Il nuovo video editoriale di Fabio Massimo Parenti
"Deprivazione e depravazione hanno alimentato la disumanizzazione sistematica giustificando guerre, massacri e deportazioni in nome di Dio, della razza, della democrazia, della libertà e dei nostri valori."
"Mentre la Cina si riafferma nel mondo senza bisogno di un nemico [...] gli Stati Uniti, comandanti del nuovo totalitarismo internazionale, hanno sempre bisogno di nuovi nemici [...]: ecco perché la guerra attraversa tutta la loro storia da 250 anni."
Intervenendo alla trasmissione de la 7 Omnibsu, il prof. Fabio Massimo Parenti spiega come l'Intelligenza Artificiale non sia una forza neutrale, ma il riflesso di un modello politico e sociale. Mentre in Occidente lo sviluppo dell'IA è saldamente in mano a oligarchi privatistici — con logiche chiuse, proprietarie e "antisociali" — la Cina adotta un paradigma radicalmente opposto, radicato fin nella sua stessa definizione linguistica (Rengong Zhineng, ovvero capacità e opera prodotta dall'uomo) e orientato alla collettività e al servizio dei cittadini.
Dalla pianificazione statale alla recente nascita dell'organizzazione internazionale per la cooperazione sull'IA, la priorità di Pechino è rimettere l'essere umano al centro dello sviluppo tecnologico, in netta controtendenza rispetto al totalitarismo digitale statunitense. Ed è questo che spaventa così tremendamente le oligarchie occidentali...
Mentre si punta il dito contro la Cina, vanno di moda tante banalità
Quella forse più in voga è l’idea che la Cina voglia distruggere l’ordine esistente. E sostituirlo con un proprio sistema.
Niente di più sbagliato.
L’iniziativa sulla governance mondiale, lanciata un anno fa, parte ad esempio da una premessa opposta: Carta dell’Onu e diritto internazionale rimangono il fondamento. Il problema è che le regole non vengono applicate a tutti e spesso non trovano applicazione.
Inoltre, le istituzioni internazionali non rappresentano più il mondo di oggi. Ma noi non ce la facciamo proprio a digerire il cambiamento. E voi sapete perché.
Quali sono i cinque principi dell’iniziativa sulla governance emanata da Pechino e che ha ricevuto già il sostegno di quasi 160 paesi e organizzazioni internazionali?
Uguaglianza sovrana, diritto internazionale, multilateralismo, centralità dei popoli e orientamento all'azione.
Peraltro, Pechino sta promuovendo nuovi strumenti per la mediazione e la cooperazione internazionale nei campi dell'intelligenza artificiale e dell’economia dei dati. Nessun altro lo fa.
Le domande che i cinesi si pongono pubblicamente, e che dovremmo porci anche noi con loro sono:
Chi governa, come si governa e nell'interesse di chi?
E ancora: perché alcuni possono stabilire le regole — o violarle — più di altri?