Modalità di lettura

Parla Antonello De Pierro. Il miracolo della neve è il cuore pulsante di Roma e mi ha regalato un’emozione indescrivibile tra 50 mila persone

Parla Antonello De Pierro. il miracolo della neve è il cuore pulsante di Roma e mi ha regalato un’emozione indescrivibile tra 50 mila persone

Intervista esclusiva al giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, protagonista sul palco insieme a Lorenzo Flaherty della straordinaria 43ª edizione ideata dall’architetto Cesare Esposito

Roma, 17 agosto 2026 – In un’atmosfera carica di suggestione e sacralità, l’edizione 2026 della Rievocazione del Miracolo della Neve ha trasformato ancora una volta il cuore di Roma in un teatro a cielo aperto capace di incantare il mondo intero. Oltre 50 mila persone si sono riversate nella maestosa cornice di Piazza Santa Maria Maggiore per assistere a uno degli appuntamenti più emblematici, amati e storici dell’estate romana. Tra rigide misure di sicurezza, scenografie mozzafiato, performance liriche di altissimo livello e l’immancabile prodigio visivo della nevicata d’agosto, la manifestazione ha vissuto momenti di autentico trionfo anche grazie a una conduzione brillante, carismatica e travolgente. A guidare il pubblico in questo viaggio tra fede, arte e spettacolo è stato il noto giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, affiancato sul palco dal celebre attore e regista Lorenzo Flaherty. In questa ampia e dettagliata intervista, De Pierro ripercorre a caldo le emozioni di una notte indimenticabile, il profondo legame con la città, il valore del messaggio civile lanciato dal palco e il dietro le quinte di un successo organizzativo firmato dall’architetto Cesare Esposito e dalla giornalista Feliciana Di Spirito.

Antonello De Pierro, l’eco dell’evento di Santa Maria Maggiore sta ancora risuonando in tutta la Capitale e non solo. Un’affluenza record di oltre 50 mila persone ha letteralmente inondato la piazza. Che effetto fa trovarsi davanti a una marea umana di tali dimensioni in una notte romana d’agosto?

«È stata una sensazione che definirla potente sarebbe riduttivo. Quando si sale su quel palco e si alza lo sguardo verso la Basilica papale di Santa Maria Maggiore e si vede quella distesa infinita di volti, quell’oceano di persone assiepate fin oltre le transenne, si avverte una responsabilità immensa ma anche una carica d’energia indicibile. Roma ha risposto con un abbraccio corale travolgente. Sentire il calore di 50 mila persone che battono le mani all’unisono, che si emozionano per la musica lirica, per la poesia e per la tradizione, ti fa capire quanto questa città abbia sete di bellezza, di unione e di eventi autentici. È stato un colpo d’occhio da brividi, uno di quei momenti che restano scolpiti nella memoria di chi fa il mio mestiere».

Insieme a Lei alla conduzione c’era un volto amatissimo dello spettacolo italiano, Lorenzo Flaherty. Voi due vi conoscete da tantissimo tempo e avete condiviso molte tappe importanti. Com’è stato ritrovarvi fianco a fianco su un palco così prestigioso?

«Lavorare con Lorenzo è sempre una garanzia e una gioia enorme. Ci lega un’amicizia solida e una profonda stima reciproca che durano da anni. Ricordo con grande affetto le volte in cui Lorenzo è stato mio ospite negli studi di Radio Roma, una realtà a cui ho dedicato ben dieci anni della mia vita come direttore e conduttore, ma anche la puntata trascorse insieme nel format televisivo Parliamone a Cena, che conducevo sul circuito nazionale Cinque Stelle. Ritrovarci oggi, su un palcoscenico così maestoso e davanti a decine di migliaia di persone, è stato come riprendere un discorso mai interrotto. C’è una sintonia naturale tra noi, un’intesa a prima vista che ci permette di capirci con un solo sguardo e di gestire la piazza con fluidità. Lorenzo è un professionista straordinario, un attore dalla sensibilità spiccata, e sul palco questa nostra alchimia si è avvertita tutta».

A proposito di Lorenzo Flaherty, uno dei momenti più intensi e di ascolto profondo da parte della piazza è stato quando ha raccontato la storia e le origini del Miracolo della Neve. Come ha vissuto quel passaggio?

«È stato un momento di grande magia teatrale e culturale. Lorenzo ha fatto valere tutte le sue straordinarie doti attoriali per far rivivere al pubblico l’antica leggenda del 352 d.C. Ha proiettato la piazza indietro nel tempo, evocando il sogno di Papa Liberio e del nobile Giovanni, la richiesta della Vergine Maria di costruire un tempio dove fosse caduta la neve e quella prodigiosa e inspiegabile nevicata mattutina nel bel mezzo dell’estate sul colle Esquilino. Lorenzo non ha semplicemente “raccontato” una storia: l’ha interpretata con un pathos tale che persino una piazza sterminata come quella, solitamente rumorosa, si è pietrificata in un silenzio reverenziale e attento. Ha regalato al pubblico una narrazione viva, toccante, capace di far battere il cuore di fedeli e turisti».

Nel corso della serata Lei ha pronunciato parole molto forti e profonde dal palco, sottolineando l’importanza del giornalismo, dell’impegno civile e della tutela delle tradizioni. Può riassumerci il senso profondo del Suo intervento?

«Ho avvertito il bisogno profondo di lanciare un messaggio che andasse oltre il semplice intrattenimento. Essere davanti a quella basilica millenaria significa fare i conti con la storia e con l’identità della nostra città. Nel mio discorso ho voluto sottolineare come, per chi vive ogni giorno il giornalismo e l’impegno sociale sul campo con il movimento Italia dei Diritti, questa celebrazione rappresenti un simbolo universale. La nevicata artificiale non è solo un bellissimo effetto scenico: è la metafora di una luce pura che scende dal cielo anche nei momenti più complessi, bui e infuocati della nostra storia per azzerare le distanze tra le persone. La vera forza di Roma sta nella sua capacità di unire sotto un unico cielo la fede, la storia, l’arte e la comunità. E proprio come quel manto bianco che copre la piazza, la solidarietà, la pace e i diritti inalienabili dei cittadini devono rimanere sempre puri, visibili e tutelati. È stato il mio modo di rendere omaggio alla nostra splendida Roma».

Un evento di questa portata non nasce per caso. I media hanno messo ampiamente in risalto il ruolo dell’architetto Cesare Esposito e della giornalista Feliciana Di Spirito. Che cosa rappresentano per questo appuntamento?

«Sono semplicemente il cuore, l’anima e il motore inesauribile di tutto questo. L’architetto Cesare Esposito è un vero e proprio visionario. Da ben 43 anni, con una costanza, un’abnegazione e un amore per Roma davvero commoventi, progetta e cura nei minimi dettagli questo evento, regalando alla città la manifestazione più importante e affascinante dell’estate romana. Mantenere viva questa meraviglia per quasi mezzo secolo è un’impresa titanica. Al suo fianco c’è Feliciana Di Spirito, una giornalista straordinaria e una manager organizzativa impeccabile. Feliciana è da anni un pilastro del tutto imprescindibile: senza la sua regia meticolosa, senza la sua determinazione e la sua capacità di coordinamento, una macchina così complessa non potrebbe girare alla perfezione. E un ringraziamento va anche all’architetto Renato Maria Nisticò per l’eccellente lavoro scenografico. Voglio ringraziare pubblicamente Feliciana Di Spirito per l’onore che mi ha concesso proponendomi e chiamandomi alla conduzione di questa serata. Lavorare con un team così infaticabile è una garanzia assoluta».

Durante la serata c’è stato anche un annuncio di enorme prestigio culturale fatto proprio da Cesare Esposito…

«Esatto, ed è stato un momento accolto da un grandioso e commosso boato di applausi. Cesare Esposito ha annunciato che, proprio grazie a una sua idea e a un suo progetto, verrà restaurata la preziosa colonna corinzia di Piazza Santa Maria Maggiore, salvando così dall’usura del tempo la meravigliosa statua della Madonna con Bambino che domina la piazza, definita da illustri storici dell’arte come “la più bella del mondo”. È la dimostrazione concreta di come questo evento non sia soltanto memoria e spettacolo, ma anche salvaguardia attiva del patrimonio artistico di Roma. L’intera serata, tra l’altro, è stata dedicata al Pontefice Leone XIV, alla memoria di Papa Francesco e alla speranza di pace nel mondo, valori di cui oggi c’è un bisogno disperato».

Dal punto di vista dello spettacolo, la serata ha regalato momenti di altissima lirica ma anche veri e propri colpi di scena da Lei ideati per coinvolgere il pubblico nelle retrovie. Ci racconta cos’è successo con i quattro cantanti e le passerelle tra la folla?

«Il cast lirico era semplicemente stellare. I tenori Rino Scaturro e Cristian Caselli, il mezzosoprano Caterina Novak e il soprano Sara Pastore hanno regalato performance da brivido, iniziando con un’esibizione corale meravigliosa per poi proseguire con i loro brani solisti. Tuttavia, mi sono reso conto che il pubblico più lontano, quello accalcato a ridosso delle transenne in fondo alla piazza, faticava a godersi appieno gli artisti sul palco principale. Così ho deciso di stravolgere un po’ la scaletta classica per regalare una sorpresa alla folla! Ho chiesto a sorpresa a Cristian Caselli di fare una passerella in movimento, cantando più vicino alla gente. Dopodiché ho proposto a Rino Scaturro di spingersi proprio a ridosso delle transenne per un’esibizione a diretto contatto con il pubblico».

Una mossa che ha scatenato l’entusiasmo, creando un contatto diretto tra artisti, conduttori e pubblico…

«È stato un momento di puro delirio di entusiasmo! Io e Lorenzo Flaherty abbiamo scortato Rino Scaturro in questo percorso tra la folla, accompagnati da fotografi e cameraman in movimento. Centinaia di cellulari si sono alzati per riprendere la scena. Le fan di Lorenzo sono letteralmente impazzite quando se lo sono trovato a tu per tu, tra le transenne, a pochi centimetri da loro: è scattata una caccia al selfie travolgente, il tutto mentre le note magistrali della voce di Scaturro riempivano l’aria. È stato un momento di calore umano e partecipazione autentica che ha annullato ogni distanza tra palco e platea. Grandissimi applausi sono andati ovviamente anche alle straordinarie ed eleganti performance di Sara Pastore e Caterina Novak. Un poker d’assi della lirica che ha infiammato la piazza».

L’evento ha visto anche la presenza della Fanfara dell’Arma dei Carabinieri, l’Angelo della Pace e un momento poetico molto intenso. Come si sono inseriti questi tasselli nella serata?

«Si sono incastrati in un mosaico perfetto. La Fanfara dell’Arma dei Carabinieri, diretta magistralmente dal maestro Danilo Di Silvestro, ha aperto le danze con una solennità e una precisione che hanno emozionato tutti. Poi la figura dell’Angelo della Pace, interpretato dalla bravissima Ilaria Salvati, ha regalato un tocco di grazia e suggestione visiva unica. Molto alti e toccanti sono stati anche i momenti dedicati alla poesia, grazie alla declamazione dei versi di Francesco Gui, Gabriella Lavorgna, Alessandra Maltoni e Petronilla Pullara, che hanno offerto spunti di riflessione profonda in un contesto di grande festa».

Per concludere: quando è scesa la neve artificiale al culmine dello spettacolo, qual è stato il Suo primo pensiero?

«Quando la piazza è stata avvolta da quella cascata bianca sotto i riflettori e sulle note della musica, ho visto negli occhi delle persone, dagli anziani ai bambini, dai cittadini romani ai turisti stranieri, una meraviglia pura, quasi infantile. Il mio primo pensiero è stato di gratitudine: gratitudine per Cesare Esposito, per Feliciana Di Spirito, per il mio compagno d’avventura Lorenzo Flaherty, per le forze dell’ordine che hanno garantito la sicurezza in modo impeccabile, e soprattutto per Roma. Il termometro dell’entusiasmo è schizzato oltre il rosso e noi sul palco avevamo i brividi. Il Miracolo della Neve non è soltanto un evento: è una promessa di bellezza e speranza che Roma rinnova al mondo intero ogni anno, e averla potuta raccontare e guidare da protagonista è stato un privilegio assoluto».

 

L'articolo Parla Antonello De Pierro. Il miracolo della neve è il cuore pulsante di Roma e mi ha regalato un’emozione indescrivibile tra 50 mila persone proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Premio Faraglioni Capri International 2026: premio a Toni Servillo.

Crediti foto: Nicolas Spiess
Sarà una serata all’insegna del cinema, del teatro, della musica e della cultura quella della 31ª edizione del Premio Faraglioni Capri International, in programma domenica 30 agosto nel suggestivo scenario del Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo, tra i luoghi più affascinanti e ricchi di storia dell’Isola Azzurra.

Protagonista assoluto dell’evento sarà Toni Servillo, uno dei più autorevoli interpreti del panorama artistico internazionale, capace di rappresentare l’eccellenza del teatro e del cinema italiano nel mondo. Al Maestro sarà conferito il prestigioso riconoscimento che, da oltre trent’anni, celebra le personalità che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della cultura, della musica, del cinema e dello spettacolo.

Prima della consegna del Premio, sarà lo stesso Toni Servillo ad offrire al pubblico un suo intervento teatrale, un momento artistico dedicato che aprirà la cerimonia e accompagnerà gli spettatori in un viaggio attraverso il suo straordinario percorso umano e professionale, rendendo ancora più intensa una serata pensata come autentico omaggio alla sua carriera.

Servillo ha accolto con emozione il conferimento del Premio Faraglioni Capri International, dichiarando: “Sono grato a Capri Arte e ai fratelli Damino per aver voluto conferirmi il Premio Faraglioni Capri International, che nelle trenta precedenti edizioni ha onorato tanti nomi prestigiosi della musica, del cinema e dello spettacolo dal vivo. Sono inoltre lieto di essere premiato in uno dei luoghi della Campania più apprezzati nel mondo per storia, cultura e bellezze naturali.”

L’omaggio del Premio Faraglioni arriva in una stagione particolarmente significativa per l’artista. Per la sua interpretazione ne La grazia di Paolo Sorrentino, Toni Servillo ha infatti conquistato la Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre al suo quinto Nastro d’Argento e al Globo d’Oro come Miglior Attore, confermando ancora una volta il suo straordinario prestigio artistico anche a livello internazionale.

A condurre la serata sarà la giornalista RAI Eleonora Daniele, tra i volti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana.

Ad arricchire il programma saranno anche gli omaggi musicali di Simona Molinari, tra le interpreti più eleganti della scena musicale italiana contemporanea, vincitrice della Targa Tenco e artista capace di fondere con raffinata personalità jazz, canzone d’autore e sonorità moderne, e del duo Ebbanesis, formato da Viviana Cangiano e Serena Pisa, protagoniste di un originale percorso artistico dedicato alla tradizione musicale napoletana. Per l’occasione proporranno alcuni brani tratti dal loro apprezzato progetto ispirato al Così fan tutte di Mozart, con adattamento di Andrej Longo e riduzione musicale di Leandro Piccioni e Mario Tronco, una rilettura originale del capolavoro mozartiano attraverso la storica tradizione della posteggia napoletana.

Il Premio Faraglioni Capri International che sarà consegnato dal Sindaco Paolo Falco, consiste in una scultura in argento raffigurante i celebri Faraglioni dell’Isola, simbolo di Capri nel mondo, fissata su una base in marmo che richiama il colore del mare caprese. Anche quest’anno, come sin dalla prima edizione, l’opera è stata realizzata dai Maestri Argentieri di Pierino Gioielli di Anacapri.

Ideato, prodotto e organizzato da Capri Arte dei fratelli Aldo e Bruno Damino, il Premio rappresenta una delle più longeve e prestigiose manifestazioni culturali italiane e continua, grazie anche alla nuova generazione della famiglia Damino, a promuovere il dialogo tra arte, spettacolo e territorio, contribuendo alla valorizzazione dell’identità culturale di Capri nel mondo.

Tra gli ospiti attesi figurano numerose personalità del mondo della cultura, del cinema, dell’imprenditoria e delle istituzioni, confermando ancora una volta il Premio Faraglioni Capri International come uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’estate italiana.

L’iniziativa si avvale del patrocinio morale e della collaborazione istituzionale della Città di Capri. Partner ufficiali della manifestazione sono il Grand Hotel Quisisana, simbolo dell’ospitalità caprese e sede storica del Premio, Polis Consulting, realtà nazionale operante nel settore della sicurezza, e Kimbo, storico Main Sponsor dell’evento e ambasciatore nel mondo della tradizione del caffè napoletano.

L'articolo Premio Faraglioni Capri International 2026: premio a Toni Servillo. proviene da politicamentecorretto.com.

  •  
❌