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“BUONA FORTUNA A NOI”, il quarto lavoro in studio del cantautore pop IL CONTE BIAGIO.

Da oggi, venerdì 16 ottobre, è disponibile in digitale (link) “BUONA FORTUNA A NOI”, il quarto lavoro in studio del cantautore pop IL CONTE BIAGIO.

C’è un universo di piccole cose a popolare il nuovo disco de IL CONTE BIAGIO. Dettagli, incastri, inconvenienti. Un’infinità di elementi che determinano una quotidianità fatta di soldi che finiscono già al dieci del mese, di cani da portare fuori quando le storie finiscono, della fatica di restare a galla senza prendersi troppo sul serio.

 

“BUONA FORTUNA A NOI” è, una speranza, un appello a raccoglierle le incertezze e spedirle nello spazio, magari con una lettera.

Un’intuizione che IL CONTE BIAGIO – autore di tutti i testi e delle musiche – racconta attraverso un pop d’autore stralunato e intimo, in cui l’ironia si mescola alla malinconia e le piccole assurdità quotidiane diventano canzoni da cantare a squarciagola.

Pubblicato da Dischi Milano, l’album si muove tra ballad che scavano dentro e ritornelli immediati.

Sette tracce a comporre un disco che è una constatazione affettuosa e disincantata, un brindisi a chi cerca di cavarsela come può, senza perdere la voglia di innamorarsi, ridere e sognare.

Un augurio a chi si sente perso, a chi ancora prova a diventare ciò che vorrebbe essere. E a chi, tra sorrisi e rimpianti, porta avanti, senza svendersi, il complicato tentativo di vivere.

 

Artista: Il Conte Biagio

Uscita album: 16 ottobre

Numero tracce: 7

Durata totale: 20 minuti

 

Biagio Conte, in arte Il Conte Biagio, è un cantautore classe 1989, originario a Palomonte (SA) e attualmente residente a Milano. Ha uno stile musicale che si caratterizza per le sue sonorità pop originali e per la sua capacità di coinvolgere il pubblico durante le esibizioni dal vivo. Nel 2020 produce e pubblica i singoli “Università”, “Sigaretta” e “Le Stelle”, seguiti da “Spunta Blu” nel febbraio 2022, che anticipano l’album “Università”, presentato in anteprima lo stesso anno al mare culturale urbano di Milano. Nel 2021, realizza il suo secret tour esibendosi in diversi locali di Milano, mantenendo segreta la location degli eventi fino all’ultimo momento. Nel 2024 torna con un nuovo album “Piano Bar”, dalle influenze cantautorali e indie. Nel corso della sua carriera, Il Conte Biagio ha tenuto più di 200 concerti in tutta Italia e preso parte a importanti festival e rassegne, tra cui Villa Ada a Roma, Wow al Circolo Magnolia di Milano, Upload di Bolzano, MEI di Faenza, Culture Club all’ARCI Bellezza di Milano, milk! al Rock’n’Roll sempre a Milano. Continua a suonare in vari eventi, tra cui l’apertura del concerto di Tananai al Meeting del Mare, quella per il tour europeo di Will & The People al Biko di Milano e la partecipazione al SUQ di Ragusa. A novembre 2023 Il Conte Biagio ha pubblicato i brani “Ancora un po’” e “Veronica”, seguiti da “Non sembra Milano”. A novembre 2024 ha aperto il concerto di Francesco Bianconi (Baustelle), al Detune di Milano.

 

 

 

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“The Shapes of Beauty” il nuovo EP della cantautrice Greta Cominelli! In radio il brano “Let it shine”.

Da oggi, venerdì 16 ottobre, è disponibile in digitale “The Shapes of Beauty” (https://music.imusician.pro/), il nuovo EP di Greta Cominelli: cinque brani in lingua inglese che attraversano una riflessione intima sulla vita, sulla ricerca di un significato e sulle forme, spesso invisibili, attraverso cui la bellezza può manifestarsi.

In concomitanza con l’uscita del progetto, arriva in radio “Let It Shine”, un brano che racchiude l’attitudine dell’intero lavoro, con sonorità pop contaminate da influenze R&B, gospel ed elettroniche, atmosfere evocative e una scrittura introspettiva che preferisce suggerire piuttosto che spiegare.

“The Shapes of Beauty” non è un EP sulla bellezza intesa in senso estetico. È piuttosto una riflessione su ciò che rimane quando si prova a guardare la vita nella sua interezza: le esperienze, i legami, le fragilità, la luce e le domande che accompagnano il percorso personale.

La scrittura dell’artista mantiene una dimensione volutamente indiretta. Le immagini e le metafore lasciano spazio all’interpretazione e invitano l’ascoltatore a riconoscersi nei brani, secondo uno stile autoriale che sceglie di raccontare le emozioni senza definirle completamente.

«Con “The Shapes of Beauty” ho scelto quindi di non dare risposte definitive, ma di lasciare aperto uno spazio di riflessione – dichiara Greta Cominelli – perché la bellezza, in fondo, può assumere forme diverse e inattese. E può trovarsi anche nelle domande che restano.»

Nel progetto emerge anche un dialogo con la spiritualità e con alcune atmosfere vicine alla Christian Music, senza concentrarsi sulla religione o su un messaggio confessionale. Il riferimento è piuttosto a una dimensione interiore, alla ricerca di una luce e di un senso che possono appartenere a chiunque, indipendentemente dal proprio credo.

Dall’apertura affidata a “Let It Shine” fino alla chiusura di “Eternity”, l’EP sviluppa un racconto fatto di luce e ombra, presenza e assenza, connessioni e trascendenza. Un viaggio musicale che unisce pop, R&B, gospel ed elettronica a una scrittura intima, creando uno spazio sospeso tra dimensione personale e universale.

Il progetto si articola in capitoli, ciascuno affidato a un brano che ne racconta una fase, un’emozione o un momento significativo, componendo un percorso narrativo che si sviluppa traccia dopo traccia.

 

Questa la tracklist:

 

Chapter I – Let It Shine

Chapter II – The Shapes of Beauty

Chapter III – Behind the Clouds

Chapter IV – Red Thread (Harmony of the Stars)

Chapter V – Eternity

 

Greta Cominelli, nata a Brescia nel 1987, è cantante, cantautrice e performer con formazione in canto, danza, teatro e songwriting. Da giovanissima partecipa a concorsi nazionali, vincendo il Festival del Garda, il Festival di Ghedi e l’Hit Festival di Saint‑Vincent. Supera le selezioni de L’Accademia della Canzone di Sanremo, Festival di Castrocaro Terme, X Factor e Amici di Maria De Filippi. Dal 2008 svolge un’intensa attività live come solista, corista e performer, esibendosi in diversi contesti e progetti, tra cui Brescia c’è! con Nazionale Italiana Cantanti, Musica e Muse, Bandafaber e l’Oktoberfest di Gardaland Park. Dal 2020 collabora con Renato Caruso, con cui pubblica gli EP Tra Marte e Venere (2022) e Luce ribelle dell’alba (2024). Michele Neri inserisce la sua biografia nel libro Cantautori e Cantautrici del nuovo millennio. Si esibisce in eventi come BAM Brescia Art Marathon, Wonderful Sila Festival, Cremona Musica International Exhibitions, PassaPaola a Marsiglia e Donne In‑Canto. È apprezzata ai casting del Tour Music Fest, Musicultura e Premio Lunezia. La sua musica fonde pop contemporaneo e influenze vintage, black, cantautorali, cinematografiche, latin, musical ed elettroniche. Scrive e interpreta in più lingue, con affinità per l’inglese, intrecciando esperienze personali e temi contemporanei legati a relazioni, spiritualità, società, identità, emozioni e figura femminile. Le sue performance uniscono voce, corpo e immaginazione in un percorso artistico multidisciplinare.

 

https://www.youtube.com/@gretacominelli545

https://open.spotify.com/intl-it/artist/0Xx9vUozpORuCDvG6Tp6jR

www.gretacominelli.com/

www.instagram.com/cominelligreta?igshid=5wdte9fxtq4r

https://www.facebook.com/share/1HwK3w6ziK/

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FABIO MERCURI Il nuovo disco “ARCIPELAGO X”

FABIO MERCURI

Il nuovo disco 

“ARCIPELAGO X”

Disponibile dal 16 ottobre
Live di presentazione Germi di Milano giovedì 22 ottobre ore 21.00

 

Cosa hanno in comune persone, luoghi, sogni e imprese apparentemente lontani?
Forse sono semplicemente isole dello stesso arcipelago.

È questa l’immagine da cui prende forma “Arcipelago X”, il nuovo album di Fabio Mercuri, in uscita il 16 ottobre. Un disco che raccoglie otto esperienze umane, otto punti di vista, otto isole immerse in un mare comune, mettendo al centro il rapporto tra l’individuo e ciò che lo circonda.

Il disco è stato anticipato in radio dal singolo “Un Arcipelago” un brano che nasce da uno sguardo in movimento e dalla necessità di trovare nuove connessioni tra le persone e i luoghi che attraversiamo.

“Dal finestrino del treno che attraversa l’Italia immagino i luoghi e le persone come isole di un arcipelago. Luoghi, sogni e imprese in cerca di una poetica che li rappresenti.
La ricerca di un’unità che riesca ad avvicinare e a vedere con occhi nuovi i nostri compagni di viaggio
”.

In “Arcipelago X”, Mercuri affronta tematiche diverse attraverso otto soggettive, costruendo un racconto che non cerca una sola direzione, ma procede per deviazioni, incontri e differenti prospettive. Ne nasce un album dalle sonorità poliedriche, scritto interamente dal cantautore.

A dare forma al progetto è una squadra di musicisti e produttori di grande esperienza: Leziero Rescigno (Amor Fou, La Crus), alla produzione artistica e alle ritmiche; Lele Battista, che ha registrato e mixato il disco oltre a suonare tutti i pianoforti e i synth; Enrico Gabrielli (Calibro 35) ai fiati e Marco Carusino al basso.

L’album verrà presentato dal vivo il 22 ottobre al Germi di Milano, via Cicco Simonetta 14/A.

Per l’occasione Mercuri sarà accompagnato da Leziero Rescigno alla batteria e Filippo La Marca alle tastiere.

Track List: Un arcipelago, Figli di nessuno, Solo noi, Sapere già tutto, Cambia l’ottica, Un’altra estate, Comunque vada, Epoca

Biografia

La storia musicale di Fabio Mercuri inizia in Puglia e arriva a Milano, ma non si tratta di un viaggio diretto, poiché, quando passa per Roma vi si ferma per cinque anni. In questo periodo crea il collettivo di sperimentazione musicale Banlieue (attivo per tre anni) e comincia ad arricchire la sua formazione musicale non solo grazie agli ascolti e agli esperimenti musicali, bensì anche e soprattutto agli incontri e alle innumerevoli collaborazioni in cui è coinvolto.

Nel 2002 giunge a Milano e collabora alla realizzazione di musica estemporanea per colonne sonore. Successivamente, grazie al suo eclettismo, si ritrova a realizzare ed eseguire musiche per performance teatrali e, nel frattempo, a collaborare con Francesco Tricarico, Luca Gemma, Mauro Ermanno Giovanardi e tanti altri artisti.

Come cantautore debutta nel marzo del 2009 col suo primo album “Di tutto quello che c’è”, uscito per Novunque. Nel 2012 esce l’ep “La voce della tartaruga” per GraceOrange. Entrambi i progetti vengono accompagnati da lunghi tour per tutta Italia, presentati con un set molto particolare: Fabio

Mercuri è infatti un one man band che viaggia con una serie di strumenti – a volte insoliti – e la sua fedele loop station.

Nel 2016 pubblica per Adesiva discografica il disco “Progetti per il futuro” realizzato con la produzione artistica di Leziero Rescigno (Amor Fou).

Nel corso degli anni successivi pubblica diversi singoli disponibili su tutte le piattaforme digitali.

Nell’ottobre 2026 pubblica il nuovo album “ARCIPELAGO X”.

L’album è anticipato dal singolo “UN ARCIPELAGO” in radio dal 25 settembre 2026

 

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“MARCO MASINI – LIVE 2026”

Sale l’attesa per le 5 date evento con cui MARCO MASINI torna ad emozionare il pubblico dal vivo nei grandi spazi dei palasport con “MARCO MASINI – LIVE 2026”.

Dopo il debutto del 3 novembre all’Unipol Forum di MILANO, l’artista sarà protagonista il 4 novembre al Nelson Mandela Forum di FIRENZE, il 7 novembre al Kioene Arena di PADOVA, il 13 novembre al Palazzo dello Sport di ROMA e il 14 novembre al Pala Partenope di NAPOLI.

 

I biglietti del tour sono disponibili su TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per info www.friendsandpartners.it).

 

Oltre alle canzoni indimenticabili che sono entrate a far parte della storia della musica italiana in questi oltre 35 anni di carriera, il cantautore presenterà per la prima volta sul palcoscenico anche alcuni brani estratti dall’ultimo progetto discografico “PERFETTO IMPERFETTO” (Momy Records, Concerto / BMG). Uscito lo scorso marzo e prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini, l’album è disponibile in vinile, CD e digitale (https://marcomasini.lnk.to/perfettoimperfetto).

Fanno parte della tracklist dei formati fisici dell’album sia “Male Necessario” (Fedez, Marco Masini), brano con cui Fedez & Masini hanno partecipato al 76° Festival di Sanremo conquistando il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo, sia “Bella Stronza” (Fedez, Marco Masini, FT Kings), versione personale e contemporanea di un brano già iconico della musica italiana che nella scorsa edizione del Festival ha conquistato il terzo posto nella serata dei duetti.

 

Queste le date nei palazzetti del tour “MARCO MASINI – LIVE 2026”, prodotte e organizzate da Friends & Partners, Momy Records e Concerto Music:

 

 

PALASPORT

 

3 novembre – MILANO, UNIPOL FORUM

4 novembre – FIRENZE, NELSON MANDELA FORUM

7 novembre – PADOVA, KIOENE ARENA

13 novembre – ROMA, PALAZZO DELLO SPORT

14 novembre – NAPOLI, PALA PARTENOPE

 

Birindelli Auto è automotive partner del tour.

 

Marco Masini. Nato a Firenze il 18 settembre 1964, eredita la passione per la musica dalla famiglia della madre, dimostrando già da piccolo un certo talento nel suonare e comporre a orecchio. Nel 1986, grazie a Roberto Rosati, conosce prima Beppe Dati e poi Giancarlo Bigazzi e con questi comincia a lavorare ad alcune colonne sonore, esegue la voce guida di “Si può dare di più” (del trio Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi), è concertista dal vivo nella tournée di Umberto Tozzi e in quella di Raf.

Nel 1990, 36 anni fa, la svolta: Bigazzi decide di produrlo facendolo partecipare al Festival di Sanremo con “Disperato”, brano scritto dall’artista insieme a Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati che vince la 40ª edizione del Festival nella sezione Novità e il Premio della Critica Mia Martini, sempre nella sezione dedicata agli esordienti. Il singolo ottiene un ottimo riscontro di pubblico e alla quale segue la pubblicazione dell’album di debutto “Marco Masini” che vende più di 800.000 copie e include, oltre a “Disperato”, “Ci vorrebbe il mare”, romantica poesia in musica con cui calca il palco del Festivalbar 1990.

In questi oltre 35 anni di carriera sono tanti i brani il cui successo è andato di pari passo con il rafforzarsi del legame instaurato con il suo pubblico, canzoni indimenticabili come “Perché lo fai” (3° posto al Festival di Sanremo nel 1991), “Cenerentola Innamorata”, “Vaffanculo”, “T’innamorerai”, “Bella Stronza”, “L’uomo volante” (1° posto al Festival di Sanremo nel 2004) e tante altre.

Nel tour “Ci Vorrebbe Ancora il Mare’’ – che nel 2025 ha celebrato, oltre ai suoi 35 anni di carriera, i 35 anni dall’album di debutto “Marco Masini” e i 30 anni dall’album “Il Cielo della Vergine” – il cantautore e cantastorie ha portato sul palcoscenico i brani che sono diventati amatissimi classici della musica italiana e quelli estratti dall’album “10 Amori” (Momy Records, Concerto Music/ BMG, prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini), pubblicato nell’ottobre 2024.

Tra il 24 e il 28 marzo partecipa insieme a Fedez alla 76edima edizione del Festival di Sanremo con “MALE NECESSARIO” (Fedez, Marco Masini), brano che si aggiudica il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

Il 6 marzo è uscito in digitale e in cd (e il 24 aprile sarà disponibile in vinile) il nuovo progetto discografico “Perfetto Imperfetto” (Momy Records, Concerto Music / BMG, https://marcomasini.lnk.to/perfettoimperfetto), prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini e anticipato dal brano – disponibile in rotazione radiofonica – “E poi ti ho visto cadere”.

A partire da fine giugno al via “MARCO MASINI – LIVE 2026”, tour prodotto e organizzate da Friends & Partners, Momy Records e Concerto Music, che vedrà il cantautore protagonista prima di una serie di concerti nelle arene outdoor di tutta Italia e infine di 5 date evento nei palasport (3 novembre, Unipol Forum di Milano – 4 novembre, Nelson Mandela Forum di Firenze – 7 novembre, Kioene Arena di Padova – 13 novembre, Palazzo dello Sport di Roma – 14 novembre, Pala Partenope di Napoli).

 

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Montreal Ska-Punk Lifers K-Man & The 45s Deliver Road-Built Ripper Heed The Call

Montreal ska-punk lifers K-Man & The 45s bring it all home with Heed The Call, their most complete and hard-hitting album to date, out October 9 via Stomp Records. Built on years of relentless touring across Canada, the US, and Europe, the record locks together two-tone ska, punk grit, and rock and roll swagger in the spirit of The Clash, The Specials, and Mad Caddies. It’s a loud, unfiltered, road-built record, the kind that feels less like a studio project and more like a night already in motion, horns up, bodies packed in, and just one chorus away from blowing wide open.

 

That feeling starts in Montreal. Not the postcard version, the real one. Nights that drift from bar to dep without much thought, DuMauriers burned down to the filter, Labatt 50s sweating through your hand, French and English colliding over the noise. Old punks leaning at the back, kids pressed up front, horns cutting through it all while the floor starts to give. It’s a city that doesn’t try to sell you anything, it just lets you find your way into it, and Heed The Call moves with that same kind of confidence, loose, lived, and completely in its element. “This record feels like the closest we’ve ever come to putting our live show on a disc,” says frontman Frankie. “We’ve always played our songs fast, loud and aggressively on stage, but on previous records we polished that energy and it didn’t always translate. This time, we wanted the dirt, the grit and the attitude to come through—and I think we finally captured what K-Man & the 45s really sound like.”

 

Across the record, that approach shows up in every direction. Tracks like “We Won’t Stop” and the title cut “Heed The Call” hit with direct, no-frills urgency, calling for unity and change with lines like “We need something to agree on just before we fall.” Elsewhere, the band lets things loosen up and spill over. “Demon Days” dives headfirst into myth-soaked chaos, while “Bankrupt in Berlin” captures the kind of road story that only makes sense at 3am, “drunk and lost… standing hopeless on the corner bankrupt in Berlin,” turning a birthday night gone sideways into a full-blown anthem. Closer to home, songs like “Clark St.” and “Oh Yeah Attitude” root themselves firmly in Montreal’s streets, equal parts celebration and side-eye, calling out ego, hype, and the everyday nonsense of city life with a grin and a jab. Meanwhile, “Buzz Off” strips things down to a blunt, personal level, pushing back against noise, opinions, and the constant pressure to play the game on someone else’s terms. It’s the same ethos that’s guided the band from the start, do it your way, do it loud, and don’t wait for permission.

 

Order K-Man & The 45s’ Music and Merchandise

 

That balance runs deeper on tracks like “Working in the Sun,” inspired by both K-Man’s friends in Jamaica and the street youth he works with, grounding the record in real-world experience and hard-earned perspective. It’s a reminder that beneath the chaos, the hooks, and the sweat, there’s something human holding it all together. This isn’t escapism for its own sake. It’s release, reflection, and resilience all tangled up in the same breath.

 

Recorded and mixed by Ryan Battistuzzi at Le Stuzzio in Montreal, Heed The Call captures K-Man & The 45s at their most immediate, raw, and fully realized. The horns don’t just decorate, they drive. The rhythm section doesn’t sit back, it pushes forward. Everything feels locked in but ready to spill over, like a live set teetering right on the edge. In a landscape built on singles, trends, and short attention spans, K-Man & The 45s are still doing it their way, on the road, in the room, and loud enough that you don’t get to ignore it.

 

For press inquiries, interviews, and review copies, please reach out. -Chad

 

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Chicago punk rock mainstays Counterpunch return with “Dig,” out Friday, October 16, 2026.

Chicago punk rock mainstays Counterpunch return with “Dig,” out Friday, October 16, 2026. Their first new single since the release of Rewire in 2022, the track marks a fresh chapter for the band, pairing its melodic hardcore and skate punk roots with an urgent emotional release.

Fast-paced and fueled by frustration, “Dig” confronts the troubling realities that too often go ignored, both within the United States and beyond its borders.

“‘Dig’ is a blistering, fast-paced song that hits like a raw emotional outburst,” the band shares. “Written as an emotional release in response to the troubling things we continue to ignore and/or the activities our country continues to participate in, both at home and around the globe.”

Self-produced by Counterpunch, “Dig” features Sean Sellers of Good Riddance and Pulley on drums. The track was recorded and engineered at Black in Bluhm in Denver, Colorado, by Kyle Tilev in April 2025, and at Maple Studios in Santa Ana, California, by Cameron Webb in January 2026.

The release arrives ahead of a run of October shows, beginning October 17 at Denver’s East Fax Tap. Counterpunch will then join Authority Zero for dates stretching from Albuquerque to Brooklyn, including a hometown stop at Reggie’s in Chicago on October 24.

A fixture of the Midwest’s melodic punk scene since 2001, Counterpunch draws from the melodic hardcore and skate punk sounds of the 1990s while continuing to push its music forward. Across four full-length albums and two EPs, the band has built a catalog grounded in punk’s urgency and intensity, most recently releasing Rewire through Thousand Islands Records and SBÄM Records in 2022.

Known for high-energy live performances, Counterpunch has toured throughout North America, Europe and South America, reaching audiences in more than 18 countries. More than two decades in, “Dig” finds the band moving ahead on its own terms: new music, new attitude, and plenty left to say.

UPCOMING SHOWS

October 17 — Denver, CO — East Fax Tap
October 21 — Albuquerque, NM — Launchpad*
October 22 — Tulsa, OK — The Vanguard*
October 23 — St. Louis, MO — Golden Record*
October 24 — Chicago, IL — Reggie’s*
October 25 — Detroit, MI — Small’s*
October 26 — Rochester, NY — Photo City Music Hall*
October 27 — Providence, RI — Alchemy*
October 28 — Westfield, MA — The Nook*
October 29 — Clifton, NJ — Dingbatz*
October 30 — Brooklyn, NY — Wood Shop*

Supporting Authority Zero

Photo credit: Sam Porter

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🎼 Arenas – Mediterranean Jazz Lab

Mancano pochi giorni all’apertura di Arenas – Mediterranean Jazz Lab, la prima edizione dei seminari internazionali dedicati all’incontro fra jazz e musiche del Mediterraneo, in programma dal 20 al 24 ottobre a Quartu Sant’Elena, con la direzione artistica del chitarrista Bebo Ferra. Cinque giornate di formazione, improvvisazione e musica d’insieme che coinvolgeranno Roberto Taufic, Salvatore Maiore, Daniela Spalletta, Fabrizio Cassol, Diogo Q. Alexandre e Noé Clerc, sei musicisti provenienti da differenti esperienze artistiche e culturali, chiamati a lavorare quotidianamente con gli allievi e a incontrare il pubblico attraverso jam session e concerti.

Una variazione interessa il calendario degli appuntamenti serali: il concerto di Daniela Spalletta, Roberto Taufic e Francesca Corrias, inizialmente previsto per mercoledì 21 ottobre, è stato anticipato a martedì 20 ottobre, giornata inaugurale della manifestazione. L’appuntamento si terrà al The Old Tipsy, in via Gabriele D’Annunzio 14, dove si svilupperà anche il resto del programma concertistico.

 

Il Mediterraneo come spazio di ricerca

Arenas nasce da una riflessione sulle possibilità di incontro fra il linguaggio dell’improvvisazione jazz e le tradizioni musicali del Mediterraneo. Non si tratta di ricondurre esperienze differenti a un’unica identità sonora, ma di creare le condizioni perché musicisti con percorsi, formazioni e sensibilità diverse possano confrontarsi attraverso lo studio, l’ascolto e la pratica collettiva.

«Arenas nasce con l’idea di trovare un punto d’incontro tra il jazz e la cultura mediterranea – spiega Bebo Ferra –. Entrambi hanno qualcosa di molto importante in comune: l’incontro. Il Mediterraneo è storicamente un luogo nel quale si incontrano culture, tradizioni e suoni diversi e anche il jazz nasce dalla contaminazione, dall’ascolto e dal dialogo con ciò che è diverso».

Anche il nome richiama questa prospettiva: arenas, in sardo, significa sabbia. Un riferimento al paesaggio dell’Isola e, insieme, all’idea di una materia che cambia forma e si ricompone, immagine di una ricerca musicale fondata sull’incontro e sulla trasformazione.

 

Nel segno di Francesco Sotgiu

La prima edizione nasce nel segno di Francesco Sotgiu, batterista, polistrumentista, compositore e arrangiatore sardo, il cui percorso ha attraversato il jazz, la sperimentazione e la ricerca sulle tradizioni musicali della Sardegna. Nel corso della sua attività Sotgiu ha collaborato con numerosi protagonisti della scena italiana e internazionale, fra i quali Kenny Wheeler, John Taylor, Mal Waldron, Bobo Stenson, David Liebman, Paul McCandless, Enrico Rava, Paolo Fresu e Franco D’Andrea.

La sua figura appartiene alla stessa prospettiva artistica dalla quale prende forma Arenas. Con Bebo Ferra, Salvatore Maiore e Paolo Fresu, Francesco Sotgiu ha condiviso l’esperienza di Internòs, una storia musicale che trova un nuovo punto di contatto nella presenza di Ferra e Maiore all’interno del laboratorio.

 

Sei docenti, tre classi di musica d’insieme

Il corpo docente riunisce esperienze che attraversano diverse geografie musicali. Roberto Taufic, chitarrista nato in Honduras, cresciuto in Brasile e attivo in Italia dal 1990, ha sviluppato un percorso nel quale jazz e musica brasiliana dialogano costantemente. Salvatore Maiore, contrabbassista e violoncellista sardo, curerà anche l’insegnamento del violoncello nel jazz, uno degli elementi distintivi del progetto.

Alla voce ci sarà Daniela Spalletta, cantante e compositrice siciliana, seconda classificata al Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition nel 2019. Dal Belgio arriverà Fabrizio Cassol, sassofonista e compositore impegnato da decenni in una ricerca che mette in relazione jazz, composizione e tradizioni musicali extraeuropee. Completeranno il gruppo Diogo Q. Alexandre, batterista portoghese attivo a Bruxelles, e Noé Clerc, fisarmonicista e compositore francese il cui percorso attraversa formazione classica, jazz e differenti tradizioni mediterranee.

Dal 20 al 24 ottobre, le mattine saranno dedicate allo studio dello strumento e i pomeriggi alla musica d’insieme, articolata in tre classi affidate alle coppie Daniela Spalletta e Roberto Taufic, Diogo Q. Alexandre e Salvatore Maiore, Noé Clerc e Fabrizio Cassol. L’organizzazione delle attività permetterà agli allievi di sviluppare il lavoro individuale attraverso il confronto con altri strumenti e linguaggi, facendo dell’improvvisazione e dell’ascolto reciproco una parte centrale dell’esperienza formativa.

 

Jam session e concerti: il programma dal 20 al 24 ottobre

Arenas coinvolgerà anche gli spazi cittadini attraverso le jam session in via Eligio Porcu, aperte alla città e pensate come occasioni d’incontro fra docenti, partecipanti, altri musicisti e pubblico. Le attività si svolgeranno negli spazi del Centro Commerciale Naturale, con postazioni beverage realizzate con il supporto di Cantina Meana, Argiolas Vini e Hoptima.

La giornata inaugurale di martedì 20 ottobre vedrà l’avvio delle lezioni, delle classi di musica d’insieme e delle jam session. La sera, al The Old Tipsy, il primo concerto riunirà Daniela Spalletta, Roberto Taufic e Francesca Corrias, anticipando l’appuntamento inizialmente annunciato per il 21 ottobre.

Le attività formative e le jam proseguiranno mercoledì 21 ottobre, mentre giovedì 22 ottobre il programma concertistico proporrà l’incontro fra Fabrizio Cassol, Noé Clerc e Diogo Q. Alexandre, con sassofono, fisarmonica e batteria a confrontarsi sul palco. Venerdì 23 ottobre sarà la volta di Bebo Ferra, Salvatore Maiore e Fabrizio Cassol, tre musicisti direttamente coinvolti nella dimensione artistica e formativa del progetto.

La conclusione, sabato 24 ottobre, sarà affidata agli allievi. Il concerto finale porterà davanti al pubblico il lavoro maturato durante il laboratorio, dallo studio dello strumento alla musica d’insieme, dall’ascolto reciproco all’improvvisazione.

«Arenas è formazione, ricerca, creatività, ma soprattutto condivisione», sintetizza Bebo Ferra. Una dimensione che attraversa l’intero progetto, dal rapporto fra docenti e studenti alla pratica collettiva, fino al momento in cui la musica sviluppata durante il seminario incontra il pubblico.

 

Borse di studio: merito e inclusione

Alla proposta formativa si affiancano due iniziative destinate ad ampliare le opportunità di partecipazione. L’Associazione Il Formicaio ha istituito un programma di borse di studio a copertura totale della quota di iscrizione per gli studenti dei corsi di Triennio e Biennio Jazz dei Conservatori italiani. Ai Dipartimenti Jazz è stato chiesto di individuare gli allievi più meritevoli sulla base delle valutazioni conseguite negli esami di Prassi Esecutiva e Repertorio principale. Il termine per la trasmissione delle segnalazioni era fissato al 12 ottobre.

A questa iniziativa si affianca un percorso a carattere sociale, con borse di studio proposte ai Servizi sociali del Comune di Quartu Sant’Elena per favorire l’accesso ai seminari anche a persone in condizioni di svantaggio economico o sociale. L’individuazione dei possibili beneficiari è stata proposta attraverso il coinvolgimento dell’assessorato comunale competente.

 

Iscrizioni e informazioni

Arenas è rivolto a musicisti, studenti di conservatorio e professionisti interessati ad approfondire il jazz e le musiche del Mediterraneo attraverso lo studio dello strumento, l’improvvisazione e la pratica d’insieme. La partecipazione comprende cinque giorni di attività didattiche, le jam session, i concerti previsti dal percorso e la partecipazione al concerto finale degli allievi.

Per conoscere requisiti, modalità di iscrizione e ulteriori informazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo arenasjazzlab@gmail.com o al numero +39 352 272 2923.

Arenas – Mediterranean Jazz Lab è promosso dall’Associazione Il Formicaio, in collaborazione con l’Associazione Gong e l’Associazione Sa Corbula, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Quartu Sant’Elena e del Centro Commerciale Naturale Via Eligio Porcu. Media partner: Pratza.it e Vivere a Cagliari.

 

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La Stanza Nascosta Records, il primo album solista del cantautore toscano Saverio Guerrini, Dietro il sole. 

In uscita il 9 ottobre su tutte le piattaforme digitali e nei maggiori negozi di dischi, su etichetta La Stanza Nascosta Records, il primo album solista del cantautore toscano Saverio Guerrini, Dietro il sole. 

L’album, la cui registrazione- nell’home studio del cantautore- ha coperto un arco temporale di due anni, ha avuto una gestazione complessa.

 

<<Le prime idee per il disco sono del febbraio 2020: nell’atmosfera surreale e distopica della quarantena per il covid hanno iniziato a prendere forma le bozze dei testi- racconta Saverio Guerrini.

L’urgenza era quella di affrontare, anche attraverso la scrittura, un lutto tragico di pochi mesi prima. La prima canzone ultimata è Il giorno in più, che considero a tutti gli effetti una sorta di manifesto del disco. Nel brano c’è la consapevolezza dolorosa che le cose sono cambiate per sempre e che la scelta è tra il restare congelati a guardare oppure vivere un giorno dopo l’altro.

Dietro il sole racconta la lunga strada verso la guarigione, prima di tutto da se stessi, ed è contemporaneamente una presa di coscienza del fatto che la guarigione non finisce mai, non arriva mai a compimento, e passa perennemente dal ricordo di luoghi e affetti, lasciati poi andare per fare posto al nuovo che inevitabilmente arriva.>>

 

Pur fortemente influenzato dall’esperienza con i Madame du Bois, di cui Guerrini è stato fondatore, voce e compositore della quasi totalità di musiche e testi (si ascolti- su tutte- Il mondonuovo, con sonorità che riecheggiano i Madame du Bois de Gli occhi di qualcun altro) Dietro il sole segna per Guerrini un cambio di passo, nella direzione di una canzone d’autore scarna e profondamente personale, che prende le mosse da una potente istanza esistenziale.

Dietro il sole è, parafrasando Andrea Laszlo De Simone-con il quale Guerrini sembra condividere l’artigianalità e l’innamoramento autentico per la musica- una lunghissima ombra, un disco cupo, a tratti claustrofobico e quasi insostenibilmente disperato. E’un manifesto oltranzista di sopravvivenza, nonostante tutto, nonostante non ci sia salvezza possibile, ma solo una resistenza dolorosa e tenace al deragliamento.

Ed io volevo tenerti /ti volevo salvare /ma nessuno salva nessuno, lo sai/ e sei solo un’ altra lezione/ a cui sopravvivere canta Guerrini in Nei luoghi tranquilli, a cavallo tra l’intensità di Jeff Buckley e l’estetica della dissociazione  di The Bends dei Radiohead.

Pearl Jam e Alice in Chains sembrano ispirare Q; in generale tutto l’album è influenzato dalle atmosfere dell’epopea di Seattle– si ascolti in particolare l’explicit di La città senza inverno, con l’apporto di Salvatore Papotto alle chitarre distorte– aprendosi però a suggestioni rarefatte e tocchi psichedelici (lo shimmer della chitarra in Margine tratteggia quasi un ponte verso un onirismo di stampo shoegaze). In Un giorno in più la chitarra, con gli accenti spostati, lascia galleggiare il suono in una bolla di sospensione, che esita in fulminanti epifanie testuali (la purezza è una gabbia

ed è l’unica che ho/come te).

Percorso da diverse influenze, in particolare da un’innegabile febbre younghiana (il debito di Guerrini con il rocker canadese è di lungo corso), Dietro il sole è un nodo inestricabile di rigore formale e collasso emotivo, un cortocircuito miracoloso, sulla scia di Tenco e, più recentemente, di Paolo Benvegnù, tra sinestesie e inferni privati (mentre il giorno cinguetta/fuori è ancora buio/non esiste distanza/ tra una scelta ed un’altra/ la mia colpa è tua/ travestita di ghiaccio, da La neve sul mare ).

 

Biografia

Saverio Guerrini nasce artisticamente alla fine degli anni ’90 con i Nemo, gruppo prog cecinese con il quale scrive e produce due demo tapes e progetta uno spettacolo teatrale, “Claire de lune“, ispirato all’opera di Debussy, di cui è coautore delle musiche e dei testi.

Dopo lo scioglimento dei Nemo dà vita, nel 1996, al progetto artistico più longevo della sua carriera, i Madame Du Bois, di cui è fondatore, voce e compositore della quasi totalità di musiche e testi.

 

Con i Madame du Bois, opening-act di Dream Theater, Robben Ford, Marco Parente e Max Gazzè, Guerrini pubblica tre album e una demo tape e partecipa a numerosi festival e concorsi musicali, calcando tra gli altri il palco del Pistoia Blues.

I MDB ottengono una menzione speciale con Punk, che nel 2003 si aggiudica il premio come miglior singolo per la radio RDS.

Il nucleo storico della band, con il bassista Salvatore Papotto, è attivo dal 1998 al 2013.Il gruppo attraversa negli anni cambi di formazione e sperimenta vari generi musicali, fino alla conclusione naturale del progetto, nel 2020.

Guerrini fa inoltre parte del gruppo pop Nothing To Declare, formazione lucchese di cui è è voce e coautore di musiche e testi. La collaborazione culmina nella pubblicazione dell’album omonimo nel 2016.

Dal 2013 è anche una delle voci degli spettacoli “The wall live orchestra” e “Pink Floyd History”,con cui prende parte a diversi tour europei (che abbracciano Polonia, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Svizzera e Slovenia) e calca il palco di alcuni dei maggiori teatri italiani come Il Brancaccio, Il teatro della Luna e La Versiliana.

 

Discografia

2002-Non sono il re-Madame du bois (Ray Music)

2004-Madame du bois

2008-Gli occhi di qualcun altro-Madame du bois

2016-Nothing to declare-Nothing to declare

2018-The cardboard house-Madame du bois

2026-Dietro il sole-Saverio Guerrini- (La Stanza Nascosta Records)

 

Dietro il sole

tracklist

01-il giorno in più

02-l’uomo dei sassi

03-margine

04-il mondonuovo

05-la casa dentro la casa

06-Q

07-scegli me

08-la città senza inverno

09-la neve sul mare

10-scura

11-nei luoghi tranquilli

 

Il disco è stato scritto e suonato e registrato in ogni parte tra maggio 2024 e luglio 2026 da Saverio Guerrini.

Nella traccia 07 il violoncello è stato suonato da Salvatore Papotto.

Nella traccia 08 le chitarre distorte sono state suonate da Salvatore Papotto.

Nella traccia 09 il basso e le percussioni sono state suonate da Salvatore Papotto.

 

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H/EARTHbeat, Battiti del cuore e della terra

H/EARTHbeat, Battiti del cuore e della terra

Il festival dedicato alle musiche del mondo torna a Firenze dal 23 ottobre al 1 dicembre 2026 per la sua quinta edizione. Quindici concerti e poi laboratori, presentazione di libri, con grandi artisti italiani e internazionali in un nuovo viaggio nella world music che farà tappa in diversi luoghi della Città e dell’Area Metropolitana di Firenze.

Quinta edizione per H/EARTHbeat – dichiara il direttore artistico Enrico Romero – il festival che batte il suo tempo con le pulsazioni del cuore e con il respiro della grande madre terra. Quindici concerti, con un’ottantina di musicisti provenienti da dieci diverse nazioni, seminari, workshop, DJ set ed altre iniziative ancora. Dopo le anteprime estive con la Gran Diva Fatoumata Diawara, il Brasile di Flaira Ferro e l’afrofuturismo dei congolesi Fulu Miziki, ecco il corpo centrale del Festival. Ed è ancora Africa, con il fascino e la voce straordinaria di Rokia Traore’, l’afro blues e il desert blues di Samba Toure’ e dei Tamikrest, il kologo tribale di King Ayisoba e la produzione originale di NaMali Groove. E ancora nuovi incroci musicali, pronti a superare ogni barriera tra generi, nazioni, popoli e confini: il libanese Ibrahim Maalouf, vera e propria superstar in Francia ma ormai fuoriclasse a livello internazionale, con il suo nuovo progetto tra musica orientale, soul e jazz, poi l’eccitante trio all stars dei L’Antidote e il Brasile nordestino, atipico e affascinante di Livia Mattos. Per la musica popolare italiana, quest’anno di scena il Salento dei Mascarimiri’, uno dei gruppi che maggiormente ha contribuito a rinnovare la scena della Pizzica Pizzica. E poi le novità. Ogni anno H/EARTHbeat presenta una o più scoperte su cui puntare per il futuro. E quest’anno vogliamo scommettere su tre gruppi: Lero Lero e Banditori, entrambi impegnati a reinventare i suoni del sud Italia: canti popolari e di lavoro, ninne nanne, canti in ottava rima, le filastrocche dei venditori ambulanti nei mercati: echi e tradizioni di un mondo magico ma quasi perduto, reinventate con una sensibilità contemporanea. E gli Addict Ameba, un ensemble di nove musicisti che fondono insieme afrobeat, ethio jazz, psych rock e musica latina in un mix contagioso, danzereccio e irresistibile. Lasciatevi trasportare dai ritmi e cullare dalle melodie del mondo. E buon viaggio a tutti.

In apertura venerdì 23 ottobre presso il CDP Sicurcaiv di Grassina la produzione originale di Dario Castiello NaMali Groove, nato dall’incontro tra Bamako e Napoli, due città diverse ma entrambe vulcaniche, dove la musica è lingua quotidiana: a seguire, direttamente dal Niger Samba Touré, con il suo stile inconfondibile tra musica africana e occidentale. A seguire Fanqueiro Dj Ingresso € 15,00, riduzione € 13,00

Sabato 24 ottobre presso il Teatro Puccini grande attesa per il concerto della cantautrice maliana Rokia Traoré: dopo una pausa dai palchi, torna sul palco con la sua musica capace di coniugare con naturalezza le radici della tradizione africana con le sonorità contemporanee del rock, del folk e della canzone d’autore globale. Posto unico 22 € / 20 € ridotto under 25 e tessera ARCI + d.p. 

INFO

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