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Pd in ritiro a Rondine con Elly Schlein: “Alleanza progressista unita e competitiva in grado di vincere le politiche”

Pd in ritiro a Rondine Cittadella della Pace ad Arezzo alla vigilia dell’assemblea nazionale dei partito guidato da Elly Schlein dal titolo ‘Unità per cambiare l’Italia’ di scena domenica 18 ottobre a Roma.

Una due giorni che ha visto protagonista il gruppo parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati guidato dalla capogruppo Chiara Braga “per discutere delle priorità del Paese, dell’impegno per costruire una proposta politica alternativa alla destra e delineare un’idea di Italia più giusta, democratica e inclusiva”.

Seminario a Rondine Cittadella della Pace, fondata e presieduta da Franco Vaccari, che si è concluso con l’intervento di Elly Schlein.

 

Le cose preziose nascono là dove il dolore non è stato represso o dimenticato, ma trasformato in fonte di crescita e cambiamento".Iniziare i nostri lavori a Rondine Cittadella della Pace con questa consapevolezza ci ricorda il senso più profondo della politica: stare dove ci sono le ferite delle nostre comunità per trasformarle in speranza e risposte concrete. In questi due giorni con il Gruppo dei Deputati PD abbiamo lavorato a un’idea di Italia più giusta e democratica, partendo dai bisogni reali: sanità pubblica, salari dignitosi, diritti e un futuro sostenibile per le nuove generazioni. Con la segretaria Elly Schlein e la capogruppo Chiara Braga abbiamo tracciato la rotta: non ci fermiamo, continuiamo a costruire l'alternativa per il Paese.
Nella foto, Elly Schlein a Rondine (Foto Fb deputata Chiara Braga)

 

Schlein a Rondine: “Il Partito Democratico non è mai stato così unito. Le divisioni del campo progressista nel 2022 consegnarono una maggioranza enorme in Parlamento a chi non era maggioranza nel Paese. Quindi credo che in questi anni abbiamo fatto un lavoro quotidiano sull’unità delle forze progressiste che si è tradotta in moltissime proposte di legge fatte insieme. Un lavoro unitario che ha fatto sì che ci presentassimo anche alle scorse elezioni regionali con la stessa alleanza progressista in tutte e sette le regioni, cosa che non accadeva da vent’anni. Un’alleanza progressista finalmente unita, competitiva che è in grado di vincere le prossime elezioni e fare esattamente ciò che si è impegnato a fare nel programma”.

 

Pd in ritiro a Rondine con Elly Schlein: "Alleanza progressista unita e competitiva in grado di vincere le politiche"
Nella foto, Schlein con Vaccari, presidente Rondine (Foto Ufficio Stampa Rondine)

 

Franco Vaccari sottolinea: “Due giornate di confronto sulle sfide del Paese e sulla qualità della democrazia come risposta concreta all’appello lanciato dal fondatore e presidente di Rondine, Franco Vaccari, con la lettera aperta ‘Una politica senza nemici. Per una fedeltà all’articolo 11 della Costituzione’, rivolta nel maggio 2024 ai segretari e ai leader di tutte le forze politiche. 

La scelta del Gruppo Pd assume un valore significativo perché porta la formazione politica in un luogo dove il conflitto viene affrontato quotidianamente come un’opportunità di trasformazione. È il principio alla base del Metodo Rondine, sviluppato attraverso l’esperienza di giovani provenienti da Paesi in guerra o segnati da conflitti, che nella Cittadella della Pace imparano a convivere, riconoscendo nell’altro un interlocutore e mai un nemico”.

Poi Vaccari: “Esprimo apprezzamento per la scelta dei parlamentari del Partito Democratico, che hanno voluto vivere a Rondine un’esperienza di formazione civile, confrontandosi anche con le storie e le testimonianze dei giovani che conoscono direttamente le tragedie della guerra. È un segnale importante, che dà concretezza al nostro appello per una politica capace di riconoscere nell’avversario un interlocutore e mai un nemico. Siamo già in dialogo con le altre forze politiche per costruire analoghi percorsi di formazione. In una fase segnata dalla paura e dall’avanzare di una cultura della guerra, abbiamo bisogno di rafforzare luoghi terzi nei quali le differenze possano incontrarsi senza trasformarsi in inimicizia”.

Chiara Braga: “È stata per noi l’occasione di mettere a fuoco le priorità dei prossimi mesi, per contribuire a costruire l’alternativa di governo alla destra. Partendo dal lavoro che il nostro Gruppo ha svolto in Parlamento in questi anni, di opposizione e di proposta, su tanti temi condivisi anche con le altre forze del campo progressista: salari, lavoro, sanità, istruzione, politiche industriali, ambiente, diritti, casa. Un lavoro che vuole essere la base del programma che insieme definiremo nelle prossime settimane, un patto vincolante, costruito insieme alle forze politiche e aperto alla partecipazione della società”.

Il deputato toscano Marco Simiani: “Le cose preziose nascono là dove il dolore non è stato represso o dimenticato, ma trasformato in fonte di crescita e cambiamento.

Iniziare i nostri lavori a Rondine Cittadella della Pace con questa consapevolezza ci ricorda il senso più profondo della politica: stare dove ci sono le ferite delle nostre comunità per trasformarle in speranza e risposte concrete.
In questi due giorni con il Gruppo dei Deputati PD abbiamo lavorato a un’idea di Italia più giusta e democratica, partendo dai bisogni reali: sanità pubblica, salari dignitosi, diritti e un futuro sostenibile per le nuove generazioni. Con la segretaria Elly Schlein e la capogruppo Chiara Braga abbiamo tracciato la rotta: non ci fermiamo, continuiamo a costruire l’alternativa per il Paese”.
Elly Schlein: “Si stanno allargando le proteste al sud per il caro carburanti e il governo se la prende con chi protesta anziché dare risposte alle famiglie e alle imprese italiane. Serve un intervento pubblico, emergenziale, temporaneo e trasparente. Credo che il governo debba valutare molto seriamente la proposta che è arrivata in questi giorni da Faib, Confesercenti e da Fegica, i rappresentanti dei gestori dei benzinai, che chiedono di introdurre per legge un ‘price cap’, cioè un tetto massimo ai prezzi dei carburanti temporaneo e dinamico con criteri oggettivi e che naturalmente salvaguardi anche la tutela dell’approvvigionamento. Il governo anziché prendersela con chi oggi protesta, perché non riesce ad arrivare a fine mese, provi a confrontarsi immediatamente con le categorie e anche con la Commissione Europea”.

 

Poi la leader Pd: “Noi dovremmo velocemente sbloccare la produzione di energia pulita e rinnovabile in un Paese come il nostro che è ricco di sole, di acqua, di vento. Dovremmo diventare una potenza industriale dal punto di vista della produzione rinnovabile. Ma, anche se su questo purtroppo, il governo ha fatto una guerra ideologica in questi anni, ha perso troppo tempo e troppe occasioni. Però non è troppo tardi per l’Italia, specialmente dal Sud, per ripartire”.

“Siamo a fronte di sfide che non hanno precedenti nella storia. Abbiamo la crisi climatica e la crisi demografica, abbiamo il ritorno delle guerre, della devastazione che le guerre portano con sé, non soltanto per le popolazioni coinvolte ma anche economicamente per i portafogli pure degli italiani, come stiamo vedendo proprio sul caro energia, sul caro carburante, sul caro vita. Quindi abbiamo bisogno di allargare un po’ lo sguardo e di mettere al centro quelli che sono i valori fondamentali per cui noi ci battiamo, e non abbiamo dubbi su quali sono. Quello dell’eguaglianza, della giustizia sociale, della solidarietà, della pace, tutte cose su cui dobbiamo lavorare non soltanto a livello italiano ma a livello europeo”

 

 

 

CINZIA GORLA

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Abiuso e Rubino stendono il Modena. Ceesay illude l’Empoli ripreso dall’Ascoli

La settima giornata di campionato per Carrarese ed Empoli si chiude con la vittoria interna dei Marmiferi e il pareggio esterno degli Azzurri. La Carrarese la sblocca subito grazie al gol lampo di Abiuso al primo minuto di gioco e, in apertura di ripresa, raddoppia con Rubino, portandosi sul doppio vantaggio. Nel finale di gara Belotti accorcia le distanze, ma non basta: per la Carrarese di mister Pagliuca è la seconda vittoria consecutiva.

L’Empoli, invece, passa in vantaggio nel momento migliore dell’Ascoli con Ceesay, che sfrutta un errore della retroguardia ascoltana; al ventiseiesimo del primo tempo arriva poi il pareggio dei padroni di casa firmato da Rizzo, risultato che non cambierà più fino al fischio finale.

La Carrarese arriva alla sfida dello Stadio dei Marmi contro il Modena dopo la prima, convincente vittoria stagionale ottenuta in casa del Padova per 0-2, in seguito al cambio di panchina guidato dall’ex tecnico Calabro e culminato con l’arrivo di Guido Pagliuca, dimessosi dall’Empoli e approdato sulla panchina dei Marmiferi. Il Modena è reduce da una vittoria casalinga rocambolesca in rimonta per 3-2 contro l’Hellas Verona. L’Empoli, invece, arriva alla sfida dello Stadio Cino e Lillo Del Duca contro l’Ascoli dopo la sconfitta casalinga per 2-4 contro il Palermo nella prima uscita del nuovo mister Matteo Andreoletti. L’Ascoli di Tomei, sorpresa di questo inizio di stagione, è reduce dallo 0-0 esterno al Druso contro il Südtirol.

Carrarese Modena

Si sblocca subito la gara del “Dei Marmi” con l’ex Abiuso che, di testa su cross di Parlanti, batte Chichizola e porta in vantaggio i Marmiferi. Ancora pericolosi i padroni di casa, sempre con il numero nove che riceve palla da Rouhi e calcia fuori. Il primo tiro per il Modena arriva al dodicesimo minuto con Bianco, che va alla conclusione da fuori area venendo però respinto.

Ancora pericolosi gli ospiti: prima con Santoro che, servito da Azzi, va alla conclusione (ma Pizzignacco è attento), e poi con Zampano, il cui tiro viene respinto. Si riaffaccia la Carrarese davanti alla porta di Chichizola con Rubino che, servito da Abiuso, va alla conclusione, ma il portiere dei canarini è attento. Ancora pericolosa la Carrarese con Oliana, che va al tiro sugli sviluppi di una punizione, ma la sua conclusione è debole.

Continua ad attaccare il Modena con Ambrosino, ma il suo tiro viene parato. Doppia occasione per il Modena al trentacinquesimo minuto: prima con Nador, il cui tiro viene respinto, e poi con Zampano, la cui conclusione termina altissima. L’ultima occasione della prima frazione è di Tonoli, che va al tiro da fuori area senza però impensierire Pizzignacco.

Riprende il secondo tempo senza cambi. La prima occasione della ripresa è per la Carrarese, con Braunöder che va alla conclusione, ma il pallone esce di molto a lato. Arriva il raddoppio per la Carrarese con Rubino al cinquantaduesimo minuto: Abiuso, abile nella riconquista della palla, serve a rimorchio Rubino, il quale dribbla due difensori, vince il contrasto con Nador e batte Chichizola.

Tenta la risposta il Modena con Tonoli, ma il suo tiro viene respinto. Altra occasione per gli ospiti con Bianco, che va a colpire di testa su invito di Zampano, ma Pizzignacco blocca senza difficoltà. Triplo cambio per il Modena: entrano Belotti, Olzer e Folino per Brugman, Nador e Zampano.

Lato Carrarese, esce l’infortunato Rubino, sostituito da Martini. Occasione Carrarese con Rouhi che va al cross per Abiuso, il quale, da fuori area, strozza il tiro. Flerta con il tris la Carrarese con Martini, che impegna Chichizola. Ci provano timidamente gli ospiti con il neoentrato Belotti, ma il suo colpo di testa termina alto.

Altro cambio per la Carrarese, che vede l’uscita di Abiuso — anche lui non al meglio — per far posto a Marconi. Accorcia le distanze il Modena al settantaseiesimo minuto con Belotti che, di testa sugli sviluppi di un angolo battuto da Olzer, batte Pizzignacco, mettendo a referto il suo terzo gol consecutivo.

Altra occasione per il Modena, con Caso che punta la difesa toscana e va alla conclusione dal limite dell’area, mandandola di poco alta.

Cambia la Carrarese: entrano Topalovic e Guercio per Belloni e Parlanti. Ultimo cambio per il Modena, con l’ingresso di Montevago per Azzi. Nel finale Reale sfiora il tris per la Carrarese.

Il tabellino

CARRARESE (3-5-2): Pizzignacco; Ruggeri, Oliana, Reale; Belloni (81′ Topalovic), Braunöder, Schiavi, Parlanti (81′ Guercio), Rouhi; Rubino (61′ Martini), Abiuso (71′ Marconi). All. Pagliuca.
MODENA (4-3-2-1): Chichizola; Tonoli, Nador (56′ Folino), Nieling, Zampano (56′ Olzer); Santoro, Brugman (56′ Belotti), Bianco; Azzi (85′ Montevago), Caso; Ambrosino. All. Galloppa.
RETI: 1′ Abiuso (C), 52′ Rubino (C), 76′ Belotti (M).
NOTE: Ammoniti: Ruggeri (C), Rouhi (C), Abiuso (C), Caso (M), Santoro (M), Marconi (C). Espulsioni: Pagliuca (C).

Ascoli Empoli

La prima occasione della gara è per i bianconeri, con D’Uffizi che va alla conclusione servito da Guiebrè, ma il suo tiro viene respinto. Non tarda ad arrivare la prima occasione per gli ospiti, con Popov che va al tiro da fuori area, ma la palla finisce di molto a lato. Al minuto quattordici è l’Empoli a passare in vantaggio: Ceesay, lanciato da Corrado, sfrutta l’errore difensivo di Curado, che serve involontariamente lo stesso Ceesay, e batte Vitale.

L’Ascoli si rende pericoloso con Brunori, che va alla conclusione con un tiro che esce di molto a lato. Arriva il pareggio dell’Ascoli al ventiseiesimo minuto: traversone di Brunori che trova Rizzo, il quale sbuca sul secondo palo anticipando Corrado e rimettendo il risultato in parità.

Doppia occasione per l’Empoli, entrambe sull’asse Saporiti-Corrado, ma la difesa bianconera controlla la situazione. Al quarantesimo minuto, occasionissima per l’Ascoli con Corradini che, tirando dal centro dell’area, prende in pieno la traversa. Risponde l’Empoli con Yepes, ma il suo tiro è fuori bersaglio.

Ancora pericoli per gli ospiti con Curado che, servito da Silipo, va al colpo di testa che finisce alto di poco. L’ultima occasione della prima frazione è per Curto, che raccoglie il tiro di Saporiti ma non riesce nella deviazione.

Cambio per l’Empoli all’intervallo, che vede l’ingresso di Bandinelli per Biondini. La prima occasione della ripresa è per gli ospiti, sempre con Ceesay che va alla ricerca della doppietta personale, ma Vitale è attento. Si affaccia anche l’Ascoli con Damiani che, servito da Olivieri, non impensierisce Seghetti.

Esce l’infortunato Yepes, sostituito da Deli. Pericoloso l’Empoli sull’asse Zedadka-Popov, con il primo che va al cross e l’attaccante ucraino che manca il pallone per questione di millimetri.

Quadruplo cambio per l’Ascoli: entrano Bolsius, Chakir, De Pieri e Milanese al posto di Acampora, Brunori, Silipo e Olivieri. Cambia anche l’Empoli, facendo entrare Shpendi per Popov.

Subito pericoloso Shpendi che, servito da Bandinelli, va al tiro, ma viene respinto. Ultimo cambio per l’Ascoli, che vede l’ingresso di Gattoni per Curado. Occasione per l’Ascoli con il subentrato De Pieri, la cui conclusione finisce fuori. Al settantaquattresimo minuto si fanno ancora vivi i bianconeri con Chakir, ma Seghetti è attento.

Cambi per l’Empoli: escono Saporiti e Ceesay per Belardinelli ed Egan.

Il tabellino

ASCOLI (4-2-3-1): Vitale; Oliveri (63′ Milanese), Curado (71′ Gattoni), Rizzo, Guiebrè; Corradini, Damiani; Sillipo (63′ De Pieri), Acampora (63′ Bolsius), D’Uffizi; Brunori (63′ Chakir). All. Tomei.
EMPOLI (3-5-2): Seghetti; Magnino, Curto, Cauz; Zedadka, Biondini (46′ Bandinelli), Yepes (54′ Deli), Corrado Ceesay (84′ Egan); Saporiti (84′ Belardinelli), Popov (63′ Shpendi). All. Andreoletti.
RETI: 14′ Ceesay (E), 26′ Rizzo (A).
NOTE: Ammoniti: Magnino (E), Guiebrè (A).

Davide Caruso

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Caro gasolio e blocchi dei camion, cresce il rischio rincari nei supermercati: la Toscana osserva con preoccupazione

FIRENZE – Il caro gasolio non pesa soltanto sui bilanci degli autotrasportatori. Quando il costo del trasporto aumenta o i camion si fermano, il problema si trasferisce rapidamente lungo la filiera e arriva fino agli scaffali dei supermercati.

È questo il rischio che accompagna le proteste partite nel Mezzogiorno, dove in queste ore camionisti e agricoltori stanno organizzando presidi, rallentamenti e fermi contro l’aumento dei carburanti. In Sicilia e Calabria sono stati annunciati stop di più giorni, mentre in Puglia e in altre aree del Sud si registrano iniziative e difficoltà nella distribuzione.

Il nodo, adesso, è capire quanto a lungo durerà la mobilitazione e se riuscirà a risalire verso il centro-nord.

Per la grande distribuzione alimentare il trasporto su gomma resta essenziale. Frutta, verdura, latte, carne, prodotti freschi e confezionati viaggiano ogni giorno su camion che collegano piattaforme logistiche, mercati, industrie alimentari e punti vendita.

Se aumentano i costi del gasolio, aumenta il costo di ogni tratta. Se i mezzi restano fermi, invece, il problema diventa anche quello della continuità delle consegne.

Il rischio è sulla filiera, non solo alla pompa

L’effetto non è automatico né immediato, ma il meccanismo è chiaro.

Un aumento prolungato del costo del carburante può spingere le imprese di trasporto a rivedere le tariffe. A quel punto una parte dei maggiori costi può trasferirsi sui fornitori, sulla distribuzione e infine sui prezzi al consumo.

Lo stesso vale per i blocchi: se i ritardi nella consegna diventano significativi, i prodotti più sensibili sono quelli freschi e deperibili, che non possono essere stoccati a lungo. È su questo punto che cresce il timore di una nuova pressione inflazionistica, già richiamato nelle analisi pubblicate in questi giorni sulle proteste degli autotrasportatori.

Toscana, per ora nessun blocco diffuso

In Toscana, al momento, non risultano fermi generalizzati dei camion o blocchi diffusi della distribuzione.

Ma il tema è tutt’altro che marginale.

La regione dipende fortemente dalla logistica su gomma per alimentare supermercati, centri commerciali e negozi di prossimità. Le principali direttrici – A1, A11, Fi-Pi-Li, Aurelia e i collegamenti con i porti – rappresentano ogni giorno assi fondamentali per il movimento delle merci.

Già nei mesi scorsi Confcommercio Toscana aveva segnalato il peso del caro carburanti sulle imprese di autotrasporto, ricordando il ricorso al credito d’imposta per compensare parte degli aumenti. Il fondo nazionale è stato portato a 364,1 milioni di euro.
Il problema, però, non si ferma al settore dei trasporti.

In Toscana l’inflazione complessiva a giugno era al +2,7% su base annua, mentre la voce trasporti segnava un aumento del 4,1%.
A Firenze, a settembre, la voce trasporti risultava in aumento del 5,7% su base annua, mentre i prodotti alimentari e le bevande analcoliche mostravano una crescita più contenuta.

Questo significa che, almeno finora, l’aumento dei costi logistici non si è ancora tradotto in un’impennata generalizzata dei prezzi alimentari.
Ma il rischio resta legato alla durata della crisi.

Supermercati e prodotti freschi sotto osservazione

Le grandi catene distributive hanno generalmente contratti di fornitura e sistemi logistici capaci di assorbire per un certo periodo ritardi e variazioni di costo.

Il problema cambia se i blocchi diventano estesi o prolungati. In quel caso, i primi segnali possono riguardare minore disponibilità di alcuni prodotti freschi, ritardi nelle consegne e maggiore pressione sui costi di trasporto.

Non significa automaticamente scaffali vuoti o aumenti immediati dei prezzi, ma significa che il sistema entra in una fase più fragile.
Per la Toscana, soprattutto nelle aree più lontane dai grandi poli logistici o nei territori costieri, eventuali rallentamenti prolungati potrebbero farsi sentire più rapidamente.

L’onda dal sud può diventare nazionale

Le associazioni dell’autotrasporto stanno chiedendo risposte sul costo del gasolio, sui crediti d’imposta e sulle risorse destinate al settore.
Il governo ha convocato un tavolo per il 27 ottobre, ma intanto la protesta continua.

La questione, quindi, non riguarda più soltanto camionisti e distributori. Se la mobilitazione dovesse estendersi, il vero banco di prova sarà la capacità della filiera distributiva di continuare a garantire merci e prezzi stabili.

Per la Toscana, oggi, non c’è un’emergenza nella grande distribuzione. Ma il segnale che arriva dal sud viene osservato con attenzione.
Perché quando si fermano i camion, il problema non resta sulla strada: può arrivare molto rapidamente fino al carrello della spesa.

REDAZIONE

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Domenica con l’emozione del derby: è sfida fra Savino Del Bene e Bisonte Firenze

SCANDICCI – Archiviata la prima vittoria in campionato con il netto 3-1 conquistato sul campo di Macerata nell’anticipo della quarta giornata, la Savino Del Bene Volley è pronta a tuffarsi nell’atmosfera unica del derby fiorentino.

Domenica (18 ottobre) alle 17 le ragazze di coach Marco Gaspari ospiteranno infatti Il Bisonte Firenze sul parquet del Pala BigMat per una sfida che si preannuncia infuocata. La formazione avversaria si presenta al match rinvigorita dalla prima affermazione stagionale, arrivata l’11 ottobre contro l’Omag Consolini Volley dopo il ko all’esordio contro Milano. Per le scandiccesi la contesa rappresenta un banco di prova di capitale importanza, costituendo anche l’ultima sfida prima della prestigiosa finale di Supercoppa italiana del 24 ottobre contro la Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano.

Non mancheranno i motivi d’interesse, compresi quelli legati alle grandi ex del confronto: se tra le fila de Il Bisonte non figurano giocatrici con un passato a Scandicci, sulla sponda della Savino Del Bene ci sono ben due atlete dal passato importante in maglia fiorentina. Si tratta della centrale classe 2002 Emma Graziani, che ha vestito per tre stagioni la casacca de Il Bisonte tra il 2021 e il 2024, e della pari ruolo Sara Alberti, colonna e capitana delle cittadine per ben quattro annate dal 2017 al 2021. La storia dei precedenti sorride nettamente alle padrone di casa: nei trentadue incroci complessivi fin qui disputati, la Savino Del Bene si è imposta in venticinque occasioni contro i sette successi fiorentini, con l’ultimo scontro diretto risalente al 26 dicembre 2025 terminato con un secco 3-0 in favore delle scandiccesi.

Presentando la sfida, coach Marco Gaspari ha sottolineato il valore e le insidie di un avversario profondo e rinnovato, capace di inserire atlete di caratura internazionale come Baird, Cugno e la polacca Damaske, reduci da importanti esperienze tra club e nazionali, oltre agli innesti di qualità di Milosic, Caruso e Boldini. Il tecnico ha evidenziato come, dopo i progressi mostrati nel sistema di muro-difesa, la chiave del derby risiederà soprattutto nella capacità di essere incisivi al servizio. Servirà una prestazione di grande convinzione e maturità per gestire i momenti di sofferenza, mantenendo l’equilibrio e cercando un ulteriore passo in avanti nel percorso di crescita di squadra.

Dall’altra parte della rete Il Bisonte Firenze si ripresenta con una guida tecnica nuova di zecca affidata a coach Alessandro Orefice, al debutto da capo allenatore in serie A1. Dopo un’annata chiusa al nono posto a un solo punto dai playoff scudetto e la successiva partecipazione ai playoff di Challenge Cup, il club fiorentino ha confermato pezzi pregiati come la centrale Acciarri, giunta alla sua quinta stagione in maglia bisontina, oltre alla schiacciatrice Tanase, alla regista Agrifoglio e al libero Valoppi, attualmente ai box per infortunio e rilevata da Negretti. Tra i volti nuovi spiccano la palleggiatrice Boldini, l’opposta argentina Cugno, le schiacciatrici Damaske e Zojzi, le centrali Milosic e Piacentini e il giovane libero Fanfani.

Il grande derby del volley fiorentino sarà trasmesso in diretta streaming per tutti gli appassionati sui canali di Dazn e su YouTube.

REDAZIONE

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Percorso comune per tutelare il servizio ferroviario: patto fra Toscana e Umbria

FIRENZE – Un percorso comune per tutelare il servizio ferroviario e migliorare i collegamenti a disposizione dei pendolari, con particolare attenzione ai territori attraversati dalla linea Firenze-Roma. È questo l’obiettivo condiviso a Castiglione del Lago, in un incontro al quale hanno partecipato gli assessori ai trasporti della Regione Toscana, Filippo Boni, e della Regione Umbria, Francesco De Rebotti, insieme a parlamentari e amministratori delle due regioni.

L’incontro si inserisce nel percorso avviato lo scorso marzo con il Patto di Chiusi, nato dalla volontà di rafforzare la collaborazione tra Toscana e Umbria per affrontare le criticità dei collegamenti ferroviari e salvaguardare le esigenze di mobilità dei territori, delle comunità locali e dei tanti pendolari che utilizzano quotidianamente il treno.

Nel corso del confronto di oggi è stata condivisa la volontà di procedere alla predisposizione di un protocollo tra le due Regioni, che individui le azioni da mettere in campo per la salvaguardia e il miglioramento del servizio ferroviario, tenendo conto delle esigenze dei territori interessati e dei singoli equilibri regionali.

“Con il Patto di Chiusi abbiamo avviato un percorso di collaborazione che oggi intendiamo rendere più concreto – ha dichiarato l’assessore regionale ai trasporti della Toscana, Filippo Boni –. L’obiettivo è lavorare insieme all’Umbria per individuare soluzioni che tutelino il servizio ferroviario e rispondano alle esigenze di mobilità dei cittadini. È fondamentale che le scelte relative ai collegamenti ferroviari tengano conto delle necessità dei territori e delle ricadute sui pendolari, in un confronto che consenta di individuare azioni condivise e compatibili con le esigenze di entrambe le Regioni”.

La collaborazione riguarderà la direttrice Firenze-Roma e il ruolo delle stazioni intermedie, fondamentali per garantire l’accessibilità ferroviaria a numerosi centri della Toscana meridionale e dell’Umbria, tra cui le aree della Valdichiana, del Trasimeno e dell’Orvietano. Il lavoro proseguirà ora con la definizione dei contenuti del protocollo e delle azioni da sottoporre al confronto con i soggetti competenti.

REDAZIONE

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Incidenti stradali, meno vittime in provincia di Firenze ma più feriti in città

Incidenti stradali, meno vittime in provincia di Firenze ma più feriti in città

Diminuiscono gli incidenti stradali e le vittime sulle strade della provincia di Firenze ma in città aumentano sinistri e feriti. Secondo il rapporto Aci-Istat nel 2025, i sinistri con lesioni nella provincia di Firenze sono stati 4.750, contro i 4.831 dell’anno precedente (-1,7%).

I morti sono scesi da 54 a 48 (-11,1%) e i feriti da 6.021 a 5.834 (-3,1%). Nel comune di Firenze, dove si concentra quasi la metà degli incidenti dell’intero territorio provinciale, il quadro presenta segnali diversi: le vittime diminuiscono da 14 a 9 decessi (-35,7%), mentre aumentano sia i sinistri, da 2.291 a 2.323 (+1,4%), sia i feriti, da 2.697 a 2.735 (+1,4%). La riduzione della mortalità è un risultato positivo, che si accompagna però a una frequenza degli incidenti ancora elevata.

A pagare un prezzo particolarmente alto sono gli utenti più esposti. Nel capoluogo, tra chi viaggiava in motocicletta si contano 5 morti e 1.286 feriti; tra i pedoni, 2 morti e 409 feriti. I feriti sulle biciclette, comprese quelle elettriche, sono 261, mentre sui monopattini elettrici sono 87. Nell’intera provincia le vittime tra i motociclisti sono 17 e quelle tra i pedoni otto.

Il presidente dell’Automobile Club Firenze, Massimo Ruffilli, ricorda che “attraverso la rete delle autoscuole affiliate Ready2Go, lavora per preparare i ragazzi ad affrontare le insidie del traffico urbano, aiutandoli a riconoscere i rischi e a sviluppare attenzione, consapevolezza e rispetto degli altri utenti della strada”, “un ringraziamento va alle forze dell’ordine per l’impegno quotidiano nei controlli e nella prevenzione, un lavoro fondamentale per la sicurezza di tutti”.

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Firenze, tranvia: parte raccolta firme per referendum contro taglio alberi Campo Marte

Firenze, tranvia: parte raccolta firme per referendum contro taglio alberi Campo Marte

Lo ha dichiarato il consigliere della lista Schmidt a Palazzo Vecchio, Massimo Sabatini. Per poter andare avanti nell’iter sono necessarie 5.000 firme.

“Più di 2.000 persone hanno sfilato per dire no all’abbattimento degli alberi in viale dei Mille. Da domani partiremo con la raccolta firme” per chiedere una consultazione popolare per evitare il taglio delle alberature sulla futura linea della tramvia per Rovezzano“. Lo ha dichiarato il consigliere della lista Schmidt a Palazzo Vecchio, Massimo Sabatini. Per poter andare avanti nell’iter sono necessarie 5.000 firme.

Sabatini ha sottolineato che “se prima” i gruppi di cittadini “erano considerati nessuno, poi si sono rivelati in più di 2.000 sui viali alberati, con le firme faranno vedere di essere molti di più. C’è qualcuno in grado di capire questo alla guida di Firenze?”.

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Massa, ex insegnante condannato a 7 anni per pornografia minorile

Massa, ex insegnante condannato a 7 anni per pornografia minorile

 Una condanna a sette anni di reclusione e 30mila euro di multa è stata inflitta in primo grado dal tribunale di Massa (Massa Carrara) a un ex insegnante delle scuole primarie della provincia di Massa Carrara, imputato per pornografia minorile. Lo riportano le edizioni locali de Il Tirreno e La Nazione.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe utilizzato un appartamento preso in affitto, chiamato ‘Loli House’, per realizzare materiale pedopornografico coinvolgendo giovanissime tra i 10 e i 15 anni. Le ragazzine sarebbero state avvicinate dall’insegnante  con il pretesto della cura delle unghie e con la promessa di denaro, regali e altri oggetti, per convincerle a posare per fotografie e, in alcuni casi, a realizzare video. Secondo l’accusa, sarebbero state anche invitate a mantenere il segreto sugli incontri.

Le indagini dei carabinieri presero avvio nel 2024, dopo le segnalazioni dei genitori. Gli accertamenti tecnici e le testimonianze raccolte nel corso dell’inchiesta hanno contribuito alla ricostruzione accusatoria esaminata in dibattimento. Nel procedimento è stata inoltre disposta una perizia psichiatrica, che ha riconosciuto la capacità dell’imputato di intendere e volere al momento dei fatti. L’uomo, che ha sempre negato di aver agito per finalità sessuali, è stato anche condannato al risarcimento dei danni in favore delle famiglie costituite parte civile.

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Firenze, operaio morto in cantiere Av: Procura indaga per omicidio colposo

Firenze, operaio morto in cantiere Av: Procura indaga per omicidio colposo

 Si indaga per omicidio colposo al momento contro ignoti per l’incidente mortale sul lavoro in cui ieri ha perso la vita Abouril Ayoub, il gruista di origine marocchina, 31 anni, schiacciato da una trave nel cantiere dell’alta velocità di Firenze della stazione progettata da Norman Foster.

In attesa che arrivino gli atti di indagine in procura, il pm Alessandro Moffa ha previsto l’autopsia per il 20 ottobre all’istituto di medicina legale di Firenze.
In base a una prima ricostruzione, Ayoub stava spostando, con l’aiuto di una gru, alcune travi dal tunnel della stazione su un camion per portarle via dal cantiere. Insieme a lui, c’erano altri due operai. Il 31enne, sempre secondo quanto finora ricostruito, è salito sul rimorchio del mezzo, per sistemare, pare, alcune travi che si erano incastrate.

Improvvisamente una delle assi di metallo sarebbe caduta lateralmente, travolgendo il gruista. Gli altri due operai e il conducente del camion che hanno assistito alla scena hanno dato l’allarme al 118. Sul posto è intervenuta l’ambulanza, ma per l’operaio, padre di un bambino, non c’è stato nulla da fare. Il medico legale ha constatato la morte per trauma cranico e toracico. Abouril Ayoub era regolarmente assunto da tempo dal Consorzio Florentia, la ditta che sta eseguendo i lavori per l’Alta velocità alla stazione Foster

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Deturpato con svastiche murale di antifascisti a Viareggio

Deturpato con svastiche murale di antifascisti a Viareggio

Deturpato con svastiche un murale di antifascisti a Viareggio (Lucca). A denunciarlo, in una nota, il Cantiere Sociale Versiliese.

“Domani mattina rispondiamo alle vili azioni fasciste rigenerando la memoria di Chittò Bertini e Didala Ghilarducci – sottolinea il Cantiere Sociale Versiliese -. Nelle scorse ore infatti il murales ‘Essere umano, essere partigiano’ realizzato dall’artista Roberto Diatz in collaborazione con RicreAzione Collettiva del Cantiere Sociale Versiliese” che si trova al quartiere Varignano a Viareggio. L’opera verrà restaurata e, l’appuntamento è per domani alle ore 10,30 quando è in programma anche una conferenza stampa. “Una risposta chiara a chi, davanti alla crisi sociale, prova a seminare odio e guerra tra poveri. Questo attacco non ci fa paura e non ci fa arretrare di un passo. Per questo motivo, chiamiamo a raccolta tutta la Viareggio antifascista e solidale a partecipare al presidio”, prosegue il Cantiere Sicale Versiliese.

Il Comune di Viareggio condanna la deturpazione del murale “con assoluta fermezza. Non si tratta soltanto di vandalismo, ma di un’offesa alla memoria, alla storia della nostra città e ai valori democratici e antifascisti sui quali si fonda la nostra Repubblica. Viareggio è una città libera, democratica e antifascista. E tale resterà”. Il Comune precisa di aver già segnalato l’accaduto alla polizia di Stato e alla polizia municipale, chiedendo tutti gli accertamenti necessari per individuare i responsabili. “Ci attiveremo anche per restituire al murale la dignità che merita. La memoria non si imbratta. Si custodisce, si rispetta e si tramanda”.

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Operaio morto in cantiere Alta Velocità a Firenze: il ‘mai più’ che si ripete

Operaio morto in cantiere Alta Velocità a Firenze: il ‘mai più’ che si ripete

Si chiamava Ayoub Abourabil, l’operaio di 31 anni di origine marocchina, residente da tempo a Firenze, morto ieri nell’infortunio mortale all’interno dell’area complementare del cantiere Foster di vi Circondaria. Lunedì sciopero indetto dai sindacati confederali e di categoria. Secondo le prime ricostruzioni della Polizia e dei tecnici della sicurezza, l’operaio è stato travolto e ucciso dall’impatto con un pilone/trave  durante le operazioni di scarico da una gru.

 

Prima la notizia della morte, lo choc, il cordoglio, la rabbia, le dichiarazioni, le richieste, gli appelli a fermare questo stillicidio e poi gli scioperi. Una ripetizione quasi automatica, unarama tragicamente nota, se non fosse che nel mezzo c’è una vita in meno. Un essere umano che non torna a casa. Un futuro interrotto in un presente in cui le morti sul lavoro sono tragicamente divenute una costante. Stavolta è toccato ad un operaio 31enne nel cantiere dell’Av a Firenze. Sarebbe stato colpito da una grossa trave  mentre era all’ interno di un rimorchio nell’area complementare al cantiere. I vigili del fuoco hanno portato sul posto una gru per spostare la grande trave in metallo. La Cisl, a cui la vittima era iscritta, ha  sottolineato che il 31enne, sposato, era un operaio esperto del Consorzio Florentia, aveva lavorato anche in altri cantieri di grandi opere, e conosceva le norme di sicurezza. E allora? Cosa è successo, come è successo, per colpa di chi e di cosa? Domande al centro delle verifiche dell’Asl  e degli inquirenti mentre i sindacati confederali e di categoria hanno indetto un’ora di sciopero per lunedì davanti al cantiere fiorentino dell’infrastrutura dove solo lunedì scorso c’era stata un’assemblea proprio su salute e sicurezza, formazione e prevenzione.  Il sindacato di base Usb torna a chiedere il reato di omicidio sul lavoro e richiama allo sciopero del 30 ottobre. Un fratello della vittima, lavoratore in un altro cantiere è subito accorso appresa la notizia. Tre operai che hanno assistito all’infortunio mortale sono seguii all’ospedale di Careggi da un supporto psicologico.   Lo ha reso noto il presidente della Regione ToscanaEugenio Giani, intervenuto sul posto insieme alla sindaca Sara Funaro.  Tutto è avvenuto a poche centinaia di metri da via Mariti, dove nel febbraio 2024 sono morti cinque operai. Allora venne ribadito più volte ”mai più”. Ma nulla si è fermato tranne le vite di altri lavoratori.
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