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Messina, Assarmatori: «L’Europa ci danneggia – L’ETS per il trasporto marittimo è un errore»

Roma – «L’Europa ci sta danneggiando». È un’accusa chiara, senza giri di parole, quella lanciata dal presidente di Assarmatori, Stefano Messina, aprendo l’Assemblea annuale dell’associazione, svoltasi a Roma all’Hotel Parco dei Principi. Nel mirino finiscono le politiche europee per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e, in particolare, il sistema ETS applicato allo shipping.

Le politiche europee per la decarbonizzazione 

Messina definisce infatti l’ETS «un errore» e avverte che il settore si trova alla vigilia di un passaggio cruciale. A luglio è attesa la proposta di revisione del regime da parte della Commissione europea, un appuntamento che il presidente di Assarmatori considera forse l’ultima occasione per correggere una misura che giudica «una tassazione intempestiva, ingiusta, sproporzionata e soprattutto inutile anche ai fini della decarbonizzazione». Secondo Messina, per un Paese a forte vocazione marittima come l’Italia, le conseguenze delle attuali regole europee sono evidenti.

A margine dell’assemblea è tornato sul tema denunciando quello che definisce «un vero paradosso»: il settore ha accettato il principio di contribuire agli obiettivi ambientali europei e di sostenere i costi introdotti con il Green Deal tra il 2021 e il 2022, ma si aspettava che almeno una parte delle risorse raccolte attraverso l’ETS venisse reinvestita nel comparto marittimo.

«Abbiamo accettato di pagare queste tasse», ha spiegato, sottolineando però come ciò non sia mai avvenuto in modo strutturale. Anzi, ha aggiunto, in situazioni di emergenza come la guerra i proventi ETS sarebbero stati destinati ad altre finalità.
Nonostante le critiche, Assarmatori guarda con fiducia alla revisione della normativa. Messina si dice convinto che a metà luglio si comprenderà meglio quale sarà l’orientamento di Bruxelles e rivendica il lavoro di pressione portato avanti dall’associazione nei confronti delle istituzioni europee.
L’obiettivo, spiega, è far comprendere che le risorse generate dall’ETS nel settore dei trasporti, almeno per quanto riguarda il comparto del trasporto marittimo nazionale, dovrebbero rimanere nel settore stesso per sostenere gli investimenti necessari alla transizione energetica.
Un appello che, secondo il presidente di Assarmatori, deve coinvolgere non solo la Commissione europea ma anche i rappresentanti italiani a Bruxelles. In questo senso ha citato il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, riconoscendogli di sostenere le istanze avanzate dall’industria marittima italiana.

Hormuz

Nella sua relazione, Messina ha affrontato anche il tema geopolitica in Medio Oriente, commentando l’annunciato accordo tra Stati Uniti e Iran. «È chiaramente una notizia positiva», ha dichiarato davanti a una platea di oltre 700 persone, rappresentativa del cluster marittimo e portuale, del mondo imprenditoriale, politico e amministrativo. Il presidente di Assarmatori ha però invitato alla prudenza, ricordando che negli ultimi mesi si sono susseguiti diversi annunci di tregua o di possibile cessazione delle ostilità senza che, nei fatti, si registrassero sviluppi concreti.

Per questo, a suo giudizio, è ancora prematuro parlare di una pace consolidata o formulare valutazioni definitive sugli effetti dell’intesa.

Anche sul fronte operativo, Messina ha escluso che possano esserci benefici immediati per il trasporto marittimo. La ripresa dei servizi e della normale mobilità delle navi, in particolare di quelle in uscita, non appare realistica nell’arco dei prossimi giorni. La priorità, ha spiegato, resta quella di consentire il ricambio degli equipaggi.

Tra armatori e marittimi c’è infatti grande attesa per il via libera alle operazioni che permetterebbero il rientro a casa o il trasferimento in porti sicuri degli equipaggi attualmente imbarcati. Molti marittimi, ha ricordato, sono rimasti a bordo delle navi per oltre 115 giorni in condizioni di forte stress, e tutte le compagnie hanno già personale pronto a partire per effettuare i cambi.

Più complesso il discorso relativo alla ripresa dei traffici commerciali. Secondo il presidente di Assarmatori sarà necessario attendere una maggiore stabilità e soprattutto maggiore chiarezza sulle garanzie di sicurezza previste dall’accordo, un tema che, ha osservato, non è stato ancora affrontato in modo concreto.

Messina ha poi richiamato le indiscrezioni relative all’eventuale introduzione di un pedaggio per il transito nell’area, ipotesi che al momento giudica ancora vaga e che apparirebbe difficilmente conciliabile con il quadro normativo internazionale. Pur non avendo ancora avuto modo di esaminare il testo dell’accordo, ha detto di ritenere improbabile l’istituzione di un pedaggio deciso bilateralmente da Stati Uniti e Iran.

Il tema, tuttavia, merita approfondimenti. Qualora una misura di questo tipo dovesse realmente essere introdotta, richiederebbe inevitabilmente tempi di attuazione anche sul piano normativo. Messina ha richiamato i precedenti dei canali di Suez e Panama, dove i pedaggi vengono applicati nell’ambito di sistemi regolati da autorità riconosciute a livello internazionale.

«Se ci sarà qualcuno che dovremo pagare e se sarà legittimo, pagheremo», ha affermato. Resta però evidente che qualsiasi nuovo onere economico finirebbe per tradursi in un incremento dei costi di trasporto, con effetti sui noli e possibili ripercussioni inflazionistiche lungo l’intera catena logistica.

Nucleare, affrontare il tema senza pregiudizi

Non in ultimo Messina dal palco romano ha lanciato propostea concrete, in relazione anche alla fase di discussione in Parlamento la Legge Delega al Governo sul nucleare:

Tra le possibili strade per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, Messina indica anche il nucleare, pur riconoscendo che si tratta di una prospettiva di medio-lungo termine.

«Ci sono studi importanti e vorrei ricordare che anche in Italia abbiamo grandi competenze», – sottolinea, citando le esperienze di Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare a Genova. «Hanno realizzato un accordo con Enel e Leonardo attraverso una newco dedicata al nucleare». Messina richiama anche un’iniziativa privata nata a Torino sugli Small Modular Reactor, sostenuta da importanti investitori finanziari. «Esiste un’applicabilità anche al settore navale», osserva, precisando però che si tratta di una prospettiva da almeno 10-15 anni.

Nonostante gli orizzonti temporali lunghi, il presidente di Assarmatori rivendica la necessità di affrontare il tema senza pregiudizi: «Non dobbiamo vergognarci di dire che il nucleare è l’unico sistema per decarbonizzare completamente e raggiungere il Net Zero».

Cantieristica europea:

Più critica, invece, la sua valutazione sulla possibilità di rilanciare in tempi brevi la costruzione di nuove navi commerciali in Europa e in Italia.«Parlo per esperienza», premette. «Innanzitutto perché il portafoglio ordini dei cantieri è già molto saturo, e meno male: è un fattore positivo, non una critica alla cantieristica».

Secondo Messina, la domanda generata dall’aumento delle spese militari e dalle tensioni geopolitiche sta assorbendo una parte significativa della capacità produttiva dei cantieri. «Dove esistono competenze specifiche, penso a Fincantieri ma non solo, le commesse militari riempiono i cantieri». Inoltre il comparto crocieristico è «un’eccellenza italiana», sostenuto da un mercato dinamico e da buoni livelli di redditività delle compagnie.

Il problema emerge soprattutto per le navi da carico. «Diciamo la verità: oggi Corea del Sud, Giappone e Cina costruiscono queste navi molto bene e con standard qualitativi elevati». Per cargo, portarinfuse e portacontainer il divario di prezzo con i cantieri asiatici resta troppo elevato per consentire una reale competitività europea. «Per riprendere a costruire navi da carico in Italia non ricordo esempi recenti, ma non è una critica: è una constatazione», afferma.

Diverso il discorso per i traghetti. In questo segmento, spiega, la cantieristica italiana possiede ancora tutte le competenze necessarie, ma resta un problema di costi. «La cantieristica italiana potrebbe certamente costruirli, però il prezzo ci ha messo fuori mercato», sintetizza, richiamando le considerazioni emerse durante il panel.

Da qui la proposta di superare alcuni tabù. Secondo Messina, per accelerare il rinnovo delle flotte occorre prendere in considerazione anche la costruzione di unità all’estero, compresi i Paesi extra-Ue, mantenendo comunque l’accesso ai proventi derivanti dal sistema ETS.

In chiusura, il presidente di Assarmatori traccia un bilancio positivo dell’Assemblea e dei risultati ottenuti negli ultimi anni sul fronte normativo e amministrativo. «È partito il Piano del Mare e abbiamo ottenuto importanti semplificazioni», evidenzia, ricordando come molte delle richieste avanzate dall’Associazione nelle assemblee del 2021 e del 2022 abbiano finalmente trovato attuazione.

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La Spezia: Liguria Orientale 2030–Porto, infrastrutture e sostenibilità: motore di sviluppo territoriale

LA SPEZIA – Porto, infrastrutture, sostenibilità e sviluppo economico saranno i temi al centro dell’iniziativa: “Liguria Orientale 2030 – Porto, infrastrutture e sostenibilità come motore di sviluppo territoriale”, promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e da Confindustria La Spezia, in collaborazione con ITEC Engineering, con il patrocinio di ANCE La Spezia e Confindustria Liguria.

L’appuntamento si terrà venerdì 19 giugno alle ore 10.15 all’Auditorium “Giorgio S. Bucchioni”dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e rappresenterà un’importante occasione di confronto tra istituzioni, sistema portuale, imprese, operatori logistici e mondo delle infrastrutture sulle prospettive di crescita della Liguria orientale nei prossimi anni.

La conferenza nasce dalla volontà condivisa dei promotori di avviare una riflessione concreta sulle grandi sfide che attendono il territorio: il rafforzamento della competitività del porto della Spezia, l’integrazione tra porto e città, lo sviluppo delle infrastrutture strategiche, la sostenibilità ambientale e la capacità della Liguria di consolidare il proprio ruolo di piattaforma logistica del Mediterraneo.

Dopo i saluti istituzionali del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, del Prefetto della Spezia Andrea Cantadori e del Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, i lavori entreranno nel vivo con una serie di interventi dedicati ai principali temi dello sviluppo territoriale.

Ad aprire il confronto sarà il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano, con una riflessione sul porto del futuro e sulle sfide della competitività, della sostenibilità e dell’integrazione logistica. Seguirà l’intervento dell’Amministratore Delegato di Sogesid S.p.A., Errico Stravato, dedicato al rapporto tra sviluppo territoriale e integrazione porto-città.

Lo scenario logistico nazionale e internazionale sarà affrontato da Davide Bordoni, Amministratore Delegato di RAM S.p.A., che illustrerà il ruolo della Liguria quale piattaforma logistica del Mediterraneo, mentre Carlo De Simone, Subcommissario per la ricostruzione di Genova, si concentrerà sul delicato equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela ambientale.

Il punto di vista del sistema produttivo regionale sarà affidato a Mario Gerini, presidente di Confindustria Liguria, che approfondirà il tema del valore generato dall’integrazione tra industria e logistica per l’intero sistema economico ligure.

Particolare attenzione sarà dedicata alla Zona Logistica Semplificata, individuata come uno degli strumenti più promettenti per attrarre investimenti e favorire lo sviluppo industriale del territorio. Su questo tema interverrà Alessandro Laghezza, presidente di Confindustria La Spezia.

A seguire, Alberto Bacigalupi, presidente di ANCE La Spezia, analizzerà il ruolo delle infrastrutture come moltiplicatore economico e fattore determinante per la crescita del territorio, mentre Roberto Vallarino di ITEC Engineering presenterà un approfondimento dedicato alle principali necessità infrastrutturali della provincia della Spezia.

L’incontro sarà moderato da Lucia Nappi, giornalista, Corriere Marittimo, e si concluderà con un momento di sintesi finale e confronto tra i partecipanti.

Per Bruno Pisano presidente AdSPmlo: “La Liguria orientale può contare su asset unici che la rendono protagonista dell’economia del mare. Quello della Spezia è il secondo porto italiano per traffico container con accesso diretto ai mercati di produzione, è tra i principali scali crocieristici del Paese e un punto di riferimento internazionale per la nautica e la subacquea. Le opere infrastrutturali stanno procedendo con determinazione e, grazie all’innovazione, a un retroporto già operativo e alle opportunità offerte dalla ZLS, possiamo rafforzare ulteriormente la competitività del nostro sistema portuale nell’immediato futuro. Investiamo parallelamente su innovazione e sostenibilità ambientale, come dimostrano anche i primi test sul cold ironing destinato alle navi da crociera effettuati alla Spezia, per coniugare crescita, efficienza e tutela del territorio. Nei prossimi anni vedremo concretizzarsi una serie di interventi strategici che contribuiranno a trasformare profondamente il nostro territorio, creando le condizioni per una crescita significativa dell’economia locale, un ulteriore sviluppo delle opportunità industriali, imprenditoriali e occupazionali”.

Secondo Alessandro Laghezza presidente Confindustria La Spezia: “La Spezia e la Liguria orientale hanno oggi l’opportunità di compiere un salto di qualità decisivo. Le grandi trasformazioni che interessano il porto, la logistica e il sistema industriale richiedono una visione comune e la capacità di fare squadra tra istituzioni, imprese e territorio. Le infrastrutture rappresentano il presupposto indispensabile per attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e rafforzare la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali. La Zona Logistica Semplificata, insieme ai grandi progetti infrastrutturali in corso e programmati, può diventare un potente acceleratore di sviluppo, a condizione che si continui a lavorare con determinazione e in una logica di sistema. Questo incontro vuole essere un’occasione concreta per condividere idee, priorità e obiettivi che possano guidare la crescita della Liguria orientale da qui al 2030”.

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A Nova Marine Carriers il 25% di Calata Orlando Livorno

ROMA – Vincenzo Romeo, ceo Nova Marine Carriers, la shipping company svizzera della famiglia Romeo e del Gruppo Duferco di Antonio Gozzi, intervenendo stamani dal palco dell’Assemblea Annuale Assarmatori, associazione di cui Romeo è vicepresidente, ha annunciato un nuovo investimento terminalistico a Livorno.

Romeo parlando, dal palco romano dell’l’Hotel Parco dei Principi, ha annunciato l’acquisizione del 25% delle quote del terminal livornese Calata Orlando: «Cercavamo uno sbocco sul Tirreno per clienti dell’Alto Tirreno» – ha detto Romeo – «abbiamo individuato nel terminal Calata Orlando di Livorno una buona opportunità, anche parlando con i nostri altri azionisti».

Incalzato dal moderatore dell’Assemblea, il giornalista Pietro Roth, affinché aggiungesse ulteriori informazioni, l’armatore, notoriamente molto riservato, ha aggiunto: «Livorno è simile a Napoli per cultura, i livornesi sono un po’ come i napoletani».

L’armatore ha quindi concluso sottolineando la provenienza della propria famiglia, come il padre Giovanni, originari di Monte di Procida (Napoli)»

Nova Marine Carriers, armatore marittimo con sede a Lugano,  specializzato nel trasporto marittimo di rinfuse solide (dry bulk) Specializzato nel settore navi cementiere, nel trasporto general cargo, multipurpose, logistica Integrata.

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Al via stamani l’Annual meeting di Assarmatori: “Istruzioni per non navigare nel buio”

ROMA – Si svolge stamani a Roma l’Assemblea Annuale di Assarmatori, appuntamento dal titolo: “Istruzioni per non navigare nel buio” presso l’Hotel Parco dei Principi 

Ad aprire i lavori la relazione di Stefano Messina, presidente della Associazione degli armatori italiani, dell’Unione Europea e dei Paesi terzi che operano in Italia servizi marittimi regolari.
L’evento vede la partecipazione di esponenti del Governo, delle istituzioni, delle Forze Armate, dell’industria armatoriale e del mondo dei porti, con una tavola rotonda per un confronto sulle principali sfide e prospettive del settore. Nel corso dell’Assemblea sarà inoltre conferito il Premio Assarmatori 2026.

La partecipazione all’evento è aperta previa registrazione al link:

Programma

10:30 – Apertura dei lavori

Relazione del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina

11:00 – Saluti Istituzionali

Raffaele Fitto, Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea (videomessaggio)
Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare
Giuseppe Valditara, Ministro per l’Istruzione e il Merito
Amm. Sq. Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (videomessaggio)

12:00 Tavola rotonda:

Mariaceleste Lauro, CEO Gruppo Lauro e Board Member Assarmatori
Marco Minniti, Presidente Fondazione Med-Or
Roberto Petri, Presidente Assoporti
Vincenzo Romeo, CEO Nova Marine Carriers e Vice Presidente Assarmatori

12:45 – Intervento istituzionale

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy

13:00 – Premio Assarmatori 2026

13:15 – Conclusioni 

Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Modera– Pietro Roth, giornalista

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Zunarelli: «Hormuz, per il transito delle navi non è legittimo imporre un pedaggio»

Riceviamo e pubblichiamo il contributo del prof. avv Stefano Zuanrelli in merito all’accordo Usa – Iran e la possibilità di transito per le navi mercantili nello stretto di Hormuz.

«Nelle indiscrezioni che si susseguono in merito all’accordo che sarebbe stato raggiunto tra USA e Iran» – scive l’avv. Zunarelli –  «circa la possibilità per le navi mercantili di transitare nuovamente per lo stretto di Hormuz, non è ancora chiaro se verrà esclusa l’assoggettabilità di detto attraversamento al pagamento di qualche tipo di pedaggio (come afferma il presidente USA) o se la questione rimane tuttora aperta (come affermano fonti vicine al governo iraniano.

Il regime della navigazione negli “stretti usati per la navigazione internazionale” (tra cui rientra indiscutibilmente lo stretto di Hormuz) è stabilito dalla UNCLOS – Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 1982 (nota anche come Convenzione di Montego Bay). Tale convenzione non è stata ratificata né dagli Stati Uniti né dall’Iran, ma è comunque e quindi universalmente applicabile.

In base alla UNCLOS – Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 1982 (cui è attribuita natura di codificazione del diritto internazionale marittimo consuetudinario) negli stretti usati per la navigazione internazionale viene in ogni caso riconosciuto il diritto di passaggio in transito (art. 38 co. 2).

L’Iran contesta che la disciplina sul diritto di passaggio di transito negli stretti usati per la navigazione internazionale sia applicabile, in quanto la stessa sarebbe stata introdotta per la prima volta dall’UNCLOS (che l’Iran non ha ratificato) che non si configurerebbe, quindi, per questa parte, come l’enunciazione di un principio di diritto internazionale marittimo consuetudinario. L’Iran non contesta, tuttavia, che alle navi mercantili (e da guerra) di tutti gli stati debba essere riconosciuto nello stretto di Hormuz il diritto di passaggio inoffensivo, come tale qualificandosi il passaggio “che non arreca pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero” (art. 19).

Il diritto di passaggio inoffensivo ha un contenuto più ristretto del diritto di passaggio in transito, soprattutto per i sommergibili e gli altri veicoli subacquei, che sono tenuti a navigare in superficie (art. 20). Anche per le navi mercantili, poi, il diritto di passaggio inoffensivo può subire limitazioni da parte dello Stato costiero, il quale può “può emanare leggi e regolamenti in merito a una serie di materie, tra cui la sicurezza della navigazione e la regolamentazione del traffico marittimo.

Con specifico riferimento al tema, oggi oggetto di discussione, della possibilità di imporre pedaggi alle navi straniere (o addirittura solo a quelle di alcuni stati), si prevede che “nessuna tassa può essere imposta alle navi straniere per il solo motivo del loro passaggio attraverso il mare territoriale”, puntualizzandosi, poi, che “le tasse possono essere imposte a una nave straniera che passi attraverso il mare territoriale, a solo titolo di pagamento per specifici servizi resi alla nave stessa. Tali tasse sono imposte senza discriminazione” (art. 26).

Né vale l’assimilazione, che pure è stata prospettata, con quanto già avviene nei canali di Suez e di Panama. In questi ultimi casi, infatti, si tratta non di “stretti” (cioè bracci di mare – naturali – che collegano tra loro spazi ugualmente marini, come nel caso dello stretto di Hormuz) ma di “canali”, cioè di vie d’acqua che sono state realizzate mediante l’opera dell’uomo. Sul piano squisitamente giuridico, poi, mentre gli stretti rientrano tra gli “spazi marini” (cui si applicano, a seconda dei casi, i principi della libertà di navigazione o del diritto di passaggio di transito o inoffensivo) i “canali” sono qualificati come acque interne, e quindi soggette alla piena sovranità dello stato nel cui territorio rientrano, che può liberamente stabilire le condizioni per il loro attraversamento».

Conclude Zunarelli: «In definitiva, in base al diritto del mare (pattizio e consuetudinario) vigente solo a fronte della fornitura di specifici servizi finalizzati a garantire la sicurezza della navigazione lo stato costiero può richiedere il pagamento di un corrispettivo».

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Il cordoglio del cluster portuale e marittimo per la morte di Daniele Rossi

Il mondo marittimo e portuale esprime il cordoglio per la scomparsa di Daniele Rossi, già presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico centro settentrionale e di Assoporti, l’Associazione dei porti italiani.

ASSOPORTI
Una nota di Assoporti riporta.”Con profondo dolore abbiamo appreso della scomparsa di Daniele Rossi, figura di riferimento per il sistema portuale italiano e per l’intera comunità marittima”.

“Nel corso del suo mandato alla guida di Assoporti⁠ (dal 2019 al 2021) Daniele Rossi ha accompagnato l’Associazione attraverso fasi particolarmente complesse e delicate, contribuendo con equilibrio, competenza e spirito di servizio ad affrontare sfide di grande rilievo, tra cui l’emergenza sanitaria che ha messo a dura prova il settore dei trasporti e della portualità.
Alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale da dicembre 2016 a dicembre 2024 per poi proseguire come commissario fino all’insediamento del suo successore, ha lasciato un segno profondo nello sviluppo del porto di Ravenna, promuovendo progetti strategici e una visione di crescita che ancora oggi viene riconosciuta e ricordata da operatori, istituzioni e comunità portuale. Il suo contributo ha rappresentato un punto di riferimento per la modernizzazione dello scalo e per il rafforzamento del ruolo dei porti italiani nel contesto nazionale ed europeo.
Il Presidente di Assoporti, Roberto Petri, e tutta la struttura dell’Associazione, nonché l’intero sistema portuale nazionale, si uniscono al dolore della famiglia, degli amici e di quanti hanno avuto modo di conoscerlo e collaborare con lui, ricordandone le qualità umane, la passione professionale e l’impegno costante al servizio del settore marittimo-portuale.”
Alla sua famiglia giungano le più sentite condoglianze e la vicinanza di tutta la comunità portuale italiana.

ANCIP
L’Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali scrive:- “ANCIP apprende con profonda tristezza la notizia della scomparsa del dott. Daniele Rossi” – “Il presidente Luca Grilli, il direttore generale Gaudenzio Parenti e tutte le imprese associate dei porti italiani esprimono il più sincero cordoglio alla famiglia, ai suoi cari, ad Assoporti, all’Autorità di Sistema Portuale e all’intera comunità portuale ravennate.
Daniele Rossi è stato una figura autorevole e stimata del sistema marittimo-portuale italiano: uomo delle istituzioni, manager competente e interlocutore sempre equilibrato, capace di servire il settore con serietà, visione e profondo senso di responsabilità.
Alla guida del porto di Ravenna e, successivamente, di Assoporti, ha contribuito con dedizione alla crescita, alla coesione e alla rappresentanza del sistema portuale nazionale, anche in fasi particolarmente complesse.
ANCIP ne ricorda con rispetto il valore professionale, istituzionale e umano, stringendosi con affetto alla famiglia e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui.”

Sen. Raffaella Paita: capogruppo al Senato di Italia viva
“Daniele Rossi e’ stato manager straordinario, che ha dato prova di se’ nel settore della portualita’ come presidente dell’autorita’ portuale di Ravenna e di Assoporti. Persona intelligente e dotata di un garbo e di uno stile unici: univa mitezza ed eleganza a determinazione e competenza”, ha scritto la senatrice Raffaella Paita Paita – “Rossi ha rappresentato un modo inedito di svolgere il ruolo di presidente. Ricordo con affetto e stima lo spirito collaborativo e costruttivo con il quale si confrontava con la commissione trasporti che ho presieduto nella scorsa legislatura. Le mie piu’ sentite condoglianze”.

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Assocostieri: Logistica energetica e sviluppo nazionale, quali scenari

“Logistica energetica, bussola verso nuovi orizzonti?”, è il titolo dell’Assemblea Pubblica di Assocostieri, in programma a Roma giovedì 25 giugno 2026 alle ore 11 presso la Sala Orlando di Confcommercio.

L’evento rappresenterà un’importante occasione di confronto tra istituzioni, operatori del settore e stakeholder della filiera energetica sui principali temi che interessano il futuro del comparto. Al centro del dibattito vi sarà il ruolo strategico della logistica energetica nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale e accompagnare il percorso di transizione energetica del Paese.

L’Assemblea si propone di approfondire le sfide e le opportunità che il settore è chiamato ad affrontare in un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti geopolitici, tecnologici e ambientali, evidenziando il contributo della logistica energetica allo sviluppo sostenibile e alla crescita economica dell’Italia.

Ad aprire i lavori Pasquale Russo, vicepresidente Confcommercio e presidente Conftrasporto, insieme con il presidente di Assocostieri, Elio Ruggeri, e il direttore Generale Dario Soria.

Tra i relatori: Gilberto Dialuce, presidente del Comitato ETS2 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Seguirà una tavola rotonda che vedrà il confronto tra rappresentanti delle istituzioni, delle autorità competenti e delle forze politiche. Parteciperanno Massimiliano De Toma, consulente Energia di Fratelli d’Italia; Pierluigi Milella, capo Ufficio I del Reparto VI del Comando generale delle Capitanerie di porto; Giovanni Perrella, presidente del Comitato tecnico consultivo biocarburanti – MASE; Luigi Liberatore, direttore della Direzione Accise dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM); Tullio Patassini, responsabile Dipartimento Energia della Lega; Luca Squeri, responsabile Dipartimento Energia di Forza Italia.

Le conclusioni saranno affidate al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.

L’evento sarà moderato da Alberto Quarati, Il Secolo XIX.

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Portoferraio: Il Corridoio Blu – I traghetti full-electric per un clima e un turismo più sostenibili

PORTOFERRAIO – Traghetti elettrici e sostenibilità sono questi i temi al centro dell’evento “Il Corridoio Blu, I traghetti full-electric per un clima e un turismo più sostenibili“, in programma oggi a Portoferraio, dove verrà presentata un’analisi tecnica ed economica sul potenziale di elettrificazione dei traghetti in Italia. Il confronto vede la presenza di istituzioni, mondo accademico e operatori del settore per delineare le prospettive della navigazione sostenibile nel Paese.
L’iniziativa si svolge presso la sala Nervi (Ex Gattaia), Via Vittorio Emanuele II, 6, Portoferraio.

E’ possibile seguire l’evento anche in diretta streaming: https://www.youtube.com/live/IzAiesdZNv0

PROGRAMMA

10.00 – 10.10 Apertura e saluti istituzionali
Tiziano Nocentini
Sindaco di Portoferraio
10.10 – 10.30 Presentazione T&E Analisi tecnica ed economica del potenziale di elettrificazione dei traghetti in Italia
Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager, T&E Italia
10.30 – 11.30 Panel 1 Quali opportunità per il sistema Paese: le prospettive delle istituzioni?

Intervengono:
Patrizia Scarchilli, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per il Mare, il Trasporto Marittimo e per Vie d’Acqua Interne
Davide Gariglio, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale
David Barontini, Assessore all’Ambiente della Regione Toscana
Andrea Cocco, Autorità di Regolazione dei Trasporti

11.30 – 12.15 Panel 2 : Come passare dalle parole all’azione?
Guido Befani Università di Teramo Prospettive regolatorie, normative e applicative della portualità sostenibile*
Sara Salamone (RSE S.p.A.) e Marco Gallo (Università di Genova)
Elettrificazione dei traghetti: una rotta già tracciata. Sfide, tecnologie e soluzioni*
John Scanu, Econboard
AURORA: un progetto e una realizzazione pilota

12.30 – 12.45
Keynote Speech
Attilio Massa, Policy Officer, DG MOVE – Commissione Europea

12.45 – 13.15
Panel 3 Quali opportunità per l’impresa?
Intervengono:
Damiano Landi, TERNA S.p.A.
Edoardo D’Andrea, Confitarma

14.30 – 15.30
Panel 4  I benefici dell’elettrificazione dei traghetti sul territorio e per l’essere umano
Introduce e modera, Adolfo Santoro, Psichiatra e Psicoterapeuta
Intervengono:
Carla Ancona Epidemiologa, Servizio Sanitario del Lazio
L’ambiente nei porti italiani: i risultati del progetto SALPIAM*
Paolo Marzorati, Direttore Ospedale di Portoferraio
Transizione marittima verde e salute pubblica*
Matteo Arcenni, Presidente Parco Nazionale Arcipelago Toscano

15.30 – 16.00 Chiusura dei lavori
Rossana Bacci, Assessore all’Ambiente del Comune di Piombino
Andrea Boraschi, Direttore T&E Italia

IL CORRIDOIO BLU program Portoferraio: Il Corridoio Blu - I traghetti full-electric per un clima e un turismo più sostenibili

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Porto di Genova, il nuovo collegamento in quota migliora l’accesso ai terminal

GENOVA – Con l’attivazione del nuovo collegamento della viabilità portuale di Genova, costituito dai primi 3 chilometri della nuova sopraelevata portuale, il capoluogo ligure compie un importante passo avanti nel programma di potenziamento dell’accessibilità stradale allo scalo. L’intervento si inserisce nel più ampio processo di modernizzazione delle infrastrutture logistiche, finalizzato a rendere più efficienti i collegamenti con il porto e a ridurre l’impatto del traffico pesante sulla viabilità urbana.

L’infrastruttura, entrata in esercizio il 5 giugno, prolunga la Strada della Superba in quota raccordandola alla nuova sopraelevata portuale attraverso l’attivazione della via superiore del nuovo Ponte del Papa.

La nuova configurazione infrastrutturale mette a disposizione quattro corsie sulla viabilità superiore, due per ciascun senso di marcia, oltre a due corsie a raso predisposte per eventuali ampliamenti in funzione delle esigenze operative. Contestualmente viene attivato anche il nuovo varco di ponente in quota, realizzato in configurazione temporanea in attesa del completamento del varco definitivo previsto sulla sponda destra del torrente Polcevera.

Il collegamento consentirà di intercettare direttamente i mezzi pesanti provenienti dal casello autostradale di Genova Aeroporto, indirizzandoli verso le aree operative del porto e riducendo significativamente le interferenze tra il traffico logistico-portuale e la viabilità cittadina.

Il ruolo del nuovo Ponte del Papa

L’intervento valorizza inoltre la via in quota del nuovo Ponte del Papa, infrastruttura completata nel 2024 e considerata una delle opere più innovative dell’ingegneria stradale europea. Caratterizzato da una struttura ad arco con impalcati sovrapposti su due livelli e da una campata unica di quasi cento metri, il viadotto rappresenta il primo esempio in Europa e uno dei primi a livello mondiale di questa particolare configurazione strutturale.

Un piano da oltre 175 milioni di euro

L’attivazione del collegamento si inserisce in un più ampio programma di riassetto della viabilità portuale del valore complessivo di circa 175,6 milioni di euro, che interessa l’intero bacino portuale di Sampierdarena.

Il nuovo asse infrastrutturale costituisce infatti uno degli elementi chiave della trasformazione dei circa sei chilometri della principale direttrice di accesso ai terminal portuali, dal ponente cittadino fino alle calate storiche di Bettolo e Sanità, passando attraverso il nodo strategico di San Benigno e il collegamento con il casello autostradale di Genova Ovest.

Una nuova fase del progetto è prevista per il 15 giugno, con il completamento del collegamento tra la viabilità in quota e il varco di San Benigno tramite la rampa realizzata da Autostrade per l’Italia nell’ambito dei lavori del tunnel subportuale. Entro la fine del mese è inoltre prevista la conclusione della demolizione del vecchio Ponte del Papa, finora utilizzato come ponte di cantiere e destinato a lasciare spazio a una configurazione più sicura anche sotto il profilo idraulico alla foce del Polcevera.

Obiettivo 2026: collegamento diretto tra porto e autostrade

L’opera rappresenta una fase intermedia di un progetto che sarà completato entro la fine del 2026 con la connessione definitiva tra la Strada della Superba in quota e la nuova sopraelevata portuale.

Una volta ultimato, il sistema costituirà una direttrice ad alta capacità tra la sponda destra del Polcevera e il varco di San Benigno, garantendo un collegamento diretto tra i terminal portuali e i principali nodi autostradali di Genova Ovest e Genova Aeroporto. L’obiettivo è sostenere la crescita dei traffici attesa nei prossimi anni grazie alla nuova diga foranea e alla riconfigurazione delle banchine del porto commerciale, migliorando al contempo la separazione tra traffico pesante e traffico urbano e favorendo l’integrazione con il potenziamento dell’ultimo miglio ferroviario.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, ha commentato: «L’attivazione di questi primi 3 km della nuova sopraelevata portuale rappresenta un passaggio strategico per Genova e per il suo sistema logistico. L’opera è stata anticipata rispetto al completamento per rispondere in modo immediato alle criticità di traffico nei periodi di maggiore intensità e consente oggi a circa 900-1.000 mezzi pesanti al giorno di accedere direttamente alle aree operative del porto, senza attraversare la viabilità urbana, con benefici concreti per la città e per l’efficienza dello scalo. Si tratta di un intervento realizzato in tempi rapidi, per una infrastruttura in quota, e con soluzioni ingegneristiche innovative, in un contesto operativo complesso come quello portuale, dove le attività non possono mai interrompersi. L’opera introduce anche un primo beneficio per l’autotrasporto con la creazione di circa 70 nuovi stalli di sosta temporanea sulla esistente sopraelevata, vicino al varco di San Benigno, primo passo verso la realizzazione di un nuovo autoparco, che potrà essere sviluppato grazie alla sinergia di istituzioni e operatori con una virtuosa partnership pubblico-privato. La nuova infrastruttura è dotata di impianti fotovoltaici finanziati con fondi PNRR e ha permesso di superare una storica criticità idraulica rappresentata dal vecchio attraversamento sul Polcevera.

L’intervento» – ha concluso il presidente Parioli – «si inserisce in un più ampio programma di investimenti infrastrutturali da 176 milioni di euro che punta a migliorare l’accessibilità ai terminal, rafforzare l’intermodalità e rendere più efficiente e sicuro il lavoro portuale, nel segno di un equilibrio sempre più avanzato tra porto e città e di una maggiore competitività del sistema logistico nel Mediterraneo e lungo il Corridoio Reno-Alpi».

L'articolo Porto di Genova, il nuovo collegamento in quota migliora l’accesso ai terminal proviene da Corriere Marittimo.

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Savona – Vado primo porto container italiano nella classifica della World Bank

VADO LIGURE – L’amministratore delegato di Vado Gateway, Santi Casciano, ha commentato i dati pubblicati dal “The Container Port Performance Index (CPPI) 2025“ del World Bank Group, che vedono lo scalo di Savona – Vado, posizionato al 51° posto (mentre era 87° nel 2024) della classifica mondiale dei porti contenitori su un totale di oltre 400 analizzati.

Il Container Port Performance Index misura il tempo di permanenza delle navi portacontainer in porto, considerando gli effetti combinati di accesso nautico, disponibilità di ormeggi, produttività della movimentazione merci, operazioni di cantiere e coordinamento tra le parti interessate. Basandosi su dati effettivi relativi agli scali delle navi, anziché su indicatori autodichiarati, il CPPI riflette il funzionamento dei porti all’interno delle reali reti di trasporto marittimo globali e fornisce una base coerente per il benchmarking delle prestazioni.

Sviluppato dalla Banca Mondiale e da S&P Global Market Intelligence, il CPPI è diventato un punto di riferimento consolidato per confrontare l’efficienza portuale tra diverse località, regioni e fasce di reddito, nonché per monitorare le prestazioni nel tempo.

Ai primi dieci posti della classifica figurano i porti di Fuzhou (Cina), Dalian (Cina), Salalah (Oman), Mawan (Cina), Chiwan (Cina), Tanger Med (Marocco), Ningbo (Cina), Hamad Port (Qatar), Hong Kong (Hong Kong SAR, Cina) e Kobe (Giappone).

«Il ritorno del porto di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index 2025 rappresenta un riconoscimento significativo per l’intera comunità portuale e per tutti gli attori che contribuiscono con il loro lavoro quotidiano all’efficienza operativa dello scalo» – ha dichiarato Santi Casciano – «È un risultato importante perché si basa su uno degli indicatori di produttività più rilevanti per il nostro settore, vale a dire il tempo effettivo di permanenza di una nave in porto, un parametro che rappresenta non solo un indicatore della produttività dei porti, ma anche un elemento determinante per la resilienza e l’affidabilità delle catene logistiche globali in un contesto caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e ridefinizione delle rotte marittime internazionali».

Santai Casciano
Il ceo di Vado Gateway, Santi Casciano

Continua l’amministratore delegato del terminal vadese: «Come unico terminal contenitori del porto di Savona-Vado siamo orgogliosi di aver contribuito a questo risultato, a dimostrazione della validità del percorso intrapreso da Vado Gateway dall’avvio dell’operatività avvenuto nel febbraio 2020. Una traiettoria di crescita fatta di investimenti e sviluppo delle competenze che, in pochi anni, hanno consentito al Container Terminal di Vado Ligure di assumere un ruolo importante nella geografia terminalistica internazionale.
Il ritorno di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index rappresenta per noi uno stimolo a proseguire lungo questa rotta, continuando a lavorare insieme alle istituzioni e a tutti gli stakeholder del cluster portuale per rafforzare il ruolo di Vado Gateway come hub portuale e logistico strategico nel Mediterraneo, creando valore per il territorio, i clienti e l’intero sistema logistico nazionale».

Secondo l’INDEX:

Nel 2025, le prestazioni portuali globali hanno mostrato un leggero peggioramento rispetto al 2024, ovvero tempi di rotazione delle navi mediamente più lunghi. Questa tendenza maschera significative variazioni regionali. I porti delle economie a reddito medio-alto e ad alto reddito hanno generalmente registrato tempi di rotazione più brevi, grazie a infrastrutture più solide, una maggiore intensità di utilizzo delle gru e un migliore coordinamento. Diversi porti dell’Asia orientale e meridionale si sono nuovamente classificati tra i migliori, mentre alcuni porti in Europa e Nord America hanno continuato a riprendersi dalla precedente congestione. I porti dell’Africa subsahariana, spesso caratterizzati da vincoli di capacità e da strutture commerciali dominate dalle importazioni, hanno generalmente registrato tempi di rotazione più lunghi.

L’edizione 2025 evidenzia l’esposizione dei porti alle interruzioni della catena di approvvigionamento globale. Gli ultimi anni hanno visto ripetuti shock, tra cui la volatilità legata alla pandemia, i cambiamenti geopolitici delle rotte e gli eventi climatici. Queste interruzioni influenzano i modelli di arrivo delle navi, creano congestione e allungano i tempi di permanenza in porto. Allo stesso tempo, le prestazioni portuali stesse influenzano lo stress della catena di approvvigionamento. Tempi di rotazione più lunghi riducono la capacità di carico effettiva e propagano i ritardi nelle reti globali, rafforzando la volatilità. L’analisi dei dati CPPI per il periodo 2020-2025 conferma una forte relazione bidirezionale tra le prestazioni portuali e lo stress della catena di approvvigionamento. I periodi di maggiore stress sono associati a tempi di permanenza delle navi più lunghi, mentre prestazioni portuali più deboli amplificano le interruzioni ritardando gli scali successivi e riducendo la capacità. Questa interazione sottolinea il ruolo dei porti efficienti come stabilizzatori del commercio globale.

Fornendo una serie storica coerente e dati, consente ai responsabili politici, alle autorità portuali, agli operatori e ai partner per lo sviluppo di valutare le tendenze delle prestazioni e confrontare i porti con strutture analoghe. L’indice supporta quindi un processo decisionale basato su dati concreti, volto a migliorare l’efficienza, la resilienza e il funzionamento complessivo delle catene di approvvigionamento marittime globali.

VADO GATEWAY

Vado Gateway comprende il nuovo Container Terminal deep-sea, infrastruttura portuali tecnologicamente avanzata e l’adiacente Reefer Terminal, il più grande hub del Mediterraneo per la logistica della frutta.
Operativo dal febbraio 2020, il nuovo Container Terminal di Vado Ligure a regime sarà in grado di movimentare annualmente circa 900 mila TEUs (contenitori da 20 piedi), con un obiettivo di intermodalità su ferro del 40%.
I TEUs movimentati nel 2025 all’interno dei due terminals vadesi sono stati complessivamente circa 600mila (+58,4% sul 2024), di cui 24% export, 37% import e 33% transhipment.

L'articolo Savona – Vado primo porto container italiano nella classifica della World Bank proviene da Corriere Marittimo.

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