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“La tua forza è questa: renderci partecipi di un sogno, dimostrandoci che si possono realizzare”. Perché Ultimo è diventato un fenomeno di massa? C’entrano Renato Zero e Vasco Rossi

“Quando ascoltavo la gente parlare mentre dava lezioni / non ho saputo imparare ed ora disegno le delusioni, le conclusioni / […] Ero un bambino diverso […] / Sempre collocato nel gruppo dei perdenti”. Sono le parole di Ultimo in una delle sue canzoni più amate e considerata ormai un vero e proprio manifesto per il suo popolo: “Sogni appesi”. E non è un caso.

Proprio in quelle parole si nasconde il segreto del successo di quello che non è un fenomeno musicale, ma un vero e proprio fenomeno di massa. Ma come nasce questa ondata di donne e uomini che culminerà nel concerro evento del “Raduno degli ultimi” che si terrà il 4 luglio a Tor Vergata a Roma? Lo spiega il volume “Il popolo di Ultimo” (Gallucci editore) di Mattia Marzi, dal 12 giugno in libreria.

“La tua forza è questa: renderci partecipi di un sogno, dimostrandoci che si possono realizzare. Anche quando parti da Ultimo” e “Sono una grandissima fan di Vasco da sempre ma ora Nic ci ha rubato l’anima: tu porterai avanti la storia e la favola di tutti noi”. Sono sono alcuni dei commenti dei fan del cantautore che si cullano sulle note di “Colpa delle favole”, Piccola stella”, “Rondini al guinzaglio” e “Il ballo delle incertezze”. Ma c’è di più oltre alle canzoni.

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“Basta col massacro a Gaza, Ucraina, Sudan e i 56 massacri in corso nel mondo”: il messaggio di Ligabue a Roma con “Il mio nome è mai più” – IL VIDEO

Luciano Ligabue durante il concerto allo Stadio Olimpico di Roma, il 12 giugno, ha mandato un messaggio molto chiaro sulla sua posizione contro le guerre. Il palco è immerso nell’oscurità. L’artista, con la chitarra acustica tra le mani, si esibisce in solitaria sull’estremità della passerella. Al ritornello, la band entra in scena con la propria musica mentre il palco si accende di un’intensa luce rossa. Sugli schermi compaiono le scritte “Basta col massacro a Gaza”, “Basta col massacro in Ucraina”, “Basta col massacro in Sudan” e “Basta con i 56 massacri in corso nel mondo”.

Ma non è tutto perché più avanti con il concerto il cantautore parla della violenza sulle donne con l’ultimo inedito “Nessuno è di qualcuno”. “Adesso vi facciamo sentire l’ultima canzone che ancora non è uscita, ma l’abbiamo già fatta dal vivo un po’ di tempo fa. – ha detto – È una canzone che io voglio dedicare a tutte le donne e le ragazze che hanno subito un qualsiasi tipo di violenza e in Italia, a quanto pare, è una su tre”.

Il palco è illuminato da luci rosse e bianche. Sullo schermo centrale, su uno sfondo nero viene proiettato il testo della canzone scritto in bianco e arricchito da grafiche rosse che rappresentano il mondo e grafiche astratte. Su tutti gli schermi viene proiettato un video in bianco e nero con alcuni volti dello spettacolo che ripetono “Nessuno è di qualcuno” seguito dalla scritta bianca su fondo nero “Una Nessuna Centomila”. A parlare sono: Pierfrancesco Favino, Linus, Marco D’Amore, Rosario Fiorello, Marco Bocci, Luca Zingaretti, Luca Argentero, Salvatore Esposito, Stefano Fresi, Edoardo Leo, Giorgio Panariello, Marco Giallini, Raul Bova, Giuseppe Fiorello, Vinicio Marchioni, Amadeus e, naturalmente, Fiorella Mannoia.

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Ligabue all’Olimpico di Roma: “De Gregori è patrimonio italiano, ma non condivido più di tanto il suo pensiero. Sul palco parlo delle 56 guerre nel mondo. Sanremo è col coltello tra i denti. Se mi invitano come ospite? Mai dire mai”

Luciano Ligabue è tornato allo Stadio Olimpico di Roma stavolta per la celebrazione “La notte di certe notti”. Erano in 54mila, come confermato dagli organizzatori, ad applaudire ieri 12 giugno l’artista che ha proposto una scaletta di 26 brani suddivisi in quattro parti per ogni album: “Ligabue” (1990), “Miss Mondo” (1999), “Fuori come va?” (2002), “Lambrusco, coltelli, rose & pop corn” (1991). Il bis è affidato a “I ragazzi non in giro” e naturalmente “Certe Notti”.

Abbiamo incontrato l’artista che ha raccontato la genesi dello spettacolo pensato per gli stadi, che proseguirà mercoledì 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino, sabato 20 giugno (a un anno da Campovolo 2025) allo Stadio San Siro di Milano e a settembre e ottobre con un tour nei palazzetti. Si inizia il 22 settembre dall’Arena di Verona per poi chiudere il 24 ottobre all’Unipol Dome, ultima data live di Ligabue per il 2026. E il 2027? “Mi fermo in Italia, ma all’estero succederà qualcosa”.

Su un prossimo album le idee sono chiare. “Allora diciamolo chiaramente, – ha concluso Ligabue – io di canzoni ne ho un fottio. È l’ultimo dei problemi avere delle canzoni. Poi da qui a pubblicarle è un’altra cosa proprio perché il mondo è cambiato. Qualcosa uscirà prima o poi. Abbiamo un brano che non abbiamo fatto uscire, ma c’è del materiale che è già stato realizzato in buona parte”.

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DANHILA: LA VOCE CHE HA STREGATO JOHN ALTMAN TORNA CON LIVE TO SHINE

DANHILA: 

LA VOCE CHE HA STREGATO JOHN ALTMAN TORNA

 CON LIVE TO SHINE

SINGOLO DI LANCIO DELL’ALBUM LIFE’S A RIVER,

 COPRODOTTO DA MIMMO CAPPUCCIO E BOBBY STIX 

 

Disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 19 Giugno 2026, per l’etichetta Plaza Mayor Company, il nuovo singolo di DANHILA, Live to Shine, che anticipa la pubblicazione dell’album Life’s a River, co-prodotto dal chitarrista e producer Mimmo Cappuccio (tra le sue produzioni e collaborazioni, Riccardo Fogli, Gatto Panceri, Jean Michel Byron (TOTO),Giuseppina Torre, Leonardo Monteiro, Mark Sherman, Ramon Montagner, Dario Deidda, Eric Daniel e Nico Rezende) e da Bobby Stix (compositore londinese, collaboratore del percussionista di Ed Sheeran).

Anima partenopea, raffinatezza londinese ed energia statunitense si incontrano nel segno di un crossover stilistico sorretto dalla vocalità eclettica dell’interprete e compositrice.

In Live to Shine risonanze emozionali e mood introspettivo/filosofico per una autentica rinascita esistenziale in musica- convivono freschezza pop, nu-soul (tra marcate atmosfere seventies e affermazione di una identità inedita), groove funky e profondità orchestrale.

Ho voluto che il singolo- racconta DANHILA- fosse un mix di vibrazioni positive, con un tocco mainstream ma senza rinnegare la mia matrice jazz/soul.

 

CREDITS

Prod. Art & Arrangement: Mimmo Cappuccio

Orchestra, strings e acoustic piano: Francesco Oliviero

Trumpet: Alexis Baro

Mixing: Mimmo Cappuccio

Mastering: David Darlington presso Bass Hit Studios (New York)

Artwork: Elena Damato

 

LIVE TO SHINE (LYRIC)

I can’t make a drama out of it
I already have troubles
And then I end up, I don’t wanna feel this no more
This isn’t workin’ (noooo)
This isn’t workin’ … no

Mee too, escape and not get hurt arises
Nobody has to face it
And it comes, back to me

A new shadow
which can’t souls me (take it like this)
It’s not a drama
An’ I’ll be stronger on my own

Because I live… to shine
Because I live .. to shine
when I need my silences
I only talk to bright my soul

Because I live… to shine
Because I live .. (to shine)
just enough to change my mood
Shine!

(solo trumpet)

I can’t make a drama out of it
I already see colors
And then I end up, I do wanna feel even more
Now it is workin’ (yeah)
Now it is workin’ … yeah

It’s like a call and a new light in my eyes
I’m not afraid to change it
and it shines back to me

A new parfume
Which can heal me (feelin’ like this)
It’s not a drama
An’ I’ll be stronger on my own

Because I live… to shine
Because I live .. to shine
when I need my silences
I only talk to bright my soul

Because I live… to shine
Because I live .. (to shine)
just enough to change my mood
Shine!

I can’t make a drama out of it
I can’t make a drama out of it
I can’t make a drama out of it
I …. can’t make a drama

I can’t make a drama

I can’t make, I can’t make a drama out of it

I can’t make a drama out of it … ehhhh

 

Bio

 

Danila Mazzei, in arte DANHILA, napoletana di nascita e cittadina del mondo per vocazione, vive attualmente tra Roma, Londra e gli Stati Uniti. Inizia a cantare all’età di cinque anni, sotto la guida del padre, chitarrista per passione e suo mentore artistico.

Dall’età di 10 anni fino ai 17 anni studia danza classica presso l’Accademia di danza di Rosalba Cesare a Napoli, con esami annuali presso l’Accademia di Marika Besobrasova a Montecarlo e in Francia. Dopo il liceo linguistico a Napoli studia marketing presso la University South Miami (Florida/USA) e inizia a lavorare nel settore eventi e turismo.

Importanti, nella sua formazione musicale, gli studi presso l’Accademia di Musica Scarlatti a Roma, diretta dal Maestro Roberto Sterpetti.

Danila Mazzei è inoltre allieva di Piera Pizzi (vocalist di Ron), con la quale approfondisce la tecnica vocale jazz, blues e soul.

 

Negli Usa, dal 2001 al 2006, si esibisce in numerosi club come lead voice di formazioni americane influenzate dal soul, dal gospel e dal jazz. Collabora, successivamente, con il London Studio Recording di Londra per diverse sessioni in veste di vocalist. Dagli Stati Uniti vola in Germania, dove vive per circa 6 anni prima di rientrare in Italia. Parla cinque lingue (Italiano, Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo). La sua voce ha stregato il produttore discografico John Altman( collaborazioni con Eric Clapton, Amy Winehouse, Peter Green, Jimmy Page, Van Morrison, Jimi Hendrix), che ha firmato alcuni arrangiamenti del lavoro discografico di prossima uscita, Life’s a River.

Nel 2013 DANHILA incontra il produttore artistico Mimmo Cappuccio, con il quale inizia una collaborazione duratura.

DANHILA ha inoltre collaborato in studio con Jean Michel Byron (ex cantante dei TOTO, collaborazioni con gli Scorpions, Kenny Loggins, Dave Mason, Van Morrison e Dionne Warwick).

 

Ha all’attivo l’album White Fly (Plaza Mayor Company, 2015), registrato agli Abbey Road Studios di Londra con l’ingegnere del suono Frank Arkwright (collaborazioni, tra le altre, con Sir George Martin ed Elton John per Candle in the Wind”, il singolo più venduto di tutti i tempi, Arcade Fire, The Smiths, New Order, Joy Division, Coldplay, Oasis, Snow Patrol, Blur, vincitore di un Mercury Music Prize; Hi-Fi Choice lo ha descritto come “il più grande ingegnere del mastering e del remastering inglese per la musica rock contemporanea”).

 Di White Fly, raffinata miscela di jazz, soul e R&B, è coautore il compositore e tenore italiano Enzo Ferrari (collaborazioni, tra gli altri, con Ennio Morricone e Andrea Bocelli).

 

Di prossima uscita su etichetta Plaza Mayor Company il nuovo progetto in studio di DANHILA, Life’s a River, anticipato dal singolo Live to Shine.

 

Link utili:

Sito Ufficiale: http://www.danhila.com/

Ig: https://www.instagram.com/danhilasoulmusic/

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/1gEJ4VeHVkubJAgOd7syU0?si=41OP6gviTJudFgiXb9jSbA

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Poltergst + Metempsicosi 30 anni @ Bolgia – Bergamo

Poltergst + Metempsicosi 30 anni @ Bolgia – Bergamo

 

Sabato 20 giugno 2026 il Garden Room del Bolgia di Bergamo si scatena con Poltergst, artista tedesco protagonista della scena europea con un sound  hard techno scatenato. Techno e progressive tutte da ballare in Main Room, dove arriva, al completo, il team di Metempsicosi per un’altra imperdibile tappa del loro Dinosaurus Tour. Il Bolgia è perfetto per festeggiare con Mario Più, Ricky Le Roy, Joy Kitikonti, 00zicky 30 anni di musica….

 

Partiamo dalla Garden Room, ossia il giardino elettronico del Bolgia, top club a Bergamo. Poltergst è un dj e producer che, dal 2021, sa come far scatenare il mondo. La sua identità è anonima e spettrale. Ha pubblicato veri successi da festival, supportati da colleghi come Afrojack, Alok, Steve Aoki e Blasterjaxx. Tra big room, future house, trap, dubstep e bass house, ha trovato la sua cifra nella big room techno, sviluppando uno stile duro e riconoscibile. Darklight, Dharma, Maxximize e Spinnin’, con milioni di stream, sono le label dei suoi dischi. Il suo look da ghost DJ è poi un vero marchio. Sono infine 160 i bpm che segnano il suo recente EP “Nobody”, con cui è impossibile restare fermi. Il cerchio, in Garden Room, si chiude con Alex Rubino, Aann Høpp, Luca Marcarini e Aloisi.

 

In Main Room, cuore del Bolgia, il 20 giugno, come dicevamo, ecco invece il  Metempsicosi – Dinosaurus Tour. Il tour celebra 30 anni di musica e notti leggendarie, spesso vissute proprio al Bolgia, per continuare a scrivere la storia dell’elettronica in Italia. Sul palco salgono gli artisti simbolo di Metempsicosi: Mario Più, Ricky Le Roy, Joy Kitikonti, 00zicky e Luca Pechino (alla voce). Ogni artista ha il suo sound, tutti insieme sono una famiglia. Techno, progressive e sonorità che hanno segnato un’epoca, e continuano a far ballare intere generazioni. Il 20 giugno 2026 al Bolgia, top club elettronico ormai aperto tutto l’anno, si balla anche nella Lab Room, con Groovers e UBOA. Dalle 23.30 alle 6 del mattino.

 

20/06 Poltergst + Metempsicosi (30 anni) @ Bolgia – Bergamo

 

https://www.bolgia.it/poltergst26/

https://www.bolgia.it/metempsicosi-trenta-anni/

 

Sul palco del Bolgia sono passati artisti di livello assoluto come Stabilinda, Paco Osuna, Le Klown, Angerfist, Leon, I Hate Models, Sara Landry, Holy Priest, Nico Moreno, Cuartero, Ilario Alicante, Deborah De Luca, Joseph Capriati, Ellen Allien, Marco Faraone, Indira Paganotto, Len Faki, Lilly Palmer, Luca Agnelli, Chris Stussy e altri protagonisti della scena elettronica mondiale.

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“La figura femminile nella Musica e nel Teatro”.

Domenica 14 giugno alle ore 18.00 presso la Sala Museo di Villa Arconati, si terrà un concerto ad ingresso gratuito (fino a esaurimento posti) dal titolo “La figura femminile nella Musica e nel Teatro”. L’iniziativa è a cura dell’Associazione Scarlatti di Baranzate con il sostegno della Fondazione Augusto Rancilio.

Il concerto, con la direzione artistica del soprano Tiziana Tomaciello, è un viaggio musicale nel tempo, eseguito da diverse formazioni strumentali e vocali per presentare alcune compositrici, nonché alcune eroine e personaggi femminili dell’immaginario teatrale e musicale dei più famosi compositori italiani. Viene in questo modo esaltata la donna come musa ispiratrice, come musicista o come personaggio al centro di vicende storiche o romanzate, nelle quali dominano le passioni umane.

 

Concerto “La figura femminile nella Musica e nel Teatro”

a cura dell’associazione Scarlatti di Baranzate

Astrolabio Recorder Quartet

Coro femminile Orchestra Scarlatti

soprani Fabiola Mercenaro e Beatrice Borghi

direttori Tiziana Tomaciello e Paolino Toma

 

Sala Museo di Villa Arconati

INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento posti

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“NON CI CREDO +”, il nuovo brano di Maria Sara Costanzo, in arte SKEYE

Da oggi, venerdì 12 giugno, è disponibile in radio e in digitale “NON CI CREDO +”, il nuovo brano di Maria Sara Costanzo, in arte SKEYE, distribuito sulle piattaforme digitali da PIRAMES INTERNATIONAL (pirames.lnk.to/NONCICREDOPIU).

 

Scritto dalla stessa SKEYE e prodotto da Marco Zangirolami,NON CI CREDO + racconta la fine di un rapporto tossico segnato da manipolazione emotiva e promesse vuote a cui, con il passare del tempo, diventa impossibile continuare a credere. Il brano si muove volutamente sul confine tra relazione sentimentale e dipendenza emotiva, lasciando spazio a diverse interpretazioni. Tra ansia, attacchi di panico e disillusione, la canzone descrive il momento in cui la maschera delle illusioni cade e si trova finalmente la forza di scegliere sé stessi.

 

«Questo brano è nato in un periodo in cui mi trovavo ad affrontare situazioni troppo grandi per me, al punto da non sapere nemmeno da dove cominciare. Racconta quel momento in cui smetti di mettere in discussione te stesso e inizi, invece, a dubitare delle bugie che ti vengono raccontate. dichiara SKEYE – È una presa di coscienza, un modo per ridimensionare ciò che prima mi spaventava e mi teneva sotto scacco».

 

NON CI CREDO +”, pur affrontando tematiche profonde e personali, mantiene sonorità leggere, estive e ballabili, simbolo di riscatto e della forza necessaria per riprendere in mano la propria vita dopo una caduta, anche quando ci si convince di non essere più in grado di rialzarsi.

 

SKEYE, classe 2000, è una cantautrice originaria di Castelforte (Latina) trasferitasi a Milano per coltivare il suo percorso artistico. Studentessa del CPM Music Institute di Franco Mussida, realtà formativa di riferimento per la musica contemporanea, si è già esibita in diversi locali, concerti e concorsi nazionali, tra cui Festival di SanNolo, Videofestival Live e Tour Music Fest, raggiungendo la finale tutte e tre le competizioni. Tra i riconoscimenti più significativi spicca il Premio Lunezia 2025 (sezione “Nuove Proposte”). Il suo progetto musicale fonde pop elettronico a sfumature indie-folk nei brani più intimi, lasciandosi ispirare da artisti e personalità eclettiche come Bon Iver, Harry Styles e i Queen, che diventano importanti punti di riferimento per la libertà espressiva, la ricerca sonora e la capacità di muoversi tra generi e linguaggi musicali differenti. A marzo è uscito il brano “POLAROID” che, insieme a “NON CI CREDO +”, segna l’ingresso di SKEYE sulla scena musicale italiana come una cantautrice della nuova generazione, capace di unire l’immaginario pop contemporaneo a influenze internazionali.

 

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MUSE: il grande ritorno live nelle arene indoor!

PREVENDITA BIGLIETTI

 

Album Preorder Presale: mercoledì 17 giugno – ore 10.00
Mastercard Presales: mercoledì 17 giugno – ore 10.00

My Live Nation Presale: giovedì 18 giugno – ore 10.00

Vendita Generale: venerdì 19 giugno – ore 10.00

 

I MUSE, giganti del rock britannico e tra le più importanti band del XXI secolo, arrivano in Italia con il loro Muse – The Wow! Signal Europa Tour per due appuntamenti all’Unipol Dome di MILANO, venerdì 20 e sabato 21 novembre 2026!

 

Dieci anni dopo il loro epocale Drones World Tourche li aveva visti protagonisti in Italia per sei live all’Unipol Forum di Milano, ecco finalmente il momento che tutti i fan stavano aspettando: rivedere di nuovo la band britannica nelle arene indoor!

 

I biglietti saranno disponibili in anteprima per i titolari di carta Mastercard a partire dalle ore 10:00 di mercoledì 17 giugno. Scopri di più su www.priceless.com/music.

I biglietti saranno disponibili in anteprima per gli utenti My Live Nation dalle ore 10.00 di giovedì 18 giugno. Per accedere alla presale My Live Nation basterà registrarsi gratuitamente su www.livenation.it. La vendita generale dei biglietti sarà aperta a partire dalle ore 10.00 di venerdì 19 giugno su www.ticketmaster.it e www.ticketone.it.

Chi preordinerà il nuovo album dallo store ufficiale di Warner Music Italy potrà accedere in anticipo alla pre-sale dei biglietti del The Wow! Signal Europa Tour, attiva da mercoledì 17 giugno alle ore 10.00.

 

Virgin Radio è radio partner ufficiale dei live.

 

I MUSE porteranno dal vivo i loro grandi successi che hanno caratterizzato la storia recente del rock e tutto l’universo del loro decimo e nuovo albumThe Wow! Signal”, in uscita il 26 giugno.

Il titolo del progetto deriva da un famigerato evento interstellare ancora inspiegabile: un potente impulso radio di 72 secondi rilevato nel 1977 e proveniente dalla costellazione del Sagittario. L’astronomo che scoprì l’anomalia, cerchiò la sequenza ormai iconica “6EQUJ5” e scrisse “WOW!” sulla stampa accanto ad essa — dando il nome al segnale e consolidando il suo posto nella tradizione scientifica e nella cultura popolare.

L’uscita dell’album è stata anticipata dai singoli “Nightshift Superstar”, brano attualmente in radio e che fonde il caratteristico rock infuocato della band con la funky French house, intrecciando nel tutto anche ritmi disco trascinanti, sound orchestrali, chitarre e cori, l’imponente Hexagons”, l’esplosivo Cryogen e Be With You, brano epico e pieno di speranza, accompagnato da un video cinematografico diretto da Nico Paolillo e interpretato da Ella Balinska (The Occupant, Resident Evil).

 

MUSE

I MUSE sono Matt Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme. Il loro ultimo album, “Will of the People”, ha debuttato al primo posto in diverse nazioni in tutto il mondo e ha segnato il settimo album consecutivo della band a debuttare al primo posto nelle classifiche britanniche. Il loro album del 2015, “Drones”, ha vinto un GRAMMY Award come Miglior Album Rock, il secondo per la band. Dalla loro formazione nel 1994, i MUSE hanno pubblicato nove album in studio, vendendo oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo. Ampiamente riconosciuti come una delle migliori live band al mondo, i MUSE hanno vinto numerosi premi musicali, tra cui due GRAMMY Awards, un American Music Award, cinque MTV Europe Music Awards, due Brit Awards, undici NME Awards e sette Q Awards, tra gli altri.

 

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Irama: “Ai concerti dopo due ore mi annoio mortalmente per questo a San Siro ho fatto la festa. A X Factor Jake La Furia mi fa sempre ridere. Sono meno malinconico e più positivo del solito”

Irama ha messo a segno, per i suoi dieci anni di carriera, il primo Stadio San Siro di Milano, l’11 giugno. Un vero e proprio viaggio nel suo repertorio con ospiti Giorgia, Arisa, Rkomi e Annalisa. Un periodo d’oro per il cantautore che è attualmente impegnato anche come giudice di “X Factor”, a settembre in onda su Sky e Now. Abbiamo incontrato l’artista per un primo bilancio del nuovo percorso artistico.

Qual è l’aspetto che ti ha emozionato di più dello show?
Tante cose ma soprattutto il fatto di “battezzare” la nuova terrazza di San Siro in alto a inizio concerto su “Tu no”, in versione acustica, una terrazza panoramica che dà su San Siro. Mi sono cag*ato addosso da subito, al pensiero di dover cantare in cima.

Come mai la scelta di iniziare con “Tu No”?
Per cercare di fare cantare più possibile le persone… e connettermi con “loro. È una sorta di ‘riscaldamento’, ma anche un dire ‘grazie’ a chi c’è stato fino ad oggi. Anziché partire con i fuochi e le fiamme, parto con l’intimità totale (ride, ndr).

È stata lunga la gestazione di questo tuo primo stadio?
Molto, è partito da lontano. Sono orgoglioso del mio palco, che peraltro nel nostro Paese credo non sia stato ancora fatto da nessun italiano. È fighissimo ho rotto le palle fino alla morte per averlo…

Di cosa si tratta?
È tutto un palco in led praticamente quindi lo stage, i visual, saranno visibili direttamente sul palco anziché alle mie spalle. Poi nello show non mi piace tanto l’idea di avere i visual e quindi mi piaceva l’idea che fossero per terra, in una chiave completamente diversa con questo cerchio in mezzo al pubblico. Il palco avrei voluto farlo un po’ diverso con un cerchio che abbracciasse la platea, ma avevano già venduto tutto il parterre e non si poteva, purtroppo.

Chi hai voluto con te per questi festeggiamenti?
Giorgia con cui stiamo facendo insieme X Factor. È molto bello che sia con me per cantare assieme ‘Buio’. Annalisa è presente in ‘Tu No’ nella versione ‘normale’, dopo l’intro acustico. Poi ci sarà Arisa per cantare ‘Senz’anima’. Secondo me, lei è perfetta per questa canzone. Con Rkomi facciamo ‘Luna piena’ per ringraziarlo anche del percorso che abbiamo fatto insieme.

Come hai lavorato alla scaletta per festeggiare i dieci anni?
Purtroppo posso suonare solo fino alle 23:30 perché poi mi mandano fuori da San Siro, quindi non posso fare tutto quello che vorrei. Infatti mi stanno già bastonando le gambe le persone che mi vogliono bene perché volevano tutte le robe dei primi dischi. Crescendo è più difficile fare le scalette. Quando hai solo due dischi all’attivo è più facile, al settimo disco entri in crisi…

Perché?
Inizi a dire ‘no, questa non posso toglierla. No quest’altra nemmeno’. Quindi non sai più come girarti. Ci sono comunque brani come ‘Ovunque sarai’ che non possono essere sostituiti. Iniziano a essere una decina che non riesco a levare. Poi pensi ‘cazzo, che palle quelli che hanno magari 40 anni di carriera come fanno?’ (ride, ndr).

C’è chi arriva a fare tre ore e mezza di concerto…
No per me è troppo perché non voglio che chi lo guarda pensi ad un certo punto ‘ma quando finisce?’ Anzi spero che un pochettino gli rimanga la voglia di tornare a vederci. Almeno parlo dal mio punto di vista che è soggettivo. C’è a chi piace assistere a quattro ore di concerto, a me dopo due ore, ecco come dire inizio a dire ‘minchia’ (ride, ndr). Ma anche se sei Michael Jackson, eh, io da spettatore dico ‘minchia’. Abbiamo cercato di suddividere il mio concerto il più possibile per non fare annoiare, perché la mia paura più grande nei concerti è annoiare, per me deve essere una cosa divertente. Si vede che sono uno che si rompe le scatole facilmente, ho una soglia dell’attenzione bassa, quindi ho bisogno di tanti input.

Cremonini ha detto che da parte di certa organizzazione c’è la tendenza a inculcare nei giovani l’idea del “se fai lo stadio significa che hai successo”. Sei d’accordo?
Ci sono artisti che ci arrivano prima di altri, ci arrivano dopo la difficoltà di chi fa questo mestiere e io me ne rendo conto. Più cresco e più mi rendo conto che la vera sfida è quella di rimanere nel tempo. Poi chiaramente ci sono gli up e i down, come è normale. Momenti che tutti abbiamo vissuto. Quindi per me la vera difficoltà è continuare con la carriera, creando il repertorio, quello è quello che ti rende solido. È importante creare una serie di eventi e di canzoni che ti legano ai ricordi delle persone. Se arriva un alieno da un altro mondo, pensa che noi siamo pazzi perché la musica su di noi ha un potere molto forte. Stiamo parlando di emozioni.

In che stato d’animo sei?
Sono più positivo del solito, forse sono meno malinconico. Ho questa malinconia più latente, ma non so quanto freghi alle persone di questa cosa. È una cosa molto sincera, spontanea, una fase di grazia.

Chi o cosa contribuisce alla tua serenità?
Non so dirti ma di certo sento che sto fluendo molto, cioè sto seguendo molto le cose. Per me è una cosa nuova, visto che scavo sempre molto dentro me stesso e prima di fare una cosa ci muoio 100.000 volte. E poi non mi soddisfa mai. Ora sto allentando la corda.

Pensavo che, in qualche modo, anche i tuoi pappagalli contribuissero al tuo rinnovato stato d’animo…
Ci sono, vivono in uno stanzone a casa mia, a volte li lascio liberi di svolazzare. Io amo tantissimo gli animali e vorrei avere con me anche i gatti, ma sono allergico. Comunque un giorno mi prendo una bella casa nel bosco.

È un caso che questa positività nasca dal tuo ruolo come giudice a X Factor?
Non è un caso perché X Factor è un luogo dove hai la possibilità di scovare i talenti ed è anche un luogo dove hai l’opportunità di raccontarti in maniera più intima. Sono in un momento in cui ho voglia di fare vedere anche altri lati di me, magari di raccontarmi con più serenità e anche positività e quindi, secondo me, è una bella cosa che arrivi in questo momento.

Qual è il tuo bilancio dopo qualche giorno di registrazione?
Mi sento addosso una grande responsabilità perché comunque sei lì di fronte a dei ragazzi che vogliono iniziare la loro carriera. Cerco di dargli dei consigli che possano anche guidarli, aiutarli ad affrontare una carriera.

Con i colleghi in studio come va?
Con Giorgia ho un ottimo rapporto, con Gabbani ho iniziato a Sanremo Giovani 2015, Jake La Furia fa morire dal ridere, ha sempre la risposta prontissima e poi c’è Paola Iezzi che è adorabile e mi aiuta molto perché è al mio fianco e mi dà qualche dritta, a livello tecnico.

E Achille Lauro, che hai sostituito, l’hai sentito?
Ma certo, siamo in ottimi rapporti e mi ha dato tanti consigli. È stato super carino, è una persona squisita e sono molto contento del suo percorso artistico.

Che giudice sei?
Cerco di essere onesto, sincero. A volte è difficile perché quando vedi che ci sono dei cantanti molto giovani devi cercare di dire le cose nel modo migliore. Cerco sempre di fare il bene di chi ho di fronte, quindi per non farlo ‘sfracellare’ lo invito a ripresentarsi in un altro momento.

Vorresti partecipare a Sanremo 2027?
Cavolo ti direi di sì! Ma tutto dipenderà dalla canzone, che ancora non ho in tasca in questo momento. Sono sempre stato molto tradizionalista, cioè se ho una canzone che ha un senso raccontare allora la presento al Festival.

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Irama a San Siro festeggia 10 anni di carriera nella cattedrale gotica con Annalisa, Giorgia, Arisa e Rkomi: “Ho imparato col tempo che ogni passo ha il suo peso”

Mentre risuona un intro al piano, sul nuovo balconcino panoramico di San Siro Irama intona le prime note di “Tu No”. E la voce diventa subito una: il pubblico canta fortissimo. Il rito che sigilla dieci anni di carriera, per Filippo Maria Fanti, questo il vero nome del cantautore, arriva quando il sole è ancora sopra il Meazza. Il primo punto di arrivo di un percorso cominciato nel 2016: un concerto, che si è tenuto l’11 giugno, nel tempio della musica. In mezzo la vittoria ad Amici 17, Sanremo Giovani, cinque partecipazioni tra i big al Festival, nove progetti tra EP, dischi e deluxe. Alla fine, l’artista di Carrara ha realizzato un desiderio che, come rifletteva poche ore fa su Instagram, “sembrava impossibile”.

“Ho la pelle d’oca, benvenuti a San Siro”, le prime parole dal palco seguite dall’ovazione di migliaia di presenti. “Sta succedendo davvero, questa è la nostra serata. Grazie per questi anni, per l’amore. Vedere questo posto pieno mi riempie il cuore di lacrime e gli occhi di gioia”. Immerso nelle coreografie dei braccialetti luminosi stile Coldplay distribuiti all’ingresso al pubblico, Irama ha inaugurato lo show con “Galassie” e “Bazooka”, mostrando subito sia l’anima intima che quella più scatenata della sua discografia. Elegante in camicia bianca, si è spesso fermato a guardarsi intorno, quasi incredulo. Perché anche se i tempi sono cambiati, San Siro significa avere costruito con il pubblico un rapporto di fiducia che va oltre la meteora discografica o il singolo di lancio dell’album.

Il Meazza ha risposto con voce unanime sui quasi 30 brani in scaletta. Ha urlato con le sanremesi “La ragazza con il cuore di latta” e “Lentamente”, si è scatenato su “Mediterranea”, “Arrogante” e “Nera” e ha ricantato forte su “Dedicato a te”, “Ali” e “Un giorno in più”. Anche dentro uno spazio poco intimo e più dispersivo per definizione, Irama non ha rinunciato al set acustico e latineggiante di “Yo Quiero Amarte” ed “È la luna”, con la pausa di un brindisi. Decibel alle stelle per il duetto di “Tu No” insieme ad Annalisa (“Vi faccio un regalo, chiudete gli occhi e fidatevi di me”), tra i momenti più emozionanti del live, con San Siro illuminato di bianco e le voci che si sono parlate e intrecciate alla perfezione.

La stessa sensazione, con ovazioni ripetute e i timbri ben connessi si è avuta su “Senz’anima” con Arisa e “Buio” con Giorgia. “Luna piena” con Rkomi è stata un abbraccio fraterno, il quadro di un’amicizia suggellata dal joint album “No stress” nel 2023. “Sono felicissimo per te, mi ricordo quando scherzavamo su un sogno così lontano”, le parole del rapper milanese. Su “Un respiro”, Irama ha chiamato sul palco una ragazza scelta casualmente dal parterre: “Voglio cantare una canzone a cui tengo molto con voi, perché questo stadio è nostro ed è giusto così”.

Durante una serata che, per adesso, resta unica nella carriera dell’artista, la produzione è stata tra le più ambiziose dei suoi tour. Buona gestione del suono, effetti speciali, pochi visual sugli schermi a differenza della scorsa tournée nei palazzetti, ma un gigante rosone al centro della scena e le grafiche come incise all’interno. Una lunga passerella con una pedana circolare e ledwall incorporati, invece, la porta d’ingresso nella cattedrale gotica del palco, sovrastato dai disegni di due serpenti, simboli di Irama da sempre. Ad accompagnarlo, cinque musicisti e cinque coristi guidati dal direttore musicale Giulio Nenna.

“È stato un anno particolare, mi è dispiaciuto non poter fare il tour estivo – ha spiegato l’artista tra un brano e l’altro mentre si scivolava verso la fine dello show –. A X Factor mi sto divertendo come un matto, è difficile dire sì o no. Quando vedo ragazzi che hanno dedicato la loro vita ad essere lì, è delicato. Ho imparato con il tempo che ogni passo ha un peso diverso, specifico. E rimboccandosi le maniche e lavorando sodo si costruisce tutto quanto”.

Finale affidato a “Ovunque sarai”, ormai diventata un inno e “La genesi del tuo colore”, con una pioggia di coriandoli riversata sul pubblico. Adesso, però, Irama non si ferma. A dicembre 2026 è in programma il tour invernale nei palazzetti, che partirà da Mantova giorno 6 per concludersi a Napoli il 23.

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La 7/a edizione del festival “Dei Suoni I Passi”

La 7/a edizione del festival “Dei Suoni I Passi”

Il festival “Dei Suoni I Passi”, sentiero di musiche e parole lungo la Via degli Dei, in corso fino al 21 giugno 2026 . Sabato 13 giugno dopo Bologna e Castiglione dei Pepoli, tappa a Marradi per il progetto nel 150/imo dalla nascita della Aleramo. Si prosegue domenica 14 giugno a Firenzuola con una grande festa

Per la settima edizione del festival “Dei Suoni i Passi”, concerti, natura, cammini, incontri, nuovi ascolti e nuovi sguardi da Bologna a Firenze lungo la Via degli Dei (fino al 21 giugno, programma su www.fabbricaeuropa.net), sabato 13 giugno a Marradi debutta la nuova produzione “La veglia Sibilla”, con l’attrice e cantante Monica Demuru e il musicista Pierfrancesco Mucari. Si partirà alle ore 18 dal Teatro degli Animosi di Marradi, e, attraverso strade suggestive, si raggiungerà un luogo magico a cavallo tra il passato e il presente, tra il paese e la spontaneità della natura che vivifica ogni spazio. Un casolare vissuto e abbandonato, dove muoversi, dal sottosuolo, per vari piani, fino al letto da veglia, seguendo percorsi acustici. Il pubblico si immergerà nelle atmosfere della casa resa sonora grazie alla spazializzazione del suono ad opera del sax e degli scacciapensieri di PierFrancesco e della recitazione e del canto di Monica.

Si prosegue domenica 14 giugno a Firenzuola, località Cornacchiaia, nella meravigliosa Pieve di San Giovanni Battista Decollato, la festa al tramonto, momento conviviale con il batterista attivo sulla scena nazionale e internazionale Mattia Galeotti, accompagnato dal percussionista e inventore di un particolare “litofono”, strumento a percussione che utilizza la pietra, Nazareno Caputo, dal producer Marco Dalmasso e dal trombettista Charles Ferris, protagonisti di una jam che unirà suoni della natura, elettronica e beat travolgenti. Ad arricchire la serata, la presenza speciale del chitarrista Riccardo Onori e del trombonista Francesco Cangi.

Nello splendido Palazzo dei Vicari a Scarperia, in occasione della Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia, sabato 20 giugno sarà protagonista Mauro Ermanno Giovanardi, cantautore raffinato e poliedrico, da più di vent’anni sulla scena musicale italiana come interprete, autore, performer, produttore discografico e direttore artistico. Tra i creatori della scena underground in Italia, ha fondato nel 1993 i La Crus, band dirompente che cambia le regole della musica alternativa italiana. In scaletta brani da “E poi scegliere con cura le parole”, il nuovo lavoro appena pubblicato e brani noti e meno noti della storia della canzone italiana.

Domenica 21 tra Fiesole e Firenze, nella storica Villa Il Palmerino, scrittura intima e ricerca sonora si fondono nel concerto in solo di Naomi Berrill violoncellista, polistrumentista, compositrice e cantante irlandese. Dopo aver completato la sua formazione classica tra Scozia, Svizzera e Italia, ha sviluppato una ricerca personale che utilizza il violoncello non solo come strumento solista, ma come estensione della voce. Il suo lavoro unisce composizione, arrangiamento e improvvisazione, attraversando diversi linguaggi musicali. Questa versatilità l’ha portata a collaborare con artisti provenienti da ambiti differenti, tra cui Danusha Waskiewicz, Giovanni Sollima, Mario Brunello, Vincent Courtois, Ernst Reijseger e Alessandro Lanzoni.

Gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. A esclusione del 13 giugno a Marradi (biglietto 5 euro).

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ESORDIO TRIONFALE DEL GRAN GALÀ DELLE VOCI NAPOLETANE 2026

ESORDIO TRIONFALE DEL GRAN GALÀ DELLE VOCI NAPOLETANE 2026:

L’EVENTO, PROMOSSO DA RADIO STUDIO EMME, A SOSTEGNO DELLA MUSICA NAPOLETANA.

La canzone napoletana è sempre vincente e cattura l’interesse di tutti: lo dimostra il grande successo della prima edizione del Gran Galà delle Voci Napoletane 2026, che si è svolta lo scorso 9 giugno 2026, a Napoli, presso l’Auditorium Parco della Musica. Una manifestazione musicale, fortemente voluta da Annamaria Viscardi, editrice di Radio Studio Emme, realizzata in collaborazione con tutto lo staff dell’emittente, con la supervisione di Leopoldo Manfredonia, presidente del Cral Comune di Napoli, e con la direzione artistica di Donato Eremita, responsabile dell’Accademia “Il dito nell’occhio”. L’evento musicale e culturale, che gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, dell’Associazione Stampa Campania Giornalisti Flegrei, presieduta dall’avvocato Claudio Ciotola, del Commissario Straordinario del Governo per la Bonifica Ambientale e la Rigenerazione Urbana dei Siti di Interesse Nazionale Bagnoli-Coroglio e che sostiene la candidatura ufficiale della canzone classica napoletana a patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco, è stato presentato da Leo Chiummiello, spigliato, elegante e disinvolto sul palco, coadiuvato dal giornalista Antonio D’Addio. Dopo un aperitivo, a cura di Tizzano Eventi, SfogliateLab e Michele Pisapia, interviste e foto di rito, si è entrati nel vivo della serata con tutti gli artisti premiati e gli ospiti: SoleLuna, accompagnata dal balletto dell’Accademia “Il Dito nell’Occhio”, Marco Calone, che si è reso protagonista anche di un momento molto toccante ed emozionante, un doveroso riconoscimento alla memoria all’immensa Cinzia Oscar, scomparsa di recente ma sempre viva nel cuore dei suoi ammiratori, Ludo Brusco dei Mr.Hyde, Mario Forte, Patrizio Esposito, Nico Desideri, Antoine, Mariantonia Castaldo, Alfonso Giorno e Gianluca Zeffiro. Inoltre, sono stati consegnati due premi alla carriera, uno a Monica Sarnelli, che ha ritirato il riconoscimento anche per lo spettacolo teatrale dell’anno, “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”, dedicato all’universo femminile nella cultura napoletana, e l’altro al grande maestro Pino Mauro, storica voce della canzone napoletana, ambasciatore della tradizione musicale partenopea nel mondo, attore e re della sceneggiata. Un altro momento intenso e commovente è stato il premio alla memoria tributato alla bravissima giornalista Lorenza Licenziati, recentemente scomparsa, ritirato dal figlio Raffaele De Santis. Molto apprezzato anche l’angolo dell’editoria con la presentazione di quattro libri: “La verità dentro di me – Lettera a un fiore” di Magda Mancuso, conduttrice e giornalista, “Pompei – Una storia proibita” della giornalista Anna Maria Ghedina, “Un tris di regine” del giornalista Antonio D’Addio, tutti e tre libri editi da Armando De Nigris, e “Il suono della vita – Storia di un musicista napoletano” di Sossio Giordano. Di notevole interesse lo spazio riservato alla New Generation di artisti, visto il sostegno che Radio Studio Emme ha sempre dato ai giovani bravi e talentuosi: si sono esibiti, a gruppi di tre, Biagio Foglia, Ciro Marra, Francesco De Rosa, Michele Di Tommaso, laura Sabrina, Sandro, Giuseppe Centi, Giuseppe Gaeta e Emilio Cava, tutti prodotti dalla Zeus Record dei fratelli Barrucci. Poco prima della conclusione il consigliere comunale Toti Lange, da tempo impegnato nel progetto “Napoli Città della Musica”, un’iniziativa istituzionale volta a valorizzare l’enorme patrimonio musicale cittadino, ha consegnato ad Annamaria Viscardi, Antonio D’Addio e Cristian Gambardella una medaglia ufficiale come riconoscimento del lavoro svolto dall’emittente per la valorizzazione della musica e della cultura napoletana. Infatti, Radio Studio Emme, nel corso della serata, ha presentato i suoi nuovi progetti, confermandosi non più solo come la storica emittente dei 108 FM, ma come un vero e proprio polo radiofonico e editoriale. Alla radio tradizionale si affiancano una stazione digitale dedicata alla musica classica, in onda 24 ore su 24, e una nuova emittente, Radio Studio Emme Made in Italy, dedicata alla musica italiana degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. L’offerta del gruppo comprende anche un portale di informazione e il podcast Cactus, con l’obiettivo di ampliare la presenza nel panorama dell’informazione, della cultura e dell’intrattenimento multimediale. Proprio in occasione del Gran Galà si è ufficializzata la copertura digitale DAB, che raggiunge l’intero territorio della Campania. Un investimento strategico che consente all’emittente di rafforzare significativamente la propria presenza sul territorio e di guardare con ambizione ai prossimi obiettivi di sviluppo. Ma non solo, l’editrice Annamaria Viscardi ha annunciato anche uno dei progetti più significativi per il futuro: la nascita dell’associazione benefica “La Casa di Susy”, un’iniziativa che unirà attività di solidarietà e impegno sociale, affiancando le attività editoriali e radiofoniche del gruppo. Tanti i giornalisti, i fotografi, i blogger e gli addetti ai lavori intervenuti, tra cui Diego Paura, Teresa Lucianelli, Simona Bonaura, Ezio Micillo, Enzo Imparato, Maria Carla Palermo, Renato Aiello, Mariapia Della Valle, Lina La Mura, Rosita Arpaia Bevilacqua, Vincenzo Assanti, Giuseppe De Carlo, Alfonsina Longobardi, Tony De Luca, proprietario del teatro Bolivar, Alfredo Coppola, Andrea Carlino, Arturo Ciotola,  Armando De Nigris, Luis Navarro, Anna Calemme e tanti altri. Al termine torta e brindisi per tutti!!!!

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“ALI SPORCHE”, il nuovo intimo brano della giovane cantautrice Simona Carella

Da domani, venerdì 12 giugno, è in radio e in digitale ALI SPORCHE”, il nuovo intimo brano della giovane cantautrice Simona Carella contenuto nell’EP di inediti in uscita il 3 luglio. 

 

È disponibile il pre-save al link: presave

 

ALI SPORCHE è il primo estratto dell’EP di Simona e si inserisce come una punta di diamante tra intime ballad e tracce pop in cassa dritta. A distinguere il pezzo è la profonda matrice autobiografica, il manifesto viscerale della sua visione della musica ma anche delle sue fragilità e delle paure nel tuffarsi nel mondo artistico.

 

Le ali sporche diventano la metafora di chi sceglie di rialzarsi portando addosso i segni del proprio vissuto, riflettono il legame profondo di Simona con la sua voce vista non solo come strumento, ma come forza capace di farla volare nonostante tutto.

 

«Da piccola mi sono sentita dire di limitare la voce, persino di smettere di cantare – racconta Simona Carella – Non è stato facile accettare di avere due corde vocali che partivano in svantaggio. Mi sentivo frenata e questo si rifletteva anche in altre aree della mia vita, come se non potessi volare. Oggi, invece, ho imparato ad accettare la mia particolarità. Non lo vedo più come un problema, ma è solo il mio timbro, che non cambierei per nulla al mondo. In fondo, quando ci si tuffa nel mondo della musica, non bisogna essere perfetti, ma se stessi».

 

Simona Carella, cantautrice pop classe 2003 originaria di Latina, si affaccia sulla scena musicale italiana con uno stile che fonde sonorità urban-pop e scrittura autobiografica. Testarda, energica e sognatrice, ha trasformato in un tratto distintivo quella che per anni ha considerato una fragilità: una voce roca e un timbro autentico e immediatamente riconoscibile. Nel 2023 entra nel roster di Lab Music Records, dando vita a un progetto costruito attorno alla sua identità artistica, con il management di Franco Iannizzi, la collaborazione dell’autore Daniel Riggione, le produzioni di Alessandro d’Errico e la distribuzione di Altafonte. Ad oggi ha pubblicato sette singoli, tra cui “Air Max”, che ha inaugurato il suo canale Vevo con relativo videoclip, “Antartide” e “Saint-Tropez”. Tra le esperienze live più significative figura l’opening act per i Matia Bazar nel 2025. Nel 2026 vince il progetto LAZIOSOUND Recording, promosso dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, che sostiene la realizzazione del suo primo EP e di un tour live. Il 3 luglio è prevista l’uscita del nuovo EP di inediti anticipato dal brano “ALI SPORCHE”; sette brani accomunati da uno sguardo sincero sulla sua generazione, sospesa tra sogni, fragilità, desiderio di riscatto e ricerca della propria identità. Parallelamente, continua a consolidare una community sempre più attiva su Instagram e TikTok, portando la sua musica dal vivo in una serie di appuntamenti estivi tra Roma e il territorio pontino.

 

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