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Endrick, il gol alla Roma con l’aiuto di Dio: «Parlavo con Lui in panchina». Mourinho può mettersi in coda

Il baby fenomeno del Real Madrid entra all’Olimpico, segna e rivela il segreto della sua prestazione: una conversazione con l’Altissimo.

Gasperini rimpiange il talento sfumato sul mercato, mentre Mourinho deve decidere quanto farlo giocare. Ma lassù, evidentemente, qualcuno ha già espresso una preferenza. Altro che indicazioni tattiche, lavagnette magnetiche e discorsi motivazionali. Per segnare alla Roma basta avere il numero giusto in rubrica. Possibilmente quello di Dio.

Endrick, gioiellino brasiliano del Real Madrid, ha raccontato il curioso retroscena della sua serata all’Olimpico. Mentre i compagni correvano e sudavano, lui era seduto in panchina a conversare con l’Onnipotente. Poi, improvvisamente, la chiamata dalla panchina. Quella terrena, stavolta.

«Ero in panchina a parlare con Dio», ha confessato il ragazzo, spiegando di aver continuato a pregare anche mentre si preparava a entrare. Risultato? Ingresso devastante e gol alla Roma. Una specie di assistenza divina, senza bisogno di passare dal centrocampo.

E pensare che il brasiliano, inseguito durante il mercato proprio dai giallorossi, avrebbe potuto indossare la maglia della Roma. Gasperini e D’Amico lo avevano messo nel mirino, ma il talento è rimasto a Madrid. Salvo presentarsi all’Olimpico per ricordare quanto sarebbe stato comodo averlo dalla parte giusta.

Mourinho decide, ma l’ultima parola spetta all’Altissimo

Il problema, adesso, è capire chi abbia più voce in capitolo sul futuro del ragazzo: José Mourinho oppure il suo interlocutore celeste. Alla domanda su un possibile aumento del minutaggio, Endrick risponde con prudenza. Le scelte spettano all’allenatore, che deve pensare agli interessi della squadra. Lui promette lavoro, sacrificio e pazienza. Un atteggiamento ammirevole. Ma con una linea diretta così privilegiata, potrebbe anche chiedere una piccola raccomandazione. Magari senza disturbare San Pietro.

Intanto, dopo appena quattro minuti giocati nella Liga, il brasiliano si è trasformato nel protagonista della rimonta madrilena: dal 3-1 al 4-3, con gol del pareggio e premio di migliore in campo.

Vinicius squalificato, il Paradiso apre una finestra

A favorire Endrick potrebbe arrivare anche la squalifica di Vinicius, fermato per quattro giornate nel campionato spagnolo. Il giovane attaccante difende il compagno, giudicando eccessivo il provvedimento e denunciando quello che considera un accanimento nei suoi confronti. Nel frattempo, però, qualche posto nell’attacco del Real potrebbe liberarsi. E il brasiliano è pronto ad approfittarne.

Per la Roma resta una beffa doppia: aver sfiorato un talento sul mercato e averlo poi visto segnare all’Olimpico, contribuendo a una rimonta che sembrava impossibile. Per Mourinho, invece, si profila un problema di abbondanza. E forse anche di competenze: fino a ieri il suo celebre soprannome era Special One. Adesso, con Endrick che conversa direttamente con il Padreterno, rischia di essere retrocesso a semplice intermediario.

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Arriva il fondo di quattrocentomila euro per i soggetti con disabilità motoria e neuromotoria

Si ispira ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità l’iniziativa Bando 2026 lanciata dalla Fondazione G. B. Baroni ETS – Ente Filantropico che mette a disposizione 400 mila euro a sostegno di progetti finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia, alla partecipazione attiva ed al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità motoria e neuromotoria, con particolare attenzione al territorio di Roma e del Lazio. Seppur negli ultimi anni siano stati molti i progressi sul tema, gli ostacoli nell’accesso ai diritti, al lavoro e alla vita comunitaria risultano ancora troppi. Nata nel 1972, la fondazione sostiene da oltre cinquant’anni progetti di solidarietà, assistenza e ricerca a favore delle persone con deficit e lesioni neurologiche e motorie.

Contro esclusione e vulnerabilità

“Con i nostri bandi sosteniamo percorsi costruiti su misura partendo dall’ascolto” – spiega il Presidente della Fondazione Baroni, Giuseppe Signoriello – “solo se tradotte in possibilità reali di vita, le risorse trovano un senso”. Snellire le tempistiche ed i passaggi attraverso digitalizzazioneed accompagnare le famiglie e gli enti nel concreto. “È qui che la Fondazione Baroni vuole fare la sua parte” – sottolinea il presidente – “investendo su chi rende luoghi e servizi davvero accessibili, anche online; e su chi aiuta a capire come muoversi nel nuovo sistema. Nessun diritto dovrebbe perdersi tra moduli e procedure”. 

Arriva il fondo di quattrocentomila euro per i soggetti con disabilità motoria e neuromotoria
La vittoria sta nell’abbraccio. Densa di significati la campagna promozionale con le immagini della Fondazione Baroni

Sport, assistenza e ricerca scientifica

Una quota di  125 mila euro è rivolta ad associazioni sportive dilettantistiche, onlus ed organizzazioni del Terzo Settore; di medesimo importo, un ‘altra quota destinata a progetti per persone e famiglie in condizioni di fragilità. I restanti 150 mila euro, infine, a studi e sperimentazioni su malattie rare o altamente debilitanti e per sostenere progetti innovativi in ambito medico e tecnologico. Costo minimo per ogni progetto, 25 mila euro ed una durata non superiore a 12 mesi con la causa che non è possibile superare la cifra 40 mila euro a progetto. Il 70% del finanziamento sarà erogato entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo, mentre il restante 30% sarà liquidato dopo l’approvazione della rendicontazione finale. L’area di azione dei progetti concerne la Città Metropolitana di Roma Capitale, mentre su tutto il territorio nazionale vale per la ricerca scientifica. I risocontri alle domande – da consegnarsi entro il 30 novembre 2026 – verranno comunicati entro il 31 gennaio 2027. 

Arriva il fondo di quattrocentomila euro per i soggetti con disabilità motoria e neuromotoria
Medici e pazienti nella campagna creata dalla Fondazione Baroni a sostegno delle attività sportive per chi ha disabilità

Municipi attivi, dal nuoto agli sport di squadra

Basket in carrozzina, atletica, trekking accessibile e sitting volley. Ma anche rugby integrato, nuoto, e – persino – equitazione. Ogni municipio della città offre numerose possibilità per praticare sport che includono persone con disabilità in sedi di associazioni sportive dilettantistiche o strutture del comune. Alla pagina ufficiale del Comune di Roma – Strutture Sportive per Disabili è pubblicato il lungo elenco della sedi e delle attività sportive che offrono servizi adattati come Villa York, SS Lazio Nuoto, UISP Roma ed il Centro Sportivo Garbatella. Tra gli sport più originali, è possibile praticare baseball per ciechi, basket in carrozzina e calcio integrato in sedi capitoline come ImplaccAbili /Rugby Capitolina, ASD Disabili Roma 2000, ASD Polisportiva Roma 7 Volley. Non mancano le attività da fare all’aperto come il trekking inclusivo grazie a Fateci Posto APS e gli sport nautici con Io Sono Pablo E Qui Sto Bene APS. La ginnastica adattata per disabilità motorie si può trovare presso ASD Polisportiva Roma Sud.

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Per Lotito esisterebbe un complotto contro la Lazio. Qualcuno vuole fargliela vendere

Il presidente biancoceleste racconta ai magistrati minacce, pressioni e presunte manovre per costringerlo a vendere. Nel mirino ultras, informazione e politica. Ma quando gli chiedono i nomi, il mistero si infittisce.

Più che una deposizione, una sceneggiatura per Sergio Leone. Claudio Lotito entra idealmente nel saloon della giustizia romana con due pistole, una collezione di nemici e la convinzione che qualcuno voglia strappargli la Lazio. Mancano soltanto la polvere del deserto e la colonna sonora di Ennio Morricone.

Il presidente biancoceleste, ascoltato il 30 giugno dalla Procura di Roma come persona informata sui fatti, ha descritto un universo di minacce, contestazioni e possibili interessi nascosti. Una ricostruzione personale che i magistrati dovranno verificare.

Due pistole e un presidente da Far West

Il particolare più cinematografico arriva dall’audizione del 5 marzo davanti alla Commissione parlamentare Antimafia. Lotito racconta di aver girato per un periodo armato con due pistole: un’automatica e una Smith & Wesson. Una davanti, l’altra dietro. Altro che doppio centravanti.

Secondo il senatore, sarebbero state le forze dell’ordine a imporgli simili precauzioni. Una delle armi, sostiene, gli avrebbe perfino salvato la vita in una circostanza che non ha dettagliato.

Il complotto c’è, i nomi un po’ meno

Lotito ritiene che dietro le contestazioni esista una strategia per indurlo a cedere il club. Parla di ambienti ultras, campagne mediatiche, manifesti e settori della politica che gli sarebbero ostili. Ma quando i magistrati chiedono di identificare gli eventuali registi, non arrivano indicazioni precise. Il sospetto ha una trama, ma per ora il cast rimane sconosciuto.

Intanto la Procura indaga per ipotesi di aggiotaggio su Luigi Bisignani, Mauro Masi e Francesco Maiolini, sospettati di un possibile intervento informativo volto a influenzare il titolo della Lazio. Accuse ancora da dimostrare, con gli indagati da considerare innocenti.

Gli ultras, i manifesti e la battaglia per la Lazio

Il patron sostiene che una parte del tifo organizzato abbia interessi economici legati a merchandising e locali dove seguire le partite. Racconta di migliaia di manifesti comparsi contro di lui e di una contestazione che, a suo giudizio, avrebbe superato i confini dello stadio. Anche queste restano affermazioni di parte, prive nel verbale di specifici riscontri. Va inoltre ricordato che gli ultras coinvolti nella vecchia vicenda della presunta scalata alla Lazio furono assolti.

Dal canto suo, Bisignani respinge ogni accusa: sostiene di aver voluto aiutare Lotito, non danneggiarlo, e nega collegamenti con il tifo organizzato. Il finale, dunque, è ancora tutto da scrivere. La Procura cerca eventuali responsabilità, Lotito denuncia una guerra contro la sua presidenza e i tifosi continuano a chiedere risposte.

Nel frattempo, tra pistole, finanza e politica, la Lazio sembra diventata un western ambientato a Piazza Affari. Con una differenza: nel Far West i duelli si risolvevano all’alba. Qui serviranno le prove.

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17 ottobre 1978 – Muore Giovanni Gronchi, il presidente del miracolo economico

Il giorno dopo l’elezione del Papa polacco, la Capitale saluta il terzo presidente della Repubblica. Aveva 91 anni e aveva accompagnato l’Italia dal dopoguerra al boom economico, inaugurando anche le Olimpiadi di Roma.

La città ha ancora gli occhi puntati su San Pietro. Soltanto ventiquattr’ore prima, un cardinale polacco dal nome quasi impronunciabile, Karol Wojtyła, è diventato Giovanni Paolo II, sorprendendo il mondo. Ma mentre Roma celebra il nuovo Pontefice, un’altra pagina della storia italiana si chiude nel silenzio.

Alle sei del mattino muore Giovanni Gronchi, terzo presidente della Repubblica, protagonista di una stagione nella quale l’Italia aveva smesso di ricostruire le proprie macerie per cominciare a inseguire il benessere. La notizia viene diffusa alle 7.30. Gronchi si spegne nella sua abitazione romana di via Carlo Fea, nel quartiere Nomentano. Ha 91 anni. Nel pomeriggio il presidente Sandro Pertini raggiunge la casa per rendere omaggio al predecessore.

Il presidente che vide Roma diventare olimpica

Nato a Pontedera nel 1887, cattolico sociale, antifascista e fondatore del Partito Popolare, Gronchi arriva al Quirinale nel 1955. È un presidente interventista, convinto che il capo dello Stato non debba limitarsi a inaugurare monumenti e tagliare nastri. Il suo settennato attraversa gli anni del miracolo economico, quelli della Seicento, della televisione che entra nei salotti e degli italiani che scoprono le vacanze.

Il momento più spettacolare arriva il 25 agosto 1960, quando Gronchi inaugura allo Stadio Olimpico i Giochi di Roma. La Capitale si mostra al mondo con il volto moderno di una città capace di trasformare la propria storia in futuro.

L’ultimo saluto tra Quirinale e Santa Maria degli Angeli

Il 18 ottobre la salma viene trasferita a Palazzo Madama, dove viene allestita la camera ardente. Il 19 ottobre i funerali nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, a piazza della Repubblica, alla presenza di Pertini. Poi il ritorno nella natia Pontedera.

Gronchi lascia un’eredità politica discussa, segnata anche dalla controversa esperienza del governo Tambroni, ma soprattutto il ricordo di una presidenza che cercò di ampliare il ruolo del Quirinale. Quel 17 ottobre 1978 Roma assiste così a uno straordinario passaggio di epoche: mentre in Vaticano comincia il lungo pontificato di Giovanni Paolo II, al Quirinale si ricorda l’uomo che aveva accompagnato l’Italia verso la modernità.

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