Su iniziativa di Mariastella Gelmini
Piccole imprese, la politica si siede allo stesso tavolo: l’intergruppo apre il confronto
Su iniziativa di Mariastella Gelmini, sala piena di associazioni e progetti consegnati per le MPMI
Maggioranza e opposizione nella stessa sala, davanti a una platea gremita di rappresentanti delle associazioni di categoria. Al centro, il futuro delle micro, piccole e medie imprese italiane. L’intergruppo parlamentare nato su iniziativa della senatrice Mariastella Gelmini prova a trasformare il dialogo tra istituzioni e mondo produttivo in un metodo stabile, e raccoglie un pacchetto di proposte concrete.
Un tavolo che punta a diventare stabile, non un appuntamento occasionale. È questo il segno dell’incontro dell’intergruppo parlamentare dedicato alle micro, piccole e medie imprese italiane, nato su impulso della senatrice Mariastella Gelmini.
L’obiettivo dichiarato è costruire un confronto permanente e strutturato tra istituzioni politiche, professionisti del settore e associazioni di categoria. Tre le direttrici: sostegno, competitività e valorizzazione delle MPMI, che restano la spina dorsale del sistema produttivo nazionale e, al tempo stesso, la parte più esposta a costi energetici, burocrazia e difficoltà di accesso al credito.
Il dato politico più rilevante è la composizione del parterre istituzionale. Accanto alla promotrice erano presenti Maurizio Gasparri, Stefano Patuanelli e Matteo Gelmetti: esponenti di forze politiche diverse, seduti allo stesso tavolo su un tema che, almeno nelle intenzioni, prova a sottrarsi alla logica degli schieramenti. Un segnale che il tessuto delle piccole imprese resta terreno di possibile convergenza parlamentare.
Altrettanto significativa la risposta della platea: una sala piena, con una partecipazione ampia e trasversale delle associazioni di categoria. Tra le realtà presenti anche SIRIP – Sindacato Italiano Rappresentanti di Interessi e Portatori d’interesse, con il presidente Ducoli e il segretario Pietro Vivione.
Nel corso dei lavori sono state consegnate diverse progettualità pensate per sostenere le aziende italiane, che, secondo quanto emerso, saranno prese in considerazione nelle sedi istituzionali competenti.
Il formato scelto rappresenta di per sé un elemento di novità: non la consueta audizione, ma un luogo di scambio diretto tra chi rappresenta gli interessi delle imprese e il Parlamento. Una modalità che rafforza il ruolo dei portatori d’interesse come canale trasparente tra territori, categorie produttive e istituzioni.
La verifica, ora, si sposterà sul terreno degli atti: sarà la capacità di tradurre le proposte raccolte in misure concrete a stabilire se il confronto avviato diventerà davvero permanente.
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