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Trump smentisce Musk: “Non siamo stati noi a depotenziare Starlink all’Ucraina”

Diventa un mistero la decisione di depotenziare il sistema Starlink necessario all’Ucraina per avere comunicazioni tempestive anche sulla linea del fronte e riuscire a intercettare in tempo gli attacchi lanciati dalla Russia. L’esercito e i vertici del governo, nei giorni scorsi, avevano denunciato il funzionamento parziale del sistema che si è protratto per giornate intere lasciando il Paese sotto il tiro dei missili e dei droni di Mosca. Inizialmente, si era pensato a una scelta presa da Elon Musk, che nelle stesse ore stava attaccando il presidente ucraino su X, ma poi il miliardario americano aveva smentito dicendo che la responsabilità era da attribuire completamente al Pentagono. Dopo giorni di comunicazioni a singhiozzo, il nuovo colpo di scena: Trump, scrive Axios, ha detto che gli Stati Uniti non sono coinvolti nel depotenziamento dei servizi Starlink in Ucraina.

Come detto, Musk è stato il primo ‘indiziato’ per la decisione di penalizzare le comunicazioni ucraine tramite il sistema satellitare di SpaceX, essendone il fondatore e avendo espresso, nelle stesse ore, considerazioni critiche nei confronti di Zelensky, dicendo ad esempio che “è andato troppo oltre” e, più chiaramente, che “deve dimettersi“. Ma era stato lui stesso a spiegare che il funzionamento del sistema implica che solo l’esercito Usa possa disporre un depotenziamento del genere. La versione militare di Starlink è infatti Starshield, un sistema progettato e sviluppato sempre da Starlink, ma di proprietà e gestione esclusiva del Pentagono. Ed è quindi solo il Dipartimento della Guerra Usa a decidere se e quali limiti imporre, tenendo conto che è quella la tecnologia in uso all’esercito di Kiev.

Nella serata di venerdì, però, è arrivata la smentita direttamente dal presidente Trump. Una smentita che alimenta il mistero dietro allo sgambetto all’esercito di Zelensky.

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Tesla svela l'auto volante, il futuro secondo Musk

L'imprenditore usa visioni avveniristiche e dimostrazioni spettacolari per rafforzare l'attrattiva del marchio, mentre prosegue la corsa contro concorrenza asiatica e ritardi nello sviluppo

© RaiNews

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La nuova Tesla vola, ruota in aria e salta gli ostacoli: le foto e il video che sembra uscito da un film

Giovedì 15 ottobre, a Waco, in Texas, Tesla ha svelato al mondo il nuovo modello della Roadster realizzato in collaborazione di SpaceX, il colosso aerospaziale di Musk, dopo circa dieci anni di attesa. E lo ha fatto in modo spettacolare.

In un video diffuso sui social media dall’azienda di Austin, girato durante la presentazione, si vede l’auto percorrere una rampa fino a rimanere capovolta, per poi cadere ruotando su sé stessa e atterrare sulle ruote, grazie a dei propulsori ad aria compressa di SpaceX, che le permettono di rimanere sospesa.

I fatti principali

  • Il 15 ottobre, Tesla ha presentato il nuovo modello della Roadster, in pieno stile Musk: nel corso dell’evento a Waco, l’auto ha dato sfoggio delle sue caratteristiche, fra le quali la più sorprendente è la capacità di staccarsi dal suolo, roteare su sé stessa e saltare letteralmente gli ostacoli, grazie all’installazione di propulsori realizzati da SpaceX.
  • Fra le principali caratteristiche della nuova Roadster spicca l’accelerazione: Tesla dichiara che la Roadster può accelerare da 0 a 60 miglia orarie, circa 97 km/h, in meno di un secondo.
  • L’auto sarà prodotta e messa in vendita a partire dal 2028, anche se la sua commercializzazione sarà soggetta a restrizioni: restano, infatti, da chiarire le condizioni per l’omologazione stradale delle versioni dotate di propulsori.
  • La presentazione del modello, sviluppato da Tesla con la collaborazione di Spacex, alimenta le voci su una possibile fusione fra le due aziende, un’ipotesi più volte prospettata dallo stesso Musk, anche in occasione dell’evento che ha svelato la nuova sportiva elettrica.

Il momento di Elon Musk e Tesla

Elon Musk, recentemente, ha riconquistato lo status di trilionario, anche se solo per qualche giorno, proprio grazie ad un balzo delle azioni di Tesla.

LEGGI ANCHE: Elon Musk è tornato trilionario dopo il balzo delle azioni SpaceX

I dati del terzo trimestre del 2026 hanno rivelato che le consegne di auto hanno superato le previsioni e, quindi, nella sola giornata del 2 ottobre del 2026 l’apprezzamento delle azioni di Tesla ha aumentato il patrimonio di Musk di oltre 60 miliardi di dollari.

Attualmente, secondo le stime real time di Forbes, il patrimonio di Elon Musk è di poco superiore a 924 miliardi di dollari. Con la Roadster, Tesla punta a spingere la frontiera tecnologica oltre i limiti finora ritenuti pura utopia. Per anni, l’idea di un’auto capace di superare gli ostacoli sollevandosi da terra grazie a propulsori a razzo è sembrata un’iperbole, buona per evocare un futuro lontano. Seppur in forma di prototipo, quel futuro non sembra così distante.

L’ipotesi di una fusione fra Tesla e SpaceX

La realizzazione di un modello in collaborazione tra Tesla e SpaceX rievoca la suggestione di una fusione fra le due aziende, ipotesi suggerita dallo stesso Musk durante la presentazione della Roadster. Anche se dalle due aziende non arrivano conferme, non è la prima volta che il numero uno di Tesla e SpaceX prospetta questa possibilità: una fusione fra i due colossi creerebbe un gruppo con un perimetro di attività molto ampio, consentendo a ciascuna delle due realtà di mettere a disposizione dell’altra le proprie competenze, tecnologie e infrastrutture.

Al momento, quindi, la fusione resta uno scenario discusso da investitori e analisti, anche se SpaceX e Tesla hanno stretto solidi legami commerciali, oltre ad avere Elon Musk come ceo. Alcuni analisti non la ritengono un’ipotesi inverosimile. Barclays considera possibile un’operazione in cui SpaceX acquisisca Tesla, consentendo a Musk di conservare una posizione dominante sulla società derivante.

Dan Ives, analista tecnologico molto seguito a Wall Street ed ex responsabile della ricerca tecnologica di Wedbush, ha stimato, con oltre l’80% la probabilità, che le due aziende si possano fondere entro la fine del 2027. Oltre le stime e le analisi, la Roadster offre una dimostrazione concreta, e fuori dall’ordinario, di ciò che Tesla e SpaceX possono realizzare lavorando insieme, alimentando le speculazioni sul futuro di entrambe. Uno scenario che lo stesso Musk ha contribuito a tenere aperto.

    La nuova Roadster di Tesla
    La nuova Roadster di Tesla
    La nuova Roadster di Tesla
    La nuova Roadster di Tesla

L’articolo La nuova Tesla vola, ruota in aria e salta gli ostacoli: le foto e il video che sembra uscito da un film è tratto da Forbes Italia.

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Tesla Roadster, l’auto volante di Elon Musk tra tecnologia e promesse – FOTO e VIDEO

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Annunciata nel 2017, promessa ai clienti per il 2020 e ora attesa non prima del 2028. La seconda generazione della Tesla Roadster ha accumulato quasi un decennio di rinvii, ma nel frattempo ha imparato a volare. O almeno a sollevarsi da terra, compiere evoluzioni in aria e atterrare sulle quattro ruote. Elon Musk ha scelto il centro prove di SpaceX a McGregor, in Texas, per presentare la nuova sportiva elettrica. Una dimostrazione spettacolare, che lascia però aperti molti interrogativi sulla futura produzione di serie.

La scena più sorprendente si è svolta su una gigantesca rampa curva. Grazie a un sistema di ventole che genera una forte depressione sotto la carrozzeria, la Roadster ha risalito la struttura fino a fermarsi capovolta, per poi staccarsi dalla superficie, ruotare in aria e tornare a terra. In un’altra prova ha sorvolato una fila di veicoli Tesla. A rendere possibili queste manovre sono i micropropulsori a gas freddo sviluppati con SpaceX, capaci di controllare l’assetto della vettura attraverso getti regolabili. Il sistema di aspirazione, secondo il costruttore, può generare una forza equivalente a due volte quella di gravità.

Durante la presentazione, Tesla ha mostrato un test nel quale il prototipo accelera da 0 a 96 km/h in appena 0,81 secondi, grazie anche alla spinta dei propulsori posteriori. Una prestazione dichiarata dal costruttore, ancora priva di verifiche indipendenti, che Musk sostiene possa essere ulteriormente migliorata sulla versione definitiva L’autonomia annunciata supera i 480 chilometri, mentre la velocità massima dovrebbe oltrepassare i 370 km/h. Mancano tuttavia informazioni essenziali: Tesla non ha comunicato la capacità della batteria, il numero dei motori elettrici e il peso della vettura.

La gamma dovrebbe articolarsi in tre versioni, con configurazioni progressivamente più sofisticate fino alla Rocket, dotata del sistema completo di propulsione per le manovre aeree. Anche sul fronte commerciale restano diverse incognite, a cominciare dai prezzi definitivi e dalle procedure di omologazione. Perché un conto è far volare un prototipo in un ambiente controllato, un altro è trasformarlo in un’automobile utilizzabile e commercializzabile.

La Roadster arriva inoltre in una fase particolare per Tesla, sempre più concentrata sulla guida autonoma e sulla robotica. Una sportiva estrema, pensata per esaltare il piacere della guida, sembra muoversi in direzione opposta. Ma il suo ruolo potrebbe essere soprattutto quello di rilanciare l’immagine tecnologica del marchio, più che contribuire significativamente ai volumi di vendita.

Resta il peso di nove anni di attesa. E soprattutto una domanda: quanta parte dello spettacolo visto in Texas arriverà davvero nelle mani dei clienti? La risposta, salvo ulteriori rinvii, è attesa nel 2028.

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