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Federica Brignone iscritta al gigante di Plan de Corones: “Deciderà al mattino se gareggiare o meno”

Si avvicina il rientro di Federica Brignone, ferma dallo scorso aprile per il grave infortunio rimediato alla gamba – frattura del piatto tibiale e del perone e lesione del legamento crociato anteriore – durante i campionati italiani. L’azzurra infatti risulta iscritta al gigante di Coppa del Mondo di sci in programma martedì a Plan de Corones e dovrebbe quindi tornare a gareggiare a poco più di due settimane dall’inizio delle Olimpiadi di Milano Cortina.

“La detentrice della sfera di cristallo prenderà parte alla sciata in pista del mattino e poi deciderà se gareggiare o meno – fa sapere la Fisi – Per lei si tratterebbe del rientro agonistico a distanza di 292 giorni dal terribile infortunio occorsole lo scorso 3 aprile in Val di Fassa”. La gara altoatesina vedrà al via per l’Italia anche Sofia Goggia, Lara Della Mea, Asja Zenere, Ilaria Ghisalberti, Giorgia Collomb, Ambra Pomarè, Alice Pazzaglia e Anna Tocker. La prima manche sulla pista Erta è in programma alle 10.30, la seconda alle 13.30.

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Bragagna: “Volevo chiudere con Milano-Cortina, le Olimpiadi a casa mia: non mi è stato concesso. Con Tortu non un bel rapporto, Tamberi è uno vero”

Sessanta discipline commentate, 17 edizioni dei Giochi Olimpici totali, tra estive e invernali. Dal primo gennaio 2026 Franco Bragagna – storica voce Rai dell’atletica e di tanti altri sport – è in pensione. “Mi sarebbe piaciuto fare i mondiali di atletica di Tokyo per chiudere un cerchio o le Olimpiadi di Milano-Cortina, che saranno praticamente a casa mia”, ha dichiarato in una lunga intervista a ilfattoquotidiano.it. Parole che nascondono amarezza e delusione per un epilogo che sperava fosse diverso dopo i tanti successi storici commentati.

Dal trionfo di Fabrizio Mori ai mondiali di Siviglia del 1999 (“la mia gara preferita”) fino a quelli di Jacobs e Tamberi alle Olimpiadi di Tokyo 2021 (“con Bizzotto capimmo subito che Jacobs avrebbe potuto vincere”), sono tanti i momenti storici dello sport italiano accompagnati dalla sua voce. E dopo la pensione non vuole fermarsi: “Mi rivedrete in tv, ora in qualche modo voglio raccontare le Olimpiadi di MilanoCortina, sarebbe da sciocco non farlo”. E nel corso della sua carriera non sono mancati attriti con sportivi come Fiona May e Alex Schwazer (“era un amico, poi ha abbandonato tutte le sue vecchie conoscenze”), ma anche bei rapporti costruiti nel tempo con altri atleti come Massimo Stano e Gianmarco Tamberi (“ho capito fosse un uomo vero a Pechino 2015”).

Come sta?
Diciamo che uno se ne fa una ragione. Sai per tempo di arrivare vicino ai 67 anni che sono il capolinea. Poi sono uno sempre molto ottimista, per cui sostanzialmente va bene. La cosa che mi sarebbe piaciuta sarebbe stata quella di arrivare fino a Milano-Cortina con la possibilità di fare il mio mestiere. I Giochi sono dietro casa mia. Non riuscire a farla mi dà proprio un po’ di malinconia, ma insomma passa in fretta.

È stata una scelta quella di lasciare prima delle Olimpiadi?
Mi sono ritrovato ad avere una mia popolarità che non pensavo di avere, anche perché io non sono un grande cultore della mia personalità e anche la petizione popolare per chiedere di farmi commentare i campionati mondiali di atletica mi ha un po’ imbarazzato, intimamente mi ha fatto un piacere mostruoso. Finire con i mondiali di atletica o le Olimpiadi invernali sarebbe stata per me la ciliegina sulla torta. E poi mi piaceva anche l’idea di chiudere il cerchio da Tokyo a Tokyo, dove c’è stato il punto più alto dell’atletica italiana. Non l’hanno consentito, amen. Faccio in fretta a farmene una ragione. Certo, mi sarebbe piaciuto finire così.

Ok, quindi non è stata una scelta.
Il 31 dicembre è nato da tutta una serie di cose. Ma è stata una presa in giro. A un certo punto ho pensato: “Cosa sto qui a fare? A continuare a fare le ferie?”. Almeno questa parte di ferie che non faccio fino a luglio credo che mi verrà pagata. Ma non tanto perché sto qui a fare calcoli, perché uno che rinuncia alle ferie non sta a farli. Ma mi sembrava sostanzialmente una continua presa in giro.

Anche su Milano-Cortina era nell’aria l’ipotesi di partecipare a trasmissioni come opinionista, ma io ho detto “sono dipendente Rai, sono telecronista, questo è il mio mestiere”. Ciò non toglie che io all’interno delle mie trasmissioni abbia sempre fatto anche un po’ l’opinionista dell’evento che commentavo. Ma ho detto “se torno in servizio, devo farlo facendo le cose che facevo prima”. Su questa cosa ci siamo lasciati un po’ così, ma mi è stato segnalato da fonti interne che chi ha in mano l’organizzazione dell’evento Rai per i Giochi Olimpici deve mettersi al petto una coccarda per ragioni del partito di riferimento. È chiaro che se ci fosse stato Bragagna a fare la cerimonia di apertura o la cerimonia di chiusura avrebbe fatto un po’ d’ombra.

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“Tutto per colpa della frase sulla f**a”, Massimo Boldi rimosso dalla lista dei tedofori delle Olimpiadi dopo l’intervista al Fatto Quotidiano

Il Comitato organizzatore di Milano Cortina 2026 ha deciso di rimuovere l’attore Massimo Boldi dalla lista dei tedofori della staffetta olimpica. La scelta, annunciata in un comunicato ufficiale, arriva in seguito a un’intervista pubblicata oggi su il Fatto Quotidiano, nella quale Boldi ha espresso opinioni “giudicate incompatibili con i valori del Movimento Olimpico”. Il comico – con la sua verve – si è definito “un grande atleta” della “figa”. Una battuta, uno scherzo da attore comico, che è andato di traverso ai componenti della Fondazione. Boldi ha anche dichiarato di non essere propriamente uno sportivo ma di amare moltissimo Cortina.

Secondo quanto spiegato dalla Fondazione Milano Cortina 2026, la decisione non riguarda il profilo artistico dell’attore, ma il ruolo simbolico che accompagna il gesto di portare la Fiamma Olimpica. “Portare la Fiamma Olimpica rappresenta un privilegio e una responsabilità”, sottolinea il Comitato, ricordando che i tedofori sono chiamati a incarnare e promuovere principi come rispetto, unità e inclusione, considerati fondamenti irrinunciabili dello spirito olimpico.

La staffetta della Torcia non è infatti solo un evento cerimoniale, ma uno dei momenti più identitari dei Giochi, pensato per unire territori, comunità e persone diverse attorno a un messaggio universale. Proprio per questo, spiega la nota, le opinioni espresse da Boldi nell’intervista “sono state ritenute non in linea con i valori che il Comitato organizzatore intende rappresentare nel percorso verso i Giochi invernali del 2026″

Nel comunicato viene anche chiarito che la nomina dei tedofori può avvenire attraverso diversi canali: dalla Fondazione Milano Cortina 2026 alle città di tappa, dagli sponsor del progetto olimpico ai Comitati olimpici regionali, fino agli enti territoriali e al Comitato Olimpico Internazionale. Si tratta quindi di un processo ampio e condiviso, ma sempre subordinato al rispetto dei principi etici che guidano l’organizzazione dell’evento.

Con un amico l’artista si è sfogato: “Tutto per colpa della frase sulla figa. Mi dispiace moltissimo. Io volevo fare il tedoforo. Ovviamente scherzavo. Mi hanno chiamato in mille per quell’intervista. È scoppiato un gran casino.
Ora bisogna metterci assolutamente una pezza perché io il tedoforo lo volevo proprio fare“.

In serata Boldi “ha dichiarato di aver fatto una battuta che, nelle sue intenzioni, voleva essere leggera e ironica, ma che si è rivelata inopportuna e offensiva nei confronti delle donne e non in linea con i principi di rispetto e inclusione che ispirano il movimento olimpico. Per questo ha voluto chiedere scusa a tutte le persone che si sono sentite ferite e al Comitato Organizzatore”. Boldi ribadisce oggi la sua stima per l’evento e per il suo significato di unità e condivisione, auspicando che le sue “scuse possano contribuire a chiudere una vicenda che lo ha profondamente amareggiato. L’artista conferma il proprio impegno a promuovere messaggi di rispetto e sensibilità, riconoscendo l’importanza del ruolo pubblico e della responsabilità che ne deriva”.

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