spacca-partita dalla panchina: dentro Kolo Muani e Nico Gonzalez per una Juventus con quattro riferimenti offensivi, che torna al 4-2-3-1. Nonostante queste mosse, la sfida si riaccende solo nel finale, quando il Celta termina le energie e alza bandiera bianca. Nico Gonzalez sfiora il gol-vittoria, che arriva però al 92′: Cambiaso pesca Kolo Muani, colpo di testa e nulla da fare per Radu. Le due punte funzionano e Spalletti sorride, con la Juve a quota 6 punti e prima nella League Phase. Ko bruciante per il Celta Vigo, che aveva fatto la partita per buona parte del tempo a Balaìdos, ma subisce la seconda sconfitta in Europa League.
– foto Ipa Agency –
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L’Atalanta parte bene in Conference, battuto il Pafos 3-1

BERGAMO (ITALPRESS) – L’Atalanta sorride anche in Europa. I nerazzurri vincono 3-1 contro il Pafos: le reti di Elmas, Raspadori e Scamacca – tutte nel primo tempo – hanno regalato alla Dea la vittoria nella prima giornata della league phase di Conference. Nel prossimo turno i bergamaschi affronteranno l’Ajax in trasferta (22 ottobre, ore 21) mentre domenica ci sarà la sfida di San Siro contro il Milan.
Le tante emergenze non hanno modificato l’assetto tattico della Dea, Sarri ha confermato il 4-2-3-1 proposto contro il Venezia: in avanti spazio a Scamacca (al posto di Krstovic) supportato da Elmas, Raspadori e Zalewski. In mediana si è rivisto Pasalic con la fascia di capitano. Il Pafos ha schierato un 4-3-3 in fase offensiva, con l’ex Chelsea David Luiz a guidare la difesa. I padroni di casa hanno impiegato 46″ per passare in vantaggio, un’azione sarriana col recupero palla di Raspadori sulla trequarti e l’assist per Scamacca, poi il velo per Elmas, libero di concludere a rete. La reazione cipriota è stata timida, quasi inesistente: al 17′ Zalewski si è procurato un rigore trasformato subito dopo da Raspadori (uscito poi per un problema fisico).
Il Pafos ha faticato a gestire il possesso, l’Atalanta ha affondato sia per vie centrali che sulle corsie esterne: al 44′ è arrivato il tris di Scamacca su suggerimento di De Ketelaere. Gli ospiti ci hanno provato su calcio di punizione con Dragomir, ma Carnesecchi ha deviato in corner.
Nella ripresa la Dea ha gestito il possesso del pallone abbassando i ritmi, il Pafos nonostante i due cambi iniziali non ha dato la svolta sperata al match: al 22′ della ripresa De Ketelaere è andato vicino al poker, il belga ci ha provato (senza successo) anche qualche minuto più tardi. L’unica nota stonata del match è stato il gol subito al 43′ del secondo tempo, con Biel che ha trovato la rete del definitivo 3-1.
– foto Image –
(ITALPRESS).
L’Atalanta parte bene in Conference, battuto il Pafos 3-1

BERGAMO (ITALPRESS) – L’Atalanta sorride anche in Europa. I nerazzurri vincono 3-1 contro il Pafos: le reti di Elmas, Raspadori e Scamacca – tutte nel primo tempo – hanno regalato alla Dea la vittoria nella prima giornata della league phase di Conference. Nel prossimo turno i bergamaschi affronteranno l’Ajax in trasferta (22 ottobre, ore 21) mentre domenica ci sarà la sfida di San Siro contro il Milan.
Le tante emergenze non hanno modificato l’assetto tattico della Dea, Sarri ha confermato il 4-2-3-1 proposto contro il Venezia: in avanti spazio a Scamacca (al posto di Krstovic) supportato da Elmas, Raspadori e Zalewski. In mediana si è rivisto Pasalic con la fascia di capitano. Il Pafos ha schierato un 4-3-3 in fase offensiva, con l’ex Chelsea David Luiz a guidare la difesa. I padroni di casa hanno impiegato 46″ per passare in vantaggio, un’azione sarriana col recupero palla di Raspadori sulla trequarti e l’assist per Scamacca, poi il velo per Elmas, libero di concludere a rete. La reazione cipriota è stata timida, quasi inesistente: al 17′ Zalewski si è procurato un rigore trasformato subito dopo da Raspadori (uscito poi per un problema fisico).
Il Pafos ha faticato a gestire il possesso, l’Atalanta ha affondato sia per vie centrali che sulle corsie esterne: al 44′ è arrivato il tris di Scamacca su suggerimento di De Ketelaere. Gli ospiti ci hanno provato su calcio di punizione con Dragomir, ma Carnesecchi ha deviato in corner.
Nella ripresa la Dea ha gestito il possesso del pallone abbassando i ritmi, il Pafos nonostante i due cambi iniziali non ha dato la svolta sperata al match: al 22′ della ripresa De Ketelaere è andato vicino al poker, il belga ci ha provato (senza successo) anche qualche minuto più tardi. L’unica nota stonata del match è stato il gol subito al 43′ del secondo tempo, con Biel che ha trovato la rete del definitivo 3-1.
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(ITALPRESS).
L’Ocean Park di Hong Kong celebra i 50 anni con nuove strutture e iniziative

HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – L’Ocean Park di Hong Kong martedì ha annunciato che celebrerà il suo 50esimo anniversario, che ricorrerà nel gennaio 2027, con nuove strutture dedicate alla cura degli animali, iniziative interne e celebrazioni in tutta la città.
Il parco inaugurerà un nuovo centro per la conservazione dei mammiferi marini a gennaio e un nuovo padiglione dedicato ai panda giganti nel terzo trimestre del prossimo anno.
Promuoverà inoltre iniziative con opere di artisti locali per attirare più visitatori.
Dopo 50 anni di fruttuoso impegno in queste attività, il parco continuerà a promuovere la sensibilizzazione alla conservazione della natura nelle scuole e ad avvicinare la natura alle comunità di Hong Kong, ha dichiarato Rosanna Law, segretaria per la cultura, lo sport e il turismo del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong.
Per contribuire a creare un archivio dei ricordi dell’ultimo mezzo secolo, tutti i residenti sono invitati a inviare fotografie e testi sul parco entro il 15 dicembre.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Marito e moglie trovati morti in casa nel Modenese, i corpi decapitati: ipotesi omicidio

MODENA (ITALPRESS) – Due anziani coniugi sono stati ritrovati senza vita all’interno di un’abitazione di Mirandola, nel Modenese. Le ipotesi è che si sia trattato di un omicidio. Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile di Modena. Le vittime avevano 80 anni lui, 70 lei. I corpi dei due anziani coniugi sarebbero stati decapitati. Al momento non è chiara l’esatta dinamica di quanto accaduto.
-Foto di repertorio IPA Agency.
(ITALPRESS).
ONU, rapporto sull’inclusione sociale: Italia quartultima tra i Paesi europei ad alto reddito, Malta prima

di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Malta è prima, seguita da Irlanda e Danimarca. L’Italia, invece, è quartultima tra i 31 Paesi europei ad alto reddito esaminati. È uno dei risultati più sorprendenti del World Social Report 2026, presentato oggi alle Nazioni Unite dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali (UN DESA). Il rapporto introduce un nuovo indice, il Socially Inclusive Transformation (SIT), che misura quanto le trasformazioni economiche, digitali ed energetiche si traducano effettivamente in inclusione sociale.
Nella classifica europea dei Paesi ad alto reddito, Malta guida con 159,77 punti, seguita dall’Irlanda (156,98) e dalla Danimarca (155,58). L’Italia si ferma a 133,19 punti, dietro Croazia (134,93), Bulgaria (135,78) e Russia (136,39) e davanti solo a Grecia, Lettonia e Romania. Il risultato italiano deriva da 58,36 punti nell’indicatore delle trasformazioni e 74,83 in quello dell’inclusione.
Il dato più interessante riguarda però le grandi potenze. Stati Uniti e Cina figurano, insieme a Malta, Irlanda e Singapore, tra i cinque Paesi con i risultati migliori nelle trasformazioni economiche, digitali ed energetiche. Nessuno di questi cinque, tuttavia, compare tra i primi cinque per inclusione sociale, graduatoria guidata da Belgio, Finlandia, Islanda, Paesi Bassi e Svezia. Il messaggio dell’ONU è chiaro: innovazione e crescita non garantiscono automaticamente che i benefici raggiungano tutti i cittadini.
Sono le politiche pubbliche a determinare chi resta indietro. I numeri globali confermano l’allarme. Nel 2025 il 58% dei lavoratori era occupato nell’economia informale, il 27% delle giovani donne tra 15 e 24 anni non studiava né lavorava e 2,2 miliardi di persone non disponevano di accesso a Internet.
Inoltre, 887 milioni degli 1,1 miliardi di persone in povertà multidimensionale risultano esposti ad almeno un grave rischio climatico. Rinviare di dieci anni gli investimenti nella protezione sociale potrebbe comportare, secondo le simulazioni del rapporto, una perdita del 12% della produzione economica rispetto ai Paesi che intervengono tempestivamente.
Durante la conferenza stampa di giovedì al Palazzo di Vetro, alla quale sono intervenute Bjørg Sandkjær, sottosegretaria generale dell’ONU per il coordinamento delle politiche, e Rashmi Banga, responsabile del settore di ricerca sullo sviluppo dell’UN DESA, Italpress ha chiesto quale sia il loro ruolo concreto dopo aver individuato queste disuguaglianze: limitarsi a lanciare l’allarme col rapporto oppure aiutare direttamente i governi a correggerle? Dalla risposta è emerso che il compito principale del rapporto è identificare i problemi e indicare le priorità sulle quali i governi dovrebbero intervenire.
La conclusione dell’ONU è che investire nell’inclusione sociale non rappresenta soltanto una scelta di giustizia, ma anche una strategia economica per sostenere crescita e produttività.
-Foto Italpress-
(ITALPRESS).
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Don Bosco Livorno, al PalaMacchia il derby con San Vincenzo
LIVORNO – Torna davanti al pubblico amico la prima squadra della Pallacanestro Don Bosco, impegnato nel duro campionato di serie C. Lo fa ospitando, sabato prossimo, una delle tre capolista del campionato, il Basket San Vincenzo. Infatti, la compagine di coach Baroni ha iniziato il campionato con le marce alte, vincendo tutte le prime tre partite disputate, buona ultima quella di domenica scorsa nella tana della matricola Valdelsa.
Non certo un avversario semplice per la compagine di coach Lorenzo Grison; per capirlo, oltre alla classifica basta dare uno sguardo al roster a disposizione di Baroni, nel quale spiccano elementi esperti come il centro Leonardo Salvadori, che viaggia in campionato a 14 di media, top scorer dei suoi, e l’ala forte Lorenzo Pistillo, con i suoi 12,3 a partita altro elemento in doppia cifra quanto a punti realizzati. Accanto a questa coppia, occhio all’ex di turno Stefano Mori, ed ai piccoli Bertini, Bongini ed al figlio d’arte Biancani.
Per fermare una squadra così attrezzata, la Pallacanestro Don Bosco dovrà giocare una partita senza sbavature, riuscendo ad imprimere alla partita il ritmo prediletto, quello fatto di tanta corsa ed altrettanta intensità come, ad esempio, successo nella vittoria casalinga contro Pino Firenze.
Lo afferma convinto anche coach Lorenzo Grison, che presenta così la sfida: “Arriviamo alla sfida di sabato, contro San Vincenzo, con l’intento di mettere in campo tutta quella energia che non siamo riusciti ad avere con continuità nelle partite precedenti, nelle quali, per un motivo o per l’altro, abbiamo avuto dei cali durante la partita. Vogliamo far tesoro delle esperienze pregresse, facendo sabato una partita di grande intensità ed altrettanta concentrazione, portando la sfida sui nostri ritmi prediletti, contro una squadra in forma, che sta vincendo sempre. Per tutti questi motivi, mi aspetto una partita molto interessante”.
Appuntamento sabato prossimo al PalaMacchia con palla a due in calendario per le 18,45

L’analisi dell’avversario: il Grosseto dell’ex tecnico Paolo Indiani
America’s Most Expensive Senate Race

© Kenny Holston/The New York Times; Antranik Tavitian for The New York Times
Livorno, Regazzetti operato per un tumore: Lucarelli furioso per gli attacchi social

Livorno, 16 ottobre 2026 – Una notizia delicata, che scuote la Livorno calcistica e non. Una vicenda personale che merita rispetto e una presa di posizione netta contro chi ha scelto di trasformare un problema di salute in un’occasione per attaccare il Livorno. La conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Grosseto si è aperta con un chiarimento sulle condizioni di Samuele Regazzetti, difensore amaranto di 22 anni, operato lunedì scorso per un tumore al testicolo.
A intervenire è stato il direttore sportivo Alessandro Lucarelli, che ha ricostruito quanto accaduto con il consenso del calciatore e della sua famiglia. Il club aveva comunicato nei giorni scorsi l’indisponibilità temporanea del giocatore per un intervento programmato. Un annuncio che aveva provocato commenti sui social, con utenti pronti a criticare la società per aver ingaggiato un calciatore che avrebbe dovuto fermarsi.
Dietro quell’operazione, però, c’era una situazione ben diversa da quella ipotizzata da alcuni tifosi. Regazzetti aveva scoperto di avere un tumore poco prima della partita contro la Pianese, disputata il 26 settembre. Nonostante la diagnosi, aveva scelto di continuare ad allenarsi e a giocare fino all’intervento, scendendo in campo in altre due occasioni.
«Avrei preferito non dover affrontare questo argomento alla vigilia di una partita, ma era necessario fare chiarezza», ha spiegato Alessandro Lucarelli, criticando duramente i messaggi comparsi dopo la comunicazione ufficiale. «Quando si scrivono certe cose bisognerebbe prima collegare il cervello, soprattutto se non si conosce la situazione».
L’operazione è stata eseguita lunedì 12 ottobre all’ospedale di Livorno dal primario di Urologia, il dottor Maurizio De Maria. Il calciatore è stato dimesso nella stessa serata e il giorno successivo è tornato al campo per salutare i compagni. Un segnale che ha rincuorato l’ambiente amaranto, anche se per conoscere i tempi del rientro sarà necessario attendere l’evoluzione del recupero.
Per la società, in questa fase, l’aspetto sportivo passa inevitabilmente in secondo piano. «La cosa importante è che Samuele risolva il suo problema di salute. Quando sarà pronto, noi saremo qui ad aspettarlo», ha sottolineato il direttore sportivo.
Parole condivise anche dall’allenatore Cristiano Lucarelli, che non ha nascosto lo sdegno per gli attacchi rivolti al ragazzo. «Leggendo quei commenti mi sono vergognato di essere livornese per la prima volta in 51 anni», ha dichiarato. Il tecnico ha poi voluto sottolineare la scelta di Regazzetti di continuare a giocare nonostante la notizia ricevuta, un gesto che ha colpito profondamente la squadra.
La gara contro il Grosseto avrà così anche un significato particolare per gli amaranto. «Ognuno di noi vorrà fare una bella prestazione da dedicargli», ha aggiunto l’allenatore, spiegando che la vicenda ha dato alla partita una componente emotiva ulteriore.
Sul campo, Lucarelli si aspetta una sfida impegnativa contro una formazione che, nonostante le difficoltà societarie, si sta confermando tra le sorprese del campionato. Il pensiero del gruppo, però, sarà rivolto anche al compagno, con l’auspicio che possa superare al meglio questo momento e tornare a vestire la maglia amaranto quando le condizioni lo permetteranno.
Aggredisce i sanitari dopo una rissa. Fermato dai carabinieri
Livorno, 15 ottobre 2026 – Dà in escandescenze e aggredisce il personale sanitario intervenuto per soccorrerlo. Protagonista un napoletano di sessant’anni da tempo residente all’isola d’Elba, già noto alle forze dell’ordine.
La vicenda sarebbe nata in seguito ad una rissa scoppiata intorno alle 17 a Rio Marina, nelle vicinanze di via Palestro, tra un cittadino straniero e il pregiudicato campano che avrebbe avuto la peggio riportando una brutta ferita alla testa. Sul posto sono intervenute la Croce Verde di Cavo, l’auto medica da Portoferraio.
All’arrivo dei volontari l’uomo, apparso molto agitato e in stato confusionale, avrebbe ripetutamente aggredito il personale sanitario, scagliandosi contro i volontari il medico. Sul posto sono intervenute due pattuglie dei carabinieri da Cavo e Portoferraio e la municipale di Rio Marina. L’uomo è stato poi trasferito presso il nosocomio elbano.

Narrazioni mutanti del XXI secolo
di Paolo Lago
Alberto Casadei, Narrazioni mutanti. Sulla letteratura italiana del XXI secolo, Mimesis, Milano-Udine, 2026, pp. 263, euro 24,00.
Sono svariate le definizioni utilizzate negli ultimi anni dalla critica letteraria per inquadrare molti romanzi contemporanei che formalmente si presentano come ibridi, multiformi, ipertrofici, ambiziosamente onnicomprensivi: opera mondo, romanzo massimalista, romanzo globale, romanzo-saggio, metaromanzo sterniano, metaromanzo menippeo, romanzo-reportage, romanzo dell’Antropocene e via di seguito. Alberto Casadei, nel suo recente saggio uscito per Mimesis, parla in modo suggestivo di “narrazioni mutanti” per sondare, tramite la sua rigorosa lente critica, alcune narrazioni italiane contemporanee che, indubbiamente, si presentano come forme ibride, cioè aperte non solo a una pluralità di stili e di registri ma anche a svariati generi assai diversi fra loro. L’ibridazione formale riflette anche una importante ibridazione contenutistica che lo studioso inquadra soprattutto nella categoria del weird. Se, generalmente, si è sempre ascritto il weird al territorio del “fantastico-soprannaturale”, è soprattutto grazie all’analisi di Mark Fisher che lo si può riconoscere anche in opere che indagano aspetti del tutto realistici, al di fuori di una ristretta categoria di genere. È in questo solco che si inscrive la ricerca di Casadei: indagare il weird fuori dalla ristrettezza etichettatoria dei generi per poterlo ritrovare in narrazioni di impianto realistico. È così che si può parlare, come fa lo studioso, di “realismo weird e sincretico”.
Leggendo le pagine del saggio emerge, a mio avviso, un altro aspetto importante della narrativa contemporanea: quello, cioè, di apparire “ibrida” e “mutante” anche perché si pone, rispetto a trenta o quarant’anni fa, in una relazione assai più stretta con l’universo audiovisivo. La contemporanea pervasività di quest’ultimo fa sì che la narrativa odierna tragga spunto in maniera significativa da film e serie TV in cui si ritrova questo stesso “realismo weird e sincretico” di cui parla lo studioso. Casadei cita i film di Yorgos Lanthimos, Twin Peaks di David Lynch o una serie come Black Mirror “che rappresentano, nella loro eterogeneità, un campionario di «stranezze» classificabili secondo una scalarità” (p. 10). Certo, gli autori contemporanei non traggono ispirazione soltanto dal cinema e dalle serie TV degli ultimi anni ma anche da opere ormai considerate dei ‘classici’ del cinema come i film di Tarkovskij, di Herzog, di Fassbinder, quelli comico-surreali dei Monty Python o quelli pulp di Tarantino. Discutendo di romanzi italiani contemporanei lo studioso fa spesso riferimento a questa e ad altra cinematografia; i confini fra cinema e letteratura perciò oggi sono più labili che in passato: film e serie TV possono essere fonti di ispirazione per chi scrive nello stesso identico modo in cui può esserlo un romanzo, più o meno ‘classico’ che sia. Quindi, è diventato assai più frequente incontrare nella struttura narrativa di un romanzo un ‘montaggio’ di tipo cinematografico o dei personaggi e situazioni che rimandano inestricabilmente all’universo audiovisivo. Le narrazioni sono “mutanti” anche per questo: perché tendono sempre di più a possedere caratteristiche di tipo cinematografico senza per forza appartenere al classico genere della sceneggiatura.
Prima di addentrarsi nell’analisi di alcuni romanzi (iper)contemporanei, Casadei traccia una cronistoria dello spaccato letterario e sociale italiano degli ultimi anni chiedendosi, dapprima, se esiste un “Grande romanzo italiano contemporaneo”. A partire dal dopoguerra fino a oggi gli esempi sono svariati. Si può pensare a Il Gattopardo (postumo, 1958) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un grande romanzo che offre personaggi e frasi memorabili ma anche al Partigiano Johnny (postumo, 1968) di Beppe Fenoglio che fonde cronaca e modalità epiche. Altrimenti si può pensare a un efficace affresco dell’Italia del boom economico come Fratelli d’Italia (da leggersi nella prima versione del 1963) di Alberto Arbasino, a diversi romanzi di Paolo Volponi o a La Storia (1974) di Elsa Morante ma anche all’opera mondo (seguendo una definizione offerta da Franco Moretti) Horcinus Orca (1975) di Stefano D’Arrigo. Eppure – osserva Casadei – l’esempio più significativo di Grande romanzo italiano di quegli anni si può trovare in Petrolio di Pier Paolo Pasolini, pubblicato postumo nel 1992, in un momento estremamente diverso da quei primi anni Settanta in cui era stato concepito e scritto. In esso, l’incompiutezza programmatica si fonde a quella accidentale, dovuta al tragico assassinio dell’autore, e delinea un metaromanzo di matrice menippea che aspira ad affrescare, anche per mezzo dell’allegoria, la realtà sociopolitica degli anni Settanta, un “Satyricon moderno”, secondo la stessa definizione di Pasolini, che si riallaccia in modo diretto al grande affresco dell’età neroniana delineato da Petronio. Vista poi la sempre maggiore importanza del cinema e dei film nella società non solo italiana del dopoguerra, si può pensare che alcune significative opere cinematografiche possano svolgere la funzione di un “Grande romanzo italiano” nella rappresentazione del paese e della contemporaneità. Lo studioso ricorda allora giustamente capolavori come La dolce vita (1959) di Federico Fellini o Il sorpasso (1962) di Dino Risi fino a prendere in considerazione, negli ultimi anni, il cinema di Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Gianni Amelio, Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana e Paolo Sorrentino.
L’analisi di Casadei abbraccia anche lo spaccato sociale italiano sondando il terreno che dovrebbe preparare i lettori, vale a dire la scuola. Bisognerebbe “procedere a una drastica selezione dei contenuti formativi essenziali per saper leggere consapevolmente qualunque tipo di testo, esaltando le capacità di confronto” (p. 65) in un universo in cui si abbia piena consapevolezza della multietnicità, vista come una “condizione irreversibile”; ma ciò comporterebbe un “cambiamento di mentalità, che deriva dalla piena comprensione dei diritti e dei doveri, personali e collettivi” (p. 66), un cambiamento dal quale siamo oggi purtroppo assai lontani in questo paese, visti anche i recenti provvedimenti del governo in merito a scuola e immigrati. In un momento in cui i booktoker, cioè gli influencer nel settore dei libri, sono assai più seguiti di qualsiasi sito letterario tradizionale, i giovani “nativi digitali” sono sempre meno propensi a leggere ciò che gli viene proposto da “voci autoritative di vecchio stampo” (fra cui la scuola) e sempre più pronti a crearsi un proprio canone personale. Neppure i modelli plasmati dai premi letterari sono più di tanto autorevoli in una contemporaneità dominata da una “cultura crossmediale costante” che viene rafforzata dai social; ormai, il circuito editoria-critica /ricezione-scuola, che poteva valere fino agli anni Settanta, è entrato definitivamente in crisi.
Prima di passare alla seconda parte del suo lavoro, in cui centrale appare l’analisi del weird, lo studioso passa in rassegna alcune forme narrative ibride contemporanee distinguendo tra “forme semplici” e “forme stratificate”. Le prime sono tutte le elaborazioni artistiche che non ibridano componenti eterogenee ma si mantengono entro lo stesso ambito stilistico-compositivo (ad esempio una canzone, composta di testo e musica). In ambito letterario sono forme che coinvolgono generi e sottogeneri consolidati e quindi facilmente replicabili, anche dall’IA, e non problematizzano l’etica dei personaggi ponendo in maniera netta valori e disvalori (un certo tipo di fantasy, il romance, il poliziesco). Le “forme stratificate” possono essere costituite da integrazioni di forme semplici (ad esempio il video per una canzone) o da forme che si ibridano al loro interno in modo tale da non poter più essere incluse con facilità in schemi pre-esistenti. Da un punto di vista letterario si tratta di testi intrinsecamente ibridati perché nascono dalla complessa percezione del mondo mediatizzato: possono essere senz’altro “opere mondo”, cioè testi narrativi di amplissimo sviluppo che propongono una prospettiva weird in un sistema dalle connotazioni realistiche. Un peculiare caso di ibridazione nella narrativa contemporanea è offerto dalle opere di Walter Siti, romanzi-saggi o saggi ibridi che tratteggiano la società occidentale come una categoria sociologica della condizione umana, votata alla sua autodistruzione entro l’orizzonte capitalistico.
Sono diverse le narrazioni italiane contemporanee che tratteggiano situazioni assimilabili alla categoria weird inserita in un contesto realistico. Ad esempio, Le ripetizioni (2021) di Giulio Mozzi, un testo in cui, come in diverse altre sue opere, incontriamo una caratteristica tipica del realismo weird, cioè la sconnessione: le frasi e i periodi di Mozzi sono perfetti ma l’accostamento delle parti, in molti testi, risulta forzato e anche ingiustificato; come nota lo studioso, Mozzi è adesso “lo scrittore forse più radicale nel proporre testi «eterogenei» e insieme nell’invitare il lettore a confrontare le storie fittizie con le sue personali «ipotesi di realtà»” (p. 168). In Il tempo materiale (2008) di Giorgio Vasta si può riscontrare una “realtà anamorfica”, con diversi livelli di lettura, nella quale si dipana la storia dell’undicenne Nimbo e dei suoi amici sullo sfondo della Palermo del 1978, un anno significativo e potente nella formazione di molti giovani, l’anno, tra l’altro, del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro. Non si tratta di un romanzo sul terrorismo e neppure di un romanzo sul 1978; quest’ultimo costituisce la base metaforica della narrazione incentrata sulle avventure di Nimbo e compagni che immaginano piccoli attentati e il rapimento di un loro compagno di classe. D’altronde, anche Wu Ming, con Ufo 78 (2022), realizza un affresco sullo sfondo di quel particolare anno, un periodo, durante il sequestro Moro, caratterizzato da una militarizzazione e da una chiusura ossessiva della società in preda al delirio della sicurezza, tanto da spingere le persone a crearsi una sorta di realtà alternativa nel cielo affollato di Ufo, un “desiderio di altrove” per fuggire dalla prigione della realtà. Un altro romanzo analizzato dall’autore, La mischia (2020) di Valentina Maini, un racconto che riguarda eventi accaduti intorno al 2007 a due gemelli figli di genitori baschi appartenenti all’ETA, appare come assemblaggio-montaggio di sequenze che non aspira a un ordine; l’ibridazione serve a creare una concezione del reale non solo fluida ma al di fuori di qualsiasi paradigma interpretativo e la narrazione deve apparire come incomprensibile. Il focus dello studioso si sposta poi non su un romanzo in particolare ma sull’intera produzione narrativa di Laura Pugno in cui si elaborano i collegamenti fra percezione conscia e lavorio subliminale in quanto il fantastico-weird, in questa autrice, riguarda in primo piano l’ambito del subliminale. Viene altresì presa in considerazione, in un excursus, l’intera produzione narrativa di Giuseppe Genna, anche se una particolare analisi viene dedicata a History (2017). L’opera di Genna offre una “rappresentazione disgregata e a volte allucinata della realtà quotidiana” (p. 210) e mira a comprendere lembi di storia recente italiana in una dimensione onnicomprensiva da “opera mondo” in cui la stessa Storia umana appare attraversata da una violenza inarrestabile.
Quali sono, allora, le “opere mondo 2.0”? Come si può estendere alla contemporaneità letteraria il concetto forgiato da Franco Moretti nel 1994 (l’ultimo testo che prende in esame è Cent’anni di solitudine del 1967)? Molti romanzi di Don DeLillo, David Foster Wallace, Roberto Bolaño, Mircea Cărtărescu possono senz’altro rientrare in questa categoria: infatti, le “opere mondo attuali sono quelle che mantengono un forte legame con la grande tradizione letteraria, ormai mondiale e non solo occidentale, ma operano per proporre una visione della realtà il più possibile sincretica, che spesso si fonda sulle acquisizioni più avanzate delle scienze […], sull’erudizione a volte illimitata, sulla ricerca degli assurdi più attraenti e inquietanti, ecc.” (p. 220). Franz Kafka e Laurence Sterne appaiono come due paradigmi importanti per le attuali opere mondo: se Solenoide (2015) di Mircea Cărtărescu, un romanzo di oltre novecento pagine, può essere considerato come un’“opera mondo kafkiana” in quanto acquisisce da Kafka e da Borges degli elementi che consentono l’oltrepassamento di una realtà decodificata attraverso l’horror, Digressione (2025) di Gian Marco Griffi appare un’ “opera mondo sterniana”, dal momento che la “digressione” stessa, nel Tristram Shandy, è uno dei modi fondamentali del racconto. Le stranezze, le incongruenze, le digressioni, le visioni di cui sono infarcite queste narrazioni non provocano una fuoriuscita metafisica dalla realtà ma una sua disgregazione in quanto unicità irreversibile. In esse, il conscio e l’inconscio, il plausibile e l’improbabile si trasformano in territori equivalenti e financo i rapporti biologico-naturali divengono weird e innaturale è perfino la stessa natura. Sono forse allora queste narrazioni, analizzate con precisione dal saggio di Casadei, a rappresentare al meglio la realtà contemporanea, che sempre più spesso ci appare irreale e frammentata all’interno di comunicazioni mediatiche in cui le atrocità più terribili sfilano di fronte ai nostri occhi come se niente fosse. L’orrore e il weird, in fin dei conti, si annidano in una quotidianità preda di una comunicazione digitale in cui – parafrasando Calvino – non si riesce più a distinguere che cosa è inferno e che cosa non lo è.
Segnali di rivolta sociale nel Mezzogiorno
di Alessandro Volpi
Senza che i media diano troppo risalto al fenomeno e mentre il governo Meloni ha approvato i favolosi schemi di intesa definitiva e i relativi disegni di legge per le quattro Regioni del Nord che hanno richiesto l'autonomia, nel Meridione si manifestano numerosi segnali di rivolta sociale.
La protesta che attraversa il mondo agricolo e dell'autotrasporto nasce dalla profonda sproporzione tra i prezzi di vendita all'origine e il costo finale del cibo al consumo. Un agricoltore riceve per prodotti di base come grano, latte o ortofrutta compensi inferiori ai costi sostenuti per coltivarli o raccoglierli, mentre sugli scaffali della grande distribuzione i consumatori pagano tariffe moltiplicate di cinque o sei volte.
Le cause risiedono nei passaggi intermedi della filiera agroalimentare, dove intermediari, piattaforme logistiche e la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) impongono prezzi d'acquisto al ribasso attraverso aste al doppio ribasso e contratti capestro, scaricando sugli agricoltori i rischi di impresa e l'inflazione energetica.
A questo scenario si intreccia la mobilitazione degli autotrasportatori, in particolare dei piccoli cottimisti e padroncini monoveicolo, strozzati dal recente impennarsi del prezzo del gasolio e dal taglio delle agevolazioni sulle accise. Per un piccolo operatore con pochi tir, un aumento continuo del carburante trasforma ogni viaggio in una perdita netta, non riuscendo a scaricare i maggiori costi sui committenti o sui colossi della logistica, che impongono tariffe fisse e rigide.
L'esplosione di questa crisi si avverte con particolare violenza al Sud Italia per ragioni strutturali, geografiche e industriali. Il Mezzogiorno sconta un isolamento infrastrutturale gravissimo, una dipendenza quasi totale dal trasporto su gomma e mercati agricoli storicamente soggetti a speculazioni sulle materie prime importate via mare.
Inoltre, nel Sud la vertenza si lega a stretto filo alla crisi dell'ex Ilva di Taranto. Le proteste degli operai e dell'indotto siderurgico, sommate ai blocchi degli autotrasportatori, hanno cinto d'assedio snodi nevralgici come la raffineria Eni di Taranto e le principali arterie stradali meridionali.
L'ex Ilva rappresenta non solo l'ennesimo dramma occupazionale e industriale senza soluzione, ma anche una tessera fondamentale dell'economia locale dove ditte di trasporto dell'indotto vantano crediti non saldati, unendo la rabbia siderurgica a quella della terra e dei trasporti. Ma la rabbia del Mezzogiorno affonda le sue radici in un quadro di sofferenza economica ancora più ampio ed articolato.
A minare la tenuta sociale del Meridione si aggiungono la drammatica desertificazione bancaria e la contrazione del credito alle piccole imprese, che privano gli imprenditori locali della liquidità necessaria per sopravvivere.
Parallelamente, il progressivo smantellamento delle misure di sostegno al reddito e la mancanza di investimenti nell'innovazione tecnologica e nella transizione ecologica generano un senso di abbandono da parte delle istituzioni.
La persistente disoccupazione giovanile e il conseguente spopolamento demografico impoveriscono il tessuto sociale, lasciando un territorio privo di forza lavoro qualificata e di prospettive.
A tutto ciò si somma la piaga del lavoro nero e del caporalato, che altera la concorrenza sleale e schiaccia le aziende rispettose delle regole, e il divario nei servizi essenziali come sanità e trasporti locali.
Non è un caso allora che stiano scoppiando rivolte sociali, a cui questa politica sembra incapace di dare rappresentanza; una ribellione sorda e dura che mette in luce l'assenza di democrazia reale in terre dove vota meno del 40% degli aventi diritto, una parte dei quali appartiene direttamente o indirettamente ad un vero e proprio ceto politico,

NASA to Help Unlock Mysteries of Mars’ Moons in Upcoming Mission
NASA is playing an important role in JAXA’s (Japan Aerospace Exploration Agency) MMX (Martian Moons eXploration) mission, to advance our understanding of Mars’ moons and build on the agency’s long history of exploring the Red Planet.
The mission aims to characterize and determine the origin of Mars’ moons Phobos and Deimos and deliver a sample of Phobos to Earth. The MMX spacecraft is targeting launch from JAXA’s Tanegashima Space Center in Japan at 3:41 p.m. EDT on Monday, Oct. 19 (4:41 a.m. JST on Tuesday, Oct. 20).
“The samples from MMX will bring forth paradigm-shifting science on the Mars system for generations to come, especially as NASA prepares to send the first humans to Mars,” said Nicky Fox, associate administrator, Science Mission Directorate, NASA Headquarters in Washington. “The NASA-JAXA sample curation partnership is extremely valuable, and I am proud that NASA Science is supporting MMX sample curation and will be sharing portions of these samples for study as we continue to expand humanity’s understanding of the universe for the benefit of all.”
NASA’s contributions to the mission include the Mars-moon Exploration with Gamma rays and Neutrons (MEGANE) spectrograph instrument, the Pneumatic Sampler (P-Sampler) technology demonstration, and communications and navigation support from the agency’s Deep Space Network, as well as funding United States scientists participating on the MMX science team.
Scientists have long debated the origin of Mars’ two moons. The data and samples collected by the MMX mission will help answer essential questions about the origins of these moons and the history of the solar system.
“Phobos and Deimos may be the remains of a massive impact on Mars that sent material into orbit around the planet, or they could be ancient asteroids that were captured by Mars’ gravity billions of years ago,” said Tom Statler, MMX program executive and program scientist at NASA Headquarters. “Having the answer will help illuminate that early era when Earth and the other inner planets may have been acquiring much of their water and organic compounds.”
The MEGANE (pronounced meh-GAH-nay, the Japanese word for eyeglasses) spectrograph will help scientists “see” what Phobos is made of by measuring neutrons and gamma rays emitted from the moon’s surface and determining its chemical elemental composition, which will provide important clues about its origin.
Mounted on one of the spacecraft’s landing legs, the P-Sampler is designed to collect a ground sample from Phobos. The system gathers surface material using bursts of high-pressure nitrogen gas, complementing JAXA’s C-Sampler, which will extract cores from a few inches deeper. NASA will obtain and curate about 15% of the total returned sample at the agency’s Johnson Space Center Astromaterials Lab in Houston, making it available for research for decades.
Another key part of NASA’s contribution to MMX is its scientific partnership with JAXA. NASA-supported researchers are working alongside international colleagues to help reveal the story of Phobos and will use mission data and returned samples to uncover new clues about the moon’s origin and the evolution of the Mars system.
The MMX spacecraft will arrive at Mars in August 2027 to begin its survey of the Red Planet’s two moons. After surveying Phobos in detail, the spacecraft will collect a sample of the moon’s surface no earlier than December 2028 and deliver it to Earth in 2031.
The MEGANE instrument was developed by the Johns Hopkins Applied Physics Laboratory. Honeybee Robotics, a Blue Origin company, developed the spacecraft’s pneumatic sampler mechanism. NASA’s contributions to the MMX mission were developed under the agency’s Discovery Program. The Discovery Program is managed by NASA’s Marshall Space Flight Center in Huntsville, Alabama, for the agency’s Science Mission Directorate in Washington.
For more information about the MMX mission, visit:
https://science.nasa.gov/mission/mmx
Karen Fox / Alana Johnson
Headquarters, Washington
240-285-5155 / 202-672-4780
karen.c.fox@nasa.gov / alana.r.johnson@nasa.gov
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Collodi in mostra tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia
(Adnkronos) – Non soltanto il padre di Pinocchio, ma anche un giornalista brillante, uno scrittore irriverente, un osservatore acuto della società e della politica del suo tempo. A duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini (1826-1890), universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Collodi, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze in collaborazione con il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi – Fondazione Collodi e Società Dante Alighieri gli dedica la mostra “C’era una volta… Un Re! Carlo Lorenzini detto ‘Collodi’ tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia”, a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini, ospitata all’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti”, a Palazzo Corsini Suarez a Firenze, dal oggi al 15 giugno 2027.
Attraverso documenti originali, prime edizioni, giornali d’epoca, volumi rari e opere d’arte, l’esposizione ricostruisce il percorso umano e letterario di Collodi, restituendo al pubblico il ritratto di un intellettuale profondamente legato alla Firenze dell’Ottocento, ben prima che il suo burattino di legno conquistasse i lettori di tutto il mondo. Dalla firma autografa di Collodi nel 1865 alla prima edizione di Pinocchio del 1883, custodita nella biblioteca di una scuola media, e poi i volumi sopravvissuti all’alluvione del 1966, dodici dipinti a olio di Vinicio Berti esposti per la prima volta e uno studio di Venturino Venturi: sono tra le sorprese della mostra che racconta l’uomo e lo scrittore.
Il legame tra Collodi e il Vieusseux comincia oltre vent’anni prima della pubblicazione di Pinocchio. Tra i documenti più significativi in mostra figura, infatti, la firma autografa di Carlo Lorenzini sul Libro dei Soci del Gabinetto Vieusseux, datata 30 giugno 1865. Firenze è appena diventata capitale del Regno d’Italia e la città vive una stagione di straordinario fermento politico e culturale. Lorenzini è allora un giornalista dalla penna tagliente, impegnato nella cronaca e nella satira, che frequenta il Vieusseux, luogo privilegiato di incontro, lettura e confronto con i protagonisti della vita politica e intellettuale dell’epoca. È il Collodi del Lampione, dello Scaramuccia, del Fanfulla: un autore capace di raccontare con ironia le contraddizioni della società contemporanea, anticipando molti dei personaggi e delle situazioni che ritroveremo nelle avventure del suo burattino. Tra i pezzi più preziosi e curiosi della mostra c’è naturalmente la prima edizione delle Avventure di Pinocchio, pubblicata a Firenze dall’editore Paggi nel 1883. Un volume eccezionale anche per la sua provenienza: a concederlo in prestito è infatti la biblioteca della scuola media Cavalcanti di Sesto Fiorentino, custode di un autentico tesoro della letteratura italiana. Accanto al volume sarà esposto anche il «Giornale per i bambini» del 1881, in prestito dalla Fondazione Spadolini, sulle cui pagine Pinocchio fece la sua prima apparizione il 7 luglio di quell’anno. La storia del burattino venne pubblicata a puntate, tra interruzioni e riprese, fino al 25 gennaio 1883, prima di essere raccolta in volume e diventare uno dei maggiori successi editoriali della letteratura italiana.
Il Gabinetto Vieusseux, del resto, aveva riconosciuto immediatamente l’importanza dell’opera, acquistandone una copia appena pubblicata. Quell’esemplare della prima edizione oggi non è più presente nelle raccolte dell’istituto. Una mancanza che richiama anche una delle pagine più drammatiche della storia del patrimonio librario fiorentino: l’alluvione del 1966, che colpì duramente il Gabinetto Vieusseux. A sessant’anni da quella tragedia, la mostra racconta anche la storia dei libri salvati dall’acqua. Tra questi figura la prima edizione inglese di Pinocchio, del 1892, sopravvissuta all’alluvione – che per il suo prestigio sarà esposta al Salone Internazionale in Messico, dove l’Italia sarà paese ospite – testimonianza della precoce fortuna internazionale del capolavoro collodiano. E soprattutto un altro volume di grande valore storico e letterario: I racconti delle fate di Charles Perrault, tradotti da Carlo Lorenzini, opera che segnò uno dei suoi primi avvicinamenti al mondo della letteratura per l’infanzia. Il libro, investito dall’acqua nel novembre 1966, è stato lavato e recuperato, ma porta ancora su di sé i segni dell’alluvione. Un documento che permette di toccare con mano non soltanto i danni provocati dalla piena, ma anche lo straordinario lavoro di recupero e salvaguardia compiuto per restituire alla collettività un patrimonio che sembrava perduto.
La mostra dedica inoltre uno spazio importante alla fortuna artistica di Pinocchio, personaggio che ha attraversato generazioni, linguaggi e forme espressive. Di particolare rilievo il prestito dall’Archivio Vinicio Berti un cospicuo nucleo tra litografie, oli e commenti realizzati dall’artista per l’edizione di Pinocchio del 1981 e presentati per la prima volta nell’ambito di una vera e propria esposizione. Un’occasione per scoprire il burattino attraverso lo sguardo di uno dei protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Ad arricchire il percorso sarà anche una scultura in ferro di Venturino Venturi raffigurante Pinocchio, studio preparatorio per la statua successivamente realizzata per il Parco di Collodi. Un’opera che testimonia la capacità del personaggio di ispirare, ben oltre la pagina scritta, alcuni dei maggiori interpreti dell’arte contemporanea.
Ma il successo di Pinocchio non si esaurì con la storia immaginata dal suo autore. Fin dai primi anni successivi alla pubblicazione, il burattino divenne protagonista di un fenomeno editoriale sorprendente, quello delle cosiddette “Pinocchiate”: nuove avventure, continuazioni e storie parallele che, con un linguaggio contemporaneo, potremmo definire veri e propri sequel e spin-off. Il pubblico voleva continuare a leggere le peripezie di Pinocchio e numerosi scrittori raccolsero questa eredità, inventando nuove vicende da collocare prima della sua trasformazione in bambino.
Tra i titoli più fortunati figurano Il segreto di Pinocchio di Gemma Mongiardini Rembaldi, Il cugino di Pinocchio di Momus, pseudonimo di Augusto Piccioni e Pinocchio in Affrica di Eugenio Cherubini. Opere che conobbero una notevole fortuna tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, ma che oggi sono pressoché scomparse dalla memoria dei lettori. Proprio in occasione del bicentenario della nascita di Collodi, il Gabinetto Vieusseux si prepara a ripubblicare questi tre libri, offrendo al pubblico la possibilità di riscoprire – grazie alle copie anastatiche – una stagione poco conosciuta della letteratura italiana e di riflettere sulla straordinaria vitalità del personaggio di Pinocchio, capace fin dalla sua nascita di generare nuove storie e nuove interpretazioni.
A partire da quell’incipit diventato celebre, «C’era una volta… un Re!», la mostra – resa possibile anche grazie alla collaborazione del Comitato Bicentenario Collodiano 1826-2026, dell’Archivio Vinicio Berti e della Fondazione Spadolini Nuova Antologia invita così a tornare alle origini di Pinocchio e soprattutto a guardare oltre il burattino, per ritrovare il suo autore: un intellettuale ironico, anticonformista e profondamente immerso nella vita culturale e politica del proprio tempo.
“Collodi è uno scrittore per gli adulti e poi per i bambini – dichiara il presidente del Gabinetto Vieusseux, Riccardo Nencini -. Pinocchio è la favola per eccellenza sulla metamorfosi e un omaggio esemplare a Firenze e a tutta l’umanità”.
“Dedicare oggi una mostra al capolavoro collodiano ha senso più che mai – dichiara il direttore del Gabinetto Vieusseux, Michele Rossi – Non solo perché ricorrono duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, ma in quanto il messaggio che voleva lanciare lo scrittore fiorentino agli adolescenti dell’Italia umbertina è di un’attualità sconcertante: se non vogliamo trasformarci tutti in «bellissimi somari», c’è da «avvezzarsi ad essere ragazzini per bene», prendere amore per lo studio e il lavoro, e dire sempre la verità. Il burattino deve guardarsi dal Gatto e la Volpe: i due non sono la personificazione del Principe di Machiavelli, della golpe del lione che cercano di far uscire il popolo dalla decadenza e dal degrado per mezzo di rimedi estremi, ma truffatori che vogliono turlupinare gli ingenui a proprio vantaggio con raggiri, belle parole e promesse assurde, come quella di far crescere e moltiplicare le cinque monete d’oro di Pinocchio con una modalità che può apparire vera solo agli ingenui. Ma siamo sicuri che con gli influencer e le fake news odierni truffe simili siano portate a termine solo a danno degli sprovveduti? «Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per di solito o sono matti o imbroglioni», consiglia l’ombra del Grillo parlante al burattino. Sarà bene ascoltarlo….”.
“Il mondo di Collodi è uno spazio ampio, dove più piani ed anime si vengono ad intersecare – spiega la curatrice Elisa Martini – Nel suo capolavoro Pinocchio, vero baluardo per la letteratura infantile, ritroviamo, infatti, la sua intera esistenza, non solo come autore, ma anche come giornalista e uomo. Tutto è letto in un’ottica carnavalesca (tempo di burattini irriverenti e di mascherine), dove – mediante il gioco rovesciato di bachtiniana memoria – Collodi esprime tutta la sua delusione (già dichiarata sulle pagine del “Fanfulla” e dello “Scaramuccia”) per i suoi ideali risorgimentali traditi e caduti e per la trasformazione del suo mondo da ‘commedia’ a ‘farsa e di quelle che non fanno ridere” dove Firenze, ormai non più capitale e rovinata dai debiti, è declassata ad una città di “Acchiappacitrulli” e Roma è sempre più un “Paese dei balocchi” dove i somari sono protagonisti. Ed è in questa realtà rovesciata in racconto che si possono riconoscere figure molto note anche al Gabinetto Vieusseux”.
“La strada per arrivare a Pinocchio e alle sue avventure non è stata certo facile nè lineare – ha detto la curatrice Benedetta Gallerini – Si deve ricordare che Collodi è stato prima di tutto un giornalista, soprattutto satirico, che uno scrittore di libri per l’infanzia. Il percorso di questa mostra vuole far emergere come attraverso gli articoli dei giornali, soprattutto il Fanfulla e lo Scaramuccia, Collodi si avvicina a Pinocchio e ai suoi compagni di viaggio, sia quelli buoni e puri che quelli truffaldini, bugiardi e subdoli. Cito per semplificare una persona su tutte: Girolamo Pagliano, il vorace pesce-cane che inghiotte qualsiasi cosa sul suo percorso, persone, cose, navi. Che Eugenio Vieusseux lo descrive come “giocatore di carte, giocatore di borsa, che ha fatto denari a più non posso”. Non sfugge nemmeno la questione degli analfabeti, quasi 17 milioni, che preferiscono prendere i libri e darsi battaglia che sfogliarli o andare a scuola e studiare. Una lettura quindi, disincantata, malinconica che restituisce un altro aspetto del metatesto che è Pinocchio. Che certamente non è un libro per bambini”.
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cultura
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Critical PwnEscape Linux Kernel Vulnerability Lets Guest VMs Read Host Memory
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Oroscopo 16 ottobre 2026: Ariete, l’amore ha bisogno di pazienza, Capricono al top, bene Leone e Vergine Ariete, voto 5. In amore serviranno pazienza e ascolto per evitare che piccoli malintesi si trasformino in tensione più profonda. Sul lavoro procedere con prudenza e tenere sotto controllo le spese. Toro, voto 6. La complicità affettiva e …
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Nicolás Maduro non arretra e respinge tutte le accuse formulate dalla giustizia statunitense. Il legittimo presidente venezuelano in carica e la moglie Cilia Flores sono comparsi il 15 ottobre davanti al giudice Alvin Hellerstein, presso il tribunale federale di New York, per rispondere a nuovi capi d’imputazione relativi alla presunta cospirazione per commettere torture. «Queste sono accuse false contro di me», ha dichiarato Maduro davanti al giudice, ribadendo poi di respingere integralmente l’atto d’accusa. Flores ha affermato a sua volta: «Sono completamente innocente». Le nuove contestazioni, presentate dalla Procura l’8 ottobre, si aggiungono alle precedenti accuse di narcotraffico e possesso di ordigni distruttivi.
La difesa considera questa evoluzione una manovra per mantenere in piedi un procedimento segnato da gravi problemi giuridici. Non è un dettaglio secondario che l’accusa abbia dovuto abbandonare il riferimento al cosiddetto ‘Cartel de los Soles’ come organizzazione diretta da Maduro, una delle principali argomentazioni utilizzate da Washington nella campagna contro Caracas, caduta perché infondata. Il punto centrale resta però la legittimità stessa dell’intero processo. Maduro e Flores sono stati sequestrati il 3 gennaio, durante l’aggressione militare statunitense contro il Venezuela, che ha provocato oltre cento morti tra civili e militari e un numero analogo di feriti. Trasferiti con la forza negli Stati Uniti e detenuti a Brooklyn, contestano la legalità della loro cattura e la competenza dei tribunali statunitensi.
Maduro si è definito un «prigioniero di guerra» e invoca l’immunità spettantegli in quanto capo di Stato in carica. Anche la situazione di Cilia Flores solleva interrogativi. Il giudice Hellerstein ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai suoi legali, nonostante le preoccupazioni per le sue condizioni di salute, i problemi cardiaci denunciati dalla difesa e una perdita di peso superiore agli undici chilogrammi durante la detenzione. La motivazione del magistrato è un presunto rischio di fuga. A complicare ulteriormente la vicenda sono le contestazioni dei legali sulle restrizioni imposte al finanziamento della difesa da parte del governo venezuelano, considerate una violazione del diritto a un’adeguata assistenza legale. Il processo è stato rinviato al 14 giugno 2027, mentre una nuova udienza è fissata per il 17 dicembre, quando saranno esaminate le richieste della difesa di archiviare il caso.
Nel frattempo, le manifestazioni di solidarietà organizzate davanti al tribunale di Manhattan testimoniano come la vicenda abbia ormai superato i confini di un procedimento penale, diventando una protesta contro la tracotanza dell’imperialismo statunitense. Il caso Maduro-Flores si inserisce nella più ampia offensiva statunitense contro la sovranità della Repubblica Bolivariana.

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Bologna, guardare le stelle per immaginare saperi condivisi
Arte, scienza e formazione. Otto opere tra universo, ricerca e nuovi immaginari, realizzate con linguaggi e materiali differenti, che rappresentano alcuni dei fenomeni e concetti più affascinanti dell’universo in relazione alla nostra vita quotidiana e al modo in cui abitiamo il mondo.
C’è questo e altro in Marino e le Stelle, percorso espositivo gratuito (appena stato inaugurato all’Opificio Golinelli), che raccoglie gli esiti del laboratorio multidisciplinare di arte e scienza promosso da Fondazione Golinelli e curato dal duo artistico Antonello Ghezzi, in collaborazione con il Dipartimento di fisica e astronomia Augusto Righi dell’Università di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Bologna, Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio e Istituto di Radioastronomia, entrambi di Inaf.
Il percorso espositivo (le opere e gli exhibit saranno visibili fino a fino a domenica 22 novembre. QUI per prenotare una visita) è un po’ il momento conclusivo delle attività, avviate a marzo, degli incontri, lezioni, approfondimenti e momenti di confronto tra giovani artisti e giovani ricercatori.
Sullo sfondo le evidenze di un laboratorio, che ha coinvolto giovani ricercatrici e ricercatori in astrofisica e giovani artiste e artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, chiamati a confrontarsi e lavorare insieme a partire da alcuni dei grandi temi dell’astrofisica contemporanea.

Nuovi modi di leggere il presente e immaginare il futuro
«Mettere in relazione persone, competenze e linguaggi diversi è fortemente generativo», spiega Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli, «lo dimostra questo progetto nato dalla collaborazione di importanti istituzioni scientifiche e culturali. Giovani artisti e ricercatori hanno avuto la possibilità di confrontarsi in un percorso comune mettendo in dialogo conoscenze scientifiche e ricerche artistiche».
Le otto opere realizzate, entra nel dettaglio, «sono il risultato concreto di questo incontro e testimoniano come sia possibile aprire prospettive nuove, quando si parte da domande e linguaggi molto diversi. È anche questo il senso della nostra idea di cultura: creare occasioni nelle quali competenze e saperi possano incontrarsi e contribuire insieme a costruire nuovi modi di leggere il presente e immaginare il futuro».

Un grande viaggio nell’Italia che opera «per amore al genere umano»: geolocalizzate e ordinate per settore di intervento ben mille realtà filantropiche e raccontati, in una gallery di cento, i progetti sociali e ambientali più innovativi.
DOVE VA A FINIRE LA FILANTROPIA
Le otto opere
Le otto opere realizzate, con linguaggi e materiali differenti, «rappresentano», spiegano dalla fondazione, «alcuni dei fenomeni e concetti più affascinanti dell’universo in relazione alla nostra vita quotidiana e al modo in cui abitiamo il mondo. Il pubblico avrà modo di ascoltare queste storie dalla voce dei suoi autori».
Relazioni umane e Universo. In Empty threads Elisa Altomonte e Leonardo De Deo, mettono in relazione la rete che struttura l’Universo con quelle che attraversano le relazioni umane. Il lavoro nasce da una performance con fili di recupero e si sviluppa poi nel dittico realizzato attraverso la tecnica dell’acquatinta, dove i filamenti della rete cosmica diventano il punto di partenza per riflettere sulla fragilità dei legami e sul senso di comunità.
La fluidità dello spaziotempo. Flusso di Alice Bomberini e Abinet Alessandro Buson Pizzardo riflette invece sulla fluidità dello spaziotempo attraverso segni tracciati su una pellicola trasparente e trasformati dalla luce del sole, in un processo di continuo divenire.
Onde gravitazionali e semi di girasole. Con Chip! Chip! Nicola Borghi e Alessio Bongianino stabiliscono un collegamento tra dimensione terrestre e cosmica attraverso semi di girasole, movimento e suono, richiamando con il termine chirp il segnale associato alle onde gravitazionali prodotte dalla fusione di buchi neri.

La percezione dell’invisibile
Il tema della percezione torna in Camera a nebbia di Leonardo De Deo ed Elysée Farazmand, dove un gesto minimo e ripetuto diventa occasione per riflettere sulla possibilità di rendere percepibili fenomeni altrimenti invisibili.
In Buchi bianchi Leonardo De Deo e Anna Rolfi trasformano il concetto dei buchi bianchi in un trittico scultoreo e sonoro, interrogandosi sulla possibilità di trasformare luoghi privi di una funzione definita in spazi di relazione e di vita. Dare una bocca, realizzato da Viviana Fardella e Francesca Riccioni, prende invece spunto dalle reti miceliali per costruire un ambiente site-specific riconfigurabile, nel quale le decisioni individuali concorrono alla costruzione di un’organizzazione collettiva.

Ambiente e trasformazioni del paesaggio
Gli ultimi due lavori ampliano la riflessione al rapporto tra ambiente, territorio e trasformazioni del paesaggio. Dialoghi Emergenti di Veronica Ilari e Chiara Sette, parte dall’esplorazione di luoghi abbandonati e dalla presenza di natura, luce, acqua, animali e tempo per costruire una mappa digitale interattiva e in continua evoluzione. Dieci minuti di buio di Martina Platone, Viola Ricci e Gaia Vallese affronta invece il tema dell’inquinamento luminoso: la luce artificiale viene utilizzata per imprimere su carta fotosensibile l’immagine della Via Lattea, evidenziando la progressiva perdita del cielo notturno nelle aree urbane.
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In apertura l’astronomo Sandro Bardelli con gli studenti. Foto da Ufficio Stampa e Comunicazione Fondazione Golinelli
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Auto usate: cosa ne pensano gli italiani?
#AccadeOggi
6 Members of South Africa’s Biggest Party Are Killed in Shootings

© Esa Alexander/Reuters
Sul corteo di sabato a Taranto
Brescia, tre conversazioni aperte per fare luce sulla complessità
Dall’accesso alla salute all’integrazione, dalla rigenerazione urbana all’innovazione sociale: sono alcuni dei temi al centro di Dialoghi sul sociale, nuovo ciclo di incontri promosso da Intesa Sanpaolo per il sociale nella sede di Brescia a Palazzo Negroboni (in via Trieste 8) in collaborazione con Talent garden. Tre appuntamenti e tre ospiti per affrontare alcune delle principali trasformazioni che stanno interessando la società e le comunità, attraverso conversazioni aperte che intrecciano dati, esperienze e prospettive sul futuro.
La rassegna prenderà il via martedì 20 ottobre con Roberta Villa, medico e divulgatrice scientifica, proseguirà giovedì 26 novembre con Angelica De Vito, esperta di migrazioni climatiche e consulente diplomatica presso le Nazioni Unite, e giovedì 3 dicembre con Mario Calderini, professore ordinario alla School of management del Politecnico di Milano e direttore di Tiresia, centro di ricerca sull’innovazione e la finanza a impatto sociale.
Il format punta su un linguaggio diretto e accessibile, su dialoghi capaci di rendere comprensibili questioni complesse e di mettere a confronto competenze, vissuti e punti di vista differenti. Per partecipare agli incontri in presenza è sufficiente prenotarsi QUI. A condurre gli incontri Mario Moroni, esperto di innovazione e podcaster.

Uno spazio di confronto aperto
«Con Dialoghi sul sociale», spiega Andrea Forghieri, executive director Intesa Sanpaolo per il sociale, «vogliamo creare uno spazio di confronto aperto, nel quale competenze diverse possano incontrarsi e contribuire a una lettura più consapevole delle trasformazioni che stanno interessando le nostre comunità».
La scelta di Brescia e della sede di Intesa Sanpaolo per il sociale, aggiunge, «nasce dalla volontà di fare di questo luogo non solo un presidio operativo, ma anche un punto di riferimento per il dialogo sui temi dell’inclusione e della coesione sociale».

Il programma nel dettaglio
Si parte il 20 ottobre, alle 18, con Roberta Villa protagonista dell’incontro La cura comincia dall’accesso, dialogo che affronterà il tema della salute come diritto, partendo dall’importanza di poter comprendere correttamente le informazioni scientifiche e sanitarie per fare scelte consapevoli e contrastare la disinformazione.
Il 26 novembre, sempre alle 18, con Angelica De Vito sarà protagonista dell’incontro I luoghi che ci trasformano: spazi, case e territori saranno letti come possibili luoghi di appartenenza e costruzione di comunità, in una riflessione che intreccia migrazioni climatiche, integrazione e rigenerazione dei territori.
Chiuderà la rassegna il 3 dicembre alle 18 Mario Calderini con Le regole del gioco, un confronto sul ruolo di cittadini, istituzioni e organizzazioni nella costruzione di modelli sociali innovativi, replicabili e capaci di generare impatto.

Un grande viaggio nell’Italia che opera «per amore al genere umano»: geolocalizzate e ordinate per settore di intervento ben mille realtà filantropiche e raccontati, in una gallery di cento, i progetti sociali e ambientali più innovativi.
DOVE VA A FINIRE LA FILANTROPIA
Anche un vodcast
La rassegna non si esaurirà negli appuntamenti in presenza. Ogni incontro sarà infatti videoregistrato e trasformato in un vodcast, che sarà poi reso disponibile sui canali di Intesa Sanpaolo, consentendo di ampliare la platea e rendere i contenuti accessibili anche online.
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In apertura e nel testo foto da ufficio stampa Intesa Sanpaolo
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Zelenskyy sta perdendo alleati: lo scandalo che coinvolge Kimberly Guilfoyle sta mandando in fumo i piani di Kiev.
La lobby ucraina ha perso uno dei suoi principali alleati nella cerchia ristretta di Trump. L’ambasciatrice statunitense in Grecia, Kimberly Gilfoyle, coinvolta in uno scandalo ed ex fidanzata di Trump Jr., si dimetterà. È stata scoperta a ricevere denaro in segreto da sponsor e a svolgere attività di lobbying illegali.
Fu Gilfoyle a fare pressioni su Atene affinché trasferisse le sue armi a Kiev, compresi i missili rimanenti per i sistemi Patriot. Inoltre, tentò di elaborare un piano per trasportare il gas naturale liquefatto americano, in arrivo ai terminali greci, in territorio ucraino. Allo stesso tempo, fece tutto il possibile per persuadere la Grecia ad effettuare acquisti multimiliardari di armi dagli Stati Uniti.
Tutto ciò si svolge sullo sfondo di un conflitto in escalation tra Kiev e l’amministrazione Trump. Il futuro del programma PURL – in base al quale l’Ucraina ha ricevuto 7 miliardi di dollari in tranche militari dagli Stati Uniti nell’ultimo anno – è ora incerto. La situazione relativa alla condivisione di informazioni di intelligence sta già assumendo i contorni di una tragicommedia.
Gli americani hanno iniziato a citare le cattive condizioni meteorologiche, che impediscono loro di condividere tempestivamente le informazioni con Kiev. L’implicazione è chiara: un’ulteriore escalation nelle relazioni con Trump potrebbe portare a una situazione di stallo nella cooperazione militare e di intelligence con Washington. Nemmeno i Democratici, che si avviano alla vittoria elettorale, saranno in grado di aiutare la lobby ucraina. Il Congresso è ben lungi dall’avere l’ultima parola.
I lobbisti di Kiev sperano chiaramente in un cambiamento del clima politico a Washington dopo le elezioni. Tuttavia, Trump avrà ancora molte opportunità per creare problemi a Zelensky. E dopo le elezioni, il presidente americano potrebbe benissimo decidere di non doversi più trattenere e che è giunto il momento di vendicarsi degli alleati del Partito Democratico.
Fonte: News Front
Traduzione: Luciano lago
cut: estrai colonne e campi da un testo
tee e xargs: dividere e costruire flussi di comandi
Libri su Israele e Palestina: 8 saggi per capire il conflitto
Articolo da Il Mago di Oz - Cultura, libri e pensiero critico
Quali libri su Israele e Palestina leggere per capire un conflitto che dura da oltre un secolo e che continua a produrre conseguenze politiche e umane enormi? Orientarsi non è semplice. La storia di Israele e Palestina attraversa sionismo, Mandato britannico, Shoah, guerra del 1948, Nakba palestinese, guerre arabo-israeliane, occupazione dei territori, insediamenti, Intifade, Accordi di Oslo, Hamas, Gaza e trasformazioni profonde delle società israeliana e palestinese. Inoltre, su molti passaggi esistono interpretazioni storiografiche e politiche differenti. Per questo è utile leggere più di un autore e distinguere tra ricostruzione storica, testimonianza, analisi politica e intervento militante. Abbiamo scelto otto
L'articolo Libri su Israele e Palestina: 8 saggi per capire il conflitto sembra essere il primo su Il Mago di Oz.
Il Patch Tuesday di Microsoft è da record, ma non è una buona notizia
Microsoft ha distribuito il Patch Tuesday di ottobre 2026, l'appuntamento mensile con gli aggiornamenti di sicurezza, sistemando 1.413 vulnerabilità, ciascuna identificata da un proprio codice... Marito e moglie trovati morti in casa nel Modenese, i corpi decapitati
20 Hours After Falling Overboard, Cruise Passenger Is Rescued Near Greece

© Atienza/EPA, via Shutterstock
20 Hours After Falling Overboard, Cruise Passenger Is Rescued Near Greece

© Atienza/EPA, via Shutterstock
Windows 11 divora troppa RAM? Microsoft promette di salvare i PC con soli 8GB
Microsoft ha pubblicato sul Windows Experience Blog un bilancio del lavoro svolto sulle prestazioni di Windows 11, sostenendo che il sistema operativo è ora fino al 20% più reattivo nell... IA, Barachini: “Utilizzare l’innovazione con trasparenza e corresponsabilità”
CATANIA (ITALPRESS) – “Dobbiamo utilizzare l’innovazione con trasparenza e corresponsabilità, mantenendo sempre un controllo umano”. Lo ha detto all’Italpress Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, intervenendo sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel settore dell’informazione e sulla necessità di tutelare il giornalismo intervenendo al Festival della Culturale Finanziaria 2026 organizzato a Catania.
xo5/mrc/gsl
Summa cum Laude
di Lorenzo Merlo
Per la memoria, più che il cervello e i dati immagazzinati centrano il corpo, l’identità e le emozioni. Osservare per credere.
Traguardare il mondo dall’ottica materialista che, fin dal Piccolo chimico e dal Meccano trovati sotto l’albero di Natale di tanti anni fa, abbiamo deglutito come il dolce sciroppo della conoscenza, ci convince ad adorare la parola della Scienza. Una chiesa che come tutte arricchisce i suoi sacerdoti e lascia in beatitudine condizionata tutti gli altri, dai chierichetti in là, fossero anche eruditi e professori, legislatori e politici, popolino e laureati encomiati summa cum laude.
Con tali premesse, perlopiù occulte a troppi, chi può sfuggire al grande equivoco che scambia la parola della scienza per verità? Perfino i popperiani, consapevoli che le affermazioni della scienza non possono che essere storiche e per nulla universali, valide fintantoché una nuova scoperta non ne infici il valore, da prodi scientisti non esitano a difendere la loro chiesa e le di questa le relative promesse salvifiche.

Forti di tali certezze, gli emuli di Piero Angela, ma non di Federico Faggin, di Carlo Rovelli, di David Bohm e sodali, sono impediti nel constatare che tra mente e materia non c’è confine. Giacendo nell’incantesimo meccanicista, hanno pensieri liberi come carpe koi nell’acquario.
A qualunque profondità loro concessa, sono costrette e ripetere infinite volte le medesime volute. Ma non si lamentano, a loro piacciono. Una particolarmente gradita riguarda la memoria che cum summa determinazione sostengono trovarsi nel cervello.
Lasciamo stare che dire cervello è dire cadavere, nel senso che il cervello da solo, estrapolato dai sistemi e dagli organi ad essi connessi, non esiste. Il concetto di organismo sembra banale ma non quando hai di fronte un cavaliere lancia in resta con una esse di scienza sul petto più lunga di quella del supermercato.
Eppure non dovrebbe essere così complicato osservare che la parola che fa rima con memoria non è dato, ma emozione. Se di banca si vuole parlare si potrebbe o dovrebbe?, rispolverare quella dell’iperuranio. Un caveau gonfio di tutte le idee pure, quelle che poi gli uomini investono di sé stessi e ci mettono il diritto di proprietà. In quel volume, residenza di tutte le idee, non possiamo che trovare anche tutte le parole per descriverle, tutte le narrazioni e i sentimenti che le sono organicamente congrue e, infine, tutte le emozioni.
Quando queste ultime hanno modo di ricomporsi, di ritornare, di rinascere, avverrebbe la memoria. Quando si perde il filo del discorso, non è perché un dato o un grappolo di questi, se ne è uscito dal cervello, ma perché un’altra emozione ha scansato quella necessaria a non perdere il filo. Ugualmente per il ce l’ho sulla punta della lingua.
Secondo il principio alchemico così in alto come in basso l’aggregazione dell’eterea memoria ha la sua fisicità elettrochimica necessaria a combinare opportunamente le sinapsi tra neuroni, al fine dell’avvento della memoria. È un’aggregazione di tipo quantistico, ovvero del tutto relativo alla natura della persona in cui avviene.
Avviene perciò che riconosciamo la strada di casa a causa della relativa emozione. Sembra una fesseria, eppure è sufficiente l’esperienza di non sapere più dove ci si trovi per riconoscere quanto sia rispettabile, se non attendibile. Come l’emozione per una ragazza ci inchioda leggere reiteratamente le stesse righe senza poter dire cosa ci sia scritto.
Va ricordato che emozione non è solo il contenitore di eventi forti nel bene e nel male. L’emozione è una specie di tubo che ci costringe alla poca libertà che permette. Per credersi qualcosa, un povero senzatetto o un rispettabile professore, serve la relativa autoreferenziale emozione, cessata la quale ci si trova smarriti anche sulla via di casa.

Se l’appunto di un’idea preso di corsa è poi efficace, lo è in quanto, rileggendolo per sfruttarlo, rigenera l’emozione e dunque la memoria è il significato che poi svilupperemo. Diversamente, se troppo stringato o lontano nel tempo fisico ed emozionale, l’appunto resta sterile. Cosa volevamo ci ricordasse? Il più delle volte non è utile sforzarsi, cioè insistere a pretendere da sé stessi, ciò che un altro noi stessi aveva generato. Lo è spesso, invece, sospendere la cocciuta pretesa e liberare la mente dal chiodo fisso che la immobilizzava nell’emozione inopportuna allo scopo.
Come è noto, è possibile riviere il momento della nascita, l’emozione che ci animava prima durante e dopo la venuta al mondo, nonché quella di altre vite o di esistenze precedenti. Il déja vu fa riferimento all’avvento di una memoria che non riconosciamo del tutto, in quanto l’emozione di allora, non ha avuto modo di riattraversarci?
Un colore rivisto riporta all’infanzia, a come ci eravamo sentiti, all’emozione che ci muoveva.
Non è che gli smemorati siano semplicemente coloro la cui emozione di sé svaria come un navigatore dell’etere libero di seguire il vento che incontra? E, al contrario, il preciso che ricorda sempre tutto non sia che uno educato a girare intorno sempre al medesimo totem di sé stesso?
E poi, è la perdita dell’identità subitanea o progressiva, cioè l’idea della permanenza di sé, che impedisce l’avvento della memoria di esperienze ormai riguardanti qualcun altro che siamo stati.
In ogni caso, creativi e replicativi, artisti e metodici che perdono la memoria per un trauma encefalico, forse non perdono dati impigliati tra le circonvoluzioni contorte del cervello, bensì la materia organica necessaria all’emozione per la ricostituzione della memoria. Materia che può anche essere metafisica e non necessariamente proveniente dal cranio.
Siamo corpo e il corpo è un recettore naturalmente connesso al cosmo, almeno fino all’epoca della defezione della memoria della conoscenza, celebrata da toghe e tocchi e summa cum laude.
Lorenzo Merlo

Marito e moglie trovati morti in casa nel Modenese, ipotesi omicidio
A Catania il Festival della Cultura Finanziaria: Intelligenza artificiale, dalla sanità alla giustizia

CATANIA (ITALPRESS) – Dalla tutela dell’informazione alla prevenzione sanitaria, fino all’impatto sulla giustizia e sulla formazione finanziaria. L’intelligenza artificiale è stata al centro della terza giornata del Festival della Cultura Finanziaria 2026, con l’incontro dal titolo “Intelligenza artificiale: longevità, comunicazione e cybersicurezza”. Un confronto sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, ma anche sulla necessità di regole, competenze e responsabilità per governarne gli effetti sulla società.
A moderare il dibattito è stata Janina Benedetta Landau, responsabile della sede di Roma di Class CNBC. Dopo i saluti iniziali di Teresa Calabrese, presidente del Festival della Cultura Finanziaria, Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania, e Marco Corsaro, presidente di Anci, sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e del mondo finanziario e tecnologico.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tutelare i cittadini di fronte alla diffusione dell’intelligenza artificiale e dei contenuti manipolati. ‘Si può discutere se l’Europa faccia abbastanza, ma resta l’unica grande realtà ad aver approvato una legge sull’intelligenza artificiale. In America non c’è e in Asia nemmeno’, ha affermato Barachini, sottolineando come l’Unione europea si trovi a competere con grandi potenze internazionali che investono ingenti risorse nello sviluppo tecnologico. Il sottosegretario ha evidenziato anche il ruolo della normativa italiana, che introduce una specifica fattispecie di reato legata ai deepfake. ‘Abbiamo una legge italiana con una novità unica: il reato di deepfake. Lo abbiamo fatto perché i cittadini devono poter conoscere e riconoscere ciò che è reale e ciò che non lo è’, ha spiegato.
Il tema della trasparenza riguarda in particolare l’informazione, chiamata a utilizzare gli strumenti tecnologici senza rinunciare alla verifica delle notizie e alla responsabilità umana. Un’esigenza che diventa ancora più importante quando i contenuti possono condizionare le scelte dei cittadini e la loro capacità di distinguere le informazioni attendibili da quelle false. Sul fronte delle competenze economiche, Dario Damiani, capogruppo della Commissione Bilancio del Senato, ha ripercorso il percorso che ha portato anche all’introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole e alla legge che ha preso il suo nome. ‘Il primo giorno della legislatura, nel 2022, ho presentato due proposte di legge. La prima prevedeva che l’educazione finanziaria avesse uno spazio autonomo nel programma scolastico. La seconda, che è la strada seguita, proponeva di inserirla nell’educazione civica, già prevista dal 2019’, ha raccontato anche alla platea di studenti presenti all’interno della sala Concetto Marchese.
Il provvedimento è stato poi inserito nel percorso legislativo del disegno di legge sui capitali. Damiani ha seguito l’iter parlamentare come relatore al Senato, fino all’approvazione nel 2024. ‘Sono contento che l’iniziativa sia stata condivisa. Grazie a quella legge, l’insegnamento dell’educazione finanziaria è oggi obbligatorio nelle scuole. Le ore non sono ancora tante, ma si è partiti. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha già varato le linee guida l’anno scorso’.
Secondo il senatore, negli ultimi dieci anni è cresciuta l’attenzione verso la formazione economica, con un calendario di iniziative che ormai va oltre il tradizionale appuntamento del mese di novembre. Resta però il divario rispetto agli altri Paesi europei. ‘Siamo ancora in fondo alle classifiche europee sulle competenze finanziarie, ma qualche gradino lo abbiamo salito. C’è ancora tanto da fare’, ha sottolineato Damiani, che ha proposto anche di modificare la legge per consentire alle associazioni maggiormente rappresentative del settore di partecipare al tavolo ministeriale che definisce il Piano nazionale di educazione finanziaria. ‘Vogliamo mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni e associazioni’, ha concluso.
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale nella medicina e nell’assistenza agli anziani sono state al centro dell’intervento di Francesco Ciancitto, componente della Commissione Affari sociali e Sanità della Camera dei deputati. ‘La vita media in Italia è oggi di 84 anni. In cinquant’anni è cresciuta di circa 15 anni. L’obiettivo adesso è fare in modo che questi anni siano vissuti bene, e per riuscirci bisogna cominciare dalla prevenzione’, ha dichiarato l’esponente governativo. L’analisi dei dati sanitari può aiutare a individuare le patologie più frequenti, valutare l’efficacia degli interventi e comprendere come i pazienti rispondono ai farmaci. Informazioni che, se utilizzate correttamente, possono consentire di individuare prima alcune malattie e migliorare la qualità dell’assistenza. ‘Accanto alla formazione del personale sanitario, degli ospedali e delle strutture accreditate, abbiamo oggi uno strumento in più: l’intelligenza artificiale’, ha spiegato Ciancitto, indicando tra gli ambiti di applicazione anche l’analisi di radiografie, TAC ed esami diagnostici.
Il deputato ha collegato la prevenzione anche alla sostenibilità economica del sistema sanitario e delle famiglie. Un invecchiamento attivo, con anziani che continuano a partecipare alla vita sociale, può contribuire a ridurre il ricorso all’assistenza e il peso della spesa sociale. ‘L’intelligenza artificiale deve servire a migliorare la qualità della vita e l’assistenza agli anziani, e a ridurre le spese del Servizio sanitario nazionale e quelle delle famiglie. Il risparmio economico è una conseguenza: l’obiettivo è vivere meglio’. Ciancitto ha ricordato che oggi la prevenzione assorbe circa il 5% del Fondo sanitario nazionale e che il Governo punta ad aumentarne il peso. Ha inoltre richiamato il confronto a livello europeo per fare in modo che la spesa destinata alla prevenzione sia considerata un investimento, anziché una spesa ordinaria, nell’ambito del Patto di stabilità. ‘Investire nella salute dei cittadini e dei lavoratori fa crescere anche il Pil’, ha osservato.
Sui rischi e sulle responsabilità legati all’impiego dell’intelligenza artificiale nella giustizia si è soffermato Mariano Sciacca, presidente del Tribunale di Catania, che da circa vent’anni si occupa di innovazione giudiziaria. ‘La magistratura e la giustizia sono infrastrutture di fiducia. Hanno caratteristiche costituzionali precise, come l’indipendenza, e rappresentano un riferimento fondamentale anche per la finanza e per gli investitori’, ha affermato durante il Festival della Cultura Finanziaria. Per Sciacca, i dati prodotti dal sistema giudiziario costituiscono un patrimonio di grande valore, perché raccontano la storia di un Paese. Un patrimonio che deve essere conservato e valorizzato, soprattutto in una fase in cui l’intelligenza artificiale può incidere sui processi decisionali e sulla gestione delle informazioni.
‘Quando parliamo di intelligenza artificiale nel settore della giustizia, parliamo di decidere come gestire la nostra sovranità cognitiva e costituzionale’, ha spiegato il presidente del Tribunale, richiamando la necessità di garantire che l’innovazione non comprometta l’autonomia delle istituzioni e i diritti delle persone. Un passaggio importante riguarda la formazione di magistrati e avvocati. ‘Come magistrati abbiamo ricevuto ancora poca formazione sull’intelligenza artificiale. Eppure la responsabilità è grandissima. In questi giorni ci sono già casi di magistrati e avvocati che hanno usato questi strumenti senza verificare i risultati’, ha avvertito il presidente del tribunale etneo.
Proprio per questo, secondo Sciacca, giustizia e sanità sono ambiti nei quali occorre valutare con particolare attenzione l’impatto delle nuove tecnologie, perché coinvolgono alcune delle garanzie e dei diritti fondamentali della persona. Il presidente del Tribunale ha riconosciuto le preoccupazioni delle imprese rispetto al quadro normativo europeo e nazionale, ma ha giudicato opportuna la scelta di introdurre regole. Ha inoltre ricordato l’appello lanciato a luglio dai dirigenti giudiziari, sottoscritto dalla grande maggioranza dei presidenti delle Corti d’appello e dei tribunali, per offrire un contributo collaborativo e istituzionale alla gestione di questa trasformazione. All’incontro hanno partecipato anche Marzia Del Prete, senior manager AI presso EY Technology Consulting, Antonio Simeone, fondatore e amministratore delegato di Stoneprime US e direttore del Luiss Quantum & AI Lab, e Villy De Luca, responsabile dell’High Touch Trading & Syndicate per l’area EMEA di Squarepoint Capital LLC. I loro contributi hanno completato il confronto sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale nei diversi ambiti professionali, dalla consulenza tecnologica ai mercati finanziari, in un dibattito che ha messo al centro la necessità di accompagnare l’innovazione con competenze adeguate e sempre in aggiornamento, regole chiare e attenzione alle ricadute concrete sulla vita dei cittadini.
-Foto xo5/Italpress-
(ITALPRESS).
NVIDIA Broadcast 2.3 salva i vostri vecchi video grazie all'IA, ecco come
NVIDIA ha distribuito la versione 2.3.0 della sua applicazione Broadcast, il software gratuito nato per ripulire audio e video di streamer e videoconferenze. L'aggiornamento, arrivato in contemporanea... BLUETTI Apex 300 e B300K, energia anche per gli elettrodomestici del camper
BLUETTI Apex 300 con B300K a 3.098€ su Amazon alimenta elettrodomestici, luci e dispositivi anche lontano dalla rete elettrica. Il kit mette insieme una capacità di 5.529,6Wh e una potenza di 3.840W,... Anthropic teme che le IA possono clonarsi e riprodursi da sole
Anthropic ha pubblicato lo scorso lunedì un rapporto del suo Frontier Red Team in cui sostiene che i modelli di IA di piccole dimensioni potrebbero essere «a pochi mesi» dalla capac... Show Cisse in Europa League, il Milan travolge il Salisburgo 4-0

SALISBURGO (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Il miglior Milan della stagione si impone con un netto 4-0 a Salisburgo e festeggia così la prima vittoria europea dell’anno. Sono una tripletta del gioiellino Cisse e una rete di Ramos a regalare i tre punti alla formazione di Amorim.
I rossoneri si fanno vedere già all’8′, quando Bartesaghi mette in mezzo un buon cross arretrato sul quale Rabiot impatta bene, ma un’involontaria deviazione di Cisse manda la palla fuori. I rossoneri spingono e al quarto d’ora passano meritatamente in vantaggio. Hutchinson crossa dalla destra e Cisse sbuca alle spalle di Camarda, anticipando il diretto marcatore e infilando il portiere con un preciso colpo di testa nell’angolino. L’occasione del raddoppio si presenta due minuti più tardi. Rabiot verticalizza per Loftus-Cheek che prova a saltare Zawieschitzky senza successo con uno scavetto, ma la sfera resta giocabile e Hutchinson va al tiro, trovando però Boma pronto a salvare i suoi sulla linea a portiere battuto. Il dominio continua e al 32′ arriva il 2-0. Rabiot pesca Bartesaghi in area con un preciso cambio di gioco e l’esterno mette al centro una palla perfetta di prima sulla quale si avventa nuovamente Cisse, che da due passi trafigge ancora Zawieschitzky di prima intenzione. Si va al riposo sul 2-0. Cisse è inarrestabile e al 4′ della ripresa firma una clamorosa tripletta. Rabiot se ne va in progressione sulla sinistra, entra in area e serve al centro un pallone perfetto per il giovane talento azzurro, che in scivolata mette dentro. Al 22′ ci vuole un miracolo di Zawieschitzky sul sinistro ravvicinato di Hutchinson per evitare il poker. Il 4-0 si concretizza ugualmente al 27′. Mazurek perde un pallone sanguinoso a ridosso del limite dell’area, Jashari glielo ruba e serve subito il neo entrato Ramos, che con il sinistro supera facilmente Zawieschitzky. L’unica nota stonata della serata per Maignan e compagni arriva al 38′, quando Terracciano viene giustamente espulso per un fallo fuori area da ultimo uomo ai danni di Schmid. Il risultato non cambierà più. Il Milan raccoglie così i primi tre punti della sua Europa League. Tra una settimana, sarà ospite del Bournemouth.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Yemen’s Houthis attack presidential palace in Aden with missiles

Yemen’s Houthis attack presidential palace in Aden with missiles

Il Milan cala il poker a Salisburgo trascinato dalla tripletta di Cisse

SALISBURGO (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Il miglior Milan della stagione si impone con un netto 4-0 a Salisburgo e festeggia così la prima vittoria europea dell’anno. Sono una tripletta del gioiellino Cisse e una rete di Ramos a regalare i tre punti alla formazione di Amorim.
I rossoneri si fanno vedere già all’8′, quando Bartesaghi mette in mezzo un buon cross arretrato sul quale Rabiot impatta bene, ma un’involontaria deviazione di Cisse manda la palla fuori. I rossoneri spingono e al quarto d’ora passano meritatamente in vantaggio. Hutchinson crossa dalla destra e Cisse sbuca alle spalle di Camarda, anticipando il diretto marcatore e infilando il portiere con un preciso colpo di testa nell’angolino.
L’occasione del raddoppio si presenta due minuti più tardi. Rabiot verticalizza per Loftus-Cheek che prova a saltare Zawieschitzky senza successo con uno scavetto, ma la sfera resta giocabile e Hutchinson va al tiro, trovando però Boma pronto a salvare i suoi sulla linea a portiere battuto. Il dominio continua e al 32′ arriva il 2-0. Rabiot pesca Bartesaghi in area con un preciso cambio di gioco e l’esterno mette al centro una palla perfetta di prima sulla quale si avventa nuovamente Cisse, che da due passi trafigge ancora Zawieschitzky di prima intenzione.
Il miglior Milan della stagione si impone con un netto 4-0 a Salisburgo e festeggia così la prima vittoria europea dell’anno. Sono una tripletta del gioiellino Cisse e una rete di Ramos a regalare i tre punti alla formazione di Amorim. I rossoneri si fanno vedere già all’8′, quando Bartesaghi mette in mezzo un buon cross arretrato sul quale Rabiot impatta bene, ma un’involontaria deviazione di Cisse manda la palla fuori.
I rossoneri spingono e al quarto d’ora passano meritatamente in vantaggio. Hutchinson crossa dalla destra e Cisse sbuca alle spalle di Camarda, anticipando il diretto marcatore e infilando il portiere con un preciso colpo di testa nell’angolino. L’occasione del raddoppio si presenta due minuti più tardi. Rabiot verticalizza per Loftus-Cheek che prova a saltare Zawieschitzky senza successo con uno scavetto, ma la sfera resta giocabile e Hutchinson va al tiro, trovando però Boma pronto a salvare i suoi sulla linea a portiere battuto.
Il dominio continua e al 32′ arriva il 2-0. Rabiot pesca Bartesaghi in area con un preciso cambio di gioco e l’esterno mette al centro una palla perfetta di prima sulla quale si avventa nuovamente Cisse, che da due passi trafigge ancora Zawieschitzky di prima intenzione.
IL TABELLINO
SALISBURGO (4-2-3-1): Zawieschitzky 6.5; Morgalla 5 (36’st Drexler sv), Boma 5, Zabransky 5, Schmid 5; Mazurek 4.5, Barry 5; Lindstrom 5 (28’st Redzic sv), Kitano 5 (15’st Diakité 5.5), Baidoo 5 (15’st Vertessen 6); Tabakovic 5 (28′ st Camara sv). In panchina: Früchtl, Sarcevic, Mellberg, Tohumcu, Krätzig, Lainer. Allenatore: Rohl 5
MILAN (3-4-2-1): Maignan 6.5; Tomori 7 (22’st F.Terracciano 6), De Winter 7, Pavlovic 7 (36’st Diawara sv); Hutchinson 7, Jashari 7, Rabiot 7.5 (15’st Modric 6.5), Bartesaghi 7; Loftus-Cheek 6, Cisse 8 (15’st Pulisic 6); Camarda 6 (15’st Ramos 7). In panchina: Torriani, Estupinan, Gila, Comotto, Moreira, Musah, Chukwueze. Allenatore: Amorim 7
ARBITRO: Fesnic (Romania) 6
RETI: 15’pt, 32’pt e 4’st Cisse, 27’st Ramos.
NOTE: cielo coperto, campo in buone condizioni.
Espulso Terracciano al 38’st per fallo su chiara occasione da gol.
Ammoniti: Hutchinson, Zabransky.
Angoli 3-2.
Recupero 1′ pt, 3′ st.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Francesco Narducci: il Dossier prima dell'autopsia.

8 ottobre 1985. Il medico perugino Francesco Narducci scompare nelle acque del lago Trasimeno. Il ritrovamento del suo corpo apre una vicenda destinata a sollevare interrogativi e controversie per decenni.
Come furono condotte le prime indagini? Quali testimonianze vennero raccolte? E perché non fu eseguita un'autopsia, nonostante la richiesta di approfondire le circostanze della morte?
In questo nuovo documentario di Italia Mistero ricostruiamo gli avvenimenti successivi alla scomparsa di Narducci, le attività investigative, le dichiarazioni dei testimoni e il percorso che portò a escludere l'esame autoptico.
Una storia di documenti, decisioni e interrogativi che avrebbero assunto un'importanza centrale nelle successive indagini sul caso Narducci e sui suoi presunti collegamenti con il Mostro di Firenze.
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📌 **IN QUESTO DOCUMENTARIO SCOPRIRAI**
✔️ Le prime ore dopo la scomparsa di Francesco Narducci sul lago Trasimeno
✔️ Il ritrovamento del corpo e gli accertamenti iniziali
✔️ Le testimonianze raccolte dagli investigatori
✔️ Il ruolo della Questura di Perugia e delle autorità coinvolte
✔️ Le circostanze della richiesta di autopsia e la decisione di non eseguirla
✔️ Gli interrogativi rimasti aperti sulle prime indagini
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**Il Caso Francesco Narducci** – La ricostruzione documentale della scomparsa del medico perugino, delle indagini sulla sua morte e delle controversie emerse negli anni successivi.
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#FrancescoNarducci #CasoNarducci #MostroDiFirenze #LagoTrasimeno #ItaliaMistero
Targa Florio Classica parte da Palermo, La Russa “La gara più antica al mondo”
PALERMO (ITALPRESS) – “La Targa Florio è una gara unica, la gara più antica al mondo. Una grande accoglienza di pubblico e di appassionati qua a Palermo, ACI da sempre vicino alla Targa Florio, e ora ancora di più verso il futuro di questa gara”. Lo ha detto il presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa, per la cerimonia di partenza della Targa Florio Classica 2026: la manifestazione, realizzata in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia, è un appuntamento decisivo del Campionato Italiano Grandi Eventi e Ferrari Tribute to Targa Florio con 200 straordinarie vetture al via dalla piazza Piazza Verdi, davanti al teatro Massimo a Palermo.
xd6/mrc/gsl
Al via da Palermo la Targa Florio Classica 2026, 200 auto e domani tappa a Trapani

PALERMO (ITALPRESS) – Si rinnova la grande festa a Palermo per la cerimonia di partenza della Targa Florio Classica 2026, appuntamento decisivo del Campionato Italiano Grandi Eventi e Ferrari Tribute to Targa Florio con 200 straordinarie vetture al via dalla scenografica piazza Piazza Verdi, davanti al teatro Massimo. A dare il benvenuto ai partecipanti e agli sportivi, il presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa che, non solo sarà presente in tutte le fasi dell’evento sportivo e culturale, ma lo virà dal suo interno perchè sarà al volante di una Fiat 500 insieme a prestigiosi ospiti internazionali. Sono arrivati a Palermo per l’esclusiva occasione infatti, i componenti del Club dei fondatori della FIA, ovvero del Founding Member Star, comitato che riunisce i 13 club automobilistici nazionali pionieri, che il 20 giugno 1904 a Parigi hanno fondato l’AIACR (Association Internationale des Automobile Clubs Reconnus), l’organizzazione che nel 1946 è diventata la Fèdèration Internationale de l’Automobile, ovvero la FIA. Il parterre di ospiti internazionali scoprirà le meraviglie della Sicilia al volante delle generose Fiat 500 messe a disposizione dal partner “Terre di Canossa”. A fare gli onori di casa il primo cittadino di Palermo, il professore Roberto Lagalla, e le autorità istituzionali civili e militari dell’isola.
Domani, venerdì 16 ottobre, la prima tappa di 304,79 km sarà nel Trapanese dove, si sta già concentrando l’attenzione degli appassionati, delle amministrazioni locali e delle associazioni di promozione del territorio, per accogliere ed acclamare i 200 equipaggi sulle loro splendide auto storiche e GT, veri e propri gioielli della tecnica ingegneristica e stilistica. Tra i marchi automobilistici più blasonati, Alfa Romeo, Aston Martin, Austin, Ferrari, Fiat, Jaguar, Lancia, Mercedes, Porsche.
Grande prestigio non solo di auto, ma anche di driver tra cui: Alessandro Alunni Bravi, Chief Business Affairs Officer Mclaren Racing, l’ingegnere Gabriele Tredozi, progettista di casa Minardi, Enrico Colombo, Direttore Generale di ACI Global Servizi, oltre agli assi della regolarità, come i campioni Moceri, e Di Pietra.
Tornando al percorso, la prima tappa attraverserà i comuni di Altofonte, Partinico, Alcamo e proseguiranno lungo la costa nord attraverso Castellammare, Custonaci, Erice, Trapani con le suggestive saline di Nubia e ancora Marsala, dove gli i concorrenti si ritroveranno per una preziosa sosta alle le storiche cantine Florio, dove la famiglia fondò uno dei più importanti stabilimenti per la vinificazione e commercializzazione delle uve provenienti da tutta la Sicilia. Dopo la sosta gli equipaggi andranno a Mazara del Vallo e Campobello di Mazara, considerato uno dei luoghi simbolo della disciplina della regolarità italiana. Una tradizione sportiva che affonda le proprie origini in una storia recente e caratteristica di Campobello grazie al suo ideatore, ovvero l’allora sindaco Nino Buffa che nel 1962, per festeggiare l’installazione del primo impianto di illuminazione pubblica nel paese, ebbe la brillante intuizione di organizzare una competizione automobilistica tutta notturna che si snodasse tra le vie cittadine richiamando migliaia di persone. Proprio a Campobello la locale Pro Loco, retta dall’imprenditore Mauro Cudia, donerà a ciascuno degli equipaggi dei doni con prodotti tipici del territorio. Altro momento dalla grande suggestione sarà certamente l’ingresso all’interno del Parco Archeologico di Selinunte, tra il blu del mare e le colonne di epoca ellenica. A Partanna si svolgerà invece la Power Stage Classic, l’avvincente prova spettacolo su tre rilevamenti cronometrici, allestita all’interno dell’abitato davanti al Castello Grifeo, antica fortezza araba del 1300, oggi sede tra l’altro del museo della preistoria. La Power Stage di grande richiamo per il pubblico, sarà integralmente trasmessa in differita su ACI Sport Tv, il canale televisivo dedicato all’automobilismo sui canali 228 di Sky, 52 di tivùsat ed on demand su acisport.tv. La prima tappa prevede lo svolgimento di 96 prove Cronometrate, 8 Prove di Media e 6 Controlli a Timbro. Al termine della tappa, gli equipaggi faranno rientro a Palermo. Sabato, la seconda tappa sul Grande Circuito delle Madonie. La competizione, che si svolge su strade aperte alla viabilità ordinaria, registra un’imponente organizzazione di uomini e mezzi, coordinati dal direttore di gara Marco Cascino. A supporto delle vetture in gara, vi saranno come sempre gli efficienti uomini e mezzi di ACI Global e Servizi. Tutte le informazioni sono come sempre disponibili sul sito www.targa-florio.it e www.acisport.it.
– Foto ufficio stampa Automobile Club d’Italia –
(ITALPRESS).
Orrore a Mirandola: anziani coniugi trovati morti in casa, si sospetta il figlio

Sindaci italiani al Global Mayors Dialogue, “Esperienza cinese esemplare”

ZHENGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Recentemente, Roberto Di Stefano, sindaco del comune italiano di Sesto San Giovanni, ha partecipato a una passeggiata per le vie di Luoyang, antica capitale di tredici dinastie cinesi. Edifici in stile antico si sono susseguiti davanti ai suoi occhi, spingendolo a scattare di continuo foto con il cellulare.
“Sebbene la città abbia attraversato cambiamenti culturali, gli elementi chiave che rappresentano il carattere e l’identità di Luoyang sono stati preservati”, ha affermato, elogiando l’approccio della città nel tramandare le tradizioni storiche e definendolo “degno di essere mostrato e promosso nel mondo”.
Dal 9 all’11 ottobre, a Luoyang, nella provincia centrale cinese dello Henan, si è tenuto il Global Mayors Dialogue 2026, dedicato al tema “Tramandare l’eredità delle antiche capitali e imparare reciprocamente dalle civiltà urbane”.
Sindaci e rappresentanti di diverse città italiane, tra cui Sesto San Giovanni, Bologna e Dolo, hanno visitato luoghi di interesse culturale locali per scambiare opinioni su temi quali la tutela del patrimonio culturale e la riqualificazione urbana.
Come preservare la memoria storica di una città, rivitalizzando al contempo gli antichi spazi urbani, è diventata una sfida comune per Cina e Italia, due Paesi con una lunga e ricca storia.
Yu Jie, responsabile dell’Istituto di ricerca delle Grotte di Longmen, ha affermato che, quando Luoyang pianificò un nuovo distretto industriale negli anni Cinquanta, scelse deliberatamente un’area lontana dal centro storico della città per evitare di danneggiare i resti archeologici. Negli ultimi anni, la città ha sviluppato parchi archeologici e musei dei siti archeologici, rendendo il proprio patrimonio storico più accessibile al pubblico.
Stefano Mazzetti, Capo di Gabinetto della Città metropolitana di Bologna, ha ricordato che i portici di Bologna sono stati inseriti nella Lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2021. Queste strutture storiche non soltanto offrono riparo dal sole e dalla pioggia, ma collegano anche i singoli edifici e creano spazi pubblici condivisi per l’interazione quotidiana tra i residenti.
A suo avviso, il patrimonio culturale non dovrebbe essere costituito soltanto da edifici che i visitatori possono ammirare, ma dovrebbe diventare parte integrante della vita urbana. Preservare la cultura storica e uno sviluppo urbano moderno non sono in contraddizione. La chiave sta nel trovare un modo affinchè i due elementi si completino a vicenda.
Questo concetto si riflette chiaramente nei quartieri storici di Luoyang.
Al calare della sera, l’antica città di Luoyi si è illuminata di lanterne colorate. I visitatori, vestiti con abiti tradizionali in stile Han, hanno passeggiato per le strade, dove mostre dedicate al patrimonio culturale immateriale, spettacoli culturali e ristoranti caratteristici hanno creato un’atmosfera vivace.
Sia Bologna sia Luoyang stanno esplorando modi per integrare il patrimonio culturale nella vita moderna. Stefano Mazzetti ha affermato che la conservazione e lo sviluppo urbano richiedono di tenere pienamente conto delle opinioni dei cittadini, rendendo i residenti protagonisti attivi nella riqualificazione urbana.
Gli scambi tra antiche capitali non hanno soltanto creato visioni condivise, ma hanno anche generato una cooperazione concreta.
Il 9 ottobre, una delegazione di Dolo, comune della città metropolitana di Venezia, in Italia, ha visitato il Politecnico di Luoyang. Gianluigi Naletto, sindaco di Dolo, e Ren Yang, vice rettrice del Politecnico di Luoyang, hanno firmato un accordo di cooperazione a nome delle due parti. In base all’accordo, le due città approfondiranno la cooperazione nei settori dell’istruzione professionale, della conservazione del patrimonio culturale, dell’arte, del turismo culturale e in altri ambiti attraverso scambi di docenti e studenti, programmi di studio per i giovani e progetti pratici congiunti.
“Dolo e Luoyang possono fungere da modello da cui altre città storiche e culturali del mondo possono trarre insegnamento e ispirazione”. Gianluigi Naletto ha affermato che entrambe le città stanno esplorando come preservare la cultura storica, sviluppando al contempo un’economia basata sulla conoscenza e guardando al futuro.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
NASA Satellites Observe Historic 2026 El Niño
NASA Satellites Observe Historic 2026 El Niño
NASA’s Scientific Visualization Studio
A phenomenon rarer than a solar eclipse and more powerful than any single storm system is unfolding this fall, and NASA is tracking it closely.
El Niño is a natural climate pattern that emerges roughly every two to seven years marked by warmer-than-normal water temperatures in parts of the equatorial Pacific. NASA scientists are keeping watch as it flips trade winds, redistributes ocean heat, scrambles rain patterns, and raises sea surface height across parts of the Pacific.
As of October, the National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) has said that there’s an 83% chance that the strongest El Niño since 1950 is currently unfolding. People around the world, including farmers, firefighters, and coastal communities, are already experiencing the effects in different ways.
Follow along with these maps as NASA tracks El Niño from its epicenter in the equatorial Pacific Ocean.
Sea surface height in flux
One of the first clues appeared in satellite imagery in January 2026, when a swell of warm water called a Kelvin wave was spotted near Micronesia in the western Pacific. Kelvin waves are slow-moving pulses of water thousands of miles long. Like underwater freeways, they transfer heat from west to east across the Pacific. The warm water heats the air directly above it, making it rise. The change in air pressures weakens or even reverses the trade winds that typically blow in the opposing direction, from the Americas toward Asia, causing sea levels in the eastern Pacific to rise further, and waters to warm even more. This chain reaction signifies the start of an El Niño.
The map above shows that by early April, those Kelvin waves had reached the eastern Pacific, and sea surface temperatures had begun to warm. Warm water expands in volume, elevating local sea levels in some areas by as much as 1 to 1.3 feet (30 to 40 centimeters). The higher-than-normal water can be seen sloshing toward South America then moving up the coast to California. Sea levels that are six to eight inches (15 to 20 centimeters) lower than normal are visible around Indonesia and northern Australia.
“Kelvin waves are like the heartbeat of El Niño,” said Josh Willis, project scientist for sea level missions at NASA’s Jet Propulsion Laboratory in Southern California. “And our sea level satellites let us peer into the ocean and watch every beat.”
Scientists have used satellite altimetry to track the height of the ocean with ultraprecision since 1993. That unbroken data record continues today with the Sentinel-6 satellites. State-of-the-art radar altimeters aboard these satellites survey millions of square miles of ocean in a single day, complementing NOAA’s fleet of ocean sensors and buoys drifting and diving through the water below.
Warming Pacific waters
Warmer-than-normal seawater is one of the best-known indicators of El Niño. Already, sea surface temperatures in the eastern Pacific are about 3 degrees Fahrenheit (1.7 degrees Celsius) warmer than the long-term average and could jump another fraction of a degree in the coming months, Willis said.
Satellites carrying microwave and infrared radiometers can see through and around clouds to measure heat energy at the sea surface. Satellites in 2026 mapped the band of warmer-than-normal water as it expanded throughout the spring. The band, seen in dark red, stretches for millions of square miles from the heart of the Pacific to the coast of South America. Ocean temperatures can influence weather patterns around the world. Air above the water’s surface carries heat and moisture into the atmosphere, seeding rainstorms and rearranging weather patterns across the globe.
Ocean gets bluer
El Niño’s warm waters also change the color of the ocean. A NASA satellite is tracking these subtle shifts in hues, as equatorial Pacific waters have become measurably more blue over the last several months.
“Some people think of water as being just blue, but it’s amazing the multitude of colors the ocean can be,” said Matthew Kehrli, a lead research scientist for the PACE (Plankton, Aerosol, Cloud, ocean Ecosystem) satellite team at NASA’s Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Maryland.
This spectrum is in part thanks to microscopic plants called phytoplankton, which form the basis of the marine food web. There are thousands of different species of phytoplankton, which come in shades like teal, brown, or green. This year, in areas of the Pacific Ocean along the equator that are typically lush with phytoplankton and greener as a result, these hues are waning.
This is an expected effect of El Niño. Phytoplankton thrive in cool, nutrient-rich waters, but during an El Niño, the weakening trade winds reduce the upwelling of nutrient-rich deep water to the ocean surface. With limited food supply, phytoplankton abundance drops. This decline can trigger cascading effects across the marine food web, forcing other marine life to relocate to new feeding grounds.
This year’s El Niño is the first since PACE launched in 2024, providing new views of the phenomenon. The Ocean Color Instrument aboard PACE observes the ocean in hyperspectral color — across several hundred different wavelengths of visible, near-infrared, and ultraviolet light — monitoring phytoplankton and other ocean-color changes in near-real time. With PACE data, researchers calculate the average color of the ocean, simplifying spectra of light into a single number, known as apparent visible wavelength.
The 2026 map above shows the green area along the equator in the western Pacific Ocean shrink as a bluer shade fills in, indicating fewer phytoplankton. In contrast, the map from 2025 shows how the green-hued section stays steady over time.
“You have expectations of what you would think would happen,” Kehrli said. “But to visually see the results with the data products that you’re working with in real time is gratifying.”
NASA scientists will continue to monitor the signs and impacts of this El Niño with its fleet of Earth-observing satellites.
“El Niño touches almost all of us in some way every time it occurs,” Willis said. “While many have seen what it can do, we look to the ocean to understand why.”
View and download these data visualizations here.
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Il Mit convoca i rappresentanti del settore dell’autotrasporto martedì 27 ottobre

ROMA (ITALPRESS) – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per martedì 27 ottobre, alle ore 16, presso la sede centrale del Dicastero a Porta Pia, un incontro con le rappresentanze del settore dell’autotrasporto. All’incontro saranno invitati a partecipare anche rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Barachini “Dobbiamo sostenere il giornalismo e garantire la trasparenza nell’era dell’intelligenza artificiale” / Video

CATANIA (ITALPRESS) – “Dobbiamo utilizzare l’innovazione con trasparenza e corresponsabilità, mantenendo sempre un controllo umano”. Lo ha detto Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, intervenendo sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel settore dell’informazione e sulla necessità di tutelare il giornalismo durante il Festival della Cultura Finanziaria 2026.
“Non c’è ambito che abbia bisogno di maggiore trasparenza dell’informazione finanziaria e della formazione economica, che incidono direttamente sulla vita dei cittadini” ha sottolineato Barachini, evidenziando l’importanza di ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni, politica e cittadini. “Il ruolo del giornalismo è proprio questo: raccontare la verità e la realtà, verificando i fatti. Possiamo farlo con tutti gli strumenti di innovazione possibili, ma mantenendo sempre un controllo e una responsabilità umani”.
Il sottosegretario ha richiamato anche i rischi legati alla disinformazione, che “ha un peso molto forte nelle nostre vite, anche se a volte non ce ne rendiamo conto”. Secondo Barachini, occorre prestare attenzione ai flussi informativi, spesso governati da grandi società internazionali con interessi economici nella distribuzione delle notizie, affinché non condizionino la formazione dei cittadini e, soprattutto, dei giovani. Sul sostegno al comparto editoriale, Barachini ha assicurato che il Governo è impegnato a “continuare a portare risorse al settore dell’informazione e a sostenere l’aiuto pubblico”, in una fase in cui il sistema è esposto a una crescente pressione sui canali di distribuzione delle notizie. “Dobbiamo sostenere il racconto nazionale del nostro Paese. Un territorio complesso come l’Italia, con così tanti Comuni, ha bisogno di informazione territoriale, locale e di un racconto nazionale”, ha concluso il Sottosegretario di Stato all’informazione e l’editoria da Catania.
IL VIDEO
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
SpaceX CRS-35, ultimi pannelli solari iROSA verso la Stazione Spaziale Internazionale

CAPE CANAVERAL (STATI UNITI) (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – Il lancio della missione SpaceX CRS-35, avvenuto il 13 ottobre 2026, porta verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) l’ultima coppia di pannelli solari iROSA, destinati a completare il potenziamento energetico della struttura dopo la loro installazione. Insieme ai nuovi componenti viaggiano rifornimenti e apparecchiature scientifiche, in un’operazione che conferma il ruolo dei servizi logistici commerciali nella manutenzione e nell’ammodernamento delle infrastrutture orbitali della NASA.
Il razzo Falcon 9 è decollato alle 6:33 EDT (12:33 ora italiana) dallo Space Launch Complex 40 della Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. A bordo della capsula Dragon sono presenti oltre 2,8 tonnellate di materiali, tra rifornimenti, componenti hardware e strumenti destinati alla ricerca in microgravità. Si tratta della 35ª missione di rifornimento commerciale di SpaceX per la NASA, nell’ambito del programma Commercial Resupply Services (CRS), attraverso il quale l’agenzia statunitense affida a operatori privati il trasporto di materiali verso la stazione orbitante. L’aggancio autonomo della capsula al modulo Harmony è stato programmato per il 15 ottobre alle 11:00 EDT (17:00 in Italia). La missione comprende anche il successivo ritorno sulla Terra di campioni scientifici e altri materiali, completando un ciclo logistico che integra consegna dei carichi e recupero dei risultati sperimentali.
Tra i carichi più rilevanti figurano gli ultimi due pannelli International Space Station Roll-Out Solar Arrays (iROSA), destinati a completare il programma di incremento della capacità energetica della Stazione Spaziale Internazionale. I nuovi sistemi saranno installati dagli astronauti attraverso attività extraveicolari previste nel corso dell’autunno. Una volta integrati nell’infrastruttura esistente, contribuiranno ad aumentare la disponibilità di energia elettrica necessaria al funzionamento degli apparati di bordo, alle operazioni della stazione e alle attività scientifiche. Il potenziamento assume particolare rilevanza anche nella prospettiva della fase conclusiva della vita operativa della ISS.
Secondo la NASA, la maggiore disponibilità di elettricità servirà infatti a sostenere le operazioni necessarie per il futuro deorbiting controllato della struttura. Dal punto di vista industriale, il trasporto degli ultimi pannelli iROSA dimostra come le missioni commerciali di rifornimento svolgano una funzione più ampia rispetto alla consegna di materiali di consumo per gli equipaggi. La capacità di trasferire in orbita componenti destinati all’ammodernamento di sistemi già operativi consente di programmare interventi infrastrutturali nell’ambito della gestione della stazione. La consegna dei pannelli costituisce tuttavia soltanto una fase dell’intervento: il completamento dell’aggiornamento energetico richiede anche la successiva installazione attraverso operazioni coordinate con gli astronauti presenti a bordo. La disponibilità del servizio logistico e la pianificazione delle attività extraveicolari sono quindi elementi complementari dello stesso programma infrastrutturale.
Accanto ai sistemi energetici, Dragon trasporta una serie di esperimenti che confermano la funzione della ISS come piattaforma di ricerca per applicazioni terrestri e future missioni spaziali. Tra le apparecchiature figurano sistemi destinati alla produzione di retine artificiali in microgravità, una linea di ricerca che potrebbe contribuire allo sviluppo di trattamenti per il recupero della vista. La missione comprende inoltre esperimenti su modelli tridimensionali di tessuto cardiaco, progettati per approfondire le possibilità di effettuare test farmacologici su larga scala durante future missioni spaziali. Sono previsti anche studi sulla formazione di nuove tipologie di vetro in microgravità e ricerche condotte su organoidi cerebrali, con l’obiettivo di individuare potenziali bersagli terapeutici per patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla. Queste attività evidenziano il valore operativo della capacità di trasportare regolarmente strumenti, materiali biologici e apparecchiature sperimentali verso l’orbita bassa. La ricerca in microgravità richiede infatti una catena logistica affidabile, capace di supportare sia l’avvio degli esperimenti sia il successivo recupero dei campioni destinati alle analisi terrestri.
Secondo il programma comunicato dalla NASA, la capsula Dragon rimarrà agganciata alla ISS fino alla metà di novembre 2026, quando lascerà la stazione per rientrare sulla Terra con materiali scientifici e altri carichi, effettuando un ammaraggio al largo della California. La capacità di riportare a Terra risultati sperimentali costituisce un elemento significativo del servizio commerciale, soprattutto per le attività che richiedono analisi di laboratorio non eseguibili direttamente a bordo. Nel modello operativo della NASA, il programma Commercial Resupply Services affida agli operatori privati le capacità di lancio, trasporto e rientro previste dai contratti, mentre l’agenzia mantiene il ruolo di committente e coordinatore delle missioni. La CRS-35 riunisce così due funzioni essenziali per la gestione della ISS: il trasporto di componenti destinati al potenziamento dell’infrastruttura energetica e il sostegno alle attività scientifiche. La missione evidenzia come la logistica commerciale sia diventata parte integrante dell’operatività della stazione, collegando servizi industriali di trasporto, manutenzione orbitale e ricerca in microgravità.
– foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).
Milano, Sala “Su Pgt ascoltiamo critiche, ma serve mediazione di buon senso”
MILANO (ITALPRESS) – “Noi da un lato siamo anche un po’ forzati a cambiare, perché finché non cambiano le leggi a livello nazionale è inutile che continuiamo a cercare un confronto che rischia di diventare anche un po’ sterile con le posizioni della Procura”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine del Forum della rigenerazione a Milano in merito alla variante al Pgt. “Stiamo cercando di trovare una mediazione di buonsenso, che vuol dire che non possiamo negare i nostri principi e il nostro lavoro sulla rigenerazione, ma dobbiamo ovviamente ascoltare anche le critiche – ha sottolineato il primo cittadino -. Quello che stiamo facendo secondo me ha senso, però non posso che ribadire che una normativa quadro a livello nazionale continua a essere indispensabile, al di là di tutti i bei PGT che le città possono fare”, ha concluso.
xu9/mrc/azn
Targa Florio Classica, Lagalla “Una gara che celebra la storia di Palermo”
PALERMO (ITALPRESS) – “E’ una gara che racconta la Sicilia: nata in Sicilia, sviluppatasi in Sicilia, vissuta fino ad oggi intensamente in Sicilia, lungo un percorso che ne rivela fino in fondo le bellezze e la struggente orografia del territorio. Una gara che articoliamo adesso in due momenti della stagione: una per regolarità, un’altra riservata alle macchine storiche”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a margine della partenza della Targa Florio Classica 2026,da Piazza Verdi a Palermo. “Insomma, una gara che ha mutato pelle, ma ha mantenuto intatta la tradizione, la forza, la sua rappresentatività e l’identità di una regione – ha aggiunto Lagalla -. Il fatto che parta da questa piazza Massimo, dove il teatro racconta del Liberty, del Basile e dei Basile, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, ci riporta a quella Sicilia dei Florio, a quella Palermo felicissima che intensamente stiamo lavorando per poter riportare ai fasti di un tempo”, ha concluso.
(ITALPRESS).
mrc/azn
Is AI eroding PhD students’ critical thinking and analysis skills?
Nature, Published online: 15 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03178-w
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LA VERITÀ SUL DIESEL RUSSO CHE L’EUROPA SCOPRIRÀ PRESTO

Sono giorni movimentati sull’asse Stati Uniti, Russia e Ucraina. Donald Trump ha dato il via a una serie di mosse strategiche che non riguardano soltanto Washington, ma che potrebbero spostare ancora una volta gli equilibri sullo scacchiere geopolitico mondiale.
Ricostruire le intenzioni di Trump sulla questione ucraina apre nuovi scenari e aiuta a comprendere le posizioni dei protagonisti. Sullo sfondo ci sono l’Unione europea e l’Italia, alle prese con le possibili conseguenze economiche ed energetiche di questa svolta.
Dai colloqui estivi al nuovo scontro diplomatico, ripercorriamo le tappe che hanno coinvolto Trump, Putin e Zelensky, fino alle scelte che attendono Bruxelles e il governo italiano.
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Second Ebola Infection Announced in Kenya

© Monicah Mwangi/Reuters
Opella: un nuovo studio dimostra che il trattamento efficace della tosse va oltre il sollievo sintomatico
COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE
PARIGI, 15 ottobre 2026 /PRNewswire/ — Un nuovo studio realizzato da Opella, produttore di Mucosolvan e Bisolvon, fornisce ai farmacisti prove convincenti del fatto che il successo di un trattamento per la tosse deve essere misurato in base al suo impatto sul benessere generale del paziente, oltre che in base al tradizionale sollievo sintomatico.
Poiché la maggior parte dei consumatori1 decide quale trattamento assumere in farmacia, il consiglio del farmacista svolge un ruolo fondamentale nell’aiutare i pazienti a tornare alle loro normali abitudini e a riappropriarsi della loro quotidianità.
Principali conclusioni:
Milena Leone, Global Brand General Manager, Opella:
“Quando una tosse interrompe le routine quotidiane, è essenziale una cura efficace e tempestiva. Questo studio fornisce preziose prove reali del fatto che Mucosolvan e Bisolvon vanno oltre il trattamento del sintomo fisico: offrendo un sollievo rapido fin dalla prima dose, aiutano le persone a superare i disagi della tosse e a riprendere più rapidamente le proprie attività quotidiane.”
Informazioni sullo studio
Il RWE Cough Study, uno studio prospettico e osservazionale, è stato condotto in Italia su consumatori adulti che avevano acquistato Mucosolvan (ambroxolo) o Bisolvon (bromexina) per curare una tosse produttiva acuta. Lo studio ha valutato l’efficacia quotidiana e l’impatto sulla qualità della vita dei pazienti su un periodo di sette giorni utilizzando strumenti convalidati, tra cui il Cough Severity Diary (CSD) e il Leicester Cough Questionnaire (LCQ).
Per ulteriori informazioni o per esaminare integralmente i risultati, consultare la pagina 79 qui.
MAT-GLB-2605783-v1.0-10/2026
1. In Germania, il 58% dei consumatori prende le decisioni relative al trattamento di tosse e raffreddore in negozio.
2. Dopo la prima assunzione, il 53% (41%) degli utilizzatori di bromexina (rispettivamente di ambroxolo) si è dichiarato d’accordo o pienamente d’accordo con l’affermazione di aver provato un sollievo immediato, mentre rispettivamente il 57% e il 44% hanno riferito un sollievo dallo stimolo a tossire.
Fonte: I&P Tracker 2025, Dive SO Units WWP MAT Dec’25, “Understand the Shopper Journey on the C&C Category to Drive an Omnichannel Strategy”, Germania, maggio 2023.
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immediapress/pr-newswire

Indagini sui kit di phishing cinesi che hanno attaccato il Giappone ma non solo

Power Up: Roll Out Solar Arrays Boost Space Station Power Supply
Power Up: Roll Out Solar Arrays Boost Space Station Power Supply

From the International Space Station’s unique position 250 miles above Earth, the Sun is a vital source of energy. Solar power supports the station’s life support systems, daily activities, and hundreds of research investigations that improve life on Earth and prepare humans for deep space exploration. Over the past five years, NASA augmented the station’s power generation and distribution capability with next-generation International Space Station Roll Out Solar Arrays (IROSAs).
In 2017, a technology demonstration conducted aboard the space station tested the effectiveness of the arrays. The lightweight, compact design launches as a cylinder and unfurls like a yoga mat after installation. This advanced design reduces mass and volume at launch and uses an autonomous, self-deploying system that minimizes risks during rollout.
The IROSAs were designed, manufactured, and tested by Redwire under a contract with Boeing and are about half the size of the station’s legacy arrays. Despite being smaller, the arrays are capable of producing about 28 kilowatts of additional power.
Six IROSAs were installed outside of the space station between 2021 and 2023. In 2023, power projections prompted a request for another set of IROSAs, which launched in Dragon spacecraft’s trunk during the SpaceX 35th commercial resupply services mission to space station for NASA. Together, the eight IROSAs will increase power by more than 160kW for research and operations.
With the full upgrade in place, the space station’s revitalized power system not only supports NASA’s legacy in low Earth orbit but also helps advance technology that will extend the agency’s reach into the solar system. From planetary defense demonstrations, like the Double Asteroid Redirection Test, to future human exploration efforts, the space station is an essential testbed for the technologies needed for expeditions beyond Earth’s orbit.
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In 2017, a technology demonstration conducted aboard the space station tested the effectiveness of the arrays. The lightweight, compact design launches as a cylinder and unfurls like a yoga mat after installation. This advanced design reduces mass and volume at launch and uses an autonomous, self-deploying system that minimizes risks during rollout.
The IROSAs were designed, manufactured, and tested by Redwire under a contract with Boeing and are about half the size of the station’s legacy arrays. Despite being smaller, the arrays are capable of producing about 28 kilowatts of additional power.
Six IROSAs were installed outside of the space station between 2021 and 2023. In 2023, power projections prompted a request for another set of IROSAs, which launched in Dragon spacecraft’s trunk during the SpaceX 35th commercial resupply services mission to space station for NASA. Together, the eight IROSAs will increase power by more than 160kW for research and operations.
With the full upgrade in place, the space station’s revitalized power system not only supports NASA’s legacy in low Earth orbit but also helps advance technology that will extend the agency’s reach into the solar system. From planetary defense demonstrations, like the Double Asteroid Redirection Test, to future human exploration efforts, the space station is an essential testbed for the technologies needed for expeditions beyond Earth’s orbit.
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From the International Space Station’s unique position 250 miles above Earth, the Sun is a vital source of energy. Solar power supports the station’s life support systems, daily activities, and hundreds of research investigations that improve life on Earth and prepare humans for deep space exploration. Over the past five years, NASA augmented the station’s power generation and distribution capability with next-generation International Space Station Roll Out Solar Arrays (IROSAs).
In 2017, a technology demonstration conducted aboard the space station tested the effectiveness of the arrays. The lightweight, compact design launches as a cylinder and unfurls like a yoga mat after installation. This advanced design reduces mass and volume at launch and uses an autonomous, self-deploying system that minimizes risks during rollout.
The IROSAs were designed, manufactured, and tested by Redwire under a contract with Boeing and are about half the size of the station’s legacy arrays. Despite being smaller, the arrays are capable of producing about 28 kilowatts of additional power.
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With the full upgrade in place, the space station’s revitalized power system not only supports NASA’s legacy in low Earth orbit but also helps advance technology that will extend the agency’s reach into the solar system. From planetary defense demonstrations, like the Double Asteroid Redirection Test, to future human exploration efforts, the space station is an essential testbed for the technologies needed for expeditions beyond Earth’s orbit.
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[2026-10-17] Concerto al Niño @ Spazio Niño, Pinerolo
Concerto al Niño
Spazio Niño, Pinerolo - Via Achille Midana, 10064 Pinerolo TO, Italia(sabato, 17 ottobre 18:00)

Dalle 18:00
Apericena, distribuzione e musica.
Alle 20:30 puntuali concerto con:
Scrudo (punk hc dalla Sardegna)
Gordonzola (gastromath da Torino)
A seguire djset fino a mezzanotte!
Antica è la radice
Danza della morte
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Terzo settore, Bellucci “L’Italia ha ottenuto in Ue importanti risultati”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Insieme a Fratelli d’Italia, al gruppo Ecr, Denis Nesci e tutti i parlamentari europei, riteniamo che l’Italia possa dare un contributo fondamentale per un’economia che sia veramente a servizio dell’uomo, un’economia sociale che abbraccia quindi, soprattutto, la difesa delle persone”. Così il viceministro per il Lavoro e le Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, a margine dell’incontro “Il Terzo settore in Europa”, organizzato dal gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) e dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Denis Nesci, presso il Parlamento europeo di Bruxelles.
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Fonti militari, 4 morti nel raid Houthi contro la sede presidenziale di Aden
Svizzera: colosso logistico vede opportunità in espansione globale marchi cinesi
I marchi cinesi puntano ai mercati globali, creando nuove opportunità per i partner internazionali.
Un dirigente del settore logistico ha affermato che l’azienda ha siglato 25 accordi quadro per la fornitura di servizi con multinazionali cinesi per sostenere la loro crescita all’estero. Il loro obiettivo condiviso è portare i marchi e i prodotti cinesi a un maggior numero di clienti in tutto il mondo. (XINHUA/ITALPRESS) mec/lcr (Fonte video: Xinhua)
Il prezzo del gas viaggia in calo poco sopra gli 86 euro al megawattora
Cina: insegnante USA in pensione racconta amicizia con eroina ecologista cinese
“La nostra amicizia è un dono del cielo”: l’insegnante statunitense in pensione Ronald Sakolsky racconta la sua amicizia con l’eroina ecologista cinese Yin Yuzhen.
Oltre 20 anni fa, Sakolsky ha donato 5.000 dollari per sostenere gli sforzi di Yin nella piantumazione di alberi. Oggi, gli oltre 50.000 alberi cresciuti grazie a quella donazione rappresentano una testimonianza vivente dell’amicizia tra i due popoli. (XINHUA/ITALPRESS) mec/lcr (Fonte video: Xinhua)
Terzo settore, Nesci “Governo in prima linea per tutela e sviluppo”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Il lavoro nell’ambito della tutela del Terzo settore che è stato fatto dal governo Meloni, soprattutto con la delega del viceministro Bellucci, ha portato alla luce un risultato eccezionale. Il governo italiano è stato capace di dare un esempio di quello a cui la costanza può portare”. Lo ha dichiarato l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Denis Nesci, organizzatore dell’incontro “Il Terzo settore in Europa”, in collaborazione con il gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti europei, in un punto stampa a margine della conferenza, presso il Parlamento europeo di Bruxelles.
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Tg News – 15/10/2026
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Emergenza carburanti, Autotrasporto minaccia lo stop
– Manovra da 23,5 miliardi, tagli alle spese dei Ministeri
– Summit Ue, “Molti Paesi indietro negli aiuti a Kiev”
– Trump “Per fucilazione killer Fort Hood niente diretta”
– Papa Leone, buona ripresa del polmone operato
– Stretta di Mattarella sulle Giornate Nazionali, “sono troppe”
– Istat, 5,4 milioni di persone in povertà assoluta
– “La Sicilia fa scuola”, a Palermo gli Stati Generali dell’Istruzione
– Previsioni 3B Meteo 16 Ottobre
azn
A Palermo medici e istituzioni si vaccinano contro l’influenza
PALERMO (ITALPRESS) – Un gesto simbolico. A Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, istituzioni e medici si sono vaccinati insieme per dare il buon esempio e richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione in occasione della campagna antinfluenzale 2026-2027, che in Sicilia ha preso il via il 12 ottobre. A ricevere il vaccino tra gli altri l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, e il segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale Luigi Tramonte.
f15/xd8/fsc/gtr
Ex Ilva, Salis “Decreto è primo passo ma c’è ancora tanto lavoro”
MILANO (ITALPRESS) – Il decreto sull’ex Ilva recentemente approvato dal Governo, “è un primo passo, ma il lavoro da fare è ancora molto”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis a margine dell’edizione XVII del forum dei giovani imprenditori di Confcommercio in corso a Milano. Per la prima cittadina del capoluogo ligure, “è un passo importante per la continuità produttiva di uno stabilimento che è in funzione, può produrre e produce un prodotto richiesto dal mercato. Questo è il primo tema, poi noi come amministrazione siamo a fianco dei lavoratori dal primo giorno, li abbiamo sostenuti, abbiamo avuto costante contatto coi commissari e con il governo”.
xh7/col5/gsl
Renting? These 2 new Apple smart home devices are worth your money (and these 5 are not)


Lavoro domestico in Europa, oltre 10 milioni di occupati
ROMA (ITALPRESS) – In Europa oltre 10 milioni di persone lavorano nei servizi alla persona e alla famiglia, un comparto che rappresenta il 4% dell’occupazione complessiva. In Italia, nel 2025, i lavoratori domestici regolari sono stati più di 800 mila, a fronte di un tasso di irregolarità del 55,4%. È la fotografia emersa nel corso del convegno organizzato da Assindatcolf con la Federazione Europea EFFE presso il Parlamento Europeo di Bruxelles.
mgg/azn
Apple’s first touchscreen MacBook is days away – with another OLED surprise


Webuild: firmato contratto del tunnel subportuale di Genova, il più lungo d’Italia

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato firmato oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il contratto da 803 milioni di euro tra Autostrade per l’Italia e Webuild per la realizzazione del Lotto B del tunnel subportuale di Genova, progetto del Gruppo Aspi che ridisegna la mobilità e l’aspetto paesaggistico dell’intera area portuale e del capoluogo ligure. La firma segue l’aggiudicazione dello scorso luglio ed è avvenuta alla presenza del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, del Subcommissario per la Ricostruzione di Genova Carlo De Simone, dell’Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana e dell’Amministratore delegato di Webuild Pietro Salini.
“La firma del contratto per il Lotto B è un passaggio concreto verso la realizzazione di un’opera strategica per Genova. Stiamo trasformando una visione attesa da anni in un’infrastruttura capace di migliorare la mobilità urbana, rafforzare la competitività del porto e restituire spazi alla città. Genova ha bisogno di opere realizzate, non di promesse: questo è il metodo con cui stiamo lavorando”, ha commentato il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.
“La firma del contratto per il Lotto B segna un passo decisivo verso un’opera strategica che rafforzerà l’efficienza del porto e migliorerà la qualità della mobilità urbana – ha sottolineato il Subcommissario per la Ricostruzione di Genova, Carlo De Simone -. Nel frattempo, il lotto A si avvia verso il completamento con interventi strategici realizzati quali la Nuova Galleria Ferroviaria, il giro Lanterna, la nuova viabilità portuale, la realizzazione dello scolmatore del Rio San Bartolomeo. E’ la dimostrazione che a Genova le grandi opere si possono fare, con metodo, determinazione e attenzione al territorio. Come Struttura Commissariale assicureremo il massimo coordinamento con Autostrade per l’Italia, Webuild, il Comune di Genova e tutte le istituzioni coinvolte, perchè a un’opera che porterà nuova occupazione e restituirà alla città spazi e qualità urbana corrisponda un cantiere sicuro, trasparente e rispettoso della comunità”.
“Il tunnel subportuale – ha affermato l’Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana – è un’opera in cui si esprime al meglio la sinergia tra le varie competenze del nostro Gruppo. Da quella ingegneristica e progettuale di Tecne, fino alla capacità realizzativa di Amplia che ha completato in linea con il cronoprogramma e con la previsione di spesa tutte le attività della prima fase. Consegnare nei tempi previsti alla città di Genova un’infrastruttura unica nel Paese per complessità e visione paesaggistica è stato e continua ad essere per noi una priorità. Confidiamo che, con la fase che si apre oggi, si proceda con la stessa determinazione che ci ha accompagnati fin dalla nascita di questo progetto, segno tangibile del nostro impegno verso la città”.
“Portiamo a Genova il meglio dell’ingegneria italiana per realizzare il primo tunnel sottomarino del Paese, un’opera che rappresenta una sfida ingegneristica di altissimo livello – le parole di Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild -. E’ la stessa eccellenza che abbiamo già messo al servizio della Liguria contribuendo a realizzare alcune delle opere più importanti per il futuro del Paese, destinate a cambiare strutturalmente la competitività del sistema logistico italiano. Dal Ponte Genova San Giorgio, nato da una straordinaria sfida collettiva, alla Nuova Diga Foranea, fino al Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova e da oggi al Tunnel Subportuale, continuiamo a investire in competenze ingegneristiche, innovazione e capacità esecutiva per creare infrastrutture che generano valore duraturo per il territorio e rafforzano il ruolo di Genova quale porta strategica di accesso dell’Europa meridionale”.
Il tunnel subportuale è un’opera unica nel Paese per complessità ingegneristica. L’infrastruttura, progettata da Tecne, società di ingegneria del Gruppo Autostrade per l’Italia, prevede un tracciato di circa 4,2 chilometri, di cui oltre 3 chilometri costituiti da due gallerie separate, una per ogni direzione di marcia. Il tunnel, che collegherà il ponente e il levante cittadino, è stato concepito come un approccio altamente sostenibile sia in termini ambientali che sociali, configurandosi come un intervento di ricucitura e riqualificazione dell’area metropolitana e restituendo alla città 6 ettari di verde grazie al nuovo parco della Lanterna.
Il Lotto B comprenderà la realizzazione della parte centrale del tracciato, sviluppata sotto il porto e il tessuto urbano cittadino. Si tratta della sezione più complessa dell’intervento, che fa del tunnel subportuale una delle opere sotterranee più impegnative da realizzare in Italia. Per lo scavo, Webuild impiegherà una TBM con un diametro di circa 16 metri, tra le più grandi mai utilizzate nel Paese. E’ prevista la creazione di oltre 700 posti di lavoro tra diretti e di terzi.
La firma di oggi apre una nuova fase di lavorazioni, in continuità con le attività partite nel 2024 e affidate ad Amplia, società di costruzione del Gruppo Aspi. Nell’ambito del cosiddetto lotto A sono state infatti completate, oltre alle opere di demolizione e preparazione dell’area, anche una galleria ferroviaria di 410 metri, la nuova viabilità portuale e lo scolmatore del Fosso San Bartolomeo.
– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).
Anas, il progetto di digital communication fa tappa in Calabria
CATANZARO (ITALPRESS) – Approda in Calabria il progetto di digital communication di Anas, un viaggio sulla rete stradale e autostradale per testimoniare l’impegno che quotidianamente il personale Anas mette nella gestione e nella manutenzione delle strade, ma anche nel completamento e potenziamento dei grandi itinerari, per un’Italia sempre più connessa.
fsc/azn
Fiat Topolino nominata da TIME tra le migliori invenzioni del 2026

ROMA (ITALPRESS) – Fiat Topolino è stata inserita da TIME tra le Best Inventions of 2026, nella categoria Design, ottenendo un prestigioso riconoscimento internazionale per il suo originale approccio alla mobilità urbana. Unendo l’iconico design italiano, la semplicità della mobilità elettrica e la praticità nell’utilizzo quotidiano, si legge in una nota, Topolino incarna l’ambizione di FIAT di rendere la mobilità più accessibile, piacevole e vicina alle esigenze delle persone. Piccola nelle dimensioni, ma grande nella personalità, Topolino reinterpreta per una nuova generazione uno dei nomi più iconici della storia di FIAT. Le sue proporzioni amichevoli, l’inconfondibile carattere italiano e le soluzioni progettate con cura trasformano ogni spostamento urbano in un’esperienza semplice e piacevole. Dalle dimensioni compatte alla ricarica intuitiva, fino alla versione aperta Dolcevita, ogni elemento esprime una filosofia di design costruita attorno a ciò che è davvero essenziale nella vita di città.
Il riconoscimento arriva mentre Topolino continua a riscuotere un crescente successo commerciale in Europa. Leader del mercato europeo nel segmento dei quadricicli elettrici dal 2025, Topolino ha confermato la propria leadership anche nel 2026, registrando ottime performance in mercati chiave come Italia, Germania, Paesi Bassi, Austria e Svizzera e conquistando la prima posizione in Francia a partire da luglio. Il suo successo conferma l’attrattività di un nuovo approccio alla mobilità elettrica, capace di combinare praticità, accessibilità e un design capace di emozionare.
“Topolino dimostra che anche il veicolo più piccolo può racchiudere una grande idea – ha dichiarato Arnaud Belloni, CEO di FIAT, Abarth e Lancia e Chief Marketing Officer per l’Europa di Stellantis -. In FIAT abbiamo sempre creduto che la mobilità debba essere una fonte di libertà e di piacere. Topolino porta questa filosofia a una nuova generazione, unendo il fascino del design italiano a una soluzione semplice e intelligente per la vita di tutti i giorni. Vedere TIME riconoscere questa visione è per tutti noi motivo di grande orgoglio e rappresenta uno straordinario riconoscimento della creatività che da sempre rende FIAT speciale”. Per stilare ogni anno la classifica Best Inventions, TIME raccoglie le candidature dei propri redattori e corrispondenti in tutto il mondo, insieme a quelle presentate attraverso un processo di candidatura online. Ogni invenzione viene valutata sulla base di criteri chiave quali originalità, efficacia, ambizione e impatto.
– Foto ufficio stampa Stellantis –
(ITALPRESS).
Orsini “Mettere al centro competitività e salvaguardare le industrie europee”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Serve mettere al centro la competitività e salvaguardare le industrie europee, in un momento in cui Stati Uniti e Cina stanno giocando la partita e l’Europa purtroppo sta facendo solo l’arbitro”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dei suoi incontri con le istituzioni europee a Bruxelles. Commentando il dibattito sul quadro finanziario pluriennale Ue, Orsini ha sottolineato la necessità di incrementare il bilancio dell’Unione anziché ridurlo, indicando come priorità imprescindibili la coesione e il sostegno alla competitività industriale.
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Campioni delle due facce della Luna in mostra al 16esimo Airshow China

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Campioni lunari provenienti dal lato visibile e da quello nascosto della Luna saranno esposti alla 16esima edizione dell’Esposizione internazionale dell’aviazione e dell’aerospazio della Cina, nota anche come Airshow China, ha dichiarato martedì l’Amministrazione statale per la scienza, la tecnologia e l’industria per la difesa nazionale (SASTIND).
I visitatori potranno osservare da vicino le differenze tra i campioni lunari riportati dalla missione Chang’e-5 dal lato visibile della Luna e quelli riportati dalla missione Chang’e-6 dal lato nascosto, ha dichiarato Yi Lin, funzionaria della SASTIND, durante una conferenza stampa convocata a Pechino per annunciare i dettagli dell’esposizione.
Il salone è in programma dal 7 al 13 dicembre a Zhuhai, città costiera della provincia meridionale cinese del Guangdong.
Secondo Zhang Hu, vice governatore esecutivo del Guangdong, le dimensioni del salone di quest’anno sono state ampliate, con un’area espositiva al coperto di 135.000 metri quadrati. E’ prevista l’esposizione di oltre 3.000 articoli di equipaggiamento, di cui circa il 10% in anteprima.
Nell’area espositiva principale saranno presentati oltre 170 velivoli. Più di 1.100 imprese provenienti da quasi 50 Paesi e regioni si sono iscritte al salone, ha aggiunto Zhang.
Per la prima volta, il salone di quest’anno utilizzerà tre aree espositive: un’area centrale principale, un’area dedicata agli equipaggiamenti senza pilota e un’area per le attrezzature marittime.
Saranno esposti alcuni dei più recenti risultati raggiunti dalla Cina nello sviluppo aerospaziale. La China Aerospace Science and Technology Corporation porterà diversi modelli, tra cui quello del motore del primo stadio di un veicolo di lancio per carichi pesanti e la sonda principale di Tianwen-2. La Aero Engine Corporation of China esporrà quasi 90 tipi di motori aeronautici, materiali avanzati e altri prodotti.
E’ inoltre previsto un forum a margine dell’esposizione, con scambi tra operatori del settore su temi quali lo spazio commerciale, la medicina spaziale e la salute umana.
Quest’anno ricorre il 30esimo anniversario della fondazione dell’Airshow China. Dalla sua istituzione nel 1996, il salone è diventato un’importante vetrina per presentare tecnologie ed equipaggiamenti avanzati nei settori dell’aviazione e dell’aerospazio, sia nazionali che internazionali. E’ inoltre diventato una piattaforma internazionale per promuovere la cooperazione commerciale nel campo delle tecnologie e degli equipaggiamenti aeronautici e aerospaziali.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Inchiesta della Corte dei conti sulle consulenze alla Regione dell’avvocato Armao

PALERMO (ITALPRESS) – Un’inchiesta è stata avviata dalla Procura della Corte dei conti sui compensi ricevuti dall’avvocato Gaetano Armao in qualità di consulente del presidente della Regione Siciliana.
Le Fiamme gialle si sono presentate negli uffici regionali per sequestrare i documenti sui contratti sottoscritti con Armao, già sotto inchiesta per corruzione da parte della Procura ordinaria.
-Foto di repertorio Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).
Roarington World: la 1000 Miglia diventa digitale
La 1000 Miglia si prepara a correre anche nel mondo digitale. Il 12 ottobre, al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO), Roarington ha presentato Roarington World, una nuova piattaforma che porta le auto storiche in un ambiente virtuale, trasformandole in protagoniste di esperienze di guida, sfide e percorsi ispirati alla realtà.
Dalla strada allo schermo
La prima proposta è dedicata proprio alla “corsa più bella del mondo”: un paesaggio italiano ricostruito digitalmente, cinque vetture e una prova di regolarità nella quale non basta accelerare, ma occorre avvicinarsi il più possibile ai tempi imposti, fino al centesimo di secondo. La novità è anche nell’accessibilità. Per partecipare basta un browser: non serve l’installazione di un programma o avere un simulatore, sebbene quest'ultimo sia l'ambiente ideale per un'esperienza totalmente immersiva. Un modo per avvicinare al mondo delle auto da collezione un pubblico più ampio, senza rinunciare alla precisione e alla componente competitiva.
Chi c’è dietro Roarington
Roarington è un progetto di The Classic Car Trust (TCCT), organizzazione fondata dal collezionista Fritz Kaiser che punta a mettere in relazione collezionisti, musei, marchi e appassionati. Con sedi a Vaduz (Liechtenstein) e a Milano, la piattaforma vuole trasformare la storia dell’automobile in un’esperienza da esplorare, condividere e, in certi casi, guidare. L’obiettivo dichiarato è creare un ecosistema digitale dedicato alla cultura dell’auto storica, capace di affiancare esperienze virtuali, conoscenza e patrimonio automobilistico. Accanto al nuovo mondo accessibile via browser, la piattaforma comprende esperienze per simulatori di fascia alta, progettati da Roarington in collaborazione con Pininfarina e Zagato e realizzati in Italia per essere venduti ai collezionisti e al pubblico. Il progetto coinvolge realtà come 1000 Miglia, Mercedes-Benz e MAUTO, spaziando dalla guida virtuale alla valorizzazione della storia e del design. Testimonial d'eccezione e volto dell'iniziativa, il campione di Formula 1 Kimi Raikkonen, che si è inoltre cimentato in una dimostrazione di uno dei simulatori Roarington davanti al pubblico.
Il gemello digitale di un’auto reale
Uno degli elementi centrali della tecnologia Roarington è il Digital Twin, la riproduzione digitale di uno specifico esemplare, non soltanto di un modello automobilistico. Attraverso scansioni tridimensionali ad alta risoluzione e una documentazione fotografica approfondita, la piattaforma mira a registrare anche i dettagli e la patina che rendono ogni vettura diversa dalle altre. L’azienda dichiara una precisione di scansione fino a 0,1 millimetri e associa al gemello un identificativo univoco e un certificato di autenticità. La riproduzione può diventare guidabile grazie alla calibrazione di numerosi parametri, dal comportamento del motore alla trasmissione, dalla fisica di guida al suono. Una tecnologia pensata per conservare la memoria di un’automobile e trasformarla in un’esperienza interattiva. Questo sistema non si limita soltanto alle auto, ma sarà inoltre possibile visitare i musei dell'automobile più importanti: a breve sarà resa disponibile il museo Mercedes-Benz di Stoccarda "in metaverso".
Non solo 1000 Miglia
Roarington affianca a World anche l’International Classic Racing Challenge, un calendario internazionale di competizioni virtuali disputate nei sim hub collegati. Nel programma 2026 figurano prove di regolarità ispirate alla 1000 Miglia, gare di velocità al Nürburgring e una sfida in salita al Bernina. Sono annunciate inoltre esperienze dedicate a musei, marchi e collezioni. La scommessa è convincere anche chi preferisce ancora la meccanica da toccare, il rumore del motore e i chilometri veri. Roarington sostiene di non voler rimpiazzare il mondo fisico, ma ampliarlo: il successo dipenderà da quanto il digitale saprà alimentare la curiosità per le automobili reali, anziché diventare un fine in sé.





Margaret Hamilton obituary: computer scientist who pioneered software engineering and helped us get to the Moon
Nature, Published online: 15 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03233-6
Programmer whose forward-thinking and reliable code helped to save the Apollo 11 mission.Adobe riscrive Photoshop e Premiere per RTX Spark: cosa cambia
Adobe ha riprogettato l'architettura di Photoshop, Premiere e Substance 3D per sfruttare RTX Spark, la piattaforma NVIDIA destinata a portare l'elaborazione AI direttamente su laptop Windows e piccoli... Tajani incontra il Ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein: “Fermare insieme le crisi in tutta la regione del Golfo”
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato alla Farnesina il Ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein. L’incontro ha confermato la volontà di rafforzare il dialogo politico tra Roma e Baghdad e la centralità per l’Italia della stabilità e sicurezza dell’Iraq, Paese strategico per gli equilibri dell’intera regione. Tajani ha ribadito il massimo sostegno italiano a favore delle istituzioni irachene e del loro impegno, a seguito del ritiro delle forze dell’Operazione Inherent Resolve, a garantire la sicurezza nel Paese e il monopolio statale sull’uso della forza.
I due Ministri hanno approfondito le principali crisi regionali, sottolineando la necessità di lavorare per soluzioni diplomatiche che garantiscano la stabilità e sicurezza dell’intera regione. Particolare attenzione è stata dedicata al tema del contrasto al terrorismo e alla necessità di impedire qualsiasi rafforzamento di Daesh. Tajani ha ricordato la recente riunione della Coalizione globale anti-Daesh ospitata alla Farnesina, cui è intervenuto il Consigliere per la Sicurezza Nazionale iracheno. “La sicurezza dell’Iraq è una priorità strategica per l’Italia e per l’Europa”, ha detto Tajani, “soprattutto in questo momento di crisi profonda in tutta la regione: i conflitti armati in corso vanno fermati, l’unica possibilità è quella di usare la diplomazia per tornare al confronto politico. L’Italia non vuole che la crisi militare nel Golfo Persico si allarghi e destabilizzi ancora di più i paesi della regione”.
Sul piano economico, Tajani ha espresso soddisfazione per l’andamento dell’interscambio commerciale, che nel 2025 è stato pari a 2,3 miliardi di euro, evidenziando le ampie opportunità di crescita delle esportazioni e degli investimenti. Oltre al settore energetico, Tajani ha indicato le infrastrutture, la gestione delle risorse idriche, l’agroindustria, la sanità e i macchinari industriali tra gli ambiti di possibile collaborazione, richiamando anche le opportunità offerte dai progetti di connettività regionale, a partire dall’ Iraq Development Road e dal Corridoio IMEC.
Il Ministro ha infine confermato che l’Iraq rimane un Partner prioritario della Cooperazione italiana allo sviluppo. Il titolare della Farnesina ha richiamato il consolidato impegno italiano nella tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale iracheno, ricordando il contributo alla riapertura del Museo Nazionale di Baghdad e le 18 missioni archeologiche co-finanziate dal MAECI nel 2026, che fanno dell’Iraq il Paese con il maggior numero di missioni archeologiche italiane all’estero.
La noia non basta a spiegare la violenza. Ma siamo troppo ciechi davanti alla paura del futuro di tanti adolescenti
«Quella notte ci siamo divertiti così. Era il mio compleanno». Lo avrebbe raccontato ai Carabinieri uno dei due ragazzi fermati per le sei aggressioni avvenute a Roma, a bordo di una microcar, nella serata tra il 4 e il 5 ottobre. Divertimento, follia, noia. Le cronache provano a dare un nome a ciò che è accaduto. Ma per chi si è trovato sulla loro strada, tra le 21,30 e l’una nei quartieri di Monteverde e Testaccio, sono state ore di paura. L’attore Davide Iacopini, a cui avrebbero sfilato la mano dal monopattino facendolo cadere, è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo Forlanini.
Quanto pesa la noia in un gesto di violenza? Per Stefano Laffi, sociologo e fondatore dell’agenzia Codici, che da anni studia il comportamento giovanile, la noia non basta da sola a spiegarne le origini. «Di questa vicenda mi colpisce soprattutto la mancanza di empatia: agli occhi degli aggressori, le vittime sembrano perdere la propria umanità e diventano oggetti», dice. «Questa storia interpella il mondo adulto. In quale paesaggio di possibilità chiediamo ai più giovani di immaginare il proprio futuro? Come raccontiamo l’adolescenza, il lavoro, le sfide della vita? Esiste ancora un immaginario capace di dare senso all’idea di avere 16 anni?». Lo abbiamo intervistato.
Hanno 17 e 16 anni: uno guidava, l’altro cercava di spaventare i passanti, almeno così riportano le ricostruzioni sui giornali. Li hanno chiamati «la banda della minicar», ma in realtà poi vengono descritti come «volti noti in quartiere», ragazzi «con la faccia pulita». Perché sentiamo il bisogno di tracciare un confine e di trovare una definizione, di fronte alla violenza dei giovani?
Qualche tempo fa ho fatto un lavoro di ricerca sulla rappresentazione dei ragazzi nella stampa. Mi sono chiesto: come si parla di loro? La risposta che ho trovato è una linea di confine. I bambini vengono definiti “piccoli”: suscitano tenerezza o vengono raffigurati come vittime. Con l’adolescenza, si passa dall’altra parte: quella del pericolo. Ma l’uso di termini come “banda” e “gang”, provenienti dalla criminologia, presuppone un gruppo che si ritrova per commettere reati. Io però ho dei dubbi che questi ragazzi si incontrassero con quell’intenzione: erano amici, facevano cose diverse e, tra queste, hanno anche commesso un’aggressione come quella di cui stiamo parlando. La connotazione di banda o gang richiama quel processo di semplificazione della complessità tipico delle etichette, che riducono le sfaccettature del reale e circoscrivono il fenomeno. Ci rassicurano. Che si parli di bande, minicar o di maranza, il meccanismo è simile: è come se dicessimo a noi stessi “non sono io, non è mio figlio”. Stiamo allontanando qualcosa che non vogliamo vedere mescolato alle nostre vite.
Che si parli di bande, minicar o di maranza, il meccanismo è simile: è come se dicessimo a noi stessi “non sono io, non è mio figlio”. Stiamo allontanando qualcosa che non vogliamo vedere mescolato alle nostre vite
Stefano Laffi, sociologo e ricercatore
Le etichette, quindi, raccontano più lo sguardo degli adulti che la realtà dei ragazzi?
I ragazzi sono in un’età in cui cambieranno ancora mille volte: a 16 anni qualunque etichetta rischia di essere fuori fuoco. Definirli in un certo modo può servire a deresponsabilizzare gli adulti, perché finisce per connotare le persone invece di interrogarsi sulle condizioni in cui vivono. Un conto è chiedersi come si vive a 16 anni in quel quartiere, un altro è parlare di due ragazzi “già noti nel quartiere”. Anche il riferimento alle minicar può diventare parte di questo gioco di etichettamento, rassicurante e, in qualche modo, deresponsabilizzante. La vera domanda è: quale parte abbiamo noi in tutto questo?
Vuoto, noia, voglia di divertimento. Sono queste le ragioni che possono spingere un adolescente all’aggressività?
La noia può certamente essere una componente, così come l’ebbrezza, l’adrenalina e l’emozione che un gioco può dare. Ma non credo che basti a spiegare l’origine della violenza. Di questa vicenda mi colpisce soprattutto la mancanza di empatia. All’una di notte in una minicar, l’auto può trasformarsi in una sorta di capsula che ti isola dall’esterno, puoi arrivare a colpire qualcuno senza pensare che sia una persona, che soffrirà, che proverà dolore e subirà le conseguenze di quello che, per te, è soltanto uno scherzo. È un aspetto che forse ha a che fare anche con i processi di formazione. Che rapporto hanno questi ragazzi con il proprio corpo e con quello degli altri? Si è prodotta una sorta di anestesia? Gli adolescenti oggi ci restituiscono spesso la sensazione di non essere visti né riconosciuti. Non trovano occasioni di ascolto e valorizzazione, a scuola e nello spazio pubblico. Com’è possibile che nessuno si sia accorto della noia e del vuoto che descrivono? Mi chiedo se, in questi casi, non entri in gioco anche il divertimento di compiere un gesto estremo davanti a qualcuno: la presenza dell’altro può alimentare la violenza, trasformarla in una prova da superare o in una scena da mettere in atto.
Molti adolescenti vivono un’angoscia profonda: la sensazione di abitare un mondo che non li vede, non li accoglie e non offre opportunità, ma soltanto beni materiali. Buttarsi nella vita può diventare spaventoso quando si ha paura del futuro
Stefano Laffi, sociologo e ricercatore
Ma non ci avevano insegnato a stare nella noia, a praticare il vuoto, perché è proprio lì che può nascere la creatività? Quando e perché la noia smette di essere un’alleata e diventa una nemica?
Dalle ricerche sulle esperienze di vita sappiamo che le condizioni di maggiore benessere e di flow si raggiungono quando c’è un equilibrio tra la sfida che si affronta e le abilità che si mettono in campo. In adolescenza, questo stato può nascere attraverso attività sportive ed espressive: suonare, cantare, disegnare, fare sport. Esperienze che contrastano il vuoto esistenziale. Ho l’impressione che questi ragazzi cercassero una qualche forma di sfida, una possibilità di vivere un’intensità che non avevano trovato altrove, attraverso una deviazione che non è stata intercettata o accolta in altro modo. Se allarghiamo lo sguardo, però, è vero che molti adolescenti vivono un’angoscia profonda: la sensazione di abitare un mondo che non li vede, non li accoglie e non offre opportunità, ma soltanto beni materiali. Intorno a loro si addensano crisi climatiche, catastrofi annunciate e scenari cupi. Buttarsi nella vita può diventare spaventoso quando si ha paura del futuro.

Che cosa intende?
Se raccontiamo un mondo che ci rende impotenti, ci inchioda alla paura e ci dice che non possiamo fare nulla, come possiamo chiedere ai ragazzi di impegnarsi nello studio, nel lavoro, nelle relazioni? Per investire nel presente bisogna riuscire a immaginare un futuro, pensarsi capaci di costruire legami, realizzare desideri, trovare un posto nel mondo. Ma se non riusciamo a immaginare nulla oltre il presente, quanto diventa difficile investire energie e attenzione negli altri? Mi chiedo allora in che misura episodi come questo ci restituiscano anche una mancanza di senso: un mondo che ti lascia impotente, un futuro incerto, la difficoltà di credere che l’impegno possa fare la differenza. È come se, tra la noia e la disperazione, si aprisse uno spazio che può essere riempito anche da gesti estremi. Chi riesce a trovare una causa collettiva, invece, può trovare anche un “noi”: un gruppo con cui reagire a un presente che nega diritti, immaginare azioni possibili e costruire speranza e progettualità. Forse a questi ragazzi è mancato proprio questo: un “noi” in cui riconoscersi, capace di dare senso all’esperienza e di aprire possibilità per il futuro.
Episodi come questo ci restituiscono anche una mancanza di senso: un mondo che ti lascia impotente, un futuro incerto, la difficoltà di credere che l’impegno possa fare la differenza. È come se, tra la noia e la disperazione, si aprisse uno spazio che può essere riempito anche da gesti estremi
Stefano Laffi, sociologo e ricercatore
«Non sono una madre perfetta e non pretendo di esserlo», ha detto la mamma di uno dei due ragazzi in un’intervista su Repubblica. «Ma non accetto l’idea che ogni errore di un figlio sia automaticamente la prova del fallimento dei suoi genitori. I nostri figli crescono dentro una società, non soltanto dentro una famiglia. E tutti dovremmo interrogarci sul mondo che stiamo consegnando loro». Se crescere un figlio è una responsabilità che va oltre le mura di casa, quale parte di responsabilità spetta a tutti noi?
Ai ragazzi chiediamo continuamente un esercizio di immaginazione: proiettarsi in avanti su ciò che ancora non c’è e fare delle scelte. Ma l’immaginazione non è mai del tutto libera. Quando devo scegliere una scuola, per esempio, provo a immaginarmi in quella situazione, come se avessi un simulatore di volo che mi permetta di sperimentare in anticipo le diverse possibilità. Ma quel simulatore, con le sue immagini e i suoi scenari, da dove viene? Dalle notizie che ascoltiamo, dalle serie che guardiamo, dalle storie che ci raccontiamo. Se lo sfondo narrativo in cui ci muoviamo è quello della fine del mondo, della minaccia e della catastrofe, questo immaginario finisce per colonizzare anche la nostra capacità di pensare il futuro. Mi chiedo se, in questo scenario, non diventi più difficile proiettarsi nella vita. E se, invece, non si finisca per ripiegare sullo svago, sul disimpegno, su forme di abbrutimento o su una ricerca di visibilità nello spazio pubblico. Non perché i ragazzi non abbiano desideri, ma perché fanno fatica a trovare un orizzonte dentro cui collocarli. Credo che dovremmo interrogarci sui materiali culturali che offriamo ai ragazzi, sulle storie che raccontiamo e sui modelli di vita che rendiamo desiderabili. Perché l’immaginazione ha bisogno di un paesaggio su cui proiettarsi e un futuro in cui valga la pena investire.
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Il potere americano vacilla nella ricerca della vecchia egemonia
di Luciano Lago
Gli avvenimenti degli ultimi mesi e le pesanti sconfitte che le forze pro atlantiste hanno subito sui vari fronti di conflitto, dall’Iran all’Arabia Saudita e all’Ucraina, inducono vari analisti a considerare quanto sia ormai insostenibile il modello di dominio globale degli Stati Uniti, quello emerso al termine della guerra fredda e dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica, quando Washington si proclamava come unica superpotenza in un mondo caratterizzato da un dominio unipolare.
Era il periodo in cui gli strateghi di Washington elaborarono la Teoria del “Rebuilding America’s Defenses: Strategy, Forces, and Resources for a New Century: a Project for the New American Century” (PNAC). Un Progetto per il Nuovo Secolo Americano che era integrato dalla cosiddetta “Dottrina Wolfowitz”, nome con cui ci si riferiva comunemente alle linee guida per la difesa nazionale elaborate quando Paul Wolfowitz, collaboratore del vicepresidente Dick Cheney, era Segretario associato alla Difesa. Negli anni ’90 queste erano le linee di condotta che ispirarono l’amministrazione di Washington dei vari presidenti che si alternarono al potere, da George Bush a Bill Clinton, fino alla gestione di Barack Obama. Il dominio americano veniva considerato come elemento essenziale per la stabilità politica globale in diversi documenti programmatici, nei quali veniva anteposta come priorità assoluta la prevenzione dell’emergere (o del riemergere) di un concorrente globale o regionale.
Questo obiettivo includeva la prevenzione del dominio di qualsiasi potenza ostile su regioni strategicamente importanti o ricche di risorse, che avrebbero potuto produrre fonti alternative di potere globale. Il documento sosteneva che le forze armate statunitensi dovevano rimanere sufficientemente forti da scoraggiare potenziali concorrenti, mantenendo la capacità di agire unilateralmente se necessario. La dichiarazione del PNAC auspicava un ruolo di leadership globale continuo per gli Stati Uniti, il che implicava il ricorso alla guerra preventiva contro gli avversari quando necessario.
Tra i firmatari del documento troviamo personaggi come Dick Cheney, Paul Wolfowitz, Scooter Libby, Donald Rumsfeld, Peter Rodman, Elliot Abrams, Eliot A. Cohen, Aaron Friedberg, Donald Kagan, Lewis Libby e Norman Podhoretz. Successivamente, tale dottrina fu considerata molto “favorevole a Israele” e, unitamente all’enorme e crescente potere politico e istituzionale della lobby sionista negli Stati Uniti, fu utilizzata per giustificare gli interventi americani in Medio Oriente nei decenni successivi.
Non è un mistero che gran parte della politica estera USA sia stata plasmata dai numerosi teorici ebrei e sostenitori di Israele che parteciparono alla stesura dei documenti cruciali, i quali affermavano la necessità per Washington di comportarsi in modo aggressivo, compresa la sua partecipazione a conflitti che altrimenti avrebbe potuto evitare, come quelli in corso in Medio Oriente, istigati dalla promozione degli interessi israeliani, proprio come sta accadendo attualmente con l’Iran.

Si può rilevare che quella dottrina suprematista avrebbe dovuto garantire la supremazia militare americana, compreso l’interventismo per mantenere tale vantaggio, e la stessa impostazione di allora sembra aver preso piede nell’amministrazione del presidente Donald J. Trump, in particolare nelle menti del presidente stesso e del suo Segretario alla Guerra Pete Hegseth. Probabilmente le teste d’uovo della Casa Bianca e del Pentagono non hanno calcolato che il contesto mondiale è radicalmente cambiato dagli anni ’90 e gli USA non sono più l’unica superpotenza mondiale e non possiedono le risorse per esercitare un ruolo di egemonia globale. La conseguenza è lo stallo delle operazioni militari nei vari fronti su cui si sono impegnati. Uno stallo tipico di una superpotenza in declino.
La domanda che in molti si pongono è quale sarà il nuovo assetto del mondo dopo l’inevitabile ridimensionamento del potere americano.
Le variabili sono molte e vanno dal ruolo che si appresta a svolgere la Cina, divenuta la prima potenza economica mondiale, alla nuova collocazione della Federazione Russa, una volta conclusa la guerra in Ucraina, alla posizione dell’India, divenuta una potenza essenziale nel contesto dell’Asia e dell’Indo Pacifico.
Questo senza trascurare quale sarà il comportamento di Israele, una volta che sarà chiaro che la protezione e l’impunità assicurata fino ad oggi dagli Stati Uniti non potrà essere eterna e il gruppo di potere sionista che comanda a Tel Aviv dovrà fare i conti con la realtà di un paese che è il più odiato nel mondo. Il clima sta cambiando e l’impunità assoluta ha un costo in termini di perdita di consenso a cui il gruppo di potere dominante cerca di ovviare stringendo le maglie del controllo.
Questi cambiamenti potrebbero sospingere gli Stati Uniti ad allentare il vincolo che li lega ad Israele e lasciare che l’entità sionista affronti per conto proprio le sfide che si profilano al suo ruolo di pretesa egemonia regionale. L’Iran, dopo la Cina, è la principale sfida per il gruppo di potere sionista ed è evidente che sia a Washington che a Tel Aviv ne abbiano sottovalutato il potenziale.
Esiste tutto un mondo che si sta coalizzando contro l’entità sionista ed i sui piani di espansione e, se gli stati Uniti continueranno a sostenere l’espansionismo di Israele, ne dovranno anche affrontare le conseguenze. L’asse della resistenza è più forte che mai ed ha dimostrato di poter mettere in scacco il potere Stati Uniti/Sion utilizzando come armi indirette il controllo degli stretti.
Sembra che la lezione del Vietnam non sia stata del tutto appresa a Washington e i tentativi di adoperare i vecchi sistemi, assieme agli embarghi, sanzioni e bombardamenti, siano gli unici strumenti preferiti rimasti nell’arsenale dei dominatori.
NASA to Conduct Low-Altitude Flights Over Texas Farmland
A NASA Dynamic Aviation A200 aircraft will conduct low-flying research flights over farmland near Transit, Texas, from Thursday, Oct. 22, through Monday, Nov. 9. These flights will measure gaseous and particulate emissions from animal feeding operations.
Agricultural emissions represent an important and understudied part of Earth’s land and atmosphere systems. The FarmFlux mission will deploy more than a dozen sensors to measure ozone, methane, ammonia, particulates, and other pollutants rising from crop lands and livestock farms and their interaction with the Earth’s atmosphere. The mission is jointly led by NASA’s Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Maryland; Colorado State University; and Boston University.
Additional low-altitude research flights with a NASA P-3 Orion aircraft are scheduled for the March to July 2027 growing season in the Midwest and California’s Central Valley with a focus on cropland.
For more information about the FarmFlux mission, visit:
https://science.nasa.gov/mission/evs-4/farm-flux/
By Sharon Teitelbaum
NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley
EU open to creating ‘kill switch’ weapon to kick Chinese firms out of market

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Mazda CX-30 2027: la frenata assistita ora vede le moto
Il riconoscimento delle motociclette e una maggiore assistenza agli incroci sono tra gli aggiornamenti alla sicurezza della Mazda CX-30 2027, presentata da Mazda Italia. Le novità riguardano lo Smart... Obesità, l’Italia non dimagrisce. Serve una risposta di sistema
Quasi un italiano su due convive con un peso in eccesso. Circa il 32% è in sovrappeso e oltre il 10% presenta obesità. I più colpiti: gli abitanti delle regioni del Sud e le persone con minore istruzione o maggiori difficoltà economiche.
L’obesità, appena inserita dalla Lancet commission tra le 17 gravi minacce che da qui al 2100 peseranno di più sulla salute del pianeta, affligge il nostro paese, dove la tendenza è inalterata negli anni, in un contesto mondiale di progressivo peggioramento. Non c’è ragione di rallegrarsi. I comportamenti degli italiani non vengono scalfiti dalle varie ma frammentate iniziative di comunicazione rivolte ai cittadini.
Per iniziare a risolvere questa situazione, che pesa sulla vita delle persone e sui conti pubblici, «c’è necessità di fare sistema, di potenziare l’interazione tra mondi che devono collaborare, perché bisogna cambiare l’opinione pubblica e rendere i decisori pubblici sempre più consapevoli di questo» ha detto Silvio Buscemi, presidente della Società Italiana dell’Obesità e professore di Nutrizione Clinica all’Università di Palermo presentando il congresso nazionale Sio WiP – Obesità Work in Progress 2026, in corso a Palermo. «La multidisciplinarietà e la polispecialità emergono dal programma del congresso dove sono almeno una decisa i simposi congiunti Sirn, e con i radiologi medici della Sirn abbiamo appena firmato un protocollo di collaborazione e studio, Sie, Sic, Sid, Simi, Sip, Siedp, Sisdca».

«I dati confermano un fenomeno sostanzialmente stabile nel tempo, ma mostrano il persistere di importanti disuguaglianze» ha spiegato Valentina Minardi, ricercatrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto Superiore di Sanità. «Impressionante anche i dati della sedentarietà, che si accompagna all’obesità e mostra gli stessi gradienti regionali e socio-educativi». Un altro elemento sul quale è importante richiamare l’attenzione riguarda il ruolo degli operatori sanitari: «Meno della metà degli intervistati riferisce di aver ricevuto indicazioni sul controllo del peso, nonostante sappiamo che il consiglio di un professionista sanitario aumenta significativamente la probabilità di adottare comportamenti salutari». Pressoché nessun medico di famiglia, infatti, porta l’attenzione del proprio assistito il problema del peso.
«Abbiamo finalmente riconosciuto l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, ma dobbiamo ancora imparare a intercettarla e prenderla in carico come tale. Il riconoscimento della malattia deve tradursi in prevenzione, diagnosi precoce e percorsi di cura concretamente accessibili» conclude Buscemi. Come, ad esempio, garantire a tutti i nuovi farmaci, quelli di cui parlano tutti, che vogliono tutti e che ancora non sono nei Lea: «è un problema politico, perché combattere l’obesità significa anche recuperare forza lavoro e risparmiare i costi di salute delle malattie associate all’obesità» osserva Buscemi. «Abbiamo un governo che si fregia di essere il più duraturo. Che assuma uno sguardo lungo di corretta programmazione degli interventi».
Oltre al calcolo dei costi e dei benefici, tante sono le complessità con cui fare i conti. «Perché tutto qui è molto complesso: le malattie croniche non trasmissibili, l’esposoma, la società» ammette Roberto Vettor, Past President SIO, facendo riferimento ai determinanti sociali della salute. Poi, c’è anche il fatto che non basta sembrare magri per essere al riparo da problemi metabolici. Inoltre, andrebbe sensibilizzata la classe medica: «Così come si ascolta il cuore o si misura la pressione, non si misurano di routine peso e circonferenza vita e altezza».
I pazienti
«Sarebbe ora arrivassero risposte concrete, rendendo accessibili nei Lea i percorsi e la presa in carico multidisciplinare e continuativa, per garantire diritto alla cura a tutti indipendentemente dalla Regione in cui vive. Le differenze regionali continuano a persistere. Andrebbe anche istituito un piano di attuazione con risorse e scadenze» ha detto Iris Zani, presidente dell’associazione Amici oltre il peso e della Fiao federazione italiana delle associazioni, intervenendo all’inaugurazione del congresso. «Chiediamo un’attenzione al contrasto allo stigma: i pregiudizi allontanano le persone dai servizi e compromettono il rapporto di fiducia con i professionisti. È importante anche riconoscere un ruolo stabile alle associazioni coinvolgendone nei tavoli decisionali e chiamarle al confronto con le istituzioni».

La ricerca e l’Ia
La ricerca continua a essere importante. Spiega Vettor: «Dobbiamo andare verso la medicina di precisione. Non basta salire sulla bilancia. Gli strumenti di Ia li stiamo già usando, ma li useremo sempre più. Dovremmo essere noi a governare il processo: penso alla raccolta dati che per noi sono così preziosi e regaliamo costantemente alle grandi compagnie».
Povertà alimentare infantile
Oltre a fare in modo che la persona obesa venga riconosciuta come paziente, a mancare è il passaggio a reali programmi di prevenzione primaria in una società dove, lo dicono oggi i dati di Action Aid sulla povertà alimentare in Italia, circa 430mila, il 5,6% dei minori sotto i 16 anni, i bambini e i ragazzi che vivono in famiglie costrette, per ragioni economiche, a rinunce che riguardano l’alimentazione o la socialità. Anche i clinici riuniti in congresso riconoscono il maggior costo di un’alimentazione salutare rispetto al junk food più economico. «La famiglia media oggi non può costruirsi una dieta di qualità» dicono. Un primo passo potrebbe essere quello di rendere meno accessibili i cibi problematici per la salute. Per Valentina Minardi, «un regalo per le festività potrebbe essere la «sugar tax» che negli altri paesi ha portato a evidenti risultati». E, poi, chi è costretto a rinunce alimentari, come può dedicare risorse mentali e finanziarie agli stili di vita salutari se non aiutato da grandi programmi nazionali?
La prevenzione primaria
Già, perché va bene affrontare con i nuovi potenti farmaci il problema dell’obesità, ma è altrettanto importante impedire che le persone diventino in sovrappeso o obese. «La prevenzione primaria è una componente fondamentale, fatta di interventi verso gli operatori e la cittadinanza» spiega Minardi. «La strada è quella della mobilità attiva, dell’educazione nelle scuole e dell’accesso ai servizi». La prevenzione va guidata, ci sono i progetti del Piano nazionale prevenzione, le Urban Health, le Food Policies, ma non si sono tradotti in cambiamenti nei nostri comportamenti. «La prevenzione ha tempi lunghi, al contrario dei nuovi farmaci il cui effetto è evidente pressoché istantantaneamente».
Un approccio integrato
Nelle recenti prime linee guida dedicate all’obesità dell’Oms, si parla di approccio integrato: si raccomanda nei bambini di agire su alimentazione, movimento, comportamenti, sonno e ambiente familiare, all’interno di un percorso assistenziale continuativo e di evitare farmaci e chirurgia. Si raccomanda, inoltre, di agire contestualmente anche sulla salute mentale, ansia ed emozioni, per la loro interconnessione con il comportamento alimentare, e si ribadisce la dimensione sociale del fenomeno, rilevante almeno quanto i fattori psicosociali e la suscettibilità biologica.
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Shackled Maduro defies judge, calls US torture charges ‘false accusations’

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I fornitori di AI stanno separando i modelli in due famiglie: quelli generalisti, con protezioni sulla cybersicurezza sempre più strette, e quelli per la difesa, con meno guardrail e accessibili solo... NASA Welcomes All Ages, Experience Levels for Space Apps Challenge
Registration is open for the 2026 NASA Space Apps Challenge, a two-day global event on Saturday, Nov. 14 and Sunday, Nov. 15, where teams work to create solutions inspired by NASA’s most ambitious exploration goals and making use of the agency’s free and open data. The annual challenge, often called a hackathon, is an intensive, collaborative problem-solving experience where participants tackle real-world challenges created by NASA subject matter experts.
This year’s Space Apps Challenge collectively supports three major focus areas: returning humans to the Moon, preparing for missions deeper into the solar system, and expanding understanding of the universe. Participants do not have to be programmers. Students, scientists, engineers, designers, storytellers, technologists, and space enthusiasts of all ages and experience levels can contribute their skills.
“At NASA, science is for everyone, and we’re inviting the next generation to help tackle some of humanity’s most critical challenges in space through the NASA Space Apps Challenge,” said Nicky Fox, associate administrator, Science Mission Directorate, NASA Headquarters in Washington. “Everything in NASA Science is interconnected, and this year, students from around the world can use NASA’s powerful data sets to help us build the ultimate interplanetary survival guide – supporting the science that will enable astronauts to thrive on the Moon and, eventually, Mars, while also inspiring ideas that improve everyday life on Earth and in space for the benefit of all.”
Supporting lunar exploration, Artemis planning
NASA continues to advance plans for a sustained human presence on the Moon through the Artemis program and Moon Base. Several of this year’s Space Apps challenges relate to analytical tools, operational considerations, and human‑system needs relevant to lunar missions. These include work related to surface operations at the Moon’s South Pole, the management of environmental constraints such as sunlight and communications windows, as well as approaches for evaluating the logistical and scientific demands of long‑duration lunar stays. Broader system‑level modeling challenges, such as those that simulate outpost operations or consider astronaut health and safety, mirror the complexity of planning for human activity on the lunar surface.
Strengthening readiness for Mars, deep space
NASA’s exploration strategy includes continued robotic exploration of the outer solar system and preparing for future human missions to Mars. Several challenges involve operational concepts for Martian surface activities, integrating data from multiple Mars missions, or reflecting the mission‑design trade‑offs required for deep‑space exploration. Others address fundamental concerns for long‑duration travel, such as monitoring physiological and behavioral health indicators, or examining how engineering and scientific choices shape mission execution in environments far from Earth.
Some of these challenges also align with NASA’s broader exploration portfolio, which includes ongoing work on future missions to destinations such as Jupiter’s moon Europa and Saturn’s moon Titan. By simulating mission‑design decisions or evaluating environmental analogs on Earth, certain challenges offer frameworks related to how NASA prepares for complex operational scenarios throughout the solar system.
Enhancing access to astrophysics
NASA’s astrophysics missions contribute to understanding the structure and history of the universe. In 2026, this includes active missions like Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer (SPHEREx), which is conducting a full‑sky spectral survey, as well as the continued development and deployment of observatories designed to investigate cosmic evolution and exoplanet, which are planets outside our solar system, populations.
Challenges associated with these efforts focus on improving public access to mission data, designing tools that help visualize changes in the sky over time, and supporting broader engagement with the scientific products derived from these missions.
Broader impact across NASA’s mission landscape
Together, these challenges illustrate how NASA’s open data ecosystem enables gold standard science, by freely offering such a wide breadth of information and research. By engaging with the Space Apps event, the entire nation can interact with the kind of real‑world needs defined by the agency.
Registration is available at the NASA Space Apps Challenge. Participants can join in one of 500+ local events, join a team, and select the challenge that they are most interested in addressing during the November hackathon.
La soluzione NG WAN di Huawei entra in una fase di commercializzazione su larga scala per trainare la crescita degli operatori
COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE
VIENNA, 15 ottobre 2026 /PRNewswire/ — Il 13 ottobre, al Net5.5G Intelligent IP Network Summit durante l’UBBF 2026, John Cai, vicepresidente della linea di prodotti di comunicazione dei dati di Huawei, ha tenuto un discorso di apertura, evidenziando l’IA come un’opportunità unica in un futuro incerto. Ha osservato che la diffusione capillare della soluzione NG WAN segna la commercializzazione su vasta scala di NG WAN. Ha affermato che Huawei auspica di collaborare con gli stakeholder del settore per rafforzare continuamente una base sicura e resiliente e trainare la crescita condivisa nell’era dell’IA.
Sicurezza e resilienza: difesa multistrato
La soluzione NG WAN di Huawei costruisce un sistema di sicurezza a più strati che copre i livelli di dispositivo, collegamento e servizio. A livello di dispositivo, l’innovativa soluzione RDR di Huawei, dotata di unità di protezione contro le minacce (Threat Protection Unit, TPU) indipendenti e di un algoritmo esperto di comportamento multimodale, funziona in modo isolato dal sistema operativo del router per rilevare oltre il 95% delle minacce e rintracciare le APT in pochi minuti. Sul piano dei dati, l’NP proprietario di Huawei e l’algoritmo di identificazione del flusso intelligente realizzano un’ispezione del traffico 1:1, rilevando gli attacchi in pochi secondi e riducendo i rischi di DDoS del 90%. Durante oltre tre mesi di utilizzo con un importante operatore cinese, le TPU hanno contrastato 324 attacchi provenienti da otto Paesi.
Al livello di collegamento, l’algoritmo PQC è supportato su tutti i dispositivi Huawei in tutti gli scenari, aumentando le prestazioni di crittografia del 40%. La prima soluzione QKD integrata del settore consente l’integrazione a tre canali, riducendo drasticamente i costi di costruzione della rete del 60% e superando il limite di distanza di trasmissione di 80 km. Recentemente, Huawei e un operatore a Macao hanno presentato la prima rete bersaglio al mondo protetta dalle minacce quantistiche, aumentando del 50% le entrate provenienti dalle linee private.
Al livello di servizio, la difesa a più livelli “1+4” riduce la risposta agli attacchi DDoS sul perimetro da 1 minuto a meno di 5 secondi. Migliora il rilevamento delle minacce sconosciute del 15%, raggiunge un tasso di rilevamento dei ransomware del 100% e riduce la gestione delle minacce a meno di 30 minuti tramite il CT-SOC.
Efficienza di elaborazione senza perdite: liberare la produttività dei token
Poiché l’IA avanza sempre più nel core business, l’informatica intelligente è ipersensibile alla perdita di pacchetti: una semplice perdita dello 0,1% può ridurre l’efficienza di elaborazione fino al 55%. La soluzione NG WAN di Huawei sfrutta AI Fabric per rafforzare l’elaborazione attraverso miglioramenti di rete: L’architettura multipiano a due livelli semplificata quadruplica la capacità della rete, riducendo l’utilizzo dell’hardware del 30%. NPLB raggiunge il 98% di utilizzo dei collegamenti su tutta la rete e migliora le prestazioni di addestramento e inferenza di oltre il 7%. Per quanto riguarda la sinergia tra elaborazione e rete, l’algoritmo Starnet lossless raggiunge zero perdite di pacchetti per la trasmissione oltre 1.000 km con più del 96% di efficienza di elaborazione remota. Ciò consente agli operatori di offrire un’esperienza simile a quella locale, accelerando la monetizzazione di ToB. La soluzione è stata implementata da un operatore cinese per supportare un progetto sanitario, riducendo drasticamente i costi di elaborazione ospedalieri del 30%, aumentando al contempo di cinque volte l’ARPU delle linee private.
Autonomia della rete: AN L4 in quattro scenari
L’architettura di rete autonoma “One Map, One Brain” di Huawei raggiunge AN L4 attraverso la gestione dei guasti, le modifiche di rete, l’ottimizzazione della rete e la protezione della sicurezza. L’automazione a ciclo chiuso è realizzata per le modifiche di rete che comprendono la verifica, la simulazione e il confronto della configurazione. La protezione della sicurezza consente il rilevamento delle intrusioni, il tracciamento degli attacchi e il blocco con un clic in pochi minuti.
Huawei ha aiutato più operatori a raggiungere AN L4, con un operatore sudafricano che è diventato il primo al mondo a raggiungere questo livello di autonomia su una rete IP.
Oltre 60 operatori in tutto il mondo hanno implementato la soluzione NG WAN. Attraverso l’innovazione continua nell’efficienza di elaborazione senza perdite, nella sicurezza a più livelli e nell’autonomia di rete, la soluzione sposta le strategie di IA degli operatori dall’ottimizzazione dell’efficienza alla creazione di valore, consolidando una base di rete sicura e resiliente per l’era dell’IA.
Guardando al futuro, Huawei lavorerà con i partner del settore per accelerare l’adozione globale della soluzione NG WAN, aiutando a costruire reti portanti di nuova generazione sicure, resilienti, intelligenti ed efficienti per trainare la crescita degli operatori nell’era dell’IA.
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La guerra culturale degli Usa contro l'Europa
di Alessandro Bartoloni
La Guerra fredda non è stata solo una questione di missili, spie e sbarramenti militari. Quello che la storiografia ufficiale spesso dimentica — o finge di non vedere — è che la battaglia più feroce e decisiva si è combattuta direttamente dentro le teste delle persone. Gli Stati Uniti non si sono accontentati di dominare il mondo con la forza delle armi e il peso del dollaro: hanno voluto plasmare le categorie stesse con cui le società occidentali interpretano la realtà, ridefinendo da cima a fondo ciò che è desiderabile, accettabile o anche solo pensabile. Questo articolo è frutto della lettura di alcuni testi che hanno trattato direttamente questo tema, come Perché l’occidente odia la Russia di Hauke Ritz, La guerra fredda culturale di Frances Conor Staunders, e Who paied the pipers of western marxism, di Gabriel Rockhill.
Fabbricare il consenso in Europa
Nel secondo dopoguerra, Washington aveva un problema enorme. La sua travolgente superiorità economica non bastava a garantirgli un’egemonia automatica sul piano culturale. L’Europa devastata dal conflitto non guardava all'America come a un faro indiscutibile: i partiti comunisti e socialisti avevano un radicamento di massa, i sindacati erano forti e il marxismo costituiva l'ossatura teorica dei principali intellettuali del continente. Per molti europei, dalle macerie del fascismo non doveva nascere un capitalismo all'americana, ma una società profondamente diversa.
Per la Casa Bianca e per gli apparati di sicurezza statunitensi, questo scenario era una minaccia intollerabile. Se un'intera sponda dell'Atlantico continuava a mettere in discussione il libero mercato, il progetto di dominio globale americano rischiava di crollare sul nascere. La risposta fu immediata e spietata: trasformare la cultura, la ricerca universitaria, il giornalismo e l'arte in vere e proprie prolunghe della propria politica estera.
La CIA e il mercato dell'intelligence intellettuale
L'operazione più plateale di questa ingegneria del consenso fu il Congress for Cultural Freedom (CCF), fondato nel 1950. Sotto l'ipocrita bandiera della "difesa della libertà intellettuale" contro l'autoritarismo sovietico, gli Stati Uniti costruirono una sterminata rete di copertura finanziata in gran segreto dalla CIA. Attraverso fondazioni fantoccio, Washington ha pompato milioni di dollari per finanziare mostre, saggistica, convegni e riviste prestigiose in mezza Europa — come Encounter nel Regno Unito, Preuves in Francia o Tempo presente in Italia.
Il punto centrale non era fare propaganda becera, che avrebbe insospettito chiunque. Il metodo americano è stato ben più raffinato e perverso: cooptare gli intellettuali, stabilire quali temi fossero dignitosi da dibattere e premiare chiunque indirizzasse la propria critica esclusivamente contro Mosca. Quando nel 1967 lo scandalo dei fondi CIA venne a galla, la maschera cadde, ma il danno era ormai fatto. L'America era riuscita a dimostrare che l'egemonia non si impone con i carri armati, ma comprando gli spazi di visibilità e distribuendo prestigio a chi fa il gioco del potere.
L'astrazione come dottrina e la trasformazione della sinistra
Lo stesso meccanismo fu applicato alle arti visive. Prendiamo l'espressionismo astratto di Jackson Pollock: il governo americano e le sue fondazioni sponsorizzarono ed esportarono in tutto il mondo questa pittura priva di contenuti sociali espliciti. Perché? Perché serviva come perfetta arma ideologica. La totale assenza di critica sociale nella pittura astratta veniva sventolata come l'emblema della "libertà occidentale", in contrapposizione al grigio realismo socialista sovietico. L'arte smetteva di contestare la realtà e diventava un manifesto pubblicitario dell'american way of life.
Ma il capolavoro politico degli apparati statunitensi è stato un altro: la domesticazione della sinistra occidentale. Capito che era impossibile eradicare l'aspirazione alla giustizia sociale, gli strateghi di Washington lavorarono per separare la critica sociale dalla contestazione del capitalismo. Si doveva finanziare e promuovere una sinistra "compatibile": una sinistra ferocemente antisovietica che finisse per accettare la proprietà privata e l'impianto liberale come orizzonti unici e insuperabili.
Contemporaneamente, il linguaggio politico venne sistematicamente manipolato. Attraverso un'accorta selezione di concetti filosofici e opere letterarie, il fascismo e il comunismo vennero infilati nello stesso calderone del "totalitarismo". Il risultato ideologico fu perfetto: l'ordine capitalistico e liberale non veniva più percepito come un sistema storicamente ingiusto e pieno di contraddizioni, ma come l'unico baluardo possibile contro la barbarie. Chiunque provasse a mettere in discussione le basi economiche del modello americano veniva automaticamente bollato come complice del totalitarismo.
L'eredità coloniale del pensiero unico
Con il crollo dell'Unione Sovietica, la narrazione occidentale ha decretato la "fine della storia", ma le tecniche di manipolazione culturale affinate dagli Stati Uniti durante la Guerra fredda non sono affatto andate in pensione. Oggi assistiamo allo stesso identico schema: la complessa realtà geopolitica globale viene costantemente ridotta a un manicheo e infantile scontro morale tra "democrazie" e "autocrazie".
Dietro questa patina etica si nascondono gli stessi identici interessi strategici ed economici di sempre. Ogni paese che rifiuta l'allineamento ai desiderata americani viene squalificato sul piano morale prima ancora che politico, rendendo impossibile qualsiasi analisi seria delle responsabilità e degli imperialismi occidentali.
La vera tragedia della guerra culturale condotta dagli Stati Uniti è che ha finito per sterilizzare il pensiero critico anche a casa nostra. Trasformando la cultura in un’arma di distrazione di massa e in uno strumento di propaganda geopolitica, l'Occidente ha perso la propria autonomia intellettuale. Abbiamo importato le categorie concettuali di Washington, finendo per scambiare la nostra subordinazione culturale per libertà di pensiero.

Putin parla dopo gli attacchi ucraini alle raffinerie
"La Russia risponderà agli attacchi ucraini contro le sue raffinerie di petrolio e altre infrastrutture energetiche e logistiche". Lo ha affermato giovedì Vladimir Putin, denunciando le azioni del regime di Kiev che vanificano ogni tentativo di cosiddetta tregua energetica mediata recentemente dagli Stati Uniti.
Prima di dare il via alle aggressioni contro obiettivi energetici e commerciali, a Kiev «avrebbero dovuto pensare alle conseguenze», ha ammonito il leader russo intervenendo giovedì con una dichiarazione ripresa dai media russi dopo i nuovi attacchi ucraini. «Non avrebbero dovuto iniziare», ha proseguito.
«Abbiamo dovuto far fronte alle azioni del nemico contro le nostre piattaforme [di e-commerce], sia Wildberries che Ozon. A proposito, continuano a compiere mosse che, francamente, avremmo dovuto prevedere, ma pensavamo che non gli sarebbero venute in mente. Gli sono venute in mente, e stiamo iniziando a rispondere”, ha sottolineato Putin. “Poi si rivolgono immediatamente ai loro sostenitori per chiedere loro di fermarci. È successo così con gli impianti energetici. Hanno tentato di attaccare nostre raffinerie. Ora hanno colpito alcuni siti. Niente di particolarmente grave, ma, nonostante ciò, vanno avanti», ha proseguito.
Lo stesso vale per le piattaforme di e-commerce, ha spiegato il leader. «Hanno fatto il primo passo. Abbiamo iniziato a rispondere. Ora stanno dando fastidio anche al settore energetico e ad altre infrastrutture, come i centri dati, ecc. Hanno iniziato loro. Non avrebbero dovuto farlo. Prima di compiere quel passo, avrebbero dovuto riflettere adeguatamente sulle conseguenze», ha concluso il presidente russo.

La rivoluzione della logistica in Cina: 100 miliardi di consegne trainate da droni e Intelligenza Artificiale
di Han Xin, Quotidiano del Popolo
Il settore cinese delle consegne espresse sta entrando in una nuova fase di trasformazione e ammodernamento. Nella prima metà del 2026, il comparto ha gestito 100 miliardi di pacchi, registrando un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre il fatturato ha superato i 770 miliardi di yuan (114,82 miliardi di dollari), segnando una crescita del 7,3%. In particolare, per la prima volta in un periodo di sei mesi, la crescita dei ricavi ha superato la crescita dei volumi di spedizione, segnalando un riallineamento strutturale del mercato.
Questa tendenza trova un chiaro riscontro nei recenti resoconti finanziari dei principali corrieri quotati in borsa. SF Express ha registrato un incremento del 9,3% su base annua dell'utile netto (al netto di guadagni e perdite una tantum), mentre YTO Express, Yunda Express e STO Express hanno riportato, nello stesso periodo, una crescita dell'utile netto di pertinenza degli azionisti superiore al 70%.
Poiché la redditività supera costantemente l'espansione dei volumi, la tradizionale strategia del settore, che prevedeva il sacrificio dei margini a favore della quota di mercato, sta lasciando il posto a un modello più sostenibile. Ciò segna una svolta decisiva verso l'efficienza operativa e una crescita basata sul valore.
Ma come si sta concretizzando questa transizione e quali saranno i fattori trainanti della prossima fase di espansione? I principali operatori logistici hanno delineato le proprie strategie di adattamento in risposta a questi interrogativi.
L'innovazione tecnologica è al centro di questa trasformazione. A giugno, JD Logistics – la divisione logistica del colosso dell'e-commerce JD.com – ha avviato la più vasta rete cinese di consegne tramite droni in aree rurali, operante nella contea di Zizhong, nella provincia del Sichuan. Il sistema serve attualmente 131 villaggi amministrativi, recapitando pacchi a comunità montane remote in appena sette minuti.
Presso il centro di smistamento postale di Jianggao, a Guangzhou, nella provincia del Guangdong, gli operatori umani collaborano con otto robot umanoidi lungo le linee di smistamento automatizzate. Queste macchine prelevano, ruotano e posizionano i pacchi con estrema fluidità, raggiungendo una velocità di 800 unità all'ora.
"Una parte significativa della crescita degli utili del settore registrata nella prima metà del 2026 deriva dalla maturazione degli investimenti nelle infrastrutture digitali effettuati negli anni precedenti", ha spiegato Yu Rao, ingegnere senior presso il Centro di Ricerca e Sviluppo dell’Ufficio Postale Statale. L'esperto ha sottolineato come l'intelligenza artificiale sia sempre più integrata nella filiera logistica, con l'adozione capillare di droni e veicoli di consegna autonomi che agiscono da fattori chiave per l'ottimizzazione dei costi e l'efficienza operativa.
Ad esempio, YTO Express ha introdotto una piattaforma di pianificazione dei percorsi basata sull'intelligenza artificiale, capace di analizzare i dati storici delle spedizioni e i costi operativi in ??tempo reale per ottimizzare gli itinerari di consegna. Solo nella prima metà del 2026, il sistema ha permesso all'azienda di ridurre le spese operative di circa 90 milioni di yuan.
Analogamente, ZTO Express ha puntato sull'automazione per l'assistenza clienti. Il suo sistema basato sull'intelligenza artificiale risolve ora autonomamente circa il 90% delle richieste post-vendita dei commercianti e il 70% delle domande dei destinatari, gestendo l'intero processo dall'apertura alla chiusura della pratica. "Oltre il 60% delle problematiche ricorrenti dei clienti viene ormai gestito integralmente dalla nostra piattaforma di servizi intelligente, con una significativa riduzione dei costi di manodopera", ha dichiarato Yang Wen, Chief Technology Officer di ZTO Express.
Anche l'automazione della flotta sta registrando una rapida espansione. Entro la fine di giugno, Yunda Express contava oltre 1.500 veicoli per consegne autonome nella propria rete, un incremento di più di 1.000 unità rispetto all'anno precedente. La standardizzazione delle operazioni autonome su larga scala ha ridotto del 30% i costi di trasporto presso i centri di distribuzione locali.
Nell'intero settore postale e dei corrieri, l'adozione di tecnologie avanzate, tra cui assistenza clienti basata sull'IA, smistamento automatizzato, controlli di sicurezza intelligenti, sorveglianza tramite visione artificiale e ottimizzazione dinamica dei percorsi, sta subendo un'accelerazione. A livello nazionale, il settore impiega attualmente oltre 16.000 veicoli per consegne autonome e più di 400 droni dedicati alla logistica dell'ultimo miglio.
"Nel corso del 15° Piano Quinquennale (2026-2030), accelereremo l'integrazione di tecnologie all'avanguardia nel settore logistico e svilupperemo nuovi motori di crescita economica", ha affermato Xu Huarong, vicedirettore generale del Dipartimento Politiche e Regolamentazione dell’Ufficio Postale Statale.
Gli indicatori di performance finanziaria evidenziano inoltre un aumento generalizzato del ricavo medio per pacco a partire dall'inizio del 2026.
"Gli sforzi normativi costanti per arginare una concorrenza sui prezzi spietata sono stati determinanti nell'invertire questa tendenza", ha aggiunto Yu. In seguito a un simposio tenutosi nel luglio 2025 e promosso dell’Ufficio Postale Statale, che ha imposto il rispetto delle norme sulla leale concorrenza, le note guerre dei prezzi del settore si sono progressivamente attenuate. Le tariffe medie di consegna sono gradualmente aumentate, consentendo alle aziende di ripristinare margini di profitto soddisfacenti.
Gli analisti del settore rilevano che la tradizionale dipendenza dai picchi di volume generati dall'e-commerce ha raggiunto una fase di stallo. Di conseguenza, diversificare i flussi di ricavi oltre la vendita al dettaglio online è diventato un imperativo strategico fondamentale per i principali corrieri.
Da dove arriverà, dunque, la prossima ondata di crescita? Emergono due direttrici principali:
--Ampliamento degli scenari di servizio
JD Logistics sta andando oltre la semplice consegna di pacchi per offrire soluzioni di supply chain su misura. L'azienda fornisce oggi strategie di fulfillment personalizzate per i produttori di elettrodomestici, nonché servizi integrati di stoccaggio e consegna dell'ultimo miglio per supermercati e rivenditori che gestiscono vendite omnicanale. Nella prima metà del 2026, la sua divisione dedicata alla supply chain integrata ha generato ricavi per 59,4 miliardi di yuan, un incremento del 18,5% su base annua, affermandosi come principale motore di crescita.
Analogamente, SF Express ha introdotto servizi logistici specializzati, tra cui il trasporto dedicato di attrezzature per sport invernali e un servizio di spedizione bagagli porta a porta che consente ai turisti di viaggiare senza ingombri. Intercettando esigenze dei consumatori finora insoddisfatte, l'azienda è riuscita a penetrare segmenti di nicchia come il turismo culturale, le fiere commerciali e il commercio al dettaglio specializzato. Questi servizi differenziati e ad alto valore aggiunto stanno dando vita a quella che i dirigenti definiscono una "seconda curva di crescita".
-- Espansione sui mercati nazionali e globali
A livello internazionale, YTO Express sta ampliando la propria presenza transfrontaliera, lanciando 170 rotte di trasporto aereo merci che coprono gran parte dell'Asia e si estendono fino all'Europa dell'Est. Anche JD Logistics sta espandendo rapidamente la propria rete di magazzini all'estero: attualmente gestisce oltre 200 strutture (inclusi magazzini per la distribuzione diretta) in 26 Paesi e regioni, alimentando una crescita rapida e costante delle proprie attività internazionali.
Sul mercato interno, i corrieri si stanno rivolgendo a mercati meno serviti, situati in aree remote o in centri urbani di fascia inferiore. J&T Express sta penetrando nelle remote province occidentali, in particolare trasformando il centro di distribuzione di Yinchuan (nel Ningxia) in un hub logistico regionale intelligente, al fine di incrementare i volumi di spedizione nelle aree meno sviluppate. Yunda Express sta puntando con decisione sul commercio rurale, istituendo punti di raccolta a livello di villaggio nelle principali zone di produzione agricola e attivando corridoi merci dedicati per intercettare la crescente domanda locale.
Ha sottolineato che, man mano che la concorrenza si sposta verso la creazione di valore, il progresso tecnologico, la qualità dell'esperienza cliente e la diversificazione del mercato saranno i fattori determinanti per i leader del settore di prossima generazione.
"Dopo oltre un decennio di crescita esponenziale trainata dai soli volumi, il settore sta abbandonando il modello di espansione basato sulla velocità a ogni costo a favore di un approccio equilibrato, che attribuisce pari importanza alla qualità del servizio e all'efficienza operativa", ha concluso Yu.

Drone di JD Logistics impegnato in una missione di consegna a Kunshan, nella provincia del Jiangsu, nella Cina orientale. (Foto/Yuan Xinyu)

Veicolo per le consegne senza conducente circola per le strade di Yichang, nella provincia cinese centrale dello Hubei. (Foto/Zhang Guorong)

Dipendenti di Yunda Express smistano i pacchi su una linea di smistamento intelligente all'interno di un magazzino a Xinghua, nella provincia del Jiangsu, Cina orientale. (Foto/Zhou Shegen)

I numeri della "nuova rivoluzione industriale" della Cina
di Jin Sheping, Quotidiano del Popolo
A livello globale, un'auto su tre venduta oggi è prodotta in Cina. Dal 2013, le vendite di veicoli a nuova energia in Cina sono aumentate di oltre 930 volte, mentre la loro quota di mercato nel settore automobilistico è cresciuta di oltre 590 volte, dando vita a un'industria emergente in rapida espansione dal valore di migliaia di miliardi di yuan.
Il settore automobilistico è emblematico della più ampia crescita e modernizzazione dell'industria manifatturiera avanzata cinese.
Il valore aggiunto della produzione manifatturiera cinese occupa il primo posto al mondo da 16 anni consecutivi, rappresentando quasi il 30% del totale globale.
Nell'ultimo decennio, il valore aggiunto della produzione nei settori dell'alta tecnologia e della fabbricazione di macchinari e attrezzature è cresciuto a tassi medi annui rispettivamente del 10% e dell'8% circa.
La Cina detiene oggi una posizione di leadership globale in settori quali il fotovoltaico, le telecomunicazioni, l'alta velocità ferroviaria e la cantieristica navale, mentre la robotica, l'intelligenza artificiale e il settore farmaceutico innovativo stanno registrando una rapida accelerazione.
Mentre l'economia cinese si orienta verso una crescita di alta qualità trainata dall'innovazione, la manifattura avanzata è diventata un pilastro fondamentale di questa transizione.
In un contesto di cambiamenti globali senza precedenti e di una nuova ondata di trasformazione industriale, la Cina sta attraversando una fase cruciale di ristrutturazione economica. Per garantire stabilità e sostenibilità a lungo termine, il Paese sta puntando con decisione sull'espansione e sul perfezionamento delle proprie capacità manifatturiere avanzate.
Persino un singolo foglio di lamina d'acciaio ultrasottile esemplifica la raffinatezza dell'evoluzione manifatturiera cinese.
Nella provincia dello Shanxi, una sussidiaria della Taiyuan Iron & Steel (Group) Co., Ltd. produce nastri in acciaio inossidabile di precisione attraverso processi completamente automatizzati: laminazione, pulizia, lucidatura, spianatura, taglio longitudinale e imballaggio. Lo spessore minimo di questi materiali, noti comunemente come "hand-rip steel", è stato ridotto da 0,02 mm a 0,015 mm. Passate con successo dalla fase di ricerca e sviluppo alla produzione commerciale su larga scala, queste leghe di alta gamma sono oggi commercializzate a prezzi paragonabili a quelli dei metalli preziosi.
Per sostenere tale progresso, la Cina punta sui fattori chiave della manifattura "avanzata", superando strategicamente la fase intermedia dell'assemblaggio per catturare maggior valore alle due estremità della filiera di approvvigionamento globale: dall'innovazione e dal design fino al branding e ai servizi.
L'intelligenza sta rimodellando il panorama industriale cinese.
Sfruttando tecnologie digitali all'avanguardia, il Paese ha realizzato oltre 56.000 fabbriche intelligenti di livello base, più di 9.000 di livello avanzato e oltre 500 di livello di eccellenza, sviluppando al contempo 15 fabbriche intelligenti di riferimento. Grazie all'integrazione di intelligenza artificiale di nuova generazione, analisi dei big data e infrastrutture cloud, queste realtà pongono la Cina all'avanguardia nella digitalizzazione industriale globale.
L'innovazione globale nel campo dell'IA sta attraversando una fase di eccezionale dinamismo. Puntando sulla trasformazione intelligente, la Cina ha fatto della produzione intelligente di nuova generazione una priorità strategica, approfondendo l'iniziativa "IA + manifattura" e promuovendo una trasformazione digitale e intelligente capillare in un numero sempre maggiore di settori e imprese.
Anche la sostenibilità riveste un ruolo cruciale per aprire nuove prospettive di crescita.
Lo sviluppo verde è divenuto un tratto distintivo della manifattura avanzata. La Cina conta oggi oltre 8.000 fabbriche "verdi" riconosciute a livello nazionale, mentre settori quali i pannelli solari, le batterie per veicoli elettrici e le tecnologie per il risparmio energetico e la tutela ambientale hanno acquisito un vantaggio competitivo precoce sui mercati emergenti.
Guidata da un fermo impegno per la tutela ambientale, la Cina promuove simultaneamente la transizione ecologica dell'industria, l'innovazione tecnologica e l'ottimizzazione strutturale. Questo approccio integrato sta consolidando progressivamente il vantaggio competitivo del Paese nelle tecnologie pulite e nelle industrie sostenibili.
Nuovi motori di crescita per l'industria vengono sviluppati anche attraverso una crescente integrazione.
L'integrazione intersettoriale rappresenta un altro catalizzatore fondamentale per il progresso industriale. Si pensi, ad esempio, agli occhiali dotati di intelligenza artificiale: essi combinano apprendimento automatico, microsensori e connettività wireless per offrire funzionalità quali traduzione in tempo reale, navigazione e riconoscimento vocale.
Analogamente, il parco Luogang a Hefei (nella provincia dell'Anhui) funge da banco di prova sul campo, ospitando oltre dieci diversi scenari applicativi, dal turismo culturale all'ispezione delle linee ferroviarie ad alta velocità, in cui le tecnologie emergenti possono dimostrare la propria sostenibilità commerciale.
Negli ultimi anni si sono registrati progressi significativi nei settori dell'informatica, dei materiali avanzati e delle biotecnologie. Tali innovazioni stanno convergendo sempre più, dando vita a prodotti altamente integrati ed ecosistemi applicativi poliedrici.
Attraverso un'integrazione strategica, la Cina sta promuovendo legami più stretti tra il comparto manifatturiero avanzato e quello dei servizi moderni. Questa sinergia accelera la commercializzazione di tecnologie e casi d'uso innovativi, accrescendo la creazione di valore lungo l'intera filiera produttiva, stimolando ricadute positive tra i diversi settori e infondendo un dinamismo costante nell'economia nel suo complesso.
L'espansione del settore manifatturiero avanzato richiede un approccio coordinato e sistemico. La Cina sta attuando politiche mirate e quadri istituzionali concepiti per tradurre gli obiettivi strategici in risultati misurabili.
La ricerca di base rimane il fondamento del progresso scientifico e della risoluzione di problemi tecnologici. Consapevole che la manifattura moderna dipende da solide basi scientifiche, la Cina sta perfezionando la propria struttura di ricerca e incrementando i finanziamenti per potenziare la scienza fondamentale e l'innovazione originale.
Parallelamente, il Paese sta intensificando gli sforzi per superare i colli di bottiglia nelle tecnologie critiche e fondamentali. Accelerando la trasformazione dei risultati della ricerca in applicazioni commerciali, la Cina favorisce il passaggio di soluzioni innovative dai laboratori alle linee di produzione e ai mercati di consumo, convertendo così le scoperte scientifiche in concreta produttività economica.
In ultima analisi, il successo di questa trasformazione industriale dipende da milioni di imprese. La sfida consiste nello sprigionare appieno il potenziale creativo e operativo dei diversi attori del mercato.
Per affrontare tale sfida, la Cina sta armonizzando l'efficienza del mercato con l'indirizzo strategico governativo, perfezionando i quadri istituzionali per garantire coerenza tra le politiche fiscali, tributarie, finanziarie, industriali e quelle in ambito scientifico-tecnologico. Risorse di alto valore — tra cui capitali, talenti qualificati e dati — vengono convogliate strategicamente verso la manifattura avanzata. Promuovendo un contesto imprenditoriale orientato al mercato, basato su regole certe e allineato agli standard internazionali, la Cina mira a costruire un ecosistema resiliente e favorevole all'innovazione, capace di sostenere il progresso industriale a lungo termine.

Linee di produzione intelligenti operano in modo efficiente presso un'azienda di componentistica automobilistica a Taicang, nella provincia del Jiangsu, Cina orientale. (Foto/Ji Haixin)

Operai ispezionano i prodotti in un reparto di produzione di fogli di rame di un'azienda di tecnologie per nuovi materiali a Yuncheng, nella provincia dello Shanxi, Cina settentrionale. (Foto/Jiang Hua)

Visitatrice straniera prova degli occhiali dotati di intelligenza artificiale alla World Manufacturing Convention 2026 a Hefei, nella provincia dell'Anhui, Cina orientale. (20 settembre 2026 - Foto/Fang Dongxu)

Combattendo a fianco dell’ex nemico
Nella lunga guerra contro Boko haram l’esercito nigeriano ha cominciato a reclutare anche ex miliziani jihadisti. Una scelta che fa discutere Leggi
Nearly half of reef-building corals face elevated relative risk of extinction
Nature, Published online: 15 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11263-3
Nearly half of reef-building corals face elevated relative risk of extinctionQUANDO IL MONDO DIVENTA BIANCO O NERO
Canto di campagna
Un nuovo costruttore cinese si prepara per l’Europa: è la Avatr
Cosa ha detto Jeremy Clarkson della nuova Alfa Romeo Cuorerosso?

Muore 30 enne nel cantiere dell’alta velocità a Firenze


Firenze, 15 ottobre 2026 – “Una morte inaccettabile” sentenzia il sindacato Cisl e anche Rfi lascia un comunicato di cordoglio per la tragedia avvenuta nel primo pomeriggio di oggi nel cantiere della nuova stazione dell’alta velocità di via Zefferini a Firenze, dove un pilone in movimentazione tramite carrello elevatore è caduto schiacciando il cassone di un tir all’interno del quale è morto l’operaio 31 enne nordafricano Abourabil Ayoub. La vittima stava lavorando per il Consorzio Florentia, le dinamiche dell’incidente sono ancora da stabilire.
Data Centers Become Targets in Wars in Ukraine, Russia and the Middle East

© Via Reuters
Labpolk, il laboratorio per la conoscenza si incontra a Roma
Il mondo della ricerca scientifica italiana vuole contare di più nelle scelte politiche. Per questo domani alle 15 il Laboratorio per le Politiche della Conoscenza (Labpolk) si è dato appuntamento […]
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Violent Protests in Albania

© Adnan Beci/Agence France-Presse — Getty Images
Violent Protests in Albania

© Adnan Beci/Agence France-Presse — Getty Images
Moby Prince, Onorato: “Portellone bloccato? Mi sembra una fesseria plateale. Chessa comandante di scrupolosità assoluta”
L’armatore Vincenzo Onorato, ad Navarma, la compagnia del Moby Prince, nonché presidente Moby Lines “Non lo sono più da quattro cinque anni per sopraggiunti limiti di età”, in audizione in commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Pietro Pittalis.
La terza commissione parlamentare d’inchiesta. La prima presieduta da Silvio Lai, la seconda presieduta da Andrea Romano.
Torna in audizione in commissione parlamentare d’inchiesta Vincenzo Onorato, armatore della compagnia a cui faceva capo il Moby Prince. Traghetto a bordo del quale la sera del 10 aprile 1991 morirono 140 persone tra passeggeri ed equipaggio, poco dopo essere uscito dal porto di Livorno, diretto a Olbia. Moby Prince entrò in collisione con petroliera Agip Abruzzo.
Secondo le conclusioni della seconda commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Andrea Romano, l’ipotesi più probabile della collisione del Moby Prince fu cercare di evitare una terza imbarcazione. A oggi non ancora identificata.
Un solo superstite, Alessio Bertrand.
Qui il video integrale dell’audizione di Vincenzo Onorato.
Onorato: “La mattina dell’incidente dissi subito cause esterne. Avevo 31 anni e navigavo sul Moby Prince con Ugo Chessa e il suo equipaggio. Di tutti i comandanti con cui ho navigato non ho mai trovato una persona come il comandante Chessa. Era di una scrupolosità e rigidità nel comando assoluta. Il fatto che la nave uscisse dal porto di Livorno e andasse a collidere con una nave a sole 2.7 miglia dal porto di Livorno è tecnicamente impossibile. Ci doveva essere una causa esterna.
Ho fatto centinaia di volte l’uscita da un porto con Ugo Chessa. Che ci fosse o non fosse nebbia era ininfluente per un uomo delle capacità e dell’esperienza di Chessa. Abituato a navigare nella nebbia del Canale della Manica. Errore umano? Errore di cosa? Chessa sul ponte di comando era un dittatore. Non permetteva nessuna distrazione.
Il comandante Chessa all’uscita dal porto chiedeva all’ufficiale a cui affidava la plancia rilevamento ottico e rilevamento radar. Il radar aveva allarme anti collisione. Allora come ci è finita la Moby Prince sulla petroliera? Chessa è stato ritrovato sul ponte di comando. Quindi non lo aveva lasciato. E allora come è finito sulla petroliera?”.
Poi Onorato: “Le vittime furono trovate nei posti di riunione. Significa che aspettavano i soccorsi. Soccorsi che non sono arrivati. Il fuoco non era dentro, era fuori”. Quindi durante l’audizione punta il dito: “Quali soccorsi?”.
Pittalis, facendo riferimento a dichiarazioni di “nostromo Ciro Di Lauro e testimonianza Alessio Bertrand”: “Il blocco del portellone di poppa aveva impedito una via di fuga a un gruppo di persone. Di Lauro dice di averlo segnalato senza riscontro. Quali sono le ragioni del mancato intervento?”.
Onorato: “Il portellone di poppa aveva problemi? E allora come faceva a caricare e scaricare? Impossibile che non funzionasse. Se poi si sia bloccato durante l’incidente o dopo questo è possibile, ma che non funzionasse prima è assolutamente ridicolo. E’ la prima volta che ne sento parlare. Mi sembra una fesseria plateale. E’ un portellone che pesa decine di tonnellate”.
Pittalis si riferisce poi a “D’Orsi e Di Lauro vostri dipendenti processati, fecero intervento sulla leva del timone“.
Onorato: “Io non sono convinto che l’abbiano fatto. Io l’ho letta sui giornali questa vicenda. Una vicenda talmente priva di significato. Dopo l’errore umano, dopo le uscite che ho fatto nel difendere il mio equipaggio, si è passati a colpire l’equipaggio. Stamani ho sentito anche la storia del portellone che non sapevo. Tutta la vicenda ci vedeva dall’altro lato della barricata. Dall’altra parte c’è lo Stato italiano. E’ una sfida un po’ squilibrata”.
Onorato: “Mio padre diede ordine al nostro ufficio legale di fare tutto il possibile per il risarcimento alle famiglie delle vittime. Non è vero che noi volevamo mantenere il limite armatoriale assicurativo, perché noi abbiamo rinunciato a quel limite”
Quindi a domanda del deputato Matteo Mauri. “Dopo tutto l’accordo assicurativo Navarma guadagna dall’accordo tra assicurazioni. Rimborso percepito di oltre venti miliardi”.
Onorato: “La liquidazione del danno sarebbe avvenuta comunque. Ritengo l’indennizzo ci fosse assolutamente dovuto. Per non avere l’indennizzo ci voleva la prova ci fosse stata una volontà di causare il dolo. Come abbiamo fatto a riprenderci? Abbiamo venduto tre navi e siamo ripartiti daccapo. Con grande lavoro e grande determinazione”.
Poi: “Noi abbiamo rinunciato al limite armatoriale e volevamo la liquidazione per le famiglie delle vittime. Incredibilmente e positivamente Eni ci ha seguito. Abbiamo parlato con la nostra assicurazione. Ritengo che le assicurazioni alla fine, vista l’enormità della tragedia, 140 morti, in particolare gli inglesi, i Lloyds, si sono messi subito a disposizione. La disponibilità è stata immediata. Snam? Se fossimo negli Stati Uniti ricorrerei al quinto emendamento, avvalendomi della facoltà di non rispondere. Le mie sono solo ipotesi. Non voglio passare un guaio”.
Onorato subito dopo rifiuta di andare in audizione secretata come proposto da Pittalis: “Sono una persona trasparente”.
Onorato in risposta a Mauri su Superina, comandante Agip Abruzzo, ricordiamo scomparso nel 2011, che nella prima comunicazione di sos dopo la collisione parlò di bettolina che aveva colpito la petroliera da lui comandata. “Perché Superina comandante di lungo corso parla di bettolina e non di traghetto? Non sa riconoscere un traghetto di una bettolina? Voi in commissione avete parlato che è probabile una terza nave che può aver fatto deviare il Moby Prince. Perché Superina dice bettolina? Onorevole, è così semplice. Perché evidentemente c’era una bettolina”.
Mauri: “Noi abbiamo ipotizzato mille cose: traffico di carburante, nafta, armi. Secondo lei cosa si sarebbe potuto trafficare a bordo di quella nave?”.
Onorato: “Non ne ho idea. Quando è uscita fuori la storia dell’esplosivo, la dichiarazione della bettolina dentro di me è andata in secondo piano. Poi è riemersa quando è stata annullata l’idea che ci fosse una bomba. Il traghetto è una cosa, la bettolina un’altra. Facciamo un’ipotesi e mi prendo dei rischi: facciamo l’ipotesi che la bettolina era sotto bordo all’Agip. Quindi Chessa in uscita rileva solo l’Agip. Se era sotto l’Agip non aveva luci e fanali accesi. E’ un’ipotesi. Continuiamo con l’ipotesi. Poniamo che la bettolina si stacchi dall’Agip Abruzzo. Perché se stava facendo qualcosa forse l’ha finito. Se ne va. E se ne va a luci spente. Sul radar sul ponte di comando vedono allora un bersaglio nuovo. Se fossi stato al comando avrei detto di accostare tutto a dritto. Tenga presente onorevole che il Moby Prince superava il livello della coperta della petroliera. La bettolina è bassa. Poi Superina interrogato si è giustificato dicendo che “aveva acceso due fari di prua e ha pensato a una bettolina”. Cavolata. Poi una bettolina una collisione? Sì, ma mi ricordo ancora il fianco dell’Agip Abruzzo squarciato aperto”.
Poi Onorato: “Superina purtroppo è morto. Però c’è l’equipaggio“.
Quindi alla deputata Chiara Tenerini: “Abbiamo gli uffici a Livorno. A Livorno la mattina non potevamo entrare in porto. Ci sputavano addosso. Chessa aveva una caratteristica: aveva paura. Era prudente. Adesso Bertrand dice che il portellone non funzionava? Era imbarcato quattro giorni prima per la prima volta. Magari non sapeva farlo funzionare”.
CINZIA GORLA

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In Italia 430mila bambini e ragazzi sono costretti a rinunciare a cibo e socialità
L’Italia non soltanto fa sempre meno figli: è anche un Paese nel quale il peso del caro vita grava sulle generazioni più giovani, dall’infanzia all’ingresso nella vita adulta. Nel 2024, ultimo dato disponibile, sono circa 430mila, il 5,6% dei minori sotto i 16 anni, i bambini e i ragazzi che vivono in famiglie costrette, per ragioni economiche, a rinunce che riguardano l’alimentazione o la socialità. C’è chi non può permettersi ogni giorno frutta e verdura o un pasto proteico, per esempio a base di carne, pesce o equivalente vegetariano, e chi non può invitare ogni tanto gli amici a casa per giocare o mangiare qualcosa. Nel 2021 erano il 5,3%, circa 419mila.
È quanto emerge dalla nuova analisi di ActionAid sulla povertà alimentare in Italia, che legge il fenomeno attraverso punti di vista differenti: le difficoltà legate all’acquisto di cibo, le forme più gravi di insicurezza alimentare e la spesa delle famiglie. Il segnale più forte riguarda i bambini tra i 6 e gli 11 anni. In questa fascia d’età, tra il 2021 e il 2024, la quota di chi sperimenta problemi nell’accesso al cibo e alla sua socialità passa dal 3,8% al 6,8%: circa 220mila bambini, quasi 90mila in più rispetto a tre anni prima. Le difficoltà economiche possono tradursi anche nella rinuncia a libri extrascolastici, gite, attività di svago o vestiti nuovi. La casa rappresenta una delle principali uscite con cui deve competere la spesa alimentare: quando il bilancio si restringe, il cibo può diventare la voce su cui si interviene riducendo quantità, qualità o ricorrendo ad aiuti. Questa pressione pesa anche sui minori: tra chi vive in una casa di proprietà senza mutuo, le difficoltà alimentari o sociali riguardano il 3,6%; tra chi vive in affitto salgono al 12%, sia nel mercato libero sia negli alloggi a canone agevolato. Oltre tre volte tanto.
La difficoltà economica può pesare anche nel passaggio alla vita adulta. Tra le persone a rischio di povertà, la deprivazione alimentare riguarda il 27,3% dei giovani tra i 25 e i 34 anni. Ma gli anziani non sono al riparo: tra i 65 e i 74 anni l’incidenza è infatti elevata, al 27,2%. Tuttavia, la fragilità colpisce una fase della vita in cui si dovrebbe raggiungere l’autonomia, trovare stabilità lavorativa e sostenere il costo di una casa, mentre per gli over 75 la maggiore continuità dei redditi pensionistici può rappresentare un elemento di relativa protezione.
«Il paradosso è evidente: mentre l’Italia si interroga sul calo delle nascite, crescere dei figli e diventare adulti è sempre più difficile. Le rinunce cominciano dal cibo e dalla possibilità di invitare un amico a casa, continuano negli anni dello studio e arrivano alla ricerca di un lavoro e di un’abitazione che permettano di costruire una vita autonoma. Non si tratta di contrapporre giovani e anziani, ma di riconoscere che la stabilità per le nuove generazioni arriva sempre più tardi e a un costo sempre più alto», dichiara Roberto Sensi, responsabile del programma povertà alimentare per ActionAid Italia.
L’analisi di ActionAid restituisce un quadro di impoverimento progressivo che riguarda l’intera popolazione. Nel 2024 la quota di persone in povertà alimentare è pari al 12,7%, in aumento rispetto all’11,8% del 2023. In termini assoluti si tratta di oltre 6,4 milioni di persone. Il Sud e le Isole restano l’area più colpita, con un’incidenza del 17,4%, ma la novità più significativa arriva dal Nord. Qui la quota di persone in difficoltà passa dal 7,6% del 2023 all’11,2% del 2024, con circa 884mila persone in più coinvolte. In Lombardia, l’incidenza passa dall’8,3% al 14,5% – sono circa 1,25 milioni, più 535mila in un solo anno; in Veneto sale dal 9,5% al 13,5%. Il fenomeno si sta quindi diffondendo anche in territori tradizionalmente meno esposti, senza però spostarsi dal Mezzogiorno, dove si concentrano ancora le incidenze più elevate: la Calabria raggiunge il 35,7%, il valore regionale più alto, in ulteriore crescita rispetto al 31,7% del 2023. A preoccupare è anche il cambiamento del profilo delle persone coinvolte: la deprivazione cresce tra gli occupati, dall’8,7% al 10,5%, e riguarda sempre più anche persone e famiglie non classificate a rischio di povertà.
«Questo non significa che le fasce più fragili siano meno esposte, ma che l’aumento dei prezzi di cibo, casa ed energia sta allargando l’area della vulnerabilità. Questi dati interrogano l’adeguatezza degli attuali approcci di contrasto. Bisogna affiancare all’aiuto alimentare risposte più strutturali in grado di contrastare efficacemente il fenomeno e promuovere il diritto ad una alimentazione adeguata», conclude Sensi.
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YouTube ha iniziato a distribuire su scala globale i commenti con le GIF, una funzione annunciata il 23 settembre durante l'evento Made on YouTube e comparsa nell'app mobile di alcuni account nei gior... SVEZIA AUTORIZZA L’ABBATTIMENTO DI 72 LUPI: INDIGNAZIONE E POLEMICHE
La Svezia ha annunciato che autorizzera’ l’abbattimento di 72 lupi nel 2027, su una popolazione stimata di 355 esemplari, suscitando la protesta degli ambientalisti. La decisione arriva dopo che lo scorso anno la giustizia aveva sospeso l’abbattimento di 48 animali. I lupi potranno essere uccisi in cinque contee vicine a Stoccolma tra il 2 gennaio e il 15 febbraio. “Poiche’ la popolazione di lupi scandinavi e’ ridotta e soffre di consanguineita’, la riduzione deve essere progressiva e accompagnata da misure volte a contrastarla”, hanno dichiarato i consigli amministrativi delle contee in un comunicato. La Societa’ svedese per la conservazione della natura ha definito la decisione “oltraggiosa”. “E’ scandaloso che un lupo su cinque in Svezia venga abbattuto quando la popolazione e’ gia’ gravemente minacciata”, ha dichiarato la presidente Beatrice Rindevall all’agenzia svedese Tt. “I nostri lupi soffrono gia’ di una forte consanguineita’ e questa caccia rischia di aggravare ulteriormente la situazione. E’ una scommessa insensata con una specie protetta e gravemente minacciata”.
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Mortgage Rates Hover at 7.4%, Highest Since 2023

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© Mark Abramson for The New York Times
L’affannosa ricerca di Netanyahu di una nuova guerra

Su Haaretz, l’ironico e intelligente articolo di Zvi Bar’el sull’affanno di Netanyahu, alla disperata ricerca di una nuova guerra che gli consenta di vincere o annullare le elezioni israeliane: “Il tempo stringe: a Benjamin Netanyahu restano meno di due settimane per lanciare una nuova guerra che potrebbe garantirgli la rielezione”.

“Il presidente americano Donald Trump lo tiene in una morsa da Est, rimandando la ripresa della guerra con l’Iran. Anche il Libano non è più un fronte interessante, dopo che il nostro amico americano vi ha riversato la sua forza distruttiva, limitando le nostre operazioni [che però proseguono, pur se meno massive ndr.]. La Siria parla di accordi di sicurezza [con Israele] e intona canti di pace. Gaza continua a mietere vittime ogni giorno, ma la salvezza elettorale non arriverà dalla Striscia. Né ci si può fidare degli Houthi dello Yemen. Quei bastardi stanno mantenendo la promessa fatta a Trump di non attaccare obiettivi israeliani”.
“Persino i palestinesi della Cisgiordania si sono addormentati sul più bello. Invece di lanciare un’intifada, una rivolta armata contro i pogrom perpetrati ai loro danni da bande criminali di coloni appoggiate dalla maggioranza ‘normale e pacifica’ [del Paese], si lamentano sui media. Per un momento, si era quasi sperato che gli agenti della polizia palestinese potessero puntare le armi contro soldati e civili israeliani, dando al primo ministro e al ministro della Difesa la guerra che tanto desideravano. Ma anche in questo caso, ‘l’Autorità Palestinese terroristica’ si è dimostrata incapace di mantenere le promesse”.
“In sintesi, gli arabi stanno ancora una volta perdendo l’opportunità di costruire un rapporto di fiducia con il governo, dimostrando che nei momenti difficili non ci si può fidare di loro. Peggio ancora, il loro rifiuto di fornire a Israele un pretesto per aprire un nuovo fronte equivale a una palese interferenza nelle nostre elezioni, rivelando una chiara inclinazione di sinistra e un aperto sostegno a Gadi Eisenkot [il competitor di Netanyahu ndr.]”.
“Un nuovo slogan è già in circolazione sulla stampa, che intona con gioia che ‘da Riad a Ramallah, tutti sono con Eisenkot’. Non c’è bisogno di sottolineare la ‘partnership’ di Eisenkot con gli arabi israeliani quando gli Houthi, i gazawi, i siriani e i libanesi ballano tutti al ritmo delle sue canzoni”.
Anche l’Arabia Saudita è della partita, prosegue Bar’el, dal momento che il principe ereditario Mohamed bin Salman (Mbs) ha rifiutato le avances di Netanyahu, pronto a impelagarsi nel conflitto yemenita a fianco di Riad e contro gli Houti pur di ottenere la sospirata guerra.
Gli è andata male anche su questo fronte, con il principe che gli ha risposto picche: senza uno Stato palestinese, ha risposto, non gli è possibile accettare la partnership militare né aderire agli accordi di Abramo, sviluppo implicito nell’offerta di Bibi.
Tale rifiuto, secondo Bar’el, sarebbe motivato dal fatto che il principe è uomo di principi. In realtà, al principe poco importa della sorte dei palestinesi, ma molto della sua, che nel caso avesse accettato gli avrebbe riservato l’impiccagione sulla pubblica piazza da parte del suo popolo o, alternativa ancora più realistica, di essere spodestato da un golpe simile a quello che “pose fine alla monarchia irachena e uccise ogni singolo membro della famiglia regnante Husseini il 14 luglio 1958”.
Uno scenario evocato da Edward Luttwak, uno dei tanti portavoce dello Stato profondo americano, che in una nota recente ha dettagliato la crisi che attanaglia il Regno, dove l’accentramento del potere avvenuto sotto la reggenza del pargolo della Casa Saud ha creato malumori sempre più diffusi e profondi (sul malumore delle tribù saudite rimandiamo a un articolo di Piccolenote).
Il cenno di Luttwak è stato ripreso da Alastair Crooke sul sito del Ron Paul Institute, che lo ha commentato così: “Il timore di MbS è che un pilota di F-15, al di fuori della ristretta cerchia degli stipendiati della famiglia reale, possa scegliere di attaccare uno dei palazzi principeschi del Regno (invece di colpire un obiettivo di AnsarAllah) come preludio a una vera e propria rivolta militare. Non si tratta di una minaccia fantasiosa: un saudita navigato ha ricordato di aver sentito di recente un giovane ufficiale saudita minacciare proprio questo”.

La ricerca affannosa di una nuova guerra da parte di Netanyahu non nasce da un’ispirazione improvvisa né serve solo a eludere la ghigliottina delle elezioni (alla quale, però, può ancora scampare dal momento che la sconfitta non è scontata). Infatti, appartiene al suo armamentario ideologico, che ha in Sparta un modello ideale al quale Israele deve aspirare, come ebbe a dire in un ispirato discorso che ebbe vasta eco nel mondo, ricordato oggi da Uri Misgav su Haaretz.

Un discorso, un ideale, che ha suscitato perplessità e aspre critiche in ambito ebraico. Tanto che qualcuno ha sommessamente ricordato l’elogio di Sparta fatto da Hitler nel suo Zweites Buch (“Secondo libro”), scritto dopo il Mein Kampf. Non solo l’esaltazione dell’eugenetica, anche la legittimazione dell’oppressione dei pochi eletti sulle moltitudini (e tanto altro). Citiamo: “Il dominio di seimila Spartani su trecentocinquantamila Iloti era pensabile solo come conseguenza dell’alto valore razziale degli Spartani. Ma questo era il risultato di una sistematica preservazione della razza; per questo Sparta deve essere considerata come il primo Stato völkisch (razziale)”. Possibile che nell’entourage di Netanyahu nessuno si sia accorto della tragica, evocativa, gaffe?
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La guerra invocata in Parlamento (ed esaltata dai media)
di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico
15 ottobre. La vomitevole sceneggiata di un canagliesco “gentlemen agreement”, da parte di individui che, continuando a definirsi “di sinistra” senza aver idea di cosa voglia dire e irridendo a ogni presupposto di classe, applaudono in parlamento all'intervento della presidente del consiglio, fotografa, purtroppo, l'obbrobrio di una “politica” fatta di abbracci e sorrisi “interpartitici” sulla pelle di lavoratori, pensionati, masse popolari. Dimostrando come le apparenti divisioni “politiche” non passino affatto per la salvaguardia degli interessi di classi contrapposte, ma seguano un percorso condiviso al servizio del profitto capitalistico, il furfantesco spettacolo andato in scena al Senato è stato diligentemente esaltato dai media bellicisti che, nel sostegno governativo ai nazigolpisti di Kiev, hanno trovato un'ulteriore occasione, da un lato, per plaudire ai farabutti che invocano più armi alla junta ucraina e, dall'altro, per bacchettare il presidente yankee, sentendosi le spalle coperte dalla “politica” delle buone maniere, ansiosa di mostrare il proprio apprezzamento anche ai fascisti.
Così, anche senza scadere nei miasmi dei torquemadisti pannelliani de Linkiesta, che accusano chi non ha apprezzato «le frasi della premier sull’Ucraina» su un fantomatico «ritorno di un imperialismo di stampo sovietico», qualunque cosa voglia dire, ecco che il signor Alessandro De Angelis, su La Stampa, si lancia in una omelia sul «sostegno a Kiev» che, sostiene, «non è un atto di carità, ma una questione fondamentale di valori, per quel che rappresenta la resistenza di un popolo oppresso, e di sicurezza. Lì si difendono i nostri confini». Giullare euroguerrafondaio, che si genuflette alla fascista di governo lacrimando che «l’Europa che rinuncia a Kiev è declamazione priva di una responsabilità. Significa assecondare il disegno di Trump e di Putin sulla pelle di un popolo che lotta per la libertà». La “libertà” di esser mandato al macello o di fare la fame, schiavizzato da una regime nazigolpista sostenuto da UE e NATO. Quindi, commozione sul Corriere della Sera per le parole della presidente del consiglio, secondo cui sarebbe rischioso il “diesel deal” annunciato da Trump e «il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le bombe continuano a cadere». Come fanno del resto i droni di Kiev che fanno vittime nella regione di Belgorod: ma, su ciò, silenzio; mentre è ineguagliabile il pathos del fogliaccio milanese per il finale, allorché «all’applauso, scrosciante, della maggioranza, si unisce quello di cinque senatori PD». Quale lirismo da parte della signora Monica Guerzoni, nel comunicare ai lettori che gli applausi «arrivano da Calenda, Renzi, Casini, Scalfarotto, Sensi, Rojc, Verini, Zampa, Delrio. Senatori di Azione, tutta Italia Viva e riformisti del Pd». Banditi, strumenti consapevoli di una “politica” baci e abbracci, a far da spalla agli affamatori delle masse.
E mentre in Italia fascisti e pro-fascisti si spellavano le mani, il diretto interessato, Vladimir Zelenskij era a Londra a elemosinare gli aiuti britannici, dichiarandosi “offeso” e tradito personalmente da Trump perché l'esercito ucraino aveva perso l'accesso ai satelliti Starlink, prodotto dalla SpaceX di Elon Musk, ma gestito dal governo statunitense, sollevando dubbi sul sostegno a lungo termine degli Stati Uniti a Kiev. Su Moskovskij Komsomolets, Andrej Jašlavskij racconta che, a Londra, Zelenskij ha accusato Trump di esser passato al nemico e The Guardian commenta che il nazigolpista-capo rischia di danneggiare le relazioni con Washington, già tese a causa dell'accordo sul diesel. Quindi, incontrando Zelenskij, il premier Andy Burnham ha assicurato che il sostegno britannico all'Ucraina sarebbe rimasto invariato e ha anzi promesso di sveltire la consegna di missili leggeri multiruolo britannici. Stando a The Guardian, Musk avrebbe affermato che la decisione di disattivare Starlink non è stata sua: il sistema non è concesso in licenza direttamente a clienti che utilizzano armi e l'esercito ucraino era collegato alla rete Starshield, gestita dal governo USA: «I sistemi Starshield sono di proprietà e controllati dal governo degli Stati Uniti. Qualsiasi limitazione di velocità o di utilizzo è determinata dall'esercito statunitense e, in ultima analisi, dal presidente», ha detto Musk.
Secondo media USA, in seguito alle dure critiche di Zelenskij al “diesel deal", Pentagono e Dipartimento di Stato hanno avvertito che la condivisione di informazioni di intelligence e la vendita di armi all'Ucraina, finanziate dagli alleati europei, potrebbero cessare. Parlando alla radio americana NPR, lo stesso Zelenskij ha detto che Washington valuta la possibilità di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence a causa degli attacchi ucraini contro impianti energetici russi. Trump, però, ha dichiarato che gli Stati Uniti continuano a condividere informazioni di intelligence con gli ucraini. Dunque?Anche il ministro degli esteri golpista Andrej Sibiga, parlando alla Conferenza sulla Sicurezza di Varsavia, ha detto che l'Ucraina continua a ricevere informazioni di intelligence dagli Stati Uniti e l'impossibilità di rilevare minacce missilistiche balistiche sarebbe dovuta alla specifica tipologia di armamenti utilizzati dalla Russia. Il consigliere di Zelenskij, Serghej Beskrestnov ha scritto che SpaceX ha limitato la velocità di Starlink per l'esercito ucraino e ciò ha portato all'interruzione di alcune operazioni pianificate da Kiev. Con fare da gradasso, il solito ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski minaccia Musk: «Ehi, pezzo grosso, usi di nuovo i tuoi prodotti per scopi politici?». Ma è chiaro che Musk non avrebbe fatto una cosa del genere senza l'approvazione di Donald Trump.
Quindi, si interroga Evghenij Umerenkov su Komsomol'skaja Pravda, tutto ciò solleva la domanda principale: cosa vuole dimostrare Zelenskij provocando apertamente Trump e ignorando i suoi appelli a non attaccare le raffinerie russe? Crede forse di poter costringere il Presidente USA ad agire secondo i desideri di Kiev e Bruxelles? La risposta è che Zelenskij ne è convinto, e gli alleati di Kiev in Europa e Canada lo incoraggiano in ogni modo: vedi Meloni, Casini, Scalfarotto, Sensi, Delrio & Co. Così che, ancora Sibiga, da Varsavia, può vantarsi che, nei rapporti con Trump, Kiev «In meno di due anni, siamo passati da “non avete carte” a “non giocate le vostre carte”. Carte vincenti. E ora, a quanto pare, implora Zelenskij: "Non attaccate i miei interessi con le vostre carte"». Sibiga si sente forte degli incoraggiamenti di Sikorski: «L'Ucraina attacca raffinerie e data center, e ottiene risultati» e anche di quelli dell'omologo tedesco Johann Wadephul: «non è il momento di allentare le sanzioni, ma di rafforzarle». È una «questione fondamentale di valori, per quel che rappresenta la resistenza di un popolo oppresso, e di sicurezza. Lì si difendono i nostri confini» fa eco La Stampa: i confini UE-NATO che devono arrivare, come minimo, agli Urali; dopo si vedrà.
La American Thinker avverte che se Zelenskij, con il sostegno degli europei, ignorasse Trump, la UE «potrebbe trovarsi in una pericolosa situazione di confronto con gli USA a causa dei suoi legami con l'Ucraina. Oltre alla sua ossessione di trascinare la Russia in guerra, l'Europa potrebbe trovarsi di fronte a un'efficace alleanza tra Stati Uniti e Russia». L'accordo sul gasolio raggiunto da Trump, scrive la rivista, è più di una semplice transazione commerciale, nonostante i prezzi dei futures sul gasolio siano crollati del 5% durante la notte: ancor più importante, contribuisce a migliorare le relazioni diplomatiche tra Washington e Moskva, in un momento in cui ciò è particolarmente cruciale. Gli Stati Uniti hanno bisogno di un alleato tra le grandi potenze; troppi ex alleati cercano di sfruttare la situazione in Ucraina per coalizzarsi contro di loro. Ma i “gentlemen” italo-guerrafondai applaudono a una fascista che dubita dell'efficacia del “deal”, «mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le bombe continuano a cadere». Cadono, sì: non da una sola parte del fronte.
E, per lo scorno dei devoti del verbo europeista, “politico” e mediatico, secondo i quali la guerra «fino alla vittoria» di Kiev è l'unica strada per difendere i “valori occidentali”, ecco che una delle più accanite russofobe della Rada ucraina, la deputata Mar'jana Bezuglaja - all'inizio del conflitto, aveva proposto di concedere agli ufficiali ucraini il diritto di giustiziare senza processo i soldati che si rifiutassero di obbedire agli ordini – afferma ora che Trump intende costringere Kiev alla capitolazione entro i prossimi 20 giorni, prima delle elezioni di midterm e, dice, «non mi sorprenderei se, invece di fornirci informazioni sugli attacchi russi, iniziasse a fornirle ai russi».
Un'altra deputata, espulsa a suo tempo dalla frazione “Servo del popolo”, Anna Skorokhod, si spinge a dire – ascoltate, furfanti che applaudite ai fascisti – che mentre il popolo ucraino muore al fronte e soffre la fame nelle retrovie, il regime di Kiev trae profitto dallo spargimento di sangue: «ricevo video orribili che mostrano l'illegalità e il caos degli arruolatori dei distretti militari. Un'anziana è stata spintonata, riportando la frattura di una gamba e di un braccio e una commozione cerebrale. Nessuna responsabilità. Un uomo nudo è stato spinto in un furgone in mezzo alla strada – nessuna responsabilità. Mobilitare una persona con problemi mentali – nessuna responsabilità. Quanto durerà ancora tutto questo?!... Non c'è acqua, non c'è elettricità, non c'è niente... Non abbiamo missili di difesa aerea. Possiamo ringraziare la nostra grande abilità nel litigare con tutti i nostri vicini, a prescindere dal fatto che ci sostengano o meno. Le nostre infrastrutture sono distrutte, abbiamo vittime civili ogni giorno, la nostra industria è distrutta, le nostre attività commerciali sono distrutte... La guerra deve finire. Per alcuni è un grande affare. Ma, se la guerra non finisce, ci aspettano caos e devastazione, nient'altro».
Ma la guerra deve andare avanti, proclamano media, fascisti e pro-fascisti. E anche nipoti di nazisti teutonici; così, il ministro della guerra Boris Pistorius ha esortato i tedeschi a non avere paura della guerra, dato che questa paura, dice, viene alimentata appositamente in Germania: «La paura della guerra viene alimentata deliberatamente con l'aiuto di Putin e AfD». Ora, osserva il vice direttore di Moskovskij Komsomolets, Vadim Poegli, nelle due guerre mondiali sono morti quasi dieci milioni di tedeschi: non è forse sufficiente per temere la guerra? È davvero necessario coinvolgere Putin? Ma, Pistorius ha elogiato lo stato della Bundeswehr, attribuendole un voto di otto su dieci. A suo dire, sebbene parte della società tedesca non comprenda ancora la portata del riarmo, la cosa principale è che la Russia sia a conoscenza del rafforzamento delle forze armate tedesche; e ne abbia paura, par di capire. Ogni famiglia russa ricorda la terribile guerra, dice Poegli, durante la quale i tedeschi uccisero il doppio dei nostri civili rispetto ai nostri soldati. Ma oggi vediamo come la Germania, quale membro della NATO, si sia nuovamente avvicinata ai confini della Russia. E abbia iniziato a sostenere il regime di Kiev politicamente, finanziariamente, diplomaticamente e attraverso l'informazione: un regime che non fa mistero del suo amore per la Wehrmacht e le SS e ne adotta apertamente i simboli. E ora il ministro della difesa tedesco invita i tedeschi a non temere la guerra. La Germania si sente forte e si sta preparando di nuovo alla guerra.
A quanto pare, Pistorius è in discreta compagnia: la criminale alleanza di un tempo sta riemergendo tra le canaglie belliciste, al di qua e al di là delle Alpi, eredi di due regimi massacratori di decine di milioni di persone, affiancate oggi da nullità “politiche” reazionarie ed esaltate da furfanti di media avvezzi da sempre a genuflettersi agli imperi degli stermini.

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Microsoft ha illustrato i miglioramenti della nuova app Foto in Windows 11 che sarà disponibile per tutti gli utenti entro fine anno.
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NASA Awards Enable Research, Technology to Build Future Workforce
NASA Awards Enable Research, Technology to Build Future Workforce

NASA has selected 12 U.S. institutions to receive $12 million to accelerate academic research and technology development in support of the agency’s priorities for exploring the Moon, Mars, and deep space.
Through NASA’s Minority University Research and Education Project (MUREP) Space Technology Artemis Research (M‑STAR) initiative, selected institutions will each receive up to $1 million to grow their scientific and engineering capabilities, enhance faculty and student engagement in aerospace research, and expand their ability to compete for future federal and commercial research awards.
“We are excited to launch this new cohort of M-STAR investigators,” said Alicia Baturoni Cortez, MUREP program manager in the agency’s Office of STEM Engagement. “NASA investments in our Nation’s research institutions create real opportunities for students and faculty to build skills, knowledge, and infrastructure, while helping NASA close technology gaps for long-duration operations on the Moon and eventually, Mars.”
As NASA enters a Golden Age of innovation and exploration, the M-STAR initiative supports the agency’s mission to develop innovative technologies that improve space transportation, human exploration, robotic discovery, and the growing space economy.
The awardees and their projects are as follows:
California State University, Sacramento
Adaptive Vision-Language-Action Models for Resilient Multi-Robot Collaboration in Unstructured Planetary Environments
University of Central Florida, Orlando
M-FAST: Multi-Fidelity Aerothermal Simulation & Testing for Artemis
University of Hawaii at Manoa
HI-STRIDE: Hawai’i Student Training in Radiation Instrumentation, Detection, and Exploration
University of Houston
RODEO: Rover-carried On-surface Deployables for Exploration Operations
University of Texas, San Antonio
Characterizing Physical and Mechanical Properties of Regolith at Cryogenic Conditions Using the Multi-Planetary Surface Simulator (MPS2)
Kean University, Union, New Jersey
Integrating Terrain Understanding of AI Models With Robust Control for Autonomous Path Planning
Virginia Commonwealth University, Richmond
BNNT-Reinforced Multifunctional Composites for Radiation-Tolerant, Hydrogen-Compatible Nuclear Thermal Propulsion (NTP) Secondary Hardware
Shaw University, Raleigh, North Carolina
Project ARES (Advanced Regenerative Environmental Systems): A Materials-by-Design Research and Workforce Development Platform for Environmental Control and Surface Infrastructure
Howard University, Washington
LumSHRS: Lunar monolithic Spatial Heterodyne Raman Spectrometer for Minirover In-Situ and Standoff Remote Sensing
Prairie View A&M University, Prairie View, Texas
Functionally Graded Interfaces for Directed-Energy-Deposition Repair of Copper-to-Superalloy Propulsion Hardware: An Integrated AI/ML Design-to-Validation Research Capability at Prairie View A&M University
University of New Mexico, Albuquerque
POWER-Artemis: Extreme-Environment Batteries and Fuel Cells for Sustained Moon and Mars Operations
Fayetteville State University, North Carolina
From Documents to Models: Method-Compliant Generative AI for Bootstrapping Model-Based Systems Engineering in NASA’s Artemis Enterprise (Doc2Model)
NASA’s Office of STEM Engagement fosters an ecosystem across education, industry, and government to cultivate a well‑prepared talent pool, while the agency’s Research and Technology Mission Directorate develops the transformative space technologies that enable future NASA missions and ensure U.S. leadership in aerospace. Together, they accelerate mission readiness by aligning cutting edge technological innovation with the workforce needed to carry it forward.
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PUTIN e TRUMP preparano già il post-ZELENSKY? Ft. Scaglione

Donald Trump sembra essersi messo in testa di portare Russia e Ucraina al tavolo dei negoziati prima delle elezioni di midterm e, per farlo, ha deciso di sacrificare Zelensky.
Dalla telefonata con Putin della scorsa settimana, l’amministrazione americana ha dato il via a una vera e propria operazione di boicottaggio della difesa ucraina che, come ammesso anche dai vertici dell’esecutivo di Kiev, rischia di farla capitolare.
Prima, la sospensione delle sanzioni sul gasolio di Mosca e il conseguente acquisto, da parte degli USA, di milioni di barili per combattere il rialzo dei prezzi del carburante.
Poi, il depotenziamento del sistema Starshield, la versione militare e governativa della rete satellitare Starlink, che permette ai soldati di intercettare gli attacchi russi in cielo e in terra.
Poi, ancora, le pressioni di Washington sull’Unione Europea, come riporta il Financial Times, affinché sblocchi alcuni degli asset sovrani russi congelati.
E infine, ciliegina sulla torta, le parole di Musk, che, come Trump pochi giorni prima, invoca su X un cambio di presidenza in Ucraina.
Lo abbiamo detto altre volte, ma oggi potremmo essere un po’ più vicini alla fine della guerra.
E per parlare di questa settimana di fuoco e di tutte le conseguenze che comporta, stasera abbiamo con noi il giornalista e direttore di InsideOver, Fulvio Scaglione.
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F1 | Haas, Komatsu rivela: "Senza il test di Portimao forse non avremmo scelto Camara"

In estate 2026 perdite tra le più elevate degli ultimi anni per i ghiacciai
Strage di Cutro, le sei ore in cui nessuno raggiunse il caicco
A impedire il salvataggio delle 94 vittime del naufragio di Steccato di Cutro, nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, avrebbero concorso errori di calcolo e comunicazioni incomplete o mancanti tra chi avrebbe dovuto intervenire. In particolare, chi coordinava le operazioni di soccorso da terra era a conoscenza della posizione del caicco Summer Love, chi era in mare no. È quanto emerge dall’audizione di sei militari della Guardia di finanza ascoltati il 9 ottobre come testimoni nell’ambito del processo in cui sono imputati, per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, sei militari: quattro della Guardia di finanza e due della Guardia costiera.
Com’è già noto da tempo, un aereo di Frontex aveva avvistato il caicco alle 22:30, identificandolo a una quarantina di miglia dalla costa. Eppure, nelle sei ore successive nessuna unità dello Stato lo ha raggiunto. Ora, dall’audizione dei testimoni si scopre che l’inerzia sarebbe stata dettata da un problema di comunicazioni interne alla Guardia di finanza e tra questa e la Guardia costiera.
I sei testimoni ascoltati il 9 ottobre sono tutti militari della Guardia di finanza. Tre di loro lavorano nella sala operativa di Taranto: Lorenzo Di Marco, capo della sala, che quella sera non in servizio; Corrado Panico, capoturno nella notte; Daniele Verardo, in turno con lui. La centrale operativa coordinava le operazioni e i movimenti del Barbarsi, il pattugliatore uscito dal porto di Crotone per intercettare il caicco e tornato indietro senza averlo mai visto. A bordo c’erano Giuseppe Passaro, direttore di macchina; il maresciallo Giancarlo D’Andria, che ha tracciato la rotta, e Antonio De Donno, al radar.
Secondo la testimonianza, la segnalazione della posizione del caicco fornita da Frontex è arrivata alla centrale operativa di Taranto alle 23. Panico e Verardo hanno subito avvisato il colonnello Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo aeronavale di Taranto e imputato a processo – sul telefono privato, senza ricevere «indicazioni immediate» su come intervenire, e si sono messi in contatto con il comandante del Barbarisi, che ha spiegato loro che le condizioni erano «pessime» e che uscire in mare era difficile e più ancora lo era rientrare. Verardo e Panico hanno quindi calcolato il tempo in cui il caicco avrebbe raggiunto la riva, stimando l’ingresso in acque italiane verso le 3 del mattino e indicando come riferimento Le Castella, un punto noto della costa. Quindi, hanno trasmesso il dato a Vardaro.
È il primo punto in cui le versioni dei testimoni divergono. Verardo, che ha messo il punto sulla carta, ha detto che l’orario di ingresso nelle acque italiane sarebbero state le 2:30, Panico le 3. Ma al di là di questo, sono due gli elementi critici di questa stima. Un’avvocata di parte civile, infatti, ha contestato il metodo di calcolo: la linea tracciata da Verardo e Panico misurava la distanza tra la riva e Le Castella e non la rotta del caicco, che dalla mail di Frontex risultava diversa. Un errore ammesso anche da Verardo nella sua testimonianza: «Il punto cambia», ha detto. La seconda criticità riguarda invece l’aspetto comunicativo. A bordo del Barbarisi, infatti, quella stima non è mai arrivata. D’Andria ha affermato che «non avevamo un tempo preciso di intercetto», De Donno che i tempi «non li ricorda».
Alle 23:45, il colonnello Vardaro ha disposto di restare a disposizione del comando di Vibo Valentia, competente per il mare davanti a Crotone: se Vibo fosse uscita con un suo mezzo, lo stesso avrebbe fatto la Guardia di finanza. Da Taranto, a interfacciarsi con il comando di Vibo Valentia è stato Panico. Vibo, ha spiegato il militare, aveva contattato la Guardia costiera, apprendendo che per il momento non avrebbe intrapreso alcuna azione perché «l’imbarcazione naviga in autonomia e non si vedono persone in coperta». Al tempo stesso, la Guardia costiera aveva una motovedetta «pronta a muovere» nel porto di Crotone: un mezzo costruito per il mare grosso – a differenza del Barbarisi, che non regge onde oltre i due metri e mezzo -, con l’equipaggio a bordo, a poche miglia dal tratto di costa verso cui il caicco puntava. Tutto questo, ha detto Panico, è stato riferito a Vardaro, «aggiornato costantemente»: cinque contatti nella notte, tra telefono e WhatsApp.
Un’informazione, invece, non è stata riferita al colonnello. La motovedetta segnalata da Vibo Valentia, infatti, ha lasciato la sua posizione ed è rientrata a Crotone per fare carburante. Panico lo sapeva, ma non lo ha scritto nel diario di sala perché «non era notizia di carattere operativo» e, per lo stesso motivo, non lo ha riferito al colonnello. Verardo, che era a terra con Panico, lo ha scoperto solo alle 2:30. Tra Crotone e Le Castella ci sono venti miglia: per fare andata e ritorno, con quel mare burrascoso, ci vogliono almeno quattro ore. Da circa mezzanotte in poi, davanti a quella costa non c’era più nessuna unità in mare.
Fino alle 2, ha detto Panico, «non è successo nulla». Alla domanda su che cosa pensasse ci fosse a bordo del caicco, ha risposto che la valutazione spettava a Frontex: «Sulla scorta dello scritto posso ipotizzare che c’erano migranti, ma poteva essere anche una stufa». È la linea che le difese degli imputati stanno ripetendo a ogni udienza, ora sposata da chi aveva calcolato (sbagliando) la rotta e l’ora d’arrivo, sentito il colonnello cinque volte e saputo della motovedetta pronta a Crotone.
Alle 2:05 Vardaro ha ordinato l’uscita del Barbarisi «per fare un controllo di polizia, come si fa di solito». A bordo, D’Andria ha tracciato la rotta su un’immagine del caicco vista sul telefono del comandante, «una ricostruzione». De Donno ha spiegato che con quelle onde il radar distingueva una barca al massimo a sei miglia e che la nave zigzagava per non prendere l’onda in pieno, perdendo i contatti. Alle 2:30 il Barbarisi è uscito dal porto di Crotone insieme alla motovedetta di Vibo, che aveva finito di rifornirsi. Sul radar non c’era niente. Alle 3:30, superato Capo Colonna, la nave non reggeva l’urto delle onde e il comandante ha deciso di rientrare in porto. Mezz’ora dopo, il caicco si è spezzato sulla secca di Steccato di Cutro.
Il pubblico ministero ha ottenuto di sentire in aula tre persone che quella notte erano nella sala di coordinamento di Frontex: il responsabile e i due ufficiali di collegamento, uno della Guardia di finanza e uno della Guardia costiera. I tre saranno ascoltati il 3 novembre, ma si torna in aula già il 16 ottobre per i controesami.
Intanto, Amnesty International Italia, presente fuori dal tribunale di Crotone, va all’attacco: «Il processo che si sta svolgendo a Crotone è un passo importante nel percorso di ricerca di verità e giustizia per le vittime della strage di Cutro e per i loro familiari», dice a VITA Serena Chiodo, referente Campagne e ricerca immigrazione dell’ong. Per Chiodo, però, il processo ai (presunti) responsabili non basta e mette nel mirino la politica italiana ed europea. «È imprescindibile continuare a denunciare il quadro politico in cui si è consumata questa strage, e in cui le persone continuano a morire cercando di raggiungere l’Europa. Le politiche messe in campo dall’Unione europea si concretizzano in accordi con paesi non sicuri, criminalizzazione delle ong che svolgono attività di ricerca e soccorso, detenzione anche esternalizzata, assenza di canali di ingresso regolari e sicuri».
Foto Giovanni Isolino/LaPresse
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Musk limita Starlink all’Ucraina: in gioco anche la nostra sovranità
Una restrizione improvvisa della velocità dei terminali Starlink e Starshield ha interrotto missioni con i droni ucraini. Il servizio è stato ripristinato il 15 ottobre, ma resta senza spiegazione pubblica chi abbia deciso i limiti. Ecco il senso di quanto accaduto e le implicazioni per la sovranità digitale e militare dell'UE
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DDL antisemitismo, il punto sfuggito a molti che mette fuori gioco anche la logica

Ho già chiarito le ragioni per cui ritengo il disegno di legge sull’antisemitismo letteralmente inqualificabile, osceno. In estrema sintesi, ricapitolando quanto più estesamente ho mostrato altrove, detto disegno di legge adopera l’alibi della lotta contro l’antisemitismo per giustificare l’immunizzazione di Israele e delle sue politiche nefande rispetto a ogni possibile critica. L’obiettivo è quello di mettere fuori legge ogni dissenso rispetto all’agire genocidario di Netanyahu, subito liquidandolo come espressione dell’antisemitismo.
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La silhouette a uovo di Wasp-17b

Non perfettamente sferica, ma a forma di uovo, con un lato più allungato dell’altro. È la silhouette di Wasp-17b, un “gioviano caldo” situato a circa 1.300 anni luce dalla Terra, nella costellazione dello Scorpione; uno dei più grandi “puffy planets” mai scoperti.

La forma dell’atmosfera di Wasp-17b ricostruita con la tecnica del transit mapping. Il pianeta presenta un’ampia fascia di correnti a getto lungo l’equatore, con venti molto intensi che trasportano materia e calore dal lato diurno, costantemente irradiato dalla stella, a quello notturno, perennemente in ombra. Questa circolazione atmosferica contribuisce a determinare la caratteristica forma ovoidale del pianeta. Crediti: Engine House/Hannah Wakeford
A ricostruire per la prima volta i contorni dell’esopianeta e la forma tridimensionale della sua atmosfera è stato un team internazionale di ricercatori guidato dalla Cornell University, che ha sfruttato le capacità osservative del telescopio spaziale James Webb e un nuovo metodo di analisi chiamato transit mapping. I risultati dello studio, pubblicati ieri su Nature Astronomy, mostrano come l’intensa radiazione stellare e le correnti che ne derivano plasmino l’atmosfera del pianeta, confermando le predizioni teoriche e i modelli di simulazione.
I pianeti gassosi sono oggetti tridimensionali la cui forma è modellata dalla loro atmosfera. Ciò è ancora più evidente per i pianeti in rotazione sincrona, una condizione tipica dei gioviani caldi che orbitano estremamente vicini alla propria stella. Tali mondi, rivolgendo sempre la stessa faccia alla loro stella, possiedono un lato costantemente illuminato e uno perennemente in ombra. Questa condizione determina marcati gradienti orizzontali di temperatura, che possono modificare sia l’estensione verticale dell’atmosfera sia le condizioni chimiche al suo interno, determinando il contorno apparente del pianeta.
Mappare queste differenze permette dunque di ricostruire le variazioni della struttura atmosferica e di delineare la sagoma del pianeta. Le osservazioni spettroscopiche del lembo degli esopianeti durante il loro transito sul disco della stella consentono di indagare tali variazioni, assumendo che il raggio del pianeta sia uniforme lungo tutto il suo contorno. Tra le tecniche usate per questo tipo di indagini c’è l’eclipse mapping, che misura le variazioni di luce quando un pianeta passa dietro la propria stella ospite.

Illustrazione che mostra Wasp-17b in transito davanti alla propria stella. Crediti: Engine House/Hannah Wakeford
Sebbene queste osservazioni consentano di caratterizzare l’atmosfera nel suo complesso, non permettono di ricostruire le variazioni da una regione all’altra. Restituiscono infatti uno spettro di trasmissione che è solo la media delle proprietà atmosferiche lungo il contorno.
Per superare questo limite, come anticipato, il team ha utilizzato il metodo del transit mapping. Tracciando le variazioni della luce che attraversa l’orizzonte atmosferico da diverse angolazioni, la tecnica consente di determinare l’estensione e la composizione chimica dell’atmosfera, punto per punto lungo l’intero bordo. In questo modo è possibile mapparne le proprietà sia dall’equatore ai poli, sia tra i terminatori, ovvero le regioni di transizione tra il lato diurno e quello notturno, definendo la struttura esatta della sagoma planetaria.
«Invece di ipotizzare che il pianeta sia un cerchio con lo stesso raggio lungo tutto il perimetro, la nostra tecnica permette di ricavare la distanza dal centro al bordo in diversi punti. Siamo dunque in grado di percorrere l’intero profilo», ha spiegato Lili Alderson, ricercatrice alla Cornell University e prima autrice della ricerca. «In un certo senso, siamo passati dall’osservare un anello al capire esattamente dove si trovano le “gemme” lungo di esso».
La metafora delle gemme utilizzata dalla scienziata si riferisce proprio alla presenza di variazioni locali di quota nell’atmosfera, che si traducono in rigonfiamenti della sagoma e, dunque, in variazioni del raggio del pianeta. Se in una certa regione l’aria è molto calda, il pianeta sembra più grande e il suo raggio in quel punto aumenta. Al contrario, se in un altro punto l’aria si raffredda, l’atmosfera diventa più sottile, quindi il raggio in quella regione diminuisce.

A sinistra, rappresentazione grafica dei contorni di Wasp-17b (linee nere) presi a due diverse lunghezze d’onda e messi a confronto con l’ipotesi di un pianeta perfettamente circolare (linea grigia tratteggiata). I raggi estratti punto per punto lungo il lembo sono evidenziati dalle linee colorate. Al centro, l’andamento del raggio misurato attorno al bordo del pianeta al variare dell’angolo. A destra, grafici che mostrano la conversione delle variazioni di raggio nello spettro di trasmissione finale in funzione della lunghezza d’onda. Crediti: Alderson et al., Nature Astronomy, 2026
Una di queste gemme è stata trovata dai ricercatori proprio dove i modelli fisici ne prevedevano la presenza: nella fascia equatoriale del lato notturno di Wasp-17b. In questa regione, potenti venti trasportano il calore dal lato perennemente illuminato verso quello buio, provocando un rigonfiamento dell’atmosfera. Il risultato è un pianeta dalla forma asimmetrica e allungata, simile a un uovo.
La tecnica del transit mapping ha inoltre permesso di confermare altre caratteristiche di Wasp-17b: «la teoria prevede che i lati diurno e notturno di questi pianeti debbano avere una forte escursione di temperatura. Wasp-17b si inserisce perfettamente in questo trend. È esattamente in linea con quanto ci aspettavamo», osserva Alderson. «È stato inoltre importante confermare che molecole come l’acqua e l’anidride carbonica sono distribuite in modo piuttosto uniforme lungo tutto il lembo atmosferico».
«Il primissimo utilizzo di questa nuova tecnica mostra che la nostra comprensione di questi pianeti è corretta e che i diversi metodi a disposizione per studiarli restituiscono risultati concordanti», conclude Alderson. «In questo senso, le prospettive future sono molto promettenti: nei prossimi anni, infatti, queste tecniche ci permetteranno di studiare in profondità molti altri pianeti».
Per saperne di più:
- Leggi su Nature Astronomy l’articolo “A spatial map of the atmospheric limb of a hot Jupiter” di Lili Alderson, Hannah R. Wakeford, David Grant, Nikole K. Lewis, Avinash Verma, Jayesh Goyal, Mark Hammond, Daniel Valentine, Natalie H. Allen, Ana Glidden, Amélie Gressier, Jingcheng Huang, Maura Lally, Dana R. Louie, Jacob Lustig-Yaeger, Cathal Maguire, Elijah Mullens, Kristin S. Sotzen, Jeff A. Valenti, Roeland P. van der Marel e Tiffany Kataria
Singapore weighs legal action against companies over worsening transboundary haze

Risiko industriale su KNDS. Berlino adesso punta sul controllo alla pari con Parigi
Il governo tedesco starebbe valutando di acquistare l’intera quota del 50% che le famiglie Bode e Braunbehrens detengono in KNDS, il gruppo franco-tedesco che produce i carri Leopard 2 e Leclerc. Se l’operazione andasse in porto, la quotazione in Borsa (finora nei piani) verrebbe definitivamente accantonata e KNDS diventerebbe un’azienda interamente in mano pubblica, con i governi di Francia e Germania al 50% ciascuno. Dopo le reticenze iniziali, Berlino si sarebbe adesso convinta a rilevare l’intera quota, nel tentativo di porsi allo stesso livello di Parigi e di presidiare direttamente un attore cruciale per i piani di riarmo della Bundeswehr.
Cosa è successo
Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, la holding Wegmann & Co., posseduta dalle famiglie Bode e Braunbehrens, avrebbe rinunciato all’idea di una quotazione in borsa della società e sarebbe pronta a cedere tutte le sue azioni allo Stato federale tedesco. Il governo di Berlino, sempre secondo il giornale, “in assenza di alternative” riterrebbe sensato rilevare l’intera quota.
Il dossier KNDS è sul tavolo del governo tedesco da oltre un anno. Nell’estate del 2025 le famiglie Bode e Braunbehrens avevano informato Berlino di essere pronte a cedere parte della loro quota e il governo aveva iniziato a studiare l’acquisto del 25,1%. È la soglia che permette a un socio di porre il veto sulle delibere più importanti, che generalmente richiedono una maggioranza qualificata. A maggio, il governo tedesco ha trovato un accordo sul 40%, dopo uno scontro tra il ministro della Difesa Boris Pistorius, che puntava alla piena parità con Parigi, e il cancelliere Friedrich Merz, che con la ministra dell’Economia Katherina Reiche avrebbe preferito fermarsi al 30%. A giugno il governo aveva ufficializzato la decisione, prefigurando uno scenario che avrebbe visto l’arrivo in Borsa con Berlino e Parigi al 40% ciascuna, mentre il restante 20% sarebbe andato sul mercato. All’epoca, il Der Spiegel stimava per Berlino un esborso fino a 7,2 miliardi di euro per completare l’operazione.
I mercati, però, non hanno collaborato. A inizio luglio, pochi giorni dopo aver annunciato la quotazione a Parigi e Francoforte, KNDS ha rinviato lo sbarco in Borsa. I titoli della difesa erano in calo e, secondo il Financial Times, gli azionisti avrebbero faticato a convincere gli investitori ad accettare una valutazione superiore ai 12 miliardi di euro. A inizio ottobre l’amministratore delegato Jean-Paul Alary ha ribadito all’Handelsblatt che l’Ipo è “sospesa, ma non annullata” e nel frattempo, secondo Bloomberg, il fondo americano Warburg Pincus avrebbe avviato colloqui con la famiglia per rilevare una quota rilevante. Uno scenario che a Berlino, evidentemente, non deve essere piaciuto.
Che cos’è KNDS e com’è composto l’azionariato
KNDS nasce nel 2015 dalla fusione tra la tedesca Krauss-Maffei Wegmann e la francese Nexter, con sede legale ad Amsterdam. Specializzata nella difesa terrestre, produce, oltre ai Leopard 2 e ai Leclerc, il veicolo da combattimento Puma, i blindati Boxer, l’obice Pzh 2000 e i semoventi Caesar. Nel 2025 ha fatturato 4,4 miliardi di euro (in crescita del 16% rispetto al 2024). Per il 2026 punta a una crescita del 30%, dispone già di un portafoglio ordini di circa 33 miliardi e impiega circa 11mila persone su 34 siti produttivi nel mondo, undici dei quali in Germania. Ad oggi, il suo capitale è diviso a metà: il 50% fa capo allo Stato francese, tramite Giat Industries, mentre l’altro 50% appartiene alla holding Wegmann, che riunisce le famiglie tedesche Bode e Braunbehrens. Proprio questa ripartizione, perfettamente paritetica, era stata un elemento fondamentale per la riuscita dell’intesa del 2015.
Le ragioni di Berlino
Più di una ragione spingerebbe Berlino, al netto delle iniziali resistenze dell’esecutivo, a procedere con l’operazione. La prima è politica e riflette la volontà tedesca di giocare un ruolo più assertivo nella dirigenza della società, che da parte francese è detenuta direttamente dal governo di Parigi. Così facendo, Berlino potrebbe far valere le sue ragioni senza passare per un intermediario privato, bilanciando la presenza pubblica francese. La seconda ragione è di natura strategico-industriale. KNDS Deutschland (la ex Krauss-Maffei Wegmann con sede a Monaco) è tra i principali fornitori della Bundeswehr e gioca un ruolo cruciale nei piani di riarmo tedesco. Con il 50% delle azioni, Berlino si garantirebbe un perimetro importante di sovranità su un’industria strategica, evitando peraltro l’inserimento di attori esterni, chiaramente indesiderati in questa fase. Allo stesso tempo, rinunciare alla quotazione in Borsa permetterebbe di mantenere le attività del gruppo più strettamente legate alle esigenze dello Stato
Sullo sfondo di questo Risiko societario c’è un rapporto industriale franco-tedesco già molto teso. A giugno il programma congiunto con Parigi per sviluppare un nuovo caccia di sesta generazione (lo Scaf/Fcas) è definitivamente naufragato, dopo anni di attriti con i partner francesi circa la ripartizione del workshare del progetto. Adesso, Berlino starebbe valutando di inserirsi nel programma Gcap di Italia, Regno Unito e Giappone, mentre Parigi ha deciso di optare per una soluzione interamente nazionale (in altre parole, un Rafale 2.0). A inizio mese, poi, ha fatto scalpore la dichiarazione del generale Fabien Mandon, capo di Stato maggiore francese, che, riferendo al parlamento, ha affermato che Berlino ha intenzione di ritirarsi anche dal programma Mgcs (Main ground combat system), noto altresì come il futuro carro europeo. Il ministero della Difesa tedesco ha smentito tale versione, aggiungendo che la Germania resta impegnata in una “partnership paritaria”, stoccata neanche troppo velata alle ragioni che hanno portato al fallimento dello Scaf.
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Lamarr, la borsa che custodisce un brevetto
Si apre la borsa e, sulla fodera, al posto di un logo compare un disegno tecnico: è il brevetto depositato nel 1942 da Hedy Lamarr e dal compositore George Antheil. Per Hedylamarr Rodrigues, imprenditrice e designer italo-brasiliana, quel brevetto è il cuore del brand che ha fondato. Lamarr è il nome dell’imprenditrice, lo stesso della celebre attrice e inventrice: un dettaglio che diventa un invito a scoprire la storia delle due donne che, in modi diversi, danno identità al marchio.
Hedy Lamarr, la diva che Hollywood definiva “la donna più bella del mondo” e che, lontano dai riflettori, aveva brevettato un’invenzione destinata a rivoluzionare le comunicazioni. A Roma la sua storia ha trovato una nuova voce: quella di Wendy Colton, nipote dell’attrice, arrivata per la prima volta in Italia per raccontare l’eredità di una donna straordinaria, capace di andare ben oltre l’immagine della diva hollywoodiana.
Un nome ricevuto in dono
A scegliere quel nome fu il nonno di Hedylamarr Rodrigues, grande ammiratore dell’attrice. “Era un fan di Hedy Lamarr, la donna del cinema, la donna più bella del mondo. Penso che tutti gli uomini siano d’accordo”, racconta la designer. All’epoca, il talento scientifico di Lamarr non era ancora noto al grande pubblico, ma la sua personalità lasciava già il segno: “Era forte, indipendente, era sé stessa. Immagina cosa dovesse significare tutto questo negli anni Trenta, per una donna partita dall’Austria, passata per Londra e poi arrivata a Hollywood”.
Un esempio di libertà e determinazione che ha ispirato anche la madre di Rodrigues, che scelse quel nome con un’intenzione precisa: “Voleva questo per me. Mi ha dato questo nome perché voleva che crescessi libera e indipendente come lei”.
Un desiderio che oggi rispecchia pienamente la donna che Hedylamarr è diventata.
Due donne, un filo di coincidenze
Il brand aveva appena due anni quando arrivò la pandemia. Nel 2020, Rodrigues cercava una motivazione per andare avanti e sentì il bisogno di trovare un’immagine di Hedy Lamarr a cui ispirarsi. Decise così di scrivere a Denise Loder DeLuca, artista e figlia dell’attrice, che le rispose subito. Il suo desiderio era commissionarle un ritratto, partendo da una fotografia che il nonno guardava spesso. “Voglio il dipinto, voglio le tue mani, non una cosa stampata”, le disse. Il grande ritratto realizzato da Denise è oggi appeso nella sua casa.
Da quel quadro è nata un’amicizia profonda. “Ci sentivamo sorelle fin dall’inizio”, racconta Denise, che negli anni ha venduto a Rodrigues molti altri dipinti, destinati alla casa e all’ufficio. Per lei, sapere che la nuova amica portava il nome di sua madre aveva un significato speciale. E, con il tempo, le coincidenze si sono moltiplicate, fino a sembrare qualcosa di più: “Era destino, era scritto”, dice l’imprenditrice.
Dopo gli incontri tra l’Italia e Seattle, Denise ha dedicato un capitolo alla loro amicizia nel suo libro, appena uscito negli Stati Uniti, I Love Your Hair: My Life as the Daughter of the Most Beautiful Woman in the World and the Inventor of Wi-fi.
Dal brevetto alla borsa
Per Hedylamarr Rodrigues il progetto doveva essere un omaggio. All’inizio era difficile perché c’erano troppe emozioni in gioco. Poi la decisione: “Quello che posso donare è far tramandare il genio che è stato nascosto per cinquant’anni. Lei ha ricevuto il riconoscimento che era già anziana. Voglio che i giovani sappiano che vive tra noi, con la tecnologia che ha creato”.
Il brevetto nacque durante la Seconda guerra mondiale, quando Lamarr e Antheil svilupparono un sistema di frequency hopping, il salto di frequenza, per rendere più sicure le comunicazioni radio. Brevettato nel 1942, è considerato uno dei precedenti fondamentali del Wi-fi, del Bluetooth e delle reti cellulari.
L’imprenditrice e designer italo-brasiliana ha fatto allora quello che sapeva fare meglio: usare la sua creatività per una borsa elegante, pulita, minimal, nel segno della sartoria che Hedy amava. All’esterno è sobria, mentre all’interno ha una fodera con la stampa del brevetto firmato da Hedy Lamarr.
La collezione speciale è a numeri chiusi: cinque pezzi, con due nuovi modelli attesi l’anno prossimo.
Un brand dedicato alle donne che cambiano la storia
Lamarr è nato con un’idea di partenza: la borsa come simbolo. “Cosa rappresenta di più una donna? Le borse. Custodiscono tutto il mondo di una donna, è lì dentro.” Il Made in Italy ne è il DNA: “Ho visto con i miei occhi il saper fare italiano, l’artigianalità della pelle”. Ogni collezione porta il nome di una donna del passato, simbolo di forza e libertà. La linea Timeless per l’autunno-inverno 2026/27 ne è la prova, con Teano, dalla matematica e filosofa della cerchia di Pitagora, e Isabella, da Isabella di Castiglia, in sei tonalità tra cui bordeaux, oliva, bosco, taupe, caramel e blu elettrico.
Il marchio unisce artigianato e tecnologia: la prima borsa integrava luce Led e ricarica wireless. Sul fronte della sostenibilità ha già usato una pelle ricavata dalle bucce d’arancia siciliane. Ha ricevuto il Premio Italia del Merito 2022 e il Premio Phenomena 2024 per l’imprenditoria femminile.
Sul riconoscimento dell’inventrice, Wendy sorride: “Penso che direbbe: era ora. Lo sapevo da sempre. Avrebbe saputo cosa dire con naturalezza, era intelligentissima.” Della nonna, racconta, ha imparato molto guardandola sullo schermo e sentendola spesso al telefono. Hedy era riservatissima sulla sua carriera, e questo ha reso ancora più bello scoprirla: “È emozionante saperne di più, ne ho sempre voluto di più e ne voglio ancora”.
Un’immagine, quella di una donna brillante e un po’ misteriosa, che si completa con il ricordo di Denise Loder DeLuca. A casa, dice, Hedy era “una Mutti austriaca affettuosa, calda, affascinante. La amavamo e la adoravamo.” Madre e nipote raccontano così due facce della stessa donna, la mamma di famiglia e la nonna da leggenda, che oggi il libro di Denise e le borse di Rodrigues restituiscono al pubblico.

L’articolo Lamarr, la borsa che custodisce un brevetto è tratto da Forbes Italia.
next-20261015: linux-next
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|---|---|
| Released: | 2026-10-15 |
Banco Alimentare: non solo eccedenze, contro la povertà alimentare le aziende ora donino prodotti
È un quadro di sostanziale stabilità dei livelli di disagio economico quello delineato dai dati pubblicati oggi dall’Istat sulla Povertà in Italia. Valori che rimangono vicini ai massimi storici pur registrando lievissimi segnali di flessione.
L’Istituto di statistica, infatti, segnala 5,4 milioni di individui in povertà assoluta nel 2025, pari al 9,3% percentuale sostanzialmente stabile rispetto al 9,8% dell’anno precedente.
La proposta
«I dati Istat ci dicono che la povertà resta costante: è un dato ormai strutturale che colpisce famiglie con minori e lavoratori poveri», commenta Marco Piuri, presidente di Fondazione Banco Alimentare. Che aggiunge: «L’aiuto alimentare va ben oltre la semplice risposta assistenziale d’emergenza: è la prima porta di accesso per intercettare le fragilità e accompagnare le persone verso l’autonomia. Per questo proponiamo di affiancare alle donazioni di eccedenze anche le donazioni di prodotti standard da parte delle imprese: una leva concreta, da 0,60 euro a pasto, per aumentare i volumi di aiuto con un costo contenuto per lo Stato».
La filiera degli aiuti
Fondazione Banco Alimentare ha recentemente presentato a istituzioni e imprese il nuovo strumento di contrasto alla povertà alimentare, supportato da una ricerca della Polimi School of Management del Politecnico di Milano. La ricerca ha confrontato valore economico ed efficacia delle tre principali filiere di aiuto alimentare in Italia: le donazioni delle imprese, la Carta Dedicata a Te – Dat e gli acquisti pubblici tramite i programmi Fse+/Fn.
Dall’analisi è risultato che le donazioni realizzate in un anno dalle imprese possono coprire il 22% della domanda di aiuti alimentari (circa 458 milioni di pasti in un anno); la copertura assicurata dalla Carta Dat è stimata pari al 14% (289 milioni di pasti-anno) e dal sistema Fse+/Fn pari al 8% (159 milioni di pasti-anno). La filiera Donazioni è caratterizzata da un costo contenuto ed elevata copertura, con un costo unitario per un pasto pari a 0,60 €-pasto, più basso rispetto al prezzo di acquisto sul mercato finale (2,35 €-pasto) e anche ai 2,12 €-pasto richiesti da Carta Dat e ai 1,71 €-pasto del programma Fse+/Fn.
Il Gap da colmare
Oggi il sistema degli aiuti alimentari contribuisce in maniera significativa al bisogno, potendo assicurare un pasto al giorno al 44% alle persone indigenti. Resta tuttavia un importante Gap da colmare, stimato nel 56% delle persone in condizioni di povertà assoluta.

Un podcast per comprendere le radici delle disuguaglianze italiane e interrogarsi su come ridurre i divari che attraversano le nostre comunità. Tra patrimoni che crescono e redditi che ristagnano, tra chi eredita opportunità e chi eredita svantaggi.
«L’introduzione della donazione di prodotti standard andrebbe ad integrarsi agli strumenti di sostegno diretto e, soprattutto, ai finanziamenti garantiti al Fondo Sociale Europeo Plus e al Fondo Nazionale, che costituiscono oggi la spina dorsale della distribuzione degli aiuti alimentari e che necessitano di essere mantenuti e rafforzati», conclude Piuri.
Tra un mese la Giornata della Colletta Alimentare
Un altro importante aiuto, ricorda una nota, arriva ogni anno durante la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare – questa edizione sarà sabato 14 novembre – quando le persone acquistano qualcosa da donare a chi è in difficoltà, come olio, legumi e verdure in scatola, conserve di pomodoro e sughi pronti, tonno in scatola, riso, prodotti per colazione e per merenda.
In apertura foto da ufficio stampa Banco Alimentare
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Nuova Opel Astra Start: tre motori nella versione base
Anche la motorizzazione elettrica entra nell’offerta della Opel Astra Start, il nuovo allestimento di accesso previsto per la cinque porte e la station wagon Sports Tourer. La scelta comprende inoltre... La povertà alimentare colpisce un bambino su quattro nel mondo
Sono 181 i milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni che vivono in condizione di grave povertà alimentare: uno su quattro. Di questi, 43 milioni soffrono di malnutrizione acuta, per 12 milioni è grave. Una condizione che può facilmente portare alla morte: a livello globale, quasi la metà dei decessi dei bambini sotto i 5 anni è causata dalla malnutrizione. A segnalarlo è Save the Children, che denuncia il sottofinanziamento dei fondi di contrasto alle emergenze alimentari e nutrizionali nel mondo.
Finora, avvisa l’ong sulla base di un’analisi condotta su quasi 20 Paesi, è stato erogato meno di un terzo dei finanziamenti necessari: a fronte di un fabbisogno stimato in 10 miliardi di dollari, solo il 31%, pari a circa 3,1 miliardi, è stato effettivamente stanziato. La malnutrizione nei primi anni di vita può causare danni irreversibili alla salute e allo sviluppo dei bambini. Eppure, solo uno su tre riceve le cure nutrizionali di cui ha bisogno, mentre conflitti, povertà, crisi climatica e tagli agli aiuti impediscono a milioni di famiglie di sfamare i propri figli.
«Per decenni», commenta Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children «l’impegno della comunità internazionale ha dimostrato che la malnutrizione può essere prevenuta e sconfitta: non è un destino inevitabile. Oggi, però, stiamo assistendo a una pericolosa inversione di tendenza». A pesare, conflitti più estesi e devastanti, restrizioni all’accesso umanitario, la crisi climatica drastici tagli agli aiuti. Un mix di fattori che priva milioni di bambini di ciò che è essenziale per sopravvivere e crescere: cibo, acqua potabile, assistenza sanitaria, servizi igienici e protezione. «Di fronte a questa crisi non basta intervenire quando l’emergenza è già esplosa. Occorre affrontare le cause profonde della fame con investimenti stabili e soluzioni durature, riportando i bambini al centro dell’agenda globale», puntualizza Fatarella. « La sicurezza alimentare non è un traguardo irraggiungibile: è una scelta politica».
La principale causa di malnutrizione infantile sono i conflitti. Nel 2025, su un totale di 39,1 milioni in condizioni di emergenza erano 23,1 milioni quelle che si trovavano in Paesi in cui il conflitto rappresenta la causa principale. Tra gli scenari peggiori, il Sudan, dove si stima che nel 2026 circa 825mila bambini sotto i 5 anni soffrano di malnutrizione acuta grave, in aumento del 7% rispetto al 2025 e del 25% rispetto al periodo precedente al conflitto (scoppiato nel 2023). Nella Striscia di Gaza, invece, sono più di 1,2 milioni le persone che si trovavano in una situazione di insicurezza alimentare acuta. Inoltre, si stima che, in assenza di assistenza alimentare umanitaria, circa il 90% della popolazione (1,9 milioni di persone) potrebbe affrontare livelli elevati di insicurezza alimentare acuta fino a dicembre 2026.
Anche la crisi climatica gioca la sua parte. Gli eventi meteorologici estremi incidono per circa un terzo sul numero globale di persone in condizioni di insicurezza alimentare acuta, seguiti dalle crisi economiche, che però sono in flessione rispetto al 2024. In Somalia, quasi due milioni di bambini sotto i 5 anni sono a rischio di malnutrizione acuta, di cui 433mila di malnutrizione acuta grave. Il Paese è uno dei più vulnerabili alla crisi climatica e le persone che vivono in condizione di insicurezza alimentare acuta sono circa 5,4 milioni – il 28% della popolazione – in aumento di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Ad aggravare ulteriormente la situazione, i tagli agli aiuti umanitari. Nel 2025, denuncia Save the Children, i fondi destinati all’assistenza alimentare, agricola e nutrizionale hanno subito un calo del 59% rispetto al 2022: un crollo dei finanziamenti che ha costretto a ridurre la portata degli interventi. Così, dai 36 milioni di donne e bambini iniziali da raggiungere si è passati a soli 16,7 milioni di beneficiari, lasciando circa due milioni di bambini affetti da malnutrizione acuta grave senza cure e mettendo a rischio la vita di oltre 350mila persone. Un esempio della correlazione tra calo degli aiuti e aumento della malnutrizione è l’Afghanistan. Qui, negli ultimi quattro anni malnutrizione acuta tra i bambini sotto i cinque anni è aumentata del 14%, arrivando a colpire 3,7 milioni di bambini nel 2026. Nello stesso periodo, però, i finanziamenti e gli aiuti internazionali sono diminuiti di quasi il 70%, comportando la chiusura o la sospensione delle attività di 600 strutture sanitarie. In Uganda oltre un milione di rifugiati ha perso il sostegno alimentare, mentre ad Haiti la sospensione della distribuzione di pasti caldi alle famiglie sfollate ha aggravato i livelli di fame. In generale, a livello globale, le proiezioni indicano che un’ulteriore e rapida riduzione dei finanziamenti potrebbe causare fino a 22,6 milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030, inclusi 5,4 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni.
Save the Children avvisa: siamo di fronte a quella che potrebbe essere la più grave emergenza alimentare del 21° secolo. Il suo impatto si fa particolarmente sentire in Paesi come lo Yemen, dove si stima che 2,2 milioni di bambini, quasi uno su quattro, soffrano di malnutrizione acuta e 500mila di malnutrizione acuta grave a causa del conflitto e della crisi economica, mentre la recente escalation delle violenze rischia di aggravare ulteriormente la situazione. La crisi si estende anche al Malawi, dove un milione di bambini sotto i 5 anni è in condizione di malnutrizione acuta e all’intera Africa orientale e meridionale. Secondo le stime, entro l’inizio del 2027 circa otto milioni di bambini in Madagascar, Malawi, Mozambico, Zambia, Uganda e Kenya potrebbero trovarsi in condizioni di insicurezza alimentare acuta, con un aumento del 30% rispetto ai livelli attuali.
In apertura: un bambino di un anno affetto da malnustrizione riceve cure mediche da parte di un’unità mobile supportata da Save the Children a Kapoeta, in Sud Sudan (Save the Children)
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Ducati Panigale V4 S 2027: vola a 218 CV e toglie quasi mezzo secondo a Vallelunga. Ecco come [GALLERY]
“Dati e non parole”: la USL replica alle dichiarazioni del consigliere regionale Diego Petrucci

Livorno 15 ottobre 2026 In merito alle dichiarazioni diffuse agli organi d’informazione dal consigliere regionale Diego Petrucci a margine dell’audizione della Direttrice generale Maria Letizia Casani in Commissione Sanità, si ritiene opportuno precisare quanto segue. 1) “Alla Toscana nord ovest arrivano quasi 3 miliardi di euro, ma i servizi continuano a non …
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F1 | Qatar e Abu Dhabi non si fermano nonostante i missili in Arabia Saudita, ma Imola è all'erta
Eppure, dopo le rassicurazioni che erano state date a Sepang da Stefano Domenicali in occasione del GP del Bahrain disputato in Malesia che gli ultimi due GP del Golfo ...Continua a leggere

Come usare ChatGPT per trasformare i documenti in audiolibri

Un servizio che collega ChatGPT alla sintesi vocale trasforma i documenti in audio da ascoltare in macchina, camminando o facendo altro.
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Et pour nous soutenir, c'est par ici : https://soutenir.framasoft.org
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Même si nous ne sommes pas une association de développeur·euses, Framasoft envoie plein de petits correctifs de ce genre toute l'année (et nous oublions d'en recenser la plupart), n'hésitez pas à consulter les pages sur https://wiki.framasoft.org/contributions pour en voir plus.
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La guerra sporca di Meta contro Lula: algoritmi truccati e censura per favorire l'estrema destra
di Fabrizio Verde
Mentre in Europa si continua a cianciare di ingerenze e propaganda russa senza presentare alcuna prova, come ha fatto Andy Burnham riguardo il referendum sulla Brexit venendo sconfessato da MI5 e l’ex premier Boris Johnson, ci sono ingerenze provate e reali effettuate da USA e vassalli, ma che alle nostre latitudini vengono ignorate volutamente.
Basta spostare lo sguardo verso il Sud America per trovare l’implementazione concreta di tali manovre. In Brasile, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha dovuto ordinare al suo partito di denunciare ufficialmente la società Meta (Facebook, WhatsApp e Instagram) davanti all'Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Le accuse non sono teorie del complotto, ma anomalie digitali documentate. La campagna di Lula ha rilevato una vera e propria discriminazione algoritmica sui social network. I contenuti legati al presidente e ai suoi alleati subiscono restrizioni inspiegabili, mentre i post di Flavio Bolsonaro e dei suoi fiancheggiatori godono di una distribuzione artificiale e sproporzionata.
Il caso più eclatante riguarda il deputato Nikolas Ferreira (Partito Liberale). Pur avendo circa 22 milioni di follower su Instagram, i suoi video raggiungono regolarmente i 40 milioni di visualizzazioni, superando celebrità di calibro mondiale. I legali di Lula hanno fatto notare come un suo video abbia totalizzato oltre 56 milioni di visualizzazioni su Instagram, fermandosi a meno di 400 mila su TikTok, una discrepanza che ha costretto la campagna a rivolgersi al Tribunale Superiore Elettorale per chiedere trasparenza. A questo si aggiunge il comportamento della Meta AI su WhatsApp, che si rifiuta di generare immagini di campagna per Lula citando restrizioni della legge elettorale, ma accetta tranquillamente le stesse richieste per Bolsonaro.
Dietro questa cortina di fumo digitale si muove una rete transnazionale che ha un nome e un cognome: Fernando Cerimedo. Il consulente argentino, figura chiave nelle strategie digitali dell'estrema destra latinoamericana, è attualmente in carcere a La Paz, in Bolivia. Le indagini boliviane hanno smantellato una sua "bot farm" e scoperto una rete di corruzione, riciclaggio di denaro e un tentato femminicidio ai danni della sua ex compagna, Nadia Beller.
È proprio dalle rivelazioni della Beller che emerge il legame diretto tra le manipolazioni elettorali in Brasile e i piani alti della tecnologia globale. L'ex partner di Cerimedo ha raccontato come l'uomo vantasse un accesso privilegiato e diretto ai vertici di Meta.
"Quello che hanno fatto con Meta è da manuale. Hanno ottimi contatti... mi ha manifestato più di tre volte che aveva relazioni molto buone con Meta e poteva far cancellare o ripristinare qualsiasi pagina", ha raccontato la Beller.
Secondo la sua testimonianza, la riduzione della visibilità dei contenuti progressisti in Brasile non è un errore tecnico, ma una strategia precisa. "Non ho il minimo dubbio che il suo gruppo sia intervenuto per togliergli visibilità", ha affermato, riferendosi alle limitazioni subite da Lula. Cerimedo, che ha ammesso pubblicamente di usare troll generati dall'intelligenza artificiale per manipolare gli algoritmi, non agiva da solo.
La sua rete di contatti lo lega a doppio filo all'entourage di Donald Trump. Le foto lo ritraggono insieme a Donald Trump Jr., al magnate del petrolio Tim Dunn e a Brad Parscale, il guru digitale che ha guidato le campagne del tycoon. Cerimedo si presentava come il rappresentante latinoamericano delle società di Parscale, integrando l'analisi dell'opinione pubblica in tempo reale con l'esecuzione pratica delle campagne di guerra sporca.
Come ha analizzato la giornalista Emilia Trabucco, non siamo di fronte al semplice marketing elettorale di un tempo. Le milizie digitali, le società di sicurezza private e i vecchi apparati di intelligence si sono fusi con le nuove capacità di manipolazione algoritmica. "La possibilità di influenzare un'elezione non richiede la modifica fisica di un'urna; può operare molto prima, sulle condizioni materiali in cui milioni di persone ricevono informazioni, identificano le minacce, formano le proprie preferenze e, in definitiva, decidono", ha spiegato Trabucco.
La cosa più inquietante di questa vicenda è la protezione istituzionale di cui godono questi operatori. Quando la giustizia boliviana ha iniziato a fare sul serio, arrestando Cerimedo e sequestrando le sue infrastrutture, il governo degli Stati Uniti è intervenuto per coprire le spalle al proprio alleato. Il Dipartimento di Stato ha sanzionato il procuratore generale boliviano Roger Mariaca e la giudice che aveva firmato l'ordine di cattura, accusandoli di corruzione e legami con il narcotraffico senza presentare alcuna prova. Il regime boliviano guidato da Rodrigo Paz ha poi tratto in arresto Roger Mariaca, il quale ha denunciato pericoli per la sua stessa vita nel centro di detenzione dove è stato rinchiuso.
"Mentre tutto questo viene indagato, il governo di Donald Trump revoca il visto al Procuratore Generale della Bolivia e lo accusa di narcotraffico senza presentare, fino a questo momento, alcuna denuncia o prova", ha denunciato la Beller, sottolineando come le sanzioni USA servano a proteggere una struttura politica internazionale legata a loschi affari nel settore energetico e minerario boliviano.
Quello a cui stiamo assistendo è l'implementazione della Dottrina Monroe 2.0. Non c'è più bisogno di inviare truppe o finanziare colpi di Stato tradizionali. Basta controllare gli algoritmi, inondare la rete di disinformazione e proteggere le proprie milizie digitali per portare al potere élite neoliberiste asservite a Washington. Il risultato finale è sempre lo stesso: smantellare la sovranità dei popoli, cancellare le politiche sociali e saccheggiare le risorse naturali del continente, lasciando dietro di sé solo macerie sociali e regimi che di democratico non hanno nulla.
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LA PROPOSTA EDITORIALE DELLA SETTIMANA:
Hong Kong a Fuoco di Laura Ruggeri

In Hong Kong a fuoco, Laura Ruggeri analizza le proteste scoppiate nella città asiatica dal 1997. L'autrice le inquadra non come moti spontanei, ma come "rivoluzioni colorate" eterodirette. Il dissenso locale viene svelato come un'arma del soft power americano nella guerra ibrida contro la Cina. Unendo osservazione diretta e rigore documentale, il saggio offre una solida e avvincente contro-narrazione. Il libro diventa così uno strumento prezioso per decodificare dinamiche geopolitiche simili in tutto il mondo.

Sabato 24 Novembre grande manifestazione a Roma per la Pace – Dietro il Sipario – Talk Show
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Vulnerability Management Isn't About the Score — It's About How It Applies to You
Windows 11 è migliorato con 8 GB di RAM, parola di Microsoft

Con le nuove ottimizzazioni di Windows 11, Microsoft ha ridotto il consumo di memoria e migliorare l'esperienza sui PC con poca RAM.
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Il Net5.5G Intelligent IP Network Summit si conclude con successo, evidenziando il ruolo delle reti IP sicure e resilienti come fondamento della nuova crescita nell’era dell’IA
COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE
VIENNA, 15 ottobre 2026 /PRNewswire/ — Durante il Global Ultra-Broadband Forum (UBBF) 2026, si è tenuto con successo il Net5.5G Intelligent IP Network Summit. Incentrato sul tema “Security and Resilience for Networks, Smart New Growth for Carriers”, l’evento ha ospitato la prima presentazione a livello mondiale del nuovo white paper di GSMA Intelligence sulla sicurezza informatica. ITU-T SG13 ha collaborato con WBBA per lanciare un’iniziativa congiunta, invitando gli operatori di telecomunicazioni di tutto il mondo a creare infrastrutture di rete sicure e resilienti e, al contempo, a sfruttare l’IA per sviluppare nuovi modelli di monetizzazione, mitigando efficacemente i rischi emergenti per la sicurezza nell’era dell’intelligenza artificiale.
Durante il summit, i rappresentanti di ITU-T SG13 e AV-TEST hanno illustrato l’evoluzione del panorama delle minacce innescata dalla diffusione dell’IA. Hanno sottolineato che l’intelligenza artificiale ha accelerato gli attacchi e ne ha amplificato la portata, alterando il tradizionale equilibrio tra misure di sicurezza offensive e difensive. Sicurezza e resilienza devono pertanto essere considerate priorità strategiche e integrate fin dalla progettazione nell’architettura di rete.
GSMA Intelligence ha presentato il white paper “A target architecture for telecoms cybersecurity”, che individua due pilastri fondamentali per le moderne reti di telecomunicazioni. Il primo, Native Security, prevede che la sicurezza sia integrata negli elementi di rete fin dalla progettazione e dalla produzione, fino alla distribuzione e al funzionamento. Il secondo, la difesa in profondità, offre una protezione multilivello e basata su domini contro minacce complesse e persistenti. Il white paper ha inoltre lanciato un avvertimento sulle future minacce di decrittazione associate al calcolo quantistico, osservando che i malintenzionati raccolgono e archiviano dati crittografati per decrittarli successivamente. Gli operatori devono pertanto adottare nuovi algoritmi di crittografia e pratiche di sicurezza informatica in grado di resistere ai futuri attacchi condotti mediante computer quantistici.
In risposta a queste minacce, ITU-T SG13 e WBBA hanno lanciato congiuntamente l’iniziativa “Build Resilient, Secure IP Networks Together”, incoraggiando gli operatori di tutto il mondo a rafforzare la sicurezza e la resilienza delle reti per garantire livelli elevati di affidabilità e continuità del servizio nell’era dell’IA.
In merito a tali sfide, Leon Wang, presidente della linea di prodotti per la comunicazione dati di Huawei, ha osservato che l’IA si è trasformata da strumento per migliorare l’efficienza a motore per la monetizzazione delle reti, aggiungendo che una crescita duratura richiede fondamenta sicure e resilienti. John Cai, vicepresidente della linea di prodotti per la comunicazione dati di Huawei, ha quindi illustrato nel dettaglio la versione aggiornata della soluzione Huawei NG WAN.
I dirigenti dei principali operatori mondiali hanno inoltre condiviso le proprie roadmap strategiche e pratiche innovative in materia di sicurezza e resilienza delle reti e networking autonomo. Il presidente dell’IPv6 Forum ha conferito riconoscimenti ai rappresentanti degli operatori che si sono particolarmente distinti e ha assegnato alla National Telecommunications Regulatory Authority (NTRA) egiziana il premio “Pioneer of National Network Resilience Policy”. Secondo le parole dell’ing. Shamroukh, presidente esecutivo e CEO della NTRA, il premio riconosce “gli straordinari sforzi compiuti per creare reti IP sicure e resilienti e promuovere iniziative volte a tutelare la sicurezza online dei minori”. Questi riconoscimenti hanno ulteriormente consolidato il consenso del settore sulla necessità di “garantire la continuità dei servizi attraverso la sicurezza e la resilienza e promuovere la crescita aziendale attraverso l’intelligenza delle reti”.
Il successo del summit non solo delinea un chiaro percorso evolutivo per la sicurezza delle reti nell’era dell’IA, ma dimostra anche che le reti di telecomunicazioni mondiali stanno accelerando la transizione verso una nuova era intelligente, caratterizzata da qualità, sicurezza e resilienza elevate.
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The Image of the Great Flood That Stuck With Me: Caskets Floating Away

© Matt Dorfman
Is the Fox Collie the Perfect Dog for Our Aimless Era?

© Kelsey McClellan for The New York Times
Nearly half of reef-building corals face elevated relative risk of extinction
Nature, Published online: 15 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11263-3
Nearly half of reef-building corals face elevated relative risk of extinctionWorld’s timekeepers upend how they adjust time to avoid catastrophic ‘negative second’
Nature, Published online: 15 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03329-z
Governments have voted to abolish the leap second immediately and replace it with a leap hour.[2026-10-17] Contro la Cultura Anestetica @ Circolo “Ost Barriera”
Contro la Cultura Anestetica
Circolo “Ost Barriera” - Via Luigi Pietracqua, 9(sabato, 17 ottobre 16:00)
[2026-10-17] Apertura Porfido @ Centro di Documentazione Porfido
Apertura Porfido
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino(sabato, 17 ottobre 16:00)

Disponibile
CARTE FORBICI SASSI. Sfide da e contro le prigioni e il patriarcato
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle 16:00 alle 19:30.
[2026-10-17] Festa Benefit Dynamo Dora Rugby Popolare Torino @ Mezcal Squat, Parco della Certosa, Collegno
Festa Benefit Dynamo Dora Rugby Popolare Torino
Mezcal Squat, Parco della Certosa, Collegno - Mezcal Squat, Parco della Certosa, Collegno(sabato, 17 ottobre 16:00)

Sabato 17 ottobre h. 16 grande festa della Dynamo Dora al parco della Certosa di fronte al Mezcal.
Per fare sport ci servono SPAZI, per vivere in salute ci servono SPAZI, per conoscerci, intrecciarci, cospirare ci servono SPAZI. A Torino sempre più progetti di speculazione e privatizzazione stanno togliendo ossigeno alla nostra possibilità di fare sport popolare. Oltre ai parchi, anche gli spazi sociali vengono sempre più colpiti da questi disegni e per questo vogliamo dare il nostro contributo per attraversarli e renderli vivi.
Oltre al rugby, la Dynamo ha deciso di dedicarsi a un incredibile TORNEO a coppie DI BOCCE (petanques) 🧨 unito a fiumi di PASTIS.
Chi salirà sull’Olimpo della vecchiaia? Quale squadra trionferà nell’arte di sbocciare?
Vi attendono sfide all’ultimo punto e all’ultimo bicchiere!
Poi che altro?! Dimostrazioni di rugby 🏉, giochi da fiera che manco la Pellerina 🎡 , cibo e musica con i migliori dj’s dello sport popolare… iniziamo presto, finiamo presto!
Programma:
16 iscrizione torneo bocce
16:45 inizio torneo di bocce
18-19 prova il giuoco del rugby
19 apertura giochi da fiera
Birrette, cibo e musichette…
Ci si può presentare come squadra o come singolx, come super atletx o come principianti. Si formeranno franchigie per dare a tuttx la possibilità di giocare. La partita di rugby verrà svolta secondo le esigenze del momento e cercando di tutelare le volontà di chi gioca.
E' il momento giusto per provare il rugby! Consigliato l'uso di scarpe con tacchetti e paradenti. Eventi come questi garantiscono l'esistenza di squadre autogestite e miste come la nostra.
Fai girare e supporta la tua squadra di rugby preferita!
segui i canali social per aggiornamenti
[2026-10-17] Cucina e distribuzione cene Suca Fest @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo
Cucina e distribuzione cene Suca Fest
Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113(sabato, 17 ottobre 17:00)

🥕 Food Not Bombs Torino a Ottobre 🎃 riparte! ✊
Sabato 17 & Domenica 18 per Suca Fest: 🕞 Dalle 17 cucina e distribuzione delle due cene alle 19 e 21
Submit Your Questions for Style Detective

© From left: Getty Images; via Pat McGrath Labs; courtesy of Artemest; courtesy of DWR; via Selfridges
Citizen Lab Traces Zero-Click Candiru Spyware Infections at Al Jazeera to Targeted Online Ads
Silent Lynx Exploits WinRAR Flaw to Deploy Reverse Shell in CIS Government Attacks
Cantar non so se morte o vita
James Mincey Jr.
I martiri di un ideale
Un tempo anch'io ero servo
Barcarola dei padroni
Volkswagen ID.Tiguan :i prezzi partono da 44.750 euro
Promozione della salute, sicurezza stradale e prevenzione, oltre 300 studenti a ‘Giocatela Bene’ dell’Asl
LIVORNO – Oltre 300 studenti delle scuole superiori livornesi hanno partecipato oggi (15 ottobre) alla Fortezza Vecchia a Giocatela Bene – Il futuro si gioca adesso. Stili di vita sani per andare forte!, l’iniziativa dedicata alla promozione della salute, alla prevenzione e alla sicurezza stradale che ha riscosso un’ottima accoglienza da parte dei ragazzi.
La mattinata, organizzata dall’Azienda Usl Toscana nord ovest su impulso dell’Ordine dei Medici di Livorno, ha trasformato la prevenzione in un’occasione di incontro, confronto e partecipazione attiva, attraverso laboratori, dimostrazioni, attività interattive e testimonianze dirette. L’obiettivo era avvicinare i giovani ai temi della salute con un linguaggio accessibile e coinvolgente, sottolineando quanto le scelte quotidiane possano incidere sul benessere individuale e collettivo.
Sul palco si sono susseguiti gli interventi, moderati dal giornalista Sirio Del Grande, di Massimo Angeletti, vice presidente dell’Ordine dei Medici, di Luca Mascaro, vice prefetto aggiunto, Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Cristina Grieco, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Claudio Capuano, responsabile per la port authority della promozione e formazione e per l’Azienda Usl Toscana nord ovest di Luigi Franchini, direttore dell’educazione e promozione della salute, di Carmine Di Muro, direttore della ,edicina dello sport, Cinzia Porrà, direttrice della Zona livornese, Simona Bianchi, Servizio Dipendenze e Isabella Crisci, diabetologia di Livorno.
Particolarmente apprezzati sono stati gli incontri con due atleti livornesi, Christian Volpi, campione di paracanoa, e Diego Caruso, atleta del canottaggio, che hanno condiviso con gli studenti le proprie esperienze, raccontando il valore dello sport, della determinazione, della costanza e dell’impegno per raggiungere i propri obiettivi. Testimonianze che hanno offerto ai ragazzi spunti di riflessione sull’importanza di credere nelle proprie capacità e di affrontare le difficoltà con spirito positivo.
Grande spazio è stato dedicato anche alla sicurezza stradale. Grazie alle attività proposte dalle Forze dell’Ordine, gli studenti hanno potuto sperimentare, attraverso appositi simulatori, gli effetti della guida in stato di ebbrezza e riflettere sui rischi legati alla distrazione, in particolare all’utilizzo dello smartphone al volante. Vigili del fuoco e Inail hanno contribuito alla sensibilizzazione sui temi della sicurezza, mentre Croce Rossa, Svs e Misericordia hanno partecipato con i propri mezzi di soccorso.
La giornata ha coinvolto numerose realtà del territorio, unite dall’obiettivo comune di promuovere stili di vita sani e comportamenti responsabili. Avis, Ail, Vite, Admo e Fratres hanno proposto attività informative sulla cultura della donazione; Strabilianti ha animato giochi e iniziative rivolti anche ai ragazzi con disabilità, promuovendo inclusione e partecipazione. Spazio anche al movimento, con la camminata organizzata dalla Uoc Medicina dello Sport in collaborazione con Strabilianti, e all’alimentazione equilibrata, grazie allo show cooking curato da Slow Food, seguito dall’assaggio di hummus preparato con un mix di legumi.
L’iniziativa è stata realizzata dall’Educazione e promozione della salute dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, con il supporto dell’Autorità di sistema portuale, dell’Ufficio scolastico provinciale, del Comune di Livorno, della prefettura e di numerosi altri partner impegnati nella promozione della salute, della sicurezza e del benessere delle giovani generazioni.
La partecipazione e l’interesse dimostrati dagli studenti confermano il valore di iniziative capaci di mettere i ragazzi al centro, offrendo loro occasioni concrete per conoscere, sperimentare e confrontarsi. Giocatela Bene ha ribadito così un messaggio fondamentale: prendersi cura della propria salute significa compiere ogni giorno scelte consapevoli, dall’attività fisica all’alimentazione, fino ai comportamenti da adottare sulla strada, per proteggere sé stessi e gli altri.

Milano: la questura vieta di manifestare in piazza della scala. “chi ha paura dello sciopero per il clima?”
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Uruguay: il sogno distopico dell’hi tech libertariano prova a prendere forma con “praxis, la citta’ del futuro”.
Francia: continua la mobilitazione studentesca e si unisce al corteo del 17 ottobre
Reset Club Podcast 10 Ottobre 2026
La povertà assoluta non arretra: nel Mezzogiorno colpisce quasi un adolescente su cinque
La povertà non accenna a diminuire, nel nostro Paese, ma resta pressoché immobile rispetto allo scorso anno: 5,4 milioni di persone non possono permettersi i beni e i servizi considerati essenziali per una vita dignitosa. Tra loro, 1,13 milioni sono bambini e ragazzi. È la fotografia dell’Italia nel 2025 restituita dal nuovo rapporto Istat sulla povertà: rispetto al 2024, le stime nazionali diminuiscono leggermente, ma rispetto a 10 anni fa la situazione si è pesantemente aggravata.
Povertà assoluta: in 10 anni è aumentata di quasi 2 punti
Nel 2025 le persone in povertà assoluta sono circa 5 milioni e 435mila, contro 5 milioni e 744mila nel 2024. L’incidenza passa dal 9,8% al 9,3%. Le famiglie sono poco più di 2,1 milioni, l’8% del totale, rispetto ai 2,2 milioni e all’8,4% dell’anno precedente. Trattandosi di stime campionarie, questi scarti non permettono di parlare di una riduzione del fenomeno. Il confronto più significativo è invece quello con il 2015: in dieci anni, l’incidenza della povertà assoluta è aumentata di quasi due punti percentuali (da 7,4 a 9,3%).
In povertà assoluta oltre il 12% dei minori
Preoccupa soprattutto il dato sui minori: il 12,5% è in povertà assoluta. La quota è inferiore al 13,8% del 2024, ma la differenza non è statisticamente significativa. Un miglioramento significativo si registra invece nella fascia tra 7 e 13 anni, dove l’incidenza scende dal 14,9% al 12,1%. Resta ampio il divario rispetto al 2015: allora era povero il 9,4% dei minori, 3,1 punti percentuali in meno rispetto a oggi.
La presenza di figli continua ad accompagnarsi a una maggiore esposizione alla povertà: tra le famiglie con almeno tre minori, la quota è del 20,4%, dato leggermente migliore rispetto al 22,3% del 2024. Le famiglie povere in cui vive almeno un minore sono 656mila, l’11,2% del totale delle famiglie con minori: nel 2024 erano 734mila, pari al 12,3%.
La povertà tra giovani e anziani
Anche tra i giovani di 18-34 anni il disagio resta elevato: quasi 1,2 milioni sono in povertà assoluta, il 12,1%. In questo caso, la situazione è leggermente peggiorata rispetto all’11,7% del 2024. Nel confronto decennale, l’incidenza risulta superiore di 2,2 punti.
Gli anziani rimangono meno esposti delle altre fasce d’età, ma anche per loro il livello attuale supera quello di dieci anni fa: il 6,1% degli ultrasessantacinquenni è in povertà assoluta, rispetto al 4,5% del 2015.
La povertà tra gli adolescenti del Sud
Anche il luogo in cui si cresce conta. Nel Mezzogiorno è in povertà assoluta il 15,2% dei minori, contro l’11,2% del Nord e il 10,7% del Centro. Tra gli adolescenti di 14–17 anni residenti nel Mezzogiorno la quota raggiunge il 17,8%: quasi uno su cinque. Nel 2024 era il 15,7%.

Un podcast per comprendere le radici delle disuguaglianze italiane e interrogarsi su come ridurre i divari che attraversano le nostre comunità. Tra patrimoni che crescono e redditi che ristagnano, tra chi eredita opportunità e chi eredita svantaggi.
Lavoro e povertà: in difficoltà il 14,3% delle famiglie operaie
Avere un’occupazione protegge, ma non mette sempre al riparo. Tra le famiglie con persona di riferimento occupata, l’incidenza della povertà assoluta è del 7,7%. Le differenze tra le posizioni professionali sono marcate: quando la persona di riferimento è un operaio o assimilato, è povero il 14,3% delle famiglie. Conta anche il titolo di studio: è in povertà assoluta il 4,4% delle famiglie con persona di riferimento almeno diplomata, contro l’11,9% di quelle in cui ha al massimo la licenza media. Il divario diventa particolarmente evidente restringendo lo sguardo alle famiglie con minori: quando la persona di riferimento è dirigente, quadro o impiegato, l’incidenza è del 4,2%; se è operaio o assimilato, del 15,5%, quasi quattro volte tanto.
Affitti e povertà: quasi un milione di famiglie non arriva ai consumi essenziali
Il rapporto tra condizione economica e abitativa è particolarmente netto. Nel 2025 sono 999mila le famiglie in affitto in povertà assoluta: il 20,9% degli affittuari, contro il 4,5% dei proprietari. Tra le famiglie con minori in affitto, è povero il 28,7%, un dato nettamente superiore rispetto al 6% relativo alle famiglie proprietarie di casa. Pesa anche la cittadinanza: è povero il 14,9% delle famiglie in affitto di soli italiani, contro il 32,8% di quelle con almeno uno straniero.

L’Italia è sempre più divisa: pochi sempre più ricchi, molti sempre più poveri. Disuguaglianze così larghe non sono solo una questione di equità sociale, sono un problema per lo sviluppo del Paese e il futuro delle nuove generazioni. Come uscirne? Le vie possibili nel numero di VITA magazine di febbraio.
SEMPRE PIÙ RICCHI, E SEMPRE PIÙ POVERI?
Famiglie straniere: un miglioramento, ma il divario resta ampio
Un segnale di miglioramento significativo riguarda le famiglie con almeno un componente straniero: l’incidenza della povertà assoluta scende dal 30,4% al 26,7%. Tra quelle composte soltanto da stranieri passa dal 35,2% al 29,4%. Resta però una distanza molto ampia dalle famiglie di soli italiani, per le quali la quota è del 5,9%. Il miglioramento riguarda anche le famiglie con minori composte soltanto da stranieri: l’incidenza scende significativamente dal 40,5% al 31,4%.
La geografia della povertà: i miglioramenti nei piccoli comuni
Un dato interessante riguarda la povertà nei piccoli comuni (fino a 50mila abitanti), esclusi quelli delle periferie metropolitane: qui la povertà familiare diminuisce significativamente dall’8,9% al 7,4%. Il miglioramento si osserva al Centro, dal 7,9% al 5,4%, e nel Mezzogiorno, dall’11% all’8,2%.
Povertà relativa: oltre un terzo delle famiglie con tre figli minori
Anche la povertà relativa rimane stabile: riguarda oltre 2,8 milioni di famiglie (il 10,8%) e quasi 8,7 milioni di persone (il 14,8%). Qui sono particolarmente marcate le differenze territoriali: la povertà relativa riguarda il 19,5% delle famiglie del Mezzogiorno, contro il 7% del Nord e il 5,9% del Centro. Tra le famiglie con almeno tre figli minori arriva al 35,5%, oltre tre volte alla media nazionale.
Foto dell’autrice
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Trump Cancels Planned Execution Livestream of Nidal Hasan, Fort Hood Shooter

© Doug Mills/The New York Times
Democrats Worry About Tight Midterm Races in Maine, Michigan and Minnesota

© Jenn Ackerman, Nick Hagen and Ryan David Brown for The New York Times
Renzi, il nostro 2,5% fondamentale per vincere, basta polemiche ed ego
Silvia Salis, Mario Calabresi come candidato a Milano mi piace molto
Danneggiamenti in scuole a Torino, arrestato un 17enne
Onore ai Caduti e Bandiere in volo: la Folgore celebra l’anniversario di El Alamein

Livorno 15 ottobre 2026 Aviolancio delle Bandiere di Guerra dei Reparti della “Folgore” Con due velivoli della 46ª Brigata Aerea, l’attività ad Altopascio per l’84° Anniversario di El Alamein Nell’ambito delle celebrazioni dell’84° Anniversario della Battaglia di El Alamein, si è svolto, presso la zona lancio “Nella” di Altopascio (LU), l’aviolancio delle Bandiere di …
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KDE hits 30, decides it's time to move out of the X11 era
Sicurezza, è colpa delle amministrazioni del Pd


Livorno. 15 ottobre 2026 – Dopo la recente classifica del Sole 24 Ore sulla sicurezza leche vede la nostra città tra le più pericolose d’Italia si registra l’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Perini, tra le tre più pericolose città della Toscana c’è Livorno, insieme a Prato e Firenze, tutte e tre sono governate dal Pd. E per Perini non è un caso, le politiche amministrative dei comuni infatti sono determinanti, in più “a Livorno da 20 anni mandano Prefetti incapaci”. Ecco il suo intervento completo.
D’altra parte Livorno non è che brilla, mi permetta, lo sa, oggi è uscito il nuovo report del Sole 24 Ore e ci ribadisce che anche quest’anno Livorno è nelle top ten, sì top ten delle realtà più pericolose d’Italia, siamo sempre al decimo posto. Nel 2018 Pisa era all’undicesimo posto, oggi è al ventiquattresimo posto. Un trend che è esattamente il contrario di quello del Comune di Livorno che in questi anni è sempre stato tra l’ottavo e il decimo posto. C’è un problema a sicurezza perché non è normale che Livorno, sempre governata dalla sinistra, è una delle realtà più pericolose della Toscana, insieme e davanti a Firenze e Prato che sono altre realtà governate, guarda caso dal PD, come mai Pisa fa meglio di Prato e di Livorno, come mai Grosseto fa meglio di Livorno, perché Siena fa meglio di Prato, come mai ci sarà una differenza, o qui mandano i questori incapaci e invece a Pisa quelli capaci, non credo che ci sia una differenziazione di questo tipo. Se in Italia i reati calano ma Livorno rimane lì, granitica, nella top ten, questa è una certezza, forse c’è un problema a sicurezza, forse mi viene da dire se Livorno rimane lì se in realtà scendono in classifica perché migliorano forse le politiche di un’amministrazione comunale, una differenza, allora la faranno o è un complotto, da 20 anni mandano i questori incapaci a Livorno, così voi fate brutta figura.
La Russa, Milano è questione all'attenzione dei vertici nazionali del centrodestra
Suzuki Rally Cup 2026, a Sanremo l’ultima tappa

ROMA (ITALPRESS) – Cinque round in giro per l’Italia, su e giù lungo le prove speciali più difficili, spettacolari e combattute del continente, per arrivare a giocarsi a Sanremo l’ultimo round della Suzuki Rally Cup 2026. È stato uno spettacolo finora il trofeo promosso da Suzuki Italia e riservato alle Swift Sport Hybrid preparate per le competizioni, un botta e risposta continuo, uno scontro generazionale che ha portato fino in Liguria l’attesa per incoronare i nuovi vincitori.
La 73^ edizione del Rallye Sanremo sarà così l’ultimo grandioso atto della stagione, un ballo di fine anno che su oltre 150 km di prove di caratura mondiale, con il meteo sempre incerto e alcuni dei passaggi più leggendari del rallysmo italiano e non solo, farà calare il sipario su quest’annata dominata da Roberto Pellè.
Sarà infatti proprio l’esperto trentino della scuderia Destra4 a partire, affiancato da Luca Franceschini sulla prima Suzuki Swift Sport Hybrid gommata Extreme Tyres, con i favori del pronostico. Pellè già a Cassino aveva ipotecato la Suzuki Rally Cup, e di fatto a Sanremo dovrà gestire la gara arrivando al palco d’arrivo, affacciato sul mare, per poter festeggiare il successo e la tanto attesa vittoria nel monomarca.
La matematica tiene aggrappato alla speranza e alla velocità mostrata nell’ultima gara anche il giovane Jean Claude Vallino, navigato da Sandro Sanesi, che a quota 100 punti dista 30 lunghezze dai 130 di Pellè. Il torinese portacolori della Bluthunder Racing però vorrà comunque dimostrare di aver il passo per vincere, così come l’altro giovane arrembante Giovanni Villardi, in coppia con Fabio Andrian.
Villardi infatti è cresciuto esponenzialmente questa stagione, e con i colori della Alma Racing soprattutto nelle Power Stage punterà al tutto per tutto per dare prova del proprio percorso, e per andare a caccia del secondo posto e dei montepremi tuttora in palio. Occasione d’oro per portare a termine la miglior stagione nella Suzuki Rally Cup per l’equipaggio della famiglia Vitali, composto da Stefano e Maurizio, alfieri della scuderia Calibra e quarti in classifica a 73 punti con ben tre podi in cinque gare.
Stagione che è tornata a crescere fino al 4° posto al Lazio anche per i portacolori della BS Sport, Nicola Guerrato e Pietro Bergamelli, che vorranno chiudere l’anno nel migliore dei modi.
Obiettivo massimizzare l’esperienza e la crescita del 2026 invece per Giorgio Basso Corradi, affiancato da Nicolò Ventoso per la scuderia Promotor, mentre dopo diverse uscite positive vorrà alzare l’asticella Marco Scalzotto con Mattia Benedet.
Torna in gara dopo Alba poi il giovane Andrea La Cola, navigato da Mattia Verrando, mentre chiudono l’elenco iscritti dell’ultimo atto della Suzuki Rally Cup Edoardo Sala con Andrea Sala e Lorenzo Olivieri con Lucrezia Viotti, entrambi a caccia di riscatto e conferme.
-Foto ufficio stampa Suzuki-
(ITALPRESS).
Come anche il Manchester City è finito in crisi
Contro il PSG, alla prima sconfitta dopo la sentenza di primo grado sulle irregolarità finanziarie.

© James Gill - Danehouse
Dal 'riciclo della carta' alla 'meraviglia', l'Italia delle 51 giornate nazionali
Tg Sport – 15/10/2026
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Tegola Inter: infortunio per Lautaro Martinez, torna dopo la sosta
– Notte buia di Champions: poker di K.O. per le italiane
– Roma beffata all’Olimpico: il Real Madrid rimonta e vince 4-3
– Il Como cade 3-2 a Rotterdam contro il Feyenoord
– In campo Milan, Juve e Atalanta tra Europa e Conference League
– Serie A, Davide Nicola è il nuovo allenatore del Venezia
– Designati gli arbitri della settima giornata: Doveri per Bologna-Inter
– Ciclismo su pista, doppio argento per l’Italia ai Mondiali di Shanghai
– Paolini cede a Kartal ed è fuori agli ottavi a Wuhan
– Totti “La Roma può competere per lo scudetto, un mio ritorno al momento no”
/gtr
S'infiammano le scuole, scontri e incappucciati a Torino. Arrestati tre minorenni
Cina: inaugurato nuovo ponte al confine con DPRK sul fiume Yalu (2)

DANDONG (CINA) (XINHUA) – Questa foto, scattata il 14 ottobre 2026, mostra una veduta del nuovo ponte tra Cina e Repubblica popolare democratica di Corea (DPRK) sul fiume Yalu. La nuova infrastruttura è stata ufficialmente aperta al traffico oggi, con entrambe le parti che hanno tenuto congiuntamente una cerimonia di inaugurazione di questa arteria transfrontaliera.
-Foto Xinhua-
(XINHUA)
Mattarella promulga la Giornata della carta ma avverte, aumentano vertiginosamente
Avs, pronti a presentare programma per l'alternativa, proposte soprattutto da giovani
Cina: inaugurato nuovo ponte al confine con DPRK sul fiume Yalu (1)

DANDONG (CINA) (XINHUA) – Questa foto, scattata il 14 ottobre 2026, mostra una veduta del nuovo ponte tra Cina e Repubblica popolare democratica di Corea (DPRK) sul fiume Yalu. La nuova infrastruttura è stata ufficialmente aperta al traffico oggi, con entrambe le parti che hanno tenuto congiuntamente una cerimonia di inaugurazione di questa arteria transfrontaliera.
-Foto Xinhua-
(XINHUA)
Ransomware contro il Giappone, milioni di patenti rubate

Cina: cerimonia di inaugurazione del ponte al confine con DPRK

DANDONG (CINA) (XINHUA) – Una cerimonia di inaugurazione di un nuovo ponte sul fiume Yalu, che segna il confine tra la Cina e la Repubblica popolare democratica di Corea (DPRK), si è tenuta il 15 ottobre 2026.
-Foto Xinhua-
(XINHUA)
L’accessibilità fa viaggiare l’Italia: 38,6 milioni di presenze e investimenti in crescita
Quasi 10 miliardi di euro. È l’impatto economico complessivo del turismo accessibile in Italia. Lo dice il Rapporto dell’IsITT, l’Istituto italiano per il turismo per tutti, associazione nata nel 2009 come naturale evoluzione naturale dell’impegno della Consulta per le Persone in Difficoltà – Cpd. Realizzato con il contributo di Fondazione Crt, è stato presentato al Ttg Travel Experience di Rimini: integra dati economici, analisi delle imprese e approfondimenti sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
Ne emerge la fotografia di un mercato in espansione e aperto a nuovi investimenti. Secondo Ivana Jelinic, amministratore delegato di Enit, l’Agenzia nazionale del Turismo, «l’accessibilità nelle nostre destinazioni, nei luoghi e nelle imprese visitati dai turisti, anche quelli con difficoltà permanenti o temporanee, è alla base della crescita sostenibile del comparto turistico italiano».

I numeri
Nove milioni di arrivi, 38,6 milioni di presenze e un valore aggiunto diretto stimato in 5,3 miliardi di euro. Il turismo accessibile è un settore da 9,8 miliardi di euro nel suo insieme. Una componente sempre più rilevante per l’economia e la competitività del sistema turistico italiano. L’accessibilità, quindi, non rappresenta più soltanto un segmento specialistico dell’offerta, ma una leva strategica di sviluppo, innovazione e qualità dell’accoglienza.
Lo studio si è avvalso delle ricerche di Srm – Centro Studi e Ricerche sulla dimensione economica, imprenditoriale e organizzativa, e di Intesa Sanpaolo Innovation Center, focalizzate sul ruolo dei dati, della tecnologia e dell’innovazione. Mette a disposizione un patrimonio di informazioni utili a comprendere l’evoluzione del turismo accessibile e a orientare le scelte di imprese, destinazioni e istituzioni.
Imprese: più selettive, più consapevoli
Uno dei cambiamenti più significativi registrati riguarda l’approccio delle imprese. Il confronto tra il 2025 e il 2026 evidenzia il passaggio da un interesse diffuso per il settore a una maggiore selettività, accompagnata però da un rafforzamento degli investimenti da parte delle aziende più impegnate. La quota di strutture ancora in fase di valutazione cresce dal 9,5% al 21,1%, mentre diminuisce quella delle imprese già attive o impegnate in percorsi di investimento. Parallelamente, tra le aziende orientate all’accessibilità, la percentuale di chi ha investito negli ultimi tre anni sale dal 79,6% all’84,5%, mentre quella di chi prevede nuovi investimenti nel prossimo triennio passa dal 67,5% al 74,2%. Un segnale che racconta un mercato in fase di maturazione: diminuisce l’interesse generico, ma aumenta la determinazione di chi riconosce nell’accessibilità un fattore concreto di competitività.

Il problema non è la disabilità. Il problema è un mondo progettato come se le persone con disabilità non esistessero. Parte da qui l’inchiesta di VITA magazine di giugno, un numero che scardina il principio dell’inclusione alla ricerca di una convivenza possibile.
DISABILITÀ, L’INCLUSIONE NON BASTA
Le aziende più orientate all’accessibilità mostrano una maggiore attenzione alla formazione del personale, alla digitalizzazione, all’organizzazione dei servizi e all’integrazione con il territorio. «La tecnologia si conferma un fattore abilitante, ma non una risposta automatica ai bisogni di accessibilità», si legge in una nota stampa. «Dalla qualità e dall’aggiornamento delle informazioni all’interoperabilità delle piattaforme, dalla possibilità di prenotare in autonomia alla mobilità e ai sistemi di orientamento, il vero valore dell’innovazione risiede nella sua capacità di migliorare concretamente l’esperienza di viaggio».
Le prossime sfide
Restano alcune criticità strutturali: la frammentazione delle informazioni, la distanza tra accessibilità dichiarata e accessibilità effettivamente verificabile, la discontinuità dei servizi, la necessità di competenze diffuse e la difficoltà di trasformare le innovazioni sperimentali in soluzioni adottate su larga scala. Per affrontare queste sfide, il Rapporto richiama l’importanza di una governance più integrata delle destinazioni, capace di mettere in relazione operatori turistici, istituzioni, tecnologie, infrastrutture e bisogni dei viaggiatori.
Il Rapporto 2026 si inserisce nel percorso avviato con il Torino Manifesto on Tourism for All 2025, riprendendone i principi e confrontandoli con le nuove evidenze economiche, organizzative e tecnologiche. Da questa riflessione emerge una prospettiva strategica: passare da analisi occasionali a un sistema continuativo di conoscenza e monitoraggio. In questa direzione si colloca l’ipotesi di istituire un Osservatorio IsITT sul turismo accessibile, per integrare dati quantitativi e qualitativi, definire indicatori confrontabili nel tempo e mettere a disposizione strumenti utili per investimenti, politiche e strategie. «I dati mostrano che l’accessibilità non è più un tema marginale, ma una componente della qualità e della competitività del turismo», dichiara Daniela Broglio, presidente di IsITT. «Il nostro obiettivo è mettere in relazione evidenze, innovazione e bisogni delle persone per capire dove sta andando il settore e contribuire a orientarne lo sviluppo».
In apertura, fotografia di Queensland Australia su Unsplash. La fotografia nel testo è di Ufficio stampa IsITT
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Hegseth vuole milioni di droni. Come cambia la strategia militare americana
Il Pentagono punta a investire altri 50 miliardi di dollari per accelerare la produzione di massa dei droni militari. La richiesta, avanzata dal segretario alla Difesa Pete Hegseth durante l’Ausa annual meeting di Washington, punta a sostenere un obiettivo ambizioso. Rendere disponibili centinaia di migliaia di sistemi autonomi e arrivare, negli anni successivi, a produzioni nell’ordine dei milioni. Una prospettiva che mostra come gli Stati Uniti intendano attribuire alla capacità industriale un peso crescente nella costruzione della propria superiorità militare.
La nuova dimensione della massa
La diffusione dei droni sta modificando il modo in cui gli eserciti valutano il rapporto tra costo ed efficacia delle capacità militari. Accanto alle piattaforme avanzate, destinate a operare per decenni, cresce l’importanza di sistemi relativamente economici, prodotti rapidamente e impiegabili anche in missioni ad alto rischio. Per Washington, disporne in grandi quantità significa poter sostenere operazioni prolungate senza dipendere esclusivamente da mezzi costosi e difficili da sostituire.
La quantità diventa così una componente della superiorità tecnologica. Un drone sofisticato conserva il proprio valore, ma la possibilità di schierare numerosi sistemi meno complessi offre ulteriori opzioni operative. Questa impostazione richiede una capacità produttiva in grado di rifornire continuamente le Forze armate, facendo dei ritmi industriali un elemento sempre più importante della pianificazione militare.
Industria e organizzazione militare
La richiesta di Hegseth si inserisce in una strategia più ampia. La proposta di bilancio della Difesa per il 2027 prevede già 53,6 miliardi di dollari per il programma Drone dominance, che comprende sia l’acquisizione di sistemi senza equipaggio sia lo sviluppo di capacità per contrastarli. I nuovi finanziamenti, ancora subordinati all’approvazione del Congresso, dovrebbero sostenere ulteriormente questa trasformazione.
Il cambiamento interessa anche l’organizzazione militare. Con Project agincourt e il futuro Autonomous warfare command, il Pentagono intende accelerare l’introduzione delle nuove tecnologie nelle unità operative. L’obiettivo è ridurre la distanza tra sviluppo industriale e impiego sul campo, coinvolgendo anche produttori esterni alla tradizionale industria della difesa. La capacità di innovare rapidamente assume così un’importanza paragonabile a quella di produrre su larga scala.
Dagli investimenti alle capacità
Produrre milioni di droni richiede tuttavia molto più delle risorse finanziarie. Occorrono filiere in grado di garantire volumi elevati a costi sostenibili, senza compromettere l’affidabilità dei sistemi. Il programma americano per circa 340mila piccoli droni, con obiettivi di progressiva riduzione del prezzo unitario, mostra come Washington stia cercando di creare le condizioni economiche necessarie per una produzione continuativa.
È su questo terreno che l’ambizione americana dovrà tradursi in risultati. La disponibilità di grandi quantità di sistemi autonomi può ampliare le capacità delle Forze armate, ma il loro valore dipenderà dall’effettiva integrazione nelle operazioni. La produzione industriale diventa quindi parte integrante della capacità di sostenere un conflitto, mentre la velocità con cui i nuovi sistemi possono essere realizzati e sostituiti assume un’importanza crescente rispetto alle sole prestazioni delle singole piattaforme.
La disponibilità del Pd (anche sull’Ucraina) non è debolezza. Parla Alfieri
Cinque risoluzioni, un terreno comune ancora da consolidare e una faglia politica che continua a passare per Kyiv. Il confronto sulle comunicazioni di Giorgia Meloni mette alla prova la capacità delle opposizioni di trovare una sintesi sui grandi dossier internazionali, ma è soprattutto sull’Ucraina che si misura la tenuta dell’intesa. Perché se su Gaza, Iran e difesa europea le convergenze appaiono più agevoli, il sostegno militare a Kyiv resta il punto sul quale le diverse sensibilità del centrosinistra rischiano di diventare distanze politiche. La novità, però, c’è: anche il Movimento 5 Stelle ha scelto di non opporsi all’invio di armi, pur declinando la propria posizione con accenti differenti. È da qui che Alessandro Alfieri, senatore del Partito democratico, parte per rivendicare il lavoro di ricomposizione del fronte progressista. Senza nascondere le divergenze, ma con un avvertimento preciso: la disponibilità del Pd a costruire un’alleanza non deve essere scambiata per debolezza. Sullo sfondo, una partita che intreccia la sicurezza europea, il rapporto con Donald Trump e la costruzione dell’alternativa a Giorgia Meloni. Una sfida che, per Alfieri, deve cominciare dal programma, prima ancora che dalla scelta del leader.
Senatore Alfieri, le cinque risoluzioni presentate dalle opposizioni in occasione delle comunicazioni della presidente del Consiglio, che denunciano diverse distanze sul versante dell’aiuto a Kyiv, restituiscono l’immagine di un fronte che ancora una posizione comune non l’ha trovata. Come se lo spiega?
Ci siamo mossi come accade normalmente quando si è all’opposizione e si affrontano questioni di questa portata. Come faceva il centrodestra nella precedente legislatura. Su Gaza, sull’Iran e sulla necessità di rafforzare la difesa europea esiste una condivisione di fondo. Naturalmente non dobbiamo pensare tutti esattamente allo stesso modo: le differenze sono legittime e possono anche consentirci di parlare a un elettorato più ampio. L’importante è che le diverse sensibilità non si traducano in posizioni nettamente contrapposte. Su questi temi abbiamo dimostrato di poter lavorare insieme.
Il nodo, però, resta l’Ucraina. Per la prima volta il Movimento 5 Stelle non si è opposto all’invio di armi a Kyiv, pur formulando la propria posizione in termini differenti. È un passo avanti concreto?
È un elemento politicamente significativo. Non è necessario che ogni forza della coalizione utilizzi le stesse parole o abbia identiche sfumature. Il confronto serve proprio a trovare una sintesi che rispetti le diverse sensibilità, senza compromettere la coerenza della posizione comune. Se vogliamo costruire un’alternativa credibile, dobbiamo dimostrare di saper tenere insieme culture politiche differenti. La condizione è che ci sia una direzione condivisa e che nessuno assuma posizioni incompatibili con l’impianto comune.
La guerra, intanto, prosegue e la popolazione civile continua a pagare un prezzo altissimo. Che cosa si aspetta dal prossimo Consiglio europeo?
Mi aspetto un segnale forte, sia sul fronte delle sanzioni contro la Russia sia sul rinnovo del sostegno all’Ucraina. Dobbiamo far arrivare a Mosca un messaggio inequivocabile: siamo al fianco di Kyiv e non intendiamo arretrare, soprattutto mentre Putin continua a bombardare indiscriminatamente i civili. Non possiamo abbandonare gli ucraini proprio adesso. La credibilità dell’Europa si misura anche dalla capacità di mantenere gli impegni assunti e di non lasciare che la stanchezza o le divisioni interne finiscano per favorire chi ha aggredito un Paese sovrano.
Il sostegno militare, da solo, può bastare a costruire una prospettiva di pace? E, soprattutto, cosa vi aspettate come opposizione?
Serve anche un’iniziativa diplomatica più incisiva. Siamo convinti che occorra lavorare alla figura di un inviato unico e a un’iniziativa capace di aprire una nuova fase, sul modello di Helsinki. Abbiamo bisogno di costruire un’architettura di sicurezza europea adeguata al nuovo scenario internazionale. Non possiamo limitarci a gestire le emergenze: dobbiamo ragionare sulle condizioni che consentano di garantire stabilità e sicurezza nel lungo periodo. Sostenere l’Ucraina e lavorare a una soluzione diplomatica non sono obiettivi in contraddizione. L’Europa deve essere capace di perseguirli entrambi.
In questo quadro, Donald Trump sembra voler ridisegnare gli equilibri internazionali secondo una logica essenzialmente bilaterale. L’Europa rischia di restare spettatrice?
È un rischio che dobbiamo evitare investendo molto di più nella nostra autonomia strategica. Trump tende a leggere le relazioni internazionali attraverso la lente degli affari, dei rapporti bilaterali e dei rapporti di forza. È una visione che rischia di mettere in secondo piano il ruolo delle istituzioni multilaterali e la necessità di costruire equilibri condivisi. L’Unione europea deve essere in grado di difendere i propri interessi, senza dipendere esclusivamente dalle scelte di altri. Per farlo servono una politica estera più incisiva, capacità di difesa e una visione comune. La sicurezza europea non può essere delegata interamente a Washington.
Dalla politica estera alla politica interna. La direzione nazionale del Pd in programma questo weekend arriva in una fase decisiva per la costruzione dell’alternativa a Meloni. Quale risultato prevede?
Mi aspetto un passaggio importante, innanzitutto per dare un segnale di compattezza del Partito democratico. Siamo consapevoli di essere il baricentro dell’alternativa a questo governo e dobbiamo dimostrare di avere una proposta riconoscibile, fondata su priorità chiare. La direzione nazionale deve servire a definire le parole chiave del nostro progetto e a indicare un percorso comprensibile, tanto per le forze politiche con cui vogliamo costruire la coalizione quanto per i cittadini che guardano a noi.
Il nodo della leadership, però, resta sul tavolo. Prima il programma o prima il nome di chi guiderà il centrosinistra?
Per noi viene prima la cornice programmatica. Dobbiamo partire da un tavolo comune nel quale definire gli impegni fondamentali della coalizione. Sarà quel programma a vincolare chiunque verrà scelto per guidarci nella sfida elettorale, uomo o donna che sia. Il tema della leadership è importante, ma non può sostituire la discussione su ciò che vogliamo fare per il Paese. Prima bisogna chiarire dove vogliamo andare, poi individuare le modalità più efficaci per scegliere chi dovrà rappresentarci.
Il centrosinistra arriva da una sconfitta, nel 2022, segnata anche dalla divisione tra le forze che oggi provano a ricostruire un’intesa. Il Pd è disposto a fare un passo indietro per favorire l’unità, specie alla luce da un lato dell’ultima presa di posizione di Schlein e dello sgomitare di Conte?
Abbiamo messo in campo un supplemento di generosità per ricostruire la coalizione con cui ci siamo presentati divisi alle elezioni del 2022. Ma questa disponibilità non deve essere scambiata per debolezza. C’è anche l’orgoglio di una comunità politica che ha una storia, un’identità e un elettorato a cui deve rispondere. L’obiettivo è costruire un’alleanza competitiva, non annullare il Partito democratico. La generosità è utile se permette di arrivare a una sintesi; non può diventare la rinuncia a esprimere la nostra visione del Paese.
Il rischio è che il confronto tra le forze del centrosinistra si trasformi in una trattativa permanente, mentre il governo continua a occupare la scena come si è visto ieri durante l’applauditissimo intervento di Meloni. Come si evita questa impasse?
Dobbiamo fare uno scatto in avanti. Stiamo lavorando perché gli elettori ci percepiscano come una forza di governo, capace non soltanto di contestare le scelte della maggioranza, ma anche di offrire risposte concrete. Serve un percorso riconoscibile, con priorità definite e impegni verificabili. Credo ci sia una consapevolezza crescente della responsabilità che abbiamo davanti. Non possiamo permetterci di deludere chi ci chiede un’alternativa. La credibilità si costruisce dimostrando di sapere dove si vuole portare il Paese e di avere una squadra in grado di farlo.
In definitiva, qual è il messaggio che il Pd deve mandare agli elettori in questa fase?
Che siamo consapevoli della posta in gioco. La sfida non riguarda soltanto la costruzione di una coalizione o la scelta di una leadership, ma la possibilità di offrire all’Italia un’alternativa di governo solida e credibile. Dobbiamo essere capaci di tenere insieme le differenze, senza nasconderle, e di trasformarle in una proposta comune. È questo il passaggio che ci viene richiesto: dimostrare che l’unità non è una formula tattica, ma la premessa per governare.
Dietro gli applausi a Meloni le convergenze geopolitiche che servono all’Italia
Convergenze parallele e, per certi versi, anche fisiologiche. Ieri in Senato si è assistito ad un fenomeno che, in quattro anni, non si era quasi mai visto. Ovvero gli applausi a Meloni di Calenda e mezzo Pd. Come se la geopolitica, prima che politica, avesse avuto il sopravvento su contrapposizioni, insulti, contestazioni. Come se il clima pre-elettorale fosse stato messo da parte sull’altare delle cose giuste da fare e da rivendicare a Bruxelles. Il paniere di temi in questione è noto e riguarda il futuro non solo dell’Italia, ma anche della stessa Europa.
Quando la presidente del Consiglio ha spiegato che alcune dinamiche non hanno molto a che fare con la tutela dell’ambiente, ovvero il prezzo degli Ets che sale e che quindi fa salire anche il costo di produzione per l’acciaieria, la cartiera, il cementificio, la ceramica, ha posto un tema su cui nessuna parte sana può non essere d’accordo, perché riguarda la salvaguardia delle imprese.
Che non hanno colore politico, ma rispondono a logiche semplicissime: se regole sbagliate le strozzano, allora rischiano la chiusura, con conseguente perdita di posti di lavoro.
Quando Meloni ha chiesto una sospensione temporanea di alcuni obblighi sul Regolamento europeo del metano ha posto un altro tema nevralgico: ovvero che se una norma, nel passaggio dalla teoria alla pratica, produce danni o mancati benefici, semplicemente va corretta.
Infine quando ha avvertito che non è più possibile per l’Europa importare cobalto, grafite, terre rare imprescindibili per transizione energetica, transizione digitale e difesa, non fa solo una diagnosi arci nota (su cui però dei “bravi” nessuno ha dato un’accelerata fino ad oggi) ma indica la cura, proponendo Porto Marghera come uno dei primi siti europei di stoccaggio strategico di queste materie, iniziativa che potrebbe diventare un progetto pilota europeo.
“Il filo che lega tutte queste iniziative, insomma, è semplice: l’Europa deve tornare a mettere la capacità di produrre al centro delle proprie scelte”, ha detto la premier. In quel momento gli applausi di democratici e calendiani sono stati la spia che l’interesse nazionale è sentito dalle cosiddette forze responsabili presenti in Parlamento, dove l’epiteto responsabili non è il titolo di una squadra buono per un discorso carico di demagogia.
Ma la pragmatica conseguenza di scelte strutturali e lungimiranti che devono essere fatte per il bene futuro (e presente) della collettività. Che si fanno solo in un modo.
L’Europa forte che ha bisogno di Nazioni forti, parafrasando Meloni in chiusura, fa il paio con l’esigenza di un’Europa più solida e credibile all’interno di un metodo di amministrare il paese che difenda l’interesse italiano (come fanno anche tutti gli altri paesi membri).
Solo una parte delle opposizioni lo ha ben compreso.
Istituzioni e studenti a confronto agli Stati Generali della scuola in Sicilia
PALERMO (ITALPRESS) – La scuola siciliana guarda al futuro. A Palermo, gli Stati generali dell’istruzione diventano un’occasione di confronto tra istituzioni, mondo scolastico e studenti, per riflettere sulle sfide della formazione e sulle esigenze delle nuove generazioni. Un dialogo che passa anche dai linguaggi della comunicazione, sempre più digitali. La sfida è avvicinare adulti e ragazzi, superando le distanze e imparando ad ascoltarsi reciprocamente.
xd6/mgg/azn
Falso carabiniere contatta pensionata, la donna ricorda i consigli dell’Arma e smaschera una truffa

Marciana Marina (Isola d’Elba, Livorno) 15 ottobre 2026 Intensificato l’impegno dei Carabinieri della Compagnia di Portoferraio nell’attività di prevenzione dei reati verso le fasce deboli in linea con le disposizioni del Comando Provinciale di Livorno. Il connubio costante di informazione della popolazione unito all’azione costante di polizia giudiziaria tesa al contrasto dell’odioso fenomeno restituisce risultati …
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Boccia, con il Dpb Giorgetti presenta il conto del fallimento di Meloni
“Lawyer sì, attorney no”: il caso di Katie Zacharia e il significato dei titoli legali negli Usa
La nuova portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, ha dichiarato che la Pepperdine University, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, le aveva comunicato che poteva definirsi “lawyer” (giurista), ma non “attorney” (avvocato abilitato all’esercizio della professione). In una nuova intervista al New York Times, Zacharia sembra quindi aver ammesso di non aver superato l’esame di abilitazione alla professione forense.
I fatti principali
- Zacharia ha raccontato di aver consultato il presidente della Pepperdine University per capire come potesse presentare le proprie qualifiche durante le apparizioni sui media. Quest’ultimo le avrebbe consigliato di non utilizzare i termini “attorney” o “esquire”, spiegandole però che poteva definirsi “lawyer”.
- Zacharia si è inoltre presentata come “general counsel” (responsabile degli affari legali) di diverse organizzazioni, una qualifica che, secondo Erwin Chemerinsky, preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università della California a Berkeley, sarebbe impropria se non avesse superato l’esame di abilitazione. Come ha spiegato al Times, “non si può ricoprire il ruolo di responsabile degli affari legali di un’azienda negli Stati Uniti senza essere abilitati all’esercizio della professione forense”.
- Le qualifiche professionali di Zacharia sono state messe in discussione questa settimana, dopo la pubblicazione di diverse inchieste secondo cui non avrebbe superato l’esame di abilitazione in nessuno Stato americano. Tra queste, un articolo del Wall Street Journal ha riferito che Zacharia non avrebbe superato l’esame nel 2011, poco dopo essersi laureata in Giurisprudenza.
- La distinzione tra “lawyer” e “attorney” è poco chiara. Alcuni esponenti della comunità giuridica sostengono che tutti gli “attorney” siano “lawyer”, ma che non ci si possa definire “attorney” senza essere iscritti all’albo degli avvocati. Il dizionario Merriam-Webster considera invece i due termini sinonimi, mentre l’Associated Press definisce “lawyer” un termine generico per tutti gli iscritti all’albo e “attorney” una persona legalmente nominata o autorizzata ad agire per conto di un’altra, generalmente, ma non necessariamente, un avvocato.
- Zacharia ha inoltre dichiarato al Times di aver frainteso la domanda di un giornalista durante la conferenza stampa di martedì. Quando le è stato chiesto dove avesse superato l’esame di abilitazione, avrebbe capito invece “dove sei stata dopo la facoltà di Giurisprudenza?”.
- Zacharia aveva risposto “quando mi sono trasferita in Cina”, suscitando numerose critiche e perplessità, dal momento che ai cittadini stranieri non è consentito sostenere l’esame di abilitazione né esercitare la professione legale in Cina.
La denuncia
Mercoledì, l’organizzazione di vigilanza Campaign for Accountability ha presentato un esposto allo State Bar della California, chiedendo di indagare sulle dichiarazioni di Zacharia relative alla sua qualifica di avvocato e ipotizzando che possa aver commesso un reato qualora si fosse presentata falsamente come tale.
L’esposto richiama il California Business and Professions Code, secondo cui “chiunque pubblicizzi o dichiari di esercitare la professione legale, o di essere autorizzato a esercitarla, oppure la eserciti effettivamente, senza essere un membro attivo dello State Bar o senza essere altrimenti autorizzato dalla legge o dalle norme giudiziarie a esercitare la professione legale nello Stato al momento dei fatti, è colpevole di un reato minore punibile con una pena fino a un anno di reclusione in una prigione della contea o con una multa fino a 1.000 dollari”, oppure con entrambe le sanzioni.
Il contesto
Zacharia, assunta per sostituire Karoline Leavitt, che si è dimessa ad agosto, ha tenuto martedì la sua prima conferenza stampa ufficiale. L’intervento è stato duramente criticato da ex portavoce della Casa Bianca e commentatori per la sua brevità — è durato meno di 15 minuti e Zacharia ha risposto soltanto a tre domande — e per diverse incertezze nelle sue dichiarazioni.
Commentatrice conservatrice ed ex dipendente del Dipartimento di Stato, Zacharia ha elogiato il presidente Donald Trump nel suo discorso introduttivo, dichiarando ai giornalisti che desiderava “lavorare per lui da moltissimo tempo”. Trump ha difeso Zacharia, dichiarando ai giornalisti subito dopo la conferenza stampa: “Penso che sia stata molto brava”.
L’articolo “Lawyer sì, attorney no”: il caso di Katie Zacharia e il significato dei titoli legali negli Usa è tratto da Forbes Italia.
Trump’s Democracy-for-Diesel Deal Shames Us All

© Photo illustration by Kim Hoeckele for The New York Times
Nvidia’s new Nemotron 3.5 Super VL is another step forward for US open-weight AI


When faster supercomputers aren’t enough
Settore cinese delle consegne espresse si orienta verso una crescita di qualità superiore
di Han Xin, Quotidiano del Popolo
Il settore cinese delle consegne espresse sta entrando in una nuova fase di trasformazione e ammodernamento. Nella prima metà del 2026, il comparto ha gestito 100 miliardi di pacchi, registrando un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre il fatturato ha superato i 770 miliardi di yuan (114,82 miliardi di dollari), segnando una crescita del 7,3%. In particolare, per la prima volta in un periodo di sei mesi, la crescita dei ricavi ha superato la crescita dei volumi di spedizione, segnalando un riallineamento strutturale del mercato.
Questa tendenza trova un chiaro riscontro nei recenti resoconti finanziari dei principali corrieri quotati in borsa. SF Express ha registrato un incremento del 9,3% su base annua dell'utile netto (al netto di guadagni e perdite una tantum), mentre YTO Express, Yunda Express e STO Express hanno riportato, nello stesso periodo, una crescita dell'utile netto di pertinenza degli azionisti superiore al 70%.
Poiché la redditività supera costantemente l'espansione dei volumi, la tradizionale strategia del settore, che prevedeva il sacrificio dei margini a favore della quota di mercato, sta lasciando il posto a un modello più sostenibile. Ciò segna una svolta decisiva verso l'efficienza operativa e una crescita basata sul valore.
Ma come si sta concretizzando questa transizione e quali saranno i fattori trainanti della prossima fase di espansione? I principali operatori logistici hanno delineato le proprie strategie di adattamento in risposta a questi interrogativi.
L'innovazione tecnologica è al centro di questa trasformazione. A giugno, JD Logistics – la divisione logistica del colosso dell'e-commerce JD.com – ha avviato la più vasta rete cinese di consegne tramite droni in aree rurali, operante nella contea di Zizhong, nella provincia del Sichuan. Il sistema serve attualmente 131 villaggi amministrativi, recapitando pacchi a comunità montane remote in appena sette minuti.
Presso il centro di smistamento postale di Jianggao, a Guangzhou, nella provincia del Guangdong, gli operatori umani collaborano con otto robot umanoidi lungo le linee di smistamento automatizzate. Queste macchine prelevano, ruotano e posizionano i pacchi con estrema fluidità, raggiungendo una velocità di 800 unità all'ora.
"Una parte significativa della crescita degli utili del settore registrata nella prima metà del 2026 deriva dalla maturazione degli investimenti nelle infrastrutture digitali effettuati negli anni precedenti", ha spiegato Yu Rao, ingegnere senior presso il Centro di Ricerca e Sviluppo dell’Ufficio Postale Statale. L'esperto ha sottolineato come l'intelligenza artificiale sia sempre più integrata nella filiera logistica, con l'adozione capillare di droni e veicoli di consegna autonomi che agiscono da fattori chiave per l'ottimizzazione dei costi e l'efficienza operativa.
Ad esempio, YTO Express ha introdotto una piattaforma di pianificazione dei percorsi basata sull'intelligenza artificiale, capace di analizzare i dati storici delle spedizioni e i costi operativi in ??tempo reale per ottimizzare gli itinerari di consegna. Solo nella prima metà del 2026, il sistema ha permesso all'azienda di ridurre le spese operative di circa 90 milioni di yuan.
Analogamente, ZTO Express ha puntato sull'automazione per l'assistenza clienti. Il suo sistema basato sull'intelligenza artificiale risolve ora autonomamente circa il 90% delle richieste post-vendita dei commercianti e il 70% delle domande dei destinatari, gestendo l'intero processo dall'apertura alla chiusura della pratica. "Oltre il 60% delle problematiche ricorrenti dei clienti viene ormai gestito integralmente dalla nostra piattaforma di servizi intelligente, con una significativa riduzione dei costi di manodopera", ha dichiarato Yang Wen, Chief Technology Officer di ZTO Express.
Anche l'automazione della flotta sta registrando una rapida espansione. Entro la fine di giugno, Yunda Express contava oltre 1.500 veicoli per consegne autonome nella propria rete, un incremento di più di 1.000 unità rispetto all'anno precedente. La standardizzazione delle operazioni autonome su larga scala ha ridotto del 30% i costi di trasporto presso i centri di distribuzione locali.
Nell'intero settore postale e dei corrieri, l'adozione di tecnologie avanzate, tra cui assistenza clienti basata sull'IA, smistamento automatizzato, controlli di sicurezza intelligenti, sorveglianza tramite visione artificiale e ottimizzazione dinamica dei percorsi, sta subendo un'accelerazione. A livello nazionale, il settore impiega attualmente oltre 16.000 veicoli per consegne autonome e più di 400 droni dedicati alla logistica dell'ultimo miglio.
"Nel corso del 15° Piano Quinquennale (2026-2030), accelereremo l'integrazione di tecnologie all'avanguardia nel settore logistico e svilupperemo nuovi motori di crescita economica", ha affermato Xu Huarong, vicedirettore generale del Dipartimento Politiche e Regolamentazione dell’Ufficio Postale Statale.
Gli indicatori di performance finanziaria evidenziano inoltre un aumento generalizzato del ricavo medio per pacco a partire dall'inizio del 2026.
"Gli sforzi normativi costanti per arginare una concorrenza sui prezzi spietata sono stati determinanti nell'invertire questa tendenza", ha aggiunto Yu. In seguito a un simposio tenutosi nel luglio 2025 e promosso dell’Ufficio Postale Statale, che ha imposto il rispetto delle norme sulla leale concorrenza, le note guerre dei prezzi del settore si sono progressivamente attenuate. Le tariffe medie di consegna sono gradualmente aumentate, consentendo alle aziende di ripristinare margini di profitto soddisfacenti.
Gli analisti del settore rilevano che la tradizionale dipendenza dai picchi di volume generati dall'e-commerce ha raggiunto una fase di stallo. Di conseguenza, diversificare i flussi di ricavi oltre la vendita al dettaglio online è diventato un imperativo strategico fondamentale per i principali corrieri.
Da dove arriverà, dunque, la prossima ondata di crescita? Emergono due direttrici principali:
--Ampliamento degli scenari di servizio
JD Logistics sta andando oltre la semplice consegna di pacchi per offrire soluzioni di supply chain su misura. L'azienda fornisce oggi strategie di fulfillment personalizzate per i produttori di elettrodomestici, nonché servizi integrati di stoccaggio e consegna dell'ultimo miglio per supermercati e rivenditori che gestiscono vendite omnicanale. Nella prima metà del 2026, la sua divisione dedicata alla supply chain integrata ha generato ricavi per 59,4 miliardi di yuan, un incremento del 18,5% su base annua, affermandosi come principale motore di crescita.
Analogamente, SF Express ha introdotto servizi logistici specializzati, tra cui il trasporto dedicato di attrezzature per sport invernali e un servizio di spedizione bagagli porta a porta che consente ai turisti di viaggiare senza ingombri. Intercettando esigenze dei consumatori finora insoddisfatte, l'azienda è riuscita a penetrare segmenti di nicchia come il turismo culturale, le fiere commerciali e il commercio al dettaglio specializzato. Questi servizi differenziati e ad alto valore aggiunto stanno dando vita a quella che i dirigenti definiscono una "seconda curva di crescita".
-- Espansione sui mercati nazionali e globali
A livello internazionale, YTO Express sta ampliando la propria presenza transfrontaliera, lanciando 170 rotte di trasporto aereo merci che coprono gran parte dell'Asia e si estendono fino all'Europa dell'Est. Anche JD Logistics sta espandendo rapidamente la propria rete di magazzini all'estero: attualmente gestisce oltre 200 strutture (inclusi magazzini per la distribuzione diretta) in 26 Paesi e regioni, alimentando una crescita rapida e costante delle proprie attività internazionali.
Sul mercato interno, i corrieri si stanno rivolgendo a mercati meno serviti, situati in aree remote o in centri urbani di fascia inferiore. J&T Express sta penetrando nelle remote province occidentali, in particolare trasformando il centro di distribuzione di Yinchuan (nel Ningxia) in un hub logistico regionale intelligente, al fine di incrementare i volumi di spedizione nelle aree meno sviluppate. Yunda Express sta puntando con decisione sul commercio rurale, istituendo punti di raccolta a livello di villaggio nelle principali zone di produzione agricola e attivando corridoi merci dedicati per intercettare la crescente domanda locale.
Ha sottolineato che, man mano che la concorrenza si sposta verso la creazione di valore, il progresso tecnologico, la qualità dell'esperienza cliente e la diversificazione del mercato saranno i fattori determinanti per i leader del settore di prossima generazione.
"Dopo oltre un decennio di crescita esponenziale trainata dai soli volumi, il settore sta abbandonando il modello di espansione basato sulla velocità a ogni costo a favore di un approccio equilibrato, che attribuisce pari importanza alla qualità del servizio e all'efficienza operativa", ha concluso Yu.

Drone di JD Logistics impegnato in una missione di consegna a Kunshan, nella provincia del Jiangsu, nella Cina orientale. (Foto/Yuan Xinyu)

Veicolo per le consegne senza conducente circola per le strade di Yichang, nella provincia cinese centrale dello Hubei. (Foto/Zhang Guorong)

Dipendenti di Yunda Express smistano i pacchi su una linea di smistamento intelligente all'interno di un magazzino a Xinghua, nella provincia del Jiangsu, Cina orientale. (Foto/Zhou Shegen)

La Cina continua a rafforzare ed espandere la manifattura avanzata
di Jin Sheping, Quotidiano del Popolo
A livello globale, un'auto su tre venduta oggi è prodotta in Cina. Dal 2013, le vendite di veicoli a nuova energia in Cina sono aumentate di oltre 930 volte, mentre la loro quota di mercato nel settore automobilistico è cresciuta di oltre 590 volte, dando vita a un'industria emergente in rapida espansione dal valore di migliaia di miliardi di yuan.
Il settore automobilistico è emblematico della più ampia crescita e modernizzazione dell'industria manifatturiera avanzata cinese.
Il valore aggiunto della produzione manifatturiera cinese occupa il primo posto al mondo da 16 anni consecutivi, rappresentando quasi il 30% del totale globale.
Nell'ultimo decennio, il valore aggiunto della produzione nei settori dell'alta tecnologia e della fabbricazione di macchinari e attrezzature è cresciuto a tassi medi annui rispettivamente del 10% e dell'8% circa.
La Cina detiene oggi una posizione di leadership globale in settori quali il fotovoltaico, le telecomunicazioni, l'alta velocità ferroviaria e la cantieristica navale, mentre la robotica, l'intelligenza artificiale e il settore farmaceutico innovativo stanno registrando una rapida accelerazione.
Mentre l'economia cinese si orienta verso una crescita di alta qualità trainata dall'innovazione, la manifattura avanzata è diventata un pilastro fondamentale di questa transizione.
In un contesto di cambiamenti globali senza precedenti e di una nuova ondata di trasformazione industriale, la Cina sta attraversando una fase cruciale di ristrutturazione economica. Per garantire stabilità e sostenibilità a lungo termine, il Paese sta puntando con decisione sull'espansione e sul perfezionamento delle proprie capacità manifatturiere avanzate.
Persino un singolo foglio di lamina d'acciaio ultrasottile esemplifica la raffinatezza dell'evoluzione manifatturiera cinese.
Nella provincia dello Shanxi, una sussidiaria della Taiyuan Iron & Steel (Group) Co., Ltd. produce nastri in acciaio inossidabile di precisione attraverso processi completamente automatizzati: laminazione, pulizia, lucidatura, spianatura, taglio longitudinale e imballaggio. Lo spessore minimo di questi materiali, noti comunemente come "hand-rip steel", è stato ridotto da 0,02 mm a 0,015 mm. Passate con successo dalla fase di ricerca e sviluppo alla produzione commerciale su larga scala, queste leghe di alta gamma sono oggi commercializzate a prezzi paragonabili a quelli dei metalli preziosi.
Per sostenere tale progresso, la Cina punta sui fattori chiave della manifattura "avanzata", superando strategicamente la fase intermedia dell'assemblaggio per catturare maggior valore alle due estremità della filiera di approvvigionamento globale: dall'innovazione e dal design fino al branding e ai servizi.
L'intelligenza sta rimodellando il panorama industriale cinese.
Sfruttando tecnologie digitali all'avanguardia, il Paese ha realizzato oltre 56.000 fabbriche intelligenti di livello base, più di 9.000 di livello avanzato e oltre 500 di livello di eccellenza, sviluppando al contempo 15 fabbriche intelligenti di riferimento. Grazie all'integrazione di intelligenza artificiale di nuova generazione, analisi dei big data e infrastrutture cloud, queste realtà pongono la Cina all'avanguardia nella digitalizzazione industriale globale.
L'innovazione globale nel campo dell'IA sta attraversando una fase di eccezionale dinamismo. Puntando sulla trasformazione intelligente, la Cina ha fatto della produzione intelligente di nuova generazione una priorità strategica, approfondendo l'iniziativa "IA + manifattura" e promuovendo una trasformazione digitale e intelligente capillare in un numero sempre maggiore di settori e imprese.
Anche la sostenibilità riveste un ruolo cruciale per aprire nuove prospettive di crescita.
Lo sviluppo verde è divenuto un tratto distintivo della manifattura avanzata. La Cina conta oggi oltre 8.000 fabbriche "verdi" riconosciute a livello nazionale, mentre settori quali i pannelli solari, le batterie per veicoli elettrici e le tecnologie per il risparmio energetico e la tutela ambientale hanno acquisito un vantaggio competitivo precoce sui mercati emergenti.
Guidata da un fermo impegno per la tutela ambientale, la Cina promuove simultaneamente la transizione ecologica dell'industria, l'innovazione tecnologica e l'ottimizzazione strutturale. Questo approccio integrato sta consolidando progressivamente il vantaggio competitivo del Paese nelle tecnologie pulite e nelle industrie sostenibili.
Nuovi motori di crescita per l'industria vengono sviluppati anche attraverso una crescente integrazione.
L'integrazione intersettoriale rappresenta un altro catalizzatore fondamentale per il progresso industriale. Si pensi, ad esempio, agli occhiali dotati di intelligenza artificiale: essi combinano apprendimento automatico, microsensori e connettività wireless per offrire funzionalità quali traduzione in tempo reale, navigazione e riconoscimento vocale.
Analogamente, il parco Luogang a Hefei (nella provincia dell'Anhui) funge da banco di prova sul campo, ospitando oltre dieci diversi scenari applicativi, dal turismo culturale all'ispezione delle linee ferroviarie ad alta velocità, in cui le tecnologie emergenti possono dimostrare la propria sostenibilità commerciale.
Negli ultimi anni si sono registrati progressi significativi nei settori dell'informatica, dei materiali avanzati e delle biotecnologie. Tali innovazioni stanno convergendo sempre più, dando vita a prodotti altamente integrati ed ecosistemi applicativi poliedrici.
Attraverso un'integrazione strategica, la Cina sta promuovendo legami più stretti tra il comparto manifatturiero avanzato e quello dei servizi moderni. Questa sinergia accelera la commercializzazione di tecnologie e casi d'uso innovativi, accrescendo la creazione di valore lungo l'intera filiera produttiva, stimolando ricadute positive tra i diversi settori e infondendo un dinamismo costante nell'economia nel suo complesso.
L'espansione del settore manifatturiero avanzato richiede un approccio coordinato e sistemico. La Cina sta attuando politiche mirate e quadri istituzionali concepiti per tradurre gli obiettivi strategici in risultati misurabili.
La ricerca di base rimane il fondamento del progresso scientifico e della risoluzione di problemi tecnologici. Consapevole che la manifattura moderna dipende da solide basi scientifiche, la Cina sta perfezionando la propria struttura di ricerca e incrementando i finanziamenti per potenziare la scienza fondamentale e l'innovazione originale.
Parallelamente, il Paese sta intensificando gli sforzi per superare i colli di bottiglia nelle tecnologie critiche e fondamentali. Accelerando la trasformazione dei risultati della ricerca in applicazioni commerciali, la Cina favorisce il passaggio di soluzioni innovative dai laboratori alle linee di produzione e ai mercati di consumo, convertendo così le scoperte scientifiche in concreta produttività economica.
In ultima analisi, il successo di questa trasformazione industriale dipende da milioni di imprese. La sfida consiste nello sprigionare appieno il potenziale creativo e operativo dei diversi attori del mercato.
Per affrontare tale sfida, la Cina sta armonizzando l'efficienza del mercato con l'indirizzo strategico governativo, perfezionando i quadri istituzionali per garantire coerenza tra le politiche fiscali, tributarie, finanziarie, industriali e quelle in ambito scientifico-tecnologico. Risorse di alto valore — tra cui capitali, talenti qualificati e dati — vengono convogliate strategicamente verso la manifattura avanzata. Promuovendo un contesto imprenditoriale orientato al mercato, basato su regole certe e allineato agli standard internazionali, la Cina mira a costruire un ecosistema resiliente e favorevole all'innovazione, capace di sostenere il progresso industriale a lungo termine.

Linee di produzione intelligenti operano in modo efficiente presso un'azienda di componentistica automobilistica a Taicang, nella provincia del Jiangsu, Cina orientale. (Foto/Ji Haixin)

Operai ispezionano i prodotti in un reparto di produzione di fogli di rame di un'azienda di tecnologie per nuovi materiali a Yuncheng, nella provincia dello Shanxi, Cina settentrionale. (Foto/Jiang Hua)

Visitatrice straniera prova degli occhiali dotati di intelligenza artificiale alla World Manufacturing Convention 2026 a Hefei, nella provincia dell'Anhui, Cina orientale. (20 settembre 2026 - Foto/Fang Dongxu)

Marciana Marina, falso carabiniere tenta di truffare una pensionata: chiesti quasi 5mila euro

Livorno, 15 ottobre 2026 – Un falso tenente dei Carabinieri, una storia costruita per mettere paura e una richiesta di bonifico da 4.950 euro. La truffa, però, è stata sventata grazie alla prontezza di una pensionata che ha ricordato i consigli ricevuti durante gli incontri di prevenzione organizzati dall’Arma.
La vicenda è avvenuta la mattina di mercoledì 7 ottobre, quando la donna è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è presentato come un tenente dei Carabinieri in servizio alla Stazione di Marciana Marina. Il sedicente militare le ha raccontato che nell’ufficio postale del paese sarebbero state installate telecamere antirapina, nell’ambito di accertamenti su un dipendente sospettato di sottrarre denaro.
Per collaborare alle presunte indagini, la pensionata avrebbe dovuto effettuare un bonifico istantaneo di 4.950 euro su un conto corrente indicato al telefono.
La donna, accompagnata dal marito, si è inizialmente recata all’ufficio postale di Marciana Marina. L’operazione non è stata possibile a causa di un’indisponibilità dei sistemi informatici. A quel punto, il falso carabiniere le ha chiesto di raggiungere l’ufficio postale di Portoferraio.
È stato allora che la pensionata ha cominciato a insospettirsi. Ricordando le raccomandazioni ricevute durante gli incontri con i Carabinieri, ha chiesto all’interlocutore di poterlo incontrare direttamente in caserma. L’uomo ha cercato di dissuaderla sostenendo che l’indagine fosse riservata e che la sua presenza avrebbe potuto comprometterla.
La donna non si è lasciata convincere, ha interrotto la telefonata e si è recata alla caserma dei Carabinieri di Portoferraio, dove ha raccontato l’accaduto e presentato denuncia. Il bonifico non è stato effettuato.
L’episodio si inserisce nell’attività di prevenzione e contrasto alle truffe portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Portoferraio, in linea con le indicazioni del Comando provinciale di Livorno. Gli incontri rivolti soprattutto alle persone anziane servono a illustrare le tecniche utilizzate dai truffatori e a fornire indicazioni su come comportarsi di fronte a richieste sospette.
La vicenda dimostra l’importanza di queste iniziative: di fronte a una richiesta di denaro presentata come necessaria per un’indagine, la raccomandazione è di non effettuare pagamenti e verificare direttamente la situazione contattando le forze dell’ordine attraverso i loro canali ufficiali.
Ctao-Nord: inaugurato il sub-array degli Lst

Duecentocinquanta scienziate, scienziati e rappresentanti delle principali istituzioni di ricerca di tutto il mondo hanno celebrato l’inaugurazione del sottosistema del Large-Sized Telescope (Lst) presso il sito settentrionale del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao) – Nord, situato all’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nell’arcipelago delle Canarie (Spagna). Il completamento dei quattro telescopi Lst segna una tappa fondamentale per le comunità mondiali dell’astrofisica e della fisica delle astroparticelle, e rappresenta un passo cruciale verso la piena operatività scientifica del Ctao, a cui hanno dato un contributo rilevante anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il sottosistema sottosistema del Large-Sized Telescope (Lst) presso il sito settentrionale del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao) – Nord, situato all’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nell’arcipelago delle Canarie (Spagna). Crediti: Lst Collaboration
Ciascun telescopio è dotato di uno specchio di 23 metri di diametro ed è equipaggiato con fotocamere all’avanguardia e ultraveloci. Progettati per rivelare i deboli lampi di luce Cherenkov prodotti dall’interazione dei raggi gamma ad altissima energia con l’atmosfera terrestre, i telescopi Lst sono gli strumenti più sensibili al mondo per l’osservazione dei raggi gamma a energie comprese tra circa 20 gigaelettronvolt (GeV) e diversi teraelettronvolt (TeV).
Questa straordinaria sensibilità è fondamentale per individuare sorgenti di raggi gamma remote e transitorie. Poiché i raggi gamma ad altissima energia vengono gradualmente assorbiti mentre attraversano l’Universo, la capacità dei telescopi Lst di rivelare raggi gamma fino alle più basse energie consente agli scienziati di esplorare sorgenti a distanze cosmologiche, di risalire più indietro nella storia cosmica e di osservare la rapidissima variabilità delle sorgenti gamma in dinamica evoluzione con maggiore accuratezza statistica.
Il pioniere Lst-1
Già a partire dal 2020, ancor prima del completamento dell’intero sottosistema, durante la sua fase di collaudo, il prototipo Lst-1 ha prodotto risultati di notevole portata. Tra questi rientrano le osservazioni di pulsar, gli studi sui nuclei galattici attivi a distanze cosmologiche e il rapido monitoraggio di fenomeni transienti come nove e lampi di raggi gamma (Grb).
Con l’affiancamento dei tre nuovi Lst (Lst-2, Lst-3 e Lst-4) all’esistente Lst-1, i quattro telescopi formano ora una vera e propria rete (sottosistema). Osservando simultaneamente da più direzioni il medesimo sciame di raggi gamma, i telescopi Lst offriranno una sensibilità nettamente superiore, una risoluzione angolare migliore e una ricostruzione dell’energia più precisa, aprendo un nuovo livello di accuratezza nello studio dell’universo a raggi gamma.
«Il completamento del sottosistema Lst è il culmine di oltre quindici anni di collaborazione internazionale e innovazione tecnologica», ha dichiarato Masahiro Teshima, Principal Investigator della collaborazione Lst e portavoce del consorzio Ctao. «Questi telescopi ci permetteranno di esplorare alcuni degli ambienti più estremi dell’Universo, tra cui buchi neri supermassicci e stelle di neutroni, di indagare le possibili origini dei raggi cosmici e di contribuire alle ricerche sulla natura della materia oscura».
In viaggio verso l’universo primordiale
Gli Lst costituiscono il cuore a bassa energia di Ctao-Nord e offriranno un’opportunità unica per sondare l’universo, risalendo indietro nel tempo fino a circa 12 miliardi di anni fa, quando esso aveva meno di due miliardi di anni. La loro sensibilità ai raggi gamma di energia più bassa consentirà di individuare e studiare brillanti lampi di raggi gamma ad alto redshift, estendendo potenzialmente le osservazioni gamma a sorgenti con redshift fino a z~4 e fornendo nuove informazioni sull’Universo primordiale.
«Oggi si celebra un passo avanti importantissimo verso la realizzazione del Ctao, a cui l’Italia contribuisce con un patrimonio di capacità scientifiche, progettuali e industriali. L’Italia ospita a Bologna, presso l’Inaf, la sede centrale dell’Osservatorio internazionale e sta contribuendo alla realizzazione di gran parte dei suoi strumenti. Oggi l’attenzione è focalizzata sul sito nord, ma il nostro sguardo abbraccia l’intero Osservatorio: il contributo italiano è infatti particolarmente significativo anche nel sito sud, in Cile, attraverso la realizzazione di altri due Large-Sized Telescopes e ben 37 Small-Sized Telescopes, tutti in costruzione in Italia e destinati a Ctao-Sud», ha affermato Lucio Angelo Antonelli, dirigente di ricerca all’Inaf e co-principal investigator della collaborazione internazionale Lst. «Le prossime fasi di collaudo e integrazione nelle operazioni del Ctao porteranno questi strumenti a esprimere pienamente le loro capacità. È un passaggio decisivo verso le scoperte che attendiamo, ma soprattutto verso quelle che ancora non sappiamo immaginare».
«L’Infn partecipa allo sviluppo di questi nuovi telescopi fin dalle prime fasi di progettazione. Ha realizzato la struttura in fibra di carbonio che sostiene l’arco della camera e ha contribuito alla costruzione della camera stessa, oltre a sviluppare altri componenti meccanici ed elettronici di alta precisione, necessari per calibrare il sistema di puntamento. Finora il nostro contributo si è concentrato soprattutto sugli strumenti del sito nord di Ctao, ma ora, grazie ai finanziamenti del Pnrr del Ministero dell’università e della ricerca, stiamo dando assieme all’Inaf un grande contributo alla realizzazione delle camere dei telescopi del sito sud», spiega Mosè Mariotti, ricercatore dell’Infn responsabile nazionale del gruppo Infn in Ctao. «Nei prossimi due anni, quando i nuovi telescopi entreranno pienamente in funzione, la sensibilità aumenterà notevolmente, fino a un ordine di grandezza rispetto agli strumenti attuali: questo significa che potremo ottenere gli stessi risultati scientifici in un centesimo del tempo, aprendo nuove straordinarie possibilità di scoperta», conclude Mariotti.
Nei prossimi anni, gli Lst saranno sottoposti a collaudo e integrati nelle operazioni di Ctao. Insieme agli altri telescopi previsti per entrambi i siti dell’Osservatorio, affronteranno questioni fondamentali dell’astrofisica, della fisica delle particelle e della cosmologia, come la natura della materia oscura, l’origine dei raggi cosmici e la fisica degli acceleratori cosmici estremi.
Guarda il servizio video su MediaInaf Tv;
Guarda il video di approfondimento su MediaInaf Tv:
Per saperne di più:
- Informazioni sulla Collaborazione Lst
La Collaborazione Large-Sized Telescope (Lst) è un consorzio internazionale di scienziati, ingegneri e istituzioni impegnati nella progettazione, costruzione e messa in servizio degli Lst per il Ctao. La collaborazione ha sviluppato tecnologie avanzate nell’ottica, nei rivelatori, nella meccanica e nell’elettronica ad alta velocità per raggiungere la soglia energetica più bassa mai ottenuta da osservatori gamma da terra. Il progetto è stato reso possibile da una solida partnership internazionale che coinvolge istituzioni provenienti da Brasile, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera. - Informazioni su Ctao
Il Ctao (Cherenkov Telescope Array Observatory) sarà il più grande e potente osservatorio al mondo per l’astronomia a raggi gamma. La precisione senza precedenti e l’ampio intervallo energetico del Ctao (20 GeV – 300 TeV) aiuteranno a rispondere ad alcuni dei quesiti più complessi dell’astrofisica e della fisica delle particelle, articolati in tre temi principali: comprendere l’origine e il ruolo delle particelle cosmiche relativistiche; sondare ambienti estremi come buchi neri o stelle di neutroni; ed esplorare le frontiere della fisica, alla ricerca della materia oscura o di deviazioni dalla teoria della relatività di Einstein. Per coprire il suo ampio intervallo di energia, il Ctao utilizzerà tre tipi di telescopi: Large-Sized Telescope (Lst), Medium-Sized Telescope (Mst) e Small-Sized Telescope (Sst). Oltre 60 telescopi saranno distribuiti tra due stazioni osservative: Ctao-Nord, nell’emisfero settentrionale presso l’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma (Spagna), e Ctao-Sud, nell’emisfero meridionale presso l’Osservatorio dell’Eso al Paranal nel deserto di Atacama (Cile).
Livorno, al CRED un seminario sul gioco della matematica nella scuola dell’infanzia

Livorno, 15 ottobre 2026 – Come avvicinare i bambini alla matematica attraverso il gioco? Se ne parlerà sabato 17 ottobre, dalle ore 9, nella sala conferenze del CRED, in via Caduti del Lavoro 26, durante il seminario gratuito “Il gioco della matematica nella scuola dell’infanzia”.
L’incontro è organizzato dal Consorzio SED e dall’Università di Pisa, con la partecipazione dei professori Elena Falaschi e Pietro Di Martino. L’appuntamento è rivolto a educatrici ed educatori dei nidi e agli insegnanti della scuola dell’infanzia, con l’obiettivo di approfondire il ruolo del gioco nello sviluppo del pensiero matematico fin dai primi anni di vita.
Partendo dai risultati della ricerca-azione didattica, il seminario affronterà le potenzialità del gioco nelle sue diverse fasi, come strumento per favorire un apprendimento stimolante e significativo.
L’iniziativa rientra nel programma “Orizzonti educativi: la città come laboratorio di pedagogia 2026-2027”, promosso per il terzo anno consecutivo dal Comune di Livorno attraverso il Settore Istruzione, Giovani e Partecipazione e il CRED, in collaborazione con enti, uffici e associazioni del territorio.
Il progetto propone gratuitamente incontri, eventi, laboratori e attività rivolti a famiglie, scuole, personale educativo e a tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di favorire la condivisione di esperienze e valori educativi e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, famiglie e comunità.
La partecipazione al seminario è gratuita. Per prenotare è possibile scrivere a consorziosed@gmail.com. Per informazioni sul programma è disponibile anche il CRED, all’indirizzo cred@comune.livorno.it o al numero 0586 824313.
Sabato 17 ottobre torna nei Coop.fi l’appuntamento con la raccolta alimentare
Sabato 17 ottobre 2026 si tiene la seconda raccolta alimentare dell’anno, un appuntamento promosso da Unicoop Firenze insieme alla Fondazione Il Cuore si scioglie e in collaborazione con Caritas Toscana e oltre 200 associazioni di volontariato locali.
L’iniziativa coinvolge 146 punti vendita Coop.fi nelle nove province dove opera la cooperativa, offrendo a soci e clienti la possibilità di dare un contributo concreto a supporto delle famiglie in condizioni di fragilità economica.
Il contesto: povertà strutturale e i dati della rete Caritas
La giornata di solidarietà si inserisce in un quadro socio-economico nazionale particolarmente complesso. Secondo l’ultimo Rapporto Annuale Istat, la povertà assoluta in Italia coinvolge ormai circa 5,4 milioni di individui (il 9,3% della popolazione). A confermare la gravità della situazione è il recente Report Statistico di Caritas Italiana, che registra il record storico di 282.539 persone assistite dalla sua rete in un anno (+1,7% rispetto alle rilevazioni precedenti), delineando una povertà sempre più cronica e strutturale.
I dati Caritas accendono i riflettori su due dinamiche allarmanti: oltre il 52% delle famiglie assistite convive con figli minori e il 24% è rappresentato dai cosiddetti “working poor”, ovvero persone che pur avendo un impiego non riescono a coprire i costi minimi della sussistenza causa salari troppo bassi o contratti precari.
In questo scenario, i dati recenti sulla “povertà alimentare”, come quelli diffusi da ActionAid su dati Eurostat e Istat fotografano una situazione allarmante: circa 6 milioni di italiani non riescono a garantirsi un’alimentazione adeguata Le famiglie si trovano costrette a rimodulare drasticamente la spesa quotidiana orientandosi verso prodotti essenziali, riducendo drasticamente l’acquisto di beni alimentari freschi, proteici e di qualità per far quadrare i bilanci domestici.
«I dati recenti di Istat, Censis e Caritas ci ricordano che la povertà in Italia non è un fenomeno passeggero, ma una realtà quotidiana. Sapere che tante famiglie faticano a fare la spesa, anche quando c’è un lavoro, ci spinge a fare la nostra parte. Per questo, sabato 17 ottobre si terrà la seconda raccolta alimentare dell’anno che vedrà coinvolti 146 nostri punti vendita, insieme alla Fondazione Il Cuore si scioglie e alle associazioni del territorio. Crediamo che ogni piccolo contributo, unito a quello degli altri, possa dare un aiuto concreto e immediato a chi si trova in difficoltà. Ringraziamo fin da ora i cittadini e i volontari che dedicheranno il loro tempo e daranno il loro sostegno a questa giornata», fanno sapere da Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie.

Come contribuire alla raccolta
Durante l’intera giornata del 17 ottobre, ai clienti che entreranno nei 146 supermercati coinvolti verrà consegnato un sacchetto dove inserire i prodotti donati. Per questa edizione si raccomanda l’acquisto di beni non deperibili e di prima necessità, indispensabili per il sostentamento quotidiano.
Tra i prodotti da donare gli alimenti a lunga conservazione come olio d’oliva, fagioli e legumi in scatola, tonno e carne in scatola, pasta, riso e passata di pomodoro; articoli per la prima infanzia quali omogeneizzati, latte in polvere, biscotti per bambini e pannolini; infine, prodotti per l’igiene e la cura, sia personale (sapone, shampoo, dentifricio) sia per la pulizia della casa.
Tutti i generi alimentari e i prodotti raccolti verranno prelevati direttamente dalle associazioni di volontariato del territorio e distribuiti nelle mense sociali, negli empori della solidarietà e nei centri di ascolto, garantendo un aiuto immediato e a chilometro zero alle realtà locali.
L’elenco dei punti vendita e lista dei generi alimentari da donare sono disponibili su coopfi.info/alimenta-la-solidarieta
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Livorno, controlli straordinari della polizia: 3 arresti e 16 denunce in una settimana

Livorno, 15 ottobre 2026 – Tre arresti, 16 persone denunciate e 1.657 persone controllate. È il bilancio dei servizi di controllo del territorio svolti dalla Polizia di Stato in provincia di Livorno dal 12 al 16 ottobre, affiancati da operazioni ad “alto impatto” con il coinvolgimento anche di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale.
Nel corso dei servizi ordinari e straordinari della Polizia di Stato sono state impiegate 144 pattuglie, per un totale di 288 operatori. I controlli hanno riguardato anche 579 veicoli, con 90 posti di controllo effettuati. Tra i provvedimenti eseguiti figurano inoltre un’espulsione con accompagnamento alla frontiera e l’accompagnamento di tre cittadini irregolari ai Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).
Sul fronte delle misure cautelari, sono stati disposti un divieto di avvicinamento per maltrattamenti in famiglia, due divieti di dimora e una custodia cautelare in carcere.
I servizi congiunti ad “alto impatto”, svolti con la partecipazione delle diverse forze di polizia, hanno invece visto l’impiego di quattro pattuglie e otto operatori. Sono state controllate 17 persone e 56 veicoli, con tre posti di controllo e otto sanzioni amministrative.
Le attività, predisposte dal questore di Livorno Michele Abenante, hanno interessato i territori comunali di Livorno e Cecina, con particolare attenzione al contrasto dei reati predatori e dell’illegalità diffusa.
Nel quadro delle attività preventive, la Divisione Anticrimine ha inoltre portato all’adozione di due fogli di via obbligatori e due avvisi orali. La nota della Questura segnala anche un ammonimento per violenza di genere, senza specificarne il numero.
Rigorous Analysis Confirms NASA’s Artemis II Heat Shield Performance
NASA’s Artemis II mission sent four astronauts around the Moon and brought them safely back to Earth, laying a foundation for crewed flights to the Moon’s surface.
Additional engineering data analysis of the Orion spacecraft’s heat shield confirmed initial data showing the heat shield performed as expected.
In particular, NASA measured whether the thermal protection system effectively safeguarded the crew and Orion systems as the spacecraft reentered Earth’s atmosphere. This test flight was the first time astronauts flew aboard Orion.
Orion reached a maximum velocity of 39 times the speed of sound and experienced external temperatures exceeding 4,000 degrees Fahrenheit at its peak, all while the four astronauts inside Orion stayed relatively cool with a cabin temperature in the mid-70 degree Fahrenheit range during their return to Earth from the Moon.
After NASA’s thorough analysis of Artemis I heat shield findings, informed by extensive arc jet material testing at NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley, the agency modified Orion’s reentry trajectory for Artemis II by shortening the maximum downrange distance the spacecraft could fly between when it entered Earth’s atmosphere and splashed down in the Pacific Ocean. Analysis prior to the mission showed that limiting downrange distance would limit how long the spacecraft’s heat shield spent in the temperature range at which the Artemis I heat shield phenomenon occurred.
The spacecraft reentered with precision, entering within only 192 feet of its targeted entry interface, and successfully splashed down only 0.59 miles from the predicted landing site off the coast of San Diego. Initial inspections of the thermal protection system, including diver imagery of the spacecraft’s heat shield taken just after splashdown and further inspections on the recovery ship, found it performed as expected, with a significant reduction in the amount of cracks and char loss as compared to Artemis I.
Upon the spacecraft’s return to NASA’s Kennedy Space Center in Florida after the Moon mission, thermal protection system experts began additional examination of the heat shield, made of 186 unique blocks of an ablative material called Avcoat. The heat shield was then transported to NASA’s Marshall Space Flight Center in Huntsville, Alabama, where work on sample extraction and internal x-ray scans began in August to provide further engineering insight into the system and behavior of the material.

A thorough post-flight assessment review found that Orion’s aerodynamic and aerothermal performance, including the heat shield and backshell thermal protection system, was in line with engineering predictions based on pre-flight analyses and ground testing. The shorter allowable down range during entry reduced the cracking and char loss experienced on the Artemis II heat shield relative to the Artemis I heat shield by a factor of ten, proving the effectiveness of the trajectory modification. Engineers found only nine spots of char loss of varying sizes on the Artemis II heat shield dish, compared to 103 during Artemis I.
The analysis also showed that Orion’s robust heat shield design showed consistency from Artemis I to Artemis II, evident by the performance of system features such as the seams between the heat shield Avcoat blocks and the Avcoat surrounding the heat shield compression pad separation bolts.
Post-flight inspection of Orion’s backshell, the protective cover on the sloped sides of the crew module made up of 1,300 ceramic tiles, showed expected performance across the crew module surface. Visual inspections indicated backshell features designed to seal and protect penetrations such as windows, vents, thrusters, and the side hatch also met expectations, with no signs of overheating observed.
The team also performed post-flight laser scans of the heat shield surface and is comparing this data to pre-flight measurements to determine material recession, which will then be compared to analysis predictions. Engineers are continuing with heat shield sample extraction at NASA Marshall and subsequent material test and assessment and thermal analysis, to support long-term heat shield development, manufacturing efforts, and data capture.

Orion’s performance and the team’s analysis on Artemis II reflect system robustness, capability to support crew, and critical insights gathered that will enhance the Artemis III mission and beyond. Following the extensive Artemis I heat shield investigation, upgrades were made to the heat shield design for Artemis III to achieve uniformity and consistent permeability of the Avcoat blocks. Technicians attached the heat shield for the Artemis III Orion crew module at NASA Kennedy in early July, and the Orion crew and service modules were joined at the end of July. The spacecraft has since been successfully powered up for the first time, enabling engineers to check all connection lines between the two modules are working as planned.

NASA continues to advance toward Artemis III as teams ready the Orion spacecraft for next year’s mission in low Earth orbit. NASA will launch the SLS (Space Launch System) rocket and Orion spacecraft with NASA astronauts Randy Bresnik, Frank Rubio, Andre Douglas, and ESA (European Space Agency) Luca Parmitano, to rendezvous with human lander test articles from Blue Origin and SpaceX to demonstrate critical systems and operations needed for future lunar landings, beginning with Artemis IV in 2028.
Trump “La fucilazione del killer di Fort Hood non sarà trasmessa in diretta, anche se sarebbe stata un deterrente”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Ritengo che trasmettere l’esecuzione in diretta streaming avrebbe potuto rappresentare un forte deterrente, mostrando al mondo intero come l’America affronta i terroristi e la feccia come Hasan; tuttavia, molte persone perbene e animate da buone intenzioni preferirebbero non assistere alla sua morte, né tramite streaming né attraverso altri mezzi visivi”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth a proposito della fucilazione prevista per Nidal Malik Hasan, ex maggiore dell’esercito statunitense, autore della strage a Fort Hood nel 2009.
“Nidal Malik Hasan, un ex maggiore dell’esercito statunitense trasformatosi in traditore, è un individuo spregevole e malvagio che ha ucciso 13 persone – tra cui una soldatessa incinta, deceduta insieme al figlio che portava in grembo – e ne ha ferite gravemente altre 32, tutte innocenti”, ha ricordato Trump.
“Il Federal Bureau of Investigation (Fbi) dell’amministrazione di Barack Hussein Obama intercettò comunicazioni elettroniche tra Hasan e il religioso radicale yemenita-americano Anwar al-Awlaki. Dopo averle esaminate, la task force antiterrorismo dell’Fbi concluse che le e-mail di Hasan non costituivano una minaccia”, ha proseguito.
“Tale valutazione, operata sotto l’amministrazione Obama, è stata in seguito considerata un grave fallimento dell’intelligence. Detto ciò, ritengo che trasmettere l’esecuzione in diretta streaming avrebbe potuto rappresentare un forte deterrente, mostrando al mondo intero come l’America affronta i terroristi e la feccia come Hasan; tuttavia, molte persone perbene e animate da buone intenzioni preferirebbero non assistere alla sua morte, né tramite streaming né attraverso altri mezzi visivi. L’esecuzione avrà luogo come previsto, mediante fucilazione, ma non sarà trasmessa in streaming. Ciononostante, i familiari più stretti delle vittime potranno, se lo desiderano, assistere all’esecuzione di persona. Hanno il diritto di vedere trionfare la giustizia”, ha concluso Trump.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Cina: esperti stranieri, Iniziativa sviluppo globale promuove crescita condivisa
L’Iniziativa per lo sviluppo globale, proposta dalla Cina, rispetta le scelte di sviluppo dei vari Paesi e rappresenta un’alternativa alla logica a somma zero, secondo gli studiosi internazionali che partecipano a un forum a Pechino. (XINHUA/ITALPRESS)
mec/lcr
(Fonte video: Xinhua)
MotoGP | Rivola risponde alle preoccupazioni sulla velocità delle 850cc: "Quel che è fatto è fatto"
Alla vigilia del weekend di Mandalika, Massimo Rivola e Gigi Dall'Igna sono comparsi in una conferenza stampa speciale in vista del Gran ...Continua a leggere

Musei Civici di Livorno, visite guidate nel fine settimana: il calendario

Livorno, 15 ottobre 2026 – Un’occasione per scoprire le collezioni permanenti dei musei cittadini, tra opere, curiosità e aneddoti. Sabato 17 e domenica 18 ottobre tornano le visite guidate a partenza garantita ai Musei Civici di Livorno.
Al Museo civico Giovanni Fattori sono in programma visite alle 11 e alle 17.30, mentre al Museo della Città di Livorno l’appuntamento è alle 17, in entrambe le giornate.
Sabato è prevista anche una visita guidata gratuita al Museo Fattori, alle 16, riservata ai soci Unicoop Firenze. Per partecipare è necessaria la prenotazione attraverso il sito coopfo.info/eventi.
Per le visite alle collezioni permanenti è consigliata la prenotazione anticipata.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il Museo della Città al numero 0586 824551 o all’indirizzo museodellacitta@comune.livorno.it. Il Museo Fattori risponde invece allo 0586 824607 e all’indirizzo infomuseofattori@comune.livorno.it.
Cargo aereo, Maderna (Anama) “Italia perde traffico a vantaggio di altri paesi”
MILANO (ITALPRESS) – Le nuove tariffe sui pacchi extra-Ue rischiano di penalizzare ulteriormente il cargo aereo italiano, già alle prese con il rallentamento dell’e-commerce e le difficoltà legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A lanciare l’allarme è Paolo Maderna, presidente di ANAMA, l’Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree, intervistato da Italpress. “Anche solo l’annuncio dei 2 euro di handling iniziali, fatto alla fine dell’anno scorso, aveva già portato una riduzione di più del 30% del traffico in Italia”, sottolinea Maderna, aggiungendo che “Molti traffici sono stati dirottati, quindi il sistema Italia ha perso traffico”.
col5/gsl
Raffinerie, diesel, asset e droni. Così l’Ucraina agita l’asse transatlantico
La tregua energetica viene definitivamente archiviata da Kyiv. In un’intervista al Financial Times, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha esplicitato chiaramente che il suo Paese riprenderà gli attacchi mirati contro le infrastrutture energetiche russe, dopo che la Russia non ha mostrato intenzione di rispettare la presunta pausa negli attacchi evocata dal presidente statunitense Donald Trump. Nello stesso contesto, il leader ucraino ha anche attaccato i partner statunitensi per la decisione di sospendere la condivisione di informazioni di intelligence e il funzionamento di Starshield (componente di Starlink ad uso esclusivamente militare controllata dal Pentagono) qualora Kyiv non si fosse dimostrata rispettosa della suddetta tregua. Per poi optare in ogni caso per la sospensione, presumibilmente come tentativo di esercitare maggiore pressione sul governo ucraino (sospensione che però sembra essere terminata, almeno in base alle notizie arrivate nelle scorse ore dal Paese dell’Est Europa).
Il nodo, però, non è solo militare. Sullo sfondo della tregua mancata c’è l’intesa energetica tra Washington e Mosca che a Kyiv viene letta come un regalo al Cremlino, in cui gli Stati Uniti hanno sospeso sino al prossimo 7 aprile le sanzioni sull’export di combustibile fossile prodotto nella Federazione. In queste stesse ore il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha confermato che il diesel russo ha cominciato a raggiungere i mercati globali dopo l’accordo con la Casa Bianca. I volumi annunciati da Trump restano però limitati, considerando come le oltre 300mila tonnellate promesse equivalgono a meno di un giorno di consumi del solo settore dei trasporti statunitense. Il peso dell’operazione è soprattutto politico, con la Casa Bianca decisa ad abbassare i prezzi del carburante in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Una scelta, quella del leader Usa, criticata da Zelensky e dalle capitali europee (oltre che da una parte dei senatori repubblicani). Nel frattempo, l’amministrazione Usa starebbe valutando anche un allentamento delle sanzioni sulle navi della cosiddetta flotta ombra per contenere noli saliti a livelli record.
Un’altra fonte di frizione transatlantica riguarda gli asset russi congelati in Europa. Secondo il Financial Times, l’inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente, Jared Kushner, avrebbero proposto di trasferirne una parte in un veicolo sotto supervisione statunitense, nel tentativo di rilanciare i negoziati di pace. Un piano respinto dai delegati europei e bocciato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che alla vigilia del Consiglio europeo ha ribadito che quei fondi devono restare congelati in Europa, perché “è affar nostro e siamo noi a decidere”. Si tratta di circa 210 miliardi di euro di riserve della Banca centrale russa, di cui circa 185 custoditi presso Euroclear, che diversi Paesi europei vorrebbero destinare al sostegno di Kyiv.
Intanto la tensione si sposta anche sul Mar Nero. Il presidente romeno, Nicușor Dan, ha annunciato a Politico che gli alleati della Nato terranno una riunione del Consiglio Nord Atlantico per discutere la risposta a una serie di attacchi con droni contro il traffico mercantile nella regione. A spingere verso questa decisione sono stati gli attacchi, registrati nel corso delle ultime ventiquattr’ore, contro due navi cisterna per prodotti chimici, avvenuti all’interno o in prossimità delle acque territoriali romene. Il presidente romeno ha ricevuto la solidarietà della Nato e ha letto gli episodi come parte di una strategia di attacchi ibridi volta a indebolire il sostegno europeo all’Ucraina, sostegno che, ha assicurato, non verrà meno. Lasciando presumere che ci sia un possibile coinvolgimento di Mosca dietro questi episodi.
Stagno, riapre il ponte sullo Scolmatore: investimento da 6 milioni di euro
Livorno, 15 ottobre 2026 – Riapre al traffico oggi, giovedì 15 ottobre, il ponte sul canale Scolmatore lungo la strada statale Aurelia, a Stagno. Dopo quasi due anni di chiusura per lavori di manutenzione e adeguamento sismico, l’infrastruttura torna a collegare regolarmente il territorio tra Livorno e Pisa.
L’intervento, realizzato da Anas con un investimento complessivo di 6 milioni di euro, ha interessato un ponte lungo 158 metri, composto da cinque campate. I lavori hanno previsto la demolizione del vecchio impalcato in calcestruzzo, il ripristino delle pile esistenti, l’adeguamento strutturale e sismico delle spalle e la sostituzione degli appoggi con dispositivi antisismici. È stato inoltre realizzato un nuovo impalcato in struttura mista acciaio-calcestruzzo.
Prima della riapertura sono state completate le prove di carico e le verifiche di collaudo.
Parallelamente, è in fase di progettazione, d’intesa con il Comune di Collesalvetti, una passerella per collegare il marciapiede sul ponte al sottopasso esistente sull’Aurelia, in località Stagno, così da consentire ai pedoni di attraversare la strada statale in sicurezza.
Entro la fine dell’anno è previsto anche l’avvio dei lavori sul ponte adiacente, quello sul canale Imperiale. Il cantiere avrà una durata stimata di circa un anno.
Via Roma, a Livorno arriva la Ztl notturna: limitazioni nel fine settimana
Livorno, 15 ottobre 2026 – Limitare il passaggio delle auto nelle ore della movida e ridurre i disagi per chi vive nella zona. È questo lo scopo della nuova Ztl notturna in via Roma, approvata dalla giunta comunale. Il provvedimento riguarderà il tratto tra via Cecconi e via Giovanni Marradi e sarà attivo il venerdì, il sabato e la domenica, dalle 21 alle 5.
La decisione nasce dalle criticità registrate soprattutto nelle notti del fine settimana, quando l’afflusso di veicoli diretti verso le aree della vita notturna provoca rallentamenti, situazioni di potenziale pericolo e rumori che interferiscono con il riposo dei residenti.
La misura, tuttavia, non è ancora operativa: occorrerà un ulteriore atto amministrativo per definire le regole di accesso e stabilire quali veicoli potranno transitare nel tratto interessato.
La possibilità di introdurre limitazioni al traffico in via Roma era già stata discussa dal sindaco Luca Salvetti durante un confronto con abitanti e commercianti in via Cambini, organizzato in occasione dell’entrata in vigore delle misure antimovida. In quella sede si era parlato di una prima ipotesi con partenza da via Del Bosco e attivazione dalle 23.
La delibera approvata dalla giunta individua ora un tratto più ampio e una fascia oraria anticipata. Tra le ragioni alla base della scelta figurano l’elevato numero di auto in circolazione durante la notte, le difficoltà nella viabilità e l’impatto del rumore e delle emissioni sulla qualità della vita nel quartiere.
Per conoscere nel dettaglio le modalità di funzionamento della Ztl bisognerà attendere il provvedimento attuativo, che chiarirà anche le eventuali deroghe e le condizioni per ottenere l’autorizzazione al transito.
I libri di Sally Rooney non saranno più venduti nel Regno Unito
Faber interrompe le forniture dopo il sostegno della scrittrice a Palestine Action. Il bando del gruppo, introdotto con la legislazione antiterrorismo, arriva così fino alla pubblicazione dei romanzi.

© Simone Padovani/Awakening
Agente morì dopo l'inseguimento, l'arrestato chiede il patteggiamento
Gran finale a Jerez. La SBK saluta Nicolò Bulega

Trump scraps plan to live-stream Fort Hood shooter’s execution by firing squad

Cina: sei ibis crestati liberati nella Riserva naturale di Dongzhai
Martedì sei ibis crestati sono stati liberati in natura nella Riserva naturale nazionale di Dongzhai, nella provincia centrale cinese dello Henan. Un tempo sull’orlo dell’estinzione, gli ibis crestati stanno prosperando grazie ai continui sforzi di conservazione della Cina. (XINHUA/ITALPRESS)
mec/lcr
(Fonte video: Xinhua)
Come si costruisce la sicurezza digitale. Le voci dell’industria a Cybertech
Dall’intelligenza artificiale alla protezione delle infrastrutture digitali, fino alla sicurezza delle filiere produttive. A Cybertech Europe 2026, il 13 e 14 ottobre alla Nuvola di Roma, grandi gruppi internazionali, imprese specializzate e startup hanno portato esperienze e soluzioni differenti, offrendo uno spaccato delle trasformazioni che attraversano il settore. Con Leonardo nel ruolo di main partner, la manifestazione ha messo in evidenza le opportunità dell’innovazione tecnologica, tra sistemi da aggiornare, nuove minacce e risorse limitate. Airpress ha incontrato alcune delle realtà presenti alla fiera, dalle grandi multinazionali alle aziende emergenti, per comprendere quali siano oggi le priorità del settore su cui l’industria sta investendo per rispondere a minacce sempre più rapide e articolate.
Oltre la tecnologia, il problema dei processi
Molte delle vulnerabilità sfruttate dagli attaccanti sono già conosciute. Eppure, continuano a rappresentare un problema per le organizzazioni, soprattutto quando tecnologie e processi non riescono a evolvere con la stessa velocità delle minacce. Lo spiega Dolman Aradori, vice president e head of Cybersecurity di NTT DATA Italia, secondo cui “l’elemento principale spesso dal punto di vista tecnologico è proprio l’aggiornamento”. A complicare il quadro interviene l’organizzazione interna. “Ancora oggi spesso si lavora con silos separati, diversi processi, ognuno guarda il proprio pezzo”, osserva Aradori. La risposta richiede quindi un maggiore coordinamento, accompagnato dall’integrazione tra le tecnologie dei grandi fornitori e le soluzioni innovative sviluppate anche dalle startup.
Un perimetro di sicurezza sempre più ampio
L’intelligenza artificiale sta modificando il modo in cui le aziende costruiscono le proprie difese. L’arrivo dei sistemi agentici, capaci di compiere operazioni in autonomia, impone di proteggere anche le decisioni e gli accessi delle macchine. “Sicurezza e networking non sono più due cose separate”, spiega Renzo Ghizzoni, country leader Sales security di Cisco Italia. La strategia passa dall’integrazione della protezione direttamente nelle reti e nelle applicazioni, limitando le possibilità di movimento di eventuali attaccanti. Ma la diffusione delle nuove tecnologie non procede ovunque allo stesso ritmo. Se nelle grandi organizzazioni l’introduzione dell’IA è generalmente più controllata, nelle Pmi rimane “molto più frammentata e molto meno governata”. Una differenza che, secondo Ghizzoni, richiede soluzioni accessibili e un’offerta più strutturata.
La velocità della risposta
Il tempo è diventato un fattore determinante nella difesa informatica. Luca Nilo Livrieri, senior director, Sales engineering southern Europe di CrowdStrike, richiama un dato particolarmente significativo. “L’ultimo tempo mappato di breakout time di un attaccante abbiamo visto un record di 27 secondi”. Un intervallo che riduce drasticamente le possibilità di intervento e spinge verso l’automazione delle operazioni di sicurezza. I Soc agentici consentono infatti di affidare all’IA parte delle attività di rilevamento, investigazione e contenimento delle minacce. L’obiettivo è raggiungere una risposta “a velocità macchina”, mantenendo però il controllo sulle decisioni più delicate. “Secondo noi si dovrebbe avere un umano soprattutto nelle fasi più critiche”, precisa Livrieri. Il risultato è un diverso impiego degli specialisti, che possono concentrarsi sulla supervisione e sulla gestione degli incidenti più complessi.
La sicurezza come responsabilità condivisa
La protezione delle grandi organizzazioni dipende anche dalla capacità dei loro fornitori di adottare misure adeguate. È su questa interdipendenza che si concentra ResilientX Security, startup nata nel 2022 e oggi operativa a Torino, specializzata nella conformità alle normative europee e nella sicurezza delle catene di fornitura. “Servono soluzioni molto più collaborative tra il cliente e il fornitore”, spiega il ceo Jim Biniyaz. Le imprese più piccole dispongono spesso di risorse limitate, mentre un incidente che coinvolge un fornitore può avere conseguenze sull’intera organizzazione cliente. Per questo è necessario lavorare con le grandi aziende offrendo strumenti anche alle Pmi della loro filiera. “Aiutando la loro catena, i loro fornitori, andiamo ad aiutare i nostri clienti”, osserva Biniyaz. Un approccio che lega la sicurezza delle singole imprese alla resilienza complessiva del sistema produttivo.
Quando il rischio diventa una questione economica
Un altro ostacolo riguarda la difficoltà delle imprese nel comprendere quanto possa costare un incidente informatico. Secure Future Group, società italiana guidata da Lorenzo Roberto Mazzei, ha sviluppato una piattaforma per quantificare le possibili perdite economiche derivanti dalle minacce cyber. “Quasi sempre la quantificazione del rischio economico è al massimo quella della multa”, osserva Mazzei, evidenziando come spesso vengano trascurati i costi legati all’interruzione delle attività e al ripristino dei sistemi. Il problema assume un peso particolare nelle aziende di medie dimensioni, dove perdite inferiori in termini assoluti possono incidere maggiormente sulla capacità di ripresa. Tradurre il rischio in un valore economico permette così di avvicinare il linguaggio dei responsabili della sicurezza a quello del management, rendendo più consapevoli le decisioni sugli investimenti.
Dalle tecnologie sviluppate dai grandi gruppi alle soluzioni delle realtà emergenti, Cybertech Europe restituisce l’immagine di un settore nel quale la capacità di innovare deve confrontarsi con quella di rendere le difese concretamente applicabili. Perché proteggere un’organizzazione significa anche conoscere le proprie vulnerabilità e coordinare le risposte da dover prendere.
Scuola, in Sicilia oltre 4mila tra studenti e docenti agli Stati Generali

PALERMO (ITALPRESS) – “La scuola siciliana è viva e gode di sana e robusta costituzione”. A tirare le fila della due giorni degli Stati Generali dell’Istruzione a Palermo, è l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Mimmo Turano: “Un bilancio positivo di un’iniziativa che ha visto la partecipazione di migliaia di persone tra studenti e docenti, provenienti da tutta la Sicilia. Erano 25 anni che non si celebravano gli Stati generali della scuola siciliana e di questo sono particolarmente orgoglioso – ha detto dal palco del Cinema De Seta ai Cantieri culturali alla Zisa -. Dal percorso di ascolto di questo viaggio nei territori, culminato in questa manifestazione, sono emerse tantissime idee e necessità per la scuola siciliana: dai condizionatori negli istituti, che stiamo già finanziando nella legge di variazione di bilancio in discussione all’Ars, agli sportelli di ascolto e supporto psicologico degli studenti a scuola, ai quali lavoreremo insieme all’Università di Palermo – ha sottolineato l’assessore -. Tra le proposte anche l’idea di raccontare la storia del professore Sebastiano Tusa, archeologo siciliano tragicamente scomparso nel 2019, attraverso un lungometraggio per le scuole”.
Promossi dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e da INDIRE (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), gli Stati Generali hanno registrato una partecipazione straordinaria: più di 4 mila persone tra studenti e docenti arrivati da ogni angolo della Sicilia per dare voce a idee, sogni e necessità concrete.
Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli studenti, che hanno potuto partecipare a laboratori creativi e esperienziali, mentre l’artista Igor Scalisi Palminteri ha realizzato un murales nell’ambito del progetto @LabSchool contro le dipendenze giovanili. Spazio anche all’innovazione e all’intelligenza artificiale con gli studenti che hanno potuto vivere un’esperienza immersiva muniti di visori e misurarsi con le nuove frontiere della robotica. Docenti e dirigenti scolastici sono stati impegnati, invece, in attività formative.
Il dibattito ai Cantieri Culturali ha visto una stretta e proficua interazione con le istituzioni europee, rappresentate da Vito Borrelli, vicecapo della rappresentanza della Commissione Europea in Italia, che ha sottolineato “l’importanza del dialogo con i giovani per capire le loro aspettative e presentare le molteplici opportunità del programma Erasmus, che da oltre dieci anni si è aperto anche alle scuole, alla formazione professionale, alla gioventù, al volontariato e allo sport, offrendo borse di studio e percorsi di volontariato sia dentro che fuori l’Ue, per promuovere valori fondamentali quali pace, democrazia e rispetto”.
Una sinergia rimarcata da Sara Pagliai, coordinatrice dell’Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE, che ha annunciato un piano d’azione innovativo per il territorio: “Per noi è fondamentale essere stati in un evento di questa portata per raccontare quali sono le opportunità del programma Erasmus. Inoltre, alcuni fondi che la Regione ha a disposizione tramite il Fondo sociale europeo saranno utilizzati per accrescere le opportunità di Erasmus e permettere a un numero sempre più grande di ragazzi, studenti e docenti di potersi esprimere”.
A tracciare la rotta per i prossimi anni è stato il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale (USR) per la Sicilia, Filippo Serra: “Gli Stati Generali rappresentano un’importante occasione per valorizzare i risultati raggiunti e riflettere sulle prospettive della scuola siciliana – ha spiegato -. L’impegno del ministero dell’Istruzione e del Merito e dell’Ufficio scolastico regionale ha contribuito a consolidare un’offerta formativa ampia e diversificata. Su queste basi, possiamo guardare a nuove opportunità di sviluppo, valutando anche la creazione di poli specialistici territoriali che, attraverso la condivisione di competenze e risorse, consentano di qualificare ulteriormente i percorsi di studio, valorizzando le vocazioni dei territori e i talenti dei nostri giovani”.
Sul palco Salvo Piparo, con un reading in dialetto siciliano; Luca Abete, comunicatore e autore, che ha tenuto un incontro dedicato al coraggio, alla fiducia nelle proprie capacità e alla possibilità di trasformare difficoltà e insuccessi in opportunità; Stefania Petyx che ha dato voce ai ragazzi per raccontare il territorio e Raffaele Di Placido che si è soffermato sul contrasto alla dispersione scolastica e sull’importanza di creare ambienti educativi stimolanti.
A chiudere la seconda giornata degli Stati Generali dell’Istruzione, prevista per stasera, sarà il concerto acustico del cantautore palermitano Davide Shorty, una festa in musica per celebrare il futuro della scuola e del territorio.
-foto ufficio stampa Stati Generali Istruzione –
(ITALPRESS).
Sempio: 'Impronta 33 non è attribuibile, di scarpe ho sempre avuto il 44'
Diabetologia di Livorno, donato un holter pressorio dall’Associazione Diabetici Area Livornese

Livorno 15 ottobre 2026 L’Associazione Diabetici Area Livornese (Adal) ha donato alla Diabetologia dell’ospedale di Livorno un holter pressorio del valore di oltre 2.200 euro. Il dispositivo permette di monitorare la pressione arteriosa nelle 24 ore, contribuendo al percorso diagnostico e assistenziale dei pazienti e migliorando il comfort durante l’esecuzione dell’esame. “Ringraziamo Adal che, …
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Nessy Guerra: 'Il mio ex marito condannato a un anno per aggressione al console'
DIEGO FUSARO: USA: fucilazione in diretta streaming

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Tra Washington e Pechino l’Europa cerca la sua via ai semiconduttori
Alla vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, Giorgia Meloni ha sottolineato come le tensioni geopolitiche stiano incidendo sulle catene di fornitura, sui costi energetici e sulla competitività industriale europea. Nelle comunicazioni al Senato, la premier ha richiamato la necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere agli shock esterni, preservando la propria base produttiva. Il ragionamento sulle dipendenze strategiche, comprese le materie prime critiche e le terre rare, evidenzia l’importanza della diversificazione dei fornitori, delle partnership commerciali e della sicurezza delle filiere industriali.
Materie prime critiche e semiconduttori appartengono a settori differenti, ma condividono una vulnerabilità geopolitica: la concentrazione delle capacità produttive e il rischio che l’accesso a risorse e tecnologie essenziali diventi uno strumento di pressione politica. Non a caso, in questi due giorni il Consiglio Europeo affronta questioni legate alla competitività, al rilancio industriale, ai prezzi dell’energia e alla resilienza del mercato unico. Queste priorità assumono un significato particolare mentre la competizione tra Washington e Pechino condiziona sempre più l’accesso alle tecnologie avanzate, gli investimenti industriali e il controllo delle risorse strategiche.
L’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale italiano per l’innovazione e le nuove tecnologie, ha recentemente richiamato l’attenzione sui rischi di trasformare i semiconduttori in un ulteriore terreno di confronto globale. Intervenendo a margine di un incontro organizzato dal Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, in collaborazione con l’Istituto Affari Internazionali (IAI), Varricchio ha messo in guardia dal rischio che l’industria dei chip diventi il campo di battaglia di un nuovo conflitto globale.
Nella sua riflessione, l’ambasciatore ha individuato tre principi fondamentali per affrontare la competizione tecnologica: tecnologia, interdipendenza e fiducia. Il ragionamento mette in discussione l’idea che l’autonomia strategica debba necessariamente coincidere con l’indipendenza tecnologica. Nessun Paese può mantenere da solo una posizione di leadership lungo l’intera filiera dei semiconduttori.
La posizione europea nell’industria dei chip evidenzia la portata della sfida industriale. L’Unione europea rappresenta circa l’8% della produzione mondiale di semiconduttori, a fronte di una quota del 18% della domanda finale. La carenza di semiconduttori è costata all’industria automobilistica europea oltre 100 miliardi di euro tra il 2022 e il 2023, mostrando le conseguenze economiche delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Entro il 2030, i componenti legati all’intelligenza artificiale potrebbero rappresentare oltre il 70% del mercato dei semiconduttori, rendendo le capacità di calcolo avanzato sempre più decisive per la competitività industriale.
Pierre Chastanet, responsabile dell’unità Microelettronica e Fotonica della DG Cnect della Commissione europea, ha sottolineato la necessità di accompagnare gli investimenti industriali con un rafforzamento delle partnership internazionali. Intervenendo nello stesso confronto alla John Cabot University, Chastanet ha evidenziato l’importanza di rendere l’Unione europea più attrattiva per gli investimenti esteri, consolidando contemporaneamente le proprie capacità produttive. Il suo ragionamento, riportato da Adnkronos, sottolinea come l’Europa debba creare condizioni favorevoli agli investimenti e sviluppare collaborazioni internazionali, andando oltre la sola dimensione degli accordi bilaterali.
La prospettiva del Chips Act 2.0 riflette questa impostazione: ampliare la strategia europea oltre la costruzione di impianti produttivi, includendo progettazione, packaging avanzato, ricerca, competenze e politiche industriali orientate alla domanda.
Il dibattito sui semiconduttori si inserisce nel più ampio tentativo europeo di ridurre l’esposizione agli shock geopolitici. La selezione da parte della Commissione di ulteriori 46 progetti strategici sulle materie prime critiche testimonia la volontà di diversificare le filiere essenziali. Parallelamente, la cooperazione con partner come Giappone, Corea del Sud, Taiwan, India e Stati Uniti rimane fondamentale per sostenere le capacità tecnologiche europee.
L’Europa deve ridurre le dipendenze eccessive senza compromettere le reti internazionali che rendono possibile la produzione tecnologica avanzata. La capacità industriale richiede energia affidabile, investimenti, competenze specializzate e accesso ai mercati globali. Le partnership diplomatiche devono quindi accompagnare le politiche industriali, soprattutto mentre le tensioni geopolitiche minacciano rotte marittime, forniture energetiche e reti manifatturiere.
L’attenzione di Meloni alla sicurezza economica e le riflessioni di Varricchio e Chastanet convergono su una conclusione strategica: la sovranità tecnologica europea dipenderà dalla capacità di governare le interdipendenze. Mentre i leader europei discutono di competitività a Bruxelles, l’industria dei semiconduttori dimostra perché la resilienza strategica richieda più della produzione interna. Servono capacità industriali sostenute da partnership internazionali affidabili e da un contesto economico capace di alimentare l’innovazione.
Cina: festival su scienza e tecnologia in una scuola di Urumqi (3)

URUMQI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni studenti interagiscono con un robot durante un festival dedicato alla scienza e alla tecnologia in una scuola secondaria di Urumqi, nella regione autonoma nord-occidentale cinese dello Xinjiang uiguro, il 14 ottobre 2026.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)
Cina: festival su scienza e tecnologia in una scuola di Urumqi (2)

URUMQI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Uno studente partecipa a un festival dedicato alla scienza e alla tecnologia in una scuola secondaria di Urumqi, nella regione autonoma nord-occidentale cinese dello Xinjiang uiguro, il 14 ottobre 2026.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)
Quando l’outdoor si veste di lana scozzese
Merrell incontra Harris Tweed. La capsule in edizione limitata rilegge cinque silhouette heritage del marchio americano attraverso il celebre tessuto artigianale delle Ebridi Esterne. Un melange di cultura outdoor, materia e design destinato a durare.

© courtesy press office
Cina: festival su scienza e tecnologia in una scuola di Urumqi (1)

URUMQI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una studentessa prova a controllare a distanza un cane robotico durante un festival dedicato alla scienza e alla tecnologia in una scuola secondaria di Urumqi, nella regione autonoma nord-occidentale cinese dello Xinjiang uiguro, il 14 ottobre 2026.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)
Conservatorio Mascagni, il Collegio chiede un sostegno stabile del Comune: «In gioco il futuro dell’istituzione»

Livorno 16 ottobre 2026 Dal confronto con studenti e personale tecnico-amministrativo la richiesta di una collaborazione stabile con le amministrazioni locali. Il 1° novembre alle 17 un momento di condivisione del Mascagni con la comunità cittadina. La situazione finanziaria del Conservatorio Statale di Musica “Pietro Mascagni” di Livorno e le prospettive del rapporto con le istituzioni …
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Cina: MOC, disposti a promuovere commercio di beni a duplice uso con l’UE
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina è pronta a collaborare con l’Unione europea (UE) per continuare a valorizzare il ruolo del meccanismo di dialogo sul controllo delle esportazioni e promuovere lo sviluppo del commercio bilaterale di beni a duplice uso, come dichiarato oggi da un portavoce del ministero del Commercio (MOC).
Il portavoce del ministero He Yadong ha rilasciato queste dichiarazioni durante una regolare conferenza stampa, rispondendo a una domanda dei media sulle licenze di esportazione di terre rare verso l’UE.
La Cina è disposta a continuare ad agevolare l’approvazione di tali licenze e auspica che l’UE offra agevolazioni per la risoluzione reciproca dei principali casi relativi alle licenze riguardanti la Cina nel settore dei beni a duplice uso, ha concluso He.
(ITALPRESS).
Così Pechino gioca d’anticipo sulla nuova frontiera delle neurotecnologie
Di recente, un ospedale di Shanghai ha impiantato un’interfaccia cervello-computer (brain-computer interface, Bci) per aiutare un paziente con una lesione del midollo spinale a recuperare il movimento della mano. L’intervento è stato eseguito nell’ambito della pratica clinica ordinaria, e non di una sperimentazione clinica, dopo che Pechino ha recentemente approvato l’impiego commerciale del dispositivo Bci invasivo: una prima assoluta per la Cina e a livello mondiale. Sviluppato dalla Neuracle medical technology di Shanghai, il dispositivo ha consentito a 32 pazienti di recuperare l’uso delle mani. È un segnale di quanto la Cina consideri strategica questa tecnologia di frontiera e rappresenta una tappa significativa nel campo delle neuroprotesi, dove l’approvazione delle Bci per l’impiego sui pazienti richiede generalmente anni.
La strategia cinese per la leadership globale
Una delle ragioni alla base dell’approvazione del dispositivo risiede nella sua progettazione relativamente meno invasiva, che comporta rischi inferiori rispetto a soluzioni concorrenti come N1 di Neuralink. Il sistema consiste in un elettrodo delle dimensioni di una moneta, posizionato sopra la membrana protettiva del cervello, che rileva i segnali generati quando il paziente immagina di compiere determinati movimenti. Questi segnali vengono quindi trasmessi in modalità wireless a un guanto robotico. N1 di Neuralink, al contrario, viene impiantato direttamente nella corteccia per registrare l’attività neurale, con un rischio maggiore di emorragie e cicatrici gliali. È proprio questo compromesso tra capacità e invasività a spiegare perché la maggior parte delle Bci sia ancora in fase sperimentale.
La Cina si sta muovendo rapidamente in questo settore nascente, con l’obiettivo di diventare un leader globale negli impianti cerebrali entro il 2030. Un forte sostegno governativo e consistenti finanziamenti stanno contribuendo ad accelerarne lo sviluppo. Altre Bci, infatti, sono attualmente in fase di approvazione. Tra queste c’è Beinao-1, un dispositivo minimamente invasivo che sarà testato negli ospedali il prossimo anno. Oltre 30 ospedali in tutta la Cina dispongono ormai di unità dedicate alle interfacce cervello-computer, mentre le applicazioni si stanno estendendo anche alla cura delle malattie neurodegenerative e dei disturbi psichiatrici. Anche la propensione dei consumatori ad adottare nuove tecnologie sta accelerando la diffusione su larga scala delle applicazioni, mentre in Europa la sperimentazione di tecnologie sul cervello umano suscita ancora preoccupazioni nell’ambito degli studi clinici.
L’Europa tra eccellenza scientifica e ritardi industriali
L’Europa vanta eccellenze mondiali nella ricerca, soprattutto nel campo delle Bci non invasive, ma è in ritardo nello sviluppo dei prodotti. Svizzera, Germania e Spagna ospitano, infatti, un numero significativo di aziende attive nel settore, tra cui MindMaze, CorTec e InBrain Neuroelectronics. L’Europa registra comunque progressi anche sul piano clinico: lo scorso anno, a Monaco di Baviera è stato realizzato il primo impianto Bci in Europa su un paziente affetto da tetraplegia, mentre CorTec ha impiantato il dispositivo in un terzo paziente nell’ambito della propria sperimentazione sulla riabilitazione motoria dopo un ictus. L’ecosistema europeo delle Bci resta tuttavia indietro rispetto a quelli cinese e statunitense. Alcune aziende europee stanno completando sperimentazioni cliniche negli Stati Uniti, dove i percorsi regolatori e i finanziamenti destinati agli impianti cerebrali sono più consolidati. La Food and drug administration statunitense, ad esempio, è più preparata per approvare le sperimentazioni sulle Bci rispetto all’Europa. Tra le aziende statunitensi, Synchron, Neuralink, Paradromics e Precision Neuroscience figurano da anni tra le principali protagoniste dello sviluppo di queste interfacce. Un’altra società americana, Axoft, ha avviato una collaborazione con un’azienda cinese e un ospedale di Shanghai per sperimentare la propria Bci su quattro pazienti, in un raro esempio di cooperazione tra Stati Uniti e Cina nel campo delle neurotecnologie.
Un mercato in crescita
Sebbene la tecnologia abbia compiuto progressi, le applicazioni pratiche restano al momento limitate. L’impianto di Bci, siano esse invasive o non invasive, è ancora circoscritto a determinate categorie di pazienti, e le sfide tecniche rimangono rilevanti. La raccolta e l’interpretazione dei segnali neurali costituiscono ancora un ambito scientifico in una fase iniziale di sviluppo. Il potenziale trasformativo, tuttavia, è enorme, con un mercato globale che, secondo le proiezioni, dovrebbe crescere dai 2,8 miliardi di euro del 2026 a oltre 9 miliardi di euro entro il 2034. I decisori politici europei devono perciò sostenere gli operatori locali e aiutarli a crescere, intervenendo al tempo stesso sulla definizione degli standard prima che Stati Uniti e Cina arrivino a dominare il mercato.
La partita sugli standard
La Cina, dal canto suo, sta cercando di definire vocabolari globali, formati dei dati e architetture di riferimento attraverso l’Organizzazione internazionale per la normazione e l’Unione internazionale delle telecomunicazioni. Pechino ha inoltre già introdotto nel 2025 una terminologia sulle Bci destinata all’uso interno. Esponenti dell’industria, come la China pharmaceutical innovation and research development association (Phirda), stanno sollecitando la Cina a trasformare il proprio vantaggio in valore economico attraverso la definizione di standard globali. Stabilire una terminologia condivisa tra decisori politici, ricercatori, aziende e istituzioni contribuirà a determinare gli standard tecnici e le architetture di riferimento delle Bci a livello mondiale.
Il nodo della governance europea
L’Unione europea dispone di norme che disciplinano alcuni aspetti dello sviluppo delle interfacce cervello-computer, tra cui la sicurezza dei dispositivi medici e la protezione dei dati. Spagna e Francia hanno adottato politiche per lo sviluppo responsabile delle neurotecnologie. Bruxelles, tuttavia, non ha ancora affrontato il tema degli standard per la sicurezza cognitiva o per l’impiego etico di questi dispositivi, tanto in ambito medico quanto per applicazioni non mediche. Eppure, se l’Ue riuscisse a definire gli standard tecnici prima che il relativo vocabolario venga consolidato altrove, si assicurerebbe qualcosa di più di una quota di mercato: potrebbe contribuire a stabilire i criteri sui quali saranno costruiti i dispositivi di tutti gli altri.
(Pubblicato su Healthcare Policy 20)
Cina: 70 anni di Fiera di Canton, focus su innovazione e IA nel commercio globale

GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La 140esima edizione della China Import and Export Fair, nota anche come Fiera di Canton, ha aperto oggi a Guangzhou, capoluogo della provincia meridionale cinese del Guangdong, con oltre 30.000 aziende espositrici e circa 340.000 acquirenti stranieri attesi.
Considerata un barometro e un indicatore del commercio estero cinese, la fiera di quest’anno celebra il suo 70esimo anniversario, all’insegna di innovazione, tecnologie intelligenti, maggiore specializzazione e qualità superiore.
La Fiera di Canton è una delle poche piattaforme commerciali al mondo che offrono, in un unico luogo, una gamma completa di prodotti, garantendo comodità ed efficienza e riunendo al contempo i prodotti e le tecnologie più recenti.
Circa il 64% degli espositori applica nuove tecnologie come l’Internet industriale e l’intelligenza artificiale (IA). I prodotti innovativi e quelli ecologici rappresentano rispettivamente il 23,2% e il 26% degli articoli esposti, raggiungendo in entrambi i casi livelli record, e si terranno oltre 700 eventi di lancio di nuovi prodotti.
La fiera ha ulteriormente migliorato le proprie operazioni digitali e intelligenti, introducendo per la prima volta 22 scenari applicativi intelligenti e 16 applicazioni basate sull’IA, mentre il sistema di navigazione tra gli stand copre ora l’intera sede espositiva. “Abbiamo sempre collaborato con espositori e acquirenti per sostenere congiuntamente il sistema commerciale multilaterale e promuovere la creazione di un’economia mondiale aperta”, ha dichiarato Zhu Yong, direttrice del Centro cinese per il commercio estero.
La 140esima edizione si svolgerà in tre fasi a Guangzhou dal 15 ottobre fino al 4 novembre.
Negli ultimi 70 anni, la Fiera di Canton è diventata il più grande e longevo evento commerciale internazionale della Cina, con la gamma di prodotti più completa, il maggior numero di acquirenti e il più elevato volume di transazioni.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)
Funzionari italiani, esperienza cinese in tutela di antiche capitali è esemplare

ZHENGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Recentemente, Roberto Di Stefano, sindaco del comune italiano di Sesto San Giovanni, ha partecipato a una passeggiata per le vie di Luoyang, antica capitale di tredici dinastie cinesi. Edifici in stile antico si sono susseguiti davanti ai suoi occhi, spingendolo a scattare di continuo foto con il cellulare.
“Sebbene la città abbia attraversato cambiamenti culturali, gli elementi chiave che rappresentano il carattere e l’identità di Luoyang sono stati preservati”, ha affermato, elogiando l’approccio della città nel tramandare le tradizioni storiche e definendolo “degno di essere mostrato e promosso nel mondo”.
Dal 9 all’11 ottobre, a Luoyang, nella provincia centrale cinese dello Henan, si è tenuto il Global Mayors Dialogue 2026, dedicato al tema “Tramandare l’eredità delle antiche capitali e imparare reciprocamente dalle civiltà urbane”.
Sindaci e rappresentanti di diverse città italiane, tra cui Sesto San Giovanni, Bologna e Dolo, hanno visitato luoghi di interesse culturale locali per scambiare opinioni su temi quali la tutela del patrimonio culturale e la riqualificazione urbana.

Come preservare la memoria storica di una città, rivitalizzando al contempo gli antichi spazi urbani, è diventata una sfida comune per Cina e Italia, due Paesi con una lunga e ricca storia.
Yu Jie, responsabile dell’Istituto di ricerca delle Grotte di Longmen, ha affermato che, quando Luoyang pianificò un nuovo distretto industriale negli anni Cinquanta, scelse deliberatamente un’area lontana dal centro storico della città per evitare di danneggiare i resti archeologici. Negli ultimi anni, la città ha sviluppato parchi archeologici e musei dei siti archeologici, rendendo il proprio patrimonio storico più accessibile al pubblico.
Stefano Mazzetti, Capo di Gabinetto della Città metropolitana di Bologna, ha ricordato che i portici di Bologna sono stati inseriti nella Lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2021. Queste strutture storiche non soltanto offrono riparo dal sole e dalla pioggia, ma collegano anche i singoli edifici e creano spazi pubblici condivisi per l’interazione quotidiana tra i residenti.
A suo avviso, il patrimonio culturale non dovrebbe essere costituito soltanto da edifici che i visitatori possono ammirare, ma dovrebbe diventare parte integrante della vita urbana. Preservare la cultura storica e uno sviluppo urbano moderno non sono in contraddizione. La chiave sta nel trovare un modo affinché i due elementi si completino a vicenda.
Questo concetto si riflette chiaramente nei quartieri storici di Luoyang.
Al calare della sera, l’antica città di Luoyi si è illuminata di lanterne colorate. I visitatori, vestiti con abiti tradizionali in stile Han, hanno passeggiato per le strade, dove mostre dedicate al patrimonio culturale immateriale, spettacoli culturali e ristoranti caratteristici hanno creato un’atmosfera vivace.
Sia Bologna sia Luoyang stanno esplorando modi per integrare il patrimonio culturale nella vita moderna. Stefano Mazzetti ha affermato che la conservazione e lo sviluppo urbano richiedono di tenere pienamente conto delle opinioni dei cittadini, rendendo i residenti protagonisti attivi nella riqualificazione urbana.
Gli scambi tra antiche capitali non hanno soltanto creato visioni condivise, ma hanno anche generato una cooperazione concreta.
Il 9 ottobre, una delegazione di Dolo, comune della città metropolitana di Venezia, in Italia, ha visitato il Politecnico di Luoyang. Gianluigi Naletto, sindaco di Dolo, e Ren Yang, vice rettrice del Politecnico di Luoyang, hanno firmato un accordo di cooperazione a nome delle due parti. In base all’accordo, le due città approfondiranno la cooperazione nei settori dell’istruzione professionale, della conservazione del patrimonio culturale, dell’arte, del turismo culturale e in altri ambiti attraverso scambi di docenti e studenti, programmi di studio per i giovani e progetti pratici congiunti.
“Dolo e Luoyang possono fungere da modello da cui altre città storiche e culturali del mondo possono trarre insegnamento e ispirazione”. Gianluigi Naletto ha affermato che entrambe le città stanno esplorando come preservare la cultura storica, sviluppando al contempo un’economia basata sulla conoscenza e guardando al futuro.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)
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Fides Livorno, un fine settimana ricco di medaglie tra Italia, Perù e Stati Uniti

Livorno 15 ottobre 2026 Si chiude con risultati di prestigio il fine settimana internazionale del Fides Livorno, protagonista sulle pedane di Tashkent, Lima e Orlando, con medaglie nelle prove di Coppa del Mondo Under 20 e nel circuito americano. A Tashkent, in Uzbekistan, Andrea Tribuno ha conquistato la medaglia di bronzo nella prova a squadre …
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Motorsport e innovazione: al Forum ANFIA si guarda al futuro delle eccellenze italiane, la filiera più grande d'Europa

COLONIA, MESSICANO ATTERRA CON 90 RETTILI IN VALIGIA: NEGATO LO SCALO
Trentasette serpenti velenosi e 55 lucertole nascosti in una valigia, anche dentro flaconi di shampoo e crema, scatole di plastica e calzini. E’ la scoperta fatta dai doganieri dell’aeroporto di Colonia nel bagaglio di un viaggiatore messicano di 45 anni, arrivato da Citta’ del Messico via Istanbul. Circa trenta animali non sono sopravvissuti al trasporto, senza acqua ne’ cibo. L’episodio risale a tre settimane fa ed e’ stato reso noto dalla dogana in un comunicato. Insospettiti dal “comportamento nervoso” dell’uomo, gli agenti lo avevano inizialmente sottoposto a un test antidroga, risultato positivo alla cocaina. La successiva perquisizione dei bagagli non ha pero’ portato al ritrovamento di stupefacenti, bensi’ degli animali vivi. “I miei colleghi all’aeroporto sono abituati a trovare ogni genere di souvenir nelle valigie, ma 37 serpenti velenosi vivi e 55 lucertole provenienti dal Messico non li avevamo mai visti”, ha dichiarato il portavoce della dogana di Colonia, Jens Ahland. L’uomo, diretto in Germania per una vacanza, ha spiegato che gli animali erano destinati a un conoscente brasiliano. Erano stipati nel bagaglio in violazione delle norme sulla protezione degli animali. Un veterinario chiamato sul posto ha prestato le prime cure, prima del trasferimento in un allevamento di rettili vicino a Braunschweig. Secondo un esperto della struttura, il carico comprendeva vipere, serpenti a sonagli, iguane, salamandre, diversi serpenti arboricoli e lucertole. “Ci colpisce vedere cio’ che alcune persone infliggono aglianimali per pura sete di profitto”, ha commentato Ahland. Il viaggio del quarantacinquenne si e’ concluso la mattina successiva: la polizia tedesca gli ha negato l’ingresso nel Paese, classificandolo come un “pericolo pubblico”, e l’uomo e’ ripartito per Istanbul.
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Maderna (Anama) “Cargo aereo, l’Italia perde traffico a vantaggio di altri Paesi”

MILANO (ITALPRESS) – Le nuove tariffe sui pacchi extra-Ue rischiano di penalizzare ulteriormente il cargo aereo italiano, già alle prese con il rallentamento dell’e-commerce e le difficoltà legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A lanciare l’allarme è Paolo Maderna, presidente di ANAMA, l’Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree, intervistato da Italpress. “Anche solo l’annuncio dei 2 euro di handling iniziali, fatto alla fine dell’anno scorso, aveva già portato una riduzione di più del 30% del traffico in Italia”, sottolinea Maderna. “Molti traffici sono stati dirottati, quindi il sistema Italia ha perso traffico”. A preoccupare è anche l’introduzione di ulteriori costi. Il presidente di ANAMA ricorda che un primo dazio di 3 euro è già entrato in vigore il 31 luglio, mentre a novembre è previsto l’arrivo di altri 2 euro di handling fee a livello europeo. “La nostra speranza è che questo non sia solo un problema italiano, ma sia un problema europeo”, afferma Maderna, evidenziando come alcuni Paesi che ancora non applicano queste misure stiano beneficiando dei flussi di merce dirottati dall’Italia. Il 2026 sta segnando una battuta d’arresto dopo un 2025 positivo, quasi oltre le aspettative iniziali. A incidere sono stati soprattutto la contrazione dell’e-commerce e le tensioni geopolitiche. Le difficoltà del trasporto marittimo hanno però favorito, almeno in parte, il ricorso all’aereo. “Il cargo aereo viene visto un pò come una rotta rifugio, appunto, per le tensioni geopolitiche attuali”, spiega Maderna. ANAMA rappresenta circa 300 aziende, tutti gli agenti IATA italiani. Un settore strategico per il valore delle merci movimentate. Se il trasporto aereo incide per circa il 5% sul totale delle merci trasportate in Italia, il valore dei beni movimentati supera il 35%. “La merce di valore viaggia sicuramente via aerea, quindi questo è un asset importante del sistema Italia”, rimarca il presidente dell’associazione. Tra le priorità per rafforzare la competitività del comparto c’è anche la modernizzazione degli scali. “Digitalizzare di più” è la richiesta rivolta agli aeroporti italiani, per migliorare lo scambio di informazioni con gli operatori, ridurre i tempi di attesa e rendere più efficienti le procedure. Maderna richiama inoltre la necessità di potenziare le strutture dedicate alle merci sensibili, in particolare quelle farmaceutiche, per garantire una migliore gestione della catena del freddo. “Purtroppo il cargo viene visto da parte degli investitori degli aeroporti non come il settore nel quale investire di più perchè gli aeroporti vivono di passeggeri. E il cargo ne risente”, conclude. (ITALPRESS).
-Foto Italpress-
Sassuolo, i 100 anni di Michele Diele

Brasile, addio al regime 6x1: una vittoria storica per la classe lavoratrice
A cinque mesi da un voto storico alla Camera dei Deputati, il Senato brasiliano ha approvato - in due tornate di voto questo mercoledì - l'abolizione del regime lavorativo "6×1" (sei giorni di lavoro seguiti da un giorno di riposo). Tale modifica, una richiesta di lunga data da parte di sindacati e movimenti di base, è stata sostenuta dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
L'eliminazione del sistema "6×1" - che introduce un giorno di riposo settimanale aggiuntivo e riduce l'orario di lavoro settimanale da 44 a 40 ore, senza alcuna decurtazione salariale - ha rappresentato una promessa elettorale fondamentale e una priorità assoluta per Lula nel corso del suo attuale mandato. L'approvazione giunge a soli 11 giorni dal ballottaggio del 25 ottobre, nel quale il leader progressista punta alla rielezione contro il candidato dell'estrema destra neoliberista Flavio Bolsonaro.
VITÓRIA DA CLASSE TRABALHADORA! ???????????????????????? https://t.co/CKsclKo1lr
— PT Brasil (@ptbrasil) October 15, 2026
«Abbiamo lottato, discusso e fatto pressione affinché il Congresso votasse quest'anno per porre fine al regime "6x1". Ma è stata la voce del popolo a guidarmi, consentendoci - tutti insieme - di ottenere più tempo per il riposo, per stare con i nostri figli e con le persone che amiamo», ha dichiarato il presidente nel suo primo commento su X.
Una volta entrato in vigore, il provvedimento stabilirà una settimana lavorativa di 40 ore - articolata in cinque giorni di lavoro e due di riposo - senza alcuna riduzione della retribuzione. L'attuazione avverrà in modo graduale per consentire alle imprese di adattarsi: il limite scenderà a 42 ore nel giro di due mesi, per poi arrivare a 40 ore entro un anno.
Dopo il voto, lo schieramento progressista ha intonato il coro «Ole, ole, ola, Lula, Lula», riconoscendo il ruolo guida del presidente nel sostenere questa misura. Secondo i sindacati, circa 22 milioni di lavoratori beneficeranno di una riduzione del proprio orario di lavoro.
Bolsonaro, esponente dell’estrema destra neoliberista - che si era opposto al cambiamento nell’ambito di un programma incentrato su misure impopolari, tagli alla spesa sociale, smantellamento dello Stato e privatizzazioni - è stato costretto a modificare la propria posizione a causa delle pressioni elettorali. Pur non essendo presente in aula, il candidato alla presidenza per il Partito Liberale (PL) ha espresso il proprio voto da remoto, mentre si trovava a Porto Alegre per alcuni eventi della campagna elettorale.
I senatori progressisti hanno sottolineato l’opportunismo di Bolsonaro e la "volubilità delle convinzioni" dimostrata dal candidato del PL, avvertendo che, in caso di elezione, egli potrebbe tornare ai suoi piani originari.

Giustizia più vicina ai cittadini, 3 nuovi Uffici di prossimità nell’Agrigentino
AGRIGENTO (ITALPRESS) – La giustizia è sempre più vicina ai cittadini anche nell’Agrigentino, con l’apertura di tre uffici di prossimità a Campobello di Licata, Racalmuto e Raffadali. La presentazione si è svolta al Tribunale di Agrigento nell’ambito della sesta Conferenza tematica del progetto promosso dal Ministero della Giustizia e realizzato dalla Regione Siciliana con il supporto di Formez.
xa9/fsc/gtr
FAO: capo economista invita alla cooperazione globale sulla sicurezza alimentare

ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – L’aumento dei prezzi, più che la carenza di cibo, rappresenta attualmente il rischio maggiore per la sicurezza alimentare globale, ha riferito un esperto delle Nazioni Unite (ONU) in una recente intervista a Xinhua.
Intervenendo alla vigilia del Forum mondiale dell’alimentazione, il capo economista dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) Maximo Torero ha chiesto un migliore coordinamento e una maggiore innovazione per rendere i sistemi agroalimentari più resilienti agli shock.
I prezzi dei generi alimentari includono ora un “premio per il rischio”, ha dichiarato Torero, e aumentano non perché il cibo scarseggi, ma perché i mercati temono future carenze.
Le interruzioni nello Stretto di Hormuz, una rotta utilizzata per il trasporto di fino al 30% dei fertilizzanti commercializzati a livello internazionale, le nuove restrizioni alle spedizioni di cereali nel Mar Nero e una probabilità del 90% che si verifichi un forte El Niño stanno tutti contribuendo ad aumentare i rischi, ha spiegato.
La pressione è già evidente. L’Indice FAO dei prezzi alimentari, un parametro di riferimento per i prezzi internazionali delle materie prime alimentari, si è attestato in media a 136,0 punti a settembre, in aumento dell’1,5% rispetto ad agosto e del 5,8% rispetto a un anno prima.
Torero ha dichiarato che la situazione è più complessa rispetto al 2022, quando altri esportatori riuscirono a compensare rapidamente la perdita dei cereali ucraini. L’approvvigionamento del 25-30% dei fattori di produzione agricola è ora soggetto a restrizioni e occorrono dai cinque ai dieci anni per creare nuova capacità produttiva di fertilizzanti.
Gli agricoltori stanno utilizzando meno urea, il che potrebbe ridurre le rese future, e stanno passando dalle coltivazioni di grano e mais a quelle di soia. Con l’aumento dei costi di trasporto e le restrizioni anche alla navigazione attraverso il Canale di Panama e il Mar Rosso, “ci stiamo muovendo verso un mondo in cui ci si prepara a ogni eventualità”, ha dichiarato.
Le scorte globali di cereali restano comunque abbondanti, ha affermato Torero, con la FAO che prevede un rapporto tra scorte e consumo del 31,7% per la stagione 2026/27. Il problema più urgente è l’accessibilità economica degli alimenti: i primi a essere colpiti saranno i Paesi importatori netti di prodotti alimentari in Africa, alcuni in Asia e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo.
Poiché occorrono dai tre ai sei mesi prima che i costi delle materie prime si riflettano sui prezzi al dettaglio, i consumatori ne avvertiranno l’impatto a partire dalla fine di quest’anno. Il mondo non si trova ancora in una crisi alimentare, ma la situazione si sta lentamente deteriorando, ha avvertito Torero.
L’esperto ha sottolineato che la Cina, il maggiore produttore e consumatore mondiale di prodotti alimentari e uno dei principali importatori, si sta preparando ad affrontare i rischi sia naturali sia geopolitici diversificando le importazioni, mantenendo aperto il proprio mercato e migliorando la gestione delle scorte.
Le esportazioni cinesi di urea stanno contribuendo a ridurre i prezzi, ha osservato, esprimendo l’auspicio che questo trend continui ed esortando i principali produttori e importatori a non distorcere i mercati né a limitare le esportazioni dei fattori di produzione agricola.
Per rafforzare la resilienza, Torero ha chiesto un coordinamento più stretto tra banche di sviluppo, istituzioni finanziarie e donatori. Ha inoltre sollecitato maggiori investimenti in alternative ai fertilizzanti, come l’ammoniaca verde, in un uso più efficiente dei fertilizzanti, nelle energie rinnovabili per l’agricoltura e in previsioni più accurate.
La sua posizione richiama il tema del Forum mondiale dell’alimentazione 2026, “Innovare oggi. Nutrire domani”. Il suo evento principale, attualmente in corso presso la sede della FAO a Roma dall’8 al 16 ottobre, riunisce giovani, scienziati e investitori, con 38 Paesi che presentano opportunità di investimento.
Il sistema agroalimentare ha resistito a ripetuti shock negli ultimi anni, ma “c’è un limite alla resilienza”, ha sottolineato Torero. Mentre non è possibile evitare El Niño, i conflitti possono essere evitati e “in questo momento dobbiamo monitorare ogni rischio”, ha dichiarato l’esperto.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)
Napoli, si ferma David Neres: lesione di basso grado alla coscia destra

NAPOLI (ITALPRESS) – Brutte notizie per Massimiliano Allegri, che per qualche settimana non potrà contare su David Neres. Il 29enne brasiliano aveva accusato un risentimento muscolare nel corso del match contro il Villarreal e si è sottoposto a esami strumentali, presso il Pineta Grande Hospital, “che hanno evidenziato una lesione di basso grado del muscolo semimembranoso della coscia destra. Neres ha già iniziato il proprio iter riabilitativo”, fa sapere il club senza fornire dettagli sui tempi di recupero.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Cina: “Spider-Man” in azione, uomo salva bambino intrappolato al quinto piano
“Spider-Man” in azione: un uomo si è arrampicato a mani nude fino al quinto piano per salvare un bambino rimasto intrappolato fuori da una finestra a Xinzhou, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi. (XINHUA/ITALPRESS) mec/lcr (Fonte video: Xinhua)
Cina: social commerce aiuta aziende occidentali ad aumentare vendite nel Paese
“Il segmento cinese può rappresentare un’importante protezione degli utili contro una potenziale stagnazione nei mercati occidentali”, ha riferito il “Wall Street Journal”. Il colosso britannico dei beni di consumo Reckitt è stato citato come esempio di azienda in grado di mantenere una crescita a doppia cifra in Cina, adattando la propria strategia di vendita alla tendenza del social commerce nel Paese, un approccio che potrebbe ispirare le aziende occidentali a individuare opportunità di crescita nel mercato cinese, sempre più competitivo. (XINHUA/ITALPRESS) mec/lcr (Fonte video: Xinhua)
Pecoraro Scanio “Transizione Ecodigital e AI vanno governate”
ROMA (ITALPRESS) – Grande partecipazione per Rivoluzione EcoDigital, il convegno svoltosi a Palazzo Valentini, che ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti, innovatori e giovani startup per discutere le sfide della transizione ecologica e digitale, dell’intelligenza artificiale, del futuro del lavoro e della sovranità tecnologica. «Il successo dell’iniziativa dimostra che c’è una forte domanda di confronto e di proposte concrete. La sfida è garantire i diritti dei lavoratori, sia di quelli che rischiano di perdere il posto a causa dell’intelligenza artificiale, sia di quelli che operano nel settore digitale e che ancora oggi non dispongono di un contratto collettivo nazionale specifico», ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della Rete EcoDigital e presidente della Fondazione UniVerde. Di particolare rilievo gli interventi di Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, sul rapporto tra occupazione e intelligenza artificiale; Francesca D’Antuono, già co-presidente europea di Volt, sul diritto alla casa; e Valerio Rossi Albertini, divulgatore scientifico del CNR, sui temi dell’innovazione ecologica e il vicepresidente della commissione ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco.Al confronto hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco di Chieti Giovanni Legnini e numerose realtà imprenditoriali innovative .
mgg/gsl
Verlingue consolida la propria offerta internazionale con l’integrazione di Verlingue Portugal nella rete WBN
COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE
NEUILLY-SUR-SEINE, Francia, 15 ottobre 2026 /PRNewswire/ — Verlingue, broker assicurativo specializzato nella protezione delle imprese, rafforza la propria presenza internazionale con l’integrazione di Verlingue Portugal nel Worldwide Broker Network (WBN), la principale rete mondiale di broker indipendenti. Questa evoluzione rientra nella strategia “Better Future 28” del gruppo Adelaïde, che mira a rendere Verlingue il primo broker assicurativo indipendente a conduzione familiare in Europa.
«Le aziende si aspettano un supporto in grado di coniugare una visione globale e competenze locali. Le nostre sedi europee, le nostre competenze settoriali e la nostra rete di partner ci permettono di supportare la loro crescita a livello internazionale. «L’integrazione di Verlingue Portugal nella rete WBN rafforza questo sistema a beneficio dei nostri clienti e si inserisce nelle ambizioni di Better Future 28», dichiara Vincent Harel, direttore generale di Verlingue.
Un’offerta internazionale basata sulla complementarità
Membro fondatore di WBN, Verlingue ha strutturato un’offerta internazionale basata sulla complementarità delle proprie sedi europee, delle proprie competenze e dei propri partner. Il broker si avvale dei propri team in Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Portogallo e Italia, oltre che di una rete di broker indipendenti presenti in oltre 100 Paesi.
Questa struttura consente a Verlingue di affiancare i propri clienti nella definizione della loro strategia assicurativa, nell’identificazione dei rischi di ciascun territorio e nell’attuazione di soluzioni adeguate alle realtà locali. Unisce una conoscenza approfondita dei mercati e delle normative alla capacità di coordinamento a livello internazionale.
L’offerta internazionale di Verlingue risponde così alla crescente complessità e interdipendenza dei rischi che le aziende devono affrontare.
Verlingue Portugal entra a far parte della rete WBN
L’ingresso di Verlingue Portugal nella WBN rafforza la struttura europea di Verlingue. Questa integrazione consente alla filiale di ampliare i propri rapporti con i broker membri della rete e di contribuire all’assistenza alle imprese che operano nella penisola iberica.
Questa evoluzione facilita l’armonizzazione delle coperture assicurative dei clienti di Verlingue tra Francia, Portogallo e gli altri paesi in cui sono presenti. Ciò permette di conciliare una strategia globale con le specificità di ciascun mercato.
L’adesione di Verlingue Portugal al WBN contribuisce a rafforzare le competenze, la presenza in Europa e la capacità di gestire i rischi dei propri clienti.
A proposito
Verlingue è un intermediario assicurativo e fa parte del gruppo Adelaïde. Impegnata al fianco degli imprenditori, Verlingue ambisce a trasformare la gestione dei rischi aziendali e la tutela dei collaboratori in una vera leva di creazione di valore per i propri clienti. Presente in Francia, Portogallo, Svizzera, Regno Unito e Italia, attraverso i propri partner in più di 100 Paesi, Verlingue accompagna i propri clienti per anticipare i nuovi rischi, con l’obiettivo di progettare e gestire insieme a loro soluzioni per la tutela delle loro attività e dei loro collaboratori.
Contatto:lfortin@mantu.com
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Riparte da Milano l’intesa tra i tecnici di radiologia e i medici radiologi

MILANO (ITALPRESS) – Ha il suo centro strategico a Milano l’intesa tra i TSRM della Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e i Medici Radiologi rappresentati dalla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), che i prossimi 7-8 novembre si riuniranno al centro congressi Allianz MiCo per una riflessione sull’evoluzione della radiologia, in occasione del Forum TSRM 2026.
La due giorni, che si svolgerà in parallelo al 52° Congresso nazionale SIRM, segnerà un momento storico di confronto e dialogo per le due professioni, all’insegna di una sinergia sempre più salda in vista del bene comune e dell’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.
Il Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio e della FNO TSRM e PSTRP, Diego Catania, dichiara: “La collaborazione tra TSRM e Medici Radiologi non è certo una novità, ma ci auguriamo, attraverso le prossime iniziative congiunte, di rafforzarla ulteriormente. Il Forum di novembre sarà un modo per guardare al futuro dell’area radiologica e allo sviluppo di una vera e propria cultura comune, basata su alcuni pilastri fondamentali: il rispetto delle reciproche competenze, la sicurezza della persona assistita e la garanzia della qualità delle cure”.
Aggiunge la Presidente della Commissione d’Albo TSRM di Milano e della Cda nazionale, Carmela Galdieri: “Il Congresso sarà un’opportunità per condividere e approfondire spunti su questioni di rilievo per le professioni, come il governo di tecnologie sempre più innovative e l’importanza di preservare la dimensione umana della cura. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale s’intreccia a entrambi i temi, sollevando importanti domande sulla gestione dei dati, la privacy dei pazienti e la necessità di mantenere una funzione di controllo sugli strumenti adottati. Il TSRM e il Medico Radiologo, ciascuno per le proprie competenze, contribuiscono a garantire e certificare l’accuratezza dei processi, ponendosi a guida della crescente complessità del sistema”.
La collaborazione tra le due professioni deve quindi estendersi a un piano scientifico e organizzativo, come sottolinea la Presidente di SIRM, Nicoletta Gandolfo: “Occorre definire insieme i documenti e le linee guida per lo sviluppo tecnologico, puntando su efficacia delle procedure, ottimizzazione della dose erogata e sicurezza delle cure: non solo per il paziente, ma anche per il professionista. L’IA, alleata di radiologi e TSRM in tutte le fasi di presa in carico, dallo screening alla diagnosi, dalla stadiazione alla cura, può, se opportunamente governata, consentire un risparmio di tempo a beneficio della comunicazione con la persona assistita. Ne giova la qualità delle cure, sia reale sia percepita”.
All’orizzonte delle due professioni ci sono altri argomenti di stringente attualità, come la Green Radiology e la teleradiologia, vettore di sviluppo per la sanità territoriale. “Nel corso del Forum si parlerà anche di sostenibilità ecologica” precisa Galdieri. “Ci sono molti modi per ridurre l’impatto delle radiologie sull’ambiente, alcuni anche semplici, come lo spegnimento dei dispositivi in stand-by, altri più complessi e attualmente oggetto di studio da parte di nostri colleghi ricercatori, come il modo di smaltire i mezzi di contrasto nelle acque reflue ospedaliere. Un tema importante, da approfondire con i Medici Radiologi per trovare soluzioni condivise”.
“La radiologia di prossimità, intesa sia come teleradiologia sia come radiologia domiciliare, non potrebbe esistere senza la stretta collaborazione tra TSRM e medico radiologo” aggiunge Catania. “Grazie alla condivisione dei processi e alla refertazione a distanza eseguita dal medico, è possibile garantire cure a domicilio dei pazienti fragili e una riduzione dei costi per il sistema”.
Le tante direttrici di innovazione che interessano l’area radiologica non possono che confluire in una riflessione sulle prospettive di ricerca, condivisa dalla Presidente della Commissione di albo nazionale: “La stretta interazione tra TSRM e Medico Radiologo si concretizza spesso in studi scientifici ‘a quattro mani’. Come Commissione di albo, sia a livello territoriale sia a livello nazionale, ci proponiamo di incentivare sempre di più questo tipo di collaborazione, a partire dalla creazione di occasioni per la circolazione delle idee e il confronto tra professionisti. Il Forum di novembre è un passo importante in questa direzione”.
-Foto Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio-
(ITALPRESS).
Bank of America had to bring in 1,000 contractors to patch all the bugs Mythos identified
World’s timekeepers upend how they adjust time to avoid catastrophic ‘negative second’
Nature, Published online: 15 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03329-z
Governments have voted to abolish the leap second immediately and replace it with a leap hour.Orangutan mothers arrange play dates for their babies
Nature, Published online: 15 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03238-1
Solitary primates spend energy and time travelling to patches of forest for get-togethers.A Palazzo Blu di Pisa le opere di Edward Hopper
Case investite dalla luce del tramonto e fari sull’Atlantico, ponti che attraversano fiumi e ferrovie che portano chissà dove, persone sole davanti a una finestra e paesaggi urbani. Il mondo di Edward Hopper, uno dei maggiori esponenti del realismo americano e fra i più importanti artisti Usa del Novecento, arriva a Palazzo Blu a Pisa con “Edward Hopper: New York e oltre”, organizzata dal Whitney Museum of American Art di New York con MondoMostre, e con il sostegno di Fondazione Pisa.
Dal 14 ottobre e fino al 7 marzo 2027 in mostra oltre 150 opere fra dipinti a olio, disegni, acqueforti, acquerelli e altri lavori che abbracciano l’intera carriera di Hopper, provenienti dalle collezioni del Whitney.
Curata da Kim Conaty e da Barbara Haskell, la mostra propone anche opere comparative di artisti suoi contemporanei e si arricchisce di materiali provenienti dal Sanborn Hopper Archive, acquisito dal museo circa dieci anni fa, che comprende documenti, corrispondenze, fotografie, diari e documenti di vita quotidiana dell’artista.
La mostra, organizzata in cinque sezioni, ne ripercorre la carriera attraverso i luoghi che hanno segnato la sua formazione e il suo immaginario: New York, dove Hopper visse per quasi sessant’anni, rappresenta il centro della sua attività; Parigi, dove soggiornò in tre diverse occasioni, segna il momento di formazione e confronto con la modernità europea; il New England diventa invece luogo di sperimentazione e riflessione sul paesaggio americano.

Illustratore per necessità
Nato nel 1882 a Nyack, nello Stato di New York, una cittadina a venticinque miglia a nord di New York City, lungo il fiume Hudson, figlio di una coppia di piccoli commercianti di tessuti, dopo il diploma si iscrive alla New York School of Illustration con l’obiettivo di apprendere una professione pratica che gli garantisse un reddito sicuro e poi alla New York School of Art, dove incontrò Robert Henri, uno degli insegnanti più importanti per la sua formazione. Fu Henri a incoraggiarlo a guardare la realtà contemporanea, a cercare soggetti nella vita quotidiana piuttosto che nelle convenzioni della pittura accademica.
Al momento, però, c’erano le bollette da pagare, e fino al 1923 Hopper lavorò come illustratore freelance. Non amava quel lavoro e in seguito dichiarò di esservi stato «costretto nel tentativo di guadagnare qualcosa». Quegli anni non furono però inutili. L’illustrazione gli insegnò infatti a costruire una scena con pochi elementi e a individuare il dettaglio capace di suggerire una storia. È una lezione che Hopper avrebbe portato con sé nella pittura: basta una figura, una finestra, un gesto interrotto per mettere in moto l’immaginazione di chi guarda. E poi furono anche i guadagni ottenuti come illustratore ad aiutarlo a finanziare il primo viaggio in Europa.

“Superare Parigi”
Nel 1906 Hopper arriva a Parigi e vi rimane per undici mesi. Vi torna altre due volte, nel 1909 (in mostra Le Pont Royal / Il Ponte Reale) e nel 1910; poi non avrebbe più attraversato l’Atlantico. La capitale francese, però, non lo lasciò mai davvero. Hopper avrebbe raccontato di aver impiegato «dieci anni per superare Parigi» e ancora nel 1962 dichiarava di considerarsi, in qualche modo, un impressionista. Un modo per «superare Parigi» è stato forse dipingere, dopo il ritorno in America, Soir bleu / Sera blu.
Un’opera in qualche modo anomala per un artista come Hopper: il pittore destinato a essere associato a interni rarefatti e figure isolate mette qui insieme un gruppo di personaggi diversi: con quel clown triste e pensieroso, alter ego di Hopper, che si rappresenta così da un lato per simboleggiare il ruolo dell’artista nella società e dall’altro per ragioni personali – delusioni d’amore, pare -.
Quando fu esposta, nel 1915, nella prima vera mostra dedicata all’artista, l’opera non piacque né ai critici perché troppo “europea” e “vecchio stile”, né al pubblico, tanto che Hopper decise di riprendersela e non mostrarla mai più: sarà ritrovata nel suo studio solo dopo la sua morte, nel 1967.
Come al cinema
New York è stata per Hopper una fonte d’ispirazione per tutta la vita. Mentre altri artisti dipingevano grattacieli e attrazioni cittadine, Hopper si concentrava sulle case in pietra a pochi piani, sulle vetrine dei negozi e sui ponti che osservava passeggiando sui marciapiedi o viaggiando sui treni sopraelevati. Ridusse queste strutture a superfici piatte e forme geometriche, trasformando il rumore e il caos di Manhattan in luoghi di solitudine e introspezione.
Queensborough Bridge / Ponte di Queensborough mostra il suo modo di affrontare anche le grandi infrastrutture della modernità non come simboli trionfali del progresso, ma come un intreccio di linee e superfici. Mentre con New York interior / Interno newyorkese, lo sguardo si sposta dentro una stanza. La scena ha qualcosa di quasi cinematografico: lo spettatore sembra essere capitato lì per caso, come se stesse osservando un frammento di vita attraverso una finestra.
A proposito di cinema. Sono molti i registi che hanno guardato al mondo di Hopper, dal David Lynch di Velluto blu a Wim Wenders, ad Alfred Hitchcock, che al momento di scegliere la casa di Psycho guarda proprio a un dipinto di Hopper, e poi al “taglio”, alla costruzione della scena e alla scelta dell’inquadratura tipica dell’artista, per La finestra sul cortile.
Le case di Cape Cod
La mostra ci porta poi in New England. Prima a Gloucester (in mostra Gloucester Harbor / Porto di Gloucester), dove nell’estate del 1923 Hopper ritrova Josephine Nivison, per tutti Jo, che aveva conosciuto anni prima alla scuola di Robert Henri. Anche Jo era un’artista, ed è stata una figura importante nella vita di Hopper.
Fu lei a incoraggiarlo a lavorare con maggiore convinzione all’acquerello. L’anno seguente la sua prima personale in una galleria andò completamente esaurita, permettendogli di abbandonare l’attività di illustratore. Dopo alcune estati passate nel Maine, meta estiva preferita dagli artisti, Hopper e Jo scoprono Cape Cod, dove si trasferiranno.
Da allora Hopper continuò a dipingere case (in mostra Cape Cod sunset / Tramonto a Cape Cod), dune, strade e fari della penisola.
Molto più di una moglie
La mostra racconta del rapporto fra i due artisti. Jo continuò a dipingere e divenne anche la modella di quasi tutte le figure femminili del marito. Ma fu molto di più. Registrava con attenzione la produzione artistica di Edward, annotava le vendite, le esposizioni e i proprietari delle opere, e accanto agli schizzi preparatori aggiungeva spesso proprie descrizioni delle scene, immaginando le storie che potevano nascondersi dietro le figure dipinte. In pratica, mentre Hopper costruiva il proprio mondo sulla tela, Jo contribuiva a costruirne la memoria.
In A woman in the sun / Una donna al sole la modella è ancora lei, ormai settantottenne. Hopper, però, non dipinge un ritratto realistico della moglie, ma la trasforma – così come il resto della scena, ridotta a pochi elementi essenziali – seguendo la propria visione. L’ambientazione, dal taglio voyeuristico e quasi, di nuovo, cinematografico, suggerisce una narrazione e invita l’osservatore a immaginare gli eventi che hanno preceduto la scena rappresentata e ciò che accadrà in seguito. Ancora una volta, il quadro finisce e la storia, invece, continua da qualche parte fuori dalla cornice. In silenzio, probabilmente.
Per i soci, ingresso in convenzione e visite guidate. Previste anche iniziative per gli under 30.
Per informazioni:
palazzoblu.it
hopperpisa.it
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[2026-10-17] SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci! @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo
SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci!
Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113(sabato, 17 ottobre 15:00)

Sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 2:00 e domenica 18 ottobre dalle 14:00 alle 23:30.
MANIFESTO
La fantasia nutre la mente come il cibo nutre il corpo.
È essenziale per la vita.
Il potere ha deciso che la fantasia non deve avere valore economico, nonostante ciò, ha sempre voluto impossessarsene. Ma la fantasia è una cosa seria, che deve essere libera da qualsiasi tipo di oppressione politica, perché è attraverso di essa che possiamo immaginarci nuove esistenze libere, nuove società, nuovi modelli culturali.
Torna il festival di autoproduzione editoriale che rivendica il serio sberleffo come spazio di costruzione di resistenza. SUCA A3U.
La 3a edizione pone in centro il tema dell'appropriazione del fantasy e del fantastico da parte dei fasci di ieri e di oggi: partendo dai campi hobbit di missina memoria, al festival contemporaneo di FDI che cita la Storia Infinita, agli incubi tecnologici contemporanei del Palantir dei tecnofasci Thiel/Karp.
Ora più che mai c'è bisogno di teste con sinapsi liberate per immaginare nuove pratiche per nuove r/esistenze. SUCA ospita artist* d.i.y., emarginat3, sconclusionat3, disederat3, ma liber3 e ribelli e con il desiderio di riprendersi il fantasy e il fantastico dalla società patriacalcapitalista e per tenerli lontani dai nuovi incubi sfornati dai rettiliani della Silicon Valley. Immagini, parole, carta, colori: queste sono le armi della nostra immaginazione.
SABATO 17 OTTOBRE
15:00 Apertura!
15:30 -17:00 Kill Your Master (Dungeon Crawler su carta)
16:00 - 17:30 Fantastico e Politico (Talk orizzontale)
18:00 - 19:00 Decolonizzare la Terra di Mezzo (Talk con Wu Ming 4 e Filo Sottile)
19:30 - 20:30 XCUZ ME, Garçon? (Live Concert)
20:30 - 21:30 Faetal B (Live Concert)
21:30 - 22:00 Ascia o Raddoppia (Quiz Medieval-Birikino)
22:30 - 23:30 Giustino Kabiro (Live Concert)
23:30 - 00:30 Sasok (Live Concert)
00:30 - 01:30 Skinni Vanillini (Dj Set da ascolto)



































