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Anche i nazi usano Mastodon? Beh, se é per questo usan pure l’email…

 

 

Mastodon continua a crescere. Alle soglie dei 3 milioni e mezzo di utenti si aggiungono continuamente nuove Istanze le quali, connettendosi o meno tra loro, contribuiscono a creare reti sempre più articolate all’interno del Fediverso. Le nuove Istanze (ossia server Mastodon indipendenti, ognuno dei quali con le proprie regole, caratteristiche e policy) sono per forza di cose diversissime tra loro ed hanno esigenze, approcci e idee su “come dovrebbe essere un social” spesso assai distanti tra loro, per non parlare dei temi che trattano. Di questi “nuovi arrivi” su Mastodon, due in particolare hanno fatto discutere molto negli ultimi mesi.

Nel primo caso si tratta di un certo numero di Istanze incentrate su erotismo/pornografia nate perlopiù da utenti e comunità transfughe da Tumblr a causa della decisione della piattaforma di porre una stretta a quel tipo di contenuti.

Il secondo, più serio, riguarda invece Gab, sul quale é necessario spendere qualche parola. Gab é un social network per nazifascisti nato negli Stati Uniti nel 2016 e che fin dalla nascita é stato raggiungibile oltre che dal proprio sito web anche da apposite App per iOS ed Android. Data la sua natura, i contenuti che diffonde, il suo utilizzo da parte degli organizzatori di Charlottesville ed altri disgustosi personaggi, Gab é stato fin da subito al centro di diverse polemiche che si son protratte fino al punto che qualche mese fa le sue App sono state rimosse dal Play Store e dall’App Store ed é stato rescisso unilateralmente il contratto che Gab aveva col suo fornitore di hosting (colui che affittava il server che reggeva il social).

Gli amministratori del social neonazista, dunque, lasciati a piedi e banditi da ogni piattaforma, si son trovati in condizione di dover trovare una soluzione alternativa che li rendesse indipendenti dai ban dei provider tecnologici. Ed hanno adottato Mastodon.

 

GAB E’ORA UN’ISTANZA MASTODON

Questa scelta, dal punto di vista degli amministratori del social neonazista, presenta soprattutto due enormi vantaggi:

1: anziché dover creare, aggiornare ed ottimizzare un proprio software da zero, gli admin di Gab possono avvantaggiarsi del lavoro open source degli sviluppatori e contributors di Mastodon. Questo perché essendo software aperto é liberamente utilizzabile e modificabile da chiunque.

2: invece di dover sviluppare e far approvare delle App specifiche per il proprio social, possono appoggiarsi a diverse altre App per Mastodon già esistenti e presenti negli App Store. App che non vengono bannate perché non specifiche per Gab: bannarle sarebbe come bannare un browser perché ti permette di accedere a siti neonazisti.

Al solito, come abituale strategia dei nazifascisti, il tutto é avvenuto negando la loro natura di nazifascisti e mascherando il loro desiderio di seminare odio e falsità invocando “libertà d’espressione”.

La nuova Istanza Gab é grossa; i suoi amministratori affermano addirittura di avere già oltre un milione di account anche se esiste il forte sospetto che molti di questi possano essere account fasulli creati per far apparire il network molto più grande di quanto effettivamente sia. Ma veri o falsi che siano i suoi account, in ogni caso Gab resta un’Istanza di dimensioni considerevoli.

Va pure ricordato che non si tratta della prima istanza neonazista che ha adottato Mastodon ma di certo é la più grossa, nota ed aggressiva.

 

GRIDI D’ALLARME

L’arrivo di Gab su Mastodon non poteva che generare scompiglio e curiosità: Mastodon si é caratterizzato fin da subito come uno strumento utile a creare ambienti molto favorevoli alle comunità LGBT, anarchiche e libertarie, per cui l’arrivo di Gab é stato visto soprattutto dal di fuori del Fediverso un po come una sorta di “fine dei giochi” per il progetto Mastodon (il che é un po’una costante: é da quando Mastodon esiste che alcuni commentatori colgono ogni occasione per dire che il progetto “é finito” nonostante in realtà continui a crescere costantemente)

Molti blog che si occupano di tecnologia hanno riportato la notizia con toni allarmanti del tipo: “L’alternativa a Twitter senza nazisti ora é sede dalla più grossa comunità neonazista online”

 

In effetti, sapere che una certa piattaforma social é usata da un gran numero di nazifascisti suona decisamente allarmante e se non sai come funziona una rete federata il primo pensiero che viene a chiunque é star lontano da quel social. Da questo punto di vista la notizia dell’arrivo dei nazisti su ha portato indubbiamente cattiva pubblicità a Mastodon.

C’é però qualcosa che non torna in questo grido d’allarme (e chi già sa come funzionano Mastodon ed il Fediverso lo sa bene): giusto per fare un esempio, chi scrive, pur utilizzando Mastodon su base quotidiana, di Gab ed i suoi contenuti non ha mai visto manco l’ombra.

Per capire come ciò sia possibile é necessario fare un passo indietro.

 

NON ESISTE -UN- SOCIAL CHIAMATO MASTODON: CI SONO TANTE ISTANZE MASTODON CHE INTERAGISCONO FRA LORO

Quando Tumblr ha deciso di adottare policy più restrittive su contenuti erotici e pornografici, molti dei suoi utenti interessati in quel tipo di contenuti si sono riversati su Mastodon creando Istanze tutte loro, come sinblr.com o humblr.social

Qui bisogna ricordare nuovamente un concetto base su come Mastodon é strutturato e funziona:

Ogni Istanza Mastodon é un social network indipendente che funziona indifferentemente dalle altre Istanze: é installato su un proprio server, ha i suoi admin, i suoi utenti e le sue regole e potrebbe benissimo funzionare anche se tutte le altre Istanze del mondo non esistessero.

Dopodiché, ognuna di queste Istanze, se lo vuole, é in grado di dialogare con le altre ma é altrettanto libera di bloccare o limitare i contatti con le Istanze che non gli son gradite.

Per fare un esempio: non ne abbiamo la certezza, ma possiamo scommettere un nichelino che rcsocial.net, un’Istanza Mastodon che si propone come spazio di discussione per utenti cattolici, abbia bloccato le Istanze porno-erotiche citate sopra. Questo vuol dire che gli utenti di rcsocial.net potranno interagire tra loro e magari con utenti di altre Istanze Mastodon ma non entreranno mai in contatto con gli utenti ed i contenuti erotici di sinblr.com o humblr.social.

Il punto é che:

“Mastodon” non é un social network ma una tecnologia condivisa da diversi social autonomi e indipendenti chiamati “Istanze” che possono essere in contatto a vicenda o meno.

Parlare di “Mastodon” come di un’unica entità é assurdo così come descrivere la tecnologia chiamata “email” come se fosse un social network.

 

 

DIVERSI LIVELLI DI INTERAZIONE E BLOCCO

Il modo migliore per capire come funziona Mastodon é ragionare sempre partendo dal punto di vista della tua Istanza (quella che hai scelto o che hai creato personalmente). Nel caso più comune tu sei un utente che si é iscritto ad una Istanza di tuo gradimento, le cui policy (regole) sono sostanzialmente in linea con quelle che ti saresti dato tu.

Nei confronti delle altre Istanze con cui c’é un rapporto paritario ed amichevole, la connessione con la tua Istanza é bilaterale: utenti e contenuti delle due Istanze possono interagire liberamente tra loro.

Ci sono però anche delle Istanze che la tua Istanza ritiene inaccettabili, vuoi perché spammano o sono popolate da troll, perché sono Istanze nazistoidi che diffondono contenuti d’odio o contenuti contrari alle policy che la tua Istanza s’é data. In questo caso gli admin della tua Istanza la possono bloccare cosicché nessuno degli utenti della tua Istanza entrerà mai in contatto con utenti e contenuti dell’Istanza inaccettabile.

C’é poi il caso delle Istanze discutibili: quelle i cui contenuti non sono ben visti/tollerati dalla tua Istanza, ma non sono tanto gravi da necessitare di un vero e proprio blocco. In questo caso gli admin possono silenziarle, ossia impostarne l’interazione in modo tale tu utente possa tranquillamente interagire con utenti e contenuti di queste Istanze discutibili, ma tali interazioni non saranno visibili agli altri utenti della tua Istanza. Per intenderci: se rispondi o boosti (“retwitti” / “riposti” / “condividi” ) contenuti di queste Istanze, questi non saranno visibili da tutti i membri della tua Istanza ma solo da quelli che già seguono chi hai boostato.

Con le Istanze amiche c’é interazione bidirezionale pura; le Istanze discutibili possono essere silenziate in modo da non dare visibilità condivisa all’interazione ma senza impedirla; le Istanze discutibili possono essere bloccate in modo tale che per gli utenti della tua Istanza é come se non esistezzero più

 

Non solo: ogni singolo utente é libero di decidere di bloccare solo per sé singoli utenti o intere Istanze. C’é un’Istanza che gli admin della tua Istanza ritengono amica ma che tu non sopporti? Puoi tranquillamente bloccarla e non vederne mai più alcun contenuto!

L’unica cosa che tu come utente non puoi decidere autonomamente fare é interagire con Istanze che gli admin della tua Istanza hanno bloccato.

OGNI ISTANZA CREA LA PROPRIA RETE CON CHI VUOLE E LASCIA FUORI CHI NON VUOLE.

Il risultato é che se sei utente di un’Istanza come sinblr.com, probabilmente avrai tantissime interazioni con altre Istanze in cui viene pubblicato materiale erotico-pornografico, con le quali interagirai bilateralmente senza problemi, mentre al contrario se sei membro di un’Istanza di ultracattolici tradizionalisti avrai rapporti con diverse altre Istanze ma coi contenuti di sinblr.com non avrai alcun contatto. Ogni Istanza, dunque, crea una propria rete personalizzata lasciando fuori coloro con cui proprio non vuole entrare in contatto.

Questo vuol dire che potrebbe perfettamente esserci una rete Mastodon di Istanze incentrate sul porno che non ha alcun contatto con una seconda rete di Istanze Mastodon di stampo tradizionalista. La logica conseguenza di questo meccanismo é che non esiste necessariamente UNA rete Mastodon:

Possono esistere molte reti Mastodon separate che non hanno alcuna interazione fra loro

Su Bida (mastodon.bida.im) i contenuti erotici-pornografici di per sé non sono vietati a patto che vengano postati con la maschera CW (“Content Warning”: avviso sul contenuto).

 

Toot con immagine coperta da maschera CW ed il messaggio d’avviso “Materiale sensibile”

 

In pratica i contenuti sensibili vengono postati con una “maschera” che oscura le immagini in questione e per vederle l’utente deve cliccarci appositamente sopra. Se un utente di Bida postasse ripetutamente contenuti senza maschera CW verrebbe ripreso dalla comunità, dagli admin ed in caso estremo bannato. Se un utente di Bida venisse in contatto con una diversa Istanza Mastodon in cui questo tipo di contenuti vengono postati senza alcuna maschera CW, con una segnalazione agli admin di Bida questa verrebbe bloccata.

Questo é il tipo di approccio che ha Bida con contenuti sensibili ma altre Istanze potrebbero avere approcci assai diversi. Per esempio una certa Istanza potrebbe pretendere il CW su immagini porno ma non su semplici nudi né su disegni erotici, mente un’altra Istanza potrebbe avere come regola quella di bannare pure i quadri rinascimentali che mostrano nudi.

Ecco perché é di fondamentale importanza scegliere la propria Istanza (o Istanze) di riferimento: a seconda che ci si iscriva ad un’Istanza o un’altra ci si può trovare con reti, contatti ed approcci lontanissimi tra loro perché, come ribadito sopra, ogni Istanza é sostanzialmente un social network diverso ed a seconda di quale vien scelto ci si può ritrovare in una rete assai ristretta in cui non c’é alcuna apertura e tolleranza verso posizioni distanti oppure in una rete indifferenziata ed indifferente alla presenza di contenuti odio, troll e spam o invece in una rete che si é ritagliata un mix di apertura e chiusura abbastanza vicina alle proprie esigenze.

 

Gab not Welcome

TORNIAMO A GAB

Ricapitolato il meccanismo su cui é basato Mastodon é ora facile intuire che peso possa avere Gab sulle altre Istanze/community di Mastodon che non vogliono entrare in contatto con i nazifascisti: quasi zero. Praticamente tutte le Istanze antifasciste hanno fin da subito bloccato Gab così come già avevano bloccato altre Istanze dai contenuti simili. Anche gli admin di Bida (mastodon.bida.im) hanno bloccato Gab nonappena si é saputo del suo arrivo su Mastodon e così facendo, su Bida, i contenuti neonazisti di Gab non si son praticamente mai visti. Inoltre diversi utenti si sono mobilitati per presidiare le proprie Istanze da eventuali utenti provocatori di Gab e segnalare eventuali micro-Istanze create solo per diffondere per vie traverse i contenuti di Gab. Le istanze amiche che condividono principi etici comuni si scambiano informazioni sulle Istanze che diffondono messaggi d’odio o materiali sensibili privi di maschere CW, tenendosi sempre aggiornate sull’ecosistema umano delle proprie reti.

In sostanza le reti Mastodon antifasciste hanno retto benissimo alla presenza di nazisti e provocatori, molto meglio di social commerciali e centralizzati come Facebook o Twitter.

Allarmarsi perché dei nazifascisti hanno creato un server social usando Mastodon non é troppo diverso dall’allarmarsi perché un gruppo di neonazisti ha messo su un server mail, IRC, XMPP, o un sito web utilizzando strumenti open source.

Insomma: di per sé non é possibile impedire che si crei una rete Mastodon nera. La si può magari isolare, mettere in un angolo e complicargli la vita in diversi modi (che adesso vedremo) ma impedirne del tutto l’esistenza é impossibile: se fosse possibile impedire l’esistenza di una rete nera attraverso strumenti tecnici, quegli stessi strumenti potrebbero essere altresì usati per impedire l’esistenza di qualsiasi rete o bloccare l’accesso a diversi contenuti che a programmatori o host non sono graditi.

Non ha senso criminalizzare di per sé l’email, il telefono, la stampa o altri sistemi di comunicazione liberi perché sono tecnicamente utilizzabili anche dai nazifascisti e dunque non ha senso criminalizzare la piattaforma tecnologica Mastodon perché viene utilizzata da questi.

Tuttavia seppur questi strumenti tecnologici non sono colpevolizzabili di per sé é anche vero che, volendo, é pur sempre possibile far in modo che quegli stessi strumenti non siano comodamente usufruibili per certi utilizzi, ma la cosa genera diversi problemi di ordine pratico ed etico.

Logo di Fedilab, client Mastodon al centro di polemiche perché non ha bloccato l’accesso a Gab

LA POSIZIONE DELLE APP

Uno strumento software open source é sostanzialmente un attrezzo che chiunque può utilizzare e modificare a piacimento e questo vale sia per il software di Mastodon che per quello di diverse App per utilizzare Mastodon su smartphone.

(NB: queste App sono chiamate in gergo client, termine che identifica applicazioni il cui scopo é quello di mettere l’utente in contatto con un server sul quale stanno effettivamente i contenuti)

Come già visto, le App per accedere a Gab erano state rimosse da App Store di iOS e Play Store di Android, ma si trattava di App specifiche per quel social e quello solamente. Al contrario le principali App per Mastodon non sono specifiche per una certa Istanza, ma sono utilizzabili per accedere a qualsiasi le Istanze che uno vuole, così come un browser può accedere anche a siti neonazisti ed un client Mail può essere usato per accedere ad un mailserver neofascista.

Questo crea un effetto non voluto: dopo che Apple e Google hanno bannato Gab in quanto bubbone seminatore di odio pestilenziale, proprio le le tecnologie open di Mastodon hanno permesso a a Gab di continuare ad essere alla portata di click su qualsiasi smartphone.

Se criminalizzare Mastodon in quanto strumento non ha senso, più discutibile é la posizione delle App. Non esistono App “ufficiali” di Mastodon per Smartphone, bensì diverse App realizzate da programmatori e software house indipendenti tra cui scegliere.

Qui sorge una domanda: é eticamente corretto che i programmatori di una App (magari open source) atta a connettersi ad una piattaforma social (questa certamente sì open source), possano decidere di impedire all’App di connettersi con certe Istanze? Può un browser impedirti di visitare un certo sito? O un software di mail impedirti di scambiarti le mail con certi indirizzi?

La questione é complessa e sul Fediverso, da diversi mesi si susseguono discussioni su questo argomento.

Le posizioni vanno dal “No: lo strumento deve essere liberamente aperto ed utilizzabile” al “E’ perfettamente legittimo che un programmatore crei software open al cui interno vi siano dei blocchi a contenuti fascisti: proprio perché é uno strumento open, se i fascisti vogliono utilizzarlo sono liberi di crearsi il proprio fork(*)”

(*) il fork é la versione modificata di un software.

Quest’ultima posizione é quella che all’atto pratico meglio potrebbe rispondere all’esigenza di isolare contenuti velenosi (o perlomeno renderne un po’ più complicata la diffusione) ma al tempo stesso potrebbe fungere da pericoloso precedente (in base alla stessa logica potrebbe essere realizzato un browser che non accede a siti il cui contenuto non é gradito ai programmatori).

Il fatto é che blocchi di questo tipo già esistono per quanto riguarda contenuti tecnici nocivi: un browser può avere dei filtri che gli impediscono d’accedere a siti che contengono codice malevolo (o perlomeno mostrano una serie di avvisi molto espliciti). Può aver senso applicare questa stessa logica a contenuti tossici?

Il punto é che la logica del blocco (o avviso di sicurezza) può essere applicata solo (1) riconoscendo l’eccezionalità dei contenuti fascisti nel loro non essere “opinione” ma totale negazione del dialogo e con i quali, dunque, non é possibile avere alcuna interazione sana; (2) esponendo con chiarezza le caratteristiche che definiscono i contenuti di questo tipo.

Il contenuto d’odio, insomma, potrebbe essere trattato come un contenuto criminale tout court (ad esempio come i siti per pedofili) o un malware (come per i siti affetti da virus e codice malevolo), magari con filtri a più livelli (finestre d’avviso per i casi discutibili e via via fino al blocco per i casi più gravi)?

In ogni caso va ribadito che l’idea di poter impedire la diffusione di messaggi d’odio solamente grazie a soluzioni software é pura illusione. Tuttalpiù questi possono servire per impedire a tali contenuti di esser diffusi con troppa semplicità.

 

QUINDI?

Se la gestione di contenuti da parte delle Istanze é intrinsecamente risolta dalla stessa struttura di Mastodon, la questione dei client genera ancora moltissima discussione esponendo approcci legittimi ma spesso contrastanti e che non verranno certo districate da questo post. Quel che però é certo é che su Mastodon, se non vuoi incontrare i nazisti, non ne incontrerai (giusto qualcuno magari, ma a malapena per il tempo necessario a bloccarlo e con lui l’intera Istanza che gli ha permesso di pubblicare i suoi contenuti tossici

 

 

 

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I Provider di software open source

Hai dei file a cui vuoi poter accedere facilmente da qualsiasi device? Li puoi caricare su NextCloud! Devi scrivere un testo assieme ad un’altra persona che vive lontano? C’é Etherpad! Vuoi inviare un file in modo riservato? Puoi usare Lufi! Ti serve una mappa online? Ma c’é OpenStreetMap! Vuoi condividere uno status ma solo con alcuni amici intimi? Puoi farlo con Friendica! Devi cercare qualcosa sul web? C’é SearX!

Insomma: chi te lo fa fare di usare servizi centralizzati il cui solo scopo é carpire informazioni su di te, se ci sono provider online che mettono a disposizione i migliori software open source?

SIAM PASSATI DALL’ESSER PERSONE CHE UTILIZZANO STRUMENTI AD  ESSER CLIENTI DI SERVIZI CHE CI USANO

La maggior parte degli utenti possiede dei device (smartphone, tablet, computer fisso o portatile…) ma non ha in casa un proprio server personale con cui gestisce ed archivia i propri contenuti. Questo perché esistono dei fornitori commerciali di servizi online (provider come Google, Apple o Facebook) che mettono comodamente e spesso “gratuitamente” a disposizione tutta quella serie di servizi che altrimenti bisognerebbe installare/impostare/aggiornare/riparare da sé. Affidarsi a provider esterni, dunque, a primo acchito risulta comodo perché libera dall’onere di imparare a gestire gli strumenti su cui si regge la propria vita digitale.

E’soprattutto nella seconda metà degli anni 2000 che si affermano i principali provider di servizi online. É in quel momento che si sviluppano aziende e strumenti come Dropbox, Evernote, Facebook, Google Docs, iCloud, Twitter, Whatsapp, YouTube ecc. Nel giro di pochi anni però, tramite acquisizioni e battaglie commerciali, la situazione che si é venuta a creare é che i principali servizi online sono proprietà di soli cinque colossi americani: Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft.

Cinque aziende commerciali che hanno nelle proprie mani la vita digitale di ogni individuo del pianeta, alcune delle quali sono state fondate con l’esplicito scopo di raccogliere, analizzare e vendere tutte le informazioni che possono sui propri utenti.

Non tutti ci han fatto caso, ma mentre questi provider nascevano e si facevano ogni giorno più forti é avvenuto nelle nostre vite un importantissimo doppio cambio di paradigma. Il tutto é avvenuto in maniera esplicita, alla luce del sole e nient’affatto misteriosa, solo che é avvenuto tanto in fretta e con un tale hype nei confronti della “tecnologia del futuro” che la maggior parte delle persone non se n’é curata: 1) si é passati dallo “strumento come strumento” allo “strumento come servizio” ed alla 2) cessione volontaria dei propri dati sensibili in cambio dell’utilizzo di tali servizi.

Il concetto, insomma, é che si é passati dal “possiedo carta e penna su cui scrivo quel che mi pare e poi se voglio lo tengo chiuso in un cassetto oppure lo consegno a chi mi pare ma sempre senza dover render conto a nessuno della mia scelta” al “Posso usare la fantastica penna di lusso e la fantastica carta della ditta X per scrivere tutto quel che mi pare, alla sola condizione che la ditta X leggerà tutto ciò che scrivo e ne farà quel che vorrà”.

Tu, utente, non “hai” Whatsapp. Quando dici che “hai Whatsapp” stai dicendo una stronzata.

Non hai idea di quali informazioni su di te il software di Whatsapp trasmette ai server  di Facebook(i millisecondi che sei stato fermo su una foto? se ne hai allargato un dettaglio? se l’hai salvata? se hai salvato una schermata con quella porzione di chat? quanti errori grammaticali fai? in quali ore dormi? quali sono le persone di cui cancelli le chat?).

Non sai in che modo questi dati vengono interpretati (il numero di emoji usati in relazione alle volte in cui usi certe parole? quali sono le parole che usi solo con certe persone? i tuoi riferimenti culturali più comuni in relazione con la mappa dei tuoi spostamenti? le opinioni che hanno su di te i tuoi “amici” e che si scambiano nei messaggi privati?).

Non sai in che modo Whatsapp ti profila (ha intuito che forse tra te e una certa persona c’é una tresca in base all’analisi dei vostri tracciati GPS ed ai messaggi fasulli che avete inviato? ha dedotto le tue debolezze emotive utilizzabili come grimaldello propagandistico da una forza politica che avversi per confonderti le idee?)

L’ultimo punto probabilmente é il più importante. Si sa, che spesso il problema non é in chi trasmette informazioni (tu), ma in chi le legge (Facebook). Se Facebook interpretasse dalla tua attività online che sei potenzialmente una minaccia per il governo in carica e questa informazione fosse venduta proprio a qualcuno che lavora per il governo in carica beh, a seconda della natura di tale governo potresti passare decisamente dei brutti momenti.

 

 

LA SOLUZIONE IDEALE É AVERE IL PROPRIO SERVER A CASA

Possiamo girarci attorno finché si vuole, ma la verità é che l’unico software su cui puoi avere la massima fiducia é software FLOSS installato da te su un tuo device di proprietà, a cui solo tu hai accesso.

Idealmente, dunque, un web veramente libero dovrebbe essere composto da innumerevoli device e server personali su cui sono installati gli strumenti software che ognuno preferisce e per far sì che questo non porti ad una eccessiva frammentazione delle piattaforme, idealmente e pur mantenendo la propria indipendenza, queste dovrebbero comunque possedere un certo grado di interoperabilità (ad essempio costituendo una rete federata). Si tratta di uno scenario tecnicamente realistico, molto vicino a quello delle prime reti BBS all’alba di Internet e che qualcuno sta effettivamente cercando di far prender nuovamente piede. Gli strumenti ci sono e funzionano già a dovere. Quel che gli manca é solamente un’adozione massiccia.

Certo é pur vero che l’idea di fare self-hosting (ossia il possedere un proprio server personalizzato) può spaventare molte persone, nonostante gli strumenti per realizzarlo siano sempre più alla portata di chiunque (come ad esempio YuNoHost un sistema operativo pensato proprio per server casalinghi gestiti da un utente inesperto, già predisposto per ospitare un’Istanza Nextcloud, Matrix, Mastodon, XMPP, WordPress, SearX, Tiny Tiny RSS, Wallabag e praticamente tutto quel che riguarda la vita digitale di ognuno).

Capiamoci: siamo nel 2019; i computer esistono ormai da eoni, ma anche a voler restare stretti e concentrarci solo sul periodo in cui questi sono entrati in massa nelle case, stiam parlando comunque di 25-30 annima la conoscenza media di questi strumenti é perlopiù limitata all’utilizzo più superficiale. La situazione può essere paragonata allo scenario in cui milioni di automobilisti che, pur sapendo guidare, ignorassero totalmente cosa siano il motore, le pastiglie dei freni o la batteria, ma si accontentassero di sapere che girare il volante a sinistra fa girare a sinistra anche le ruote, credendo così di sapere come funziona un’automobile.

Il fatto é che, come già detto, siamo nel 2019: non si pretende certo che tutti diventino dei provetti meccanici-hacker, ma almeno che si diffonda una conoscenza generale giusto un minimo più accorta. Insomma: basterebbe che si sapesse che sotto il cofano c’é una cosa chiamata motore e più o meno in base a quali princìpi funziona.

La cosa ancor più drammatica é che le conoscenze base per potersi muovere in campo informatico (una spolverata di teoria, imparare ad installare un sistema operativo, compiere operazioni di maintenance, usare motori di ricerca come si deve ed alcuni concetto-base di sicurezza informatica) possono essere apprese con un corso di sette giorni, meno che per la patente, ma nonostante l’utilizzo dei device informatici sia una costante su base quotidiana per milioni di persone, ancora troppo poche hanno “fatto il corso di sette giorni”.

STRUMENTI FLOSS

Come già esposto in altri articoli, esistono da anni diversi strumenti FLOSS (ossia software aperto, gratuito e liberamente utilizzabile) che non hanno nulla da invidiare ai loro corrispettivi commerciali. Anzi, in molti casi gli strumenti FLOSS sono pure tecnicamente più avanzati delle loro controparti, tanto che moltissimo software che utilizziamo quotidianamente (come Chrome o Whatsapp) non é che una versione modificata di software FLOSS. L’unica pecca del software FLOSS, semmai, deriva dal fatto che essendo utilizzao da meno utenti, spesso ha una quantità minore di contenuti: la quantità di roba che vien pubblicata sui social open durante una giornata equivale forse a quella che su Facebook vien pubblicato in un minuto. Di conseguenza vi é anche minor spinta a venir incontro agli interessi di un pubblico che si trova altrove. Si tratta della classica situazione del gatto che cerca di mordersi la coda: gli utenti non adottano un sistema se non ci son gran quantità di contenuti, ma non possono esserci gran quantità di contenuti se non ci sono utenti.

Per dirla in altro modo, tornando alla metafora automobilistica: finché tutti continueranno a voler usare ruote di legno, quel tizio strano che ha avuto l’idea di fare ruote di gomma resterà confinato nella sua bottega a fare le ruote di gomma una-ad-una per i suoi clienti affezionati, ma non riuscirà mai a metter su una fabbrica per produrle in serie. Questo a meno che non ci sia una forte spinta ad adottare in massa tali ruote di gomma, ma si tratta di una spinta che non verrà mai dalle grandi aziende produttrici di ruote di legno.

Una selezione di strumenti e piattaforme commerciali libere e la loro controparte commerciale

 

 

SERVIZI VISIBILI vs. VANTAGGI INVISIBILI

Una delle difficoltà maggiori riguardanti il software FLOSS é il riuscir a far capire il loro valore ad una popolazione che, come già detto, ha giusto delle vaghe conoscenze informatiche. Spiegare i vantaggi degli strumenti FLOSS a chi é privo di ogni base informatica spesso suona difficile come cercar di spiegare com’é possibile che gli aerei si librino nell’aria ad una popolazione vive nel terrore che la Luna caschi dal cielo.

Per esempio: quando si parla di privacy e protezione dei dati personali sul web, solitamente l’immagine che viene evocata dall’utente comune é quella del tizio parte-hacker-parte-007-parte-esattore-di-Equitalia che traffica sul web per carpire informazioni piccanti o spiacevoli sulla tua persona, ossia uno scenario da film complottista che, pur non essendo impossibile, nella maggior parte dei casi risulta alquanto improbabile: a chi mai interessa cosa faccia nella vita privata il signor Gino del quinto piano? Certo però che quelle stesse informazioni diventano estremamente interessanti se acquisibili in massa assieme a quelle di milioni di altre persone…

In realtà ciò che avviene nella maggior parte dei casi é che le informazioni dettagliatissime che hai fornito su di te vengono utilizzate all’interno dei cosiddetti big data per impostare argomentazioni politiche, saggiare il terreno su certi argomenti senza tener conto dello scarto fra vita reale e vita sul web e soprattutto, per modificare il discorso pubblico prevalente su determinate questioni.

Il tuo profilo, il tuo singolo profilo utente, di per sé ha scarso valore (a meno che tu non sia un VIP o un noto criminale). Ma se il tuo profilo fa parte di un bouquet di milioni di profili allora la cosa cambia!

Quel che avviene é che i committenti hanno modo di influenzare quali e quante informazioni riceverai, facendo sì che sui social certe notizie appaiano nella tua Timeline ma non in quella del tuo vicino o che ti venga suggerito si seguire certi contatti e non altri. Le informazioni che hai fornito su di te sono uno strumento impagabile affinché queste modifiche riescano ad essere cucite proprio apposta per te.

Non é un caso se milioni di persone vengono portate a credere a cose del tutto false o a consolidare idee che, se non ci fosse controllo sui contenuti che ricevono, non sarebbero difese con tanta irrazionalità. Chi manipola quel ti vien detto, non fa altro che indirizzare il tuo modo di pensare.

In poche parole, scegliere di utilizzare le grosse piattaforme centralizzate del data-mining (letteralmente “estrazione dati”, ossia ciò che fanno Facebook, Google ecc) equivale a buttarsi nel mare in cui viene effettuata la più imponente e specialistica pesca a strascico del mondo: una pesca a strascico smart che se da un lato coinvolge tutti i pesci nel mare, nessuno escluso, dall’altro non uccide i pesci, ma li lascia in acqua, studiandoli tanto a fondo da capire come fare a far sì che ogni singolo pesce poi nuoti nella direzione che il pescatore desidera.

In sostanza più informazioni personali forniamo alle grandi compagnie di data mining e più aiutiamo chi manipola le informazioni sui media mainstream; più aiutiamo chi vuole seminare odio in maniera mirata; più aiutiamo le società di marketing a renderci dipendenti dai loro prodotti. Un esempio su tutti? In Italia, da anni, il numero di crimini violenti é in calo costante. Non é una novità: ogni anno i quotidiani pubblicano i nuovi dati e da anni, appunto, si annuncia che sono calati rispetto all’anno prima. Eppure la percezione diffusa é che invece siano in aumento. Stessa cosa per il numero di stranieri residenti in Italia: oltre il 73% degli italiani ne sovrastima il numero. Certo, la percezione pubblica non viene modificata dai soli social, anche i media hanno un ruolo fondamentale in questo, ma é innegabile che oggi il grosso di questo lavoro avvenga proprio sui social.

 

I recenti scandali legati a Facebook, Cambridge Analytica, la Brexit,il Russiagate ed i sospetti di intervento esterno sui social durante diverse campagne elettorali non sono che l’aspetto più macroscopico e noto dell’intreccio fra big data, politica e manipolazione dell’opinione pubblica.

Ecco, tutto questo fa parte di ciò che l’utente medio fa fatica a vedere e tra un’app per mandare immagini di gattini con musichette carine ed un’app che fa lo stesso ma meno pubblicizzata e usata da meno utenti, sceglierà la prima, anche se la seconda ha caratteristiche migliori ed é più adatta a proteggerne le informazioni personali.

Socialità quantitativa e strumenti che necessitano apprendimento raso-zero sono, purtroppo, i fattori determinanti per la scelta delle piattaforme da utilizzare. Restando all’esempio automobilistico, é come dire che il mondo preferisce le auto senza specchietti, frecce, cinture di sicurezza ed altri dispositivi di protezione “perché é roba da nerd maniaci” e si é adattato a ritenere che beh, é normale che ogni automobilisca faccia qualche incidente e perda qualche arto.

 

 

PROVIDER OPEN SOURCE

Se proprio non si ha modo o voglia di self-hostare i propri strumenti software, un buon compromesso fra self-hosting ed il ricorso ai provider di servizi commerciali come Facebook o Google é quello di rivolgersi a dei provider online di software open source.  In pratica, se Google mette a disposizione i suoi strumenti (Google Calendari, Contatti, Drive, Mail, Ricerca, Documenti, Fogli, Presentazioni, ecc…) ed anche Apple fa altrettanto con i propri (iCloud, Contatti, Pages, Numbers, ecc…), così come fa Facebook (Facebook, Messenger, Instagram, Whatsapp) e tutti quei provider che mettono a disposizione il proprio unico strumento (L’azienda Evernote mette a disposizione lo strumento Evernote, l’azienda Twitter mette a disposizione lo strumento Twitter ecc.) esistono anche diversi provider che invece mettono a disposizione applicazioni FLOSS che, se l’utente volesse, potrebbe tranquillamente scaricarsi e installare su un tuo server personale, essendo tutto software aperto e liberamente scaricabile (quindi, chiunque abbia le necessarie competenze tecniche, può verificare cosa fa davvero il software “sotto il cofano” e come).

La comodità di questa soluzione é indubbia: hai un server sempre attivo accessibile 24/24 che viene mantenuto efficiente, aggiornato e riparato da qualcun’altro cosicché tu possa accedervi senza problemi.

L’idea alla base dei provider di applicazioni FLOSS é che anziché esserci solo 4 o 5 colossali provider cui si rivolgono tutti, possano invece esserci centinaia, migliaia, milioni  di server che offrono una vastità di strumenti che però siano compatibili tra loro o addirittura federati.

Una piccola digressione: Framasoft é un provider che fornisce una propria Istanza Mastodon, mentre Bida é un altro provider che fa altrettanto. Pur essendo due provider distinti (sotto un certo punto di vista é come dire Apple e Facebook) entrambi mettono a disposizione lo stesso strumento, Mastodon, che ha la peculiarità di essere federato. Ciò significa che gli utenti che usano l’Istanza Mastodon di Framasoft e quelli che usano l’Istanza Mastodon di Bida potranno interagire fra loro come se fossero su un’unica grande chat. Volendo fare un paragone, sia iChat che Whatsapp, i software di chat di Apple e Facebook, sono stati entrambi sviluppati in base ad XMPP, che é software FLOSS. Questo vuol dire che tecnicamente sarebbe semplicissimo far dialogare tra loro Whatsapp ed iMessage, ma ciò non avviene puramente a causa di bagarre commerciali.

A questo punto però sorge spontanea una domanda: perché non fidarsi di Facebook e Google ma fidarsi di un provider open source? Si tratta pur sempre di dover riporre fiducia in qualcuno che (presumibilmente) non si conosce ed a cui si affidano i propri dati personali. L’osservazione é in effetti corretta e l’unica risposta sensata é che così come non ci si può fidare dell’uno non ci si dovrebbe fidare nemmeno dell’altro.

Ma ci sono dei “ma”.

Innanzitutto i maggiori provider di servizi commerciali come Facebook e Google sono ESPLICITAMENTE basati sulla lettura, analisi e compravendita dei contenuti che noi forniamo. Da cosa guadagnano Facebook e Google? Qualcosina sì dalla pubblicità, ma il grosso dei guadagni, quello che ha rende Mark Zuckerberg uno degli uomini più ricchi del mondo, é la vendita delle informazioni degli utenti.

  • ETICA DICHIARATA: Dall’altra, la maggior parte dei provider open source é realizzata e mantenuta da persone, comunità e collettivi che esplicitamente combattono l’utilizzo a fini commerciali delle informazioni degli utenti. Ci si può fidare o meno, ma rivolgersi ai big equivale alla certezza che la vendita dei propri dati avvenga.
  • SOFTWARE NON TRACCIANTE: Il software utilizzato é caratterizzato dal fatto di chiedere solo i dati strettamente necessari per funzionare (talvolta non chiedono proprio nulla) in modo da ridurre al minimo le possibilità di profilazione dell’utente. Certo, un provider potrebbe aver modificato il software sul suo server senza dichiararlo, ma come vedremo nei prossimi punti, potrebbe essere un’opzione poco interessante per il provider stesso.
  • FRAMMENTAZIONE INTERNA: I vari servizi offerti dai provider di software open source sono spesso scollegati fra loro. Questo significa che di solito non c’é un’unico nome utente e password per tutti i servizi. In questo modo se anche usassi in contemporanea l’Istanza Mastodon ed i fogli di calcolo dello stesso provider, lui potrebbe credere che ciò venga fatto da due utenti diversi.
  • FRAMMENTAZIONE PERSONALE: Nulla t’impedisce di rivolgerti a più provider contemporaneamente, frammentando le tue informazioni personali un pò qua ed un po là. Se due o più profider forniscono gli stessi software (per esempio NextCloud), usare l’uno o l’altro non comporterà alcuna difficoltà di apprendimento. Ad esempio puoi usare l’Istanza Mastodon del provider A, il server Matrix del provider B e gli strumenti office del provider C e gestirli come se fossero di tre utenti differenti, in modo che nessuno di questi abbia la totalità delle informazioni sul tuo conto.
  • FRAMMENTAZIONE GLOBALE: Se le informazioni di tutti stanno su Facebook e Google, é sufficiente acquistare informazioni da quei due provider per avere un database su milioni di persone. Se invece questi milioni di utenti fossero sparpagliati su migliaia di server interconnessi da poche migliaia di utenti l’uno, chi volesse farsi un database altrettanto massiccio dovrebbe contattare (o hackerare) uno-ad-uno migliaia di server. Lo sforzo sarebbe di per sé immane. Se poi si considera che, come visto, le informazioni che si troverebbero in mano sarebbero molto meno dettagliate ed interessanti di quelle fornite da Facebook, é chiaro che i server di servizi FLOSS risultano strutturalmente poco utili per chi vuol commerciare informazioni personali.

 

 

CHE STRUMENTI VENGONO MESSI A DISPOSIZIONE?

Gli strumenti messi a disposizione dai provider sono un’infinità e spaziano dagli strumenti per ufficio (scrittura collaborativa, fogli di calcolo, mappe mentali), web hosting (tipo Dropbox, iCloud, Google Drive ecc.), social, chat personali, strumenti per programmatori… Per farla breve: pensa ad un servizio online che usi comunemente ed e sappi che ne esiste anche la versione libera e aperta, fatta eccezione giusto per i fornitori di media mainstream coperti da copyright come Spotify o Netflix e iTunes, ecco, ma se pensi a Evernote, Dropbox, Twitter, Facebook, Google Maps, Gmail, Whatsapp, le ricerche su Google, iWork e tutti quegli strumenti che usi quotidianamente online beh, ognuno di questi ha la sua controparte libera!

Alcuni di questi strumenti sono parzialmente sovrapponibili; un esempio é l’applicazione Turtl che é sia un gestore appunti (Notebook) che uno strumento per archiviare link interessanti (Bookmark manager) che fa dunque un pò quello che fa Evernote ed un pò quello che fa Pocket. Questo per dire che in alcuni casi la definizione usata per classificare questi strumenti può essere poco esaustiva.

Altra cosa interessare é che uno stesso provider può mettere a disposizione più strumenti che fanno la stessa cosa (ad esempio due diversi tipi di calendario o di strumenti di scrittura). La cosa può confondere un attimo chi non é abituato a dover scegliere tra opzioni diverse con uno stesso provider, ma va tutta a favore della personalizzazione (ti trovi scomodo ad usare EtherPad? Nessun problema: abbiamo anche PadLand!)

Certi strumenti software sono molto popolari e vengono messi a disposizione da diversi provider (per esempio, chi offre un servizio di data hosting nel 99% dei casi utilizza NextCloud), che però ne personalizzano un pò l’estetica, a volte alcune funzioni e spesso anche il nome (per esempio, il server Nextcloud messo a disposizione da Framapiaf viene chiamato “Framadrive”). Altri invece, sono più rari.

 

 

ELENCO PROVIDER OPEN SOURCE

Questo post non é incentrato sulle funzionalità dei singoli strumenti software e qui si vuol solo elencare una serie di provider di strumenti FLOSS che, volendo, un utente potrebbe anche installarsi su un proprio server. Pertanto l’elenco non comprende siti che mettono a disposizione un unico strumento software (tipo mastodon.social che mette a disposizione solamente la propria Istanza Mastodon) e/o strumenti software non hostabili privatamente (tipo DuckDuckgo)

 

 

AUTISTICI & INVENTATI

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni

A/I é il principale riferimento italiano per quanto riguarda collettivi antagonisti e anticapitalisti impegnati per i diritti digitali. Offre tutta una serie di strumenti con un fortissimo occhio di riguardo a sicurezza e protezione dati.

  • Server IRC
  • Email
  • Mailing List
  • Webhosting / Blog
  • Altro, a richiesta

 


 

 

 

BIDA

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni e sottoscrizioni

  • Calendario (Quand – basato su Studs)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Libreria Online (Ola)
  • Social (Mastodon)

 


 

 

 

 

CISTI

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni

  • Social (Mastodon)
  • Scrittura collaborativa (Cryptpad)
  • Presentazioni (Cryptpad)

 

 

 

CRYPTPAD

PAESE: Francia

FINANZIAMENTO: Parte in donazioni, parte a pagamento

Cryptpad é una compagnia francese che realizza e mette a disposizione una serie di propri strumenti focalizzati su privacy e sicurezza online.

  • Data hosting
  • Git
  • Presentazioni
  • Scrittura collaborativa
  • Sondaggi

 


 

 

 

DISROOT

PAESE: Olanda

FINANZIAMENTO: Donazioni

Disroot é un’organizzazione di hacktivisti di impronta libertaria impegnata a far conoscere le tecnologie aperte ed a diffondere una maggior cultura della privacy informatica.

 


 

 

FENEAS

PAESE:

FINANZIAMENTO: Il progetto é finanziato direttamente dai suoi membri attivi

FeNeAs é un’associazione no profit il cui scopo é diffondere l’utilizzo di strumenti digitali federati

  • Data hosting (NextCloud – accessibile solo ai membri attivi)
  • Git (Gitlab)
  • Scrittura collaborativa (Etherpad)
  • Social (Friendica)
  • Social (GangGo)
  • Social (Matrix)

 


 

FRAMASOFT

PAESE: Francia

FINANZIAMENTO: Donazioni

Framasoft é un’importante associazione francese il cui scopo é quello di diffondere l’uso di tecnologia FLOSS. Framasoft organizza incontri, corsi ed un gran numero di attività diverse. In particolare sta portando avanti il progetto di de-googleizzare il web, facendo conoscere tutti gli strumenti già esistenti ed utilizzabili anche senza dover per forza rivolgersi alle big company dell’informatica. Gli strumenti che offre Framasoft sono davvero tantissimi e non sarà possibile elencarli tutti, ma ci si prova. Una caratteristica particolare é che Framasoft ribattezza gran parte degli strumenti offerti “Frama(qualcosa)”. Il sito é in francese ma gran parte é tradotto in inglese e sempre più pagine sono tradotte anche in italiano.

  • Bin (Framabin – basato su PrivateBin)
  • Calendario (Framadate – basato su Studs)
  • Calendario (Framagenda – basato su NextCloud)
  • Data Storage (Framadrive – basato su Nextcloud)
  • Disegno vettoriale (Framavectoriel – basato su SVG-Edit)
  • File sharing (Framadrop – basato su Lutim)
  • Fogli di calcolo (Framacalc – basato su EtherCalc)
  • Formulari online (Framaforms – basato su Drupal e Webform)
  • Games (Framinetest – basato su Minetest)
  • Git (Framagit)
  • Image sharing (Framapic – basato su Lutim)
  • Libreria Online (Framabookin – basata su Calibre e BicBucStriim)
  • Mailing list (Framalistes)
  • Mappe mentali (Framindmap – basato su Wisemapping)
  • Mappe online (Framacarte – basato su uMap)
  • Motore di ricerca (Framabee – basato su SearX)
  • Notebook collaborativo (Framanotes – basato su Turtl)
  • Notebook collaborativo (Framemo – basato su Scrumblr)
  • Online bookmarking (MyFrama – basato su Shaarli)
  • Online bookmarking (Framabag – basato su Wallabag)
  • Presentazioni online (Framaslides – basato su Strut)
  • Progetti collaborativi (Framaestro)
  • RSS reader (Framanews – basato su Tiny Tiny RSS)
  • Scrittura collaborativa (FramaPad – basato su EtherPad)
  • Social (Framasphère – basato su Diaspora)
  • Social (Framateam – basato su Mattermost)
  • Social (Framapiaf – basato su Mastodon)
  • Sondaggi (Framadate – basato su Studs)
  • Sondaggi (Framavox – basato su Loomio)
  • URL Shortener (Frama.link – basato su Lstu)
  • Video Hosting (Framatube – basato su PeerTube)
  • VOIP (Framatalk – basato su Jitsi Meet)

 


 

 

 

LIBREM ONE

PAESE: USA

FINANZIAMENTO: Servizi a pagamento

Librem é il marchio dei prodotti e servizi open dell’azienda Purism. Purism produce computer desktop e smartphone di alta fascia che promettono una alta attenzione al rispetto della privacy e della sicurezza informatica. I servizi della linea Librem derivano da strumenti FLOSS che però vengono fortemente personalizzati e rinominati “Librem(qualcosa)”; per esempio, il server Mastodon offerto da Framasoft si chiama FramaPiaf.

  • Contact management (Librem Contacts)
  • Data Storage (Librem Files)
  • MailOnline Backup (Librem Backup)
  • Social (Librem Chat – basato su Matrix)
  • Social (Librem Social – basato su Mastodon)
  • VPN (Librem Tunnel)

 


 

 

 

NIXNET

PAESE: ?

FINANZIAMENTO: Donazioni

Nixnet é creato e gestito apparentemente da una sola persona, Amolith, che mette a disposizione gli stessi strumenti che lui utilizza. Molto servizi sono utilizzabili anche attraverso TOR e c’é forte attenzione su sicurezza e criptatura dei messaggi.

  • Bin (PrivateBin)
  • Blogging (Plume)
  • Calendario (Framadate)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Finance Manager (Firefly III)
  • Git (Gitea)
  • Motore di ricerca (SearX)
  • Information Manager (BookStack)
  • Online bookmarking (Wallabag)
  • Project Management (Taiga)
  • RSS Bridging
  • Scrittura collaborativa (CodiMD)
  • Social (Mastodon)
  • Social (Matrix)
  • VOIP (Mumble)
  • VPN (Wireguard)

 


 

OPENCLOUD

PAESE: Lussemburgo

FINANZIAMENTO: Autofinanziamento

  • Data hosting (NextCloud)
  • Social (Friendica)
  • Social (Matrix)
  • Social (Mastodon)
  • Sondaggi (Dudle)
  • Lavoro collaborativo (Kopano)

 


 

RISEUP

PAESE: USA

FINANZIAMENTO: Donazioni

RiseUp é un collettivo di Seattle ma con membri sparsi in tutto il mondo. É attivo dal 1999 e si adopera per una società libera ed una lete altrettanto libera.

  • Mail
  • File sharing (Upload)
  • Lavoro collaborativo (Crabgrass)
  • Scrittura collaborativa (Etherpad ?)
  • Social (XMPP)
  • VPN

 


 

TCHNCS

PAESE: Germania

FINANZIAMENTO: ?

  • Bin (HasteBin)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Email
  • Games (Minetest)
  • Git (GitLab)
  • Social (Mastodon)
  • Social (Matrix)
  • Social (XMPP)
  • Project Management (Taiga)
  • Video Hosting (PeerTube)
  • VOIP (Mumble)

 

 

3x1t (“Exit”)

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: ?

A cura dell’associazione Bije di Verona, che si occupa di diffondere l’utilizzo di strumenti FLOSS

  • Mail
  • Data hosting
  • Social (XMPP)

 

 


Grazie ad https://mastodon.bida.im/@hannahliu e https://ins.mastalab.app/@metalbiker per lo scambio su Mastodon da cui é nata l’idea per questo articolo.

 

  •  

Come cercare e seguire utenti “sconosciuti” su Mastodon

Per quanto riguarda le funzioni base, Mastodon si comporta in modo molto simile a Twitter: commentare un post, boostarlo, seguirne l’autore, silenziarlo ecc.

La ricerca e scoperta di altri utenti in apparenza é abbastanza simile: se vuoi seguire un utente basta cliccare su “+” o “follow” e per cercare altri utenti basta digitare nel campo di ricerca.

C’é però un limite: le Timeline di Mastodon mostreranno sempre e solo account che la tua Istanza già conosce.

Come funziona dunque la ricerca ed aggiunta di utenti su Istanze diverse?

RETI SOCIALI PERSONALIZZATE

Qui é necessario ripassare un concetto già esposto nei post in cui é illustrato cos’é Mastodon e cos’é il Fediverso: ogni Istanza conosce solamente i propri utenti e gli utenti di altre Istanze con cui é venuta in contatto.

Le diverse Istanze, per poter interagire fra loro, devono essere a conoscenza l’una dell’altra

 

Per questo motivo, Mastodon (ma lo stesso vale per tutto il Fediverso) non é un’unica rete sociale indifferenziata ma, al contrario, ogni singola Istanza costruisce la propria rete sociale e questo in base a quali sono le altre Istanze con cui viene in contatto, quelle che blocca ecc.

La cosa poi diventa ancora più complessa perché lo stesso schema si ripete a livello di singoli utenti: se siamo sull’Istanza A ed entriamo in contatto con un utente dell’Istanza B di nome Laura, che però non ci presenta mai gli altri membri della sua Istanza (ossia: non boosta i loro post, non linka i loro messaggi, non li cita nei suoi Toot), dell’Istanza B conosceremo solo Laura.

Da questo punto di vista, Mastodon premia le Istanze i cui utenti interagiscono maggiormente: una piccola Istanza con utenti che interagiscono molto fra loro, aumenta le possibilità di tessere un maggior numero di contatti con altre Istanze, attraverso il meccanismo dell’amico che presenta un amico.

 

AGGANCIARE ALTRE RETI

Questa cosa però ha un limite: non permette di entrare in contatto con utenti che non siano già conosciuti da chi già conosco. Nella prima immagine precedente, ad esempio, le Istanze sulla rete a sinistra (quella coi collegamenti rossi), non han modo di entrare in contatto con le Istanze della rete a destra (quella coi collegamenti azzurri), né quelle della rete in basso (quella coi collegamenti verdi).

É questo il punto su cui si innestano diversi discorsi inerenti alle filter bubble, ai pericoli delle reti chiuse ecc. Non é del tutto sbagliato: chi sta su una certa rete e non cerca confronti, voci dissonanti e idee diverse dalle proprie, resterà confinato nella propria cerchia e al tempo stesso non farà uscire le proprie idee. Chi invece si muove in senso opposto, stabilirà contatti con Istanze le cui comunità sono molto diverse dalla propria. Detto altrimenti: Mastodon non ti obbliga a convivere con chi non vuoi, ma se vuoi differenziare la tua cerchia di contatti puoi farlo, a costo di un minimo sforzo.

Ciò si traduce in un meccanismo che é in effetti un pò macchinoso e che sarebbe decisamente necessario rendere più pratico. Tuttavia il Fediverso é strutturato in modo tale che, probabilmente, una minima dose di macchinosità in questo passaggio sarà sempre presente (ci arriviamo…)

Un aspetto interessante da notare é che la connessione con utenti ed Istanze prima sconosciuti é un qualcosa che può fare ogni singolo utente ma che influirà sull’intera Istanza: se decidi di seguire un utente dell’ Istanza B, i suoi toot compariranno nella TL federata della tua Istanza; in questo modo anche i membri della tua Istanza potranno entrare in contatto con i membri dell’Istanza B che l’account che hai aggiunto boosterà ecc. Più contatti “sconosciuti” porterai nella tua Istanza, più questa crescerà.

Sta dunque alla maturità degli utenti scegliere come e quanto differenziare i propri contatti. Se sei su un’Istanza che non tollera determinati argomenti riguardo ai quali vorresti avere qualche confronto, forse l’Istanza su cui ti trovi non é quella più adatta a te e potrebbe essere il caso di aprire un secondo account su un’Istanza differente.

(Non é raro aprire un primo account Mastodon su un’Istanza per poi capire che preferisci stare su un’Istanza diversa. Per questo motivo esistono funzioni di import/export per trasferirti su Istanze diverse).

MA COME LI TROVO?

Si, ma, insomma… COME e DOVE li dovrei trovare questi utenti e Istanze sconosciuti sia a me che ai contatti che ho già?

Per capire la procedura “tecnica” (ci arriviamo, ci arriviamo…) é necessario capire prima il concetto che v’é alla base e che mostra ancora una volta come il Fediverso sia strutturato in modo molto più simile alle reti sociali umane di quanto non lo siano i social centralizzati: nella tua vita reale, quella di tutti i giorni, con te in carne ed ossa, come trovi persone nuove che nessuno dei tuoi amici e conoscenti conosce già?

Fondamentalmente uscendo dai tuoi giri andando in luoghi nuovi. Questi “luoghi” possono essere anche eventi, manifestazioni o orari (provare a fare la camminata del mattino in ore serali, ad esempio). Più questi “luoghi” sono diversi e lontani dai propri, maggiore sarà probabilmente il tasso di differenziazione cui si andrà incontro (la tua vita ruota intorno a manga, filosofia greca e corsi da sommelier? Se vuoi conoscere davvero persone, realtà ed idee diverse dalle tue, anziché girare per fumetterie ed enoteche prova ad uscire dai soliti giri e, ad esempio, collaborare per qualche tempo con i responsabili di un centro di accoglienza per senzatetto e migranti…).

Ecco, nel Fediverso la cosa funziona esattamente allo stesso modo: per conoscere contatti “sconosciuti” bisogna uscire dalla propria rete e provarne una diversa per poi rientrare, portando dentro alla propria Istanza i contatti che interessano.

Questo uscire si traduce materialmente in due modi:

  • usare altri account su Istanze o piattaforme federate diverse
  • cercare al di fuori del Fediverso stesso

 

IN & OUT

Questo uscire e rientrare dalla propria rete é proprio ciò che maggiormente differenzia una rete federata come il Fediverso dalle reti centralizzate cui si é solitamente abituati. Ne é al tempo stesso la grande forza e debolezza: forza perché permette che si sviluppino reti locali differenziate, ognuna con una propria comunità e cultura specifica, anziché appiattire tutti gli utenti ad un’unica macro-comunità (vedi Twitter) e debolezza perché l’idea di dover continuamente uscire e rientrare dalla propria rete risulta ostica ad una gran parte delle persone.

Come già visto, ogni nuovo account che segui, diventa automaticamente contattabile da tutti i membri della tua Istanza. All’interno di una Istanza bastano pochi utenti “esploratori” perché questa abbia una serie di contatti ben differenziati, più o meno come quando nella vita reale conosci una persona, vi scambiate i contatti e la aggiungi ad un gruppo Matrix (o Whatsapp) in cui ci sono altri tuoi amici.

Puoi venire a conoscenza di nuovi contatti e Istanze praticamente ovunque! Su un blog che segui, su siti vari, forum, articoli vari, reti sociali non federate o altri canali ancora. Puoi cercarle appositamente (ad esempio su Instances.social, Joinmastodon o Distsn).

A più fonti attingerai, più possibilità ci sono di trovare contatti distanti dalla tua rete.

Fare account multipli, esplorare altre Istanze/comunità dal loro interno, interagire con persone diverse senza il bagaglio derivante dalle relazioni già maturate, é un qualcosa di ampiamente promosso nel Fediverso. Le principali App per accedere al Fediverso da dispositivi mobili supportano difatti account multipli. Non é un obbligo avere più account così come non c’é alcun obbligo a mantenere lo stesso nome utente o chissà che altro: ognuno può gestire i propri account come preferisce. Vuoi usare un solo account e non doverti sbattere a cercare alcunché al di fuori delle cerchie condivise dalla tua Istanza? Va bene. Vuoi avere diversi account scollegati fra loro? Ok. Preferisci avere un account principale ed altri solo d’esplorazione? Va bene anche quello.

Una bella immagine riguardante gli account multipli é collegata alla figura già vista dei luoghi differenti: così come hai una cerchia di conoscenze di lavoro, un’altra per via del tuo hobby, un’altra ancora fatta di amici stretti e un’altra ancora fatta di persone che hai conosciuto in una vacanza, ogni account può esser visto come il tuo “io” di ogni diversa cerchia. Puoi tenerle separate (multi-account), metterle assieme (account unico), portare solo alcuni membri di una cerchia in contatto con quelli di un’altra…

 

OK, MA POI, TECNICAMENTE…

Tecnicamente, quando si incontra un utente mentre si é al di fuori della propria rete, vuoi perché loggati in un’Istanza o piattaforma diversa, oppure perché ci si trova proprio fuori dal Fediverso, i modi per followare questo contatto possono essere diversi. Va però detto (e qui un punto dolente) che tutti questi metodi risultano decisamente più praticabili da Desktop che non da dispositivi portatili.

 

COPIA/INCOLLA DELL’URL

Il primo metodo, il più comune, consiste nel copiare l’URL della pagina del profilo dell’utente in questione o l’URL di un suo post ed incollarlo nel box di ricerca di Mastodon. Dopo aver dato invio, il box di ricerca restituirà l’icona del profilo ed il pulsante “+” per followarlo (NB: se l’Istanza “non é federata come si deve” il pulsante potrebbe non apparire, mostrare una clessidra o altro)

URL copiata su Friendica…

 

…e incollata su Mastodon

Il meccanismo del copia/incolla dell’URL funziona con tutte le piattaforme federate e, come dicevamo, funziona sia con l’URL dell’utente che con l’URL di un suo post/contenuto.

L’URL di un video su Peertube…

 

…su Mastodon restituisce il post del video ed il profilo dell’utente che l’ha postato.

 

TASTO “SEGUI”

Un altro metodo per followare un utente Mastodon trovato al di fuori del Fediverso é quello di premere sul pulsante “segui” sul suo profilo. Questo metodo però funziona solo per seguire su Mastodon altri utenti Mastodon. Basta premere il pulsante “segui” e loggarsi.

 

 

DAL NOME UTENTE ALL’URL

L’ultimo, invece, é il caso più antipatico che può capitare:

Se, all’esterno del Fediverso, si viene a conoscenza dell’account federato di un utente (@NomeUtente@NomeIstanza), il modo più immediato per followarlo é copia/incollarlo nel box di ricerca della propria Istanza Mastodon, ma se l’Istanza non conosce già questo utente, non restituirà alcun risultato. Bisognerà allora ottenere l’URL del profilo utente partendo dall’account.

Innanzitutto, conoscendo il nome dell’Istanza risaliamo all’URL dell’Istanza stessa scrivendone il nome nella barra di ricerca del browser. Cerchiamo ad esempio un utente su mastodon.gamedev.place

 

 

L’URL dell’utente solitamente é composto così:

https://mastodon.gamedev.place/@NomeUtente

In realtà, alcune Istanze adottano formule diverse, come:

https://mastodon.gamedev.place/users/@NomeUtente

Il metodo più rapido per capire come sono composte le URL su una data Istanza é cliccare sul profilo dell’admin (che é quasi sempre presente sulla home dell’Istanza) e sostituire nell’url il nome dell’admin con quello desiderato.

 

DA ISTANZA A ISTANZA

Una situazione in cui ci si può trovare é quella di essere loggati nell’ Istanza B e venire in contatto con uno o più utenti che si vorrebbe seguire dall’Istanza A.

É possibile aprire le pagine profilo di ogni singolo utente (click su Vedi profilo completo), sloggarsi, entrare nell’Istanza A e da qui followarli nei modi che abbiamo appena visto.

 

IN CONCLUSIONE

Seguire utenti esterni alla propria rete é dunque un’operazione basata principalmente su copia/incolla, il che, se su Desktop é tutto sommato ancora gestibile, sui dispositivi mobili é qualcosa di improponibile ad un grande pubblico.

Si sente decisamente la mancanza di un qualche plugin/widget/pulsante tipo “segui da…” in cui specificare l’Istanza e/o piattaforma da cui si vuole seguire tale utente.

Se da un lato non va dimenticato che il Fediverso é un network estremamente variegato ed in via di costruzione, in cui sono diversi gli elementi da tenere in considerazione ed armonizzare perché il dialogo fra piattaforme diverse funzioni, dall’altro l’attuale macchinosità che s’incontra nel connettere utenti di reti diverse, é decisamente una grossa pecca: agli utenti di social centralizzati viene già chiesto lo sforzo culturale di capire cosa sia e come funziona una rete federata (sforzo che già é di per sé una debolezza) ma finché proprio la pratica di connessione che é alla base della federazione rimarrà così ostica é comprensibile che la maggior parte degli utenti, questo doppio sforzo, non lo vorrà nemmeno tentare.

 

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Abbinare Twitter e Mastodon

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Sbrigativamente si può dire che Mastodon é un’alternativa a Twitter, ma utilizzare l’uno non significa affatto dover abbandonare l’altro: anzi!

In modo molto semplice é possibile far convivere i due strumenti ottenendo vantaggi da entrambi!

Abbiamo già visto cos’é Mastodon e che dialoga con diverse piattaforme molto diverse fra loro (solo per citarne alcune: Peertube, Pixelfed, Friendica, Hubzilla, Nextcloud, che sono a loro volta paragonabili a YouTube, Instagram, Facebook, Dropbox e iCloud), le quali, assieme, formano una sorta di mega-rete chiamata Fediverso.

Attualmente Mastodon é la piattaforma di maggior successo del Fediverso; nel momento in cui questo articolo viene scritto ha circa 2.175.000 utenti e cresce al ritmo di 18.000 a settimana.

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Numeri ottimi, ma molto distanti da quelli dei social commerciali. Twitter ad esempio ha circa 335 milioni di utenti attivi (a luglio 2018).

Non é un mistero che chi utilizza una certa piattaforma può decidere di passare ad un altra se solo questa presenta caratteristiche migliori o assenti in quella che già conosce.

 

UN DIVERSO PARADIGMA

Qui incontriamo una difficoltà: Mastodon presenta sì delle caratteristiche che su Twitter sono inedite (il livello di privacy dei messaggi, il Content Warning) ma presenta soprattutto un cambio di paradigma nel rapporto coi social che spesso spiazza chi vi si approccia.

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Capire che Mastodon non é UN social, ma un conglomerato di comunità diversissime che decidono volontariamente se interagire tra di loro e come, é un concetto talmente distante dall’immagine di social a cui si é abituati da non esser facilmente capito.

Altro concetto che risulta di non immediata comprensione sono ad esempio le potenzialità di poter creare il proprio server Mastodon con le proprie regole (vorresti un social su cui é vietato parlare di politica e religione? Nessun problema: si può creare un’Istanza Mastodon che abbia questo divieto tra le sue policy e raccogliere utenti che hanno lo stesso approccio)

Si ha difficoltà a capire che un’Istanza é sia un server che una comunità.

Di altrettanta difficile comprensione é che possono crearsi delle reti di Istanze Mastodon completamente scollegate fra loro (Ci sono Istanze piene di nazisti che dialogano solamente fra di loro e che non hanno alcun contatto con Istanze antifasciste).

Non si tratta di cose difficili da capire di per sé, ma risultano difficili a chi conosce solo i più noti social network commerciali centralizzati e non é mai stato esposto all’idea di reti dal funzionamento del tutto diverso. E’un po come il caso della persona che fa sempre lo stesso tragitto e dopo anni gli vien rivelato che a breve distanza esiste un percorso alternativo di cui non aveva mai nemmeno sospettato l’esistenza.

A volte si descrive Mastodon come uno strumento atto a creare comunità chiuse nelle loro filter bubble, senza capire che un’Istanza può avere diversi livelli di apertura e chiusura alle altre: una Istanza/comunità sana, interessata a comunicare apertamente con chiunque che ha tra i suoi princìpi anche dei “no” come ad esempio razzismo e sessismo é cosa diversa da chi vive in una filter bubble.

Al tempo stesso, vi sono alcuni meccanismi di Mastodon che in parte necessitano oggettivamente di qualche miglioramento ed in parte ha senso che risultino un po’ macchinosi, proprio in base alle sue peculiarità (ad esempio la ricerca di utenti su Istanze diverse o l’assenza di trend topic).

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UN’INTERAZIONE PIÚ UMANA

Queste differenze di approccio ai rapporti via social sono certamente interessanti: le caratteristiche di Mastodon tendono a premiare le interazioni umane (l’argomento più discusso su un’Istanza é quello di cui messaggiano tutti e non quello che appare su una classifica di trend topic gonfiata da bot e troll; l’ordine dei messaggi é quello cronologico reale e non viene alterato da algoritmi; si interagisce dialogando; la gamification é ridotta in modo drammatico) pur introducendo alcuni strumenti tipici della comunicazione elettronica (stelline, retweet/boost ecc.).

Si può invece notare che chi proviene da piattaforme commerciali tende spesso a sentire come una mancanza proprio le caratteristiche che rendono la comunicazione meno umana (rincorsa all’hashtag, trend topic, contatori, retweet con commento ecc.)

É sempre illuminante osservare come spesso sulla propria Istanza Mastodon nessuno abbia alcun interesse verso un argomento frivolo che, su Twitter, occupa magari tutti i tweet della giornata.

Qui la cosa può farsi straniante: chi si approccia a Mastodon continuando a ragionare in termini di gamification (ottenere tanti like! centinaia di retweet! inventare una battuta di successo!) probabilmente non ne trarrà molto gradimento perché come abbiam visto su Mastodon tutto é studiato per minimizzare questo tipo di interazione “meccanica”.

Tutto dipende dalla qualità della comunità/Istanza: più gli utenti collaborano a “creare comunità” sulla propria Istanza e meglio questa funziona. Se l’Istanza/comunità é solo un punto d’incontro casuale tra utenti privi di un progetto/idea/interesse comune, allora Mastodon sarà solo un “Twitter un pò diverso”, ma se al contrario v’é un approccio propositivo e di comunità, ecco che le caratteristiche strutturali di Mastodon riveleranno immediatamente tutte le loro potenzialità.

Per esempio, un’Istanza comunitaria può decidere assieme le policy, chi bannare o semplicemente silenziare, come finanziare il server, le attività in comune, quali strumenti aggiungere/personalizzare, come gestire la moderazione…

 

“MA SONO TUTTI DALL’ALTRA PARTE”

Una difficoltà che tocca diversi strumenti informatici alternativi a quelli più diffusi e commerciali é quello dell’omnipresenza di questi ultimi. Se sei su Twitter, insomma, ci pensi due volte a passare ad una piattaforma in cui non troverai i tuoi contatti/follower/amici. Al di là del fatto che ci sono ottimi motivi per mollare a piè pari le piattaforme delle Big Tech Companies, é comprensibile che non tutti siano disposti a fare di punto in bianco un “grande salto”, vuoi per timore, vuoi per oggettiva riduzione dei contatti.

Esistono tuttavia diversi strumenti per far convivere Mastodon e Twitter ottenendo il meglio da entrambi e permettendo una transazione soft!

 

CROSSPOST CON MASTO.DONTE

Masto.donte é un crossposter, ossia uno strumento che permette di sincronizzare il proprio account Twitter col proprio account Mastodon.

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Il funzionamento é semplice: ci si logga con entrambi gli account e lo si imposta come si preferisce! Le opzioni a disposizione sono diverse, ad esempio lo si può impostare perché i post su Mastodon vengano replicati su Twitter ma non da Twitter verso Mastodon, o il contrario, oppure ancora lo si può impostare perché funzioni in entrambi i sensi. Qui ognuno é libero di sperimentare la formula che preferisce.

Ci sono alcuni limiti (le risposte ad altri utenti non possono essere crosspostate ed i boost su Mastodon non vengono twittati) ma i propri post originali possono viaggiare sempre in entrambe le direzioni.

Ci sono anche alcuny bypass: é possibile far sì che messaggi contenenti una certa parola (o un certo hashtag) non vengano mai crosspostati.

(Per i più smanettoni: questo é il repository dell’App, se volete contribuire a migliorarla o modificarla)

 

CROSSPOST CON IFTTT

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IFTTT contiene diversi Applet in grado di crosspostare messaggi da una piattaforma all’altra. Gli Applet sono diversi e conviene provarli direttamente.

 

ACTIVITYPUB.ACTOR

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ActivityPub.Actor é uno strumento ancora in lavorazione (questo il profilo del suo sviluppatore) che si propone di sincronizzare gli account di diverse piattaforme commerciali centralizzate con ActivityPub, il protocollo di comunicazione condiviso dalle piattaforme del Fediverso e dunque anche da Mastodon.

La piattaforma su cui maggiormente viene sperimentato é proprio Twitter, ma tra quelle che gli sviluppatori dicono di voler considerare in futuro vediamo anche Facebook, Instagram, Reddit ecc.

In sostanza ActivityPub.Actor porterebbe i contenuti di questi social nel Fediverso e viceversa, fungendo grossomodo come uno dei bridge già osservati riguardo a Matrix.

Pur essendo uno strumento non ancora funzionante ha già fatto discutere un po’ all’interno del Fediverso, riguardo l’opportunità di accogliere potenzialmente una valanga di contenuti non originali con i quali probabilmente non sarebbe possibile interagire.

 

I VANTAGGI DEL CROSSPOSTING

Uno dei primi vantaggi del crossposting ce l’ha ben presente chi, per un motivo o per l’altro, é stato silenziato/sospeso/bannato da Twitter.

BYPASSARE I BAN DI TWITTER Crosspostando con Mastodon, nel caso di una sospensione si può continuare a comunicare su Mastodon e la propria pagina pubblica di Mastodon con tutti i propri messaggi, rimarrà comunque visibile. Volendo, puoi collegare temporaneamente il tuo account Mastodon ad un account temporaneo di Twitter.

500 CARATTERI Scrivendo su Mastodon puoi avere fino a 500 caratteri (alcune Istanze anche di più). Crosspostando, Twitter mosterà i primi 280 caratteri e per leggere il resto aggiunge il link web al post Mastodon.

THREAD MULTIPLI Un post crosspostato può generare una discussione su Twitter con un certo tono ed una discussione enormemente diversa su Mastodon. A volte il risultato può essere stupefacente!

BACKUP Avere i tuoi post archiviati su un diverso server può essere un modo di backuparli! 😉

Il crossposting può essere visto male nel Fediverso se viene usato in modo unidirezionale e senza interazione. Per intenderci: se stai sempre su Twitter, crossposti su Mastodon ma poi su Mastodon non vieni mai, non interagisci, non rispondi, beh, la cosa é vista molto male perché anche se sei una persona in carne e ossa, così facendo nel Fediverso ti comporteresti come un BOT e certe Istanze potrebbero silenziarti o bannarti.

Tieni conto che per etichetta, nel Fediverso, i BOT si dichiarano per quel che sono. Un account che funge da BOT per un sito postando in automatico i suoi contenuti può svolgere un servizio comodo ma é giusto che gli utenti sappiano che si tratta di un “utente meccanico” cosicché possano agire di conseguenza.

Account di utenti reali che però agiscono solo come BOT sono invece un qualcosa di assai irritante, anche perché spesso collegati ad operazioni di trolling. Se vuoi solo che i tuoi contenuti girino nel Fediverso senza interagire non c’é problema, a patto che ciò sia detto esplicitamente. Nelle preferenze del tuo account Mastodon c’é una casella da spuntare in cui indichi che il tuo account é un BOT e, per maggior chiarezza, non sarebbe male lo segnalassi anche nel nome utente e/o nella bio. Volendo, esiste anche un’Istanza apposita: https://botsin.space/ creata proprio per ospitare solamente account BOT. Così come ogni cosa nel Fediverso, ogni Istanza sceglie come rapportarsi con Botsin Space: chi la blocca, chi la silenzia e chi interagisce senza problemi.

 

CERCHI CHE SI ALLARGANO

Le prime comunità su una piattaforma digitale sono solitamente le comunità degli sviluppatori. Hacker, programmatori e appassionati di tecnologia che si divertono a smanettare su strumenti nuovi, migliorarli, ecc.

In una seconda fase la piattaforma si popola delle prime comunità per cui la piattaforma é stata pensata. Mastodon però da un lato non é pensato per una qualche comunità specifica (per fare un esempio: il social Gab ha delle policy che permettono alle comunità neonaziste di utilizzarla liberamente e dunque si é popolata proprio di neonazisti, alt/right ecc) e dall’altro il suo sviluppatore ha imposto una chiara policy antifascista sul suo server, mastodon.social. Di conseguenza le prime comunità ad aver popolato Mastodon e creato le proprie Istanze hanno avuto una forte componente antifascista.

Una grossa fetta di utenti ed Istanze poi é andata a formarsi grazie agli esuli di Twitter: chi non poteva o voleva interagire rispettandone le policy (utenti giapponesi, appassionati di anime e manga che, per differenze culturali, non potevano interagire su Twitter) comunità che su sui social generalisti perdono più tempo a difendersi da molestie e trollaggio e che han creato le proprie Istanze Mastodon dove han trovato casa (comunità LGBTQ, Furry, ecc).

Col tempo poi sono arrivati anche i nazi ed i fondamentalisti cristiani, che si son fatti le proprie Istanze indipendenti, così come sono arrivati appassionati di erotismo e pornografia transfughi da Tumblr. Ci sono pure Istanze sex-work friendly.

La struttura stessa di Mastodon fa sì che ogni utente e comunità possa scegliere se e come interagire con le altre. Mastodon dunque non é UN social di antifascisti, furry, nazi, sex-worker, anarchici e tecnoilluminati ma un calderone pieno di comunità diversissime che interagiscono o s’ignorano in modi assai variegati, creando reti complesse adatte alle singole comunità.

In questo momento stanno nascendo diverse Istanze dedicate a mestieri specifici come Istanze per avvocati ed educatori. Al tempo stesso stanno nascendo Istanze specifiche per una certa regione.

 

MASTODON IN ITALIA

In Italia le Istanze stanno nascendo nell’ambito di collettivi autonomi, circoli anarchici e centri sociali legati alle città d’origine:

Bologna: https://mastodon.bida.im
Jesi: https://snapj.saja.freemyip.com
Milano: https://nebbia.lab61.org
Torino: https://mastodon.cisti.org

Non mancano alcune Istanze  personali (cioé create solo per ospitare il loro proprietario o poco più) ed un’Istanza generalista attualmente popolata solo da bot commerciali.

Molti utenti italiani tuttavia sono registrati su mastodon.social o in altre Istanze, perlopiù tedesche o francesi, come ad esempio l’assai cosmopolita mastodon.partecipa.

 

PRIMI PASSI E CONVIVENZA CON TWITTER

Cresce dunque l’interesse per lo strumento ed al tempo stesso si affronta la titubanza di chi s’approccia a Mastodon avendo alle spalle solo l’esperienza dei social commerciali ed ha dunque bisogno di un’introduzione ed un avvicinamento lento. Far convivere le due piattaforme con l’uso di un crossposter é probabilmente una formula che in questo senso può aiutare.

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Matrix bridge: connettersi con tutti i social da una sola App

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Avevamo già spiegato cos’é il protocollo Matrix e come iniziare ad usarlo.

Riassumendo molto brevemente: Matrix é un protocollo di comunicazione aperto e liberamente utilizzabile da chiunque (ognuno puà farsi il suo server Matrix) creando una rete di chat potenzialmente infinita, le cui caratteristiche di sicurezza ed espansione permettono e promettono di fare un sacco di cose. Insomma: si tratta di uno strumento estremamente interessante.

Una delle caratteristiche più interessanti é la capacità di Matrix di dialogare con altre piattaforme. Detto in soldoni: con Matrix si può creare un “gruppo” in cui possono dialogare utenti Matrix, utenti Whatsapp, Telegram, IRC ecc. lasciando che ognuno usi l’App che preferisce. Questo é il “bridging”

(Una nota: questo articolo vuole solamente spiegare il concetto di “bridge” dando giusto un accenno terra-terra a come funziona e non vuol certo essere un manuale sull’utilizzo dei bridge)

Chi ha già letto gli articoli precedenti sa che Matrix non é un servizio di chat come Twitter ma é un protocollo, come l’email: Gmail, ProtonMail, Hotmail sono tutti servizi che usano i protocolli email, ognuno coi propri server e con caratteristiche personali che però, interagiscono fra loro (da Gmail puoi mandare una email a Hotmail, giusto?).

Non ti “registri all’email” ma “crei un account su ProtonMail”. Non ti “registri a Matrix”, ma “crei un account su un server Matrix”.

Prendiamo dunque ad esempio il server Matrix di Feneas: https://chat.feneas.org, Una volta registrati si può dialogare con qualsiasi utente registrato su qualsiasi server Matrix (ancora una volta: se ti registri su Yahoo puoi scambiarti le email con chiunque abbia un indirizzo email, indifferentemente dal server a cui si é registrato).

In Matrix ogni conversazione avviene in “stanze”. Sono sostanzialmente come i gruppi di Whatsapp, solo che qui anche la chat tra te ed una sola altra persona avviene in una stanza.

Qui incontriamo dunque i “bridge”, ossia quegli strumenti che permettono di collegare una stanza Matrix con il proprio corrispettivo su altre piattaforme.

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Un “bridge” (letteralmente “ponte”) é sostanzialmente un programma che si occupa di sincronizzare Matrix con una certa piattaforma in modo da farli comunicare assieme.

Per ogni piattaforma dunque servità un bridge apposito. Dunque ce ne sono diversi. Non solo: per certe piattaforme esiste più di un bridge che magari adottano soluzioni e caratteristiche diverse. Bisogna tener conto che tutto il processo di bridging tra Matrix e le altre piattaforme é ancora un work in progress: alcuni bridge funzionano bene, altri così-così, ed insomma, la “scena” del bridging é ancora molto attiva. Alcune piattaforme sono fatte in modo da poter essere, almeno sulla carta, facilmente collegabili con un bridge mentre altre sono decisamente più ostiche.

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Il funzionamento ideale di una stanza Matrix “bridged” (da qui in poi renderò “bridged” con “sincronizzata”) con una piattaforma diversa, ad esempio Telegram, dovrebbe essere abbastanza banale: io che ho un account Matrix entro nella stanza e chatto normalmente, da Matrix, mentre un’altra persona che ha Telegram vedrà quel che ho scritto nella stanza, a cui però accede attraverso Telegram.

Un esempio lo si può vedere nella stanza pubblica Telegram-FOSS. La stanza é sincronizzata con Telegram ed IRC, pertanto gli utenti che vi partecipano lo fanno da tutte e tre le piattaforme.

 

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Questa é la stanza pubblica Telegram-FOSS così come viene visualizzata online. Sono visibili le interazioni fra utenti Telegram (segnalati tra parentesi) ed IRC (privi di indicazione tra parentesi perché la stanza nasce come stanza IRC e dunque sono gli altri account a dover specificare la loro piattaforma)

Si, ma, in soldoni, come funzionano questi bridge? Come si installano e come si attivano?

Dunque, ogni bridge é un programma che va a dialogare con Matrix: non é parte integrante di Matrix! Questo vuol dire che se creo un account su un server Matrix non é scontato che questo abbia anche dei bridge e se ne ha, non é detto che li abbia tutti!

La maggior parte dei server Matrix offre perlopiù il solo bridge ad alcuni server IRC (Freenode e pochi altri ancora).

Come dicevamo, la “scena” riguardante la realizzazione dei bridge é ancora un work in progress e dunque é probabile che nel giro di qualche tempo sempre più server avranno di default un numero maggiore di bridge.

Come si fa allora ad usare un bridge se i server Matrix non li offrono di default? La prima soluzione possibile é quella di farsi il proprio server Matrix installandoci tutti i bridge che si desiderano, ma ovviamente per fare ciò é necessario avere un server e saperci mettere le mani.

Ma esiste un altro modo: un bridge, dicevamo, é un programma che sincronizza una stanza Matrix con l’equivalente di una diversa piattaforma (canale IRC, gruppo Whatsapp ecc…), ma non é indispensabile che il bridge si trovi sullo stesso server Matrix che deve sincronizzare.

Potenzialmente, dunque, un bridge potrebbe essere installato sui server di Whatsapp per offrire ai propri utenti la possibilità di interagire con gli utenti Matrix (ok, Facebook aborre un’idea del genere e dunque non succederà mai, ma tecnicamente la cosa sarebbe possibile).

Ma il bridge può anche essere installato su un server che non c’entra nulla con gli altri due. Un esempio é t2bot.io, che offre alcuni bridge per Matrix.

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i bridge offerti da t2bot.io

 

Si, ma, materialmente, per fare questa sincronizzazione, dal lato utente come funziona? Cosa clicco? Dove devo digitare?

Beh, qui la cosa cambia da bridge a bridge: ognuno ha un approccio diverso così come caratteristiche e funzionamento. Due diversi bridge per Whatsapp possono funzionare in modo molto diverso, per intenderci.

Ma giusto per dare un’idea vediamo un esempio di sincronizzazione con Telegram usando il bridge messo a disposizione di t2bot.io

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SU TELEGRAM

  1. Creare un canale Telegram
  2. Invitare il bot @matrix_t2bot nel canale (basta digitare @matrix_t2bot nella casella di ricerca per trovatlo)
  3. Nel gruppo, digitare il comando /id Il Bot fornirà un <codice>

SU MATRIX

  1. Creare una stanza Matrix (la stanza deve essere accessibile da chiunque ed avere un indirizzo locale)
  2. Invitare il bot @telegram:t2bot.io nella stanza
  3. Nella stanza, digitare il comando !tg bridge <codice>
  4. Il bot chiederà una conferma. Digitare !tg continue

Fatta! Adesso in quel canale potranno dialogare sia utenti Telegram che utenti Matrix. (Maggiori dettagli qui: https://t2bot.io/telegram )

 

A questo punto quel che vien scritto in quella stanza Matrix apparirà nella stanza Telegram e viceversa. Tuttavia i messaggi provenienti dall’ “altra piattaforma” appariranno come se fossero pubblicati dal bot e non dalla persona che li ha scritti (Telegram Bot ha scritto: “ciao!”). Per far si che i messaggi vengano attribuiti all’utente che li ha effettivamente scritti, ora che si son sincronizzate le stanze vanno sincronizzati gli account!

SU MATRIX

  1. Aprire una chat privata con l’utente @telegram:t2bot.io
  2. Digitare il comando !tg login ed attendere un pò
  3. Dopo una certa attesa il bot fornirà delle istruzioni da seguire; solitamente contenenti un link ad una pagina in cui bisognerà scrivere il numero di telefono del proprio account Telegram (+39 12 34567890) ed il proprio account Matrix (@nomeutente:nomeserver)

A questo punto il bot sincronizzerà i due account ed inviterà a sincronizzare anche altre stanze/gruppi. Questo, va ricordato, é UN bridge Matrix/Telegram e nulla toglie che ne possano essere sviluppati degli altri che funzionino in modo più semplice ed intuitivo.

Idealmente in una stanza Matrix con tutti i bridge immaginabili, si potrebbe far dialogare assieme utenti Mastodon, Whatsapp, IRC, XMPP, Matrix, Telegram, Slack, Discord, iMessage, Skype. Ma potrebbero intervenire anche utenti via SMS ed Email.

Con il bridge Mastodon o un eventuale bridge ActivityPub inoltre Matrix verrebbe definitivamente a far parte del Fediverso e l’abbinata Matrix-ActivityPub potrebbe in effetti fungere da vero nodo collettore tra innumerevoli piattaforme decentralizzate, federandole.

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Primi passi con Riot/Matrix

Una semplice guida passo-passo che spiega come creare un account Matrix ed accederci con Riot.im

In altri post abbiamo già osservato cos’é Matrix, cosa lo rende radicalmente diverso da qualsiasi altra piattaforma chat e della sua possibilità di poter funzionare anche se il server fosse guasto, scollegato da internet o distrutto in mille pezzi da una bomba. e che chi sa smanettarci un pò su, può comunicare da Matrix con altre piattaforme, come Telegram e Whatsapp.

Per chi non avesse letto gli altri post, qui basterà ricordate solo una cosa: Matrix é il nome della piattaforma, Riot é l’applicazione che ci accede e matrix.org é il più noto fornitore della piattaform.

Per fare un paragone:

Matrix – La piattaforma; come dire l’email

matrix.org – Uno dei server della piattaforma Matrix; come dire email.it o gmail.com

Riot – é come dire Outlook Express o Thunderbird o Apple Mail.

Il paragone con l’email spiega bene le diverse soluzioni possibili con Matrix: così come puoi decidere il server mail che preferisci e registrarti a tua scelta su Hotmail, Libero o Protonmail sapendo che in ogni caso potrai scambiare mail con persone registrate anche su altri server, su Matrix ti registri al server che preferisci e da lì chatti con persone che possono anche essere registrate su server diversi dal tuo, essendo tutti utilizzatori della piattaforma “email”.

Una volta che ci si é registrati al server email che si é scelto, ad esempio Gmail, si può decidere se accederci dal browser su gmail.com, o scaricando l’app chiamata Gmail o impostando Outlook Express. Allo stesso modo, con Matrix, una volta scelto il server, ci si può accedere da browser o usando l’app Riot o un’altra delle diverse Applicazioni disponibili (ce ne sono diverse, ma questo tutorial tratterà solo la più comune, Riot)

 

CREARE L’ACCOUNT

1) Da computer fisso, andare su https://riot.im/app/  (A dire il vero l’account si può creare benissimo direttamente da smartphone, ma per qualche oscuro motivo a me inspiegabile, ho riscontrato che molte persone si perdono in questo passaggio e quindi opto per indicare la soluzione che va meglio per tutti)

 


NOTA IMPORTANTE: Per usare Matrix, come già spiegato, basta registrarsi ad uno qualsiasi dei suoi server pubblici. Questo tutorial ed i link che contiene, si riferiscono al server matrix.org, attualmente il più usato. Tuttavia é possibile che matrix.org limiti le registrazioni. In questo caso basterà scegliere un altro server.

Un elenco incompleto di server pubblici utilizzabili é disponibile su hello-matrix.net

Due di questi server che possono essere vivamente consigliati, sono i seguenti:

Opencloud (Lussemburgo) https://riot.opencloud.lu/#/welcome (NB: il server é in Lussemburgo ma gli admin sono italiani, il che può aiutare in caso doveste chiedere informazioni o aiuto)

TeCHNiCS (Germania) https://chat.tchncs.de/#/welcome


 

 

2) Apparirà questa schermata. Clicca su [CREATE ACCOUNT]

 

3) Scegliere uno [USERNAME] ed una [PASSWORD]. Scegli una password seria! Mi raccomando che contenga lettere, numeri, simboli, maiuscole e minuscole! E segnatela da qualche parte! Non é obbligatorio ma é meglio inserire anche il proprio indirizzo [EMAIL].

 

4) A questo punto va risolto il  Captcha [NON SONO UN ROBOT]

5) Accettare [TERMINI E CONDIZIONI]

 

6) FATTA: L’ACCOUNT É STATO CREATO! La sua forma, senza gli spazi, é questa:

                                             

@ nomeutente : matrix . org

 

7) In questo momento stai usando la versione web di Riot, ma volendo puoi scaricare la sua Applicazione per PC Windows, Mac, o Linux da qui https://about.riot.im/downloads/ Puoi anche scaricare l’App Riot.im per Android da Google Play e da F-Droid o per iOS dall’ App Store.

 

8) Riot in versione web (o Applicazione) da per computer fisso permette di fare molte più cose della versione per smartphone. In questa guida iniziale però viene spiegato solo il funzionamento da smartphone.

 

9) L’App di Android e quella di iOS hanno delle leggere differenze fra loro, perciò le schermate ed i menù di Riot sul tuo telefono potrebbero non essere del tutto uguali a quelle descritte qui.

 

10) Scarica l’App sullo smartphone

 

11) Dal momento che hai creato il tuo account aspetta almeno 2 o 3 minuti e poi puoi accedere all’App con il nome utente e password che hai creato.

 

12) Se hai dato il tuo indirizzo mail ti sarà arrivata una email di verifica. Se non la vedi controlla nell’antispam.

 

USARE RIOT

A questo punto ci si può loggare da smartphone. Banalmente, basta inserire il nome utente e la password. Non serve mettere il nome utente completo di formattazione (invece che scrivere @:mionomeutente:nomeserver.org basterà scrivere mionomeutente)

Se si é scelto un server diverso da matrix.org, questo va indicato nella schermata di Login

L’app per smartphone Riot.im, di default intende che tu abbia un account su matrix.org. Se così non fosse bisognerà selezionare “Custom server” ed inserire il suo dominio. (Se il l’account é su Opencloud bisognerà scrivere https://riot.opencloud.lu)

 

 

Una volta loggato nell’App ti ritroverai una schermata come questa:

Schermata iniziale al primo utilizzo

 

Non appare granché perché devi ancora aggiungere i tuoi contatti. A questo punto, se non l’hai ancora fatto, sarebbe bene leggere il post Cos’é Matrix per comprendere i concetti base di come funzionano le cose da queste parti. É facile, ma se finora hai usato solo App tipo Whatsapp, Facebook, Telegram e Viber, che sono iper-semplificate ed estremamente simili fra loro, molto probabilmente hai bisogno di ripassarti due-tre concetti su sicurezza e comunicazione digitale che le App che hai usato finora tendono a eliminare.

 

OGNI CHAT É UNA STANZA

La cosa principale da ricordare é che su Riot si comunica a STANZE. Hai presente un gruppo Whatsapp? Beh, qui su Riot un “gruppo” é chiamato stanza e funziona più o meno allo stesso modo. Ma su Riot anche la comunicazione tra te ed un’altra persona deve avvenire in una stanza!

Se Andrea chatta con Sabrina non é semplicemente una comunicazione diretta tra Andrea e Sabrina ma é una comunicazione che avviene in una stanza che ha come membri… solo Andrea e Sabrina!

Riot permette di dividere le stanze in quattro tipi: FAVOURITES, PEOPLE, ROOMS e LOW PRIORITY. Questa cosa all’inizio può confondere: si tratta sempre di stanze! Non importa se tu classifichi una stanza “people” o “room”: resta sempre e solo una stanza! Io, per esempio, trovo comodo classificare “people” le stanze con solo me ed un’altra persona, “room” quelle con 3 o più persone, “favourite” le preferite e “low priority” quelle con persone o gruppi con cui non mi sento spesso.

Quando premi il pulsante [+] ti vengono fornite tre opzioni. [START CHAT] e [CREATE ROOM] sono fondamentalmente la stessa cosa! Solamente, funzionano in modo un pò diverso: “Start chat” é più veloce, selezioni subito le persone con cui chattare ed appena l’hai fatto inizi la conversazione in una stanza senza nome. “Create room” invece ti chiede prima di impostare la stanza, dargli un nome, selezionare diverse opzioni e solo quando hai fatto tutto puoi invitare chi vuoi nella stanza.

Altra grossa differenza: con “Start chat” tu e le altre persone nella discussione siete tutte parimenti amministratrici della stanza di discussione. Con “Create room” tu amministri e gli altri utenti no.

La terza opzione, [JOIN ROOM] serve ad entrare in stanze create da altri. Ma questa opzione non viene trattata in questa guida

 

PRIMO IMPATTO

Come quando si indossa un nuovo paio di scarpe o si guida una nuova moto, all’inizio bisognerà prendere confidenza con certe funzioni basilari: quello che su un altra App sai fare a occhi chiusi, qui devi un po’ re-impararlo: é normale! Fai qualche prova, gira qua e là tra i menù, esplora. E non farti problemi a sperimentare: che vuoi che succeda di così grave? 😉

Impara a disabilitare le notifiche, trova le impostazioni generali e quelle di ogni singola stanza, creare stanze, unirti a stanze già esistenti ed abbandonarle…

 

ACCOUNT E RUBRICA

Se hai già letto il post Cos’é Matrix sai che l’intero sistema Riot/Matrix é estremamente attento a privacy e sicurezza. Qui tutto é pensato perché non vengano diffuse informazioni su di te. Per questo quando hai creato il tuo account Matrix non era obbligatorio mettere la tua email o il numero di cellulare: qui nessuno ti obbliga a collegare il tuo account alla tua identità reale. Nelle istruzioni sulla creazione dell’account ho suggerito di inserire comunque un indirizzo email perché nel caso perdessi la tua password, con un’email puoi ancora riuscire ad entrare in Riot mentre senza, ahimé, non avresti alcun modo di recuperarla.

Se entri nelle preferenze di Riot però vedrai che ci sono i campi per inserire i tuoi dati personali: il nome visualizzato, il numero di telefono ed appunto, una o due email. Puoi scegliere tu se metterli o meno: se li inserisci, chi conosce il tuo vero nome, email o numero di telefono, riuscirà a trovarti facilmente qui su Riot; se invece non li inserisci, qui su Riot verrai contattato solo da chi conosce il tuo account esatto.

Logo “Impostazioni”

 

Sempre nelle impostazioni ti verrà chiesto se vuoi che Riot possa accedere alla Rubrica del tuo telefono per vedere se ci sono, appunto, indirizzi email o numeri di telefono di qualcuno che li ha abbinati al suo account Riot.

 

LISTA CONTATTI DI RIOT

Su Riot, se hai notato, non hai una tua lista dei contatti Matrix. Questa é la seconda cosa che risulta un pò spiazzante per chi viene da Whatsapp ed altre App simili ma che ti appare chiara se hai letto il post Cos’é Matrix. Si tratta difatti di una scelta voluta per un fatto di sicurezza: Riot non vuole memorizzare i dati dei tuoi contatti. Al contrario, quando ti iscrivi a WhatsApp, tu fai sapere a Facebook tutti i numeri di telefono ed indirizzi email che hai memorizzato sul tuo telefono.

Il concetto base é che i tuoi contatti devono stare solo sulla tua Rubrica del telefono mentre le chat devono stare solo sull’app di chat (in questo caso Riot)

 

Ti chiederai “Ma allora, quell’impostazione per permettere a Riot di accedere ai miei contatti?”. Beh, qui é una questione di fiducia: ti fidi a dare accesso a Matrix.org alla tua Rubrica e leggere tutti i numeri di telefono, le email ed i nomi collegati? Anche qui, hai la possibilità di scegliere.

Se scegli di NON permettere a Riot di accedere alla Rubrica, i tuoi contatti potranno essere recuperati solo all’interno delle stanze in cui avete dialogato.

Se scegli di permettere a Riot di accedere alla Rubrica, l’App mostrerà al suo interno i tuoi contatti, ma identificherà solo quelli già iscritti a Riot e che hanno fornito l’email o il numero di telefono che hai sulla tua Rubrica.

Questo sistema ha una mancanza: se un utente che ha un account Matrix, NON ha fornito il suo numero di telefono o email, Riot non lo “conoscerà”. Se qualcuno ti da il suo indirizzo Matrix, il modo migliore per archiviarlo é dunque segnarselo manualmente in Rubrica! Così facendo, quando cercherai il suo nome da Riot, vedrai il suo numero di telefono, l’email… e l’account Matrix!

LE RUBRICHE DEL TELEFONO

Bisogna spendere due parole sulle Rubriche del telefono e sul loro modo di gestire i contatti. Banalmente: esiste una sorta di “standard” che però nessuno rispetta veramente e dunque i “Contatti” su iOS sono gestiti in modo diverso che su Android e lo stesso vale per PC, Mac, LInux.

Questo vuol dire che ogni telefono ha un modo un pò suo di gestire la cosa.

Per esempio, su iOS, l’indirizzo Matrix va inserito tra le email e non tra i contatti social.

Detto altrimenti: potresti dover fare un paio di tentativi per capire qual’é il modo migliore per segnarti gli indirizzi Matrix in Rubrica.

 

LE FUNZIONI AVANZATE DI RIOT/MATRIX

Questo articolo serve giusto per spiegare i primissimi passi con Riot/Matrix. Le funzioni speciali, la differenza tra l’App per smartphone e quella per computer fisso, la crittografia end-to-end sono invece ciò che rende Matrix speciale e possono essere affrontate solo dopo aver compiuto questi primi passi. Una cosa però é chiara: per poter capire le funzioni avanzate é indispensabile aver letto Cos’é Matrix ed aver appreso i concetti fondamentali su cui si regge.

 

Riot su Desktop

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La centralità delle Istanze nel rapporto tra l’utente e Mastodon

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É impossibile essere in Asia senza metter piede in un paese asiatico, ma se si é in un paese asiatico allora si é in Asia. E’impossibile essere su Mastodon senza essere iscritti ad un’Istanza, ma se si é iscritti ad un’Istanza allora si é su Mastodon!

Non ci si “iscrive all’email”: ci si iscrive a un provider email (Gmail, Protonmail, Autistici.org, RiseUp.net, HushMail.com). Non ci si “iscrive a Mastodon”: ci si iscrive ad un’Istanza Mastodon (Bida, Partecipa, Cisti).

La grossa differenza però é che se gli email provider si differenziano solamente per la qualità dei servizi, le Istanze sono anche delle comunità di persone che hanno regole e caratteristiche peculiari. Se ti iscrivi a Gmail te ne frega ben poco di chi siano gli altri che usano Gmail e la tua esperienza con il provider sarà solamente tecnica. Al contrario, a seconda dell’Istanza da cui accedi alla rete Mastodon, le cose possono cambiare notevolmente.

In un articolo precedente si era già discusso di cos’é Mastodon ed in un secondo articolo si era discusso di cos’é il Fediverso, ossia la “rete allargata” di cui la rete Mastodon é solo una parte. In questo terzo articolo si vuole invece puntare maggiormente l’attenzione sulla centralità delle Istanze.

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Un’Istanza, materialmente, é un server, un computer sempre acceso su cui gira il software di Mastodon. Per poter accedere alla rete Mastodon bisogna scegliersi una tra le migliaia di Istanze già esistenti. Su questo server dunque saranno registrati diversi utenti (ci sono Istanze da 1 solo utente ed Istanze da centinaia di migliaia di utenti, ma a naso la maggior parte delle Istanze ha all’incirca tra i 100 ed i 3000 utenti). Questi utenti formano la comunità locale. Quando ti iscrivi ad un’Istanza hai dunque accesso immediato a tutti i messaggi pubblici postati dai membri di quella stessa Istanza, anche se non li segui. E’la cosiddetta Timeline locale. Ogni Istanza é indipendente dalle altre e decide da sé come finanziarsi, come moderarsi e in base a quali princìpi, in che modo la comunità e gli amministrazioni si rapportano. Dunque deciderà pure quali altre Istanze bloccare, quali argomenti o atteggiamenti vietare ecc. Inoltre ogni singola Istanza ha la possibilità di modificare il proprio software in modo da abilitare funzioni, disabilitarne o aggiungerne di nuove (il tutto ovviamente entro la necessaria compatibilità con i protocolli della rete Mastodon)

Sempre più spesso comunità impossibilitate ad esprimersi liberamente sui social sociali commerciali si son create dei propri spazi da sé mettendo su Istanze Mastodon personalizzate. Altre comunità invece rifuggono i social commerciali perché preoccupati per la propria privacy o per altri motivi ancora. Tali comunità sono spesso diversissime fra loro: ci sono numerose Istanze caratterizzate da hacktivismo correlato a movimenti LGBT+, Istanze generaliste, Istanze nazistoidi ecc.

Il bello dell’ecosistema di Mastodon é che essendo tutte indipendenti possono molto facilmente evitare di rompersi le scatole a vicenda scegliendo di silenziare o addirittura “oscurare” (bannare) le Istanze con cui non vi é alcuna possibilità di dialogo reciproco.

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DECENTRALIZZAZIONE, OSSIA PERSONALIZZAZIONE

L’idea di fondo di tale ecosistema é che un’Istanza piccola ma tecnicamente solida e con un’identità ben definita, sia preferibile a Istanze enormi e indefinite in cui l’utente si perde. Un’Istanza con meno di 5000 utenti, con una policy assai specifica su certi argomenti e con un rapporto diretto tra utente ed amministratore vuol dire un tipo di servizio che nessun social commerciale con milioni di utenti potrà mai dare ai propri membri.

La personalizzazione e la vicinanza agli admin fanno sì che nella scelta dell’Istanza , l’utente presenti una serie di quesiti che non era abituato a porsi (si considera sempre l’esempio dell’utente di social commerciale non avvezzo a piattaforme decentrate e federate). Scegliere un’Istanza che ha maggiore solidità tecnica o una in cui si parla la mia lingua? Iscriversi ad un’Istanza locale o ad una che sottostà a leggi di un paese che offre maggiori garanzie di privacy?

Se sono una persona che ama discutere di diversi temi ma non sopporta le azioni di disturbo di un certo tipo di commentatori-provocatori potrei preferire un’Istanza caratterizzata da forte moderazione ed una bassa tolleranza per i molestatori online. Al contrario, se fossi una persona più interessata a far un pò di caciara con un’ironia spesso estrema e non apprezzata dalla maggioranza delle persone, potrei preferire un’Istanza più aperta a tali comportamenti. Oppure potrei preferire un’Istanza che ha rimosso stelle e contatori dei post per alimentare un approccio più umano ai contenuti.

Per fare un paragone grossolano per descrivere la funzione delle diverse Istanze all’interno dell’ecosistema di Mastodon, immaginiamo l’esistenza di un social disponibile in più versioni, ad esempio Twitter: Twitter Green, Twitter Yellow, Twitter Orange, Twitter Pink, Twitter Red e Twitter Purple. Sono tutti Twitter fondamentalmente simili tra loro e possono anche  interagire ma ognuno ha caratteristiche proprie che ne alterano la natura. Ad esempio Twitter Green accetta solo contenuti adatti ai bambini, Twitter Yellow accetta anche contenuti per adulti ma non i bot, Twitter Orange accetta i bot ma non i contenuti per adulti, Twitter Pink non permette di rispondere ai post ma solo di stellinarli e retwittarli, Twitter Red accoglie tutti i contenuti tranne quelli visibili su Twitter Green, mentre Twitter Purple non ha regole ma non può interagire con gli altri Twitter)

La scelta dell’Istanza é dunque una scelta FON-DA-MEN-TA-LE nel determinare il tipo di esperienza online.

PROMUOVERE LE ISTANZE PER DIFFONDERE MASTODON

Chi scrive ritiene che al momento l’attuale di Mastodon pecchi nella promozione delle Istanze. La comunicazione attuale é incentrata sul far “passare a Mastodon” gli utenti. Un esempio é il sito stesso di Mastodon, https://joinmastodon.org che pur spiegando chiaramente all’utente appena arrivato che “l’unica cosa da fare é scegliere un server”, lo mette subito dinnanzi alla necessità di una scelta tra migliaia e migliaia di Istanze caratterizzate solo da pochissime informazioni: nome, logo, numero di utenti ed una riga di descrizione. Cliccando su ognuna delle Istanze dell’elenco si aprirà la relativa pagina. Qui l’utente potrebbe trovare una pagina ricca di informazioni così come una scarna paginetta dalla quale non traspare nulla sull’identità dell’Istanza stessa.

L’utente, dunque, é chiamato a fare una scelta di cui non ha ancora ben chiare le implicazioni e si trova a dover compiere una scelta fondamentale avendo a disposizione ben pochi mezzi. 

Non c’é da stupirsi se l’utente, dopo aver scelto un’Istanza che non gli si confà, abbandoni del tutto Mastodon ritenendo che l’esperienza di quell’Istanza corrisponda all’esperienza dell’intero Mastodon! E’cosa nota che gran parte dei nuovi iscritti a Mastodon scelga, nel dubbio, di iscriversi a mastodon.social, l’Istanza gestita dal creatore di Mastodon. Pur non essendo una scelta in sé sbagliata, é indice di una certa diffidenza col concetto di Istanze federate e di incapacità di scelta.

Alla luce di queste osservazioni é’forse necessario far sì che:

  • Le singole Istanze descrivano meglio sé stesse
  • Le Istanze promuovano sé stesse in quanto provider Mastodon 

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LE ISTANZE DESCRIVANO MEGLIO SÉ STESSE

Ciò che differenzia un’Istanza da tutte le altre é ciò che la rende unica, sia che si tratti di aspetti culturali che tecnici. In primo luogo va ricordato che quando si parla di Istanze si parla spesso di piccole realtà portate avanti grazie a lavoro volontario e dunque anche certe informazioni tecniche che sono date per scontate quando si parla di grandi social commerciali, qui scontate non sono. L’hardware é buono o é un vecchio PC recuperato che gira per miracolo in una cantina umida? Ci sono dei backup? In quanti si occupano della manutenzione? Che versione di Mastodon viene usata? Sono state apportate modifiche? Poco esportare i miei dati?

Poi va ricordato che l’utente ha spesso la necessità di conoscere in modo chiaro alcuni dettagli sul tipo di moderazione che troverà: l’Istanza accetta contenuti NSFW? L’Istanza tollera contenuti razzisti o fascisti? E i Bot? Ci sono temi preponderanti sull’Istanza? O lingue maggiormente usate? Posso sapere se l’Istanza ha bloccato o é stata bloccata da altre Istanze? Quali? Posso sapere come funzionano le decisioni interne all’amministrazione dell’Istanza? 

Nella maggior parte dei casi sono informazioni che possono essere facilmente codificate/taggate e comunicate anche in forma riassuntiva e stringata.

La presenza di policy e di un regolamento pubblico é un altro tassello fondamentale nel caratterizzare l’Istanza. (NB: non sarebbe male avere per le diverse Istanze delle policy di riferimento; una cosa simile alle licenze CC. Ad esempio, poter sapere che un’Istanza usa la policy n°5 anziché la n°3 (che permette contenuti razzisti) sarebbe un modo efficiente per capire come relazionarcisi)

Altro elemento importante é la preview della TL locale: il fatto che l’utente abbia modo di farsi un’idea dei contenuti che girano su una certa Istanza é un modo assai pratico per farsi un’idea di “come siano le cose da quelle parti”.

Se un’Istanza non sa comunicare la propria unicità é solo una fra le tante: sostituibile e priva d’interesse. Scegliere un’Istanza senza conoscerne le caratteristiche é come scegliere un’automobile conoscendone solo il nome. Al contrario, un’Istanza che abbia e comunichi le proprie peculiarità stimola un rapporto più forte con i propri (futuri) membri: se m’iscrivo ad un’Istanza magari anche piccola ma che porta avanti progetti e idee che m’interessano e con cui condivido principi etici e politici, il legame con i membri di tale Istanza sarà certo molto più sentito che non con i membri di una grossa Istanza generalista.

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LE ISTANZE PROMUOVANO SÉ STESSE IN QUANTO PROVIDER MASTODON

Oggi la promozione di Mastodon é una cosa del tipo “Iscriviti all’Email!” a cui segue uno scarno “adesso scegli tra Gmail, Autistici.org, ecc”. Si promuove Mastodon per poi far scegliere all’utente un’Istanza. É forse necessario spostare maggiormente l’attenzione sulle Istanze affinché promuovano sé stesse in base alle proprie caratteristiche specifiche, ossia una comunicazione del tipo “Per le tue comunicazioni social passa a mastodon.bida.im : un’Istanza Mastodon anarchica e autogestita! Bida é un punto d’incontro per…”.

Ovviamente allo stato attuale la diffusione ancora minoritaria di Mastodon fa sì che sia necessario promuovere al tempo stesso l’Istanza e Mastodon stesso, ma al contrario della promozione generica di Mastodon, così facendo l’utente non viene lasciato in balìa di sé stesso a dover poi cercarsi un’Istanza a caso, ma gli viene indicato fin da subito una “piazza” molto specifica su cui appoggiarsi (in articoli precedenti le Istanze son state paragonate a pianeti di un sistema solare o club di una rete di locali). Inoltre, la promozione Istanza per Istanza ha il pregio di trasmettere immediatamente l’idea che le Istanze sono sì realtà indipendenti e diverse le une dalle altre, ma pure tutte uguali nel loro potersi interfacciare le une alle altre. Promuovendo l’Istanza, a latere, si promuove anche la piattaforma.

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Un esempio sono le distro Linux: con l’utente inesperto che ne capisce poco di informatica funziona poco il generico “passa a Linux” che lascia l’utente da solo di fronte alla scelta della distribuzione da installare. Al contrario un “Installa Mint Cinnamon: per te é l’ideale” é molto meglio.

E’ la differenza tra colui che vuol andare in vacanza “in Asia” finendo in Mongolia pensando confusamente di trovarci pagode thailandesi, sushi e lottatori di kung-fu, e colui che sceglie di andare specificamente in Corea per una scelta informata.

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Pagina d’accesso di mastodon.partecipa.digital

La principale fonte di informazioni su di una Istanza é la sua pagina d’accesso. Se la pagina é ben fatta lì vi si troverà una descrizione dell’Istanza, il suo scopo, le sue policy, una serie di informazioni tecniche, la lista delle istanze bloccate e così via. Spesso la pagina offre la possibilità di scorrere la Timeline locale senza la necessità di essere iscritti. Ma per arrivare alla pagina delle singole Istanze, attualmente ci sono questi strumenti:

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Joinmastodon.org É IL sito di Mastodon. Creato dall’autore del software, é il principale punto d’accesso a ciò che é Mastodon. Di ogni Istanza mostra solo nome e logo, una riga di descrizione, il numero di utenti iscritti e lo status delle iscrizioni (aperte o chiuse). Chi si affaccia a Mastodon solitamente viene su questo sito e da qui sceglie su che Istanza iscriversi.

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the-federation.info E’ un sito che si prefigge di mostrare uno strumento che scopre tutte le Istanze che formano il Fediverso. Delle singole Istanze offre solo info tecniche come il numero di utenti, il numero di utenti attivi ed il numero di post.

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https://instances.social E’un sito che permette una ricerca molto specifica delle Istanze: é possibile filtrare la ricerca in base alle lingue usate sull’Istanza, il numero di utenti ed una serie di policy sui contenuti. Dopodiché il sito offre diverse informazioni tecniche che permettono una valutazione sull’affidabilità materiale dell’Istanza. Il design é crudo e le informazioni sulle istanze non sono sempre affidabili, ma ciononostante é al momento lo strumento più completo per cercare Istanze di ogni genere: dall’Istanza dei cristiani messianici a quella dei metallari tedeschi.

 

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ALCUNE ISTANZE

Qui di seguito sono elencate alcune Istanze Mastodon. Si tratta di una selezione casuale, fornita giusto per dare un’idea della varietà di scelta disponibile. Non si tratta né di Istanze consigliate né di Istanze particolarmente rappresentative: l’elenco va inteso solo a titolo di esempio.

LEGENDA:

DESCRIZIONI

Le brevi descrizioni inserite tra parentesi vanno spesso intese giusto come una traccia generica: ogni Istanza é una realtà a sé che spesso non é riassumibile in poche parole e due Istanze formalmente simili possono avere in realtà stili ed atmosfere interne assai diverse.

UTENTI

Il numero di utenti é spesso arrotondato e serve giusto a dare un’idea delle dimensioni della comunità dell’Istanza.

POLICY PUBBLICA

Per “Policy pubblica” qui si intendono genericamente regole interne e di moderazione, impostazioni generali di condotta o di etica: può essere esser solo un elenco di norme legali di moderazione, una linea generale riassunta in poche righe, un regolamento dettagliato o un vero e proprio atto d’intenti dell’Istanza. Ciò che conta é che dia un’idea chiara dell’indirizzo (o non-indirizzo) dell’Istanza e dei principi etici a cui si attiene. Una policy poco definita potrebbe causare fraintendimenti e malumori, mentre una policy pubblica molto definita può far sì che un’Istanza generalista si concentri su temi assai specifici, rendendola di fatto un’Istanza tematica (non c’é una divisione netta su cosa sia un’Istanza generica ed un’Istanza tematica: si tratta giusto di una distinzione di massima). In ogni caso, un rapporto aperto e trasparente tra amministratori dell’Istanza ed utenti é sempre preferibile. Il fatto che un’Istanza sia priva di policy pubblica non significa che questa sia priva di regole: significa solo che queste non sono state definite e messe per iscritto e rese pubbliche dagli amministratori. Un’Istanza priva di policy pubblica, tuttavia moderata con criterio, può essere un ambiente migliore di un’Istanza con una bella policy che però non viene osservata dalla sua comunità.

NSFW

Ogni utente ed Istanza ha un approccio personale coi contenuti per adulti. In generale, qui, si considera che un’Istanza che tolleri contenuti per adulti privi di Content Warning sia di fatto un’Istanza NSFW. Allo stesso tempo, un’Istanza i cui contenuti, di fatto, siano solo in minima parte NSFW ed abbiano il CW, oppure trattino temi affini a contenuti NSFW ma perlopiù senza la necessità di ricorrere al CW, non é considerata un’Istanza NSFW.

MASTODON.SOCIAL

mastodon.social é l’Istanza gestita da Eugen Rochko, il programmatore che ha creato Mastodon. Chi si approccia a Mastodon spesso lo fa aprendo un account proprio su mastodon.social e proprio per questo motivo é una delle Istanze più grandi. Per molti utenti che si affacciano a Mastodon, mastodon.social É Mastodon stesso. Lo stesso Rochko cerca di promuovere l’iscrizione ad Istanze diverse, tuttavia vi é qualche difficoltà a far comprendere il concetto (da qui la ragione di questo post)

MASTODON.SOCIAL
Utenti: 300k
Policy pubblica: no
https://mastodon.social

ITALIA

Il numero di Istanze Mastodon italiane si conta su una mano ed a farla da padrone é Bida, ma la comunità che la anima é attiva ed interessata allo sviluppo e promozione della piattaforma, ossia si muove attivamente nel far sì che altre Istanze possano nascere nei prossimi tempi

BIDA
(Istanza bolognese creata e gestita dal collettivo Bida)
Utenti: 1.6k
Policy pubblica: si
https://mastodon.bida.im

CISTI
(Istanza torinese in via di apertura)
Utenti:
Policy pubblica: si (in lavorazione)
https://mastodon.cisti.org/about

PARTECIPA
(IT, Open Source, Linux. L’Istanza é gestita da un admin italiano, ma in realtà ha un’utenza assai cosmopolita)
Utenti: 250
Policy pubblica: no
https://mastodon.partecipa.digital/about

RAMSES
(Istanza aperta nata dal blog AmiciDelBaretto)
Utenti:
Policy pubblica: no
https://ramses.amicidelbaretto.org

GENERALISTE

Le Istanze generaliste non nascono con l’idea di discutere su argomenti specifici o rivolgersi a comunità specifiche. Tuttavia i membri della comunità che ospita, possono far sì che col tempo una singola Istanza generalista sviluppi di fatto una propria cultura interna. Alcune Istanze sono legate a blog o associazioni specifiche di cui seguono le policy, tuttavia, se queste policy non sono chiaramente segnalate o linkate nella pagina di registrazione all’Istanza, viene indicato che questa non ha una sua policy pubblica. Le Istanze generaliste possono essere molto diverse fra loro. Questo dipende principalmente dalle policy che adottano, dalla comunità che ospita e dalla moderazione. Per intenderci: una certa Istanza generalista può avere norme molto severe atte a minimizzare i conflitti mentre un’altra può limitarsi a bannare solo i contenuti strettamente illegali.

BERRIES
Utenti: 2k
Policy pubblica: si
https://berries.space/about/more

CHAOS SOCIAL
Utenti: 5k
Policy pubblica: si
https://chaos.social

MASTODON.CLOUD
Utenti: 50k
Policy pubblica: si
https://mastodon.cloud/about

TODON NL
Utenti: 3.2k
Policy pubblica: si
https://todon.nl/about

PLURAL CAFÉ
Utenti: 300
Policy pubblica: si
https://plural.cafe/about

ICOSAHEDRON
Utenti: 800
Policy pubblica: si
https://icosahedron.website/about

ETALAB
(Istanza sperimentale pubblica francese)
Utenti: 1.5k
Policy pubblica: si
https://mastodon.etalab.gouv.fr/about

OCTODON
(Istanza francese)
Utenti: 2k
Policy pubblica: si
https://oc.todon.fr/about

KITTY TOWN
Utenti: 250
Policy pubblica: si
https://kitty.town/about

TOOTIM
(Istanza in lingua ebraica)
Utenti: 500
Policy pubblica: si
https://tooot.im/about

INDITOOT
(Istanza con base in India)
Utenti: 150
Policy pubblica: si
https://inditoot.com/about

SOCIAL WIUWIU DE
(Istanza tedesca che promette che il server é alimentato da energia pulita)
Utenti: 200
Policy pubblica: no
https://social.wiuwiu.de/about

FRAMAPIAF
(É l’Istanza creata e gestita dll’associazione francese Framasoft)
Utenti: 7k
Policy pubblica: no
https://framapiaf.org/about

MAMOT
(Istanza dell’associazione francese La Quadrature du Net)
Utenti: 11k
Policy pubblica: no
https://mamot.fr/about

ZACLYS
(Istanza dell’associazione francese Zaclys)
Utenti: 1.6k
Policy pubblica: no
https://mastodon.zaclys.com/about

MASTODON(TE)
(Istanza brasiliana)
Utenti: 700
Policy pubblica: no
https://masto.donte.com.br/about

FREE RADICAL ZONE
Utenti: 650
Policy pubblica: no
https://freeradical.zone/about

SCIFI!
(Il nome farebbe supporre un’Istanza incentrata sulla fantascienza ma in realtà non si direbbe)
Utenti: 1.5k
Policy pubblica: no
https://scifi.fyi/about

HOSTUX SOCIAL
(Istanza generalista perlopiù francese)
Utenti: 3k
Policy pubblica: no
https://hostux.social

FRIENDS.NICO
(Istanza giapponese)
Utenti: 50k
Policy pubblica: no
https://friends.nico/about

SOCIAL TCHNCS
Utenti: 10k
Policy pubblica: no
https://social.tchncs.de

MSTDN IO
Utenti: 11k
Policy pubblica: no
https://mstdn.io/about

OCTODON SOCIAL
Utenti: 12k
Policy pubblica: no
https://octodon.social/about

KNZK.ME
(Istanza con utenti che parlano inglese e giapponese. Promette alta affidabilità dal punto di vista tecnico)
Utenti: 2.7k
Policy pubblica: no
https://knzk.me/about

TEMATICHE

Un’Istanza tematica si caratterizza dal fatto di nascere con l’intento di essere un punto d’incontro e dialogo gravitanti attorno a dei temi specifici. La policy dell’Istanza contribuisce molto nel determinare la natura di questi temi. A volte un’Istanza nata con intenti specifici diventa di fatto un’Istanza generalista. A volte il “tema” é assai generico mentre a volte é decisamente molto specifico. Certi temi lasciano presagire il tipo di policy che l’Istanza adotta, tuttavia, se la policy non é stata pubblicata esplicitamente, é indicata come assente.

MASTODON ART
(all kind of art)
Utenti: 7k
Policy pubblica: si
https://mastodon.art

MASTODON TECHNOLOGY
(Tecnologia)
Utenti: 16k
Policy pubblica: si
https://mastodon.technology/about

BOTSIN SPACE
(Bot)
Utenti: 2.5k
Policy pubblica: si
https://botsin.space/about

TABLETOP SOCIAL
(Giochi da tavolo)
Utenti: 1.6k
Policy pubblica: si
https://tabletop.social/about

MASTODON EUS
(Lingua e cultura basca)
Utenti: 1.6k
Policy pubblica: si
https://mastodon.eus/about

MASTODON SCHOLAR
(Studi, ricerca scolastica ed accademica)
Utenti: 2.5k
Policy pubblica: si
https://scholar.social/about

RUBY SOCIAL
(Ruby – Istanza “gemellata” con Toot café di cui utilizza l’elenco Istanze bloccate e sospese)
Utenti: 900
Policy pubblica: si
https://ruby.social/about

WRITING EXCHANGE
(Scrittura, poesia)
Utenti: 900
Policy pubblica: si
https://writing.exchange/about

LESBIAB SPACE
(Lesbismo. L’Istanza é esplicitamente vietata ad utenti maschi)
Utenti: 300
Policy pubblica: si
https://writing.exchange/about

PLANETA LUDICO
(Istanza spagnola su giochi)
Utenti: 250
Policy pubblica: si
https://planetaludico.com/about

BLIMPSTODON
Utenti: 150
Policy pubblica: si
https://blimps.xyz/about

MMORPG SOCIAL
(online gaming)
Utenti: 150
Policy pubblica: si
https://mmorpg.social/about

SCICOMM XYZ
(Scienza)
Utenti: 300
Policy pubblica: si
https://scicomm.xyz/about

BONN SOCIAL
(Istanza sulla città di Bonn)
Utenti: 200
Policy pubblica: no
https://bonn.social/about

UNIVERSITY TWENTE
(Istanza dell’università di Twente)
Utenti: 200
Policy pubblica: no
https://mastodon.utwente.nl/about

TINY TILDE
(Computer art)
Utenti: 150
Policy pubblica: no
https://tiny.tilde.website/about

PIRATEPARTY BE
(Istanza del partito pirata belga)
Utenti: 500
Policy pubblica: no
https://mastodon.pirateparty.be/about

BOARD GAMES SOCIAL
(Giochi da tavolo)
Utenti: 250
Policy pubblica: no
https://boardgames.social/about

RED CONFEDERADA
(Istanza spagnola per attivisti multilingue)
Utenti: 250
Policy pubblica: no
https://red.confederac.io/about

EQUESTRIA SOCIAL NETWORK
(Little Pony)
Utenti: 450
Policy pubblica: no
https://equestria.social/about

RUHR SOCIAL
(Tutto ciò che riguarda l’area della Ruhr in Germania)
Utenti: 250
Policy pubblica: no
https://ruhr.social/about

SHELTER MOE
(Anime francese)
Utenti: 400
Policy pubblica: no
https://shelter.moe/about

SOCIAL NASQUERON
(Free thinking)
Utenti: 1.7k
Policy pubblica: no
https://social.nasqueron.org/about

METALHEAD CLUB
(Musica metal – tedesco)
Utenti: 400
Policy pubblica: no
https://metalhead.club/about

CHITTER XYZ
(Furry)
Utenti: 500
Policy pubblica: no
https://chitter.xyz/about

TOOT CAT
(Gatti – Non ha una vera Policy pubblica ma comunica i propri log tecnici e l’elenco delle Istanze bloccate)
Utenti: 1.2k
Policy pubblica: no
https://toot.cat/about

LAYER8 IN SPACE
(Linux, Anime, Music)
Utenti: 800
Policy pubblica: no
https://layer8.space/about

MATHSTODON
(Matematica)
Utenti: 1.3k
Policy pubblica: no
https://mathstodon.xyz/about

INFOSEC
(perlopiù sicurezza informatica)
Utenti: 1.5k
Policy pubblica: no
https://infosec.exchange

FOSSDOTON
(Software libero)
Utenti: 2k
Policy pubblica: no
https://fosstodon.org/about

IM@STODON
(Otaku – inglese, cinese)
Utenti: 300
Policy pubblica: no
https://imastodon.net/about

CYBRESPACE
(Cyberpunk culture)
Utenti: 2.2k
Policy pubblica: no
https://cybre.space/about

SDF ORG
(Unix)
Utenti: 2.8k
Policy pubblica: no
https://mastodon.sdf.org/about

LGBT COOL
(LGBT)
Utenti: 400
Policy pubblica: no
https://lgbtq.cool/about

SNOUTS
(Furry, LGBTQ+)
Utenti: 1.3k
Policy pubblica: no
https://mastodon.sdf.org/about

NSFW

Le Istanze elencate qui si caratterizzano per avere una grossa fetta dei propri contenuti di tipo NSFW. Alcune delle Istanze elencate qui sono esplicitamente incentrate su questi contenuti NSFW mentre altre lo sono di fatto.

ABDL LINK
(NSFW – porno)
Utenti: 8k
Policy pubblica: si
https://abdl.link/about/more

HUMBLR SOCIAL
(ex-Tumblr, porn, erotica)
Utenti: 38k
Policy pubblica: si
https://humblr.social

SINBLR
(porn)
Utenti: 6k
Policy pubblica: si
https://sinblr.com

SWITTER
(sex work)
Utenti: 200k
Policy pubblica: si
https://switter.at/

KINKY BUSINESS
(kinky erotica)
Utenti: 3.5k
Policy pubblica: si
https://kinky.business/about

DISPLACED
(NSFW LGBT+)
Utenti: 2.3k
Policy pubblica: si
https://displaced.social/about

NIU MOE
(Otaku)
Utenti: 5k
Policy pubblica: si
https://niu.moe/about

ARTALLEY PORN
(artists and commissioners)
Utenti: 6k
Policy pubblica: no
https://artalley.porn/about

KINKYELEPHANT
(Fetish)
Utenti: 2.5k
Policy pubblica: no
https://kinkyelephant.com/about

  •  

Mastodon, il Fediverso ed il futuro decentrato delle reti sociali

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A breve distanza dalla prima panoramica su Mastodon é già possibile aggiungere alcune nuove osservazioni.

In primo luogo va notato che diverse persone, già ben avvezze all’uso dei maggiori social network commerciali (Facebook, Twitter, Instagram…) siano inizialmente spaesate dal concetto di “decentralizzazione” e di “network federato”.

Questo perché l’idea diffusa e radicata di social network é quella di un luogo unitario, indifferenziato, monolitico, con regole e meccanismi rigidamente uguali per tutti. In sostanza il fatto stesso di poter concepire un universo di Istanze separate e indipendenti é per molti un cambio di paradigma di non immediata comprensione.

[l’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

Nell’articolo precedente in cui si era descritto il social network Mastodon, il concetto di Istanze federate era stato paragonato ad una rete di club/circoli privati associati fra loro.

Alcuni aspetti esposti nell’articolo é forse necessario chiarirli ulteriormente a chi si avvicina al concetto di network federato:

  1. Non ci si iscrive “a Mastodon”, ma ci si iscrive ad una Istanza Mastodon! Qui torna comodo il paragone con i club/circoli: l’iscrizione ad un circolo permette di entrare in contatto con tutti gli altri che fanno parte della stessa rete: non ci si iscrive alla piattaforma, ma ci si iscrive ad uno dei club della piattaforma e che assieme agli altri club ne forma la rete. La piattaforma é software, é un qualcosa che esiste solo virtualmente mentre un’Istanza che usa tale piattaforma é il suo aspetto reale, materiale. É un server che si trova fisicamente da qualche parte, gestito da persone in carne ed ossa che lo gestiscono ed amministrano. Dunque ci si registra ad una Istanza e poi, da questa, si entra in contatto con le altre.
  2. Le diverse istanze hanno la possibilità tecnica di entrare in contatto fra loro ma non é detto che lo facciano. Metti caso ci sia un’istanza composta da 500 utenti italiani appassionati di letteratura chiamata mastodon.letteratura: questi utenti si conoscono fra loro proprio perché sono membri della stessa istanza ed ognuno riceve i post pubblici degli altri altri membri. Ecco, ognuno di loro avrà probabilmente anche altri contatti tra utenti registrati su Istanze diverse (abbiamo tutti degli amici che esulano dal nostro “solito giro”, no?). Se ognuno dei 500 utenti di mastodon.letteratura seguisse ad esempio 10 membri di altre Istanze, l’Istanza mastodon.letteratura avrebbe sì una rete locale di 500 utenti, ma anche una rete federata di ben 5000 utenti! Bene. mettiamo che tra questi 5000 non ci sia nemmeno un solo membro dell’Istanza giapponese incentrata sulla fisica nucleare japan.nuclear.physics: quest’altra istanza potrebbe avere magari 800 membri ed avere una rete federata di ben 8000, ma se tra la rete “italiana” e quella “giapponese” non vi fosse nemmeno un amico in comune, queste potrebbero teoricamente non venire mai a contatto l’una con l’altra. In realtà, per la legge dei grandi numeri, é abbastanza raro che Istanze di una certa dimensione non entrino mai in contatto fra loro, ma l’esempio serve a far capire i meccanismi su cui si regge un network federato (che anzi, proprio basandosi sulla legge dei grandi numeri e sui principi dei gradi di separazione, conferma il presupposto che più la rete é grande e meno saranno isolati utenti ed Istanze).
  3. Ogni singola Istanza può decidere volontariamente di non entrare in contatto con un’altra, in base a proprie scelte, regole e policy interne. Questo punto é evidentemente poco capito dai diversi commentatori che non riescono ad uscire dall’idea del “social monolitico”. Se su Mastodon vi fosse un’alta concentrazione di suprematisti bianchi orfani di Gab, o blogger porno orfani di Tumblr, ciò non significa che l’intero social network chiamato Mastodon diventerebbe un “social network per suprematisti bianchi e porno”, ma solo alcune Istanze che probabilmente non entreranno mai in contatto con Istanze antifasciste o ultrareligiose. Le difficoltà di far comprendere tale concetto rendono di conseguenza difficile far capire anche le potenzialità di una struttura di questo tipo. In un network federato, una volta data la possibilità tecnica di interagire tra Istanze e utenti, ognuno di questi può poi regolarsi in maniera del tutto indipendente sul come utilizzarla. Possiamo supporre ad esempio:  ISTANZA ECOLOGISTA, creata, mantenuta e supportata economicamente da un gruppo di appassionati che vuol avere un luogo per discutere di natura ed ecologia, stabilisce che sull’Istanza non si postano link esterni né immagini pornografiche; ISTANZA COMMERCIALE, creata da una piccola azienda che ha un buon server ed una capacità di banda pazzesca ed a cui ci si iscrive a pagamento e le cui regole le ha stabilite già in precedenza l’azienda; ISTANZA SOCIALE, creata da un centro sociale i cui utenti sono perlopiù i frequentatori del centro stesso e che si conoscono anche di persona; ISTANZA VIDEOGIOCHI, nata come Istanza interna dei dipendenti di un’azienda tecnologica ma di fatto aperta a chiunque si interessi di videogiochi. In questo scenario a quattro Istanze già é possibile descrivere alcune interazioni interessanti: l’Istanza ecologista potrebbe consultare i propri utenti e decidere di bannare l’istanza commerciale perché al suo interno é ampiamente diffusa una cultura contraria all’ecologismo, mentre l’Istanza sociale potrebbe invece mantenere i contatti con l’Istanza commerciale ma scegliere di silenziarla preventivamente sulla propria timeline, lasciando ai suoi singoli membri la scelta personale di entrare in contatto con i suoi utenti o meno. Sempre l’Istanza sociale potrebbe però bannare l’istanza videogiochi perché forte serbatoio di mentalità reazionaria. In sostanza, i contatti “insostenibili/inaccettabili” vengono spontaneamente limitati dalle singole Istanze in base alle proprie policy. Qui il quadro d’insieme inizia a diventare molto complesso, ma basta osservarlo da una sola Istanza, la propria, per capirne i vantaggi: le Istanze che ospitano troll, disturbatori e gente con cui proprio non si riesce a discutere le abbiamo bannate, mentre quelle con cui non c’é molta affinità ma neanche motivi di astio, le abbiamo silenziate, in modo che se uno di noi le vuol segue non c’é problema ma sarò una sua scelta personale
  4. Ogni utente può decidere di silenziare altri utenti ma pure intere Istanze. Se hai particolare interesse ad evitare i contenuti diffusi dagli utenti di una certa Istanza che però non viene bannata dall’Istanza che ti ospita (metti caso che la tua Istanza non chiuda le porte ad un’Istanza chiamata meme.videogamez.lulz la cui comunità tollera comportamenti molto sopra le righe ed in aria di trolling pesante che però alcuni trovano divertente), tu sei comunque libero di silenziarla per te soltanto. Sostanzialmente, in presenza di gruppi di utenti a te non graditi provenienti da una stessa Istanza/comunità, é possibile bloccarne in un colpo solo diverse decine o centinaia bloccando (per te) l’intera Istanza. Se la tua Istanza non avesse un accordo unanime su come comportarsi nei confronti di un’altra Istanza, si potrebbe facilmente lasciare la scelta agli iscritti dato che hanno comunque questo potente strumento. Un’Istanza potrebbe anche scegliere di moderare solo i propri utenti o non moderare affatto alcunché, lasciando ogni utente completamente libero di silenziare o bannare chi gli pare e piace senza mai interferire o imporre una propria etica.

Il Fediverso

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Logo del Fediverso

Messi meglio a fuoco questi aspetti, possiamo ora affrontare il passo successivo. Come già anticipato nel post precedente, Mastodon é parte di un qualcosa di più ampio chiamato Fediverso (Federazione + Universo).

In sostanza, Mastodon é una rete federata che usa alcuni strumenti di comunicazione (si tratta di diversi protocolli ma i principali sono chiamati ActivityPub, Ostatus e Diaspora, ognuno dei quali ha i propri vantaggi, svantaggi, sostenitori e detrattori) utilizzati anche da altre realtà federate (social network, piattaforme di blogging ecc) che le mette in contatto l’una con l’altra  a formare un’unico grande universo di reti federate.

Per dare un’idea, é come se Mastodon fosse un sistema planetario che ruota attorno ad una certa stella (la stella é Mastodon ed i pianeti sono le singole Istanze), ma questo sistema planetario fa parte di un universo in cui esistono numerosi sistemi planetari tutti diversi ma in comunicazione gli uni con gli altri.

Tutti i pianeti di un dato sistema planetario (le Istanze, i “club”)  ruotano attorno ad un sole comune (la piattaforma software). L’utente può scegliersi il pianeta che preferisce ma non può certo stare sul sole (“non ci si iscrive alla piattaforma, ma ci si iscrive ad uno dei club della piattaforma che assieme agli altri club ne forma la rete”).

All’interno di questo universo, Mastodon é semplicemente il “sistema planetario” più grosso (é quello di maggior successo e col maggior numero di utenti) ma non é detto che sarà sempre così: altri “sistemi planetari” si stanno irrobustendo ed ingrandendo.

[NB: ogni singola piattaforma qui discussa usa nomi propri per definire i Server indipendenti su cui é ospitata. Mastodon li chiama Istanze, Hubzilla li chiama Hub e Diaspora li chiama Pod. Tuttavia, per semplicità e linearità con l’articolo precedente, nell’articolo si userà solo il termine “Istanza” per tutti].

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La struttura dell’intero Fediverso

Su Kum.io é possibile trovare una rappresentazione interattiva del Fediverso così come appare al momento. Ogni “ciuffo” rappresenta una rete diversa (o “sistema planetario”). Sono le diverse piattaforme che compongono la federazione. Mastodon é solo una di questi, quella più grossa, in basso.

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Le interazioni di Mastodon con le altre reti

Selezionando Mastodon é possibile vedere con quali altri network/sistemi del Fediverso é in grado di interagire. Come si può osservare, interagisce con gran parte degli altri network ma non proprio con tutti.

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Le interazioni di GNU Social con le altre reti

Selezionando invece un’altro social network, GNU Social, si osserverà che questo ha interazioni diverse: condivide il grosso delle interazioni di Mastodon ma ne ha alcune in più ed altre in meno.

Questo dipende principalmente dal tipo di strumenti di comunicazione (protocolli) che ogni singola rete utilizza. Una rete può utilizzare anche più di un protocollo per avere il massimo numero di interazioni, ma ovviamente ciò li rende più complessi da gestire. Questa ad esempio é la strada scelta da Friendica e GNU Social.

A causa dei diversi protocolli utilizzati, dunque, alcuni network non possono interagire proprio con tutti gli altri. Il caso più importante é Diaspora, che utilizza un proprio protocollo (chiamato a sua volta Diaspora), che può interagire solo con Friendica e Gnu Social ma non con le reti basate su ActivityPub come Mastodon.

Le cose all’interno del Fediverso sono però in costante evoluzione e la fotografia appena mostrata potrebbe dover essere aggiornata già a breve. Al momento la maggior parte dei network sembrerebbe si stia indirizzando verso l’adozione di ActivityPub come strumento unico. Non sarebbe affatto male avere un protocollo di comunicazione unico che permettesse davvero ogni tipo di connessione!

Torniamo però un attimo all’immagine dei sistemi planetari. Kum.io mostra le connessioni tecnicamente possibili tra ogni diverso “sistema planetario” e per farlo collega genericamente i diversi soli. Ma come abbiamo ben visto le connessioni reali avvengono tra i pianeti e non tra i soli! Una mappa stellare che mostrasse le connessioni reali dovrebbe mostrare per ogni singolo pianeta (ossia ogni singolo “baffo” dei ciuffi di Kum.io), decine o centinaia di linee di connessione con altrettanti pianeti/baffi, sia tra le Istanze della propria piattaforma che tra Istanze di piattaforme diverse! La quantità e complessità delle connessioni, come ben immaginabile, formerebbe un groviglio da mal di testa e graficamente illeggibile. Solo immaginarlo rende l’idea della quantità e complessità delle connessioni possibili.

E non finisce qui: ogni singolo pianeta può stabilire o interrompere i contatti con gli altri pianeti del proprio sistema solare (ossia, l’Istanza Mastodon A può decidere di non aver contatti con l’Istanza Mastodon B), ed allo stesso modo può stabilire o interrompere i contatti con i pianeti di sistemi solari differenti (l’Istanza Mastodon A può entrare in contatto o interrompere i contatti con l’Istanza Pleroma B)! Per fare un’esempio drastico si può ipotizzare di avere dei cugini stronzi, ma stronzi davvero, che abbiamo cacciato dal nostro pianeta (mastodon.terra) e allora se ne sono costruito uno proprio (mastodon.saturno)  stando comunque nelle nostre vicinanze perché boh, si trovano bene col nostro sole “Mastodon”. Fin da subito decidiamo di ignorarci a vicenda. Questi cugini però sono davvero tanto stronzi, tanto che anche i nostri parenti ed amici vicini dei pianeti vicini (mastodon.giove, mastodon.venere ecc.) ignorano i cugini stronzi di mastodon.saturno. Nessun pianeta del sistema Mastodon se li caga. I cugini però non sono del tutto privi di rapporti ed anzi, hanno tanti contatti con pianeti di sistemi solari diversi. Ad esempio sono in contatto con alcuni pianeti del sistema Peertube peertube.10287, peertube.gattini, peertube.cartoni, ma anche con pleroma.pizza del sistema Pleroma e friendica.giardinaggio del sistema Friendica. Di fatto ai cugini stronzi sta bene vivere sul loro pianetino nel sistema Mastodon ma preferiscono avere contatti con pianeti di sistemi diversi.

Dei loro pianeti amici, a noi di mastodon.terra, non ce ne può fregar di meno: sono stronzi tanto quanto i nostri cugini ed abbiamo bloccato pure loro. Tranne uno. Su pleroma.pizza ci sono degli utenti nostri amici che sono contemporaneamente anche amici di alcuni dei cugini stronzi di mastodon.saturno. Ma non é un problema: eccheccavolo! Abbiamo collegamenti interstellari e ci dovremmo preoccupare di una cosa così? Nientaffatto! Il blocco che abbiamo attivato su mastodon.saturno é tipo una barriera energetica che funziona in tuuuutto l’universo! Se fossimo coinvolti in una conversazione in cui partecipano sia un amico di pleroma.pizza che un cugino stronzo di mastodon.saturno, semplicemente, il cugino stronzo non sentirebbe quel che esce dalla nostra bocca e noi non sentiremmo quel che esce dalla sua. Ognuno dei due saprà che l’altro é lì, ma nessuno dei due potrà mai vedere l’altro né sentirlo. Certo, potremmo dedurre qualcosa da ciò che dirà il nostro amico comune di pleroma.pizza ma vabbé, più di così che cosa si può pretendere? 😉

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Quest’immagine, può fornire un’idea del modo in cui le Istanze (pianeti) si connettono tra loro. Se poi si considera che le Istanze del Fediverso conosciute sono migliaia, la complessità del quadro é ben immaginabile. Un aspetto interessante é proprio il fatto che le connessioni tra Istanza e Istanza non dipendono dalla piattaforma usata. Osserviamo nell’immagine l’Istanza mastodon.mercurio: é un’istanza piuttosto isolata rispetto alla rete di Istanze Mastodon, i cui unici contatti sono mastodon.nettuno, peertube.gattini e pleroma.pizza. Nulla vieta che mastodon.mercurio venga a conoscenza di tutte le altre Istanze Mastodon non attraverso scambi di messaggi con mastodon.nettuno, ma attraverso i commenti ai video di peertube.gattini. Anzi, é addirittura più probabile perché mastodon.nettuno é in contatto solamente con altre tre Istanze Mastodon ma peertube.gattini é in contatto con tutte le Istanze Mastodon. Cercar dì immaginare le vie attraverso cui possano venire in contatto le diverse Istanze di quest’immagine che “non si conoscono” permette di farsi un’ulteriore idea del livello di complessità che si può raggiungere. In un sistema abbastanza grande, dotato di un vasto numero di utenti ed Istanze, isolarne una parte non comprometterà in alcun modo la ricchezza di connessioni possibili. Una volta create tutte le connessioni possibili é anche possibile fare un’esperimento diverso, ossia immaginare connessioni che s’interrompono fino a formare due o più reti perfettamente separate, contenenti ognuna delle Istanze Mastodon, Pleroma e Peertube.

E per aggiungere complessità alla complessità, possiamo fare un’esperimento ulteriore, ragionando non più a livello di Istanze ma a livello di singoli utenti delle Istanze (ipotizzare 5 utenti per Istanza potrebbe bastare a rendere le diverse casistiche). Alcuni casi ipotizzabili: 1) siamo su un’Istanza Mastodon e l’utente Anna ha appena scoperto attraverso il commento ad un video su Peertube l’esistenza di una nuova Istanza Pleroma, quindi adesso lei ne conosce l’esistenza ma, scegliendo di non seguire tale Istanza, di fatto non rende nota la scoperta agli altri membri della sua Istanza; 2) sulla stessa Istanza Mastodon l’utente Luca blocca l’unica Istanza Pleroma conosciuta. Così facendo, se quest’Istanza Pleroma facesse conoscere altre Istanze Pleroma con cui é in contatto, Luca dovrebbe aspettare che un’altro membro della sua Istanza gliele facesse conoscere perché si é precluso la possibilità di essere tra i primi dell’Istanza a venirne a conoscenza. 3) In realtà, il primo utente dell’Istanza ad entrare in contatto con le altre Istanze Pleroma é Mario. Ma non le viene a conoscere dall’Istanza Pleroma con cui sono già in contatto (quella che Luca ha bloccato), ma attraverso il suo unico contatto su GNU Social.

Sembra complesso ma in realtà non é altro che una replica di meccanismi umani cui siamo tanto abituati da darli per scontati: potremmo tradurre i diversi esempi appena esposti: 1) La nostra amica Anna, habitué del nostro bar, va in piazza ed incontra una persona che gli dice di essere habitué di un nuovo bar di una città poco distante. Anna però non si scambia il numero di telefono col tizio e quindi non saprà dare informazioni agli amici del suo bar riguardo al nuovo bar dell’altra città. 2) Nel solito bar, Luca di Milano evita Lara di Ferrara. Quando Lara porta nel bar le altre sue amiche ferraresi Mara e Sara, non le presenta a Luca. Solo più avanti, gli amici del bar che hanno stretto amicizia con Mara e Sara, potranno poi presentarle a Luca indipendentemente da Lara. 3) In realtà Mario aveva già conosciuto Mara e Sara, ma non grazie a Lara, bensì attraverso Filippo, il suo unico amico di Rovigo.

Per avere un’idea dell’ampiezza del Fediverso, si può dare un’occhiata a diversi siti che cercano di fornirne una fotografia completa. Oltre al già citato Kum.io, che cerca di rappresentarlo con una elegante veste grafica che ne evidenzia le interazioni, c’é anche Fediverse.network che tenta di elencare ogni singola Istanza esistente indicando per ognuna di esse i protocolli usati e lo stato del servizio, o Fediverse.party, che é un vero e proprio portale da cui partire per scegliere quale piattaforma usare e registrarcisi. Anche Switching.social, una pagina che illustra tutte le alternative libere ai social e sistemi di comunicazione proprietari, indica alcune reti federate tra le alternative a Twitter e Facebook.

(Per completezza: inizialmente si tendeva a dividere tutta questa megarete in tre “universi” sovrapposti: chiamati “Federazione” quello per le reti basate sul protocollo di Diaspora, “Fediverso” per quelle che usavano Ostatus e “ActivityPub” quelle che usavano… ActivityPub. Oggi invece sono considerati tutti parte del Fediverso anche se a volte lo si chiama pure Federazione)

Tanti Network…

Vediamo dunque le principali piattaforme/network e cos’hanno di diverso tra loro. Giusto un paio di premesse: alcuni di queste piattaforme sono pienamente attive mentre altre sono in via di sviluppo più o meno avanzato. Per questo motivo in alcuni casi l’interazione tra le diverse reti non é ancora pienamente funzionante. Inoltre, data la natura open e indipendente dei diversi network, é possibile che singole Istanze apportino modifiche e personalizzazioni “non standard” (un esempio é la lunghezza caratteri su Mastodon: lo standard é di 500 caratteri ma un’Istanza può decidere di impostare il limite che vuole; un’altro é l’uso di stelline e retweet, che un’Istanza può permettere e l’altra vietare). In questo paragrafo, di base, non si son tenute in conto queste personalizzazioni ed incompatibilità.

Mastodon (simile a: Twitter)

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Mastodon é una piattaforma di microblogging molto simile a Twitter perché é basato su post molto brevi. E’il più famoso network del Fediverso. E’accessibile da smartphone attraverso un certo numero di App sia per Android che iOS. Uno dei punti di forza é il design ben concepito ed il fatto di avere già un “parco utenti” abbastanza corposo (quasi 2 milioni di utenti nel mondo, di cui alcune migliaia in Italia). Da desktop si mostra come una serie di colonne personalizzabili, ognuna delle quali mostra le diverse Timeline, sulla falsariga di Tweetdeck. Al momento Mastodon é l’unica piattaforma social federata accessibile con applicazioni Android ed iOS.

Pleroma (simile a: Twitter e DeviantArt)

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Pleroma é la rete “sorella” di Mastodon: fondamentalmente sono la stessa cosa in due versioni un po diverse. Pleroma offre qualche funzione in più riguardo alla gestione delle immagini e permette di base post più lunghi. A differenza di Mastodon, su desktop Pleroma mostra un’unica colonna con la Timeline selezionata, rendendolo molto più simile a Twitter. Attualmente molte Istanze Pleroma hanno un gran numero di utenti che s’interessano di illustrazione e manga, pertanto come ambiente può ricordare vagamente DeviantArt. Le App di Mastodon per smartphone possono essere usate per accedere anche a Pleroma.

Misskey (simile a: un mix tra Twitter e DeviantArt)

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Misskey é una sorta di Twitter che vuol ruotare principalmente attorno alle immagini. Offre un livello di personalizzazione maggiore di Mastodon e Pleroma ed una maggior attenzione alle gallerie immagini. E’una piattaforma che ha ottenuto buon successo in Giappone e tra gli appassionati di manga (e si vede!)

 

Friendica (simile a: Facebook)

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Friendica é un network estremamente interessante. Riprende grossomodo la struttura grafica di Facebook (con amici, notifiche ecc) ma in più permette l’interazione con diversi network commerciali che non fanno parte del Fediverso. E’dunque possibile connettere il proprio account Friendica a Facebook, Twitter, Tumblr, WordPress oltre che generare feed RSS ecc. Insomma, Friendica si propone come una sorta di hub di contenuti da diffondere su tutte le reti disponibili, siano esse federate o no. In sostanza Friendica é l’asso-piglia-tutto del Fediverso: un’Istanza Friendica al massimo delle sue funzioni si connette con tutti e dialoga con tutti.

Osada (simile a: un mix tra Twitter e Facebook)

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Osada é un’altro network che per impostazione può ricordare una via di mezzo tra Twitter e Facebook. Tra le piattaforme che ricordano Facebook questa é quella dal design più pulito.

 

GNUsocial (simile a: un mix tra Twitter e Facebook)

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GNUsocial é un po’ il “nonno” di tutte le reti sociali qui elencate; in particolare di Friendica ed Osada (di cui é il predecessore).

Aardwolf (simile a: Twitter, forse…)

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Aardwolf non é ancora pronto, ma si prospetta come una sorta di alternativa a Mastodon. Stiamo a vedere.

 

PeerTube (simile a: Youtube)

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PeerTube é la rete federata di hosting video molto, ma molto simile a YouTube, Vimeo e altri servizi simili. Con un catalogo in via di costruzione, Peertube appare già un progetto molto solido.

Pixelfed (simile a: Instagram)

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Pixelfed é sostanzialmente l’Instagram della Federazione. E’in fase di sviluppo ma pare essere a buon punto. Gli mancano solo delle App per smartphone per poter essere adottato come alternativa. Pixelfed ha il potenziale per diventare un membro molto, ma molto importante della Federazione!

NextCloud (simile a: iCloud, Dropbox, GDrive)

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Nextcloud é un servizio di file hosting (nato dal precedente ownCloud) molto simile a Dropbox. Ognuno può far girare NextCloud su un proprio server che offre inoltre servizi di condivisione contatti (CardDAV), calendari  (CalDAV), media streaming, bookmarking, backup ed altro. Gira pure su Windows e OSX ed é accessibile da smartphone attraverso App ufficiali. E’parte del Fediverso poiché utilizza ActivityPub per comunicare diverse informazioni ai propri utenti come cambiamenti ai file, attività calendario ecc.

Diaspora (simile a: Facebook e un pò anche Tumblr)

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Diaspora é un po il “cugino” del Fediverso. Funziona attraverso un protocollo di comunicazione tutto suo e dialoga con il resto del Fediverso principalmente attraverso GNU social ed all’asso-piglia-tutto Friendica, anche se sembra stia circolando l’idea di far usare a Diaspora (l’applicazione) sia il proprio protocollo che ActivityPub. Si tratta di un gran bel progetto con una solida base di utenti affezionati. Al primo impatto può ricordare una versione estremamente minimalista di Facebook, ma l’attenzione alle immagini ed un interessante sistema di organizzazione dei post per tag permette di paragonarlo in qualche modo anche a Tumblr.

Funkwhale (simile a: SoundCloud e Grooveshark)

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Funkwhale assomiglia a SounCloud, Grooveshark o altri servizi simili. Come uno YouTube per l’audio, permette di condividere tracce audio ma su rete federata. Con qualche implementazione potrebbe diventare anche un ottimo servizio di hosting per Podcast audio

Plume, Write Freely e Write.as (piattaforme di blogging)

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Plume Write freely e Write.as sono piattaforme di blogging molto minimali che fanno parte della Federazione. Non hanno la ricchezza di funzioni, temi e personalizzazioni di WordPress o Blogger ma fanno il proprio dovere in modo leggero.

Hubzilla (simile a: ….TUTTO!!)

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Hubzilla é un progetto ricchissimo e complesso che permette di gestire sia social network che data storage, calendari condivisi, web hosting, il tutto in maniera decentrata. Hubzilla insomma si propone di fare in una volta sola quello che fanno diversi dei servizi qui elencati. Come avere un’unica Istanza che ti faccia da Friendica, Peertube e NextCloud. Non male! E’da tenere sott’occhio!

GetTogether (simile a: MeetUp)

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GetTogether é una piattaforma utile a pianificare eventi. Simile a MeetUp, serve a far fare rete a persone diverse unite da un’interesse comune e portare tale interesse nel mondo reale. Attualmente GetTogether non é ancora parte del Fediverso, ma sta implementando ActivityPub e quindi a breve sarà dei nostri.

Mobilizon (simile a: MeetUp)

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Mobilizon é una nuova piattaforma in via di sviluppo che si propone come alternativa libera a MeetUp ed altri software utili ad organizzare meeting ed incontri di vario genere. Il progetto nasce fin da subito con l’intento di usare ActivityPub e far parte del Fediverso, in linea con i valori di Framasoft, associazione francese nata con lo scopo di diffondere l’uso di software libero e di reti decentrate. Qui la presentazione di Mobilzon in italiano.

 

Plugin ActivityPub per WordPress

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Sono disponibili diversi Plugin per WordPress che lo rendono in tutto e per tutto un membro della Federazione! Altri plugin sono Mastodon AutoPost, Mastodon Auto Share, ma anche Mastodon Embed, Ostatus for WordPress, Pterotype, Nodeinfo e Mastalab comments.

Prismo (simile a: Pocket, Evernote, Reddit)

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Prismo é un’applicazione ancora in fase di sviluppo che si propone di diventare una sorta di versione decentralizzata di Reddit, ossia una rete sociale incentrata sulla condivisione di link ma che potenzialmente potrebbe evolvere in forme simili a Pocket o Evernote. Le funzioni base sono già funzionanti.

 

Socialhome

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Socialhome é un social network che utilizza una visualizzazione a “blocchi”, inserendo i singoli post come in un collage di fotografie di Pinterest. Al momento comunica sono attraverso il protocollo di Diaspora ma dovrebbe implementare a breve ActivityPub

 

E non solo!

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Ci sono ancora altre app e reti sociali che adottano o stanno per adottare ActivityPub, rendendo ancor più strutturato il Fediverso. Alcune sono molto simili a quelle già elencate, mentre altre sono ancora in fase di sviluppo e non sono ancora pronte per essere consigliate come alternativa ai sistemi commerciali più noti. Ci sono pure piattaforme già pronte e funzionanti che potrebbero entrare nel Fediverso implementando ActivityPub: NextCloud ne é un esempio (era già una realtà solida quando ha deciso di entrare nel Fediverso); il plugin di WordPress é a sua volta uno strumento che permette di federare una piattaforma già esistente; GetTogether é un’altra realtà che si sta federando. Piattaforme già consolidate  (penso a Gitter, ma é giusto un’esempio tra i tanti) potrebbero trarre vantaggio dal federarsi diventando parte di una grande famiglia allargata). Insomma: c’é movimento dentro ed attorno al Fediverso!

…un solo Grande Network!

Fin qui abbiamo visto tante versioni alternative di strumenti noti che, presi singolarmente possono anche essere interessanti, ma che danno il meglio quando collaborano. Qui viene il bello: il fatto che condividano gli stessi protocolli di comunicazione elimina l’effetto “gabbia dorata” del singolo network!

Ora che sono state descritte le singole piattaforme é possibile fare qualche esempio veramente concreto:

Sono su Mastodon e mi appare il post di una persona che seguo. Nulla di strano, se non fosse che quella persona non é un utente di Mastodon, ma un utente di Peertube! Difatti si tratta di un video di un panorama. Sempre da Mastodon io commento scrivendo “bello” e questa persona vedrà comparire il mio commento sotto il suo video, su Peertube.

Sono su Osada e posto una riflessione aperta un po lunga. Questa riflessione viene letta da una mia amica su Friendica che la boosta ai suoi followers, alcuni dei quali sono su Friendica, ma altri sono su altre piattaforme, ad esempio uno che sta su Pleroma che mi risponde e con cui inizio a dialogare.

Pubblico una foto su Pixelfed e viene vista e commentata da un mio follower su Mastodon.

In sostanza ognuno può mantenere i contatti con i propri amici/followers dal proprio network preferito anche se questi ne frequentano di diversi.

Facendo un paragone con i social commerciali, é come poter ricevere su Facebook i tweet di un amico che sta su Twitter, le immagini postate da un’altra persona su Instagram, i video di un canale YouTube, le tracce audio su SoundCloud ed i nuovi post da diversi blog e siti personali e commentare e interagire con ognuno di essi perché tutti questi network collaborano assieme formando un’unico grande network!

Ognuna di queste reti potrà scegliere il modo in cui vuole gestire queste interazioni (ad esempio, se volessi una vita social monodirezionale potrei scegliere un’Istanza Pixelfed  in cui gli altri utenti possono contattarmi solo commentando le foto che io pubblico, oppure potrei scegliere un’Istanza Peertube e pubblicare video che non possono essere commentati ma che potranno girare in tutto il Fediverso, o scegliere un’Istanza Mastodon che obbliga i miei interlocutori a comunicare con me in maniera concisa.

Certi dettagli vanno ancora definiti (per esempio: potrei inviare un messaggio diretto da Mastodon ad una piattaforma che non permette ai suoi utenti di ricevere messaggi diretti, senza esser mai avvertito del fatto che il destinatario manco avrà modo di sapere che gli ho inviato qualcosa). Si tratta di situazioni ben comprensibili all’interno di un ecosistema che deve adattarsi a realtà tanto diverse ma nella maggior parte dei casi si tratta di dettagli di facile gestione. Quel che importa é che le possibilità di interazione sono potenzialmente infinite!

Connettività totale, esposizione dosata

Tutta questa connettività condivisa va osservata tenendo a mente che  nonostante i vari network sian stati qui trattati per semplicità come dei network centralizzati, sono in realtà reti di Istanze indipendenti che interagiscono direttamente con le Istanze degli altri network: la mia Istanza Mastodon filtrerà le Istanze Peertube che postano video razzisti ma si connetterà con tutte le Istanze Peertube che ne rispettano la policy; se seguo un certo mio amico su Pixelfed io vedrò solo i suoi post, senza che nessuno mi obblighi a vedere tutte le foto di tramonti e gattini dei suoi amici su quel social!

La combinazione di Istanze autonome, massima interoperabilità tra le stesse e libertà di scelta permette una serie di combinazioni estremamente interessanti che i social commerciali non si possono nemmeno sognare: l’utente é qui membro di un’unica grossa rete in cui può scegliere:

  1. Lo strumento di accesso preferito (Mastodon, Pleroma, Friendica)
  2. La comunità in cui più si sente a suo agio (l’Istanza)
  3. La chiusura a comunità indesiderate e l’apertura a comunità che gli interessano

Tutto questo senza però rinunciare ad interconnettersi con utenti che hanno scelto strumenti e comunità diverse. Ad esempio posso scegliere una certa Istanza Pleroma perché mi piace il design, la comunità che ospita, le policy e la sicurezza generale ma da qui, seguire ed interagire principalmente con utenti di una certa Istanza Pixelfed portandone contenuti ed estetica nella mia Istanza.

A questo si aggiunge il fatto che le singole Istanze possono essere letteralmente installate ed amministrate da ogni singolo utente su proprie macchine, permettendo un controllo totale dei contenuti. Minuscole istanze casalinghe e solide Istanze di lavoro, Istanze scolastiche ed Istanze collettive, Istanze con migliaia di utenti ed Istanze da un solo utente, Istanze di quartiere e di condominio, tutte unite a formare una rete complessa e personalizzabile, che permette virtualmente di collegare chiunque ma al tempo stesso di evitare il sovraccarico d’informazioni. E’una sorta di ritorno alle origini di Internet, ma un ritorno maturo, da web 2.0, che si porta dietro l’esperienza dell’esser passati attraverso la centralizzazione  della comunicazione nelle mani di pochi grossi attori internazionali che ha rafforzato con ancor più convinzione la certezza che la struttura decentrata é quella umanamente più sana e proficua.

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