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“Un ottimo segnale per il recupero”, lo pneumologo sulle dimissioni di Papa Leone XIV dopo l’intervento al polmone

Le dimissioni di Papa Leone XIV dopo cinque giorni di ricovero al Policlinico Gemelli rappresentano un segnale incoraggiante per il recupero dopo l’intervento chirurgico al polmone destro. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), che invita però ad attendere gli esiti degli esami per delineare con maggiore precisione i prossimi passi. Martedì 13 ottobre il Pontefice è stato sottoposto a un intervento per l’asportazione di un adenocarcinoma, un tumore maligno del polmone destro. Il fatto che abbia potuto lasciare l’ospedale dopo pochi giorni è, secondo lo specialista, un elemento positivo. Le dimissioni sono “un ottimo segnale, vuol dire che è andato tutto bene“, sottolinea Micheletto.

Dopo un’operazione di questo tipo, una fase importante del recupero riguarda il ripristino della normale espansione del polmone. “Il polmone deve tornare a espandersi completamente. Durante l’operazione, una parte del polmone collassa. Successivamente, deve riespandersi”, spiega lo pneumologo. A favorire il processo è anche un tubo di drenaggio, utilizzato per rimuovere aria e liquidi dalla cavità toracica. I tempi di recupero non sono uguali per tutti e possono variare da paziente a paziente. La rimozione dei drenaggi, osserva l’esperto, è un passaggio favorevole: “È un ottimo segnale perché i medici hanno rimosso i tubi di drenaggio. Ora dovrà fare alcuni controlli più avanti”.

Anche il movimento contribuisce alla ripresa. Non è necessario pensare soltanto a esercizi specifici di fisioterapia respiratoria: “Anche camminare rappresenta una forma di riabilitazione, perché favorisce il recupero della funzionalità respiratoria”. L’attività fisica, svolta gradualmente, aiuta infatti a recuperare la capacità respiratoria e a riprendere progressivamente le normali abitudini. Tra gli elementi favorevoli indicati da Micheletto c’è inoltre l’assenza, per quanto risulta, di patologie respiratorie croniche. “È che il Santo Padre non risulta affetto da patologie respiratorie croniche come la Bpco”, osserva lo specialista, riferendosi alla broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia che può compromettere la respirazione e rendere più complesso il recupero.

Per stabilire come proseguirà il percorso clinico sarà però necessario attendere gli esiti dell’esame istologico, effettuato sui tessuti prelevati durante l’intervento. Un’attenzione particolare sarà riservata ai linfonodi, per verificare se siano presenti cellule tumorali. “In particolare, sarà importante conoscere l’esito dell’esame dei linfonodi, per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali”, precisa Micheletto. Il risultato potrà contribuire a definire il quadro e le successive indicazioni mediche. “Se i linfonodi risulteranno negativi, il quadro potrà essere più favorevole. In ogni caso, saranno i medici a stabilire il percorso di sorveglianza più appropriato”. Tra le possibilità per seguire nel tempo le condizioni del Pontefice, lo pneumologo indica controlli radiologici periodici: il “monitoraggio potrebbe prevedere una Tac ogni 3-6 mesi, per controllare nel tempo la situazione clinica e verificare che non compaiano nuovi segni della malattia”. Saranno comunque gli specialisti che hanno in cura il Papa a definire tempi e modalità dei controlli sulla base dei risultati degli esami e dell’evoluzione clinica.

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Shampoo, creme e detergenti: attenzione agli ingredienti che possono rilasciare formaldeide. Quali sono, i rischi per la pelle e come riconoscerli sull’etichetta

Aprire un flacone di shampoo, una crema viso o un detergente e pensare di trovarsi davanti a un prodotto “naturale” solo perché la confezione è verde o decorata con immagini di foglie e fiori è un errore molto comune. Il mondo della cosmetica spesso comunica attraverso colori, profumi e parole evocative, ma è l’INCI, cioè la lista degli ingredienti, a raccontare davvero cosa contiene un prodotto.

Tra gli ingredienti che meritano attenzione troviamo alcuni conservanti chiamati “rilasciatori di formaldeide”: sostanze utilizzate da decenni dall’industria cosmetica per limitare la proliferazione di batteri e muffe nei prodotti a base acquosa, ma che possono rappresentare un problema soprattutto per le persone già sensibilizzate o con una pelle particolarmente reattiva.

Per capire il perché, partiamo dalla formaldeide. Si tratta di una sostanza con un’importante azione antimicrobica, ma anche con un noto potenziale sensibilizzante. È classificata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come cancerogena per l’uomo in caso di esposizione per inalazione, in particolare in ambito occupazionale e a determinate concentrazioni. Per questo motivo la formaldeide come ingrediente aggiunto direttamente nei cosmetici è vietata nell’Unione europea. Tuttavia, alcuni conservanti possono liberarne piccole quantità nel tempo: sono proprio i cosiddetti rilasciatori di formaldeide. La loro funzione è di creare un ambiente sfavorevole alla crescita dei microrganismi.

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Mangi sano, fai sport ma gambe e fianchi restano sproporzionati? Potrebbe essere lipedema e non semplice grasso: come riconoscere la patologia spesso confusa con la cellulite

Ci sono donne che seguono un’alimentazione equilibrata, fanno attività fisica e cercano di mantenere il proprio peso sotto controllo, ma continuano ad avere gambe e fianchi sproporzionati rispetto al resto del corpo. In alcuni casi compaiono anche dolore, pesantezza, gonfiore e lividi che si formano con facilità.

Per anni queste caratteristiche possono essere attribuite al sovrappeso, alla cellulite o a una presunta predisposizione a ingrassare. Ma dietro quella distribuzione del tessuto adiposo può esserci il lipedema, una condizione cronica che interessa quasi esclusivamente le donne e che viene ancora frequentemente riconosciuta con difficoltà.

Ma cos’è il lipedema? Si tratta di un accumulo anomalo di tessuto adiposo, generalmente simmetrico, soprattutto a livello di gambe, fianchi e, in alcuni casi, braccia. E non è avere semplicemente più grasso in una determinata zona del corpo: il tessuto adiposo può essere doloroso, sensibile alla pressione e associato a una maggiore fragilità dei piccoli vasi sanguigni, con la comparsa di ecchimosi anche dopo traumi lievi.

La causa non è ancora completamente chiarita. Si ipotizza il coinvolgimento di fattori genetici, ormonali e di alterazioni del tessuto adiposo e della microcircolazione. Una delle difficoltà più importanti riguarda il riconoscimento della patologia. Il lipedema può essere infatti confuso con la cellulite, con l’obesità o con altre forme di edema.

E quando una donna si sente dire che dovrebbe semplicemente dimagrire, il rischio è che una condizione medica venga ridotta a una questione di volontà personale. Con conseguenze non soltanto sul piano fisico, ma anche su autostima e rapporto con il proprio corpo.

È proprio da questo equivoco che abbiamo approfondito il tema con la dottoressa Marzia Bernardi, specialista in medicina estetica che si occupa di lipedema e che convive personalmente con questa condizione. Una duplice prospettiva, quindi: quella della professionista e quella della paziente, per comprendere meglio una patologia ancora poco conosciuta, le difficoltà della diagnosi e le possibilità di trattamento.

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In tv la cena ristoceutica alla Scuola Sant’Anna

Va in onda domenica 18 ottobre alle 21.10, subito dopo il telegiornale della sera, lo speciale di Telegranducato sulla cena ristoceutica. C’è stata mercoledì a Pisa, alla Scuola Sant’Anna, e ha certamente alcune particolarità. Intanto tutti i piatti fanno bene alla salute. E poi sono anche gustosi e appetibili alla vista. L’ideatore della ristoceutica, ormai dieci anni fa, è Vincenzo Continue Reading

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Il pronto soccorso comincia nel quartiere

Prevedere quante persone arriveranno al pronto soccorso nelle prossime ore potrebbe diventare più semplice conoscendo le caratteristiche sociali e demografiche dei quartieri in cui vivono.

È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica npj Digital Medicine, che ha utilizzato l’intelligenza artificiale per analizzare oltre 213.000 accessi ospedalieri in Cina, scoprendo che le informazioni sulla popolazione possono migliorare le previsioni dell’afflusso dei pazienti.

La ricerca, condotta da Qixiu Hu, Yanqing Xu e Guang Li della Wuhan University e del Renmin Hospital of Wuhan University, ha esaminato 213.138 accessi al pronto soccorso, organizzati in 22.883 osservazioni orarie, con l’obiettivo di sviluppare un sistema capace di prevedere il numero di pazienti in arrivo e aiutare gli ospedali a distribuire meglio personale e risorse.

Il problema è comune a molti sistemi sanitari: l’affollamento dei pronto soccorso provoca attese prolungate, ritardi nelle cure e maggiori rischi per i pazienti. Organizzare medici, infermieri e posti disponibili richiede di conoscere in anticipo la domanda di assistenza, che può variare sensibilmente nel corso della giornata. Per cercare di prevedere quante persone arriveranno al pronto soccorso, negli ultimi anni diversi ricercatori hanno sviluppato modelli statistici che analizzano gli accessi precedenti, i giorni della settimana, le stagioni e persino le condizioni meteorologiche. Il motivo è semplice: le ondate di calore, il freddo intenso e le variazioni della temperatura possono influenzare la salute delle persone e, di conseguenza, il numero di pazienti che si rivolgono agli ospedali. Questi strumenti vengono studiati per aiutare le strutture sanitarie a organizzare meglio personale e risorse, anche se non sono necessariamente utilizzati nella gestione quotidiana di tutti gli ospedali. I ricercatori cinesi hanno deciso di fare un passo ulteriore, aggiungendo alle previsioni le caratteristiche sociali e demografiche dei quartieri da cui provengono i pazienti.

L’analisi ha evidenziato differenze importanti tra i quartieri serviti dall’ospedale, soprattutto nella distribuzione delle fasce d’età e nelle tipologie di patologie riscontrate. Queste caratteristiche permettono di descrivere meglio la domanda sanitaria delle diverse comunità e di individuare variazioni che i soli dati meteorologici riescono a rappresentare con minore precisione.

Per elaborare le previsioni è stato utilizzato XGBoost, un sistema di apprendimento automatico capace di analizzare numerose variabili e individuare relazioni statistiche complesse. I ricercatori hanno confrontato diversi modelli, verificando quali combinazioni di informazioni producessero le stime più accurate.

I risultati mostrano che i modelli che integrano le caratteristiche sociali e demografiche dei quartieri ottengono prestazioni migliori rispetto a quelli basati sulle sole informazioni meteorologiche. Il sistema più completo ha raggiunto un errore medio assoluto di 2,62 pazienti per ora, con un coefficiente R² pari a 0,68, un indicatore che misura quanto bene il modello riesce a rappresentare le variazioni osservate. In termini pratici, nelle condizioni studiate, le previsioni si discostavano mediamente dal numero effettivo di accessi di circa due o tre pazienti ogni ora. Una precisione che potrebbe essere utile nella gestione quotidiana delle strutture sanitarie. Conoscere in anticipo i possibili aumenti degli accessi consentirebbe agli ospedali di programmare meglio i turni, distribuire il personale nei momenti di maggiore pressione e organizzare gli spazi destinati all’assistenza. L’aspetto più interessante riguarda però il ruolo delle informazioni territoriali. Lo studio suggerisce che la domanda di cure urgenti possa essere prevista meglio considerando anche le caratteristiche delle comunità da cui provengono i pazienti. La composizione demografica e le condizioni sociali diventano così informazioni utili per comprendere il funzionamento del sistema sanitario, oltre che per studiare le disuguaglianze nella salute.

Questo approccio potrebbe aprire nuove possibilità anche nella programmazione dei servizi pubblici. Integrando dati ospedalieri e informazioni territoriali, le amministrazioni sanitarie potrebbero individuare con maggiore precisione le aree caratterizzate da bisogni assistenziali elevati e valutare dove rafforzare i servizi di prossimità.

 

 

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I malori della 42ª settimana 2026

La Rochelle, Francia: «Rugby, Hyron Andrews trovato morto in albergo: colto da malore mentre era nella doccia». Lo riporta il Corriere della Sera.

 

Cesuna, provincia di Vicenza: «colpito da un malore in bici. Muore direttore di banca». Lo riporta Il Giornale di Vicenza.

 

Livenza, città metropolitana di Venezia: «Colto da malore sul suo terreno mentre lavora, muore 66enne». Lo riporta Venezia Today.

 

Lodi: «Fermato dai carabinieri muore dopo un malore, la Procura indaga». Lo riporta l’agenzia ANSA.

 

Alpago, provincia di Belluno: «Tragedia nei boschi: fungaiolo colto da malore. Morto un 76enne. L’allarme lanciato da un escursionista». Lo riporta il Dolomiti.

 

Pagnona, provincia di Lecco: «Malore fatale nei boschi di Pagnona, muore un uomo di 71 anni». Lo riporta La Provincia Unica Tv.

 

Biasca, Confederazione Elvetica: «Ciclista colto da un malore a Biasca: l’intervento dei soccorritori». Lo riporta RSI Radiotelevisione Svizzera.

 

Roma: «Malore dopo il tamponamento. Uomo di 41 anni muore durante la compilazione del Cid». Lo riporta RomaToday.

 

Bergamo: «Muore colto da malore durante la lite: due indagati». Lo riporta L’Eco di Bergamo.

 

Caravaggio, provincia di Bergamo: «morto nell’incidente: il malore e la carambola con altre tre auto». Lo riporta il Corriere Bergamo.

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Belluno: «imprenditore agricolo di Mel stroncato da malore nella stalla». Lo riporta il Corriere delle Alpi.

 

Oderzo, provincia di Treviso: «Malore improvviso al campetto di calcetto: 29enne muore davanti agli amici». Lo riporta TrevisoToday.

 

Cremona: «Stroncato da un malore a 61 anni, addio». Lo riporta La Provincia di Cremona.

 

Pasturo, provincia di Lecco: «malore fatale in zona Alpe Cova: mortovolontario della Protezione civile». Lo riporta La Provincia Unica Tv.

 

Masiano, provincia di Pistoia: «Morto nel vivaio, la causa forse un malore». Lo riporta Rainews.

 

Marsa Alam, Egitto: «malore fatale in Egitto. La moglie : “È morto davanti ai miei occhi”». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Como: «Malore mentre passeggia tra i monti, 83enne soccorso in provincia». Lo riporta ComoZero.

 

Suzzara, provincia di Mantova: «Malore per strada: muore un uomo di 35 anni». Lo riporta la Gazzetta di Mantova.

 

Caserta: «infermiere colto da malore durante il turno». Lo riporta Infermieristicamente.

 

Orzinuovi, provincia di Brescia: «Malore improvviso, è morto». Lo riporta BresciaToday.

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Treviso: «Sedicenne stroncato da un malore improvviso, lunedì i funerali». Lo riporta TrevisoToday.

 

Monza: «Ha un malore nel parcheggio dell’Autogrill, muore 54enne». Lo riporta MonzaToday.

 

Genova: «Morta a 26 anni dopo malore in pronto soccorso, perizia esclude negligenze medici». Lo riporta l’agenzia ANSA.

 

Vicenza: «colta da malore, turista spagnola muore in ospedale». Lo riporta Il Giornale di Vicenza.

 

Castellamare di Stabia, città metropolitana di Napolo: «Dimessa dall’ospedale dopo un malore, donna incinta muore con la figlia». Lo riporta il Secolo d’Italia.

 

Trento: «Trovata morta nel letto: stroncata da un malore. Aveva 51 anni». Lo riporta Il T Quotidiano.

 

Catania: «Malore fatale sul versante sud dell’Etna: morto un turista canadese di 79 anni». Lo riporta CataniaToday.

 

Jesolo, città metropolitana di Venezia: «barista muore a 37 anni a causa di un malore». Lo riporta La Nuova Venezia.

 

Pordenone: «muore a 30 anni per un malore: da bambina un intero paese si era mobilitato per salvarle la vita». Lo riporta il Messagero Veneto.

 

Montesilvano, provincia di Pescara: «Malore in Svizzera, muore un giovane chef: Federico aveva solo 26 anni». Lo riporta Il Centro.

 

Salerno: «Malore in autostrada mentre guida, muore a 80 anni sull’A30». Lo riporta SalernoToday.

 

Orsago, provincia di Treviso: «Malore fatale, trovato senza vita a letto». Lo riporta Oggi Treviso.

 

Petronà, provincia di Catanzaro: «Malore dopo il lavoro, operaio muore davanti al nipote nel Catanzarese». Lo riporta Ciavula.

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Telese Terme, provincia di Benevento: «morto operaio di 68 anni: si è accasciato al suolo mentre stava lavorando, forse un malore». Lo riporta Il Mattino.

 

Romanore, provincia di Mantoca: «Tragedia in Tunisia, colto da malore muore il 63enne». Lo riporta Mantovauno.

 

Foggia: «Si accascia a terra mentre passeggia sul lungomare: malore fatale a un 53enne». Lo riporta FoggiaToday.

 

Torreglia, provincia di Padova: «Malore in campo e lite sugli spalti. Calciatore 18enne si accascia, durante i soccorsi zuffa tra genitori e spettatori». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Prato: «Il conducente ha un malore e il bus sbanda in piazza Mercatale e finisce nell’area pedonale: a bordo c’era una scolaresca». Lo riporta Notizie di Prato.

 

Ancona: «Accusa un malore all’interno della panetteria, 60enne in ospedale». Lo riporta Ancona Today.

 

Ancona: «Malore mentre prega in chiesa: donna portata in ospedale». Lo riporta Cronache Ancona.

 

Ancona: «malore al mercato di piazza D’Armi: uomo soccorso». Lo riporta CentroPagina.

 

Padova: «Malore in campo dopo il fallo, il giocatore chiede scusa: “Non mi aspettavo una conseguenza del genere, ho sbagliato”». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Teolo, provincia di Padova: «Malore durante la passeggiata sui Colli, 41enne sviene: imbarellata e portata a piedi fino all’ambulanza». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Colico, provincia di Lecco: «Malore sul lungolago, donna soccorsa in gravi condizioni». Lo riporta Lecco Notizie.

 

Morterone, provincia di Lecco: «Malore a Morterone, intervento dell’elisoccorso in località Medalunga». Lo riporta Lecco Notizie.

 

Varese: «Malore al volante sulla SS35, auto contro il guardrail: 56enne rianimato e portato al Niguarda». Lo riporta VareseNews.

 

Varese: «Non aggredisce gli infermieri ma danneggia l’ambulanza, poi finge un malore in Questura». Lo riporta La Prealpina.

 

Scandicci, città metropolitana di Firenze: «Un uomo colto da malore salvato da poliziotto». Lo riporta Firenze e dintorni.

 

Cedrate, provincia di Varese: «Bambino di 5 anni investito a Cedrate da un’auto guidata da un’80enne: è in codice rosso, malore per l’anziana». Lo riporta Virgilio.

 

Tolentino, provincia di Macerata: «malore al parco: diagnosi lampo e pacemaker transcutaneo d’urgenza applicato sul posto». Lo riporta il Corriere Adriatico.

 

Fermo: «Malore a Porto Sant’Elpidio: sfonda in auto il cancello di una casa e finisce in giardino». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Tortolì, provincia dell’Ogliastra:«anziano accusa un malore in ambulatorio: arriva l’elicottero». Lo riporta L’Unione Sarda.

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San Pietro di Feletto, provincia di Treviso: «malore mentre lavora in un giardino privato: grave operario di 59 anni». Lo riporta la Tribuna di Treviso.

 

Lecco: «Colpita da malore mentre gioca a tennis: 55enne in gravi condizioni». Lo riporta LeccoToday.

 

Pisa: «Podista va in arresto cardiaco alla Pisa Half Marathon: salvato grazie al defibrillatore». Lo riporta PisaToday.

 

Genova: «Malore in commissariato, tre poliziotti gli salvano la vita con la rianimazione». Lo riporta Primocanale.

 

Trieste: «L’ambulanza interviene per un malore, i carabinieri le trovano addosso del Fentanyl». Lo riporta TriestePrima.

 

Montecatini Terme, provincia di Pistoia: «Accusa malore in A11, esce e poliziotti lo salvano da infarto». Lo riporta l’agenzia ANSA.

 

Albisola Superiore, provincia di Savona: «Malore improvviso, il sindaco ricoverato al Santa Corona». Lo riporta La Stampa.

 

Milano: «Colto da un malore mentre guida, si schianta in macchina sulla superstrada: gravissimo». Lo riporta Milano Today.

 

Pontecagnano, provincia di Salerno: «anziana colta da malore in Corso Europa: trasportata al Ruggi». Lo riporta SalernoToday.

 

Cesena: «Concita De Gregorio parla della cura, poi lo spettacolo si ferma 10 minuti per il malore in platea». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Zurigo, Confederazione Elvetica: «Finge un malore e scappa: detenuto in fuga dalla polizia». Lo riporta Ticinonline.

 

Singapore: «Hamilton, malore dopo il GP: niente interviste». Lo riporta Sky Sport.

 

Modena: «Malore per il macchinista, a Sassuolo la simulazione di emergenza sui treni». Lo riporta ModenaToday.

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Arriva il fondo di quattrocentomila euro per i soggetti con disabilità motoria e neuromotoria

Si ispira ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità l’iniziativa Bando 2026 lanciata dalla Fondazione G. B. Baroni ETS – Ente Filantropico che mette a disposizione 400 mila euro a sostegno di progetti finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia, alla partecipazione attiva ed al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità motoria e neuromotoria, con particolare attenzione al territorio di Roma e del Lazio. Seppur negli ultimi anni siano stati molti i progressi sul tema, gli ostacoli nell’accesso ai diritti, al lavoro e alla vita comunitaria risultano ancora troppi. Nata nel 1972, la fondazione sostiene da oltre cinquant’anni progetti di solidarietà, assistenza e ricerca a favore delle persone con deficit e lesioni neurologiche e motorie.

Contro esclusione e vulnerabilità

“Con i nostri bandi sosteniamo percorsi costruiti su misura partendo dall’ascolto” – spiega il Presidente della Fondazione Baroni, Giuseppe Signoriello – “solo se tradotte in possibilità reali di vita, le risorse trovano un senso”. Snellire le tempistiche ed i passaggi attraverso digitalizzazioneed accompagnare le famiglie e gli enti nel concreto. “È qui che la Fondazione Baroni vuole fare la sua parte” – sottolinea il presidente – “investendo su chi rende luoghi e servizi davvero accessibili, anche online; e su chi aiuta a capire come muoversi nel nuovo sistema. Nessun diritto dovrebbe perdersi tra moduli e procedure”. 

Arriva il fondo di quattrocentomila euro per i soggetti con disabilità motoria e neuromotoria
La vittoria sta nell’abbraccio. Densa di significati la campagna promozionale con le immagini della Fondazione Baroni

Sport, assistenza e ricerca scientifica

Una quota di  125 mila euro è rivolta ad associazioni sportive dilettantistiche, onlus ed organizzazioni del Terzo Settore; di medesimo importo, un ‘altra quota destinata a progetti per persone e famiglie in condizioni di fragilità. I restanti 150 mila euro, infine, a studi e sperimentazioni su malattie rare o altamente debilitanti e per sostenere progetti innovativi in ambito medico e tecnologico. Costo minimo per ogni progetto, 25 mila euro ed una durata non superiore a 12 mesi con la causa che non è possibile superare la cifra 40 mila euro a progetto. Il 70% del finanziamento sarà erogato entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo, mentre il restante 30% sarà liquidato dopo l’approvazione della rendicontazione finale. L’area di azione dei progetti concerne la Città Metropolitana di Roma Capitale, mentre su tutto il territorio nazionale vale per la ricerca scientifica. I risocontri alle domande – da consegnarsi entro il 30 novembre 2026 – verranno comunicati entro il 31 gennaio 2027. 

Arriva il fondo di quattrocentomila euro per i soggetti con disabilità motoria e neuromotoria
Medici e pazienti nella campagna creata dalla Fondazione Baroni a sostegno delle attività sportive per chi ha disabilità

Municipi attivi, dal nuoto agli sport di squadra

Basket in carrozzina, atletica, trekking accessibile e sitting volley. Ma anche rugby integrato, nuoto, e – persino – equitazione. Ogni municipio della città offre numerose possibilità per praticare sport che includono persone con disabilità in sedi di associazioni sportive dilettantistiche o strutture del comune. Alla pagina ufficiale del Comune di Roma – Strutture Sportive per Disabili è pubblicato il lungo elenco della sedi e delle attività sportive che offrono servizi adattati come Villa York, SS Lazio Nuoto, UISP Roma ed il Centro Sportivo Garbatella. Tra gli sport più originali, è possibile praticare baseball per ciechi, basket in carrozzina e calcio integrato in sedi capitoline come ImplaccAbili /Rugby Capitolina, ASD Disabili Roma 2000, ASD Polisportiva Roma 7 Volley. Non mancano le attività da fare all’aperto come il trekking inclusivo grazie a Fateci Posto APS e gli sport nautici con Io Sono Pablo E Qui Sto Bene APS. La ginnastica adattata per disabilità motorie si può trovare presso ASD Polisportiva Roma Sud.

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Le liste di attesa non sono ‘percepite’. Ai politici che minimizzano dico: basta spingere verso il privato

Sono sempre più allibito quando leggo sui nostri quotidiani, spero mai su quello per il quale scrivo, che le liste di attesa sono un finto problema.

Avete capito bene ed ora che si avvicina l’annus mirabilis, con elezioni nazionali, con elezioni locali importanti come Milano, e con la nomina del nuovo Presidente della Repubblica, pare che tutti stiano peggio visto che tutti parlano a gran voce di sanità.

Allora partiamo con il Ministro della Salute, il collega Schillaci, che non più tardi di qualche giorno fa dice: “Cure negate? Dati basati su autopercezione”. Ma il Ministro Schillaci, e qui chiedo venia del mio “non sapere”, fa ancora il medico? Se si in quale struttura romana? Perché dovrebbe comunque sapere il ginepraio in cui qualunque cittadino si trova quando ha necessità di salute senza avere la possibilità di eseguire qualunque visita, esame o intervento a pagamento.

Poi leggo che nella mia regione, la Lombardia, che si vanta di essere all’avanguardia, una delle prossime richieste che deve essere posta dai medici di base non è, come dovrebbe, quali sono i suoi sintomi, per cercare di porre una diagnosi ed avviare il paziente ad un percorso di cura, ma: “Lei ha l’assicurazione?” Certo una domanda che viene mascherata come volontà di conoscere quanti cittadini lombardi possono avere una forma alternativa al Servizio Sanitario Nazionale. Ma siamo sicuri sia questa l’unica motivazione visto che già sanno che una ricetta su due viene cestinata dopo essere stata prescritta? Questo vuol dire che hanno già la risposta sia a livello nazionale per le liste di attesa infinite che deviano, per chi può, verso il privato puro.

Chissà se non è un’altra volontà mascherata di spingere verso il privato. Consiglierei a questi politici di rivedere con attenzione la puntata PresaDiretta dell’11 ottobre scorso dove viene spiegato a chiare lettere il disastro della sanità molisana in mano ad associazioni che gestiscono le strutture private accreditate che attendono rimborsi milionari dalla regione e che chiudono, uno dopo l’altro, gli ospedali pubblici.

Vorrei vedere ad esempio i bilanci dell’Oftalmico di Milano, ospedale pubblico puro, che ha numeri enormi di prestazioni e di interventi di cataratta ma poi ne esegue solo pochi, sulle dita di una mano, al mese. Oppure i bilanci dell’Ospedale di Niguarda che ha solo qualche letto privato per tutti i reparti della città della salute del capoluogo lombardo.

Questa la realtà di strutture che funzionano. Per quello ho costruito l’Osservatorio Cataratta Lombardia (www.oclombardia.it) perché desidererei indicazioni certe dai cittadini visto che i nostri politici danno i numeri. A caso!

Dico da anni che “La percezione del controllo riduce il rischio di abuso”. Dobbiamo, tutti insieme cercare di trovare il modo che siano controllati i controllori che non controllano. A cominciare dalle loro parole fino ad arrivare alle loro azioni. Senza mai pensare alle fasce deboli, le più esposte, che rendono il tessuto della nostra società molto malata.

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