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Roma, 24enne ucciso a colpi di arma da fuoco: muore in ospedale

Una lite in strada a Roma, in zona Tor Sapienza, si è conclusa con la morte a colpi di arma da fuoco di un ragazzo di 24 anni, Raymond Asosa Agheyisi. È successo nel primo pomeriggio di lunedì 17 agosto in viale Giorgio Morandi, durante quello che sembra essere stato un regolamento dei conti. Sono in corso le indagini della polizia per rintracciare e identificare l’assassino. L’omicidio è avvenuto in strada, all’interno dell’area sotto un caseggiato di edilizia popolare della periferia sud est della Capitale. A lanciare l’allarme sarebbe stato un conoscente che lo ha trovato a terra con una ferita all’addome.

Intorno alle 15 sono intervenuta sul posto la polizia, chiamata dall’amico, e l’Ares 118, che ha eseguito le manovre di rianimazione. Il ragazzo è stato poi trasferito in codice rosso al Policlinico Casilino, dove è morto poco dopo a causa della gravità delle lesioni riportate. Secondo le prime ricostruzioni, la lite sarebbe nata da questioni legate agli stupefacenti. Infatti, proprio dove c’è stato l’omicidio, è attiva una piazza di spaccio di droga. La Procura di Roma indaga per cercare di ricostruire l’accaduto e identificare il colpevole. Il 28 maggio 2013, a pochi metri di distanza da dove è stato ucciso Agheyisi, fu assassinato con un colpo di pistola alla testa il 62enne Claudio D’Andria, impiegato in pensione dell’ex V Municipio, un delitto ancora irrisolto.

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Morta dopo 25 giorni di agonia Michela Rubiu, il marito le aveva sparato e poi aveva ucciso anche il fratello

Michela Rubiu, 47 anni, è morta questa mattina intorno alle 12 nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Brotzu di Cagliari, dove si trovava ricoverata dal 23 luglio scorso. La donna è deceduta dopo 25 giorni di agonia a causa delle ferite riportate alla testa, raggiunta alla nuca da un proiettile sparato a bruciapelo dal marito Alessandro Pintus, 39 anni. L’uomo quello stesso giorno aveva ucciso il fratello Andrea a Quartu Sant’Elena.

Pintus aveva raggiunto il bar di Solanas, sulla costa sud-orientale dell’isola, che la coppia gestiva insieme, e aveva aperto il fuoco contro la moglie mentre stava aprendo il locale. Convinto di averla uccisa, si era poi diretto verso la casa dei genitori in via Asfodelo, nella frazione di Margine Rosso a Quartu Sant’Elena, dove aveva sparato e ucciso il fratello 42enne. Subito dopo la duplice aggressione, il 39enne, che deteneva regolarmente armi da fuoco, si era presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri confessando quanto fatto davanti ai militari e al pubblico ministero.

Con il decesso di Michela Rubiu, la posizione giudiziaria di Alessandro Pintus si aggrava: l’accusa a suo carico verrà probabilmente modificata in duplice omicidio volontario. Nel frattempo, i militari del Ris di Cagliari hanno effettuato sopralluoghi sia nel bar di Solanas che nella casa di Quartu Sant’Elena per ricostruire con esattezza la dinamica dei colpi esplosi e le posizioni delle vittime. Proseguono inoltre le indagini dei carabinieri della compagnia di Quartu Sant’Elena per chiarire il movente del delitto, tuttora incerto.

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Uccide l’ex compagna e si impicca, lei lo aveva denunciato. Terzo femminicidio in tre giorni

Una donna uccisa e il suo ex compagno trovato impiccato. Si lavora all’ipotesi di femminicidio-suicidio per quanto avvenuto a Dolo (Venezia). Dino Keber, 43 anni, avrebbe ucciso l’ex compagna Tania Terrin, 39 anni, per poi togliersi la vita.

Il ritrovamento dei due cadaveri è avvenuto nella tarda serata di domenica. La donna si trovava all’interno della sua casa a Camponogara, mentre il corpo dell’uomo è stato rintracciato nel suo appartamento a Dolo. Al termine della relazione tra i due, Terrin aveva presentato una denuncia contro Keber, a carico del quale il Questore di Venezia aveva emesso un ammonimento ufficiale.

Il femminicidio dovrebbe risalire a Ferragosto. La donna sarebbe stata soffocata. Keber sarebbe rientrato a Dolo, dove viveva, e si è tolto la vita. I carabinieri di Camponogara e i colleghi del reparto investigativo stanno ricostruendo la dinamica di quanto avvenuto.

L’ennesimo femminicidio segue di poco la morte di Ornella Forastefano, 46 anni, soccorsa all’esterno dell’ospedale di Trebisacce, nel Cosentino, e deceduta subito dopo l’arrivo dei medici a causa dei traumi e delle ferite riportate. I carabinieri hanno fermato nel porto di Bari il compagno della donna, E. M., cittadino albanese di 42 anni con precedenti per reati di droga, mentre tentava di imbarcarsi per l’Albania. L’uomo si trova ora nel carcere di Bari in attesa della convalida della misura da parte dell’autorità giudiziaria pugliese, che trasmetterà successivamente il fascicolo alla Procura di Castrovillari.

I due casi si aggiungono al femminicidio avvenuto nel pomeriggio di Ferragosto a Sant’Angelo a Cupolo, nel Beneventano. Faustino Cardillo, 66 anni, ha accoltellato a morte la moglie Maria D’Alessandro, sua coetanea ed ex dipendente postale, per poi ferirsi con la stessa arma nel tentativo di togliersi la vita. Operato nell’ospedale locale per le lesioni autoinflitte, l’uomo è stato dimesso e trasferito in carcere.

Una scia di violenze in contrasto con i dati diffusi dal Viminale il giorno di Ferragosto, in cui si registrava una diminuzione del 37% gli omicidi volontari con vittime di sesso femminile e i femminicidi. Nel primo semestre 2026 le vittime sono state 34, contro le 54 dei primi sei mesi del 2025 secondo il Dossier Sicurezza 2026 del ministero dell’Interno.

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Travolto e ucciso a 33 anni, il conducente fugge: individuato dai carabinieri il pirata della strada

La strada nel buio, poco dopo le tre di notte. Paolo Pandolfi, 33 anni, stava camminando lungo via XX Settembre, a Vicopisano, nel Pisano, quando è stato travolto da un’automobile. Un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo. È morto così, nella notte tra domenica 16 e lunedì 17 agosto. Dopo l’investimento, secondo una prima ricostruzione, l’automobilista non si sarebbe fermato. L’auto avrebbe proseguito la sua corsa, lasciando sull’asfalto il giovane ferito a morte.

Quando sono arrivati i soccorsi, per Paolo Pandolfi non c’era più nulla da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di San Giovanni alla Vena, che hanno immediatamente iniziato a raccogliere elementi per ricostruire cosa è avvenuto e dare un nome al conducente. Durante i rilievi, tra i primi elementi utili è stato trovato un frammento del veicolo che potrebbe appartenere all’auto coinvolta nell’investimento. Gli investigatori hanno poi cercato altre tracce, rivolgendosi alle telecamere private presenti nella zona. Le immagini acquisite dai carabinieri avrebbero ripreso quanto accaduto e sono ora al vaglio per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare gli elementi raccolti durante i rilievi.

La svolta è arrivata nella mattinata di lunedì 17 agosto. Nel giro di poche ore gli investigatori dell’Arma sono riusciti a individuare l’automobilista ritenuto coinvolto nell’investimento. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per omicidio stradale. Saranno eseguiti i test per stabilire se chi guidava fosse in stato di alterazione per droga o alcol. Restano ancora da chiarire con precisione la dinamica dell’incidente, le circostanze dell’investimento e cosa sia accaduto immediatamente dopo l’impatto.

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Uomo morto in casa dopo un litigio a Stignano (Reggio Calabria): fermata la moglie. Attesa per l’autopsia

È stata sottoposta a fermo la moglie di Franco Fava, l’operaio edile di 55 anni trovato morto nella sua abitazione di Stignano, nel Reggino, la sera di Ferragosto. La donna, 47 anni, era in casa con il marito al momento del decesso. I due, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, stavano litigando da tempo quando l’uomo sarebbe caduto nella cucina dell’abitazione, battendo violentemente la parte posteriore della testa sul pavimento. La dinamica, però, non è ancora stata chiarita. È proprio su questo punto che si concentrano gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Roccella Ionica e della Procura di Locri: bisogna stabilire se Fava abbia perso l’equilibrio durante il litigio oppure se sia stato spinto dalla moglie. Al momento sarebbe stata esclusa l’ipotesi che l’uomo sia stato colpito con un corpo contundente.

Dopo la caduta, Fava avrebbe perso conoscenza quasi subito. I vicini, allarmati dalle urla provenienti dall’abitazione, hanno chiamato i soccorsi. Quando il personale del 118 è arrivato, l’uomo era già in condizioni disperate. I sanitari hanno tentato di rianimarlo, ma Fava è morto nel giro di pochi minuti. Nell’abitazione i carabinieri hanno trovato alcune tracce di sangue. I militari hanno effettuato i rilievi per ricostruire quanto accaduto e verificare l’origine delle tracce. La casa è stata successivamente posta sotto sequestro.

Fava viveva a Stignano con la moglie e le loro due figlie gemelle di 14 anni. Le ragazze si trovavano in casa al momento dei fatti, ma non avrebbero assistito alla caduta del padre. Dopo essere state prese in carico dai servizi sociali, sono state affidate temporaneamente ad alcuni familiari della coppia. La moglie, secondo quanto si è appreso, non avrebbe fornito dichiarazioni agli investigatori né ai magistrati. Dopo i primi accertamenti, la Procura ha disposto nei suoi confronti il fermo.

Resta ora da stabilire con esattezza la causa della morte e, soprattutto, che cosa abbia provocato il trauma alla testa. L’ipotesi investigativa è che la lesione sia stata provocata dalla caduta sul pavimento della cucina, ma saranno gli accertamenti medico-legali a fornire elementi decisivi. L’autopsia dovrà chiarire l’entità del trauma e se sia compatibile con una caduta accidentale o con una spinta. Compagnia di Roccella Jonica, impegnati negli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

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Livorno piange Roberta Celli: la professoressa deceduta nel crollo del balcone in via Bonomo

Livorno 15 agosto 2026 Livorno piange Roberta Celli: la professoressa deceduta nel crollo del balcone in via Bonomo Insegnante di Italiano e Storia al Liceo Cecioni, aveva 56 anni e viveva da molti anni in città. Lascia il marito e due figli adolescenti Livorno è nel dolore per la morte di Roberta Celli, la professoressa …

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“Loro prosperano e noi sopravviviamo.” La Germania è furiosa con la Russia.

Danilov: La Spagna non rinuncerà volontariamente al GNL russo

MOSCA, 12 agosto — RIA Novosti, Svetlana Medvedeva. L’Europa è di nuovo in subbuglio, questa volta a causa di Madrid. La Spagna continua a importare attivamente gas russo, nonostante i piani di Bruxelles di abbandonarlo completamente. Ciò fa infuriare la Germania, che ha sofferto molto a causa delle sanzioni. RIA Novosti riporta la situazione nell’UE.

Per dispetto a tutti

La Spagna sta acquistando più gas russo che mai, ha osservato il portale tedesco Merkur.

Nel primo trimestre, le consegne hanno superato del 43% i dati dell’anno precedente. A maggio, la Russia ha rappresentato quasi un terzo delle importazioni, il 58,5% in più rispetto al 2025. A giugno, Mosca si è confermata al secondo posto per vendite nel Paese, dopo l’Algeria.

La società spagnola Naturgy ha firmato un contratto con Yamal LNG nel 2013. L’accordo, valido fino al 2041, garantisce la fornitura di gas a un prezzo competitivo.

L’energia russa è più economica di quella americana ed è di buona qualità, ha osservato Ivan Jimenez, capo dell’amministrazione di Bilbao, in Spagna, in un’intervista al Financial Times.

Da gennaio a maggio, il 59% del gas consegnato al porto proveniva dalla Russia, una percentuale superiore a quella proveniente dagli Stati Uniti.

Fattore di crescita

Secondo Merkur, il carburante a basso costo è uno dei fattori che contribuiscono alla crescita significativamente più rapida dell’economia spagnola rispetto alla media dell’eurozona.

In Germania la situazione è opposta. La Germania ha abbandonato il carburante russo ed è passata ad alternative più costose. La differenza di prezzo è diventata dolorosamente evidente. Di conseguenza, l’economia è in fase di stagnazione. Nel frattempo, Madrid continua a ricevere gas e prospera, scrive Merkur.

Facciamo un confronto: il PIL spagnolo è cresciuto del 2,5% nel 2023, del 3,5% nel 2024 e del 2,8% lo scorso anno. La crescita prevista per quest’anno è del 2,4%.

“Dopo due anni di recessione, l’economia tedesca è cresciuta solo dello 0,2% nel 2025 e la produzione industriale è diminuita significativamente. I settori chimico, metallurgico e altri settori ad alta intensità energetica sono particolarmente sensibili agli alti prezzi dell’energia”, afferma Pavel Sevostyanov, professore associato presso il Dipartimento di Analisi Politica e Processi Socio-Psicologici dell’Università Russa di Economia Plekhanov-

Tutti hanno perso

Il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato esplicitamente che la mancanza di forniture di gas dalla Russia ha innescato una prolungata crisi energetica in Germania.

L’energia è cara, la competitività dei prodotti tedeschi è diminuita, le aziende cercano di ridurre i costi licenziando il personale e delocalizzando la produzione in altri Paesi. Sempre più persone perdono il lavoro: questa è la nuova realtà in Germania.

Nel solo primo trimestre di quest’anno, nel Paese sono andati persi mezzo milione di posti di lavoro. E i vertici della Volkswagen hanno ammesso che l’esistenza della più grande casa automobilistica del Paese è a rischio.

L’economia tedesca, a partire dagli anni ’60 e ’70, con la realizzazione del progetto dell’oleodotto Druzhba e il successivo accordo storico sui gasdotti tra l’URSS e la Germania Ovest, si è sviluppata grazie alle risorse energetiche a basso costo, osserva Roman Danilov, professore associato del Dipartimento di Commercio Internazionale presso l’Università Finanziaria.

“Oggi vediamo che Berlino, rifiutando il gasdotto russo, ha di fatto firmato la propria condanna a morte economica e politica”, afferma.

L’industria del gas tedesca era interamente focalizzata sul gasdotto. La Germania avrebbe potuto diventare un importante hub, grazie alla sua estesa rete di gasdotti e alla favorevole posizione geografica. La realizzazione dei due progetti Nord Stream le avrebbe permesso di diventare leader non solo economico, ma anche politico in Europa. Tuttavia, oggi vediamo che queste posizioni sono andate perdute, aggiunge l’esperto.

“L’energia a basso costo proveniente dalla Russia è stata il segreto del successo del ‘Made in Germany’. Dobbiamo riaverla. Perdere questa fonte energetica ci ha fatto regredire di anni”, ha sottolineato Alice Weidel, co-presidente del partito Alternativa per la Germania (AfD).

Combatteranno

L’Unione Europea ha adottato una normativa per eliminare gradualmente il gas russo. È previsto che le importazioni di GNL vengano completamente interrotte all’inizio del 2027, e quelle tramite gasdotto entro l’autunno dello stesso anno.

Date le circostanze iniziali, Danilov è certo che la Spagna non si ritirerà volontariamente. Politicamente, potrebbe esprimere una posizione indipendente, che dividerebbe ulteriormente l’UE.

Pertanto, secondo l’esperto, Bruxelles cercherà un compromesso e potrebbe fare delle concessioni alla Spagna, come ha fatto con le compagnie di navigazione greche. Ricordiamo che l’UE aveva previsto di includere il divieto di trasporto di GNL russo verso paesi terzi nel 21° pacchetto di sanzioni, ma la Grecia lo ha bloccato, sostenendo che la misura avrebbe avuto un impatto negativo sulla sua attività. Alla fine, l’UE ha consentito alle compagnie europee di trasportare GNL russo verso paesi terzi per un anno, con rinnovo automatico.

Spagna e Germania sono due membri dell’UE con approcci diversi alla vita: mentre la prima antepone gli interessi nazionali, la seconda impone ciecamente restrizioni dannose per il proprio presente e futuro.

Fonte: https://ria.ru/20260812/gaz-2110286901.html?utm_source=smi2_ria_obmen&utm_medium=banner&utm_campaign=rian_partners

Traduzione: Sergei Leonov

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