Come Camillo Ruini ha influito sulla vita politica in Italia: è morto il cardinale, il più longevo presidente CEI della storia
Amato e seguito dai conservatori, avversato se non detestato dai progressisti: protagonista indiscusso, anche se spesso divisivo, della vita politica oltre che religiosa dell’Italia dalla Seconda Repubblica a pochissimi anni fa. È morto a 95 anni il cardinale e arcivescovo Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) dal 1991 al 2007, ex cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma. Le sue posizioni politiche, spesso dirette e disinvolte, portarono alla coniazione di un neologismo specifico: ruinismo. Ruini soffriva da tempo di problemi di salute legati alle funzionalità renali. Le sue condizioni si erano aggravate nelle ultime settimane. Aveva formulato la sua idea dei cosiddetti “valori non negoziabili”. Ad annunciare il decesso, il cardinale vicario Baldassare Reina e dal Consiglio episcopale.
Ruini era nato a Sassuolo, in provincia di Modena, nel 1931. Divenne sacerdote nel 1954, a 23 anni. “Avevo avvertito che Dio stava al centro della realtà. E allora ho pensato che la via più ovvia per metterlo al centro della mia vita fosse dedicarmi a Lui, per così dire, anche professionalmente”. Teologo di formazione, si laureò alla Pontificia Università Gregoriana, aveva insegnato filosofia nei licei. Venne ordinato vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla nel 1983. Papa Giovanni Paolo II lo nominò cardinale nel 1991, lo stesso anno in cui divenne presidente della CEI dopo esserne stato per cinque anni Segretario Generale. Sarebbe diventato il più longevo della storia, alla presidenza per 16 anni durante i quali la Conferenza divenne l’organo di riferimento per i cattolici impegnati nella vita politica italiana.
Ruini si oppose più o meno direttamente ai governi di Romano Prodi tra il 1996 e il 1998 e tra il 2006 e il 2008, in particolare entrò in conflitto con il centrosinistra su temi etici e sui diritti civili tra fecondazione assistita, fine vita, aborto e unioni civili. Da cardinale vicario di Roma, negò i funerali religiosi in chiesa a Piergiorgio Welby, considerando l’interruzione del trattamento sanitario alla stregua del suicidio. Si oppose direttamente alla campagna referendaria promossa dai Radicali sulla procreazione assistita nel 2005: la CEI promosse l’astensionismo contribuendo al non raggiungimento del quorum.
Fu lo stesso Prodi a definire, in più di un’occasione, Ruini come il più strenuo esponente dell’opposizione ai suoi governi. Ne aveva comunque celebrato il matrimonio. La CEI si avvicinò così alle posizioni del centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, con il quale ebbe un rapporto privilegiato. “Mi resi subito conto che il suo stile di vita aveva aspetti problematici. Ma la sua azione politica mi è apparsa decisiva per fermare il comunismo, per introdurre il bipolarismo in Italia e per resistere all’ondata di laicismo che già allora minacciava valori non negoziabili per la Chiesa”, aveva risposto a un’intervista de Il Corriere della Sera.
Ruini è stato, tra le altre cose, Presidente del Comitato della CEI per il Progetto culturale, Presidente della Commissione Internazionale per Medjugorje, Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense, relatore alla prima Assemblea del Sinodo dei Vescovi del 1991, membro del Comitato per il Giubileo del 2000 e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Ha pubblicato libri, saggi, ricerche. A Roma, negli anni del suo vicariato, vennero costruite oltre 50 nuove chiese, soprattutto nelle periferie. “Tutto il resto non può sostituire questo fatto fondamentale”, commentava rispetto al principale problema della società attuale, a suo avviso: la crisi demografica.
Ruini aveva sofferto un infarto che nel luglio 2024 lo aveva costretto a un ricovero d’urgenza al Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Nel 2025 soffrì invece un attacco renale. “Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il Cardinale Camillo Ruini – le parole del cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI – che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana”. Colpita e addolorata dalla scomparsa, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è detta onorata di aver conosciuto personalmente Ruini: “È stata una delle menti più lucide della società italiana e mi auguro che la sua eredità spirituale, culturale e umana possa essere raccolta come merita, per generare nuovi e generosi frutti”.
