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Per Lotito esisterebbe un complotto contro la Lazio. Qualcuno vuole fargliela vendere

Il presidente biancoceleste racconta ai magistrati minacce, pressioni e presunte manovre per costringerlo a vendere. Nel mirino ultras, informazione e politica. Ma quando gli chiedono i nomi, il mistero si infittisce.

Più che una deposizione, una sceneggiatura per Sergio Leone. Claudio Lotito entra idealmente nel saloon della giustizia romana con due pistole, una collezione di nemici e la convinzione che qualcuno voglia strappargli la Lazio. Mancano soltanto la polvere del deserto e la colonna sonora di Ennio Morricone.

Il presidente biancoceleste, ascoltato il 30 giugno dalla Procura di Roma come persona informata sui fatti, ha descritto un universo di minacce, contestazioni e possibili interessi nascosti. Una ricostruzione personale che i magistrati dovranno verificare.

Due pistole e un presidente da Far West

Il particolare più cinematografico arriva dall’audizione del 5 marzo davanti alla Commissione parlamentare Antimafia. Lotito racconta di aver girato per un periodo armato con due pistole: un’automatica e una Smith & Wesson. Una davanti, l’altra dietro. Altro che doppio centravanti.

Secondo il senatore, sarebbero state le forze dell’ordine a imporgli simili precauzioni. Una delle armi, sostiene, gli avrebbe perfino salvato la vita in una circostanza che non ha dettagliato.

Il complotto c’è, i nomi un po’ meno

Lotito ritiene che dietro le contestazioni esista una strategia per indurlo a cedere il club. Parla di ambienti ultras, campagne mediatiche, manifesti e settori della politica che gli sarebbero ostili. Ma quando i magistrati chiedono di identificare gli eventuali registi, non arrivano indicazioni precise. Il sospetto ha una trama, ma per ora il cast rimane sconosciuto.

Intanto la Procura indaga per ipotesi di aggiotaggio su Luigi Bisignani, Mauro Masi e Francesco Maiolini, sospettati di un possibile intervento informativo volto a influenzare il titolo della Lazio. Accuse ancora da dimostrare, con gli indagati da considerare innocenti.

Gli ultras, i manifesti e la battaglia per la Lazio

Il patron sostiene che una parte del tifo organizzato abbia interessi economici legati a merchandising e locali dove seguire le partite. Racconta di migliaia di manifesti comparsi contro di lui e di una contestazione che, a suo giudizio, avrebbe superato i confini dello stadio. Anche queste restano affermazioni di parte, prive nel verbale di specifici riscontri. Va inoltre ricordato che gli ultras coinvolti nella vecchia vicenda della presunta scalata alla Lazio furono assolti.

Dal canto suo, Bisignani respinge ogni accusa: sostiene di aver voluto aiutare Lotito, non danneggiarlo, e nega collegamenti con il tifo organizzato. Il finale, dunque, è ancora tutto da scrivere. La Procura cerca eventuali responsabilità, Lotito denuncia una guerra contro la sua presidenza e i tifosi continuano a chiedere risposte.

Nel frattempo, tra pistole, finanza e politica, la Lazio sembra diventata un western ambientato a Piazza Affari. Con una differenza: nel Far West i duelli si risolvevano all’alba. Qui serviranno le prove.

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17 ottobre 1978 – Muore Giovanni Gronchi, il presidente del miracolo economico

Il giorno dopo l’elezione del Papa polacco, la Capitale saluta il terzo presidente della Repubblica. Aveva 91 anni e aveva accompagnato l’Italia dal dopoguerra al boom economico, inaugurando anche le Olimpiadi di Roma.

La città ha ancora gli occhi puntati su San Pietro. Soltanto ventiquattr’ore prima, un cardinale polacco dal nome quasi impronunciabile, Karol Wojtyła, è diventato Giovanni Paolo II, sorprendendo il mondo. Ma mentre Roma celebra il nuovo Pontefice, un’altra pagina della storia italiana si chiude nel silenzio.

Alle sei del mattino muore Giovanni Gronchi, terzo presidente della Repubblica, protagonista di una stagione nella quale l’Italia aveva smesso di ricostruire le proprie macerie per cominciare a inseguire il benessere. La notizia viene diffusa alle 7.30. Gronchi si spegne nella sua abitazione romana di via Carlo Fea, nel quartiere Nomentano. Ha 91 anni. Nel pomeriggio il presidente Sandro Pertini raggiunge la casa per rendere omaggio al predecessore.

Il presidente che vide Roma diventare olimpica

Nato a Pontedera nel 1887, cattolico sociale, antifascista e fondatore del Partito Popolare, Gronchi arriva al Quirinale nel 1955. È un presidente interventista, convinto che il capo dello Stato non debba limitarsi a inaugurare monumenti e tagliare nastri. Il suo settennato attraversa gli anni del miracolo economico, quelli della Seicento, della televisione che entra nei salotti e degli italiani che scoprono le vacanze.

Il momento più spettacolare arriva il 25 agosto 1960, quando Gronchi inaugura allo Stadio Olimpico i Giochi di Roma. La Capitale si mostra al mondo con il volto moderno di una città capace di trasformare la propria storia in futuro.

L’ultimo saluto tra Quirinale e Santa Maria degli Angeli

Il 18 ottobre la salma viene trasferita a Palazzo Madama, dove viene allestita la camera ardente. Il 19 ottobre i funerali nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, a piazza della Repubblica, alla presenza di Pertini. Poi il ritorno nella natia Pontedera.

Gronchi lascia un’eredità politica discussa, segnata anche dalla controversa esperienza del governo Tambroni, ma soprattutto il ricordo di una presidenza che cercò di ampliare il ruolo del Quirinale. Quel 17 ottobre 1978 Roma assiste così a uno straordinario passaggio di epoche: mentre in Vaticano comincia il lungo pontificato di Giovanni Paolo II, al Quirinale si ricorda l’uomo che aveva accompagnato l’Italia verso la modernità.

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Peugeot RCZ Vision e Serica: l’incontro tra auto e alta orologeria

Peugeot e Serica reinterpretano l’orologio da cruscotto: il Ref. 1174 Parade si integra nell’i-Cockpit della RCZ Vision Concept.

La Peugeot RCZ Vision Concept mette in dialogo due mondi della progettazione francese: quello dell’automobile e quello dell’orologeria indipendente. La collaborazione con Serica nasce da una visione comune dell’oggetto, inteso non soltanto come esercizio di stile, ma come sintesi di funzione, precisione ed eleganza. Il risultato è un dettaglio inedito dell’abitacolo: un segnatempo meccanico pensato per vivere sia all’interno della vettura sia al polso di chi la guida.

In un abitacolo sempre più digitale, Peugeot affida a un oggetto fisico e riconoscibile un ruolo centrale nell’esperienza a bordo, collegando identità del marchio e cultura del progetto.

Serica Ref. 1174 Parade: il quadrante Glacier Blue

Protagonista dell’operazione è il Serica Ref. 1174 Parade, realizzato in una configurazione unica per la concept car. Il suo elemento distintivo è il quadrante Glacier Blue, sviluppato appositamente per richiamare le tonalità della Peugeot RCZ Vision. Il colore diventa così il filo conduttore tra l’architettura degli interni e l’orologio, senza sacrificare l’identità estetica del segnatempo.

La collaborazione sottolinea quanto contino proporzioni, materiali percepiti e leggibilità nella costruzione di un’esperienza coerente. Il quadrante non è soltanto un richiamo cromatico: è il punto di incontro tra la presenza discreta di un orologio da polso e il carattere espressivo di una concept car. Due linguaggi diversi si avvicinano attraverso la stessa attenzione ai dettagli.

Integrazione nell’i-Cockpit: un modulo progettato su misura

Per ospitare l’orologio, i team di design di Peugeot e Serica hanno sviluppato congiuntamente un modulo integrato nell’architettura del Peugeot i-Cockpit. La soluzione consente al Ref. 1174 Parade di occupare una posizione di rilievo nel cruscotto, mantenendo riconoscibilità e facilità di lettura. L’obiettivo è far convivere il segnatempo con le linee dell’abitacolo, evitando l’effetto di un accessorio aggiunto in un secondo momento.

Una volta collocato nel suo alloggiamento, dell’orologio rimane visibile soltanto la parte anteriore della cassa. In questa configurazione assume la funzione e l’aspetto di un orologio da cruscotto, inserito nella composizione della plancia. La cura dell’integrazione è significativa: il modulo non cancella l’origine dell’oggetto, ma ne valorizza l’identità mentre lo trasforma in una componente del progetto automobilistico.

Dal cruscotto al polso: la funzione diventa flessibile

La caratteristica più interessante del progetto è la sua reversibilità. Il Serica Ref. 1174 Glacier Blue può essere fissato nel modulo dedicato e successivamente rimosso con facilità, recuperando la sua funzione originaria di orologio da polso. Il passaggio dall’auto alla persona introduce un’idea di continuità: lo stesso oggetto accompagna momenti e contesti differenti, senza perdere il proprio significato.

È una scelta che unisce design e utilizzo concreto. Il segnatempo non viene assimilato definitivamente alla vettura, ma conserva autonomia e personalità. Questa doppia destinazione d’uso fa della collaborazione un esempio di progettazione trasversale, in cui l’integrazione tecnologica non richiede di rinunciare alla natura meccanica e individuale dell’oggetto.

Tradizione e innovazione: il messaggio della collaborazione

Nel progetto Peugeot RCZ Vision Concept e Serica emergono alcuni valori condivisi: rispetto per l’eredità dei rispettivi settori, ricerca di forme distintive e attenzione alla precisione. Automobile e orologeria hanno in comune il rapporto fra movimento e meccanica, ma anche l’esigenza di rendere immediatamente comprensibili funzioni complesse attraverso un design essenziale.

La Ref. 1174 Parade Glacier Blue diventa quindi più di un particolare dell’abitacolo. È il simbolo di una partnership che interpreta il lusso progettuale come equilibrio tra utilità ed emozione. Per Peugeot, la concept car offre lo spazio per esplorare nuovi modi di vivere l’interno dell’auto; per Serica, il cruscotto diventa un contesto originale in cui mostrare il valore di un segnatempo indipendente. La sintesi è un oggetto che non sceglie tra automobile e polso, ma appartiene a entrambi.

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Trump sulla nuova portavoce: Ho detto a Katie Zacharia di riconsiderare il suo incarico

(Agenzia Vista) Usa, 17 ottobre 2026
“Katie è stata trattata molto male dai media; molto, molto male, in modo davvero ingiusto, a mio parere. Ne ho appena parlato con lei. Le ho chiesto: “Katie, sei sicura che faccia per te?”. Perché, sa, è stata trattata in modo molto duro, eppure è una brava persona, una persona davvero squisita. La seguo in televisione da anni, ma le ho detto: “È davvero quello che vuoi, Katie? Onestamente, non ne hai bisogno; non meriti di essere trattata così”. I “fake news” – o meglio, i media in generale – sono stati molto duri con lei. Ieri sera è apparsa nel programma di Sean Hannity, che è stato piuttosto severo; stamattina l’ho vista su Fox & Friends ed è successo lo stesso. È stata trattata, direi, in modo piuttosto sgradevole. Proprio due minuti fa le ho detto: “Katie, sai, non sei obbligata a farlo se non vuoi”. Lei ha risposto: “È molto più dura di quanto pensassi”. E io le ho ribattuto: “Benvenuta nel mondo di Trump”. Resterà con voi? Lascerò che sia lei a decidere. Esatto. Sì, è una brava persona, una persona fantastica. Ed è stata trattata in modo brutale. Le ho chiesto: “Vuoi davvero vivere così?”. «Non credo che la smetteranno mai». E sai, Caroline ha fatto un ottimo lavoro. Uh, penso che forse anche Katie potrebbe farcela, ma Katie ha avuto un inizio in cui i media sono stati davvero cattivi con lei. Non ho mai visto niente del genere. In realtà, le ho suggerito di riconsiderare la sua scelta. Le ho detto: «Onestamente, se fossi al tuo posto, ci ripenserei. Riflettici bene, ma io riconsidererei». Ha un marito meraviglioso e una bella famiglia. Ieri ho incontrato i suoi familiari; hanno dei figli splendidi, sembrano usciti da una cartolina. Le ho detto: «Dovresti ripensarci, perché non credo tu voglia passare attraverso tutto questo». Cosa vorresti che facesse? Voglio solo che sia felice, e lei ha sofferto molto negli ultimi giorni. Non sto dicendo che non faccia per lei, ma le ho ripetuto che, se vuole essere felice nella vita… comunque, farò qualunque cosa lei desideri. Quanto tempo le concederai? Vuoi che resti? Uh, ne parlerò con lei quando tornerò. Stiamo andando a un grande comizio: ci saranno tantissime auto, un sacco di gente, una folla enorme, sai com’è. Ne parlerò con lei stasera o domani. Le ho solo suggerito di riconsiderare la sua decisione, perché penso che la stampa si stia comportando in modo davvero ingrato”, lo ha detto il Presidente Usa Donald Trump.
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Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Jovanotti abbraccia e si inchina a Gianni Morandi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma

(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
Siparietto sul red carpet della Festa del Cinema di Roma tra Jovanotti e Gianni Morandi. L’artista si è prima inchinato di fronte a Morandi e poi lo ha abbracciato calorosamente davanti ai fotografi, prima di fare il suo ingresso all’evento.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Morandi alla presentazione del film su Jovanotti: Un grande artista e un amico

(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
“Poi me lo sento anche amico, mi ha scritto anche delle belle canzoni per me”. Lo ha detto il cantante Gianni Morandi a margine della presentazione del film su Jovanotti all’Auditorium Parco della Musica.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Jovanotti posa per i fotografi con moglie e figlia sul red carpet della Festa del Cinema di Roma

(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
Jovanotti ha posato per i fotografi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma insieme alla moglie e alla figlia, prima di concedersi al pubblico e fare il suo ingresso all’evento.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Jovanotti abbraccia i registi del film su di lui ‘Lorenzo’ al Festival del Cinema di Roma

(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
Jovanotti si è fermato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma per abbracciare i registi del film “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti”, prima di salutare il pubblico e accedere all’evento.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Jovanotti arriva sul red carpet del Festival del Cinema di Roma e firma autografi ai fan

(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
Jovanotti si è fermato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma per firmare autografi e salutare i fan prima di accedere all’evento.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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