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RADIO GAZA - puntata 20 - “Le nuove milizie non sono garanzia di pace. Solo Hamas dà sicurezza”

 

<<La linea gialla non è un rifugio sicuro ed è circondata da pericoli. Le persone rimangono nelle zone controllate da Hamas perché non trovano alternative sicure o infrastrutture per vivere in altre zone. 

La fiducia nei nuovi monopolisti o nelle milizie non locali non è forte perché non ci sono garanzie di pace o di una vita stabile. .

Quanto a nuove operazioni (israeliane). Rimane una preoccupazione per la popolazione a causa del perdurare delle tensioni e delle violazioni del cessate il fuoco. >>. 

La ventesima puntata di Radio Gaza è l’ultima in lingua italiana. Il progetto continua in lingua inglese a partire dalla prossima settimana. Rimane tale e quale la campagna di raccolta fondi “Apocalisse Gaza” che in questi giorni ha provveduto ad acquistare nuove tende, nuovi vestiti invernali, cibo e medicine grazie alle vostre generose donazioni. Lunghe immagini dalla Striscia raccontano una guerra ancora più crudele, quella contro l’indifferenza del mondo.

Nel frattempo si attende a ore l’annuncio di Trump sulla composizione del “Comitato di Pace”, così come del direttivo di esperti palestinesi che gestirà l’amministrazione della Striscia e, nei migliori auspici, anche la composizione della Forza Internazionale di Stabilità. Molte cose non tornano però, a cominciare dall’ultimatum lanciato da Israele ad Hamas. Mentre il mondo assiste con angoscia alla campagna americana di aggressione sull’Iran.

La ventesima puntata di “Radio Gaza” sarà disponibile da oggi alle 18 sul canale YouTube dell’AntiDiplomatico a questo link: 

https://www.youtube.com/watch?v=VOJLpB93LSg

“Radio Gaza - cronache dalla Resistenza” è un programma a cura di Michelangelo Severgnini e Rabi Bouallegue.

La campagna “Apocalisse Gaza” arriva oggi al suo 210° giorno, avendo raccolto 140.998 euro da 1.678 donazioni e avendo già inviato a Gaza valuta pari a 140.126 euro.

Per donazioni: https://paypal.me/apocalissegaza

C/C Kairos aps IBAN: IT15H0538723300000003654391 - Causale: Apocalisse Gaza

FB: RadioGazaAD

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L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA

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L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità

 Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.


LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA

Pasquale Liguori

 Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.

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