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Mourinho e l’uscita di Tebas sul Real Madrid e i nazisti: “Scusabile solo se è un caso clinico”

Tra il Real Madrid e il presidente della Liga spagnola, Xavier Tebas, non sembra esserci pace. Tebas ha paragonato le tecniche di propaganda usate dal Madrid a quelle del nazista Joseph Goebbels. La replica del tecnico José Mourinho non si è fatta attendere: “Si è avventurato in un campo in cui le scuse sono accettabili solo se si tratta di un caso clinico”. E ancora: “I tifosi del Real Madrid capiscono bene che cosa deve affrontare la squadra. Anche per il prestigio enorme di cui il calcio spagnolo gode all’estero… è meglio che mi limiti a fermarmi qui”, ha concluso l’allenatore portoghese.

Mourinho non ha mai citato direttamente il presidente della Liga, ma il messaggio è stato inequivocabile. Le sue parole si aggiungono alla dura reazione istituzionale del Real Madrid, che ha chiesto formalmente le dimissioni del numero uno della Liga con un lungo comunicato. Tebas ha rilanciato con un nuovo post su X, spiegando che le tecniche di propaganda attribuite a Goebbels “vengono studiate nelle facoltà di giornalismo e comunicazione” e per questo non sarebbe da considerare un insulto. “Il paragone riguarda queste tecniche di propaganda, non un’ideologia né, naturalmente, i tifosi del Real Madrid. Io mi riferisco a procedure concrete: ripetizione sistematica, selezione interessata dei fatti e costruzione di un nemico”, ha scritto il numero uno della Liga.

Nelle comunicazioni di Real Madrid TV, Tebas avrebbe riscontrato proprio questo schema. “Chi non è d’accordo può contestare quegli esempi. L’indignazione non li confuta. Chiedere le mie dimissioni non fornisce le risposte”, ha continuato nel post. Non è ancora chiaro se la richiesta di dimissioni avanzata dal Real avrà conseguenze concrete. La polemica è diventata una battaglia pubblica sui metodi di comunicazione del club madrileno, mentre Tebas sembra intenzionato a difendere fino in fondo la propria posizione.

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Endrick, il gol alla Roma con l’aiuto di Dio: «Parlavo con Lui in panchina». Mourinho può mettersi in coda

Il baby fenomeno del Real Madrid entra all’Olimpico, segna e rivela il segreto della sua prestazione: una conversazione con l’Altissimo.

Gasperini rimpiange il talento sfumato sul mercato, mentre Mourinho deve decidere quanto farlo giocare. Ma lassù, evidentemente, qualcuno ha già espresso una preferenza. Altro che indicazioni tattiche, lavagnette magnetiche e discorsi motivazionali. Per segnare alla Roma basta avere il numero giusto in rubrica. Possibilmente quello di Dio.

Endrick, gioiellino brasiliano del Real Madrid, ha raccontato il curioso retroscena della sua serata all’Olimpico. Mentre i compagni correvano e sudavano, lui era seduto in panchina a conversare con l’Onnipotente. Poi, improvvisamente, la chiamata dalla panchina. Quella terrena, stavolta.

«Ero in panchina a parlare con Dio», ha confessato il ragazzo, spiegando di aver continuato a pregare anche mentre si preparava a entrare. Risultato? Ingresso devastante e gol alla Roma. Una specie di assistenza divina, senza bisogno di passare dal centrocampo.

E pensare che il brasiliano, inseguito durante il mercato proprio dai giallorossi, avrebbe potuto indossare la maglia della Roma. Gasperini e D’Amico lo avevano messo nel mirino, ma il talento è rimasto a Madrid. Salvo presentarsi all’Olimpico per ricordare quanto sarebbe stato comodo averlo dalla parte giusta.

Mourinho decide, ma l’ultima parola spetta all’Altissimo

Il problema, adesso, è capire chi abbia più voce in capitolo sul futuro del ragazzo: José Mourinho oppure il suo interlocutore celeste. Alla domanda su un possibile aumento del minutaggio, Endrick risponde con prudenza. Le scelte spettano all’allenatore, che deve pensare agli interessi della squadra. Lui promette lavoro, sacrificio e pazienza. Un atteggiamento ammirevole. Ma con una linea diretta così privilegiata, potrebbe anche chiedere una piccola raccomandazione. Magari senza disturbare San Pietro.

Intanto, dopo appena quattro minuti giocati nella Liga, il brasiliano si è trasformato nel protagonista della rimonta madrilena: dal 3-1 al 4-3, con gol del pareggio e premio di migliore in campo.

Vinicius squalificato, il Paradiso apre una finestra

A favorire Endrick potrebbe arrivare anche la squalifica di Vinicius, fermato per quattro giornate nel campionato spagnolo. Il giovane attaccante difende il compagno, giudicando eccessivo il provvedimento e denunciando quello che considera un accanimento nei suoi confronti. Nel frattempo, però, qualche posto nell’attacco del Real potrebbe liberarsi. E il brasiliano è pronto ad approfittarne.

Per la Roma resta una beffa doppia: aver sfiorato un talento sul mercato e averlo poi visto segnare all’Olimpico, contribuendo a una rimonta che sembrava impossibile. Per Mourinho, invece, si profila un problema di abbondanza. E forse anche di competenze: fino a ieri il suo celebre soprannome era Special One. Adesso, con Endrick che conversa direttamente con il Padreterno, rischia di essere retrocesso a semplice intermediario.

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