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Mondiali 2026, le partite di oggi: nella notte Brasile-Marocco, l’esordio di Ancelotti | Orari e dove vederle in tv

Il Mondiale 2026 entra nel vivo con il primo vero big match: oggi, alla mezzanotte italiana tra il 13 e il 14 giugno, fa il suo debutto il Brasile di Carlo Ancelotti. Di fronte c’è il Marocco, semifinalista dell’ultima edizione. Un match già decisivo per i destini del gruppo C, dove sono inserite anche Scozia e Haiti, che si affronteranno nella notte italiana. Se la Nazionale caraibica è considerata la cenerentola del girone, la lotta per gli altri tre posti è apertissima.

Per Ancelotti, alla sua prima da ct al Mondiale, è un esordio complicato: in Brasile in molti confidano nella sua sapienza, ma la Nazionale verdeoro ancora deve trovare alcuni punti fermi e ha perso alcune pedine importanti, come Rodrygo e Wesley. Di fronte c’è il Marocco, che ha cambiato tanto rispetto a 4 anni fa, ma forse è ancora più forte, come dimostra l’ultima Coppa d’Africa. Il match è visibile anche in chiaro, su Rai 1.

Prima, alle ore 21 italiane, si gioca QatarSvizzera. La Nazionale elvetica è arrivata ai Mondiali un po’ in sordina, ma ha l’esperienza per sfruttare un gruppo B in cui non ci sono favorite: le altre due sono Canada e Bosnia (ci sarebbe finita l’Italia, quanti rimpianti…). A San Francisco però deve partire subito con 3 punti per evitare al contrario brutte sorprese.

Mondiali 2026, le partite di oggi: 13 e 14 giugno

Qatar-Svizzera (girone B)
Orario: 21:00
Stadio: San Francisco Bay Area Stadium
Dove vedere in tv e streaming: DAZN

Brasile-Marocco (girone C)
Orario: 00:00 (notte tra il 13 e il 14 giugno)
Stadio: New York/New Jersey Stadium
Dove vedere in tv e streaming: DAZN, Rai 1 e RaiPlay

Haiti-Scozia (girone C)
Orario: 3:00 (notte tra il 13 e il 14 giugno)
Stadio: Boston Stadium
Dove vedere in tv e streaming: DAZN

Dove vedere i Mondiali: Dazn e Rai

Tutte le partite del Mondiale di calcio 2026 sono trasmesse in Italia in diretta streaming su DAZN, con l’abbonamento. Ma 35 partite vengono trasmesse anche in chiaro: sono disponibili in diretta televisiva sui canali Rai e in streaming sulla piattaforma RaiPlay.

Per quanto riguarda le partite del 13 e 14 giugno, la sfida tra Brasile e Marocco di mezzanotte si vede sia su Dazn, ma anche in chiaro su Rai1 e in streaming su RaiPlay. I match Qatar-Svizzera e Haiti-Scozia invece sono visibili in esclusiva sulla piattaforma streaming.

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Esercitazioni militari e cani robot: Saxa Rubra sembra un teatro di guerra nella giornata per i bimbi dei dipendenti Rai

C’è un vecchio mantra secondo cui in Rai si percepisce molto prima l’aria che tira nella politica. E ci si adegua subito. Viene da pensare questo nel vedere l’intrattenimento offerto per il Bimbo Day, la giornata di venerdì 12 giugno in cui, come tutti gli anni, sono ammessi i figli dei dipendenti e ai piccoli vengono mostrati gli studi, come si fanno i programmi, i segreti della tv, eccetera. Ebbene, quest’anno il Bimbo Day è in salsa vannacciana, con l’esercito coinvolto nell’intrattenimento dei piccoli. Soprattutto Saxa Rubra, a Roma, sembrava di stare in un teatro di guerra. Gonfiabili, pneumatici a terra, simil-trincee, cani robot, che poi magari avranno anche divertito i piccoli, ma che poco c’entrano con le prerogative della tv pubblica e con quello che avviene ogni giorno davanti e dietro le telecamere. “Rai militarizzata! Manco ai tempi dei balilla! Sembra di stare in un teatro di guerra. Cosa c’è di educativo in tutto questo?”, i commenti raccolti nelle chat dei dipendenti.

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L’iniziativa era stata annunciata all’inizio del mese con tanto di comunicato stampa, in cui si illustrava come quest’anno, all’interno delle varie attività, sarebbero stati coinvolti Esercito e Polizia di Stato, oltre a Croce Rossa, gruppi scout e altri soggetti. In particolare, “visti gli spazi offerti a Saxa, la Polizia di Stato si è resa disponibile a partecipare alla giornata con unità cinofile e a cavallo, operatori specializzati del reparto motociclisti e reparto volanti, e anche l’Esercito è disponibile a partecipare alla giornata con dimostrazioni di interventi di protezione civile”. Insomma, sorride qualcuno, sembra che in Rai si stiano già adeguando all’ascesa del generale Roberto Vannacci che, se continua così, tra qualche tempo potrà far pesare la sua forza politica su nomine e assetti della tv di Stato.

Intanto ci si porta avanti con esercitazioni militari in onore dei più piccoli. “Invece di mostrare studi televisivi, regie e redazioni, si offre spazio alla presenza militare, come se fosse naturale accompagnare i più piccoli dentro la cultura del riarmo. È una scelta che riflette il clima politico e culturale imposto dal governo Meloni, che sta normalizzando la dimensione militare in ogni ambito della vita pubblica”, attacca Angelo Bonelli (Avs). Critica anche l’Usigrai. “A Saxa Rubra i cani robot, le cassette di munizioni, i percorsi di guerra e scene del crimine. Cosa c’entrano queste dimostrazioni con Bimbo Day? Abbiamo la massima considerazione per l’Esercito e le altre realtà che l’azienda ha coinvolto, ma riteniamo totalmente fuori luogo che la loro partecipazione sia legata a questa giornata dedicata ai figli dei dipendenti”, sostiene una nota del sindacato dei giornalisti della tv pubblica. Sarà però contento almeno il generale Vannacci. E forse pure Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Avanti marsc’!

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Mondiali, la Rai taglia la cerimonia d’apertura per il Tg1: interrotta Shakira proprio nel momento clou. Polemiche sul web, poi l’ammissione: “Errore di timing”

Non siamo ai livelli delle gaffe di Paolo Petrecca durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di MilanoCortina 2026, ma poco ci manca. Dopo averla pubblicizzata per diverse settimane, la Rai ha deciso di tagliare la cerimonia d’apertura dei Mondiali 2026 su Rai 1 dopo 10 minuti dall’inizio per lasciare spazio a mezz’ora di Tg1, dalle 20 alle 20:30. Una scelta che non è passata inosservata agli utenti, scatenati su X dopo la decisione della televisione di stato.

La diretta è poi ripresa poco dopo le 20:30, per la trasmissione della parte finale della cerimonia d’apertura, finita poco prima delle 21 per lasciare spazio a MessicoSudafrica, match inaugurale dell’edizione 2026 della Coppa del Mondo. Scherzo del destino, la Rai ha dovuto interrompere la diretta proprio mentre Shakira – artista di punta della cerimonia inaugurale – era nel pieno della sua performance. A condire il tutto, un audio disturbato, quasi ambientale. Per chi non possiede l’abbonamento a Dazn, quindi, non è stato possibile seguire la cerimonia integralmente.

Sulla questione è intervenuta successivamente la Rai: “In merito all’interruzione della cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio, si precisa che la Rai ha operato nel pieno rispetto delle indicazioni e dei vincoli editoriali e tecnici stabiliti dalla Fifa per la gestione dell’evento. La programmazione della diretta era regolata da una tempistica rigorosa, condivisa con l’organizzazione internazionale, che prevedeva passaggi obbligati tra i diversi momenti della trasmissione”.

La nota poi prosegue: “L’interruzione 1 minuto prima della conclusione della performance musicale di Shakira – prosegue la Rai – è da attribuire a una valutazione operativa legata al rispetto della scaletta e al passaggio di linea al TG1. Si è trattato di un errore nella gestione del timing finale, per il quale Rai esprime rammarico verso il pubblico. Resta confermato che tutte le altre fasi della copertura sono state realizzate in coerenza con le indicazioni ricevute e con gli standard editoriali del servizio pubblico. La Rai ribadisce il proprio impegno a garantire una copertura sempre più attenta e puntuale dei grandi eventi internazionali“.

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Passando all’evento, l’inizio della cerimonia ha visto un pallone dorato al centro del campo poi diventare una Coppa del Mondo gigante mentre ballerini in costume tradizionale danzavano rimandando alla storia del Messico e della sua millenaria civiltà. Poi riflettori tutti puntati su Shakira. La pop star, colombiana ha presentato insieme a Burna Boy il nuovo brano ufficiale per questa edizione della coppa del mondo: ‘Dai Dai‘.

La voce di Andrea Bocelli ha invece intonato l’inno di questi Mondiali, dal titolo ‘Dna’. Una performance, quella del cantante italiano, che ha conferito al brano solennità e intensità emotiva. “Tornare a Città del Messico, una città che mi ha sempre accolto con straordinario calore, mi riempie di gioia e gratitudine“, ha detto Bocelli evidenziando anche quanto sia speciale condividere questo progetto con la cantante sudcoreana EJAE, Megan Thee Stallion e David Guetta. Presenti anche diverse star locali, come Alejandro Fernández che ha cantato l’inno nazionale messicano e Ryan Castro insieme a J Balvin per un’esibizione speciale.

L’attrice, regista e produttrice messicano-americana candidata all’Oscar Salma Hayek Pinault è scesa in campo come ambasciatrice della Coppa del Mondo dando il “benvenuto in Messico”. La cerimonia, così come le altre due in programma in Usa e Canada, sono state curate da Balich Wonder Studio, di Marco Balich, regista italiano: sedici cerimonie olimpiche e paralimpiche – da Torino 2006 a Milano Cortina 2026 – sei finali di UEFA Champions League e i Mondiali di Qatar 2022 e questa sera il kick off con la prima delle cerimonie. “Il simbolo unificante per eccellenza della Fifa è la Coppa del Mondo – racconta Balich a Dazn – C’è una celebrazione dello sport con un finale che va a celebrare la Coppa“. Tra le crescenti proteste e tensioni sociali nella capitale messicana, oltre 80mila tifosi, tutti coloratissimi, hanno assistito alla cerimonia pronti poi a fare il tifo per le due squadre. Ma decine di migliaia di persone hanno assistito allo show anche all’esterno dello stadio, con Città del Messico di fatto letteralmente paralizzata.

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“La cosa che mi ha conquistato e convinto è stata l’immediata fiducia del presidente Pier Silvio Berlusconi. Sto ricevendo centinaia di messaggi”: parla Milo Infante dopo l’addio alla Rai

Dopo i rumors, gli annunci ufficiali. Milo Infante ha salutato “Ore 14“, la Rai e il suo ruolo di vicedirettore degli Approfondimenti per sbarcare a Mediaset. Per lui un ruolo apicale nell’informazione, sarà infatti direttore di Videonews con Siria Magri, e la conduzione di un programma in prima serata: “Si deve entrare con umiltà in una nuova azienda, conoscerla, proporre progetti adeguati, considerare gli spazi disponibili e poi parlare di programmi. La cosa che mi ha conquistato e convinto – le prime parole di Infante a Libero – è stata l’immediata fiducia che il presidente Pier Silvio Berlusconi e il direttore Crippa hanno riposto in me.Per cui il primo vero impegno sarà ripagare questa fiducia offertami assieme alla grande possibilità che mi è stata data. Per questo motivo ho parlato di punto di arrivo“.

“In questi anni abbiamo fatto un lavoro serio, grazie anche alla grande squadra che mi ha affiancato che ha dato molti risultati. Ora, con pazienza e umiltà mi integrerò nella straordinaria squadra Mediaset dove sono certo di trovare tutte le professionalità necessarie. Questo ovviamente non vuol dire che qualcuno dei miei non mi seguirà”, ha continuato il nuovo volto del Biscione. Dopo 23 anni saluta il servizio pubblico: “Quando sono entrato in Rai ho cominciato a imparare e ho portato la mia esperienza. Dopo 23 anni mi trasferisco a Mediaset per imparare. La Rai è stata la mia casa per oltre due decenni, nel corso dei quali l’azienda e i colleghi mi hanno potuto conoscere. Sto ricevendo centinaia di messaggi dai conduttori, dalle star di Rai 1 ai colleghi delle produzioni, sono tutti dispiaciuti e questa cosa mi ha colpito. Non mi aspettavo davvero così tanto affetto”, conclude Infante.

A lui è dedicato un post social di Monica Leofreddi, opinionista dei suoi programmi di Rai2: “Ogni fine porta con sé un nuovo inizio. Ogni anno a fine stagione ho preparato un video di ricordi e ringraziamenti. Quest’anno ho dovuto attendere, sapevo che non sarebbe stato un fine stagione come gli altri, questo è più intenso innanzitutto per il grande affetto che avete dimostrato quotidianamente ad Ore 14 e settimanalmente ad Ore 14 di Sera e poi perché sapevo di questa probabile rivoluzione!”, ha scritto la conduttrice su Instagram.

Leofreddi è legata a Infante da una storica amicizia e da una lunghissima collaborazione professionale, insieme avevano co-condotto sulla seconda rete del servizio pubblico “L’Italia sul 2″: “Chi fa questo lavoro è abituato ai cambiamenti, ma forse mai fino in fondo. Parlo a titolo personale, un po’ di nostalgia e di dispiacere non lo nascondo c’è. Ho sempre amato creare rapporti umani nel lavoro e non solo professionali, l’amicizia ultra ventennale con Milo lo dimostra (…) Su tutti naturalmente ringrazio lui. Non ho mai dato per scontata la mia presenza nel programma, sono stata onorata di essere stata scelta da un professionista come lui (…) ho cercato di metterci cuore e testa, spero di non averti deluso Milo e di non aver deluso voi”.

“Milo come me è nato in RAI, mamma Rai a volte protettiva a volte matrigna, ma come si fa a non amarla? So quanto sia stato difficile decidere per Milo, ma io sono veramente felice per lui e anche molto orgogliosa. Una grande azienda come Mediaset ha compreso che c’è un momento professionale nel quale il sacrificio ed il valore vanno riconosciuti, sono certa che sarà una grande collaborazione”, continua Leofreddi nel post social: “Sono la tua madrina di battesimo Milo (ride, ndr), a te che sei il mio figlioccio non posso che augurare un mondo di bene e tanto successo, ci sono altri mondi e non si deve avere paura di esplorarli. Spero che ci si possa vedere presto”.

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Anti-DDoS Firm Heaped Attacks on Brazilian ISPs

A Brazilian tech firm that specializes in protecting networks from distributed denial-of-service (DDoS) attacks has been enabling a botnet responsible for an extended campaign of massive DDoS attacks against other network operators in Brazil, KrebsOnSecurity has learned. The firm’s chief executive says the malicious activity resulted from a security breach and was likely the work of a competitor trying to tarnish his company’s public image.

An Archer AX21 router from TP-Link. Image: tp-link.com.

For the past several years, security experts have tracked a series of massive DDoS attacks originating from Brazil and solely targeting Brazilian ISPs. Until recently, it was less than clear who or what was behind these digital sieges. That changed earlier this month when a trusted source who asked to remain anonymous shared a curious file archive that was exposed in an open directory online.

The exposed archive contained several Portuguese-language malicious programs written in Python. It also included the private SSH authentication keys belonging to the CEO of Huge Networks, a Brazilian ISP that primarily offers DDoS protection to other Brazilian network operators.

Founded in Miami, Fla. in 2014, Huge Networks’s operations are centered in Brazil. The company originated from protecting game servers against DDoS attacks and evolved into an ISP-focused DDoS mitigation provider. It does not appear in any public abuse complaints and is not associated with any known DDoS-for-hire services.

Nevertheless, the exposed archive shows that a Brazil-based threat actor maintained root access to Huge Networks infrastructure and built a powerful DDoS botnet by routinely mass-scanning the Internet for insecure Internet routers and unmanaged domain name system (DNS) servers on the Web that could be enlisted in attacks.

DNS is what allows Internet users to reach websites by typing familiar domain names instead of the associated IP addresses. Ideally, DNS servers only provide answers to machines within a trusted domain. But so-called “DNS reflection” attacks rely on DNS servers that are (mis)configured to accept queries from anywhere on the Web. Attackers can send spoofed DNS queries to these servers so that the request appears to come from the target’s network. That way, when the DNS servers respond, they reply to the spoofed (targeted) address.

By taking advantage of an extension to the DNS protocol that enables large DNS messages, botmasters can dramatically boost the size and impact of a reflection attack — crafting DNS queries so that the responses are much bigger than the requests. For example, an attacker could compose a DNS request of less than 100 bytes, prompting a response that is 60-70 times as large. This amplification effect is especially pronounced when the perpetrators can query many DNS servers with these spoofed requests from tens of thousands of compromised devices simultaneously.

A DNS amplification attack, illustrated. It shows an attacker on the left, sending malicious commands to a number of bots to the immediate right, which then make spoofed DNS queries with the source address as the target's IP address.

A DNS amplification and reflection attack, illustrated. Image: veracara.digicert.com.

The exposed file archive includes a command-line history showing exactly how this attacker built and maintained a powerful botnet by scouring the Internet for TP-Link Archer AX21 routers. Specifically, the botnet seeks out TP-Link devices that remain vulnerable to CVE-2023-1389, an unauthenticated command injection vulnerability that was patched back in April 2023.

Malicious domains in the exposed Python attack scripts included DNS lookups for hikylover[.]st, and c.loyaltyservices[.]lol, both domains that have been flagged in the past year as control servers for an Internet of Things (IoT) botnet powered by a Mirai malware variant.

The leaked archive shows the botmaster coordinated their scanning from a Digital Ocean server that has been flagged for abusive activity hundreds of times in the past year. The Python scripts invoke multiple Internet addresses assigned to Huge Networks that were used to identify targets and execute DDoS campaigns. The attacks were strictly limited to Brazilian IP address ranges, and the scripts show that each selected IP address prefix was attacked for 10-60 seconds with four parallel processes per host before the botnet moved on to the next target.

The archive also shows these malicious Python scripts relied on private SSH keys belonging to Huge Networks’s CEO, Erick Nascimento. Reached for comment about the files, Mr. Nascimento said he did not write the attack programs and that he didn’t realize the extent of the DDoS campaigns until contacted by KrebsOnSecurity.

“We received and notified many Tier 1 upstreams regarding very very large DDoS attacks against small ISPs,” Nascimento said. “We didn’t dig deep enough at the time, and what you sent makes that clear.”

Nascimento said the unauthorized activity is likely related to a digital intrusion first detected in January 2026 that compromised two of the company’s development servers, as well as his personal SSH keys. But he said there’s no evidence those keys were used after January.

“We notified the team in writing the same day, wiped the boxes, and rotated keys,” Nascimento said, sharing a screenshot of a January 11 notification from Digital Ocean. “All documented internally.”

Mr. Nascimento said Huge Networks has since engaged a third-party network forensics firm to investigate further.

“Our working assessment so far is that this all started with a single internal compromise — one pivot point that gave the attacker downstream access to some resources, including a legacy personal droplet of mine,” he wrote.

“The compromise happened through a bastion/jump server that several people had access to,” Nascimento continued. “Digital Ocean flagged the droplet on January 11 — compromised due to a leaked SSH key, in their wording — I was traveling at the time and addressed it on return. That droplet was deprecated and destroyed, and it was never part of Huge Networks infrastructure.”

The malicious software that powers the botnet of TP-Link devices used in the DDoS attacks on Brazilian ISPs is based on Mirai, a malware strain that made its public debut in September 2016 by launching a then record-smashing DDoS attack that kept this website offline for four days. In January 2017, KrebsOnSecurity identified the Mirai authors as the co-owners of a DDoS mitigation firm that was using the botnet to attack gaming servers and scare up new clients.

In May 2025, KrebsOnSecurity was hit by another Mirai-based DDoS that Google called the largest attack it had ever mitigated. That report implicated a 20-something Brazilian man who was running a DDoS mitigation company as well as several DDoS-for-hire services that have since been seized by the FBI.

Nascimento flatly denied being involved in DDoS attacks against Brazilian operators to generate business for his company’s services.

“We don’t run DDoS attacks against Brazilian operators to sell protection,” Nascimento wrote in response to questions. “Our sales model is mostly inbound and through channel integrator, distributors, partners — not active prospecting based on market incidents. The targets in the scripts you received are small regional providers, the vast majority of which are neither in our customer base nor in our commercial pipeline — a fact verifiable through public sources like QRator.”

Nascimento maintains he has “strong evidence stored on the blockchain” that this was all done by a competitor. As for who that competitor might be, the CEO wouldn’t say.

“I would love to share this with you, but it could not be published as it would lose the surprise factor against my dishonest competitor,” he explained. “Coincidentally or not, your contact happened a week before an important event – ​​one that this competitor has NEVER participated in (and it’s a traditional event in the sector). And this year, they will be participating. Strange, isn’t it?”

Strange indeed.

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