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Casa e mutui: così l’inefficienza dei tribunali pesa sul mercato immobiliare italiano

I tribunali con più fascicoli pendenti sono Milano (2.209) e Roma (1.699)

Il mercato immobiliare italiano non è frenato soltanto dai prezzi elevati, dagli stipendi bassi e dalla scarsità di offerta nelle grandi città. A pesare sull’accesso alla casa c’è anche un fattore meno visibile, ma decisivo: l’inefficienza della giustizia civile e, in particolare, la lentezza delle procedure esecutive immobiliari.

Quando un immobile pignorato resta bloccato per anni all’interno di una procedura giudiziaria: è una casa sottratta al mercato, un capitale immobilizzato per il sistema bancario e un costo che, indirettamente, ricade su chi oggi prova ad acquistare un’abitazione.

È quanto emerge dall’analisi realizzata da Datasinc, realtà specializzata nella raccolta e analisi massiva di dati immobiliari italiani, che ha elaborato i dati ufficiali del Ministero della Giustizia e i flussi SIECIC relativi alle esecuzioni immobiliari nei principali distretti del Paese.

Lo studio sottolinea come i tempi della giustizia civile incidano sul funzionamento del mercato immobiliare e sul credito alle famiglie. La durata media stimata dei procedimenti civili nel 2025 si attesta intorno ai 2.139 giorni, pari a quasi 5 anni e 10 mesi. Una traiettoria che, ai ritmi attuali, porterebbe a una riduzione cumulativa di circa il 25%, ancora distante dal target del 40% richiesto nell’ambito degli obiettivi europei.

Milano e Roma: i grandi tribunali sotto pressione

Milano rappresenta uno dei casi più significativi, dove la scarsità di offerta e i prezzi elevati rendono ogni immobile bloccato una risorsa sottratta alla domanda abitativa. Nel solo ambito delle esecuzioni immobiliari, il Tribunale Ordinario di Milano registra nel 2025 un carico attivo di 2.209 fascicoli pendenti.

Il contesto milanese presenta però anche un elemento di compensazione: l’elevata liquidità del mercato e l’interesse degli investitori per le aste immobiliari possono ridurre il rischio di vendite deserte, accelerando almeno in parte la rotazione degli asset pignorati.

A Roma, invece, il quadro appare più complesso. Il Tribunale della Capitale registra 1.699 procedure esecutive immobiliari pendenti nel 2025. Oltre ai volumi elevati, incidono anche le rigidità operative e procedurali. Il nuovo mansionario dei custodi, entrato in vigore a febbraio 2025, rafforza i controlli su trascrizioni ipocatastali, irregolarità, edilizia agevolata e spese straordinarie. Una maggiore tutela della regolarità degli atti che, tuttavia, può rallentare ulteriormente la gestione dei fascicoli.

Nord Est più efficiente, Sud e Isole frenati dalle aste deserte

Nel Nord Est, in particolare nei distretti di Venezia e Verona, i dati mostrano segnali di maggiore resilienza organizzativa. Nel corso del 2025, le esecuzioni immobiliari hanno registrato in diversi casi un numero di procedimenti definiti superiore alle nuove sopravvenienze. Questo indica una capacità superiore di smaltimento e una minore tendenza ad accumulare nuovo arretrato.

Più critica la situazione nei distretti del Sud e delle Isole, come Bari, Reggio Calabria e Palermo. Qui alle complessità procedurali si somma una minore profondità del mercato immobiliare locale. La domanda più debole aumenta il rischio di aste deserte, costringendo i tribunali a programmare nuovi esperimenti di vendita e a ridurre progressivamente il prezzo base.

La “tassa occulta” dei tempi giudiziari

Il peso delle procedure esecutive non si misura solo nei fascicoli pendenti, ma anche negli effetti prodotti fuori dai tribunali: abitazioni che rientrano più lentamente sul mercato, valori di recupero più incerti e maggiore prudenza da parte degli operatori finanziari.

“Le inefficienze della giustizia civile non restano confinate nei tribunali: quando una procedura esecutiva immobiliare dura anni, l’immobile resta bloccato, il recupero del credito diventa più incerto e il rischio finisce per riflettersi sull’intero mercato”, spiegano Nicola Chiarini e Francesco Braggiotti di Datasinc. “L’analisi dei dati permette di rendere visibili questi meccanismi, misurando le differenze territoriali e offrendo una base oggettiva per interventi più mirati”.

È questa la “tassa occulta” dei tempi giudiziari: un costo che non compare nei contratti, ma può pesare sull’accessibilità della casa. Rendere più efficiente la giustizia civile diventa quindi una condizione essenziale per un mercato immobiliare più equo, trasparente e accessibile.

L’analisi dei dati per rendere più efficiente il sistema

Per rendere visibili queste dinamiche, Datasinc utilizza intelligenza artificiale e machine learning per elaborare grandi volumi di dati immobiliari, economici, territoriali e giudiziari. L’obiettivo è trasformare informazioni frammentate in una fotografia chiara delle criticità che incidono sul funzionamento del mercato.

L’automatizzazione delle proceduredi analisi e validazione consente di ridurre il margine di errore, intercettare anomalie, frodi o discrepanze nei valori immobiliari e restituire informazioni utili a istituzioni, operatori finanziari e stakeholder del settore.

In questo senso, la trasparenza dei dati non è solo uno strumento tecnico, ma una leva concreta per costruire un mercato della casa più accessibile, sostenibile ed efficiente.

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Berlusconi, gli affari di Marina non decollano: la flotta aerea continua a volare in rosso. Perdita monstre: la cifra è da capogiro

Alba Servizi Aerotrasporti in rosso, il disavanzo è stato integralmente ripianato da Fininvest

La flotta aerea di Marina Berlusconi continua a volare in rosso. Il bilancio del 2025 di Alba Servizi Aerotrasporti (Asa), controllata da Fininvest presieduta dalla figlia del defunto Silvio, si è infatti chiuso con una perdita di oltre 3,3 milioni di euro, sia pur ridotta dal passivo di 6 milioni dell’anno prima. Il disavanzo è stato integralmente ripianato dall’assemblea soci del 30 aprile scorso svoltasi a Milano, mediante l’uso di parte dei 5 milioni versati da Fininvest in conto capitale. La flotta aerea di Asa è composta da un jet Gulfstream 550 (in contratto di associazione con Aurelia, la holding dei Gavio, che ne ha il 67%), un nuovo Gulfstream 450 e un elicottero Agusta AW 139 mentre nei primi mesi di quest’anno è stato comprato un Gulfstream 600.

LEGGI ANCHE: Berlusconi, il Teatro Manzoni di Marina ancora in rosso: nuove perdite nel 2025 e Fininvest ripiana i conti

Va detto però che lo scorso anno la società ha venduto due jet: un Hawker 750 e un Hawker 800 realizzando una plusvalenza di circa 1,8 milioni. I ricavi anno su anno sono rimasti all’incirca stabili a 17,5 milioni di cui 16,3 milioni di servizi di trasporto aereo, cui si sono aggiunti 281mila euro di trasporti elicotteristici e 841mila euro di trasporti con aerei di terzi. Nel 2025, comunque, le ore volate dall’intera flotta sono diminuite a 1.122 dalle 1.379 dell’anno precedente. La posizione finanziaria netta a debito è significativamente peggiorata da 8 milioni a 15 milioni per vi dell’acquisto dei nuovi velivoli. Asa, di cui è stato riconfermato amministratore delegato Augusto Barbieri mentre presidente è Danilo Pellegrino amministratore delegato di Fininvest.

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Imu, al via l’acconto per le seconde case: un conto da 17 miliardi di euro

Imu, scatta l’acconto sulle seconde case: vale 17 miliardi l’anno

L’agenzia delle entrate chiama i possessori di immobili (le prime case non pagano) a versare l’acconto dell’Imu. A dicembre ci sarà il saldo. Si tratta di una spesa che per i contribuenti vale quasi 17 miliardi l’anno. Chi ritarda può comunque pagare in più con il ravvedimento operoso.

La Uil contesta le differenze tra le città

La Uil critica le forti disparità in Italia: si va dai 3.499 euro all’anno a Roma ai 1.514 euro di Salerno. Meno della metà. Il sindacato chiede una “riforma strutturale che rafforzi l’attuazione del principio di progressività, riduca la pressione sui redditi da lavoro e da pensione e contrasti con maggiore efficacia l’evasione” e un “aggiornamento dei valori catastali”. Il tema dell’Imu resta aperto e potrebbe cambiare presto con le novità del Piano Casa.

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NASA Award Boosts Space Technology Research Capabilities

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NASA Award Boosts Space Technology Research Capabilities

Space Technology Mission Directorate, Two mechanical engineers working on the calibration gas system

NASA is introducing a new funding opportunity to accelerate academic research and technology development. The Minority University Research and Education Project Space Technology Artemis Research (M‑STAR) application window opened Thursday and will remain open through 11:59 p.m. EDT on Tuesday, Aug. 11.

The research funded through this award supports the agency’s priorities for exploring the Moon, Mars, and deep space, while strengthening eligible institutions in the future of space exploration. Through M-STAR, institutions are encouraged to grow their scientific and engineering capabilities, enhance faculty and student engagement in aerospace research, and expand their ability to compete for future federal and commercial research awards.

Administered by NASA’s Office of STEM Engagement, this initiative contributes to NASA’s Space Technology Mission Directorate, and supports the agency’s broader mission to develop innovative technologies that improve space transportation, human exploration, robotic discovery, and the growing space economy.

NASA’s Office of STEM Engagement fosters an ecosystem across education, industry, and government to cultivate a well‑prepared talent pool, while the agency’s Space Technology Mission Directorate develops the transformative space technologies that enable future NASA missions and ensure U.S. leadership in aerospace. Together, they accelerate mission readiness by aligning cutting edge technological innovation with the workforce needed to carry it forward.

For complete eligibility information, help session registration, and to submit an M-STAR proposal, visit:

https://go.nasa.gov/4exkPiH

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NASA’s Career Technical Education Day Highlights Technical Careers

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Preparations for Next Moonwalk Simulations Underway (and Underwater)

Students participate in a hands-on robotics demonstration during Career Technical Education Day at NASA’s Langley Research Center in Hampton, Virginia.
Students participate in a hands-on robotics demonstration during Career Technical Education Day at NASA’s Langley Research Center in Hampton, Virginia.
NASA/Mark Knopp

At NASA, remaining a global leader in exploration and innovation includes having a skilled
and dedicated workforce. Technicians play a critical role in advancing the agency’s
research and missions, applying hands-on expertise across engineering, fabrication,
electronics, and countless other technical fields.


To help cultivate the next generation of technical talent, NASA’s Office of STEM Engagement
hosted Career Technical Education Day recently at NASA’s Langley Research Center in
Hampton, Virginia. One hundred high school and community college students from Virginia
and North Carolina attended, eager to explore the technical career paths that help drive
NASA’s work.


“Many students picture NASA as only astronauts or engineers and therefore never consider
a career at NASA to be within their reach,” said Bonnie Murray, lead for the Office of STEM
Engagement at NASA Langley. “Bringing students from local career and technical
education programs to Langley allows them the opportunity to see technicians at work,
hear the pathways those technicians followed, and understand how the skills they are
developing in their related classes have a place in the NASA workforce.”


The event opened with remarks from NASA Langley’s Steve Gayle, who traced his path from
an engineering technician co-op in the center’s Fabrication Division and a graduate of
Langley’s Engineering Technician Apprentice Program to his current role as acting
associate director. Gayle encouraged students to embrace challenges, think critically, stay
curious, and create their own opportunities as they pursue their career goals.


“We need young, bright minds,” Gayle said. “At NASA, we rely on skilled hands-on
professionals — technicians who operate our wind tunnels, apply their skills in our
fabrication shops, and use their electronics knowledge to design, test, and build critical
systems.”

Students visit NASA Langley Research Center’s model shop during Career Technical Education Day to learn about the materials and techniques technicians use to build model aircraft and spacecraft.
Students visit NASA Langley Research Center’s model shop during Career Technical Education Day to learn about the materials and techniques technicians use to build model aircraft and spacecraft.
NASA/Ryan Hill

Throughout the day, students toured several of Langley’s world-class facilities, including
the historic Landing and Impact Research Facility and one of the center’s wind tunnels. At
each stop, they received a behind-the-scenes look at the spaces where NASA technicians
build, test, and refine the tools and technologies that support the agency’s missions. The
technicians spoke with students about their work, their career paths, and the skills needed
to excel in technical roles.


Hands-on demonstrations and interactive activities lead by NASA technicians and
aerospace industry partners helped students connect their classroom experience with
real-world applications. Whether observing fabrication techniques, seeing instrumentation
up close, or engaging with engineering demonstrations, participants experienced how
STEM and technical skills directly translate into meaningful careers.


“Through events such as this, NASA seeks to prepare students for aerospace careers
through experiences and investments that strengthen research capacity, build technical
expertise, and expand reach in alignment with agency missions and needs,” Murray said.
The event ended with a career panel moderated by NASA astronaut Joe Acaba, associate
director of mission and strategy at NASA’s Johnson Space Center in Houston and former
math and science teacher. The panel featured four Langley technician apprentices who
shared insights into their roles and the value of strong foundational skills in technical
fields.

Wyatt Healy, mechanical engineering technician apprentice at NASA’s Langley Research Center, answers questions during a career panel featuring NASA Langley technician apprentices during Career Technical Education Day.
Wyatt Healy, mechanical engineering technician apprentice at NASA’s Langley Research Center, answers questions during a career panel featuring NASA Langley technician apprentices during Career Technical Education Day.
NASA/Ryan Hill

“A basic grasp of how software, systems, and even everyday items function goes a long way
as you progress in your technician journey,” said Wyatt Healy, mechanical engineering
technician apprentice at NASA Langley. “When you have those fundamentals down,
learning the more advanced concepts becomes much easier. It doesn’t happen overnight,
but with a strong foundation, the sky is the limit.”


By connecting students with NASA professionals, facilities, and hands-on experiences, the
event showcased a broad range of opportunities available in technical careers. It also
underscored NASA’s commitment to building a strong, skilled workforce equipped to
support the agency’s mission and tackle the challenges of tomorrow.


For more information about opportunities to connect students with NASA’s mission, work, and people, visit:

https://www.nasa.gov/learning-resources

Brittny McGraw
NASA Langley Research Center

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Sarà Luca Parmitano il pilota di Artemis III

La Nasa ha annunciato oggi la composizione dell’equipaggio della missione Artemis III: Randy Bresnik (comandante, Nasa), Luca Parmitano (Esa), Frank Rubio e Andre Douglas (specialisti di atterraggio, entrambi Nasa). È stato inoltre designato come membro di riserva dell’equipaggio l’astronauta Bob Hines (Nasa). L’equipaggio inizierà ora un rigoroso programma di addestramento per familiarizzarsi con i sistemi della navicella Orion e con il funzionamento dei sistemi di atterraggio con equipaggio umano, in vista di un’ambiziosa serie di dimostrazioni che precederanno la missione di atterraggio sulla Luna.

L’equipaggio della missione Artemis III. Da sinistra: Andre Douglas, Luca Parmitano, Randy Bresnik e Frank Rubio. Crediti: Nasa

Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Esa, ha trascorso 366 giorni nello spazio nel corso di due missioni di lunga durata sulla Stazione spaziale internazionale, Volare e Beyond. Durante queste missioni, ha collaborato a centinaia di esperimenti, ha effettuato sei passeggiate spaziali per un totale di oltre 30 ore ed è diventato comandante della Stazione. Da quando è tornato sulla Terra, Parmitano ha ricoperto il ruolo di referente dell’Esa presso il Johnson Space Center della Nasa a Houston, agendo come “CapCom” e addestrando gli astronauti dell’Esa per le passeggiate spaziali e le operazioni robotiche. L’anno scorso Parmitano ha partecipato all’Underway Recovery Test 12 della Nasa, al largo delle coste della California, per simulare l’ammaraggio e il recupero degli astronauti di Artemis da un modello in scala reale della navicella Orion.

«Sono onorato di far parte di questo equipaggio e allo stesso tempo mi sento umile: i miei compagni di missione apportano un bagaglio di esperienze molto variegato, e non vedo l’ora di lavorare con loro, desideroso di imparare e di dare il mio massimo contributo nel mio ruolo. In qualità di pilota collaudatore, questa è davvero una missione da sogno, poiché potremo contribuire a testare i sistemi e a sviluppare le procedure affinché i futuri equipaggi possano spingersi più lontano e, in ultima analisi, riportare l’umanità sulla Luna», ha detto Luca Parmitano. «Sono molto grato all’Aeronautica militare per avermi fornito l’addestramento nelle mie prime fasi; all’Agenzia spaziale italiana – e all’Italia nel suo complesso – per avermi affidato il loro primissimo volo di lunga durata quando ero solo un novellino; all’Agenzia spaziale europea per l’addestramento, il sostegno infinito e le incredibili opportunità che ho avuto da quando sono diventato un astronauta dell’Esa, e alla Nasa per la sua leadership nel riportare l’umanità sulla Luna. È la conferma che l’Esa è un partner affidabile e la continuazione di una solida collaborazione che porterà un europeo sulla Luna».

«Artemis III amplierà i confini delle operazioni spaziali in orbita. La nomina dell’astronauta dell’Esa Luca Parmitano a pilota riflette la profonda competenza europea nel campo dei voli spaziali con equipaggio umano e fa leva sulla sua vasta esperienza operativa in situazioni di forte pressione», ha detto Josef Aschbacher, direttore generale dell’Esa. «Allo stesso tempo, il Modulo di servizio europeo (Esm) dell’Esa fornirà ancora una volta le capacità fondamentali che alimentano Orion, dimostrando il ruolo duraturo dell’Europa nel cuore stesso del programma Artemis. La notizia giunta oggi da Houston è un forte riconoscimento del ruolo dell’Esa nel rendere possibile il ritorno dell’umanità sulla Luna – e un progresso chiave nella nostra collaborazione con la Nasa. Gli europei possono essere orgogliosi di far parte di questo emozionante viaggio».

Fonte: press release Esa

La dichiarazione di Luca Parmitano (in inglese) sul canale YouTube dell’Esa:

 

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