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Evento sismico, ML 4.0, in provincia di Messina del 18 gennaio 2026

Un terremoto di magnitudo Richter ML 4.0 è stato registrato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 14:54 italiane del 18 gennaio 2026,  2 km a sud di Militello Rosmarino, in provincia di Messina, ad una profondità di 8 Km.

Di seguito la tabella con i Comuni entro 10 km dall’epicentro

Il capoluogo di provincia, Messina, dista circa 80 km dall’epicentro, mentre la città di Catania circa 70 Km.

La zona interessata da questo terremoto è caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato.

Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in passato in zone adiacenti all’area epicentrale di questo evento sismico sono avvenuti diversi terremoti, alcuni dei quali anche di magnitudo intorno a magnitudo 5. Ad esempio nella zona a nord-est il catalogo riporta due eventi di magnitudo stimata Mw 5.6 nel 1613 e Mw 5.4 nel 1739, entrambi i con risentimenti massimi fino al IX grado della Scala Mercalli (MCS).

Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che l’area è stata interessata da attività sismica frequente, in particolare nell’anno 2011, nei mesi di giugno e luglio, quando è stata registrata una sequenza sismica con numerosi eventi, il più forte, di magnitudo Mw 4.5, è avvenuto il 23 giugno.

Prima dell’evento di magnitudo 4.0 delle ore 14:54 di oggi, nell’ultima settimana nell’area erano stati localizzati altri 5 terremoti con magnitudo massima ML 2.4. Al momento (15:40 italiane), sono stati localizzati 9 terremoti di bassa magnitudo (magnitudo massima ML 2.1) successivi alla scossa delle 14:54.

La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento stimato fino quasi al IV grado MCS.

Dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai questionari inviati al sito www.hsit.it, in continuo aggiornamento, notiamo che l’evento di questo pomeriggio è stato risentito in tutta l’area dei Monti Nebrodi e in gran parte della provincia di Messina e anche in qualche zona delle vicine province di  Catania e Enna.  I risentimenti arrivano fino al IV grado MCS.

Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo, profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

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Eventi sismici, ML 4.3 e ML 4.1, in provincia di Ravenna del 13 gennaio 2026

Un terremoto di magnitudo Richter ML 4.3 è stato registrato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 09:27 italiane del 13 gennaio 2026,  7 km a sud-ovest di  Russi (provincia di Ravenna). Dopo quasi due minuti, alle ore 09:29 italiane, è stato localizzato un secondo evento di magnitudo ML 4.1, con epicentro a circa 4 km di  distanza dal primo, 8 km ad est di Faenza (RA).  La profondità ipocentrale dei due eventi è stata rispettivamente di 23 e 22 chilometri.

In questa mappa vengono mostrati i due epicentri dei terremoti di magnitudo ML 4.3 (cerchietto arancione) e ML 4.1 (rappresentato dalla stella) di questa mattina alle ore 09:27 e 09:29.

I comuni più vicini agli epicentri di questi due eventi, entro i 10 km, sono: Russi, Cotignola e Faenza in provincia di Ravenna.  La città di Forlì dista circa 11 km dall’epicentro del primo evento.

La zona interessata da questi terremoti è caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato.

Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in quest’area  in passato sono avvenuti diversi terremoti, alcuni dei quali anche di magnitudo pari o superiore a magnitudo 5. Il terremoto di magnitudo maggiore è avvenuto il 4 aprile del 1781 nel Faentino di magnitudo stimata Mw 6.1, che avuto risentimenti fino al 9-10 grado MCS. Sempre nel 1781 il catalogo riporta un secondo evento nel mese di luglio di magnitudo stimata Mw 5.6. 

Da ricordare anche il terremoto dell’11 aprile 1688 nell’area di Cotignola  con magnitudo stimata Mw 5.8 e risentimenti fino al 9 grado MCS.

Guardando la storia sismica di Faenza (RA), estratta dal DBMI15, i risentimenti maggiori sono stati causati proprio dai terremoti del 1781 e del 1688 sopracitati.

Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che l’area è stata interessata da attività sismica frequente, in particolare nell’anno 2000, nei mesi di aprile e maggio, quando è stata registrata una importante sequenza sismica con numerosi eventi anche di magnitudo superiore a 4. L’evento più forte, di magnitudo M 4.5, è avvenuto il 10 maggio.

La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell evento più forte di oggi (ML 4.3) calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC mostra dei livelli di scuotimento stimato fino quasi al V-VI grado MCS.

Entrambi gli eventi registrati  sono stati risentiti in tutta la Romagna e nel Bolognese e nelle aree vicine delle Marche e della Toscana .

Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo, profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Questi risentimenti sono confermati dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai questionari inviati al sito www.hsit.it che è in continuo aggiornamento.


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Evento sismico nel Mar Ionio, ML 5.1, 10 gennaio 2026

Un terremoto di magnitudo ML 5.1 è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 05:53 italiane del 10 gennaio 2026 al largo della costa ionica calabra, ad una profondità di 65 Km. Va notato che per eventi lontani dalla costa, e quindi dalla rete sismica, la profondità ipocentrale è un parametro di difficile determinazione, per cui la stima potrebbe essere rivista con analisi successive.                

La zona interessata dal terremoto odierno è prossima alla regione calabro-sicula caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato.

 

I dati storici disponibili per l’area ci indicano che in particolare l’epicentro del terremoto è localizzato in un’area dove sono riportati diversi eventi di magnitudo inferiore a 5.5. Le aree sismiche più rilevanti sono quelle della Calabria meridionale e dello Stretto di Messina e della Sicilia orientale, poste a 50-100 chilometri di distanza, per le quali sono riportati numerosi eventi di elevata intensità, tra i quali quelli del 1783 in Calabria, del 1908 nella zona dello Stretto e del 1693 in Sicilia sudorientale.

La sismicità più recente dal 1985 in poi, ci mostra come l’area sia stata interessata da un’attività sismica diffusa. I terremoti più rilevanti sono avvenuti nell’entroterra siculo e calabrese, in particolare nella Calabria meridionale. Si ricorda l’evento del 16 aprile 2025 di ML 4.8 che ha interessato la stessa zona lo scorso anno.                                

La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell’evento di oggi, calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra livelli di scuotimento stimati fino al IV grado MCS su un area molto estesa L’evento sismico è stato ampiamente risentito in Sicilia orientale,  in Calabria meridionale ed in Puglia come conferma la mappa dei risentimenti macrosismici ricavata dai numerosi questionari inviati al sito www.hsit.it.

 


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