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“Violate le norme su salute e sicurezza”: sequestrate sette sezioni del carcere di Sollicciano a Firenze. Oltre duecento detenuti dovranno essere trasferiti

Sette sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano sono state sequestrate dal gip, su richiesta della Procura di Firenze, per mancanza delle condizioni igieniche, di abitabilità e di sicurezza obbligatorie per i luoghi di lavoro. La decisione, adottata per la prima volta in Italia, è stata comunicata dalla procuratrice Rosa Volpe: gli inquirenti, si legge in una nota, contestano la violazione delle norme in materia di “pulizia dei locali di lavoro“, “abitabilità dei dormitori” e impiantistica elettrica previste dal Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Le sezioni sequestrate sono la 1, la 2 e la 7 del reparto giudiziario maschile, la 9, la 10 e la 12 del reparto penale maschile, nonché la sezione “Accoglienza”: in base all’ordinanza del gip, comunica la Procura, i detenuti ospitati in quei locali dovranno essere “trasferiti presso case circondariali diverse da Sollicciano con tempistica dettata dal medesimo provvedimento”. Secondo il sindacato della Polizia penitenziaria Sappe, si tratta di 216 reclusi. L’indagine, condotta da Squadra mobile, tecnici Asl e Guardia di finanza, è stata avviata “al fine di verificare quanto segnalato in più ricorsi presentati ai magistrati di Sorveglianza da vari detenuti in ordine alle condizioni igienico-sanitarie delle celle di detenzione e di alcuni spazi comuni” all’interno del penitenziario: il decreto di sequestro, informa la procuratrice Volpe, è stato emesso dal gip “all’esito di sopralluoghi svolti e di approfonditi accertamenti, consistiti nell’audizione di numerosi testimoni, nell’acquisizione ed esame di documentazione anche fotografica dello stato di tutti gli spazi dei reparti penale e giudiziario maschile dell’istituto e delle varie sezioni”.

Il ministero: “Anticiperemo i lavori”

Ancora prima del comunicato della Procura, a rendere noto il sequestro era stato il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio, che ha messo le mani avanti elencando le iniziative allo studio del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) per risolvere la situazione: “Preso atto delle complesse e urgenti condizioni strutturali dell’istituto penitenziario, il Dap ha risolto alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi. Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di nove milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025″, si legge in una nota di via Arenula. “Nell’ambito di questa procedura in atto”, prosegue il comunicato, “il 15 maggio scorso si è proceduto all’aggiudicazione della progettazione dei lavori per la completa riqualificazione della Casa circondariale e, allo stesso tempo, per velocizzare i lavori, si sta valutando di anticipare parte di essi, stralciando alcuni interventi prioritari dalla progettazione complessiva. Proprio in virtù di questi lavori programmati, si è previsto un trasferimento di detenuti con destinazione in altri istituti penitenziari, dove sono presenti sezioni o reparti di recente ristrutturazione, che consentono, ad oggi, di ospitare nuovi ingressi. Si darà perciò corso”, annuncia il ministero, “ai lavori necessari nei reparti oggetto di sequestro e al trasferimento dei detenuti secondo quanto già previsto“.

Il Garante: “Decisione coraggiosa e inevitabile”

Il penitenziario di Sollicciano è da anni sotto osservazione per le sue condizioni di degrado strutturale e per il sovraffollamento record, che supera il 170% (640 detenuti a fonte di 367 posti disponibili). Avendo a disposizione meno di tre metri quadrati di spazio vitale, molti detenuti hanno ottenuto gli sconti di pena previsti dalla legge in caso di detenzione “inumana e degradante, contraria all’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo: a dicembre un detenuto ha ottenuto anche un risarcimento economico di circa 11mila euro. A marzo invece il Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha sollevato ricorso alla Consulta, chiedendo di poter rinviare l’esecuzione della pena di un recluso a causa di condizioni “contrarie al senso di umanità: tra i problemi segnalati, le continue infiltrazioni d’acqua nelle celle, l’assenza di acqua calda e le infestazioni da parte di insetti, roditori e parassiti. “Il sequestro è un monito importante, la conseguenza inevitabile di un disastro generale in cui è stato lasciato Solliciano per anni”, commenta al Fatto il Garante dei detenuti della Toscana Giuseppe Fanfani, ex sindaco di Arezzo, deputato e membro laico del Consiglio superiore della magistratura in quota Pd. Per il Garante, la decisione del gip è “particolarmente coraggiosa” e rappresenta “il segno di una Procura e di un Ufficio di Sorveglianza attenti a questi problemi”. Il carcere fiorentino, spiega, è “strutturalmente fatiscente” e inadatto alla funzione rieducativa della pena: “Non ha laboratori, non ha aziende interne, non ha istituti di preparazione al lavoro, non c’è niente dentro, solo una massa di disperati”. Riguardo allo spostamento dei detenuti, Fanfani dice di non avere idea di quali siano gli istituti “di recente ristrutturazione” a cui fa riferimento il ministero: “Ma sicuramente in Toscana non ce ne sono, abbiamo un sovraffollamento del 136%“, sottolinea.

Sindacati Penitenziaria: “Sistema nel baratro, cosa farà Nordio?”

“Si tratta di una notizia che accogliamo positivamente”, commenta il presidente di Antigone Patrizio Gonnella, ricordando come l’associazione, in seguito a un sopralluogo dello scorso marzo insieme a Magistratura democratica, avesse chiesto di chiudere il penitenziario “già all’epoca in condizioni non più sostenibili” (qui il blog di Susanna Marietti). Esprime soddisfazione anche Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato della Polizia penitenziaria Fsa Cnpp/Spp, in una nota in cui parla di “sistema penitenziario nel baratro“: il sequestro, afferma, “segna un punto di non ritorno nell’emergenza penitenziaria che denunciamo da sempre”, e “bene ha fatto la magistratura di Firenze ad intervenire dopo le nostre continue segnalazioni a tutela della sicurezza e della salute di detenuti e del personale penitenziario. È la prima volta in assoluto che si adotta un provvedimento di questo genere, che, specie se sarà seguito da altri in tante situazioni analoghe, segna una svolta storica nella gestione delle carceri italiane. Ci chiediamo cosa farà adesso in primo luogo il ministro Nordio e con esso il governo, che sinora hanno sempre negato l’evidenza dei fatti”, affonda. Anche per Francesco Oliviero del Sappe l’intervento della magistratura era “ormai inevitabile“: “Le criticità igienico-sanitarie, la vetustà degli impianti, il degrado delle sezioni e il sovraffollamento sono stati oggetto di ripetute segnalazioni e richieste di intervento, oggi pienamente confermate dalle risultanze dell’indagine. Ora”, denuncia “si apre una fase estremamente complessa per il personale, chiamato a gestire il trasferimento dei detenuti in un momento già gravato da una carenza di organico cronica e dall’avvio del piano ferie estivo, che riduce ulteriormente la disponibilità di unità in servizio”.

La sindaca Funaro: “Il carcere va abbattuto”

Dalla politica la prima a intervenire è la sindaca Pd di Firenze Sara Funaro: “Quando si arriva al sequestro di alcune sezioni vuol dire che la situazione è arrivata oltre il limite. Noi è tantissimo tempo che stiamo dicendo che il carcere di Sollicciano andrebbe chiuso, abbattuto e ricostruito. Io continuo a sostenere questa tesi”, afferna. “Continuo a sostenere che le condizioni disumane che ci sono a Sollicciano non sono più tollerabili, oggi purtroppo ne abbiamo avuto la conferma. Il nostro auspicio è che possano essere prese a livello ministeriale delle decisioni drastiche e adeguate per avere dei luoghi che abbiano quel minimo di dignità che devono avere”. Per Federico Gianassi, segretario dei dem fiorentini e e capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera, il sequestro “certifica il fallimento del ministero della Giustizia”: “Da anni, di fronte a una situazione terribile e disastrosa, il ministero rilancia promesse poi puntualmente non mantenute, senza mettere in campo un progetto credibile di radicale riqualificazione. L’intervento della magistratura riguarda una struttura che è sotto la responsabilità e la gestione del ministero”, denuncia. “Sollicciano non può più essere lasciato in queste condizioni: servono risorse e interventi immediati, serve un piano complessivo accompagnato da grande determinazione istituzionale e politica per realizzarlo. Ora basta fughe, il ministero ci metta la faccia”, incalza.

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