Pechino annuncia il fallimento della controffensiva statunitense
di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico
Nei media occidentali è passata sotto silenzio la divulgazione di un fondamentale documento cinese. Si tratta di un report redatto dal CICIR - China Institutes of Contemporary International Relations (???????????) - l'istituto di ricerca del potente Ministero della Sicurezza di Stato cinese (MSS), in pratica una sorta di superministero che unisce sia i servizi esteri che quelli interni in un'unica entità, in pratica come se gli USA avessero la CIA e l'FBI unite sotto un'unica regia centralizzata.
Il titolo del documento è "La grande trasformazione globale e il percorso verso la coesistenza tra Stati Uniti e Cina” e già da questo si può desumerne l'importanza perchè il MSS cinese ha l'ambizione, già dal titolo, di inquadrare e descrivere i rapporti di forza intercorrenti tra le due superpotenze e come questi influenzeranno gli equilibri globali, che peraltro già dal titolo sono definiti come in “grande trasformazione” e dunque transizione dal momento unipolare post fine della Guerra Fredda, quando gli USA e l'Occidente ebbero l'egemonia assoluta sul mondo, ad una realtà sempre più attuale dove si delinea un diverso equilibrio di forze.
Da notare che la lente attraverso la quale il Ministero della Sicurezza di Stato cinese (MSS) inquadra questa fase storica dei rapporti internazionali è quello della “guerra prolungata” teorizzata da Mao Zedong nel testo scritto nel 1938 per descrivere la guerra con il Giappone. In questo opera, il padre della Cina Popolare teorizza tre diverse fasi nei conflitti di lunga durata: la prima, definita di “Difesa Strategica”, dove la parte più debole in conflitto assorbe l'assalto della parte più forte; la seconda, definita di “Stallo strategico”, quando l'equilibrio si sposta verso la stabilità tra le due parti in lotta e la terza parte che Mao definiva di “Controffensiva strategica” nella quale la parte precedentemente più debole – ribaltando i rapporti di forza originari – prende l'iniziativa e vince.
Da notare peraltro, che secondo Mao la fase di stallo è da considerare come il "perno dell'intera guerra"; perchè è il momento in cui la parte più debole "si trasforma da debole in forte". Si tratta – sempre secondo Mao – della fase più difficile e lunga, nella quale la parte più debole accumula silenziosamente la forza che alla fine si rivelerà decisiva.
L'utilizzo di questa visione di Mao per inquadrare i rapporti tra Cina e Russia non è peraltro ascrivibile per la prima volta al documento pubblicato dal Ministero della Sicurezza di Stato cinese (MSS); si tratta infatti di una visione ampiamente utilizzata negli scritti strategici cinesi; per esempio il CISS (Centro per la Sicurezza e la Strategia Internazionale) dell'Università di Tsinghua ha pubblicato nel 2022 un articolo, dello studioso Huang Renwei in cui si sostiene che "la fase di stallo strategico tra Stati Uniti e Cina potrebbe durare fino a 30 anni".
Curiosamente, ma forse non troppo casualmente, è da notare come l'analista ed ex agente segreto russo Andrey Bezrukov ha dichiarato, all'ultimo Forum Economico di San Pietroburgo svoltosi appena una decina di giorni fa, che la Russia rimarrà in stato di guerra per i prossimi 20 o 30 anni, Inutile sottolineare che Russia e Cina sono alleati e che gli avversari con cui entrambi i paesi si confrontano sono gli USA e i suoi vassalli della NATO. Non pare azzardato dire, alla luce di queste dichiarazioni, che sia Mosca che Pechino vedono il confronto con gli occidentali come un percorso di lunghissima durata dove, appunto, conteranno le capacità di resilienza, il pensiero strategico e le capacità di innovare sul piano tecnologico.
Ciò che rende particolarmente importante il documento redatto dal Ministero della Sicurezza di Stato cinese (MSS), al di là dei formalismi teorici, è che si afferma che “la concorrenza USA-Cina è passata dallo stallo preliminare del primo mandato di Trump a una nuova fase di stallo globale”. Insomma, la valutazione dei servizi segreti cinesi è che la prima fase delineata da Mao – quella della difesa strategica – è da ritenersi definitivamente conclusa dopo anni di offensiva americana: la guerra commerciale del primo mandato di Trump, l'embargo tecnologico e la costruzione di alleanze di Biden (peraltro fase questa ancora in svolgimento durante il presente mandato di Trump) e i dazi del 145% annunziati dal Tycoon newyorkese nel 2025 dopo il suo ritorno alla Casa Bianca, non hanno piegato la Cina Popolare che, anzi, ha assorbito gli assalti di Washington uscendo dalla fase di Difesa Strategica per arrivare alla fase di Stallo Strategico, ovvero quella fase nella quale i contendenti in conflitto si affrontano da pari.
Una visione questa che – di fatto – coincide con quella statunitense considerato che la Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti definisce la relazione tra i due Paesi come "quasi pari" e lo stesso Trump definisce le relazioni diplomatiche tra Pechino e Washington con il termine "G2" per non dire poi del Segretario di Stato USA Rubio che ha dichiarato come i rapporti di forza tra le due superpotenze abbiano raggiunto il "punto di stabilità strategica". Inutile sottolineare come un simile sbocco – ormai accettato da entrambi i contendenti – è da ritenersi come un grande risultato per Pechino ed una grave sconfitta per Washington indipendentemente dal modo in cui si tenti di mascherarla.
Dunque, in definitiva, la notizia clamorosa è che gli analisti dei servizi segreti cinesi considerano la violenta aggressione agli interessi della Cina Popolare, posta in essere dagli USA con la finalità di reprimere l'ascesa del dragone nell'agone mondiale come definitivamente fallita.
Sempre secondo il MSS di Pechino, in questa seconda fase di Stallo Strategico dove i due contendenti hanno sono in sostanziale parità e ognuno può infliggere danni all'avversario ma non è in grado di piegarlo definitivamente, è necessario trovare uno standard di coesistenza per mitigare i rischi di un conflitto aperto e distruttivo per entrambi. Gli analisti cinesi individuano sei diversi passaggi per raggiungere questo risultato che possiamo così riassumere:
- a) Un nuovo posizionamento per le relazioni tra Stati Uniti e Cina nel quale entrambe le parti devono chiarire all'altro le proprie linee rosse e, nel rispetto di queste, provino a cooperare;
- b) Raggiungere nuovi progressi tra Pechino e Washington sulla questione di Taiwan partendo dal presupposto che per la Cina la riunificazione delle due sponde dello Stretto di Taiwan è un’inevitabilità storica;
- c) USA e Cina devono mantenere aperti i canali di comunicazione è l' “infrastruttura” per la gestione di una relazione tra i due paesi deve essere ulteriormente arricchita con nuovi canali standardizzati e accessibili pariteticamente ad entrambe le parti;
- d) Ampliare le aree di cooperazione “pratica” che al di là delle dichiarazioni di facciata consentano ad entrambe le parti di avere benefici;
- e) Costruire un quadro di riferimento per la prevenzione dei rischi così da riuscire a mantenerli nell'alveo del gestibile e del prevedibile;
- f) Consolidare nuove basi di amicizia tra i popoli. Secondo il MSS il fondamento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina risiede nei popoli e conseguentemente entrambi i paesi devono ampliare gli scambi e la cooperazione nell'istruzione nella cultura e nello sport, rimuovendo gli ostacoli pratici alla circolazione delle persone, come le restrizioni sui visti e sui voli, e creando piattaforme più istituzionalizzate per lo scambio tra i popoli.
Conclusioni
Per la verità questo framework elaborato dagli analisti del Ministero della Sicurezza di Stato cinese (MSS) con il quale si vorrebbe gestire la nuova fase di stallo strategico appare più che come un percorso praticamente perseguibile, come una agenda dei buoni propositi se non direttamente un libro dei sogni. La verità è che sia il riarmo giapponese, di Taiwan, delle Filippine e il partenariato strategico tra Malesya e USA annunciato l'anno scorso, oltre alle continue scaramucce legate alle contese territoriali tra questi paesi e la Cina, attestano inoppugnabilmente che l'orizzonte della guerra mondiale a pezzi si sta sempre di più spostando verso l'estremo oriente.
Il tempo dei buoni propositi è ancora lontano e le relazioni tra USA e Cina saranno misurate con il peso delle armi per altri anni ancora.
