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La svolta effetto suolo: Alfa Romeo 179

Tra gli anni 70 e 80, l'Alfa Romeo 179 rappresenta una delle monoposto più significative per il Biscione in Formula 1. Tecnomodel la propone di resina e in scala 1:18, nella configurazione del GP d’Olanda 1980 affidata a Vittorio Brambilla, con un dettaglio che conferma una filosofia modellistica ormai ben riconoscibile.

Aerodinamica protagonista

La linea è compatta, rettangolare, priva di parti superflue. Il frontale, con l’ala in due parti, è corto e spiovente, e l’insieme è riprodotto con proporzioni corrette per offrire quell’aspetto quasi artigianale che caratterizzava le monoposto dell’epoca. Le fiancate, alte e squadrate, mostrano le prese d’aria laterali e il profilo superiore risulta leggermente modellato, con la livrea rosso Alfa stesa in maniera uniforme e brillante, interrotta dal bianco del muso e della parte superiore dell’abitacolo. Le decalcomanie degli sponsor, con cerchi e pneumatici Goodyear e il logo Alfa Romeo con l'immancabile quadrifoglio, appaiono ben posizionate, contribuendo a un colpo d’occhio molto realistico. In coda domina l’ala posteriore alta e squadrata, uno degli elementi più in vista del modello. Le paratie laterali riportano correttamente la rivettatura, e la struttura dell’ala e il supporto centrale sono riprodotti con un buon compromesso tra solidità e dettaglio.

Minimale e ricercata

Il posto guida è profondo e credibile e ospita l’avvolgente sedile, con cinture di sicurezza. La strumentazione minimale ben rappresenta l’essenzialità estrema della Formula 1 di 45 anni fa. Il rollbar, la presa d’aria sopra la testa del pilota e i dettagli del cockpit sono resi con una finezza che ripaga anche l’osservazione ravvicinata, nonostante l’assenza di parti apribili. Imperdibile per gli appassionati di Formula 1 storica, è una monoposto poco celebrata ma fondamentale nel percorso sportivo per il marchio del Biscione. Il modello, in uscita a breve con il numero 22 di Vittorio Brambilla, sarà disponibile anche con il 23 di Bruno Giacomelli, per dare la possibilità ai più esigenti di completare la squadra. Prenotabile sul sito del produttore, il prezzo di 256,40 euro è una spesa che un collezionista consapevole comprende.

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FIAT 128 Rally, popolare e grintosa

La seconda serie della Fiat 128 Rally del 1972 rappresenta la declinazione più grintosa della fortunata berlina torinese. Laudoracing Models ne ha fatto un modello in scala 1:18, appagante già da queste immagini relative al prototipo.

Fedele e precisa

Le proporzioni rispettate e il buono lavoro sull’assetto leggermente ribassato la rendono riconoscibile a prima vista. I colori disponibili, consultabili sul sito del produttore, offrono tonalità corrette con la produzione dell'epoca, e le vetrature di eccellente trasparenza con cornici risultano credibili grazie allo spessore corretto. Frontalmente riporta la mascherina nera, il logo centrale e i fari supplementari, dettagli inconfondibili di questa versione, che offre anche paraurti ben profilati e cromati al punto giusto con un ottimo sistema di fissaggio. La coda si distingue per i gruppi ottici rotondi, brillanti e ben incassati, e al centro l'immancabile targa nera ne indica la natalità torinese. Riportati esattamente in scala anche i cerchi, al tempo in acciaio con coprimozzo marchiato, e gli pneumatici, dalle dimensioni corrette per larghezza e altezza.

Interni essenziali, come l’originale

All'interno, dove alcuni modelli tendono a semplificare, troviamo lo stesso rigore per i dettagli: i sedili anteriori, con una resa credibile delle imbottiture e dei rivestimenti, presentano la giusta conformazione, la plancia rimane fedele nel disegno e la strumentazione è chiara, completata dal volante sportivo a due razze e dalla leva del cambio correttamente posizionata. I contrasti cromatici tra sedili, tappezzeria e interni portiera sono piacevoli e riproducono esattamente l’atmosfera funzionale dell’auto reale, lontana dal superfluo. La qualità dell’assemblaggio e l’allineamento delle parti compensano ampiamente la mancanza di parti apribili. È un modello che in vetrina può "dialogare" sia con sportive della stessa epoca che con altre berline storiche. Disponibile sul sito ufficiale in preordine al costo di 121,90 euro - una cifra sostenibile per chi colleziona la storia delle auto italiane in scala - per averla tra le mani bisognerà attendere l'estate.

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Ferrari Testarossa, scolpita negli anni 80

Realizzata di metallo, con portiere e cofano posteriore apribile, la versione del 1986 della Ferrari Testarossa era caratterizzata dalla presenza dei doppi specchietti retrovisori, soluzione adottata a metà carriera che la rese più "simmetrica" in una evoluzione che non ne tradì mai la linea originale rispetto alla nativa monospecchio.

Fedele all’icona

La carrozzeria, nel classico Rosso Ferrari ma disponibile anche in altre tonalità, colpisce per la fedeltà delle forme: il frontale basso e largo e i fari a scomparsa, perfettamente integrati e sollevabili grazie a un comando posto sotto il modello, comunicano il buon lavoro modellistico voluto da Martin Kosmann per questa linea. Le superfici sono pulite, con ottimi incastri, e i movimenti risultano precisi nelle aperture con tolleranze di spazi mai eccessivi. Impossibile non soffermarsi sulle iconiche feritoie laterali, marchio di fabbrica della Testarossa: in questa scala sono un vero elemento decorativo, profonde e ben separate. Gli pneumatici, dalla spalla realistica, appaiono proporzionati al peso visivo del modello.

Apribile e dagli interni sobri

Aprendo le portiere si accede a un abitacolo che, pur nella sua impostazione sobria, è reso con grande cura. I sedili neri riproducono fedelmente le forme originali, con un risultato convincente nelle imbottiture. Il cruscotto, come per l'originale, è lineare e funzionale e ospita una strumentazione leggibile e ben posizionata. Il volante a tre razze, con il classico stemma del Cavallino al centro, è uno degli elementi che meglio trasmettono il carattere dell’auto: semplice, diretto, senza concessioni superflue. La console centrale, con la leva del cambio e i comandi secondari, completa un interno che privilegia l’atmosfera autentica rispetto all’eccesso di dettagli fini, scelta corretta per un modello di questa scala e tipologia. Un punto di forza del modello emerge sollevando il cofano posteriore, dove trova spazio una completa riproduzione del motore, che valorizza appieno la natura “apribile” del modello e che rispetta la disposizione e i volumi, offrendo un colpo d’occhio che ripaga il collezionista. La scala 1:12 è pensata per chi ama il modellismo come racconto tecnico ed emotivo dell’automobile, una dimensione da "salotto" che solitamente si aggira su prezzi ben più alti dei 199 euro richiesti, cifra che colloca questa e tutta la serie firmata KK Scale (www.kk-scale.de) sul podio per rapporto tra qualità e prezzo.

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