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Mogol fa 90: da “Emozioni” a “Sì, viaggiare”, 1.776 canzoni e le parole che l’Italia non smette di cantare

Mogol festeggia oggi, 17 agosto, i suoi 90 anni. Dall’incontro con Lucio Battisti ai testi scritti per alcuni dei maggiori interpreti italiani, Giulio Rapetti ha attraversato più di sei decenni di musica trasformando scene quotidiane, amori e inquietudini in canzoni entrate nella memoria di più generazioni.

Dal primo Sanremo al sodalizio con Battisti, fino al Cet fondato in Umbria nel 1992

A definirlo “paroliere” si rischia di usare proprio la parola che Mogol preferisce evitare. Lui si considera un autore. E i numeri della sua carriera spiegano la dimensione del lavoro accumulato in oltre sessant’anni: 1.776 canzoni e 523 milioni di dischi venduti legati ai brani che portano la sua firma.

Giulio Rapetti è nato a Milano il 17 agosto 1936 e con la musica ha avuto un rapporto familiare prima ancora che professionale. Il padre Mariano Rapetti era dirigente della Ricordi e scriveva testi con lo pseudonimo Calibi. Nel 1959 la Siae assegnò a Giulio lo pseudonimo Mogol, diventato poi parte ufficiale del suo cognome nel 2006.

A novant’anni guarda alla propria vita senza separare il mestiere dal resto. “Ho avuto momenti continuamente belli”, ha raccontato in una recente intervista al Corriere, “mi sento persino protetto per tutta la fortuna che ho avuto. Non solo come autore di canzoni, ma come uomo: ho vissuto tante avventure, a volte mi sono salvato per un capello”.

I primi grandi risultati arrivarono presto. Nel 1961 vinse il Festival di Sanremo con Al di là, interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis. Tre anni dopo firmò Una lacrima sul viso per Bobby Solo. Nel 1965 incontrò Lucio Battisti, dando inizio alla collaborazione destinata a occupare il capitolo più conosciuto della sua carriera.

Da quel sodalizio nacquero 29 settembre, Un’avventura, Acqua azzurra, acqua chiara, Emozioni, Fiori rosa, fiori di pesco, Pensieri e parole, Il mio canto libero, Ancora tu, Sì, viaggiare e Con il nastro rosa. Mogol fu anche l’uomo che spinse Battisti a interpretare personalmente le proprie composizioni, nonostante le iniziali resistenze del musicista.

“Lo convinsi io, lui non voleva: si sentiva un compositore e basta. Anni dopo mi disse che doveva tutto a un pazzo, che ero io”, ha raccontato Mogol.

La collaborazione con Battisti si concluse nel 1980, ma l’attività di Rapetti continuò con molti altri protagonisti della musica italiana. Nel corso degli anni ha lavorato, tra gli altri, con Mina, Adriano Celentano, Bobby Solo, Caterina Caselli, Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Morandi e Gianni Bella. Nel suo repertorio figurano anche titoli come A chi, Celeste nostalgia e L’emozione non ha voce, oltre a Una lacrima sul viso.

Alla scrittura Mogol ha affiancato anche la formazione. Nel 1992 ha fondato in Umbria il Cet, Centro Europeo di Toscolano, una scuola dedicata ad autori, compositori e interpreti e pensata per trasmettere alle nuove generazioni strumenti ed esperienza professionale. Dal 2018 al 2022 ha inoltre presieduto il Consiglio di Gestione della Siae.

A 90 anni, quindi, la sua attività comprende sia il repertorio scritto per alcuni dei nomi più popolari della musica italiana sia il lavoro iniziato nel 1992 con il Cet per formare chi scrive, compone e interpreta nuove canzoni.

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Morta Hayden Panettiere, aveva 36 anni: il giallo sulle cause. Addio alla star di “Heroes”, “Nashville” e “Scream 4”

L’attrice Hayden Panettiere – star della serie di successo “Heroes”, di “Nashville” e di “Scream 4” – è morta a 36 anni. Lo ha annunciato il suo agente ad ABC News. “È con profonda tristezza che annunciamo la tragica scomparsa della nostra amata Hayden. Era una luce incredibile e una forza della natura che ha portato amore e gioia incommensurabili a tutti coloro che la conoscevano, e ai milioni di persone che l’hanno vista sullo schermo”, ha dichiarato suo padre, Skip Panettiere, in un comunicato che ha chiesto rispetto per la privacy “perché la nostra famiglia ha bisogno di tempo per elaborare questa perdita inimmaginabile“.

Originaria di New York, Panettiere lascia una figlia, Kaya Evdokia Klitschko, nata nel dicembre 2014 dalla relazione con l’ex compagno Wladimir Klitschko, campione di pugilato ucraino. Negli ultimi anni Panettiere ha parlato candidamente dei suoi problemi. Recentemente l’aveva fatto nel libro autobiografico “This is me. A reckoning” in cui si è aperta sulla lotta con le dipendenze, la depressione post-partum e una relazione abusante.

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Pippo Baudo, un anno dopo e la sua Domenica In: piccolo capolavoro

Pippo Baudo, un anno dopo e la sua Domenica In

E’ passato un anno da quando Pippo ci ha lasciato. Si, proprio Pippo, senza Baudo. Perché se per tutti e persino per i titoli di testa dei suoi programmi, Corrado era solo Corrado e non anche Mantoni, per i suddetti titoli di testa e per tutti, però Pippo era anche Baudo.

Forse solamente per distinguerlo dall’amato e amabile personaggio inventato da Walt Disney, oppure solo, banalmente, per sottolineare che di “scognomato” come scherzosamente Totò chiamava il Corrado, ce n’era solo uno: Corrado Mantoni.

Corrado che Pippo, nella sua lunghissima e fortunata carriera, ha incontrato o per meglio dire sostituito nel 1979, quando prese il suo posto alla conduzione di Domenica In. Era già successo per la verità anche qualche anno prima con Canzonissima. Erano passate tre stagioni dalla partenza dello storico contenitore di Rai1. Era infatti il 3 ottobre del 1976 quando Corrado inaugurò Domenica In dallo studio 5 di via Teulada in Roma.

Programma per altro che inventò lui stesso, insieme ai suoi autori Peretta, Paolini e Silvestri. Poi a giugno del 1979 ci fu l’addio di Corrado alla sua Domenica In. Fu un addio non felicissimo. Qualche tempo prima uscì una intervista dell’allora Presidente della Rai, Paolo Grassi, che non usò parole carine nei confronti della Domenica in di Corrado.

“Trovo che parlare al pubblico come parla Corrado per tutte quelle ore sia un fatto di cretineria” queste le parole usate da Grassi in quell’intervista. Parole molte brutte nei confronti di uno dei conduttori televisivi, Corrado, fra i più umani, corretti e dalla parte del pubblico come ce ne sono stati pochissimi nella nostra tv.

Questa polemica poi contribuì all’ingresso di Pippo Baudo alla conduzione di Domenica In, che dalla stagione 1979-1980 cambiò radicalmente, con l’ingresso anche di rubriche culturali, come quella sui libri, la promozione anche di opere teatrali e di cinema. Domenica 7 ottobre 1979 arrivò il debutto in diretta alle 14 su Rai1 di Pippo Baudo, che visibilmente emozionato salutò il pubblico e anche il suo predecessore Corrado. Abbiamo recuperato il video di quei primi 5 minuti storici.

Fra tutti i programmi che ha fatto, comprese le Canzonissime, i Fantastico e anche i Festival di Sanremo, Domenica In resta il suo programma migliore, anzi, resta il programma che meglio si è cucito addosso, perchè era una trasmissione, prima di tutto in diretta (cosa che gli permetteva di avere un dialogo appunto diretto con il pubblico, anche uscendo dal seminato) e perché era una trasmissione che gli permetteva di spaziare nei vari segmenti dello spettacolo, che amava e conosceva come pochi.

Dicevamo lo scorso anno che con la sua scomparsa, era morta anche la Tv. Oggi per esempio Domenica In è un’altra cosa. Certa Tv se n’è andata davvero e questo anno senza di lui ce l’ha confermato e d’altronde è anche improponibile che la tv del passato ritorni. Ma la cosa che fa specie è che alla tv di oggi manchi quel ritmo e quella voglia di novità che abbiamo visto in quei primi 5 minuti della prima puntata di Domenica In gestione Pippo Baudo. Oggi, innegabilmente, la tv è in qualche modo ripiegata su se stessa, incapace di cambiare veramente, perchè ancorata al certo, piuttosto che sfidare l’incerto. In molti diranno, facile pontificare senza averci a che fare.

Occorrono i risultati e anche subito. Se il pubblico vuole le caramelle, anche se gli si cariano i denti, perchè noi dobbiamo decidere di non dargliele? Anzi, le zuccheriamo di più, o peggio gli facciamo credere che sono prive di zucchero, quando sanno tutti che i sostituti dello zucchero fanno male come lo zucchero stesso.

Arriverà un giorno in cui i telespettatori passeranno più tempo dal dentista che davanti alla Tv (o ai supporti multimediali che gradualmente la stanno sostituendo) e allora da lassù qualcuno si farà una grassa risata, magari proprio Corrado e Pippo, stavolta alla conduzione insieme.

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