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“Brutto incidente, a causa di una vecchia signora che viveva nel suo mondo”: l’ira del giovane ciclista che posta il video della maxi caduta

Poteva finire in tragedia l’incidente avvenuto durante l’ultima tappa del LVM Saarland Trophy 2026, gara ciclistica che si svolge in Germania dedicata alla categoria Juniores. Mentre il gruppo viaggiava alla massima velocità, una signora anziana a bordo di uno scooter per disabili ha invaso all’improvviso la carreggiata, colpendo in pieno Paul Vriesman e innescando così una maxi caduta. Fortunatamente, senza gravi conseguenze ne per i giovani ciclisti coinvolti né per la signora.

Vriesman, 17enne olandese del team Decathlon CMA CGM U19, sui social ha postato il video dell’incidente e ha rassicurato tutti sulle sue condizioni: “Brutto incidente, ma sembra che sia andata piuttosto bene e senza gravi infortuni. Non è il modo in cui speravo di finire la mia prima settimana di ritorno alle gare dopo alcuni mesi di riabilitazione…”. Il giovane Vriesman infatti veniva da un lungo periodo di inattività. E si è anche sfogato: “Peccato dovermi ritirare in questo modo a causa di una vecchia signora che viveva nel suo mondo”. Anche per la donna, fortunatamente, non sembra ci siano state gravi conseguenze. Anche se l’incidente riapre il dibattito sull’importante del comportamento del pubblico a bordo strada durante le gare di ciclismo.

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Movimento e alimentazione, l’evento finale di Edusport: coinvolti 600 alunni in tutta Italia

Si tiene domani, mercoledì 17 giugno, a Roma l’evento finale di EdusportPercorsi di educazione alimentare e sportiva per stili di vita attivi, il progetto promosso da Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti in collaborazione con il Dipartimento per lo Sport, che nell’ultimo anno scolastico ha coinvolto circa 600 bambine e bambini delle scuole primarie distribuite in tutta Italia.

L’appuntamento è in programma dalle 10 alle 13 all’Impianto Sportivo comunale Fulvio Bernardini, in via dell’Acqua Marcia 51, a Roma. Il progetto, avviato nel settembre 2025, ha interessato undici istituti scolastici di Genova, Matera, Oristano, Perugia, Roma, Taranto e Val di Susa, con l’obiettivo di promuovere il movimento e una corretta alimentazione tra gli studenti.

La mattinata è dedicata alla presentazione dei risultati raggiunti durante il percorso educativo. I partecipanti possono inoltre assistere alla riproposizione di attività, giochi e metodologie sperimentate nel corso dell’anno dalle alunne e dagli alunni coinvolti. A chiudere l’iniziativa la tavola rotonda dal titolo “Politiche, scuola e sport: strategie condivise per stili di vita sani”, momento di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della sanità.

Tra i relatori annunciati figurano Barbara De Mei, responsabile del Reparto Sorveglianza dei fattori di rischio e strategie di promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità; Rossana Ciuffetti, direttrice dell’Area Sport Impact di Sport e Salute; Maria Assunta Giannini, dirigente del Ministero della Salute; Fabio Lucidi, prorettore alla Terza e Quarta Missione e ai rapporti con la comunità studentesca della Sapienza Università di Roma; e Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale, ai Servizi alla persona e al Terzo settore della Regione Lazio.

L’incontro rappresenta l’occasione per fare il punto sulle strategie da adottare per favorire, fin dall’età scolare, comportamenti orientati al benessere e a stili di vita più sani attraverso la collaborazione tra scuola, sport e istituzioni.

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La nuova ossessione di Tyson Fury: vuole comprare un’isola privata per parcheggiare un mega yacht da 50 milioni

Tyson Fury cerca un posto al sicuro per il suo nuovo yacht da 50 milioni di euro. E l’ha individuato in un’isola. Drake’s Island, al largo di Plymouth, nel Devon con precisione. È l’ultima follia pensata dal campione di pugilato, con un patrimonio – secondo il tabloid inglese The Sun – di circa 188 milioni di euro. Fury adesso vorrebbe investire altri 7 milioni di euro per un’isola privata, in cui parcheggerebbe anche il suo yacht.

Si tratta di un’isola che nel 2019 fu acquistata dall’imprenditore Morgan Phillips, che poi la mise in vendita nel 2024, senza però trovare acquirenti. Adesso Tyson Fury è interessato ad acquistarla e tutto lascia presagire che la trattativa si concluderà positivamente. “Quando Tyson si mette in testa un’idea, non c’è modo di fermarlo: ha sempre tanti progetti, va a mille all’ora”, ha rivelato una fonte al The Sun. Per larga parte l’isola è un sito di importanza nazionale ed è famosa oggi in quanto è un luogo di grande interesse naturalistico. Non distante c’è anche una base navale, motivo per cui secondo Fury è il posto perfetto per il suo yacht.

“Dice che la sua barca sarà al sicuro – le parole di una fonte al Sun –. Ed è anche vicina alla Cornovaglia, che lui adora“. Oltre ai 7 milioni per acquistarla, Fury è disposto a investirne fino a 23 per ristrutturare gli edifici, l’impianto elettrico e tutto ciò di cui necessita. Intanto il pugile è a lavoro per il suo mega yacht, che all’interno avrà anche una mini palestra di pugilato e un parco acquatico gonfiabile. Serviranno dai 16 ai 18 mesi.

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Francia in ansia per Paul Seixas: il 19enne si ritira dopo la caduta in discesa. Al Tour mancano tre settimane

L’attesa sta diventando spasmodica. Tanto che oggi il nome di Paul Seixas è già sulla homepage del sito dell’Equipe, sotto solamente alla diretta del Gp di Formula 1. Il 19enne di Lione è la grande speranza del ciclismo d’oltralpe: su di lui pesano tutte le aspettative, il sogno di tornare presto a rivedere un francese vincere il Tour. Per questo adesso la Francia è in ansia per le condizioni del suo giovane talento: Seixas si è ritirato dall’ultima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes, l’ex Giro del Delfinato.

Il fattaccio è avvenuto ieri, sabato 13 giugno, durante la tappa del Grand Colombier. Seixas è caduto malamente in discesa, poi ha fatto un mezzo miracolo per rientrare, ma nell’ultima salita è crollato per lo sforzo eccessivo e ha pagato 1’21” dal vincitore Isaac Del Toro. Oggi ha provato a onorare la corsa, ma si è dovuto arrendere dopo 34 km: già faceva fatica a stare a ruota sul Col du Pré. Segno che comunque la botta ha lasciato delle conseguenze.

L’ammiraglia della Decathlon ha deciso di fermare Seixas, per evitare altri danni. Certo, all’inizio del Tour de France mancano ancora tre settimane: la cronosquadre di Barcellona che apre la Grande Boucle 2026 è in programma sabato 4 luglio, c’è tempo per recuperare. Nel ciclismo attuale, dove la preparazione è cruciale e viene curato sotto ogni aspetto, anche un piccolo imprevisto però può avere degli effetti evidenti sulle prestazioni. In Francia tutti sperano che Seixas possa fin da subito battagliare con Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard per la maglia gialla. Può realisticamente, essendo la sua prima esperienza, potrà puntare al podio, che sarebbe già un risultato enorme. Intanto però deve pensare a guarire. E anche questa sarà una prima volta, dopo una primavera di risultati strabilianti in cui tutto era filato per il verso giusto.

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Knicks campioni NBA, New York in delirio dopo 53 anni: la festa che trasforma la Grande Mela in un paesino di provincia | Le immagini più belle

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Knicks in Five. Si è chiuso così il capitolo delle Finals di NBA che hanno visto trionfare i New York Knicks nella trasferta del Frost Center di San Antonio in Texas contro gli Spurs di Victor Wembanyama e compagni. Il titolo NBA mancava a New York dal 1973 e la lunga attesa ha generato il delirio in città.

È come se i New Yorkers avessero vissuto una vera e propri apnea negli ultimi dieci giorni. La bombola di ossigeno in questione si chiama OG Anunoby, che mercoledì sera aveva messo la ciliegina sulla rimonta clamorosa di 29 punti in casa al Madison Square Garden e che questa notte ha firmato gli ultimi due tiri liberi che hanno portato i Knicks sul punteggio di 94-90, dopo essere stati in svantaggio per gran parte del match.

Tra le strade di Manhattan OG è una divinità. Lui, così come Jalen Brunson, decisamente la maglia più inflazionata in giro, ma anche Hart, KAT, Mcbride e ovviamente il coach Yom Thibodeau, per tutti Thibs. Il sindaco di New York Zhoran Mamdani aveva fatto un patto con i newyorkesi, parlando così in uno dei suoi ormai celebri video social: “New York è la città più grande degli Stati Uniti, ma quando i Knicks vanno bene sembra un paesino di provincia. È come se tutti fossero ossessionati dalla stessa cosa, è semplicemente bellissimo – aggiungendo – divertitevi molto ma siate responsabili, se mai lo sarà, sarà la festa di tutti”.

Probabilmente neanche lui si sarebbe aspettato che al suo primo anno da sindaco i Knicks avrebbero riacciuffato la vittoria NBA dopo 53 anni, in quello che verrà ricordato come uno degli anni più importanti per lo sport newyorkese, tra questo evento epocale e la finale dei mondiali che si terrà proprio al MetLife NYNJ Stadium. Come inizio non male insomma. E il suo augurio, alla fine ha portato fortuna, tanto che Mamdani alla fine ha annunciato una parata pubblica il 18 giugno per festeggiare gli eroi del titolo.

La più alta concentrazione di tifosi risiede tra il West Village, Herlad Square e il Madison Square Garden. Centinaia di migliaia che gridano un solo coro. “Knicks in five”. Tutti ormai hanno imparato i codici delle Finals per le strade della grande mela. Serviva anche questo tipo di vittoria sportiva alla gente di New York per togliersi di dosso la maschera della frenesia e della perfezione, delle formalità e del rigore finanziario. Oggi New York era un piccolo paesino di provincia che esultava, senza alcun limite, per un grande traguardo.

Non risultano feriti e danni gravi, se non per le decine di auto messe a ferro e fuoco, con un alta percentuale di auto delle polizia, i celebri Schoolbus e i camion diventati carri da parata. Ma anche i New York City Cops, come direbbero gli Strokes, riescono a stento a rimanere nella loro divisa. Traspare nei loro occhi un orgoglio e un senso di appartenenza cittadino, quasi come se volessero togliersi tutto per partecipare alla festa. C’è chi tra loro proprio non resiste, e fa i video da mandare alla famiglia.

C’è da dire che da quando è arrivato Donald Trump al Madison Square Garden, lunedì scorso per gara 3, le procedure di sicurezza per transennare l’area interessata sono diventate ormai prassi, creando non pochi disagi alla viabilità cittadina. Il Garden, che i Knicks giochino in casa o fuori casa è una fortezza inaccessibile per tutti, giornalisti compresi. Lo stesso Trump ovviamente proverà a intestarsi la vittoria dato che oggi, 14 giugno compie 80 anni. Ma di questo, per adesso ai New Yorkers interessa poco. Sta per iniziare l’estate più bella di sempre in città.

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