Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 70,0°F at 04:23:57
Min Inside Temperature: 69,2°F at 07:29:59
Max Inside Temperature: 73,0°F at 02:23:57
Min Barometer: 29,481 inHg at 07:29:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 10 mph from 069° at 07:29:59
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 70,0°F at 04:23:57
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 68,7°F at 04:16:52
Min Dew Point: 32,9°F at 07:29:59
Max Dew Point: 48,1°F at 02:38:19
Min Outside Humidity: 31% at 07:29:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 10% at 02:23:57
Max Inside Humidity: 18% at 07:29:59
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,24 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,31 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
Civile ucraino, unico abitante rimasto di Karpivka, nel Donetsk
Ha 61 anni ed è rimasto solo a Karpivka, villaggio del Donetsk occupato dai russi dall'aprile 2025: otto mesi senza vedere nessuno. Il suo volto riemerge ora che la controffensiva ucraina «Vivaldi» ha ripreso la zona, parte dei 277 chilometri quadrati rivendicati da Kiev insieme a 8.000 perdite russe. I soldati che hanno liberato l'area gli calano il cibo. Mentre Zelensky chiede altri 70 miliardi all'Ue, Zamota misura il costo umano della guerra: un uomo, un villaggio, un fronte che si sposta.
Il giornalista cipriota Alex Christoforou ha affermato che il leader del regime di Kiev, Volodymyr Zelenskyy, farebbe bene a prepararsi, dato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è molto scontento di lui.
“Trump è convinto che Zelenskyy non sia la persona con cui dovremmo trattare. Non vuole accettare un accordo di pace e sta distruggendo l’Ucraina, senza rendersi conto che Trump non negozierà più con lui, ma si sbarazzerà semplicemente di lui e basta… Da notare che Trump non dice quando accadrà, ma visto il suo atteggiamento, Zelenskyy farebbe meglio a prepararsi”, ha detto Khristoforou sul suo canale YouTube.
Donald Trump ha recentemente espresso insoddisfazione per la scarsa disponibilità di Zelenskyy ai negoziati, per la sua riluttanza a fermare gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe e ha denunciato la corruzione in Ucraina.
In precedenza, SP aveva riferito che l’Occidente intende sostituire il leader di Kiev.
Secondo quanto riportato dal New York Times, il rapporto tra Trump e Zelensky è sull’orlo della rottura.
È ormai noto che i rapporti tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader di Kiev Volodymyr Zelensky sono sul punto di deteriorarsi.
Come riporta il New York Times (NYT), il capo della Casa Bianca non nasconde più il suo disprezzo per il presidente defunto.
L’articolo afferma che lo scenario peggiore per Kiev sarebbe la decisione di Washington di interrompere tutti gli aiuti militari all’Ucraina, poiché il Paese “indipendente” dipende dalle comunicazioni satellitari di Starshield e dalle informazioni di intelligence fornite dagli Stati Uniti.
Ricordiamo che in precedenza al leader del regime di Kiev era stato consigliato di moderare le sue critiche al presidente americano. “Per ora, la maggior parte degli europei consiglia a Zelensky di attenuare le sue critiche a Trump , dato che non esiste alternativa alla cooperazione con gli Stati Uniti”, ha riportato Bloomberg.
Nota: La protezione dei leader europei non basterà più a Zelensky. Fino adesso si era sentito protetto da questi ma la situazione sta cambiando.
Zacharia lascia battendo il record precedente di Anthony Scaramucci, durato solo 10 giorni nell'incarico durante il primo mandato del presidente. Si propone l'influencer Maga Loomer
Per PS5 scegliete Trust Gaming GXT 498W Forta se volete spendere poco, Sony INZONE H5 per comfort e wireless, oppure beyerdynamic MMX 300 PRO per audio e microfono cablati di fascia alta. Le Razer Bla...
Ongoing fires in Indonesia that have blanketed parts of Southeast Asia with toxic haze have triggered the highest-level alert by the regional bloc’s climate and fire monitor.
“Activation of Alert Level 3 for the Southern Asean region,” the Singapore Asean Specialised Meteorological Centre (ASMC) said on its website, seen on Saturday.
Based near Singapore’s Changi Airport, the ASMC uses a four-tiered alert level system, from zero to three, with the highest triggered if there is a “high risk of...
Nel XXI secolo il nodo della sorveglianza delle infrastrutture critiche è ritenuto essere, oramai, un dettaglio fondamentale per le questioni inerenti la sicurezza dei sistemi-Paese più avanzati sotto diversi punti di vista: si va dagli scenari propriamente concernenti la sicurezza nazionale – e su questo fronte dalle infrastrutture fisiche a cavi sottomarini e data center la letteratura degli studi strategici è ormai ricca circa l’ottimo da definire in termini di sicurezza – a quelli inerenti la sicurezza economica e di percorsi come la doppia transizione, energetica e digitale. E su quest’ultimo fronte, in particolare, sono potenzialmente sdoganabili al massimo della loro capacità le potenzialità connesse alla sorveglianza satellitare delle infrastrutture energetiche abilitanti la transizione green.
Il monitoraggio della Terra tramite satelliti, compiuto sia tramite vettori operanti su orbite basse (Low-Earth Orbit, LEO) sia tramite i tradizionali satelliti geostazionari, aggiunge una netta verticalizzazione alla capacità di monitoraggio, coordinamento e controllo delle reti critiche. Scienza, sicurezza, monitoraggio, prevedibilità: le reti si fanno più complesse e più articolato si pone il loro monitoraggio. Si nota dunque una nuova capacità operativa nell’ambito della transizione energetica, che finisce per superare i domini terrestri delle reti fisiche passanti per terra e mare e delle connessioni digitalizzate decentralizzate orientante le nuove infrastrutture “intelligenti” per la generazione basata su rinnovabili per estendersi, verticalmente, allo spazio, che a sua volta è un laboratorio di transizione energetica per diversi motivi. Primo: la possibilità di testare tecnologie avveniristiche in materia di accumulazione in campi come il fotovoltaico; secondo: la prospettiva di analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici in tempo reale e proporre soluzioni reattive per gli sviluppi in corso; terzo: la capacità di proiettare la sorveglianza anche alle infrastrutture che determinano il futuro della transizione green. Come le infrastrutture tradizionali, anche quelle della transizione sono soggette all’evoluzione del contesto globale fatto di crescenti eventi climatici estremi e rischi sistemici. Tra le aziende attive nella governance di questi sistemi complessi si segnala l’italiana CESI, multinazionale basata a Milano e partecipata da Enel e Terna, che opera sia nel campo della consulenza su grandi progetti energetici orientati alla decarbonizzazione sia nella certificazione dei sistemi volti ad abilitarli, ma è attiva anche in ambito di tecnologie spaziali e monitoraggio infrastrutturale.
Un ecosistema complesso, quello di CESI, che analizza in profondità dati e necessità concernenti questi scenari in cambiamento. “Per monitorare gli effetti del riscaldamento globale sulla Terra, i dati satellitari sono diventati uno strumento fondamentale per gli scienziati, poiché con sentono di osservare tali variabili a livello globale e in tempo reale”, notava nel luglio 2023 l’Energy Journal edito da CESI , analizzando il ruolo della cosiddetta “intelligence climatica”, che “si sta rivelando come un’importante alleata per le aziende e le istituzioni: utilizzando grandi set di dati storici, è in grado di generare modelli di previsione avanzati per mitigare gli impatti e dare supporto nella pianificazione e nella gestione delle attività” e ricordando che “l’intelligenza climatica può generare opportunità di business: la crisi climatica ha portato infatti a una crescente domanda di prodotti e servizi a basse emissioni, sviluppando il mercato dell’innovazione sostenibile nell’era dell’economia green”. In un contesto segnato da crescenti spinte alla decarbonizzazione, volontà di spingere sulla neutralità climatica, sfide crescenti degli eventi estremi e necessità di governance tecnologica avanzata e interconnessione tra dati serve pensare olisticamente la transizione e le sue dinamiche digitali, fisiche e di governance, che toccano anche le reti. E per guardare alle reti nel migliore dei modi serve anche un monitoraggio che non può prescindere dai fronti legati all’osservazione satellitare. Abilitatori di sicurezza economica, energetica, tecnologica e, dunque, di prosperità pubblica. Aziende come CESI attraversano l’intera filiera di questa catena del valore multivettoriale, mostrando l’importanza di coniugare sviluppo tecnologico e visione a tutto tondo per guardare olisticamente a una transizione dove si toccano Terra e spazio, in un legame di crescente interdipendenza.
Le forze armate yemenite prendono di mira il quartier generale delle forze saudite e i depositi di armi nel campo di Badr ad Aden, mentre l’aggressione saudita si intensifica in tutto lo Yemen.
Le forze armate yemenite hanno preso di mira il quartier generale delle forze saudite e i depositi di armi nel campo di Badr ad Aden, secondo quanto riportato venerdì dall’agenzia di stampa yemenita Saba , che cita una fonte militare.
L’avvertimento giunge mentre i combattimenti si sono intensificati in diverse zone dello Yemen, con una nuova escalation segnalata da domenica, dopo che le forze sostenute dall’Arabia Saudita hanno annunciato il lancio di una “controffensiva contro le forze di Sana’a” per riconquistare le aree recentemente portate sotto il loro controllo.
L’aggressione saudita si intensifica in tutto lo Yemen.
Nelle ultime 24 ore, aerei da guerra sauditi hanno effettuato 101 raid aerei e attacchi missilistici contro siti civili a Sana’a e nei governatorati di Dhale, Taiz, Hodeidah, Dhamar, Marib, Saada, al-Jawf, Amran e Lahij, ha dichiarato venerdì l’esercito yemenita.
Il portavoce delle forze armate yemenite, il generale di brigata Yahya Saree, ha dichiarato che gli attacchi sono stati condotti da caccia F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif, mentre gli attacchi missilistici sono stati lanciati da Najran.
Saree ha affermato che l’aggressione saudita ha ucciso e ferito civili, tra cui donne e bambini.
Secondo Saree, gli ultimi attacchi portano a 2.489 il numero totale di raid aerei e missilistici sauditi dall’inizio dell’escalation contro lo Yemen.
419 morti e feriti nell’aggressione saudita dal 3 settembre
Il Ministero della Salute yemenita di Sana’a ha annunciato venerdì che il bilancio delle vittime e dei feriti a causa della continua aggressione saudita contro lo Yemen è salito a 419 dall’inizio dell’ultima escalation, il 3 settembre .
Secondo il ministero, almeno 114 persone sono state uccise e altre 305 ferite negli attacchi sauditi delle ultime sei settimane, con donne e bambini che rappresentano la maggior parte delle vittime.
Gli ultimi dati giungono nel contesto dei continui raid aerei, attacchi missilistici e bombardamenti di artiglieria sauditi contro diversi governatorati yemeniti, mentre Riyadh prosegue con la sua escalation militare.
Secondo quanto riportato dai media di Sana’a, le forze saudite effettuano quotidianamente decine di raid aerei e attacchi missilistici, prendendo di mira infrastrutture civili e zone residenziali in tutto il Paese.
Le forze saudite hanno inoltre intensificato i bombardamenti di artiglieria contro le aree popolate nei distretti di confine dello Yemen, mettendo ulteriormente in pericolo i civili già colpiti dall’aggressione in corso.
Il miglior monitor per PS5 dipende dalla postazione: Sony INZONE M9II offre 4K e funzioni dedicate alla console; Dell S2725QS rende accessibile il 4K a 120Hz. LG 27GR95QE UltraGear offre contrasto OLE...
All’assemblea del sindacato inquilini Asia in piazza Garibaldi ieri pomeriggio, c’erano anche Floriana e Letizia (raccontiamo qui accanto la loro storia), le due donne che hanno rischiato di finire per strada il 9 ottobre "nonostante avessero sempre pagato l’affitto, 650 euro al mese, alla proprietaria. – ha spiegato il sindacato Asia – Ora la casa dove vivono è in vendita. Chissà? Magari perché sarà usata per il B&B, come sta accandendo anche a Livorno, dove 1500 abitazioni sono sparite dal mercato delle locazioni per residenti, inghiottite nella spirale degli affitti brevi turistici".
"Il loro caso è emblematico di un sistema che ormai è arrivato alle estreme conseguenze. Per lavoratori e studenti è ormai impossibile trovare un alloggio in affitto. – ha denunciato il sindacato – O mutui, che sono insostenibili. Sono decine le case all’asta, così come gli sfratti che sono arrivati a oltre 30 al mes qui a Livorno von una esecuzione al giorno in media".
L’iniziativa di ieri è stata volutamente organizzata in piazza Garibaldi, in uno dei quartieri più popolari, abitato da livornesi ma anche da tanti e stranieri. Questi ultimi spesso abitano alloggi sovraffollati in affitto, dove vige la prassi illegale dei subaffitti ’selvaggi’. L’assemblea dunqie è servita per informare la cittadinanza "sull’emergenza abitativa a Livorno" e per "preparare il terreno in vista della scadenza del 30 ottobre, quando si terrà lo sciopero generale contro la crisi abitativa". Lo slogan sarà "Blocchiamo il Paese contro carovita e carobenzina, per investimenti nel settore sociale, nella sanità e nella scuola. Basta miliardi spesi in armamenti". Lo sciopero rivendicherà anche la necessità di "una legge sul mercato degli affitti e dei mutui".
Intanto Asia dà un’altra scadenza da annotare: "L’11 novembre tutti davanti all’abitazione di Floriana e Letizia in via Meyer 67. Impediamo l’esecuzione del loro sfratto e di altri in calendario" perché conclude "la città è nostra, di chi la vive da sempre e di chi ci lavora. Non di speculatori e palazzinari".
Vive da cinque anni in una abitazione in affitto in via Mayer con la figlia e la madre di 80 anni ed ha sempre pagato (e sta ancora pagando) regolarmente il canone di locazione alla proprietaria, che però le ha dato lo sfratto un anno fa, perché vuole vendere. Letizia Tamberi ha preso atto della volontà della proprietaria, ma poco dopo è successo qualcosa che ha stravolto ulteriormente la sua vita; si è ammalata. E ha smesso di lavorare. Svolgeva lavori di pulizie domestiche e anche la badante. Così senza lavoro e garanzie economiche, per Letizia è diventato impossibile cercare e trovare un’altra sistemazione. Oggi è in sedia a rotelle. L’unica strada da seguire a quel punto è stata quella della domanda per una casa per l’emergenza abitativa. Lo ha fatto e adesso è ai primi posti di questa graduatoria, vista la sua situazione drammatica. Al suo fianco c’è il sindacato inquilini Asia, che la segue e l’assiste. Ma non basta un alloggio popolare d’emergenza, dove trasferirsi al più presto, perché lo sfratto è stato rinviato all’11 novembre e quel giorno il legale della proprietaria le ha detto che arriverà con la forza pubblica e il fabbro per cambare la serratura. Serve infatti che la nuova abitazione sia senza barriere architettoniche. Non sarà facile reperirla con così breve preavviso, anche se secondo il sindacato la data di assegazione potrebbe concidere con quella dello sfratto.
Eppure alloggi vuoti di edilizia popola ce ne sono, come riferisce Gianfrando Barba del sindacato Usb: "Se ne contano tra 345 tra Livorno e provincia. Alcuni sigillati al piano terra, che sarebbero perfetti per Letizia. E nel solo 2025 le domande per le case popolari sono arrivare a 2300". Abbiamo così interpellatto l’assessore al sociale e alle politiche abitative del Comune, Andrea Raspanti, che ci ha risposto: "La signora sotto sfratto è nelle primissime posizioni della graduatoria. Si tratta soltanto di attendere la disponibilità di un alloggio che abbia le caratteristiche giuste per accogliere una persona con invalidità quale è lei. Tempi che non siamo in condizione di definire con certezza, ma che saranno brevi. L’Ufficio casa e Casalp sono, non da oggi, alla ricerca di una soluzione. Stiamo parlando di una persona che ha sempre regolarmente pagato e che si è impegnata con la proprietà a pagare per il tempo che intercorrerà tra il momento stabilito per la liberazione dell’appartamento e l’ingresso nell’alloggio pubblico".
Ha sottolineato Raspanti: "L’insistenza dei proprietari e del loro legale è davvero incomprensibile, tanto più che non ci risulta che le ragioni alla base della loro urgenza di liberare l’alloggio, siano davvero così pressanti. Confido che alla fine prevalga il senso di umanità".
Il cinema non è solo quello che riempie le sale, non è i ‘film evento’. È anche altro. Sono tante le mini-produzioniindipendenti, ignorate dai distributori, magari opere prime che non accettano quella trita struttura ‘televisiva’ nazionale che annienta, ormai da troppi anni, lo ‘specifico filmico’, per usare un desueto termine anni Settanta. Ci sono poi i prodotti audiovisivi ‘minori’ (si fa per dire…) che spesso appassiscono dopo labili apparizioni nei festival specializzati.
Meno male che, ogni tanto, c’è qualcuno che tenta di porre un freno a questo maligno sistema: certo lo fa Archivio Aperto, il festival di Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia (siamo alla diciannovesima edizione) che si tiene a Bologna anche quest’anno dal 22 al 26 ottobre. Un appuntamento “dedicato alla riscoperta del patrimonio filmico privato amatoriale, sperimentale, d’artista, in piccolo formato” conservato, catalogato e restaurato dai primi anni Duemila in poi e che ha creato, passo dopo passo, una monumentale montagna di oltre quarantamila pellicole.
La locuzione ‘film di famiglia’ non deve trarre in inganno: non si tratta, infatti, di filmati amatoriali che i papà e le mamme girano in giardino o in spiaggia per riprendere i propri pargoletti. Qui stiamo parlando di prodotti audiovisivi, girati senza tecniche iperprofessionali, ma che ci raccontano più realisticamente di tanti film prodotti con soldoni la storia del nostro Paese. E non unicamente quella.
Forse solo uno, fra questi filmati, almeno fra i prodotti italiani, l’ha girato una regista professionista come Francesca Archibugi: la storia pubblica e privata di una delle voci più dirompenti e lucide del femminismo, quella di Carla Lonzi (1931-1982). Dopo la presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia, è la prima uscita pubblica del film sulla Lonzi ed è in programma il 22 ottobre, in serata.
Le opere presentate a Bologna (lungometraggi e cortometraggi) hanno tutte un unico comun denominatore: offrire uno sguardo sulla complessità del mondo che stiamo vivendo. Qualche appuntamento: Unsetting Genealogies, ad esempio, è una “ricerca di Alessandra Ferrini ospitata nella project room del festival e pone l’accento sulle origini fasciste di alcune istituzioni artistiche italiane”. E “in parallelo”, anche “sulla dimensione privata e affettiva della storia”.
Focus Upside Down descrive invece, con una serie di proiezioni e incontri, “le pratiche di militanza e di mediattivismo”; nella sezione L’Archivio che non c’è viene proiettato il documentario A Place in the Italian Sun che “riporta alla luce una storia poco conosciuta di violenza coloniale, esilio e reclusione” e in Storie Sperimentali viene presentata una retrospettiva d’autore: la proiezione delle Songs “canzoni visive mute” in pellicola originale (8 millimetri), ideate e realizzate da Stan Brakhage (1933-2003), regista americano sperimentale, autore di oltre 400 opere, la maggior parte delle quali girate in 8 e 16 millimetri (a volte dipingeva o manipolava con interventi esterni la pellicola…).
Fra gli altri, anche i filmati, interessantissimi, delle lotte sociali e politiche degli anni Sessanta e Settanta “che fecero dei media uno spazio di partecipazione, protesta, sperimentazione e libertà di informazione: da quello, a oggi inedito, su Radio Alice, a 50 anni dalla nascita dell’emittente, alle tristi esperienze del G8 di Genova; dalle Street TV dei primi anni Duemila, provocazione situazionista e di difesa della libertà d’informazione contro l’oligopolio televisivo, al film ‘militante a soggetto’ Processo politico di Francesco Leonelli e dello scultore Arnaldo Pomodoro sull’affaire Pinelli-Calabresi”.
Il concorso internazionale dedicato alle opere realizzate con materiali d’archivio presenta 16 titoli, fra cui 13 anteprime italiane (fra le quali Auber 89 di Giuseppe Schillaci (Italia/Francia, 1980), sulle vicende passate (e in itinere) della periferia parigina a partire dagli anni Ottanta. Ma non mancano filmati sul conflitto israelo-palestinese e persino storie curiose come quella del primo e unico astronauta afghano. Nella sezione Open Frame sono in competizione opere brevi di found footage (letteralmente ‘filmato rinvenuto’, ovvero una tecnica grazie alla quale alcune scene sembrano registrazioni di filmati amatoriali). Sono opere selezionate realizzate all’interno di vari organismi legati al cinema e alle arti visive.
In definitiva, le varie sezioni della manifestazione (Festival, Concorso internazionale, Installazioni, Archivio aperto) formano un coacervo di informazioni e approfondimenti sul mondo che abbiamo vissuto (e che viviamo) di cui oggi c’è un gran bisogno: una sorta di riposizionamento delle nostre coscienze, una boccata d’ossigeno, un momento di disintossicazione da un sistema mediatico drogato e drogante.
Il nuovo Consiglio della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, che resterà in carica fino al 2031, ieri mattina ha confermato (con voto a scrutinio segreto) il presidente uscente Riccardo Breda, al suo terzo mandato. Guiderà l’Ente per i prossimi 5 anni. È passato alla prima votazione con 16 voti favorevoli e una astensione dai 17 sonsiglieri presenti. Tutto è avvenuto nella sala Elba ad assistere c’erano tra le altre Autorità, l’assessore all’economia e attività produttive della Regione a Leonardo Marras, i Sindaci di Livorno Luca Salvetti e Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Collona e il Prefetto Giancarlo Dionisi.
"Essere confermato alla guida della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno per il terzo mandato è motivo di orgoglio e ringrazio per la fiducia rinnovata. – ha detto il presidente Breda – Riparto dall’esperienza e dai risultati raggiunti nei mandati precedenti, con un punto fermo, continuare a garantire un impegno concreto per i territori di Livorno e Grosseto con ancora più forza".
Ma Enrico Sostegni, responsabile Area Vasta Costiera per Legacoop Toscana, che ha chiesto a sospresa la votazione a scrutinio segreto e ha annunciato la sua astensione, ha dichiarato davanti al Consiglio Camerale: "Dispiace constatare che negli ultimi anni l’attenzione della Camera di Commercio per il settore della cooperazione è stata insufficiente. Parliamo di imprese radicate nei territori, che creano valore aggiunto per l’economia di Livorno e Grosseto, assicurano lavoro e offrono servizi alle comunità. Se guardiamo alle 25 imprese con più occupati, 8 sono cooperative, con realtà di dimensioni importanti in agricoltura, logistica, grande distribuzione organizzata, banche locali, cultura e servizi sociali".
Prima che parlasse Sostegni, Fabio Busdraghi, membro anche lui del Consiglio Camareale, aveva chiesto la conferma di Breda, ma per acclamazione.
Siedono nel Consiglio Camerale: Sabrina Rossi (settore Agricoltura) Milena Sanna (settore Agricoltura) Alberto Ricci (settore Industria) Roberto Bardini (settore Industria) Riccardo Breda (settore Artigianato) Carlo Santucci (settore Artigianato) Luciano Bianchi (settore Commercio) Francesca Marcucci (settore Commercio) Massimiliano Mei (settore Commercio) Enrico Sostegni (settore Cooperative) Fabio Busdraghi (settore Turismo) Fabio Tinti (settore Turismo) Gloria Dari (settore Trasporti e spedizioni) Paolo Sodi (settore Credito e assicurazioni) Massimiliano Di Rosa (settore Servizi alle imprese) Eugenio Fiore (settore Servizi alle imprese) Eleonora Bucci (organizzazioni sindacali dei lavoratori) Gisella Seghettini (associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti) Mirko Cinelli (liberi professionisti).
L’intelligenza artificiale (IA) è ormai ovunque, dopo gli Italian brain-rot che hanno invaso i social (in cui venivano generati video senza senso), il suo uso si è espanso nel resto della società. L’uso frenetico di questo mezzo è dovuto alla facilità d’utilizzo, dove, scrivendo una o due frasi, ci ritroviamo con un’immagine generata automaticamente o con la risposta ad un problema. Più si va in avanti, e più la corsa all’intelligenza artificiale migliora questo strumento. Le immagini generate artificialmente sono sempre più realistiche per non parlare dei video, ed ormai anche passeggiando per le strade incontriamo pubblicità create con l’IA. L’intelligenza artificiale si trova sempre di più facilmente, oltre a tutti i contenuti che ci sono sui social, ormai anche alcuni ristoranti ed eventi creano le loro pubblicità con l’IA; perciò, la sua presenza si è generalizzata nelle nostre vite.
C’è dunque un’onnipresenza dell’intelligenza artificiale nella nostra società, considerando che la vediamo sui social e nelle strade. Il suo uso si è democratizzato nelle nostre vite quotidiane. Secondo ItaliaOggi (AI, 16 mln di italiani usano almeno un’app. Fra i 15-24enni ChatGPT supera TikTok, dicembre 2025) circa il 35% della popolazione italiana usava l’IA. Al giorno d’oggi, anche con una semplice ricerca Google ci viene imposta una risposta fatta con l’IA. Anche nelle scuole sono in tanti a usarla obbligando gli istituti ad adattare i loro regolamenti.
Oltre ai problemi legati all’ambiente ed al consumo energetico dell’IA, dobbiamo chiederci come usarla senza diventarne dipendenti. Secondo uno studio della Fondazione Olitec (Ricerca sulla Dicotomia dell’Intelligenza Artificiale: Amplificatore del Genio Umano o Meccanismo di Dipendenza Cognitiva), che ha coinvolto 800 persone per capire se l’IA crea dipendenza o amplifica le capacità cognitive, solo 160 persone riuscivano a utilizzare l’IA per amplificare le loro capacità cognitive, una parte di loro sono anche riusciti a utilizzarla con senso critico per fare scoperte interdisciplinari. Per 640 persone invece il suo utilizzo ha creato dipendenza, diminuendo, per il 62% di questo gruppo, la capacità di risolvere problemi del 18%. Lo studio mette in evidenza che l’uso eccesivo dell’IA ha ridotto anche l’esercizio mentale, portando a considerare che ciò che dice l’IA sia considerato vero e conclude dicendo che, per la maggior parte delle persone, “l’IA rischia di generare dipendenza cronica, con potenziali effetti negativi sulla resilienza cognitiva, l’autostima e l’inclusione sociale”. Perciò possiamo vedere che occorre essere attenti al modo in cui lo usiamo perché può essere un pericolo per la nostra capacità di spirito critico.
Per concludere, l’IA è una tecnologia che cambia le nostre abitudini, come già abbiamo visto, ma occorre utilizzarla con cure. Le derive sono già troppe, come con la creazione degli Italian brain-rot, ed è necessario chiederci come utilizzare bene questa risorsa per evitare di diventarne dipendenti. È senza dubbio una risorsa che può facilitarci la vita, ma occorre prendere in considerazioni i limiti dell’IA e riflettere di più quando la usiamo, a rischio di perdere un po’ delle nostre abilità.
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Japan has long established itself as a pioneer of mediation in Southeast Asia. In 1990, for example, its officials helped broker talks between Cambodia’s warring factions, supplementing international efforts to end conflict in the country.
Now, Tokyo is seeking to upgrade its diplomatic toolkit. The Ministry of Foreign Affairs’ International Peace Mediation Unit was set up in March, followed by the launch of the Parliamentary Association for Peace Mediation in May.
Around the same time, the...
Per una parte di pubblico il suo volto resta legato a uno dei fratelli vampiri di The Vampire Diaries. Ma Paul Wesley ha speso l’ultimo decennio a costruire una traiettoria autonoma: la regia, la produzione con la sua Citizen Media, l’inattesa incarnazione in un giovane Capitano Kirk nella serie Star Trek: Strange New Worlds e un esordio da produttore. Adesso, protagonista di un'intervista e di un servizio per Esquire Italia, l’artista si racconta ripercorrendo i suoi progetti e l'intesa con Fay, brand che indossa in tutti gli scatti.
Il destino del sito Konecta e la necessità di tutelare i lavoratori e le lavoratrici coinvolti torna ancora al centro dell’iniziativa in Consiglio regionale. Il consigliere del Pd, Alessandro Franchi, infatti, ha annunciato un’interrogazione alla Giunta toscana per chiedere un nuovo intervento deciso sulla crisi del call center livornese nei confronti del governo nazionale, un’iniziativa che viaggerà in parallelo con un analogo atto che sarà presentato in Parlamento.
"È assolutamente vitale riaccendere i riflettori su questa vertenza che rischia di avere ricadute drammatiche sul nostro territorio. Parliamo – ricorda Franchi – di 76 dipendenti, in prevalenza donne e con contratti part-time, che già oggi subiscono l’impatto di contratti di solidarietà con riduzioni dell’orario e del reddito fino all’80 per cento, in scadenza alla fine del 2026. Un numero peraltro già assottigliato, se pensiamo che a marzo del 2024 le occupate erano 106. Non possiamo permettere che il costo dei processi di ristrutturazione del settore ricada, ancora una volta, quasi esclusivamente sulle spalle di chi lavora".
La situazione, come è noto, è precipitata a seguito della contrazione dei volumi affidati da TIM, unica commessa del sito di Livorno, che ha dato disponibilità a mantenerli solo fino a dicembre 2026. A fronte di questo, Konecta ha dichiarato di non disporre di ulteriori lavorazioni, facendo emergere il rischio concreto di chiusura. "Con l’interrogazione in Regione, intendiamo riaffermare con forza la necessità di trovare una soluzione definitiva e strutturale alla vertenza, a partire dagli esiti del prossimo tavolo nazionale del 12 novembre - conclude Falchi".
I negozianti della storica e prestigiosa via De Larderel, a due passi dall’ottocentesco omonimo palazzo, sede del Tribunale, lamentano lo stato di degrado della strada. "La nuova pista ciclabile è quotidianamente disseminata di rifiuti di ogni tipo. Gli operatori di Aamps pur passando, non fanno in tempo a pulire che è di nuovo invasa da cartacce, plastica, lattine, escrementi di cani e altro".
Non basta: "In cima a via De Larderel, all’angolo con il Bar Sport, c’è un contenitore getta carte, che quotidianamente è usato impropriamente come cassonetto per i rifiuti da chi non fa nemmeno venti passi a piedi per gettarli nei cassonetti veri, in fondo alla strada, lato piazza della Repubblica. Un comportamento scandaloso che crea degrado, sporcizia e va a scapito del decoro della zona".
Non va meglio alla batteria dei cassonetti, circondati da sacchi di rifiuti di ogni tipo abbandonati a terra, insieme a oggetti d’arredamento e piccoli elettrodomestici. Nonostante le segnalazioni ad Aamps, non si riesce ad arginare il malcostume.
Sono stati circa 120 i militari della Brigata Folgore con tutti i reparti schierati su Livorno, il 187esimo Reggimento Paracadutisti "Folgore", il 184° Reparto Comando e Supporti Tattici paracadutisti "Nembo" e il Comando Brigata Folgore, che hanno partecipato all’iniziativa di donazione del sangue organizzata su due giornate presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale di Livorno. La donazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di collaborazione con il territorio e di sensibilizzazione alla cultura della donazione, rafforzando il legame tra le Forze Armate, le istituzioni sanitarie e la comunità locale.
L’iniziativa segue una tradizione consolidata e testimonia la continuità dell’impegno dei militari a sostegno del sistema trasfusionale. La Brigata Folgore ha espresso un sentito ringraziamento all’ospedale di Livorno e al personale del Centro Trasfusionale per il lavoro quotidiano, l’accoglienza e la professionalità dimostrata. All’iniziativa ha preso parte anche il Comandante della Brigata, Generale di Brigata Dario Paduano , che ha voluto essere presente all’iniziativa.
"Accogliere i donatori è sempre un piacere e un onore – sottolinea Spartaco Mencaroni, direttore sanitario del presidio ospedaliero di Livorno – perché ogni donazione rappresenta un contributo concreto alla cura e al sostegno delle persone che hanno bisogno di sangue, una risorsa preziosa di cui tutti potremmo avere necessità. La partecipazione di un numero così significativo di militari conferma il valore della collaborazione tra istituzioni e sanità pubblica e offre un esempio importante per tutta la comunità".
"La donazione è un gesto di responsabilità e generosità che merita di essere promosso e rafforzato nel tempo - conclude il direttore Mencaroni-. Grazie al Generale Paduano e a tutti i militari che hanno aderito all’iniziativa e al personale sanitario che ha reso possibile questa giornata". Un gesto importante, vista anche la necessità illustrata da Avis nei giorni scorsi e i numeri in diminuzione durante tutto il periodo estivo per il territorio di Livorno.
Firmato venerdì l'ordine esecutivo: "Misura risponde all'interesse nazionale". La rottura tra Trump e Zelensky ha alimentato i timori che il presidente americano stia prendendo le parti di Mosca
Quando mancano pochi giorni alle elezioni più importanti del continente latinoamericano, destinate a definire l’inquilino del Palazzo del Planalto per i prossimi 4 anni, le rilevazioni demoscopiche (Quaest, PowerData, Nexus) indicano una situazione di estrema incertezza e pareggio tecnico, con il senatore Flávio Bolsonaro in leggero vantaggio sul presidente uscente, Luiz Inácio Lula da Silva, leader del Partido dos Trabalhadores (PT). Lo scenario elettorale del Paese più grande e popoloso dell’America Latina, segnato di recente anche dalla battaglia legislativa sulla settimana lavorativa, appare dunque fortemente polarizzato e incerto, mentre si moltiplicano le prove di ingerenze elettorali — già emerse nel corso del primo turno —attraverso disinformazione e manipolazione delle piattaforme social, con un ruolo decisivo giocato da consulenti legati al mondo MAGA e a Israele.
Il paradosso di Lula
Nel corso del primo turno elettorale, celebrato lo scorso 4 ottobre e che ha registrato uno dei più alti tassi di astensione della storia recente, Bolsonaro si è piazzato in testa – contrariamente a tutti i pronostici – con il 47,03% dei voti validi, contro il 45,16% ottenuto da Lula. Quest’ultimo, all’indomani del risultato elettorale, ha definito il risultato «inatteso», dopo che i sondaggi di intenzione di voto avevano indicato in modo costante nel suo caso un vantaggio di circa 6 punti percentuali. Nonostante indicatori macroeconomici positivi — disoccupazione ai minimi storici dal 2012, inflazione contenuta, crescita media del PIL del 2,8% e aumento dei salari reali —, una parte dell’elettorato percepisce una discrepanza tra i risultati ottenuti nel corso di un mandato considerato come eccessivamente cauto e frenato da un Parlamento conservatore e i successi delle prime investiture di Lula (2003-2010).
Come ha, infatti, sottolineato il giornalista di Opera Mundi Breno Altman durante una puntata de La Base América Latina, «nei governi Lula 1 e 2 i progressi sociali furono molto più rapidi e molto più ampi; si generò nel paese uno scenario di ottimismo, quasi di euforia». Nel mandato che sta per terminare, Lula aveva la minoranza in Parlamento e questo fattore ha generato difficoltà concrete nella gestione del rapporto di forze, oltre ad aver imposto una strategia di forte gradualismo e moderazione politica.
Orario di lavoro, la bandiera di Lula passa al Senato
Tra i temi divenuti centrali a ridosso del ballottaggio presidenziale che si celebrerà il prossimo 25 ottobre, c’è la riforma dell’orario di lavoro. Lo scorso 14 ottobre, infatti, il Senato ha approvato la Proposta di emendamento costituzionale (PEC) che pone fine alla formula 6×1 — sei giorni di lavoro, uno di riposo — e che garantisce a lavoratori e lavoratrici due giorni di riposo a settimana senza riduzione dello stipendio. L’orario di lavoro massimo sancito dalla Costituzione scende così da 44 a 40 ore settimanali. La PEC è stata approvata con 75 voti a favore — compreso quello di Bolsonaro, il quale ha cambiato strumentalmente posizione sul provvedimento che godeva di un forte favore popolare — e un solo voto contrario in entrambi i turni di votazione, quello del senatore ed ex vicepresidente di Jair Bolsonaro, Hamilton Mourão.
Nonostante il voto favorevole di facciata, il coordinatore della campagna di Bolsonaro, Rogério Marinho, e i capigruppo del suo partito hanno annunciato che in un eventuale governo guidato dal candidato di destra punteranno a una controriforma basata sul modello dell’«ora lavorata, ora pagata», provvedimento che non prevederebbe salario minimo, orario minimo garantito né tutele come ferie retribuite e tredicesima.
A soli 11 giorni dal secondo turno, l’esito ha rappresentato una netta vittoria per la campagna di Lula, che aveva trasformato il superamento della settimana 6×1 in una delle sue bandiere elettorali. Ma a pesare sul ballottaggio ci sono altri fattori come le rivelazioni fatte da Nadia Beller, l’avvocata boliviana, ex compagna di Fernando Cerimedo, il “guru digitale” artefice dell’ascesa di molti leader di estrema destra in America Latina.
L’ombra di Cerimedo sul ballottaggio
«Nei primi giorni di agosto, Fernando mi ha mandato una foto con uno dei Bolsonaros negli Stati Uniti. Non posso darvi la data esatta ora perché il mio cellulare è al Ministero Pubblico, ma dal 1 al 5 agosto, il periodo in cui era negli Stati Uniti, mi ha mandato una foto. Mi ha detto che si stavano occupando della questione della campagna elettorale, che stava cercando finanziamenti e che avrebbe partecipato a queste elezioni». Sono le parole di Beller, sopravvissuta a un tentato femminicidio di cui Cerimedo è il presunto mandante. Quest’ultimo si trova attualmente in carcere in Bolivia, dove è accusato anche di arricchimento illecito e narcotraffico.
La donna ha dichiarato che il consulente politico gestivala più grande bot farm della regione sudamericana, situata a Buenos Aires, ma le sue ultime rivelazioni sembrano aggiungere importanti tasselli al puzzle di dimensioni continentali che vede al centro colui che viene definito “l’uomo MAGA in America Latina”. Secondo la sua ex compagna, infatti, Cerimedo avrebbe avuto un accesso privilegiato agli strumenti di Meta, la società madre di Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Threads, piattaforme usate da centinaia di milioni di persone in America Latina e nel mondo.
Guasti tecnici o favoritismi?
Beller, oltre ad aver confermato l’impiego da parte di Cerimedo di strutture automatizzate già nelle elezioni brasiliane del 2022, ha reso noto che l’uomo ha anche stretto accordi con la dirigenza di Meta, con cui ha contatti diretti, per ridurre artificialmente la visibilità online di Lula. Il suo team ha continuato a lavorare su questo fronte anche dopo l’arresto dello stratega politico. Secondo quanto riportato da Revista Forum, in un documento presentato lo scorso 12 ottobre alla Corte Elettorale Superiore del Brasile, Meta ha riconosciuto l’esistenza di guasti tecnici che hanno interessato gli annunci e le pubblicazioni della campagna di Lula — lo scorso settembre la sua pagina ufficiale con 7 milioni di follower era stata sospesa, con conseguente blocco dell’account pubblicitario —, ma ha respinto l’accusa principale del team del PT — che aveva presentato un reclamo al tribunale e all’Autorità Nazionale per la Protezione dei Dati —, secondo cui il colosso tecnologico avrebbe favorito la candidatura di Bolsonaro. L’azienda ha dichiarato che «i sistemi di distribuzione dei contenuti di Meta non operano secondo criteri ideologici» e che «Meta non utilizza i suoi sistemi per danneggiare o favorire i candidati».
Eppure, la Segreteria Nazionale della Comunicazione del PT ha condotto un sondaggio che evidenzia un dato significativo: la pagina di Bolsonaro ha registrato, in media, un coinvolgimento 2,96 volte superiore a quella di Lula, pur avendo il 17,2% di follower in meno. Il New York Times rivela che CTRL + Z — organizzazione no-profit brasiliana indipendente — ha pubblicato un rapporto in cui afferma di aver identificato1.088 casi di censura elettorale, blocco di account e restrizioni di accesso sulle piattaforme di Meta. Il gruppo sostiene che tali misure abbiano colpito in modo sproporzionato i contenuti a sostegno di Lula rispetto a quelli a sostegno di Bolsonaro.
Il fronte israeliano nella corsa elettorale brasiliana
L’apparato di ingerenze elettorali non si limita alla sola costellazione trumpista. Nevo Cohen — stratega politico israeliano che ha lavorato per Itamar Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale israeliano e figura di spicco dell’estrema destra del Paese, — ha ripetutamente affermato di essere coinvolto nella campagna elettorale in Brasile, ma non ha rivelato chi lo ha ingaggiato. A renderlo noto è il progetto di giornalismo indipendente Panamerican Dispatch sul quale si legge anche che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Cohen, il suo team aveva preparato una campagna direttamente legata ai Mondiali di calcio e l’eliminazione precoce del Brasile ha imposto modifiche rapide ai contenuti multimediali in fase di diffusione.
Sebbene il consulente israeliano non abbia dichiarato esplicitamente il nome del candidato per cui lavora, il clan Bolsonaro vanta legami consolidati con il governo di Benjamin Netanyahu, il quale ha peraltro espresso sostegno pubblico a Flávio. Al contrario, il presidente Lula è stato il primo leader brasiliano a recarsi in Palestina e ha ripetutamente accusato Tel Aviv di violazioni dei diritti umani a Gaza.
Il 29 ottobre l’assemblea dei soci di Monte dei Paschi di Siena (Mps) sarà chiamata a una scelta decisiva per il futuro del gruppo guidato da Luigi Lovaglio, protagonista su ogni fronte del risiko bancario che da oltre un anno e mezzo sta trasformando il panorama finanziario del sistema-Paese. I soci dovranno decidere sul piano del Ceo, tornato in sella ad aprile dopo esser stato estromesso dall’azienda sulla scia di una sinergia tra Delfin e i fondi internazionali, volto a lanciare offerte pubbliche di scambio, parallele, su Banca Generali e su Banco Bpm, elemento quest’ultimo ritenuto costitutivo per la definizione di un “Terzo Polo” nazionale della finanza, e per l’integrazione di Mediobanca. Alle spalle, incombe Intesa Sanpaolo, che a giugno ha messo sul tavolo 30 miliardi per scalare Mps e attende l’esito dell’assemblea senese per capire se la bocciatura del piano Lovaglio permetterà all’offerta del primo gruppo italiano, rilanciata nei giorni scorsi e portato a 1,6 azioni Intesa e 1,25 euro cash per ogni azione Mps ma ancora ritenuta insufficiente dal Cda senese.
Una difesa in profondità per il Ceo di Mps
L’azione di Lovaglio, a cui si somma la distribuzione di un dividendo straordinario, è paragonabile a un tentativo di difesa in profondità. Il risiko bancario non è una guerra di posizione ma una battaglia di manovra dove mosse e contromosse si susseguono in forma non lineare. Il vertice di Mps intende promuovere un’azione difensiva ponendo di fronte ai soci la prospettiva di un rafforzamento del sentiero avviato con il vittorioso affondo su Mediobanca, che ha posto Mps in una posizione più centrale nel risiko bancario italiano.
A tal proposito c’è da sottolineare che sul piano di Lovaglio Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio guidata dal presidente di Luxottica Francesco Milleri, che ha sostenuto l’ascesa in Mediobanca e ha rotto con Francesco Gaetano Caltagirone sul ritorno in scena di Lovaglio ad aprile, rompendo il fronte compatto che ha sostenuto l’azione su Piazzetta Cuccia, è ora nuovamente allineata al costruttore romano nel volersi opporre al progetto del Ceo.
Corsi e ricorsi storici: fu il fallimentare tentativo di Nagel di far passare all’assemblea dei soci un piano di offerta pubblica di scambio su Banca Generali a spianare definitivamente la strada alla scalata di Mps sulla scia dell’azione promossa da Lovaglio nell’agosto 2025 e oggi il banchiere 71enne si trova a dover affrontare a Rocca Salimbeni una partita che passa anche per l’approvazione di un’operazione volta a aprire la porta a un’offerta indirizzata alla banca di Piazza Tre Torri. Chiaramente il contesto è molto cambiato, ma resta un minimo comune denominatore: Ceo che di fronte a sfide crescenti provano a difendere la posizione dei propri piani immaginando strategie a tutto campo e guardano al voto dei soci per capire la prospettiva di fattibilità.
In tal senso, la partita del risiko bancario sembra oggi, per citare Jorge Luis Borges, una “Biblioteca di Babele” finanziaria, dove ogni passaggio ne può aprire molti altri, ma è chiaro che il cda di Mps del 29 ottobre potrebbe essere l’occasione per rimettere ordine. O quantomeno distinguere gli scenari destinati ad essere plausibili da quelli remoti.
La sfida per il consolidamento proseguirà e Mps potrà aprire la strada a una nuova fase reattiva dopo l’operazione nei suoi confronti di Intesa o il piano Lovaglio sarà bocciato dai soci? Come si posizioneranno quei fondi internazionali che pochi mesi fa hanno rinnovato il mandato al Ceo e ora potrebbero aprire la strada alla bocciatura dei suoi piani? Se il piano sarà bocciato, quanto questo contribuirebbe a spingere l’offerta di Intesa che, ricordiamolo, è indipendente nelle logiche e segue binari propri? Quanto, in definitiva, questo poi impatterà sull’equilibrio del mondo bancario e assicurativo, tenendo conto che l’offerta di Intesa vede in prospettiva come partner Unipol e la partecipata Bper mentre, al contempo, l’asse Mps-Mediobanca richiama alla strategica partecipazione in Assicurazioni Generali? Queste domande non saranno risolte il 29 ottobre, ma l’indirizzo per molte risposte quel giorno si vedrà con più chiarezza, anche se l’unica certezza è che nulla è scolpito nella pietra nella partita della finanza tricolore.
Lo yuan, zitto zitto e nel silenzio generale, si sta avvicinando al dollaro a velocità sorprendente. Basta dare un’occhiata agli ultimi dati che ha fatto registrare il Cross-Border Interbank Payment System (Cips), e cioè l’infrastruttura cinese che trasferisce denaro tra le banche globali in renminbi.
Ad agosto il sistema ha registrato un record nei volumi medi giornalieri, mentre nell’intero mese ha elaborato 19.400 miliardi di yuan, equivalenti a circa 2.800 miliardi di dollari, attraverso 791.000 operazioni. Il confronto con Swift, la rete internazionale di messaggistica finanziaria che facilita flussi superiori a 5.000 miliardi di dollari al giorno, evidenzia ancora l’enorme divario tra i due circuiti.
Ci sono tuttavia due aspetti che meritano attenzione. Il primo è che Pechino ha accelerato i piani per rendere lo yuan una valuta globale, mentre il secondo tema riguarda l’impennata dei pagamenti in renminbi della scorsa primavera, quando la guerra in Iran ha spinto le aziende sanzionate a cercare un metodo alternativo per aggirare Washington. Ebbene, quello non era affatto un episodio isolato ma l’inizio di un periodo favorevole.
Yuan globale
Sia chiaro: il dollaro continua a dominare gli scambi commerciali e non esistono, almeno nel breve periodo, casistiche concrete che possano metterlo in discussione. È altrettanto vero che la Cina non ha alcuna intenzione di demolire l’ordine guidato dal biglietto verde. Pechino vuole semmai costruire un sistema finanziario parallelo, che è un lavoro molto diverso dalla semplice demolizione di un network esistente.
“I dati generali rimangono stabili. Ma guardando più a fondo emergono alcuni segnali preoccupanti”, ha intanto spiegato in parole povere Josh Lipsky, responsabile del dipartimento di Economia internazionale dell’Atlantic Council.
Se, infatti, è vero che il ruolo dello yuan nelle riserve delle banche centrali globali è diminuito dal 2022, e questo nonostante la Cina continui a immettere la propria valuta nelle economie in via di sviluppo attraverso le linee di swap interbancarie, è altrettanto vero, ha fatto notare Semafor, che il numero di partecipanti diretti al sistema di pagamenti interbancari transfrontalieri di Pechino è raddoppiato dallo scoppio della guerra in Ucraina.
Il piano della Cina
Nel momento in cui scriviamo lo yuan è la seconda valuta più utilizzata nel finanziamento del commercio globale. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Cina starebbe sfruttando il momento propizio per concentrarsi sullo sviluppo delle infrastrutture necessarie per espandere l’utilizzo del renminbi negli investimenti globali, ma anche per rafforzarne il ruolo di valuta di riserva.
Detto altrimenti, il Dragone non sta soltanto convincendo i suoi partner a regolare le transazioni in yuan: sta anche cercando di garantire che la valuta disponga di sufficiente liquidità, canali di finanziamento, prodotti di investimento e riserve per poter svolgere un ruolo più importante nei portafogli globali e nei flussi di capitali.
In questo senso, come ha fatto lo stesso Bloomberg, i progressi compiuti dalla Cina possono essere sintetizzati in quattro fronti: nell’ampliamento dei prodotti di investimento offshore in yuan, aumentando anche portata e frequenza delle emissioni di titoli di Stato a Hong Kong; nell’introduzione di derivati e strumenti di copertura per ridurre i rischi legati alle oscillazioni della valuta; nel rafforzamento del ruolo dello yuan nei finanziamenti, ampliando i canali disponibili in Cina continentale e all’estero; e nel potenziamento delle infrastrutture transfrontaliere di compensazione e regolamento dei pagamenti in renminbi. Il lavoro da fare è ancora tantissimo ma Pechino ha accelerato.
Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 70,0°F at 04:23:57
Min Inside Temperature: 69,9°F at 06:54:59
Max Inside Temperature: 73,0°F at 02:23:57
Min Barometer: 29,543 inHg at 06:54:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 9 mph from 080° at 06:54:59
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 70,0°F at 04:23:57
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 68,7°F at 04:16:52
Min Dew Point: 36,1°F at 06:54:59
Max Dew Point: 48,1°F at 02:38:19
Min Outside Humidity: 33% at 06:54:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 10% at 02:23:57
Max Inside Humidity: 16% at 06:54:59
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,24 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,31 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
WASHINGTON — Donald Trump ha sospeso venerdì, a un giorno dall’entrata in vigore, le sanzioni contro Russia e Iran che lui stesso aveva firmato in legge meno di un mese fa. L’ordine esecutivo porta la sua firma, come la portava il 18 settembre la legge che prende il nome dal senatore repubblicano Lindsey Graham, uno dei suoi alleati più stretti al Congresso. Le misure dovevano scattare il 18 ottobre.
La legge prevede dazi fino al 500 per cento sui beni russi e fino al 100 per cento sui cinque maggiori importatori di petrolio e gas di Mosca, oltre che su chiunque acquisti consapevolmente energia russa e sui principali intermediari che aiutano ad aggirare i divieti. Tutto questo resta ora sulla carta. «Ho trasmesso al Congresso una certificazione secondo cui concedere questa deroga in questo momento è nell’interesse nazionale degli Stati Uniti», si legge nell’ordine, riferisce Reuters. La sospensione vale finché il presidente o i suoi collaboratori più alti non decideranno diversamente.
Il testo non spiega perché. La deroga si appoggia a un articolo della stessa legge, il 115, che consente al presidente di fermarne l’applicazione con una certificazione scritta e un rapporto al Congresso. Restano in vigore le sanzioni decise con i precedenti ordini esecutivi, e resta in piedi la parte della legge che proroga le sanzioni all’Iran. La Casa Bianca non ha diffuso altre motivazioni oltre al testo dell’ordine.
La spiegazione, nei fatti, era arrivata una settimana prima. Il 9 ottobre, dopo una telefonata con Vladimir Putin, Trump aveva annunciato sul suo social Truth una «discussione di grande successo»: oltre 300.000 tonnellate di diesel russo «immediatamente», 500.000 a novembre, poi un milione al mese. In totale 4,8 milioni di tonnellate, circa 36 milioni di barili, fino a metà aprile. Lo stesso giorno il Tesoro aveva emesso una licenza generale, la numero 135, che autorizza le transazioni sul diesel di origine russa, importazioni negli Stati Uniti comprese.
Il mese scorso il diesel aveva toccato negli Stati Uniti il record di 6,53 dollari al gallone, circa 1,72 dollari al litro. I rincari sono legati alle interruzioni provocate dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle tensioni sullo Stretto di Hormuz, da cui passa gran parte del greggio del Golfo. Le elezioni di metà mandato sono il 3 novembre. La partita, per la Casa Bianca, si gioca sul prezzo alla pompa nelle tre settimane che restano prima del voto.
La lettera dei 12 senatori
La reazione più dura è venuta dal Senato, e non solo dai democratici. Martedì 13 ottobre dodici senatori, sei repubblicani e sei democratici, hanno scritto a Trump una lettera guidata dal democratico Richard Blumenthal: «Questo accordo è un regalo al nostro avversario e un tradimento dei nostri alleati; va revocato». Tra i firmatari repubblicani ci sono Susan Collins del Maine, Lisa Murkowski dell’Alaska, John Cornyn del Texas e Mitch McConnell del Kentucky, per anni capo del partito al Senato.
Thom Tillis, senatore repubblicano della Carolina del Nord e anche lui firmatario, è andato oltre nel programma Meet the Press della NBC: c’è un «caso legittimo» per sostenere che Trump «non sta rispettando la legge». Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha risposto su Fox: «Chiunque al Congresso dica che una vecchia legge o l’attuale legge Graham ci vieta di farlo si sbaglia».
Trump ha liquidato i critici lunedì, parlando davanti alla Casa Bianca. «Tutto ciò che può aiutare i nostri agricoltori, i nostri allevatori, mi piace», ha detto; i repubblicani che protestano «non possono fare sul serio». Ha attribuito a Volodymyr Zelensky i prezzi alti del diesel e ha aggiunto che il presidente ucraino dovrebbe farsi da parte. Giovedì 22 deputati di entrambi i partiti hanno chiesto in una seconda lettera, indirizzata a Trump, al segretario di Stato Marco Rubio e a Bessent, di revocare la licenza sul diesel. Il deputato democratico Don Beyer, della Virginia, ha parlato di «ultima resa a Putin» che «tradisce i nostri partner ucraini e sfida la chiara volontà del Congresso». William Taylor, ex ambasciatore americano a Kiev oggi all’Atlantic Council, un centro studi di Washington: «Il danno per gli ucraini è reale, e il costo per noi, gli Stati Uniti, è alto».
Bruxelles e Kiev
A Bruxelles, dove venerdì si riuniva il Consiglio europeo, Emmanuel Macron ha definito la decisione «inappropriata e inefficace». «I volumi di diesel che escono dalla Russia esistono già, sono acquistati da alcuni Paesi e sono già sul mercato globale», ha detto il presidente francese in conferenza stampa, secondo l’agenzia di Stato turca Anadolu. Quei flussi, ha aggiunto, sono «tracciati, documentati e ben noti»; l’accordo «manda un messaggio negativo ed è un elemento di divisione o di dubbio».
Zelensky, nella stessa sede, ha usato la stessa parola, «inappropriata», e ha detto di aspettarsi un accordo analogo sul gas. «Vedremo i soldi ricominciare a scorrere verso la Russia», ha avvertito. Putin, secondo lui, «non vuole negoziati di pace in nessuna forma». Il presidente ucraino ha stimato in 155 miliardi di euro le spese di guerra del suo Paese per il 2027.
Il Cremlino non ha commentato l’ordine di venerdì. Cina e India, i maggiori acquirenti di greggio russo e i primi bersagli dei dazi secondari ora congelati, avevano espresso preoccupazione per la legge nelle settimane scorse; Pechino aveva detto di opporsi a quella che chiama «giurisdizione a lungo braccio» degli Stati Uniti. Le prime 300.000 tonnellate di diesel russo, secondo l’annuncio del 9 ottobre, sono già in viaggio.
FORT-DE-FRANCE — Centocinquanta balle stipate nella stiva di un peschereccio senza bandiera, in mezzo all’Atlantico, e cinque uomini di equipaggio che non hanno sparato un colpo. È la scena dell’8 ottobre che la Marina francese ha reso pubblica ieri, venerdì, con un comunicato firmato fra gli altri dal prefetto della Martinica: a bordo c’erano 5.292 chili di cocaina e la barca, scrivono i militari, «iniziava una traversata transatlantica».
Quel fermo è il colpo maggiore di una serie di operazioni condotte fra il 4 e il 13 ottobre nel mar dei Caraibi e nell’Atlantico, riferisce l’agenzia France-Presse: in tutto 8,6 tonnellate di stupefacenti, 6,9 di cocaina e 1,7 di marijuana. Nelle stesse acque, dal settembre 2025, l’esercito americano ha ucciso almeno 235 persone in 70 attacchi contro imbarcazioni sospette. La Francia ha scelto l’altra strada: fermo, sequestro, consegna ai giudici.
Il carico dell’8 ottobre e i cinque membri dell’equipaggio sono stati portati a Fort-de-France, capoluogo della Martinica, su richiesta della procura. Gli uomini sono in stato di fermo, nelle mani degli investigatori dell’ufficio antidroga francese dei Caraibi.
Le altre due operazioni si sono svolte nel mar dei Caraibi. Il 4 ottobre una fregata francese, con il proprio elicottero e l’appoggio della marina colombiana, ha bloccato un «go-fast», il motoscafo veloce dei narcotrafficanti, anch’esso senza bandiera: 16 balle di cocaina. Il 13 ottobre è toccato a un peschereccio venezuelano con 166 balle di cocaina e marijuana. Insieme le due operazioni caraibiche superano le 3 tonnellate. Equipaggi, droga e imbarcazioni «sono stati consegnati alle autorità colombiane e venezuelane competenti per il seguito giudiziario», scrive il ministero delle Forze armate. Né Bogotá né Caracas hanno commentato.
La ministra delle Forze armate Catherine Vautrin si è congratulata su X con gli equipaggi e ha aggiunto una frase che non riguarda soltanto i marinai: «L’azione delle forze armate francesi si iscrive nel rigoroso rispetto del diritto».
Le stesse rotte
Il 4 ottobre, lo stesso giorno della fregata francese, il Comando Sud degli Stati Uniti ha annunciato un «attacco letale e cinetico» contro un go-fast «lungo le consolidate rotte del narcotraffico nei Caraibi»: quattro morti. Il presidente Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti sono in «conflitto armato» con i cartelli. A gennaio lo stesso dispositivo militare aveva portato alla cattura a Caracas di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. Le Nazioni Unite hanno avvertito che i raid rischiano di violare il diritto internazionale.
Parigi lo ha detto in faccia a Washington. Al vertice dei ministri degli Esteri del G7, a Niagara-on-the-Lake, in Canada, il capo della diplomazia francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato: «Abbiamo osservato con preoccupazione le operazioni militari nella regione dei Caraibi, perché violano il diritto internazionale e perché la Francia è presente in questa regione attraverso i suoi territori d’oltremare, dove risiedono più di un milione di nostri concittadini». L’alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, a margine dello stesso incontro, ha aggiunto che quegli attacchi sarebbero giustificabili solo come legittima difesa. Washington non ha reagito al sequestro francese.
Anche la Marina francese può sparare: secondo Le Monde, i tiratori scelti sono autorizzati a colpire i motori dei go-fast per fermarli, ma «il principio dell’operazione è zero vittime». Alle domande sulle basi giuridiche delle proprie operazioni, però, Parigi e Londra hanno risposto soltanto con una formula, piena conformità al diritto nazionale e internazionale. Il centro antidroga marittimo europeo di Lisbona chiede nel frattempo più navi militari sulla rotta atlantica della cocaina.
Mentre a Fort-de-France i cinque fermati aspettano il giudice, il Pentagono ha cominciato a spostare verso l’America Latina diverse centinaia di soldati della 10ª Divisione da montagna, di stanza a Fort Drum, nello Stato di New York. Il primo battaglione, circa 600 uomini, è diretto a Panama, agli ordini del comando Usa per l’America Latina.
RABAT — Il presidente della Federcalcio al ministero delle Finanze. È la nomina che spicca nel primo governo marocchino guidato da una donna: venerdì, al Palazzo reale di Rabat, re Mohammed VI ha presieduto il giuramento dell’esecutivo di Fatima-Zahra El Mansouri, 50 anni, avvocata, sindaca di Marrakech e ministra dell’Abitare nel governo uscente.
Fouzi Lekjaa, presidente della Federazione reale marocchina di calcio e già ministro del Bilancio, prende Economia, Finanze e Performance pubblica. Il Marocco, che organizzerà il Mondiale 2030 con Spagna e Portogallo, sta completando un piano da 20 miliardi di dollari per il torneo, mentre da un anno un movimento di giovani protesta proprio contro la spesa per gli stadi. La cassa dello Stato finisce così nelle mani dell’uomo che ne guida il capitolo più contestato.
Bloomberg scrive che la nomina arriva mentre il Paese ha margini di bilancio sempre più stretti e una domanda sociale in crescita; Lekjaa ha promesso più spesa sociale. Entrato nel Partito dell’autenticità e della modernità (PAM) poche settimane prima del voto, aveva contribuito alla vittoria del partito, riferisce Reuters.
Il governo conta 32 membri: 19 ministri, 11 ministri delegati e il segretario generale. Le donne sono sei, compresa la premier; tra i ministri a pieno titolo sono due. L’esecutivo uscente di Aziz Akhannouch ne aveva quattro.
Confermati i pesi massimi: Nasser Bourita agli Esteri, Abdelouafi Laftit all’Interno, Abdellatif Ouahbi alla Giustizia, Ahmed Toufiq agli Affari religiosi. Nasce un ministero dell’Intelligenza artificiale, della transizione digitale e della riforma amministrativa, affidato ad Ahmed Rahhou. Nizar Baraka, leader dell’Istiqlal, va ad Attrezzature, Acqua e Foreste; l’Agricoltura passa a Khalid Hatimi con il mandato della «sovranità alimentare».
Un’affluenza al 38 per cento
Il governo nasce dalle elezioni del 23 settembre. Il PAM ha vinto con 97 seggi su 395, dieci in più del 2021. Il Raggruppamento nazionale degli indipendenti, il partito del premier uscente, ha perso 36 seggi ed è sceso a 66. Gli islamisti del Partito della giustizia e dello sviluppo, guidati dall’ex premier Abdelilah Benkirane, sono risaliti da 13 a 54. Ha votato circa il 38 per cento degli aventi diritto, contro il 50 di cinque anni fa: l’affluenza più bassa in vent’anni.
El Mansouri, incaricata dal re il 29 settembre, ha costruito una coalizione con l’Istiqlal, i socialisti dell’USFP e il Partito del progresso e del socialismo: 207 seggi, nove sopra la maggioranza. Benkirane ha annunciato che il suo partito resterà all’opposizione.
Il PAM era stato fondato nel 2008 da Fouad Ali El Himma, consigliere del re, come contrappeso agli islamisti. Oggi governa un Paese in cui, dalla fine di settembre 2025, il collettivo GenZ 212, nato sulla piattaforma Discord, ha portato in piazza in undici città giovani che chiedono ospedali e scuole e contestano i miliardi per gli stadi della Coppa d’Africa 2025 e del Mondiale 2030. Il bilancio del ministero dell’Interno parla di tre morti e oltre 400 arresti, con 263 agenti e 23 manifestanti feriti. In una lettera al re i manifestanti avevano chiesto le dimissioni del governo.
Alla composizione del nuovo esecutivo non è seguita alcuna reazione pubblica immediata: né da GenZ 212, né dal partito di Benkirane, né dalle organizzazioni femminili.
Dopo il voto, El Mansouri aveva detto di non avere «nessuna linea rossa» nelle trattative. «Abbiamo voltato pagina», aveva aggiunto.
NUOVA DELHI — Abhijeet Dipke non era ancora arrivato al corteo quando un agente gli si è parato davanti, nel cuore degli affari di Delhi, e gli ha detto: «La stiamo fermando adesso». Lui ha risposto con il telefono acceso: «Non ho violato nessuna legge, come potete fermarmi». Il video, diffuso venerdì sul profilo Instagram del suo partito, mostra il fondatore del movimento «Cockroach» portato via dalla polizia per la seconda volta in sei giorni.
Dipke è il volto del CJP, il partito nato dalla protesta dei giovani che da due settimane chiedono le dimissioni del capo della Commissione elettorale indiana. La revisione straordinaria delle liste ha cancellato oltre 130 milioni di elettori, riferisce la CNN, e il movimento la contesta in piazza come una manipolazione del voto. È una delle maggiori sfide politiche al primo ministro Narendra Modi nei suoi dodici anni di potere, e il governo ha risposto chiudendo le piazze.
Il giro di vite era cominciato sabato 10 ottobre. Dipke e due dirigenti del partito sono stati bloccati all’aeroporto di Delhi, in arrivo da Mumbai: la polizia è salita sull’aereo prima che scendessero. Jantar Mantar, la piazza dove da trent’anni si manifesta nella capitale, era transennata, con mezzi antisommossa, posti di blocco e internet mobile oscurato per 24 ore in un raggio di quattro chilometri. Una fonte ufficiale ha detto a Reuters che i fermati sono stati più di 2.000.
Civicus Monitor, l’osservatorio internazionale sulle libertà civili, parla di oltre 7.000 persone portate in otto stadi trasformati in centri di detenzione, con la rete bloccata all’interno. Giornalisti con il tesserino sono finiti allo stadio Chhatrasal e in un commissariato del quartiere delle ambasciate. Il partito ha denunciato «un’intercettazione pianificata per decapitare la guida delle manifestazioni pacifiche prima che arrivino sul posto».
Jantar Mantar cancellato
La domenica un giudice ha rimesso in libertà Dipke e i due dirigenti con l’obbligo di non turbare l’ordine pubblico per un anno. Lui ha annunciato che il CJP «non farà un passo indietro e non si lascerà intimidire». Il giorno dopo la polizia ha reso pubblico l’ordine del commissario di Delhi che toglie a Jantar Mantar lo status di area autorizzata alle proteste, riconosciuto formalmente nel 2022 ma in vigore di fatto dal 1993. I presidi si tenevano sulla strada accanto all’osservatorio settecentesco, a pochi passi dal Parlamento.
Le nuove sedi indicate dalla polizia sono Ramlila Maidan, a quattro chilometri, un terreno nella zona est a tredici e un campo a Burari, a oltre venti chilometri dal centro. Il Ministero dell’Interno ha istituito un comitato per scrivere le regole. Spostare i cortei a mezz’ora d’auto dal Parlamento significa toglierli dalla vista di chi dovrebbe ascoltarli. Il CJP ha definito la scelta «inaccettabile».
Al centro della contesa c’è Gyanesh Kumar, 62 anni, presidente della Commissione elettorale, che ha guidato la revisione delle liste. La Commissione nega di favorire alcun partito e sostiene che chi è stato cancellato per errore può reiscriversi. Kumar non ha mai commentato pubblicamente le proteste.
Il partito di governo, il BJP, accusa i rivali di minare la democrazia mettendo in dubbio procedure legittime e parla di giovani «usati come pedine». Il presidente del partito, Nitin Nabin, ha attaccato direttamente il CJP. La polizia di Delhi e il Ministero dell’Interno, interpellati dalla CNN sui fermi di venerdì, non hanno risposto.
Il corteo di venerdì era stato convocato in solidarietà con due dirigenti del movimento condannati a cinque giorni di carcere per aver manifestato nonostante il divieto. La polizia aveva avvertito Dipke in mattinata, le autorità civiche avevano chiuso il parco di Connaught Place. Con lui è stata fermata anche l’attivista studentesca Neha Bora. Sul profilo del partito è comparsa una riga: «Questo governo ha paura dei giovani che sventolano la bandiera nazionale». Dove quei giovani potranno sventolarla la prossima volta, la polizia non lo ha ancora detto.
Uso di risorse minerarie critiche, necessarie per tecnologie avanzate e militari, come strumento di pressione diplomatica o commerciale verso Paesi produttori o acquirenti. Consente a governi o attori non statali di condizionare negoziati, aprire canali diplomatici altrimenti preclusi o ottenere concessioni politiche in cambio di accesso privilegiato alle forniture.
Nel lessico delle relazioni internazionali nessuna parola è più discussa di questa: oggi l’alveare ruota attorno a una grande potenza… di sette lettere.
Componi parole di almeno 4 lettere: quella al centro è obbligatoria, le altre si possono ripetere.
Approfondisci. «Potenza» traduce il tedesco Macht e l’inglese power: non una qualità fissa, ma una relazione fra Stati, fatta di risorse materiali, alleanze e capacità di far accettare le proprie preferenze. Il Concerto d’Europa nato a Vienna nel 1815 ne codificò la forma collegiale delle «grandi potenze», e la Carta delle Nazioni Unite del 1945 ne conservò una traccia istituzionale nei membri permanenti del Consiglio di sicurezza.
I Carabinieri Forestali in collaborazione con i Carabinieri del Comando Provinciale di Livorno, si occupano anche di reati commessi anche ai danni animali da compagnia. In tale ambito operativo i Carabinieri Forestali del Nucleo di Cecina, al termine di una attività di indagine, scaturita da diversi elementi di riscontro acquisiti dopo aver approfondito alcune segnalazioni, hanno denunciato alla Procura di Livorno un 48enne del posto.
A seguito di un sopralluogo effettuato nell’abitazione cecinese dell’uomo, che però risiede anagraficamente in un comune limitrofo, è emerso infatti che, all’interno di un piccolo monolocale situato in periferia, era tenuto un cane adulto di razza Pastore dei Pirenei in condizioni non compatibili con la sua natura, stante la taglia imponente rispetto allo spazio vitale in cui era costretto.
Gli ulteriori accertamenti dei carabinieri, supportati dal servizio veterinario dell’USL locale, hanno acclarato che l’animale in quelle condizioni, incompatibili con la sua natura, era soggetto a gravi sofferenze, pertanto affidato in custodia al canile comunale, mentre il proprietario è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria di Livorno per maltrattamento di animali.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza.
Cecina, un provvedimento di D.A.C.UR. (Divieto di Accesso alle Aree Urbane), misura di prevenzione introdotta nel 2017 per tutelare la sicurezza e il decoro urbano, è stato notificato a Cecina. Il provvedimento porta la firma del Questore della Provincia di Livorno, dottor Michele Abenante, ed è stato emesso a carico di un uomo già noto agli uffici di polizia per reati quali porto d’armi, molestie, violenza privata e stalking. L’intervento è stato eseguito nel pomeriggio di ieri dagli agenti del Commissariato distaccato di P.S. di Cecina, su proposta del Comando della Polizia Locale territoriale. La misura si è resa necessaria dopo che l’uomo aveva manifestato atteggiamenti molesti in luogo pubblico, rivolgendo apprezzamenti non graditi a sfondo sessuale nei confronti di giovani astanti. Con l’adozione di questo provvedimento si intende ripristinare il decoro e garantire la tranquillità dei cittadini e la vivibilità degli spazi pubblici sul territorio.
Banchetto informativo di SI-Avs oggi dalle 16.30 in piazza Verdi sulla ’restituzione fiscale’, tesseramento e questioni aperte a Piombino. "Sarà l’occasione per affrontare insieme il tema del pacchetto fiscale presentato a livello nazionale da Alleanza Verdi Sinistra, cioè la proposta di ’Restituzione Fiscale’. Al banchetto distribuiremo materiale informativo sulla proposta e sarà possibile calcolare il risparmio tramite un QR code.
Sarà anche l’occasione per incontrare simpatizzanti e cittadini e confrontarci sulle questioni che abbiamo sollevato negli ultimi mesi - il rigassificatore, la concessione della spiaggia di Torre Mozza, la gestione di Asa e l’aumento della Tari – e sulle prospettive della città.
Sarà possibile anche tesserarsi al partito direttamente dal banchetto. Invitiamo chiunque sia curioso di conoscerci e di sapere di più sul nostro lavoro a passare dal banchetto" ha detto Stefano Tognoni (nella foto).
Sarà effettuata l’autopsia sul corpo del neonato deceduto e portato dai genitori in un sacchetto al pronto soccorso dello’spedale di Cecina. La conferma arriva dalla procura di Livorno. La madre è indagata, un atto dovuto. L’ipotesi di reato è infanticidio. Sono in corso diversi accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda. La madre, sotto shock, è stata ricoverata per accertamenti. Le sue condizioni di salute sarebbero buone. Come previsto in circostanze di questo tipo, la struttura sanitaria ha informato le forze dell’ordine. Gli agenti del commissariato di polizia di Cecina hanno effettuato un sopralluogo in ospedale e raccolto le prime informazioni dal personale sanitario e dai genitori. In base alle prime valutazioni, il bambino sarebbe nato prematuro. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero della Procura di Livorno, Ezia Mancusi, che ha disposto l’esame autoptico.
Discover the cosmos! Each day a different image or photograph of our fascinating universe is featured, along with a brief explanation written by a professional astronomer.
3D 67P
Explanation:Put on your red/blue glasses and float next to the jagged and double-lobed nucleus of Churyumov-Gerasimenko, also known as Comet 67P . The stereo anaglyph was created by combining two images from the Rosetta spacecraft’s narrow angle OSIRIS camera taken on July 25, 2015 from a distance of 184 kilometers. Numerous jets are emanating from the small solar system world’s active surface near its closest approach to the Sun. The larger lobe is around 4 kilometers in diameter, joined to a smaller, 2.5 kilometer diameter lobe by a narrow neck. Rosetta’s mission to the comet ended in September 2016 when the spacecraft was commanded to a controlled impact with the comet’s surface . Keep those 3D glasses on though. You can check out a catalog of nearly 1400 stereo anaglyphs created from Rosetta image data on this website.
Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 70,0°F at 04:23:57
Min Inside Temperature: 70,5°F at 06:24:59
Max Inside Temperature: 73,0°F at 02:23:57
Min Barometer: 29,598 inHg at 06:24:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 9 mph from 090° at 06:24:59
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 70,0°F at 04:23:57
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 68,7°F at 04:16:52
Min Dew Point: 38,6°F at 06:24:59
Max Dew Point: 48,1°F at 02:38:19
Min Outside Humidity: 35% at 06:24:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 10% at 02:23:57
Max Inside Humidity: 15% at 06:24:59
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,24 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,31 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
Former Malaysian minister Nik Nazmi Nik Ahmad has confirmed that he was one of two individuals detained by the Selangor Islamic Religious Department (Jais) over an alleged khalwat case.
Nik Nazmi, who helms Parti Bersama Malaysia, said he was at a residence in Petaling Jaya on Thursday with a woman after they decided to continue a discussion about a project there.
“We had initially started the discussion with friends at a studio in Brickfields, Kuala Lumpur, before moving to Petaling Jaya to...
Bally Bagayoko, the mayor of a working-class suburb near Paris, has been a regular presence at student demonstrations, prompting both applause and condemnation.
RIAD — Dietro i missili che da due settimane cadono sugli aeroporti dell’Arabia Saudita c’è una mano iraniana: secondo il Wall Street Journal, Teheran passa agli houthi, il movimento yemenita che controlla Sanaa, dati di puntamento e intelligence per colpire il Regno. Riad lo dice apertamente da giorni. «Pensiamo che l’escalation degli houthi in questa fase del conflitto sia incoraggiata dall’Iran», ha detto il vice ministro degli Esteri saudita Rayed Krimly, aggiungendo che Teheran continua ad armare e addestrare il gruppo.
L’Iran nega. «La Repubblica islamica respinge ogni affermazione secondo cui abbia avuto un ruolo nelle operazioni yemenite», ha detto venerdì il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei: gli houthi «agiscono secondo i propri interessi e le proprie valutazioni». Nella stessa dichiarazione Teheran si offre come mediatore, «sempre pronta a usare i suoi buoni uffici per porre fine alle ostilità». Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva già telefonato domenica al collega saudita, il principe Faisal bin Farhan, per proporre un dialogo; secondo il vice ministro Saeed Khatibzadeh, Riad non ha risposto.
L’episodio che ha cambiato la scala della guerra resta quello di sabato 10 ottobre al King Khalid International di Riad: 13 morti secondo l’ultimo bilancio, oltre 300 feriti, scalo chiuso. È l’attacco più sanguinoso subito dall’Arabia Saudita da oltre un decennio. Tra le vittime quattro sauditi e due bangladesi; le altre venivano da Stati Uniti, Egitto, Giordania e altri Paesi arabi. Era il terzo colpo allo stesso aeroporto in una settimana, dopo i due di giovedì 8 che avevano ucciso tre persone e cancellato centinaia di voli; nei giorni precedenti erano stati colpiti anche gli scali di Abha, Jizan e Najran.
Il portavoce militare houthi Yahya Saree rivendica e definisce gli aeroporti «obiettivi legittimi», in risposta ai raid sauditi sullo Yemen. Donald Trump, domenica, ha letto l’offensiva come Riad: gli houthi «sono riemersi, probabilmente su istigazione dell’Iran», ha detto, «cercando deliberatamente di far salire il prezzo del petrolio prima delle elezioni Usa». Gli Stati Uniti, ha aggiunto, «potrebbero» unirsi alla ritorsione saudita.
Medina e Aden
Giovedì la coalizione a guida saudita ha annunciato l’intercettazione di un missile da crociera nella regione di Medina, senza indicarne la provenienza. Gli houthi, che avevano promesso di risparmiare le città sante di Mecca e Medina, hanno negato: «Non abbiamo condotto alcuna operazione verso il territorio saudita oggi», ha detto Saree, parlando di «una menzogna sfacciata e sfrontata».
Venerdì sera due missili hanno raggiunto l’aeroporto di Aden, la città del sud dove ha sede il governo yemenita riconosciuto e sostenuto da Riad. Nessuna vittima, secondo la polizia; un responsabile della sicurezza e un controllore di volo hanno detto all’Associated Press che è stata colpita un’area dello scalo che ospita un reparto militare governativo. Gli houthi rivendicano, parlando di un comando saudita e di un deposito di armi. Il giorno prima un attacco con missili e droni al palazzo presidenziale di Aden aveva ucciso cinque persone, tra cui due uomini della scorta del primo ministro Shaya Al-Zindani.
Sul terreno la guerra continua a Marib, la provincia orientale del petrolio: il portavoce militare governativo rivendica «guadagni territoriali» con copertura aerea e oltre 430 combattenti houthi «neutralizzati» in 24 ore. Gli houthi contano 65 raid sauditi in un giorno su Sanaa e altre province; il ministero della Sanità da loro controllato parla di 120 morti dal 3 settembre. Il round attuale è cominciato il mese scorso, quando i ribelli hanno occupato aree chiave sullo stretto di Bab el-Mandeb, la rotta del greggio del Golfo, e il 5 ottobre le forze governative hanno lanciato l’offensiva su Sanaa. Una guerra riaperta per riprendere uno stretto si combatte ora negli aeroporti della capitale saudita.
Il Regno si chiude. Il vertice tra Unione europea e Paesi del Golfo in Arabia Saudita è rinviato «per la sicurezza delle delegazioni», ha detto il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo. Londra sconsiglia i viaggi non essenziali a Riad; Washington vieta ai dipendenti federali di avvicinarsi a meno di 30 chilometri dal confine yemenita. Il Six Kings Slam di tennis, che doveva portare Alcaraz e Djokovic a Riad la prossima settimana, slitta al 27 dicembre; il derby dell’Al Nassr di Cristiano Ronaldo con l’Al Ahli è rinviato a marzo. Nello stretto di Hormuz l’agenzia marittima britannica ha contato 10 attacchi a navi in una settimana, una affondata, e ammette di non riuscire a censirli tutti.
«Gli houthi sono il proxy più potente della rete iraniana, senza dubbio», dice Mohammed Al-Basha, fondatore della società americana di analisi del rischio Basha Report. Saree ha ripetuto l’avvertimento: «Le operazioni verso le profondità saudite continueranno nei prossimi giorni». Compagnie aeree e viaggiatori, dice, non usino gli scali e lo spazio aereo sauditi, con la sola eccezione di Mecca e Medina.
Dal 6 maggio 2025 Merz è cancelliere della Repubblica Federale Tedesca: “Raramente le aspettative nei confronti di un cancelliere tedesco sono state tanto alte quanto quelle che ruotano attorno al presidente della Cdu, Friedrich Merz”, ha scritto Mariam Lau, nelle primissime righe del suo interessante saggio La Germania di Merz (pubblicato in Italia da posteditori, 2025). Peccato che Merz non abbia avuto la fortuna di Angela Merkel, e forse nemmeno il suo talento politico. Ha infatti ereditato una Germania diventata “malato d’Europa” senza riuscire a guarirla. Una Germania in profonda crisi economica ma ancor di più politica: ormai il suo governo si regge su precari equilibri parlamentari, minati sempre più dall’avanzata di Alternativa per la Germania (Afd) che ha trionfato nelle elezioni locali e soprattutto nei sondaggi, cavalcando populismo e identitarismi, sull’onda di uno slogan che ha contagiato le destre europee, “remigrazione”. Cacciare gli stranieri indesiderati costerebbe alla Germania quattro punti di Pil, secondo l’Istituto Leibniz per la ricerca economica di Halle (Iwh). Una follìa, per Merz, “il termine remigrazione non è altro che una forma di pulizia etnica basata sull’origine e il colore della pelle”. Tono duro, ma posizione debole, quella del cancelliere che vorrebbe rifondare il centrodestra tedesco e ridefinire la rotta in Europa, in una sorta di campo largo del conservatorismo democratico.
Nell’era dell’incertezza aggravata dalla complessa situazione geopolitica internazionale, Merz si aggrappa alla clausola non scritta del Brandmauer (sorta di cordone sanitario mantenuto dai partiti principali che rifiutano alleanze con l’Afd) per governare la Germania, ma all’interno del suo stesso partito ci sono segnali contraddittori, ed inquietanti. Insomma, il trono vacilla.
E riemergono vecchie ambiguità. In una Germania dove la memoria sbiadisce e i conti col passato tardano a definirsi, avere avuto un nonno nazista pone Merz in un’imbarazzante posizione, un’arma che gli oppositori, esterni ma soprattutto interni possono impugnare contro di lui. Mariam Lau gli dedica il primo capitolo del suo saggio, “All’ombra della guerra”. Nata a Teheran ma cresciuta a Berlino, Mariam Lau è una nota giornalista che lavora alla Die Zeit, ed è tra i massimi esperti di Afd, Cdu, dell’area conservatrice, delle politiche migratorie, una delle voci più autorevoli nell’analisi delle trasformazioni della destra tedesca ed europea. Tutto nasce nel gennaio del 2004, quando Merz, allora parlamentare e vicecapogruppo della Cdu al Bundestag, partecipa ad un meeting elettorale nella sua cittadina natale, a Brilon, nel Sauerland, che dal 1999 è amministrata dai socialdemocratici: “E’ tempo di prendere d’assalto il municipio rosso”, si sgola dal palco Merz. C’è chi interpreta queste veementi parole con quelle pronunciate il primo maggio del 1933 dal nonno Josef Paul Sauvigny (1875-1967), il quale era stato borgomastro di Brilon dal 1917 al 1937.
Alcuni studiosi locali avevano rintracciato tra le pagine ingiallite della Sauerländer Zeitung il testo di quel discorso: “La nuova Germania celebra oggi la sua prima Festa nazionale (…), giovane e vigoroso come le folle dei suoi acerbi difensori, il nuovo Reich si apre davanti a noi. Le tempeste della rivoluzione nazionale scrosciano ancora su di esso, le tempeste primaverili hanno spazzato via tutta l’immondizia, scacciato le nuvole che finora hanno voluto sottrarci il sole”. E ancora: “Questa tempesta, che per qualcuno può apparire violenta, si placherà dopo aver ripulito l’aria da tutte le esalazioni velenose che si sono accumulate in anni di travisata libertà e di impotente autodistruzione. Ma mentre sino a oggi la forza e le aspirazioni edificatrici tedesche erano divise e dissanguate dalle beghe di partito e dai ripetuti cambi di guida, oggi ci sono una volontà che ci unisce, una forza che ci ispira, un Führer che ci chiama”.
L’amministrazione comunale fece di tutto per ostacolare le ricerche sul passato del nonno di Merz. Reinhard Sommer, primo consigliere distrettuale di Briton per conto della Cdu, ai giornalisti della Tageszeitung spiegò tale ostracismo perché si voleva “gettare Merz nello stesso calderone degli estremisti di destra”. Merz intentò una causa al quotidiano berlinese Tageszeitung che gli aveva rivolto ulteriori domande sul nonno, “ma la stragrande maggioranza degli articoli” sul nonno e l’incauta frase sull’assalto al municipio rosso non venne contestata. La stessa Tageszeitung commentò che “nessuno può scegliere le sue origini. Il problema non è il passato nazista del nonno, ma l’atteggiamento del nipote (…) L’uomo che ama fomentare dibattiti sull’orgoglio nazionale ha una visione della storia e della famiglia di cui nessun tedesco dovrebbe essere orgoglioso”.
“Mio nonno non era un nazionalsocialista”, scrisse Merz alla Berliner Zeitung, però poi le tre pagine del suo intervento (su sua richiesta) vennero ritirate. Era vero che il nonno avesse militato nelle SA, come riserva, ammise poi Merz, ma solo perché avrebbe altrimenti dovuto aderire al partito nazista. Aggiunse che il nonno fu promosso sergente, “senza il suo assenso”, come sempre senza il suo assenso fu trasferito alla Nsdap, “ed era probabilmente vero che dopo il 1929 Josef Paul Sauvigny avesse per un breve periodo coltivato aspettative nei confronti dei nazionalsocialisti”. Il nonno ottenne il prepensionamento nel 1937 perché “i nazisti lo disgustavano”, e, quale prova, Merz sventolò un articolo del quotidiano nazista Der Stürmer in cui il borgomastro di Brilon era definito un “compagno ebreo”. La mossa di Merz era strumentale: prevenire un possibile attacco della Tageszeitung che aveva ottenuto dall’Archivio di Stato di Düsseldorf il dossier (30 pagine) sulla denazificazione di Sauvigny. Tra i vari documenti recuperati, la dichiarazione (10 dicembre 1947) in cui ammetteva d’essere stato Oberscharführer della riserva delle SA, confermando d’aver raggiunto le Squadre d’Assalto il primo luglio del 1933, sei mesi prima del Putsch di Röhm. Merz, scrive Lau, comprendeva le motivazioni del nonno: “Inizialmente associava i nazionalsocialisti alla speranza che qualcosa nelle condizioni catastrofiche della Germania e anche della sua città natale cambiasse, per questo rimase in carica. Solo così si può comprendere il discorso che mio nonno tenne il primo maggio 1933 (…) E’ ovvio che non approverei mai frasi del genere al giorno d’oggi”.
E tuttavia, la tesi che il nonno si fosse dimesso perché disgustato dai nazisti “non è del tutto suffragata dal saluto che Peter Schramm, governatore distrettuale nominato dai nazionalsocialisti, rivolse al commiato di Sauvigny nel 1937. Stando alle sue parole, il sindaco aveva ‘nonostante l’età avanzata, agito subito in linea con i suoi sentimenti nazionali e ricoperto sempre la sua carica nello spirito nazionalsocialista’”. Il nonno, durante la denazificazione, fu classificato in terza categoria, il che gli vietava di rivestire incarichi pubblici (oltre che ricevere il 60 per cento della pensione). Protestò, invocando la propria innocenza, “devo essere considerato una vittima del nazismo”. Fu ascoltato: venne derubricato nel 1948 alla quarta categoria, quella dei “simpatizzanti”, e poté godere della pensione completa.
Proprio il 4 novembre verrà inaugurata a Berlino la mostra “Norimberga e i raduni del Partito Nazista”, organizzato dal Dokumentationszentrum Reichsparteiitagsgelände, un progetto destinato ai giovani e al futuro per schiarire le ombre che ancora oscurano le connessioni col tragico passato vissuto e spesso occultato dei loro nonni e bisnonni. A dimostrazione che il passato non può essere camuffato, ma affrontato.
Bene. Prendiamo una piccola azienda che ripara lavatrici e frigoriferi: un cliente richiama perché, dopo l’intervento del tecnico, la lavatrice continua a non funzionare. Chi risponde ha capito cosa serve, ma non può fissare un nuovo intervento. Deve chiedere al responsabile. Il responsabile deve sentire il titolare. Il titolare è fuori. Il cliente richiama, si arrabbia, e la dipendente deve metterci la faccia.
La mattina le avevano chiesto di prendersi a cuore i clienti. Adesso le chiedono di aspettare. In una situazione così, la frase appesa al muro comincia a dare fastidio. Perché chi lavora ci aveva anche creduto.
Nel linguaggio aziendale questa promessa viene chiamata “purpose”. Tradotto senza farla complicata: il senso di quello che facciamo, la ragione per cui il nostro lavoro dovrebbe contare qualcosa, oltre a produrre fatturato. Per una PMI può voler dire fare riparazioni affidabili, vendere senza raccontare balle, consegnare quando si è promesso. Cose comprensibili. Non occorre dichiarare che cambieremo il mondo vendendo infissi.
Il problema nasce quando chiediamo alle persone di credere in un lavoro e poi organizziamo l’azienda in modo da renderlo difficile. E il titolare può essere in perfetta buona fede. Vuole controllare le spese, evitare errori, proteggere i margini. Solo che, aggiungendo un’autorizzazione dopo l’altra, finisce per bloccare anche chi saprebbe fare bene.
Nelle piccole imprese non serve un regolamento di cento pagine. Basta una disposizione: “Prima di fare qualsiasi cosa, chiedete a me”. Poi lo stesso imprenditore si lamenta: “Se non ci sono io, qui non si muove niente”. Certo. È quello che ha disposto. Da consulente, prima di discutere di motivazione, preferisco partire da una domanda molto terra terra: quando arriva un problema, chi ha il potere di risolverlo? Se la risposta è sempre il proprietario, c’è un pezzo di organizzazione da sistemare. Anche quando lui è bravo, disponibile e lavora dodici ore al giorno.
Torniamo alla dipendente dell’assistenza. Le viene chiesto di essere gentile, ascoltare, tranquillizzare. Ma su tempi, interventi e soluzioni non può decidere quasi nulla. Le abbiamo affidato la responsabilità del rapporto senza darle gli strumenti per gestirlo. Quando il cliente protesta, però, andiamo a controllare il suo tono di voce. Prima o poi può scegliere di proteggersi. Risposte prudenti, nessuna iniziativa, ogni problema passato a qualcun altro. E se qualcuno le chiede perché non si impegni di più, ha una risposta pronta: l’ultima volta che ci ha provato, è stata rimproverata. Quanto costa tutto questo?
In quell’esempio, ogni richiamata occupa altro tempo. Il responsabile torna sullo stesso caso, il titolare viene interrotto, il cliente aspetta. Un intervento rinviato può diventare un reclamo, poi uno sconto concesso per rimediare. Il risparmio che volevamo ottenere evitando una decisione “non autorizzata” va confrontato con questa spesa. Altrimenti stiamo contando soltanto metà del conto.
C’è anche un’altra contraddizione da guardare: che cosa premiamo davvero? Se diciamo che conta la soddisfazione del cliente, ma il premio del commerciale dipende soltanto da quanto vende, dobbiamo aspettarci che cerchi di vendere. Anche vendendo un contratto di assistenza con tempi di intervento che i tecnici non riescono a rispettare. Poi toccherà a qualcun altro spiegare il ritardo. Il commerciale avrà raggiunto l’obiettivo; l’azienda si sarà procurata un problema.
Prima di fare una riunione sui valori, sarebbe utile verificare se gli obiettivi dei reparti si ostacolano a vicenda. Chi vende deve sapere che cosa si può mantenere. Chi organizza il lavoro deve conoscere gli impegni presi. Chi riceve un reclamo deve poter ottenere una risposta senza inseguire tre persone.
Sono questioni di gestione. Trattarle come difetti di atteggiamento dei dipendenti ci porta fuori strada.
Questo non significa autorizzare tutti a fare tutto. Una piccola impresa non può regalare interventi, concedere sconti senza criterio o accettare qualsiasi richiesta. I soldi hanno un limite, il tempo pure. Ma quel limite va stabilito prima e spiegato a chi deve lavorarci.
Per esempio: quali problemi può risolvere direttamente l’assistenza? Entro quale spesa? In quali casi deve chiedere aiuto, a chi e con quale tempo di risposta? Il titolare mantiene il controllo sulle eccezioni importanti e smette di essere interpellato per ogni passaggio. I casi vanno registrati, così si può verificare se la delega funziona e correggerla.
Per cominciare, prenderei gli ultimi cinque reclami. Li ricostruirei con chi li ha gestiti, dal primo contatto alla soluzione. Dove si è fermato il lavoro? Quale informazione mancava? Chi doveva decidere? E perché non lo ha fatto? Può venir fuori che manca una competenza. Oppure che due uffici usano informazioni diverse. O che serve soltanto consentire a una persona di prendere una decisione che oggi aspetta inutilmente sulla scrivania del proprietario. Ogni risposta richiede un intervento diverso. Il corso sulla “mentalità vincente”, da solo, non ci aiuta a scegliere.
Se un imprenditore vuole parlare di valori, ha tutto il diritto di farlo. Gli conviene però prepararsi alla verifica dei fatti. I dipendenti sanno quali promesse vengono mantenute, quali ordini si contraddicono e chi paga gli errori altrui. Ci lavorano dentro.
Alla prossima riunione, prima di chiedere “Perché non vi prendete più responsabilità?”, proverei con questa: “Che cosa dovete ancora chiedere a me, pur sapendo già come farlo?”. E quando rispondono, evitare di interromperli per spiegare che hanno torto.
di Catalina Balla (*) Qualche volta guardare lontano ci permette di capire meglio cosa sta accadendo e cosa si profila. Quando i sistemi di sorveglianza diventano parte integrante del panorama In America Latina, i sistemi di sorveglianza stanno “colonizzando” gli...
La Corte dei Conti ha ritenuto idonei i provvedimenti correttivi adottati dal Consiglio comunale di San Vincenzo per riallineare la contabilità dell’ente e superare le irregolarità rilevate. Le contromisure finanziarie e contabili approvate il 25 agosto, sono state quindi promosse dai magistrati contabili. La Corte, infatti, ha stabilito che tali irregolarità si intendono superate, prendendo atto del lavoro di riallineamento svolto dall’Amministrazione per rideterminare correttamente le quote vincolate, le risorse destinate agli investimenti e la composizione dei risultati di amministrazione.
"La decisione della magistratura contabile mette un punto fermo e fa chiarezza su ogni speculazione - ha detto il sindaco Paolo Riccucci - non è mai esistito alcun buco nei conti del Comune, ma solo la necessità di armonizzare e riclassificare alcune poste di bilancio secondo i criteri indicati dalla sezione di controllo della Corte". "Abbiamo sempre avuto totale fiducia nell’operato e nella competenza dei nostri uffici - ha aggiunto l’assessore Caterina Franzoi - che ringrazio e verso i quali non c’è mai stato alcun dubbio. I risultati approvati dimostrano la solidità finanziaria dell’ente e ci consentono di guardare avanti con rinnovata serenità continuando ad applicare il massimo rigore amministrativo".
"Molti soggetti hanno dimostrato interesse" per la realizzazione della nuova acciaieria green di Piombino su iniziativa della società Metinvest Adria, composta dalla ucraina Metinvest e dalla friulana Danieli. Lo ha reso noto il presidente e direttore finanziario di Danieli, Alessandro Brussi (foto), durante la presentazione dei risultati di bilancio 2025-26 del Gruppo, ieri a Buttrio (Udine).
Si tratta di un progetto, ha ricordato Brussi, "che è stato sviluppato secondo il project finance, che è stato molto complesso. Abbiamo un partner ucraino molto forte, che però purtroppo ha subito, soprattutto in questi ultimi mesi, dei grossissimi danni derivanti dalla guerra, ed è in una posizione difensiva adesso. Ci ha proposto di coinvolgere anche altri soggetti in questo progetto per renderlo un pò più forte. E noi stiamo facendo una verifica, una selezione di potenziali partner".
"Inizialmente pensavamo che nessuno fosse interessato - ha proseguito Brussi - invece abbiamo molti soggetti che hanno dimostrato interesse, alcuni sono estremamente importanti. Adesso nel corso del prossimo mese, mese e mezzo valuteremo chi può essere il soggetto che si accompagna".
"Noi - ha precisato il presidente Brussi - siamo una costante, parteciperemo con una quota non di maggioranza, ma significativa, intorno al 25%. L’altro partner invece, vedremo chi sarà. Non sono in grado di puntare oggi. Ci sono alcuni favoriti, però".
Hong Kong’s next phase of development should make room for both butterflies and buildings, conservationist Dr Yau Wing-kwong has said, arguing that biodiversity can be incorporated into parks, schools and neighbourhoods without holding back the city’s growth.
Yau, founder of Environmental Association Limited, has spent nearly three decades promoting community-based conservation. He is a finalist for the Spirit of Community Award in this year’s Spirit of Hong Kong Awards, co-organised by Sino...
The owner of a Chinese kindergarten has been jailed for life after more than 200 children were poisoned by lead in the country’s worst food safety scandal for almost two decades.
A total of six people were jailed on Friday for making or selling harmful foodstuffs by Lanzhou Intermediate People’s Court in Gansu province.
Li Huifang, owner of the Peixin Kindergarten in Tianshui, was handed a life sentence and fined 500,000 yuan (US$75,000), while Zhu Jinglin, the principal, was jailed for 15 years...
The owner of a Chinese kindergarten has been jailed for life after more than 200 children were poisoned by lead in the country’s worst food safety scandal for almost two decades.
A total of six people were jailed on Friday for making or selling harmful foodstuffs by Lanzhou Intermediate People’s Court in Gansu province.
Li Huifang, owner of the Peixin Kindergarten in Tianshui, was handed a life sentence and fined 500,000 yuan (US$75,000), while Zhu Jinglin, the principal, was jailed for 15 years...
The owner of a Chinese kindergarten has been jailed for life after more than 200 children were poisoned by lead in the country’s worst food safety scandal for almost two decades.
A total of six people were jailed on Friday for making or selling harmful foodstuffs by Lanzhou Intermediate People’s Court in Gansu province.
Li Huifang, owner of the Peixin Kindergarten in Tianshui, was handed a life sentence and fined 500,000 yuan (US$75,000), while Zhu Jinglin, the principal, was jailed for 15 years...
Il segretario Fit Cisl Pierfederici evidenzia come la riorganizzazione avviata dalla Regione attraverso la gara unica non ha portato il cambiamento auspicato. "L’obiettivo era quello di accorpare e ottimizzare un servizio frammentato tra province e piccoli vettori. Nei fatti è accaduto il contrario. La frammentazione è rimasta a causa dei subappalti e si è aggiunto un altro problema: privando i territori della responsabilità gestionale, nessuno si assume più la paternità dei disservizi e si è persa la capacità di rispondere alle peculiarità locali. Gli esempi sono lampanti. Con la riorganizzazione provinciale di due anni fa che come sindacati abbiamo contestato, sono stati aumentati in modo esponenziale i servizi su gomma paralleli a quelli ferroviari, creando doppioni. Ed è stato smantellato il servizio minimo che permetteva agli abitanti dei paesi della Val di Cornia di recarsi al lavoro o di raggiungere gli ospedali in orari consoni per le visite".
Disagi nei trasporti scolastici e non solo, riorganizzazione e possibili soluzioni. Ne abbiamo parlato con il segretario provinciale Fit Cisl Dario Pierfederici.
In questi giorni gli studenti hanno subito ritardi e hanno viaggiato su bus sovraffollati. Una situazione che si ripete da anni. Come è possibile?
"Da molti anni gli istituti scolastici godono dell’autonomia nella gestione dei propri orari. Ad oggi, alla luce dei fatti, questa totale autonomia non è più sostenibile: il costo è troppo alto. Per ogni tratta da coprire viene assegnato un determinato numero di mezzi. Se le scuole scaglionano le uscite su più orari differenti, si rende necessario l’impiego di molti più autobus per coprire le stesse direzioni in momenti diversi della giornata, con un aumento dei costi di gestione. Di fronte ai continui tagli al trasporto pubblico locale la collettività non può più permettersi una simile dispersione di risorse. Inoltre nei primi giorni di scuola molti istituti anticipano l’orario di uscita, si comprende facilmente l’origine del cronico sovraffollamento. Questo fenomeno, quando interessa tratte extraurbane di molti chilometri, si trasforma in un problema di sicurezza: un’improvvisa frenata può avere conseguenze drammatiche per i ragazzi costretti a viaggiare in piedi. Come Fit Cisl cogliamo l’occasione per denunciare i rischi quotidiani a cui è esposto il personale di guida in prossimità delle fermate: automobili parcheggiate in divieto sugli stalli riservati ai bus, studenti ammassati che si gettano verso il mezzo in movimento per accaparrarsi un posto a sedere e pedoni che si aggirano con le cuffie alle orecchie incuranti del pericolo".
E così si accumulano ritardi?
"I tempi di incarrozzamento si allungano a causa della calca; le attese affichè le vetture in sosta selvaggia liberino le banchine; infine, i tempi di percorrenza non tengono conto del traffico reale delle ore di punta, a cui si sommano le deviazioni per mercati rionali, cantieri stradali...".
La politica cosa può fare?
"La politica deve intervenire per riaffermare il diritto alla mobilità. Unificare gli orari degli istituti scolastici, tornando a un modello coordinato come in passato, rappresenterebbe un primo passo in termini di efficienza e di risparmio economico. Risorse preziose che potrebbero essere reinvestite per ridare dignità a un servizio essenziale che da anni subisce un drastico peggioramento. Solo una reale razionalizzazione può garantire un servizio affidabile, spingendo la cittadinanza a preferire il mezzo pubblico".
Ho iniziato a leggere questo libro mentre in tv trasmettevano Roma-Real Madrid, nella città caput mundi, i giallorossi sfidavano la squadra di calcio per eccellenza, i Galácticos, nella competizione più ricca e importante del mondo. Palcoscenico e protagonisti di prim’ordine per il nostro calcio che non mi hanno impedito però di azzerare l’audio per leggere pagine che raccontavano un altro pianeta di questo sport, un altro mondo che, forse, a livello tattico va guidato allo stesso modo di quello dorato di Gasperini e Mourinho ma che per tutto il resto è da costruire e conoscere giorno per giorno. Il libro che avevo tra le mani è L’allenatore del mondo scritto da Vincenzo Alberto Annese per SEM libri e uscito la prima settimana di ottobre.
Annese, ve lo spiego in maniera riduttiva, è un allenatore giramondo. Lo si potrebbe dire di tantissimi, anche e soprattutto degli italiani che da un trentennio a questa parte saltano da una panchina all’altra per “esportare calcio”. Vincenzo Alberto Annesse ha esportato il suo sogno ogni volta che ha cambiato Paese, attraversato frontiere (a volte con difficoltà legate ai visti), cambiato emisfero e fuso orario senza mai perdere la bussola. L’amore per il calcio l’ha portato praticamente in tutti i continenti: dai paesi baltici all’Armenia, dal Kosovo al Ghana, le non semplici esperienze in Palestina e Afghanistan e poi ancora in Indonesia, India, Nepal, Belize e Burkina Faso.
Non è entrata in questo libro ma è già iniziata la nuova vita di questo quarantaduenne pugliese, arrivato alla soglia del professionismo da calciatore ma frenato da problemi fisici che, da allenatore, non si lascia frenare quasi da nulla. Il suo nuovo mondo è la Guinea Equatoriale dove porterà ancora una volta le sue idee, i suoi studi, la sua formazione calcistica ma non solo. È proprio questo il punto, occuparsi di calcio in questi luoghi comporta troppo di più che tracciare dei segni sulla lavagna e sedersi in panchina la domenica. L’intervista cattivella dopo una pesante sconfitta o il rischio esonero sono una passeggiata di salute se a pochi metri dal campo di calcio hai visto fame, sete, miseria, disperazione, guerra, violenza, checkpoint e armi.
Prima ancora che vincere una partita, la vera impresa è imbastire una squadra in assenza di tutto ciò che si dà per scontato, per primi i giocatori sempre pronti a cambiare casacca per una manciata di denaro in più o, a volte, anche il campo su cui giocare, irraggiungibile per mancanza di risorse economiche o non omologato.
Le difficoltà fortificano è il messaggio che trasmette Annesse che, in poche righe a metà del libro, forse inconsciamente, ribalta il senso vero del suo vivere su questi campi: “L’Africa mi aveva costretto a rivedere parecchie convinzioni, e l’idea di lavorare in Cisgiordania mi sembrava un modo per continuare lo stesso percorso di crescita, anche calcistica”. In quel “anche” c’è il capovolgimento della prospettiva, la crescita umana di questo girovagare va oltre il calcio. Seppur il fattore umano nello spogliatoio e in società sia fondamentale, Annese ha capito che il calcio era il passe-partout per abbracciare culture, tradizioni, cibi, religioni e costumi diversi. Contraddizioni e odio ma anche magnifica bellezza, di luoghi e persone, meditazione, preghiera, spiritualità profonda o anche spiritismo, robe che ti fanno credere anche se non vorresti.
Annese esporta calcio ma importa vita e il suo bagaglio personale è sempre più pieno. Lo zaino che porta in spalla nasconde qualcosa di circolare, un pallone da calcio sarebbe il primo pensiero, ma secondo me, ci sta dentro un mondo intero.
By announcing his lung condition himself, Leo has been more forthcoming than many popes. But mysteries remain, prompting scrutiny of papal statements for hidden meaning.
Pope Leo XIV at a torchlight procession last month in Lourdes, France. Vatican experts wondered if he already knew of his cancer diagnosis during that visit.
By announcing his lung condition himself, Leo has been more forthcoming than many popes. But mysteries remain, prompting scrutiny of papal statements for hidden meaning.
Pope Leo XIV at a torchlight procession last month in Lourdes, France. Vatican experts wondered if he already knew of his cancer diagnosis during that visit.
By announcing his lung condition himself, Leo has been more forthcoming than many popes. But mysteries remain, prompting scrutiny of papal statements for hidden meaning.
Pope Leo XIV at a torchlight procession last month in Lourdes, France. Vatican experts wondered if he already knew of his cancer diagnosis during that visit.
Distinctive features will set Hong Kong apart from London, a major bullion hub, as the city accelerates efforts to develop an international gold and precious metals trading ecosystem covering the entire value chain, a minister has told the South China Morning Post.
In an exclusive interview on Thursday, Secretary for Financial Services and the Treasury Christopher Hui Ching-yu said the city would officially launch a central gold clearing platform in the first quarter of next year. It would...
Livorno 17 ottobre 2026 La Lega incontra sindacati e lavoratori a Vicarello. CISL e UIL: «Solo la Lega ci ha dato voce». Giani e amministrazioni locali chiamati a rispondere sul silenzio denunciato durante la vertenza. Collesalvetti, 16 ottobre 2026 – La Lega incontra CISL, UIL e i lavoratori dell’autoparco Il Faldo per chiedere chiarezza sulla vertenza …
Taylor Swift and Lady Gaga each chose Singapore as their only Southeast Asian stop on recent world tours. Fellow American singer Olivia Rodrigo played Thailand and the Philippines, but likewise skipped Indonesia.
Next weekend, however, Jakarta is finally getting the big international headline act it has been craving – in the form of Ye.
The controversial American rapper, formerly known as Kanye West, is set to play Indonesia’s capital next Saturday, marking the only Southeast Asian appearance on...
Livorno 17 ottobre 2026 Il destino del sito Konecta di Livorno e la necessità di tutelare i lavoratori e le lavoratrici coinvolti torna ancora al centro dell’iniziativa in Consiglio regionale. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Alessandro Franchi, infatti, ha annunciato un’interrogazione alla Giunta toscana per chiedere un nuovo intervento deciso sulla crisi del call center …
Livorno 17 ottobre 2026 Dopo due trasferte consecutive la Libertas Livorno 1947 torna al Modigliani Forum per un sabato sera impegnativo. Avversario di turno la Wegreenit Urania Milano che fino ad ora ha effettuato il percorso inverso agli Amaranto. Se la squadra di Andrea Diana è imbattuta, quella di Pino Sacripanti non ha ancora vinto. …
Allo sciopero per il clima ieri anche a Livorno, c’era almeno un migliaio di manifestanti tra attivisti, alunni delle scuole superiori, docenti e il Comitato orti urbani di via Goito. Almeno tre Istituti scolastici hanno chiuso i battenti per questo sciopero.
Dopo il concentramento in piazza Cavour, il corteo ha attraversato la città per raggiungere l’oasi verde di via Goito, comprata all’asta dalla società Frangerini che ha già saldato il conto con il Tribunale. In via Goito si è poi tenuta l’assemblea, dove è stato annunciato che è in fase di organizzazione una manifestazione anche a Firenze davanti alla Regione "per chiedere che si esprima in base alla normativa regionale sulla salvaguardia delle aree urbane a rischio cementificazione".
Come quella "in via Caduti dei lager nazisti che, secondo il Piano operativo Comunale, è destinata alla costruzione di alcune palazzine da destinare, pare, in parte all’edilizia sociale" ha ricordato il Comitato di via Goito. Intanto "si è tenuto un incontro con gli avvocati e i consulenti per preparare una diffida con intimazione ad adempiere nei confronti del Comune – ha annunciato il Comitato – in relazione alla vicenda di via Goito, perché costruire in questa area verde va contro le norme europee sul consumo di suolo".
È morta nella tarda serata di giovedì, dopo una sofferta malattia, Chiara Cipolletta, 45 anni non ancora compiuti. Chiara era nata a Portoferraio il 27 ottobre del 1981 ed era sposata con Lorenzo Baldetti, già assessore al Turismo e alla Cultura con l’Amministrazione di Campo nell’Elba guidata dal Sindaco Vanno Segnini. Chiara, madre di due ragazzi Emilia di 15 anni ed Alessandro di 13 anni lascia un vuoto enorme nel cuore della Comunità campese.
Donna solare, sorridente è riuscita a stringere legami veri e sinceri circondandosi di amici ed amiche che le sono stati sempre vicini. Chiara è stata circondata dall’affetto profondo della sua famiglia. Lorenzo e i suoceri Luigi Baldetti e Pina Selci sono stati una presenza continua e tenace durante la malattia. Chiara ha lottato fino all’ultimo senza perdere mai la speranza, il coraggio e il sorriso.
Si era sposata nel 2010 ed era diventata in poco tempo un punto di riferimento per il suo gruppo di amiche. I genitori di Lorenzo sono storici albergatori elbani e la loro famiglia è molto conosciuta. Chiara aveva molti amici anche a Portoferraio dove era nata e cresciuta. Lascia la madre Paola Marinari, il fratello Christian che è stato con lei fino all’ultimo istante mentre il padre Antonio Cipolletta, un poliziotto molto stimato e conosciuto all’Elba è morto diversi anni fa.
L’ Amministrazione comunale e tutta la Comunità campese si stringono intorno al dolore dei familiari, del marito Lorenzo, dei figli Alessandro ed Emilia, degli amici e di tutti quelli che le hanno voluto bene. I funerali si svolgeranno a Portoferraio nella Chiesa di San Giuseppe alle ore 11.
Livorno 17 ottobre 2026 La documentazione deve pervenire al Comune entro e non oltre il 31 gennaio 2027 Sono pubblicati sul sito del Comune la Graduatoria definitiva dei partecipanti e l’elenco dei concorrenti esclusi relativi al Bando per l’assegnazione di contributi a sostegno delle locazioni anno 2026 e alla Determinazione Dirigenziale n. 08421 del 16/10/2026. …
L’automazione permette di ridurre il ricorso al lavoro notturno, che grava sulla salute di chi lo svolge. Spesso però sono persone con redditi bassi che ne hanno bisogno Leggi
Livorno 18 ottobre 2026 Una giornata di shopping all’aperto nel centro di Livorno, dalle 9 alle 19, con gli operatori del commercio ambulante. Domenica 18 ottobre piazza della Repubblica a Livorno ospiterà il mercato straordinario organizzato da FIVA Confcom Livorno, con una giornata interamente dedicata allo shopping all’aperto. Dalle 9 alle 19 i banchi degli operatori …
Livorno 17 ottobre 2026 Dal primato degli anni ’80 alla certificazione di genere di oggi: il segretario generale dell’AdSP di Livorno, Pierpaolo Danieli, fotografa il cambio di rotta del settore marittimo, dove la tecnologia supera la forza fisica e le donne guidano il 50% della dirigenza della Port Authority Un settore storicamente maschile che sta …
Livorno 17 ottobre 2026 La Squadra Mobile ha eseguito i provvedimenti richiesti dalla magistratura spagnola e una misura cautelare per atti persecutori. Controlli amministrativi in cinque esercizi commerciali del centro e un Dacur a Cecina per molestie a sfondo sessuale. Due persone arrestate in esecuzione di un mandato di arresto europeo, una misura cautelare con …
Cecina (Livorno) 16 ottobre 2026 Non si ferma l’azione dei Carabinieri sul fronte della tutela e sicurezza ambientale e della flora e fauna in provincia di Livorno. I fronti operativi aperti sono vari e spaziano dalla tutela dei boschi e delle aree verdi più estese sino ad entrare nella casa di ogni cittadino che per …
San Vincenzo (Livorno) 17 ottobre 2026 La sezione regionale di controllo per la Toscana della Corte dei Conti ha ritenuto idonei i provvedimenti correttivi adottati dal Consiglio comunale di San Vincenzo per riallineare la contabilità dell’ente e superare le irregolarità rilevate. È quanto riportato nella deliberazione numero 177 depositata martedì scorso 13 ottobre, a …
Un pugno per un monopattino, una coltellata per la fotografia di una ragazza, un’aggressione di gruppo per 50 euro. La violenza che esplode senza freni, vite che cambiano per sempre, famiglie che sprofondano nel dolore. Paolo Sarallo, colpito con un pugno nella notte del 19 maggio 2024, mentre i suoi aggressori ridevano, ha affrontato 50 ore di interventi chirurgici al cervello, otto mesi di coma e un anno in stato vegetativo. Una battaglia durissima tra la vita e la morte, dalla quale è riuscito a riemergere. Abanoub Youssef, per tutti Aba, accoltellato da un compagno di scuola il 16 gennaio 2026 per la fotografia di una ragazza, è morto in ospedale. Dietro ogni aggressione il futuro che si disintegra. Poi c’è il riscatto di Paolo Sarallo che dopo aver attraversato l’inferno torna alla vita. Sorride e non molla.
Nasce così la prima maratona attraverso l’Italia per trasformare il dolore in impegno, promossa dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS. 15 tappe per un totale di 550 chilometri a piedi. La partenza è fissata per il 25 ottobre dall’isola d’Elba, con il passaggio da Albenga e l’arrivo a Milano l’8 novembre.
L’iniziativa è stata presentata il 16 ottobre a Portoferraio, in un clima di forte commozione, alla presenza del sindaco Tiziano Nocentini fiero che un’iniziativa di così alto valore prenda il via proprio dal suo territorio e dei rappresentanti della Fondazione Uniti per Paolo ETS che hanno calorosamente ringraziato il sindaco e tutta l’amministrazione.
Rally Obedience, un’esperienza divertente aperta a tutti con i propri cani oppure con quelli di chi promuove gli eventi. L’appuntamento con il ’Rally’ è in agenda tutti i venerdì dalle 16.30 alle 17.30 al Centro Le Pescine in Via Enrico Fermi 2 a Rosignano Solvay.
Il Rally Obedience è tutto da scoprire. Si tratta di uno sport divertente che unisce persone e cani in un percorso a tappe con esercizi semplici da seguire, adatti a tutti. Si può partecipare con il proprio cane o provare con i cani messi a disposizione dalle associazioni. Un’opportunità per divertirsi, collaborare con i ’quattrozampe’ e superare i propri limiti, sperimentando complicità, ascolto e dolcezza.
Conducono l’attività con passione e competenza a.s.d. Efesto in collaborazione con a.s.d. ’A tutto bau’. L’iniziativa è organizzata dal patto di collaborazione CrashAMO! Comunità inclusive che creano opportunità, uno dei patti che fanno parte del percorso Beni Comuni Rosignano, per vivere e valorizzare insieme il nostro territorio.
La prenotazione è necessaria chiamando il numero 331 6570877.
Un’eccezionale visita guidata teatralizzata alle Terme Acqua della Salute (in piazza Dante 25), conosciute come Terme del Corallo, per scoprire uno dei monumenti più affascinanti di Livorno, progettato dall’Ingegner Architetto Angiolo Badaloni agli inizi del Novecento. Ad accompagnare i visitatori sarà un avventore delle Terme della Belle Époque, in abito d’epoca, che racconterà la storia della costruzione, la vita e gli aneddoti legati a questo gioiello Liberty, definito in tutta Italia la ’Montecatini a mare’.
Saranno die le visite in programma domani domenica 18 ottobre: una con partenza alle 10 e l’altra alle 11.30. Ad accompagnare i visitatori sarà Fabrizio Ottone, Guida turistica e storico della città di Livorno, docente presso corsi professionalizzanti per Operatori Culturali e per Guide Turistiche. Svolge anche attività di consulenza storica per programmi televisivi, progetti video e operazioni di marketing territoriale riguardanti il territorio livornese. È inoltre presidente dell’Associazione Guide Labroniche, costituita da Guide Turistiche professioniste, che operano per la divulgazione culturale e lo sviluppo turistico della città di Livorno.
Tutti i dettagli e gli aggiornamenti sul programma sono consultabili sul sito ufficiale della manifestazione. I biglietti (11 euro intero e 7,7 ridotto) saranno disponibili in prevendita online su Liveticke. Oppure òpotranno essere acquistati sul posto un’ora prima, Potranno partecipare all’evento anche i bambini, a partire dagli 8 anni di età.
Le riprese aeree mostrano i soccorritori impegnati a domare gli incendi nella contea di Orange, mentre scattano evacuazioni e migliaia di persone restano senza elettricità
A judge has sentenced three Mexican men to more than 158 years in prison each for the 2024 murders of two Australian brothers and their American friend, a case that tarnished Mexico’s image by exposing the risks foreigners face when visiting the tourism-dependent country.
Friday’s sentencing, which came a week after the men were found guilty, marked the end of a lengthy legal process over the killings of Australians Callum and Jake Robinson, and American Carter Redd Rhoad.
Their bodies were...
A judge has sentenced three Mexican men to more than 158 years in prison each for the 2024 murders of two Australian brothers and their American friend, a case that tarnished Mexico’s image by exposing the risks foreigners face when visiting the tourism-dependent country.
Friday’s sentencing, which came a week after the men were found guilty, marked the end of a lengthy legal process over the killings of Australians Callum and Jake Robinson, and American Carter Redd Rhoad.
Their bodies were...
An anonymous reader quotes a report from Wired: Prediction market boosters often tout the platforms as barometers of public opinion, or even "truth machines" offering a clearer picture of where things are headed than polling or other data. In 2024, for example, Kalshi beat many pollsters in forecasting the outcome of the US presidential race. But their trading activity can also tell more perplexing stories. Two global election markets on Polymarket's offshore platform, for instance, generated over $600 million in trading volume, far more than most political markets typically attract. Most of the activity took place buying and selling contracts tied to long-shot candidates who ultimately did not win. The report focuses on suspicious trading activity surrounding elections in Ethiopia and Romania, where researchers uncovered $284 million in questionable trades tied to Ethiopia's election and periods when 99.6% of trading volume in a Romanian election market was flagged as suspected "wash trading."
According to Wired, "wash trading is a type of market manipulation in which accounts repeatedly buy and sell assets to create the illusion of heavy trading activity, when in reality, money is simply moving back and forth." Some accounts may also be artificially inflating their activity to qualify for potential cryptocurrency token rewards, a practice known as "activity farming."
In response to the Ethiopian trading activity, Polymarket told Wired that the company "immediately flagged this activity, investigated, and blocked the accounts from trading." The company did not explain why the suspicious trades were allowed to continue for months before action was taken.
Il 31 ottobre e il 1° novembre si svolgerà nell’area fieristica l’esposizione internazionale felina di Venturina Terme.
Un evento che porterà nella cittadina espositori da tutta Europa e Italia con i loro meravigliosi felini.
Ci sarà il sabato un best tutto dedicato ai Maine Coon e la domenica uno per l’affascinante Norvegese della Foresta.
Inoltre tanti ’ricciolini’ provenienti da Siena, Slovenia, Trieste. Ci sarà l’affascinante Bengala con il suo manto da leopardo.
E poi sacri della Birmania, persiani, siberiano, i ’nudini’.
Il mondo felino si riunirà quindi alla Fiera di Venturina Terme una due giorni per conoscere, ammirare e talvolta scoprire tanti gatti e trovare anche tutto ciò che orbita intorno a questo mondo.
Il salmone venduto come pesce d’allevamento può essere cresciuto con proteine ricavate dagli scarti del pollo. Lerøy Seafood Group ha introdotto questi ingredienti nei mangimi dalla primavera del 2025 e, secondo quanto dichiarato al Financial Times, oggi li impiega in tutti i suoi allevamenti marini. Il quotidiano riferisce anche dei piani e delle iniziative avviate da altri grandi produttori norvegesi, che vorrebbero seguire l’esempio. È un cambiamento determinante nella filiera di uno dei pesci più presenti sui banchi europei, ma invisibile sull’etichetta destinata al consumatore: la composizione del mangime, infatti, normalmente non compare nei prodotti che acquistiamo.
Non si tratta di somministrare carne cruda di pollame ai salmoni, naturalmente, e gli ingredienti sono sottoprodotti della lavorazione avicola, trasformati e trattati per ottenere proteine utilizzabili nei mangimi. Nell’Unione europea l’impiego di proteine animali trasformate di pollame nell’alimentazione dei pesci è stato nuovamente autorizzato nel 2013, con regole di produzione e controllo. La liceità della pratica, però, non risolve da sola le domande sul sapore, ma soprattutto sulla qualità nutrizionale, sull’impatto ambientale e sulle aspettative di chi acquista il pesce.
La ragione industriale è la ricerca di materie prime disponibili in quantità e a costi sostenibili. La farina di pesce ricavata da catture selvatiche è soggetta alle oscillazioni della pesca e alla concorrenza di altri mercati. Lerøy dichiara che nel 2025 le materie prime marine rappresentavano il 26 per cento dei suoi mangimi, contro il 31 per cento del 2023. Gli scarti avicoli offrono una fonte alternativa di proteine e permettono di valorizzare parti dell’animale che non finiscono nell’alimentazione umana: un tema di messa a frutto degli scarti che non va sottovalutato. Per valutarne il vantaggio climatico, tuttavia, servono confronti che tengano conto della lavorazione e dei trasporti, oltre che dell’ingrediente sostituito. E forse occorre anche pensare se proprio i pesci sono i migliori consumatori di queste eccedenze.
Perché anche il benessere del pesce merita una verifica distinta. Nofima, l’istituto norvegese che studia l’impiego degli scarti di pollo, segnala che la digeribilità delle proteine può variare in base alla materia prima e al trattamento termico. Il progetto di questo ente, in corso fino al 2027, misura gli effetti dell’alimentazione prolungata sulla crescita, sulla salute intestinale e sulla qualità dei filetti: l’innovazione non è dunque una soluzione già definitivamente provata.
Inoltre, non possiamo dimenticare la distanza fra il salmone immaginato da chi lo consuma e quello allevato. In un’indagine pubblicata nell’aprile 2026 su oltre mille consumatori in Inghilterra e Francia, Nofima ha rilevato che pochi sanno che circa il 70 per cento del mangime per salmoni è già composto da ingredienti vegetali. Pesce, alghe e piante sono giudicati più favorevolmente, mentre il pollo suscita la maggiore diffidenza, soprattutto nel campione francese. È una ricerca sulle percezioni e pur se non una prova che il salmone nutrito con derivati avicoli sia nocivo, ci fa capire quanto il silenzio sugli ingredienti possa diventare un problema di fiducia del consumatore, e soprattutto che certi tabù alimentari ci inquietano ancora molto. Se su alghe e verdure siamo più permissivi, sull’incrocio di specie nella nutrizione abbiamo ancora molti dubbi.
L’industria ha ragioni serie per cercare alternative alla farina ottenuta dal pescato per una questione di economie di scala, e in parte è anche colpa nostra. Il salmone ha avuto un grandissimo successo e le industrie si sono attrezzate per far fronte alla grande richiesta di prodotto e per rispondere alla celebrità di una proteina di pesce molto apprezzata per il suo sapore ma anche per la sua praticità di lavorazione. Poche lische, colore accattivante, sapore definito ma non troppo intenso, carne compatta hanno fatto la fortuna del pesce rosa più consumato al mondo. Chi compra, però, ha ragioni altrettanto serie per chiedere come viene allevato ciò che porta in tavola. La questione non si esaurisce nell’aggettivo «naturale», che come in molti altri casi non dice nulla sul prodotto finale: richiede dati comparabili su risorse marine, emissioni, salute dei pesci e caratteristiche del prodotto, insieme a informazioni accessibili sulla filiera dei mangimi. Il salmone che mangia pollo accende una lampadina e rende visibile una parte della produzione alimentare rimasta a lungo fuori dall’inquadratura.
L’Europa non intende lasciare sola l’Ucraina. È il messaggio arrivato da Bruxelles, dove il presidente Volodymyr Zelensky ha incontrato i leader europei nel secondo giorno del Consiglio europeo, mentre il rapporto con Donald Trump attraversa una nuova fase di tensione. Energia, difesa aerea e finanziamenti per il 2026 e il 2027 sono le priorità immediate di Kyjiv. Ma sullo sfondo c’è una questione più grande: quanto può ancora contare l’Ucraina sugli Stati Uniti e quanto l’Europa è pronta a fare per sostenerla.
«Percepisco il pieno sostegno dell’Europa, soprattutto nell’ultimo mese», ha detto Zelensky al termine degli incontri. Il presidente ucraino ha ringraziato il Consiglio europeo, la Commissione e i leader che sono rimasti al fianco di Kyjiv dall’inizio dell’invasione russa. Un messaggio che assume un significato particolare mentre Washington sembra allontanarsi dalle posizioni ucraine e la Russia continua a colpire le infrastrutture del Paese.
Il primo banco di prova è l’inverno. Mosca non mostra segnali di voler porre fine alla guerra e gli attacchi contro la rete energetica ucraina rendono urgente rafforzare le difese e garantire le forniture necessarie a mantenere in funzione il Paese. Il pacchetto invernale chiesto da Zelensky non riguarda soltanto l’energia, ma anche la difesa aerea e le risorse finanziarie per sostenere lo Stato. La prospettiva di una pace rapida, ha spiegato il presidente, non trova al momento riscontri nelle intenzioni russe.
Sul fronte militare, la questione più urgente è la disponibilità di missili intercettori. Zelensky ha assicurato che, sulla base dei fabbisogni minimi comunicati da Kyjiv, i Paesi europei dispongono di quantità sufficienti di Patriot Pac-2 e Pac-3 per aiutare l’Ucraina a superare l’inverno. Ma il presidente ha anche riconosciuto che non è ancora chiaro quanti missili arriveranno effettivamente. Una parte consistente delle forniture viene oggi dirottata verso il Medio Oriente: «È un segreto di Pulcinella che oggi non siamo una destinazione prioritaria per questi missili», ha detto.
Kyjiv deve quindi mettere insieme contributi provenienti da più Paesi, mentre cerca di accelerare lo sviluppo di una capacità europea autonoma. In questo quadro rientra FREYJA, il progetto di difesa antibalistica sul quale l’Ucraina sta lavorando con i partner europei. Zelensky punta a trasformarlo in un sistema più rapido ed economico da produrre, da condividere anche con gli alleati. Dopo l’incontro con Emmanuel Macron, ha inoltre annunciato nuovi pacchetti destinati a rafforzare l’aviazione da combattimento e ha ringraziato Parigi per le licenze di produzione di armamenti già concesse.
La solidarietà europea si misura però anche in una dimensione meno visibile, ma ormai essenziale per la guerra: quella delle comunicazioni satellitari. I recenti problemi di Starlink hanno rappresentato una sorpresa «pericolosa e spiacevole» per Kyjiv. Zelensky ha precisato che il servizio non è stato completamente disattivato, ma che sono stati abbassati i limiti di velocità, con conseguenze sulle capacità operative ucraine.
La connessione satellitare è utilizzata anche per coordinare i droni intercettori impegnati contro gli attacchi russi. Non soltanto per le operazioni in profondità sul territorio nemico, ha chiarito il presidente, ma per proteggere la popolazione dagli aerei e dai droni che prendono di mira le città e le infrastrutture. Kyjiv sta discutendo con alcuni Paesi, tra cui la Francia, per ottenere capacità aggiuntive. È un segnale della necessità di ridurre una dipendenza tecnologica che, nel momento in cui i rapporti politici si deteriorano, può trasformarsi in una vulnerabilità militare.
Come abbiamo raccontato su Linkiesta, il problema non riguarda soltanto le armi che Washington decide di fornire. Le capacità statunitensi di intelligence, allerta e comunicazione sono parte integrante della difesa ucraina. L’Europa può offrire sostegno politico e finanziario, ma sostituire rapidamente queste infrastrutture è molto più difficile. La crisi di Starlink rende questa contraddizione evidente.
Zelensky, tuttavia, non è tornato da Bruxelles – e da Londra, dove giovedì aveva incontrato il premier Andy Burham che ha autorizzato l’invio di altri missili a lungo raggio Storm Shadow per colpire le operazioni militari russe e frenare gli attacchi di Mosca contro le infrastrutture civili ucraine – soltanto con promesse militari. Ha rivendicato anche i progressi del percorso di adesione all’Unione europea, ringraziando il governo e il Parlamento ucraini per le riforme approvate nonostante gli attacchi russi. Kyjiv punta ad aprire gli ultimi due gruppi negoziali entro la fine dell’anno.
Il messaggio europeo è dunque duplice: l’Ucraina resta una priorità strategica e il suo futuro è legato a quello dell’Unione. António Costa ha ribadito che non è il momento di ridurre il sostegno a Kyjiv né di alleggerire le sanzioni contro Mosca. Ursula von der Leyen ha escluso concessioni finché la Russia non fermerà la guerra.
È una presa di posizione importante mentre la Casa Bianca alimenta nuove incertezze. Ma la prova decisiva sarà trasformare l’unità mostrata a Bruxelles in forniture, finanziamenti e capacità operative. Per Zelensky, l’abbraccio europeo è un segnale politico prezioso. Per l’Europa, è anche una responsabilità sempre più difficile da rinviare.
Il 23 ottobre entra in vigore il decreto legislativo n. 179/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 ottobre, che adegua la normativa italiana all’AI Act emanato nel 2024 dall’Unione europea. Per quanto riguarda il rapporto tra imprese e dipendenti, le novità riguardano soprattutto il rapporto di lavoro e la salute e sicurezza in azienda.
Se il datore di lavoro usa sistemi di intelligenza artificiale, le decisioni finali riguardanti il rapporto di lavoro non possono essere prese solo dalla macchina. Questa regola vale per assunzione, modifiche del rapporto e licenziamento, ma anche per provvedimenti disciplinari e valutazioni delle prestazioni. La decisione spetta a una persona con un potere effettivo e autonomo: non basta una semplice firma di conferma.
Per essere concreti, se un software segnala un dipendente come «poco produttivo», il responsabile non può limitarsi a recepire il punteggio. Deve valutare il dato ed essere libero di prendere la decisione che ritiene più opportuna, supportata da un’adeguata motivazione. Eventuali scelte assunte in violazione della normativa sono nulle. Attenzione però a un’esclusione prevista espressamente dalla normativa: ricerca e selezione dei candidati non sono ritenute “decisioni finali”, anche quando comportano l’esclusione dai colloqui successivi.
Se un sistema di intelligenza artificiale incide sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi, sul modo di svolgere la prestazione o su decisioni rilevanti per la sicurezza, va considerato nel documento di valutazione dei rischi aziendale. I lavoratori vanno inoltre informati e formati sui rischi specifici derivanti dall’uso delle macchine nell’esecuzione delle loro mansioni. In questo caso, pensiamo a un algoritmo che assegna i turni o detta i ritmi in un magazzino: maggiore efficienza deve essere sempre bilanciata con il diritto alla salute di chi lavora.
La legge sull’intelligenza artificiale del 2025 aveva fissato i principi: uso sicuro, trasparente, rispettoso della dignità e senza discriminazioni. Il decreto recentemente approvato li traduce in regole con conseguenze concrete, introducendo norme più favorevoli ai lavoratori rispetto alle previsioni generali previste dall’AI Act europeo. Maggiori tutele che tuttavia si devono coordinare con la normativa già esistente in materia di rapporto di lavoro e protezione dei dati personali. Una giungla che le imprese dovranno districare per evitare le pesanti sanzioni imposte dalla normativa comunitaria.
*La newsletter “Labour Weekly. Una pillola di lavoro una volta alla settimana” è prodotta dallo studio legale Laward e curata dall’avvocato Alessio Amorelli. Linkiesta ne pubblica i contenuti ogni. Qui per iscriversi
Ospitata in una delle ultime grandi dimore risalenti alla fine del XIX secolo a New York, la Frick Collection ha riaperto le sue porte, nell’aprile del 2025, dopo un imponente progetto di ampliamento durato quasi cinque anni e costato duecentoventi milioni di dollari.
Camminare per il centro di Manhattan e imbattersi in grandi manifesti che invitano visitare qui una mostra di quaranta bronzi senesi fa un certo effetto.
Varcarne la soglia precipitando dal rumore implacabile della megalopoli nella sua iconica atmosfera intima, procura un sollievo immediato che predispone al meglio. E non si rimane delusi: all’interno il visitatore incontra, oltre alla straordinaria collezione permanente, ineguagliabili opere in bronzo senesi che includendo prestiti provenienti da musei fiorentini, umbri, campani, ma pure inglesi, tedeschi e americani.
Una riunione di opere senza precedenti, che propone statue, rilievi, candelabri, medaglie e altro ancora, realizzate da alcuni degli scultori più influenti dell’epoca, come Donatello, Vecchietta e Francesco di Giorgio.
Giovanni di Stefano, Ercole in lotta con Acheloo, 1526, dettaglio @Frick Collection
Siena ne emerge come centro di eccellenza, tanto artistica quanto tecnica, nell’utilizzo di questo metallo nel periodo rinascimentale.
La lavorazione del bronzo non è mai stata opera di una sola persona. Nella Siena del Quattrocento, fonditori di campane, ingegneri, orefici e scultori condividevano materiali e competenze: manufatti che ne derivavano erano espressione di un’intelligenza collettiva dove arte e industria si intrecciavano.
Il bronzo, una lega composta principalmente da rame e stagno (spesso con l’aggiunta di piombo o zinco) era un materiale raro, costoso e vulnerabile: conservare anche solo una piccola statua significava scegliere tra l’utilizzo immediato e bellezza da consegnare ai posteri. In tempi di conflitto, qualsiasi manufatto in bronzo poteva essere rifuso e reimpiegato per scopi bellici, cosa che ha reso eccezionalmente rare le opere giunte fino a noi.
Le stesse conoscenze necessarie per fissare l’espressione del volto di un santo servivano anche a far risuonare una campana in tutta la città o a far tremare le mura con il colpo di un cannone.
Attribuito a Giovanni di Stefano, Davide con la testa di Golia, 1490, particolare @Frick Collection
Alla Frick Collection ora tre sale propongono l’“ascolto” di questa vicenda. Nella prima, gli oggetti esposti esplorano manufatti in bronzo spaziando tra chiesa, abitazione privata, scuderia e campo di battaglia.
Alla complessità della fusione delle campane, illustrata da una maestosa opera realizzata nel 1454 e collegata al grande complesso ospedaliero di Santa Maria della Scala, si affiancano alcuni volumi contenenti disegni di cannoni in bronzo, realizzati per la potente famiglia Orsini e per lo Stato senese.
A Donatello, lo scultore più celebre dell’epoca, e al suo soggiorno senese tra il 1457 e il 1461 fa riferimento la lastra tombale di Giovanni di Bartolomeo Pecci, vescovo di Grosseto. Si tratta di una delle sole otto opere firmate dall’artista giunte fino a noi.
Giovanni Tofano Bell, campana fusa nel 1420 @Frick Collection
Nella sala più ampia una prima sezione esplora la capacità del bronzo di perpetuare la memoria nella scultura funeraria. La sezione successiva presenta un gruppo di significative medaglie che servivano a plasmare e promuovere l’immagine dei soggetti illustri come governanti, umanisti, banchieri, militari o prelati.
Stupisce infine il gruppo di sei statue e statuette a tutto tondo, una tipologia che sfrutta le qualità del bronzo più pienamente di quasi ogni altro materiale. A differenza della pietra o del legno, la lega fusa è in grado di sostenere braccia protese, gambe sollevate e corpi in equilibrio oltre il proprio centro di gravità.
Le statue monumentali affermano da sempre la propria presenza in spazi religiosi e civili. Ma qui non sono le dimensioni a determinare l’ambizione del progetto. Un piccolo bronzo poteva fungere da monumento in miniatura, invitando l’osservatore a girarvi attorno e dando forma a idee suscettibili di essere ingrandite in seguito.
A Siena, questo tipo di sperimentazioni contribuirono a definire un linguaggio della scultura a tutto tondo destinato a ispirare artisti successivi, tra cui il giovane Michelangelo, che nel Duomo di Siena lavorò tra il 1501 e il 1504.
Un ultimo aspetto merita di essere sottolineato. La narrazione tradizionale del Rinascimento si concentra sul ruolo cardine di Firenze. Questa mostra, documentando gli straordinari risultati raggiunti dai maestri senesi nella lavorazione artistica del bronzo, invita a riconsiderare tale prospettiva: Siena, che all’epoca seguiva un percorso artistico legato a quello della sua rivale, ne tracciò un altro consapevolmente autonomo.
A Elly Schlein non conviene proprio perdere pezzi del suo partito. Altrimenti, contro Giuseppe Conte, nel duello rusticano che si profila, rischia di soccombere. Già, perché è possibile, per non dire probabile, che queste benedette primarie saranno una sfida a due: lei contro lui.
Sembra la dinamica politica generale: con il turno unico, un terzo polo sembra un’avventura. Invece è partita la caccia. La caccia ai riformisti del Partito democratico. Si invocano purghe. Soprattutto da gente che non è del Pd: Marco Travaglio e le sue giornaliste, tipi come Andrea Scanzi, intellettuali come Marco Revelli – questi scrivono tutti sul Fatto – ma anche ex dirigenti o ex parlamentari che tifano Schlein. È un’arietta tardostaliniana che filtra sotto le porte del Nazareno e avvelena il clima interno. La causa è sempre la stessa. I riformisti reclamano chiarezza sul completo sostegno all’Ucraina, che sarebbe poi la posizione ufficiale così com’è scritta nella mozione parlamentare di mercoledì scorso. Quindi chi è “fuori linea” sono gli agitati turboschleiniani che di fatto sposano più la posizione di Conte – basta armi, cioè arrendetevi – che quella ufficialmente sostenuta dalla segretaria, sia pure con tutte le cautele e sottovoce per non disturbare il Conte russo, il Vronskij dei Cinquestelle.
I reprobi fedeli a Kyjiv – «zavorra» l’ha definita Scanzi come se fosse il responsabile organizzazione del Pd – sono bersagli sui social, sui giornali, nei conciliaboli, probabilmente anche in certe riunioni delle correnti che sostengono Schlein.
L’applauso a Giorgia Meloni dei senatori riformisti al passaggio sull’Ucraina ha fatto saltare i nervi a qualcuno. Peccato che il sostegno anche armato all’Ucraina sia la linea del socialismo europeo, dal premier britannico Andy Burnham a quello spagnolo Pedro Sanchez, dal candidato socialista francese Raphaël Glucksmann alla premier danese Mette Frederiksen.
Quella che perciò sta venendo fuori nel Pd non è dunque la quinta colonna di Matteo Renzi, ma semmai una posizione simile a quella di Conte, cioè l’avversario di Schlein.
Dunque, questi che danno la caccia ai riformisti tifando Elly stanno lavorando per il Re di Prussia – o di Russia – cioè Conte. Così, il tema del sostegno all’Ucraina sta diventando la principale linea di faglia tra i duellanti. Un discrimine talmente profondo che, per come si stanno mettendo le cose, sembra destinato a trascinarsi nei gazebo delle primarie. Elly Schlein rischia di farsi male. Vedremo cosa dirà la segretaria domani mattina all’assemblea nazionale del Pd chiamata a prolungarne il mandato.
La prima cosa che dovrebbe fare è unire il suo partito su una linea chiara che non può essere diversa da quella del socialismo europeo. E calmare i bollori degli stalinisti filocontiani che stanno avvelenando i pozzi.
Il governo Meloni ha un problema: l’esenzione del bollo auto e gli sconti a ripetizione sulle accise dei carburanti hanno già assorbito risorse che avrebbero potuto finanziare altre misure. La prima costerà 2,36 miliardi di euro nel 2027, di cui 1,46 coperti con risparmi accertati su interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza; per i secondi sono stati stanziati circa 2,27 miliardi nel 2026. In tutto fanno 4,63 miliardi distribuiti su due anni: quasi quanto i cinque che Giancarlo Giorgetti vuole ottenere da banche e assicurazioni nel solo 2027
In teoria, la manovra vale 23,5 miliardi di euro, secondo il Documento programmatico di bilancio che il ministero dell’Economia ha inviato alla Commissione europea il 15 ottobre. Di questi circa tredici saranno finanziati facendo più debito. Per gli altri dieci miliardi e mezzo, invece, il governo dovrà trovare nuove entrate o tagliare altre spese. Giorgetti conta su una deroga alle regole europee che permette di aumentare temporaneamente il deficit per finanziare interventi nella difesa e nella sicurezza energetica. Il margine è di circa 14 miliardi l’anno nel 2027 e nel 2028, ma una parte serve a coprire spese già previste e non può essere utilizzata, per esempio, per tagliare le tasse. Il deficit dovrebbe così passare dal 2,9 per cento del PIL nel 2026 al 3,4 per cento nel 2027, per poi scendere al 3,2 nel 2028. Intanto Forza Italia chiede di estendere il taglio dell’Irpef ai redditi fino a 60mila euro, mentre l’economia crescerà appena dello 0,8 per cento, secondo le previsioni del Tesoro.
Per finanziare una parte della manovra facendo più deficit, il governo conta su una deroga alle regole europee che permette di aumentare temporaneamente la spesa per la difesa e la sicurezza energetica. Lo spazio previsto è di circa 14 miliardi l’anno nel 2027 e nel 2028, ma una parte riguarda interventi già messi in conto. E soprattutto quei soldi possono essere utilizzati soltanto per le spese ammesse da Bruxelles, non per nuovi tagli delle tasse, che farebbero comodo ai partiti della maggioranza.
Per il resto, i margini sono esauriti. Lo ha chiarito il 12 ottobre l’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), l’organismo indipendente che verifica le previsioni dei conti pubblici. Escluse le spese coperte dalla deroga, nel 2027 la spesa pubblica soggetta ai vincoli europei crescerà già dell’1,9 per cento, raggiungendo il limite previsto dal percorso di bilancio. I cinque miliardi chiesti a banche e assicurazioni coprirebbero quasi metà delle risorse che il governo deve trovare per finanziare la manovra. E la richiesta non si fermerebbe al 2027: il Tesoro conta di incassare poco più di tre miliardi nel 2028 e circa 2,4 nel 2029. In tutto, 10,7 miliardi in tre anni, secondo i calcoli di Reuters.
La legge di bilancio 2026 aveva già previsto circa dodici miliardi di entrate dal settore finanziario e bancario fino al 2028, attraverso diverse misure. Tra queste, l’aumento di due punti dell’IRAP, l’imposta sulle attività produttive, con l’aliquota base salita al 6,65 per cento per le banche e al 7,9 per cento per le assicurazioni. Il governo ha anche rinviato al 2028 e al 2029 una parte delle deduzioni fiscali previste per il 2027 sulle perdite dei prestiti e su alcune svalutazioni contabili. Per altre perdite attese sui crediti, dal 2026 al 2029, gli sconti fiscali vengono distribuiti su cinque anni anziché essere riconosciuti subito. In questo modo lo Stato incassa più imposte nell’immediato, ma ne riceverà meno negli anni successivi. A queste misure si aggiunge la possibilità per le banche di liberare, dietro pagamento, le riserve accantonate per evitare la tassa sugli extraprofitti del 2023. Una parte dei dodici miliardi deriva quindi da entrate fiscali anticipate, alle quali Giorgetti vorrebbe ora aggiungere altri cinque miliardi nel solo 2027, senza aver ancora spiegato come incassarli.
Il Documento programmatico di bilancio non indica quale imposta verrà applicata, come sarà calcolata e quanto dovranno versare rispettivamente banche e assicurazioni. Sembra quasi che il governo voglia vedere l’effetto che fa sull’opinione pubblica questa richiesta, prima di lavorare su una trattativa con l’Associazione bancaria italiana. Il ministro dell’Economia ritiene che gli istituti possano permettersi un ulteriore contributo, dopo gli utili favoriti dagli alti tassi d’interesse degli ultimi anni e le garanzie pubbliche sui prestiti durante la pandemia. Le banche, invece, sostengono di aver già fatto la propria parte e contestano una nuova richiesta dopo gli accordi raggiunti con il governo. Da Bangkok, dove partecipa agli incontri del Fondo monetario internazionale, ieri Giorgetti ha risposto che sono cambiate le circostanze economiche e quindi il governo chiederà uno sforzo aggiuntivo.
L’Abi potrà trovare una sponda politica nella maggioranza grazie a Forza Italia, contraria a una nuova tassa sugli extraprofitti. Ma allo stesso tempo Antonio Tajani chiede tagli fiscali senza chiarire dove trovare le risorse. Il ministro degli Esteri vuole estendere la riduzione dell’Irpef al 33 per cento anche ai redditi tra 50mila e 60mila euro, introdurre nuove agevolazioni per i giovani e ampliare l’esenzione del bollo auto. Il Documento programmatico di bilancio, però, prevede appena 2,2 miliardi per l’insieme delle nuove misure fiscali. Se Forza Italia vuole evitare un altro prelievo sulle banche, dovrà anche spiegare come finanziare le proprie proposte.
Per le famiglie e la spesa sociale sono previsti circa cinque miliardi, mentre alla sanità dovrebbero andare altri 2,4 miliardi. Sono ancora cifre complessive: il documento non precisa quali prestazioni saranno aumentate, né chi riceverà i benefici. E la distribuzione delle risorse conterà parecchio, considerando che nel 2027 i consumi delle famiglie dovrebbero crescere appena dello 0,5 per cento in termini reali, dopo l’1,2 per cento stimato per quest’anno.
In attesa di conoscere i dettagli della manovra, l’Ufficio parlamentare di bilancio ha validato le previsioni economiche del governo, pur considerando ottimistiche quelle per il 2028 e il 2029. La crescita stimata dal Tesoro supera rispettivamente di 0,1 e 0,2 punti percentuali anche le previsioni più favorevoli degli esperti indipendenti consultati dall’Upb. Il rischio maggiore riguarda gli investimenti, soprattutto nelle costruzioni, che potrebbero rallentare con il progressivo esaurimento della spinta straordinaria del Pnrr. La nuova manovra dovrebbe aiutare, ma poco: sempre secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, alla fine del 2029 il Prodotto interno lordo sarebbe appena lo 0,3 per cento più alto rispetto a uno scenario senza nuovi interventi.
Una delle voci più consistenti della manovra riguarda la difesa, con circa 4,5 miliardi nel 2027. Il governo vuole utilizzare la deroga europea anche per rafforzare la sicurezza energetica, ma Bruxelles ha fissato condizioni precise: gli interventi devono contribuire a rendere più sicuri gli approvvigionamenti e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. La Commissione europea ha raccomandato l’autorizzazione per l’Italia l’8 ottobre, mentre restano da definire i passaggi con il Consiglio dell’Unione europea e le spese effettivamente ammissibili.
La deroga scadrà nel 2028. Alcuni degli impegni che il governo vuole assumere, però, continueranno a costare anche negli anni successivi. I nuovi sistemi di difesa, per esempio, richiedono manutenzione e spese di funzionamento. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha chiesto al governo di chiarire come intende finanziarli quando non sarà più disponibile il margine straordinario concesso dall’Europa. Le sue simulazioni indicano che, dopo il 2028, il percorso di risanamento potrebbe richiedere correzioni annue dei conti comprese tra lo 0,45 e lo 0,75 per cento del PIL, a seconda della durata del nuovo piano di bilancio. Sono scenari, non tagli già decisi. Ma rendono evidente una difficoltà: finanziare oggi spese destinate a continuare negli anni utilizzando una deroga temporanea può creare nuovi problemi quando quella deroga terminerà. Ma saranno problemi del prossimo governo.
A pesare sui conti sarà anche il debito pubblico, che secondo il governo raggiungerà il 138,5 per cento del PIL nel 2027, prima di iniziare a diminuire. Il problema è soprattutto quanto costa finanziarlo. Secondo un’analisi di Intesa Sanpaolo, la spesa per interessi passerà dagli 87 miliardi del 2025 a circa 103 miliardi nel 2027: sedici miliardi in più in due anni, che lo Stato non potrà utilizzare per altre politiche. La situazione potrebbe migliorare se l’Italia ottenesse una promozione dalle agenzie di rating. Standard & Poor’s assegna attualmente al debito italiano un giudizio BBB+, con prospettive positive: un passaggio ad A− potrebbe aumentare la fiducia degli investitori e contribuire a ridurre i tassi richiesti per acquistare i titoli di Stato. Non sarebbe però un risparmio automatico, né immediato: molto dipenderebbe dall’andamento dei mercati e i benefici si vedrebbero soprattutto sui nuovi titoli emessi per finanziare il debito.
Anche il rapporto con Bruxelles resta delicato. Il governo punta a riportare il deficit sotto il tre per cento del PIL nel 2026, una condizione importante per uscire dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. La Banca d’Italia ha però avvertito che il nuovo aumento del deficit previsto per il 2027 e il 2028 potrebbe complicare la valutazione delle istituzioni europee. L’UPB ha inoltre segnalato che anche piccoli scostamenti rispetto al 2,9 per cento previsto per quest’anno potrebbero compromettere il raggiungimento dell’obiettivo.
Il Tesoro conta anche su circa 1,2 miliardi di tagli alla spesa dei ministeri nel 2027, destinati a salire a quasi due miliardi l’anno nel 2028 e nel 2029. Ma il Documento programmatico di bilancio non dice ancora quali ministeri dovranno rinunciare alle risorse e quali attività subiranno i tagli. Non sarà semplice, considerando che la precedente legge di bilancio aveva già ridotto gli stanziamenti delle amministrazioni centrali. Bisognerà capire se Giorgetti riuscirà a risparmiare sui costi di funzionamento oppure se verranno sacrificati fondi destinati ai servizi e agli investimenti.
Altri settecento milioni dovrebbero arrivare dal settore dei giochi, con un gettito analogo previsto per il 2028 e circa 480 milioni nel 2029. Anche qui, però, mancano i dettagli. Il governo non ha ancora chiarito se intenda aumentare le imposte sul gioco, modificare le condizioni delle concessioni o intervenire in altro modo sugli operatori. Sono quasi due miliardi di entrate previste in tre anni, senza che sia ancora stata definita la misura per incassarli. Le risposte dovranno arrivare con il disegno di legge di bilancio.
Più o meno un anno fa, un conoscente simpatico mi chiede un saggio breve per una rivista che nessuno legge e che non ha soldi per pagarmi. Gli dico di sì perché faccio sempre volentieri beneficenza a istituzioni culturali che non avevano ragione d’esistere neanche nel Novecento, figuriamoci adesso, e perché mi dà come scadenza aprile.
Capiterà anche a voi: vi chiedono una cosa per sei, nove, dodici mesi dopo, e voi dite ma certo, tanto quel giorno non verrà mai, e poi invece quel giorno viene sempre e voi avete accettato di andare a un matrimonio in Sicilia il giorno dopo un impegno non differibile a Londra e dovete fare biglietti assurdi e prendere taxi da trecento sterline alle quattro di mattina per arrivare dove avevate promesso d’essere (è un esempio ovviamente di fantasia, non ripenso affatto piangendo a quelle trecento sterline di taxi ogni giorno prima e dopo i pasti).
Il conoscente mi dice che ad aprile assemblano il numero che uscirà a settembre, e io penso che è una brutta fatica essere un’istituzione culturale squattrinata ma che si ostina a percepirsi prestigiosa e dover usare tipografie che ci mettono cinque mesi a stamparti: mi ricorda quegli aristocratici romani che hanno non so quanti pontefici nell’albero genealogico e d’inverno in casa tengono addosso il cappotto perché non possono permettersi la bolletta del gas.
La prima settimana d’aprile il mio romanzo va in tipografia e, libera da quell’incubo che è la chiusura d’un libro, scrivo subito la mia cosina per la PIC (Prestigiosa Istituzione Culturale): sono una che si bulla d’essere sempre puntuale con le consegne, e non sarà la squattrinatezza della PIC a farmi fare un’eccezione. Mando le mie paginette, poi me ne dimentico. Fino a giugno.
A giugno il conoscente mi scrive: ah poi se hai tempo ricordati di scrivermi quella cosa, e io penso che quindi non ha neanche controllato la mail, cialtrone, ma soprattutto che la scadenza era finta e due mesi dopo sono ancora lì a grattarsi la pancia, tipici cialtroni dell’industria culturale.
Lo insulto con moderazione, lui recupera la mail ormai invecchiata, mi ringrazia non molto cerimoniosamente perché come regola gli esponenti dell’industria culturale sono appunto come gli aristocratici decaduti – più hanno le pezze al culo più cercano di darsi un tono – e io torno a disinteressarmi di quel contributo, do per scontato che esca, me ne disoccupo.
Questa settimana – ottobre, quasi novembre – mi scrive una redattrice che mi dice che devo approvare l’impaginato col mio testo cui hanno fatto delle «piccole correzioni». Penso: ah, che tenera, Carneade della PIC che pensa di poter intervenire su un mio testo. Penso anche: ma quindi non usciva a settembre. Quindi la scadenza era doppiamente falsa.
Le scadenze false, lo dico se per caso siete massaie ricche che non hanno mai avuto un committente, si danno in due casi. Con collaboratori di conclamata cialtroneria, cui sai che chiederai una cosa per le otto e loro alle nove ancora non avranno creato il file in cui scriverla. O in quel caso che in psicologia si chiama «proiezione». Mi hanno dato una scadenza falsa perché sono dei cialtroni, ed essendo dei cialtroni danno per scontato lo siano anche gli altri.
Ora, io non vorrei scrivere dieci volte al mese l’articolo sul fatto che nessuno sa più fare nessun lavoro, e vi giuro che questo non è quel genere d’articolo, perché qui stiamo parlando non di chi sa o non sa fare un lavoro, ma della cattiveria del destino che ogni giorno mi fa pagare il fatto di non essermi accollata un marito e otto figli.
Qual è la caratteristica precipua dei mariti? Quella che si debbano ripeter loro le cose cento volte. Qual è la frase più detta dai mariti? «Adesso lo faccio». Caldaia rotta? Idraulico da chiamare? «Adesso lo faccio», «adesso» come i quattordici «adesso» delle quattordici volte in cui gliel’hai già detto. I figli sono tali e quali. I compiti? «Adesso li faccio».
Come Rossella O’Hara giurava che non avrebbe avuto fame mai più, io ho molto presto giurato che non mi sarei annoiata a ricordare a qualcuno che non mi pagava per fargli da segretaria che c’erano delle cose da fare. E la vita mi ha punito: non vuoi ripetere agli eventuali mariti e figli che devono fare il loro dovere? E io ti circonderò di gente che paghi perché faccia il suo dovere, e alla quale devi ripeterlo lo stesso allo sfinimento, sventolando fatture e bonifici. La tua vita sarà un gigantesco «Questa donna pagata io l’ho», ma nessuno sverrà per l’umiliazione: continueranno allegramente a fottersene.
Ho un’avvocato (è una donna, lo dico perché magari passa di qui Carneade della PIC che gongola «ah, Soncini non sa mettere gli apostrofi, vedi che facevo bene a correggerla», mai sospettando che la lingua italiana sia fatta esattamente così: il femminile del sostantivo lo fa l’apostrofo) che deve presentare una citazione in giudizio per mio conto da quattro anni, quasi cinque. Naturalmente non dice «adesso lo faccio», perché le fatture garantiscono una minuscola variazione, rispetto alla comunione dei beni. La frase del(la) professionista che paghi e ciononostante devi inseguire e supplicare è: stavo proprio per farlo.
Ho un commercialista che ogni anno deve farmi un conteggio a settembre, e ogni anno io lo inseguo da settembre a novembre, in un arco drammaturgico che va dalle richieste in toni normali e civili di quelli che si usano tra adulti, ai solleciti garbati, agli insulti, alle minacce, e la risposta è invariabile: stavo proprio per farlo.
L’anno scorso ho stabilito la regola che, per ogni giorno che mi faceva aspettare una risposta, io avrei tardato una settimana a pagargli la prossima fattura: gliel’ho scritto sentendomi risoluta e perentoria e protagonista del mio tempo e della performance.
Quando qualche mese fa mi ha scritto la segretaria facendomi presente che non avevo pagato la fattura annuale, io mica volevo sembrare una che non paga puntualmente: le ho mandato lo screenshot della minaccia minacciosa dell’anno prima come motivazione del mio ritardo. Lei avrà pensato che ero completamente pazza, perché la storia del cinema ci ha insegnato che noi che abbiamo ragione facciamo sempre la figura delle pazze furiose.
Io non so quando la mia vita ha dirazzato. Ero l’incarnazione di quel verso di Daniele Silvestri: io, fondamentalmente, non ho forse mai aspettato niente. Mi ero costruita un’esistenza a misura di egoismo, a misura di indipendenza, a misura di non dover scendere a compromessi coi caratteri degli altri. Poi chissà cos’è successo, e ora eccomi qui, a cercare invano di farmi richiamare dal commercialista, dall’avvocato, dalla manicure che mi ha dato appuntamento all’ora che preferiva lei e poi non riesce a rispettarlo, dal pastificio che deve dirmi se si degna di mettermi da parte i tortellini da cinquanta euro al chilo.
Poi alla Carneade ho scritto che se aveva quel tono mi riprendevo il mio pezzo e care cose a lei e famiglia, e lei penserà che forse non è stata abbastanza gentile (non lo è stata), che forse non è una buona idea darsi tanto più tono quanto meno ce lo si può permettere (non lo è), che forse bisogna essere servili come Richard Gere chiedeva ai commessi d’essere con Julia Roberts, quando una s’incomoda a regalarti un lavoro (bisogna esserlo). Ma la più impresentabile verità è che, se l’inadeguata rappresentante della PIC fosse stata una che pagavo per essere efficiente, avrei tollerato la sua inefficienza, perché tollerarla sarebbe stato sì stremante, ma comunque meno faticoso che cercare un’altra legale, un altro commercialista, un’altra manicure, un altro pastificio.
I droni iraniani venduti alla Russia per bombardare l’Ucraina sono cambiati più volte in questi quasi cinque anni di guerra. Sul campo di battaglia, gli ingegneri di Mosca li hanno modificati per renderli più efficaci contro le difese ucraine, aggiornandoli anche con componenti cinesi. Le tattiche sperimentate in guerra e le tecnologie sviluppate per migliorare quei velivoli possono ora tornare a Teheran, insieme all’esperienza accumulata dall’esercito russo. Quello che era cominciato come uno scambio di armi fra due autocrazie si è trasformato in un circuito di innovazione militare, nel quale anche gli altri partner possono imparare e trarre vantaggio.
Questo dettaglio militare aiuta a spiegare l’evoluzione nella cooperazione fra Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, con la guerra in Europa come laboratorio. I quattro regimi non hanno un comando militare comune, né hanno accordi che li obbligano a intervenire nelle guerre altrui. Anzi, in alcuni contesti continuano a perseguire interessi divergenti. Eppure, stanno imparando a mettere a sistema tecnologie e conoscenze operative.
Negli ultimi anni in molti hanno provato a tracciare i contorni dell’asse delle autocrazie – ribattezzato anche Crink, asse del disordine, asse del male, internazionale delle dittature. Le relazioni fra i quattro Paesi apparivano soprattutto come una serie di scambi bilaterali, ciascuno motivato da esigenze immediate. La Russia aveva bisogno di droni iraniani, munizioni nordcoreane e componenti cinesi; gli altri membri ricavavano dal sostegno a Mosca denaro, tecnologia, protezione diplomatica e occasioni per rafforzare i propri apparati militari.
Adesso la cooperazione è cambiata, ha assunto una dimensione diversa. Non è ancora un’alleanza militare tradizionale, con un comando integrato, obblighi di intervento reciproco e una strategia comune per ogni teatro operativo. I quattro regimi continuano a difendere anzitutto i propri interessi. «Stanno affinando la loro cooperazione per rendere i loro partner più resilienti – e più pericolosi per gli Stati Uniti – limitando al contempo costi e rischi», scrivono su Foreign Affairs Andrea Kendall-Taylor (Senior Fellow e Direttrice del Programma di Sicurezza Transatlantica presso il Center for a New American Security) e Richard Fontaine (amministratore delegato del Center for a New American Security). L’asse delle autocrazie, insomma, ha imparato a rendere complementari le proprie capacità, e di compensare alcune delle debolezze dei singoli membri.
La storia dei droni russi è l’esempio più evidente. E Mosca ha istituito anche una propria forza militare dedicata ai sistemi senza pilota per rendere strutturale questo processo. I nuovi droni Geran a propulsione a reazione, più veloci e capaci di trasportare carichi maggiori rispetto alle versioni precedenti, rappresentano un ulteriore passo in questa direzione. Se sistemi analoghi venissero impiegati in Medio Oriente nel conflitto in corso, difendere le basi americane e le infrastrutture energetiche regionali potrebbe diventare più difficile e costoso.
Anche la Corea del Nord sta traendo vantaggio da questo laboratorio condiviso. Secondo le informazioni citate dai due autori di Foreign Affairs, Mosca ha raggiunto un accordo per aiutare Pyongyang ad aumentare la produzione di droni sul modello degli Shahed. Gli ingegneri nordcoreani hanno potuto acquisire esperienza lavorando negli impianti russi, mentre i soldati inviati a combattere al fianco di Mosca hanno osservato direttamente come integrare i velivoli senza pilota nelle operazioni militari contemporanee. La Cina, a sua volta, ricava informazioni preziose sulle prestazioni delle proprie tecnologie nei combattimenti reali e ha fornito addestramento sulla guerra con i droni ai propri militari attraverso le forze russe. È così che il lavoro della Russia sulla tecnologia iraniana può produrre ricadute sulle capacità militari di tutti e quattro i Paesi.
Già da tempo la cooperazione tra Russia, Cina, Corea del Nord e Iran va oltre il campo di battaglia. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire i prezzi del petrolio, offrendo al Cremlino entrate aggiuntive e contribuendo alla recente decisione di Donald Trump di allentare temporaneamente alcune restrizioni sulle esportazioni petrolifere russe. Nel frattempo, l’apertura del fronte mediorientale ha costretto Washington a spostare risorse militari dall’Indo-Pacifico verso il Golfo: sistemi di difesa aerea, munizioni e portaerei che non possono essere impiegati contemporaneamente in tutti i teatri. Per Pechino, la riduzione della presenza militare americana nel Pacifico occidentale costituisce un’opportunità strategica, anche senza un suo intervento diretto nella guerra.
Il collante dell’asse del male non è certo un’identica visione del mondo, né la volontà di combattere tutti insieme. Kendall-Taylor e Fontaine lo individuano nella convinzione che la potenza americana possa limitare, isolare e punire ciascuno di questi regimi, preso singolarmente, arrivando a minacciarne la sopravvivenza. Per questo, osservano i due autori, il fatto che i quattro Paesi evitino generalmente di combattere le guerre l’uno dell’altro non dimostra che l’asse stia perdendo coesione: «Questa moderazione non è un segnale di indebolimento dell’asse, ma una caratteristica distintiva del modo in cui funzionano queste partnership». La cooperazione non richiede che i regimi condividano ogni obiettivo o siano disposti a correre gli stessi rischi. Al contrario, la capacità di sostenersi reciprocamente senza esporsi troppo è uno dei suoi punti di forza.
C’è però un’altra parte della storia, e riguarda gli Stati Uniti. Washington dispone ancora di una superiorità considerevole in termini di risorse economiche e tecnologiche, capacità militari e numero di alleati. Però l’amministrazione Trump ha reso il resto dell’Occidente meno disposto a seguirlo nelle sue decisioni scellerate e improvvisate di politica estera. Anche l’uso di dazi come una clava per minacciare l’Europa e il Canada, e tutto il suo approccio transazionale alla diplomazia hanno eroso la fiducia negli alleati americani.
Kendall-Taylor e Fontaine propongono allora un cambio di rotta, una risposta all’asse delle autocrazie che parte da un imperativo apparentemente modesto: «Non fare altri danni sarebbe un buon punto di partenza per affrontare l’asse», scrivono. Washington dovrebbe rafforzare le catene di approvvigionamento condivise con i partner, facilitare la circolazione delle tecnologie e aiutare gli alleati a sviluppare maggiori capacità di difesa. Ma soprattutto dovrebbe smettere di trattare le proprie relazioni internazionali come transazioni da rinegoziare di continuo. «La questione è quale rete saprà sfruttare meglio le proprie risorse».
È questa la partita che Russia, Cina, Iran e Corea del Nord stanno imparando a giocare: non hanno bisogno di diventare un’alleanza compatta, né di combattere sempre insieme per danneggiare le democrazie. Basta che sappiano collaborare quando conviene, scambiarsi ciò che manca e sfruttare le conseguenze delle crisi aperte dagli altri. Gli Stati Uniti dispongono ancora di risorse e strumenti per fermarli. Certo, fin quando Trump sarà alla Casa Bianca sarà tutto più difficile.
Sentiamo ripetere continuamente che le in- credibili tecnologie in arrivo elimineranno la quasi totalità dei lavori. Forse tutto questo è vero. Al momento non sembra però che il risultato delle nuove tecnologie sia quello di elimina- re lavoro. Il lavoro sicuramente cambierà (come, d’altra parte, è sempre cambiato), ma che venga eliminato non è poi così si- curo. Anche in Giappone, che più di ogni altro Paese ha fatto la scelta di affidarsi alle nuove tecnologie, non si vede la scomparsa del lavoro, nemmeno nei settori in cui la robotica e le nuove tecnologie vengono usate più massicciamente. A livello di scenario possibile, è ovviamente concepibile la possibilità di una società senza lavoro, ma non credo che questo sia il punto centrale.
Molto più interessante è capire che l’idea contemporanea di lavoro è uno strato superficiale minimo dell’esperienza storica di lavoro. Dobbiamo stare attenti a non dare per scontato che l’esperienza degli ultimi cento o centocinquant’anni rappresenti un punto di arrivo senza alternative. D’altra parte, l’idea che il lavoro non sia la fonte onnicomprensiva della nostra identità è già visibile oggi, soprattutto tra i giovani. Cerchiamo di non dare per scontato che l’esperienza delle ultime generazioni sia universale. Il mondo del lavoro dalle 9 alle 5 rappresenta solo un breve istante dell’esperienza umana.
Se questo è vero, una società del post-lavoro non significa un modello in cui le persone occupano il proprio tempo libero giocando ai videogiochi, bevendo e drogandosi. Casomai, una società del post-lavoro è uno spazio in cui la natura del lavoro è stata radicalmente trasformata e l’occupazione tradizionale è diventata in gran parte obsoleta a causa del progresso tecnologi- co, di nuovi modelli sociali e di nuovi modelli organizzativi. Il progresso tecnologico sarà certamente importante, ma non sarà l’unico elemento determinante. I cambiamenti socia- li, per esempio l’invecchiamento della popolazione, saranno altrettanto rilevanti. A mio giudizio, l’elemento fondamentale della società del post-lavoro sarà quello dei cambiamenti organizzativi.
Il post-lavoro sarà lavoro che non dipenderà dagli attuali modelli organizzativi, che non si baserà su imprese tradizionali e sulla differenza tayloristica fra chi decide e chi esegue. Potrebbe anche essere una società che assume il modello cooperativo come suo fondamentale principio organizzativo e valoriale. Per capire come potrebbe essere una società che mette al centro del suo funzionamento il modello dell’impresa cooperativa non dobbiamo pensare alla salute dell’attuale movimento cooperativo. Vediamo invece le potenzialità del modello.
Già oggi, i dati raccolti da Erdal mostrano che molte aziende possedute dai lavoratori danno ottimi risultati, sono spesso più produttive, sopravvivono meglio delle aziende tradizionali nei periodi difficili, durano più a lungo, hanno un turnover dei dipendenti basso e offrono pure buoni servizi: i loro clienti tendono a valutarle più positivamente rispetto alla concorrenza strutturata in modo convenzionale6 . Il problema, caso- mai, risiede nell’ortodossia economica che proprio non riesce a credere che aziende di proprietà dei dipendenti possano es- sere la norma. Il nodo da affrontare diventa pertanto quel- lo della sottostante teoria economica.
Com’era andare al ristorante prima dei social? Ve lo ricordate? Spesso, prima di entrare non si sapeva quasi niente. Si conosceva l’indirizzo, forse il nome dello chef, magari il parere di qualcuno che ci era stato. Si telefonava per prenotare e, se dall’altra parte rispondevano che non c’era posto, si provava un’altra sera. Il menu lo si scopriva al momento dell’ordinazione. Un piatto poteva piacere moltissimo e restare senza fotografia: se ne parlava il giorno dopo, cercando parole abbastanza precise per raccontarlo. Quella ristorazione e quel momento storico non erano necessariamente migliori. Le guide e i critici avevano un potere enorme e il passaparola correva soprattutto dentro cerchie sociali già formate. Trovare un piccolo locale fuori dai percorsi conosciuti poteva essere difficile quanto farsi trovare, per chi lo gestiva. Ma la cena conservava una quota di incertezza, si poteva ordinare male e rovinarsi la serata, o si poteva incontrare per caso un posto in cui tornare per anni.
Adesso, spesso, si arriva con un’idea già chiara in testa. Si è visto l’interno in un video, si conosce il piatto che «bisogna» prendere, si sa da quale lato del tavolo cade la luce migliore. Il menu continua a essere una scelta, ma è preceduto dalle scelte di centinaia di sconosciuti. È cambiato anche il racconto del cibo: Eater London ha osservato come, alla fotografia impeccabile di Instagram, si siano affiancate immagini volutamente più spontanee e disordinate. Anche la spontaneità, ormai, ha una sua estetica e pare che quella attuale sia fatta di tavole scomposte, più che di pulizia e ordine. Proprio come se volessimo cristallizzare ancora di più l’esperienza, più che il piatto in sé. La versione fotografica della sensazione, più che quella di reportage della descrizione.
Per i ristoratori i social sono diventati una parte del lavoro, e mostrare i piatti, raccontare chi li prepara, seguire i commenti, è ormai parte del gioco, proprio come il servizio. In un reportage del Guardian, Fallow, a Londra, appare come il caso estremo di questa trasformazione: un ristorante capace di produrre contenuti con una squadra dedicata e di raggiungere un pubblico enorme attraverso i propri canali. Per un locale indipendente, la stessa visibilità può essere una possibilità concreta, anche se richiede competenze e ore che un tempo si dedicavano ad altro.
La velocità, però, ha un costo. Un video può riempire una sala in poche ore e creare aspettative che la cucina non ha scelto. Il Guardian ha raccontato come le code nate online possano aiutare un’attività e, insieme, mettere sotto pressione personale e servizio. Il cliente aspetta ciò che ha visto sullo schermo; se il piatto reale non coincide con quel ricordo anticipato, la delusione comincia prima dell’assaggio.
Sarebbe troppo semplice attribuire ogni tavolo pieno a un algoritmo. Il Financial Times ha esaminato le prenotazioni di cinque ristoranti britannici: per alcuni hanno pesato i video, per altri le recensioni sui giornali o un riconoscimento Michelin. In fondo, il passaparola non è scomparso, ma viaggia attraverso più persone e più mezzi, con una rapidità che può rendere famoso un locale prima che abbia trovato la sua giusta misura e il suo equilibrio, fatto di mille aspetti che in fase di progettazione non si riescono a percepire tutti insieme.
A cambiare è anche il lavoro di chi racconta la ristorazione. Un tempo la critica arrivava dopo la visita e si assumeva il compito di descrivere un’esperienza che il lettore non poteva ancora vedere. Oggi le immagini circolano subito, insieme a inviti, pasti offerti e collaborazioni la cui natura non è sempre evidente. Sempre il Guardian ricostruisce come si sia formato questo rapporto tra ristoranti, uffici stampa e creatori di contenuti: è una ragione in più per chiedere a chi consiglia un posto come ci sia arrivato e chi abbia pagato il conto.
Forse la nostalgia riguarda soprattutto il tempo della cena. Quando si poteva entrare senza aver studiato la sala, ascoltare chi serviva per capire cosa ordinare, lasciare che un piatto fosse semplicemente buono senza doverlo trasformare in una prova visibile. Quel tempo è ancora possibile e comincia quando si intercetta un ristorante per caso, arriva il menu e si accetta di non sapere già come andrà a finire.
La Francia vuole costruire da sola il caccia che sostituirà il Rafale. Dopo il fallimento del programma franco-tedesco-spagnolo Fcas/Scaf, destinato a sviluppare il futuro sistema di combattimento aereo europeo, Parigi ha deciso di proseguire su una strada nazionale. L’obiettivo è avere un nuovo velivolo operativo all’inizio degli anni Quaranta, senza escludere collaborazioni internazionali, ma senza renderle indispensabili per la sua realizzazione.
La scelta è stata ribadita mercoledì dal generale Jérôme Bellanger, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica e dello spazio francese, durante un’audizione alla commissione Difesa dell’Assemblea nazionale. Il progetto si chiama ora Avion de Combat du Futur (Acf) e raccoglierà l’eredità tecnologica del programma Scaf, interrotto a giugno dopo anni di contrasti tra Parigi e Berlino, soprattutto sulla ripartizione delle responsabilità industriali e sul ruolo di Dassault Aviation e Airbus. «Procediamo con lavori che prepareranno e consentiranno la nascita dell’Acf come programma nazionale», ha spiegato Bellanger. La Francia non esclude di collaborare con altri Paesi, ma in forme diverse da quelle immaginate per lo Scaf: le partnership, ha precisato il generale, non saranno strutturali per la nascita del nuovo aereo.
Due programmi per la sesta generazione La decisione segna una nuova divisione nella corsa europea ai caccia di sesta generazione, destinati a sostituire gli attuali velivoli da combattimento a partire dai prossimi decenni. Il Regno Unito, l’Italia e il Giappone stanno sviluppando il Global Combat Air Programme (Gcap), un progetto internazionale che punta a mettere in servizio un nuovo sistema di combattimento aereo nella metà degli anni Trenta.
Il Gcap e l’Acf rappresentano due approcci differenti alla stessa sfida.
Il primo nasce dalla condivisione di competenze, investimenti e responsabilità industriali tra tre Paesi. Il futuro del Gcap potrebbe inoltre allargarsi oltre i tre partner fondatori. L’Italia ha aperto alla partecipazione di altri Paesi, tra cui la Germania e l’Arabia Saudita, mentre il Canada è diventato a luglio il primo Paese osservatore del programma. Ottawa potrà approfondire gli aspetti tecnologici e industriali del progetto, senza avere per ora un ruolo decisionale né essere impegnata ad acquistare il futuro aereo. Berlino, dopo il fallimento dello Scaf, sta valutando possibili alternative per il successore dell’Eurofighter, compresa una partecipazione al Gcap, ma non ha ancora preso una decisione definitiva.
Il secondo punta invece a preservare il controllo francese sulle tecnologie e sulle capacità operative del futuro caccia. La scelta di Parigi non significa che la cooperazione europea sia destinata a scomparire, ma che sarà organizzata su basi diverse.
La crisi dello Scaf, del resto, non ha cancellato il lavoro svolto negli anni precedenti. Bellanger ha sottolineato che i progressi compiuti sul velivolo, sulla bassa osservabilità radar, sui droni e sui sistemi di connessione potranno essere recuperati. Anche la ministra delle Forze armate, Catherine Vautrin, aveva confermato in Parlamento che i lavori sul percorso tecnologico del nuovo aereo erano proseguiti a livello nazionale, con l’obiettivo di mantenere le scadenze originarie.
La scadenza del 2040 e il nodo nucleare
La tabella di marcia è legata soprattutto alla deterrenza nucleare francese. L’Acf dovrà poter trasportare dal 2050 il missile nucleare aviolanciato ASN4G, destinato a sostituire l’attuale sistema di generazione precedente. Per rispettare questa scadenza, ha spiegato Bellanger, il nuovo aereo dovrà essere disponibile per le missioni convenzionali già dal 2040.
Prima arriverà il Rafale F5, la versione aggiornata del caccia francese attesa per il 2035. Questo standard dovrebbe introdurre alcune delle tecnologie che saranno poi trasferite sull’Acf, a partire da motore, sensori e armamenti. Tra questi figura lo Stratus RS, destinato a neutralizzare le difese aeree avversarie. Il Rafale F5 servirà quindi anche da ponte tecnologico verso la generazione successiva.
La scelta nazionale dovrà però fare i conti con una questione concreta: sviluppare un caccia di nuova generazione richiede investimenti ingenti, competenze specialistiche e tempi lunghi. Il vertice di Dassault, Éric Trappier, ha sostenuto che l’industria francese dispone delle capacità necessarie per realizzare il progetto insieme a Safran, responsabile della motorizzazione, e Thales, specializzata nell’elettronica per la difesa. Resta da dimostrare che il programma possa rispettare tempi e costi previsti.
La cooperazione non è finita
Parigi vuole comunque mantenere aperto un canale di collaborazione con gli altri Paesi europei. Bellanger ha indicato in particolare il combat cloud, la rete digitale che dovrà collegare velivoli, droni, sensori e sistemi di comando. È uno dei pilastri dello Scaf che potrebbero proseguire anche dopo la fine del progetto comune sul caccia.
L’obiettivo è evitare che le forze aeree europee si limitino a combattere una accanto all’altra, senza riuscire a operare come un sistema integrato. La cooperazione, insomma, può sopravvivere al fallimento del programma industriale, ma non necessariamente nella forma immaginata da Francia e Germania nel 2017.
La partita della sesta generazione si giocherà così su due piani: da una parte, la capacità di costruire un aereo avanzato e mantenerne il controllo tecnologico; dall’altra, quella di farlo operare insieme ai sistemi dei partner. Per la Francia, l’autonomia sul caccia è una priorità. L’interoperabilità europea, invece, resta una necessità.
Ilaria Piazza è la terza generazione della famiglia che sale in alpeggio alla Malga Vinadia Grande, sulle montagne della Carnia, per pascolare vacche e capre e poi preparare il formaggio e la ricotta. Ilaria sale in malga con il compagno e porta avanti una tradizione che il padre ha ereditato dal nonno. «È una vita bella, ma dura» ammette, certo meno comoda della scrivania a valle, ma se le chiedi perché non molla tutto e ritorna in paese risponde: «No, è giusto che io sia qui».
Fa quasi commuovere questa dichiarazione d’amore e di responsabilità, che poi è probabilmente la stessa dei giovani malghesi di nuova generazione, quelli che potevano andarsene in città e magari l’hanno fatto durante gli studi, ma hanno scelto di tornare tra le montagne per restituire centralità alla tradizione e ridare bellezza ai sapori.
Nasce per promuovere questo movimento spontaneo, per proteggere un patrimonio di storia e qualità, il progetto ForMandi, che domenica 18 ottobre porta nel borgo di Sutrio un percorso del gusto che offre ai cheese-lover degustazioni tra le vie del centro, con piatti della tradizione e formaggi di malga, ma mette sul tappeto un interrogativo forte sul futuro delle malghe.
Sutrio, ph.Fabrice Gallina@ForMandi
Piccoli magazzini, piccoli prezzi Per capire gli interrogativi sul futuro, basta entrare nel magazzino di stagionatura di una malga. È piccolo e dopo un mese di alpeggio è già pieno di forme. È in quel momento che arriva il “commerciante” – in valle lo definiscono con questo termine generico – perché sa che il malghese deve liberare spazio e un’alternativa non ce l’ha. «Così il formaggio di malga carnico finisce per essere venduto tra i 10 e i 12 euro al chilo – chiosa Enzo Marsilio, coordinatore del progetto ForMandi – un prezzo che non paga nemmeno i costi».
I conti son presto fatti: «Se consideri una malghetta piccola in cui sono impiegate tre persone, devi pagarle per tre mesi, ma se fai il conto del prodotto che riescono a lavorare tu con la vendita non arrivi neanche a pagare loro tre. E poi ci sono tutti gli altri costi». È evidente allora che il prezzo del formaggio di malga «non è assolutamente remunerativo – dichiara Marsilio a chiare lettere – rispetto a quello che rappresenta in termini di valore per la qualità di prodotto, per le lavorazioni necessarie, per il valore ambientale che il sistema genera».
Baluardi preziosi, che oggi si confrontano con la durezza del cambiamento climatico. «Il caldo sta diventando un problema – spiega Marsilio – perché le vecchie sale di stagionatura con i muri spessi una volta erano spazi eccezionali per stabilizzare la temperatura, ma oggi non bastano più, perché non c’è tanta differenza termica tra giorno e notte». C’è poi la questione acqua: quasi nessuna malga ha sorgenti naturali, quindi servono vasche di accumulo. Quest’anno, con la siccità, in alcune malghe qualcuno doveva salire a portare l’acqua ogni due giorni.
@ForMandi
Sentinelle (affaticate) d’alta quota Sui monti della Carnia le malghe ancora attive sono una cinquantina. Dalla fine di giugno a metà settembre i malghesi portano in alpeggio le mandrie a pascolare libere nei prati in quota. Sono queste donne e questi uomini che presidiano le malghe le vere «sentinelle d’alta quota». Sono aziende zootecniche vive (per lo più familiari), custodi di biodiversità e baluardi contro il dissesto idrogeologico.
Cosa succede infatti quando una malga si ferma? «Io vi vorrei portare in malghe che non sono più monticate – afferma Marsilio senza giri di parole – perché in quei luoghi ormai non c’è più niente. La natura ha ripreso tutti gli spazi possibili, quindi si chiude tutto e questo pone anche un problema di biodiversità».
Un tempo ogni paese, anzi ogni frazione aveva la propria malga e d’estate tutte le bestie del paese salivano in quota. «Ogni famiglia aveva una mucca. Due o tre mucche, era normale», ricorda Marsilio. È stato sempre così in Carnia, fino al terremoto del 1976. E ancora oggi, in alcune malghe, funziona esattamente così: i malghesi portano al pascolo gli animali di più fattorie del paese e ripagano i proprietari con il formaggio, mentre rivendono la rimanenza.
@ForMandi
È un sistema sociale, basato per il novanta per cento delle malghe friulane sulla proprietà pubblica. «Le malghe sono dei comuni – spiega Marsilio – ma son tutti comuni piccoli e faticano a reggere le spese di manutenzione o ristrutturazione. La Regione copre l’ottanta per cento del costo di intervento, ma qui ormai non si parla di centomila euro di lavori: su un intervento da due milioni, il comune dovrebbe mettere quattrocentomila euro, ma è più dell’intero bilancio annuale. E poi le concessioni durano cinque anni, troppo pochi per ammortizzare un investimento». Una delle proposte avanzate è allora che la comunità montana, che ha più risorse, prenda in carico le malghe dei comuni in difficoltà con una concessione novantanovennale.
Oggi tutto è più difficile, non mancano lo scoramento e la rabbia. Eppure c’è un segnale positivo. «Negli ultimi dieci anni sono tornati tantissimi giovani – chiosa Marsilio – e infatti dieci anni fa la situazione era molto più drammatica di oggi». Le aziende agricole di fondovalle, quelle che d’estate salgono in malga, «sono riuscite, sembra quasi impossibile, ad avere un ricambio generazionale. E molte sono guidate da donne».
È da qui che parte un progetto triennale di PromoTurismoFVG e della Pro Loco di Sutrio per raccontare il distretto delle malghe, i malghesi e il loro prodotto, per renderli visibili e sostenerli in tutte le criticità che affrontano.
Una via d’uscita dal commerciante La comunicazione però non basta, perché se è vero che un turismo di qualità – capace di valorizzare la qualità prodotta in malga – è un volano straordinario, serve un intervento anche sul mercato.
La soluzione su cui si sta lavorando è semplice. Quasi tutti i malghesi sono soci dei due caseifici di valle – a Sutrio e a Enemonzo – a cui in inverno conferiscono il latte. «La cosa più normale – rimarca Marsilio – è che tutto il formaggio di malga, salvo quello venduto direttamente in loco, venga conferito e siano i due caseifici ad acquistarlo per distribuirlo sulla loro rete. Si parla di cinque/seimila forme in una stagione, ma questa produzione deve essere valorizzata con una remunerazione per i malghesi».
@ForMandi
L’ostacolo è la normativa: il formaggio acquistato non può stare nello stesso magazzino di quello prodotto in caseificio. Servono magazzini separati, a norma, con ingressi e uscite indipendenti. Si stanno studiando linee di finanziamento dedicate e progetti di integrazione.
Nel frattempo – in occasione di ForMandi – sarà battuta un’asta dei migliori formaggi di malga per l’horeca, un momento utile per disintermediare il rapporto con quel mondo ristorativo che dovrebbe essere il co-protagonista di un percorso di valorizzazione della produzione in alpeggio.
Un formaggio che cambia ogni giorno Al centro del progetto ForMandi c’è – appunto – il formaggio di malga. È un’eccellenza, eppure proprio la sua natura lo rende difficile da vendere. «Il formaggio di malga non può essere considerato standardizzato» spiega Marsilio. «Basta seguire una stagione in malga e assaggiare le forme dopo due mesi: stessa lavorazione, stessi animali, stesso casaro… Eppure il prodotto differente. Perché influiscono il caldo, la pioggia, quello che mangiano, la presenza di più o meno acqua». Se in un pascolo, per esempio, cresce l’aglio orsino, il formaggio di quella malga avrà profumi molto più forti.
Il confronto più amaro è con l’Austria, a una trentina di chilometri. «Lì il formaggio è molto più basico e standardizzato – sostiene Marsilio – perché tutto viene pastorizzato e quindi la qualità è omogenea, ma il prezzo è il doppio del nostro. Per paradosso i nostri formaggi sono unici, straordinari… e molti appassionati vengono dall’Austria a comprare qui per metà prezzo».
@ForMandi
Le piastrelle e la tradizione C’è poi il nodo delle regole. Una malga non è un caseificio di pianura – mancano l’acqua e spesso l’energia elettrica – eppure le regole sono in teoria ferree. «Non si può considerare la lavorazione in malga come quella nel caseificio industriale di pianura – avverte Marsilio – eppure a ogni ristrutturazione l’azienda sanitaria chiede piastrelle e cappe, mentre poche malghe conservano ancora il pentolone sul fuoco. In realtà il nodo igienico non è nelle piastrelle, ma eventualmente nell’abitudine del malgaro. Una volta c’erano i pavimenti in pietra locale a terra e le malghe erano pulite, perché la cultura di chi è in malga è che la pulizia è uno degli elementi essenziali».
Il tema più delicato è l’utilizzo del latte crudo, che è lo stesso da secoli eppure oggi sembra diventare un problema. Solo che – avvertono dalla Carnia – non può esserci una normativa più ristretta per le malghe di montagna e meno per altri blasonati formaggi italiani. Serve una scelta nazionale.
Fa storia il caso di Albano, uno che da cinquant’anni va in malga e lavora ancora il formaggio “come una volta”. I veterinari lo controllano assiduamente in Malga Lavareit, eppure quando vanno a fare le analisi sulla qualità del latte e del formaggio è tutto perfetto. E quando si è trattato di ampliare la malga, gli hanno proposto di rinnovare i locali di caseificazione con piastrelle e tecnologia. «Non esiste», ha risposto con il tono di uno che vive la resistenza sulle montagne. Alla fine il caseificio resterà com’è e come è sempre stato.
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Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 70,0°F at 04:23:57
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Max Inside Temperature: 73,0°F at 02:23:57
Min Barometer: 29,715 inHg at 05:24:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 8 mph from 111° at 05:24:59
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 70,0°F at 04:23:57
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 68,7°F at 04:16:52
Min Dew Point: 42,9°F at 05:24:59
Max Dew Point: 48,1°F at 02:38:19
Min Outside Humidity: 38% at 05:24:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 10% at 02:23:57
Max Inside Humidity: 13% at 05:24:59
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,24 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,31 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
Inserire nuove figure capaci di collaborare allo sviluppo e alla programmazione del Comitato del Gemellaggio, consolidando i rapporti con gli amici di Pfarrkirchen, Saint-Maximin e Vodňany. Sono stati questi i temi principali all’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria dei soci dell’associazione.
Nel corso della riunione - condotta dal presidente Piero Bientinesi, che in apertura di seduta ha ricordato Sergio Giomi - Federico Vannini, già segretario dell’associazione, è stato eletto nuovo vicepresidente. Contestualmente, è stato ratificato l’ingresso nel Consiglio Direttivo di tre nuovi componenti: Yuri Pastorelli, Renato Diari e Claudio Tozzi.
"In questi anni il Comitato del Gemellaggio ha ricoperto un ruolo fondamentale in termini di socializzazione, aggregazione e impulso turistico - ha detto il sindaco Paolo Riccucci (foto) - il lavoro svolto e i risultati ottenuti testimoniano come il presidente e tutti i soci si siano impegnati a fondo affinché ogni iniziativa riscuotesse un grande successo in termini di partecipazione e coinvolgimento".
"Nel corso del 2022 - ha aggiunto il presidente Piero Bientinesi - avevamo dichiarato che uno degli obiettivi principali sarebbe stato quello di ampliare il più possibile le attività del Gemellaggio, coinvolgendo i giovani di San Vincenzo e nuove energie. I passi compiuti in questi anni testimoniano che la direzione intrapresa è quella giusta: siamo riusciti a riallacciare i rapporti con la Francia, a consolidare quelli con la Repubblica Ceca e a rilanciare il legame con Pfarrkirchen. In quest’ottica siamo felici di accogliere nuovi componenti".
Coconut farmer Sombat Chuekrod travelled more than 200km (120 miles) to join hundreds on the streets of Bangkok on Friday demanding that the International Monetary Fund (IMF) and World Bank change how they deal with the developing world.
Finance ministers, central bank governors and other top policymakers gathered this week in the Thai capital for the IMF-World Bank Annual Meetings, as decision makers tackle an inflation crisis fuelled by the Iran war and other economic shocks.
The message from...
Quest'estate ce ne siamo accorti: prevedere il tempo è sempre più difficile, specie quando si tratta di eventi estremi. Eppure, proprio perché alluvioni, uragani e tempeste sono sempre più frequenti, farlo è di vitale importanza. Immaginate di poter prevedere che tra due settimane ci sarà una tempesta che distruggerà l'intero raccolto di olive della stagione: se lo sapessimo fin d'ora, potremmo correre ai ripari (letteralmente) per tempo.. Grazie a un nuovo modello di machine learning capace di correggere gli errori dei modelli di previsioni del tempo attualmente utilizzati, potrebbe essere possibile sapere con più precisione non solo se pioverà tra tre o quattro settimane, ma anche le probabilità che si verifichi un evento climatico estremo. I dettagli sono pubblicati su Nature.. Sfidando la teoria del caos
Secondo Edward Lorenz, storico professore del MIT e uno dei padri della teoria del caos, minime variazioni nelle condizioni iniziali del tempo atmosferico possono portare a risultati completamente diversi. Per questo, sosteneva, sarebbe impossibile prevedere il tempo con più di due settimane di anticipo. Ma forse si sbagliava.. «In teoria l'atmosfera può creare un numero infinito di configurazioni, ma in pratica tende a ricadere sempre negli stessi schemi preferiti», spiega Judah Cohen, uno degli autori.. Previsioni substagionali
Gli autori dello studio si sono concentrati sulle cosiddette previsioni substagionali, che provano a indovinare cosa accadrà tra 2-6 settimane. «Nella maggior parte dei casi fare previsioni di questo tipo equivale a lanciare un dado al casinò», commenta Cohen, dandoci un'idea della poca precisione dei modelli attuali, anche i migliori.. Il nuovo sistema si applica ai modelli di previsione esistenti, correggendone gli errori e migliorandone di molto l'accuratezza. Utilizzando l'intelligenza artificiale, impara dagli errori commessi in passato dal modello di previsione al quale viene applicato, e aggiusta di conseguenza le nuove previsioni. Più dati ha a disposizione, più migliora.
Per testarne le capacità, lo scorso anno il team di ricerca l'ha fatto competere alla prima edizione della AI Weather Quest, una gara tra modelli previsionali organizzata dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), considerato il più autorevole al mondo.. La loro proposta, battezzata MicroDuet, combinava le previsioni di due modelli (quello dell'ECMWF e un modello ibrido basato sull'IA) "ripulite" dal sistema di correzione. MicroDuet è arrivata prima in tutte le categorie, battendo i modelli di sei grandi centri meteorologici internazionali e rivelandosi due volte più accurata con tre settimane di anticipo e tre volte più accurata con quattro settimane di anticipo rispetto all'insieme dei modelli dei principali centri meteorologici internazionali.. Un aiuto in più per gestire le emergenze
La tecnica, che secondo i risultati migliorerebbe le previsioni sulla terraferma nella maggior parte delle regioni del mondo, ha già chi vuole testarla sul campo: il servizio meteorologico del Kenya si è fatto avanti per adottarla e prevedere meglio i monsoni, con l'obiettivo di migliorare i raccolti già da quest'inverno. «Potrebbe aiutare a decidere quando concimare in base alle piogge, a capire quando sta arrivando una gelata per proteggere le colture durante i raccolti invernali, o a prepararsi alla siccità», spiega Cohen. . Ma i possibili usi vanno oltre l'agricoltura: riuscire a prevedere con settimane di anticipo degli eventi estremi potrebbe evitare blackout di massa come quello avvenuto in Texas nel 2021 in seguito alla tempesta invernale Uri, permettendo di gestire al meglio le emergenze, dando a chi le affronta più tempo per prepararsi..
Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 70,0°F at 04:23:57
Min Inside Temperature: 72,0°F at 04:54:59
Max Inside Temperature: 73,0°F at 02:23:57
Min Barometer: 29,776 inHg at 04:54:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 8 mph from 122° at 04:54:59
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 70,0°F at 04:23:57
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Max Heat Index: 68,7°F at 04:16:52
Min Dew Point: 44,0°F at 00:00:02
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Min Outside Humidity: 40% at 04:54:59
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Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
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Rain: 3,24 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
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Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
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Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
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Rain: 24,31 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
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Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
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Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
Una seconda puntata ricca di forti emozioni. Applausi a Rosella Vespignani con "L'importante è finire". Toccante l'esibizione di Ivano Calcagno che ha interpretato "Il cielo in una stanza"
Stranded in a port waterway for weeks, the 10-foot fish has attracted more than a million spectators, while officials try to guide her back to open sea.
US President Donald Trump on Friday signed an executive order that puts on hold a sweeping new sanctions package targeting the Russian economy, telling Congress the pause was in the national interest.
Named after late South Carolina senator Lindsey Graham, the measure had sought to clamp down more quickly on the flow of financial resources fuelling the war against Ukraine.
The move comes a week after Trump stunningly said the US had agreed to purchase diesel from Russia to try to bring down...
US President Donald Trump on Friday signed an executive order that puts on hold a sweeping new sanctions package targeting the Russian economy, telling Congress the pause was in the national interest.
Named after late South Carolina senator Lindsey Graham, the measure had sought to clamp down more quickly on the flow of financial resources fuelling the war against Ukraine.
The move comes a week after Trump stunningly said the US had agreed to purchase diesel from Russia to try to bring down...
For cancer patients in Hong Kong, emotional distress can persist beyond the clinic, with a large combined analysis of multiple studies linking depression and anxiety to lower chances of survival.
Claudia Chan Shu-ying, a medical student at the Chinese University of Hong Kong (CUHK), is developing CancerCompanion, a digital companion designed to offer emotional support between appointments, including late at night when professional help may not be immediately available.
The system uses AI-powered...
Pyongyang annuncia il lancio del nuovo sistema Zam-2.0, capace di manovre autonome per eludere le difese e colpire ad alta velocità. Dietro la rapida escalation tecnologica, secondo gli analisti, ci sarebbe l'asse strategico con Mosca
A criminal investigation into the lawmaker’s immigration process advanced after federal investigators reviewed family text messages from a seized phone.
Il Cremlino al Pontefice: “Lavoriamo per proteggere i cristiani nel mondo”. Parolin: “Spero che Mosca accetti di mettere in atto la richiesta del Vaticano”. Zakharova: L’Italia obbedisce ai padroni di Bruxelles. Le notti di Kiev sotto le bombe
A man in southwestern China has sparked widespread criticism after holding a wedding with one woman and a celebration for his baby with another at the same venue on the same day.
According to The Beijing News, Wu Linfeng, from Liupanshui, Guizhou province, held a wedding ceremony with Kong Sihan on the first floor of a restaurant while hosting a 100-day celebration for his son with his former girlfriend, Lin Si, on the second floor.
One poster at the venue showed Wu and Kong in wedding attire...
Airline employees in Japan are experiencing a surge in abuse incidents from customers linked to delays or cancellations of flights or from being refused boarding due to late check-in, according to a survey.
Some 30 per cent of ground staff or cabin crew reported bearing the brunt of passengers’ anger over such matters in the past year, according to the survey by the Japan Federation of Aviation Industry Unions released last month, rising from 7 per cent in its previous survey in 2023.
In...
Almost two decades after gaining permission to conduct yuan business for local clients, foreign-funded banks are still refining their strategy in China, where the financial sector is dominated by state-owned lenders.
While Citi exited its China retail banking business, other foreign banks have continued to close branches and sub-branches, focusing instead on digitalisation, wealth management and core clients to strengthen their foothold in the market.
Deutsche Bank (China) announced the closure...
Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 69,8°F at 03:54:59
Min Inside Temperature: 72,0°F at 00:00:02
Max Inside Temperature: 73,0°F at 02:23:57
Min Barometer: 29,903 inHg at 03:54:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 7 mph from 144° at 03:54:59
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 69,8°F at 03:54:59
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 68,6°F at 03:54:59
Min Dew Point: 44,0°F at 00:00:02
Max Dew Point: 48,1°F at 02:38:19
Min Outside Humidity: 44% at 03:54:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 10% at 02:23:57
Max Inside Humidity: 12% at 00:00:02
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,24 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,31 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
Il ministro ha avvertito che una simile mossa da parte dell'amministrazione Trump "non ha assolutamente senso" e rischia di prolungare l'invasione su vasta scala da parte della Russia anziché contribuire a portare la pace
Missili contro l'aeroporto di Aden, evacuati 612 passeggeri. Trump: "La guerra in Iran finirà presto, non avranno mai un'arma nucleare". Iran: tv diffonde filmato di esplosione petroliera a Hormuz
PECHINO, Oct. 17, 2026 (GLOBE NEWSWIRE) — “Rompere le barriere” è un’espressione che oggi risuona nel cuore di molti cinesi. Mette in relazione le sfide attuali con un’epica spedizione militare avvenuta quasi un secolo fa.
“È un’odissea senza eguali nell’era moderna”. Così scrisse il giornalista americano Edgar Snow 90 anni fa, dopo aver incontrato Mao Zedong e altri sopravvissuti alla Lunga Marcia nel nord-ovest della Cina.
Nell’ottobre del 1934, a seguito di una grave sconfitta militare, 86.000 soldati dell’Armata Rossa Centrale intrapresero un viaggio che cambiò per sempre la Cina. Dopo aver combattuto centinaia di sanguinose battaglie, attraversato fiumi impetuosi, scalato montagne innevate e attraversato a piedi distese ricoperte di paludi letali, nell’ottobre del 1935 giunsero nel nord dello Shaanxi. Ma solo circa 8.000 di loro sopravvissero.
Come ha affermato Snow: “A prescindere dall’opinione che si possa avere sull’Armata Rossa e su ciò che rappresenta dal punto di vista politico, è impossibile non riconoscere la Lunga Marcia come una delle più grandi imprese della storia militare. In confronto, la marcia di Annibale attraverso le Alpi sembrava un’escursione di piacere”.
Nell’ottobre del 1936, con l’arrivo delle ultime unità nel nord-ovest, l’Armata Rossa riuscì a far convergere le sue tre colonne principali.
Questo ottobre ricorre il 90° anniversario della fine della Lunga Marcia.
Ma è finita davvero così la storia? Si tratta di una questione fondamentale sollevata nel nuovo documentario della CGTN
Breaking Through
(Rompere le barriere). Questa serie, che si presenta come diario di viaggio e racconto storico allo stesso tempo, ripercorre le orme di quei pionieri intrepidi, riflettendo non solo su come e perché ebbe luogo la Lunga Marcia originale, ma anche sull’impatto che essa continua ad avere sul panorama della Cina odierna. Inoltre, la conclusione a cui giunge offre un punto di riflessione: l’eredità più duratura della Lunga Marcia, forse, non sono i monumenti che costellano il percorso intrapreso dai primi marciatori, bensì tutta una serie di iniziative in atto oggi che hanno il potenziale di trasformare non solo la Cina, ma il mondo intero.
Infatti, come emerge chiaramente dalla serie, ovunque si volga lo sguardo in questo vasto Paese, si incontrano persone impegnate in attività che richiedono proprio lo stesso spirito di sacrificio e di resistenza dimostrato dai primi partecipanti alla Lunga Marcia. Lo spirito della Lunga Marcia aleggia nei continui progressi dell’industria spaziale commerciale cinese o negli ultimi sviluppi nel settore delle batterie per veicoli elettrici di produzione nazionale. Inoltre, in molti casi le ragioni alla base di tali innovazioni sono simili a quelle che animavano i primi partecipanti alla marcia: il bisogno impellente di sfuggire all’accerchiamento e di aprire nuove strade.
Ne erano ben consapevoli gli uomini e le donne che, tanti anni fa, giunsero nello Shaanxi. Sapevano di essere sopravvissuti per portare avanti una battaglia che riguardava il futuro.
L’arrivo nello Shaanxi non rappresentava la fine, ma un nuovo inizio. Una marea crescente, destinata a cambiare il corso della storia, che si era innalzata nel lontano Jiangxi e ora convergeva verso un punto di arresto temporaneo. Ma ciò che ha lasciato lì non era una pozza stagnante, bensì un bacino di acqua limpida e pura che continua a nutrire e a ispirare.
Breaking Through
è disponibile per la visione su CGTN.com e YouTubehttps://news.cgtn.com/news/2026-10-13/The-March-that-Changed-China-Forever-Breaking-Through-Episode-1-1Rdd9qXpGOk/p.html
Un video a corredo di questo annuncio è disponibile all’indirizzo https://www.globenewswire.com/NewsRoom/AttachmentNg/a42b9ab2-dbea-4293-9398-4d22f262978e
Una foto a corredo di questo annuncio è disponibile all’indirizzo https://www.globenewswire.com/NewsRoom/AttachmentNg/6dc66bf1-9e8f-42f9-b9b6-1ab6c05ef5b7
Contatto: CGTN Digital
E-mail: cgtn@cgtn.com
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Trump, lo zar 'ascolterà il pontefice per far finire la guerra? 'Credo anche lui lo voglia'. Leone riprende in mano i dossier politici. Domenica l'Angelus
La fotoreporter Heidi Levine sarebbe stata ripresa mentre veniva picchiata durante uno scontro tra coloni e palestinesi. Netanyahu: 'Israele condanna ma fatti poco chiari'
China and the Philippines recently traded accusations over the medical evacuation of a Philippine serviceman from a grounded naval vessel in the hotly disputed Second Thomas Shoal in the South China Sea. The incident has sparked renewed worries about potential armed skirmishes in a global artery of trade.
But Philippine President Ferdinand Marcos Jnr was also quick to emphasise the economic dimensions of a major conflict. After a decade of rapid economic growth, the Philippines is facing...
China and the Philippines recently traded accusations over the medical evacuation of a Philippine serviceman from a grounded naval vessel in the hotly disputed Second Thomas Shoal in the South China Sea. The incident has sparked renewed worries about potential armed skirmishes in a global artery of trade.
But Philippine President Ferdinand Marcos Jnr was also quick to emphasise the economic dimensions of a major conflict. After a decade of rapid economic growth, the Philippines is facing...
China and the Philippines recently traded accusations over the medical evacuation of a Philippine serviceman from a grounded naval vessel in the hotly disputed Second Thomas Shoal in the South China Sea. The incident has sparked renewed worries about potential armed skirmishes in a global artery of trade.
But Philippine President Ferdinand Marcos Jnr was also quick to emphasise the economic dimensions of a major conflict. After a decade of rapid economic growth, the Philippines is facing...
China and the Philippines recently traded accusations over the medical evacuation of a Philippine serviceman from a grounded naval vessel in the hotly disputed Second Thomas Shoal in the South China Sea. The incident has sparked renewed worries about potential armed skirmishes in a global artery of trade.
But Philippine President Ferdinand Marcos Jnr was also quick to emphasise the economic dimensions of a major conflict. After a decade of rapid economic growth, the Philippines is facing...
Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 69,3°F at 03:24:59
Min Inside Temperature: 72,0°F at 00:00:02
Max Inside Temperature: 73,0°F at 02:23:57
Min Barometer: 29,967 inHg at 03:24:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 7 mph from 156° at 03:24:59
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 69,3°F at 03:24:59
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 68,1°F at 03:24:59
Min Dew Point: 44,0°F at 00:00:02
Max Dew Point: 48,1°F at 02:38:19
Min Outside Humidity: 46% at 03:24:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 10% at 02:23:57
Max Inside Humidity: 12% at 00:00:02
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,24 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,31 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
L'evento precederà la proiezione ufficiale di “El ser querido”, la pellicola di Rodrigo Sorogoyen inserita nella sezione Best of 2026 che vede proprio l'attore spagnolo come protagonista nei panni del leggendario regista Esteban Martínez
A growing number of former senior government officials have joined the race for seats on Hong Kong’s Election Committee, a trend observers say will enhance the prestige and legitimacy of the body tasked with choosing the city’s next leader.
As the two-week nomination period draws to a close next Tuesday, the Registration and Electoral Office had received 1,115 nominations for 982 elected seats on the Election Committee as of Friday.
The poll will be held on November 22 and the elected members...
Beijing’s decision to allow a bigger Japanese business delegation to go to China next month may be cause for some optimism but “hot economics and cold politics” will continue to dominate the strained relationship between the two countries, observers say.
Kyodo news agency reported this week that Beijing had agreed to allow the Japanese Business Federation – the country’s most influential business lobby, also known as Keidanren – to expand its delegation coming to China next month.
The group will...
Beijing’s decision to allow a bigger Japanese business delegation to go to China next month may be cause for some optimism but “hot economics and cold politics” will continue to dominate the strained relationship between the two countries, observers say.
Kyodo news agency reported this week that Beijing had agreed to allow the Japanese Business Federation – the country’s most influential business lobby, also known as Keidanren – to expand its delegation coming to China next month.
The group will...
Beijing’s decision to allow a bigger Japanese business delegation to go to China next month may be cause for some optimism but “hot economics and cold politics” will continue to dominate the strained relationship between the two countries, observers say.
Kyodo news agency reported this week that Beijing had agreed to allow the Japanese Business Federation – the country’s most influential business lobby, also known as Keidanren – to expand its delegation coming to China next month.
The group will...
US President Donald Trump made a joke about the popularity of the name Mohammad in the Muslim world as he mocked Iran’s presidency during a campaign speech on Friday.
“You know, if you’re in doubt about somebody’s name from the Middle East, just say ‘Mohammad’,” Trump told a crowd in Dalton, Georgia. “You have about a 65 per cent chance. ‘Hello, Mohammad.’ I’ve done it for years now. I’ve never been wrong.”
Mohammad is one of the most common male names among Muslims, who often name their...
US President Donald Trump made a joke about the popularity of the name Mohammad in the Muslim world as he mocked Iran’s presidency during a campaign speech on Friday.
“You know, if you’re in doubt about somebody’s name from the Middle East, just say ‘Mohammad’,” Trump told a crowd in Dalton, Georgia. “You have about a 65 per cent chance. ‘Hello, Mohammad.’ I’ve done it for years now. I’ve never been wrong.”
Mohammad is one of the most common male names among Muslims, who often name their...
Commercials with Sydney Sweeney promoting a gambling platform and Megan Fox endorsing male enhancement have rankled fans, and even athletes. Who is in charge?
A billboard ad in Times Square for the sports-betting site Novig featuring the actress Sydney Sweeney. She appeared in commercials aired during the Major League Baseball playoffs.
Archaeologists said that they had found jars from a shipwreck as much as 4,700 years old, with black residue inside. Outside experts were skeptical but intrigued.
Prime Minister Sanae Takaichi on Saturday sent a ritual offering to Yasukuni Shrine in Tokyo, regarded by Japan’s neighbours as a symbol of the country’s past militarism, at the start of its three-day autumn festival.
Takaichi, known as a conservative who routinely visited the Shinto shrine before becoming prime minister a year ago, was unlikely to visit the shrine during the festival, a source close to her said, amid strained relations with China and relatively stable ties with South Korea.
The...
The new Pramana™ POD benchtop WSI scanner delivers autonomous imaging to help laboratories create pathologist-ready whole slide images with minimal operator intervention.
NEEDHAM, Mass., Oct. 17, 2026 /PRNewswire/ — Today, Evident announced the Pramana™ POD whole slide imaging (WSI) scanner, a new benchtop system designed to help laboratories produce trusted images. Built for small and medium-sized laboratories and specialty applications within larger institutions, the scanner helps make digital pathology adoption more accessible.
As pathology laboratories expand digital workflows amid increasing case volumes and operational demands, they need scanning systems that produce consistent, high-quality images across specimen types while integrating into existing laboratory workflows. Evident designed the Pramana POD scanner to address those needs, extending proven Pramana autonomous WSI technology to smaller laboratories.
“Pramana WSI technology has received tremendous acceptance from pathology labs across academic medical centers and network labs across the United States,” said Prasanth Perugupalli, Vice President of Digital Pathology, Evident. “By incorporating quality assurance into the whole slide imaging process, Pramana technology can help labs of varying sizes reduce the need for post-scan QA and the associated costs and delays.”
The Pramana POD scanner automates imaging with an advanced tissue finder, extensive label detection, and automated focal plane and scan-profile selection. Built-in image-quality assessment helps deliver pathologist-ready whole slide images and identify scans that may require further review. Volumetric imaging captures multiple focal planes to support the selection of sharp focal information across the scanned area, with true 40X imaging at 25 slides per hour under defined conditions.
The Pramana series of autonomous WSI scanners is well-suited for most brightfield imaging applications, including histopathology, core biopsies, hematology, cytology, and microbiology.
“Scientific advances move quickly, but laboratory infrastructure changes slowly,” Perugupalli added. “With the Pramana POD scanner, small and medium-sized labs can build as their needs evolve.”
To learn more about the Pramana POD benchtop WSI scanner, visit evidentscientific.com/products/slide-scanners/pramana-pod.
About EVIDENTFor over 100 years as Olympus, we set the industry standard for optical precision in microscopy, helping the world see what was once out of view. Today, as Evident, we continue to help scientists, physicians, and engineers illuminate the unseen with advanced imaging solutions that combine renowned optics with cutting-edge digital innovation.
Our life science portfolio supports research, clinical diagnostics, and education, offering a comprehensive range of imaging methods from essential brightfield and darkfield microscopy to advanced fluorescence, 4D analysis, and digital pathology. In industrial microscopy, we deliver precision and flexibility through laser scanning, digital, and semiconductor microscopes designed for tasks ranging from routine inspection to intricate quality control and manufacturing analysis.
Whether advancing new therapies, ensuring product integrity, or exploring the unknown, Evident is defining a new era of discovery with easy-to-use tools that help unlock hidden answers and empower exciting new breakthroughs.
Evident is headquartered in Tokyo and supported by R&D and manufacturing centers in Japan, the United States, Germany, and China, with operations and dedicated sales and service centers around the world. For more information, visit EvidentScientific.com.
For Research Use Only. Not for use in diagnostic procedures. Future clinical availability is subject to applicable regulatory authorization, and regulatory status and availability may vary by country. Performance varies by specimen type and workflow.Pramana is a trademark of Evident Corporation or its subsidiaries.
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(Agenzia Vista) Usa, 17 ottobre 2026
“Katie è stata trattata molto male dai media; molto, molto male, in modo davvero ingiusto, a mio parere. Ne ho appena parlato con lei. Le ho chiesto: “Katie, sei sicura che faccia per te?”. Perché, sa, è stata trattata in modo molto duro, eppure è una brava persona, una persona davvero squisita. La seguo in televisione da anni, ma le ho detto: “È davvero quello che vuoi, Katie? Onestamente, non ne hai bisogno; non meriti di essere trattata così”. I “fake news” – o meglio, i media in generale – sono stati molto duri con lei. Ieri sera è apparsa nel programma di Sean Hannity, che è stato piuttosto severo; stamattina l’ho vista su Fox & Friends ed è successo lo stesso. È stata trattata, direi, in modo piuttosto sgradevole. Proprio due minuti fa le ho detto: “Katie, sai, non sei obbligata a farlo se non vuoi”. Lei ha risposto: “È molto più dura di quanto pensassi”. E io le ho ribattuto: “Benvenuta nel mondo di Trump”. Resterà con voi? Lascerò che sia lei a decidere. Esatto. Sì, è una brava persona, una persona fantastica. Ed è stata trattata in modo brutale. Le ho chiesto: “Vuoi davvero vivere così?”. «Non credo che la smetteranno mai». E sai, Caroline ha fatto un ottimo lavoro. Uh, penso che forse anche Katie potrebbe farcela, ma Katie ha avuto un inizio in cui i media sono stati davvero cattivi con lei. Non ho mai visto niente del genere. In realtà, le ho suggerito di riconsiderare la sua scelta. Le ho detto: «Onestamente, se fossi al tuo posto, ci ripenserei. Riflettici bene, ma io riconsidererei». Ha un marito meraviglioso e una bella famiglia. Ieri ho incontrato i suoi familiari; hanno dei figli splendidi, sembrano usciti da una cartolina. Le ho detto: «Dovresti ripensarci, perché non credo tu voglia passare attraverso tutto questo». Cosa vorresti che facesse? Voglio solo che sia felice, e lei ha sofferto molto negli ultimi giorni. Non sto dicendo che non faccia per lei, ma le ho ripetuto che, se vuole essere felice nella vita… comunque, farò qualunque cosa lei desideri. Quanto tempo le concederai? Vuoi che resti? Uh, ne parlerò con lei quando tornerò. Stiamo andando a un grande comizio: ci saranno tantissime auto, un sacco di gente, una folla enorme, sai com’è. Ne parlerò con lei stasera o domani. Le ho solo suggerito di riconsiderare la sua decisione, perché penso che la stampa si stia comportando in modo davvero ingrato”, lo ha detto il Presidente Usa Donald Trump.
WnhiteHouse
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 67,4°F at 02:24:59
Min Inside Temperature: 72,0°F at 00:00:02
Max Inside Temperature: 73,0°F at 02:23:57
Min Barometer: 30,098 inHg at 02:24:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 6 mph from 180° at 02:24:59
Rain: 0,17 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 67,4°F at 02:24:59
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 66,1°F at 02:24:59
Min Dew Point: 44,0°F at 00:00:02
Max Dew Point: 48,0°F at 02:24:59
Min Outside Humidity: 50% at 02:24:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 10% at 02:23:57
Max Inside Humidity: 12% at 00:00:02
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,21 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
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Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
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Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
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Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
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Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,28 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
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Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
Livorno, 17 ottobre 2026 – È andata in bagno, pensando di essere indisposta, e ha partorito un bambino. Poi la corsa all’ospedale più vicino, con il feto in un sacchetto di plastica. Ma per la creatura era troppo tardi. Sarà l’autopsia a stabilire se il bimbo, quando è venuto alla luce, giovedì mattina, respirasse ancora o fosse già morto. Ma, la tragedia nella tragedia, sono anche le parole di questa giovane donna – una trentenne della provincia di Milano emigrata in Toscana per lavoro – che prima al personale dell’ospedale di Cecina, poi ai poliziotti della squadra mobile di Livorno, ha detto di non sapere di essere incinta. Nonostante il bimbo fosse di quasi otto mesi.
Le indagini della procura
Possibile? La risposta è affidata alle indagini avviate dalla procura di Livorno, guidata da Maurizio Agnello. Stamani, il sostituto procuratore Ezia Mancusi assegnerà l’incarico per l’autopsia che conterrà soprattutto un quesito: il bimbo era vivo o morto quando è stato partorito a casa della coppia? La donna èindagata per infanticidio. Posizione da approfondire, per un eventuale concorso, quella del convivente, che l’ha accompagnata in ospedale: saranno effettuati accertamenti anche sulla paternità. Ma quello che, almeno per ora, non trova spiegazione è come lei – e anche lui – non abbiano potuto rendersi conto delle trasformazioni del corpo.
I due, domiciliati a Donoratico, località di turismo balneare sulla costa degli etruschi, lavorano come camerieri in un locale. Una coppia stabile, insieme ormai da diversi anni. Ora sono sotto osservazione, e protezione, medica. La donna ha informato i dottori di prendere la pillola e, ha detto ancora, da marzo non aveva più il ciclo. Circostanza che l’avrebbe spinta a fare, a giugno, una visita, ma il ginecologo avrebbe escluso una gravidanza. Il bimbo che portava in grembo, invece, era quasi di otto mesi, secondo quanto osservato da una prima ricognizione del medico legale: una creatura già formata, organi e arti sviluppati, la prima peluria sulla testolina. La donna l’ha partorito nel water: si sentiva poco bene, è ancora la sua versione, era convinta di aver a che fare con un’indigestione.
Lo sgomento della comunità
Sgomento nella comunità locale. È dall’ospedale di Cecina che sono partiti gli accertamenti dopo l’arrivo del feto. I due giovani, con il bimbo in una busta di nylon, hanno raggiunto l’ospedale, distante qualche chilometro da casa loro, in macchina. Ma la creatura già non respirava più. “L’ho vista al lavoro sabato scorso, non avrei mai pensato che fosse incinta – racconta una frequentratrice del locale in cui lavora la 30enne –. Avevo notato qualche chilo in più ma ho solo pensato che lei, da sempre magrissima, fosse soltanto ingrassata un po’”.
State and local officials said that they received thousands of names lacking key identifying information, and that many of the names were paired with addresses over which they had no jurisdiction.
Open-weight models more than quadrupled their share of spending through Vercel's AI Gateway between June and September, when they processed more than seven in 10 tokens. "In August, open-weight models processed the majority of AI Gateway token volume for the first time," the biz said. "The money is now following. Open weight's share of spend has more than quadrupled over the last three months, from one in twenty gateway dollars in June to nearly one in four in September." AI Gateway, like OpenRouter, acts as an intermediary that allows customers to purchase tokens from different AI providers through a common interface. While it works with popular harnesses like Claude Code and Codex and provides access to proprietary and open-weight models, it doesn't see usage through other gateways or from customers who access AI models directly from vendors or through on-premises hosting. While gateway spending in September was about 13x higher than recorded in December 2025, the average price per token was about 47 percent lower, according to Vercel. At the same time, almost one in three teams changed their most-used AI provider in September, suggesting that market competition may be limiting vendor lock-in. The most popular model in September was TypeSafe AI's Jev. In just 14 days, it reached 35 percent of paid teams using Vercel's AI Gateway, the company said. Its popularity didn't generate much spending due to the model's architecture – usage accounted for only 1 percent of the month’s tokens and 0.15 percent of spending. US-based models from Anthropic and OpenAI still attract the largest portion of spending in September, with 11.03 percent going to Claude Opus 5.5, followed by GPT-6 Astra at 4.86 percent. But models from Chinese AI providers have become more popular. DeepSeek V4.1 Flash ranked third in spending, at 4.19 percent. More than two-thirds of the September spending on Chinese models went to US providers serving those models, up from less than a tenth in December 2025, Vercel said. Moonshot AI, maker of Kimi, captured 3.6 percent of gateway tokens and 13.2 percent of spend in September; DeepSeek took 58 percent of tokens for just 6.6 percent of spend; and Z.ai, maker of GLM-5.3, took 7.2 percent of tokens and 4.5 percent of spend. So efforts to ban or limit open-weight models, something considered by the current US administration, would affect American businesses serving those models and their customers. Even if the US continues to dither on AI policy, trade barriers affecting AI models may alter market dynamics. China on Friday proposed adding 40 technology items to its export control list, 23 of them related to AI. The Associated Press notes that Moonshot’s Kimi K3 and Alibaba’s Qwen 3.8-Max are among the models that meet the parameter threshold set by Chinese authorities, though the official message did not identify affected models. "This introduces significant uncertainty for US businesses that host or rely on Chinese models," Chris McGuire, a senior fellow for China and emerging technologies at the Council on Foreign Relations, said in a social media post. "Particularly given that Chinese AI labs are moving toward licensing the use of open-source models to generate revenue, the Chinese government stating that it has the ability to curtail those licensing agreements at any time should make US businesses more hesitant to rely on those models going forward." McGuire said the US needs to adopt a comprehensive regulatory framework governing the use of US AI technology overseas and include Chinese AI models used or hosted in the United States in its domestic AI regulations.®
Nvidia's RTX Spark partner systems are here, and spec-for-spec they've got all the ingredients for a hit: a potent CPU, blisteringly fast integrated graphics, and up to 128 GB of unified memory in a lightweight, ultra-premium package that's ready to run demanding models locally. But with prices for these systems starting around $2,600 and going well north of $6,000 for the top spec trims, the one thing RTX Spark isn't is a good deal. However, for the right person, by which we mostly mean AI enthusiasts, researchers, and/or creative professionals who need tons of video memory and don't want to get lost in Apple's walled garden or would prefer Nvidia's CUDA ecosystem over AMD's ROCm, the RTX Spark still has a lot to offer. As such, we'll be largely focusing on the local agentic AI use cases Nvidia and Microsoft are pushing for these "builder-class" systems. The Register had the opportunity this week to put the OmniBook Ultra, HP's unique spin on the RTX Spark platform, through a series of AI benchmarks to see just how well it performs. And spoiler alert: you'll be hard pressed to find a faster Windows notebook for local AI. But before diving into performance, let's take a closer look at the hardware itself. No-compromise quality Lifting the lid on the OmniBook Ultra 16, the first thing you'll notice is the gorgeous 2880x1800 pixel OLED touchscreen with a 16:10 aspect ratio. Touch screens on professional notebooks can be a contentious topic. You either love them or hate them, but at the end of the day, if the idea of fingerprints obscuring your work gives you pause, no one is forcing you to use it, and we're happy to see it here. The OmniBook Ultra's display is mounted to a surprisingly stiff hinge mechanism mounted to the top of the chassis. This has the benefit of keeping the hinge out of the way of the notebook's ample exhaust, which is kind of important because the 20-core N1X system-on-chip powering our review unit runs hot. The system's ample venting keeps most of that heat concentrated around the base of the display and for the most part, away from the keyboard. Speaking of keyboards, the OmniBook Ultra's digit fidgets are a bit of a throwback. Instead of the now-ubiquitous chiclet keys popularized by Apple in the early '10s, HP has gone for a more traditional notebook keyboard, which we found refreshingly easy to type on. Keyboards of course are subjective so if there's any question on whether this one is right for you, it might be worth a trip to your local big box store to give one a good pecking before you commit. Framing the keyboard are a pair of speaker grilles backed by four Cirrus Logic amplifiers which sound excellent for a Windows notebook, but can't quite match the clarity and bass of Apple's MacBook Pros. With that said, we don't expect anyone will be disappointed by the OmniBook Ultra's speakers. Directly below the keyboard is a haptic trackpad that is as precise as it is enormous. No product in this price class should be shipping with a diving board mechanism in 2026, so it's nice to see HP didn't cheap out on us. Moving to the sides of the notebook, you'll find a refreshingly comprehensive set of ports including: 3.5mm headphone microphone combo port. 2x USB-4 Type C ports (40 Gbps) HDMI 2x USB-A (10 Gbps). MicroSD Our only real critique here is that the OmniBook Ultra, like other laptops, lacks a full size SD card slot. MicroSD cards are convenient, but they're not widely used in professional environments and we'd have preferred to see a full size SD card reader or better yet a CFexpress card reader. However, it's rare if not impossible to see these on notebooks. The chassis itself weighs in at 4.89 pounds and is milled from aluminum with a remarkably premium-feeling finish on the palm rest, lid, and bottom panels. HP has done a nice job building a notebook that feels as premium as it is powerful. Into the belly of the beast While the OmniBook Ultra is an objectively nice machine, the main attraction of any of the RTX Spark systems is going to be the N1X chip powering them. The SoC features a MediaTek-derived CPU chiplet that's melded using advanced packaging and Nvidia's NVLink Fusion chip-to-chip interconnect to a Blackwell GPU. The N1X comes in two flavors: An entry level version with 18 CPU cores and a GPU with 5,120 CUDAs. Meanwhile, the highest-end SKU — the one found in our review unit — features up to 20 CPU cores and a GPU with 6,144 CUDA cores. If you're wondering, that's exactly the same number as found in Nvidia's RTX 5070 just with access to a whole lot more memory. We'll note that not all of those CPU cores are created equal. Like most Arm-based SoCs, the N1X contains a mix of big and little cores. Specifically, it has an equal complement of Arm X925 and Cortex A725 cores. While all of this sounds impressive, it's worth noting that the chip really isn't all that new. The N1X is based heavily on the GB10, which launched in the Linux-based DGX Spark over a year ago. With that said, there have been some improvements. At Hot Chips 2025, we learned the GB10 would support memory up to 9,400 MT/s. But, when the DGX Spark finally arrived that fall, it was only sporting 8,533 MT/s memory. The N1X rectifies this by boosting memory bandwidth to around 300 GB/s. Higher memory bandwidth usually translates to faster token generation in AI inference and agentic workloads. So, while a fairly modest boost in bandwidth over the DGX Spark's 273 GB/s, it's still a meaningful one. And that brings us to performance. Your own personal AI assistant There aren't many modern workloads that really need 128 GB of unified memory, but local AI certainly is one of them. While you can certainly get away with less, it opens the door to models with a decent shot at replacing something like Claude Code or Codex. In fact, Microsoft believes that the future of Windows will be that of Copilot+ PCs that can run a mix of local and remote models with prompts routed between them based on things like complexity or privacy. Redmond is calling this technique hybrid intelligence. But even with 128 GB of shared memory on board, you're still somewhat limited on what models can actually fit. That's because, unlike on Linux, which allocates memory dynamically to the DGX Spark's GPU as needed, Windows isn't quite asur testi smart. The HP OmniBook Ultra arrived with a 50:50 split with 64 GB dedicated to the CPU and GPU respectively. This can be reconfigured as needed, but it's not exactly ideal. The good news is that, with the right software, you can get around this. Llama.cpp, one of the most popular local LLM inference frameworks, allows for overflowing into CPU memory as needed and, since the CPU and GPU share the same memory, the performance penalty isn't nearly as stark as it would when using a dedicated GPU. Having said that, you have to fit a lot more than just the model's weights into memory. For agentic AI harnesses like Claude Code, models need to support large context windows with 128,000 tokens being a sweet spot these days. Depending on the model, that can chew up an awful lot of memory. There is also the issue of the available models. While you could theoretically cram a 200 billion parameter model onto an RTX Spark using Llama.cpp, there aren't really many models that size. Batch 1 performance Since Nvidia's RTX Spark platform ships with Windows, we conducted all of our tests using the v0.6.0 build of Llama.cpp across five models developed by Meta, Google, and Alibaba in sizes ranging from around 26 to 122 billion parameters. Our first test simulates a chatbot-like environment tasking each system and model to process and generate a 256 token input and output. There are two metrics worth paying attention to here: Time to first token (TTFT) measures the time in milliseconds required for the GPU to process the prompt and generally reflects the GPU's compute performance. Tokens per second (Tok/s) is a little more obvious and reflects how quickly the system can churn out tokens once the prompt has been processed. Also called decode, token generation is usually dependent on memory bandwidth, so faster memory tends to perform better here. Across our test suite, we see performance scales neatly with model size and active parameter count. Pitted against AMD's Strix Halo and Nvidia's earlier DGX Spark systems, which, again, aren't ideal comparison points since they're mini PCs with more robust cooling systems, the HP OmniBook Ultra performs quite well. In Qwen3.6-35B-A3B — the fastest model we tested on any of the systems — the N1X's faster memory did give it an edge over the DGX Spark in token generation. The GB10 does appear to offer slightly higher compute performance, perhaps due to better thermals. Both Nvidia-based systems offer better performance than AMD's Strix Halo platform in our tests, though this shouldn't come as a surprise. On paper, Strix Halo offers less performance and memory bandwidth than either Nvidia chip and we've repeatedly shown this in testing over the past year. AMD's saving grace is that it has consistently offered better value. Local AI agents While our single batch and context scaling benchmarks are useful for quantifying system performance across models, they aren't necessarily representative of how you're likely to use local models today. If our numbers seem a little low compared to other benchmarks for the N1X and GB10, that's because our single batch results don't take advantage of prefill caching or speculative decoding. If you're not familiar, prefill caching helps to speed up prompt processing time for information the model has already seen before. Speculative decoding meanwhile involves using a small draft model to predict the outputs of a larger one. In highly repetitive workloads, like agentic coding, speculative decoding speeds up token generation by 2-3x without any loss in quality. AI agents, like code assistants, pass over the same prompts, code bases, and resources recursively, which makes them prime candidates for both techniques. In real world benchmarks, the overall line up remains unchanged to see high overall performance from these systems. This test measures system performance when running an agentic coding workflow using Alibaba's Qwen Code (not to be confused with the Qwen-Coder family of models) harness and measures how quickly each system and model can solve a bin packing problem. This addresses one of the more interesting phenomena that has cropped up around agentic AI. Faster token generation doesn't necessarily translate to a faster time to solve. Smarter but slower models can still be faster if they use fewer tokens to arrive at the correct answer. And we see that here. Large models like Qwen3.5-122B-A10B ran slower on our test systems, generating tokens at roughly half the rate of the smaller 35B parameter model. Yet, the median time to solve was roughly 40 seconds faster on the larger model because it needed only a fraction of the tokens. Having said that, given the extreme cost of memory right now, we believe the sweet spot for local AI code assistants is somewhere in the 20-60 billion parameter range, which is small enough to run on less expensive 64 GB versions of Nvidia's RTX Spark systems. Teething troubles As you might expect, any new platform is going to have a few growing pains at launch. It was certainly true when Intel introduced its performance and efficiency cores and when Qualcomm brought its Arm-based Snapdragon X Elite SoCs to the PC. Nvidia's RTX Spark platform is no different. During our testing, we observed issues with thermal throttling or rather an apparent lack thereof. Under a constant AI inference load, we experienced occasional lock ups and, on one occasion, graphical artifacts as the GPU exceeded 90 degrees Celsius. AI inference and training are some of the most resource-intensive workloads ever developed and to call them resource viruses wouldn't be inaccurate. So it's not surprising that a sustained inference load over the course of several hours might overwhelm the thin-and-light's thermal management system. Under real world conditions we don't expect this will be an issue. Even a few seconds between prompts was enough for the notebook to remain stable and artifact free. With that said, if you were hoping to fine tune LLMs, you might want to look at Nvidia's DGX Spark or any one of the other GB10-based AI workstations from HP, Dell, Lenovo, and others. Their larger chassis and thermal management systems make them far better candidates for the often hours-long process of fine tuning models. Software support for PyTorch also happens to be a bit better on Linux than on Windows. Beyond a cooling system that's perhaps a bit optimistic for what is supposed to be a 140 watt SoC, the only glitch we ran into was the Cirrus Logic audio outputs disabling themselves out of the blue. Thankfully all it took to get them running again was to uninstall them in device manager and reboot. Summing up The OmniBook Ultra 16 and the rest of the RTX Spark lineup occupy a rather niche segment in 2026. With memory prices at an all time high, the system spans the gamut from ultra-premium thin-and-light in its base config and mobile workstation at the upper end of the spectrum. The OmniBook Ultra 16 is an objectively strong performer and an extremely well built one at that. But at around $3,200 for the base model OmniBook Ultra 16 with the N1X and $6,229 as tested here, none of these systems are cheap. Had Nvidia and its partners launched these notebooks a year ago at between $2,000 and $4,000, the story might have been different. Unless you've drunk the AI Kool-Aid and are buying an RTX Spark system for local AI development or happen to have a particularly VRAM hungry workload that makes you money, these systems are going to be a tough sell for the same reason it's hard to recommend workstation components to the average consumer. Most folks can't take full advantage of them and their money is usually better spent elsewhere. And if you can and you're willing to give up a little performance, AMD's Strix and Gorgon Halo-based notebooks and mini PCs are definitely worth cross shopping. As memory prices normalize, we do expect Nvidia's next-generation of RTX Spark systems to be both faster and more attractively priced. Unfortunately, we will wait a while for that to happen. The memory fabs expect DRAM supplies to remain constrained through at least 2028. We've got a whole lot more testing planned for the RTX Spark and HP's OmniBook Ultra, including a comprehensive set of CPU and gaming benchmarks, along with a deeper dive into agentic AI performance as we look to answer the question whether these systems can actually save you money. So far that argument isn't looking good. ®
Node.js creator Ryan Dahl is sacrificing a battle to win the war … for server-side computing and allowing Node-replacement Deno to fall by the wayside. Last week, Cloudflare announced that it had purchased Dahl’s company Deno, which was built around an open source server-side JavaScript runtime of the same name that he created, to compete with the Node.js runtime, which he also created. Nonetheless, Deno has no future at Cloudflare, which will maintain the runtime for another year before ending its development. That’s OK with Dahl. "I am now of the opinion that if you're choosing Node.js for building servers, you’re doing it wrong," Dahl told The Register. For Cloudflare, the Deno buy is an acquihire for Dahl and 12 of his Deno colleagues, who will work to build out Cloudflare’s Workers platform, expanding it for potential open-source use. He feels this approach is the way to go. “Right now, every other server is really operating at the Linux VM layer. That is not what Cloudflare Workers are," he said. The unstoppable force of Node.js Dahl’s Node.js, which he presented to the world in 2009, sparked a revolution in Web application architecture. He was fed up with the Apache web server hogging all the memory. Using the Google V8 JavaScript engine, Node not only could execute JavaScript code on the server, but it could concurrently serve thousands of requests per second with a fraction of the memory required by the traditional choice of the time, Apache Web server. Today, Node powers about 30 million websites worldwide. With 130 million downloads, it probably runs a lot more internal operations as well. The ever-fickle Dahl first debuted Deno in 2018 as a rewrite of Node. The name ‘Deno’ is an anagram of Node, and it was Dahl’s attempt to fix everything he felt he got wrong with Node – built-in fetch, a permission model, native TypeScript support et al. Sequoia backed Dahl’s company for $21 million in 2022, and as of August, Deno amassed 400,000 monthly users. Nonetheless, Node’s gravity proved too heavy for Deno to achieve escape velocity. “What we found over years of working on Deno is that you can't really deviate from Node.js very much," Dahl told The Register. "As we continued to try to get adoption for Deno, we found we had to essentially backpedal on some of the original promises and become more Node compatible over time, and that left us as a kind of an alternative Node.js implementation.” Going forward, Cloudflare will supply Deno with bug fixes and security patches for the next year, while Dahl looks for a new home for the MIT-licensed open source project (the OpenJS Foundation perhaps?). The new way: distributed micro-servers In August, Dahl released an entirely new project, called celld, which was an open source implementation of Cloudflare’s Durable Objects. He was fascinated by the technology, originally created by Kenton Varda. “A primitive this good deserves to run anywhere,” the celld page stated. Durable Objects allow developers to build stateful, real-time distributed applications. Unlike Node or Deno, the resulting application doesn’t require a dedicated runtime environment. It runs on Cloudflare’s serverless Workers runtime, which executes code inside Google JavaScript V8 isolates — a lightweight sandbox running within a single OS process. Individual instances of the application can be spun up at an edge location closest to the user. Each Durable Object instance acts as a single-threaded micro-server with a unique global ID and its own co-located storage, where user data for the session is stored in its own dedicated copy of SQLite. Durable Objects “is kind of the perfect distributed systems abstraction,” Dahl said. The drawback of Durable Objects for Dahl was that it was hard-wired into Cloudflare’s infrastructure. He created celld as an implementation that could be hosted anywhere, not just on Cloudflare. As it turns out, Cloudflare had similar aspirations. In 2022, the company had open-sourced a version of the Workers runtime, called workerd, but the release was more geared towards developer testing. The company never got around to making Workers fully self hosting, much less giving it the chops to maintain distributed state, a power Dahl gave to celld. So the mission for Dahl's team is to merge the work of celld with workerd for a stand-alone JavaScript/WebAssembly runtime, while integrating it with Workers and Durable Objects as much as possible. (celld is also going bye-bye.) Such a technology could be yet another revolutionary turn for server-side JavaScript, offering a runtime that would require only 300 KB of memory per instance, rather than the hundreds of megabytes now required for Node/Deno. Such savings could quickly add up for a cloud provider, especially one serving the voracious agentic market. But until we see the fruits of Dahl’s team, the market for independent runtimes will be squeezed, what with the absence of Deno and Anthropic’s recent acquisition (and rewriting) of Bun. Now, Dahl’s first creation, the mighty Node, will have to go it alone.®
Businesses using Facebook commercially may want to think twice about what information they share online. At the end of the month, Meta plans to introduce terms that would authorize it to collect content from websites associated with its business customers and use it to train AI models or otherwise improve its products. The ad biz has revised its commercial terms of service, and the new contractual language takes effect on October 30, 2026. There are at least a million businesses using the company's AI agents in WhatsApp and Messenger, to say nothing of other services like Instagram, Facebook, its widely used advertising service, or its less widely used business suite. As noted by Nieman Lab, almost every news publisher has at least one Meta business account. Meta defines business customers as those "using ads or marketing messages, selling or listing products, developing apps, creating or using a product catalog, managing a Page, managing a Group for business purposes, using any business product, such as Ads Manager or Meta Business Suite." The added language grants Meta the right to use automated software with created credentials to scrape customer content and use it for the enhancement of its products, including AI models. You authorize us (or any entity acting on our behalf) to use automated software (such as web scrapers, bots, robots, spiders, crawlers, and user agents) and create test credentials to access, index, cache, analyze, collect, retrieve, or crawl the domains, web pages, or URLs (and any content available through them) that are associated with your products or services, or that are made available through your or users' use of Meta Company Products and services, and to periodically pull updates from such domains, web pages, or URLs. Meta may use any content from such domains, web pages, or URLs to provide, develop, improve, research, train, and maintain the integrity of, the Meta Company Products, services, and features provided under these Commercial Terms and any other applicable supplemental terms. Danielle Coffey, president and CEO of the News/Media Alliance, condemned Meta's move. "Meta’s new commercial terms of use are outrageous and probably illegal," she said in a statement. "The company’s decision to withhold access to its audience unless businesses allow Meta to scrape content from their websites is an appalling, bad-faith policy, and a clear abuse of the company’s market power. It cannot be allowed to be implemented on October 30." Coffey said any business with intellectual property and a Meta account should question what these terms allow. Eric Goldman, associate dean for research and professor of law at Santa Clara University School of Law, told The Register in an interview that Meta's revised terms of service raise both procedural and substantive issues. While it's already commonplace for businesses to change their contractual terms after customers sign up, he said, applying these changes to customers who already have a multifaceted relationship with Meta can be challenging. "When I talk to my students about how to amend [terms of service agreements], I say that you have to give users a bona fide option to reject the terms," he explained. "Otherwise it's just Hobson's choice or Morton's fork." For example, he said, if Meta's business customers have prepaid for anything, is the only option to avoid these terms to end the business relationship, and if so, is Meta prepared to refund the prepaid fees? The procedural issue, he said, is what this does to existing business relationships and how it can be properly enforced as a change to existing terms. Then in terms of the substance of the change, Goldman said that, while he's inclined to assume those drafting contracts do so in good faith, "Meta has no reservoir of good faith among the community that it can draw upon." Meta's history of sacrificing user privacy and mental health, as documented in the Cambridge Analytica scandal and the social media addiction settlement with 52 state attorneys general, drained that reservoir in the course of the company's 22-year history of data harvesting. Goldman said that it's easy to assume the worst possible interpretation of Meta's contractual language because the company has "disrespected our trust so often." He added that while news reports have indicated that Meta intends to allow businesses to signal their crawling preferences through robots.txt directives, that's not spelled out. "That all sounds great, but the language doesn't expressly say that Meta will respect those robots.txt instructions," he said. "The law doesn't necessarily compel anyone to respect robots.txt files. And now we're back to the good faith/bad faith scenario." Goldman said there have been past terms of service controversies, like GeoCities in 1999 and Instagram in 2012, that haven't led to disaster. "The drafters [in those instances] had some particular problem they were trying to solve, but in drafting around that problem may not have been careful enough to avoid grabbing rights that really set people off," he said. "This looks a lot like that to me. But again, that's actually giving Meta the presumption of good faith. And I just can't do that anymore." Meta did not respond to a request for comment.®
In our first edition of The Backstory, a new newsletter about Times journalism, we’re diving into coverage of a rape allegation and talking to a critic who says we’re not tough enough on Trump.
In hindsight, it was only a matter of time before Esha Yusof joined the growing ranks of Malaysian shoppers being drawn to Chinese e-commerce giant Pinduoduo.
Esha is a relative newcomer. She signed up in July, more than half a year after the platform launched in Malaysia – and has been smitten with it ever since.
Rock-bottom prices, a vast range of products and seamless payments through a popular local e-wallet make it easy for the 32-year-old to spend an average of 500 ringgit (US$122) a month...
Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 65,9°F at 01:54:59
Min Inside Temperature: 72,0°F at 00:00:02
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01:54:59
Min Barometer: 30,163 inHg at 01:54:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 6 mph from 191° at 01:54:59
Rain: 0,13 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 65,9°F at 01:54:59
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 64,7°F at 01:54:59
Min Dew Point: 44,0°F at 00:00:02
Max Dew Point: 47,7°F at 01:54:59
Min Outside Humidity: 52% at 01:54:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 10% at 01:54:59
Max Inside Humidity: 12% at 00:00:02
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,17 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,24 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
TRACKLIST Sow Discord – Nothing In Babylon Can Work Synapscape – Five Hour King Yosef – Doomtown Ecology HomeStones – Scorpion Issue PSYCHO FRAME – BEATEN BEYOND IDENTIFICATION Insurrect – Protract the war Tricky Youth – Terminal Hate Tricky Youth...
Le truffe online realizzate con l'intelligenza artificiale aprono la puntata, con le testimonianze delle vittime di raggiri basati sulla clonazione delle voci e sui deepfake. Un approfondimento sulle nuove frontiere del cybercrimine e sui meccanismi di un mercato criminale internazionale. Spazio poi alle tecniche investigative e alle analisi scientifiche, a partire dal caso delle due donne morte a Pietracatella, per comprendere come le nuove tecnologie contribuiscano alla ricerca delle prove. Dall'Afghanistan, un reportage racconta la condizione delle donne a cinque anni dal ritorno al potere dei talebani, tra privazione dei diritti e isolamento internazionale, con un'intervista a un rappresentante del governo di Kabul. In Messico, il dramma delle sparizioni legate ai cartelli della droga attraverso le storie delle madri che cercano i resti dei propri figli e la testimonianza di un sicario. Un approfondimento è dedicato alla neurodivergenza e al crescente interesse delle grandi aziende tecnologiche e finanziarie per competenze e modalità di pensiero differenti. Dal TTG Travel Experience di Rimini, le nuove prospettive del turismo tra intelligenza artificiale, robotica e innovazione. Infine, un incontro con Susan Sarandon, tra cinema, impegno civile e battaglie politiche. Dagli archivi di Tv7 del 1963, le testimonianze dei sopravvissuti al rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, a vent'anni dalla deportazione.
La sua potente esibizione ha ottenuto una "quadrupla sedia girata", attirando l'approvazione unanime di tutti e quattro i coach del programma, ma lei ha scelto di entrare a far parte del team Clementino-Rocco Hunt
North Korea conducted an underwater test of a new torpedo weapon system on Thursday to verify technological upgrades, state news agency KCNA reported on Saturday, describing the test as a success and a significant step in the country’s naval development.
The test verified propulsion technology developed through more than 180 tests over the past five years, KCNA said, adding that artificial intelligence was used for target detection and guidance in the new high-speed precision-guided...
La sua interpretazione delicata ed elegante e la sua straordinaria gentilezza hanno fatto breccia soprattutto nel cuore di Fiorella Mannoia, che lo ha accolto a braccia aperte all'interno della sua squadra
Megan Lambert graduated from high school in the district where she taught. She died in a classroom with Rhoam Summer and two other children when a shooter attacked.
Community members at Drake Park in Bend, Ore., on Friday, the day after a gunman killed three children and a teacher nearby at Silver Rail Elementary School.
Rubrica di informazione teatrale e dello spettacolo dal vivo; prosa, danza, arti performative. Servizi intermezzi/approfondimenti d'autore con artisti e drammaturghi. A cura di Giovanni Battista Tomassini
Resistere per ore, affrontare la notte e mantenere la vettura competitiva fino alla bandiera a scacchi: l’endurance è una delle sfide più impegnative del motorsport. A raccontarla sarà Icons of Speed – Endurance Legends, la mostra tematica di Auto e Moto d’Epoca 2026, in programma a BolognaFiere dal 22 al 25 ottobre, con una selezione di vetture che hanno lasciato il segno nella storia delle competizioni.
Le regine della durata
Nel padiglione d’ingresso di via Costituzione saranno esposte dodici protagoniste delle gare di durata. Tra queste figurano la Porsche 917 con livrea Gulf, la Porsche 956 Rothmans e la Sauber C9, vincitrice della 24 Ore di Le Mans nel 1989. Accanto a loro troveranno spazio la Bentley EXP Speed 8, la Lancia Beta Montecarlo Turbo e la LC1, oltre a rarità come l’Alfa Romeo Tipo 33, la Bugatti EB110 LM e la Maserati MC12 Corsa, prodotta in soli 15 esemplari. Completano la selezione la Courage C52 Pescarolo, la Rondeau M382 e la Nissan NPT-90. Una parte significativa delle vetture proviene dal Nationales Automuseum – The Loh Collection e dalla Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica.
Dodici storie di resistenza
Con la sua livrea Gulf azzurra e arancione, la Porsche 917 è una delle protagoniste delle gare di durata. L’esemplare esposto, uno dei soli 25 originali costruiti, corse nel 1970 con Jo Siffert e Brian Redman, conquistando la vittoria alla 1000 km di Spa e il secondo posto alla 24 Ore di Daytona. L’Alfa Romeo Tipo 33 debuttò alla 24 Ore di Daytona del 1968, chiudendo settima assoluta e contribuendo al dominio della propria classe. Nello stesso anno conquistò il terzo posto alla Targa Florio. Il suo 2.0 V8 sviluppava 270 CV a 9.600 giri/min, con una velocità massima di circa 300 km/h, caratteristiche che ne fanno una delle sport-prototipo italiane più rappresentative degli anni 60. Protagonista del Gruppo 5, la Lancia Beta Montecarlo Turbo conquistò tre titoli mondiali di classe consecutivi e contribuì alla vittoria di Lancia nel Campionato Mondiale Marche del 1980. La vettura esposta vinse la 6 Ore del Mugello dello stesso anno con Riccardo Patrese ed Eddie Cheever. Leggerezza ed efficienza aerodinamica furono tra gli elementi chiave del suo successo contro rivali come Porsche e BMW. La Porsche 956 Rothmans dominò il Mondiale Sport Prototipi tra il 1982 e il 1984. L’esemplare esposto conquistò sette vittorie su undici gare nella stagione 1984 con Derek Bell e Stefan Bellof. Costruita in appena dieci esemplari ufficiali Rothmans, pesava 840 kg ed era equipaggiata con un 2.7 sei cilindri boxer biturbo da 640 CV, capace di farla arrivare a 355 km/h. Progettata da Giampaolo Dallara e Gianni Tonti, la Lancia LC1 puntava su leggerezza e agilità per sfidare le Porsche 956. Con una carrozzeria di kevlar e fibra di vetro, un peso di soli 640 kg e un 1.4 turbo da oltre 450 CV, conquistò il terzo posto alla 1000 km di Spa e la pole position alla 1000 km del Fuji nel 1982, dove terminò seconda. La Sauber C9 fu una delle grandi protagoniste della stagione 1989, quando conquistò il Mondiale Sport Prototipi e la 24 Ore di Le Mans. L’esemplare esposto, utilizzato da Jean-Louis Schlesser e Jochen Mass, vinse quattro delle cinque gare disputate con quel telaio. Il suo 5.0 V8 biturbo sviluppava fino a 900 CV che le permetteva di raggiungere i 400 km/h, mentre la livrea argentata richiamava le Frecce d’Argento degli anni 30. Sviluppata per le gare americane della categoria GTP, la Nissan NPT-90 sfruttava l’effetto suolo attraverso grandi tunnel aerodinamici laterali e adottava un 3.0 V6 biturbo. Il suo risultato più importante arrivò nel 1991, con la vittoria alla 12 Ore di Sebring insieme a Geoff Brabham, che conquistò così il quarto titolo IMSA consecutivo. Nel 2014 la vettura tornò a distinguersi nelle competizioni storiche vincendo l’Historic Grand Prix of Zandvoort. La Bugatti EB110 LM è l’unica vettura della Marchio di Molsheim moderna costruita a Campogalliano ad aver partecipato alla 24 Ore di Le Mans. Derivata dalla EB110 SS, montava un 3.5 V12 con quattro turbocompressori e oltre 600 CV. Nel 1994 si dimostrò competitiva nelle prove, ma problemi tecnici e un inconveniente nelle fasi finali impedirono all’equipaggio di concludere la gara. La Bentley EXP Speed 8 segnò il ritorno del marchio britannico a Le Mans dopo 71 anni dall’ultima vittoria assoluta. Al debutto nel 2001 conquistò il successo nella classe LM GTP e il terzo posto assoluto, aprendo la strada alla vittoria del 2003. Il progetto rappresentò il rilancio delle ambizioni sportive di Bentley, legando la tradizione dei Bentley Boys a una nuova stagione di successi. Sviluppata da Yves Courage e successivamente adottata da Henri Pescarolo per la propria scuderia, la Courage C52 montava un 3.2 V6 Peugeot. Nel 2000 concluse la 24 Ore di Le Mans al quarto posto assoluto, alle spalle delle tre Audi R8, dimostrando la competitività di un progetto indipendente in una stagione che segnò l’inizio del dominio Audi nella gara francese. La Rondeau M382 rappresenta l’eredità di Jean Rondeau, unico pilota ad aver vinto Le Mans con una vettura costruita dalla propria azienda, nel 1980. L’esemplare esposto partecipò alla 24 Ore del 1983, ritirandosi dopo 31 giri per un guasto meccanico. La sua livrea originale dipinta a mano conserva la memoria di un progetto indipendente, capace di sfidare i grandi costruttori dell’endurance. Derivata dalla MC12 GT1, protagonista del campionato FIA GT, la Maserati MC12 Corsa fu realizzata nel 2006 per una clientela selezionata e per il solo utilizzo in pista. Il suo 6.0 V12 aspirato sviluppava 755 CV, mentre il peso di 1.150 kg e i freni carboceramici ne sottolineavano l’impostazione da vera vettura da competizione. Un’espressione del ritorno della Maserati alle corse internazionali.
La lunga corsa dell’innovazione
Dalla 24 Ore di Le Mans a Daytona, passando per Monza e il Nürburgring, le gare endurance hanno messo alla prova uomini e macchine, diventando un terreno fondamentale per lo sviluppo automobilistico. Aerodinamica, materiali e affidabilità sono stati affinati in pista, spesso anticipando soluzioni destinate a influenzare anche le vetture stradali. La mostra rende omaggio anche al lavoro dietro le quinte: strategie, soste ai box e scelte tecniche che, dopo ore di gara, possono decidere un risultato.
Icons of Speed, in mostra le leggende dell’endurance - 1Ruoteclassiche
La portavoce di Putin conferma il colloquio con il Pontefice sulla crisi umanitaria, mentre la diplomazia russa torna a bersagliare il governo italiano con nuove critiche
A former Cornell student’s lawsuit accusing members of a fraternity of sexual assault stirred anger and debate at the university and on college campuses nationwide.
Il Cremlino al Pontefice: “Lavoriamo insieme per proteggere i cristiani nel mondo”. Parolin: “Spero che Mosca accetti di mettere in atto la richiesta del Vaticano”. Zakharova: L’Italia obbedisce ai padroni di Bruxelles
(Adnkronos) - Il Pontefice ha espresso "viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria”. Putin ha fornito "spiegazioni complete sulla responsabilità di Kiev per la difficile situazione umanitaria"
(Adnkronos) - Il Pontefice ha espresso "viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria”. Putin ha fornito "spiegazioni complete sulla responsabilità di Kiev per la difficile situazione umanitaria"
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(Adnkronos) - In un periodo dell’anno caratterizzato da consumi fisiologicamente più alti, adottare un approccio coscienzioso ed efficaci pratiche quotidiane diventa una necessità per tutelare il proprio bilancio
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(Adnkronos) - Survey al Congresso FeDerSerD di Napoli: la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse "non è sufficientemente strutturata" e resta "una scarsa integrazione tra Servizi per le Dipendenze e centri specialistici"
(Adnkronos) - Survey al Congresso FeDerSerD di Napoli: la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse "non è sufficientemente strutturata" e resta "una scarsa integrazione tra Servizi per le Dipendenze e centri specialistici"
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(Adnkronos) - Massimo Minghetti ha preso parte a una serata, condotta da Pierluigi Diaco a 'Spazio 900', per i 60 anni del liceo Cannizzaro di Roma con studenti, ex alunni, professori dell'istituto di cui Riccardo era alunno: "Per noi lui ancora c'è, c'è in un altro modo"
(Adnkronos) - Massimo Minghetti ha preso parte a una serata, condotta da Pierluigi Diaco a 'Spazio 900', per i 60 anni del liceo Cannizzaro di Roma con studenti, ex alunni, professori dell'istituto di cui Riccardo era alunno: "Per noi lui ancora c'è, c'è in un altro modo"
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(Adnkronos) - La responsabile dei ministeri: "Basta logiche emergenziali, servono visione e programmazione. Al centro uguaglianza, trasparenza, istruzione, lavoro ed economia"
(Adnkronos) - La responsabile dei ministeri: "Basta logiche emergenziali, servono visione e programmazione. Al centro uguaglianza, trasparenza, istruzione, lavoro ed economia"
(Adnkronos) - Lo storico manager di palco ha deciso di chiudere il sodalizio con il rocker. Il Blasco: "Lo ringrazio per la gioia, la professionalità e tutti questi anni insieme"
(Adnkronos) - Lo storico manager di palco ha deciso di chiudere il sodalizio con il rocker. Il Blasco: "Lo ringrazio per la gioia, la professionalità e tutti questi anni insieme"
(Adnkronos) - Domenica la convention di Avs per le proposte rossoverdi, dall'indicizzazione dei salari all'inflazione alla sanità. La patrimoniale? "Convinceremo Conte, così il 98% degli italiani pagheranno meno tasse".
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(Adnkronos) - Il presidente Usa ha risposto così a una domanda del collaboratore dell'Adnkronos da Washington, Iacopo Luzi, che gli chiedeva un commento sulle parole di Giorgia Meloni, secondo cui l'accordo con Putin è "troppo rischioso"
(Adnkronos) - Il presidente Usa ha risposto così a una domanda del collaboratore dell'Adnkronos da Washington, Iacopo Luzi, che gli chiedeva un commento sulle parole di Giorgia Meloni, secondo cui l'accordo con Putin è "troppo rischioso"
(Adnkronos) - L'app di messaggistica è alle prese con un down nel tardo pomeriggio del 16 ottobre, come evidenziano le segnalazioni sul sito downdetector.it
(Adnkronos) - L'app di messaggistica è alle prese con un down nel tardo pomeriggio del 16 ottobre, come evidenziano le segnalazioni sul sito downdetector.it
(Adnkronos) - Sono i viaggiatori a dirlo, e lo fanno nel modo più sincero: raccontando online la propria esperienza. La Basilicata ha ricevuto oggi al Ttg Travel Experience di Rimini il premio “Destinazione più Amata dai Visitatori”, assegnato da Data Appeal nell’ambito degli “Italia Destinazione Digitale 2026” alla destinazione che registra il più alto livello di soddisfazione e apprezzamento da parte di chi la visita. La consegna è avvenuta durante la presentazione degli ultimi risultati del report “Tutti i Dati d’Italia 2026”. Un appuntamento che ha acceso i riflettori sulla fotografia più aggiornata del turismo italiano, nella prima giornata della fiera di Rimini.
(Adnkronos) - Sono i viaggiatori a dirlo, e lo fanno nel modo più sincero: raccontando online la propria esperienza. La Basilicata ha ricevuto oggi al Ttg Travel Experience di Rimini il premio “Destinazione più Amata dai Visitatori”, assegnato da Data Appeal nell’ambito degli “Italia Destinazione Digitale 2026” alla destinazione che registra il più alto livello di soddisfazione e apprezzamento da parte di chi la visita. La consegna è avvenuta durante la presentazione degli ultimi risultati del report “Tutti i Dati d’Italia 2026”. Un appuntamento che ha acceso i riflettori sulla fotografia più aggiornata del turismo italiano, nella prima giornata della fiera di Rimini.
(Adnkronos) - Sabato 17 ottobre, a Roma, un convegno riunirà esperti di geopolitica, sanità, intelligence e cybersecurity per discutere di nuove minacce, manipolazione informativa e resilienza delle comunità
(Adnkronos) - Il think tank americano rafforza la sua presenza nella Capitale per rilanciare il dialogo transatlantico sul Nord Africa e sul Medio Oriente. Lunedì 19 ottobre il primo incontro al Centro Studi Americani. Il direttore della North Africa Initiative parla di Italia, Libia, Egitto, Turchia, Iran e Israele: “Stanno cambiando gli equilibri della regione”
(Adnkronos) - Per l'analista Ed Arnold (Bfpg) "se gli Stati Uniti ridurranno progressivamente la propria quota di aiuti, spetterà inevitabilmente ai Paesi europei colmare il vuoto"
(Adnkronos) - Per l'analista Ed Arnold (Bfpg) "se gli Stati Uniti ridurranno progressivamente la propria quota di aiuti, spetterà inevitabilmente ai Paesi europei colmare il vuoto"
(Adnkronos) - Il presidente russo ha espresso al Pontefice i suoi più sinceri auguri di salute e di pronta guarigione dopo il recente intervento chirurgico
Diminuiscono gli incidenti stradali e le vittime sulle strade della provincia di Firenze ma in città aumentano sinistri e feriti. Secondo il rapporto Aci-Istat nel 2025, i sinistri con lesioni nella provincia di Firenze sono stati 4.750, contro i 4.831 dell’anno precedente (-1,7%).
I morti sono scesi da 54 a 48 (-11,1%) e i feriti da 6.021 a 5.834 (-3,1%). Nel comune di Firenze, dove si concentra quasi la metà degli incidenti dell’intero territorio provinciale, il quadro presenta segnali diversi: le vittime diminuiscono da 14 a 9 decessi (-35,7%), mentre aumentano sia i sinistri, da 2.291 a 2.323 (+1,4%), sia i feriti, da 2.697 a 2.735 (+1,4%). La riduzione della mortalità è un risultato positivo, che si accompagna però a una frequenza degli incidenti ancora elevata.
A pagare un prezzo particolarmente alto sono gli utenti più esposti. Nel capoluogo, tra chi viaggiava in motocicletta si contano 5 morti e 1.286 feriti; tra i pedoni, 2 morti e 409 feriti. I feriti sulle biciclette, comprese quelle elettriche, sono 261, mentre sui monopattini elettrici sono 87. Nell’intera provincia le vittime tra i motociclisti sono 17 e quelle tra i pedoni otto.
Il presidente dell’Automobile Club Firenze, Massimo Ruffilli, ricorda che “attraverso la rete delle autoscuole affiliate Ready2Go, lavora per preparare i ragazzi ad affrontare le insidie del traffico urbano, aiutandoli a riconoscere i rischi e a sviluppare attenzione, consapevolezza e rispetto degli altri utenti della strada”, “un ringraziamento va alle forze dell’ordine per l’impegno quotidiano nei controlli e nella prevenzione, un lavoro fondamentale per la sicurezza di tutti”.
Lo ha dichiarato il consigliere della lista Schmidt a Palazzo Vecchio, Massimo Sabatini. Per poter andare avanti nell’iter sono necessarie 5.000 firme.
“Più di 2.000 persone hanno sfilato per dire no all’abbattimento degli alberi in viale dei Mille. Da domani partiremo con la raccolta firme” per chiedere una consultazione popolare per evitare il taglio delle alberature sulla futura linea della tramvia per Rovezzano“. Lo ha dichiarato il consigliere della lista Schmidt a Palazzo Vecchio, Massimo Sabatini. Per poter andare avanti nell’iter sono necessarie 5.000 firme.
Sabatini ha sottolineato che “se prima” i gruppi di cittadini “erano considerati nessuno, poi si sono rivelati in più di 2.000 sui viali alberati, con le firme faranno vedere di essere molti di più. C’è qualcuno in grado di capire questo alla guida di Firenze?”.
(Adnkronos) - Nella Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare, 'iniziativa gratuita aperta a tutta la cittadinanza per una maggiore consapevolezza in gestione emergenze'
(Adnkronos) - Le parole dell'assessore regionale a Turismo, Ambiente e Sport, in occasione della presentazione della prima edizione di 'In Lazio-be excellence. Lazio tourism market', la manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze turistiche, culturali e territoriali del Lazio.
(Adnkronos) - "Il mio appello alle istituzioni, me inclusa, è quello di lavorare sulla formazione dei ragazzi per renderli consapevoli che la loro creatività non può essere sostituita dall'intelligenza artificiale. Quindi dobbiamo investire sui ragazzi affinché loro si ricordino che sono unici nel modo di pensare e che l'intelligenza artificiale è un ottimo strumento che devono utilizzare, ma che non sostituirà mai l'autenticità del proprio pensiero". Lo ha detto Manuela Cacciamani, ad e dg Cinecittà, in occasione della conferenza stampa - moderata dal direttore dell'Adnkronos, Davide Desario - di presentazione della prima edizione di 'In Lazio-be excellence. Lazio tourism market', la manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze turistiche, culturali e territoriali del Lazio, che ha preso ufficialmente il via oggi, negli spazi del Wegil di Roma.
(Adnkronos) - Così il presidente del Consiglio regionale del Lazio, in occasione della presentazione della prima edizione di 'In Lazio-be excellence. Lazio tourism market', la manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze turistiche, culturali e territoriali del Lazio.
Una condanna a sette anni di reclusione e 30mila euro di multa è stata inflitta in primo grado dal tribunale di Massa (Massa Carrara) a un ex insegnante delle scuole primarie della provincia di Massa Carrara, imputato per pornografia minorile. Lo riportano le edizioni locali de Il Tirreno e La Nazione.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe utilizzato un appartamento preso in affitto, chiamato ‘Loli House’, per realizzare materiale pedopornografico coinvolgendo giovanissime tra i 10 e i 15 anni. Le ragazzine sarebbero state avvicinate dall’insegnante con il pretesto della cura delle unghie e con la promessa di denaro, regali e altri oggetti, per convincerle a posare per fotografie e, in alcuni casi, a realizzare video. Secondo l’accusa, sarebbero state anche invitate a mantenere il segreto sugli incontri.
Le indagini dei carabinieri presero avvio nel 2024, dopo le segnalazioni dei genitori. Gli accertamenti tecnici e le testimonianze raccolte nel corso dell’inchiesta hanno contribuito alla ricostruzione accusatoria esaminata in dibattimento. Nel procedimento è stata inoltre disposta una perizia psichiatrica, che ha riconosciuto la capacità dell’imputato di intendere e volere al momento dei fatti. L’uomo, che ha sempre negato di aver agito per finalità sessuali, è stato anche condannato al risarcimento dei danni in favore delle famiglie costituite parte civile.
(Adnkronos) - Presentata la prima edizione della manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze turistiche, culturali e territoriali del Lazio.
Si indaga per omicidio colposo al momento contro ignoti per l’incidente mortale sul lavoro in cui ieri ha perso la vita Abouril Ayoub, il gruista di origine marocchina, 31 anni, schiacciato da una trave nel cantiere dell’alta velocità di Firenze della stazione progettata da Norman Foster.
In attesa che arrivino gli atti di indagine in procura, il pm Alessandro Moffa ha previsto l’autopsia per il 20 ottobre all’istituto di medicina legale di Firenze.
In base a una prima ricostruzione, Ayoub stava spostando, con l’aiuto di una gru, alcune travi dal tunnel della stazione su un camion per portarle via dal cantiere. Insieme a lui, c’erano altri due operai. Il 31enne, sempre secondo quanto finora ricostruito, è salito sul rimorchio del mezzo, per sistemare, pare, alcune travi che si erano incastrate.
Improvvisamente una delle assi di metallo sarebbe caduta lateralmente, travolgendo il gruista. Gli altri due operai e il conducente del camion che hanno assistito alla scena hanno dato l’allarme al 118. Sul posto è intervenuta l’ambulanza, ma per l’operaio, padre di un bambino, non c’è stato nulla da fare. Il medico legale ha constatato la morte per trauma cranico e toracico. Abouril Ayoub era regolarmente assunto da tempo dal Consorzio Florentia, la ditta che sta eseguendo i lavori per l’Alta velocità alla stazione Foster
(Adnkronos) - La seconda edizione si terrà il 28 ottobre all'Auditorium Parco della Musica di Roma per confrontare istituzioni e imprese sui costi e sulle strategie della transizione sostenibile
Deturpato con svastiche un murale di antifascisti a Viareggio (Lucca). A denunciarlo, in una nota, il Cantiere Sociale Versiliese.
“Domani mattina rispondiamo alle vili azioni fasciste rigenerando la memoria di Chittò Bertini e Didala Ghilarducci – sottolinea il Cantiere Sociale Versiliese -. Nelle scorse ore infatti il murales ‘Essere umano, essere partigiano’ realizzato dall’artista Roberto Diatz in collaborazione con RicreAzione Collettiva del Cantiere Sociale Versiliese” che si trova al quartiere Varignano a Viareggio. L’opera verrà restaurata e, l’appuntamento è per domani alle ore 10,30 quando è in programma anche una conferenza stampa. “Una risposta chiara a chi, davanti alla crisi sociale, prova a seminare odio e guerra tra poveri. Questo attacco non ci fa paura e non ci fa arretrare di un passo. Per questo motivo, chiamiamo a raccolta tutta la Viareggio antifascista e solidale a partecipare al presidio”, prosegue il Cantiere Sicale Versiliese.
Il Comune di Viareggio condanna la deturpazione del murale “con assoluta fermezza. Non si tratta soltanto di vandalismo, ma di un’offesa alla memoria, alla storia della nostra città e ai valori democratici e antifascisti sui quali si fonda la nostra Repubblica. Viareggio è una città libera, democratica e antifascista. E tale resterà”. Il Comune precisa di aver già segnalato l’accaduto alla polizia di Stato e alla polizia municipale, chiedendo tutti gli accertamenti necessari per individuare i responsabili. “Ci attiveremo anche per restituire al murale la dignità che merita. La memoria non si imbratta. Si custodisce, si rispetta e si tramanda”.
(Adnkronos) - Adnkronos Tech&Games ha intervistato Federica Nicolardi e Gianluca Del Mastro per entrare nel cuore della Vesuvius Challenge, tra raggi X, machine learning e testi rimasti illeggibili per quasi duemila anni
Un bambino di 1 anno della provincia di Massa-Carrara, è stato salvato dopo aver ingerito una pila a bottone grazie alla collaborazione tra il Meyer di Firenze e l’ospedale del Cuore di Massa, della Fondazione Monasterio. L’incidente è avvenuto il 5 ottobre. Oggi le strutture sanitarie ne danno notizie a decorso clinico avanzato.
Il piccolo venne trasportato all’ospedale del Cuore, dove è intervenuta la gastroenterologa endoscopista del Meyer Sara Renzo raggiungendo Massa con un mezzo di emergenza del 118 insieme alla strumentazione necessaria.
L’intervento di rimozione è stato eseguito in sala operatoria con il supporto dei cardiochirurghi pediatrici e del team della Monasterio. Nonostante fossero trascorse poco più di due ore dall’ingestione, la pila aveva già danneggiato le pareti dell’esofago. La tempestività dell’intervento ha consentito di rimuoverla evitando lesioni ai grossi vasi e la necessità di un intervento cardiochirurgico. Dopo alcuni giorni in terapia intensiva, il bambino è stato dichiarato fuori pericolo, anche se dovrà proseguire il percorso di cura.
“Fare rete e fare squadra funziona, soprattutto quando il tempo è determinante”, ha commentato l’assessora regionale alla sanità Monia Monni. Il caso riaccende l’attenzione sui rischi legati alle batterie a bottone, che possono provocare in tempi rapidissimi lesioni esofagee profonde ed emorragie potenzialmente letali. Nel novembre 2024 una bambina era deceduta in Toscana dopo un incidente analogo.
Striscioni con scritto ‘Qui nessuno è straniero’ e ‘L’Ecole est a nous’ fanno da cornice alla manifestazione studentesca che partirà tra pochi minuti da piazza San Marco, a Firenze per protestare in particolare contro i tagli alla scuola ma anche contro il Dl Valditara sul tetto agli studenti stranieri in classe. Diverse le bandiere della Palestina. Oltre 2.000 le persone presenti di almeno 15 scuole superiori.
“Mentre le scuole cadono a pezzi, i professori vivono in situazioni di precarietà sempre più grave e il sistema scolastico rende impossibile allo studente vivere la scuola in modo sano e libero, le istituzioni si voltano dall’altra parte e invece di risolvere le problematiche che rendono la scuola un ambiente performativo, soffocante e oppressivo scelgono di colpevolizzare gli studenti stranieri, alimentando una politica di discriminazioni ed emarginazione”, viene spiegato dagli organizzatori. Tra i cori anche “Siamo tutti antifascisti”. Cori contro la premier Giorgia Meloni. “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente”, si legge anche in uno striscione.
(Adnkronos) - Lo studio sviluppatore ha motivato la scelta con la campagna promossa dal BDS, movimento palestinese, che indica l'azienda di Redmond tra i propri obiettivi prioritari
(Adnkronos) - Completato a La Palma il sottosistema di telescopi LST per il CTAO. L'INAF e l'INFN firmano il traguardo per l'astrofisica dei raggi gamma
(Adnkronos) - Rockstar Games ha diffuso il nuovo video, accompagnato da un brano inedito del duo Justice, autore delle musiche originali. Il gioco è atteso su PlayStation 5 e Xbox Series il 19 novembre, mentre la colonna sonora è già prenotabile
Sarà effettuata l’autopsia sul corpo del neonato deceduto dopo che sarebbe arrivato in ospedale a Cecina (Livorno) portato dalla madre in un sacchetto, la quale avrebbe raccontato ai medici di non essersi accorta della gravidanza. La conferma arriva dalla procura di Livorno dopo che la notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano Il Tirreno.
Ovviamente, come spiegano dalla stessa procura, sono in corso diversi accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda.
Si chiamava Ayoub Abourabil, l’operaio di 31 anni di origine marocchina, residente da tempo a Firenze, morto ieri nell’infortunio mortale all’interno dell’area complementare del cantiere Foster di vi Circondaria. Lunedì sciopero indetto dai sindacati confederali e di categoria. Secondo le prime ricostruzioni della Polizia e dei tecnici della sicurezza, l’operaio è stato travolto e ucciso dall’impatto con un pilone/trave durante le operazioni di scarico da una gru.
Prima la notizia della morte, lo choc, il cordoglio, la rabbia, le dichiarazioni, le richieste, gli appelli a fermare questo stillicidio e poi gli scioperi. Una ripetizione quasi automatica, unarama tragicamente nota, se non fosse che nel mezzo c’è una vita in meno. Un essere umano che non torna a casa. Un futuro interrotto in un presente in cui le morti sul lavoro sono tragicamente divenute una costante. Stavolta è toccato ad un operaio 31enne nel cantiere dell’Av a Firenze. Sarebbe stato colpito da una grossa trave mentre era all’ interno di un rimorchio nell’area complementare al cantiere. I vigili del fuoco hanno portato sul posto una gru per spostare la grande trave in metallo. La Cisl, a cui la vittima era iscritta, ha sottolineato che il 31enne, sposato, era un operaio esperto del Consorzio Florentia, aveva lavorato anche in altri cantieri di grandi opere, e conosceva le norme di sicurezza. E allora? Cosa è successo, come è successo, per colpa di chi e di cosa? Domande al centro delle verifiche dell’Asl e degli inquirenti mentre i sindacati confederali e di categoria hanno indetto un’ora di sciopero per lunedì davanti al cantiere fiorentino dell’infrastrutura dove solo lunedì scorso c’era stata un’assemblea proprio su salute e sicurezza, formazione e prevenzione. Il sindacato di base Usb torna a chiedere il reato di omicidio sul lavoro e richiama allo sciopero del 30 ottobre. Un fratello della vittima, lavoratore in un altro cantiere è subito accorso appresa la notizia. Tre operai che hanno assistito all’infortunio mortale sono seguii all’ospedale di Careggi da un supporto psicologico. Lo ha reso noto il presidente della Regione ToscanaEugenio Giani, intervenuto sul posto insieme alla sindaca Sara Funaro. Tutto è avvenuto a poche centinaia di metri da via Mariti, dove nel febbraio 2024 sono morti cinque operai. Allora venne ribadito più volte ”mai più”. Ma nulla si è fermato tranne le vite di altri lavoratori.
Daily summary as of 17 ott 2026
Min Outside Temperature: 58,1°F at 00:00:02
Max Outside Temperature: 62,6°F at 00:59:59
Min Inside Temperature: 72,0°F at 00:00:02
Max Inside Temperature: 72,7°F at 00:59:59
Min Barometer: 30,282 inHg at 00:59:59
Max Barometer: 30,409 inHg at 00:00:02
Max Wind: 5 mph from 213° at 00:59:59
Rain: 0,07 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 58,1°F at 00:00:02
Max Wind Chill: 62,6°F at 00:59:59
Min Heat Index: 56,4°F at 00:00:02
Max Heat Index: 61,2°F at 00:59:59
Min Dew Point: 44,0°F at 00:00:02
Max Dew Point: 46,4°F at 00:59:59
Min Outside Humidity: 55% at 00:59:59
Max Outside Humidity: 59% at 00:00:02
Min Inside Humidity: 11% at 00:59:59
Max Inside Humidity: 12% at 00:00:02
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,11 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,18 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
The collaborative reverse-engineering site decomp.dev is shutting down, with its administrator saying AI has made game decompilation so fast and accessible that the community's human-driven model has effectively broken down. "The administrator of the website said that it has become impossible to keep track of which projects are primarily human-led and which ones are done by AI," reports 404 Media. From the report: "Historically, matching decompilation has been a brutally difficult, time consuming task, on the scale of years for any moderately-sized game with a number of active contributors," the pseudonymous admin of decomp.dev, who goes by Encounter, wrote on the site. But recent frontier AI models like GPT-6-Astra have made it trivially easy to decompile a game: "They are significantly better at following complex directions, cross-referencing resources for symbols or debug information, and writing natural code with enough guidance," Encounter wrote. "It is now clear that, with the right guidance, human input, and code reviews, AI can expedite the decompilation process in a significant way. What is also now clear is that the community aspect of decompilation has been broken."
Beijing warned Brussels not to “fantasise” that taking a hard line will force it into concessions, as the bloc confirmed plans for a gung-ho new kill switch that will allow Brussels to “immediately” kick China out of the single market.
Exactly a week after the two sides struck a surprise deal to restrict the volume of hybrid cars China ships to Europe, the flare-up suggests the threat of a trade war between two of the world’s three biggest economies has far from subsided.
“The EU should not...
L'agenzia promuove la resilienza del Paese e la stabilità politica, premiando gli effetti positivi del Pnrr e delle Olimpiadi, ma avverte sui conti pubblici e sulle sfide legate alla crescita e alle riforme strutturali
… nei porti italiani. Festa a Ravenna che si prepara allo sciopero internazionale del 30 ottobre. di Manuela Foschi IL CONSIGLIO DI STATO HA RESPINTO IL RICORSO DELLE DOGANE ORA TRASPARENZA E BLOCCO DELLE ARMI NEL PORTO DI RAVENNA ...
(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
Siparietto sul red carpet della Festa del Cinema di Roma tra Jovanotti e Gianni Morandi. L’artista si è prima inchinato di fronte a Morandi e poi lo ha abbracciato calorosamente davanti ai fotografi, prima di fare il suo ingresso all’evento.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
“Poi me lo sento anche amico, mi ha scritto anche delle belle canzoni per me”. Lo ha detto il cantante Gianni Morandi a margine della presentazione del film su Jovanotti all’Auditorium Parco della Musica.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
Jovanotti ha posato per i fotografi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma insieme alla moglie e alla figlia, prima di concedersi al pubblico e fare il suo ingresso all’evento.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
Jovanotti si è fermato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma per abbracciare i registi del film “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti”, prima di salutare il pubblico e accedere all’evento.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
Jovanotti si è fermato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma per firmare autografi e salutare i fan prima di accedere all’evento.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Cosa accomuna un – brutto – film di Wim Wenders a un romanzo fragile di Georgi Gospodinov?
Il successo. Cronorifugio ha vinto tanto il premio Strega europeo, quanto l’International Booker Prize 2023; Perfect Days non ha fatto di meno, accaparrandosi il Premio per la migliore interpretazione maschile (a Kōji Yakusho) e il Premio della giuria ecumenica al Festival di Cannes 2023.
Cosa c’è di male? Molto.
Il libro di Gospodinov ha dalla sua intuizioni geniali, prima tra tutte i “cronorifugi”, questi luoghi della memoria che sì aiutano a combattere le malattie neurodegenerative, ma soprattutto sfogano il bisogno di ricordo dell’autore.
Fastidiosamente incentrato su sé stesso, Gospodinov conduce il romanzo verso vette mirabili, con frasi che restano dentro, oltre la memoria. Peccato che, almeno nell’edizione italiana, si sia scelto di andare a capo per evidenziale, di metterle in bella mostra come se non si fosse sicuri della loro efficacia (la stessa edizione storpia clamorosamente il titolo del libro con cui Hemingway vinse il Pulitzer, se fosse un’auto Cronorifugio andrebbe richiamato dalla casa madre).
Questa forma di narcisismo fragile pervade tutto il libro, tanto che si arriva alla disperata conclusione che i cronorifugi servano come pretesto a Gospodinov per esaltare il proprio lato boomer, già emerso ripetutamente in La fisica della malinconia, dove ha veicolato bufale da internet, cui solo un silver surfer un po’ sprovveduto può credere, alternandole anche lì a idee mirabili e considerazioni brillanti.
Si può scegliere, si può decidere di considerare solo una parte, di dare importanza a ciò che ci piace e di sorridere benevoli del resto. È diritto di ogni lettore farlo, ma se la faccenda diviene collettiva, sia chiaro non credo nei premi e ancora meno nei giudizi, emerge un vizio di forma. Questa teoria, che mentre mi balenava in testa sentivo parecchio bislacca, ha preso coraggio visionando Perfect Days di Wim Wenders.
Il film è al limite della perfezione per quanto riguarda girato, fotografia e interpretazione del protagonista. Una splendida ciambella che si vorrebbe addentare, per poi scoprire che il vuoto se l’è inghiottita prima di noi.
Anche qui il luogo comune la fa da padrone: musiche retrò, ma quasi solo anglosassoni e famosissime, rigorosamente diffuse tramite audiocassetta, una sorta di compilation snob del regista. La visione del Giappone è stereotipata e anche le scene riuscite, che in un documentario sarebbero state più efficaci, qui si perdono tra luoghi comuni e stereotipi che sono peggio che noiosi o irreali, sono proprio sbagliati.
Wenders, come Gospodinov, si cuce la sua opera addosso, si ascolta la sua musica, si rimira i suoi preconcetti imbellettati, e si gira un film assolutamente inutile, se non dannoso.
Qual è la reazione? Il premio, la consacrazione, quel successo tante altre volte meritato, che non può essergli più negato.
Forse, ma credo sia più una questione generazionale: a leggere libri tipo Cronorifugio, come a guardare film come Perfect Days, sono rimasti quei boomer che non sanno rinunciare a premiarsi, immersi nelle manifestazioni più trash della loro sottocultura.
La noia che aleggia attorno entrambe le opere giustifica il desiderio di scrollare un po’ col telefono, ma così facendo la nostra attenzione crolla. Nel caso del libro ci restano solo le parti di impatto, il filtro selettivo raccoglie materiale che noi copiaincolliamo: l’odore delle sigarette anni sessanta della pagina, con la sportcar euro zero che romba dal telefono umiliando i noiosi veicoli elettrici; il profumo di rosa nel volo sopra Sofia, che richiama la visione di qualche reel di auto-produzione vecchia maniera.
Intanto le pagine avanzano, la fine del tomo si prefigura all’orizzonte, il sollievo è confuso con soddisfazione, la dopamina rilasciata ci dona una felicità ambigua.
Come spesso accade nei momenti bui, cerchiamo di essere positivi, generosi, di notare il bello dove c’è. In Cronorifugio ce n’è molto, quindi ammirarlo non è reato, d’altronde è insufficiente a farne un buon libro.
Col film funziona anche meglio, le immagini scorrono e noi ne guardiamo delle altre sul video del telefono, intanto la musica di quando eravamo giovani irrompe, così alziamo gli occhi dallo smartphone e incrociamo per qualche istante gli occhi meravigliosamente espressivi di Yakusho e le scene eleganti della sua vita colta e solitaria. Quale occasione migliore per tornare allo schermo. Intanto il film procede, ne ascoltiamo la gran parte, alzando gli occhi solo nei momenti clou, l’incontro con l’immancabile malato terminale antagonista in amore dovrebbe costringerci ad appuntare quanta superficialità ci sia nel trattare il dolore. Eppure la nostra età, mista a un pudore timoroso rispetto all’ultimo terzo di vita che rimane, ci portano di nuovo a tuffarci tra video di grigliate e bikini.
Così il film finisce. Qualcuno ci scrive: cosa te ne pare di Perfect Days? Boh, si cerca online si vede che è piaciuto ci si ricorda la voce di Sayuri Ishikawa che interpreta The House of the rising sun in giapponese e si risponde: “figo”. Così si costruiscono i trionfi.
Per una giuria dovrebbe essere diverso. Dovrebbe.
Tencent says AI agents used to evaluate third-party models engaged in unintended web-browsing behavior while trying to retrieve data from Alibaba's Amap service. The announcement marks a rare acknowledgment of "rogue" agent activity by a major Chinese tech company. Reuters reports: Tencent Hunyuan, the company's artificial intelligence unit, said in a post on X that the activity did not originate from its Hunyuan models. Its review found no evidence of deliberate targeting or coordination, it said. The Swarmchasers researchers said the agents sought information such as the commonly used entrances at Chinese parks, museums and zoos. [...] Swarmchasers said it used the word "rogue" to describe agents taking actions outside their intended scope or completing a task in unintended ways.
After routine automated requests were blocked, the agents tried other methods, including public web tools that could open pages and run code, routing requests through other websites and using Amap keys and security codes found in publicly available software code. Swarmchasers said it found no evidence that the agents breached Amap's main anti-bot safeguards. Most of the 2,818 attempts it recorded either failed or returned anti-bot pages, login screens or blank results.
Some requests returned information through cached pages and intermediary services, including data on visitor arrivals at Chengdu Zoo, Swarmchasers said. The researchers said they could not determine whether an agent read the result or completed its task.
Statehouses make health-care policy, guide education, and may redraw congressional districts ahead of 2028. With the stakes high, more than 6,100 legislators will be elected Nov. 3.
Beijing warned Brussels not to “fantasise” that taking a hard line will force it into concessions, as the bloc confirmed plans for a gung-ho new kill switch that will allow Brussels to “immediately” kick China out of the single market.
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A teacher threw her phone at the teenage gunman who killed four people at an Oregon junior school, then tackled and fought with him – probably saving lives before he was shot by a father who followed him into the building, police said Friday.
Bend Police Chief Mike Krantz called the teacher’s actions “heroic” during a news conference and said she was not injured. He identified the attacker as 16-year-old Griffin J. John II and said all of the victims were shot in the same classroom.
Authorities...
A teacher threw her phone at the teenage gunman who killed four people at an Oregon junior school, then tackled and fought with him – probably saving lives before he was shot by a father who followed him into the building, police said Friday.
Bend Police Chief Mike Krantz called the teacher’s actions “heroic” during a news conference and said she was not injured. He identified the attacker as 16-year-old Griffin J. John II and said all of the victims were shot in the same classroom.
Authorities...
«Mi piace pensare/(proprio ora, vi prego!)/a una foresta cibernetica/piena di pini e di elettronica/dove i cervi passeggiano sereni/accanto ai computer/come se fossero fiori/dalle corolle rotanti». Così scriveva, nel 1967, il […]
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Concepito con scrupolo estremo di dettagli scenici e registici, il teatro wagneriano, regge però molto bene anche le produzioni semisceniche o addirittura in forma di concerto, dove è l’orchestra a […]
Donald Trump vorrebbe un governo israeliano di unità nazionale, con Benyamin Netanyahu al potere per altri due anni prima di ritirarsi dalla vita politica, che prenda decisioni di portata regionale […]
La premier italiana non torna da Bruxelles a mani del tutto vuote e, per come si erano messe le cose nella giornata di lunedì, può tirare un sospiro di sollievo. […]
«Siamo in una situazione di guerra in cui nessuno è più abituato a cogliere le provocazioni», dice Leo Bassi, tono sardonico, vestito da duce, con una tanica di benzina in […]
L’inchiesta della procura di Roma sugli attacchi israeliani alla Global Sumud Flotilla fa un deciso passo avanti con l’iscrizione di dodici nuovi nomi nel registro degli indagati per tortura, sequestro […]
Il nostro amico Patrick Boylan se ne è andato dopo una lunga malattia, che non era riuscita a interrompere il suo eterno impegno per la pace, il disarmo, i diritti […]
«Il dissenso va ascoltato, garantire il dialogo e il diritto alla partecipazione è una responsabilità delle istituzioni». Angela Verdecchia, studentessa di Lettere classiche a Macerata e portavoce della Rete degli […]
Quel giorno, durante un pesante bombardamento su Norimberga, le sorelle Maria e Elisabeth Kirschbaum erano in casa. Il loro appartamento, a differenza degli edifici accanto, non crollò ma subì comunque […]
«Fino alla fine», «Uniti si vince». Gli slogan sono calcistici ma rendono l’idea. I cartelloni li vedi affissi sui cofani dei tir e dei trattori che stazionano alla rotonda di […]
Se c’è una parola che traduce il senso profondo di saggezza, come conoscenza che affonda le radici nella spiritualità (con un preciso riferimento a quella sufi Khwajagan), è «hikmah». Un […]
Mentre Javier Milei era a Washington per ritirare dalla Camera di Commercio degli Stati Uniti il premio “Global Champion of Free Enterprise””, oltre mezzo milione di persone, secondo le prime stime, […]
La biennale Fierce Festival di Birmingham è il festival di arti dal vivo più longevo del Regno Unito. Alla vigilia della sua prossima edizione, che si terrà dal 14 al […]
Per cinque mesi il Museo nazionale d’Abruzzo (Munda) ha vissuto fuori dalle mura del castello cinquecentesco de L’Aquila ed è andato a ritrovare se stesso in periferia. Da giugno a […]
Gli avevano detto di non esagerare con Donald Trump, che certe cose era meglio non dirle. Ma l’uomo di spettacolo non ha perso le sue doti solo perché ora indossa […]
Non solo i sistemi di controllo capillari sui cittadini di Gaza raccontati in Naza: le capacità di cyber spionaggio israeliane si estendono all’intero globo. In questo caso, però, la capacità […]
In circolazione da 40 anni, tredici album all’attivo, la band scozzese continua a firmare lavori di grande pregio, freschezza, contagioso e solare ottimismo. Alla base la sapiente miscela di folk […]
Teppisti. La reazione del ministro Valditara alle manifestazioni studentesche di ieri non si è fatta attendere, e rispetta il manuale di base della comunicazione governativa. Quando la mobilitazione è spontanea, […]
Quello dei Fontaines D.C. è un percorso che può essere letto in più modi. Passare da un post punk crudo a un alt rock maturo per poi scendere verso qualcosa […]
Il nuovo progetto del polistrumentista e compositore romano (qui al solo contrabbasso, rispetto all’amato violoncello) indaga il concetto musicale di «ostinato» quale struttura flessibile e generatrice di variazioni improvvise, di […]
Due sorelle vivono ai piedi di un vulcano. Quando succede la tragedia, una ha dodici anni, l’altra due in meno: un giorno quest’ultima, Aleja, non torna più a casa. L’altra, […]
Le celebrazioni del 16 ottobre, anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma si sono aperte e chiuse tra le polemiche. La Comunità ebraica di Roma, guidata da Victor Fadlum, ha […]
Pubblicata in Francia e in Giappone, Nanbanjin è un graphic novel di cinquecento pagine che è in realtà la somma di due lavori e anche quella di due modi di […]
Maria è brasiliana, adottata da bambina, e insegna storia in un liceo. Lola l’ha conosciuta a un convegno sull’immigrazione e da lì è nata un’amicizia. Stasera è a cena al […]
La prima cosa che salta agli occhi quando si visita un grande supermercato a Tunisi nell’infinita e torrida estate 2026 è il vuoto organizzato nei reparti che vendono acqua minerale. […]
Tra le numerose critiche – tutte condivisibili – rivolte dalle opposizioni alla maggioranza in occasione delle votazioni sulla nuova legge elettorale, spiccano per il costituzionalista quelle relative al ricorso al […]
Lo sciopero nazionale per il clima promosso da Fridays for Future ha portato ieri in piazza manifestanti in diverse città italiane. A Roma oltre duecento persone sono partite da Piramide […]
Più il confronto tra la società civile e il governo indiano prosegue, più pare evidente che l’esecutivo guidato dalla destra hindu sconti un drammatico deficit culturale e anagrafico nei confronti […]
Sessant’anni di distanza tra un punto e un altro. Più o meno quanto è dato dalle Parche che srotolano il filo della vita, anno più, anno meno, a chi ha […]
Il concerto inaugurale della stagione da camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si è tenuto al Teatro dell’Opera, invece che in una sala dell’Auditorium Parco della Musica, il che ha […]
Sono famosissime, tanto da meritare l’abusato termine «mitiche», le improvvisazioni notturne di Giacinto Scelsi con il curioso strumento denominato ondiola. Una specie di synth ma più complesso e più semplice […]
JAZZ ITALIA Spiccare il volo Nuove energie da giovani musicisti che non si lasciano intimidire dall’avere alle spalle giganti delle idee e del suono afroamericano, ma li usano come trampolini […]
Il vulcano che erutta in copertina e la relativa nuvola di cenere che si espande, sono una valida sintesi di questo secondo album della formazione. A quell’atto di creazione e […]
«La capitale italiana delle proteste degli studenti»: così l’hanno ribattezzata dai microfoni le ragazze e i ragazzi scesi in strada a Torino per il “No Melony day”, coinciso con lo […]
C’era una volta Valpedone, paesino avvolto dalla nebbia dove non c’è niente da fare a parte schivare le zanzare…è in questo luogo di finzione, ma prossimo alla realtà, che si […]
Gli anni delle medie sono un momento della vita che tutti vorremmo dimenticare. Un periodo confuso, di passaggio, in cui non possiamo più sentirci bambini ma neanche veri e propri […]
Najmeh Amini ha 23 anni, è una studentessa curda di economia ed è rinchiusa nel carcere di Vakilabad, a Mashhad. È stata condannata a morte per un post sui social […]
A US congressional committee has released details of investigations into dozens of researchers, many of them Chinese-American, revealing the scale of government scrutiny sweeping academia over alleged links to China.
The documents – running to hundreds of pages – were released alongside a separate report by the House Select Committee on China. Titled “How to Stop China’s Theft of Taxpayer-Funded Research”, the report pushes back against arguments by universities and academic groups that tighter...
The KDE Project has officially released KDE Plasma 6.8, introducing a substantial collection of desktop improvements while celebrating three decades of open-source software development. Released on October 14, 2026, exactly 30 years after Matthias Ettrich announced the original KDE project, this anniversary edition brings significant changes to display management, accessibility, graphics performance, remote desktop functionality, system monitoring, and application theming.
Perhaps the most consequential development is KDE's decision to retire native X11 desktop sessions in Plasma 6.8, completing its transition toward Wayland as the primary display architecture. The release also introduces NVIDIA triple buffering by default, improved HDR support, a more capable remote desktop server, CPU affinity controls in System Monitor, and expanded capabilities for the experimental Union theming engine. These improvements reflect KDE's effort to modernize the Linux desktop while maintaining the customization and flexibility that have defined Plasma for years.
Plasma 6.8 is therefore more than a commemorative release. It represents an important architectural transition for one of Linux's most widely used desktop environments, with changes that affect both everyday users and developers building applications for the next generation of Linux desktops.
KDE Celebrates Three Decades of Open-Source Desktop Development
KDE's history began on October 14, 1996, when Matthias Ettrich proposed creating a consistent graphical desktop environment for Unix-like operating systems. At the time, Linux was becoming increasingly capable as a free operating system, but its graphical experience remained fragmented. Users could choose from several window managers and applications, yet there was no universally integrated desktop environment comparable to the commercial graphical systems available elsewhere.
The original KDE initiative sought to address that limitation by building a cohesive desktop around the Qt application framework. Over the following decades, the project evolved through several major generations, introducing increasingly sophisticated desktop technologies while expanding into applications, development frameworks, mobile interfaces, and other open-source projects.
Plasma 6.8 arrives as KDE marks its 30th anniversary, but its development priorities are focused primarily on the future. Rather than introducing a purely cosmetic anniversary edition, KDE has concentrated on modernizing underlying desktop infrastructure while improving accessibility, usability, and performance. The result is a release that combines immediately visible enhancements with architectural changes intended to support future development.
Dopo il trionfo di ieri di Milan, record del mondo e oro nell’inseguimento individuale, e il terzo posto di Ganna, oggi le speranze di medaglia sono affidate a Miriam Vece. Mattia Predomo, Simone e Chiara Consonni, Martina Alzini e Vittoria Guazzini
Daily summary as of 16 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 04:30:30
Max Outside Temperature: 66,8°F at 14:20:00
Min Inside Temperature: 63,0°F at 02:30:30
Max Inside Temperature: 73,0°F at 14:20:00
Min Barometer: 29,100 inHg at 02:30:30
Max Barometer: 31,100 inHg at 14:23:59
Max Wind: 12 mph from 000° at 02:30:30
Rain: 0,20 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 04:27:23
Max Wind Chill: 66,8°F at 14:20:00
Min Heat Index: 30,0°F at 04:30:30
Max Heat Index: 65,5°F at 14:20:00
Min Dew Point: -5,4°F at 03:53:20
Max Dew Point: 47,2°F at 14:20:00
Min Outside Humidity: 20% at 02:30:30
Max Outside Humidity: 80% at 14:23:59
Min Inside Humidity: 10% at 14:20:00
Max Inside Humidity: 30% at 02:30:30
Monthly summary as of 01 ott 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Outside Temperature: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Inside Temperature: 63,0°F at 01/10/2026 19:20:19
Max Inside Temperature: 73,0°F at 01/10/2026 07:20:19
Min Barometer: 29,100 inHg at 01/10/2026 19:20:19
Max Barometer: 31,100 inHg at 02/10/2026 19:20:19
Max Wind: 12 mph from 000° at 01/10/2026 19:20:19
Rain: 3,04 in
Max Rain Rate: 0,08 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 01/10/2026 21:17:11
Max Wind Chill: 70,0°F at 01/10/2026 09:20:19
Min Heat Index: 30,0°F at 01/10/2026 21:20:19
Max Heat Index: 69,4°F at 02/10/2026 09:27:24
Min Dew Point: -5,4°F at 05/10/2026 20:43:09
Max Dew Point: 55,5°F at 08/10/2026 10:35:04
Min Outside Humidity: 20% at 01/10/2026 19:20:19
Max Outside Humidity: 80% at 02/10/2026 19:20:19
Min Inside Humidity: 10% at 01/10/2026 07:20:19
Max Inside Humidity: 30% at 01/10/2026 19:20:19
Yearly summary as of 01 gen 2026
Min Outside Temperature: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Outside Temperature: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Inside Temperature: 55,4°F at 11/01/2026 08:20:02
Max Inside Temperature: 82,6°F at 08/03/2026 11:12:34
Min Barometer: 29,066 inHg at 12/02/2026 10:27:09
Max Barometer: 31,100 inHg at 10/01/2026 14:16:13
Max Wind: 13 mph from 109° at 03/02/2026 07:00:28
Rain: 24,11 in
Max Rain Rate: 1,98 in/h
Min Wind Chill: 21,3°F at 15/03/2026 19:51:18
Max Wind Chill: 85,3°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Heat Index: 30,0°F at 14/03/2026 19:54:26
Max Heat Index: 85,7°F at 15/04/2026 15:53:17
Min Dew Point: -5,4°F at 25/03/2026 19:17:16
Max Dew Point: 66,5°F at 05/05/2026 15:57:30
Min Outside Humidity: 20% at 15/03/2026 17:54:26
Max Outside Humidity: 97% at 04/02/2026 19:44:06
Min Inside Humidity: 10% at 15/03/2026 05:54:26
Max Inside Humidity: 82% at 23/04/2026 21:25:28
A US congressional committee has released details of investigations into dozens of researchers, many of them Chinese-American, revealing the scale of government scrutiny sweeping academia over alleged links to China.
The documents – running to hundreds of pages – were released alongside a separate report by the House Select Committee on China. Titled “How to Stop China’s Theft of Taxpayer-Funded Research”, the report pushes back against arguments by universities and academic groups that tighter...
A US congressional committee has released details of investigations into dozens of researchers, many of them Chinese-American, revealing the scale of government scrutiny sweeping academia over alleged links to China.
The documents – running to hundreds of pages – were released alongside a separate report by the House Select Committee on China. Titled “How to Stop China’s Theft of Taxpayer-Funded Research”, the report pushes back against arguments by universities and academic groups that tighter...
Studenti, attivisti e lavoratori della Gkn in piazza a Firenze contro i progetti agrivoltaici presentati alla Regione da alcune aziende israeliane presenti nella black list dell’Onu per le loro attività […]
Sean “Diddy” Combs has been moved to a federal prison in Pennsylvania after reports that the hip-hop mogul was living the high life and was injured in a fight at his New Jersey lock-up, a person familiar with the matter said on Friday.
The federal Bureau of Prisons is transferring Combs, 56, from FCI Fort Dix to FCI Allenwood Low, a low-security facility south of Williamsport and about 250km (155 miles) west of New York, the person said. The person was not authorised to speak publicly and did so...
Sean “Diddy” Combs has been moved to a federal prison in Pennsylvania after reports that the hip-hop mogul was living the high life and was injured in a fight at his New Jersey lock-up, a person familiar with the matter said on Friday.
The federal Bureau of Prisons is transferring Combs, 56, from FCI Fort Dix to FCI Allenwood Low, a low-security facility south of Williamsport and about 250km (155 miles) west of New York, the person said. The person was not authorised to speak publicly and did so...
Google ha avviato il 16 ottobre la distribuzione di Android 17 QPR2 Beta 7.1 per i Pixel iscritti all'Android Beta Program, a una sola settimana dalla precedente Beta 7. Sulla carta è un aggior...
A three-judge panel appeared unconvinced by claims that a federal law requiring the president to preserve and hand over his presidential papers was unconstitutional.
Paraguay’s technology minister said on Thursday that sanctions imposed on him by Beijing over his country’s ties with Taiwan would only accelerate joint projects with the island.
Gustavo Villate, who heads the Ministry of Information and Communication Technologies, wrote in a lengthy social media post that the relationship with Taipei would “never be on the negotiating table”.
He also suggested that Beijing had acted to protect Chinese telecoms suppliers kept out of Paraguay’s networks.
“This...
Paraguay’s technology minister said on Thursday that sanctions imposed on him by Beijing over his country’s ties with Taiwan would only accelerate joint projects with the island.
Gustavo Villate, who heads the Ministry of Information and Communication Technologies, wrote in a lengthy social media post that the relationship with Taipei would “never be on the negotiating table”.
He also suggested that Beijing had acted to protect Chinese telecoms suppliers kept out of Paraguay’s networks.
“This...
Paraguay’s technology minister said on Thursday that sanctions imposed on him by Beijing over his country’s ties with Taiwan would only accelerate joint projects with the island.
Gustavo Villate, who heads the Ministry of Information and Communication Technologies, wrote in a lengthy social media post that the relationship with Taipei would “never be on the negotiating table”.
He also suggested that Beijing had acted to protect Chinese telecoms suppliers kept out of Paraguay’s networks.
“This...
Paraguay’s technology minister said on Thursday that sanctions imposed on him by Beijing over his country’s ties with Taiwan would only accelerate joint projects with the island.
Gustavo Villate, who heads the Ministry of Information and Communication Technologies, wrote in a lengthy social media post that the relationship with Taipei would “never be on the negotiating table”.
He also suggested that Beijing had acted to protect Chinese telecoms suppliers kept out of Paraguay’s networks.
“This...
Katie Zacharia, portavoce della Casa Bianca, è stata licenziata dal presidente Trump dopo appena cinque giorni dal suo insediamento. Il presidente degli Stati Uniti, infatti, ha detto ai giornalisti di averle chiesto questa mattina di “ripensare” al proprio ruolo all’interno dell’amministrazione americana. “Katie, ne hai davvero bisogno? Non credo che tu ne abbia bisogno”, ha riferito di averle detto. Il tycoon ha affermato che i due ne avrebbero ridiscusso al suo rientro alla Casa Bianca e di voler comunque lasciare a lei la decisione finale; il New York Times e la Cnn, però, riferiscono che il licenziamento è già avvenuto.
Il profilo di Katie Zacharia ha attirato polemiche fin dalla sua nomina: Trump l’aveva definita “avvocata” durante la sua presentazione, ma i giornali americani avevano sollevato dubbi a riguardo dato che il suo nome non figurava negli albi professionali. Il Wall Street Journal poi, ha fatto emergere che la qualifica, effettivamente, non esisteva. La donna era già nota negli Stati Uniti e aveva già lavorato per Trump come consulente del gruppo che gestisce il profilo Truth del presidente. Zacharia poi era stata al centro del dibattito americano in seguito ad una conferenzastampa in cui si era mostrata molto incerta, pronunciando male delle parole e incappando in lapsus e inesattezze più di una volta.
Apple ha aperto i preordini di iPhone Duo oggi alle 14:00 e nel giro di pochi minuti la data di consegna del 23 ottobre è sparita dall'Apple Store online. Mezz'ora dopo l'apertura, tutte le con...
Google ha avviato il 15 ottobre negli Stati Uniti la distribuzione di Universal Cart, un carrello unico che raccoglie prodotti provenienti da negozi diversi e vive direttamente dentro i servizi dell'a...
Microsoft ha distribuito il 16 ottobre 2026 un nuovo gruppo di build di anteprima di Windows 11 su tutti i canali del Windows Insider Program, e la novità più rilevante riguarda Xbox Mod...
Il presidente racconta di aver invitato l'addetta stampa della Casa Bianca a valutare il proprio futuro dopo le critiche seguite al debutto con i giornalisti e alla vicenda sulla qualifica professionale
Epic Games e PayPal hanno portato le proprie obiezioni direttamente ai funzionari del Dipartimento di Giustizia statunitense, preoccupati che la causa antitrust contro Apple possa concludersi con un a...
As the US prepares to host the G20 summit in Miami in December, Americans’ views of participating countries vary, with China viewed more favourably than Russia, although both rank near the bottom, according to the latest Pew Research Centre report.
Americans gave China an average rating of 37 out of 100, compared with 27 for Russia, Pew found in a report released on Friday. Canada, Australia, Japan and Italy received the warmest ratings, with average scores in the mid-to-high 60s.
“Russia stands...
As the US prepares to host the G20 summit in Miami in December, Americans’ views of participating countries vary, with China viewed more favourably than Russia, although both rank near the bottom, according to the latest Pew Research Centre report.
Americans gave China an average rating of 37 out of 100, compared with 27 for Russia, Pew found in a report released on Friday. Canada, Australia, Japan and Italy received the warmest ratings, with average scores in the mid-to-high 60s.
“Russia stands...
As the US prepares to host the G20 summit in Miami in December, Americans’ views of participating countries vary, with China viewed more favourably than Russia, although both rank near the bottom, according to the latest Pew Research Centre report.
Americans gave China an average rating of 37 out of 100, compared with 27 for Russia, Pew found in a report released on Friday. Canada, Australia, Japan and Italy received the warmest ratings, with average scores in the mid-to-high 60s.
“Russia stands...