❌

Modalità di lettura

Radio 24 in diretta da NetZero Milan 2026

Radio 24 in diretta da NetZero Milan 2026

Dal 20 al 22 ottobre 2026

Con lo studio al Centro Congressi Allianz MiCo – MILANO

Radio 24 protagonista a NetZero Milan 2026 con dirette e approfondimenti sui temi della transizione energetica

 

 

Dal 20 al 22 ottobre Radio 24 sarà presente con i propri studi a NetZero Milan 2026, l’Expo Summit dedicato alla transizione energetica in programma all’Allianz MiCo di Milano. Tre giornate di incontri, approfondimenti e dibattiti sui temi delle energie rinnovabili, del mercato energetico, del fotovoltaico e delle politiche climatiche, con l’obiettivo di favorire il confronto tra imprese, istituzioni, esperti e operatori del settore in una fase decisiva per il percorso verso la riduzione delle emissioni.

 

Dagli spazi della manifestazione, Radio 24 seguirà in diretta i principali temi dell’evento attraverso alcune delle trasmissioni più autorevoli del palinsesto. Martedì 20 ottobre, dalle 17.00 alle 18.30, sarà Focus Economia, condotto da Sebastiano Barisoni, a raccontare gli scenari economici ed energetici emersi dal confronto tra i protagonisti della filiera. Mercoledì 21 ottobre, dalle 13.00 alle 14.00, l’appuntamento sarà con Effetto Giorno di Alessio Maurizi, che approfondirà le sfide della transizione energetica e le ricadute sull’economia e sul sistema produttivo.

Tra i programmi presenti a NetZero Milan anche Radio Next, con Pepe Moder dedicato all’innovazione e alle trasformazioni tecnologiche che stanno ridisegnando il futuro dell’energia, e Smart City, con Maurizio Melis e Silvia Bandelloni, che darà spazio alle soluzioni più avanzate in tema di sostenibilità, città intelligenti e decarbonizzazione.

 

La presenza a NetZero Milan conferma l’impegno di Radio 24 nel presidiare i temi dell’energia, dell’innovazione e della sostenibilità, offrendo al pubblico analisi, approfondimenti e testimonianze dei protagonisti della trasformazione in corso verso un’economia a basse emissioni.

 

L'articolo Radio 24 in diretta da NetZero Milan 2026 proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

L’1% PIÙ RICCO D’EUROPA HA UN DEBITO CLIMATICO ANNUO DI OLTRE 300 MILIARDI DI EURO

L’1% PIÙ RICCO D’EUROPA HA UN DEBITO CLIMATICO ANNUO DI OLTRE 300 MILIARDI DI EURO, DENUNCIA NUOVO REPORT DI GREENPEACE. IN ITALIA LE EMISSIONI DEI SUPER-RICCHI SONO 160 VOLTE MAGGIORI DI QUELLE DELLA METÀ PIÙ POVERA DELLA POPOLAZIONE

 

ROMA, 15.10.2026 – Mentre i leader europei si riuniscono oggi a Bruxelles per discutere del prossimo bilancio dell’Unione e di potenziali nuove fonti di entrate, un nuovo rapporto commissionato da Greenpeace Europa centro-orientale (CEE) denuncia che l’1% più ricco della popolazione nei 24 Paesi UE ha un debito climatico annuo associato al proprio patrimonio e agli investimenti di 301 miliardi di euro. Lo studio, realizzato dall’istituto Forum Ökologisch-Soziale Marktwirtschaft (FÖS) per Greenpeace, è il primo in Europa a stimare il debito climatico dei super-ricchi, ovvero il valore dei danni climatici associati alle emissioni prodotte in eccesso rispetto a una quota procapite equa, sia rispetto al patrimonio che rispetto ai consumi.

 

«Per troppo tempo ai super-ricchi è stato permesso di alimentare con le loro emissioni ondate di calore letali, siccità e inondazioni, mentre alla stragrande maggioranza delle persone spetta pagare il conto dei danni. È arrivato il momento di far pagare chi inquina», dichiara Ariadna Rodrigo, political campaigner di Greenpeace UE. «L’unione Europea sta tagliando il bilancio destinato alle energie rinnovabili, all’isolamento termico degli edifici, alle misure di protezione sociale e a una transizione equa per i lavoratori, ma i fondi per finanziare tutto questo ci sarebbero, basterebbe tassare i super-ricchi e le aziende dei combustibili fossili e degli armamenti, investendo i proventi in transizione energetica e adattamento climatico».

 

Fra i Paesi analizzati c’è anche l’Italia, in cui nel 2022 (ultimi dati disponibili) il debito climatico dell’1% più ricco della popolazione associato al patrimonio era di oltre 27 miliardi di euro, mentre quello associato ai consumi superava gli 11 miliardi di euro. Nello stesso anno le perdite economiche legate al clima subite dall’Italia ammontavano a circa 5,4 miliardi di euro. Il debito climatico è fortemente concentrato tra i super-ricchi: in Italia l’1% più ricco ha un debito climatico medio pro capite in base al patrimonio di circa sei volte quello del 10% più ricco. Dal rapporto emerge inoltre che le emissioni dell’1% più ricco nel nostro Paese sono pari a circa 160 volte quelle del 50% più povero della popolazione.

 

«I jet privati e gli stili di vita lussuosi sono solo la punta dell’iceberg. L’impatto climatico dei super-ricchi è molto più grande a causa delle loro proprietà, aziende e investimenti», dichiara Clara Thompson, esperta di giustizia fiscale di Greenpeace Germania. «I governi hanno ora l’opportunità di agire: devono avvalersi della Convenzione fiscale delle Nazioni Unite per rafforzare la tassazione della ricchezza estrema e far luce su chi possiede patrimoni ad alto impatto climatico, in modo da far pagare i super-ricchi per i loro danni ambientali».

 

Per questo motivo, Greenpeace Italia, insieme alle principali organizzazioni ambientaliste e pacifiste italiane, ha scritto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere un sistema fiscale più equo basato sul principio “chi inquina paga”, per tassare in modo adeguato e permanente le grandi fortune e i profitti derivanti dai combustibili fossili e dalla vendita di armi.

 

Il report di FÖS per Greenpeace CEE in inglese si può leggere QUI.

L'articolo L’1% PIÙ RICCO D’EUROPA HA UN DEBITO CLIMATICO ANNUO DI OLTRE 300 MILIARDI DI EURO proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Giornata di sciopero per studenti e studentesse. al centro delle proteste carovita, decreto valditara, repressione, clima, assenza di prospettive

E’ giornata di sciopero studentesco, lanciata da diverse realtà, dai Collettivi autonomi e locali a Osa, contro caroscuola, carovita, repressione, decreto Valditara, precarietà abitativa, sociale e di vita. Manifestazioni da nord a sud, come a Torino, Genova, Venezia, Padova, Vicenza,...
Vedi l'articolo

💾

💾

💾

  •  

Olio toscano: produzione prevista +40% e buone rese in frantoio. Prezzi stabili.

Olio toscano: produzione  prevista +40% e buone rese in frantoio. Prezzi stabili.

A scattare una fotografia è il Consorzio di Tutela dell’oIio extravergine Toscano Igp, oggi a Firenze presso l’Istituto alberghiero Aurelio Saffi di Firenze.

Nelle olivete toscane la raccolta è nel pieno, si spiega in una nota, e le previsioni della prima ora trovano conferma in frantoio. La produzione attesa, stando alle prime stime, sarà superiore del 35%-40% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.  Dunque una buona produzione in campo, rese interessanti in frantoio e prezzi stabili sul mercato. Positive le attese per la campagna olearia 2026 dell’olio extravergine Toscano Igp.

“Sulle piante possono essere presenti tante olive, quello che conta è anche la resa, ovvero la quantità di olio che, dopo la frangitura, finirà in bottiglia – spiega in una nota Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio -. Quest’anno ci sono tutti gli indizi per una stagione molto positiva sia dal punto di vista della quantità sia della qualità. Le olive sono sane e belle e le rese soddisfacenti, mediamente intorno al 12%. Le temperature secche di quest’estate alla fine si sono rivelate un vantaggio: hanno impedito la riproduzione della mosca olearia e i danni alle olive limitando allo stretto necessario gli interventi in campo. Siamo molto fiduciosi anche sul fronte del mercato dove il prezzo si mantiene stabile. Il Toscano Igp sta facendo una corsa a sé affermandosi come l’espressione dell’eccellenza dell’extravergine italiano a livello mondiale”.

  •  
❌