Aggiornato alle 11:43
PARIGI — Quaranta fermi nella capitale prima delle dieci, lacrimogeni a Marsiglia e a Lione, un corteo da place de la République alle 14 che la prefettura ha costretto a ridisegnare all’ultimo. La giornata contro il carovita, nata su TikTok e senza una regia, è cominciata così. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez la affronta avendo rimesso in mano agli agenti le granate assordanti: le stesse per cui la sua polizia è sotto inchiesta, dopo che a un quattordicenne una di quelle granate ha portato via una mano.
Lo ha detto lui stesso martedì ai senatori: 36 inchieste dell’ispettorato generale della polizia nazionale, l’organo che indaga sugli agenti, per violenze dall’inizio del movimento studentesco, quattro delle quali per «ferite mutilanti». Venerdì, in un’intervista, ha aggiunto che le granate saranno consentite oggi in caso di «gravi violenze urbane», perché quelle armi «non sono mai usate quando le cose vanno bene». In campo oltre 10.000 fra poliziotti e gendarmi, almeno 5.000 a Parigi.
I 40 fermati parigini delle 9:30 avevano, secondo la prefettura, «materiale di protezione vietato o armi»; nei sequestri un coltello e un bracciale falso della polizia. Un gruppo di incappucciati ha bloccato il parcheggio della sede di CNews, il canale all news di orientamento conservatore che ospita anche la radio Europe 1, lanciando oggetti e rompendo vetri. Il prefetto Patrice Faure ha vietato il percorso che gli studenti volevano fare fino a place de la Concorde e ogni raduno intorno alle sedi del governo e alle stazioni.
A Marsiglia il boulevard du Prado, l’asse che porta alle spiagge, è stato barricato con cassonetti e scooter prima che i reparti antisommossa lo sgomberassero con i lacrimogeni, racconta France 24; a Lione e a Rennes i primi cortei sono partiti a metà mattina. Alla vigilia il ministero dell’Interno stimava 150.000 partecipanti nel Paese e 40.000 a Parigi. Le «azioni» censite sono circa 500, i cortei più di 90, mentre la mappa dei gilet gialli segna 1.757 punti fra rotatorie, caselli, distributori e ponti. Alcune azioni annunciate, come al casello del ponte dell’Île de Ré, non si sono viste. Oggi cominciano anche le vacanze di Ognissanti.
Le inchieste sugli agenti
Il conto delle ferite lo ha fatto Reuters, su interviste e atti giudiziari: 28 persone colpite dall’uso della forza, 15 casi all’esame dell’ispettorato, fra proiettili di gomma, granate, lacrimogeni e manganelli. Un quindicenne ha perso un occhio per un proiettile di gomma. Un agente di Belfort è indagato per tentato omicidio. In un altro caso, ricostruito dal procuratore, un poliziotto ha colpito un ragazzo con il manganello, il ragazzo ha risposto a calci e un collega gli ha sparato in faccia un candelotto lacrimogeno con un lanciatore.
Il ministero difende gli agenti: hanno dovuto fronteggiare gruppi violenti che si infilano nelle proteste. Dal 18 settembre conta «quasi 900» fra poliziotti e gendarmi feriti; dall’altra parte oltre 200 liceali e 147 membri del personale scolastico. Le ong e gli avvocati delle vittime contestano l’uso di armi antisommossa contro minorenni e chiedono che se ne verifichino necessità e proporzionalità. I fermi dall’inizio delle proteste sono 6.877, in grandissima maggioranza minorenni.
Il movimento è nato a Créteil, nella banlieue sudest di Parigi, per la carenza di personale nei licei; la risposta della polizia lo ha gonfiato. Martedì, nell’«atto V», gli studenti hanno rivendicato 480.000 partecipanti e il ministero ne ha contati 161.500; davanti a un liceo di Saint-Denis si è presentata Greta Thunberg. La data di oggi viene invece da un video su TikTok di un giovane esasperato dai prezzi alla pompa, sostenuto poi dal segretario comunista Fabien Roussel e dalla leader dei Verdi Marine Tondelier.
Jérôme Rodrigues, volto storico dei gilet gialli del 2018, che perse un occhio in una manifestazione del 2019, ne prende le distanze e insieme la sposa: «Nessun gilet giallo è stato all’origine del 17 ottobre. È quasi diventato un marchio», e poi, su Facebook: «Gilet gialli, studenti, lavoratori, pensionati: le nostre lotte possono incontrarsi». Un altro ex, Myrtil Devillers: «Ero un gilet giallo quando la benzina costava 1,40 euro al litro, immaginate come mi sento ora che costa 2,20».
Il premier Sébastien Lecornu, che ha attivato una cellula di crisi, ha detto che le proteste dei licei sono scivolate nella «violenza urbana»; il presidente Emmanuel Macron ha chiesto calma. Il governo accusa La France insoumise di Jean-Luc Mélenchon di soffiare sul fuoco, il partito nega. Bally Bagayoko, 53 anni, sindaco di Saint-Denis e presenza fissa ai cortei, applaudito per aver difeso gli studenti dalla polizia e criticato per frasi che per i suoi avversari legittimerebbero la violenza, stamattina ha parlato a Franceinfo degli obiettivi del movimento.
Per l’Eliseo, a sei mesi dalle presidenziali, la partita è impedire che la rabbia dei licei si saldi con quella delle rotatorie. Il corteo parigino parte alle 14; il bilancio della giornata arriverà in serata.