Modalità di lettura

Lega, Fontana rilancia la “doppia Lega” e prende le distanze da Vannacci: “Incompatibilità ideologica”

La Lega deve tornare a mettere i territori al centro della propria identità politica. È questo il messaggio lanciato dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenuto nella serata di venerdì 12 giugno a Zapping su Rai Radio1, dove ha commentato il dibattito interno al partito dopo il recente Consiglio federale. La proposta della cosiddetta “doppia Lega”, ha spiegato il governatore, “è una proposta che è stata avanzata e alla quale noi crediamo. Deve essere messo al centro dell’attenzione il problema della territorialità”.

Secondo Fontana, il punto non riguarda soltanto il Nord, ma l’intero equilibrio del Paese. “Il nostro Paese è molto composito, ha esigenze e specificità molto differenti, e quindi noi crediamo che sia necessaria e opportuna una risposta a ognuna di queste esigenze”, ha osservato. Da qui l’idea di un partito nazionale capace però di lasciare spazio ad articolazioni territoriali dotate di autonomia politica. “Il nostro movimento deve essere il partito che porta avanti le esigenze dei territori, non solo quelle del nord ma anche del centro e del sud. Dobbiamo fare in modo che vengano maggiormente ascoltati e rispettati i singoli territori”.

Il modello Csu-Cdu e il ruolo di Zaia

Fontana ha richiamato esplicitamente il modello tedesco Csu-Cdu, con “patti di desistenza e autonomie”, come possibile riferimento per la nuova architettura interna della Lega. Una formula che, nelle intenzioni del governatore lombardo, consentirebbe di tenere insieme una linea nazionale e una rappresentanza più marcata delle istanze locali.

In questo quadro, Fontana ha indicato Luca Zaia come una figura adeguata a rappresentare la componente territoriale del partito. Il presidente del Veneto, ha detto, “è una persona che sicuramente ha dimostrato di essere particolarmente vicina ai territori e apprezzata dai territori. Ci sono dei riscontri anche elettorali che dimostrano in maniera chiara che è una persona apprezzata e che ama il territorio. Quindi credo che sarebbe un’ottima persona”. Alla domanda se una simile impostazione possa produrre una diarchia con Matteo Salvini, Fontana ha escluso questa lettura. “Non vedo una diarchia”, ha risposto, “vedo competenze diverse, funzioni diverse: chi si occupa più del territorio e chi fa la sintesi a livello nazionale”.

La distanza da Vannacci: “Incompatibilità ideologica”

Nel corso dell’intervista, Fontana è tornato anche sul rapporto con Roberto Vannacci, ex vicesegretario della Lega. Il governatore ha scelto toni misurati, ma il giudizio politico è netto. “Non ho nulla contro il generale, che è una persona capace e intelligente”, ha premesso, “ma io dicevo che il suo tipo di politica non collima con quelle che sono state le fondamenta del nostro partito. C’era una incompatibilità ideologica”. Secondo Fontana, la distanza era già evidente prima della rottura formale. “A dire il vero, io avevo visto che stava già percorrendo strade diverse, quando vedevo delle riunioni organizzate alle quali non potevano partecipare i rappresentanti della Lega… non bisognava essere dei fini Churchill per capirlo”. Una battuta che rende plasticamente il clima interno: nessuna sorpresa, almeno per chi osservava da vicino le mosse del generale.

L’affondo sul governo: “Leggi troppo centraliste”

Il presidente lombardo ha poi allargato il ragionamento al rapporto tra territori e governo nazionale, criticando alcune scelte legislative dell’esecutivo. “Il governo fa leggi che non vanno nella direzione del rispetto dei territori. Leggi che tendono un po’ a essere centraliste, che non va nella direzione del futuro”, ha affermato Fontana. Per il governatore, la competizione globale impone maggiore autonomia decisionale alle aree più produttive del Paese. “Nel futuro credo ci debba essere una relazione maggiore con i territori, non con lo Stato-nazione”, ha aggiunto. La Lombardia, ha ricordato, “è la regione più produttiva del Paese” e ha bisogno di “maggior velocità” e “maggior flessibilità” per competere con le altre realtà economiche internazionali.

L'articolo Lega, Fontana rilancia la “doppia Lega” e prende le distanze da Vannacci: “Incompatibilità ideologica” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Vannacci, Meloni sente Salvini e Tajani: i partiti di maggioranza mandano amministratori locali all’assemblea di Futuro Nazionale

Segretari cittadini di Roma o dirigenti locali. Nessun esponente nazionale, ma comunque non è una diserzione totale nei confronti del generale Roberto Vannacci. Sarebbe questa la decisione che i leader del centrodestra Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini avrebbero preso nelle ultime ore su chi mandare all’Assemblea costituente di Futuro Nazionale che si terrà a Roma sabato e domenica. Vannacci aveva invitato tutti i partiti e alla fine, dopo contatti tra i leader, il centrodestra avrebbe deciso di rispondere mandando esponenti locali dei tre partiti, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. La decisione non è ancora ufficiale ma nelle prossime ore lo diventerà con un comunicato congiunto.

Nel pomeriggio si sono sentiti al telefono Meloni, Salvini e Tajani per coordinarsi ed è stato deciso di non chiudere del tutto la porta al generale. Una mossa sorprendente alla luce dei rapporti ormai ai minimi con la Lega e anche dopo l’attacco – il primo – che mercoledì Meloni ha fatto al generale Vannacci rispondendo al deputato Emanuele Pozzolo: “Fate il gioco della sinistra, altro che vera destra”, ha detto la premier.

L'articolo Vannacci, Meloni sente Salvini e Tajani: i partiti di maggioranza mandano amministratori locali all’assemblea di Futuro Nazionale proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Vannacci vs Gruber, l’aperitivo milanese per tifare il generale in tv: applausi agli attacchi a Salvini e difesa della famiglia “naturale”

Vannacci vs Gruber, come un match sul ring. “Ma non è stato uno scontro pari, erano in due contro uno” dice un sostenitore di Futuro nazionale. A incalzare il generale, in studio, c’è la nota conduttrice del programma di La7, ma anche la collega Lina Palmerini. “Hanno fatto una figura pessima” è il commento dei presenti, “Vannacci ha vinto”. Difficile aspettarsi una sentenza diversa.

A scaldare gli animi sono soprattutto due momenti. Il primo è quando Gruber accusa Vannacci, più o meno velatamente, di aver approfittato del “taxi” della Lega per avere visibilità – le elezioni europee del 2024, la nomina a vicesegretario del partito – e da lì, poi, aver fondato il proprio partito. Quando il generale fa notare che è vero il contrario, vale a dire che è stato Matteo Salvini ad aver beneficiato della sua candidatura (Vannacci portò a casa oltre 550mila preferenze), è scattato l’applauso.

Insulti alla giornalista, invece, quando lei fa notare, dopo lo scontro col generale sulla comunità Lgbtq+, che “la famiglia naturale non esiste più da un po’ di tempo”. E qui tanto i delegati di Futuro nazionale quanto i sostenitori la pensano come il generale. Cioè “le coppie gay rappresentano una piccola percentuale della popolazione, per questo, come dice Vannacci, non sono normali, perché non sono la normalità”. Qui il racconto della serata.

L'articolo Vannacci vs Gruber, l’aperitivo milanese per tifare il generale in tv: applausi agli attacchi a Salvini e difesa della famiglia “naturale” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Olimpiadi Milano-Cortina, dirigente del ministero dei Trasporti indagata per la cabinovia Socrepes. Salvini: “Piena legittimità degli atti”

L’inchiesta sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina arriva nelle stanze del ministero dei Trasporti. La procura di Belluno, guidata da Massimo De Bortoli, ha iscritto nel registro degli indagati Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione da quattro anni e braccio destro di Matteo Salvini. Nella giornata di mercoledì le autorità le hanno sequestrato il cellulare e oggi è stata raggiunta da un avviso di garanzia. Il ministro è subito intervenuto in sua difesa, dicendo che negli anni si è distinta per “impegno e laboriosità”.

Si tratta del filone di indagini sull’appalto per la costruzione della cabinovia Socrapes a Cortina d’Ampezzo, che vede indagate altre tre persone tra le quali il commissario straordinario per le opere Fabio Massimo Saldini. Oltre a Pellegrini e Saldini, nel mirino della Squadra Mobile ci sono Valeria Cepi, dipendente Simico, già responsabile unica del procedimento della cabinovia, e Angelo Redaelli, legale rappresentante di Graffer, la società che si aggiudicò i lavori.

L’ipotesi di reato è di turbativa d’asta su presunte irregolarità nell’affidamento. La cabinovia, non ancora collaudata quattro mesi dopo la fine dei Giochi, è costata 35 milioni di euro e l’appalto era stato rifiutato da due colossi del settore come la Leitner di Vipiteno e l’austriaca Doppelmeyr. Il sospetto degli investigatori è che la procedura d’appalto sarebbe stata rallentata per creare le condizioni che hanno portato alla scelta di Graffer.

Nel marzo 2025 una prima gara era stata annullata dopo una fuga di notizie riguardante l’interessamento di Leitner e Doppelmeyr. Nel giugno successivo, una seconda gara era andata deserta. A sorpresa era spuntata Graffer. Saldini voleva rispettare gli impegni con Fondazione Milano Cortina 2026, preparando l’impianto per le gare di sci femminile. Così aveva accettato l’offerta dell’associazione temporanea di imprese tra la bergamasca Ecoedile e dalla bellunese Dolomiti Strade.

A insospettire gli inquirenti – che si sono mossi dopo gli esposti della deputata di Avs Laura Zanella e dei comitati – c’è anche la qualità di un impianto per il quale si sono spesi tanti soldi con risultati discutibili. Il procuratore De Bortoli sospetta “la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito Graffer”. L’assegnazione sarebbe avvenuta “con la consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi”.

Pellegrini è coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione dal 16 dicembre 2022 e segue dossier strategici, tra i quali il Ponte sullo Stretto di Messina, l’emergenza idrica, le concessioni autostradali e la programmazione e la pianificazione strategica dei progetti infrastrutturali. In passato è stata direttrice del Dipartimento Infrastrutture, Trasporti, Lavori pubblici e Demanio della Regione Veneto e responsabile unica del progetto della Pedemontana Veneta. Funzionaria dell’amministrazione pubblica da anni, è stata anche direttrice generale della Provincia di Verona.

La dirigente ha subito ricevuto una conferma di stima da parte di Salvini: “Le Olimpiadi rappresentano un successo straordinario riconosciuto anche all’estero: sono state il frutto di anni di lavoro mio e di un’intera squadra, di cui ha fatto parte anche Elisabetta Pellegrini, che si è distinta per impegno e laboriosità”. Quindi ha rinnovato “il ringraziamento a tutti per lo straordinario risultato: sono certo che le indagini confermeranno la piena legittimità di tutti gli atti” ed è tornato a sottolineare che “per il momento possiamo ricordare che i Giochi sono stati una vetrina incredibile per tutta l’Italia e ne siamo orgogliosi”.

L'articolo Olimpiadi Milano-Cortina, dirigente del ministero dei Trasporti indagata per la cabinovia Socrepes. Salvini: “Piena legittimità degli atti” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌